Chicago Stars_La Serie – Susan E. Phillips

A voi persone normali probabilmente certe cose non capitano.
Voi non vi infossate con un autore anche se vi fa spesso incazzare.
Voi non recuperate serie concluse da anni e vi imbestialite come se fossero state scritte ieri.
Ma io sì.
Succede che il romance storico al momento non mi offre nulla di succulento e allora frugando nel kindle trovo un romance contemporaneo letto anni fa che tutto sommato non mi era dispiaciuto e allora lo rileggo e mentre lo rileggo penso che forse sarebbe anche ora di leggere tutta la serie, poi mi ricordo perchè avevo smesso di leggere l’autrice in questione ma ormai è tardi, il mio cervello continua a mandarmi l’imput di “Leggere subito TUTTA la serie, non importa come, dove, quando e quanto ti incazzi. La DEVI finire”. Ed io, al mio cervello, non so proprio dire di no.

Ma andiamo con ordine. E con spoileroni ovunque tanto la serie la sapete tutte a memoria.

Primo libro della lunga serie è “Il gioco della seduzione”, titolo originale “It Had to be You”, e già qui vediamo la lungimiranza dell’editore medio italiano che prende un titolo perfetto (poi vi spiego perchè) e lo trasforma in un titolaccio Harmony Style per attirare quelle tra di noi che antepongono la carnazza al contenuto.

Piccola premessa: in questo libro, che non mi è dispiaciuto, troviamo un po’ quelle che saranno le caratteristiche comuni a tutta la serie. Una donna ferita che non sa bene chi è e cosa fare della sua vita e del suo corpo, un uomo apparentemente invulnerabile che in realtà è una mousse al cioccolato bianco ricoperta da uno strato di solido cioccolato fondente.
Uomini bellissimi, fortissimi, affidabilissimi, bravissimi a letto, grandissimi baciatori, ricchissimi, famosissimi e che sono anche comprensivi, intelligenti, pazienti, passionali, feriti ed in cerca di quella donna che finalmente vedrà in loro il bambino di 5 anni bisognoso d’affetto che si nasconde sotto quel centinaio di kg di muscoli e cazzi ragguardevoli. Altra caratteristica delle donne della Phillips è che si credono insignificanti e poi sono TUTTE dei pezzi di figa atroci.

Tu le senti e sono sempre lì a definirsi insignificanti, bruttine, sessualmente poco appetibili e poi guarda te, chi l’avrebbe mai detto, in realtà sono fighe che si vestono di merda e basta. E’ sufficiente un giro dal cinese dietro l’angolo, 50€ in vestiti da supergiovane e via…. la figaggine esplode.

In questo caso invece siamo di fronte a Phoebe, ricchissima figlia di uno stronzo cosmico che alla morte le lascia in gestione la sua squadra di Football (I Chicago Stars che danno il nome alla serie) a tempo determinato. Idda è meravigliosa. Una bambolina perfetta con due tette da urlo, un culo di marmo e una serie infinita di traumi psicofisici che la rendono insicura e debole. Primo grande trauma: il padre che l’ha sempre trattata come una merda spiaccicata e che non le ha nemmeno creduto quando in lacrime a 18 anni o roba simile ha raccontato di aver subito uno stupro (secondo enorme trauma). Quindi la nostra Phoebe ha elaborato la questione a modo suo ed è diventata la classica bambolina che trasuda sesso da ogni poro salvo poi non essere in grado di farsi avvicinare da nessuno perchè il sesso per lei è, giustamente, difficile da gestire. Il padre poi, essendo un grandissimo figlio di puttana, le affida la squadra ma potrà essere davvero sua solo se vinceranno non so che cosa ed è una specie di Mission Impossible perchè il team fa abbastanza cagare…ma.
Ma ad allenare la squadra adesso c’è Dan Calebow. Una specie di guerriero norreno, ex giocatore sexyssimo, intelligentissimo, integerrimissimo e via dicendo di superlativo assoluto in superlativo assoluto, il quale detesta Phoebe ritenendola una scema patentata (ma gli viene il durello ogni cazzo di volta che la vede) e vorrebbe che mollasse la gestione a qualcuno con più esperienza. Dal canto suo Phoebe si eccita per Cal e vorrebbe farsi smarmellare tutta ma è traumatizzata e via dicendo.

Ora, lo so che sembro insensibile all’argomento stupro e via dicendo ma non è colpa mia se il tema di per se delicatissimo viene trattato in modo banale e piuttosto superficiale dall’autrice stessa. Capisco non sia facile perchè il libro lo scrivi per un certo tipo di pubblico quindi il dramma non deve essere il fulcro della storia ma lo deve essere la parte romance (che funziona alla grande) ma allora non usare un trauma così forte che, per quanto mi riguarda, necessiterebbe un approfondimento maggiore.

Ma tralasciamo le mie seghe mentali su sensibilità e rispetto e passiamo alla carnazza. La carnazza c’è. Il sesso c’è. Ma soprattutto non manca la tensione sessuale che ti fa bramare di leggere ancora, di sapere come andrà a finire, quanti orgasmi potrà raggiungere la nostra eroina e ti lascerà perplessa perchè tu, nella tua cazzo di vita, di uomini così fottutamente perfetti non ne hai incontrato nemmeno uno. Perchè all’apparenza sono burberi e scontrosi, in realtà no. Sono buoni come il pane e con una pazienza infinita. Dan non fa eccezione. Lui è tutto muscoli e testosterone ma in realtà l’unica cosa che brama sono una moglie e dei figli da cui tornare a casa la sera.

Che dire?
Sarà AAAAAAAMMMMMOOOOREEEEEEEEEEEEEEE
E il senso del titolo originale [Dovevi essere tu o roba simile] è che “solo lui avrebbe potuto scalfire il muro costruito da Phoebe per difendersi e solo lui avrebbe potuto farle abbassare le sue difese e farle amare il sesso”. Romantico, vero?

Sospironi ironici a parte, tutta la parte pseudo/crime è insostenibile, insopportabile e poco realistica, ne avrei fatto volentieri a meno.

Voto: 7
Categoria: Fantasy Romance

Il secondo libro è una mia vecchia conoscenza. Heaven, Texas (che è anche il titolo originale al quale in Italia, per sottolineare la scarsa intelligenza delle lettrici, hanno aggiunto “Un posto nel tuo cuore” che non centra un cazzo ma rimanda ai vecchi romanzi di Lyala quindi sembrava all’editore cosa buona e giusta – AMEN).

Qui siamo al cospetto di Bobby Tom, star dei Chicago Stars, conosciuto nello scorso libro e Gracie Snow, giovane sfigata che si veste come mia nonna, vergine ma con la passione per la lingerie sexy, un film da girare, infinite insicurezze da placare e sessualità apparentemente addormentate che si risvegliano con la vista di un cm. di pizzo nero.

Qui trovate cosa ne pensavo nel lontano maggio 2014 e devo dire che a quattro anni di distanza non ho modificato poi tanto il mio parere….anzi, posso tranquillamente confermare il 95% di quanto scritto. Ora come ora porrei l’accento sulla scena epica di Gracie che guarda per la prima volta un porno eccitandosi palesemente e la reazione inaspettata di Bobby Tom (al quale non si rizzava da tempo) che deve andare a nascondersi in camera perchè rischia di saltarle addosso.

La caratteristica più piacevole di questo romanzo è il brio con cui è stato scritto, la gioia di tanti dialoghi che scorrono sotto i nostri occhi senza mai rallentare la lettura e qualche scena hot che non arriva ad essere bagnamutande ma almeno ci si avvicina.

Bellissima la storia secondaria (ma questo è un classico della Phillips, sia i personaggi di contorno che le subplot sono spesso davvero ben orchestrati tanto, in alcuni momenti, da preferire quelle alla storia principale), molto tenera e per certi versi malinconica.

Voto: 7
Categoria: Fantasy Romance Spinto (nel senso di inverosimile)

Bene. Ora veniamo a noi.
Vado subito al dunque:

Non so nemmeno da dove cominciare quindi vado a random partendo dalle cose che mi hanno davvero fatta imbestialire.

Sono una donna che ha sperimentato su se stessa la voglia di maternità, quell’istinto che nel mio caso è comparso una mattina e non se ne è più andato, quella smania di perpetrare la specie e via dicendo, quindi non faccio molta fatica ad immedesimarmi in una donna che vuole dei figli.

Ma io ho dei limiti etici.

La carissima Susannina invece se ne fotte di tutto e di tutti e decide che la sua protagonista, che per inciso è una specie di genio della fisica con un quoziente intellettivo altissimo, deve essere una donna che io, da donna, posso definire solo come “Grandissima Stronza”. Perchè per me è impossibile anche solo concepire che una donna metta in atto un piano come quello ordito da Jane e la faccia franca. Quello che ha fatto è per me ingiustificabile e imperdonabile. Quindi non solo l’ho detestata con l’anima ma non ho nemmeno ben capito come tutto finisca, con delle premesse simili, a tarallucci e vino.

Jane ha 34 anni, è un genio e vuole un figlio. Ma siccome lei da piccola ha sofferto la sua genialità che la ha allontanata dai coetanei e si è sentita un’emarginata, decide che suo figlio dovrà essere un bambino con un’intelligenza media e decide di concepirlo con quello che lei crede essere un tontolone dimostrando contemporaneamente di essere profondamente ignorante in materia genetica e ben poco intelligente in materia pratica. La cretina pensa che genio + tonto = intelligenza media.
Non funziona così. Non è così semplice.

Cmq. vede un video nel quale Calvin Bonner (asso dei Chicago Stars a fine carriera [ ha 36 anni]) fa il finto tonto e decide che deve essere lui il padre di suo figlio. Quindi mette in atto un piano idiota e piuttosto inverosimile per farsi ingravidare….
….spoiler: la prima volta non funziona
….spoiler: la seconda sì
(Quintali di Maalox per digerire la notizia)

Lui poi viene a sapere da vie traverse quello che è successo e la obbliga a sposarsi e trasferirsi con lui a Salvation, sua città natale. Lo so…lo so…. il nome della città è quanto di più “Americans” si potesse sentire….

Ovviamente lui la detesta, la tratta di merda e via dicendo e non tanto per quello che gli ha fatto ma piuttosto perchè è vecchia, e la crede una ventiseienne….non vi dico come reagisce quando scopre che di anni ne ha 34. Cmq. Se scopano lo fanno al buio perchè lei è complessata, se non scopano litigano ma Calvin cmq, inspiegabilmente, tutto sommato la comprende, i genitori di lui la detestano e lei per non farli affezionare troppo finge di essere una snob stronza perchè in teoria una volta nato il figlio dovrebbero separarsi….e qui siamo solo al 32% del libro e io non capisco come farò ad arrivare alla fine.

Ci riesco.
A fatica ma ci riesco.

Se dicessi che mi ha fatto schifo mentirei.
Ma è un libro irrealistico, fuorviante, triste sotto molti punti di vista.
E la cosa più triste è che il libro è scritto da una donna che racconta di una donna con grossi problemi di interazione sociale, che decide di avere un figlio ingannando un uomo che nemmeno conosce solo perchè lo considera figo e scemo, che non vorrebbe nemmeno informarlo della paternità, che alla fine la fa franca e il libro ci porta, con una certa maestria, bisogna ammetterlo, a giustificare il suo comportamento.

E’ inaccettabile.
Per come la vedo io non ci sono giustificazioni al comportamento di Jane e il fatto che l’autrice alla fin fine voglia farcela passare per un personaggio positivo è disgustoso.
Fare un figlio è molto più che soddisfare un bisogno. Fare un figlio in modo egoistico, sulle spalle di qualcun altro, è deplorevole.

Il fatto che nel libro Jane non venga mai davvero criticata e che il suo mea culpa si limiti ad un “Mi dispiace” è piuttosto triste. Non sono riuscita a superare l’inganno iniziale.
E gli uomini che conosco io non sarebbero riusciti a passar sopra ad una bastardata del genere nemmeno dopo 20 anni, figuriamoci qualche settimana. Gli uomini che conosco io raramente tollerano di essere derisi in pubblico, figurarsi se si trovassero incastrati con una sconosciuta…..

Se poi vogliamo peggiorare la situazione, aggiungiamoci anche un parto podalico in casa. Chiaramente il bambino e la cretina stanno benissimo….non avevamo dubbi.

Bah.
Il libro poi al solito è scritto benissimo e anche qui il subplot merita…ma per il resto, per quanto mi riguarda, è un grosso, enorme, immutabile “NO”.

Voto: 4
Categoria: Buttiamo anni ed anni di femminismo nel cesso e convinciamo le lettrici che tutto è lecito se abbiamo a giustificazione un’infanzia non brillantissima. #MaVaffanculoVa

Superato lo scoglio di #ComeTiIncastroJane, passiamo a quello che è il capitolo più intimista e doloroso dell’intera serie: Un piccolo Sogno

Protagonisti di questa storia sono Gabe Bonner, fratello di Calvin (protagonista del libro precedente), il quale sta faticosamente cercando di far ripartire la sua vita a due anni dalla perdita della moglie e del figlio di 5 anni, investiti da un’auto e morti sul colpo e Rachel, ex moglie di un predicatore stronzo ed egoista [l’America è famosissima per le sue 4500 chiese e per gli altrettanti canali TV] che aveva come base per i suoi misfatti proprio Salvation dove ha truffato chiunque in qualunque modo e che una volta scoperto è scappato con il suo aereo privato per poi schiantarsi al suole e crepare male. Bene.

Rachel, ormai ridotta alla povertà assoluta dopo aver speso tutti i pochi risparmi per pagare le cure del figlioletto Edward che aveva contratto la polmonite, decide di tornare a Salvation per riappropriarsi di uno scrigno nel quale secondo lei l’ex maritino aveva nascosto 5 milioni di dollari. A Salvation però tutti la detestano perchè, come la Bibbia insegna, è quella troia di Eva che ha offerto la mela ad Adamo, quindi se il predicatore era uno stronzo la colpa deve essere stata della moglie. Il ragionamento non fa una piega ed infatti tutti i devotissimi abitanti di Salvation la detestano e glielo ripetono in continuazione.

Tutti tranne Gabe.

Gabe vorrebbe solo essere lasciato in pace, aprire il suo Drive-In e sopravvivere.
Peccato che l’auto di Rachel si fermi proprio di fronte al suo negozio e che Edward decida di fare pipì sui suoi cespugli costringendolo ad avere a che fare con l’attraente vedova e un bambino che continua a ricordargli il suo cucciolo ormai sepolto.
E siccome Gabe è sì ferito e distrutto ma resta comunque il “Brav’uomo” che sua moglie gli ripeteva continuamente di essere, decide di aiutare i due disperati assumendo Rachel come tuttofare e permettendole di dormire nel cottage dell’adorata nonna Annie ormai defunta.

Chiaramente tra Rachel e Gabe scatta quell’attrazione animale che li porta a bramarsi sessualmente e a scopare come due ricci sotto un diluvio universale a pochi passi da casa, in una scena oggettivamente ben orchestrata ed eroticamente riuscita a seguito della quale si instaura una relazione complessa e frenata dalla difficoltà di Gabe nell’elaborare un lutto atroce e dall’ossessione di Rachel di non avere bisogno di niente e di nessuno.

Entrambi sono due animali braccati e feriti. Rach è braccata dalla comunità che la detesta e vede in lei solo il male mentre Gabe è ingabbiato dai parenti che lo trattano come fosse un minorato mentale e non un uomo che deve fare i conti con il proprio lutto per poterlo superare. Rachel, dal mio punto di vista un filino troppo aggressiva e scontrosa, riesce con il suo atteggiamento privo di commiserazione e condiscendenza a costringere Gabe a ricordare quello che ha perso, permettendogli di uscire dal circolo vizioso della negazione. E Gabe, considerandola a tutti gli effetti una donna e non solo un suppellettile, le restituisce la dignità di cui l’ex marito l’aveva privata.

Una sola cosa non mi spiego.
Rachel è estremamente brillante e piuttosto sveglia eppure non capisce come mai Gabe fatichi ad interagire con Edward quando a me sembra ovvio che un uomo che ha perso suo figlio non riesca a rapportarsi ad altri bambini senza ricordarsi continuamente quello che ha perso.

Ho trovato la parte finale del libro irritante sotto diversi punti di vista.
– La sottintesa santità di Rachel, la quale ritrova la fede e diventa una specie di guaritrice inconsapevole;
– L’irritante quadretto famigliare dei tre fratelli tutti prossimi a diventare nuovamente padri e tutti insieme appassionatamente nella vecchia casa della nonna, ciascuno con la sua adoratissima mogliettina perfetta e senza difetti, cani, gatti, ratti, pipistrelli e sa il cazzo cos’altro.
– Quell’alone di “Tutto è bene quel che finisce bene” che il libro si porta dietro dal momento (peraltro eccessivo ma questo è un problema che hanno un po’ tutti i libri) dell’incidente in auto, che mi fa sempre pensare al trio Aldo-Giovanni e Giacomo con tanto di “Avrei potuto rimanere offeso” finale.
Immagino che alle altre lettrici vengano le lacrime agli occhi mentre a me girano i coglioni.

Ma si sa… io sono strana.

Voto: 7
Categoria: Romance – Dramma – Paranormale. Senza la parte paranormale sarebbe stato un 8.

Postilla Spoilerosa:
Rachel, che tutti noi ricordiamo essere povera in canna e disperata, quando viene messa alle strette da Cal che la vuole comprare con un assegno da 25.000 $ lo prende e poi lo da in beneficenza. Penso che sarebbe stato meglio se semplicemente lo avesse rifiutato, ma riflettendoci bene quello che fa Rachel è perfettamente “In Character”. Riesce infatti a dare una pessima impressione di sè, confermando a Cal l’idea che miri solo ai soldi, quando in realtà sta impartendo una lezione proprio a chi la vorrebbe denigrare.
Alla fine quello che fa la figura del coglione è Cal mentre lei può aspirare tranquillamente al ruolo di SantaMariaGoretti stagione 2018.

Pensavate che fosse stato toccato il fondo con la mia amica Jane che si fa ingravidare di nascosto? Beh, vi sbagliate….c’è sempre a disposizione una pala per scavare.

Potrei mettermi a rileggere e riscrivere per migliorare la sintassi, i contenuti, smorzare i toni, limare gli angoli….. ma in realtà non ho nessuna voglia di farlo quindi per la recensione de “Il Lago dei Desideri” vi rimando a quella vecchia, nella quale non mi sono certo risparmiata.

Già all’epoca ricordo di aver pensato che Tucker fosse tenerissimo e lo confermo, dopo averlo conosciuto in “E se fosse lui quello giusto?” penso che sia proprio un bel personaggio che meritava una donna meno cretina di Molly.

Voto: 4
Categoria: Buttiamo anni ed anni di femminismo nel cesso e convinciamo le lettrici che tutto è lecito se in fondo in fondo aspiriamo al santamariagorettismo.
Menzione Speciale: Famiglia ficcanaso con puritanesimi ottocenteschi.

Ed ora passiamo a “Lady Cupido,. che ha come protagonisti la sempre scapigliata Annabelle e “Il Pitone”. Siete pronte?

Allora…
Parliamone.
Il Pitone.
Non so voi ma io mi immaginavo una roba un po’ porno con un tizio bellissimo con un cazzo enorme ed ore ed ore ed ore di sesso sfrenato.

E invece nisba.
Lui è Il Pitone perchè è letale come il famosissimo serpente.
Agente multimilionario che si è fatto dal nulla, decide che ormai è il momento di sposarsi e mettere su famiglia e per farlo ha già contattato la più famosa agenzia di incontri gestita da una donna bestiale ma bellissima (Portia) che ha anche grossi problemi alimentari e che è una stronza patentata che fa mobbing alle sue sottoposte e le costringe a pesarsi su base settimanale per umiliarle se mettono su un etto.

Ma…
Non ha ancora trovato quella giusta.
Allora decide di dare retta a Molly, odiatissima moglie di un suo cliente e dare una possibilità alla di lei amica, tale Annabelle, che ha appena preso in gestione l’agenzia che era della nonna.

Il primo incontro non va proprio benissimo, Annabelle arriva in ritardo tutta stropicciata e sporca perchè gliene sono successe di tutti i colori e lui la considera un caso disperato destinato a fallire, nonostante ciò le offre cmq la possibilità one shot di presentagli una candidata e in base a come andrà la serata deciderà se affidarsi alla sua agenzia o meno.

Finirà con Annabelle costretta a presenziare ad ogni incontro e a valutare le donne in base agli impossibili standard di Heath fino a quando egli non si renderà conto che quella che prova per Annabelle è sì un’attrazione sessuale pazzesca e inspiegabile, ma soprattutto AMMMMOREEEEEE, quell’AMOOOREEEEEEEEEEEEE che spacca il culo ai passeri e che fa palpitare il cuore.

Tra l’altro il Subplot è bellissimo.
La storia tra Bodie e Portia è dolcissima e per certi versi struggente. L’ho amata davvero e sicuramente ha accresciuto la valutazione di questo libro che già di suo si è fatto apprezzare per i dialoghi brillanti e per un personaggio maschile strappamutande (lo sono un po’ tutti in questa serie…chi più chi meno, si merita comunque una bella cavalcata).

Adorabile la scena in casa di Annabelle, con la fidanzata di Heath pietrificata e inorridita di fronte all’accumulo di giocatori di football più o meno molesti.

Voto: 7,5
Categoria: Romance Frizzante con quel giusto tocco di erotismo tra un dialogo brillante e l’altro.

Ed è proprio in Lady Cupido che conosciamo il protagonista del prossimo capitolo: Dean Robillard.

Il libro l’avevo letto tempo fa e l’ho riletto settimana scorsa; vi rimando alla vecchia recensione perchè la sottoscrivo parola per parola aggiungendo (all’epoca questo argomento era stato sviscerato solo nei commenti) che anche qui abbiamo un Subplot molto succulento che senza alcun dubbio ha contribuito a farmi apprezzare l’intera storia.

C’è da dire che all’epoca ero più rabbiosa di oggi (non posso farci nulla, la maternità mi ha ammorbidita come successe alla grandissima Miranda Bailey) e mi rifiutavo di accettare che il Romance piace così, fiaboso, zuccheroso, puccioso, rosa confetto con pois rosa chiaro. Prima mi incazzavo proprio….ora invece mi infastidisco e accetto che io e lui non potremmo mai essere davvero felicissimi insieme perchè a me piace un po’ di sana tristezza, un pizzico di sfiga, la piega sulla tovaglia appena stirata.

Probabilmente non sono riuscita a farvi capire bene cosa intendo ma pazienza….c’è tempo.

Voto: 7
Categoria: Fiaba brillante e spiritosa con un tocco di malinconia che non guasta mai.

E siamo giunti all’ultima fatica dei Chicago Stars “La prima stella della Notte”.

Quando dico di essere strana non cerco di fregiarmi di un titolo che non mi appartiene.
Parlando di questa serie con diverse e svariate persone, ciascuna mi ha indicato il libro che ha preferito (nessuna ha detto Il lago dei desideri, per fortuna) e NESSUNO e sottolineo NESSUNO, ha anche solo per sbaglio citato “La prima stella della Notte” che invece io ho davvero amato.

Al punto, e non mi vergogno a dirlo, che mi è quasi spuntata una lacrima nel momento clou. E non sono nemmeno in pre-ciclo, quindi non posso scaricare la colpa sugli ormoni.

Piper Dove fa l’investigatrice privata, ed ha alle spalle un passato particolare. Orfana di madre dall’età di 4 anni è stata cresciuta da un padre che le ha insegnato a reprimere le emozioni e ad essere una macchina da guerra e contemporaneamente la teneva sotto una campana di vetro per paura che le succedesse qualcosa (la madre era stata ammazzata). Questo l’ha resa una donna straordinariamente forte e determinata ma incapace di esternalizzare una qualsiasi emozione.

Destino vuole che incappi per questioni di lavoro in Cooper Graham, ex star dei Chicago Stars ed ora proprietario di un famoso locale di Chicago. Finiranno a lavorare insieme, a letto insieme, all’altare.

In mezzo un libro pieno di brio, di duelli verbali, di rude scontrosità per non mostrare mai, nemmeno per sbaglio, quello che si prova davvero. Piper perchè non è in grado di riconoscere e scendere a patti con le sue emozioni; Cooper perchè quando si focalizza un obiettivo non vede null’altro se non i mezzi per raggiungere il suo scopo.

Mi è piaciuta da morire Piper, con quel suo modo rude e scontroso di rapportarsi al mondo e mi è piaciuta l’infinita dolcezza di Cooper, che riesce a comprenderla benissimo e si dimostra di una tenerezza pazzesca senza scadere nel patetico….e non so dirvi quanto abbia apprezzato questo personaggio femminile così fragile, così incapace di sentire che alla fine non sa nemmeno più chi sia perchè non è riuscita a non innamorarsi.

Lo voglio in cartaceo e lo voglio subito come nuovo Comfort Book – Edizione Delux Novembre 2018.

Non ho critiche da muovere a questo capitolo. Nemmeno per il puccismo, nemmeno per i gemelli, nemmeno per il matrimonio e nemmeno per la parte crime.

Voto: 9
Categoria: Romance Bisbetico e Selvatico con una noce di puccismo per aromatizzare il tutto.

CONSIDERAZIONI

Ed ora che vi siete riprese dallo shock dell’assenza di critiche, vi illumino come mi sono illuminata io stamattina mentre percorrevo il sottopassaggio per arrivare in stazione. Ero lì, infreddolita che riflettevo su quanto mi piaccia la brina sui prati, quando in radio (Radio DJ _ Triomedusa) citano uno dei miei videogames preferiti: Gears of War.

E all’improvviso, tutto è stato chiaro.
Ogni cazzo di maschio presentato in questa serie me lo sono immaginata con le fattezze, più o meno bionde, più o meno rudi, più o meno ammorbidite di Marcus Fenix, protagonista indiscusso di Gears of War 3, personaggio che ho amato in modo febbrile, al limite dell’infatuazione infantile (ma ovviamente grondante di sesso), colui che con la sua immensa stazza mi avrebbe protetta dai demoni reali e anche da quelli personali, colui che alla fine sposerà Anya e mi getterà nello sconforto più totale.

Eccolo lì il motivo per cui questi libri (esclusi un paio ma vabbè) mi sono piaciuti assai.

Ho scrutato dentro me stessa e mi sono analizzata ben bene per capire come mai alla fine di questi libri non sono mai pienamente soddisfatta. E fruga a destra e a sinistra un paio di cose le ho anche trovate.

1 – L’enorme distanza tra il mio pensiero Italiano – Lombardo – Milanese Imbriuttita e la filosofia di vita americana. Spesso in questi libri i parenti dei personaggi si intromettono nella storia. Io non potrei mai e poi mai accettare che mia sorella andasse dal mio compagno a fargli una scenata per difendermi, o che gli dicesse come dovrebbe comportarsi con me o che, in generale, un membro della mia famiglia o della sua si permettesse di interferire. Come Cazzo Vi Permettete? Indi per cui, i libri in cui questa situazione è troppo presente, io mi incazzo e questo incazzarmi mi impedisce di apprezzare adeguatamente tutto il resto.
Lo trovo anacronistico e particolarmente fastidioso, oltre che vagamente controproducente per lo svolgersi degli eventi.

2 – L’Incolmabile distanza che intercorre tra me e il “matrimonio dopo 1 mese che ci si conosce”. Proprio non riesco a comprenderlo. Grazie al cazzo che hai voglia di passare il resto della tua vita con il tizio che hai conosciuto un mese fa, è fighissimo, ricchissimo, dolcissimo, intelligentissimo e via dicendo. Succede a tutte le coppie all’inizio della relazione, si chiama innamoramento e poi, inevitabilmente, finisce.
Non ce n’è una che si sposi dopo non dico anni ma mesi, tutte con l’anello al dito prima che io riesca a dire supercalifragilistichespiralidoso.
Sarà che io questa corsa all’altare non l’ho mai capita, sarà che mi sembra affrettato, sarà che ho visto 4 matrimoni in Italia e mi sono fatta un’idea sbagliata della “sposa media italica” ma a me sta storia del matrimonio rapido a tutti i costi continua a non piacere.

3 – Non credo sia necessario che donne e uomini protagonisti della serie debbano essere tutti, ma proprio tutti, traumatizzati dal passato. Tutte le protagoniste hanno un rapporto pessimo con la famiglia e se poi mi concentrassi sulle figure paterne probabilmente tra 10 anni sarei ancora qui a recriminare, quindi smetto. Gli uomini sono quasi tutti ex bambini con grandi disagi che poi crescono, chissà come, chissà perchè, perfettamente equilibrati e pronti a salvare la donzella di turno.
Il che mi fa pensare che per la SEP solo chi ha avuto un’infanzia di merda si merita di trovare l’AMMMMORRRREEEEEEEEEEEEEE, quello con tutte le lettere maiuscole e noi comuni mortali con un’infanzia felice possiamo tranquillamente scordarci un futuro puccioso e pieno di giuoia e gaudio.
#mavaffanculova

POSITIVITA’

Susan E. Phillis sa come scrivere, come raccontare e come tenere il lettore attaccato ai suoi libri, che poi sono le cose che contano davvero per un autore.
Scorrevoli, briosi, pieni di dialoghi e di sensualità più o meno spiccia, i suoi lavori sono sicuramente un piacere da leggere, indipendentemente da quelle che sono le mie perplessità, le mie idiosincrasie e la rabbia latente che ogni tanto esplode.

Non è facile che io mi appassioni al punto da non pensare ad altro, che mi prenda quella smania di leggere anche se ho sonno, sono stanca, ho fame. Era da tempo che non mi succedeva ma questa serie è riuscita a farmi concentrare completamente sui personaggi al punto di visualizzarli, sentirli, viverli.

Non è un caso che l’ultimo sia il libro che ho preferito perchè mi rivedo moltissimo in Piper e nella sua incapacità di dimostrare le emozioni per paura di esporsi ed essere ferita.

Molte di voi amano la SEP incondizionatamente, io la stimo, la ammiro e la ritengo un’ottima scrittrice….ho amato alcuni suo personaggi ed alcune storie, ho adorato molte delle scene che ho letto, ho sorriso tantissimo e a volte mi sono anche, quasi, commossa.
Ma non le perdono di aver presentato ben due personaggi femminili che perpetrano un’azione orribile e di averle giustificate e assolte, portando il lettore a fare lo stesso.
Ci sono azioni che non hanno giustificazione e vanno viste per quello che sono senza edulcorare e senza giustificare.

Alla fin della fiera il giudizio è uno solo:

Leggetela – Leggetela – Leggetela.

In poche parole

8 Marcus Fenix in tutte le sue sfumature di testosterone. Uno per ogni giorno della settimana più il bonus domenicale perchè si sa, la domenica è il giorno del signore e se persino lui si è riposato, perchè io non dovrei passare l’intera giornata a letto?

Poschina

Ecco la serie in ordine di lettura

  • Il gioco della Seduzione
  • Heaven, Texas
  • E se fosse lui quello giusto?
  • Un piccolo sogno
  • Il Lago dei desideri
  • Lady Cupido
  • Seduttore dalla nascita
  • La prima stella della notte

E la serie in base alle mie preferenze

  • La prima stella della notte
  • Heaven, Texas
  • Seduttore dalla nascita
  • Lady Cupido
  • Il gioco della seduzione
  • Un piccolo sogno
  • E se fosse lui quello giusto?
  • Il lago dei desideri
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Il Ladro Gentiluomo – Alessia Gazzola

Come direbbe Gioele Dix nei panni di Alberto Tomba, “Chi mi conosce lo sa”…
E infatti chi mi legge ormai lo sa.
Sa che dico esattamente quello che penso su quello che leggo.
Sa che ci sono cose che mi fanno incazzare come se non ci fosse un domani.
Sa che ho letto tutta la saga di Alice Allevi e che sono sempre stata e sempre sarò “Team CC”.
E sa anche che attendevo questo libro perchè l’ultimo mi era piaciuto assai e che le aspettative per l’ultima fatica della Gazzola erano piuttosto alte.

La Trama: Alice Allevi, finalmente specialista in Medicina legale, ha dovuto affrontare scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. Dopo un lungo e burrascoso corteggiamento, sembrava che tra lei e Claudio Conforti, l’affascinante e imprevedibile medico legale con il quale ha condiviso ogni disavventura dai tempi della specializzazione, fosse nato qualcosa. Per un attimo, Alice ha creduto finalmente di aver raggiunto un periodo di serenità, almeno al di fuori dell’Istituto di Medicina legale. Ma in un momento di smarrimento sentimentale chiede un trasferimento. E lo ottiene: a Domodossola. Per sua fortuna, o suo malgrado, Alice non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un’autopsia di routine, Alice ritrova un diamante nello stomaco del cadavere. Una pietra di notevole caratura e valore, ma anche una prova materiale importante per il caso. Per questo, Alice si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. L’ufficiale che si presenta da lei è un uomo distinto ed elegante, dai modi cortesi ed impeccabili, e Alice non esita ad affidargli il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla e i guai per Alice iniziano a farsi enormi…

Ed ora la parola alla giurata – SPOILER VIOLENTI

Chi mi conosce lo sa.
Ci sono espedienti ed espedienti.
Ci sono quei trucchetti che ogni scrittore conosce e che si usano ad arte quando bisogna creare un po’ di aspettativa, quando si vuole stravolgere un equilibrio, quando non si sa più che pesci prendere.
A seconda di come questi espedienti vengono utilizzati il mio livello di “bestemmione cosmico” oscilla. E, quando siamo proprio alla frutta e si usano più espedienti comodi contemporaneamente, si sconfina nel livello Maalox Plus, a cui segue il livello Gaviscon, che oggi posso fregiarmi di aver raggiunto.

In questo libro, che attendevo con grande ansia, non solo si usano ben due espedienti comodi nel giro di mezzo capitolo (e i capitoli sono brevi) ma uno dei due è l’espediente comodo degli espedienti comodi ossia quell’espediente che ho detestato più o meno quattro recensioni sì ed una no, e che prende il temutissimo nome di Gravidanza Indesiderata. Il secondo espediente comodo, ad una manciata di pagine dal primo, è un’ovvia conseguenza dell’ espediente comodo  GI, ossia l’aborto.
Ma andiamo con ordine, altrimenti non ci si capisce più un cazzo.

Alice viene sbattuta a Domodossola dalla Wally, la quale prende al volo una richiesta fatta dalla nostra eroina in un momento di debolezza, per separare i piccioncini e levarsi Alice dalle scatole. Quest’ultima non prende benissimo il trasferimento, anche perchè è pieno inverno e si ritrova sbattuta in un posto gelido, isolato e nevoso, proprio quando a Roma le cose cominciavano ad andare bene e condivideva con CC addirittura la di lui dimora, regno incontrastato della singletudine del nostro stronzissimo eroe.

E fin qui tutto fila liscio.
Il trasferimento stesso per quanto mi riguarda sarebbe stato sufficiente per scombinare un po’ le carte e ritrovarsi magari a barcamenarsi tra incomprensioni, lontananza, vecchie e nuove seghe mentali da condividere con il pubblico.
Invece non succede nulla di tutto questo.
Nonostante la lontananza Alice e Claudio vanno d’amore e d’accordo.
Sembrano quasi una coppia matura e normale.

E qui casca l’asino.
E’ un po’ l’effetto X-files, nel quale noi fanatici abbiamo sopportato 10 stagioni di tensione sessuale repressa che grondava da ogni angolo del teleschermo per arrivare al tanto agognato bacio che avrebbe dovuto trasportarci in una nuova era di rapporti interpersonali tra Fox e Dana e che invece ci ha traghettato nella noia delle noie polverizzando ogni anelito di sessualità a favore di una relazione quasi inesistente sublimata da complotti governativi a nastro.

Lo stesso effetto probabilmente lo ha temuto anche la Gazzola che ha pensato bene che bisognava a tutti i costi ristabilire una certa tensione e per farlo utilizza un metodo che già avevo criticato nella relazione Arthur/Alice. Ossia riproporre le stesse situazioni, le stesse liti, gli stessi meccanismi. Ma siccome di pretesti per litigare vivendo l’uno a 700 km dall’altra non ce ne erano poi tanti, l’idea è stata quella di calcare la mano, con il risultato [come se ci volesse poi tanto] di farmi imbestialire.

Alice infatti si ritrova incinta.
Così…..perchè una volta, se non si ricorda male, sono stati poco attenti. Due medici, nel 2018, lei che non ha una lira, lui che vuole fare carriera….e guarda caso, proprio in quei fatidici giorni….ma dai. Non mi dire…. giura?
E allora, Alice cosa fa?
Cioè ti ritrovi incinta, lontana da casa, senza nemmeno averlo cercato, povera in canna ma sopra ogni altra cosa sapendo che lui non lo vorrebbe…E cosa fai? Ma ovviamente scoppi di gioia e corri da “Mani di Fata” a guardare i completini da neonato cominciando a fantasticare sul nome. Alla 5a settimana. A Domodossola. Da sola. Senza nemmeno un “Oh cazzo….e adesso come glielo dico a Claudio?”.

Intanto…..

Intanto a Roma Claudio è in quella fase tipicamente adolescenziale [poco importa se hai già 40 anni] nella quale ti trovi per la prima volta innamorato e sei frastornato al punto da non riconoscerti più…..poi succede che hai una giornata di merda che più di merda non si può e non trovi di meglio da fare che accettare la palese avance della tua ex e andare a casa sua, bere qualcosa per scioglierti e poi strusciarti selvaggiamente su quella vulva che conosci così bene fino a quando non ti sorge il dubbio che questo atteggiamento sia poco maturo e anche un po’ da stronzi nei confronti della tua donna e allora torni a casa… e mentre torni a casa lei ti chiama e tu menti, fondamentalmente perchè sei un coglione.

E indovinate Alice quale momento ha scelto per decidere di fare una sorpresa al suo uomo e dirgli che presto saranno in 3? Bravissime. Proprio quel giorno.

Lui arriva sotto casa, la vede, lei sa che lui ha mentito, lui come molti uomini non sa tradire senza confessare e quindi comincia con roba del tipo “Giuro che non volevo….ho avuto una giornata di merda…..non è successo nulla”.
Litigano, lei scappa, finisce sotto una moto e addio sogni di biberon e nottate in bianco.

E qui ok….la situazione, nonostante tutto, era ancora recuperabile.

E invece, no.
Invece di massacrarsi di insulti, urla, recriminazioni, accuse alle quali si attingerà per tutte le liti degli anni a venire, Alice si incazza da morire e rifiuta ogni contatto con Claudio. Il che, per inciso, ci sta anche. In pratica hai scoperto che quello che credevi “Cicci-Bucci.Solecuoreamore #noidueunacosasola” ti ha quasi tradita. E tu ci hai anche perso il figlio che già vedevi laureato. Capiamo tutte come ci si sente. Chi ci è passato lo capisce non bene, ma benissimo.

MA.

Ma dio bono!!!!!!
Va bene per due pagine, tre, forse quattro. Poi basta.
Poi mi devi spiegare perchè ritorniamo a comportarci come due/tre libri fa, quando era tutto un ritirarsi sull’aventino e chiudere porte senza mai, nemmeno per sbaglio, comportarsi come degli adulti consapevoli. Passi la gravità della situazione ma trovarsi dal “Voglio vivere con te per sempre, sposarti e avere tantissimi bambini” al “Non ti voglio nemmeno ascoltare, figuriamoci vederti ed è meglio chiuderla qui”. Mi chiedo chiudere che cosa…. un rapporto che può essere chiuso così su due piedi forse…e dico forse…non era poi questa grandissima storia d’amore.

Sul fronte “Crime” come sempre la storia è un po’ all’acqua di rose ma funziona e tutti i comprimari sono sufficientemente interessanti, e finalmente intravediamo uno sprazzo del passato della Wally, che ci conferma un po’ di ipotesi formulate nei libri precedenti.

Dando a Cesare quel che è di Cesare bisogna ammettere che il libro scorre e non ci sono lungaggini che rallentano la lettura e che al solito resto affezionata, nonostante tutto all’intero gruppo di protagonisti, da Alice a Paolone. Per quanto mi riguarda, però, resta il rimpianto di un’occasione mancata. Gli eventi drammatici, eccessivi, sconvolgenti che sono avvenuti nel giro di 5 pagine (no, non è un’esagerazione) avrebbero avuto bisogno di più respiro. Per poter piangere qualcosa o qualcuno, bisogna prima affezionarcisi. Quando tutto succede troppo in fretta alla fine resta l’impressione che nulla sia davvero successo.

Ed è esattamente quello che succede alla fine di questo libro, quando i nostri eroi si ritrovano ed entrambi mostrano la volontà di andare avanti con la loro storia, facendo un salto oltre il cornicione, verso un vuoto che è sì metaforico, ma per me anche un po’ fisico perchè la loro storia in questo libro non ha aggiunto e non ha tolto nulla a quella che era alla fine del capitolo scorso.

E quindi?

E quindi non saprei davvero.
Sono rimasta sconcertata perchè speravo che di fronte al tradimento, alla gravidanza e all’aborto, seguisse un’approfondimento dei caratteri, che si aprisse una finestra che mi facesse guardare dentro Claudio e Alice ed invece mi sono ritrovata con una gestione immatura e sbrigativa a fronte di problemi gravi che coinvolgono più di un aspetto della coppia.

Capisco che non sia un caso ma frutto di una vera e propria scelta editoriale ma non mi soddisfa lo stesso e continuo a pensare che in serie come queste i protagonisti dovrebbero evolversi, cambiare, volendo anche stravolgersi. In fondo, se ci si pensa bene, il tempo opera su di noi cambiamenti atroci. Di quella che ero 8 anni fa, è rimasto poco o niente. E non perchè io sia una banderuola, ma perchè quello che ci succede, volente o nolente, ci cambia e a volte non in meglio come vorremmo.

Non è un brutto libro (espedienti comodi a parte perchè oggettivamente sono troppi e troppo vicini nel tempo per essere sconvolgenti come dovrebbero) ma gli manca quello spessore che lo renderebbe più papabile anche per quei lettori che non si accontentano di leggere le pene d’amore di una trentenne che spesso ha atteggiamenti che rasentano l’infantile.

Che poi io Alice la vorrei come amica, io sarei quella cinica che la tira un po’ fuori dal fotoromanzo in cui vive e che condividerebbe quintali di pasticcini e cioccolate calde. E probabilmente le farei anche un bel discorso sull’importanza di NON fare sorprese ai propri compagni e le passerei un libro sul controllo delle nascite. Così, per riportare tutti nel millennio che stiamo vivendo.

Chiaramente imperdibile per chi sta seguendo la serie, sorvolabile per i lettori occasionali. Io intanto attendo il prossimo.

In poche parole

Al secondo espediente comodo in meno di 5 pagine ho stappato la bottiglia di Gaviscon del ’68 e l’ho finita alla goccia. Prosit.

Gli altri libri della serie sono:

L’Allieva
Un Segreto non è per Sempre
Sindrome da Cuore in Sospeso
Le Ossa della Principessa
Una Lunga Estate Crudele
Un po’ di Follia in Primavera
Arabesque

 

Nella Stanza del Duca (Serie Wedded by Scandal vol. 1) – Stacy Reid

Ho pensato tanto a come e se scrivere una recensione di questo libro.
Perchè siamo a fino agosto, le vacanze sono appena terminate, siamo tutti più rilassati, più belli e più grassi e piombare qui spargendo acredine mi sembrava eccessivo.
Poi però ho pensato che io sono io ed è inutile che mi finga piena di scrupoli che non ho e se essere acida come un limone appena spremuto è, in fondo, il mio essere, allora che ben venga…..facciamoci tutti una spremuta di limone, che è anche un filino astringente e pieno di vitamine.
Che poi….il libro mi è pure piaciuto…che credevate?
Solo che non riesco a passare sopra al finale.
No, non ci riesco.
Siamo onesti.
NON LO VOGLIO FARE.

La Trama: Pur di sottrarsi al fidanzamento combinato dal padre con un ricco conte degenerato e violento, Adeline ha messo a punto un piano ben preciso con l’amica Evie: durante una festa, si intrufolerà nella stanza del signor Atwood, il giovane che lei desidera, e si farà sorprendere con lui dalla padrona di casa! Ma Evie decide di sacrificare l’amica a suo vantaggio e la indirizza verso la camera di Edmond, vedovo e duca di Wolverton, che l’ha chiesta in sposa. Quando scoppierà lo scandalo, ogni cosa precipiterà e il burrascoso incontro tra Adeline e Edmond si tradurrà in un matrimonio riparatore, finché il caso e il potere della seduzione…

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler a profusione

Diciamocelo, il libro funziona.
Funziona l’espediente della stanza sbagliata, funziona l’immediata attrazione tra i due [lei entra nella stanza che crede essere quella di Atwood, ma non essendo completamente cogliona si accorge che qualcosa non va ma invece di allontanarsi e fuggire, si perde ad accarezzare il torace nudo del muscoloso e turgido sconosciuto, si struscia, lo bacia, si inebria, gode come una cagna e si crogiola nel suo odore/sapore] e funziona anche il loro matrimonio obbligato.

In effetti funziona tutto.

Adeline è bella ma inconsapevole di esserlo, vive con il padre, la matrigna e le sorellastre. Mentre Edmond è vedovo, austero, freddo, apparentemente insensibile e considerato “Il duca pazzo” da tutto il ton perchè se ne fotte di cosa pensano gli altri e guarda tutti come se fossero delle merdine. Ha anche due figlie che adora ma che in realtà non caga mai perchè è rimasto traumatizzato dalla morte della adoratissima Maryanne o roba simile che è spirata mentre partoriva prematuramente il tanto agognato erede maschio mentre lo insultava per averla messa incinta e costretta a schiattare tra atroci dolori.

Oltretutto, cosa da non sottovalutare, egli sta proprio cercando una moglie. Una moglie che lascerà inviolata e che desidera solo come matrigna per le figlie.

In pratica l’uomo ideale; chi di noi non sogna un uomo che non ti vuole toccare con un dito ma che ti prende per fare da madre alle sue adorate bambine? Roba da fuggire in Iran a gambe levate. Ed infatti Adeline quando lo scopre si incazza come una biscia e gliele canta di santa ragione sostenendo di essere stata ingannata e che se solo lo  avesse saputo col cazzo che lo avrebbe sposato. E noi, donne del nuovo millennio applaudiamo, le diamo grosse pacche sulle spalle e sorridiamo comprensive.

Ma.

Ma lei ormai è persa, persa perchè quando lo ha baciato si è risvegliata in lei quella parte vaccosa e zoccolosa che ogni donna ha dentro di se, che se viene stuzzicata in qualche modo, diventa una bestia assetata e affamata che solo una cura di multiorgasmi quotidiani può placare un tantino.

Allora la dolce, timida, vergine donzella, decide di sedurre il suo austero maritino. Ah, mi ero dimenticata di dirvi che lui non scopa da 3 anni, una manciata di mesi e qualche giorno. Quindi le velatissime allusioni di Adele…roba del tipo “Vorrei che mi leccassi tutta e che poi sprofondassi il tuo enorme uccello turgido nella mia strettissima e calda guaina fino alle palle, ripetutamente e per ore, fino a farmi svenire a furia di orgasmi…:” non ci mettono poi così tanto a farlo capitolare. Anche perchè lei una sera presa dalla smania di avere immediatamente un orgasmo, va in camera sua e lo trova in piedi davanti alla finestra, completamente nudo, che se lo mena come non ci fosse un domani. Che poi dico… non ti puoi segare come tutti a letto o in poltrona, comodamente svaccato? No, lui si sega in piedi davanti alla finestra, tanto ci sono le serve che poi puliscono il vetro…..

E da qui ai multiorgasmi ogni 25 minuti il passo è breve.
Faccio notare che lo sperma viene sempre riversato fuori dalla muscolosa vagina perchè lui non vuole rischiare di perdere la passionale Adele di parto. Meglio non rischiare e venire sul lenzuolo.
Grazie alla cura a base di sesso continuo, Edmond torna a sorridere, si scioglie ogni giorno di più, si ammorbidisce, diventa tutto cicci bucci….anche perchè lei è assertiva, passionale, sempre pronta a consolarlo, sempre adorabile con le bambine che, ovviamente, già la amano….
Sì, insomma….una specie di SantaMariaGoretti di Staminchia.

Ma fin qui tutto va bene, tutto regge, tutto è inverosimile ma piacevole….i personaggi sono ben caratterizzati e giuro che mi  piaceva assai. Però, inspiegabilmente, l’autrice non si accontenta di aver scritto un bel libro, no. Deve pisciare fuori dal vaso. Deve necessariamente farlo perchè non ce la fa proprio a concludere il tutto senza fare la sborona ed esasperare la situazione. Le darei volentieri due schiaffi.

Ed ora vi cuccate il Momento Recriminazione.

Il giorno dell’anniversario della morte dell’adoratissima, dolcissima e timidissima Maryanne, Edmond va come al solito nel capanno di caccia o roba simile a sfondarsi di alcool per dimenticare la grandissima sofferenza e Adele, spinta dalla suocera, decide di seguirlo per farlo sentire meno solo.
Ora, secondo voi, come potrà finire?

Ovvio.
Lei gli si offre come un eclaire al caramello salato e lui se lo scofana tutto, ed incitato da un continuo “Prendimi, sfondami, fammi sentire il tuo uccello”, alla fine le sborra dentro. C’è da dire che era completamente ubriaco e che quindi non si rendeva nemmeno conto di quanto stava facendo…. ma lei sì, e si guarda bene dal dirglielo.
Allora lui si incazza, poi scopre che è incinta e la molla, poi si pente e torna a casa e guarda un po’…..lei era gravida di due gemelli maschi che partorisce alla 42esima settimana perfettamente sani nonostante quello in basso fosse podalico.

E vissero tutti felici e contenti.
Tranne me…tranne me, tranne me, tranne meeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Ma ora vediamo le cose che mi hanno fatta incazzare.

Primo: ovviamente l’unica volta che lui la irrora con il suo sperma lei era al 14esimo giorno di ciclo e, casualmente resta incinta, anzi….incintissima. E giù di Maalox

Secondo: Arriva il momento del parto e si scopre che sono due. E giù di Maalox (perchè uno non era sufficiente?) Quello in basso è podalico e quello in alto no. E io penso a quale ecografo ultramoderno abbiano usato per determinare la posizione del secondo gemello, capisco che i piedi del primo si sentivano…..ma il secondo? Se era sopra, come sai che era in posizione corretta? Come? Come? Avrebbe anche potuto essere di traverso, o girarsi al momento del parto o altre 40000 variabili ancora oggi difficili da identificare. E giù di Maalox.

Terzo: Lei e i bambini sopravvivono senza alcuna difficoltà. So benissimo che i parti gemellari ci sono sempre stati, lo sappiamo tutti. Ma pare che ultimamente nei romance non capiti altro. E la cosa mi irrita. Mi irrita perchè è inverosimile. Mi irrita perchè una doppia gravidanza è considerata a rischio oggi, nel 2018 e presenta un sacco di complicazioni, prima fra tutte quella di essere portata a termine. Una gravidanza che arriva alla 40esima settimana oggi è rara e solitamente frutto di 2/3 mesi a letto per evitare il parto prematuro, con i relativi problemi.
Che queste donne in un’epoca in cui la morte di parto era frequentissima riescano a portare a termine una gravidanza gemellare e partorire tranquillamente manco stessero bevendo un bicchiere d’acqua è insostenibile. Un’esagerazione inutile. Inviterei tutte le scrittrici di romance a documentarsi in merito e ad accontentarsi di un parto singolo privo di complicazioni, perchè trattandosi del 1800 può essere considerato tranquillamente un miracolo anche senza aggiungerci gemellarità e podalicità. Grazie.
E giù di Maalox.

Sì, lo so. Sono una gran cagacazzo. Ma ben venga. In fondo un cervello ce l’ho ed intendo usarlo.

Escludendo l’ultima parte che eliminerei volentieri questo libro è un buon libro. Un romance che si legge bene, con un bell’uomo tutto ieraticità e virilità repressa, intelligente, sensibile, ferito. Ed una donna che cerca di entrare in contatto con lui sfruttando l’attrazione sessuale per arrivare all’AMMMMMMMOOOOREEEEEEEEE.

Essendo il primo libro di una serie spero che esca presto il secondo, perchè l’amico sfregiato del duca promette decisamente bene……

In poche parole

Ci credo che Edmond non vede l’ora di sbattersela….questo qui non scopa da tre anni !!!!!! Minchia 3 anni !!!!
Ti piace vincere facile Adeline….comoda la vita….

Poschina

p.s. Non so se la prima moglie si chiamasse in effetti Maryanne…..ma in fondo non è che sia poi così importante, giusto?

Un Libertino da Domare – Nicole Jordan

C’è sempre un momento determinante nella vita di ognuno di noi.
Per quanto mi riguarda lo spartiacque della scorsa settimana è stato seguire l’impulsività e acquistare un libro del quale non sapevo nulla, di un’autrice della quale non sapevo nulla e convincermi con tutte le forze che la trama era intrigante e quindi anche il libro lo sarebbe stato.
Grave errore.
Ho abbassato la guardia ed ora ne pago le conseguenze.
Amarissime.

La Trama: Inghilterra, 1817 – Venetia Stratham ha una missione: salvare sua sorella dalle attenzioni inappropriate di Quinn Wilde, Conte di Traherne e noto libertino. Caduta in disgrazia agli occhi della famiglia e del ton dopo avere abbandonato all’altare il fidanzato, che si era presentato in chiesa con i chiari segni di una notte di bagordi insieme a un’altra donna, Venetia è disposta a tutto pur di evitare a Ophelia una sorte simile alla sua. Anche a recarsi mascherata in un bordello per ottenere prove del comportamento licenzioso di Quinn. Peccato che si ritrovi invece coinvolta in un attentato alla vita del conte e, a causa di un terribile malinteso, subito dopo intrappolata in un matrimonio di facciata proprio con l’arrogante, sensuale e irresistibile Quinn. Così, ora ha una nuova missione: domare l’indomabile marito.

Ed ora la parola alla giurata – spoiler un po’ ovunque

Da dove comincio?
Dalla noia delle prime pagine o dalla noia di quelle dopo?
Oppure dalla noia dei personaggi?
O forse sarebbe meglio focalizzarsi su Venetia, ribattezzata dopo una decina di pagine “La Figa di Legno” e successivamente, passatemi il francesismo, “Il Palo in Culo”?
Ma no, dai…..parliamo del libertino bellissimo, sexyssimo, e qualsiasi altra cosa vogliate ….issima che dovrebbe essere l’uomo che non deve chiedere MAI ed invece dopo 3 minuti è Sentimentalmente Genuflesso* ai piedi della reticente pulzella? E che poi scopriamo essere genuflesso da tempo immemorabile?

Ma bando alle ciance e concretizziamo.
In un bordello si scontrano e si incontrano Venetia e Quinn. Lei vuole convincerlo a non sedurre la dolce, svampita e rimbambita sorellina, lui in realtà è libertino cinico di fama e buono come una palletta Lindt dentro perchè si sta interessando alla piccola Ophelia per rimediare ad una specie di torto fatto due anni prima a Venetia. E già qui mi parte il tedio.
Se poi aggiungiamo che si capisce immediatamente che lui la brama e che lei lo brama, capirete quanto poco sorprendente siano il bacio che si scambiano, e anche la ciucciata di capezzoli perchè tutto è già stato fatto intuire, peggio….tutto è stato detto dai protagonisti che non fanno altro che segarsi mentalmente sul tema “mi piace ma quanto mi piace ma non voglio farglielo sapere”. Qui mancano le basi che muovono il romance, manca il dubbio, manca il pathos, mancano sale e pepe e ci resta un minestrone sciapo e cotto male.

Ma non preoccupatevi, può peggiorare.
Ed infatti qualcuno cerca di uccidere Quinn ma purtroppo non schiatta perchè lei lo soccorre, poi cercano di ucciderlo di nuovo un paio di volte e non so come i due idioti si trovano fidanzati e sposati nel giro di mezza pagina, fastidiosamente convinti che sia un matrimonio solo di facciata, senza sesso, senza amore, senza, punto e basta.
Ma certooooooooooooo!!!!! Ed io sono nata ieri….
Mavaffanculova!!!!!!!

Due pagine dopo lui la fa orgasmare prima con le dita e poi con la lingua e poco ci manca che raggiunga lo scopo anche con lo sguardo, allora lei pensa di poter ricambiare facendogli una sega, sì….avete capito bene, glielo prende letteralmente in mano ma Riccardo Cuor di Leone si nega, perchè a lui così non piace, lui la vuole coinvolta, vogliosa e sbavosa. Si tiene la sua granitica erezione (in realtà è sempre, perennemente in tiro, perche lei si fa smarmellare, slinguare, sditalinare e sgodazzare ma non sia mai che smolli lo scrigno segreto…dio quanto la odio!) e continua a recitare il ruolo di marito poco coinvolto sentimentalmente.

Come direbbe Califano “Tutto il resto è noia….no, non ho detto gioia, ma NOIA, NOIA, NOIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA”
E sono solo a metà libro.


Ebbene sì, l’ho finito.
E mentre chiudevo, finalmente, il mattone, questo è quello che ho sentito esplodere in ogni molecola del mio corpo.

Vi riassumo in poche parole quello che succede da metà libro in poi: due palle.

Succede di tutto ma in pratica non succede niente. Ovvio che i due si scoprano innamorati, un po’ meno ovvi sono il rapimento di Venetia e la sua insostenibile insicurezza mista a pucciosità mista a gattamnortismo e santamariagorettismo che l’hanno fatta diventare, a tutti gli effetti, in personaggio femminile più detestato di questo 2018. E non era così semplice, perchè conosco donne che eviscererei volentieri [come potete notare in questo periodo sprizzo bontà da ogni poro].

Il problema di questa donna è che vogliono presentarcela come una  donna con i controcoglioni quando in pratica è la classica donnina media che frigna ogni due per tre, perennemente alla ricerca di approvazione e sempre in odore di santità. Ok, forse sto esagerando un po’, ma mi sta pesantemente sulle palle e non riesco a trovarle dei lati positivi.

Non aiuta la scena, che dovrebbe essere il perno della seconda parte del libro, della seduzione in camera da letto. In pratica lei si scopre innamorata di Quinn (ma dai? non ce ne eravamo mica accorti) e decide di farlo innamorare pensando bene che l’unico modo sia sedurlo in camera da letto. E come fa? chiederete voi donne moderne che cercate da anni di asservire il vostro uomo.
Ve lo dico io.
Cerca goffamente e fastidiosamente di comandarlo, usando male il gioco del concedersi e negarsi e risultando esclusivamente fastidiosa e molesta, antipatica e anche mezza cogliona e lui glielo permette diventando ai miei occhi sessualmente intrigante come un pezzo di sedano dimenticato per mesi in frigorifero. Ah, già che ci siamo lei gli fa un pessimo pompino che cmq lui apprezza tantissimo perchè l’inesperienza lo eccita da morire. Bah.

Seguono il famoso rapimento, le confessioni di amore reciproco e tantissimo sesso.

Che dire?
Io l’ho odiato.
La colpa più grande di un libro non è la bruttezza della storia e nemmeno una brutta scrittura, il peccato mortale è la noia. Un libro noioso, prevedibile, non necessario. Un libro che non lascia nulla se non l’amaro in bocca per una storia che avrebbe potuto essere gestita meglio.

Sarà colpa del mio umore, della mia crescente sfiducia nel genere umano, della mia avversione per la donna piagnina…..non so.
So solo che ho fatto una fatica boia a finirlo e non lo consiglierei nemmeno a chi mi sta particolarmente sul cazzo.

In poche parole

E’ il quarto libro della serie “Amori da Leggenda” ma di leggendario c’è solo il mio accanimento nel finirlo.

Poschina

*Si ringrazia la straordinaria Franca Leosini per questa meravigliosa locuzione.

Un Amore Proibito – Karen Robards

Questo è chiaramente un libro definibile come “Lammerda che piace” perchè è un coacervo di situazioni irritanti, personaggi immaturi, sborrate epiche in vagina non curandosi delle conseguenze e, soprattutto, c’è il Personaggio Femminile più irritante della Storia dei Personaggi Femminili, e per par condicio il Personaggio Maschile più Immaturo della Storia dei Personaggi Maschili….MA, piace. Cioè, tu sai che è una merdata e che la scrittrice mentre lo scriveva ti perculava preventivamente e si faceva grassissime risate alle tue spalle, e nonostante tutto, senti dentro di te l’imperativo di finirlo.

La Trama: Sebbene abbia compiuto diciassette anni, Megan Kinkead si comporta ancora come una bambina sventata, e come tale Justin Brant, sesto conte di Weston e suo tutore, intende trattarla. Non riesce più a sopportare le intemperanze di quella volubile ragazzina che si è fatta espellere da diverse scuole e che ora rischia di essere allontanata anche dal prestigioso collegio dove a fatica è riuscito a iscriverla.

Ed ora la parola alla giurata – Solo Spoiler autocompiaciuti

Ho creato per questo capolavoro dell’assurdo una nuova categoria chiamata “Maalox Plus” perchè solo drogandoti di questo medicinale riuscirai ad arrivare senza nefaste conseguenze alla fine del libro.

Ma andiamo con ordine. Justin è un trentaseienne rampante, fighissimo, scopatore seriale di donne di dubbio gusto, ed esasperato da quella grandissima cagacazzo della sua pupilla, la quale continua a scappare o a farsi espellere dai prestigiosi istituti in cui lui la segrega pur di non averla tra le palle.
Dopo l’ennesima espulsione o roba simile, la va a raccattare nella remota tenuta ad inculandia nella quale si era rifugiata per cercare di internarla da qualche parte, solo che un piccolo imprevisto gli impedisce di rispedirla a scuola.

Il piccolo imprevisto si chiama “Verga Turgida”. Maalox
Ebbene sì, appena la vede il suo regale uccello si indurisce tutto e non c’è verso di mandarlo giù nemmeno pensando ai micini morti. La nostra ex bambina capricciosa ed insopportabile è divenuta, crescendo, una giovane diciassettenne bellissima e anche un po’ vacca, cosa che capiamo subito perchè ha un indice di civetteria pari a mille. Maalox

Comincia quindi un fastidiosissimo balletto che vede da una parte un Justin che se la vorrebbe scopare ma è frenato da giustissimi dilemmi morali e dall’altra una Megan che non fa altro che provocarlo più o meno consciamente [secondo me il troione sa perfettamente quello che sta facendo, perchè piange a comando, si fa trovare nella di lui camera in camicia da notte e gli si struscia contro…], fino a quando lui non la bacia con quei 10/12 metri di lingua che la riempiono di desiderio e la fanno bagnare come un gavettone da 6 litri non sarebbe in grado di fare. 2 Maalox

Come tutti ormai sappiamo benissimo, un bacio è solo il preludio ed infatti a breve assistiamo ad una notte di passione, tenerezza e imeni rotti, che si conclude con la ripetuta inondazione vaginale di seme. 2 Maalox

Postilla….. è inutile che voi scrittrici di romance del cazzo continuiate a scrivere roba del tipo “Sentì il getto bollente del suo sperma all’interno del proprio corpo” perchè gli uomini non eiaculano lava Zio Caro. Non si può sentire. Non è accettabile. Lo sperma non è incandescente è a temperatura corporea, quindi non si sente. Non si sente. Non si sente. Al massimo puoi sentire le pulsazioni del pene, ma questa è un’altra storia.

A seguito della Scopata delle Scopate avviene un dialogo grottesco nel quale lei gli dice qualcosa del tipo “Ah Justin, quanto ti amo….pensa come sarò felice quando saremo sposati” e lui risponde: “Sposati? Ma sei deficiente? Io sono già sposato con una che non vedo e non sento mai e che non vuole mai trombare con me e tu sei solo una ragazzetta che mi sono sbattuto perchè avevo la fregola”. Maalox + Face Palm

Potrebbero anche chiarirsi e dichiararsi eterno AMMMMOOOOOORRRREEEEEE ma, sfiga vuole, piomba come un falco pellegrino affamato su un topo la di lui moglie e si porta la zoccolaccia a Londra per la stagione.

Nella Big City Megan riscuote un certo successo, anche perchè il mix figaggine + civettaggine + zoccolaggine non ha eguali e quindi si circonda di begli ometti tutti striscianti e sbavanti in attesa che lei decida chi scegliere tra la massa. Ma i bellimbusti  non sanno che lei nasconde un segreto………..

…….

….

..

Ha un ritardo di mezzo secondo e sente di essere incinta, ama già quella creatura che sta crescendo dentro di lei ed è preoccupata perchè non sa come dirlo a Justin. 4 Maalox + Un Bicchiere di Gaviscon all’anice e sospensione momentanea del libro per bestemmiare in pace

Se avessi avuto un figlio ogni volta che ho avuto un ritardo a quest’ora saremmo più o meno a quota 1000. Ma si sa che le eroine romance e il 99,9% delle donne che conosco rimangono incinta scopando una volta. E per una volta intendo Una sborrata=una gravidanza. Me ne farò una ragione.

Cmq. Quando il nostro eroe arriva a Londra e scopre che Megan è supercorteggiata diventa una bestia preda della gelosia e comincia ad impedirle di fare questo e quello, dimostrando di non aver capito una beneamata minchia del carattere della zoccolaccia e spingendola in questo modo tra le braccia di uno dei libertini più libertini del momento.

I giorni passano e Megan è oramai certa di essere gravida [Pausa Maalox] ciononostante non dice nulla al bel Justin ma continua a troieggiare con tutti ma soprattutto con il libertinerrimo fino a che quest’ultimo non pretende attenzioni e lei, essendo la Madre di tutte le Gatte Morte del Mondo, fa la preziosa e costringe Justin  a menarlo e sfidarlo a duello. Maalox

In mezzo a questa cagnara c’è il tempo per un po’ di sesso, infatti Justin, da maschio Alpha qual è, continua a marcare il territorio con la sua regale sborra, senza MAI, nemmeno per sbaglio, venire fuori dalla vagina. Un po’ sulla vulva? NO. Solo ed esclusivamente in vagina. Ah….non li fanno più gli uomini di una volta…. Maalox

Siccome Megan ha questo piccolissimo problema chiamato gravidanza, decide che deve prendere provvedimenti perchè dio non voglia che partorisca un bastardo, è probabile che voi non vi siate resi conto, perchè in effetti non viene ripetuto 10000 volte ogni pagina, che lei vuole già bene a questa creaturina che cresce dentro di lei e che…….

……………………………… Sbadiglio + Maalox preventivo + fetta di pane con copioso strato di Nutella.

…decide di farsi sposare da un babbo di minchia in modo di dare un padre al Figlio della Colpa. Ma Justin non ci stà, la rapisce e la porta a suon di vergate in vagina, in una delle sue 500 magioni sulla costa. Durante il viaggio lei, per cercare di convincerlo a farle sposare il babbo di minchia, gli rivela di essere gravida e si stupisce molto che lui se la prenda a morte perchè non gli aveva detto nulla della gravidanza e voleva dare un altro padre al suo erede. Ma quanto sei rincoglionita? E quanto sei stronza? E quanto ti prenderei a calci? E giù di Maalox

Ora la faccio breve: Justin la molla nella magione, lei passa le giornate coccolando la pancia perchè si è già affez….. (segue come sopra) finchè quando giunge all’ottavo mese di gestazioni lui torna e c’è questa bellissima e romanticissima scena sulla scogliera con lui che le dice “C’è qui il prete, ci sposiamo perchè ho ottenuto l’annullamento” e lei che risponde “Col cazzo, faceva bene Alicia a non dartela mai” e lui le da uno schiaffo.

Ed ora finalmente lo posso scrivere….

BOOOOOOOOOOOOOOMMMMMMMMBBBBBBBAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!

Megan si sente mortalmente offesa e scappa.
Incinta.
Di 8 mesi.
Su una scogliera.
Piangendo.
Ad occhi chiusi.

E non vorrei ma sono costretta a ricordarvi che parliamo di una che ha rotto il cazzo da quando era incinta di 0 giorni di quanto amasse la sua minuscola creatura e di quanto la sua vita ruotasse intorno al benessere del futuro Figlio della Merda. Bene. Mi sembra coerente correre sul bordo di una scogliera/dirupo/sailcazzo con il rischio di cadere e ammazzare te stessa e la creatura, ma soprattutto la creatura.

E infatti.

Cade come corpo morto cadde. [Notare come so girare le citazioni a piacimento] Lei non si fa una sega ma le parte il travaglio….ci sono complicazioni e Justin deve scegliere chi salvare. Inspiegabilmente decide di salvare Megan. Nasce quindi un bellissimo bimbo morto che per comodità moral/letteraria aveva qualcosa come 10 giri di cordone ombelicale intorno al collo e quindi è altamente probabile che cmq non sarebbe sopravvissuto nemmeno se fosse arrivato a termine.
Questo solo per non doverci confrontare con una Megan che a tutti gli effetti, ha ammazzato suo figlio perchè è infantile, stupida e vacca.

Purtroppo però tutte queste vicissitudini non impediscono ai due piccioncini di chiarire i loro sentimenti, vivere in armonia e procreare. Anzi, ci subiamo prima delle stucchevolissime scene del tipo “Ti amo” – “No, ti amo di più io” – “Ma io sono stato stronzo” – “Ma io ho ucciso tuo figlio” e via dicendo di sbadiglio in sbadiglio, di Maalox in Maalox, e a seguire il cazzo di epilogo con tanto di figlia già nata (rigorosamente concepita alla prima scopata post aborto e se ve lo state chiedendo ve lo dico io, sì…ho fatto i calcoli) e di scopata per mettere in cantiere il secondo.

Ammazzatevi tutti.

Su internet si passa, palando di recensioni, dalle entusiaste: “Lo amo come fosse la mia orchidea preferita” alle femministe incallite che hanno visto in Justin e nella sua totale immaturità il Demonio in persona: “E’ un orribile esempio di maschilismo strisciante, un personaggio bruttissimo, ai limiti della pedofilia….. e via dicendo”.

Io l’ho detestato con l’anima dall’inizio alla fine, ma è così fastidioso, irritante, stupido, con personaggi completamente irrealistici, odiosi e idioti (che sicuramente si meritano), che il libro fa il giro e diventa appunto “Lammerda che piace” perchè l’autrice dopo 10 pagine ha già raggiunto il fondo ma decide di non fermarsi e di continuare a scavare e scavare in cerca di chissà che cosa e questa dedizione all’orrido, questo sudore speso per scrivere 276 pagine di merda, vanno in qualche modo premiati. Io li ho premiati finendo il libro ed evitando di bruciarlo durante un sabba orgiastico, mi riservo però di usarlo per una messa nera in futuro.

In poche parole

Che cos’è in fondo un bacio se non il preludio di litri e litri di sperma incandescente riversati in vagina?

Poschina