Mani Calde, Cuore Freddo – Miss Black

Ci provo, perchè sono a casa sola con Satana e Lucifero che sono in piena fase Terrible Two e che in questo momento stanno saltando sul mio letto armati di biscotti e di un ombrello pieghevole che hanno rubato chissà dove mentre io, madre degenere, cerco di scrivere una recensione…..

Qualche anno fa, non so come e non so perchè, ho acquistato il mio primo libro di Miss Black che, cita la biografia “… ha lavorato per anni come mistress, in Italia e all’estero. Si è ritirata e vive in Gran Bretagna. Scrivere per lei è un hobby” e vorrei che fosse chiaro che a me questa versione piace, cioè anche se in realtà fosse un’ultrasessantenne di Bollate che ha sempre fatto la casalinga non lo voglio sapere, e non voglio nemmeno sapere se in realtà è un’autrice che detesto che scrive sotto pseudonimo. A me piace così, come si presenta, se poi è davvero una ex mistress ora rilassata scrittrice, meglio ancora.

Tutto questo inizio prolisso solo per dire che una volta trovata, non l’ho più lasciata andare.

La Trama: Si può finire a letto con qualcuno senza averne l’intenzione? È quello che succede a Kerry Arveda, operativa della CIA alla prima missione sul campo. Il suo obbiettivo è scoprire se un’azienda di componentistica meccanica aggira le sanzioni internazionali verso gli “stati canaglia” e per farlo pensava di fare amicizia con Ethan Fairchild, uno dei dirigenti della compagnia. Ma le cose non sono andate come previsto, anche perché Ethan «non pratica il romanticismo» e il loro primo appuntamento si è trasformato in una sessione di sesso torrido. In un certo senso imbastire una relazione con lui è un modo come un altro per farsi portare in Europa con il gruppo incaricato di incontrare i clienti internazionali, in un altro… Ethan è la persona più fredda del mondo, incredibile a letto, ma senza cuore. Oppure no? Forse le cose non stanno proprio come sembrano… in tutti i sensi.

Ed ora la parola alla giurata – ovviamente spoiler…

Allora, più che una recensione su questo libro nello specifico, che a me è piaciuto moltissimo, come mi piacevano da impazzire i primi….vogliamo parlare di “Comprami” e “Iniziazione al piacere”…de “La Rondine Rossa” e “I Divorziati”? è più che altro una nota di apprezzamento per questa scrittrice perchè come non innamorarsi di questa donna, che scrive di sesso usando termini come cazzo, vagina, squirting, orgasmo e non eufemismi del cazzo che non fanno altro che portarmi ad un passo dall’attacco isterico e, diciamocelo, mettersi a gridare in treno alle 7.45 del mattino “si chiamano capezzoli, non nodini!!!!!!!” potrebbe farmi passare per una squilibrata, invece che per una donna tutto sommato normale che chiama vulva la vulva e cazzo il cazzo.

Cmq. oltre a scrivere bene in modo scorrevole storie che spaziano dal Crime (tra le mie preferite perchè ovviamente crescendo a Quarto Oggiaro non potevo che sviluppare una certa malatissima predilezione per i criminali disadattati) al Romance, passando per il BDSM, per il Fantasy e per lo Sci-fi, ha una capacità non indifferente di rendere ogni cazzo di ambientazione interessante ed ogni storia riesce ad essere plausibile nonostante ci siano sparatorie, aborti praticati in un treno in corsa e roba come trasfigurazioni magiche. C’è un po’ troppa carne al fuoco? No, quantomeno secondo me. Poi ok, ogni tanto ho pensato che non ci fosse un unico scrittore ma almeno tre, poi me ne sono altamente sbattuta le palle perchè è un dettaglio che, onestamente, non mi interessa.

A me interessa il modo in cui Miss Black riesce a presentarci dei personaggi estremamente umani; tutti hanno delle debolezze più o meno evidenti e più o meno invalidanti che li rendono imperfetti e bellissimi, capaci di entrarti nel cuore (alcuni anche nelle mutande) e non uscirne più.

Chiaramente non ho amato tutti i libri nello stesso modo, alcuni [pochissimi in realtà], non mi sono nemmeno piaciuti più di tanto, e meno male….perchè io detesto la fandom spinta, quei fan che non riescono più ad avere un senso critico ma che amano incondizionatamente tutto quello che fa il loro idolo. No, io alcuni li ho trovati mediocri, altri belli, altri ancora stupendi, pochi mi hanno lasciata indifferente. Nessuno mi ha fatto schifo.

A parte rarissimi casi, sia fisicamente che psicologicamente i personaggi presentati non sono perfetti, hanno paure, insicurezze e timori che li rendono simili a noi comuni mortali….poi ok, le donne hanno degli orgasmi pazzeschi e tutti gli uomini hanno dei cazzi di ragguardevoli dimensioni, hanno straordinarie capacità di usare lingua e mani e ti fanno sempre come minimo venire almeno un paio di volte a scopata. Però qui siamo nel territorio del libro erotico e nessuno vorrebbe leggere di uomini con un minipene che non sanno nemmeno come usare.

Nello specifico in questo libro abbiamo una donna insicura del suo aspetto (forse la prima nell’universo di Miss Black che solitamente, grazie a dio, ci presenta donne sicure di se e consapevoli delle proprie qualità) che si trova inaspettatamente a farsi scopare dal suo capo, che non le piace nemmeno più di tanto, è anaffettivo e la tratta come un oggetto sessuale e nient’altro. Tra l’altro la nostra eroina si “sacrifica” per la patria, solo che poi ci prende gusto perchè Ethan, oltre a saper scopare come dio comanda, ha anche qualcosa di indefinibile che la tiene legata e che le fa desiderare di non perderlo. E così, con questa descrizione merdosissima ho banalizzato il tutto.

Ma pazienza.
Per fortuna c’è lei che riesce con libri piuttosto corti (un gran pregio per evitare di diventare ripetitivi ed annoiare) ad approfondire la psicologia dei suoi personaggi che spesso sono malinconici e sofferti, basti pensare a Eve e John in “Comprami”, lui tormentato dalla morte della moglie e lei distrutta da quella del figlio. Come cazzo fai Miss ha riuscire a trasmetterci tutto il loro dolore senza diventare patetica e senza concentrare l’intero racconto su questo tema? Come  fai? Sono gelossissima di questa capacità. Io quando ci provo mi ritrovo con decine di pagine pallosissime che non portano a nulla e annoiano me che le scrivo, figurarsi chi dovrebbe leggerle….

I suoi personaggi maschili non sono quasi mai dei fighi da paura ma spessissimo uomini over 40 interessanti ed estremamente sensuali, con un passato non brillante per quanto riguarda l’amore (matrimoni falliti, perdite, disillusioni) e le sue donne sono spesso decise, in carriera, perfettamente a loro agio con il proprio corpo e la propria sessualità (nota di demerito sono quasi tutte fighe) e forse non lo sanno ancora, ma cercano quello che tutte le donne vogliono: un uomo con il cazzo grosso che le faccia orgasmare in continuazione.

E, ovviamente, l’amore.

In breve, quando esce un libro lo compro a tempo zero e lo leggo nel giro di mezza giornata, poi finisce subito nella cartella “Erotic” del mio kindle, pronto per essere riletto nei momenti di noia letteraria.
Non riesco a spiegare bene perchè mi piacciono tanto, ma credo che sia quel mix di erotismo mai patetico e mai volgare, quell’introspezione sottile che non manca mai, la mancanza di veri e propri stereotipi, l’elasticità mentale delle sue donne e la sensibilità non scontata degli uomini. I criminali poi sono fa-vo-lo-si!!!!!!!!!!!

Persino i lieto fine non mi fanno bestemmiare, giuro.
Riesce ad essere romantica ma non Pucci-Pucci….evita con accuratezza il “SoleCuoreAmorettismo” e non ho ancora trovato tracce di Santamariagorettismo spinto. Perchè, come dico sempre, non mi irrita la felicità altrui, ma come questa viene molestamente, o meno, spiattellata.

Che dire?
Leggete, leggete, leggete.

In poche parole

Un’intera varietà di uomini dai quali mi farei sbatacchiare più che volentieri.

Poschina

 

 

 

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Le età di Lulù – Almudena Grandes

C’è sempre quel libro che avresti voluto leggere e che non hai mai letto, non sai bene perchè ma è rimasto lì, anni ed anni, passando di Wishlist in Wishlist finchè un giorno, senza alcuna ragione apparente, hai deciso di acquistarlo e cominciare a leggerlo.
Di solito diventerà il Libro illuminante della tua personalissima stagione letteraria perchè per quanto mi riguarda, i libri sono come l’Anello di Sauron, hanno un proprio volere ed esercitano il loro potere a piacimento.

La Trama: Per Lulù, protagonista di questa storia, l’erotismo ha i caratteri di un’ossessione, di un richiamo ineludibile che induce a sperimentare le più estreme forme di trasgressione: conseguenza paradossale di una prima, violenta e tenera esperienza avuta a quindici anni con Pablo, amico di famiglia di dodici anni più vecchio di lei, e del loro rapporto, coltivato nella lontananza fino a ritrovarsi e a sposarsi. Ma è, il loro, un rapporto fondato sul libertinaggio: scelta eversiva per Pablo, intellettuale d’opposizione nella Spagna franchista, condanna irredimibile per la sua moglie bambina, costretta nel ruolo di «agnellino bianco con il fiocco rosa».

Ed ora la parola alla giurata

Trascinante.
Se dovessi descrivere questo libro con una sola parola userei trascinante. Una scrittura scorrevolissima, intelligente, bella. Una scrittura che deprime la mia parte più intima, quella che vorrebbe ma non può, che si rende conto che nonostante gli sforzi non potrà mai scrivere così, essere in grado di trasmettere le emozioni in modo tanto deciso e chiaro da portare il lettore a vivere le pagine e non solo a leggerle.

Ed oltre alla scrittura, mi mancherebbe comunque la Storia da scrivere. In questo caso la discesa agli inferi di Lulù, ragazzina sgraziata e un po’ perversa che viene iniziata al sesso dall’unico vero amore della sua vita e poi lasciata allo sbando di una ricerca ossessiva dell’eros, dei corpi, del sentire, dell’appartenere a qualcuno, qualcosa. Figlia di una famiglia talmente numerosa da non avere tempo da dedicarle (“Tu sei forte, te la poi cavare da sola” le dice una colpevolissima madre), ha come unico punto saldo dell’esistenza Pablo, amico del fratello, attivista politico, poeta.

Lulù è giovane, bella, attratta dal sesso come una falena dalla luce di una candela. E Pablo non resiste, non può resistere all’adolescente Lulù, a quella bambina appena cresciuta che lo eccita e sulla quale ha fantasticato da sempre, una quasi sorella erotica e tentatrice, pronta per essere colta dall’albero dell’innocenza.

Pablo non chiede, pretende.
Pablo è la tentazione, l’amore idealizzato, il perno di una bussola impazzita che non indica la strada da seguire ma un crocevia di esperienze, di perversioni, di esperienze che spesso lasciano Lulù disorientata e con un senso di vuoto incolmabile. Quel vuoto che ha da sempre, poco importa se sia dovuto all’assenza di una famiglia troppo numerosa e troppo poco attenta o se dipende soltanto da lei, è un vuoto che solo Pablo, certe volte, può colmare.

E’ un vuoto che accompagna quasi tutte le sue esperienze sessuali, quasi fosse una colpa avere delle fantasie e cercare di realizzarle, spingersi verso il limite, sfiorarlo e poi tirarsi indietro.

E’ un rapporto strano quello tra Lulù e Pablo, due organi saprofiti che dipendono l’uno dall’altra senza mai avere il coraggio di ammetterlo, ma spingendosi a vicenda verso il baratro, verso la ricerca di qualcosa che metta a tacere quella smania di sesso e di gioco perverso che è parte della loro natura.

Indubbiamente è un libro erotico, crudo, passionale e terribilmente realistico, ambientato in una Spagna tardo franchista poco sfavillante e piuttosto deprimente, con il degrado in bella vista e costellata di personaggi ambigui e immorali, vittime dell’avidità o di se stessi. Non ultimo Ely, il transessuale che accompagna Lulù in alcune sue avventure, un personaggio intenso e interessante, parte di una fauna che spesso si preferisce nascondere che mostrare. Un racconto con bagagli psicologici pesantissimi e complessi, che non si possono analizzare in poche righe e che sarebbe superficiale accennare soltanto.

Questo splendido libro prende la polvere che di solito si nasconde sotto il tappeto e la analizza; ricerca di piacere, di estremo, di limiti, di passione. La ricerca di Lulù per un piacere sempre diverso, sempre più estremo, sempre più pericoloso appaga la nostra voglia di trasgressione, per questo seguiamo passo passo questa ragazzina farsi donna e lasciarsi andare alle esperienze più variegate, a volte degradanti, altre profondamente appaganti.

Una ricerca che diventa sempre più ossessiva, morbosa, fino a quando il limite non viene superato, fino a quando ormai è troppo tardi e non resta altro se non la consapevolezza di non poter più tornare indietro; fino al rendersi conto che in fondo l’unica cosa che conta è un abbraccio carico di tenerezza straziante.

Due parole sul sesso.
Questo libro gronda sesso da ogni angolo, sesso sporco, grezzo, a volte violento, altre anestetizzato, sesso parlato, fatto, idealizzato, fantasticato. Sesso in ogni salsa e le descrizioni sono dettagliate e particolareggiate, non c’è nulla di edulcorato, nulla che riporti la mente ad un romanticismo spiccio. Ci sono corpi che sudano, che si aprono, che si feriscono, che si bagnano. Il tutto mostrato senza ostentazione nè vergogna. Ma anche senza alcuna clemenza.

Su tutto, ma soprattutto su Pablo e Lulù, una dolcezza triste e consapevole, una sorta di malinconia per qualcosa che avrebbe potuto essere e non sarà mai. Un’inquietudine fatta di sentimenti repressi, di incesti, di non detti, di amore brutalizzato, incompreso, abortito.

Un amore distorto, analfabeta, che parla attraverso il martirio dei corpi; un Pablo dominante e decadente più per ideologia che per indole ed una Lulù eterna bambina bisognosa di affidarsi ad un uomo che è sì compagno, ma anche padre, per non finire vittima di se stessa. Una storia d’amore malata, brutta, fastidiosa e assolutamente irresistibile.

Che dire?
Chapeau!

In poche parole

Bello….. bello in modo assurdo.

Poschina

Da leggere a quindici anni, per viverlo in spensieratezza e a 35 per godere appieno il bagaglio psicologico dei personaggi. Ma soprattutto da regalare ad una donna alla quale volete davvero tanto bene.

Per Vendetta o per Amore – Madeline Hunter

E’ un Romanzo Introvabile, o almeno così recita la copertina e allora io vi dico “Alzate il vostro culone flaccido dal divano e trovatelo perchè merita”.
Volevo scrivere una recensione di getto, ma ho preferito lasciar decantare un pochino le emozioni e poi la dura e cruda verità è che ho avuto un weekend impegnatissimo nel quale sono anche riuscita ad andare al mare dopo due anni e mezzo di assenza e dopo chili di focaccia e inalazioni di iodio ho le idee decisamente più chiare.

La Trama: Daniel St John ha un terribile passato alle spalle. Colpevole del disastro che ha distrutto la sua famiglia è Andrew Tyndale, di cui Daniel intende vendicarsi. Ma nella sua vita irrompe la giovane Diane, figlia di uno dei complici di Tyndale, che Daniel si era trovato a dover gestire fin da bambina, affidandola a un collegio. Adesso Diane è cresciuta e gli chiede aiuto per farsi strada nel mondo. Così lui la accoglie in casa sua, deciso a presentarla in società come una lontana cugina e a servirsi della sua bellezza per attirare Tyndale. Ma Daniel non ha fatto i conti con l’irresistibile fascino della ragazza…

Ed ora la parola alla giurata

Cercherò di non spoilerare più di quanto non faccia la trama, che secondo me dice un filino troppo.

Comunque ci troviamo di fronte ad un vero eroe tormentato e per gran parte del libro conosceremo solo l’odio profondo che cova e non la causa di tutta questa rabbia. Ed è per questo che a me è piaciuto assai, perchè non viene sviscerato immediatamente il busillisi, ma l’autrice ci tiene in sospeso dalla prima alla quart’ultima pagina (più o meno) in una specie di limbo dal quale intravediamo piccoli scorci di sole ma per lo più brancoliamo nel buio delle ipotesi.

Vi ricorda qualcuno?

Oltretutto Daniel è anche quello che da noi si definisce “un gran figo” e sappiamo per certo che parte dei suoi soldi li ha fatti donando la sua enorme verga a donne abbienti in cambio di finanziamenti di vario genere. E tutte noi sappiamo di poter riassumere questo passato nel mantra “Uno che Scopa Bene” e già questo basterebbe a farmelo amare, sognare, desiderare.

E questo è solo l’inizio perchè, finalmente, abbiamo di fronte un personaggio maschile complesso e interessante, che combatte in ogni modo l’attrazione per la giovane a lui affidata ma che non riesce a resisterle. Un uomo che vorrebbe non provare nulla perchè sarebbe più semplice mettere in pratica il piano di vendetta (sia chiaro che nonostante l’AMMMORE, il Sesso e tutto il resto lui vuole sempre e comunque vendicarsi; ad ogni costo).

Diane, dal canto suo è una giovane donzella che non sa niente del suo passato, pura di cuore senza essere Santamariagorettiana, ha come unico desiderio quello di ritrovare il suo passato per sentirsi parte di qualcosa.
Ovviamente è attratta da Daniel e altrettanto ovviamente gli si concederà senza alcuna remora ed è qui, proprio nella loro prima volta, che si vede quanto l’autrice sia brava perchè contrariamente al 500% dei romance in circolazione, non ci sono multiorgasmi e dichiarazioni svenevoli ma quello scontro tra volontà, sentimento e ragione che impediscono a Daniel e di conseguenza a Diane di “godere” del momento.

Daniel non vuole assolutamente perdere di vista il suo unico obiettivo: La Vendetta (e diosantissimo ha perfettamente ragione), mentre Diane che lo ama a prescindere, vuole solo donargli il suo amore. E non aspettatevi la solita prima volta con lui che di colpo apprende il “miracolo della vita” grazie a lei oppure i fuochi d’artificio rosa con confetti malva e quintali di frosting al burro ma piuttosto una bella, improvvisa doccia gelida.

Nonostante tutto però, quanto Daniel cova rabbia, frustrazione e sete di vendetta, tanto in Diane prosperano l’amore e l’accettazione dell’altro.

Ma che tenerezza e che puccismo direte voi.
Ed infatti per quanto mi riguarda l’unica nota dolente sono le ultime pagine un filino troppo “sole – cuore – amore”.
Ma gliele perdono tutte senza alcun problema e senza pentimenti, perchè il resto del libro funziona; funziona l’introspezione, funzionano le motivazioni di ciascun personaggio, funziona anche una certa lentezza narrativa. E tutto ciò solo grazie alla bravura dell’autrice che ci accompagna in una traversata nelle debolezze umane, con delicatezza e tatto e con tanta passione, che sia per la vendetta, per il sesso, per l’amore o, cosa più importante, per l’accettazione di un passato che nulla può cambiare.

Che poi è la stessa sensibilità che avevo già notato qui e che avevo amato con ogni atomo del mio corpo.

In poche parole

Un eroe romantico che scopa bene. Di più non si poteva chiedere.

Poschina

p.s. Ho già acquistato il cartaceo del resto della serie….ebbene sì, ce ne sono altri 4 che attendono le mie attenzioni.

Qui sotto la copertina della vecchia edizione. E mi sovviene l’antico mantra “più la copertina è merdosa, più il libro è bello”. Stavolta funziona.

Tentare di non amarti – Amabile Giusti

Io guardo The Walking Dead.
Lo guardo perchè il Pilot mi aveva folgorata.
Poi la serie è svaccata, ma non è di questo che vi voglio parlare. Parlo di TWD solo perchè qualche mese fa, mentre chiacchieravo con un amico e gli vomitavo addosso tutte quelle assurdità che ormai ci propinano in ogni puntata lui mi ha fatta riflettere sul fatto che se durante un episodio passo il tempo a smadonnare perchè trovo assurdo che durante un’apocalisse zombie le protagoniste abbiano le sopracciglia sempre perfettamente a posto, i capelli pettinatissimi, i vestiti non sgualciti e non abbiano problemi a gestire il mestruo; significa che ormai la storia non riesce più a prenderti e a farti sorvolare tutti gli anacronismi che contiene.

Ecco, appunto.
Lo stesso vale per i libri.
Se durante la lettura mi ritrovo ad alzare continuamente gli occhi al cielo, sbuffare, arzigogolare pensieri sull’assurdità e improbabilità di certe situazioni, vuol dire che il libro è scritto proprio di merda e non riesce ad appassionarmi al punto di sorvolare su tutto e perderti integralmente nella storia. E quello che cerco in modo ossessivo è proprio quel dimenticare dove sei, con chi e perchè, presa esclusivamente dalla fotta di leggere, leggere, leggere, fino ad arrivare al tanto agognato finale per poi pentirmi di aver divorato le pagine ed essere assalita dal triste e disperato lutto da fine libro.

E dopo mesi e mesi, finalmente, ho trovato un libro che mi ha tenuta incollata alle pagine, ora dopo ora, pappa alla tapioca dopo pappa alla crema di riso, pannolino dopo pannolino, dalla mattina a notte inoltrata, perchè dovevo sapere come sarebbe andata a finire [ho iniziato alle 10.30 e concluso alle 23.45].

Tentare di non amarti amabile giusti

La Trama: Penelope ha ventidue anni ed è una ragazza romantica e coraggiosa con una ciocca di capelli rosa e le unghie decorate con disegni bizzarri. Orfana, vive con la nonna malata nella misera periferia di una città americana, e ha rinunciato al college per starle vicina. Di notte prepara cocktail in un locale e di giorno lavora in biblioteca. Aspetta l’amore da sempre, quello con la A maiuscola. Un giorno Marcus, il nuovo vicino, entra nella vita di Penny come un ciclone. È tutt’altro che l’eroe sognato: ha venticinque anni, è rude, coperto di tatuaggi, ha gli occhi grigio ghiaccio e un piglio minaccioso. È in libertà vigilata e fa il buttafuori in un club. Tra i due nasce subito ostilità e sospetto ma, conoscendosi meglio, scopriranno di avere entrambi un passato doloroso e violento, ricordi da cancellare e segreti da nascondere.

Ed ora la parola alla giurata – cercherò di non spoilerare ma qualcosa mi scapperà di sicuro.

Capiamoci.
Non è il mio genere. Post-adolescenti. Sad Story. Nuovo millennio. Lieto fine.
Però a scrivere è Amabile Giusti. Non una qualsiasi. Non una di quelle che sono tutte cicci bucci – sole cuore amore, ma una che ha scritto un libro che mi è entrato dentro ed ha scavato fino alle ossa, ed altri libri che ho letto, apprezzato e consigliato. Quindi sapevo che non mi sarei trovata invischiata in una storia piena di americanate con la classicissima ragazza acqua e sapone che aspira alla santità ed al classico bello da copertina tutto muscoli, cazzo grosso e interiorità zero. E così è stato.

Penelope è una ragazza per certi versi ingenua e inesperta che detesta mostrarsi debole e che vive con la nonna in un posto di merda che non ha nemmeno la luce sulle scale. E’ la classica ragazza normale che la prima volta che viene cagata dal figo di turno ne è talmente lusingata da fidarsi immediatamente salvo poi scoprire che il figaccione è uno stalker del cazzo che non le dà tregua. Quando torna a casa dal lavoro si caga sotto dalla paura di trovarselo di fronte e si aggira terrorizzata per i cunicoli del palazzo fino a che, una sera, non scopre di essere seguita da un tizio con una torcia, che si rivelerà essere il suo nuovo vicino di casa; un figo da paura, grande, grosso, con un membro di notevoli dimensioni (al momento non lo sappiamo ma lo scopriremo presto) che sa ovviamente usare come dio comanda, ex galeotto e rude come un guerriero scozzese d’altri tempi. In pratica: l’uomo che ogni donna sogna, sia per farsi ripassare come ogni donna dovrebbe essere ripassata almeno una volta nella vita, sia per vederlo capitolare in preda all’amore più puro ed adolescenziale.

Si incontrano così, per caso, una sera qualsiasi, e da qui parte una storia d’amore tenera e passionale, fatta di incomprensioni, rivelazioni, silenzi e tanto altro che non voglio spoilerare perchè toglierei il gusto della lettura.
Non aspettatevi però quel romanticismo stucchevole e noioso che alberga nella maggior parte dei libri che si aggirano tra i 2,99 e i 5,99 €. E nemmeno un dominatore che nel giro di due pagine la fa sua a furia di orgasmi multipli provocati da frustate e fustigate (grazie a dio perchè ne ho proprio piene le palle).

Una delle cose che ho apprezzato di più è la calma con cui la storia d’amore si dipana. Non accade tutto in un paio di sguardi ma, nonostante non passino decine di mesi, c’è un’evoluzione del rapporto che è realistica nonostante di realistico e plausibile nella storia ci sia ben poco. Se analizzassi il plot con il cinismo che mi contraddistingue e che mi domina quando trovo un libro scritto di merda che vomita banalità a destra e a sinistra, potrei affermare senza paura di essere smentita, che poco di quello che accade nel libro è compatibile con la realtà. Alcune situazioni sono oggettivamente al limite del plausibile, ed altre assolutamente eccessive, ma la verità è che mentre leggevo di tutto ciò non me ne fregava una beneamata.
L’unica cosa a cui riuscivo a pensare era leggere subito il prossimo capitolo per capire come si sarebbe evoluta la storia. Ho macinato voracemente ciascuna pagina, gustandomi ogni gesto, sguardo, silenzio in spasmodica attesa.
E cazzarola se Amabile è capace di creare questa fotta di sapere cosa succederà dopo….

Così, mordendomi le mani ogni volta che mi trovavo costretta ad interrompere la lettura, sono arrivata alla fine, che per quanto mi riguarda è troppo rapida. Che poi, detto da me che detesto il perdersi in finali lunghi con profusione di “mi ami? ma quanto mi ami?” sembra pure un controsenso…. ma non avrei voluto che finisse, egoisticamente avrei preferito leggere altre cento pagine di Penny e Marcus, dei loro dialoghi, dei loro silenzi.

Quindi è tutto oro quello che luccica?

No.
Alcune cose non mi sono piaciute.
I capitoli relativi a Marcus mi sono sembrati eccessivamente sbrigativi. Capisco la necessità di sottolineare con lo stile di scrittura la personalità di Marcus, tuttavia penso che una maggior introspezione, meno frettolosa e più riflessiva avrebbe giovato al romanzo e avrebbe potuto sviscerare meglio la sfaccettata personalità del nostro eroe, o quantomeno mostrare il cambiamento interiore avvenuto da quando incontra Penny la prima volta a quando si frequentano assiduamente.
Alla fine tutto scorre così velocemente da lasciare un po’ l’amaro in bocca.
Avrei preferito un maggior approfondimento sia sulla vita di Penny che di Marcus perchè se è vero che l’amore è amore e può superare barriere ed anni di lontananza, è anche vero che gli anni e la lontananza cambiano le persone. La Miss Marple che alberga in me avrebbe voluto una finestra aperta sui cambiamenti che il tempo ha inflitto ai piccioncini.

Detto questo, mi sento di consigliare vivamente questo romanzo. Avrei fatto alcune cose in modo diverso ma quanto appena scritto non va ad intaccare l’ottima impressione che questo libro mi ha lasciato (al punto che ho già messo la versione cartacea nel carrello di Amazon per il prossimo ordine). E’ sempre più raro trovare libri scritti bene, che scorrono come freschi torrenti altoatesini e lasciano addosso una spensieratezza ed una soddisfazione che fanno dimenticare la massa di alberi massacrati per pubblicare 50 sfumature in edizione economica e non.

E non pensate che io prenda una mazzetta dalla Giusti per parlar bene dei suoi libri perchè non è certo colpa mia se è capace di scrivere, e poi onestamente a “L’Orgoglio dei Richmond” ho dato 5, perchè sul romance storico ho le mie incrollabili fisime che nemmeno la scrittura di Amabile è riuscita a infrangere.

Bene care amiche/cari amici, ora vi abbandono.
Sgattaiolo a farmi una camomillona e a leggere “Peccato Originale: L’Innocenza” della Reisz che purtroppo oggi alle 17.30 circa ha cominciato a svaccare alla grande. Peccato perchè la prima metà del libro mi aveva davvero coinvolta. Le do altre 20/30 pagine poi se va avanti così la defenestro senza sensi di colpa.

Fuck The Police !!!!

Poschina

P.s. Ogni qualvolta mi ritrovavo a leggere la parola Marcus il mio cuore tornava a lui: Marcus Fenix…dio quanto mi manca giocare a Gears of War. Marcus, ti amerò per sempre.

Piacevole Sbaglio – Karen Hawkins

Nope….Nope….Nope….Nope
No, ragazzi, così non va. Il mese era partito bene e poi….che succede? Incappo prima nel mostro/Calibano/Apollo e via dicendo e poi nel Coito Interrotto dei Coiti Interrotti. Mi ero dimenticata di aver letto in precedenza altri libri di questa autrice a due dei quali avevo dato un bel 5 pieno, ho scoperto solo ora che appartenevano ad una trilogia che comincia proprio con “Piacevole Sbaglio”.
Questo nuovo tentativo è un gradino sopra ma è e resterà sempre un cazzo di coito interrotto.
Porca Merda !!!!

piacevole

La Trama: Come deve comportarsi una rispettabile giovane donna rapita per errore dal nobiluomo che sta per sposare sua cugina? Può cogliere l’occasione al volo! Tanto più che Julia Frant è da anni segretamente innamorata dell’affascinante Alec MacLean, visconte di Hunterston. Accortosi dello sbaglio, Alec non ha possibilità di rimediare: deve sposarsi entro la mezzanotte o perderà l’eredità del nonno. Tuttavia accoglie di buon grado lo scambio della sposa scoprendo che, a differenza della sua gelida e calcolatrice fidanzata, Julia è piena di passione e di bontà. Senza contare che, quando la prende tra le braccia per baciarla, improvvisamente l’eredità diventa l’ultimo dei suoi pensieri.

Ed ora la parola alla giurata

Siamo onesti, il libro non è mica brutto. E non è nemmeno scritto male…. anzi. Per certi versi devo ammettere che ha un suo perchè.
L’inizio è folgorante.
Siamo nel regno del Superclassicone: lui deve sposarsi entro un tot di ore per prendersi una fracca di soldi ed ha organizzato la fuitina con una stronza civetta interessata solo ai soldi ed invece in carrozza si ritrova la cugina americana di lei che è, oggettivamente, un cesso.

Viene descritta come una specie di topo occhialuto, scialbo e pedante quindi ci immaginiamo che NESSUNO se la voglia scopare, come capita nella vita reale nella quale sguazziamo tutte noi donne normali.
Ma.
Ma qui siamo nel Deep Throat Romance (a seguire DTR) e quindi il cesso di turno è in realtà una gran figa sotto mentite spoglie.
Come scoprire che è una gran figa?
Mettendole 6 metri di lingua in bocca e scoprendo che questo contatto intimo genera un’erezione imponente. La locuzione più usata è “Appena le sue labbra incontrarono quelle dischiuse di lei, intuì che c’era qualcosa di diverso da tutti gli altri baci” o roba moooooooooooolto simile.

Ma quando cazzo mai?
Quando slinguazzai per la prima volta con l’attuale occupante di casa mia, non ho sentito nessun “brivido diverso” ma semplicemente il classico picco di eccitazione, ovvio che se mi avesse fatto schifo non avrei prolungato la cosa. Ma questo “Bacio diverso da tutti gli altri”….cos’è? dov’è? com’è? Ma soprattutto…. Perchè?!?!

In questo specifico caso ovviamente era diverso da quello che il nostro meraviglioso Alec si aspettava, lui credeva di baciare Therese e invece era il MOSTRO. Solo che il suddetto mostro, invece di essere tutta moine e controllo è uno zoccolone che aspetta solo di essere posseduto. E pare, dico pare perchè sono voci di corridoio Romance, che questo faccia sbroccare gli uomini. Quelli belli, titolati e superdotati. Quindi ricordatevi che dovete sembrare un cesso e poi, quando lui vi bacerà (sul come farsi baciare sembrando un cesso lavoreremo un’altra volta) dovete “aprirvi a lui come un ranuncolo ad aprile”, si insomma spiattellatevi addosso al suo statuario corpo, strusciatevi, sospirate, ciucciategli la lingua manco fosse un lecca lecca alla coca-cola e fate scintillare gli occhi.

Questo è sufficiente ad attirare la sua attenzione e contemporaneamente, ostentando sempre un’aria da innocentina (se lo siete davvero avete fatto il botto, cominciate a preparare le partecipazioni), guardatelo con un misto di eccitazione e fastidio. In questo modo lui vorrà possedervi seduta stante, ma si tratterrà per rispettare la vostra verginità.

E qui siamo al 4% del libro.

Il resto procede con un matrimonio non consumato e lo scoprire di Alec che il CESSO è intelligente, caparbia, sexyssima e anche una fanatica dell’impegno sociale e lei i soldi non li vuole per comprarsi il Clarisonic completo di tutte le spazzoline, ma per fare del bene. Per operare a favore dei diritti delle donne disadattate, dei bambini poveri, dei cani abbandonati e via dicendo. Non come me, che per prima cosa comprerei l’intera fornitura dei prodotti “La Prairie” dimostrandomi interessata solo a me medesima. No, lei aspira alla santità e lui è perso. La ama ma ancora non se ne rende conto e lo dimostra evitando di portarsela a letto perchè il loro è un matrimonio di facciata. Sì, avete capito bene, pochissime scene di sesso. Ripeto: pochissime scene di sesso.

Però si indugia sui baci e tutto quello che riguarda la seduzione e la crescente attrazione tra i due funziona a meraviglia. Anzi, alcune situazioni sono davvero intriganti… strusciamenti, sguardi, slinguazzatone……Tutto quello che ci si aspetta da un DTR.

Ma allora, cosa rende questo libro un “coito interrotto”?

Semplice.
Il fatto che lentamente, dalla seduzione e dalla pruriginosità, si passi ad una profusione di zucchero e miele. Di buoni sentimenti (più buoni della bontà di lei ed è tutto dire) e ci si riduca al classico Sole _ Cuore _ Ammmmmore che io, onestamente, un po’ detesto. O meglio, lo detesto quando è troppo marcato, o manca l’ironia, oppure semplicemente quando mi aspettavo la passione e mi ritrovo “quel che resta di un libertino” assoggettato ai più nobili sentimenti.

Per capirci meglio è l’equivalente di essere sull’orlo dell’orgasmo e non raggiungerlo mai, oppure, se preferite metafore meno spinte, essere ad un passo dallo starnuto ed essere impossibilitati a farlo. Due cose che fanno incazzare in egual misura.

E poi c’è un orripilante epilogo ed io l’epilogo di merda non riesco a perdonarlo.

In poche parole

Oh sì !!! Sì…. ancora, ti prego…. così…. ancora….sto venen……. Hei  !!! Ma dove cazzo stai andando? Mi lasci così? Con l’orgasmo interrotto?

Poschina

Postilla

Mi sono appena riletta due libri (a cui avevo affibbiato un 5) della stessa autrice per scoprire che il Coito Interrotto Style è il suo marchio di fabbrica. Facciamocene una ragione….

Cime Tempestose – Emily Bronte

Stavo facendo una recensione di Venetia di Georgette Heyer ma mi sono bloccata. Leggo poche cose nuove (mi sono appena riletta TUTTA Miss Black) e in questo particolare periodo ho dei cazzi per la testa che mi impediscono di concentrarmi pienamente sulla lettura. Bei cazzi, per carità. Avercene di cazzi così. Ben proporzionati, belli da vedere, nuovi da sperimentare….
Si beh. Non che ve ne freghi qualcosa.
Ma tra un pensiero e l’altro sono incappata nel lato oscuro del Romance, ossia uno dei libri con un concentrato di cattiveria e barbarie impressionante. Lui; il semplicemente adorabile “Cime Tempestose”.

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La Trama: Il romanzo di Emily Brontë narra la storia di Heathcliff, del suo amore per Catherine, e di come questa passione alla fine li distrugga entrambi.

Ed ora la parola alla giurata

Se Jane Eyre è l’antesignano di tutti gli Harmony, Cime Tempestose è il lato oscuro del Romance. E quando dico oscuro, intendo quelle passioni malate, distorte, insalubri che portano solo morte e distruzione. Dio…. quanto amo questo libro.

La prima volta che mi approccio all’impronunciabile Wuthering Heights, ho circa quindici anni e sto uscendo a fatica dall’infatuazione per Edward Rochester. Potete immaginarvi senza fatica lo shock emotivo nel trovarmi di fronte ad un eroe che è l’antieroe di se stesso, un uomo brutale, vendicativo, cattivo fino al midollo, capace di passioni violente e inarrestabili e di gesti ingiustificabili che non hanno fatto altro che alimentare le mie fantasie adolescenziali, spingendomi, per il resto della vita, a cercare un bagliore Heathcliffiano negli uomini che ho conosciuto.

E’ difatti noto all’umanità che se devo scegliere tra l’eroe senza macchia  e senza paura ed un bastardo che, quasi sicuramente, maltratterà la nostra eroina prima di arrendersi all’Ammmore, io sceglierò sempre e comunque il secondo, senza ombra di dubbio. Altrimenti come spieghereste la mia passione per gentaglia come Christopher o Guy? Sì, è solo colpa di quel grandissimo infame di Heathcliff e della sua fottutissima cattiveria non poi così gratuita se con me il bastardo ha sempre avuto vita facile.

Ma passiamo a noi.

Primo: se proprio dovete guardare una trasposizione cinematografica scegliete quella attempata con Laurence Olivier. Per dio; evitate come la peste l’imbarazzante versione Rai caratterizzata da Alessio Boni con un castoro morto in testa e saltate a piè pari quella con Ralph Finnes e nonricordopiùchialtro perchè a me è partito il fottone dopo dieci minuti.

Secondo: Alla tizia che nelle recensioni Amazon ha scritto “libro noioso, lento….” e via dicendo farei leggere a ripetizione “I Malavoglia” rigorosamente in ginocchio sui ceci.

Ma passiamo a noi (e due)…

Nella sperduta campagna inglese vive una famiglia composta da mamma, papà e due figli viziatissimi. Un giorno il padre va in viaggio e al ritorno si trascina dietro un sudicio bambino (e NESSUNO riesce a togliermi dalla testa che sia il suo figlio bastardo avuto da quale prostituta di origine mediterranea). Fatto sta che il bimbo in questione si dimostra abituato agli abusi e piuttosto coriaceo nel carattere. Paparino ha una spiccatissima predilezione per il bastardello e la giovane, viziata, insopportabile Catherine, comincia a nutrite un affetto sospetto per il moro trovatello.

Quando il vecchio schiatta, il figlio Hindley diventa proprietario della tenuta e comincia a tiranneggiare il povero, bello, sicuramente superdotato Heathcliff, mandandolo a fare i peggio lavori ed inasprendo così un carattere già ai limiti del sociopatico.

Una sera mentre il bastradello e la viziatona stanno spiando i ricchi vicini di casa (notare che viene specificato come ridano di loro), vengono scoperti e a seguito dell’aizzamento dei cani contro gli intrusi, la viziatella viene ferita. Quando si rendono conto di chi hanno tra le mani, cominciano a trattarla da “little Princess” mentre scacciano il povero Heathcliff manco fosse il figlio del figlio della serva.

Da questo momento in poi assisteremo alla lenta ed inesorabile discesa negli inferi.

Catherine non farà altro che esaltare quei pappamolle dei Linton facendo morire dentro Heathcliff, ed essendo sempre stata vittima di vanità e aspirazione alla ricchezza, comincerà a comportarsi da piccola puttanella altolocata. Il bastardello verrà lasciato da parte sempre più spesso fino al giorno in cui, origliando, sentirà Catherine dire alla domestica che “non potrà mai stare con un buzzurro come Heathcliff e che si vergogna di lui”.

Ed ecco il BM di tutta la storia.

Heathcliff, ascoltate queste parole poco lusinghiere fugge e non rimane a sufficienza ad origliare per sentire la puttanella cosmica dichiarare “Io lo amo, siamo affini, mi conosce meglio di chiunque altro, non posso pensare ad un’esistenza senza di lui” ed altre smielate del genere.
Dopo aver fatto outing con la domestica, si scopre la fuga di Heathcliff e Catherine ne rimane talmente sconvolta da sposare il giovane, noioso, molle, antipatico erede dei Linton.

Tre anni dopo (Minchia 3 anni !!!) un gran figo si affaccia in quel della landa desolata. E’ lui. Il vendicativo Heathcliff che ha passato il tempo acculturandosi, ripulendosi, infighendosi e accumulando denaro [scommetto la mia tetta sinistra che ha fatto il tutto in modo illegale]. Torna a casa, sottrae l’antica magione all’odiatissimo Hindley che ormai è uno sbevazzone dedito al gioco e poi si presenta a casa Linton per dimostrare quanto sia notevolmente figo. Catherine per poco non ci rimane secca e quella cretina, superficiale, stupida della sorella di Edgar: Isabella, si invaghisce del bel tenebroso al punto di convincersi che lui la ami…. ahahahahhahahahaha… mio dio Isabella, sei la vergogna del nostro sesso. Ma non lo sai che uomini come Heathcliff amano una sola volta ed è per sempre? Ma dico io !!!! E’ l’ABC delle relazioni con un sociopatico.

Cmq. Catherine insiste nel cercare di convincere Isabella che il figaccione non la ama proprio per un cazzo e anzi, che le fa la corte solo per indispettire Edgar e per far soffrire lei. Purtroppo Catherine non conosceva la sottile arte della psicologia inversa e con il suo maniacale impegno nel dissuadere la cognata, non fa altro che spingerla tra le braccia e nel letto dell’amato Heathcliff. Una volta sposati, lui la maltratta psico-fisicamente e voi donnicciuole che leggete di uomini dominanti e brutali, finchè non avete letto questo libro non potete avere idea di cosa significhi la parola prevaricazione.

A questo punto Catherine è praticamente sull’orlo dell’esaurimento nervoso, oltre ad essere, ovviamente, gravida. Ama ancora appassionatamente e visceralmente il bastardello e lui è sempre più crudele con tutti, cosa che la fa soffrire perchè vogliono farci credere che, in fondo, lei sia una pura di cuore. Mentre giace quasi sul letto di morte, con il pancione al nono mese, Heathcliff corre da lei ed in una scena straziantissima i due ex fratellastri, ex amanti, ex rivali, si dichiarano eterno amore. Poi lei mette al mondo una splendida bambina e schiatta.

Se possibile, Heathcliff peggiora sensibilmente e schiavizza chiunque. Sua moglie, il figlio, il figlio di Hindley e la figlia di Catherine e anche i cani. Tutti vittime della profonda infelicità di quest’uomo. Ed il fatto che io provi per lui una certa compassione e che lo reputi a tutti gli effetti l’Eroe degli Antieroi, la dice lunga su quanto abbia bisogno di un aiuto psicologico.

Poi certo, qui siamo solo a metà libro e di cose ne devono succedere un botto, ma riguardano la storia tra Hareton (figlio di Hindley) e Catherine Jr., è un pappone atto a dimostrarci come le cose tra Heathcliff e Catherine avrebbero potuto essere se il destino non fosse stato avverso e a noi, della versione edulcorata della storia, non frega assolutamente niente.

Finirà bene?
NO, cazzo !!!! E’ uno dei motivi che mi fa amare questo libro oltre ogni immaginazione.
Finisce con Heathcliff che ossessionato dal fantasma di Catherine, fugge di casa disperato, va al cimitero, dissotterra quel che resta della sua amata e poi viene trovato defunto nel suo letto, così decidono di seppellirlo vicino alla sua adorata zoccoletta.

Ah, che bella storia d’amore.
Triste, disperata, avvilente, degradante, mortificante…. eppure così perfetta. Nell’immaginario collettivo, infatti, questa storia dominata da passioni violente, gelosie estreme, atti di egoismo al limite del tollerabile, prevaricazioni di ogni tipo e soprattutto da testardaggine infinita, è considerata una Grande Storia d’Amore.
E non sia mai che io mi discosti dall’immaginario collettivo.

Io ci sguazzo nell’immaginario collettivo.

Ma non voglio chiudere senza dirvi che io considero Catherine una donna insopportabile. Vanitosa, vittima dell’idolatria della ricchezza, superficiale, accentratrice e soprattutto la causa di tutti i mali del mio povero, sensibile Heathcliff.

In poche parole

Out on the winding, windy moors we’d roll and fall in green. You had a temper, like my jealousy too hot, too greedy. How could you leave me? When I needed to possess you?
I hated you, I loved you too (K. Bush)

Poschina

Una Paziente Conquista _ Sherry Thomas

Sherry Thomas è una scrittrice che non ho ancora ben inquadrato. Intime Promesse mi aveva piacevolemente stupita, poi però purtroppo, ero rimasta abbastaza delusa da Tentazioni deliziose. Ho deciso di ritentare la fortuna con Una paziente conquista e oggettivamente, trovarmi quasi a piangere dalla commozione sul treno delle 18.32 in un freddo venerdì sera, deve essere considerato un successone. Certo, se escludiamo il violentissimo imbarazzo nel rendermi conto di essere stata abbandonata dal mio proverbiale cinismo.

ROMANZI_1102La Trama: I genitori di Millie, borghesi arricchiti, vogliono per la figlia diciassettenne un marito titolato. Il giovane lord Fitzhugh, che ha ereditato una proprietà diroccata e molti debiti, è lo sposo perfetto. Ma se per Millie scatta il colpo di fulmine, Fitz invece prova per lei solo avversione, dato che sarà costretto a rinunciare a una fidanzata bellissima. Viene quindi stipulato un patto: la consumazione del matrimonio verrà rinviata di otto anni e, generato un erede, i due coniugi condurranno vite separate. Tuttavia, all’approssimarsi della scadenza, quando l’amicizia nata fra loro fa sperare a Millie di poter infine conquistare il marito, inaspettatamente ricompare la vecchia fidanzata…

Ed ora la parola alla giurata – piccoli spoiler semi innocui

Una delle caratteristiche che amo di più di questa autrice, è la sua capacità di entrare nei personaggi e far sentire al lettore tutto il loro mondo interiore. E se da una parte, avrei preso a calci Millie per la sua incredibile capacità di annullarsi in funzione dell’uomo che ama, dall’altra, ho ammirato la forza di volontà di questa ragazza, profondamente e irrimediabilmente innamorata del suo futuro marito, il quale, a pochi giorni dalle nozze, le dice apertamente che è stato costretto al matrimonio e che non la amerà mai in quanto il suo cuore appartiene ad un’altra.

Sono distante anni luce da questa eroina.
Mi mancano completamente la propensione al sacrificio, l’altruismo incondizionato, il votarsi al bene altrui.
Ma so benissimo cosa voglia dire stamparsi in faccia un bel sorriso, fare conversazione, intrattenere, compiacere, mentre l’infelicità ti stritola l’anima. E’ forse per questo che mi sono ritrovata profondamente commossa dalle vicissitudini di questa ragazza, che vede il suo sogno d’amore sgretolarsi davanti ai suoi occhi senza poter fare nulla per impedirlo e soprattutto essendo pienamente conscia di dover convivere per il resto della vita con un uomo che per lei non prova nulla, se non, quantomeno all’inizio, un odio viscerale essendo la sua futura moglie la principale causa della profonda infelicità che lo attanaglia.

Al contrario di quanto potrebbe sembrare all’inizio, Millie è una ragazza prima ed una donna poi, dotata di una forza straordinaria. Sensibile, caparbia, intelligente e sagace, fa di tutto per smettere di sperare che prima o poi il marito si accorga di lei e nonostante gli sforzi, ogni volta che lui le dedica attenzioni, lei ricasca nell’assurda speranza adolescenziale di poter essere per lui qualcosa di più dell’autera, perfetta, composta consorte.

La vita della coppia comincia con la peggior luna di miele della storia, dalla quale possiamo evincere nel giro di pochissime pagine quanto Fitz sia debole e immaturo e quanto Millie invece  sia pragmatica e lucida. La vita matrimoniale scorre negli anni intervallata dalle crisi di insofferenza di Fitz e da una costante dimostrazione di stoicismo da parte della moglie che non solo è sempre pronta ad essere l’ancora nella quale aggrapparsi nei momenti bui, ma soprattutto che gli lascia una libertà di azione extraconiugale ai limiti dell’umano. Fitz infatti passa la sua vita da un’amante all’altra senza che questo, apparentemente, turbi la sua placida mogliettina.

Certo, le cose cambiano quando Fitz le dice serenamente che la donna che ha sempre amato è tornata a Londra e che lui ha intenzione di intraprendere con lei la relazione che non ha potuto avere otto anni prima proprio a causa del matrimonio. Tuttavia, per onorare il patto fattole anni prima, afferma che prima di tornare tra le braccia della zoccolissima Isabelle ha intenzione di consumare finalmente il matrimonio e di mettere al mondo un erede.
A quel punto il cieco, ottuso, adolescenziale Fitz, si accorge che la moglie ha dei comportamenti che solitamente non le appartengono e comincia a ragionare su quella che è stata la sua compagna per otto anni e sulla strana richiesta che lei gli a pochi giorni dalle nozze: avere un matrimonio bianco per i successivi otto lunghissimi anni.

Questo è il BM della storia.

Fitz pensa che lei non voglia andare a letto con lui in quanto non innamorata nè interessata, mentre lei fa questa richiesta apparentemente folle perchè sa benissimo che se ci andasse a letto perderebbe completamente la testa e non riuscirebbe più ad accettare una vita coniugale costellata di amanti ed avventure frivole.

Inutile sottolineare che l’unico ciula che non si è reso conto di quanto sua moglie sia innamorata di lui, è proprio il nostro bellissimo, dotatissimo Fitz; sorelle, amici e parenti le ripetono continuamente che prima o poi lui aprirà gli occhi e si accorgerà della fortuna che ha avuto a sposarla mentre lui continua, ostinatamente, a pensare alla sua fiamma adolescenziale; la procace, esuberante, futile Isabelle.

Alla fine l’idiota, si renderà conto di quale tra le due è la donna che veramente ama?

Al solito il libro è strutturato con un costante alternarsi tra il passato e il presente. Splendidi tutti i flascback e accattivante la second story tra la sorella di lui Helena e l’amico di famiglia Hastings.

Mi è piaciuto al punto che non sono riuscita a chiudere il kindle fino a che non ho letto la parola fine ed erano più o meno le 4.20 del mattino. Una roba che non mi capitava da non so quanto tempo.
Brava Sherry, brava davvero.
Sei persino riuscita a strapparmi una lacrimuccia e ti sei meritata tutta la mia ammirazione tirando fuori una delle frasi più belle sull’infelicità che abbia letto negli ultimi anni: “L’infelicità era davvero tanto invisibile? O la gente preferiva semplicemente girarsi dall’altra parte, come con i lebbrosi?”

In poche parole

Quando si dice “rimanere ancorati al passato”……

Poschina

Intime Promesse – Sherry Thomas

Ho acquistato questo libro il primo settembre e l’ho impunemente lasciato in giacenza tra i libri da leggere in un futuro non determinato perchè ogni tanto ho dei picchi di coglionaggine immensi.
Pensavo fosse noioso.
Pensavo che fosse un pappone pallosissimo su una coppia di età avanzata che resta separata per anni, poi lei chiede il divorzio e lui decide di rendergliela difficile perchè è uno stronzo.
La realtà però si è rivelata profondamente diversa.

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La Trama: Da oltre dieci anni sono separati dall’oceano: lei a Londra, lui a New York. Il matrimonio tra lord e lady Tremaine è perfetto, basato sul rispetto, la cortesia e… la distanza. Difficile trovare un compromesso migliore per la società vittoriana. Nessuno si spiega, però, cosa possa aver messo fine a una passione così intensa. Uno scomodo segreto, l’orgoglio dettato da parole troppo a lungo taciute e un’ambizione spregiudicata hanno deciso per loro. Ma adesso una richiesta di divorzio sconvolge l’equilibrio finora mantenuto. Un accordo privato e una scadenza che rimanda tutto all’anno seguente decideranno se la coppia più invidiata di Londra sarà in grado di ricucire gli strappi del tempo oppure se dovrà separarsi per sempre.

Ed ora la parola alla giurata

Se escludiamo le ultime 5/6 pagine, questo libro è semplicemente delizioso.
Non voglio spoilerare troppo perchè davvero vi toglierei il gusto di una lettura leggera, per niente stupida, spesso realistica nel descrivere le spesso folli dinamiche di coppia, che congiunge il gisuto mix di erotismo e approfondimento dei personaggi che permette di non restare delusi da ogni punto di vista.
Ma passiamo a noi.

Gigi è una ragazza pragmatica che è stata cresciuta da una madre che le ha insegnato come unico mantra della vita che deve sposare un titolato.
Camden è povero in canna ma eredita un titolo il che lo rende perfetto per Gigi.

Si incontrano più o meno per caso e anche se fondamentalmente nessuno dei due lo vuole, si innamorano. Sono giovani, inesperti, impreparati a gestire i sentimenti e la fortissima attrazione che permea ogni loro incontro, e lei fa un errore strategico che le costerà i successivi dieci lunghi anni di vita.

Agisce scorrettamente pur di ottenere il suo scopo, viene scoperta e punita brutalmente.
Camden la sposa e la mattina dopo la lascia per trasferirsi negli Stati Uniti, fino ad oggi, giorno in cui decide di tornare a Londra per capire se sia il caso o meno di concedere il divorzio a quella puttana di sua moglie.

Il libro intelligentemente e senza annoiare saltella nei dieci anni, dal loro incontro all’oggi, per spiegarci nel dettaglio cosa è successo e perchè oggi siamo al punto di rottura.
Lo fa delicatamente, con momenti di spiccata ironia intervallati ad altri di riflessione.
Il torto di Gigi era poi così imperdonabile?
La rezione di Camden non è forse eccessiva?
E i sentimenti che provavano, che fine hanno fatto?

Il prezzo che Gigi paga per la sua menzogna è altissimo, e se da una parte è comprensibile l’iniziale reazione del futuro marito, la sua vendetta risulta per certi versi agghiacciante e spietata.

L’orgoglio maschile ferito è una bestia difficile da addomesticare e una volta che certe dinamiche si sono insinuate in una coppia diventa quasi impossibile scardinarle in funzione di un dialogo o anche solo di una riflessione “a freddo” sugli avvenimenti accaduti.

Non posso andare oltre, ma posso consigliarvi questo romanzo.
E’ scritto bene, si legge senza fatica, noia o sbuffate varie.
Avidità, sentimento, paura, orgoglio, innocenza, inesperienza, fiducia, cattiveria, pianificazione.
Tutto questo e molto altro.

Ho apprezzato soprattutto il personaggio di Gigi, completamente diversa dalle millemila eroine romance tutte uguali. Lei è diversa, intelligente, cinica, spietata, fragile e contemporaneamente estremamente forte; non si lascia abbattere da nulla. Cade, si rialza e lotta.
Brava Gigi.

Certo, io le ultime pagine le avrei strutturate in modo diverso, troppo frettolose e anche un filino mielose rispetto al resto del libro….ma oggi non ho intenzione di rompere i coglioni all’universo mondo, ed onestamente non hanno intaccato l’alta opinione che mi ero costruita nelle precedenti 250 pagine.

In poche parole

Un romance originale, interessante, per certi versi profondo. Sicuramente meritevole di attenzioni e sospetto anche di una seconda lettura.

Poschina

Risveglio di Passioni – Mary Balogh

Giovani uomini e Giovani donne, qui si entra in quello che è il Mio Territorio. Quando scrivo, scrivo SEMPRE e costantemente la stessa storia: uomo – donna si incontrano, si amano, si separano, si rincontrano – crisi – finale aperto/triste. Ora che lo sapete non chiedetemi più come mai non pubblico quello che scrivo. Oltre a non essere capace di scrivere decentemente, sono mortalmente monotematica. Quindi capirete che tutte quelle storie che parlano di amore/separazione/reunion sono quelle nelle quali sguazzo come un girino nello stagno. E pensate quindi alla gioia che mi ha dato scoprire che era appena stato kindelizzato questo libro della Balogh che comincia con un incontro fortuito a base di locande vuote e nevicate violente.

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La Trama: Si incontrano durante una bufera di neve: lei una giovane insegnante con un passato segreto, lui l’attraente straniero che inaspettatamente giunge a soccorrerla. E per quanto siano due estranei, il desiderio che li travolge è istantaneo e impossibile da reprimere. Costretti a rifugiarsi in una locanda, Lucius Marshall, visconte Sinclair, e Frances Allard vivono una notte di ardente passione, ma non c’è futuro per loro, troppo diversi sono i mondi a cui appartengono. Così al mattino le loro strade si dividono fino a quando il destino non li fa incontrare di nuovo, e questa volta Lucius, che non l’ha mai dimenticata, non si fermerà di fronte a niente pur di farla sua per sempre.

Ed ora la parola alla giurata – qualche spoilerino non troppo innocuo…

Tutte noi sappiamo che più è brutta la copertina di un libro, più ne trarremo porchissime soddisfazioni. Non fa eccezione questo romanzo con copertina seppiata che ha come protagonisti un uomo di una bruttezza quasi insostenibile e una donna che se non fosse atteggiata stile Santa Maria Goretti dei Poveri, sarebbe anche bellerrima ma che con quell’atteggiamento da vergine impalata risulta inguardabile.

Ma passiamo a noi.

Frances Allard è una ventitreenne che di lavoro insegna in una scuola femminile a Bath, ha passato il Natale con le noiosissime prozie bestemmiando silenziosamente perchè non ha nemmeno nevicato. Lucius Marshall [visconte Sinclair] è un ventottenne con un simpatico nonno sul punto di schiattare, oppresso dalla famiglia che lo vuole sposato in fretta e padre ancora più in fretta.
Li incontriamo su una strada di campagna mentre, sulle rispettive carrozze, affrontano una bufera di neve.

Saranno costretti a rifugiarsi in una locanda abbandonata dove potranno passare il tempo punzecchiandosi, insultandosi, osservandosi, desiderandosi, cucinando  e giocando a palle di neve. Fino a che entrambi non faranno un paio di conti e decideranno che scopazzare per tutta la notte potrebbe essere più interessante e più proficuo di giocare a whist davanti al camino e si dedicheranno anima e soprattutto corpo alla ricerca ossessiva del piacere.

Poi però la neve si scioglie, i padroni della locanda devono riappropriarsi della magione e le vite nobiliari e non, devono essere riprese.

E qui nasce il BM.
Lui, infoiato come una faina, le chiede di andare a Londra per diventare la sua non si sa bene cosa; lei gli dice che non ci pensa nemmeno e qui parte il fraintendimento.
“Pensa davvero che sia una troia?” si domanda lei.
“Mi trova così scadente a letto da non voler ripetere l’esperienza?” si domanda lui.
E tra una domanda e l’altra giungono a Bath e si separano ingrugnitissimi l’uno con l’altra.

Passano i mesi e per puro caso.. Ah, il Caso !!!!, si incontrano durante una festa a Bath e per un’insieme di altri fortuiti Casi, Ah….i Casi !!!!, sono costretti a vedersi e frequentarsi in continuazione.

E qui parte quello che secondo me è il punto debole di tutta la faccenda.
Lucius è ormai prossimo al ricovero per ossessione. Ok, lei è bellerrima, braverrima, appassionaterrima, intelligenterrima e chi più ne ha più ne metta, ma fa troppo la figa di legno per rendere credibile che un cazzo di conte passi il suo tempo a sbavarle dietro.
Non esagero; lui le chiederà qualcosa come un triliardo di volte di mettersi con lui, persino di sposarlo pur di poter stare insieme e lei, la quale ha…Udite – Udite…. un vergognoso segreto da occultare, continua a rimbalzarlo guardandolo come io guardo una fetta di pane ricoperto da un copioso strato di Nutella.

Che poi il vergognoso passato da occultare si riveli in effetti il Bluff dell’intera faccenda e che dimostri che lei NON è così intelligenterrima come ci viene descritta, poco importa perchè alla fine [potrei anche evitare di dirvelo tanto è scontato], convoleranno a giuste nozze, copuleranno come due ossessi, orgasmeranno rigorosamente insieme e vivranno, ahimè, felici e contenti.

Potreste pensare che questo libro alla fine non mi sia piaciuto… ed è qui che sbagliate.
Non raggiunge i fasti dei Bedwyn ma la scrittura è briosa, l’ho letto con crescente gusto e mi sono sollazzata a sufficienza…. ma soprattutto, questo libro mi ha aperto la mente ed ho capito di aver sbagliato TUTTO nella vita. Sì, ho realizzato che io mi sono sempre comportata al contrario di Frances precludendomi l’opportunità di impalmare un riccone bello e col cazzo grosso.

Esempio 1: a quattordici anni mi piaceva proprio da morire un mio compagno di scuola che era sì completamente e irrimediabilmente idiota, ma anche decisamente carino. Quando ha mostrato un certo interesse nei miei confronti e mi ha proposto di uscire io mi ci sono buttata a pesce. Morale? Dopo un paio di settimane lui è passato ad altro ed io, dopo la cocente delusione, mi sono fiondata sui vecchiardi nella vana speranza che con l’età un po’ di coglionaggine andasse a babbo morto. [Spoiler: non succede]

Esempio 2: qualche annetto dopo mi piaceva assai un tizio che era pure già fidanzato ma cosa credete che abbia fatto quando ha dimostrato un certo interesse nei confronti della sottoscritta? Esatto… mi ci sono buttata a pesce urlando a squarciagola “Ogni lasciata è persa”.

La mia vita prosegue così, di lancio in lancio tra le braccia di quelli che erano pronti ad accogliermi fino all’arrivo del Busnaghi; fino a quando alla sua domanda “Usciamo insieme qualche volta?” ho risposto “NO!” e la mia vita ha svoltato.

Ma non è nulla in confronto alla classe con cui questa sciacquettina Italo-francese tiene in scacco un bel pezzo di manzo da accoppiamento.
Giovani donne ascoltate attentamente…. ecco a voi il segreto per accaparrarsi un visconte.

Primo: trattatelo malissimo e poi nel giro di due giorni aprite le gambe per lui, godetevela e approfittate della sua multiorgasmica esperienza per trastullarvi un po’.
Secondo: Rifiutate la sua proposta di rivedervi. Ditegli che l’interludio è stato piacevole ma che non avete intenzione di ripeterlo in futuro.
Terzo: Quando lo incontrate fortuitamente tempo dopo, baciatelo appassionatamente, fateglielo diventare di granito ma NON dategliela. Poi correte a casa a masturbarvi, l’essenziale è che riusciate a resistere alla tentazione di aprire le gambe per lui.
Quarto: Fingetevi mortalmente infastidite dalla sua presenza. Ogni qualvolta ci provi con voi dovete andarvene con aria scazzata, salvo poi farvi scoprire mentre lo guardate da lontano con aria sognante.
Quinto: accaparratevi la fiducia e l’ammirazione della sua famiglia. Questo è fondamentale perchè nonostante lui ostenti una libertà d’azione illimitata, in realtà è Lo Schiavo delle Convenzioni per eccellenza, e senza la benedizione del nonno non andrà da nessuna parte, tanto meno tra le vostre gambe.
Sesto: Lui a questo punto sarà cotto a puntino e avrà anche il peso mortale dell’insistenza della Sacra Famiglia affinchè si accasi. Solo a questo punto potete lanciare l’assalto finale, ossia snervarlo con una notte di sesso in cui mostrare quanto sapete essere puttane, soggiogarlo con l’arte amatoria, succhiarlo fino al prosciugamento totale e poi cercare di lasciarlo di nuovo.
Settimo: A questo punto sarà così terrorizzato dall’idea di perdervi da chiedervi la vostra mano di fronte ad un centinaio di testimoni e voi potrete accettare con quell’alone di virginalità che vi ha rese agli occhi della Sacra Famiglia la fattrice perfetta per il Figliol Prodigo.

Requisito fondamentale perchè questa strategia funzioni: avere a che fare con un senza palle che invece di prendervi con la forza e a furia di vergate nella vagina costringervi a sposarlo, passi il suo tempo struggendosi per voi e cercando di conquistarvi.

Inutile dire che io preferisco il primo tipo stile “Ti prendo e ti sbatto finchè non ti rendi conto che siamo anime gemelle” al secondo tipo stile “Passo 10 ore al giorno a cercare di capire come conquistare il tuo cuore di donna ferita…… blah . . blah . . blah… [sbadigli e noia]”.

MA.

Questo libro ha tanti pregi.
Fa parte di una serie quindi a breve leggeremo le avventure delle altre maestrine della scuola, si concentra moltissimo su quello che pensa Lui e non solo sulle seghe mentali della pulzella, è scritto bene, si legge con gusto, la psicologia dei personaggi è sufficientemente approfondita ma soprattutto si svolge a Bath, che pur non capendone il perchè, esercita su di me un fascino particolare secondo soltanto a quello che provo per i giardini di  Vauxhall.

Momento autocelebrazione

Avrei scritto meglio il loro incontro fortuitamente dettato dal caso? Ah… il Caso!!!!
Ebbene sì.
Tre mesi sono troppo pochi per creare quell’effetto “Mio Dio No!!!!” che invece ci sta sempre bene, ci si ricordano ancora con sufficiente precisione la dimensione, la forma e il peso specifico del membro altrui togliendo quell’aspettativa del tipo “chissà com’è scopare ancora con lui?”, nessuno dei due ha fatto in tempo a rifarsi una vita perdendo in questo modo la possibilità di vedere la felicità di qualcuno sgretolarsi sotto i nostri avidi occhi e non c’è stata nemmeno l’occasione di lasciare al tempo lo spazio sufficiente per ricordare SOLO le cose meravigliose ed eliminare i difetti macroscopici che ci infastidivano a morte.

In poche parole

Amore = [disgusto (sesso + sesso) + rifiuto (baci appassionati + durello) – masturbazione (approvazione + fastidio) + sesso + sesso selvaggio + rifiuto]

Poschina

La Luce dell’Amore – Mary Balogh

Ho un rapporto di amore/odio con Mrs Balogh. Passo da libri in cui l’adoro, ad altri in cui la prenderei a testate sulle gengive.
Oggi andiamo di testate.
In parte è colpa mia, quando sento di trovarmi ad un passo dal crollo emotivo dovrei ponderare meglio le letture e puntare sulla Heyer o sulle raccolte dei Peanuts…. invece mi lascio prendere dalla compulsività e finisce che mi gratto ossessivamente per la rabbia.

EMOZIONI_31

La Trama: Rimasto cieco a causa di un colpo di cannone sul campo di battaglia, Vincent Hunt, lord Darleigh, si è ormai abituato alla propria condizione. Non così la sua iperprotettiva famiglia, che fa di tutto per trovargli moglie. Per sfuggire alle macchinazioni matrimoniali, Vincent decide di ritirarsi in campagna, dove tuttavia gli è impossibile mantenere l’anonimato. Vittima dell’ennesima trappola, viene però salvato dall’intervento di una sconosciuta dalla voce sensuale, Miss Sophia Fry, che in conseguenza di ciò viene cacciata di casa dal tutore che la ospita. E questa volta è Vincent a venirle in soccorso offrendole un matrimonio di convenienza: un accordo nato dalla disperazione, ma che schiuderà loro sorprendenti prospettive…

Ed ora la parola alla giurata

Come fa una donna che ha scritto perle come “Il Duca di Ghiaccio” e “Una Lady Scandalosa” essere la stessa persona che scrive roba agghiacciante come “Un Gioiello Raro” per me resta un mistero. Qui non siamo al punto di farmi addormentare sulle pagine come per l’ultimo libro citato, ma non siamo nemmeno nelle vette del primo e del secondo. Tra l’altro, andate a guardarvi le copertine perchè meritano….

E dire che quando avevo incontrato Vincent ne “La Proposta”, mi era anche piaciuto, pensavo fosse uno di quei personaggi che mi avrebbero dato porche soddisfazioni, e quando dico porche, intendo proprio in quel senso… quello sessuale. Quando ho letto che questo libro era incetrato su di lui, i miei ormoni hanno cominciato a lanciare segnali chiarissimi, infraintendibili da chi li conosce da troppi anni.

E poi diciamocelo, un libro incentrato su un ipovedente (come sono politically correct), che come tutti sappiamo basa la sua conoscenza del mondo principalmente con il tatto e l’olfatto, lasciava aperte almeno un miliardo di idee erotiche di tutto rispetto. Peccato che qui si sia nel regno della Balogh di serie B, anzi C, probabilmente D.

Spoiler come se piovesse

Sophia Fry è la classicissima sfigata appartenente al ramo morto della famiglia. Vive con gli zii snob e stronzi perchè è rimasta orfana dopo che il padre, noto libertino e dilapidatore di patrimoni, è schiattato in un duello. Ma soprattutto, Sophia è un cesso. O quantomeno si ritiene un cesso perchè è minuta, magrolina, con una pettinatura di merda e indossa gli abiti dismessi dalla cugina stronza. Oltretutto quando aveva quindici anni si era invaghita del cugino ventitreenne bellerrimo, sexerrimo e libertnerrimo, il quale al momento della dichiarazione della ragazzina, aveva reagito con la classe tipica della High Society: “Per Dio non ripeterlo, che mi offende anche solo l’idea. Sei un cesso fatto e finito, anzi…. vieni qui davanti allo specchio e guardati. Non hai le tette, sei magra, con una cofana di merda, gli occhi enormi, la faccia spigolosa e le labbra troppo grandi”.
Inutile dire che la già sfigata e già insicura Sophie, è diventata ancora più sfigata e più insicura.

Che poi se vogliamo parlare di traumi adolescenziali, parliamo almeno di traumi veri, come quella mia “Amica” che aveva una sorella che si faceva tutti i ragazzi che le interessavano, solo per il gusto di fare la stronza. Poi tornava a casa e le diceva “Lo sai cos’è successo stasera? Ho slinguazzato con……. ma tanto non mi piace, l’ho fatto solo perchè non sapevo come perdere tempo”. Quelli si che sono traumi seri. Mica uno che ti dice che sei un cesso inutile e ti irride…. Se fossi stata condizionata da tutte le volte che mi è stata ribadita la mia inettitudine nel campo della bellezza dovrei essere un’adulta insicura e sfigata.

Ma, aspettate un attimo.
Io Sono un’adulta Insicura e Sfigata.

Ma accaniamoci sulla coppietta di reietti che forse è meglio.
Abbiamo conosciuto Sophia, ora passiamo al maschione di turno.
Vincent Hunt [lord Darleigh] è bello, ricco, biondo, con gli occhi azzurri, fisicatissimo, intelligente, ironico, arguto, per nulla patetico, e stufo di sentirsi trattare dalle donne di famiglia come un bambino di due anni solo perchè non vede una ceppa di minchia. Fugge quindi in una delle sue 200 magioni sparse per l’Inghilterra e lì incontra per caso la sfigatissima Sophia e nel giro di due gg. le chiede di sposarlo.
E fin qui tutto normale, tutto piacevole, tutto carino. Ovviamente in stile Balogh, quindi l’azione è lenta, i personaggi sono scandagliati sotto una lente con ingrandimento 4000x e manca completamente la spinta erotica. ll che non è necessariamente un male.

Purtroppo però invece di carburare dopo il matrimonio il libro si assesta in una massacrante ripetitività.

Lei è sempre, costantemente insicura e passa la sua inutile vita venerando il marito e cercando di spendere un miliardo di sterline per permettergli di fare tutte quelle cose che la perdita della vista gli ha precluso negli ultimi sei anni, lui d’altro canto, non fa altro che dire quanto è stato fortunato a trovare una donna così buona, dolce, bella, simpatica, sveglia, gravida.

Ora capirete in fretta perchè invece di palpitare, sospirare, sognare, fantasticare ed erotizzare, mi sono nell’ordine: addormentata, infastidita, imbestialita, rassegnata, autopunita con la visione della partita della Juve commentata da Piccinini.

Il racconto in sè gode della bravura di Zia Mary nel saper approfondire personalità e situazioni, rifiutandosi di essere frivola a tutti i costi e dello sforzo di cercare sempre situazioni poco sfruttate negli altri libri di genere. Però in questo caso il tutto è avvolto da un’insostenibile coltre di miele che va bene all’inzio, va bene a metà, ma diventa stucchevole ora che si arriva al 70 % del racconto.

Ci sono stati dei momenti in cui avrei voluto urlare “Basta!!! Per Dio Basta!!!” troppe lacrime di commozione, abbracci paterni, sesso da vecchi, pucci di qua, pucci di là, e come mi fai sentire bella tu…. come ti faccio sentire autonomo io…..
Che per carità ci sta, ma solo fino ad un certo punto.
Manca una componente di distrurbo, qualcosa che metta alla prova questo fottutissimo Ammmore fatto di sdolcinata tenerezza, di sentimenti stomachevolmente urlati, di slinguazzate troppo rapide.

Sì, avete capito bene.
Mancano completamente quelle slinguazzate da manuale che imperano nel Deep Throat Romance. Quelle slinguazzate che ti fanno sognare di trovare, un giorno, lo slinguazzatore degli slinguazzatori, che ti porterà all’orgasmo con il solo tocco della sua esperta lingua sulla tua.
Resto dell’idea che gli uomini dovrebbero leggere una decina di Romance ben selezionati per capire come si bacia una donna. E’ evidente che alle donne piace essere slinguazzate con maestria, altrimenti non ci si spiega come mai (Balogh esclusa) nei romance ci sono sempre uomini che Seducono [con la S maiuscola] a suon di limonate durissime.

Ora è praticamente inutile che vi dica che c’è il lieto fine. Ma non è solo lieto, è proprio gioioso. Si balla il Valzer, ci si confessa tutto l’Ammmore del mondo, le rispettive seghe mentali vengono ridimensionate a suon di “Ma dai Ammmore !!!! Ma come hai potuto pensare una cosa del genere quando ti AMO come nessuno ha mai amato e poi sei così bellerrima” e lei “Io bellerrima? Tu sei il sole che riscalda la mia vita e mi hai resa madre, donna, sicura, felice [sbadiglio], appagata…..” e via dicendo.

Sono convinta che se ora mi mettessi a leggere “Il Duca di Ghiaccio” troverei almeno 1000 motivi semiseri per adorare la Sig.ra Balogh ma basandomi solo su quanto letto negli ultimi due gg. non le darei una seconda possibilità. Per fortuna sono una che dice una cosa e la nega un secondo dopo; infatti sono qui che scalpito per leggere la prossima avventura del Gruppo Mutuo Soccorso Sopravvissuti,

Lo consiglio?
No.
Fa proprio cagare?
No.
Diciamo che è adatto a chi ama il romanticismo classico, con tanto di fiori, uccellini che cinguettano, petali di rosa, raggi di sole al tramonto e quant’altro. Una cosa però mi ha fatta strippare dalla gioia. I racconti inventati sul momento dai due piccioncini nella prima metà del libro. E’ una cosa che faccio sempre, purtroppo però non ho di fianco a me un visconte cieco che capisce al volo quello che sto facedo e finisce sempre che la gente mi guarda come se fossi completamente pazza.

In poche parole

Sdolcinata tenerezza, sentimenti stomachevolmente urlati, slinguazzate troppo rapide.

Poschina