Tu Mi Appartieni – Madeline Hunter

La prima volta che ho letto questo libro, l’ho divorato a velocità impressionante. In questi giorni me lo sono goduta con calma, assaporando tutti i piccoli e grandi sassolini che la scrittrice ci ha lasciato durante la storia per indurci a capire meglio Addis e Moira ma soprattutto per giustificare il titolo, che per la prima volta dopo tanto tempo, non è una stolta storpiatura di quello originale ma anzi, la perfetta controparte in italiano. [In v.o. si intitola By Possession].

Oltretutto, sono molto legata a questo libro perchè, in fondo, io sono Moira.
Per anni ho sofferto del fatto che la gente non si ricordasse di me. Non mi sto autocommiserando, giuro che è vero. Se uscivo con gente nuova, al secondo incontro mi si ripresentavano come non ci fossimo mai visti. Non una volta, per caso. Sempre.
Ero praticamente invisibile.
Certo, ero moooooolto più timida di oggi, ma nulla giustificava ai miei occhi il rendermi conto che per la gente ero assolutamente insignificante.
Quindi la sensazione di rivalsa sociale che Moira prova è un po’ anche la mia. Certo, io non sono una serva della Gleba, però ho il superpotere dell’invisibilità.
Ed ovviamente nessun cavaliere sfregiato visita il mio letto di notte, certe fortune ( a me ) non capitano mai !!!

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La Trama: Per anni Moira Falkner lo ha creduto morto in Crociata, ma quando lo vede entrare con passo deciso nel suo modesto cottage non ha alcun dubbio. Addis de Valence, che da giovane scudiero era stato il suo eroe, adesso è il suo signore: temprato dalla vita e tornato a reclamare il proprio feudo usurpato dal fratellastro. Ma se Moira non può ignorare la passione che sta germogliando in lei, è nel contempo consapevole dell’ostacolo insormontabile della loro diversa condizione sociale. Preferirebbe affrancarsi da quell’uomo piuttosto che diventarne l’amante all’ombra di una legittima sposa.

Ed ora la parola alla giurata

Addis de Valence è giovane, bello, onesto e destinato a diventare, alla morte del padre, il Signore del maniero. Ha una promessa sposa bellissima, delicata, dolce e sexy (Claire), un ottimo amico (Raymond) ed una vita apparentemente perfetta.

Purtroppo però, si deve crescere e alle certezze adolescenziali, si sostituisce un futuro merdoso e deludente, fatto di tradimenti, disillusioni, sofferenza e lotta.

Il crollo morale e fisico, comincia per Addis in tempi lontani, quando muore sua madre e lui si rende conto che “fotte sega” a nessuno e che l’unica persona che è disposta a comprenderlo a dargli conforto, è una ragazzina sconosciuta che incontra per puro caso.
Noi questo lo sappiamo perchè Moira ci mostra un suo ricordo. Il ricordo di quando ha incontrato Addis una sera e lo ha trovato profondamente turbato dalla morte della madre, gli si è seduta vicino e gli ha offerto comprensione e affetto. Nulla di più, purtroppo. Tra l’altro lui non l’ha nemmeno riconosciuta.

Ad oggi Moira vive in un tugurio con un bambino, che non è suo figlio ma il figlio di Addis e Claire (morti entrambi) che deve proteggere perchè il fratellastro di Addis, Simon, potrebbe ucciderlo per impedirgli di ereditare.
Moira non sa che Addis non è morto, ma che anzi sta per tornare, determinato a riprendersi quello che è sempre stato suo, ad ogni costo.

Al loro primo incontro dopo 8 anni, viene immediatamente messo in chiaro il rapporto che intercorreva tra i due. Per Addis, che non l’veva mai notata e anzi, l’aveva sempre chiamata “l’Ombra di Claire”, Moira era solo una bambina paffutella, ordinaria, invisibile. Mentre per Moira, Addis era il sole. Un amore adolescenziale, disinteressato. Era colui che una volta l’aveva difesa dagli stupidi ragazzini che la vessavano a causa della relazione della madre con il padrone delle terre. Era quello che non la vedeva nemmeno, che avrebbe sposato la bella, splendente e luminosa Claire.

Man mano scopriamo, parola dopo parola, ricordo dopo ricordo, che la dolce, bella, solare Claire, in realtà era una ragazzina viziata e anche vagamente stronza. Mentre Moira, invisibile, insignificante e per giunta figlia della puttana di Bernard (padre di Raymond) era una ragazza forte, determinata, onesta.

Parte del libro si sofferma ad analizzare le profonde differenze tra ciò che si mostra e ciò che si è. Addis ha dei doveri che non può evitare nonostante sia perfettamente conscio che l’unica cosa che lo fa stare bene con se stesso è Moira, con la quale sente un legame nonostante non riesca a capire da dove provenga questa sensazione. Ricorda vagamene qualcosa, senza tuttavia riuscire ad identificarne la fonte. Si ricorda della sua voce e di una frase da lui pronunciata: “Canta per me”.
Nient’altro.
E nonostante questa consapevolezza, non può permettersi di amare chi vuole, di darle una casa, una famiglia, un figlio legittimo.

Moira è solo una serva, poco importa che ami davvero Addis, agli occhi di tutti è solo la sua puttana. Ha il potere di calmarlo, lo fa sentire a casa, lo ama profondamente ma lo respinge. Lo respinge perchè non vuole diventare la puttana di nessuno, tantomeno dell’uomo che ama. Vuole dignità. Rispetto. Onore.
Sogna di sposare un muratore, di potersi elevare da “serva della Gleba” a moglie di un uomo libero, sogna una casa e dei bambini, la stabilità di una famiglia.
Moira sogna cose normali.
Quello che molte donne, ancora oggi, vogliono.

Noi sappiamo, perchè conosciamo i suoi ricordi, che Moira ha conosciuto il vero Addis, quando tornato da una battaglia sfregiato e in punto di morte, sua madre lo ha salvato. Sappiamo che lei gli è stata vicina, che lo ha confortato durante la sofferenza, lo ha spronato a non arrendersi, a combattere, a vivere.
Ed ora che ha a portata di mano la possibilità di stare con lui, resiste con tutte le sue forze.

Si può resistere alla passione?
Si può controllare l’emozione?

No.
Nemmeno provandoci con tutto l’impegno del mondo.

Moira alla fine cede. Ma a tempo determinato.
“Verrò a vederti varcare le porte, però no, non vivrò là con te…”
Sa che Addis dovrà sposarsi per cementare le alleanze e non ha nessuna intenzione di restare a guardare mentre sposa un’altra e si rifà una vita.
Poi, mentre finalmente si godono un po’ di pace, lei pronuncia un’unica, significativa frase:

“Mi sembra di essere in un mondo nuovo, come se la terra, l’aria e ogni pianta fossero cambiate”.

E, finalmente, Addis comincia a comprendere quello che era sempre stato dentro di lui, ma che non riusciva a cogliere.
Ma non basta.
Moira decide comunque di andare via.

Ci sarà un lieto fine?
Sì, ma non il classico, noioso, prevedibile lieto fine delle fiabe; con matrimonio, bambini, rose, fiori ed uccellini cinguettanti.
Ci saranno amore, difficoltà e lotta.
Come nella vita reale.

Il libro non è un turbinio di eventi che ti travolge e ti stordisce, è piuttosto un odeggiare tra passato e presente per cercare di scandagliare minuziosamente le personalità dei due protagonisti. Entrambi con un passato e un futuro con cui fare i conti. Addis non è più il ragazzo sorridente dall’armatura scintillante e Moira non è più l’Ombra di nessuno. E’ una donna che cerca di affermarsi, perfettamente conscia della sua condizione di schiava e follemente innamorata di un uomo che non può avere, ma che in realtà ha già da anni, senza che nè lui, nè lei, se ne siano mai resi conto.

Tutto il libro è percorso da un velo di malinconia che non guasta affatto.
Anzi, io l’ho trovata una carta vincente, rende il tutto più umano e realistico.
Di fondo c’è anche la volontà di Addis di riappropiarsi delle terre che gli appartengono, con intrighi, tradimenti, pericolo.

Cosa si può chiedere di più ad un romance medievale?
Niente.
In questo libro c’è tutto quello che serve per intrattenere, appassionare, emozionare senza stucchevolezza e mielosità inutili.

Ho cercato di non spoilerare troppo, perchè vi avrei tolto il gusto di leggere e svicerare lentamente la storia.
Una storia che io ho amato.
Sia Addis che Moira sono due bei personaggi, vittime degli eventi, impossibilitati a fare quello che in realtà vogliono, coraggiosi nel cercare sempre e comunque di sopravvivere al meglio.
Avrei voluto esprimermi su Claire ma se lo avessi fatto, vi avrei detto troppo.
Avrei voluto parlarvi della passione di Addis e della sofferenza di Moria, ma perchè togliervi tutto il gusto della lettura?

In poche parole

L’eroe medievale che avete sempre sognato.

Poschina

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14 thoughts on “Tu Mi Appartieni – Madeline Hunter

    • Grazie 🙂
      Pensa che è un genere che ho ignorato per tutta la vita, a parte una parentesi Harmony intorno ai 13 anni.
      Mi sembravano tutti assurdi, stupidi e inutili…. cosa che in effetti sono.
      Tuttavia, ho scoperto che come terapia emozionale per contrastare la vita, sono fenomenali 😉

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  1. Pingback: Il Listone – Agosto 2014 | La Leggivora

  2. questo libro è bellissimooooooooo!!!!!
    l’ho letto l’anno scorso e l’ho adorato…. mi è piaciuto da morire….
    e ora mi hai fatto venire voglia di rileggerlo e non posso! uffa!

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  3. so che fa parte di una serie ma è autoconclusivo? altrimenti mi tocca aspettare quei 3-4 anni perchè pubblichino gli altri prima di leggerlo 😦
    di solito faccio full immersion nelle serie

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    • E’ autoconclusivo. I personaggi probabilmente compariranno come sfondo anche negli altri libri, ma lo si può leggere singolarmente senza problemi, ha un inizio ed una fine ben delineati. Cmq. i libri della serie in inglese ci sono tutti… in italiano ho trovato solo questo… chissà mai che in futuro lo traducano 😀

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  4. Finalmente l’ho letto, bellissimo. Così diverso dai soliti cliché e con questa vena di crepuscolare malinconia che mi ha catturata. Mi è piaciuto il modo in cui l’autrice ha utilizzato le informazioni sul passato dei personaggi per delineare il presente dei due, due caratteri con una storia indispensabile per definirli nel qui e ora e non lascia con la domanda che molto spesso mi attanaglia quando leggo dei romance (in genere contemporanei): ma questi da dove escono???

    Mi ci voleva proprio una lettura così per riconciliarmi con lo storico. Peccato che adesso mi sia buttata sulla serie di Raine Miller (La Trilogia dei sensi – ma perchè trilogia se poi son quattro?? boh) e sia già tentata di buttarla. La relazione tra un pescelesso e una triglia (non me ne voglia chiunque l’abbia apprezzata)

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    • Sono contenta che ti sia piaciuto 😀
      Quoto tutto quello che hai scritto.
      Il modo in cui sono trattati i personaggi, l’attenzione alle loro storie passate per farci capire il presente… sono piccoli dettagli che non si trovano in tutti i libri (purtroppo).
      Certo, è un po’ lento rispetto ai classici romance, ma fa parte dell’atmosfera riflessiva e malinconica.

      Non ho mai letto nulla della Miller e a questo punto credo che passerò più che volentieri 😉

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  5. La Miller se la conosci la eviti.
    Allora, ha scritto una triquadrilogia con un lui con un falso sè. Uno zerbino che si spaccia per dominatore con una lei che lo asseconda nel delirio. Io non è che per principio abbia niente contro gli zerbini (i gusti son gusti) ma quel che non sopporto sono le mistificazioni, nella vita mi fanno venire l’ulcera e certo non le apprezzo nei romanzi! E last but not least uno che ogni trenta secondi ti dice che ti ama…è da prendere a mazzate.
    Un uomo di una noia mortale 😀

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  6. E’ bellissimo, uno di quelli che amo di piu’. Ho letto anche il sequel ” Era scritto nel destino”, appassionante ma non ai livelli di ” Tu mi appartieni”

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  7. Pingback: Per Vendetta o per Amore – Madeline Hunter | La Leggivora

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