Le età di Lulù – Almudena Grandes

C’è sempre quel libro che avresti voluto leggere e che non hai mai letto, non sai bene perchè ma è rimasto lì, anni ed anni, passando di Wishlist in Wishlist finchè un giorno, senza alcuna ragione apparente, hai deciso di acquistarlo e cominciare a leggerlo.
Di solito diventerà il Libro illuminante della tua personalissima stagione letteraria perchè per quanto mi riguarda, i libri sono come l’Anello di Sauron, hanno un proprio volere ed esercitano il loro potere a piacimento.

La Trama: Per Lulù, protagonista di questa storia, l’erotismo ha i caratteri di un’ossessione, di un richiamo ineludibile che induce a sperimentare le più estreme forme di trasgressione: conseguenza paradossale di una prima, violenta e tenera esperienza avuta a quindici anni con Pablo, amico di famiglia di dodici anni più vecchio di lei, e del loro rapporto, coltivato nella lontananza fino a ritrovarsi e a sposarsi. Ma è, il loro, un rapporto fondato sul libertinaggio: scelta eversiva per Pablo, intellettuale d’opposizione nella Spagna franchista, condanna irredimibile per la sua moglie bambina, costretta nel ruolo di «agnellino bianco con il fiocco rosa».

Ed ora la parola alla giurata

Trascinante.
Se dovessi descrivere questo libro con una sola parola userei trascinante. Una scrittura scorrevolissima, intelligente, bella. Una scrittura che deprime la mia parte più intima, quella che vorrebbe ma non può, che si rende conto che nonostante gli sforzi non potrà mai scrivere così, essere in grado di trasmettere le emozioni in modo tanto deciso e chiaro da portare il lettore a vivere le pagine e non solo a leggerle.

Ed oltre alla scrittura, mi mancherebbe comunque la Storia da scrivere. In questo caso la discesa agli inferi di Lulù, ragazzina sgraziata e un po’ perversa che viene iniziata al sesso dall’unico vero amore della sua vita e poi lasciata allo sbando di una ricerca ossessiva dell’eros, dei corpi, del sentire, dell’appartenere a qualcuno, qualcosa. Figlia di una famiglia talmente numerosa da non avere tempo da dedicarle (“Tu sei forte, te la poi cavare da sola” le dice una colpevolissima madre), ha come unico punto saldo dell’esistenza Pablo, amico del fratello, attivista politico, poeta.

Lulù è giovane, bella, attratta dal sesso come una falena dalla luce di una candela. E Pablo non resiste, non può resistere all’adolescente Lulù, a quella bambina appena cresciuta che lo eccita e sulla quale ha fantasticato da sempre, una quasi sorella erotica e tentatrice, pronta per essere colta dall’albero dell’innocenza.

Pablo non chiede, pretende.
Pablo è la tentazione, l’amore idealizzato, il perno di una bussola impazzita che non indica la strada da seguire ma un crocevia di esperienze, di perversioni, di esperienze che spesso lasciano Lulù disorientata e con un senso di vuoto incolmabile. Quel vuoto che ha da sempre, poco importa se sia dovuto all’assenza di una famiglia troppo numerosa e troppo poco attenta o se dipende soltanto da lei, è un vuoto che solo Pablo, certe volte, può colmare.

E’ un vuoto che accompagna quasi tutte le sue esperienze sessuali, quasi fosse una colpa avere delle fantasie e cercare di realizzarle, spingersi verso il limite, sfiorarlo e poi tirarsi indietro.

E’ un rapporto strano quello tra Lulù e Pablo, due organi saprofiti che dipendono l’uno dall’altra senza mai avere il coraggio di ammetterlo, ma spingendosi a vicenda verso il baratro, verso la ricerca di qualcosa che metta a tacere quella smania di sesso e di gioco perverso che è parte della loro natura.

Indubbiamente è un libro erotico, crudo, passionale e terribilmente realistico, ambientato in una Spagna tardo franchista poco sfavillante e piuttosto deprimente, con il degrado in bella vista e costellata di personaggi ambigui e immorali, vittime dell’avidità o di se stessi. Non ultimo Ely, il transessuale che accompagna Lulù in alcune sue avventure, un personaggio intenso e interessante, parte di una fauna che spesso si preferisce nascondere che mostrare. Un racconto con bagagli psicologici pesantissimi e complessi, che non si possono analizzare in poche righe e che sarebbe superficiale accennare soltanto.

Questo splendido libro prende la polvere che di solito si nasconde sotto il tappeto e la analizza; ricerca di piacere, di estremo, di limiti, di passione. La ricerca di Lulù per un piacere sempre diverso, sempre più estremo, sempre più pericoloso appaga la nostra voglia di trasgressione, per questo seguiamo passo passo questa ragazzina farsi donna e lasciarsi andare alle esperienze più variegate, a volte degradanti, altre profondamente appaganti.

Una ricerca che diventa sempre più ossessiva, morbosa, fino a quando il limite non viene superato, fino a quando ormai è troppo tardi e non resta altro se non la consapevolezza di non poter più tornare indietro; fino al rendersi conto che in fondo l’unica cosa che conta è un abbraccio carico di tenerezza straziante.

Due parole sul sesso.
Questo libro gronda sesso da ogni angolo, sesso sporco, grezzo, a volte violento, altre anestetizzato, sesso parlato, fatto, idealizzato, fantasticato. Sesso in ogni salsa e le descrizioni sono dettagliate e particolareggiate, non c’è nulla di edulcorato, nulla che riporti la mente ad un romanticismo spiccio. Ci sono corpi che sudano, che si aprono, che si feriscono, che si bagnano. Il tutto mostrato senza ostentazione nè vergogna. Ma anche senza alcuna clemenza.

Su tutto, ma soprattutto su Pablo e Lulù, una dolcezza triste e consapevole, una sorta di malinconia per qualcosa che avrebbe potuto essere e non sarà mai. Un’inquietudine fatta di sentimenti repressi, di incesti, di non detti, di amore brutalizzato, incompreso, abortito.

Un amore distorto, analfabeta, che parla attraverso il martirio dei corpi; un Pablo dominante e decadente più per ideologia che per indole ed una Lulù eterna bambina bisognosa di affidarsi ad un uomo che è sì compagno, ma anche padre, per non finire vittima di se stessa. Una storia d’amore malata, brutta, fastidiosa e assolutamente irresistibile.

Che dire?
Chapeau!

In poche parole

Bello….. bello in modo assurdo.

Poschina

Da leggere a quindici anni, per viverlo in spensieratezza e a 35 per godere appieno il bagaglio psicologico dei personaggi. Ma soprattutto da regalare ad una donna alla quale volete davvero tanto bene.

Irresistibile Sconosciuto – Lisa Kleypas

Per me, Nostra Signora del Romance Lisa, è una specie di istituzione. Cerco sempre e costantemente di difenderla e quando non riesco a farlo è solo ed esclusivamente colpa sua che non mi ha dato nulla a cui appigliarmi per fare l’avvocato del diavolo.
E ve lo dico subito, questa recensione è tutta uno spoilerone che avercene.

La Trama: “Lady Hawksworth, vostro marito non è morto” queste le parole che sconvolgono Lara. Infatti, dopo essere stato dato per disperso in mare liberandola da un matrimonio senza amore, Hunter conte di Hawksworth sta facendo ritorno per reclamare il proprio titolo e la propria moglie. Però Lara stenterà a riconoscere quell’uomo potente e virile, in grado tuttavia di rivelarle segreti che solo un consorte può conoscere e così ansioso di rinnovarle il proprio amore. Certo, la somiglianza è innegabile, ma mai Hunter si era dimostrato tanto attento e passionale. Eppure, ben presto l’unico desiderio di Lara sarà che quello straniero sia davvero suo marito.

Ed ora la parola alla giurata

Mi approccio a questo libro mentre attendo che arrivi l’ultimo Spin-Off della serie “Seducers” della Hunter pensando che Zia Lisa non delude mai e che quindi andrà tutto davvero bene.
Poi, tempo una ventina di pagine, lo spirito della Maionchi si impossessa di me ed io lo lascio fare perchè per me questo libro “è No”. Ma analizziamolo con ordine che altrimenti non si capisce nulla.

Lei, Larissa detta Lara.
Per due anni è stata sposata con Hunter,  il quale non solo non l’ha mai amata, ma abusava anche di lei. Arrivava la sera, se la scopava rigorosamente al buio e senza nessuna gentilezza e poi se ne andava. Nonostante queste ripetute inondazioni di sperma in vagina, lei non è mai rimasta gravida e si è quindi convinta di essere sterile.
Schiattato il marito diventa una sorta di beniamina degli orfani e degli oppressi, generando in me quell’astio e quella insofferenza che non mi abbandoneranno mai, nemmeno a libro finito.

Lui, Hunter, conte di Hawksworth.
Praticamente un coglione. Marito pessimo, con pessime amicizie, un’amante che tutti sanno esistere, e una considerazione della moglie pari a zero (l’ha anche definita una medusa). Va per mare e non torna. Poi torna e parte il trip “è lui o non è lui?”.
Si capisce immediatamente che NON può essere lui.
Primo gli somiglia ma non poi così tanto, secondo è l’esatto opposto del conte scomparso.
Buono, dolce, sessualmente attento, innamorato….tanto da annoiarmi a morte. Cioè…ma chi lo vuole uno così stucchevolmente devoto? Devoto al punto che lei decide tutto ma proprio tutto e lui zitto. E non se la scopa nemmeno perchè lei c’ha il trauma. E lui aspetta pazientemente.                  – Poschina preda della noia –

Fatto stà che ad un certo punto cominciano a sorgere dei dubbi sull’identità di quest’uomo che sembra il conte ma non sembra il conte, che è uguale ma non è uguale e il libro si trascina fino a quando, finalmente, lui non se la scopa con tutti i sacri crismi e lei si trasforma da “c’ho il trauma” a “dammi il tuo cazzo gigante”.

Poi però viene fuori che lui non è davvero lui e allora la nostra SantaMariaGorettiDiStaMinchiaLarissa vede bene di denunciarlo alle autorità. E lo denuncia nonostante lui si sia appena rivelato un “Fertilizer” della madonna perchè lei è ovviamente e incontestabilmente Gravida.
La Vacca è Gravida alla prima botta.
Cioè due anni con il marito e niente, una volta con lo sconosciuto e BOMBA!!!!!!

Lisa Zio Caro, che cazzo ti eri calata….il Peyote?

Poi spendiamo due minutini sulle incongruenze.
Prima mi fai due palle come due meloni con la storia che Hunter considerava la moglie una sorta di soprammobile fastidioso e poi viene fuori che lui ha scritto 450 diari particolareggiatissimi con ogni dettaglio della di lei vita e che teneva le sue lettere e la sua miniatura sul comodino…ma allora la detestava o non la detestava? Parliamone.

E vogliamo parlare anche della delirante spiegazione di come il nostro eroe è passato dall’essere un mercenario a fingersi conte?
Ecco…. una sera va a trovare il fratellastro per vedere com’è e scopre che è sposato, guarda la miniatura della moglie e se ne innamora, allora legge anche tutte le sue lettere e se ne innamora sempre di più al punto da voler prendere il posto del fratellastro quando muore pur di starle vicino (ovviamente anche il titolo, i soldi e le terre hanno un peso, ma principalmente lei). Quindi parte alla volta dell’Inghilterra per conoscere la donna che ama.

Ma che cazzo di disadattato sei? Ma io sarei fuggita da uno così!!!!!! Roba da Criminal Minds. Uno stalker chiaramente fuori controllo. Un pericolo pubblico e anche, lasciatemelo dire, uno sfigato cosmico.

Ma il bello deve ancora venire….
La mamma di Hunter compare giusto in tempo per spiegare alla nostra minchionissima Lara che Iddu è il fratellastro di Hunter, figlio del Vecchio Conte e dell’amante; da picculerrimo era stato sbattuto in India con una coppia di missionari e insinua che non ci sarebbe niente di male se tutti facessero finta di niente, Larissa e i suoi multiorgasmi, i fittavoli con la loro gioia, il personale della magione con un padrone decente.

E quindi?

Quindi finisce a tarallucci e vino.
Tutti felici, tutti contenti…. Tranne me.
Tranne me, tranne me, tranne me (da canticchiare)
Oltretutto, durante un amplesso, lei urla “Ti prego basta, non posso venire ancora”. Ma vai a cagare va!!!!!!
Ovviamente viene ancora la zoccola, inutile sottolinearlo.

In poche parole

E’ lui o non è lui? *cit.

Poschina

p.s. in mezzo troviamo il tempo per parlare della sorella di Lara maltrattata dal marito.
Ma anche no.

Perchè ho detestato 50 sfumature di grigio

No, non l’ho appena riletto. Una volta mi è bastata. Lo rileggerei solo se qualcuno mi pagasse profumatamente. Quindi, direte voi, su cosa fai la recensione? Perchè? Chissenefrega !
Avreste anche ragione ma più volte mi è stato chiesto perchè non mi è piaciuto, anzi, il perchè delle mie espressioni esasperate ogni volta che lo sento nominare.
Beh…. ecco perchè.

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La Trama: Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di ventun anni incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest’uomo bellissimo e misterioso. Convinta però che il loro incontro non avrà mai un futuro, prova in tutti i modi a smettere di pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita a uscire con lui. Anastasia capisce di volere quest’uomo a tutti i costi. Anche lui è incapace di resisterle e deve ammettere con se stesso di desiderarla, ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scoprirà che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall’ossessivo bisogno di controllo, ma soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili… Nello scoprire l’animo enigmatico di Grey, Ana conoscerà per la prima volta i suoi più segreti desideri.

Ed ora la parola alla giurata –  ULTRASPOILER

Prima cosa che assolutamente dovete sapere….io posso leggere libri con trame di merda, storie inconsistenti e amenità di vario genere ma non tollero la cattiva scrittura e 50 Sfumature di Grigio è davvero scritto male.

Proseguiamo con il dire che io DETESTO Anastasia Steele. La detesto in quanto massima rappresentante di tutte le Gatte Morte dell’universo, delle vergini zoccolose, delle cagacazzo martiri e delle Santamariagorettiane incallite. E la detesto anche perchè è goffa, stupida, ingenua ed irritante fino all’inverosimile. E detesto in modo ancora più viscerale il nomignolo “Ana” perchè mi vengono in mente nell’ordine: l’ano e gli anticorpi antinucleo e continuo a pensare che il traduttore avrebbe potuto trovare un modo migliore per gestire la situazione.

Premessa, il libro mi è stato passato rigorosamente in forma illegale. Un PDFfone di dimensioni abnormi che ho letto tra lo stupito e l’irritato con qualche blandissimo pseudobrivido ogni tanto.
Ma andiamo con ordine.

Anastasia, cucciolona nostra, ha 23 anni e mai conobbe uomo. Ma non nel senso che nessuno l’aveva mai sbattuta legata ad una croce; che ci potrebbe anche stare, ma proprio che nessuno l’aveva mai cagata di pezza. Mai un bacio, mai uno strusciamento di lingua, mai nemmeno uno sfioramento casuale di tetta in metropolitana. Ok, facciamo pure finta che sia così….. Lei, proprio lei, è costretta a superare la sua innata timidezza ed andare ad intervistare tale Christian Grey, magnate di Stocazzo.

Immaginatevi un ufficio superfigo in un palazzo superfigo con tutti i dipendenti superfighi, ed ora immaginatevi Nostra Signora del Patetismo vestita come mia nonna negli anni 40 con l’aria da madonnina infilzata che entra nella stanza del superboss e cade come solo una decerebrata su un tacco 2 a base larga potrebbe fare.

E qui accadono due cose impossibili:
Primo: Christian Grey ha tipo 27 anni. E. L. James…..MASEISERIA? In italia l’unico 27enne multimilionario è Lapo Elkann e tutto mi fa venire in mente tranne che dargliela a profusione. Perchè già questo dettaglio mi ha fatto rizzare i peli sul collo dal ribrezzo cerebrale. Non si può sentire. Non si può sentire. Non si può sentire. Perchè capirei un quarantenne figherrimo, esperterrimo e sexerrimo, ma un 27enne no. Non ho niente contro chi ha meno di 30 anni ma sul fascino magnetico e che ti fa venir voglia di scartarlo come una caramella Rossana avrei qualche dubbio.
Secondo: Lei è squallida, sciatta, sfigata e incamatissima e lui invece di pensare “Madonna mia questo scarto della società non vedo l’ora di togliermelo dai coglioni” si illumina di immenso e pensa a quanto vorrebbe legarla ad una tavola a croce e sodomizzarla allegramente.

Siccome lui è figo, ricco e figo e ricco, lei non riesce a toglierselo dalla testa ed un giorno lo vede comparire nel negozio in cui lei lavora (una specie di ferramenta o di attrezzatura tecnica, non ricordo e non è importante) e per farle drizzare i capezzoli compra corde, scotch telato, ganci e altro materiale chiaramente riconducibile al sesso estremo. Ma lei, tontolona minchiettona idiotona nostra, non ci arriva e crede che sia un appassionato del Fai da Te. Sì, nel senso che si fa te.

Poi boh, non ricordo bene, ma si arriva al punto in cui le propone il contratto di sottomissione, lei tentenna poi accetta, lui scopre per caso che lei mai conobbe uomo e si scioglie come il coniglietto pasquale Lindt dimenticato sulla scrivania in una calda giornata di sole. Allora la inizia al sesso Vanilla con una normalissima scopata alla missionaria con, se non ricordo male, la legatura delle braccia con una cravatta. Roba che ho scoperto aver scandalizzato/eccitato un botto di donne che evidentemente hanno una vita sessuale al limite dell’accettabile. Cioè voi non avete mai fatto sesso bendati, legati, a 90, anale, sul tavolo, per terra…….e potrei andare avanti ma qui mi fermo per questioni di tempo.

Ora stringiamo perchè qui abbiamo tutti da fare.

Si passa in breve al BDSM delicato fatto di frustatine, piumette, plug anali e affini, il tutto misto ad un controllo ossessivo compulsivo sul cibo.
Parliamone.
Parliamo di quanto io non sia adatta nel ruolo di schiava. Vi immaginate qualcuno che abbia il coraggio di frapporsi tra me ed un barattolo di Nutella quando sono in piena ovulazione? Oppure qualcuno così temerario da dirmi quanto e come e quando devo mangiare? E riuscite a figurare la mia reazione nel caso mi si proibissero beni di prima necessità quali il taralluccio pugliese?
Appunto.

Invece a lei va bene. O meglio, non le va bene, ma lo ama ed è decisa a salvarlo dai suoi demoni.
Sì, avete capito bene.
I SUOI DEMONI
Perchè non può essere un ragazzo con la passione per il sesso estremo, NO, lui deve essere necessariamente il risultato di un sopruso in età adolescenziale che lo ha portato ad avere seri problemi nel rapportarsi all’altro sesso trasformando un ragazzo di sani principi morali in un pervertito che ama far male per godere.

E questa visione del BDSM è stata la bastardata più bastardata di tutto il libro, non avere nemmeno il coraggio di scrivere di sesso estremo senza giustificarlo con una turba psichica. Brava la nostra scrittrice, Perversa, ma con l’alibi. E. L. James, mi fai tristezza.

Però…. però ammettiamo che ci sono stati momenti davvero piacevoli come quando la nostra minchiona per eccellenza continua a triturare i coglioni di Christian dicendo che vuole sentire come gli piace davvero fare sesso e che lei è pronta, vogliosa e disposta a tutto…..allora lui dopo pagine e pagine di insistenze la prende pesantemente a cinghiate e lei si offende e se ne va.

Brava Anastasia. Sei un Fottutto Genio.

Purtroppo la sciacquetta torna e ci tocca subire altri due pallosissimi libri a tema “mi ami, ma quanto mi ami….e quanto il mio amore riesce a curarti dalle tue turbe psichiche?”. Anzi, VI tocca perchè a me uno è bastato e avanzato. Ve li lascio volentieri e torno a rileggermi Harry Potter che è meglio.
Tra l’altro….sono l’unica che piange quando muore Severus e si scopre che  in realtà era buono e ancora innamorato di Lily?

 In poche parole

Onestamente due schiaffi ben piantati ad Anastasia li avrei dati volentieri anch’io.

Poschina

A spasso con un libertino – Eva Leigh

Per capire quanto mi è piaciuto questo libro vi basti sapere che ho ordinato, in cartaceo e direttamente ad HarperCollins, gli altri due libri della serie.
Non si parla certo di capolavoro, ma avercene.
Tutto sta nel superare l’astio violento nei confronti di una copertina oggettivamente fuori luogo con una tizia che mi sta sul cazzo a naso e che sembra una battona di terz’ordine.
La trama in realtà mi sembrava banaluccia e scontatina ma ho dovuto ricredermi, merito della scrittura estremamente scorrevole e briosa e di un personaggio maschile un pochino più profondo del solito.

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La Trama: Londra, 1816 – Niente è meglio di un succulento scandalo per Eleanor Hawke, e i lettori della sua rubrica di pettegolezzi sono ghiotti di ogni nuovo articolo che scrive, soprattutto se il soggetto è il famoso libertino Daniel Balfour, Conte di Ashford. Così, quando un giorno questi entra nel suo ufficio per proporle di accompagnarlo nelle sue avventure per poi scriverne un articolo, per quanto sbigottita Eleanor non può certo rifiutare. Club per soli uomini, gioco d’azzardo, gare di phaeton, travestimenti… Quale opportunità unica per una giornalista, oltretutto donna! Tuttavia, mentre esplora con lui quel mondo di vizi e depravazioni, Eleanor dovrà prestare attenzione a non lasciarsi travolgere dal fascino peccaminoso di Daniel e dalla spirale di passione in cui minaccia di condurla.

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerini

Primo grande pregio del libro: non c’è l’epilogo.
Finisce e basta.
Amen.

Secondo grande pregio del libro: non c’è un attimo di tregua, niente noiose pagine di riflessioni fini a se stesse, niente elucubrazioni patetiche, niente che non sia funzionale al racconto.

Eleanor è una donna che si è fatta da sola, molto moderna e lontanissima dalla classica Lady virginale che arrossisce per uno sguardo pruriginoso. E’ una donna sola, che si fa il culo, sa quello che vuole e che si è riscattata da un’infanzia difficile e dolorosa. Vive grazie ai proventi della vendita del suo giornale scandalistico del quale è profondamente orgogliosa e che in questo momento ha messo gli occhi sul conte di Ashford e ne segue ogni mossa.

Daniel è un uomo privilegiato, cresciuto da sempre ottenendo quello che voleva con un solo sguardo e sventolando il suo titolo. Passa la vita a gozzovigliare ed apparentemente è superficiale e spocchioso. In realtà noi sappiamo che è frustrato perchè vorrebbe “fare qualcosa” per qui valga la pena vivere, non ha potuto partire per la guerra per via del titolo e, per giunta, il suo amico d’infanzia tornato dal fronte è l’ombra di se stesso ed è scomparso da un giorno all’altro lasciandolo pieno di sensi di colpa per non averlo saputo aiutare.

Decide quindi di sfruttare l’interesse che la stampa ha per lui, per poter indagare comodamente sulla scomparsa di Johnatan, così…..in una normalissima giornata londinese, si presenta in redazione chiedendo di parlare con Mr. Hawke. Peccato che non ci sia nessun Mr. ma solo una giovane donna che si chiama Eleanor.

Da questo punto in poi è un continuo ed inesorabile crescendo di tensione sessuale che sale, sale, sale, sale fino ad esplodere.
Divertenti i battibecchi tra i protagonisti ed interessante il confronto tra mondi completamente diversi che vengono a contatto.

Difetti?
Daniel diventa un tantino stucchevole ogni tanto; però……
però ad uno che mi ha fatto avere, nella stessa sessione erotica, due orgasmi con le mani, uno con la bocca e uno e mezzo con il pene….beh, gli perdoniamo un filo di stucchevolezza…. o no? Io lo perdono più che volentieri.

Non vi dico altro perchè vi rovinerei in parte la gioia della lettura, mentre attendo che arrivino gli altri due libri della serie (ho appena controllato sul sito e me li hanno spediti), sono tutta imbrigliata in un nuovo libro che sembra promettere bene….

In poche parole

– Mi dia un orgasmo, anzi due…. –
“Sono tre, che faccio? Lascio?”

Poschina

Il Bacio di Mezzanotte – Eloisa James

Ho constatato che quando ero gravida e mentre allattavo i miei peli erano meno folti e crescevano più lentamente. Lo so che non centra un cazzo con questo blog ma siccome questa constatazione mi fa imbestialire peggio di una gravidanza indesiderata in un romance di bassa lega, volevo condividerla con voi.
Negli ultimi mesi ho latitato ma non ho mai smesso di leggere, semplicemente il mio adorato mini-pc è rotto e per scrivere devo elemosinare quello del Busnaghi e nove volte su dieci mi passa la voglia.
Oltretutto non è che abbia trovato libri meritevoli di disprezzo/lodi.
Per lo più sono stati dimenticabili. Oppure talmente illeggibili da non meritare nemmeno la dissacrazione pubblica.
Mi sento in obbligo tuttavia di citarne uno, che si è meritato un posto nel mio cuore con la menzione speciale “Font di Merda”. A pagina 5 ho mollato il colpo tra smadonnate ad alta voce e borbottii vari che sono durati più o meno 2 gg. E per essere onesta fino in fondo vi dico anche titolo e autrice: Ricatto di Natale – L.D. Blooms. Io ci ho provato con tutta me stessa ad andare avanti ma non si può proprio leggere con quel font fastidioso. E’ un attentato alle povere cornee dei lettori.

Tra una merdaccia letteraria e l’altra, le soddisfazioni arrivano da Miss Black, un po’ di delusione dalla vecchia zia Mary (sto recuperando i pezzi mancanti della saga Bedwyn) e qualche sorpresa inaspettata dall’autrice di oggi. Tale Eloisa James, che credo abbia scritto millemila libri a giudicare dalla quantità di titoli che piovono quando si fa una ricerca su amazon.

Prima che me ne dimentichi ho letto anche Il Principe e il Desiderio di Elizabeth Hoyt e mi sono annoiata in modo imbarazzante. L’ho finito perchè mi sono imposta di arrivare fino in fondo, ma se potete….evitatelo.

Ma ora occupiamoci della James.

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La Trama: Inghilterra, 1813. Victoria Daltry sta per sposare un rampollo dell’aristocrazia inglese; manca solo l’approvazione del principe Gabriel, zio del fidanzato. Ma a causa di un contrattempo Victoria non può recarsi al castello di Pomeroy per avere la benedizione di Gabriel e così viene inviata in sua vece la sorellastra Kate, figlia di primo letto di Lord Daltry. Fin da subito Kate stuzzica l’attenzione dell’algido Gabriel, che, affascinato, si ritroverà a corteggiare lei invece della nobile ereditiera che dovrebbe sposare. Nonostante la forte attrazione che provano l’uno per l’altra, entrambi sanno che purtroppo non potrà esservi lieto fine per loro, a meno che, come nella più classica delle favole, allo scoccare della mezzanotte un bacio non cambi i loro destini per sempre…

Ed ora la parola alla giurata – SPOLIER

Della stessa autrice avevo letto “La Resa di Piers” ed avevo pensato che scrivesse piuttosto bene ma che al libro mancasse qualcosa nonostante, parlando papale papale, io da Piers mi sarei fatta ripassare più che volentieri.

Oggi, dopo che ieri mi sono sciroppata tutto “Il Bacio di Mezzanotte” in poche ore, confermo la prima impressione. Eloisa James sa scrivere, sa coinvolgere, sa mantenere viva l’attenzione del lettore ma è una svaccatrice. In breve svacca nel finale. Banalizza. Epiloga e sparge miele e confetti colorati in modo estremamente irritante.

Ma parliamo delle cose belle prima di goderci l’accanimento.

Kate ha una sad story. Suo padre è schiattato costringendola a vivere con la matrigna stronza che la tratta come una serva demente e con la sorellastra che è una sventola da paura e che viene trattata come fosse Santa Maria Goretti figa e ricca. Nonostante ciò Kate non si è per niente incattivita ma è rimasta buona, sincera, paziente ed altruista nonostante la sua venerandissima età di 23 anni la metà dei quali passati tra soprusi psicologici di ogni genere. Ultimo dei quali è il fingersi la sorellastra per convincere un improbabilissimo Principe di un altrettanto improbabile Regno russo di essere la donna adatta al di lui nipote.

In pratica si finge la sorellastra e va con il di le fidanzato nella magione del Principe Gabriel che viene descritto come una specie di David Gandy con capelli lunghi ed occhi penetranti ed esotici. Il quale, inutile a dirsi, invece di defenestrarla alla prima occasione (lei e le sue orride parrucche) si sente subito affascinato da questa ragazza ed approfitta della prima occasione per metterle due metri di lingua in bocca e farla letteralmente bagnare come se non ci fosse un domani.

Dovete anche sapere che lui, non solo è bellissimo, coltissimo, fisicatissimo e sexyssimo, ma ha anche un cuore d’oro perchè nonostante il suo più grande desiderio sia quello di andare a fare l’archeologo, resta nella fredda e noiosa Inghilterra solo per proteggere la sua corte perchè il fratello è sbroccato ed ha sbattuto fuori tutto….beh insomma ora non sto certo a dirvi tutti i dettagli, sappiate solo che la cosa non sta in piedi e non mi interessava a leggerla, figuratevi a raccontarla….. serve solo a farvi capire che lui è di buon cuore e disposto addirittura a sposarsi con una certa Tatiana che è piena di soldi e questo gli permetterà di mantenere l’universo mondo compresi un leone, un elefante ed una scimmia.
E, incredibile ma vero, anche Kate fa lo stesso.
Cioè lei rimane nella casa della matrigna stronza solo perchè in questo modo aiuta i fittavoli a sopravvivere.

Ma a noi questo non interessa.
A noi interessa il sesso.
E qui il sesso c’è. O meglio….c’è quell’attrazione sessuale fatta di sguardi, sfioramenti, allusioni più o meno esplicite, baci che ti fanno sognare di essere baciata così anche se lo sai benissimo che nessuno e lo ripeto NESSUNO bacia mai in quel modo dopo i 15 anni. Perchè poi invece di baciarti come se non ci fosse un domani ti palpeggiano, ti spogliano, ti assalgono per arrivare il prima possibile alla Terra Promessa. Sia chiaro che non mi sto certo lamentando, ma quei baci……cazzo se ne vorrei uno o due.
E li vorrei da quel gran figo di Gabriel, il quale ci mette tutto l’impegno possibile per far capitolare la vecchia verginella Kate, la quale dopo uno sfioramento di lingua è già lì che squirta copiosamente domandandosi quando potrà riassaporare il principesco corpo.

Corpo che è quello di un modello di intimo ma con un cazzo enorme. E non sono io che lo penso, ce lo dice Kate, la quale lo paragona alle immagini viste in un libro dell’Aretino e dice qualcosa tipo “Il tuo uccello non assomiglia per niente a quelli ritratti dall’Aretino. E’ enorme e turgido e secondo me non ci sta proprio dentro di me”.
Spoiler: ci sta e a giudicare dagli orgasmi ripetuti ci sta anche piuttosto bene. Beata lei.
E non solo perchè lui la slingua e la scopa come dio comanda, ma anche perchè lui si innamora follemente.
Tra l’altro il bacio a cui fa riferimento il titolo non è casto e non è sulla bocca. Giusto per farvi capire quanto è porca la nostra Eolisa. Brava Eolisa, così ti vogliamo. Porca e perversa.

E fino a qui, nulla da dire. Passo sopra a tutto quando il libro scorre veloce, il protagonista maschile è uno di quelli che trasformano una donna in una lumaca squirtante solo con uno sguardo e non si scopa alla prima occasione ma si riesce a mantenere la tensione sessuale che cresce, cresce e cresce fino al liberatorio supermegaorgasmo finale.

Quello che non perdono è lo zucchero.
Il confetto rosa, intriso di miele e sciroppo d’acero che ad un certo punto devo mangiare a tutti i costi per arrivare alla fine del libro.
Quel romanticismo da favoletta per adolescenti dementi che ci viene propinato nelle ultime 20 pagine, quella stucchevolezza che detesto quasi quanto una gravidanza indesiderata dopo che per 250 pagine si è ripetuto che lui Non è Mai Venuto Dentro.
Quella dolcezza eccessiva che interrompe il mio orgasmo letterario rovinando così il mio climax e trasformando un potenziale “Sì…oh Sì….ancora” in un “Rivestiti e chiudi la porta quando esci”.

E purtroppo la James è maestra nel coito interrotto e nell’epilogone fatto di iperfertilità, sogni che si realizzano e dettagli inutili, insignificanti, fottesega, della vita dei protagonisti. A me non interessa.
Mi annoia e mi rovina il ricordo di quanto scritto in precedenza, un po’ come un dolce di merda alla fine di un buon pasto. Ti ricorderai sempre e solo che il dolce faceva schifo. Poco importa se 5 minuti prima avevi mangiato il cappone ripieno della vita. Il dolce di merda ha rovinato tutto.

Che dire?
Mi piace come scrive, sa far sbavare la femmina moderna, ha una sua originalità nonostante si ispiri spesso a storie famose (La bella e la Bestia e Cenerentola in questo caso) ma se non le passa la fissa dello zucchero e miele nel finale mi sa che non saremo mai “Migliori Amiche”.

In poche parole

Niente dolce per me, grazie.

Poschina

Peccato Originale 1 – L’Innocenza – Tiffany Reistz

Non l’avrei mai detto. Giuro.
Ho acquistato questo libro pensando di poterlo poi massacrare allegramente a botte di cinismo, battute sessuali di pessimo gusto e, ammettiamolo, un certo malcelato e auto compiacente snobismo.
E invece?
E invece mi è piaciuto.

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La Trama: Nora Sutherlin, famosa scrittrice di romanzi erotici, è una donna bellissima e un’esperta dominatrice. Il suo ultimo libro, però, è diverso dagli altri: è più serio, più intimo e lei è sicura che diventerà un vero e proprio caso; per questo pretende che a seguirlo sia Zachary Easton, il più esigente ed esperto editor della casa editrice. Zach, abituato a lavorare su ben altro genere di letteratura, accetta solo a una condizione: Nora dovrà riscrivere l’intero romanzo entro un mese e mezzo seguendo alla lettera le sue indicazioni oppure il libro non uscirà. Quelle estenuanti sedute di editing a stretto contatto si rivelano ben presto sfiancanti, ma anche molto eccitanti. E proprio Nora, che pensava di conoscere alla perfezione i propri limiti e la propria soglia massima di sopportazione, dovrà ben presto ricredersi: in un mondo in cui il piacere e il dolore convivono in una voluttuosa unione, è difficile non perdersi…

Ed ora la parola alla giurata – Praticamente solo Spoiler

Avrò detto almeno un miliardo di volte quanto mi sia rotta i coglioni dei soliti romanzetti BDSM scritti malissimo e di una scontatitudine* tale da farmi incazzare dopo mezza pagina. [A seguito degli sburramenti multipli per “Petaloso” ho deciso di inserire una serie di inutili e non richiesti neologismi a cazzo, solo per vedere se qualcuno di voi ha il coraggio di sburrarci sopra].
Quindi mi sono approcciata a questo primo libro di una trilogia convinta di trovare un pompino con ingoio a pagina 2, una tizia legata, frustata e sodomizzata senza nemmeno la concessione di un orgasmo a pagina 10 e la solita noiosa, banale, sbadigliamentosa scena in un club strafigo, strasegreto e frequentato da ricconi di fama mondiale messi a 90 da Dominatrici a pagina 15. Ed invece no. Per il pompino con ingoio bisogna aspettare tantissimo e lo stesso vale per gli altri due clichè.
Nel mentre si sviluppa una storia credibile, fatta di persone e non di personaggi, con dialoghi interessanti, tensione erotica a tratti, assenza di volgaritudini gratuite e con un personaggio maschile al quale avrei strappato i pantaloni immediatamente. Perché a me, la fama da stronzo algido, attizza alla grande.

Detto questo….

Zach è un editor, depresso perché la mogliettina lo ha praticamente lasciato, costretto dal capo a subirsi la revisione del nuovo libro della giovane, talentuosa e porca Nora Sutherling, una che di lavoro fa la Dominatrice (lui non lo sa e questo è il BM di tutta la vicenda) e la scrittrice di libri erotici di ottav’ordine. Costretti a lavorare a stretto contatto sperimenteranno la meravigliosa sensazione data dall’attrazione sessuale non consumata. Una roba che secondo me è più erotica di una bella scena di sesso, scritta bene e che mi fa sbavare come un lumacone dopo un temporale estivo… L’ultima parte non è vera ma fa un sacco di scena e mi fa sembrare anche una persona quasi perbenosa.

Lei ha una Sad story e, udite udite…. anche lui!!!!!! Praticamente anime gemelle, se non fosse che lui è frigidoso e ancora impantanato nella storia con la moglie che ha lasciato in Inghilterra e che continua a sostenere di aver ferito in modi inimmaginabili che non ammettono perdono (l’ha messa incinta alla prima botta esattamente nel momento preciso nel quale infrangeva il suo imene, ne sono venuti fuori un matrimonio riparatore, una GEU e una decina d’anni di incomprensioni matrimoniali….praticamente uno spottone su quanto sia più prudente non fornicare prima di essersi giurati eterna fedeltà davanti a Dio, pena: una vita di merda). Ma della Sad story di lei sappiamo ancora poco, o meglio sappiamo, e la cosa si intuisce prestissimo e non solo perchè io un’estate di una ventina d’anni fa mi sono nutrita di Uccelli di Rovo, che ad iniziarla ai piaceri del BDSM è stato il suo prete. Giuro. Tale Soren. Un tizio figherrimo, che incute timore, rispetto ed orgasmi negati e che soprattutto l’ha addestrata da quando aveva 15 anni per prepararla al suo sverginamento a suon di frustate, botte, costole rotte e, si suppone, orgasmi come se piovesse. Siccome mica è proprio pirla ha atteso che lei avesse 20 anni. Prete sì ma scemo no.

Lei però dopo una quindicina d’anni di relazione atta solo a confermare che in America il problema dei preti pedofili ha un suo peso non indifferente, decide che per il suo bene lo deve lasciare…. ma si può veramente lasciare un prete che è anche il tuo Master, il tuo confessore, il tuo amante, l’amore della tua vita e soprattutto uno che ti riempie di botte al punto di non poterti muovere per giorni interi e che è anche il Maser dei Master, onnipotentoso del Club più segreto del mondo che poi è in realtà frequentato da tutta la città? Sembra di no ed infatti il “so tutto di tutti Soren” la fa sua quando vuole, come vuole e con chi vuole. Ma poi chi dei due possiede l’altro mica si capisce. O quantomeno…non l’ho mica capito, sarà che ci sono altri due libri o sarà che leggere alle 4 di notte fa perdere qualche pezzo della storia… ai posteri l’ardua sentenza.

Ma non è finita.
Nora vive con uno studente infossato di religione, vergine, che la ama appassionatamente e anche lei sembra essere innamorata di lui ma è anche mezza impantanata con Zach e poi c’è Nostro Signore del Dolore Soren al quale basta una scoreggia per farla orgasmare, che la protegge dall’alto e che la conosce meglio di chiunque altro [grazie al cazzo, si chiama PLAGIO. Prendi un’adolescente e plasmalo come vuoi dall’alto della tua posizione e della tua quasi mezza età e poi vediamo se non ti ubbidisce come un cagnolino] e che è una specie di ombra oscura per tutto il libro.

So che detta così sembra un po’ la fiera dello squallore. E invece no.
Invece è un  libro sull’amore, sul possesso e sulla libertà.
Tanta roba vero?
Sono sicurissima, tra l’altro, di essermi persa il significato escatologico dell’opera perchè la mia ignoranza in materia filosofico-religiosa è abissale e quindi tutti i riferimenti si sono persi nel mio cervello come lacrime nella pioggia.

Due cose.
– Io Soren lo detesto con tutta l’anima. Mi sta proprio sulle palle e non me lo farei buttare da lui nemmeno se fossimo rimasti soli sul pianeta e il nostro compito fosse ripopolosare la Santa Madre Terra. Soren, per me potresti ammazzarti di seghe.
– La storia di Grace che viene a prendere Zach e si fa una chiacchierata da Nora manco fossero la Sora Lella e Aldo Fabrizi è talmente campata in aria da avermi fatto alzare gli occhi al cielo. Ma non si può pretendere la luna quindi ce la facciamo andare bene.

p.s. Tra Zach e Nora finisce a botte, nel senso che lei gli dice “Fammi male” e lui se la sbatte per una notte intera in tutte le posizioni possibili ed immaginabili (solo da dietro ma lui è fantasioserrimo) e le lascia lividi, graffi e morsi per qualche giorno.
Ho già detto quanto amo quest’uomo?

In poche parole

Petalosatevi questa recensione mentre io mi abbiocco sul divano.

p.p.s. Grazie Beba per il consiglio 🙂

Poschina

Tentare di non amarti – Amabile Giusti

Io guardo The Walking Dead.
Lo guardo perchè il Pilot mi aveva folgorata.
Poi la serie è svaccata, ma non è di questo che vi voglio parlare. Parlo di TWD solo perchè qualche mese fa, mentre chiacchieravo con un amico e gli vomitavo addosso tutte quelle assurdità che ormai ci propinano in ogni puntata lui mi ha fatta riflettere sul fatto che se durante un episodio passo il tempo a smadonnare perchè trovo assurdo che durante un’apocalisse zombie le protagoniste abbiano le sopracciglia sempre perfettamente a posto, i capelli pettinatissimi, i vestiti non sgualciti e non abbiano problemi a gestire il mestruo; significa che ormai la storia non riesce più a prenderti e a farti sorvolare tutti gli anacronismi che contiene.

Ecco, appunto.
Lo stesso vale per i libri.
Se durante la lettura mi ritrovo ad alzare continuamente gli occhi al cielo, sbuffare, arzigogolare pensieri sull’assurdità e improbabilità di certe situazioni, vuol dire che il libro è scritto proprio di merda e non riesce ad appassionarmi al punto di sorvolare su tutto e perderti integralmente nella storia. E quello che cerco in modo ossessivo è proprio quel dimenticare dove sei, con chi e perchè, presa esclusivamente dalla fotta di leggere, leggere, leggere, fino ad arrivare al tanto agognato finale per poi pentirmi di aver divorato le pagine ed essere assalita dal triste e disperato lutto da fine libro.

E dopo mesi e mesi, finalmente, ho trovato un libro che mi ha tenuta incollata alle pagine, ora dopo ora, pappa alla tapioca dopo pappa alla crema di riso, pannolino dopo pannolino, dalla mattina a notte inoltrata, perchè dovevo sapere come sarebbe andata a finire [ho iniziato alle 10.30 e concluso alle 23.45].

Tentare di non amarti amabile giusti

La Trama: Penelope ha ventidue anni ed è una ragazza romantica e coraggiosa con una ciocca di capelli rosa e le unghie decorate con disegni bizzarri. Orfana, vive con la nonna malata nella misera periferia di una città americana, e ha rinunciato al college per starle vicina. Di notte prepara cocktail in un locale e di giorno lavora in biblioteca. Aspetta l’amore da sempre, quello con la A maiuscola. Un giorno Marcus, il nuovo vicino, entra nella vita di Penny come un ciclone. È tutt’altro che l’eroe sognato: ha venticinque anni, è rude, coperto di tatuaggi, ha gli occhi grigio ghiaccio e un piglio minaccioso. È in libertà vigilata e fa il buttafuori in un club. Tra i due nasce subito ostilità e sospetto ma, conoscendosi meglio, scopriranno di avere entrambi un passato doloroso e violento, ricordi da cancellare e segreti da nascondere.

Ed ora la parola alla giurata – cercherò di non spoilerare ma qualcosa mi scapperà di sicuro.

Capiamoci.
Non è il mio genere. Post-adolescenti. Sad Story. Nuovo millennio. Lieto fine.
Però a scrivere è Amabile Giusti. Non una qualsiasi. Non una di quelle che sono tutte cicci bucci – sole cuore amore, ma una che ha scritto un libro che mi è entrato dentro ed ha scavato fino alle ossa, ed altri libri che ho letto, apprezzato e consigliato. Quindi sapevo che non mi sarei trovata invischiata in una storia piena di americanate con la classicissima ragazza acqua e sapone che aspira alla santità ed al classico bello da copertina tutto muscoli, cazzo grosso e interiorità zero. E così è stato.

Penelope è una ragazza per certi versi ingenua e inesperta che detesta mostrarsi debole e che vive con la nonna in un posto di merda che non ha nemmeno la luce sulle scale. E’ la classica ragazza normale che la prima volta che viene cagata dal figo di turno ne è talmente lusingata da fidarsi immediatamente salvo poi scoprire che il figaccione è uno stalker del cazzo che non le dà tregua. Quando torna a casa dal lavoro si caga sotto dalla paura di trovarselo di fronte e si aggira terrorizzata per i cunicoli del palazzo fino a che, una sera, non scopre di essere seguita da un tizio con una torcia, che si rivelerà essere il suo nuovo vicino di casa; un figo da paura, grande, grosso, con un membro di notevoli dimensioni (al momento non lo sappiamo ma lo scopriremo presto) che sa ovviamente usare come dio comanda, ex galeotto e rude come un guerriero scozzese d’altri tempi. In pratica: l’uomo che ogni donna sogna, sia per farsi ripassare come ogni donna dovrebbe essere ripassata almeno una volta nella vita, sia per vederlo capitolare in preda all’amore più puro ed adolescenziale.

Si incontrano così, per caso, una sera qualsiasi, e da qui parte una storia d’amore tenera e passionale, fatta di incomprensioni, rivelazioni, silenzi e tanto altro che non voglio spoilerare perchè toglierei il gusto della lettura.
Non aspettatevi però quel romanticismo stucchevole e noioso che alberga nella maggior parte dei libri che si aggirano tra i 2,99 e i 5,99 €. E nemmeno un dominatore che nel giro di due pagine la fa sua a furia di orgasmi multipli provocati da frustate e fustigate (grazie a dio perchè ne ho proprio piene le palle).

Una delle cose che ho apprezzato di più è la calma con cui la storia d’amore si dipana. Non accade tutto in un paio di sguardi ma, nonostante non passino decine di mesi, c’è un’evoluzione del rapporto che è realistica nonostante di realistico e plausibile nella storia ci sia ben poco. Se analizzassi il plot con il cinismo che mi contraddistingue e che mi domina quando trovo un libro scritto di merda che vomita banalità a destra e a sinistra, potrei affermare senza paura di essere smentita, che poco di quello che accade nel libro è compatibile con la realtà. Alcune situazioni sono oggettivamente al limite del plausibile, ed altre assolutamente eccessive, ma la verità è che mentre leggevo di tutto ciò non me ne fregava una beneamata.
L’unica cosa a cui riuscivo a pensare era leggere subito il prossimo capitolo per capire come si sarebbe evoluta la storia. Ho macinato voracemente ciascuna pagina, gustandomi ogni gesto, sguardo, silenzio in spasmodica attesa.
E cazzarola se Amabile è capace di creare questa fotta di sapere cosa succederà dopo….

Così, mordendomi le mani ogni volta che mi trovavo costretta ad interrompere la lettura, sono arrivata alla fine, che per quanto mi riguarda è troppo rapida. Che poi, detto da me che detesto il perdersi in finali lunghi con profusione di “mi ami? ma quanto mi ami?” sembra pure un controsenso…. ma non avrei voluto che finisse, egoisticamente avrei preferito leggere altre cento pagine di Penny e Marcus, dei loro dialoghi, dei loro silenzi.

Quindi è tutto oro quello che luccica?

No.
Alcune cose non mi sono piaciute.
I capitoli relativi a Marcus mi sono sembrati eccessivamente sbrigativi. Capisco la necessità di sottolineare con lo stile di scrittura la personalità di Marcus, tuttavia penso che una maggior introspezione, meno frettolosa e più riflessiva avrebbe giovato al romanzo e avrebbe potuto sviscerare meglio la sfaccettata personalità del nostro eroe, o quantomeno mostrare il cambiamento interiore avvenuto da quando incontra Penny la prima volta a quando si frequentano assiduamente.
Alla fine tutto scorre così velocemente da lasciare un po’ l’amaro in bocca.
Avrei preferito un maggior approfondimento sia sulla vita di Penny che di Marcus perchè se è vero che l’amore è amore e può superare barriere ed anni di lontananza, è anche vero che gli anni e la lontananza cambiano le persone. La Miss Marple che alberga in me avrebbe voluto una finestra aperta sui cambiamenti che il tempo ha inflitto ai piccioncini.

Detto questo, mi sento di consigliare vivamente questo romanzo. Avrei fatto alcune cose in modo diverso ma quanto appena scritto non va ad intaccare l’ottima impressione che questo libro mi ha lasciato (al punto che ho già messo la versione cartacea nel carrello di Amazon per il prossimo ordine). E’ sempre più raro trovare libri scritti bene, che scorrono come freschi torrenti altoatesini e lasciano addosso una spensieratezza ed una soddisfazione che fanno dimenticare la massa di alberi massacrati per pubblicare 50 sfumature in edizione economica e non.

E non pensate che io prenda una mazzetta dalla Giusti per parlar bene dei suoi libri perchè non è certo colpa mia se è capace di scrivere, e poi onestamente a “L’Orgoglio dei Richmond” ho dato 5, perchè sul romance storico ho le mie incrollabili fisime che nemmeno la scrittura di Amabile è riuscita a infrangere.

Bene care amiche/cari amici, ora vi abbandono.
Sgattaiolo a farmi una camomillona e a leggere “Peccato Originale: L’Innocenza” della Reisz che purtroppo oggi alle 17.30 circa ha cominciato a svaccare alla grande. Peccato perchè la prima metà del libro mi aveva davvero coinvolta. Le do altre 20/30 pagine poi se va avanti così la defenestro senza sensi di colpa.

Fuck The Police !!!!

Poschina

P.s. Ogni qualvolta mi ritrovavo a leggere la parola Marcus il mio cuore tornava a lui: Marcus Fenix…dio quanto mi manca giocare a Gears of War. Marcus, ti amerò per sempre.

Un piccolo peccato – Liz Carlyle

Ero ormai alla disperazione cosmica, non so quanti libri ho cominciato in questo periodo per abbandonarli dopo 10 pagine per noia. Secondo me è colpa della Mamma Mellin, quella cretina che parla della insostenibile figlia Amelie, che tutte le volte che compare sullo schermo mi provoca un picco di insoddisfazione che non si registrava dal maggio ’95.
Oppure sarà colpa mia, che in questo periodo sono preda di modificazioni corporee e psicologiche che devo ancora imparare a gestire.
Fatto sta che ero disperata e alla fine, visto che non sapevo più che pesci prendere, mi sono ricordata del vecchio mantra “copertina orribile – storia leggibile” e mi sono lanciata in questa avventura e beh….santo dio…. mi ci voleva proprio.

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La Trama: Bruscamente risvegliato nel mezzo della notte, sir Alasdair MacLachlan, noto libertino, trova alla sua porta una giovane donna con la sorellina in braccio. Esmée Hamilton, bella e senza un soldo, sostiene che la bimba sia frutto di una breve relazione tra lui e sua madre, da poco deceduta. E ora pretende che si assuma le proprie responsabilità. Pur non ricordando la donna, sir Alasdair non può escludere che il racconto risponda al vero. Tuttavia la prospettiva di occuparsi della figlia da solo lo terrorizza, così chiede a Esmèe di trasferirsi per farle da governante. Nonostante la proposta sia scandalosa, la ragazza accetta.

Ed ora la parola alla giurata

Ho acquistato questo libro un mese fa, quando su amazon c’era tutta la serie, ma siccome ero in preda ad un attacco di tirchieria molesta, ho comprato solo questo, per poi accorgermi stamane, quando cercavo disperatamente gli altri libri perchè questo mi è piaciuto assai, che non c’è più traccia dei libri della Carlyle in italiano; quindi Puppa!!!!!! Se voglio leggere il resto della serie devo spupazzarmela in inglese, ergo, non li leggerò mai.

Ma passiamo a noi.

Non spoilererò più di tanto perchè vi consiglio caldamente di godervi la lettura di questa storia che riesce a coniugare magistralmente un’attrazione irresistibile, una “Sad Story”, orgasmi, sgrillettamenti, bambini odiosi, membri costantemente turgidi e dialoghi moderatamente divertenti che impediscono alla noia e alla banalità di impossessarsi della pagina scritta.

Le prime 3/4 pagine sono orribili, tutta la storia della maledizione della zingara mi ha fatta sbroccare, ma siccome il protagonista si chiama Alasdair, ho resistito fino a pagina 5 e da quel punto in poi è stata un’escalation di goduria fino all’orgasmo finale con tanto di fuochi d’artificio.
Ok, non esageriamo, lasciamo a casa i fuochi, però merita davvero un paio d’ore di tempo…. e poi erano mesi che non smaniavo in attesa di avere tempo per leggere e questo deve essere visto come un fatto più che positivo.

Alasdair è il “solito” libertino figherrimo, che fugge dalle responsabilità e vive alla giornata giocando, bevendo e scopazzando alla grande. E, per dio, ovviamente io lo adoro.
Esmèe gli piomba in casa una sera sbattendogli addosso una bambina insopportabile sostenendo che sia la figlia che sua madre ha concepito dopo una notte di sesso con lui.
Passato lo smarrimento iniziale, il nostro adorato Alasdair decide che è troppo uno sbattimento risolvere il problema o indagare a fondo sulla paternità, e che tutto sommato gli conviene tenersi bambina e bambinaia (che poi è la sorellastra della piccola rompipalle viziata), che oltretutto ha due meravigliosi occhi verdi, una figurina di tutto rispetto e un carattere tempestose e passionale.

La convivenza porta a due conseguenze:
– il viziare la bambina in modo ossessivo-compulsivo e facendomela odiare ogni pagina di più
e
– l’inturgidirsi del membro del nostro eroe ogni sacrosanta volta che vede la piccola, minuta Esmèe.
E a me, questa attrazione semi trattenuta tra i due eroi, è piaciuta molto perchè gestita tutto sommato molto bene. Nonostante le classiche assurdità prive di riscontro storico, il continuo cercarsi, allontanarsi, cedere alla passione, resisterle e tutto il lungo ragionamento di Alasdair su cosa è giusto fare a prescindere da quello che si prova, funziona alla grande e rende il libro in un certo qual modo diverso dalla massa.

Per motivi che non sto a raccontarvi, la piccola Esmeè lascia la casa di Alasdair e il loro allontanamento è un toccasana per il racconto perchè a questo punto il lettore è talmente preso dalla storia che si fionda sulla pagina scritta in spasmodica attesa di vedere come si svolgeranno i futuri eventi.
Un altro pregio è la gestione della componente “sesso”.

Rispetto ai libri che ho adorato, qui di sesso se ne fa poco, ma è ben dosato e funzionale alla storia. Per capirci non si scopa a pagina 5 per poi continuare con scene fotocopia fino alla fine, ma si sviluppa l’attrazione e si mantiene un costante filo di sensualità che ci accompagna fino alle ultime pagine. E poi, finalmente, la mielosità è contenutissima.

Certo, l’amore trionfa, siamo sempre nel territorio del Deep Throat Romance, ma senza quelle pallosissime dichiarazioni di amore, amore, amore e ancora amore, che mi fanno venire la pelle d’oca.

Che dire di più?
Se ne avrete l’occasione, non perdetevi l’esperienza, se l’avete già letto, ditemi cosa ne pensate. Io sono sempre qui…. a lavorare a maglia e a mangiare ghiaccioli.

In poche parole

L’orgasmo che stavate aspettando.

Poschina

Maliziose Intenzioni – Elizabeth Hoyt

Beh, che dire?
Io la Hoyt non la capisco proprio o forse sarebbe meglio ammettere con onestà di essere attratta dal marcio e dal morboso e farla finita.
Di tutti i libri della serie Maiden Lane, questo oltre ad essere il primo in ordine cronologico, è quello che mi è piaciuto di più.
Me ne mancano un paio che ho intenzione di leggere il prima possibile per farmi un’idea più completa della serie e per capire se troverò altre “perversioni” che mi diano le stesse soddisfazioni di quelle di Lord Caire.
Ma andiamo con ordine….o almeno proviamoci.

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La Trama: Lazarus Huntington, lord Caire, è deciso a dare la caccia al feroce assassino che si aggira nei bassifondi di St Giles e che ha ucciso la sua amante. Ma per scovarlo ha bisogno dell’aiuto di Temperance Dews, vedova e direttrice di un orfanotrofio, che conosce quella zona come le proprie tasche. Poiché ha bisogno di fondi, la donna stringe un accordo con Lazarus: gli farà da guida in cambio del suo impegno a individuare un benefattore per i suoi trovatelli. Si tratta di un patto d’affari, tuttavia fra i due scaturisce un’attrazione potente. Dai bordelli ai saloni di Mayfair, e alle insidie dei vicoli bui, ogni passo li avvicinerà a una rete mortale, e sempre più alla passione…

Ed ora la parola alla giurata – qualche spoiler 

Prima di tutto partiamo dalla cosa fondamentale che forse vi aiuterà a capire perchè ho apprezzato questa serie in modo altalenante.
A me di tutta la storia dello spettro di St. Giles non frega una benamata.
Oltretutto l’idea di provare attrazione sessuale per un tizio vestito da Arlecchino, e sottolineo Arlecchino, non mi sfiora nemmeno l’anticamera del cervello.
Per questo motivo finora il libri incentrati pesantemente sullo spettro sono quelli che ho apprezzato di meno.

Concentriamoci dunque sui motivi che rendono questo libro degno di essere letto.

Lazarus è il classicissimo nobile straricco con un passato che lo ha segnato indelebilmente e lo ha reso anaffettivo e, cosa ancora più importante, non sopporta di avere un contatto pelle contro pelle con un qualsiasi altro essere umano. Oltretutto, strano a dirsi, non gode di buona fama. Pare infatti che abbia strane perversioni sessuali, che si accompagni esclusivamente a prostitute e poco di buono e che non si faccia scrupoli nell’uccidere qualcuno a sangue freddo.
Il nome non mi piace e non evoca piaceri sessuali ma la descrizione fisica invece porta il mio livello di eccitazione a picchi che non si vedevano dai tempi di Lord Dain. Caire (mi fa più sesso chiamarlo in questo modo) è alto, fisicato, con splendidi occhi blu e una cascata di capelli grigi. Ecco. Non so perchè, ma se me lo figuro mentalmente mi viene immediatamente voglia di slacciargli la patta dei pantaloni e premiarlo per il modo in cui riesce a distinguersi dalla massa di eroi romance che infestano le pagine dei nostri adorati libri. Non il solito biondo o l’ancora più classico moro con occhi blu/verdi/grigi. No. Un eroe nuovo. Completamente diverso da tutti gli altri. Era ora.

Oltretutto il suo passato di “povero ragazzo incompreso” risveglia l’istinto latente da crocerossina che tengo nascosto sotto strati e strati di cemento armato. Quindi il mio adorato Lord Caire, tra capello grigo, perversioni sessuali, anaffettività, turbe pischiche e passato drammatico, ha avuto vita strafacile con una tipa ossessionata da uomini affetti da patologie multiple come me.

In più ha uno stile altezzoso/snob/sprezzante che mi fa sburrare in modo imbarazzante.

La Hoyt in questo particolare caso è molto brava nel creare quell’attrazione sessuale tra i personaggi che ti fa venire voglia di attaccarti a pompa al tuo vicino di treno nonostante sia un pubescente squallido e con grossi problemi di acne.
E poi vogliamo parlare di quando il sensualissimo Carie “costringe” Temperance a spiare le coppie che scopano in un bordello strusciando il suo enorme e proporzionatissimo pene sul fondoschiena della pulzella, costringendola letteralmente a fuggire per non farsi sbattere dietro il primo, malfamato, angolo di St. Giles?

Da qui in poi il tono del romanzo diventa un po’ meno perverso e più romantico, ma stavolta perdono l’abbondanza di “Ti Amo” nonostante siano oggettivamente fastidiosi perchè Lord Caire mi è entrato nel cuore, nel cervello e negli ormoni. Ed infatti godo come un riccio ogni volta che ricompare nei successivi romanzi (sì, sto finendo la serie).

Ok, oggi come oggi la “perversione” che sconvolgeva nel ‘700 è quotidianità per molti di noi ma poco importa, quello che conta è che finalmente mi sono ritrovata appassionata ad una storia, sbavante per un eroe problematico e affascinante, non mi sono irritata mortalmente nè annoiata e mi sono riappacificata con l’intero genere. Tutto merito di quest’uomo particolare e perverso, dominato dall’incapacità di provare sentimenti, annichilito dalla vita, che mi ha tanto ricordato me stessa e mi ha fatto venire una fotta incredibile di aiutarlo a superare i suoi problemi, soprattutto quelli relativi al contatto pelle contro pelle……

Ah, Lord Caire…. cosa non ti farei !!!!

Tra l’altro, lo voglio anche io un gran figo così che compare inaspettatamente in casa mia e poi mi seduce insistentemente fino al punto di farmi orgasmare ogni sacrosanta volta che mi tocca. E lo voglio subito.

In poche parole

L’unica sfumatura di grigio che merita di essere letta.

Poschina

Piacevole Sbaglio – Karen Hawkins

Nope….Nope….Nope….Nope
No, ragazzi, così non va. Il mese era partito bene e poi….che succede? Incappo prima nel mostro/Calibano/Apollo e via dicendo e poi nel Coito Interrotto dei Coiti Interrotti. Mi ero dimenticata di aver letto in precedenza altri libri di questa autrice a due dei quali avevo dato un bel 5 pieno, ho scoperto solo ora che appartenevano ad una trilogia che comincia proprio con “Piacevole Sbaglio”.
Questo nuovo tentativo è un gradino sopra ma è e resterà sempre un cazzo di coito interrotto.
Porca Merda !!!!

piacevole

La Trama: Come deve comportarsi una rispettabile giovane donna rapita per errore dal nobiluomo che sta per sposare sua cugina? Può cogliere l’occasione al volo! Tanto più che Julia Frant è da anni segretamente innamorata dell’affascinante Alec MacLean, visconte di Hunterston. Accortosi dello sbaglio, Alec non ha possibilità di rimediare: deve sposarsi entro la mezzanotte o perderà l’eredità del nonno. Tuttavia accoglie di buon grado lo scambio della sposa scoprendo che, a differenza della sua gelida e calcolatrice fidanzata, Julia è piena di passione e di bontà. Senza contare che, quando la prende tra le braccia per baciarla, improvvisamente l’eredità diventa l’ultimo dei suoi pensieri.

Ed ora la parola alla giurata

Siamo onesti, il libro non è mica brutto. E non è nemmeno scritto male…. anzi. Per certi versi devo ammettere che ha un suo perchè.
L’inizio è folgorante.
Siamo nel regno del Superclassicone: lui deve sposarsi entro un tot di ore per prendersi una fracca di soldi ed ha organizzato la fuitina con una stronza civetta interessata solo ai soldi ed invece in carrozza si ritrova la cugina americana di lei che è, oggettivamente, un cesso.

Viene descritta come una specie di topo occhialuto, scialbo e pedante quindi ci immaginiamo che NESSUNO se la voglia scopare, come capita nella vita reale nella quale sguazziamo tutte noi donne normali.
Ma.
Ma qui siamo nel Deep Throat Romance (a seguire DTR) e quindi il cesso di turno è in realtà una gran figa sotto mentite spoglie.
Come scoprire che è una gran figa?
Mettendole 6 metri di lingua in bocca e scoprendo che questo contatto intimo genera un’erezione imponente. La locuzione più usata è “Appena le sue labbra incontrarono quelle dischiuse di lei, intuì che c’era qualcosa di diverso da tutti gli altri baci” o roba moooooooooooolto simile.

Ma quando cazzo mai?
Quando slinguazzai per la prima volta con l’attuale occupante di casa mia, non ho sentito nessun “brivido diverso” ma semplicemente il classico picco di eccitazione, ovvio che se mi avesse fatto schifo non avrei prolungato la cosa. Ma questo “Bacio diverso da tutti gli altri”….cos’è? dov’è? com’è? Ma soprattutto…. Perchè?!?!

In questo specifico caso ovviamente era diverso da quello che il nostro meraviglioso Alec si aspettava, lui credeva di baciare Therese e invece era il MOSTRO. Solo che il suddetto mostro, invece di essere tutta moine e controllo è uno zoccolone che aspetta solo di essere posseduto. E pare, dico pare perchè sono voci di corridoio Romance, che questo faccia sbroccare gli uomini. Quelli belli, titolati e superdotati. Quindi ricordatevi che dovete sembrare un cesso e poi, quando lui vi bacerà (sul come farsi baciare sembrando un cesso lavoreremo un’altra volta) dovete “aprirvi a lui come un ranuncolo ad aprile”, si insomma spiattellatevi addosso al suo statuario corpo, strusciatevi, sospirate, ciucciategli la lingua manco fosse un lecca lecca alla coca-cola e fate scintillare gli occhi.

Questo è sufficiente ad attirare la sua attenzione e contemporaneamente, ostentando sempre un’aria da innocentina (se lo siete davvero avete fatto il botto, cominciate a preparare le partecipazioni), guardatelo con un misto di eccitazione e fastidio. In questo modo lui vorrà possedervi seduta stante, ma si tratterrà per rispettare la vostra verginità.

E qui siamo al 4% del libro.

Il resto procede con un matrimonio non consumato e lo scoprire di Alec che il CESSO è intelligente, caparbia, sexyssima e anche una fanatica dell’impegno sociale e lei i soldi non li vuole per comprarsi il Clarisonic completo di tutte le spazzoline, ma per fare del bene. Per operare a favore dei diritti delle donne disadattate, dei bambini poveri, dei cani abbandonati e via dicendo. Non come me, che per prima cosa comprerei l’intera fornitura dei prodotti “La Prairie” dimostrandomi interessata solo a me medesima. No, lei aspira alla santità e lui è perso. La ama ma ancora non se ne rende conto e lo dimostra evitando di portarsela a letto perchè il loro è un matrimonio di facciata. Sì, avete capito bene, pochissime scene di sesso. Ripeto: pochissime scene di sesso.

Però si indugia sui baci e tutto quello che riguarda la seduzione e la crescente attrazione tra i due funziona a meraviglia. Anzi, alcune situazioni sono davvero intriganti… strusciamenti, sguardi, slinguazzatone……Tutto quello che ci si aspetta da un DTR.

Ma allora, cosa rende questo libro un “coito interrotto”?

Semplice.
Il fatto che lentamente, dalla seduzione e dalla pruriginosità, si passi ad una profusione di zucchero e miele. Di buoni sentimenti (più buoni della bontà di lei ed è tutto dire) e ci si riduca al classico Sole _ Cuore _ Ammmmmore che io, onestamente, un po’ detesto. O meglio, lo detesto quando è troppo marcato, o manca l’ironia, oppure semplicemente quando mi aspettavo la passione e mi ritrovo “quel che resta di un libertino” assoggettato ai più nobili sentimenti.

Per capirci meglio è l’equivalente di essere sull’orlo dell’orgasmo e non raggiungerlo mai, oppure, se preferite metafore meno spinte, essere ad un passo dallo starnuto ed essere impossibilitati a farlo. Due cose che fanno incazzare in egual misura.

E poi c’è un orripilante epilogo ed io l’epilogo di merda non riesco a perdonarlo.

In poche parole

Oh sì !!! Sì…. ancora, ti prego…. così…. ancora….sto venen……. Hei  !!! Ma dove cazzo stai andando? Mi lasci così? Con l’orgasmo interrotto?

Poschina

Postilla

Mi sono appena riletta due libri (a cui avevo affibbiato un 5) della stessa autrice per scoprire che il Coito Interrotto Style è il suo marchio di fabbrica. Facciamocene una ragione….