Una Paziente Conquista _ Sherry Thomas

Sherry Thomas è una scrittrice che non ho ancora ben inquadrato. Intime Promesse mi aveva piacevolemente stupita, poi però purtroppo, ero rimasta abbastaza delusa da Tentazioni deliziose. Ho deciso di ritentare la fortuna con Una paziente conquista e oggettivamente, trovarmi quasi a piangere dalla commozione sul treno delle 18.32 in un freddo venerdì sera, deve essere considerato un successone. Certo, se escludiamo il violentissimo imbarazzo nel rendermi conto di essere stata abbandonata dal mio proverbiale cinismo.

ROMANZI_1102La Trama: I genitori di Millie, borghesi arricchiti, vogliono per la figlia diciassettenne un marito titolato. Il giovane lord Fitzhugh, che ha ereditato una proprietà diroccata e molti debiti, è lo sposo perfetto. Ma se per Millie scatta il colpo di fulmine, Fitz invece prova per lei solo avversione, dato che sarà costretto a rinunciare a una fidanzata bellissima. Viene quindi stipulato un patto: la consumazione del matrimonio verrà rinviata di otto anni e, generato un erede, i due coniugi condurranno vite separate. Tuttavia, all’approssimarsi della scadenza, quando l’amicizia nata fra loro fa sperare a Millie di poter infine conquistare il marito, inaspettatamente ricompare la vecchia fidanzata…

Ed ora la parola alla giurata – piccoli spoiler semi innocui

Una delle caratteristiche che amo di più di questa autrice, è la sua capacità di entrare nei personaggi e far sentire al lettore tutto il loro mondo interiore. E se da una parte, avrei preso a calci Millie per la sua incredibile capacità di annullarsi in funzione dell’uomo che ama, dall’altra, ho ammirato la forza di volontà di questa ragazza, profondamente e irrimediabilmente innamorata del suo futuro marito, il quale, a pochi giorni dalle nozze, le dice apertamente che è stato costretto al matrimonio e che non la amerà mai in quanto il suo cuore appartiene ad un’altra.

Sono distante anni luce da questa eroina.
Mi mancano completamente la propensione al sacrificio, l’altruismo incondizionato, il votarsi al bene altrui.
Ma so benissimo cosa voglia dire stamparsi in faccia un bel sorriso, fare conversazione, intrattenere, compiacere, mentre l’infelicità ti stritola l’anima. E’ forse per questo che mi sono ritrovata profondamente commossa dalle vicissitudini di questa ragazza, che vede il suo sogno d’amore sgretolarsi davanti ai suoi occhi senza poter fare nulla per impedirlo e soprattutto essendo pienamente conscia di dover convivere per il resto della vita con un uomo che per lei non prova nulla, se non, quantomeno all’inizio, un odio viscerale essendo la sua futura moglie la principale causa della profonda infelicità che lo attanaglia.

Al contrario di quanto potrebbe sembrare all’inizio, Millie è una ragazza prima ed una donna poi, dotata di una forza straordinaria. Sensibile, caparbia, intelligente e sagace, fa di tutto per smettere di sperare che prima o poi il marito si accorga di lei e nonostante gli sforzi, ogni volta che lui le dedica attenzioni, lei ricasca nell’assurda speranza adolescenziale di poter essere per lui qualcosa di più dell’autera, perfetta, composta consorte.

La vita della coppia comincia con la peggior luna di miele della storia, dalla quale possiamo evincere nel giro di pochissime pagine quanto Fitz sia debole e immaturo e quanto Millie invece  sia pragmatica e lucida. La vita matrimoniale scorre negli anni intervallata dalle crisi di insofferenza di Fitz e da una costante dimostrazione di stoicismo da parte della moglie che non solo è sempre pronta ad essere l’ancora nella quale aggrapparsi nei momenti bui, ma soprattutto che gli lascia una libertà di azione extraconiugale ai limiti dell’umano. Fitz infatti passa la sua vita da un’amante all’altra senza che questo, apparentemente, turbi la sua placida mogliettina.

Certo, le cose cambiano quando Fitz le dice serenamente che la donna che ha sempre amato è tornata a Londra e che lui ha intenzione di intraprendere con lei la relazione che non ha potuto avere otto anni prima proprio a causa del matrimonio. Tuttavia, per onorare il patto fattole anni prima, afferma che prima di tornare tra le braccia della zoccolissima Isabelle ha intenzione di consumare finalmente il matrimonio e di mettere al mondo un erede.
A quel punto il cieco, ottuso, adolescenziale Fitz, si accorge che la moglie ha dei comportamenti che solitamente non le appartengono e comincia a ragionare su quella che è stata la sua compagna per otto anni e sulla strana richiesta che lei gli a pochi giorni dalle nozze: avere un matrimonio bianco per i successivi otto lunghissimi anni.

Questo è il BM della storia.

Fitz pensa che lei non voglia andare a letto con lui in quanto non innamorata nè interessata, mentre lei fa questa richiesta apparentemente folle perchè sa benissimo che se ci andasse a letto perderebbe completamente la testa e non riuscirebbe più ad accettare una vita coniugale costellata di amanti ed avventure frivole.

Inutile sottolineare che l’unico ciula che non si è reso conto di quanto sua moglie sia innamorata di lui, è proprio il nostro bellissimo, dotatissimo Fitz; sorelle, amici e parenti le ripetono continuamente che prima o poi lui aprirà gli occhi e si accorgerà della fortuna che ha avuto a sposarla mentre lui continua, ostinatamente, a pensare alla sua fiamma adolescenziale; la procace, esuberante, futile Isabelle.

Alla fine l’idiota, si renderà conto di quale tra le due è la donna che veramente ama?

Al solito il libro è strutturato con un costante alternarsi tra il passato e il presente. Splendidi tutti i flascback e accattivante la second story tra la sorella di lui Helena e l’amico di famiglia Hastings.

Mi è piaciuto al punto che non sono riuscita a chiudere il kindle fino a che non ho letto la parola fine ed erano più o meno le 4.20 del mattino. Una roba che non mi capitava da non so quanto tempo.
Brava Sherry, brava davvero.
Sei persino riuscita a strapparmi una lacrimuccia e ti sei meritata tutta la mia ammirazione tirando fuori una delle frasi più belle sull’infelicità che abbia letto negli ultimi anni: “L’infelicità era davvero tanto invisibile? O la gente preferiva semplicemente girarsi dall’altra parte, come con i lebbrosi?”

In poche parole

Quando si dice “rimanere ancorati al passato”……

Poschina

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5 thoughts on “Una Paziente Conquista _ Sherry Thomas

  1. Non so se faccio spoliler ma per sicurezza metto l’avviso
    POSSIBILI SPOILER

    Questo è un romanzo bellissimo, l’ho letto due volte 🙂 . Il racconto alternato ai flashback è condotto in modo magistrale. Devo essere sincera, a me Fitz è piaciuto un sacco, non l’ho trovato immaturo (per l’età che aveva all’epoca del matrimonio) anzi, ho apprezzato moltissimo le sue reazioni sopra le righe, quella rabbia che si manifesta facendo a pezzi tutto quel capita sotto mano, la disperazione che porta al desiderio di autodistruzione, la sensazione che non ci sarà un futuro a causa della perdita del primo amore. Diciamo che leggere delle reazioni di lui è in qualche modo liberatorio.
    Millie è deliziosa. Unico neo: otto anni??!!!!??? Vabè che lei era praticamente una bambina, però…..ma non importa perchè tutto ha portato all romantico finale. Altrimenti perchè leggiamo questi romanzi? Per parlare di disgrazie? 😀

    Il primo libro di questa serie si lascia leggere ma non ha questa profondità, invece spero di leggere presto la storia di Helena e Hastings (anche se “Hastings” mi ricorda l’aiutante di Poirot, zero sexitudine ahahahahahah)

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    • ahahahhahah…. anche a me ricorda l’assistente di Poirot !!!!!! ahahahhahah quanto ridere…

      Anche io aspetto con ansia la loro storia, ho appena letto quella di Venetia e di Lexington ma non mi è piaciuto poi così tanto. Per carità si legge senza problemi ma rispetto ad “Intime Promesse” e “Una paziente conquista” è decisamente inferiore.

      Per quanto riguarda Fitz la sua immaturità esiste solo se paragonata all’estrema maturità di Millie. A diciannove anni io avrei dato fuoco alla casa, altro che spaccare qualche muro.
      Peraltro io ritengo meravigliosa tutta la parte legata alla luna di miele, che ci mostra delle reazioni perfettamente umane da parte di entrambi e anche gli sfoghi liberatori di Fritz e di Millie (anche lei sfonda il camino…) nei quali mi rivedo completamente.

      La cosa incredibile è che davvero mi sono commossa leggendo gli otto anni di sofferenza di Millie ed ho trovato bellissimo il modo in cui è descritto come Fritz acquisti man mano la consapevolezza di essere effettivamente innamorato di sua moglie. Un esempio: nota che non ha finito la colazione e che ha salato troppo l’uovo. L’ho trovato tenerissimo perchè senza troppe parole l’autrice riesce a far capire quanto, nonostante non se ne renda pienamente conto, Fritz tenga a Millie.

      Bello, davvero un bel libro.

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  2. Si si bello. Fitz nella disperazione mi ha ricordato un po’ Leo Hathaway che io ho adorato (personaggio con una marcia in più, grande senso dell’umorismo) anzi penso che andrò a rileggermi il romanzo perchè la Kleypas nello storico resta imbattibile, chetelodicoaffare…..
    In particolare mi sono ricordata di Leo quando dice di farsi paura da solo perchè “io amo come un pazzo”. Come si fa a non amarlo ? 😉

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  3. Pingback: Il Listone – Marzo 2015 | La Leggivora

  4. Buonasera,
    Arrivo tardi a commentare, ma ho letto questo romanzo solo oggi e non riesco a staccarmene, ho bisogno di condividere, e visto che lo comprai dopo aver letto questa recensione, condivido qui. Dalle prime righe mi si è stretto il petto sempre di più e non sono più riuscita a fermarmi, mentre il senso di sofferenza continuava.
    Meraviglioso, ma mi ha fatto sentire male. Leggendolo ero molto sorpresa, nel sentirmi così coinvolta, perché a me i romanzi rosa non danno che una sensazione piacevole, se mi piacciono. Nessuno struggimento doloroso.
    Però a me decisamente non stanno bene due cose:
    1)Lui è stato un cieco, giusto? Ha fatto spezzatino dei sentimenti di lei, la quale non ha fatto altro che soffrire, accontentarsi di piccolezze come fossero tesori, e consolarlo del suo amore perduto per quella grandissima stronza e zoccola. Bene, dopo che ci fanno soffrire per quasi 200 pagine, viene fuori che lui non c’aveva capito una mazza. E allora mannaggia la miseria deve STRISCIARE dico io, ma prostrarsi proprio. Cioè le deve proprio chiedere perdono in ginocchio. Sì ok avevano fatto il patto, l’accordo… ok. Sì ok i bei gesti, e l’amicizia, e le tenerezze, tutto molto bello.
    Però lui è andato avanti a frignare senza sosta per quella stronza zoccola e pure cattiva oltre che ignorante per tutto il santo romanzo; Inoltre, mentre frignava, s’è fatto tutte le gonne che sono passate. Dico ma alla fine deve smuovere mari e monti e chiedere perdono in aramaico! Invece così, basta, in 3 pagine tutto a posto e arrivederci!

    2) Quella stronza zoccola che lui crede di amare per la vita, perché è tratteggiata come antagonista con tratti così incerti?
    Ma che cosa mi significa Io sarò sempre tuo amico non ti preoccupare tengo a te, sarai felice, no non posso più essere tuo amante, ma vieni a vedere con me quel gioiello di casa mia? Ma deve proprio scomparire con un calcio ben assestato, mentre tutti le danno della stronza coi cori! e pure una ventina di pagine prima di quanto avvenga, mannaggia!
    A parte questo, libro commovente. E sto leggendo la storia di Helena e Hastings, ma il primo romanzo non lo leggerò mai, anche se Sherry Thomas ha un buono stile, perché Dio mi salvi se devo leggere due righe di stralcio su Millie e Fitz che sono ancora nel matrimonio parte brutta e sono taaaanto amici. Ciao!

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