Imperdonabile Inganno – Lorraine Heath e Una Gentildonna in Cerca di Guai – Sarah MacLean

Arrendersi e diventare “Quella che sta zitta in un angolo perchè altrimenti sembra spocchiosa…quella che sa tutto lei…quella che pontifica” anche se poi, zio caro….se so una cosa perchè non dovrei dirla? Perchè devo stare zitta ad ascoltare castronerie e fare finta che siano scientificamente corrette? Non ha senso. Non è giusto. Eppure è così. Ecco cosa sono diventata.
Una pianta.
Sto lì, in silenzo, sorridente quando devo sorridere, perplessa quando mi devo perplimere e via dicendo.
Ma sarà sano?
Secondo me no…ed infatti poi questa attitudine all’amebismo me la porto dietro anche nel mondo letterario e non va mica bene… nono….

La Trama: Londra, 1874 – Drake Darling è un orfano che viene dalla strada, figlio di un delinquente giustiziato sulla forca. Benché dalla morte dei genitori sia stato cresciuto con affetto dai Duchi di Greystone, anche ora che è divenuto un uomo e ha dimostrato il suo valore dirigendo egregiamente una casa da gioco, sa di non appartenere alla buona società e non dimentica le sue umili origini. Soprattutto perché persone altezzose come Lady Ophelia Lyttleton, cara amica della sorella adottiva, non perdono occasione per rinfacciargliele. Quando però Drake salva la giovane dal Tamigi e approfitta della sua temporanea amnesia per farle credere di essere la propria domestica, scopre che al di là della maschera di arroganza c’è una donna vulnerabile e meravigliosa, di cui è facile innamorarsi. Ma cosa accadrà quando lei recupererà la memoria e scoprirà il suo imperdonabile inganno?

Ed ora la parola alla giurata

Questo è un libro strano. Stranissimo.
E’ un coito interrotto al contrario. Non che poi si arrivi ad un orgasmo di quelli che si ricordano per anni e si rimpiangono nei momenti di morta, ma almeno ad un orgasmo pallido ci si arriva e, calcolato il vuoto cosmico nel quale sguazza per quasi metà libro, mi sembra un bel traguardo.

Ma passiamo a noi…..Drake è il figlio dell’amica di infanzia di Frannie e di Sykes, il bastardo che l’aveva venduta finendo per farla stuprare alla tenera età di 12/13 anni. E’ quel bambino che incontriamo nel libro “Tra le braccia di un Duca” che viene adottato da Frannie e dal marito, il Duca di Greystone.

Ora però non è più il bimbo solo e maltrattato che trova un’amorevole famiglia, bensì un gran pezzo di manzo (con un uccello di ragguardevoli dimensioni) che gestisce la famosa sala da giochi che era di Dodger e che non si sente parte integrante dell’alta società nella quale è cresciuto. E lo sappiamo perchè per qualcosa come 100 pagine ce lo ripete ogni 2/3 righe. Lo abbiamo capito, grazie. Le nostre sinapsi funzionano ancora abbastanza bene e i concetti semplici riusciamo ad apprenderli senza il bisogno di ripeterli quattromila volte a capitolo.

La pulzella in questione è Ophelia, ricca snobbolona del cazzo che io ho detestato con l’anima soprattutto perchè ho immediatamente intuito, con la mia infallibile perspicacia, che aveva una Sad Story alle spalle e questo è bastato a farmi lanciare un paio di bestemmioni di quelli grassi……

……cmq.
Li vediamo immersi nel tipico gioco del “Ti detesto ma in realtà vorrei scoparti fino a farti morire di orgasmi trattenuti per poi farti rinascere a furia di multiorgasmi avvenuti” fino a che lui non la bacia in  un’alcova. E ovviamente è Il Bacio Della Vita. Quel Best Kiss Ever che nei Romance sancisce la futura nascita del Vero Ammmmmmooooooooreeeeeeee.

E fin qui si annega nella noia più totale.

Poi una sera, dopo il famigerato bacio, Derek si aggira per le sponde del Tamigi e vede un fagotto zozzo che si scoprirà essere una donna, che si scoprirà essere Ophelia e che si scoprirà aver perso la memoria. Una persona normale a questo punto la riporterebbe a casa e la farebbe vedere da un medico, invece lui pensa bene di portarsela a casa e sfruttare la sua amnesia per trattarla come una serva.

Applausi, Standing Ovation e Bacio Accademico.

Solo che ovviamente le cose non vanno come previsto e lei sente di non essere una sguattera ma non si ricorda nulla ed essendo scevra dai pregiudizi inculcatigli dal padre, trova estremamente attraente quel grandissimo pezzo di maschio che dovrebbe essere il suo padrone ma che, contrariamente a tutti i principi della logica, la fa dormire nel suo letto, le compra i vestiti, paga tutte le spese folli che fa e le permette persino di tenere ogni cazzo di animale raccattato per strada.

Ed io, fino a questo punto, mi sono davvero annoiata a morte. Sono andata avanti solo perchè la mia soglia della pazienza negli ultimi anni è salita di qualche tacca.
Inverosimile, barboso, con dialoghi che mancano di brio ed una seccante propensione all’introspezione fatta male mi avevano portata a credere che la Heath fosse un fuoco di paglia e che la serie fosse l’Epic Fail del 2017….quando invece, inaspettatamente il libro cambia.

Perchè se è vero che sono insensibile al patetismo altrui, è anche vero che, come controindicazione principale, la maternità mi ha lasciato un’intollerabile propensione alla commozione. Quindi una parte di me ha sbuffato nel momento in cui i due piccioncini sono partiti con i drammatici ricordi d’infanzia, mentre la parte “commozione spontanea” si è nutrita di ogni dettaglio fino a farmi apprezzare questi due sfigatoni…lei perchè si impettisce per dimenticare anni di abusi e lui che si sente perennemente l’uomo sbagliato nel posto sbagliato.
In breve si aprono il cuore a vicenda (tutto metaforico ovviamente) poi lui le apre anche le gambe, la vulva, la vagina e quant’altro e….niente. E’ Amore. Un amore che sopravviverà anche al ritrovamento della memoria, all’incazzatura, alla rabbia e dio sa a cos’altro.

In pratica siamo nell’ambito fantascientifico spinto. E come coppia non mi fanno impazzire più di tanto….e la conversione da Puttana Stronza a SantaMariaGotetti dei cani randagi risulta irritante. MA….

Ma…. la mia nuova vena apatica ha apprezzato lo stesso e alla fine la sufficienza se la prende tutta.

Ma…

Ma il vero dilemma è “Come ha fatto a piacermi il nuovo libro della MacLean?”

La Trama: Inghilterra, 1833 – Sophie è sempre stata considerata la più quieta delle sorelle Talbot, ma quando durante una soirée sorprende il cognato a tradire la moglie e lo punisce insultandolo e spingendolo in uno stagno, a un tratto diventa il bersaglio del disprezzo del ton. Stanca dell’ipocrisia dell’alta società, di cui è entrata a far parte solo perché il padre ha acquistato un titolo, decide di lasciare la festa e i giudizi superficiali dei suoi invitati. Mentre si allontana incappa in un uomo scalzo che sta chiaramente fuggendo da un incontro amoroso proibito. L’affascinante libertino, che si rivela essere il Marchese di Eversley, rifiuta di darle un passaggio a bordo della propria carrozza, ma Sophie non si dà per vinta e con un espediente monta sul retro della vettura affinché la porti lontano dai suoi guai.

Ed ora la parola alla giurata

Non so davvero perchè questo libro mi sia piaciuto tanto. Non lo capisco ed un pochino sono anche preoccupata. Prima di tutto vi avverto…è lungo più o meno 400 pagine e fino alla metà di sesso non si sente nemmeno il profumo. Quindi ci si concentra sulla storia, su una serie di situazioni una più improbabile dell’altra che si susseguono senza soluzione di continuità.

Lei è l’ultima delle sorelle Talbot (delle arricchite una più insostenibile dell’altra) ed è considerata “Il Cesso del Gruppo” anche se non si capisce bene il perchè, visto che viene descritta come una ragazza piuttosto carina e ben fatta.

E’ insofferente all’ambiente londinese e mentre fugge dall’ennesimo ricevimento di merda si scontra con il Marchese di Eversley e da qui cominciano i suoi guai. Nonostante sia insopportabile perchè a tutti gli effetti si comporta come una zecca attaccata al pelo di un cane, alla lunga mi è risultata simpatica perchè, in fondo, lei vorrebbe solo aprire una libreria e liberarsi dai nobili che la trattano come una merda.

Mentre lui è tutt’altra cosa. Lui mi è piaciuto subito. La sua Sad Story che lentamente si viene a comprendere, bello, dannato, cocciuto, in perenne lite con il padre per il Big Misunderstanding dei BM, bravo a letto, colto e deciso a sbolognare la zecca ad ogni costo….salvo continuare a trovarsela tra i piedi e siccome come diceva sempre mia nonna “La paglia vicino al fuoco brucia” (da leggere rigorosamente in milanese: la paja visin al foc la brusa), qualcosa tra i due dovrà pur succedere.

Ed infatti poco a poco si sviluppa quel rapporto fatto di “dai raccontami cosa vuoi veramente dalla vita” – “Sì, ma prima raccontami perchè odi tuo padre”. E lo sappiamo tutti che il passo successivo è il bacio, seguito dal cunnilingus, seguito dal pompino, seguito dal sesso.

E, nonostante lui cerchi in ogni modo di non portarla a letto per non rovinarla (ebbene sì, lui è uno di quelli che hanno Lo Scrupolo e che, sulla carta, avrebbe dovuto farmi incazzare da morire e farsi odiare), alla fine cede e le da il suo virilissimo membro prendendosi la di lei intattissima verginità.

Poi oltre al BM con il vecchiaccio, c’è spazio anche per il BM con Sophie, seguito dal ripensamento e dalla riconciliazione.

Forse, e dico forse, il fatto che lui le regali una cazzo di libreria mi ha fatto amare incondizionatamente quest’uomo e anche il non trascurabile dettaglio che per procreare ci mettono (date alla mano) più o meno 4 mesi contro la Monoscopata, ha fatto sì che apprezzassi questo romanzo piuttosto lungo per il genere.

Però sento chiaramente che il mio gradire questi due romanzi è più che altro dovuto alla lenta e inesorabile trasformazione in una succulenta.
Mi sento come Roger di American Dad in quella puntata nella quale decideva di non essere più cattivo e per poco non ci lascia le penne perchè la bontà lo stava letteralmente uccidendo…

Incrociate le dita e sperate che la mia vena polemica risorga, ne trarremmo tutte tanto beneficio.

In poche parole

Quando invece di pretendere un calippo tutto da succhiare, ti accontenti di un polaretto è evidente che la trasformazione in succulenta sia dietro l’angolo.

Poschina

Ingannare un Duca – Meredith Duran

Febbraio sta finendo ed io sono pervasa da una stanchezza cosmica, una stanchezza che mi fa crollare la sera sul divano come uno Slimer lasciato troppo tempo senza cibo, una stanchezza che mi fa ingozzare di Nutella e Viennetta, di tortelli alla crema, una stanchezza che mi toglie la voglia di fare tutto quando sono invece costretta e fare tutto.
La legge di compensazione però viene in mio aiuto ed ecco che trovo un libro piacevole da leggere, un libro che nella prima parte mi ha fatta quasi orgasmare di aspettativa, un libro che è una specie di coito interrotto ma non di quelli che ti lasciano incazzata come una biscia sotto un temporale ma piuttosto come quelli che ti lasciano colmo di godimento ma privo di climax.
Che libro è?
Questo.

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La Trama: La vita di Olivia Holladay è in pericolo ormai da troppo tempo. L’unica possibilità che le rimane è quella di fingersi una governante e introdursi in casa del famigerato duca di Marwick per recuperare alcuni preziosi documenti e garantirsi così la libertà. Il duca, Alastair de Grey, astro nascente della politica inglese, ha scoperto di essere stato tradito da tutti coloro che lo circondano, e per questo si è ritirato a vita privata. Quando Olivia entrerà nella sua casa, però, niente sarà più come prima… La passione risveglierà il suo desiderio di vendetta e, tra sotterfugi e inganni, la verità verrà finalmente svelata.

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler

Non vi ho detto che sono stanca per ammorbarvi con i miei inutili problemi psicofisici ma per prepararvi ad una recensione che verrà fuori così, senza nemmeno essere riletta prima di schiacciare il tasto “pubblica” perchè sarebbe troppo sbatti e non ho alcuna intenzione di sbattermi.

Primo: la copertina. Benchè io preferisca di gran lunga i mori, beh, questo biondo ci sta. Ci sta anche perchè in effetti il nostro Alastair è biondo, anzi biondissimo, anzi, più biondo del biondo e quindi, per la prima volta, siamo di fronte ad una bella copertina che avvolge un buon romance. Miracolo?

Di questa autrice avevo già letto “A lezione d’amore”, che mi era piaciuto assai poi boh, non so perchè ma non ero andata oltre, forse al momento in e-book era presente solo quel libro della serie o forse io ero già in preda ai primi segni dell’Alzheimer…chi lo sa? E soprattutto….chi se ne frega.

Mi capita tra le mani questa storia che ha ben due chiavi di lettura:
quella semplice: lui gran figo e gran ricco con sad story alle spalle, lei gran povera, classica figa mascherata da cesso con sad story alle spalle si incontrano e si detestano, salvo poi scoprire di amarsi di quell’AMMMMORE che tutte noi sogniamo nell’intimo della nostra cameretta mentre stringiamo il cuscino e lo bagniamo di caldissime e salatissime lacrime;
quella complicata: lui, il nostro Alastair, è un uomo ferito, distrutto e al limite di quella che sembra una follia senza ritorno. Tradito dalla moglie e soprattutto da se stesso, si chiude in casa a rimuginare. E dio solo sa quanto rimuginare chiusi in casa faccia malissimo (lo dico con cognizione di causa perchè “rimuginare a vuoto” sarebbe stato il mio nome indiano se fossi nata in una tribù Apache). Più che dal tradimento della moglie in se, è deluso da se stesso perchè il suo enorme, spropositatissimo superego non comprende come abbia potuto essere così stupido di fidarsi della ex mogliettina (ora comodamente defunta. Comodamente per la trama intendo, perchè sia mai che si divorzi e ci si risposi).

Quindi passa il tempo chiuso in camera in mezzo a sporcizia e libri rari, intento a filosofeggiare su quanto sia facile uccidere qualcuno. Lui filosofeggia perchè oltre ad essere il David Gandy biondo che molte di noi sognano, è anche intelligentissimo, profondo, sensibile, geniale e politico di altissimo livello.
Stà lì, nella sua cameretta buia finchè non compare lei. La sua nuova governante.

Idda è Olivia. Giovanissima non rampolla della Buona Società, ma ragazza con passato triste e oscuro che si intrufola nella di lui casa solo per derubarlo. Però sfiga, o fortuna vuole, che si trovi ad aver a che fare con un padrone che sembra completamente folle ed una servitù allo sbando. Per giunta, quello che lei dovrebbe rubare, è chiuso in camera con il padrone pazzo. Cosa fare dunque? Rinunciare o insistere per farlo uscire dalla camera?
Spoiler: sceglierà la seconda ipotesi.
Inutile sottolineare che lei è sì una ladra, ma spinta da un più che nobile proposito.

Fin qui tutto ok, se non fosse che spolvera a destra, spolvera a sinistra, si trova a leggere alcuni trattati del padrone pazzo e scopre che non solo non è pazzo ma che è geniale e rivoluzionario e a questo punto è tardi per tutto perchè lui le ha scopato il cervello e quando un uomo ti scopa il cervello il passo che lo separa dallo scoparti la vagina è più che breve.

Comincia quindi un rapporto ai limiti della sociopatia tra i nostri eroi che culmina con un bacio. Fino a qui il meglio del libro, inverosimile fino all’osso ma coinvolgente e scritto davvero bene.

Purtroppo quando l’amore si palesa la storia si ammorbidisce un filino troppo ma avercene, avercene davvero di sbobba simile.

Che dire? Lo consiglio vivamente.
Prendetevi un pomeriggio di tranquillità, mollate i vostri uomini in sala a guardare le partite e mettetevi a letto, sulla vostra poltrona preferita, in giardino, nella vasca………preparatevi una cioccolata calda, aggiungete panna montata e leggete. Vi assicuro che è una meraviglia.

P.s.
Le parti migliori sono quelle in cui lei cerca di farlo uscire dalla camera e lui si imbestialisce ogni secondo di più, è in quei momenti concitati che io mi sarei fatta sbattere volentieri, quando era incazzato come una furia.

In poche parole

Scopatori di cervelli, alla carica.

Poschina

Un po’ di Follia in Primavera – Alessia Gazzola

Aspetto sempre con una certa ansia i libri della Gazzola che parlano della caotica e poco plausibile vita di Alice Allevi. Li attendo con quell’ansia mista a rassegnazione che mi caratterizza dai tempi dell’adolescenza profonda, quando volevo che il tizio che mi piaceva tanto mi cagasse ma in fondo ne avevo anche un po’ paura e contemporaneamente ero già rassegnata al fatto di essere, nel migliore dei casi, una slinguatina passeggera.

Oltretutto immaginavo questo libro come “quello della Grande Svolta”. Quello nel quale, finalmente, Alice sarebbe maturata e avrebbe preso coscienza di se. Quello che non mi avrebbe lasciata alla fine con l’amaro in bocca. Quello che non sarebbe stato l’ennesimo coito interrotto. L’ho letto in una giornata, nei ritagli di tempo, ed ho tirato notte per porre la parola fine e riflettere su quello che era successo o che, tanto per cambiare, non era successo.

follia-a-primavera

La Trama: Quella di Ruggero D’Armento non è una morte qualunque. Perché non capita tutti i giorni che un uomo venga ritrovato assassinato con un’arma del delitto particolarmente insolita. E anche perché Ruggero D’Armento non è un uomo qualunque. Psichiatra molto in vista, studioso e luminare dalla fulgida carriera accademica, personalità carismatica e affascinante…
Alice Allevi se lo ricorda bene, dagli anni di studio e dai seminari che ha frequentato con grande interesse, catturata dal magnetismo di quell’uomo all’apparenza rude ma in realtà capace di conquistare tutti con la sua competenza e intelligenza. E con le sue parole.
L’indagine su questo omicidio è impervia, per Alice, ma per fortuna non lo è più la sua vita sentimentale. Ebbene sì, Alice ha fatto una scelta… Ma sarà quella giusta?

Ed ora la parola alla giurata. Solo ed esclusivamente

SPOILERONI COME SE PIOVESSE

Seguo Alice praticamente da sempre.
Potrei dire che siamo cresciute insieme ma non sarebbe vero, perchè io sono cresciuta, maturata e invecchiata, ormai schiava dell’Anzianity, mentre Alice o Eliz [come dice quel gran coglione di Arthur] è rimasta sempre la stessa, una che lascia che la vita scelga per lei, senza mai, nemmeno per un fottutissimo sbaglio, prendere una decisione, sclerare con grazia, mandare affanculo chi ti tratta come la sorellina scema da istruire su tutto.

Ecco, come avrete capito da queste prime righe piuttosto confusionarie, siamo alle solite.

Il caso su cui indaghiamo in questo capitolo della vita di Alice è piuttosto interessante, uno psichiatra molto noto e molto amato viene assassinato manco fosse l’ultimo dei cani rabbiosi ed intorno a lui si scoprono una serie di indizi che mettono in discussione professionalità e personalità del defunto. Quindi diciamo pure che la parte mistery è quella cresciuta meglio dal primo libro ad oggi.

Sul fronte sentimentale, che è poi quello che davvero ci interessa, siamo messi male. Molto male. Tanto male che dopo le prime dieci pagine avevo la nausea perchè, udite udite, Mr. Sonoluomoperfettoetuseiunamerdina chiede di punto in bianco alla nostra goffa eroina di fare un figlio. Una roba tipo “Allora Eliz, cosa mangiamo stasera? Ah, a proposito, facciamo un figlio?” e quando lei sbianca perchè è l’ultima cosa che si aspettava da uno che fino a 10 gg fa voleva andare in giro per il mondo a risolvere conflitti irrisolvibili; lui le propone di sposarsi, perchè non sia mai che nel 2016 si procrei fuori dal Sacro Vincolo del Matrimonio come ha fatto la sottoscritta.

Quindi immaginatevi la mia faccia. Ci sono rimasta di merda. Del tipo “No, e no. E cazzo se si sposano scrivo alla Gazzola e gliene dico 4. Anzi la chiamo. Anzi mi piazzo sotto casa sua e pretendo una spiegazione”. Perchè io primo non sono normale, e secondo quando mi affeziono ad un personaggio lo faccio con tutta l’anima. Per me mica sono esseri fittizi; per me sono amici per la pelle.

Ovviamente lei accetta. Accetta anche se non è convinta. Accetta anche se sa con cognizione di causa che sta facendo La Cazzata. E in questo la Gazzola ci ha preso in pieno, perchè nella mia generazione non si contano le ragazze che si sono sposate pur bramando nel loro cuore e nella loro vagina, il vicino di casa, l’amico d’infanzia, il cugino della collega. Nella mia generazione ci si sposa e si fanno figli perchè così ci è stato insegnato, anche a costo di perdere un pezzo della propria anima, ma sto divagando.

Che poi dico, sposi uno che temi al punto di nascondergli quando parli con CC. Ok, te lo sei scopato una volta mentre tu e il biondino stavate insieme e lui ne è rimasto traumatizzato e bla….bla….bla… ma non puoi esserne così succube. Prima che lui dica qualcosa già ti stai giustificando. Ma in che anni siamo? 1950?

Partono i preparativi per le nozze, e qui entra in gioco il mio amatissimo, bastardissimo, sentimentalmente disfunzionalissimo Claudio Conforti. Lui. L’uomo che ormai ho idealizzato e visualizzato talmente tanto da sentirlo qui vicino a me mentre scrivo di lui. Quello che scopa da dio ma guai a parlare di matrimonio, convivenza, figli, famiglia. Perchè lui, sì…….anche lui, ha una Sad Story. E si sa che le sad stories lasciano cicatrici profonde. Alla vista dell’anellone di fidanzamento, ci rimane peggio di come ci sono rimasta io e siccome lui può parlare alla nostra Alice, le dice in tutta sincerità che è una shampista che non ha il coraggio di ammettere nemmeno con se stessa che Arthur bello di Nonna non è l’uomo che fa per lei e che sarebbe il caso che lo mollasse definitivamente e si dedicasse invece ad una relazione esclusivamente sessuale con lui, che tanto lo sa benissimo anche lei che tra loro il sesso funziona alla grandissima.

Perchè CC, lo stronzo per eccellenza, non è certo scemo e sa benissimo che il biondazzo (tra l’altro mi sono eccitata da morire mentre me lo immaginavo vestito da Robert Plant con pantalone a zampa e camicia slacciata…..non posso farci niente per me è da strappamutande) non potrebbe mai e poi mai reggere una vita tradizionale e per giunta con una donna che chiaramente reputa inferiore a livello intellettuale.

Infatti, tanto per non discostarci troppo dalla solita brodaglia, Arthur deve tassativamente tornare in medio oriente e dopo un minuto che è via Alice comincia a sentire puzza di bruciato perchè lo sente distante. E qui mi sono partite una serie di meravigliose ed originalissime bestemmie perchè avevo già capito come sarebbe andata a finire.
Ricapitoliamo:
– Arthur è lontano
– Arthur è distante
– Arthur comincia ad abbracciare affettuosamente Alice
– Arthur ha conosciuto un’altra infoiata nella difesa degli innocenti
– Arthur se ne va
Praticamente la stessa identica cosa già successa negli altri libri della saga.
Identica.
Non simile.
Identica.

E’ inaccettabile.
Se non sai più cosa fare, eliminalo definitivamente ma per dio, non puoi DI NUOVO farlo partire ed invaghire di un’altra. Basta. Davvero. Non sei mica obbligata a farlo tornare ogni volta strisciando. Io lo capisco benissimo che non vuoi inimicarti quelle del #TeamArthur, ma cazzo non ha senso questo continuo partire e tornare e ripartire e ritornare e ti amo, sei dolcissima ma non capisci una sega di politica internazionale mentre l’altra sì, ma ti amo, mi dispiace, però me ne vado lo stesso, poi si sa mai….torno.

Sottolineo che se ne va dopo che nemmeno il mese prima le ha chiesto di sposarsi e fare figli.
Mr. maturità.
Il pirla.

Fa male all’anima.
Fa male alla letteratura in generale.

Ma soprattutto a me fa malissimo vedere che anche stavolta Alice è praticamente passiva. A parte sospirare perchè ha scampato il matrimonio, non fa nulla. Non decide, non si mette in gioco. E’ la stessa Alice di 6 anni fa. La stessa ragazzina goffa fino alla nausea che perlomeno fa la sensata scelta di andarsene da casa di Cordelia per una più adatta vita da single.

E CC?
Claudio niente. In realtà Alice è così codarda che non gli dice nemmeno che con Arthur è finita, no….lei continua a far finta di essere fidanzata così da non dover prendersi nemmeno la briga di difendersi dagli attacchi sessuali che Claudio attuerebbe una volta scoperta la sua singletudine. Così il libro si trascina fino all’ultimo capitolo quando finalmente vediamo il nostro eroe entrare nell’ufficio di Alice e piantarle 2 metri di lingua in bocca, giusto per ricordarle che potrà anche sposare il giovane socialmente impegnato, ma che basterà un ricordo dei suoi baci per farla strisciare come una lumaca.

Ed ora vi direte…..E quindi?
Quindi nada.
Niente.

Ne sappiamo tanto quanto quando abbiamo iniziato la serie.
Mi chiedo solo se nel prossimo libro ci sarà una svolta coraggiosa ma impopolare (e concludendo definitivamente la serie), oppure se saremo destinati a leggere altri 20 libri per arrivare ad un dunque. Che spero solo noi sia il ritorno di un Arthur ferito, divorziato e con figli a carico che una ormai disillusa Alice accoglierebbe sicuramente a braccia aperte, facendomi incazzare tremendamente.

In poche parole

Avete presente quando uscite per fare shopping e non trovate mai la taglia giusta per gli abiti che vi piacciono? Questo libro è ancora più frustrante.

Poschina

Il Bacio di Mezzanotte – Eloisa James

Ho constatato che quando ero gravida e mentre allattavo i miei peli erano meno folti e crescevano più lentamente. Lo so che non centra un cazzo con questo blog ma siccome questa constatazione mi fa imbestialire peggio di una gravidanza indesiderata in un romance di bassa lega, volevo condividerla con voi.
Negli ultimi mesi ho latitato ma non ho mai smesso di leggere, semplicemente il mio adorato mini-pc è rotto e per scrivere devo elemosinare quello del Busnaghi e nove volte su dieci mi passa la voglia.
Oltretutto non è che abbia trovato libri meritevoli di disprezzo/lodi.
Per lo più sono stati dimenticabili. Oppure talmente illeggibili da non meritare nemmeno la dissacrazione pubblica.
Mi sento in obbligo tuttavia di citarne uno, che si è meritato un posto nel mio cuore con la menzione speciale “Font di Merda”. A pagina 5 ho mollato il colpo tra smadonnate ad alta voce e borbottii vari che sono durati più o meno 2 gg. E per essere onesta fino in fondo vi dico anche titolo e autrice: Ricatto di Natale – L.D. Blooms. Io ci ho provato con tutta me stessa ad andare avanti ma non si può proprio leggere con quel font fastidioso. E’ un attentato alle povere cornee dei lettori.

Tra una merdaccia letteraria e l’altra, le soddisfazioni arrivano da Miss Black, un po’ di delusione dalla vecchia zia Mary (sto recuperando i pezzi mancanti della saga Bedwyn) e qualche sorpresa inaspettata dall’autrice di oggi. Tale Eloisa James, che credo abbia scritto millemila libri a giudicare dalla quantità di titoli che piovono quando si fa una ricerca su amazon.

Prima che me ne dimentichi ho letto anche Il Principe e il Desiderio di Elizabeth Hoyt e mi sono annoiata in modo imbarazzante. L’ho finito perchè mi sono imposta di arrivare fino in fondo, ma se potete….evitatelo.

Ma ora occupiamoci della James.

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La Trama: Inghilterra, 1813. Victoria Daltry sta per sposare un rampollo dell’aristocrazia inglese; manca solo l’approvazione del principe Gabriel, zio del fidanzato. Ma a causa di un contrattempo Victoria non può recarsi al castello di Pomeroy per avere la benedizione di Gabriel e così viene inviata in sua vece la sorellastra Kate, figlia di primo letto di Lord Daltry. Fin da subito Kate stuzzica l’attenzione dell’algido Gabriel, che, affascinato, si ritroverà a corteggiare lei invece della nobile ereditiera che dovrebbe sposare. Nonostante la forte attrazione che provano l’uno per l’altra, entrambi sanno che purtroppo non potrà esservi lieto fine per loro, a meno che, come nella più classica delle favole, allo scoccare della mezzanotte un bacio non cambi i loro destini per sempre…

Ed ora la parola alla giurata – SPOLIER

Della stessa autrice avevo letto “La Resa di Piers” ed avevo pensato che scrivesse piuttosto bene ma che al libro mancasse qualcosa nonostante, parlando papale papale, io da Piers mi sarei fatta ripassare più che volentieri.

Oggi, dopo che ieri mi sono sciroppata tutto “Il Bacio di Mezzanotte” in poche ore, confermo la prima impressione. Eloisa James sa scrivere, sa coinvolgere, sa mantenere viva l’attenzione del lettore ma è una svaccatrice. In breve svacca nel finale. Banalizza. Epiloga e sparge miele e confetti colorati in modo estremamente irritante.

Ma parliamo delle cose belle prima di goderci l’accanimento.

Kate ha una sad story. Suo padre è schiattato costringendola a vivere con la matrigna stronza che la tratta come una serva demente e con la sorellastra che è una sventola da paura e che viene trattata come fosse Santa Maria Goretti figa e ricca. Nonostante ciò Kate non si è per niente incattivita ma è rimasta buona, sincera, paziente ed altruista nonostante la sua venerandissima età di 23 anni la metà dei quali passati tra soprusi psicologici di ogni genere. Ultimo dei quali è il fingersi la sorellastra per convincere un improbabilissimo Principe di un altrettanto improbabile Regno russo di essere la donna adatta al di lui nipote.

In pratica si finge la sorellastra e va con il di le fidanzato nella magione del Principe Gabriel che viene descritto come una specie di David Gandy con capelli lunghi ed occhi penetranti ed esotici. Il quale, inutile a dirsi, invece di defenestrarla alla prima occasione (lei e le sue orride parrucche) si sente subito affascinato da questa ragazza ed approfitta della prima occasione per metterle due metri di lingua in bocca e farla letteralmente bagnare come se non ci fosse un domani.

Dovete anche sapere che lui, non solo è bellissimo, coltissimo, fisicatissimo e sexyssimo, ma ha anche un cuore d’oro perchè nonostante il suo più grande desiderio sia quello di andare a fare l’archeologo, resta nella fredda e noiosa Inghilterra solo per proteggere la sua corte perchè il fratello è sbroccato ed ha sbattuto fuori tutto….beh insomma ora non sto certo a dirvi tutti i dettagli, sappiate solo che la cosa non sta in piedi e non mi interessava a leggerla, figuratevi a raccontarla….. serve solo a farvi capire che lui è di buon cuore e disposto addirittura a sposarsi con una certa Tatiana che è piena di soldi e questo gli permetterà di mantenere l’universo mondo compresi un leone, un elefante ed una scimmia.
E, incredibile ma vero, anche Kate fa lo stesso.
Cioè lei rimane nella casa della matrigna stronza solo perchè in questo modo aiuta i fittavoli a sopravvivere.

Ma a noi questo non interessa.
A noi interessa il sesso.
E qui il sesso c’è. O meglio….c’è quell’attrazione sessuale fatta di sguardi, sfioramenti, allusioni più o meno esplicite, baci che ti fanno sognare di essere baciata così anche se lo sai benissimo che nessuno e lo ripeto NESSUNO bacia mai in quel modo dopo i 15 anni. Perchè poi invece di baciarti come se non ci fosse un domani ti palpeggiano, ti spogliano, ti assalgono per arrivare il prima possibile alla Terra Promessa. Sia chiaro che non mi sto certo lamentando, ma quei baci……cazzo se ne vorrei uno o due.
E li vorrei da quel gran figo di Gabriel, il quale ci mette tutto l’impegno possibile per far capitolare la vecchia verginella Kate, la quale dopo uno sfioramento di lingua è già lì che squirta copiosamente domandandosi quando potrà riassaporare il principesco corpo.

Corpo che è quello di un modello di intimo ma con un cazzo enorme. E non sono io che lo penso, ce lo dice Kate, la quale lo paragona alle immagini viste in un libro dell’Aretino e dice qualcosa tipo “Il tuo uccello non assomiglia per niente a quelli ritratti dall’Aretino. E’ enorme e turgido e secondo me non ci sta proprio dentro di me”.
Spoiler: ci sta e a giudicare dagli orgasmi ripetuti ci sta anche piuttosto bene. Beata lei.
E non solo perchè lui la slingua e la scopa come dio comanda, ma anche perchè lui si innamora follemente.
Tra l’altro il bacio a cui fa riferimento il titolo non è casto e non è sulla bocca. Giusto per farvi capire quanto è porca la nostra Eolisa. Brava Eolisa, così ti vogliamo. Porca e perversa.

E fino a qui, nulla da dire. Passo sopra a tutto quando il libro scorre veloce, il protagonista maschile è uno di quelli che trasformano una donna in una lumaca squirtante solo con uno sguardo e non si scopa alla prima occasione ma si riesce a mantenere la tensione sessuale che cresce, cresce e cresce fino al liberatorio supermegaorgasmo finale.

Quello che non perdono è lo zucchero.
Il confetto rosa, intriso di miele e sciroppo d’acero che ad un certo punto devo mangiare a tutti i costi per arrivare alla fine del libro.
Quel romanticismo da favoletta per adolescenti dementi che ci viene propinato nelle ultime 20 pagine, quella stucchevolezza che detesto quasi quanto una gravidanza indesiderata dopo che per 250 pagine si è ripetuto che lui Non è Mai Venuto Dentro.
Quella dolcezza eccessiva che interrompe il mio orgasmo letterario rovinando così il mio climax e trasformando un potenziale “Sì…oh Sì….ancora” in un “Rivestiti e chiudi la porta quando esci”.

E purtroppo la James è maestra nel coito interrotto e nell’epilogone fatto di iperfertilità, sogni che si realizzano e dettagli inutili, insignificanti, fottesega, della vita dei protagonisti. A me non interessa.
Mi annoia e mi rovina il ricordo di quanto scritto in precedenza, un po’ come un dolce di merda alla fine di un buon pasto. Ti ricorderai sempre e solo che il dolce faceva schifo. Poco importa se 5 minuti prima avevi mangiato il cappone ripieno della vita. Il dolce di merda ha rovinato tutto.

Che dire?
Mi piace come scrive, sa far sbavare la femmina moderna, ha una sua originalità nonostante si ispiri spesso a storie famose (La bella e la Bestia e Cenerentola in questo caso) ma se non le passa la fissa dello zucchero e miele nel finale mi sa che non saremo mai “Migliori Amiche”.

In poche parole

Niente dolce per me, grazie.

Poschina

Piacevole Sbaglio – Karen Hawkins

Nope….Nope….Nope….Nope
No, ragazzi, così non va. Il mese era partito bene e poi….che succede? Incappo prima nel mostro/Calibano/Apollo e via dicendo e poi nel Coito Interrotto dei Coiti Interrotti. Mi ero dimenticata di aver letto in precedenza altri libri di questa autrice a due dei quali avevo dato un bel 5 pieno, ho scoperto solo ora che appartenevano ad una trilogia che comincia proprio con “Piacevole Sbaglio”.
Questo nuovo tentativo è un gradino sopra ma è e resterà sempre un cazzo di coito interrotto.
Porca Merda !!!!

piacevole

La Trama: Come deve comportarsi una rispettabile giovane donna rapita per errore dal nobiluomo che sta per sposare sua cugina? Può cogliere l’occasione al volo! Tanto più che Julia Frant è da anni segretamente innamorata dell’affascinante Alec MacLean, visconte di Hunterston. Accortosi dello sbaglio, Alec non ha possibilità di rimediare: deve sposarsi entro la mezzanotte o perderà l’eredità del nonno. Tuttavia accoglie di buon grado lo scambio della sposa scoprendo che, a differenza della sua gelida e calcolatrice fidanzata, Julia è piena di passione e di bontà. Senza contare che, quando la prende tra le braccia per baciarla, improvvisamente l’eredità diventa l’ultimo dei suoi pensieri.

Ed ora la parola alla giurata

Siamo onesti, il libro non è mica brutto. E non è nemmeno scritto male…. anzi. Per certi versi devo ammettere che ha un suo perchè.
L’inizio è folgorante.
Siamo nel regno del Superclassicone: lui deve sposarsi entro un tot di ore per prendersi una fracca di soldi ed ha organizzato la fuitina con una stronza civetta interessata solo ai soldi ed invece in carrozza si ritrova la cugina americana di lei che è, oggettivamente, un cesso.

Viene descritta come una specie di topo occhialuto, scialbo e pedante quindi ci immaginiamo che NESSUNO se la voglia scopare, come capita nella vita reale nella quale sguazziamo tutte noi donne normali.
Ma.
Ma qui siamo nel Deep Throat Romance (a seguire DTR) e quindi il cesso di turno è in realtà una gran figa sotto mentite spoglie.
Come scoprire che è una gran figa?
Mettendole 6 metri di lingua in bocca e scoprendo che questo contatto intimo genera un’erezione imponente. La locuzione più usata è “Appena le sue labbra incontrarono quelle dischiuse di lei, intuì che c’era qualcosa di diverso da tutti gli altri baci” o roba moooooooooooolto simile.

Ma quando cazzo mai?
Quando slinguazzai per la prima volta con l’attuale occupante di casa mia, non ho sentito nessun “brivido diverso” ma semplicemente il classico picco di eccitazione, ovvio che se mi avesse fatto schifo non avrei prolungato la cosa. Ma questo “Bacio diverso da tutti gli altri”….cos’è? dov’è? com’è? Ma soprattutto…. Perchè?!?!

In questo specifico caso ovviamente era diverso da quello che il nostro meraviglioso Alec si aspettava, lui credeva di baciare Therese e invece era il MOSTRO. Solo che il suddetto mostro, invece di essere tutta moine e controllo è uno zoccolone che aspetta solo di essere posseduto. E pare, dico pare perchè sono voci di corridoio Romance, che questo faccia sbroccare gli uomini. Quelli belli, titolati e superdotati. Quindi ricordatevi che dovete sembrare un cesso e poi, quando lui vi bacerà (sul come farsi baciare sembrando un cesso lavoreremo un’altra volta) dovete “aprirvi a lui come un ranuncolo ad aprile”, si insomma spiattellatevi addosso al suo statuario corpo, strusciatevi, sospirate, ciucciategli la lingua manco fosse un lecca lecca alla coca-cola e fate scintillare gli occhi.

Questo è sufficiente ad attirare la sua attenzione e contemporaneamente, ostentando sempre un’aria da innocentina (se lo siete davvero avete fatto il botto, cominciate a preparare le partecipazioni), guardatelo con un misto di eccitazione e fastidio. In questo modo lui vorrà possedervi seduta stante, ma si tratterrà per rispettare la vostra verginità.

E qui siamo al 4% del libro.

Il resto procede con un matrimonio non consumato e lo scoprire di Alec che il CESSO è intelligente, caparbia, sexyssima e anche una fanatica dell’impegno sociale e lei i soldi non li vuole per comprarsi il Clarisonic completo di tutte le spazzoline, ma per fare del bene. Per operare a favore dei diritti delle donne disadattate, dei bambini poveri, dei cani abbandonati e via dicendo. Non come me, che per prima cosa comprerei l’intera fornitura dei prodotti “La Prairie” dimostrandomi interessata solo a me medesima. No, lei aspira alla santità e lui è perso. La ama ma ancora non se ne rende conto e lo dimostra evitando di portarsela a letto perchè il loro è un matrimonio di facciata. Sì, avete capito bene, pochissime scene di sesso. Ripeto: pochissime scene di sesso.

Però si indugia sui baci e tutto quello che riguarda la seduzione e la crescente attrazione tra i due funziona a meraviglia. Anzi, alcune situazioni sono davvero intriganti… strusciamenti, sguardi, slinguazzatone……Tutto quello che ci si aspetta da un DTR.

Ma allora, cosa rende questo libro un “coito interrotto”?

Semplice.
Il fatto che lentamente, dalla seduzione e dalla pruriginosità, si passi ad una profusione di zucchero e miele. Di buoni sentimenti (più buoni della bontà di lei ed è tutto dire) e ci si riduca al classico Sole _ Cuore _ Ammmmmore che io, onestamente, un po’ detesto. O meglio, lo detesto quando è troppo marcato, o manca l’ironia, oppure semplicemente quando mi aspettavo la passione e mi ritrovo “quel che resta di un libertino” assoggettato ai più nobili sentimenti.

Per capirci meglio è l’equivalente di essere sull’orlo dell’orgasmo e non raggiungerlo mai, oppure, se preferite metafore meno spinte, essere ad un passo dallo starnuto ed essere impossibilitati a farlo. Due cose che fanno incazzare in egual misura.

E poi c’è un orripilante epilogo ed io l’epilogo di merda non riesco a perdonarlo.

In poche parole

Oh sì !!! Sì…. ancora, ti prego…. così…. ancora….sto venen……. Hei  !!! Ma dove cazzo stai andando? Mi lasci così? Con l’orgasmo interrotto?

Poschina

Postilla

Mi sono appena riletta due libri (a cui avevo affibbiato un 5) della stessa autrice per scoprire che il Coito Interrotto Style è il suo marchio di fabbrica. Facciamocene una ragione….

Lo Scandalo dell’Anno – Laura Lee Guhrke

Dovete sapere che sono cresciuta guardando Perry Mason e La Signora in Giallo. Questo per dire che non è colpa mia se sono un’inguaribile pettegola perennemente impegnata a polemizzare.
Nell’ultimo post ero tutta eccitata per questo libro e mi auguravo che non svaccasse.
Ecco; appunto.

ROMANZI_1093La Trama: Aidan Carr, duca di Trathen, è stato abbandonato per ben due volte sul punto di sposarsi. La prima quando la sua fidanzata è fuggita in Egitto con un altro, la seconda quando è stato coinvolto in uno scandaloso divorzio. Ora che deve definitivamente trovare moglie, nella sua vita entra di nuovo lady Julia Yardley, la donna che lo ha usato per liberarsi di un matrimonio infelice. Rimasta senza un soldo, Julia ha bisogno di un impiego e si propone addirittura come sua segretaria per aiutarlo a scegliere la candidata ideale. Ben presto la vicinanza risveglia una passione mai sopita e Aidan si rende conto che, nonostante tutto, è proprio Julia la donna che lui vuole. Ma prima dovrà convincerla a credere ancora nell’amore…

Ed ora la parola alla giurata

SPOILER

Questo è il classico libro che parte bene.

Aidan e Julia si incontrano per caso un pomeriggio. Lei ha diciassette anni, è disinvolta, civettuola, diretta, affascinante, provocatrice e lui non può fare altro che farsi venire il durello e osservarla da lontano perchè la zoccolaccia in questione è promessa sposa a tale Yardley e quindi non c’è trippa per gatti.

La loro “relazione” fatta di sguardi, pruriginose allusioni, durelli come se piovesse, promesse di erotiche tentazioni, repressione dell’istinto sessuale e via dicendo, funziona alla grande. Anzi. Alla grandissima. Tanto che io ho voracemente letto pagina dopo pagina, affascinata dalla conturbante Julia e dal suo spregio nei confronti delle regole sociali.

Aidan, dal canto suo, ha il fascino del classico irreprensibile gentiluomo fittizio inglese, che è tutto onore  e rispetto, salvo poi avere una perenne erezione per la donnaccia dissoluta che ha conosciuto anni prima in campagna. Ebbene sì. Lui resiste a questa tentazione da dodici fottuttissimi anni.

Ricapitolando abbiamo una donna considerata mezza zoccola dalla buona società e un duca irreprensibile che cerca di resistere al potere erotico sprigionato dalla giovin signora.

Fatto sta che la zoccolaccia in questione decide che sarebbe anche ora di porre fine al suo infelicissimo matrimonio con Mr. Yardley e pensa bene di sedurre Aidan per farsi beccare con le mutande calate dal marito ed essere finalmente libera di divorziare. Tutto fila liscio, Aidan viene sputtanato, la fidanzata lo molla, la buona società lo guarda male e Julia si da alla pazza gioia in giro per l’Inghilterra, fino a che…..

Fino a che, spinta dai debiti, decide di chiedere aiuto al vecchio amico Aidan e ne diviene la segretaria.

E fin qui tutto bene. Poi però, allusione dopo allusione, pagina dopo pagina, comincio a sentire odore di bruciato.

Avendo letto abbastanza romance da essere un po’ scafata, mi accorgo che qualcosa nel racconto della giornata di passione in Cornovaglia non quaglia. Infatti lui era ubriacherrimo e lei non fa altro che ripetere di essersi comportata in modo infame. Comincio quindi a temere che il Sex-day in Cornovaglia non sia altro che il grande, grandissimo BM di questa storia e comincio a tremare, piangere dalla rabbia, inalberarmi, riflettere….perchè una volta realizzato che tra i due cazzoni non è successo nulla, il mio cervello ha ormai chiaro che siamo di fronte all’ennesima pulzella bisognosa di aiuto. Ed io questo non lo accetto.

Vostro Onore, chiamo al banco dei testimoni la Signora Laura Lee Guhrke.

“Signora Guhrke, non è forse vero che lei ha strutturato il personaggio di Julia in modo che risultasse agli occhi del lettore una donna particolarmente sensuale, amante dei piaceri della carne e priva di qualsiasi scrupolo?
Non è forse vero che per il 70% del libro il lettore crede di trovarsi di fronte ad una donna indipendente, ribelle, consapevole e manipolatrice?
Non è forse vero che questo espediente narrativo le è servito solo per illudere le povere donne moderne di trovarsi di fronte ad un personaggio femminile che si discostasse dal solito, noioso, stereotipo della donna bisognosa dell’uomo per trovare se stessa?
Non è forse vero che circa al 75% del suo libro si scopre che Julia è in realtà una donna traumatizzata, sola, debole, mezza vergine che è terrorizzata dall’idea di essere coinvolta sentimentalmente in una relazione, ossia la classica, noiosissima donna vittima del bruto di turno che si nasconde dietro ad un alone di sfacciataggine per nascondere la sua natura di sfigata sessualmente repressa?
E non è forse vero che il lettore si deve sorbire tutto il pallosissimo racconto del marito brutale che le lega le mani con una cravatta e la frusta?
Non è forse vero che la sensuale, erotica, libertina Julia è in realtà una suorina insopportabilmente lagnosa?
E, per concludere, non è forse vero che il lettore deve sorbirsi pagine e pagine di seghe mentali sul fatto che la protagonista non ha nessuna intenzione di risposarsi salvo poi ritrattare nel giro di 5 fottuti minuti senza apparente logica?
Vostro Onore, chiedo la condanna della qui presente Laura Lee Guhrke, per aver illuso, perculato, ingannato, beffato e gabbato le povere donne dell’era moderna che credevano di trovarsi di fronte ad una donna da ammirare ed invece si sono ritrovate con la sorella gemella di Santa Maria Goretti che si lagnava sulle loro spalle.”

Giudicare questo libro non è affatto facile.
Il 70% meriterebbe senza nessuna remora un bel 7,5 ma tutta la parte dedicata alla “Storia Triste” di Miss. Julia mi ha irritata parecchio e la tentazione di lanciare il libro dal finestrino del treno era davvero fortissima.
Tuttavia non posso dire che sia scritto male, o che sia oggettivamente brutto. Tutt’altro.
E non dimentichiamoci che si è riscattato alla fine evitandoci l’odiatissimo epilogo.

A conti fatti è un libro che potrei anche consigliare, magari molte di voi proveranno per Julia e per la sua storia triste un moto di affetto e comprensione. Io le avrei tagliato la testa con la Katana di Michonne….però è anche vero che io tendo ad essere poco empatica e piuttosto stronza, quindi non faccio molto testo.

Poi Lord Trathen è un gran leccatore di patate ed anche un grandissimo scapezzolatore, quindi tutto sommato poteva andarmi molto peggio….

In poche parole

Perla del giorno: I grandi scapezzolatori e magistrali leccatori di patate finiscono sempre con donne degne dell’appellativo “palla al cazzo”. Deal with it.

Poschina

Una Lunga Estate Crudele – Alessia Gazzola

Attendo i libri di Alessia Gazzola sempre con una certa aspettativa. L’ultimo poi mi era piaciuto assai quindi ero piuttosto eccitata per l’avvento delle nuove pagine scritte. Poi c’è Claudio Conforti per il quale ho immediatamente provato quell’attrazione che solo i bastardi con grossi problemi nella gestione delle relazioni interpersonali sanno darmi e che mi spinge a leggere voracemente pagina dopo pagina in attesa di un suo gesto o di una sua frase atta a sminuire la povera Alice.
Perchè parliamoci chiaro. Questi libri non sono giallo/rosa. Sono rosa. Si leggono per vedere alla fine della fiera chi scoperà con chi, quando, quanto e perchè.
Il giallo è un mero pretesto.

estate

 

La Trama: Nell’estate più rovente da quando vive a Roma, Alice incappa in un caso che minaccia di coinvolgerla fin troppo.
Il ritrovamento dello scheletro di un giovane attore teatrale, che si credeva fosse scomparso anni prima e che invece è stato ucciso, è solo il primo atto di un’indagine intricata e complessa. Alice dovrà fare così i conti con una galleria di personaggi che, all’apparenza limpidi e sinceri, dietro le quinte nascondono segreti inconfessabili.
Alice lo sa: nessun segreto è per sempre. E chi non impara a tenere a bada i propri segreti finisce col lasciarsene dominare… fino al più tragico e crudele dei finali.

Ed ora la parola alla giurata. Anche qui spoiler a manetta, non potrei fare altrimenti in quanto sento l’irresistibile esigenza di polemizzare un po’.

Nelle recensioni dei primi libri mi lamentavo di un’Alice troppo goffa, dipendente dal giudizio degli uomini, perennemente e fottutamente indecisa. Poi nell’ultimo libro le cose erano un po’ cambiate ed io pensavo che questo trend sarebbe continuato anche in questa fatica della Gazzola.
Peccato.

Il libro si apre con il ritrovamento di un cadavere in una cripta di un teatro romano. Assassinio.
Cianuro.
Da questo pretesto partono le indagini di Alice che ci portano a conoscere una serie di attori di teatro che rappresentano appieno il clichè del teatrante medio, ma sorvolando su questa piccola pecca che tutto sommato non mi ha infastidita, il problema è sorto quando più o meno al 16/17% del libro ho capito chi e perchè aveva assassinato il povero Flavio. E questo invece è un male, anzi… Il Male. Come poche pagine più tardi intuisco che, al solito, il libro si concluderà con un’Alice indecisa tra i bellissimi Conforti e Malcomess Jr. lasciandomi con l’amaro in bocca perchè va bene tirare la corda ma solo fino ad un certo punto; ormai Alice ha 27 anni e l’atteggiamento da ragazzina indecisa comincia a rasentare la patologia.

Visto che la storia gialla l’ho risolta in fretta, mi concentro sullo smadonnamento violento legato ad Alice personaggio ed al suo atteggiamento inconsistente quando si tratta di affari di cuore.

Partiamo con il mio preferito: CC aka il bastardo Conforti.

Cristo Alice !!! Cristo !!!!
Siamo nel 2015, hai Conforti a casa tua per cena, e non te lo scopi perchè non è lui a fare la prima mossa? In che epoca siamo? Medioevo? Pieno Ottocento? Ecco, sono queste le cose che mi fanno imbestialire.
Primo: che sei ancora lì a sbavare per Malcomess Jr. e poi che non cogli le occasioni.
Sei sempre a sbrodolare dietro a CC e poi quando potresti approfittarne non lo fai. Non ha senso. Non puoi aspettarti che ti dichiari eterno amore perchè CC è fatto di tutt’altra pasta.
Ecco, mi incazzo quando leggo certe cose, non posso farne a meno.

Per non parlare di quando, dopo che ti ha selvaggiamente scopata in ufficio (avrei gradito che la scena venisse descritta quantomeno sommariamente perchè la mia parte porca necessita di certe cose) lui se ne deve andare e tu aspetti come una vergine dodicenne che si degni di darti delle spiegazioni senza MAI prendere l’iniziativa.

E concludiamo con due perle:

1 – Conforti ti dice chiaramente che praticamente ti sbava dietro ma che non è nelle sue corde mettersi a parlare d’amore, bambini e matrimonio e tu gli rispondi parlando d’amore. Allora: o lo accetti per quello che è, oppure ti levi dalle palle e lo lasci nelle MIE sapientissime mani.

2 – Conforti ti propone pomeriggio e nottata di relax, coccole e tanto….tanto…tanto sesso e tu lo rimbalzi. Per dio NO!!!! E’ inaccettabile. E’ inaccettabile perchè poi continui a sbavargli dietro. Ma non lo sai che milioni di donne hanno cominciato le loro più belle relazioni in questo modo? Senza mettere paletti, senza dare definizioni, senza assillare gli uomini con matrimonio e figli? E poi cristo, fatti una sana scopata decente in un bel letto con uno che ci sa fare, perchè secondo me CC scopa da Dio; goditi il momento e poi vedi come va. Carpe Diem, sciocca Alice.

Ed ora passiamo a quello che mi piace un filo meno…..

Non è che io odi per principio Arthur ma non capisco più il senso di tenerlo in sospeso. Arriva, confonde Alice (non che ci voglia molto perchè si confonde emotivamente per qualsiasi cosa) e poi sparisce di nuovo non avendo lasciato nulla nè al racconto giallo tantomeno a quello romance. Poi torna, butta lì che tutto sommato è tornato per lei e poi non fa un beneamato cazzo. Perchè allora me lo devo sussare ancora? Lui e la sua splendida visione del mondo che però fa a botte con quella di Alice?
E poi dico….. sei tornato per restare a Roma ma in realtà viaggerai continuamente ed io già mi immagino un futuro nel quale Alice ritorna con il biondazzo per poi menarla continuamente che non c’è mai, che non la ama abbastanza, che ha bisogno di stabilità…. il tutto piagnucolando sulla spalla di un Claudio che non aspetta altro per infilarsi nelle sue mutande. Non sarebbe meglio mollarlo definitivamente? Concentrarsi sullo sviluppo del binomio CC/Alice? Secondo me lo spessore dei personaggi ne guadagnerebbe.

E poi, nessuno sano di mente andrebbe a convivere con la sorella del proprio ex che non si è ancora dimenticato, salvo forse se fosse un’amica d’infanzia che è venuta molto prima della relazione.

Ora passiamo alla New Entry….

Sergio, antropologo forense, conosciuto nello scorso libro.
Lui, a differenza dei due esponenti del sesso maschile sopra citati, vorrebbe davvero una relazione con la nostra Alice. Sappiamo che è maturo, ha una figlia, ma… cosa più importante….. sa baciare bene. Però ovviamente lei non sa bene cosa fare perchè le piacciono tutti e lui, che grazie a dio sembra avere un minimo di cervello, le dice che sarebbe il caso di chiarirsi le idee prima di buttarsi a pesce su chiunque. Ah… la saggezza dell’età…..

Se tutto andrà avanti in questo modo, saremo costretti a rapportarci sempre con un’Alice che non matura mai, nè nel rapporto con CC nè sul lavoro e tanto meno con Malcomess Jr.
Siamo più o meno al punto in cui eravamo al primo libro. Mi correggo. Siamo retrocessi al punto in cui eravamo nel primo libro, perchè nell’ultimo le palle la piccola Alice le aveva tirate fuori, basti vedere come ha mollato il saccente Malcomess Jr. in una camera d’albergo.
Purtroppo Alice è tornata ad essere quel tipo di donna che dipende dall’approvazione altrui e che è la “vittima” perfetta per personalità maschili borderline. E’ evidente che se con Claudio smettesse di fare la quindicenne invaghita e si comportasse da donna, le cose andrebbero in modo diverso.
Idem con il biondazzo (io parteggio per Claudio, ho anche un tattoo sulla tetta sinistra che inneggia al medico legale), un po’ più di palle e tutto sarebbe diverso.

Trattandosi di una serie, mi piacerebbe vedere una maturazione psicologica ed emotiva dei protagonisti. Una Cordelia meno debole e infantile, un’Alice più donna, un Malcomess meno “poeta maledetto” ed un Claudio più combattivo per quello che davvero gli interessa. Anche se onestamente CC è il personaggio che si è evoluto maggiormente con l’andare del tempo ed è anche quello che si è esposto di più. Alice invece smania ma non parla, trema ma non chiarisce, ama ma non capisce nemmeno lei chi, e poi figa, basta con la goffaggine. E’ atroce.

Temo, visto come si è concluso questo libro, che nel prossimo ci troveremo di fronte all’ennesimo triangolo non richiesto. L’impressione generale è quella che si stiano tirando le fila del discorso, tutto questo esporsi da parte di Claudio è quantomeno sospetto….mi auguro solo che non si ricominci con la manfrina di “chi amo? quanto? quando?” perchè davvero un po’ mi sentirei infastidita. Io a 23 anni sapevo quello che volevo e mi sono impegnata per accaparrarmelo e non è che fossi un mostro di sicurezza ed autoconvinzione, semplicemente avevo superato abbondantemente l’adolescenza.

Ora, onestamente, il libro mi è piaciuto perchè la Gazzola sa scrivere con estrema fluidità e non ci si annoia. La storia scorre senza intoppo, è chiaramente strutturata per rilassare ed intrattenere senza pretese assurde e in questo fa sicuramente centro….. però…..

Però purtroppo alla fine è risultato essere uno straziantissimo coito interrotto.

In poche parole

Praticamente un orgasmo negato.

Poschina

Le Sorprese di una Lady – Mary Jo Putney

Sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo ma soprattutto di qualcosa degno in qualche modo di essere letto, mi lancio nell’interraziale.
Ebbene sì, scopro questa perla di ideologia moderna per puro caso ossia dopo mezz’ora di ricerca ossessiva su Amazon di un libro che non mi annoiasse già dalla esile trama.
Ora non so come andrà a finire perchè sono ancora più o meno all’inizio, ma il fatto che non abbia scaraventato il libro giù dalla finestra con un accompagnamento di bestemmie mi sembra un buon risultato.
Ma andiamo con ordine.

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La Trama: Damian Mackenzie non solo è illegittimo, ma è anche un dissoluto e possiede una casa da gioco. Tuttavia per Kiri Lawford, giovane lady anglo-indiana da lui salvata dai rapitori, è un eroe che possiede più onore dei lord da lei incontrati, ed è molto più affascinante di qualsiasi altro uomo. Nonostante in Kiri nulla sia ordinario, e tanto meno sia facile resistere alle sue arti di seduzione, Damian la considera proibita per sé, trattandosi della sorella di un amico. Ma cambierà idea quando si ritroverà insieme a lei ad affrontare un complotto ai danni della Corona, allorché la loro complicità rivelerà una lady ben diversa dall’idea che lui si era fatto…

Ed ora la parola alla giurata

Kiri è una bellerrima mezzosangue angloindiana. Due meravigliosi occhi, immagino un bel corpicino e un carattere combattivo ed orgoglioso. Fino a qui nulla di nuovo sotto il sole. Scappa dalla magione multisterlinaria di un tizio che se la voleva sposare solo per il patrimonio e finisce tra le grinfie di alcuni contrabbandieri che, inspiegabilmente, non la stuprano, rapinano, ammazzano, sfruttano…. no. Si limitano a tenerla prigioniera e a non riempirla di botte quando lei li prende letteralmente a calci nei coglioni.

Questo ci chiarisce in una manciata di pagine che ci troviamo nell’ambito della fantasia più sfrenata. Nulla potrà essere riconducibile ad una realtà storica e nemmeno al buon senso. Tuttavia, se si sta al gioco, questo funziona senza grandi intoppi e ci ritroviamo al momento in cui entra in scena il novello David Bowie Damian (ha un occhio castano e l’altro chiaro) che ovviamente è un figodiddio e nonostante contunui a proclamarsi un “non gentiluomo” è più gentiluomo del “perfetto gentiluomo” che potreste immaginare.

Il bellissimo Damian (che non viene praticamente descritto e che quindi io mi sono immaginata come meglio credevo) riscatta con una partita a poker la bellissima sconosciuta e si rifugia con lei in una specie di fienile perchè, strano ma vero, infuria la tempesta.
Tempo dieci minuti se la sta praticamente sbattendo sulla paglia.
Lei ha quel misto di innocenza/puttanaggine che pare faccia sbrodolare gli uomini ottocenteschi e lui ha migliaia di anni di esperienza e il cazzo in tiro.

Stanno finalmente per consumare quando lei decide senza alcuna ragione plausibile, di rivelare il suo vero nome, provocando un arresto cardiaco al povero Damien e soprattutto una retrocessione immediata dell’erezione in quanto la bella, affascinante, esotica mezza zoccola, viene riconosciuta come sorella di un compagno di scuola di Damien, ergo: intoccabile.

Cosa farà allora il nostro non gentiluomo?
Ovviamente cerca di salvarle a tutti i costi la reputazione portandola in un posto sicuro…..

Da qui in poi il libro non dico che svacca ma ci va troppo vicino per i miei gusti. Lasciando perdere l’orripilantissima Spy Story, preferisco concentrarmi, essendo notoriamente una porca, sul rapporto malato, disfunzionale, banale, noioso e per niente pruriginoso, che lega il mezzuomo e la mezzazoccola.

Allora. Lei ci prova sempre e costantemente e lui la respinge ogni sacrosanta volta provocandomi dei picchi di rabbia simili a quelli provati quando sono costretta a subirmi le telecronache di Piccinini tempestate di “sciabolate morbide” e “pericolo!!!”. Il picco di delusione però arriva quando chiusi insieme in una carrozza, cominciano a sbaciucchiarsi, toccarsi e lei dopo un secondo netto che gli è sopra a cavalcioni si accorge che lui è già venuto.

Ok.
Io un romance con uno che soffre di eiaculazione precoce non lo voglio. Cosa me ne faccio? A cosa mi serve fantasticare su un uomo che mi vede una tetta e viene? A niente. Tanto vale non leggere e usare il cervello per crearsi il personaggio perfetto.
Fosse solo questo.
Lui rimedia facendola gioiosamente orgasmare con un ditalino della durata di 3 secondi netti. Non fa in tempo ad arrivare al sacro scrigno che lei viene. E qui mi incazzo per invidia. Cioè; lei sì e io no?
Cmq.
Segue l’ennesimo tentativo fallito di Kiri di farsi scopare che è a sua volta seguito a brevissimo dalla scopata vera e propria con tanto di “spugnetta all’aceto in vagina” per prevenire gravidanze indesiderate.
Primo: non lo sapevo.
Secondo: secondo me alla fine lei rimane incinta lo stesso perchè gli spermatozoi dell’eroe romance medio li conosciamo tutti e sappiamo che hanno i superpoteri.

Che poi questa scena di sesso non è nemmeno riuscita a farmi venir voglia di strapparmi le mutande e questo non va affatto bene.

Il resto del libro… mi mancano una decina di pagine, prosegue noiosamente tra i tentativi di Kiri di ripetere l’esperienza sesso e i tentativi di Damien di impedirle di ottenere il suo uccello perchè lui vuole dimostrare a tutti di essere un gentiluomo. Ma cos’è? Un libro delle sentinelle in piedi? Ma stiamo scherzando?

Io voglio il maschio Alpha. Voglio l’uomo con il cazzo di marmo che mi sbatacchia a destra/sinistra/sopra/sotto finchè non svengo per i troppi orgasmi e che alla fine si concede il privilegio di venire perchè lui sì che è un gentiluomo e mi ha trattata da vera Lady.
Io voglio l’uomo che per avermi smuoverebbe i monti, che ci prova e riprova e ririprova (no, non sono certo così virtuosa io gliela avrei già data) finchè non cedo.

Chi vuole un eroe romance con problemi di eiaculazione precoce e che oltretutto ti rimbalza costantemente? Io no.
Ed usare la carta del “ho un passato difficile….” e bla…bla..bla… mi fa solo imcazzare di più perchè il torbido, difficile, passato è utile soltanto a completare l’immagine perfetta di uomo che ha sofferto tantissimo ma nonostante ciò è diventato un cazzoduro temuto e ammirato da tutti. Il passato sfigato te lo tieni insieme all’uccello più veloce d’Inghilterra.

Non siamo mica qui a pettinare le bambole !!!!!

Ebbene sì, finalmente ho finito questo mappazzone che sembrava carino ed invece si è rivelato piuttosto noioso e persino smielato, che è peggio della noia. Tutto si conclude con dichiarazioni banali e patetiche di eterno amore ma grazie a dio ci siamo risparmiati l’epilogo e possimo annoverare le spugnette imbvute di aceto inserite in vagina come anticoncezionale.
Almeno abbiamo imparato qualcosa di nuovo.

No, amiche care, non ve lo consiglio.
Piuttosto leggetevi il volantino della pizzeria egiziana all’angolo, sono sicura che la descrizione del panino Kebab raggiungerà picchi di erotismo che questo libro può solo sognarsi.

In poche parole

Un eroe romance che soffre di eiaculazione precoce? No, grazie.

Poschina

 

Risveglio di Passioni – Mary Balogh

Giovani uomini e Giovani donne, qui si entra in quello che è il Mio Territorio. Quando scrivo, scrivo SEMPRE e costantemente la stessa storia: uomo – donna si incontrano, si amano, si separano, si rincontrano – crisi – finale aperto/triste. Ora che lo sapete non chiedetemi più come mai non pubblico quello che scrivo. Oltre a non essere capace di scrivere decentemente, sono mortalmente monotematica. Quindi capirete che tutte quelle storie che parlano di amore/separazione/reunion sono quelle nelle quali sguazzo come un girino nello stagno. E pensate quindi alla gioia che mi ha dato scoprire che era appena stato kindelizzato questo libro della Balogh che comincia con un incontro fortuito a base di locande vuote e nevicate violente.

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La Trama: Si incontrano durante una bufera di neve: lei una giovane insegnante con un passato segreto, lui l’attraente straniero che inaspettatamente giunge a soccorrerla. E per quanto siano due estranei, il desiderio che li travolge è istantaneo e impossibile da reprimere. Costretti a rifugiarsi in una locanda, Lucius Marshall, visconte Sinclair, e Frances Allard vivono una notte di ardente passione, ma non c’è futuro per loro, troppo diversi sono i mondi a cui appartengono. Così al mattino le loro strade si dividono fino a quando il destino non li fa incontrare di nuovo, e questa volta Lucius, che non l’ha mai dimenticata, non si fermerà di fronte a niente pur di farla sua per sempre.

Ed ora la parola alla giurata – qualche spoilerino non troppo innocuo…

Tutte noi sappiamo che più è brutta la copertina di un libro, più ne trarremo porchissime soddisfazioni. Non fa eccezione questo romanzo con copertina seppiata che ha come protagonisti un uomo di una bruttezza quasi insostenibile e una donna che se non fosse atteggiata stile Santa Maria Goretti dei Poveri, sarebbe anche bellerrima ma che con quell’atteggiamento da vergine impalata risulta inguardabile.

Ma passiamo a noi.

Frances Allard è una ventitreenne che di lavoro insegna in una scuola femminile a Bath, ha passato il Natale con le noiosissime prozie bestemmiando silenziosamente perchè non ha nemmeno nevicato. Lucius Marshall [visconte Sinclair] è un ventottenne con un simpatico nonno sul punto di schiattare, oppresso dalla famiglia che lo vuole sposato in fretta e padre ancora più in fretta.
Li incontriamo su una strada di campagna mentre, sulle rispettive carrozze, affrontano una bufera di neve.

Saranno costretti a rifugiarsi in una locanda abbandonata dove potranno passare il tempo punzecchiandosi, insultandosi, osservandosi, desiderandosi, cucinando  e giocando a palle di neve. Fino a che entrambi non faranno un paio di conti e decideranno che scopazzare per tutta la notte potrebbe essere più interessante e più proficuo di giocare a whist davanti al camino e si dedicheranno anima e soprattutto corpo alla ricerca ossessiva del piacere.

Poi però la neve si scioglie, i padroni della locanda devono riappropriarsi della magione e le vite nobiliari e non, devono essere riprese.

E qui nasce il BM.
Lui, infoiato come una faina, le chiede di andare a Londra per diventare la sua non si sa bene cosa; lei gli dice che non ci pensa nemmeno e qui parte il fraintendimento.
“Pensa davvero che sia una troia?” si domanda lei.
“Mi trova così scadente a letto da non voler ripetere l’esperienza?” si domanda lui.
E tra una domanda e l’altra giungono a Bath e si separano ingrugnitissimi l’uno con l’altra.

Passano i mesi e per puro caso.. Ah, il Caso !!!!, si incontrano durante una festa a Bath e per un’insieme di altri fortuiti Casi, Ah….i Casi !!!!, sono costretti a vedersi e frequentarsi in continuazione.

E qui parte quello che secondo me è il punto debole di tutta la faccenda.
Lucius è ormai prossimo al ricovero per ossessione. Ok, lei è bellerrima, braverrima, appassionaterrima, intelligenterrima e chi più ne ha più ne metta, ma fa troppo la figa di legno per rendere credibile che un cazzo di conte passi il suo tempo a sbavarle dietro.
Non esagero; lui le chiederà qualcosa come un triliardo di volte di mettersi con lui, persino di sposarlo pur di poter stare insieme e lei, la quale ha…Udite – Udite…. un vergognoso segreto da occultare, continua a rimbalzarlo guardandolo come io guardo una fetta di pane ricoperto da un copioso strato di Nutella.

Che poi il vergognoso passato da occultare si riveli in effetti il Bluff dell’intera faccenda e che dimostri che lei NON è così intelligenterrima come ci viene descritta, poco importa perchè alla fine [potrei anche evitare di dirvelo tanto è scontato], convoleranno a giuste nozze, copuleranno come due ossessi, orgasmeranno rigorosamente insieme e vivranno, ahimè, felici e contenti.

Potreste pensare che questo libro alla fine non mi sia piaciuto… ed è qui che sbagliate.
Non raggiunge i fasti dei Bedwyn ma la scrittura è briosa, l’ho letto con crescente gusto e mi sono sollazzata a sufficienza…. ma soprattutto, questo libro mi ha aperto la mente ed ho capito di aver sbagliato TUTTO nella vita. Sì, ho realizzato che io mi sono sempre comportata al contrario di Frances precludendomi l’opportunità di impalmare un riccone bello e col cazzo grosso.

Esempio 1: a quattordici anni mi piaceva proprio da morire un mio compagno di scuola che era sì completamente e irrimediabilmente idiota, ma anche decisamente carino. Quando ha mostrato un certo interesse nei miei confronti e mi ha proposto di uscire io mi ci sono buttata a pesce. Morale? Dopo un paio di settimane lui è passato ad altro ed io, dopo la cocente delusione, mi sono fiondata sui vecchiardi nella vana speranza che con l’età un po’ di coglionaggine andasse a babbo morto. [Spoiler: non succede]

Esempio 2: qualche annetto dopo mi piaceva assai un tizio che era pure già fidanzato ma cosa credete che abbia fatto quando ha dimostrato un certo interesse nei confronti della sottoscritta? Esatto… mi ci sono buttata a pesce urlando a squarciagola “Ogni lasciata è persa”.

La mia vita prosegue così, di lancio in lancio tra le braccia di quelli che erano pronti ad accogliermi fino all’arrivo del Busnaghi; fino a quando alla sua domanda “Usciamo insieme qualche volta?” ho risposto “NO!” e la mia vita ha svoltato.

Ma non è nulla in confronto alla classe con cui questa sciacquettina Italo-francese tiene in scacco un bel pezzo di manzo da accoppiamento.
Giovani donne ascoltate attentamente…. ecco a voi il segreto per accaparrarsi un visconte.

Primo: trattatelo malissimo e poi nel giro di due giorni aprite le gambe per lui, godetevela e approfittate della sua multiorgasmica esperienza per trastullarvi un po’.
Secondo: Rifiutate la sua proposta di rivedervi. Ditegli che l’interludio è stato piacevole ma che non avete intenzione di ripeterlo in futuro.
Terzo: Quando lo incontrate fortuitamente tempo dopo, baciatelo appassionatamente, fateglielo diventare di granito ma NON dategliela. Poi correte a casa a masturbarvi, l’essenziale è che riusciate a resistere alla tentazione di aprire le gambe per lui.
Quarto: Fingetevi mortalmente infastidite dalla sua presenza. Ogni qualvolta ci provi con voi dovete andarvene con aria scazzata, salvo poi farvi scoprire mentre lo guardate da lontano con aria sognante.
Quinto: accaparratevi la fiducia e l’ammirazione della sua famiglia. Questo è fondamentale perchè nonostante lui ostenti una libertà d’azione illimitata, in realtà è Lo Schiavo delle Convenzioni per eccellenza, e senza la benedizione del nonno non andrà da nessuna parte, tanto meno tra le vostre gambe.
Sesto: Lui a questo punto sarà cotto a puntino e avrà anche il peso mortale dell’insistenza della Sacra Famiglia affinchè si accasi. Solo a questo punto potete lanciare l’assalto finale, ossia snervarlo con una notte di sesso in cui mostrare quanto sapete essere puttane, soggiogarlo con l’arte amatoria, succhiarlo fino al prosciugamento totale e poi cercare di lasciarlo di nuovo.
Settimo: A questo punto sarà così terrorizzato dall’idea di perdervi da chiedervi la vostra mano di fronte ad un centinaio di testimoni e voi potrete accettare con quell’alone di virginalità che vi ha rese agli occhi della Sacra Famiglia la fattrice perfetta per il Figliol Prodigo.

Requisito fondamentale perchè questa strategia funzioni: avere a che fare con un senza palle che invece di prendervi con la forza e a furia di vergate nella vagina costringervi a sposarlo, passi il suo tempo struggendosi per voi e cercando di conquistarvi.

Inutile dire che io preferisco il primo tipo stile “Ti prendo e ti sbatto finchè non ti rendi conto che siamo anime gemelle” al secondo tipo stile “Passo 10 ore al giorno a cercare di capire come conquistare il tuo cuore di donna ferita…… blah . . blah . . blah… [sbadigli e noia]”.

MA.

Questo libro ha tanti pregi.
Fa parte di una serie quindi a breve leggeremo le avventure delle altre maestrine della scuola, si concentra moltissimo su quello che pensa Lui e non solo sulle seghe mentali della pulzella, è scritto bene, si legge con gusto, la psicologia dei personaggi è sufficientemente approfondita ma soprattutto si svolge a Bath, che pur non capendone il perchè, esercita su di me un fascino particolare secondo soltanto a quello che provo per i giardini di  Vauxhall.

Momento autocelebrazione

Avrei scritto meglio il loro incontro fortuitamente dettato dal caso? Ah… il Caso!!!!
Ebbene sì.
Tre mesi sono troppo pochi per creare quell’effetto “Mio Dio No!!!!” che invece ci sta sempre bene, ci si ricordano ancora con sufficiente precisione la dimensione, la forma e il peso specifico del membro altrui togliendo quell’aspettativa del tipo “chissà com’è scopare ancora con lui?”, nessuno dei due ha fatto in tempo a rifarsi una vita perdendo in questo modo la possibilità di vedere la felicità di qualcuno sgretolarsi sotto i nostri avidi occhi e non c’è stata nemmeno l’occasione di lasciare al tempo lo spazio sufficiente per ricordare SOLO le cose meravigliose ed eliminare i difetti macroscopici che ci infastidivano a morte.

In poche parole

Amore = [disgusto (sesso + sesso) + rifiuto (baci appassionati + durello) – masturbazione (approvazione + fastidio) + sesso + sesso selvaggio + rifiuto]

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