La Leggenda di Lyon Redmond – Julie Anne Long

Ebbene sì. Finalmente ci siamo.
Dopo 10 libri, infiniti indizi e tanti dubbi, siamo alla resa dei conti e ci addentriamo nella torbida e inspiegabile relazione/non relazione tra Lyon Redmond, il Gran Visir di tutti i fighi che voltano le spalle alla ricca famiglia per emanciparsi e Olivia Eversea, una tizia che vive nel santamariagorettismo più sfrenato e che non si capisce bene se ci è o ci fa.

La Trama: Per Lyon Redmond è sempre esistita una sola “lei”: Olivia Eversea. Un amore nato in una sala da ballo, quando gli sguardi dei due discendenti delle famiglie più potenti d’Inghilterra si erano incrociati, prima che Lyon sparisse misteriosamente nel nulla. Ora, a distanza di anni, Olivia ha accettato la proposta di matrimonio di un visconte. Ma quando la notizia giunge alle orecchie di Lyon, tutt’altro che scomparso dal mondo dei vivi, lui capisce che è arrivato il momento di abbandonare la sua pericolosa esistenza per tornare a riprendersi quel cuore che da sempre gli appartiene…

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler su spoiler che si incastrano in altri spoiler

Negli anni abbiamo conosciuto la storia/non storia di Lyon e Olivia conto terzi, nei 10 libri precedenti ci sono stati dati degli indizi, sono state fatte rivelazioni più o meno importanti e ci siamo fatti un’idea di quanto è sucesso. Il tutto con ovvie perplessità perchè se all’inizio pareva che Lyon avesse piantato Olivia (La Santa) senza ragione alcuna e spezzandole il cuore, con le ultime news apprese direttamente dal fuggitivo scopriamo che la realtà è ben lontana…ed infatti la perfida Olivia avrebbe rimbalzato il bel Lyon gettandolo nello sconforto e inducendolo a partire per mare, pur di dimostrarle che lui “Vale qualcosa”.

Primo: Olivia, Sei Una Stronza

Secondo: Spiegatemi perchè dopo essere stato rifiutato malamente e umiliato e svergognato e irriso e potrei andare avanti ore, invece di pensare “ma va questa vacca che mi tratta come una merda mentre io sono disposto a sacrificare tutto per lei, potesse crepare tra atroci dolori”, decide di dimostrarle che lui è The Best Man Ever e diventa il più grande sgominatore del traffico degli schiavi solo per dimostrarle che è degno del suo Ammmoooooooreeeee. Perchè? Perchè? Avresti dovuto venire da me Lyon, io ti avrei accettato per quello che eri, povero ma infoiato e superdotato.

cmq.

Questo è quanto accade nei precedenti libri mentre “La Leggenda di Lyon Redmond” si apre con l’annuncio delle imminenti nozze de La Santa con lo sfigato di turno, il ripiego dei ripieghi: un visconte del quale non ricordo nemmeno il nome che però la ama di quell’amore puro e patetico che gli ha impedito di metterle anche solo un dito addosso, Lyon lo viene a sapere, si incazza come una biscia svizzera e decide che è arrivato il momento di agire perchè se è vero che lui ha dato la preziosa miniatura di Olivia a Violet perchè gliela restituisse, è anche vero che questo non significa che l’abbia dimenticata. E Olivia? Avrà dimenticato il tanto amato Lyon?

Ovviamente no, perchè non si può dimenticare l’amore della propria vita, l’uomo con il quale ti strusciavi nelle radure e con il quale avevi orgasmi incredibili grazie allo sfregamento del suo pene coperto dai pantaloni sulla tua vulva coperta da 18 strati di vestiti….e se riuscivi a raggiungere l’orgasmo così, figuriamoci quando sarete nudi.
Olivia lo sa e per sopravvivere alla consapevolezza di aver respinto questo ben di dio, si è trincerata dietro ad una maschera di compostezza e premorte.

Siccome Lyon è un uomo d’azione decide di rapirla, portarla sulla sua nave (la Olivia tanto per ribadire che lui non ha voltato pagina) e trascinarla a Cadice dove ha una delle sue 100milionidimila proprietà, una splendida casa bianca con tanti vetri, tanta luce, le bouganville e un albero di arance che è esattamente la copia della casa che lui ha sempre sognato e che le descriveva durante le loro fughe d’amore a Pennyroyal Green. E se non bastasse c’è anche una caletta con tanto di mare azzurro cielo, una insenatura con cascata e laghetto naturale. In pratica il paradiso terrestre.

Olivia dal canto suo è combattuta tra il sentirsi finalmente di nuovo viva e in grado di provare sentimenti e l’incazzatura per essere stata abbandonata e per aver perso un sacco di tempo avvizzendo in un angolo invece di scopare in ogni luogo e in ogni dove con il suo adoratissimo e sapientissimo Lyon.

Ne consegue un gioco delle parti del quale, modestamente, io sono La Regina, che ha le sue fondamenta nel cercare di ferire l’altro a suon di dichiarazioni crudeli riuscendo contemporaneamente a ferire se stessi molto più profondamente del proprio avversario. E guardate che non è facile, perchè non si tratta del litigio semplice, ma del rivangamento di sentimenti e avvenimenti occorsi talmente tanto tempo addietro da essersi riempiti di incarognimenti vari fino al punto di essere un concentrato di acredine e amarezza pronto ad esplodere ferendo chiunque si trovi sotto il chilometro di distanza. Un’arte che si impara con il tempo e che va coltivata quotidianamente per poter eccellere.

E fin qui, il libro funziona, non fa una piega, ci sviscera finalmente come sono davvero andate le cose e ci mostra un lato della situazione sul quale prima nessuno si era soffermato. All’epoca del famoso abbandono, Lyon aveva 20 anni e Olivia qualcuno di meno, quindi non c’è nulla di strano che lei fosse riluttante a mollare tutto e fuggire via senza che ci fossero i presupposti per mantenersi dignitosamente, ma resta l’amarezza per il fatto che Idda non abbia avuto fiducia nel suo Grande Ammmmooooooore Lyon, ferendo inesorabilmente il suo orgoglio.

Quindi tutto bene, tutto bello, hype a mille……

…. poi il baratro.

Dalla scena di sesso sotto le cascate, passando per quella nel laghetto, quella sul divano, quella a letto [e potrei andare avanti ore] il libro scivola inesorabilmente in una spirale di “sole-cuore-amore” al limite del sopportabile. Tantissimi orgasmi, membri turgidi e nuove consapevolezze che ci possono anche stare, ma senza quella spinta erotica che io pretendo da una coppia che mi ha fatto sciroppare 10 libri per arrivare alla tanto liberatoria scopata. E invece questi scopano come una coppia che scopa da sempre, che poi era esattamente l’intento della scrittrice perchè ci viene pure detto, ma per quanto mi riguarda funziona ben poco a livello letterario. Tutta questa aspettativa e poi?

Tanto sesso ma poco coinvolgente.

Se ci mettete anche che nel giro di cinque pagine siamo al punto in cui è il momento di Olivia di decidere se tornare a casa o restare in Spagna a scopare con l’uomo della sua vita, capirete perchè sostengo che così non può funzionare. Perchè non è così che vanno gestite le cose. Figa, ti ritrovi dopo 5 anni, litighi, ti ferisci, poi fai pace scopando come un riccio e poi basta? Tutto qui? Lettura 85%, 1 minuto alla fine del capitolo, 25 alla fine del libro? E tutto il resto? Tutto il non detto, il processo di accettazione dell’altro, la scoperta di “Oddio come siamo cambiati”?

Il tutto relegato a 10 righe in tutto.

Delusion.

Nelle ultime 20/30 pagine viene messa talmente tanta carne al fuoco che alla fine non c’è nulla che sia pronto davvero da mangiare.
Nell’ordine:
Olivia scappa dalla chiesa in una scena copiata da “Il Laureato”; Lyon si confronta finalmente con suo padre ed entrambi ne escono vincitori e sconfitti, la scena in cui il nostro eroe incontra i fratelli che ha abbandonato per 5 anni manca completamente di Pathos, l’unico momento un po’ toccante è quando ritrova sua madre, quella povera sfigatissima donna che vorrei tanto abbracciare e consolare perchè davvero una vita così misera non se la meritava proprio; seguono una serie di rivelazioni sulla threesome Jacob_Isolde_Isahia ossia i genitori di Olivia e il padre di Lyon i quali hanno un torbidissimo passato fatto di amori corrisposti, tradimenti e chissà cos’altro che temo possano essere in futuro il tema centrale di un romanzo della Long.

Alla fine della fiera non è un brutto libro, non è noioso, non fa imbestialire, non ci sono GI, e Olivia non è poi tanto santa come ha sempre dato l’impressione di essere ma semplicemente una che, provata dalla vita, ha sotterrato tutta la sua verve perchè che senso ha vivere, se il tuo cuore se n’è andato? (ogni tanto so essere romantica anch’io). Però manca di quella carica erotico-rivendicazionale che aspettavo con ansia….quella potenza narrativa che ti fa letteralmente grondare di gioia e gaudio o, come direbbe Miryam Margolyes “start to cream in my knickers”.

Ovviamente dovete leggerlo perchè io ho bisogno di sapere se sono tutte mie seghe mentali o concordate con me e soprattutto perchè non potete non sciropparvi l’ennesimo libro di questa serie, non avrebbe senso abbandonarla adesso.

In poche parole

Come diceva sempre mia nonna “Le figlie di Maria sono le prima a darla via”.

Poschina

Bonus Track – Elenco completo della serie “Pennyroyal Green”

  • Il Pericolo e il Piacere
  • Come Nessun Altro
  • Cedere alla Passione
  • Capitan Selvaggio
  • Mio Duca
  • Conquistare un Marchese
  • Le Confessioni di una Duchessa
  • Accadde a Mezzanotte
  • Resa d’Amore
  • In Principio fu lo Scandalo
  • La Leggenda di Lyon Redmond

 

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Perchè sei Mia – Lisa Kleypas

Ci sono diverse categorie di donne che detesto con anima e corpo. Di queste, le Gatte Morte sono le peggiori. Quelle che mi fanno rimescolare le interiora e bestemmiare in lingue che nemmeno sapevo di conoscere. E qui, in questo insulsissimo libro, c’è la Regina delle Gatte Morte.

Ma andiamo con ordine.

Ho scelto la vecchia cover perchè è triste e squallida e rappresenta appieno il contenuto del libro.

La Trama: Non può davvero sposarlo. Alla sola vista dell’anziano lord Clifton la giovane Madeline rabbrividisce di ribrezzo! E pur di non sottostare alla decisione dei suoi genitori, Madeline è disposta a tutto. Fugge così a Londra, con l’intento di diventare l’amante dell’attore e seduttore più famoso del momento: Logan Scott, il proprietario del Capital Theatre. Indurito dai tradimenti subiti, Logan non ha però alcuna intenzione di farsi coinvolgere in una relazione e la respinge. Ma Maddie è innocente, solare, bella, appassionata ed è impossibile resisterle…

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerissimi e buon 2018 a tutti

E pensare che all’inizio mi piaceva. Ok, eravamo in peno fantasy ma tutto sommato gradevole. Lei costretta dai genitori al fidanzamento con un vecchio, grasso, puzzolente e anche vagamente porco. Lui bellissimo, con una Sad Story da manuale, ombroso, indurito dalla vita (in tutti i sensi perchè è uno scopatore seriale di passerotte), cinico e scontroso, virtuosissimo attore di teatro che secondo il mio umilissimo e modesto parere ricorda molto il mai dimenticato Laurence Olivier.

In breve lei decide di rovinarsi per fare in modo che il promesso sposo la ripudi e, siccome non è certo scema, sceglie come sventrapassera Logan Scott, bellissimo e sexyssimo attore di teatro. Premetto che lei si crede scialba ed insignificante ma non lo è affatto perchè tutti le sbavano dietro. Inspiegabilmente finisce per essere assunta come aiuto segretaria in teatro ma in realtà, essendo un incrocio tra Leonardo da Vinci e Pico della Mirandola, fa un po’ di tutto, dalla sarta alla sguattera, alla contabile, alla suggeritrice. Non si sa bene quando abbia imparato a lavorare 152 ore al giorno considerato che nella vita non ha mai fatto un cazzo, ma lei riesce ad inserirsi senza difficoltà nel dissoluto ambiente teatrale, a farsi amare da tutti e a far venire il durello a Logan ogni cazzo di volta che la vede, ma siccome lui ha giurato di non affezionarsi MAI a nessuno, la evita come la peste e la insulta continuamente.

E fin qui la sbobba funziona.

Però….. però lei comincia a far uscire la sua vera natura: Il Gattamortismo.
Infatti sembra remissiva, sembra docile, sembra timida ed innocente, sembra una formichina efficiente che non smette mai di lavorare ed adora compiacere….ma…
……
…. in realtà è un troione che usa la tattica della finta debolezza per poi attaccarsi come una cozza morta alla sua preda e nutrirsi delle sue debolezze e dei suoi incubi come un fungo saprofita. Usa quel cazzo di sorriso pseudoinnocente che, inspiegabilmente, frega il 99% delle persone e si intrufola nelle vite altrui per rubare segreti e confessioni, da utilizzare per i suoi sordidi scopi….in questo specifico caso farsi sverginare dal figo di turno.

E se notate una certa acredine nella mia descrizione di Madeline, ci avete visto giusto perchè incappo costantemente in donnacce che sono tutte sorrisi, buoni sentimenti falsi e pochissima sostanza, che con il loro atteggiamento Gattamortaio mettono in cattiva luce la mia anima fatta di cinismo e concretezza, facendomi sembrare a tutti gli effetti la Grimilde che in fondo sono.

Il peggio del peggio del peggio arriva quando un’epidemia di scarlattina o roba simile, mette a letto metà della compagnia teatrale e Logan si ammala.
Ora.
Una persona normale o quantomeno una persona con un minimo di decenza si sarebbe limitata a caricarlo in carrozza e a lasciarlo nelle amorevoli mani di governante e valletto, ma Maddie no, il vaccone cosmico si intrufola in casa di Logan fingendosi la sua amante e resta al capezzale dello gnoccolone approfittando della situazione per smarmellarselo tutto nudo ogni 10/15 minuti. Che poi parliamone, non si fa. Ma con che coraggio ti piazzi in casa di uno che non ti vuole e che è gelosissimo della sua privacy e gli stai addosso? Ma non ti vergogni? E soprattutto figlia mia sei malata forte, vai a farti curare.

Purtroppo quando lui si riprende dalla malattia invece di defenestrarla se la scopa con tutti i sacri crismi [cazzo grosso ed orgasmi multipli] finendo con l’innamorarsi della “povera ed innocente” ragazzina che in realtà gli ha succhiato l’anima e chissà cos’altro.

E peggio del peggio del peggio, c’è l’arrivo del padre di lei che la smaschera all’urlo di “razza di coglione, non ti sei accorto che quella puttanella di mia figlia ti ha fregato e si è fatta sverginare solo per non sposare il vecchio pirla puzzolente che volevamo affibbiarle?”. Seguono Logan che fa quello a cui non frega un cazzo ma in realtà soffre come un cane e lei che torna a vestire i panni della piagnina che si dispiace della situazione perchè in realtà Lo Ama da Sempre, dove il “Sempre” è il momento in cui l’ha visto su una locandina.

Un po’ come se io amassi da sempre Jason Momoa perchè ho una sua foto come sfondo desktop e mi vorrei far sbattere dal manzo per ore. Direi che chiamarlo amore suona un po’ eccessivo.

La faccio breve e prendo due Maalox per agevolare.

Test di intelligenza:
Lei era vergine, lui un esperto in relazioni sessuali, hanno scopato due volte rigorosamente senza goldone e senza salto della quaglia. Quale può essere il risultato?

Brave!!!!! Applauso e bacio accademico: Lei è Vacca Gravida. Allora lui la sposa e la tiene segregata in casa perchè è incinta del figlio della colpa.

E adesso vi cuccate il pappone che ho sul gozzo da ANNI e che non riesco più a tenere a freno.
Magri fossimo nel 1800 e le gravidanze si nascondessero. Magari non fossi costretta a vedere quotidianamente foto prese da ogni angolazione di pance (rigorosamente nude) più o meno sporgenti con sfondi più o meno imbarazzanti, pance disegnate, scritte, stampate, al caldo e al freddo, la mattina e la sera, seguite da ecografie: “Fagiolino” – “Farfallina” – “Ranocchio” – “3 mesi insieme” e a seguire 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – Seguite da “Non ce la faccio più” – “Non vuole uscire”.
Poi per fortuna esce.
Il tutto corredato da ecografie, screenshot delle varie App che ci informano sulla settimana esatta di gestazione, con tanto di disegnino di come cresce il feto e con aggiunta di hashtag imbarazzanti. Ogni giorno, più volte al giorno, per 40 settimane, moltiplicato per le donne incinta che conosco.

Roba che persino io sono arrivata a rimpiangere un sano senso del pudore. Lo so, sono una stronza.

Ma torniamo alla GI della nostra Maddie, che si contraddistingue per essere la donna gravida più insopportabile del pianeta….non mangia per la nausea e si fa imboccare come avesse 6 mesi, frigna ogni due minuti e si tappetizza sotto le scarpe di Logan che di giorno la maltratta e di notte la scopa come se non ci fosse un domani. E, inutile dirlo, in quei momenti la nausea se la fa passare la vacca.

Come finisce? Con un parto naturale alla 40esima settimana, una bellissima bambina, tanto Ammmmmooooooreeeeeee e tanta pucciosità gratuita.
Avevo sperato in una pestilenza risolutiva ed invece tutto è finito nel migliore dei modi.

Peccato.

Vi ho risparmiato l’incrocio inquietante di parentele che si cela dietro ai protagonisti perchè è poco interessante, fastidioso e per quanto mi riguarda non serve praticamente a nulla. Questo libro è il Re dei Coiti Interrotti. E’ inutile e triste come la birra senz’alcool*.
E pensare che le prime 40/50 pagine promettevano così bene….. ma perchè? perchè? perchè? Non si può leggere certa roba, ma davvero. Fa male. Fa malissimo al cuore, alla testa e al portafoglio.

Poi ovviamente io ho anche il primo libro di questa, per fortuna brevissima, serie di Zia Lisa ed è già nella mia borsa pronto per domani mattina; lo sappiamo tutti che in fondo sono una fottutissima masochista e soffrire mi piace da morire.

In poche parole

Ad un certo punto sono arrivata a sperare che una pestilenza li ammazzasse tutti tra atroci dolori.

Poschina

*Citazione coltissima da “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”.

Il Patto dello Scandalo – Diane Gaston

In un momento di compulsività dettata dal panico di un freddo ed umido sabato pomeriggio in edicola, mi ero accaparrata questo libro con poca convinzione, dopo 30 pagine ero contenta e appagata, ora appenderei Diana Gaston ad un palo per i piedi e poi la costringerei a rileggere questo libro fino alla fine dei suoi giorni, mentre io le faccio il solletico sotto i piedi e la insulto pesantemente ad intervalli regolari.
Ma analizziamo cosa non ha funzionato.

La Trama: Ross paventa il giorno in cui diventerà Duca di Kessington e sarà gravato dei doveri verso quello stesso titolo che lo ha privato dei genitori felici conosciuti nell’infanzia. Per questo motivo, da anni rimanda la necessaria ricerca di una compagna destinata a essere la sua duchessa. Genna Summerfield, una deliziosa e vivace giovane incontrata durante una cavalcata, è di certo la meno adatta a ricoprire quel ruolo, tuttavia sembra anche l’unica capace di vedere oltre il suo nome e di trattarlo con disarmante spontaneità. Quando Ross scopre che lei sta tentando di sfuggire al cognato, deciso a darla in moglie a qualche vecchio e danaroso nobile, le propone un finto fidanzamento che permetterà a entrambi di trascorrere la Stagione senza pressioni. Non ha però tenuto conto che la tenera complicità che da subito li ha legati potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto più profondo.

Ed ora la parola alla giurata – SuperMegaSpoiler

Stupida io che avrei dovuto accorgermi che questo è un libro per educande. Un libro che si potrebbe tranquillamente far leggere alle allieve di una scuola cattoconservatrice gestita da gendarmi travestiti da suore. Una di quelle scuole nelle quali si legge “Sposati e sii sottomessa” e poi si fanno le prove pratiche per testare se si è davvero appresa la lezione. Avrei comunque dovuto capirlo dalla questa descrizione: “deliziosa e vivace giovane” perchè è tutto raccolto in questi termini. Un po’ come Gioia e Gaudio, solo che io lo uso in senso ironico mentre qui no. Qui parliamo davvero di un libro pieno di momenti Deliziosi e Vivaci ma nel quale manca completamente la componente sessuale. Sia quella repressa che quella manifesta. Ergo è un libro completamente inutile, fastidioso, patetico, che donerò a mia nipote di 8 anni perchè penso che alla sua età si possa ancora apprezzare tutta questa platonicità.

L’inizio non è male.
Genna sta dipingendo quando vede sopraggiungere un cavaliere, che si rivelerà essere un bellissimo giovine preoccupato per la di lei incolumità visto che sta per venire a nevicare o altre insulsità simili. Lui è simpatico, alla mano, intelligente, brillante e via dicendo ed è anche destinato a diventare duca una volta che il padre si deciderà a schiattare. Lei invece è una Summerfield, famiglia nota in tutta l’Inghilterra per la propensione allo scandalo. E ridiamoci sopra. Come fa lei, che in dieci minuti racconta vita, morte e miracoli della sua famiglia a quello che è, a tutti gli effetti, un illustre sconosciuto.

Si capisce immediatamente che tra i due c’è intesa. E questo funziona…..cioè…funziona bene finchè dura poco. Purtroppo invece questa intesa (rigorosissimamente platonica per dio, non sia mai che lui le tocchi una tetta) va avanti per pagine e pagine, intere dissertazioni sulla reciproca simpatia e su quanto si trovino bene l’uno con l’altra che però non portano a nulla. E non solo sul piano sessuale….proprio a nulla. Un po’ come quando passate il tempo ad immaginare cosa potrebbe succedere se….. e poi non succede mai un cazzo.

In mezzo ci sono: Lorene, sorella di Genna sposata con un vecchio stronzo e il cugino Dell, depresso per la dipartita dell’intera famiglia, chiaramente attratto dalla sposa sfigata e perennemente ai limiti della scortesia.

Non è che il libro sia scritto male o noioso, no…proprio per niente. Ma ritengo che 300 pagine nelle quali succede poco e niente siano troppe. Troppe riflessioni (sempre le stesse e sempre senza conclusione), troppi tentennamenti, troppa teorica carne al fuoco e troppa poca carne che alla fine arriva bella sugosa nel piatto. Basti pensare che la nostra Genna vorrebbe mantenersi dipingendo e questo mi va bene, ma a parte parlarne per pagine e pagine e pagine, non viene affrontata la questione ad un livello più profondo, ossia rapportata all’epoca in cui il libro è ambientato. Ogni tanto si accenna al fatto che non sarebbe una scelta rispettabile e poi stop. Quindi tutto questo parlarne è fine a se stesso e mi da fastidio.

Almeno si scopasse.

No.
A pagina 279 e sottolineo 279!!!!!! finalmente i due stronzi si fanno prendere dalla passione e lui puccia la regale verga nella vagina inviolata di Genna salvo poi ritrarsi dopo due mezze spinte perchè lui è un uomo d’onore e non vorrebbe mai approfittarsi della sua Genna in questo modo. Cioè lei gli si struscia contro implorandolo di prenderla e di shakerarla come un caffè freddo il 15 d’agosto e lui si ritrae con il cazzo grondante….
Non Si Può Sentire!!!!!

Approfittatene, sbattila contro il muro, sul divano, in carrozza…….falle sentire il bel cazzone che ti ritrovi e poi ridaglielo finchè non grida come un’ossessa. No, lui è puro di cuore e non vuole rovinarla.

MAVAFFANCULOVA!!!!!!

300 pagine e nemmeno una scopata come dio comanda.
Ma cara la mia Diane, perchè credi che la donna media di fine  2017 compri i tuoi libri? Per leggere di uomini che si tirano indietro sul più bello? Ovviamente direi proprio di no. La donna emancipata di fine 2017 vuole orgasmi multipli come se piovesse, vuole verghe incontrollabili e sventrapassere orgasmici, vuole sesso, carnazza, libbre esposte, rollè di manzo. Ecco quello che vuole.

Gli Harmony che leggevo a 12 anni erano decisamente più spinti.

Mi dispiace tanto ma per me è NO.

In poche parole

279 pagine per una pucciatina nella gnagna per poi tirarsi indietro come un adolescente alla prima vulva? No, grazie.
E tieniti pure il tuo ducato di merda.

Poschina

 

 

 

 

 

Imperdonabile Inganno – Lorraine Heath e Una Gentildonna in Cerca di Guai – Sarah MacLean

Arrendersi e diventare “Quella che sta zitta in un angolo perchè altrimenti sembra spocchiosa…quella che sa tutto lei…quella che pontifica” anche se poi, zio caro….se so una cosa perchè non dovrei dirla? Perchè devo stare zitta ad ascoltare castronerie e fare finta che siano scientificamente corrette? Non ha senso. Non è giusto. Eppure è così. Ecco cosa sono diventata.
Una pianta.
Sto lì, in silenzo, sorridente quando devo sorridere, perplessa quando mi devo perplimere e via dicendo.
Ma sarà sano?
Secondo me no…ed infatti poi questa attitudine all’amebismo me la porto dietro anche nel mondo letterario e non va mica bene… nono….

La Trama: Londra, 1874 – Drake Darling è un orfano che viene dalla strada, figlio di un delinquente giustiziato sulla forca. Benché dalla morte dei genitori sia stato cresciuto con affetto dai Duchi di Greystone, anche ora che è divenuto un uomo e ha dimostrato il suo valore dirigendo egregiamente una casa da gioco, sa di non appartenere alla buona società e non dimentica le sue umili origini. Soprattutto perché persone altezzose come Lady Ophelia Lyttleton, cara amica della sorella adottiva, non perdono occasione per rinfacciargliele. Quando però Drake salva la giovane dal Tamigi e approfitta della sua temporanea amnesia per farle credere di essere la propria domestica, scopre che al di là della maschera di arroganza c’è una donna vulnerabile e meravigliosa, di cui è facile innamorarsi. Ma cosa accadrà quando lei recupererà la memoria e scoprirà il suo imperdonabile inganno?

Ed ora la parola alla giurata

Questo è un libro strano. Stranissimo.
E’ un coito interrotto al contrario. Non che poi si arrivi ad un orgasmo di quelli che si ricordano per anni e si rimpiangono nei momenti di morta, ma almeno ad un orgasmo pallido ci si arriva e, calcolato il vuoto cosmico nel quale sguazza per quasi metà libro, mi sembra un bel traguardo.

Ma passiamo a noi…..Drake è il figlio dell’amica di infanzia di Frannie e di Sykes, il bastardo che l’aveva venduta finendo per farla stuprare alla tenera età di 12/13 anni. E’ quel bambino che incontriamo nel libro “Tra le braccia di un Duca” che viene adottato da Frannie e dal marito, il Duca di Greystone.

Ora però non è più il bimbo solo e maltrattato che trova un’amorevole famiglia, bensì un gran pezzo di manzo (con un uccello di ragguardevoli dimensioni) che gestisce la famosa sala da giochi che era di Dodger e che non si sente parte integrante dell’alta società nella quale è cresciuto. E lo sappiamo perchè per qualcosa come 100 pagine ce lo ripete ogni 2/3 righe. Lo abbiamo capito, grazie. Le nostre sinapsi funzionano ancora abbastanza bene e i concetti semplici riusciamo ad apprenderli senza il bisogno di ripeterli quattromila volte a capitolo.

La pulzella in questione è Ophelia, ricca snobbolona del cazzo che io ho detestato con l’anima soprattutto perchè ho immediatamente intuito, con la mia infallibile perspicacia, che aveva una Sad Story alle spalle e questo è bastato a farmi lanciare un paio di bestemmioni di quelli grassi……

……cmq.
Li vediamo immersi nel tipico gioco del “Ti detesto ma in realtà vorrei scoparti fino a farti morire di orgasmi trattenuti per poi farti rinascere a furia di multiorgasmi avvenuti” fino a che lui non la bacia in  un’alcova. E ovviamente è Il Bacio Della Vita. Quel Best Kiss Ever che nei Romance sancisce la futura nascita del Vero Ammmmmmooooooooreeeeeeee.

E fin qui si annega nella noia più totale.

Poi una sera, dopo il famigerato bacio, Derek si aggira per le sponde del Tamigi e vede un fagotto zozzo che si scoprirà essere una donna, che si scoprirà essere Ophelia e che si scoprirà aver perso la memoria. Una persona normale a questo punto la riporterebbe a casa e la farebbe vedere da un medico, invece lui pensa bene di portarsela a casa e sfruttare la sua amnesia per trattarla come una serva.

Applausi, Standing Ovation e Bacio Accademico.

Solo che ovviamente le cose non vanno come previsto e lei sente di non essere una sguattera ma non si ricorda nulla ed essendo scevra dai pregiudizi inculcatigli dal padre, trova estremamente attraente quel grandissimo pezzo di maschio che dovrebbe essere il suo padrone ma che, contrariamente a tutti i principi della logica, la fa dormire nel suo letto, le compra i vestiti, paga tutte le spese folli che fa e le permette persino di tenere ogni cazzo di animale raccattato per strada.

Ed io, fino a questo punto, mi sono davvero annoiata a morte. Sono andata avanti solo perchè la mia soglia della pazienza negli ultimi anni è salita di qualche tacca.
Inverosimile, barboso, con dialoghi che mancano di brio ed una seccante propensione all’introspezione fatta male mi avevano portata a credere che la Heath fosse un fuoco di paglia e che la serie fosse l’Epic Fail del 2017….quando invece, inaspettatamente il libro cambia.

Perchè se è vero che sono insensibile al patetismo altrui, è anche vero che, come controindicazione principale, la maternità mi ha lasciato un’intollerabile propensione alla commozione. Quindi una parte di me ha sbuffato nel momento in cui i due piccioncini sono partiti con i drammatici ricordi d’infanzia, mentre la parte “commozione spontanea” si è nutrita di ogni dettaglio fino a farmi apprezzare questi due sfigatoni…lei perchè si impettisce per dimenticare anni di abusi e lui che si sente perennemente l’uomo sbagliato nel posto sbagliato.
In breve si aprono il cuore a vicenda (tutto metaforico ovviamente) poi lui le apre anche le gambe, la vulva, la vagina e quant’altro e….niente. E’ Amore. Un amore che sopravviverà anche al ritrovamento della memoria, all’incazzatura, alla rabbia e dio sa a cos’altro.

In pratica siamo nell’ambito fantascientifico spinto. E come coppia non mi fanno impazzire più di tanto….e la conversione da Puttana Stronza a SantaMariaGotetti dei cani randagi risulta irritante. MA….

Ma…. la mia nuova vena apatica ha apprezzato lo stesso e alla fine la sufficienza se la prende tutta.

Ma…

Ma il vero dilemma è “Come ha fatto a piacermi il nuovo libro della MacLean?”

La Trama: Inghilterra, 1833 – Sophie è sempre stata considerata la più quieta delle sorelle Talbot, ma quando durante una soirée sorprende il cognato a tradire la moglie e lo punisce insultandolo e spingendolo in uno stagno, a un tratto diventa il bersaglio del disprezzo del ton. Stanca dell’ipocrisia dell’alta società, di cui è entrata a far parte solo perché il padre ha acquistato un titolo, decide di lasciare la festa e i giudizi superficiali dei suoi invitati. Mentre si allontana incappa in un uomo scalzo che sta chiaramente fuggendo da un incontro amoroso proibito. L’affascinante libertino, che si rivela essere il Marchese di Eversley, rifiuta di darle un passaggio a bordo della propria carrozza, ma Sophie non si dà per vinta e con un espediente monta sul retro della vettura affinché la porti lontano dai suoi guai.

Ed ora la parola alla giurata

Non so davvero perchè questo libro mi sia piaciuto tanto. Non lo capisco ed un pochino sono anche preoccupata. Prima di tutto vi avverto…è lungo più o meno 400 pagine e fino alla metà di sesso non si sente nemmeno il profumo. Quindi ci si concentra sulla storia, su una serie di situazioni una più improbabile dell’altra che si susseguono senza soluzione di continuità.

Lei è l’ultima delle sorelle Talbot (delle arricchite una più insostenibile dell’altra) ed è considerata “Il Cesso del Gruppo” anche se non si capisce bene il perchè, visto che viene descritta come una ragazza piuttosto carina e ben fatta.

E’ insofferente all’ambiente londinese e mentre fugge dall’ennesimo ricevimento di merda si scontra con il Marchese di Eversley e da qui cominciano i suoi guai. Nonostante sia insopportabile perchè a tutti gli effetti si comporta come una zecca attaccata al pelo di un cane, alla lunga mi è risultata simpatica perchè, in fondo, lei vorrebbe solo aprire una libreria e liberarsi dai nobili che la trattano come una merda.

Mentre lui è tutt’altra cosa. Lui mi è piaciuto subito. La sua Sad Story che lentamente si viene a comprendere, bello, dannato, cocciuto, in perenne lite con il padre per il Big Misunderstanding dei BM, bravo a letto, colto e deciso a sbolognare la zecca ad ogni costo….salvo continuare a trovarsela tra i piedi e siccome come diceva sempre mia nonna “La paglia vicino al fuoco brucia” (da leggere rigorosamente in milanese: la paja visin al foc la brusa), qualcosa tra i due dovrà pur succedere.

Ed infatti poco a poco si sviluppa quel rapporto fatto di “dai raccontami cosa vuoi veramente dalla vita” – “Sì, ma prima raccontami perchè odi tuo padre”. E lo sappiamo tutti che il passo successivo è il bacio, seguito dal cunnilingus, seguito dal pompino, seguito dal sesso.

E, nonostante lui cerchi in ogni modo di non portarla a letto per non rovinarla (ebbene sì, lui è uno di quelli che hanno Lo Scrupolo e che, sulla carta, avrebbe dovuto farmi incazzare da morire e farsi odiare), alla fine cede e le da il suo virilissimo membro prendendosi la di lei intattissima verginità.

Poi oltre al BM con il vecchiaccio, c’è spazio anche per il BM con Sophie, seguito dal ripensamento e dalla riconciliazione.

Forse, e dico forse, il fatto che lui le regali una cazzo di libreria mi ha fatto amare incondizionatamente quest’uomo e anche il non trascurabile dettaglio che per procreare ci mettono (date alla mano) più o meno 4 mesi contro la Monoscopata, ha fatto sì che apprezzassi questo romanzo piuttosto lungo per il genere.

Però sento chiaramente che il mio gradire questi due romanzi è più che altro dovuto alla lenta e inesorabile trasformazione in una succulenta.
Mi sento come Roger di American Dad in quella puntata nella quale decideva di non essere più cattivo e per poco non ci lascia le penne perchè la bontà lo stava letteralmente uccidendo…

Incrociate le dita e sperate che la mia vena polemica risorga, ne trarremmo tutte tanto beneficio.

In poche parole

Quando invece di pretendere un calippo tutto da succhiare, ti accontenti di un polaretto è evidente che la trasformazione in succulenta sia dietro l’angolo.

Poschina

Ingannare un Duca – Meredith Duran

Febbraio sta finendo ed io sono pervasa da una stanchezza cosmica, una stanchezza che mi fa crollare la sera sul divano come uno Slimer lasciato troppo tempo senza cibo, una stanchezza che mi fa ingozzare di Nutella e Viennetta, di tortelli alla crema, una stanchezza che mi toglie la voglia di fare tutto quando sono invece costretta e fare tutto.
La legge di compensazione però viene in mio aiuto ed ecco che trovo un libro piacevole da leggere, un libro che nella prima parte mi ha fatta quasi orgasmare di aspettativa, un libro che è una specie di coito interrotto ma non di quelli che ti lasciano incazzata come una biscia sotto un temporale ma piuttosto come quelli che ti lasciano colmo di godimento ma privo di climax.
Che libro è?
Questo.

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La Trama: La vita di Olivia Holladay è in pericolo ormai da troppo tempo. L’unica possibilità che le rimane è quella di fingersi una governante e introdursi in casa del famigerato duca di Marwick per recuperare alcuni preziosi documenti e garantirsi così la libertà. Il duca, Alastair de Grey, astro nascente della politica inglese, ha scoperto di essere stato tradito da tutti coloro che lo circondano, e per questo si è ritirato a vita privata. Quando Olivia entrerà nella sua casa, però, niente sarà più come prima… La passione risveglierà il suo desiderio di vendetta e, tra sotterfugi e inganni, la verità verrà finalmente svelata.

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler

Non vi ho detto che sono stanca per ammorbarvi con i miei inutili problemi psicofisici ma per prepararvi ad una recensione che verrà fuori così, senza nemmeno essere riletta prima di schiacciare il tasto “pubblica” perchè sarebbe troppo sbatti e non ho alcuna intenzione di sbattermi.

Primo: la copertina. Benchè io preferisca di gran lunga i mori, beh, questo biondo ci sta. Ci sta anche perchè in effetti il nostro Alastair è biondo, anzi biondissimo, anzi, più biondo del biondo e quindi, per la prima volta, siamo di fronte ad una bella copertina che avvolge un buon romance. Miracolo?

Di questa autrice avevo già letto “A lezione d’amore”, che mi era piaciuto assai poi boh, non so perchè ma non ero andata oltre, forse al momento in e-book era presente solo quel libro della serie o forse io ero già in preda ai primi segni dell’Alzheimer…chi lo sa? E soprattutto….chi se ne frega.

Mi capita tra le mani questa storia che ha ben due chiavi di lettura:
quella semplice: lui gran figo e gran ricco con sad story alle spalle, lei gran povera, classica figa mascherata da cesso con sad story alle spalle si incontrano e si detestano, salvo poi scoprire di amarsi di quell’AMMMMORE che tutte noi sogniamo nell’intimo della nostra cameretta mentre stringiamo il cuscino e lo bagniamo di caldissime e salatissime lacrime;
quella complicata: lui, il nostro Alastair, è un uomo ferito, distrutto e al limite di quella che sembra una follia senza ritorno. Tradito dalla moglie e soprattutto da se stesso, si chiude in casa a rimuginare. E dio solo sa quanto rimuginare chiusi in casa faccia malissimo (lo dico con cognizione di causa perchè “rimuginare a vuoto” sarebbe stato il mio nome indiano se fossi nata in una tribù Apache). Più che dal tradimento della moglie in se, è deluso da se stesso perchè il suo enorme, spropositatissimo superego non comprende come abbia potuto essere così stupido di fidarsi della ex mogliettina (ora comodamente defunta. Comodamente per la trama intendo, perchè sia mai che si divorzi e ci si risposi).

Quindi passa il tempo chiuso in camera in mezzo a sporcizia e libri rari, intento a filosofeggiare su quanto sia facile uccidere qualcuno. Lui filosofeggia perchè oltre ad essere il David Gandy biondo che molte di noi sognano, è anche intelligentissimo, profondo, sensibile, geniale e politico di altissimo livello.
Stà lì, nella sua cameretta buia finchè non compare lei. La sua nuova governante.

Idda è Olivia. Giovanissima non rampolla della Buona Società, ma ragazza con passato triste e oscuro che si intrufola nella di lui casa solo per derubarlo. Però sfiga, o fortuna vuole, che si trovi ad aver a che fare con un padrone che sembra completamente folle ed una servitù allo sbando. Per giunta, quello che lei dovrebbe rubare, è chiuso in camera con il padrone pazzo. Cosa fare dunque? Rinunciare o insistere per farlo uscire dalla camera?
Spoiler: sceglierà la seconda ipotesi.
Inutile sottolineare che lei è sì una ladra, ma spinta da un più che nobile proposito.

Fin qui tutto ok, se non fosse che spolvera a destra, spolvera a sinistra, si trova a leggere alcuni trattati del padrone pazzo e scopre che non solo non è pazzo ma che è geniale e rivoluzionario e a questo punto è tardi per tutto perchè lui le ha scopato il cervello e quando un uomo ti scopa il cervello il passo che lo separa dallo scoparti la vagina è più che breve.

Comincia quindi un rapporto ai limiti della sociopatia tra i nostri eroi che culmina con un bacio. Fino a qui il meglio del libro, inverosimile fino all’osso ma coinvolgente e scritto davvero bene.

Purtroppo quando l’amore si palesa la storia si ammorbidisce un filino troppo ma avercene, avercene davvero di sbobba simile.

Che dire? Lo consiglio vivamente.
Prendetevi un pomeriggio di tranquillità, mollate i vostri uomini in sala a guardare le partite e mettetevi a letto, sulla vostra poltrona preferita, in giardino, nella vasca………preparatevi una cioccolata calda, aggiungete panna montata e leggete. Vi assicuro che è una meraviglia.

P.s.
Le parti migliori sono quelle in cui lei cerca di farlo uscire dalla camera e lui si imbestialisce ogni secondo di più, è in quei momenti concitati che io mi sarei fatta sbattere volentieri, quando era incazzato come una furia.

In poche parole

Scopatori di cervelli, alla carica.

Poschina

Un po’ di Follia in Primavera – Alessia Gazzola

Aspetto sempre con una certa ansia i libri della Gazzola che parlano della caotica e poco plausibile vita di Alice Allevi. Li attendo con quell’ansia mista a rassegnazione che mi caratterizza dai tempi dell’adolescenza profonda, quando volevo che il tizio che mi piaceva tanto mi cagasse ma in fondo ne avevo anche un po’ paura e contemporaneamente ero già rassegnata al fatto di essere, nel migliore dei casi, una slinguatina passeggera.

Oltretutto immaginavo questo libro come “quello della Grande Svolta”. Quello nel quale, finalmente, Alice sarebbe maturata e avrebbe preso coscienza di se. Quello che non mi avrebbe lasciata alla fine con l’amaro in bocca. Quello che non sarebbe stato l’ennesimo coito interrotto. L’ho letto in una giornata, nei ritagli di tempo, ed ho tirato notte per porre la parola fine e riflettere su quello che era successo o che, tanto per cambiare, non era successo.

follia-a-primavera

La Trama: Quella di Ruggero D’Armento non è una morte qualunque. Perché non capita tutti i giorni che un uomo venga ritrovato assassinato con un’arma del delitto particolarmente insolita. E anche perché Ruggero D’Armento non è un uomo qualunque. Psichiatra molto in vista, studioso e luminare dalla fulgida carriera accademica, personalità carismatica e affascinante…
Alice Allevi se lo ricorda bene, dagli anni di studio e dai seminari che ha frequentato con grande interesse, catturata dal magnetismo di quell’uomo all’apparenza rude ma in realtà capace di conquistare tutti con la sua competenza e intelligenza. E con le sue parole.
L’indagine su questo omicidio è impervia, per Alice, ma per fortuna non lo è più la sua vita sentimentale. Ebbene sì, Alice ha fatto una scelta… Ma sarà quella giusta?

Ed ora la parola alla giurata. Solo ed esclusivamente

SPOILERONI COME SE PIOVESSE

Seguo Alice praticamente da sempre.
Potrei dire che siamo cresciute insieme ma non sarebbe vero, perchè io sono cresciuta, maturata e invecchiata, ormai schiava dell’Anzianity, mentre Alice o Eliz [come dice quel gran coglione di Arthur] è rimasta sempre la stessa, una che lascia che la vita scelga per lei, senza mai, nemmeno per un fottutissimo sbaglio, prendere una decisione, sclerare con grazia, mandare affanculo chi ti tratta come la sorellina scema da istruire su tutto.

Ecco, come avrete capito da queste prime righe piuttosto confusionarie, siamo alle solite.

Il caso su cui indaghiamo in questo capitolo della vita di Alice è piuttosto interessante, uno psichiatra molto noto e molto amato viene assassinato manco fosse l’ultimo dei cani rabbiosi ed intorno a lui si scoprono una serie di indizi che mettono in discussione professionalità e personalità del defunto. Quindi diciamo pure che la parte mistery è quella cresciuta meglio dal primo libro ad oggi.

Sul fronte sentimentale, che è poi quello che davvero ci interessa, siamo messi male. Molto male. Tanto male che dopo le prime dieci pagine avevo la nausea perchè, udite udite, Mr. Sonoluomoperfettoetuseiunamerdina chiede di punto in bianco alla nostra goffa eroina di fare un figlio. Una roba tipo “Allora Eliz, cosa mangiamo stasera? Ah, a proposito, facciamo un figlio?” e quando lei sbianca perchè è l’ultima cosa che si aspettava da uno che fino a 10 gg fa voleva andare in giro per il mondo a risolvere conflitti irrisolvibili; lui le propone di sposarsi, perchè non sia mai che nel 2016 si procrei fuori dal Sacro Vincolo del Matrimonio come ha fatto la sottoscritta.

Quindi immaginatevi la mia faccia. Ci sono rimasta di merda. Del tipo “No, e no. E cazzo se si sposano scrivo alla Gazzola e gliene dico 4. Anzi la chiamo. Anzi mi piazzo sotto casa sua e pretendo una spiegazione”. Perchè io primo non sono normale, e secondo quando mi affeziono ad un personaggio lo faccio con tutta l’anima. Per me mica sono esseri fittizi; per me sono amici per la pelle.

Ovviamente lei accetta. Accetta anche se non è convinta. Accetta anche se sa con cognizione di causa che sta facendo La Cazzata. E in questo la Gazzola ci ha preso in pieno, perchè nella mia generazione non si contano le ragazze che si sono sposate pur bramando nel loro cuore e nella loro vagina, il vicino di casa, l’amico d’infanzia, il cugino della collega. Nella mia generazione ci si sposa e si fanno figli perchè così ci è stato insegnato, anche a costo di perdere un pezzo della propria anima, ma sto divagando.

Che poi dico, sposi uno che temi al punto di nascondergli quando parli con CC. Ok, te lo sei scopato una volta mentre tu e il biondino stavate insieme e lui ne è rimasto traumatizzato e bla….bla….bla… ma non puoi esserne così succube. Prima che lui dica qualcosa già ti stai giustificando. Ma in che anni siamo? 1950?

Partono i preparativi per le nozze, e qui entra in gioco il mio amatissimo, bastardissimo, sentimentalmente disfunzionalissimo Claudio Conforti. Lui. L’uomo che ormai ho idealizzato e visualizzato talmente tanto da sentirlo qui vicino a me mentre scrivo di lui. Quello che scopa da dio ma guai a parlare di matrimonio, convivenza, figli, famiglia. Perchè lui, sì…….anche lui, ha una Sad Story. E si sa che le sad stories lasciano cicatrici profonde. Alla vista dell’anellone di fidanzamento, ci rimane peggio di come ci sono rimasta io e siccome lui può parlare alla nostra Alice, le dice in tutta sincerità che è una shampista che non ha il coraggio di ammettere nemmeno con se stessa che Arthur bello di Nonna non è l’uomo che fa per lei e che sarebbe il caso che lo mollasse definitivamente e si dedicasse invece ad una relazione esclusivamente sessuale con lui, che tanto lo sa benissimo anche lei che tra loro il sesso funziona alla grandissima.

Perchè CC, lo stronzo per eccellenza, non è certo scemo e sa benissimo che il biondazzo (tra l’altro mi sono eccitata da morire mentre me lo immaginavo vestito da Robert Plant con pantalone a zampa e camicia slacciata…..non posso farci niente per me è da strappamutande) non potrebbe mai e poi mai reggere una vita tradizionale e per giunta con una donna che chiaramente reputa inferiore a livello intellettuale.

Infatti, tanto per non discostarci troppo dalla solita brodaglia, Arthur deve tassativamente tornare in medio oriente e dopo un minuto che è via Alice comincia a sentire puzza di bruciato perchè lo sente distante. E qui mi sono partite una serie di meravigliose ed originalissime bestemmie perchè avevo già capito come sarebbe andata a finire.
Ricapitoliamo:
– Arthur è lontano
– Arthur è distante
– Arthur comincia ad abbracciare affettuosamente Alice
– Arthur ha conosciuto un’altra infoiata nella difesa degli innocenti
– Arthur se ne va
Praticamente la stessa identica cosa già successa negli altri libri della saga.
Identica.
Non simile.
Identica.

E’ inaccettabile.
Se non sai più cosa fare, eliminalo definitivamente ma per dio, non puoi DI NUOVO farlo partire ed invaghire di un’altra. Basta. Davvero. Non sei mica obbligata a farlo tornare ogni volta strisciando. Io lo capisco benissimo che non vuoi inimicarti quelle del #TeamArthur, ma cazzo non ha senso questo continuo partire e tornare e ripartire e ritornare e ti amo, sei dolcissima ma non capisci una sega di politica internazionale mentre l’altra sì, ma ti amo, mi dispiace, però me ne vado lo stesso, poi si sa mai….torno.

Sottolineo che se ne va dopo che nemmeno il mese prima le ha chiesto di sposarsi e fare figli.
Mr. maturità.
Il pirla.

Fa male all’anima.
Fa male alla letteratura in generale.

Ma soprattutto a me fa malissimo vedere che anche stavolta Alice è praticamente passiva. A parte sospirare perchè ha scampato il matrimonio, non fa nulla. Non decide, non si mette in gioco. E’ la stessa Alice di 6 anni fa. La stessa ragazzina goffa fino alla nausea che perlomeno fa la sensata scelta di andarsene da casa di Cordelia per una più adatta vita da single.

E CC?
Claudio niente. In realtà Alice è così codarda che non gli dice nemmeno che con Arthur è finita, no….lei continua a far finta di essere fidanzata così da non dover prendersi nemmeno la briga di difendersi dagli attacchi sessuali che Claudio attuerebbe una volta scoperta la sua singletudine. Così il libro si trascina fino all’ultimo capitolo quando finalmente vediamo il nostro eroe entrare nell’ufficio di Alice e piantarle 2 metri di lingua in bocca, giusto per ricordarle che potrà anche sposare il giovane socialmente impegnato, ma che basterà un ricordo dei suoi baci per farla strisciare come una lumaca.

Ed ora vi direte…..E quindi?
Quindi nada.
Niente.

Ne sappiamo tanto quanto quando abbiamo iniziato la serie.
Mi chiedo solo se nel prossimo libro ci sarà una svolta coraggiosa ma impopolare (e concludendo definitivamente la serie), oppure se saremo destinati a leggere altri 20 libri per arrivare ad un dunque. Che spero solo noi sia il ritorno di un Arthur ferito, divorziato e con figli a carico che una ormai disillusa Alice accoglierebbe sicuramente a braccia aperte, facendomi incazzare tremendamente.

In poche parole

Avete presente quando uscite per fare shopping e non trovate mai la taglia giusta per gli abiti che vi piacciono? Questo libro è ancora più frustrante.

Poschina

Il Bacio di Mezzanotte – Eloisa James

Ho constatato che quando ero gravida e mentre allattavo i miei peli erano meno folti e crescevano più lentamente. Lo so che non centra un cazzo con questo blog ma siccome questa constatazione mi fa imbestialire peggio di una gravidanza indesiderata in un romance di bassa lega, volevo condividerla con voi.
Negli ultimi mesi ho latitato ma non ho mai smesso di leggere, semplicemente il mio adorato mini-pc è rotto e per scrivere devo elemosinare quello del Busnaghi e nove volte su dieci mi passa la voglia.
Oltretutto non è che abbia trovato libri meritevoli di disprezzo/lodi.
Per lo più sono stati dimenticabili. Oppure talmente illeggibili da non meritare nemmeno la dissacrazione pubblica.
Mi sento in obbligo tuttavia di citarne uno, che si è meritato un posto nel mio cuore con la menzione speciale “Font di Merda”. A pagina 5 ho mollato il colpo tra smadonnate ad alta voce e borbottii vari che sono durati più o meno 2 gg. E per essere onesta fino in fondo vi dico anche titolo e autrice: Ricatto di Natale – L.D. Blooms. Io ci ho provato con tutta me stessa ad andare avanti ma non si può proprio leggere con quel font fastidioso. E’ un attentato alle povere cornee dei lettori.

Tra una merdaccia letteraria e l’altra, le soddisfazioni arrivano da Miss Black, un po’ di delusione dalla vecchia zia Mary (sto recuperando i pezzi mancanti della saga Bedwyn) e qualche sorpresa inaspettata dall’autrice di oggi. Tale Eloisa James, che credo abbia scritto millemila libri a giudicare dalla quantità di titoli che piovono quando si fa una ricerca su amazon.

Prima che me ne dimentichi ho letto anche Il Principe e il Desiderio di Elizabeth Hoyt e mi sono annoiata in modo imbarazzante. L’ho finito perchè mi sono imposta di arrivare fino in fondo, ma se potete….evitatelo.

Ma ora occupiamoci della James.

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La Trama: Inghilterra, 1813. Victoria Daltry sta per sposare un rampollo dell’aristocrazia inglese; manca solo l’approvazione del principe Gabriel, zio del fidanzato. Ma a causa di un contrattempo Victoria non può recarsi al castello di Pomeroy per avere la benedizione di Gabriel e così viene inviata in sua vece la sorellastra Kate, figlia di primo letto di Lord Daltry. Fin da subito Kate stuzzica l’attenzione dell’algido Gabriel, che, affascinato, si ritroverà a corteggiare lei invece della nobile ereditiera che dovrebbe sposare. Nonostante la forte attrazione che provano l’uno per l’altra, entrambi sanno che purtroppo non potrà esservi lieto fine per loro, a meno che, come nella più classica delle favole, allo scoccare della mezzanotte un bacio non cambi i loro destini per sempre…

Ed ora la parola alla giurata – SPOLIER

Della stessa autrice avevo letto “La Resa di Piers” ed avevo pensato che scrivesse piuttosto bene ma che al libro mancasse qualcosa nonostante, parlando papale papale, io da Piers mi sarei fatta ripassare più che volentieri.

Oggi, dopo che ieri mi sono sciroppata tutto “Il Bacio di Mezzanotte” in poche ore, confermo la prima impressione. Eloisa James sa scrivere, sa coinvolgere, sa mantenere viva l’attenzione del lettore ma è una svaccatrice. In breve svacca nel finale. Banalizza. Epiloga e sparge miele e confetti colorati in modo estremamente irritante.

Ma parliamo delle cose belle prima di goderci l’accanimento.

Kate ha una sad story. Suo padre è schiattato costringendola a vivere con la matrigna stronza che la tratta come una serva demente e con la sorellastra che è una sventola da paura e che viene trattata come fosse Santa Maria Goretti figa e ricca. Nonostante ciò Kate non si è per niente incattivita ma è rimasta buona, sincera, paziente ed altruista nonostante la sua venerandissima età di 23 anni la metà dei quali passati tra soprusi psicologici di ogni genere. Ultimo dei quali è il fingersi la sorellastra per convincere un improbabilissimo Principe di un altrettanto improbabile Regno russo di essere la donna adatta al di lui nipote.

In pratica si finge la sorellastra e va con il di le fidanzato nella magione del Principe Gabriel che viene descritto come una specie di David Gandy con capelli lunghi ed occhi penetranti ed esotici. Il quale, inutile a dirsi, invece di defenestrarla alla prima occasione (lei e le sue orride parrucche) si sente subito affascinato da questa ragazza ed approfitta della prima occasione per metterle due metri di lingua in bocca e farla letteralmente bagnare come se non ci fosse un domani.

Dovete anche sapere che lui, non solo è bellissimo, coltissimo, fisicatissimo e sexyssimo, ma ha anche un cuore d’oro perchè nonostante il suo più grande desiderio sia quello di andare a fare l’archeologo, resta nella fredda e noiosa Inghilterra solo per proteggere la sua corte perchè il fratello è sbroccato ed ha sbattuto fuori tutto….beh insomma ora non sto certo a dirvi tutti i dettagli, sappiate solo che la cosa non sta in piedi e non mi interessava a leggerla, figuratevi a raccontarla….. serve solo a farvi capire che lui è di buon cuore e disposto addirittura a sposarsi con una certa Tatiana che è piena di soldi e questo gli permetterà di mantenere l’universo mondo compresi un leone, un elefante ed una scimmia.
E, incredibile ma vero, anche Kate fa lo stesso.
Cioè lei rimane nella casa della matrigna stronza solo perchè in questo modo aiuta i fittavoli a sopravvivere.

Ma a noi questo non interessa.
A noi interessa il sesso.
E qui il sesso c’è. O meglio….c’è quell’attrazione sessuale fatta di sguardi, sfioramenti, allusioni più o meno esplicite, baci che ti fanno sognare di essere baciata così anche se lo sai benissimo che nessuno e lo ripeto NESSUNO bacia mai in quel modo dopo i 15 anni. Perchè poi invece di baciarti come se non ci fosse un domani ti palpeggiano, ti spogliano, ti assalgono per arrivare il prima possibile alla Terra Promessa. Sia chiaro che non mi sto certo lamentando, ma quei baci……cazzo se ne vorrei uno o due.
E li vorrei da quel gran figo di Gabriel, il quale ci mette tutto l’impegno possibile per far capitolare la vecchia verginella Kate, la quale dopo uno sfioramento di lingua è già lì che squirta copiosamente domandandosi quando potrà riassaporare il principesco corpo.

Corpo che è quello di un modello di intimo ma con un cazzo enorme. E non sono io che lo penso, ce lo dice Kate, la quale lo paragona alle immagini viste in un libro dell’Aretino e dice qualcosa tipo “Il tuo uccello non assomiglia per niente a quelli ritratti dall’Aretino. E’ enorme e turgido e secondo me non ci sta proprio dentro di me”.
Spoiler: ci sta e a giudicare dagli orgasmi ripetuti ci sta anche piuttosto bene. Beata lei.
E non solo perchè lui la slingua e la scopa come dio comanda, ma anche perchè lui si innamora follemente.
Tra l’altro il bacio a cui fa riferimento il titolo non è casto e non è sulla bocca. Giusto per farvi capire quanto è porca la nostra Eolisa. Brava Eolisa, così ti vogliamo. Porca e perversa.

E fino a qui, nulla da dire. Passo sopra a tutto quando il libro scorre veloce, il protagonista maschile è uno di quelli che trasformano una donna in una lumaca squirtante solo con uno sguardo e non si scopa alla prima occasione ma si riesce a mantenere la tensione sessuale che cresce, cresce e cresce fino al liberatorio supermegaorgasmo finale.

Quello che non perdono è lo zucchero.
Il confetto rosa, intriso di miele e sciroppo d’acero che ad un certo punto devo mangiare a tutti i costi per arrivare alla fine del libro.
Quel romanticismo da favoletta per adolescenti dementi che ci viene propinato nelle ultime 20 pagine, quella stucchevolezza che detesto quasi quanto una gravidanza indesiderata dopo che per 250 pagine si è ripetuto che lui Non è Mai Venuto Dentro.
Quella dolcezza eccessiva che interrompe il mio orgasmo letterario rovinando così il mio climax e trasformando un potenziale “Sì…oh Sì….ancora” in un “Rivestiti e chiudi la porta quando esci”.

E purtroppo la James è maestra nel coito interrotto e nell’epilogone fatto di iperfertilità, sogni che si realizzano e dettagli inutili, insignificanti, fottesega, della vita dei protagonisti. A me non interessa.
Mi annoia e mi rovina il ricordo di quanto scritto in precedenza, un po’ come un dolce di merda alla fine di un buon pasto. Ti ricorderai sempre e solo che il dolce faceva schifo. Poco importa se 5 minuti prima avevi mangiato il cappone ripieno della vita. Il dolce di merda ha rovinato tutto.

Che dire?
Mi piace come scrive, sa far sbavare la femmina moderna, ha una sua originalità nonostante si ispiri spesso a storie famose (La bella e la Bestia e Cenerentola in questo caso) ma se non le passa la fissa dello zucchero e miele nel finale mi sa che non saremo mai “Migliori Amiche”.

In poche parole

Niente dolce per me, grazie.

Poschina

Piacevole Sbaglio – Karen Hawkins

Nope….Nope….Nope….Nope
No, ragazzi, così non va. Il mese era partito bene e poi….che succede? Incappo prima nel mostro/Calibano/Apollo e via dicendo e poi nel Coito Interrotto dei Coiti Interrotti. Mi ero dimenticata di aver letto in precedenza altri libri di questa autrice a due dei quali avevo dato un bel 5 pieno, ho scoperto solo ora che appartenevano ad una trilogia che comincia proprio con “Piacevole Sbaglio”.
Questo nuovo tentativo è un gradino sopra ma è e resterà sempre un cazzo di coito interrotto.
Porca Merda !!!!

piacevole

La Trama: Come deve comportarsi una rispettabile giovane donna rapita per errore dal nobiluomo che sta per sposare sua cugina? Può cogliere l’occasione al volo! Tanto più che Julia Frant è da anni segretamente innamorata dell’affascinante Alec MacLean, visconte di Hunterston. Accortosi dello sbaglio, Alec non ha possibilità di rimediare: deve sposarsi entro la mezzanotte o perderà l’eredità del nonno. Tuttavia accoglie di buon grado lo scambio della sposa scoprendo che, a differenza della sua gelida e calcolatrice fidanzata, Julia è piena di passione e di bontà. Senza contare che, quando la prende tra le braccia per baciarla, improvvisamente l’eredità diventa l’ultimo dei suoi pensieri.

Ed ora la parola alla giurata

Siamo onesti, il libro non è mica brutto. E non è nemmeno scritto male…. anzi. Per certi versi devo ammettere che ha un suo perchè.
L’inizio è folgorante.
Siamo nel regno del Superclassicone: lui deve sposarsi entro un tot di ore per prendersi una fracca di soldi ed ha organizzato la fuitina con una stronza civetta interessata solo ai soldi ed invece in carrozza si ritrova la cugina americana di lei che è, oggettivamente, un cesso.

Viene descritta come una specie di topo occhialuto, scialbo e pedante quindi ci immaginiamo che NESSUNO se la voglia scopare, come capita nella vita reale nella quale sguazziamo tutte noi donne normali.
Ma.
Ma qui siamo nel Deep Throat Romance (a seguire DTR) e quindi il cesso di turno è in realtà una gran figa sotto mentite spoglie.
Come scoprire che è una gran figa?
Mettendole 6 metri di lingua in bocca e scoprendo che questo contatto intimo genera un’erezione imponente. La locuzione più usata è “Appena le sue labbra incontrarono quelle dischiuse di lei, intuì che c’era qualcosa di diverso da tutti gli altri baci” o roba moooooooooooolto simile.

Ma quando cazzo mai?
Quando slinguazzai per la prima volta con l’attuale occupante di casa mia, non ho sentito nessun “brivido diverso” ma semplicemente il classico picco di eccitazione, ovvio che se mi avesse fatto schifo non avrei prolungato la cosa. Ma questo “Bacio diverso da tutti gli altri”….cos’è? dov’è? com’è? Ma soprattutto…. Perchè?!?!

In questo specifico caso ovviamente era diverso da quello che il nostro meraviglioso Alec si aspettava, lui credeva di baciare Therese e invece era il MOSTRO. Solo che il suddetto mostro, invece di essere tutta moine e controllo è uno zoccolone che aspetta solo di essere posseduto. E pare, dico pare perchè sono voci di corridoio Romance, che questo faccia sbroccare gli uomini. Quelli belli, titolati e superdotati. Quindi ricordatevi che dovete sembrare un cesso e poi, quando lui vi bacerà (sul come farsi baciare sembrando un cesso lavoreremo un’altra volta) dovete “aprirvi a lui come un ranuncolo ad aprile”, si insomma spiattellatevi addosso al suo statuario corpo, strusciatevi, sospirate, ciucciategli la lingua manco fosse un lecca lecca alla coca-cola e fate scintillare gli occhi.

Questo è sufficiente ad attirare la sua attenzione e contemporaneamente, ostentando sempre un’aria da innocentina (se lo siete davvero avete fatto il botto, cominciate a preparare le partecipazioni), guardatelo con un misto di eccitazione e fastidio. In questo modo lui vorrà possedervi seduta stante, ma si tratterrà per rispettare la vostra verginità.

E qui siamo al 4% del libro.

Il resto procede con un matrimonio non consumato e lo scoprire di Alec che il CESSO è intelligente, caparbia, sexyssima e anche una fanatica dell’impegno sociale e lei i soldi non li vuole per comprarsi il Clarisonic completo di tutte le spazzoline, ma per fare del bene. Per operare a favore dei diritti delle donne disadattate, dei bambini poveri, dei cani abbandonati e via dicendo. Non come me, che per prima cosa comprerei l’intera fornitura dei prodotti “La Prairie” dimostrandomi interessata solo a me medesima. No, lei aspira alla santità e lui è perso. La ama ma ancora non se ne rende conto e lo dimostra evitando di portarsela a letto perchè il loro è un matrimonio di facciata. Sì, avete capito bene, pochissime scene di sesso. Ripeto: pochissime scene di sesso.

Però si indugia sui baci e tutto quello che riguarda la seduzione e la crescente attrazione tra i due funziona a meraviglia. Anzi, alcune situazioni sono davvero intriganti… strusciamenti, sguardi, slinguazzatone……Tutto quello che ci si aspetta da un DTR.

Ma allora, cosa rende questo libro un “coito interrotto”?

Semplice.
Il fatto che lentamente, dalla seduzione e dalla pruriginosità, si passi ad una profusione di zucchero e miele. Di buoni sentimenti (più buoni della bontà di lei ed è tutto dire) e ci si riduca al classico Sole _ Cuore _ Ammmmmore che io, onestamente, un po’ detesto. O meglio, lo detesto quando è troppo marcato, o manca l’ironia, oppure semplicemente quando mi aspettavo la passione e mi ritrovo “quel che resta di un libertino” assoggettato ai più nobili sentimenti.

Per capirci meglio è l’equivalente di essere sull’orlo dell’orgasmo e non raggiungerlo mai, oppure, se preferite metafore meno spinte, essere ad un passo dallo starnuto ed essere impossibilitati a farlo. Due cose che fanno incazzare in egual misura.

E poi c’è un orripilante epilogo ed io l’epilogo di merda non riesco a perdonarlo.

In poche parole

Oh sì !!! Sì…. ancora, ti prego…. così…. ancora….sto venen……. Hei  !!! Ma dove cazzo stai andando? Mi lasci così? Con l’orgasmo interrotto?

Poschina

Postilla

Mi sono appena riletta due libri (a cui avevo affibbiato un 5) della stessa autrice per scoprire che il Coito Interrotto Style è il suo marchio di fabbrica. Facciamocene una ragione….

Lo Scandalo dell’Anno – Laura Lee Guhrke

Dovete sapere che sono cresciuta guardando Perry Mason e La Signora in Giallo. Questo per dire che non è colpa mia se sono un’inguaribile pettegola perennemente impegnata a polemizzare.
Nell’ultimo post ero tutta eccitata per questo libro e mi auguravo che non svaccasse.
Ecco; appunto.

ROMANZI_1093La Trama: Aidan Carr, duca di Trathen, è stato abbandonato per ben due volte sul punto di sposarsi. La prima quando la sua fidanzata è fuggita in Egitto con un altro, la seconda quando è stato coinvolto in uno scandaloso divorzio. Ora che deve definitivamente trovare moglie, nella sua vita entra di nuovo lady Julia Yardley, la donna che lo ha usato per liberarsi di un matrimonio infelice. Rimasta senza un soldo, Julia ha bisogno di un impiego e si propone addirittura come sua segretaria per aiutarlo a scegliere la candidata ideale. Ben presto la vicinanza risveglia una passione mai sopita e Aidan si rende conto che, nonostante tutto, è proprio Julia la donna che lui vuole. Ma prima dovrà convincerla a credere ancora nell’amore…

Ed ora la parola alla giurata

SPOILER

Questo è il classico libro che parte bene.

Aidan e Julia si incontrano per caso un pomeriggio. Lei ha diciassette anni, è disinvolta, civettuola, diretta, affascinante, provocatrice e lui non può fare altro che farsi venire il durello e osservarla da lontano perchè la zoccolaccia in questione è promessa sposa a tale Yardley e quindi non c’è trippa per gatti.

La loro “relazione” fatta di sguardi, pruriginose allusioni, durelli come se piovesse, promesse di erotiche tentazioni, repressione dell’istinto sessuale e via dicendo, funziona alla grande. Anzi. Alla grandissima. Tanto che io ho voracemente letto pagina dopo pagina, affascinata dalla conturbante Julia e dal suo spregio nei confronti delle regole sociali.

Aidan, dal canto suo, ha il fascino del classico irreprensibile gentiluomo fittizio inglese, che è tutto onore  e rispetto, salvo poi avere una perenne erezione per la donnaccia dissoluta che ha conosciuto anni prima in campagna. Ebbene sì. Lui resiste a questa tentazione da dodici fottuttissimi anni.

Ricapitolando abbiamo una donna considerata mezza zoccola dalla buona società e un duca irreprensibile che cerca di resistere al potere erotico sprigionato dalla giovin signora.

Fatto sta che la zoccolaccia in questione decide che sarebbe anche ora di porre fine al suo infelicissimo matrimonio con Mr. Yardley e pensa bene di sedurre Aidan per farsi beccare con le mutande calate dal marito ed essere finalmente libera di divorziare. Tutto fila liscio, Aidan viene sputtanato, la fidanzata lo molla, la buona società lo guarda male e Julia si da alla pazza gioia in giro per l’Inghilterra, fino a che…..

Fino a che, spinta dai debiti, decide di chiedere aiuto al vecchio amico Aidan e ne diviene la segretaria.

E fin qui tutto bene. Poi però, allusione dopo allusione, pagina dopo pagina, comincio a sentire odore di bruciato.

Avendo letto abbastanza romance da essere un po’ scafata, mi accorgo che qualcosa nel racconto della giornata di passione in Cornovaglia non quaglia. Infatti lui era ubriacherrimo e lei non fa altro che ripetere di essersi comportata in modo infame. Comincio quindi a temere che il Sex-day in Cornovaglia non sia altro che il grande, grandissimo BM di questa storia e comincio a tremare, piangere dalla rabbia, inalberarmi, riflettere….perchè una volta realizzato che tra i due cazzoni non è successo nulla, il mio cervello ha ormai chiaro che siamo di fronte all’ennesima pulzella bisognosa di aiuto. Ed io questo non lo accetto.

Vostro Onore, chiamo al banco dei testimoni la Signora Laura Lee Guhrke.

“Signora Guhrke, non è forse vero che lei ha strutturato il personaggio di Julia in modo che risultasse agli occhi del lettore una donna particolarmente sensuale, amante dei piaceri della carne e priva di qualsiasi scrupolo?
Non è forse vero che per il 70% del libro il lettore crede di trovarsi di fronte ad una donna indipendente, ribelle, consapevole e manipolatrice?
Non è forse vero che questo espediente narrativo le è servito solo per illudere le povere donne moderne di trovarsi di fronte ad un personaggio femminile che si discostasse dal solito, noioso, stereotipo della donna bisognosa dell’uomo per trovare se stessa?
Non è forse vero che circa al 75% del suo libro si scopre che Julia è in realtà una donna traumatizzata, sola, debole, mezza vergine che è terrorizzata dall’idea di essere coinvolta sentimentalmente in una relazione, ossia la classica, noiosissima donna vittima del bruto di turno che si nasconde dietro ad un alone di sfacciataggine per nascondere la sua natura di sfigata sessualmente repressa?
E non è forse vero che il lettore si deve sorbire tutto il pallosissimo racconto del marito brutale che le lega le mani con una cravatta e la frusta?
Non è forse vero che la sensuale, erotica, libertina Julia è in realtà una suorina insopportabilmente lagnosa?
E, per concludere, non è forse vero che il lettore deve sorbirsi pagine e pagine di seghe mentali sul fatto che la protagonista non ha nessuna intenzione di risposarsi salvo poi ritrattare nel giro di 5 fottuti minuti senza apparente logica?
Vostro Onore, chiedo la condanna della qui presente Laura Lee Guhrke, per aver illuso, perculato, ingannato, beffato e gabbato le povere donne dell’era moderna che credevano di trovarsi di fronte ad una donna da ammirare ed invece si sono ritrovate con la sorella gemella di Santa Maria Goretti che si lagnava sulle loro spalle.”

Giudicare questo libro non è affatto facile.
Il 70% meriterebbe senza nessuna remora un bel 7,5 ma tutta la parte dedicata alla “Storia Triste” di Miss. Julia mi ha irritata parecchio e la tentazione di lanciare il libro dal finestrino del treno era davvero fortissima.
Tuttavia non posso dire che sia scritto male, o che sia oggettivamente brutto. Tutt’altro.
E non dimentichiamoci che si è riscattato alla fine evitandoci l’odiatissimo epilogo.

A conti fatti è un libro che potrei anche consigliare, magari molte di voi proveranno per Julia e per la sua storia triste un moto di affetto e comprensione. Io le avrei tagliato la testa con la Katana di Michonne….però è anche vero che io tendo ad essere poco empatica e piuttosto stronza, quindi non faccio molto testo.

Poi Lord Trathen è un gran leccatore di patate ed anche un grandissimo scapezzolatore, quindi tutto sommato poteva andarmi molto peggio….

In poche parole

Perla del giorno: I grandi scapezzolatori e magistrali leccatori di patate finiscono sempre con donne degne dell’appellativo “palla al cazzo”. Deal with it.

Poschina

Una Lunga Estate Crudele – Alessia Gazzola

Attendo i libri di Alessia Gazzola sempre con una certa aspettativa. L’ultimo poi mi era piaciuto assai quindi ero piuttosto eccitata per l’avvento delle nuove pagine scritte. Poi c’è Claudio Conforti per il quale ho immediatamente provato quell’attrazione che solo i bastardi con grossi problemi nella gestione delle relazioni interpersonali sanno darmi e che mi spinge a leggere voracemente pagina dopo pagina in attesa di un suo gesto o di una sua frase atta a sminuire la povera Alice.
Perchè parliamoci chiaro. Questi libri non sono giallo/rosa. Sono rosa. Si leggono per vedere alla fine della fiera chi scoperà con chi, quando, quanto e perchè.
Il giallo è un mero pretesto.

estate

 

La Trama: Nell’estate più rovente da quando vive a Roma, Alice incappa in un caso che minaccia di coinvolgerla fin troppo.
Il ritrovamento dello scheletro di un giovane attore teatrale, che si credeva fosse scomparso anni prima e che invece è stato ucciso, è solo il primo atto di un’indagine intricata e complessa. Alice dovrà fare così i conti con una galleria di personaggi che, all’apparenza limpidi e sinceri, dietro le quinte nascondono segreti inconfessabili.
Alice lo sa: nessun segreto è per sempre. E chi non impara a tenere a bada i propri segreti finisce col lasciarsene dominare… fino al più tragico e crudele dei finali.

Ed ora la parola alla giurata. Anche qui spoiler a manetta, non potrei fare altrimenti in quanto sento l’irresistibile esigenza di polemizzare un po’.

Nelle recensioni dei primi libri mi lamentavo di un’Alice troppo goffa, dipendente dal giudizio degli uomini, perennemente e fottutamente indecisa. Poi nell’ultimo libro le cose erano un po’ cambiate ed io pensavo che questo trend sarebbe continuato anche in questa fatica della Gazzola.
Peccato.

Il libro si apre con il ritrovamento di un cadavere in una cripta di un teatro romano. Assassinio.
Cianuro.
Da questo pretesto partono le indagini di Alice che ci portano a conoscere una serie di attori di teatro che rappresentano appieno il clichè del teatrante medio, ma sorvolando su questa piccola pecca che tutto sommato non mi ha infastidita, il problema è sorto quando più o meno al 16/17% del libro ho capito chi e perchè aveva assassinato il povero Flavio. E questo invece è un male, anzi… Il Male. Come poche pagine più tardi intuisco che, al solito, il libro si concluderà con un’Alice indecisa tra i bellissimi Conforti e Malcomess Jr. lasciandomi con l’amaro in bocca perchè va bene tirare la corda ma solo fino ad un certo punto; ormai Alice ha 27 anni e l’atteggiamento da ragazzina indecisa comincia a rasentare la patologia.

Visto che la storia gialla l’ho risolta in fretta, mi concentro sullo smadonnamento violento legato ad Alice personaggio ed al suo atteggiamento inconsistente quando si tratta di affari di cuore.

Partiamo con il mio preferito: CC aka il bastardo Conforti.

Cristo Alice !!! Cristo !!!!
Siamo nel 2015, hai Conforti a casa tua per cena, e non te lo scopi perchè non è lui a fare la prima mossa? In che epoca siamo? Medioevo? Pieno Ottocento? Ecco, sono queste le cose che mi fanno imbestialire.
Primo: che sei ancora lì a sbavare per Malcomess Jr. e poi che non cogli le occasioni.
Sei sempre a sbrodolare dietro a CC e poi quando potresti approfittarne non lo fai. Non ha senso. Non puoi aspettarti che ti dichiari eterno amore perchè CC è fatto di tutt’altra pasta.
Ecco, mi incazzo quando leggo certe cose, non posso farne a meno.

Per non parlare di quando, dopo che ti ha selvaggiamente scopata in ufficio (avrei gradito che la scena venisse descritta quantomeno sommariamente perchè la mia parte porca necessita di certe cose) lui se ne deve andare e tu aspetti come una vergine dodicenne che si degni di darti delle spiegazioni senza MAI prendere l’iniziativa.

E concludiamo con due perle:

1 – Conforti ti dice chiaramente che praticamente ti sbava dietro ma che non è nelle sue corde mettersi a parlare d’amore, bambini e matrimonio e tu gli rispondi parlando d’amore. Allora: o lo accetti per quello che è, oppure ti levi dalle palle e lo lasci nelle MIE sapientissime mani.

2 – Conforti ti propone pomeriggio e nottata di relax, coccole e tanto….tanto…tanto sesso e tu lo rimbalzi. Per dio NO!!!! E’ inaccettabile. E’ inaccettabile perchè poi continui a sbavargli dietro. Ma non lo sai che milioni di donne hanno cominciato le loro più belle relazioni in questo modo? Senza mettere paletti, senza dare definizioni, senza assillare gli uomini con matrimonio e figli? E poi cristo, fatti una sana scopata decente in un bel letto con uno che ci sa fare, perchè secondo me CC scopa da Dio; goditi il momento e poi vedi come va. Carpe Diem, sciocca Alice.

Ed ora passiamo a quello che mi piace un filo meno…..

Non è che io odi per principio Arthur ma non capisco più il senso di tenerlo in sospeso. Arriva, confonde Alice (non che ci voglia molto perchè si confonde emotivamente per qualsiasi cosa) e poi sparisce di nuovo non avendo lasciato nulla nè al racconto giallo tantomeno a quello romance. Poi torna, butta lì che tutto sommato è tornato per lei e poi non fa un beneamato cazzo. Perchè allora me lo devo sussare ancora? Lui e la sua splendida visione del mondo che però fa a botte con quella di Alice?
E poi dico….. sei tornato per restare a Roma ma in realtà viaggerai continuamente ed io già mi immagino un futuro nel quale Alice ritorna con il biondazzo per poi menarla continuamente che non c’è mai, che non la ama abbastanza, che ha bisogno di stabilità…. il tutto piagnucolando sulla spalla di un Claudio che non aspetta altro per infilarsi nelle sue mutande. Non sarebbe meglio mollarlo definitivamente? Concentrarsi sullo sviluppo del binomio CC/Alice? Secondo me lo spessore dei personaggi ne guadagnerebbe.

E poi, nessuno sano di mente andrebbe a convivere con la sorella del proprio ex che non si è ancora dimenticato, salvo forse se fosse un’amica d’infanzia che è venuta molto prima della relazione.

Ora passiamo alla New Entry….

Sergio, antropologo forense, conosciuto nello scorso libro.
Lui, a differenza dei due esponenti del sesso maschile sopra citati, vorrebbe davvero una relazione con la nostra Alice. Sappiamo che è maturo, ha una figlia, ma… cosa più importante….. sa baciare bene. Però ovviamente lei non sa bene cosa fare perchè le piacciono tutti e lui, che grazie a dio sembra avere un minimo di cervello, le dice che sarebbe il caso di chiarirsi le idee prima di buttarsi a pesce su chiunque. Ah… la saggezza dell’età…..

Se tutto andrà avanti in questo modo, saremo costretti a rapportarci sempre con un’Alice che non matura mai, nè nel rapporto con CC nè sul lavoro e tanto meno con Malcomess Jr.
Siamo più o meno al punto in cui eravamo al primo libro. Mi correggo. Siamo retrocessi al punto in cui eravamo nel primo libro, perchè nell’ultimo le palle la piccola Alice le aveva tirate fuori, basti vedere come ha mollato il saccente Malcomess Jr. in una camera d’albergo.
Purtroppo Alice è tornata ad essere quel tipo di donna che dipende dall’approvazione altrui e che è la “vittima” perfetta per personalità maschili borderline. E’ evidente che se con Claudio smettesse di fare la quindicenne invaghita e si comportasse da donna, le cose andrebbero in modo diverso.
Idem con il biondazzo (io parteggio per Claudio, ho anche un tattoo sulla tetta sinistra che inneggia al medico legale), un po’ più di palle e tutto sarebbe diverso.

Trattandosi di una serie, mi piacerebbe vedere una maturazione psicologica ed emotiva dei protagonisti. Una Cordelia meno debole e infantile, un’Alice più donna, un Malcomess meno “poeta maledetto” ed un Claudio più combattivo per quello che davvero gli interessa. Anche se onestamente CC è il personaggio che si è evoluto maggiormente con l’andare del tempo ed è anche quello che si è esposto di più. Alice invece smania ma non parla, trema ma non chiarisce, ama ma non capisce nemmeno lei chi, e poi figa, basta con la goffaggine. E’ atroce.

Temo, visto come si è concluso questo libro, che nel prossimo ci troveremo di fronte all’ennesimo triangolo non richiesto. L’impressione generale è quella che si stiano tirando le fila del discorso, tutto questo esporsi da parte di Claudio è quantomeno sospetto….mi auguro solo che non si ricominci con la manfrina di “chi amo? quanto? quando?” perchè davvero un po’ mi sentirei infastidita. Io a 23 anni sapevo quello che volevo e mi sono impegnata per accaparrarmelo e non è che fossi un mostro di sicurezza ed autoconvinzione, semplicemente avevo superato abbondantemente l’adolescenza.

Ora, onestamente, il libro mi è piaciuto perchè la Gazzola sa scrivere con estrema fluidità e non ci si annoia. La storia scorre senza intoppo, è chiaramente strutturata per rilassare ed intrattenere senza pretese assurde e in questo fa sicuramente centro….. però…..

Però purtroppo alla fine è risultato essere uno straziantissimo coito interrotto.

In poche parole

Praticamente un orgasmo negato.

Poschina