L’Amore è sempre in ritardo – Anna Premoli

Le mie orchidee stanno schiattando. Non so perchè, non so come, non so più nulla; solo che, inesorabilmente, stanno passando a miglior vita. Prima una, poi l’altra, poi ancora un altra…. Ed io resto lì inerme, fermamente convinta che se hanno deciso di smettere di abbellire la mia sala, forse hanno le loro buone ragioni.
Allo stesso modo mi sono arresa all’idea che settembre non fosse un mese da Romance. Complice l’aria estiva che permeava la Big City, complici una decina di libri oggettivamente di merda, complice la mia parte polemica e supponente che ogni tanto preme per saltar fuori, ho fatto quello che non facevo da tempo.
Ho commentato uno stato FB andando  controcorrente a testa alta. Ed ho perso. Cioè…alla fine mi sono arresa, e non ci ho messo nemmeno poi tanto. Segno inequivocabile che sto invecchiando.

Il punto era, e lo ha scritto Amabile Giusti (lo dico perchè altrimenti sembra che mi inventi le cose) che chi scrive una recensione negativa senza aver completato il libro è, in poche parole, un cafone e compie una specie di peccato indicibile che lo rende a tutti gli effetti una bruttissima persona.
Essendo nota per non finire i libri che mi fanno cagare e parlandone pure male, mi sono sentita chiamata in causa ed ho cercato di difendere le mie opinioni…ossia che se non riesco nemmeno ad andare avanti con la lettura, evidentemente il libro non mi piace e non posso certo parlarne bene e mi sento in diritto di dire che non mi è piaciuto.
NO.
Non si può fare.
Lo devi finire perchè poi, magari, al 90% svolta e diventa il libro della vita e cmq anche se persiste nel far cagare, per rispetto all’autore lo devi finire, altrimenti non hai il diritto di parlarne male.
Secondo me anche se svolta al 90% resta cmq. un libro di merda perchè per la maggior parte del libro ha fatto schifo, ma le mie motivazioni sono state smontate pezzettino dopo pezzettino continuando a ripetere che non c’è peggior cafoneria del parlar male di un libro che non si è finito.
Vedete, per me il libro è come qualsiasi altra cosa…. se non mi prende più vado avanti e peggio mi sento, come quando non ti piace un piatto di pasta con le acciughe ma ti costringono a finirlo e alla fine gli ultimi bocconi li mandi giù con una nausea imperante al punto di rischiare di sboccare ogni 2 secondi.
E poi mi chiedo….ma se io ho pagato 4,99€ avrò anche il cazzo di diritto di dire che un libro è di una noia mortale e che non mi è piaciuto? E poi….vogliamo parlare di quelle recensioni a 5 stelle di gente che scrive “Non l’ho ancora finito ma è splendido?” Di quelle però non si lamenta nessuno….ovviamente ( e con questa ultima frase non mi riferisco nello specifico alla Giusti ma più in generale alla polemica al momento in corso).
Ora che vi ho frantumato i testicoli posso confessarvi che per una frazione di secondo mi sono sentita in colpa ed ho giurato che il prossimo libro, noioso o meno, lo avrei finito.

Ecco; appunto.

La Trama: I primi amori sono di solito un dolce ricordo, capace di far sorridere. Non per Alexandra Tyler: Norman Morrison, il migliore amico di suo fratello Aidan, l’ha rifiutata senza tante cerimonie dopo che lei ha trascorso l’adolescenza a corteggiarlo e a comporre per lui terribili lettere d’amore in rima. Ogni volta che lo vede – anche ora che è una donna adulta e sta finendo un dottorato in Geologia alla Columbia – non riesce proprio a controllare il malumore. Le sue storie sentimentali sono state tutte un fallimento. E la colpa, secondo Alex, è proprio di Norman. Quando, stanca di incontri poco entusiasmanti, decide di prendersi una sacrosanta pausa dal complicato mondo degli appuntamenti, Norman, altrettanto stufo di pranzi tesi in casa Tyler, le propone una tregua: lasciarsi il passato alle spalle e provare a comportarsi in modo almeno amichevole. Alex non può tirarsi indietro di fronte a quella che per lei suona quasi come una sfida: trattarlo in modo cordiale in fondo non dovrebbe essere così difficile. O almeno, questo è quello che crede…

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler Alert

Se non mi fossi sentita chiamata in causa come “cafona”, mi sarei limitata a interrompere questo libro più o meno al 50% e a definirlo, sulla mia pagina Facebook, “Trascurabile”. E invece no. Siccome definirlo trascurabile senza averlo finito sarebbe stato scortese nei confronti dell’autrice, l’ho finito.
Sono arrivata al tanto agognato 100% ed ora posso parlarne con cognizione di causa senza sentirmi in colpa nei confronti di nessuno. Avendolo letto tutto ora posso recensirlo ed essere considerata dalle scrittrici italiane emergenti una persona estremamente corretta ed educata.

Morale?
Trascurabile, dimenticabile, non necessario.

Contente?
Io no.
Io no perchè non volevo parlarne male, perchè a me Anna Premoli sta simpatica, perchè il suo primo libro mi è piaciuto, l’ho letto tutto d’un fiato una sera di qualche anno fa e lo ricordo con affetto, con rispetto e con tanta nostalgia. Ed invece ora mi tocca smembrare questo nuovo libro e dire tutto quello che penso, perchè io sono fatta così, una grandissima cagacazzo che se per caso si sente chiamata in causa se la prende a morte, si arrovella, si incancrenisce e finchè non fa scoppiare il bubbone non supererà la cosa.

Di Anna ho comprato quasi tutti i libri ma, essendo rimasta all’epoca un po’ delusa da “Come inciampare nel principe azzurro”, alla fine ho sempre comprato e mai letto….fino ad oggi. Fino a quando qualcuno che nemmeno mi conosce mi ha dato indirettamente della cafona. A me, che sono uno zuccherino. A me, che cerco sempre di motivare le mie critiche senza buttarle lì alla cazzo….
Sì, quando il mio compagno mi accusa di prendere tutto un po’ troppo sul personale….ha ragione da vendere (ma questo in sua presenza non lo ammetterò mai).

Ma torniamo a noi.
Norman e Alex si conoscono da una vita e lei lo ama da quando aveva più o meno 9 anni e lui 18. Arrivata alla maggiore età e dopo una serie di imbarazzanti lettere scritte in rima, decide di infilarsi nel letto di Norman e di saltargli addosso, ficcargli la lingua in bocca e farsi sverginare.

Ovviamente lui la rimbalza.
La rimbalza perchè, udite udite, abbiamo di fronte un rarissimo caso di “Uomo con il mestruo”.
E giuro che non c’è nulla che mi faccia cadere le braccia più dell’uomo sega mentale, in questo caso poi siamo alla follia. Si parla di anni, ed anni, ed anni, ed anni di tentennamenti amorosi tra due tizi che si amano, si piacciono, si trovano attraenti ma che non fanno nulla perchè lui ha le remore. L’ansia, l’angoscia esistenziale di ritrovarsi come suo padre, logorato dall’amore per l’ex moglie e ridotto all’abuso di alcool e pillole fino ad uccidersi. Eh sì, detta così sembra pure triste ma dal libro non traspare tutta la disperazione di questo ragazzo, sembra solo un tizio senza coglioni che non ha il coraggio di fare nulla se non restare a guardare la donna che ama da lontano segandosi sui vecchi ed orribili poemi in rima che ha scritto per lui.

Norman viene descritto come prevedibile, noioso, intelligentissimo, scostante, freddino e pure con un pessimo gusto nel vestire. Mentre Alexandra è una specie di dea in terra. Bella, estroversa, simpatica, intelligente, brillante, amante degli sport, realizzata sul lavoro…insomma praticamente la donna perfetta. Ha l’unica pecca di essere ancora follemente innamorata del suo primo amore che non la caga di pezza ma Santiddio…..un difetto dovrà pur averlo anche lei.

Cmq per farla breve i due pistoloni sono costretti a passare due giorni bloccati in una baita a 3600 metri di altezza causa tempesta di neve e ovviamente io mi aspettavo un sacco di sesso sporco e orgasmico ed invece col cazzo. Solo un miliardo di seghe mentali che definire noiose è riduttivo. Perché capite, un conto è la sega mentale una, due, tre, quattro volte….ma una sega mentale che va avanti 100 pagine non la regge nessuno. Poi…..il libro è scritto in prima persona da entrambi i protagonisti. Norman e Alex.

Basta.

Bello le prime volte che lo leggi, poi o sei davvero bravo a scrivere (roba che mi devi necessariamente far empatizzare con entrambi, mi devi far sentire cosa sentono, vivere quello che stanno vivendo, trovare uno stile di scrittura diverso a seconda di chi in quel momento sta narrando e via dicendo) oppure dopo un po’ non ha senso. Meglio un unico narratore e via….la semplicità al potere.

Che poi lo faccio anch’io, cosa pensate? Ho almeno 2 racconti con l’alternanza dei punti di vista dei protagonisti, ma il fatto che lo faccia anch’io non significa che debba per forza funzionare ed in questo caso l’ho trovato un po’ inutile.

Se cercate quelle emozioni strappamutande, strappalacrime o strappaqualsiasicosa, questo libro non fa per voi. E nemmeno per me. La storia si dipana lentamente, e la sensazione che lascia è quella di essere stati fermi 4 ore a guardare un lago in una giornata nebbiosa. Nemmeno una fottuta increspatura. Niente. Tutto tace.
Non aiuta di certo l’eccessiva imbranataggine di Norman. C’è da augurarsi che abbia una verga di dimensioni ragguardevoli e che sappia usarla ad arte, altrimenti quest’uomo avrebbe bisogno di essere rottamato in funzione di qualcuno più brioso.

Nelle ultime imperdibili 10 pagine viene fuori che tutti, ma proprio tutti, sapevano che Norman e Alex si amavano e che da ANNI attendevano che finalmente scopassero….e che poi, ovviamente, convolassero a giuste nozze perchè lui non ha passato tutto il libro sostenendo che non si sarebbe mai sposato. NO, non ci ha fatto due coglioni come due meloni sostenendo di essere incompatibile con il matrimonio. NO!!!!!!! Vero?

Coerenza, coerenza, coerenza.
Va bene l’AMMMMOREEEEE ma almeno spendiamo 10 pagine a capire come quest’uomo abbia improvvisamente cambiato l’intera sua galassia interiore nel giro di 2 giorni e sia chiaro che la visita lampo della madre a me non basta.

MA.

Ma il libro è scritto bene, in italiano corretto e scorrevole.
E’ un libro piacevole che sono certissima incontrerà il favore di un miliardo di donne diverse, quelle che hanno come unico scopo nella vita la fede nuziale, quelle che vogliono l’uomo che le ama da lontanissimo e che si dichiara in modo plateale, quelle  che sognano di sposarsi e mettere su famiglia con il loro amore dell’asilo e soprattutto le Romanticone, ma quelle pure, quelle che amano il romanticismo tutto fiorellini, cuoricini e #noidueunsolocuore. A loro piacerà moltissimo.
Per me invece è un no.

Un no tranquillo e placido come lo è il libro.
Un no tutto sommato trascurabile.

Però l’ho finito, tutto, fino all’ultima pagina. TUTTO. Senza nemmeno saltare qualche riga. TUTTO, ma proprio TUTTO.

Ed è qui che vi dico che no, non lo faccio più.
Sarò cafona, sarò stronza, mancherò di rispetto agli autori ma io non mi costringerò più a finire un libro che non mi appassiona più di tanto. Non lo farò perchè ho 38 anni e ormai so cosa mi piace e cosa no. So che se al 60% del libro mi sto annoiando, arrabbiando, schifando, non cambierò opinione. So che se trovo i personaggi noiosi continuerò a trovarli noiosi, se non mi piace lo stile con cui un libro è scritto, non è andando avanti nella lettura che imparerò ad apprezzarlo. E non è certo finendo il libro che porterò più rispetto all’autore. Gli porterò rispetto con l’onestà intellettuale di non criticare per partito preso così come eviterò di lodare solo perchè un’autrice mi sta più simpatica di un’altra.

E soprattutto gli porterò rispetto essendo conscia di essere una voce tra un milione di altre voci, di essere semplicemente una persona che legge e che può apprezzare o non apprezzare il lavoro di uno scrittore, di non fregiarmi di titoli che non possiedo, di non impedire, con il mio parere, che gli altri ne abbiano uno completamente diverso. D’altronde io conosco gente che definisce “Il Signore degli Anelli” un libro PALLOSISSIMO, che si è fermata a pagina 50 e che nemmeno lo vuole sentire nominare, e parliamo di uno dei capolavori assoluti della letteratura. Non credo che queste persone manchino di rispetto a Tolkien, ma che semplicemente non apprezzino quel genere di letteratura e quel genere di scrittura (e parliamo di una Signora Scrittura)…pazienza, non penso che Tolkien ci perderebbe il sonno, probabilmente, forte della consapevolezza della sua innegabile maestria narrativa, ci farebbe sopra una bella risata.

Lo so, sono stata davvero prolissa e pallosa. Ma sono fatta così, quando non comprendo qualcosa ci rimugino sopra, non ne esco, mi metto in dubbio, penso immediatamente che se 100 persone mi ripetono una cosa devo necessariamente essere in torto io e allora mi metto alla prova, cerco di cambiare, di adeguarmi, di corrispondere all’idea di giustizia che queste persone mi hanno messo in testa.

Poi rinsavisco e rompo il cazzo a tutti con le mie fissazioni.
Potrete perdonarmi?

In poche parole

Niente di trascendentale, niente di speciale. No batticuore, no strappamutande, no uomini caramelle Rossana tutti da scartare.
Uffa.

Poschina

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Ti Amo ma non Posso – Cecile Bertod

Eccola, La Stronza.
Che poi sarei io. Cioè la Me Medesima quando legge questi libri destinati proprio al mio Sesso e alla mia specie.
Perchè questi sono libri per donne scritti da donne che conoscono, o dovrebbero, le donne.
Ma io mi alzo, spolvero via le briciole dei taralli che mi si sono fermate sulle tette e dico “No, Grazie”, poi mi risiedo e continuo a mangiare taralli perchè ormai ne sono dipendente.

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La Trama: Sam lavora da quattro anni al «Chronicle» e, dal primo momento in cui l’ha incontrato, è segretamente innamorata di Dave, il vicedirettore del giornale. Nonostante faccia qualsiasi cosa per essere notata, non sembra avere speranze: è timida, insicura e un po’ troppo in carne, mentre Dave ama il lusso, le modelle e ai sentimenti preferisce i flirt di una sera. Quando lo vede in TV accanto a una donna bellissima, Sam si rende conto che non può continuare a sprecare il proprio tempo dietro a un sogno irrealizzabile. Basta con Dave!

Ed ora la parola alla giurata – solo spoiler e lamentele

Sapete da cosa mi accorgo che ancora oggi la Donna è considerata inferiore all’uomo? Dai titoli dei libri per donne. Seriously? Ti amo ma non posso, Amami anche se non vuoi, Non mi piaci ma ti amo…… e potrei andare avanti ore. Ma Zio Cane !!!! E’ inaccettabile. Nemmeno “Cioè” arriva a questi picchi di infantilismo, nemmeno mia nipote di 7 anni ad essere onesti e quindi perchè? perchè? perchè?

E lo dico dopo averne comprato uno, il che rende un po’ meno credibile tutta la mia indignazione….onestamente però, devo ammettere che di solito evito questi libri come la peste ma poi ultimamente mi sentivo Snobbissima e allora mi sono detta “ma si, dai… guarda quante recensioni positivissime. Smetti di fare la figa di legno e leggi”. Ed è così che mi sono ritrovata tra le mani questo concentrato di seghe mentali.

Primo. Se queste sono le autrici che piacciono e che vengono considerate bravissime e divertentissime io pretendo che Amabile Giusti e Nina Pennacchi vengano immediatamente insignite del Pulitzer perchè loro sì che scrivono bene, loro sì che hanno qualcosa da dire.

Ma passiamo a noi.

La nostra Sam fa da galoppina per una delle più prestigiose testate giornalistiche americane, è giovane, caruccia ma si ritiene grassa.
Si descrive come una specie di botte e poi viene fuori che basta che indossi un vestito che le strizza le tette e due superfighi se la contendono a morte, manco fossero due beagle alla vista di un osso di pollo. Quindi evidentemente è la classica ragazza taglia 44, alta uno e settanta  che passa il tempo strizzando i coglioni alla gente menandosela perchè non è Kate Moss ma che adeguatamente imbellettata è una specie di Monica Bellucci.

Ma questo sarebbe sempre e comunque il meno.

La cosa che mi irrita oltre ogni fottuta possibilità di recupero credibilità per questa autrice (in realtà scoprirò a lettura finita di aver letto tempo fa un suo libro che non mi era dispiaciuto affatto e di averne uno ancora da iniziare in libreria da un paio d’anni) è la perenne insicurezza ai limiti del patologico di questa donna. Per farmi capire lei finisce ad una serata di gala tacchinata da un figo da paura che, chiaramente, ha anche i soldi, il quale ci prova spudoratamente. Ma tanto spudoratamente da non lasciare dubbi. Roba del tipo “Ti succhierei tutta dalla testa ai piedi” e lei invece di reagire o indignandosi o, come farebbe chiunque dotato di un po’ di cervello, dandogliela a tempo zero, si incazza perchè pensa che lui la prenda per il culo.

E andrebbe anche bene, lei cretina che resta da sola a mangiare latte, cereali e nutella tutta la vita.

Invece no, il gran figo la insegue, insiste, la coccola, la bacia, si struscia e via dicendo perchè…..credici….. è proprio così che vanno le cose, tu botti via l’occasione e lei ti insegue.
Quindi donne, seguite tutte le indicazioni di questa autrice e siate completamente sceme; quando David Gandy vi struscerà l’uccello addosso voi dovrete scappare insultandolo e insistendo di lasciarvi stare e di smetterla di prendervi in giro, state certe che lui vi inseguirà  e passerà i tre mesi successivi cercando, infruttuosamente, di portarvi a letto e alla fine se ne andrà con la coda tra le gambe e il cazzo di amianto promettendovi che resterà sempre e costantemente in attesa di un vostro segno per il resto della sua vita. Contateci pure, sceme di tutto il mondo.

Mavaffanculovà!!!

Che poi…..ok l’insicurezza. Siamo tutte un po’ insicure. Tutte ci vorremmo perfette. Ma qui non si tratta di insicurezza, qui è patologia. Dai….una innamorata del suo capo che lo fotografa mentre mangia, che si fa trattare come una schiava e che fa la preziosa quando un figo da paura le sbava chiaramente dietro.

E lui?
Quello di cui io dovrei teoricamente innamorarmi?
Lui è uno scopatore seriale di donne magre, costretto dal suo capo a restare in astinenza per tre mesi (non sto qui a sprecare inchiostro virtuale per spiegarvi il perchè) e quindi decide di farsi aiutare nel lavoro da quel paracarro di Sam, che oltre ad essere insignificante, è anche contenta di fare straordinari gratis e di obbedire a tutte le sue richieste.

Però Sam nel contempo ha deciso di vestirsi come una qualsiasi donna, di pettinarsi e di truccarsi e allora lui si trova ad avere a che fare con Monica Bellucci e l’uccello gli va costantemente in tiro  e lo sappiamo tutti che lavorare così diventa una tortura.

Non solo, perchè il bello del bello del bello è che per tipo 5 volte lui la sbatte al muro, la sditalina, la succhia come una caramella Rossana e poi la molla lì, mezza orgasmante all’urlo di “No, No, No, non devo”.

Uno così tenetevelo.
Ve lo regalo e vi do anche una scatola di goldoni così evitate accuratamente di riprodurvi perchè da una cretina e un idiota non può uscire nulla di buono.

Ah….beh…..certo….ovviamente lui la AMA. Non è che se la vuole solo fare o che vuole uscire con lei per vedere come va. No. Lui la AMA. Ieri era un paracarro, oggi la donna della sua vita.

Ok, lo so, sono davvero incattivita ma non è accettabile che le donne del millennio in corso vengano sempre e solo dipinte come insicure, fragili, goffe fino all’inverosimile, incapaci di gestire la loro vita sessuale/amorosa in modo maturo, tonte (perchè solo una tonta non si sarebbe accorta che Al se la voleva portare a letto), masochiste sul lavoro, dipendenti dal maschio alfa [in questo caso due, uno alfacomprensivo e l’altro alfaprepotente ma cmq. sempre quell’immagine di maschio arrivato, ricco e che “Non deve chiedere mai” salvo poi trovarsi ad implorare una vagina che manco fosse d’oro]. Il maschio che ti salva, ti afferma come donna, ti fa sentire “arrivata e accettata” perchè senza di lui sei e resterai sempre una donna a metà.

Beh, scusa ma io sono intera anche da sola.

Errore mio, che ho provato ad immergermi nel romance moderno ignorando tutti i segnali dell’apocalisse letteraria che erano chiaramente palesati da titolo e copertina.  Che poi qui non posso nemmeno dare la colpa ad una pessima traduzione, come fu per il divertentissimo (in lingua originale) Wallbanger, diventato banalissimo dopo una pessima traduzione.

In poche parole

Io uno che prima mi sditalina, mi ciuccia, mi eccita e poi si allontana urlando “No, No, Non posso”, lo eviro prima ancora che possa finire la frase. No – No cosa, idiota?

Poschina

Perchè ho detestato 50 sfumature di grigio

No, non l’ho appena riletto. Una volta mi è bastata. Lo rileggerei solo se qualcuno mi pagasse profumatamente. Quindi, direte voi, su cosa fai la recensione? Perchè? Chissenefrega !
Avreste anche ragione ma più volte mi è stato chiesto perchè non mi è piaciuto, anzi, il perchè delle mie espressioni esasperate ogni volta che lo sento nominare.
Beh…. ecco perchè.

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La Trama: Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di ventun anni incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest’uomo bellissimo e misterioso. Convinta però che il loro incontro non avrà mai un futuro, prova in tutti i modi a smettere di pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita a uscire con lui. Anastasia capisce di volere quest’uomo a tutti i costi. Anche lui è incapace di resisterle e deve ammettere con se stesso di desiderarla, ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scoprirà che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall’ossessivo bisogno di controllo, ma soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili… Nello scoprire l’animo enigmatico di Grey, Ana conoscerà per la prima volta i suoi più segreti desideri.

Ed ora la parola alla giurata –  ULTRASPOILER

Prima cosa che assolutamente dovete sapere….io posso leggere libri con trame di merda, storie inconsistenti e amenità di vario genere ma non tollero la cattiva scrittura e 50 Sfumature di Grigio è davvero scritto male.

Proseguiamo con il dire che io DETESTO Anastasia Steele. La detesto in quanto massima rappresentante di tutte le Gatte Morte dell’universo, delle vergini zoccolose, delle cagacazzo martiri e delle Santamariagorettiane incallite. E la detesto anche perchè è goffa, stupida, ingenua ed irritante fino all’inverosimile. E detesto in modo ancora più viscerale il nomignolo “Ana” perchè mi vengono in mente nell’ordine: l’ano e gli anticorpi antinucleo e continuo a pensare che il traduttore avrebbe potuto trovare un modo migliore per gestire la situazione.

Premessa, il libro mi è stato passato rigorosamente in forma illegale. Un PDFfone di dimensioni abnormi che ho letto tra lo stupito e l’irritato con qualche blandissimo pseudobrivido ogni tanto.
Ma andiamo con ordine.

Anastasia, cucciolona nostra, ha 23 anni e mai conobbe uomo. Ma non nel senso che nessuno l’aveva mai sbattuta legata ad una croce; che ci potrebbe anche stare, ma proprio che nessuno l’aveva mai cagata di pezza. Mai un bacio, mai uno strusciamento di lingua, mai nemmeno uno sfioramento casuale di tetta in metropolitana. Ok, facciamo pure finta che sia così….. Lei, proprio lei, è costretta a superare la sua innata timidezza ed andare ad intervistare tale Christian Grey, magnate di Stocazzo.

Immaginatevi un ufficio superfigo in un palazzo superfigo con tutti i dipendenti superfighi, ed ora immaginatevi Nostra Signora del Patetismo vestita come mia nonna negli anni 40 con l’aria da madonnina infilzata che entra nella stanza del superboss e cade come solo una decerebrata su un tacco 2 a base larga potrebbe fare.

E qui accadono due cose impossibili:
Primo: Christian Grey ha tipo 27 anni. E. L. James…..MASEISERIA? In italia l’unico 27enne multimilionario è Lapo Elkann e tutto mi fa venire in mente tranne che dargliela a profusione. Perchè già questo dettaglio mi ha fatto rizzare i peli sul collo dal ribrezzo cerebrale. Non si può sentire. Non si può sentire. Non si può sentire. Perchè capirei un quarantenne figherrimo, esperterrimo e sexerrimo, ma un 27enne no. Non ho niente contro chi ha meno di 30 anni ma sul fascino magnetico e che ti fa venir voglia di scartarlo come una caramella Rossana avrei qualche dubbio.
Secondo: Lei è squallida, sciatta, sfigata e incamatissima e lui invece di pensare “Madonna mia questo scarto della società non vedo l’ora di togliermelo dai coglioni” si illumina di immenso e pensa a quanto vorrebbe legarla ad una tavola a croce e sodomizzarla allegramente.

Siccome lui è figo, ricco e figo e ricco, lei non riesce a toglierselo dalla testa ed un giorno lo vede comparire nel negozio in cui lei lavora (una specie di ferramenta o di attrezzatura tecnica, non ricordo e non è importante) e per farle drizzare i capezzoli compra corde, scotch telato, ganci e altro materiale chiaramente riconducibile al sesso estremo. Ma lei, tontolona minchiettona idiotona nostra, non ci arriva e crede che sia un appassionato del Fai da Te. Sì, nel senso che si fa te.

Poi boh, non ricordo bene, ma si arriva al punto in cui le propone il contratto di sottomissione, lei tentenna poi accetta, lui scopre per caso che lei mai conobbe uomo e si scioglie come il coniglietto pasquale Lindt dimenticato sulla scrivania in una calda giornata di sole. Allora la inizia al sesso Vanilla con una normalissima scopata alla missionaria con, se non ricordo male, la legatura delle braccia con una cravatta. Roba che ho scoperto aver scandalizzato/eccitato un botto di donne che evidentemente hanno una vita sessuale al limite dell’accettabile. Cioè voi non avete mai fatto sesso bendati, legati, a 90, anale, sul tavolo, per terra…….e potrei andare avanti ma qui mi fermo per questioni di tempo.

Ora stringiamo perchè qui abbiamo tutti da fare.

Si passa in breve al BDSM delicato fatto di frustatine, piumette, plug anali e affini, il tutto misto ad un controllo ossessivo compulsivo sul cibo.
Parliamone.
Parliamo di quanto io non sia adatta nel ruolo di schiava. Vi immaginate qualcuno che abbia il coraggio di frapporsi tra me ed un barattolo di Nutella quando sono in piena ovulazione? Oppure qualcuno così temerario da dirmi quanto e come e quando devo mangiare? E riuscite a figurare la mia reazione nel caso mi si proibissero beni di prima necessità quali il taralluccio pugliese?
Appunto.

Invece a lei va bene. O meglio, non le va bene, ma lo ama ed è decisa a salvarlo dai suoi demoni.
Sì, avete capito bene.
I SUOI DEMONI
Perchè non può essere un ragazzo con la passione per il sesso estremo, NO, lui deve essere necessariamente il risultato di un sopruso in età adolescenziale che lo ha portato ad avere seri problemi nel rapportarsi all’altro sesso trasformando un ragazzo di sani principi morali in un pervertito che ama far male per godere.

E questa visione del BDSM è stata la bastardata più bastardata di tutto il libro, non avere nemmeno il coraggio di scrivere di sesso estremo senza giustificarlo con una turba psichica. Brava la nostra scrittrice, Perversa, ma con l’alibi. E. L. James, mi fai tristezza.

Però…. però ammettiamo che ci sono stati momenti davvero piacevoli come quando la nostra minchiona per eccellenza continua a triturare i coglioni di Christian dicendo che vuole sentire come gli piace davvero fare sesso e che lei è pronta, vogliosa e disposta a tutto…..allora lui dopo pagine e pagine di insistenze la prende pesantemente a cinghiate e lei si offende e se ne va.

Brava Anastasia. Sei un Fottutto Genio.

Purtroppo la sciacquetta torna e ci tocca subire altri due pallosissimi libri a tema “mi ami, ma quanto mi ami….e quanto il mio amore riesce a curarti dalle tue turbe psichiche?”. Anzi, VI tocca perchè a me uno è bastato e avanzato. Ve li lascio volentieri e torno a rileggermi Harry Potter che è meglio.
Tra l’altro….sono l’unica che piange quando muore Severus e si scopre che  in realtà era buono e ancora innamorato di Lily?

 In poche parole

Onestamente due schiaffi ben piantati ad Anastasia li avrei dati volentieri anch’io.

Poschina

Nella Gioia e Nel Dolore – Patricia Gaffney

Prima di tutto voglio giustificare la mia impietosa assenza da questo ignobile blog scaricando tutte le colpe su WordPress che è stato irraggiungibile dal mio pc per una decina di giorni. In pratica il bastardo non aveva nessuna intenzione di farmi postare il nuovo articolo, ritardando in modo irrimediabile questa recensione.
Ma passiamo a noi.

Ricordo una ragazzina che sosteneva fermamente che le persone non cambiano. No, l’indole è quella e non cambierà per nessun motivo, al massimo un essere umano estremamente motivato potrà smussare gli angoli ma nulla di più. Quella persona ero io, una fastidiosa adolescente fissata con l’impossibilità di modificare la propria indole e convinta di avere sempre ragione.
Quindi, voi che avete letto attentamente questo libro, potete immaginare senza difficoltà la carogna che mi si è piantata addosso quando ho visto Sebastian cambiare radicalmente nel giro di una pagina.

Ma andiamo con ordine.

INTROVABILI_4

La Trama: Cinico, sofisticato, libertino e fin troppo attraente, Sebastian Verlaine, visconte D’Aubrey, ha accettato di presiedere in qualità di magistrato il piccolo tribunale della sua contea. Un compito che trova oltremodo noioso, finché al suo cospetto non appare Rachel Wade. Condannata a dieci anni per aver ucciso il marito e rilasciata per buona condotta, la donna sta per finire di nuovo in prigione per vagabondaggio. Sebastian, profondamente colpito, è pronto a usare tutta la propria influenza perché gli venga affidata in custodia in veste di governante. La ragione? “Attrazione sessuale” è la spiegazione che sia lui sia la riluttante Rachel si danno, ma la verità è ben altra, molto più importante e nascosta in fondo al cuore…

Ed ora la parola alla giurata – spoiler a manetta

La prima volta che Rachel è comparsa nella pagina del mio kindle mi sono detta “Che cazzo Poschina!!!! Tu odi i personaggi come Rachel!!!” Ed infatti io ODIO i personaggi come Rachel. Li odio perchè nonostante ci vengano presentati come colpevoli di qualcosa, noi sappiamo già a prima vista che non lo sono, che sono vittime delle circostanze, poveri derelitti umani presi a calci dalla vita e bisognosi d’affetto. Cuccioli di gattini scampati all’annegamento di massa e alla disperata ricerca di quell’affetto e quell’amore che non hanno mai avuto.

Li odio istintivamente perchè so che contaminano con la loro innocenza ed il loro sfrenato buonismo ogni essere vivente con il quale vengono a contatto. Li detesto perchè la maggior parte della gente li adora e non si rende conto di essere stata manipolata dall’aura di santità che li circonda. Provo ribrezzo per loro perchè vengono perennemente descritti come privi di un qualsivoglia difetto. Si, avete capito bene, io Rachel l’ho detestata immediatamente e sapevo che avrebbe ammuffito quello che si era presentato come “il mio uomo preferito di Maggio 2015”: Sebastian Verlaine.

Sebastian viene presentato come uno di quegli uomini cinici, insensibili, perversi e disillusi che sono linfa vitale per il benessere dei miei ormoni.
E’ perennemente scazzato e disinteressato.
Imperturbabile, fissato con il dominio della femmina e sessualmente iperattivo.
In pratica l’uomo perfetto.
Ah, ovviamente è anche un gran figo.

Poi, purtroppo per noi, incontra la Santa Maria Goretti di turno.
La vede al processo e decide che è talmente dimessa, sfigata e debole, che la deve avere, SUBITO!
Fin qui nulla di male. L’ha detto lui di essere perverso e sessodipendente.
Ed infatti se la porta a casa, la fa diventare la sua governante personale e appena può le mette le mani addosso, la costringe ad avere rapporti sessuali plurimi che la eccitano come una faina ma siccome lei è traumatizzata dall’ex marito che le ha fatto tantissime cose brutte, si rfiuta di godere e rimane rigida e ferma come uno stoccafisso al mercato.

La storia del “ti scopo a prescindere” va avanti per un po’, poi Sebastian decide di invitare alcuni amici particolarmente simpatici che ci vanno giù un po’ troppo pesanti nell’insultare la povera, maltrattata, traumtizzata Rachel e il capitolo finisce con il nostro eroe che pesta uno degli stronzi e lo caccia di casa.
Fin qui nulla da eccepire.

Parte il nuovo capitolo e Sebastian non c’è più; al suo posto il suo doppelganger patetico e noioso, irritante e moscio che ha reso la seconda parte del libro sempre più irritante in un’escalation di fasidiosità culminata con il non tanto agognato lieto fine.
L’unico scopo della vita di quest’uomo diventa il godimento della “povera” Rachel, la quale viene sottoposta a sessioni continue di sesso che però ahimè, non portano a nulla, fino a che a – quel che resta di Sebastian – non viene in mente l’idea delle idee. Visto che Racheluzza nostra è traumatizzata dall’ex marito che la legava e se la scopava in ogni modo e in ogni dove, perchè non legarla e scoparla come se non ci fosse un domani?

Incredibilmente la terapia comportamentale funziona e lei orgasma manco fosse una pornostar sul set dell’ultimo film di Siffredi.

E se mi annoiavo prima, figurarsi ora che i due piccioncini si scambiano paroline d’amore e di giubilo ogni 25 secondi netti.
Non sto a raccontarvi il resto. Vi dico solo che Rachel arriva addirittura ad imporsi e costringe lo scopatore seriale a strisciare come una merdaccia prima di essere perdonato.

Giuro che il cambiamento repentino di carattere del nostro eroe è più che irritante. Va bene andare incontro alle esisgenze altrui, va bene anche smussare un po’ gli angoli, ma non puoi passare dall’essere un bastardo senza cuore, insensibile e perverso a cucciolotto pronto a leccare chiunque ti prometta di allungarti un biscotto. No, così non è affatto giusto. Non potete tradire un personaggio in questo modo e poi così, senza che ci sia una vera e propria evoluzione ma semplicemente un cambiamento incomprensibile da una pagina all’altra.

Maxima delusione.

In poche parole

Sante Marie Goretti di tutto il mondo, Vi Odio.

Poschina

Eppure Ti Amo – Elizabeth Hoyt

Una parte di me adora questi libri, perchè mi permettono di accanirmi gratuitamente contro un’autore/autrice senza sentirmi minimamente in colpa. Della Hoyt avevo letto diverse cose, alcune mi erano piaciute un botto, altre meno…. ma questa. Questa amici miei le batte tutte. Qui ho bestemmiato talmente tanto che alla fine ero quasi entusiasta della sbobba.

PASSIONE_126

La Trama: Rinomata attrice e commediografa in incognito, Lily Stump è rimasta senza lavoro ed è costretta a trasferirsi insieme al figlio in un vecchio teatro diroccato. L’edificio è deserto e silenzioso, finché il bambino scopre la presenza di un “mostro” in giardino. Falsamente accusato di omicidio e reso muto dalle percosse, Apollo, visconte Kilbourne, dopo essere fuggito dal manicomio criminale di Bedlam si è costruito un rifugio in quel luogo e non vuole abbandonarlo. È un giovane uomo così imponente da intimidire, ma Lily riesce ad andare oltre il suo aspetto, scoprendo in lui un essere ferito di inaspettata profondità d’animo. Verso il quale si sente inesorabilmente attratta…

Ed ora la parola alla giurata

Sia chiaro che qui sono tutti SPOILER, quindi si prega chi è intenzionato a leggerlo di saltare a piè pari i miei smadonnamenti.

Il libro parte abbastanza bene.
Lei è una bravissima, bellissima ed intelligentissima attrice che, causa incendio del teatro nel quale lavorava, si trova disoccupata e costretta ad abitare in “quel che resta del teatro” con il figlioletto carino, simpatico e non cagacazzo (chissà come mai nei libri non c’è MAI un bambino davvero rompicoglioni, cosa che invece purtroppo è più che frequente nella realtà quotidiana) e la serva/amica/confidente ecc….ecc….ecc…

Un giorno il bimbo caruccio torna a casa e dice alla madre “Mamy, ma lo sai che in giardino c’è un mostro?”. Ovviamente nessuno gli crede fino a quando Lily non vede con i suoi occhi il famoso “mostro”, solo che invece di rimanerne impressionata in senso negativo; del genere “lurido schifoso essere”, ne rimane vagamente attratta del tipo “Mio dio è enorme. Spalle enormi, braccia enormi, mani enormi, naso enorme… ma allora avrà anche un enorme schwanzstucker!!!!” e comincia ad intrattenere con lui un rapporto atto a scoprire se è cerebralmente ritardato o semplicemente muto. Perchè lei ormai non può far altro che concentrarsi sull’enorme schwanzstucker e alle tecniche subdole che può usare per riuscire ad accaparrarsi l’enormissima verga.

Vi risparmio la noiosa, inutile, pretenziosa storia del nostro “mostro”, che ovviamente è un fottuto nobile accusato ingiustamente di omicidio, e anche la ancor più insignificante menata relativa al figlio/non figlio di Lily. Due storie che non hanno pathos, che più che farmi palpitare mi hanno irritata a morte perchè sviluppate male, per certi versi patetiche (la storia dell’amica di Lily maltrattata è oggettivamente illeggibile), pretestuose, superflue.

Per quanto riguarda la coppia nulla di nuovo sotto il sole.
Lei riesce ad ottenere il suo enorme schwanzstucker e ne rimane, ovviamente, estremamente soddisfatta, ma non è solo mera lussuria.
NO.
E’ Ammmmmooooooreeeeeee.
Perchè lui è sì brutto (che poi parliamone, dalla descrizione iniziale sembra una specie di mostro davvero, ma poi si scopre essere una specie di super-rugbista fisicatissimo con lineamenti virili e mascolini, un bel paio di gambe, capelli riccioluti, occhi penetranti e il cazzo grosso), ma con un Cuoooooooreeeeee grande come una casa, tanto da accollarsi il di lei bambino che in realtà non è manco davvero suo.

Cioè…. BASTA!
Va bene un po’ di intricamento tramesco, ma c’è un limite alla decenza.
Tutto di una superficialità atroce.
E non è colpa mia, giuro.
Perchè in realtà in questi ultimi giorni ho letto libri non eccelsi che però mi sono guardata bene dal massacrare. E’ proprio colpa di questa storiaccia (peraltro con buone recensioni qui nel mondo dell’internet) che mi aveva attirata per una trama “diversa” e che mi ha delusa terribilmente. Ed infatti mi sono rigettata immediatamente sulla classica storiella della vergine di ferro che poi in realtà è uno zoccolone che aspetta solo di essere iniziata ai piaceri della carne, la classicissima cugina sfigata che poi in realtà è bellerrima, intelligenterrima e integerrimerrima. Per carità, meglio andare sul sicuro.

Che poi dico…. qui si tratta proprio dell’Ideale dell’Ostrica di Verghiana memoria. Colpa mia che come ne “I Malavoglia”, ho voluto fare la figa di legno e lasciare lo scoglio al quale mi sono aggrappata per anni e che mi ha nutrita, per lanciarmi in nuove avventure in lande sconosciute. Colpa mia se poi sono annegata.

Quindi per punizione, niente sesso e una settimana senza vibratori, così impari !!!!

In poche parole

Verga sarà anche stato un noioso rompicoglioni, ma sicuramente sapeva il fatto suo.

Poschina

Blood Catcher – Christiana V.

Ebbene sì. Alla fine l’ho ripreso in mano e mi sono lanciata in questa avventura. [No, ironizzare su “l’ho ripreso in mano” sarebbe troppo facile, da voi mi aspetto di meglio]
Lo sapevo che alla fine avrei ceduto, lo sapevo come sapevo benissimo che oggi sarebbe stata una giornata di merda. Ed infatti…. Per la cronaca, non so quando sarà finito il post e in che data lo pubblicherò, ma l’oggi a cui mi riferisco è il 14 Ottobre. Che giornata di merda e che tristezza, quanta tristezza…
E voi che ormai mi conoscete, sapete certamente che tristezza abbinata a lettura può significare solo due cose: amore incondizionato o accanimento selvaggio.

Dove collochiamo questo Blood Catcher?

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La Trama: Quindici giorni. È questo il tempo che serve a Lotus per trovare una nuova preda e prepararla per il suo Padrone. Questa volta la ricerca lo conduce ad Aurora, vicino Chicago, dove incontra una creatura perfetta. Camille, quarant’anni, due figli e un matrimonio traballante, è la tipica casalinga frustrata. Sarà proprio questa frustrazione a stuzzicare i sensi da Blood Catcher di Lotus che, giocando al gatto col topo, la braccherà fino a farla cedere e a risvegliare in lei sensazioni assopite. Tutto sembra andare come previsto per Lotus, eccezion fatta per alcune inopportune emozioni che lo assalgono quando meno se lo aspetta, rischiando di mettere a repentaglio la missione.

Ed ora la parola alla giurata

Stranamente non mi accanisco. Ne sono stupita io per prima. Stupita al punto da andare a guardarmi allo specchio del cesso per vedere se sono veramente io, oppure se mi sono trasformata in qualcun altro.

Blood Catcher ha confermato tutti i timori che mi avevano sempre impedito di finirlo. Quello che paventavo era che l’idea di partenza tutto sommato interessante (una creatura della notte che sente le emozioni in forma di odori) si perdesse per strada in funzione di multoirgasmi e sentimentalismi vari.
Non è che io abbia qualcosa di speciale contro i multiorgasmi in sé. E’ solo che anche loro hanno diritto di essere collocati in modo non dico logico, ma quantomeno funzionale alla trama. E il sentimentalismo, l’AMMMOOOOREEE e il pucci, hanno bisogno di essere sviluppati a dovere, altrimenti si rischia di trovarsi al 94% del libro a chiedersi “Ma quando tutto questo sentimento è sbocciato, io, precisamente, dov’ero?”

Partiamo da un presupposto semplice: Io, le creature della notte succhiasangue, perverse e con la fissa per gli esseri umani le rispetto profondamente e visceralmente da che ho memoria, quindi uno come Lotus avrei dovuto venerarlo istintivamente. E’ una creatura oscura, affascinante, perennemente in vena di scopare, ama la buona cucina, fa i soldi sulla pelle di vittime più o meno innocenti e tutte queste caratteristiche contribuiscono a renderlo, sulla carta, quasi divino. Allora perchè invece di ritrovarmi a sbavare ogni dieci secondi e ad avere un nuovo personaggio maschile fittizio per alimentare i miei sogni erotici mi sono ritrovata a fine libro piuttosto freddina?

Freddina io.
Una che se si pronunciano nella stessa frase le parole Daniel Craig e Muro viene travolta dai prodromi dell’orgasmo.

Mi sono ritrovata freddina perchè tutto quello che succede avviene apparentemente senza motivo e nel giro di un battito di ciglia.

Lei è una quarantenne completamente priva di personalità, ex ragazza in gamba, sensuale e intelligente, finisce per essere una donna dominata dal marito che, per inciso, non se la scopa da cinque anni [ed io scommetto che lei manco si masturba pensando a Daniel Craig, perdendosi peraltro uno dei piaceri della vita], la tratta come una merda spiaccicata, le ha fatto fare due figli, la mortifica costantemente e l’ha resa ai miei occhi una donna irritante. Io uno che mi dice “Togliti quella roba dalla faccia che sei ridicola” dopo che ho passato mezz’ora a truccarmi, lo defenestro nel giro di un nanosecondo e poi vado in bagno a caricare pesantemente il trucco, solo per irritare mortalmente il lurido pezzo di merda.

Che poi sarebbe anche un personaggio interessante la quarantenne sfigata e sottomessa se almeno si capisse il processo che l’ha trasformata da “futura donna in carriera con le palle” a “casalinga sciattona sull’orlo del suicidio”. A me interesserebbe in modo particolare sviscerare il momento esatto in cui ha perso le palle, giusto per non rischiare di fare la stessa fine.

Lui abbiamo già detto cosa fa e com’è, quello che ancora non sapete è che lui la vede e qualcosa cambia. Prima la taccheggia per lavoro, poi scopre che non è così male e la taccheggia per scoparsela, poi si accorge che non vuole solo scoparsela ma che la sente sua, come l’altra metà della mela di platoniana memoria e che deve svegliarla dal suo torpore e riportarla alla vita.

Ed ora scadiamo nella grevità e spoileriamo pesantemente

Ma come si può svegliare una quarantenne scialba dalla suo torpore?
Ovviamente a vergate nella vagina.
Che domanda stupida.
Perchè secondo le donne che scrivono i libri che piacciono alle donne, vergate nella vagina è la medicina che cura tutti i mali, in questo caso anche letteralmente visto che grazie al graniticissimo Lotus a lei scompare anche il cancro. Mica il raffreddore. Il Cancro. E chiariamo che io non ho nulla nemmeno nei confronti delle vergate nella vagina, anzi sostengo che se tutte le donne prendessero questa medicina ci sarebbero un sacco di inacidite in meno sulla faccia della terra. Amen.

Il problema è che va tutto bene finchè lui non la fa sua. A proposito, lui slinguazza come se non ci fosse un domani, è lo slinguazzatore degli slinguazzatori. A lui piace slinguazzare come agli adolescenti. E questo va bene perchè slinguazzare piace molto anche a me e se io sono contenta è tutto grasso che cola.
Dicevamo, la fa sua e immediatamente è Amore. Quell’amore splendido che ti fa mandare a puttane tutto quello in cui hai creduto fino a un orgasmo fa o nel caso di Lotus, ad un omicidio fa.
Quindi pucci a manetta e coccole e “guarda i fiorellini ci osservano e sorridono” a profusione e in un nanosecondo tutto il fascino della oscura creatura della notte va a puttane. Amen.

La perla delle perle avviene quando lei scopre che lui è una specie di vampiro.
E’ vero che lo scopre tra un orgasmo stratosferico e l’altro, quindi è letteralmente obnubilata dal piacere e sappiamo che ottenebra i sensi, ma lei non batte ciglio, come se lui le avesse confessato una roba da nulla…. non so, che mangia Orsetti Haribo mentre guarda la tele.
Ed io, cotanta cieca accettazione di una realtà quantomeno insolita, la posso comprendere in un libro per adolescenti arrapate, ma non in un racconto destinato, a giudicare dall’età dei protagonisti, ad adulti consapevoli.
A quarant’anni ci sta il colpo di testa dato dal risveglio dei sensi, dopo 5 anni che nessuno ti scopa probabilmente anche un cane sarebbe stato illuminante, figurarsi un demone che sa quello che fa, ma almeno prenditi due giorni per cercare di accettare il fatto di aver perso la testa per un essere oscuro e tenebroso e pucci. Poi fai quello che vuoi, ma prenditi il tempo per pensare.

Ma la perla delle perle delle perle è un’altra, che poi è il motivo per cui questo libro non mi ha convinta ed è il già accennato miracoloso salvataggio della pulzella.
Lui scopre che lei è malata e potrebbe morire e siccome se lei muore, lui si uccide, le fa bere il suo sangue per salvarla. E mentre leggevo sentivo nelle orecchie una stucchevole musichetta stile “Love Story”. Si scambiano il sangue mentre copulano selvaggiamente poi lui le cancella la memoria e se ne va, perchè la ama troppo per restare con lei ed ha un botto di cose da sistemare. Però, dopo lo scambio dei fluidi vitali, sangue compreso, saranno l’uno nell’altra e si apparterranno per sempre.

Quest’ultima parte del “Mi cancello dalla tua memoria” l’avevo già letta qui e mi era piaciuta un botto perchè a giustificazione della scelta c’erano qualcosa come 400 pagine di ragioni logiche, e poi soprattutto non c’era alcun epilogo a conclusione, ma rimaneva con uno splendido sospeso.

Ad onor del vero, l’epilogo di Blood Catcher non è eccessivamente stucchevole ma semplicemente troppo breve e buttato lì senza capo né coda. Raffazzonato? Sì, un po’ raffazzonato.
Che poi è l’impressione che ho ricavato dall’intero libro.
Le idee ci sono, i personaggi anche, manca però una sovrastruttura narrativa che supporti le scelte e le azioni dei protagonisti, altrimenti è tutto troppo improvviso, casuale, adolescenziale. Una donna che fino al giorno prima non sa dire “No” al marito, nel giro di dieci giorni lo molla e si rifà una vita. Se fossero stati 4/5 mesi avrebbe avuto più senso.

E’ vero che un’eccessiva introspezione può rallentare troppo il ritmo narrativo, è vero che per approfondire i personaggi si sarebbe dovuto allungare il racconto, ma è altrettanto vero che quello che manca a questo libro non sono tanto scrittura ed idee quanto la profondità di sentimenti. Mi riesce difficile empatizzare con personaggi dei quali non so nulla, non conosco il passato e dei quali non comprendo le azioni. E’ vero che ci sono autori capaci di caratterizzare un personaggio in cinque righe, ma non è un dono che hanno tutti e quelli che non ne sono provvisti devono necessariamente affidarsi al racconto, all’introspezione, all’analisi.

Lo consiglio?
Perchè no.
Passate le prime pagine, che non mi avevano coinvolta, ho letto volentieri il resto della storia, è piacevole e l’ho trovato originale sotto diversi punti di vista.
Da qui a definirlo un capolavoro ce ne passa, ma è anche vero che è dieci volte meglio di molte vaccate che si trovano in commercio e che io mi sono sciroppata.

In poche parole

Quarantenni frustrate e sciatte, ho la medicina che fa per voi: “Vergate in vagina”.

Poschina

Riscrivi il finale

Oggi si inaugura una nuova inutile ed arbitraria rubrica: “Riscrivi il finale” atta esclusivamente a soddisfare la mia fissazione per il finale tragico/sospeso.

Al primo assaggio del sangue di Camille, Lotus si rende conto che lei è malata e che sta per morire. Siccome è una sordida creatura della notte che può amare ma solo fino ad un certo punto, decide di porre fine alla sua inutilissima vita umana e di trasformarla in un essere simile a lui. Mentre la sbatte violentemente con la sua granitica verga, le succhia ogni anelito vitale per poi costringerla a bere il suo sangue. Una volta che si è ripresa dallo shock, vanno a casa del marito bastardo per terrorizzare lui e i bambini, per poi servirli su un piatto d’argento all’oscuro padrone di Lotus.

Mentre la ex famigliola felice viene sterminata, Lotus e quel che resta di Camille cenano a lume di candela nel bunker di lui, completamente nudi, pronti a copulare selvaggiamente e a ciucciarsi a vicenda.

Deal with it!

Il Meglio di Me – Nicholas Sparks

Non avevo mai letto nulla di questo autore perchè da adolescente incappai nel film “Le parole che non ti ho detto” e ne rimasi talmente impressionata da avere incontrollabili conati di vomito ancora oggi al solo pensiero.

D’altro canto, ho sempre sentito parlare non bene, ma strabene, dei libri di questo autore. Ricordo fin troppo lucidamente le strabilianti recensioni che un mio vecchio amico etero faceva dei suoi libri così pieni d’Ammmmore, di Sentimmmmenti e di Passssssione che si chiedeva come mai io restassi immune alla tentazione di leggerli.

Beh, ora che ho ceduto mi tocca ammettere che il mio istinto è fottutissimamente infallibile.
A pagina 18 stavo già bestemmiando.

ilmegliodime

La Trama: Nella primavera del 1984, quando frequentavano il liceo, Amanda e Dawson si erano innamorati: profondamente, irrevocabilmente. Nonostante appartenessero a due mondi opposti, il loro amore sembrava tanto grande da sfidare le regole della vita di Oriental, la cittadina del North Carolina dove erano cresciuti. Dawson, segnato dalla violenza della sua famiglia, pensava che il sentimento per Amanda lo avrebbe riscattato da un destino di solitudine e infelicità. Per lei, Dawson era uno spirito libero e appassionato, tutto quello che la sua rigida educazione di ragazza perfetta le aveva negato. Ma alla fine di quell’ultima estate, imprevedibile e fulminea come un temporale d’agosto, le loro strade si erano bruscamente divise. Ora, venticinque anni dopo, Amanda e Dawson si ritrovano a Oriental per il funerale di Tuck, il vecchio amico che un tempo aveva dato rifugio alla loro giovane passione.

Ed ora la parola alla giurata

Prima di tutto devo fare una precisazione. Anzi due, forse tre.
Come ho ripetuto all’infinito io adoro i finali tristi ed adoro i finali aperti.
Forse però non ho mai specificato che per quanto mi riguarda, peggio del lieto fine smielato c’è il finale patetico.

Ma andiamo con ordine.
Compro compulsivamente questo libro un sabato pomeriggio con mia madre. Lo vedo, lì in mezzo a tutti gli altri del caro, non tanto vecchio, Nicholas e decido che tra tutte è la trama apparentemente meno patetica e poi figa santa, basta con il romance in costume della serie “I Romanzi Emozioni”. Voglio un Romanzo vero, un Romanzo con la R maiuscola.
Essendo profondamente pirla, non leggo nulla sulla vita privata di questo autore.
Errore.
Scoprirò poi che è una specie di cattoconservatore, neocatecumenale, ciellino, statunitense che si vanta di condividere con moglie e cinque figli la visione prettamente cattolico/bucolico/spirituale della vita.

Capiamoci.
Io sono Atea.
E se mi infastidisco con gli espedienti comodi come finti fidanzamenti, gravidanze miracolose e ecodisastri atti solo a favorire il mielismo sfrenato, non avete idea di quanto mi incazzi quando in un libro viene usato il capostipite degli Espedienti Comodi: l’evento PARANORMALE.

Io vi avverto.
Sarò prolissa, spietata e spoilererò come se non ci fosse un domani.

Ho notato che lo scrittore americano medio, per non allontanarsi troppo dallo stereotipo che l’europeo medio ha di lui, scrive principalmente storie che hanno come protagonisti degli scarti della società che cercano (e il 99% delle volte ci riescono) di riscattarsi. Il tutto contornato dalla descrizione di una deep america classista e becera, ferma alla guerra di secessione, ignorante, fastidiosa e che ti fa domandare seriamente se è proprio questa l’idea di Democrazia che siamo così ansiosi di esportare.

Ma lasciamo stare il discorso politico perchè non è il luogo.
Solo io a 17/18 anni ero circondata da adolescenti che parlavano come adolescenti, ragionavano da adolescenti, erano profondamente idioti come tutti gli adolescenti?
No, perchè questi libri del cazzo sono pieni di diciottenni innamorati (ma l’AMORE quello con tutte le letterazze maiuscole) che ragionano come quarantenni “vecchi dentro” e che fanno quei discorsi fastidiosi e patetici del tipo “Ti amo troppo perchè tu rinunci ai tuoi sogni per me”. A 18 anni?
MA DOVE?
A diciott’anni vuoi tutto quello che puoi prendere (e smettetela di ridere per l’involontario doppio senso perchè vi sento). A diocott’anni sei un cazzo di vulcano di emozioni che nemmeno sai controllare e figurati se stai lì a fare “La Rinuncia d’Ammmmmmore” perchè ritieni di non essere la persona adatta con cui costruire un futuro. Costruire un futuro? Ma quanti anni hai 100?

Già questo gap culturale mi impedisce di identificarmi/lasciarmi andare/godermi la lettura perchè sono costantemente distratta dalla consapevolezza di leggere cose che non stanno nè in cielo nè in terra, e ciò sarebbe di per sè sufficiente a farmi desistere dall’andare oltre. Siccome ho tendenze masochiste ma soprattutto adoro poter polemizzare a vuoto, coraggiosamente vado avanti con la lettura, sperando di provare almeno un brivido di una qualsiasi emozione diversa dalla rabbia.

Lui, Dawson, da quel lontanissimo ultimo anno del liceo non ha avuto altre donne perchè non riesce a dimenticare Lei. Ok, ragazze, capiamo bene. Questo non è romanticismo, ma patologia. Io un uomo che non è riuscito a scopare nessuna che non sia io, non lo voglio. E’ creepy.

Lei, oltre ad una serie di sfighe una dietro l’altra, di lavoro fa la mamma di tre (erano 4) splendidi figli, l’ultima dei quali è affettuosamente chiamata “meraviglioso incidente” e poi ovviamente fa anche la volontaria nel reparto oncologico pediatrico perchè essendo la protagonista di un romance di scarso livello aspira alla santità.

A pagina 58… più o meno, penso che il libro possa finalmente carburare perchè Dawson e Amanda si ritrovano dopo 20 e qualcosa anni e devo ammettere che almeno questa scena è scritta decentemente. Tenerezza, apprensione, curiosità, il fiotto di ricordi dolceamari….
A pagine 62 già si è spento tutto.
Mi arrendo.

Il famoso week-end di passione, ricordi, recriminazioni e confronto in realtà si riduce ad una notte di sesso che nemmeno ci vede spettatori eccitati e ad un paio di baci che non mi hanno fatta fremere per niente. E se non fremo io è abbastanza grave. Venerdì ho visto un tizio seduto su un muretto in Largo Corsia dei Servi che leggeva un libro a torso nudo ed ho sinceramente pensato che lo facesse solo per eccitarmi. Un uomo…mezzo nudo…. che legge un libro. Ero praticamente sull’orlo dell’orgasmo.
Invece in questo ritrovarsi e lasciarsi andare alla passione (quale passione ancora non lo so) non mi ha lasciato addosso nulla, a parte la noia.

Questo non è un libro d’amore.
Non è un libro sulla passione.

E’ un libro che parla della paura di amare nel senso più profondo del termine, parla di convenzioni sociali e dell’incapacità di scrollarsele di dosso. Parla di una donna che continua noiosamente a ripeterci che Dawson è l’amore della sua vita senza fare nulla per averlo. Non fa nulla quando lui le dice a 18 anni che non possono stare insieme, non fa nulla quando scopre che è in prigione, non fa nulla quando torna un uomo libero, non fa nulla nemmeno dopo che si sono ritrovati, amati, confidati. Anzi. Per metterci su il caricone da 90 gli dice che lo ama ma che la deve lasciare andare. In pratica non ha nemmeno le palle di decidere lei come finirà la storia ma lo fa fare a lui. Così si lascia mollare e contemporaneamente lo tiene legato a sé.

Ma vaffanculo, stronza.

E’ un libro che parla di un uomo che è rimasto intrappolato nella rete distruttiva di una famiglia disfunzionale ai limiti della credibilità. Un uomo incapace di andare avanti, condannato da se stesso a rimanere legato ad una donna che tutto si può dire tranne che si sia mai davvero impegnata per cercare di far funzionare le cose tra di loro. Un uomo di una tristezza desolante. Ma non una tristezza che fa tenerezza, una tristezza che fa rabbia perchè è completamente incapace di lottare per quello che davvero desidera.

E mi andrebbe anche bene  questa visione squallida della vita  se non fosse che lo scopo è un altro; su tutto aleggia un’esasperante visione cattolico/apocalittica secondo la quale non c’è maggior soddisfazione del sacrificarsi in nome di qualsiasi cosa che non sia una gratificazione personale. L’intera storia è dominata da un fastidioso autocompiacimento nel sacrificarsi. Lui in adolescenza sacrifica il suo amore per donare a lei un futuro migliore. Lei si sacrifica per non turbare la tranquillità familiare e pace ed amen se in realtà “tranquillità familiare una sega” perchè sta con un alcolista che non ha mai veramente amato (povero Frank hai tutto il mio appoggio morale) ed ha sprecato ogni opportunità in favore dei figli. E alla fine della fiera, Dawson sacrifica la vita per espiare i suoi peccati che sono, nell’ordine: aver ucciso del tutto involontariamente e senza colpa alcuna un uomo 20 ed oltre anni prima, ed essersi scopato (immagino alla missionaria e recitando il rosario) l’unica donna che abbia mai amato. In compenso il suo cuore viene usato per salvare la vita del primogenito di lei, che viene punita con l’incidente del figlio perchè ha osato infrangere il sacro vincolo scopando con (a detta sua) l’unico uomo che abbia mai amato; e poi ricompensata con il salvataggio in extremis del suddetto figlio perchè ha rinunciato all’idea di viviere The Big Love Ever in favore della famiglia.

Peggio ancora di tutto quanto detto sopra, c’è l’espediente comodo del paranormale, ossia il fantasma dell’uomo che Dawson ha involontariamente ucciso, il quale passa tutto il libro salvandolo, solo per condurlo a morte certa in una rissa da bar e permettergli di salvare il figlio della donna che ama.
E se questo è il genere di libro che donne, uomini e critica osannano, sono orgogliosa di essere una voce fuori dal coro.

Sono fiera di essermi resa conto sin dalle prime pagine di trovarmi in territorio “manipolazione” e di non essermi fatta fottere da Nicholas.
Non è una storia d’amore.
E’ una predica domenicale, peraltro pessima, nella quale siamo esortati a sacrificarci costantemente, a non cedere alla passione, a non pensare al bene di noi stessi, a non ribellarci a non lottare per quello in cui crediamo. E’ un costante ricordarci che l’amore non è quello fisico, e che l’amore platonico tra i due protagonisti è sufficiente per appagare lo spirito.
E’ un libro che, in pratica, va contro tutto quello in cui credo.
E’ diseducativo, patetico ed ingannatore.

Mente sapendo di mentire.
Tutto questo amore si riduce ad una cosa: l’ossessione di Dawson per una donna che sostiene di amarlo incondizionatamente, ma che non versa nemmeno una lacrima quando scopre che è morto. Non dico di lanciarti sotto un tir, ma porca puttana, l’uomo che sostieni di amare da una vita è MORTO e tu tutto sommato la vivi bene.
Se questo è l’Amore con la A maiuscola ben vengano gli Harmony a 2.99, completamente privi di ogni velleità letteraria ed estremamente onesti. Sì, fanno cagare, ma non mentono mai.

Se questo è l’ideale di storia d’amore che, prendendo spunto da un vecchio slogan, piace alla gente che piace, preferisco restare sola in un angolo a leggere mille volte la scena finale de “Il principe delle maree” nella quale Tom Wingo confessa  che ogni sera, mentre torna dal lavoro e passa su un ponte, si ritrova ad invocare il nome di Susan, una preghiera rivolta alla donna che amandolo lo ha reso un uomo libero.

Questo è romanticismo. Questo è quell’amore che ti fa piangere. Quell’amore così violento ed incontrollabile che non puoi non invidiare.

Dimenticavo.
Nulla di questo libro mi ha davvero toccata.
Dawson cresce in un contesto di degrado, ma un degrado patinato, costruito, calcolato al millesimo. Amanda viene da un contesto ricco, bigotto, patinato ma mai davvero criticato. Infatti l’autore ci tiene a farci sapere che, in fondo, il comportamento della madre di Amanda ai tempi della relazione della figlia con Dawson era comprensibile.

Nicholas…Mavaffanculo!

Mi dispiace che questo autore sia considerato il Re dei romance.
Mi dispiace che faccia un sacco di soldi con la fuffa.
Mi dispiace di aver contribuito alla sua fama comprando questo libro.
Ma non mi pento di averlo letto perchè per poter affermare con convinzione che qualcosa  fa cagare, bisogna prima averla provata.

Questo libro è come uno di quei film Hollywoodiani che andrebbero bene per “Pomeriggio Cinque” oppure il “Ciclo Emozioni” dei pomeriggi agostani; quei film patinati, stucchevoli e fondamentalmente noiosi che si tengono di sottofondo mentre si fanno cose molto più importanti, come per esempio pulire il water.

In poche parole

Addio Nicholas, non è stato affatto bello incontrarti.

Poschina

p.s. La categoria “Voi non l’avete capito” è dedicata a chi ha letto il libro e non si è reso conto di essere stato manipolato dalla prima parola all’ultima.

Troppo Bello per Essere Vero – Kristan Higgins

Ecco un altro post “work in progress”.
Sto ancora leggendo e mentre leggo mi inalbero, sbuffo, scuoto la testa con aria sconfitta, insomma “barcollo ma non mollo”. E prima che mi dimentichi tutti i motivi che mi hanno spinta a smadonnare, li butto giù… sai mai che mi rammollisca nei prossimi giorni e mi dimentichi di avere un cervello….

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La Trama: C’è chi guarda le vetrine desiderando cose che non potrà mai permettersi, chi invece ammira le foto di alberghi di lusso in cui non andrà mai. Io invece mi sono spesso immaginata di aver incontrato un ragazzo carinissimo e perfetto quando invece non esisteva. Come quel giorno in cui avrei preferito restarmene a casa invece di partecipare a un matrimonio. Non era tanto la cerimonia a disturbarmi, quanto il fatto che ci sarebbe stato quel bastardo del mio ex, al braccio di mia sorella, per giunta, mentre io sarei arrivata da sola. L’unica soluzione era inventarsi un fidanzato, un tipo meraviglioso e affascinante con sex appeal da vendere e un tagliente senso dell’umorismo. Uno di quelli per cui le altre sbavano di invidia e sarebbero disposte a tutto pur di rubartelo… Di sicuro uno così non è l’uomo della porta accanto, sarebbe troppo bello per essere vero.

Ed ora la parola alla giurata

Io non ho nulla contro chi ha una fervida immaginazione e adora vivere in un mondo parallelo. Io lo faccio costantemente. Non avete idea di quante volte abbia recitato un ipotetico discorso di ringraziamento in un’ipotetica cerimonia degli Oscar. Sempre, costantemente, in un perfetto inglese britannico.

Ma passiamo a noi.
Perchè siamo di fronte all’ennesimo personaggio femminile goffo, sgraziato e al limite del grottesco? Una cosa che non capirò mai. Davvero. Perchè le protagoniste di questi romance siano sempre profondamente imbranate non riesco a spiegarmelo.
In questo caso è anche profondamente irritante per la sua completa ed agghiacciante attitudine al martirio. Ed io ho goduto come un riccio quando più o meno a metà libro Callahan le pone le domande che io mi trascinavo dall’inizio. Tra le quali la più importante.

“Perchè ti fai trattare come una merda da tutti?”

Appunto Grace. Perchè?
Hai due sorelle. Una più grande ed una più piccola.
Un fidanzato che, a detta tua, ami pazzamente.
Poi il tuo boy e la sorellina si incontrano, palesemente si invaghiscono l’uno dell’altra, e tu che fai?
Nell’ordine:

– ti lasci mollare dal fidanzato senza, non dico lottare, ma esigere una spiegazione (il tutto a 3 settimane dalle nozze)
– spingi i due piccioncini a mettersi insieme
– la meni a chiunque che sei felicissima che stiano insieme anche se stai morendo dentro
– vieni coinvolta continuamente nella loro relazione e non fai una piega
– ti viene chiesto di fare da damigella d’onore alla sposa e tu dici di sì e anzi, sei contenta (ma sei cretina?)
– ti chiede di andare con lei a comprare l’abito da sposa e tu ti metti a 90 e la inciti ad usare lo Strap-On

Ma chi sei? La regina del masochismo estremo?

Nonostante tutto, martirio, goffaggine, incapacità cronica di evitare figure di merda, Grace riesce ad attirare l’attenzione del suo nuovo vicino, il fighissimo, sexyssimo, eroticissimo, virilissimo Callahan. Escono insieme, fanno del gran sesso e lui è anche così tenero, dolce, comprensivo, puro di cuore, sensibile, maschio ma con grazia, innamorato fradicio nel giro di due giorni e un convinto sostenitore dell’onestà a tutti i costi. E’, in pratica, il personaggio maschile più stucchevole che io abbia mai incontrato.
Nemmeno per un secondo sono riuscita a figurarmi nell’atto di essere selvaggiamente posseduta da questo manzo di prima qualità. Fisicamente ci siamo, ma gli manca completamente spessore. E’ un cartonato. Gli mancano completamente le sfaccettature. Non ha nemmeno una sfumatura di colore. Monocromatico ma senza il fascino degli Achrome di Piero Manzoni o dei Monochrome di Yves Klein.

La relazione procede finchè lui non scopre il BM della storia, ossia che il famoso ex fidanzato di Grace, pediatra perennemente impegnato con l’ospedale, in realtà non esiste. Era pura finzione. Invece di farci una bella sghignazzata, lui si incazza come una faina perchè si sente tradito e imbrogliato e un sacco di altre cose che mi hanno annoiata a morte. Quindi fa le valigie e se ne va. Basta, lei gli ha mentito e non merita il perdono. Avrei capito se l’avesse piantata perchè è completamente cretina, goffa, masochista e un po’ tanto sfigata, ma per essersi inventata un fidanzato? Ma dai……

La faccio breve. Alla fine Grace si incazza e vomita addosso alla famiglia frustrazioni, ingiustizie, sofferenza e recriminazioni. Il tanto agognato matrimonio tra sorella ed ex fidanzato non arriva al fatidico “sì”; la sorella maggiore si riconcilia con il marito, l’amico gay trova l’amore della sua vita… se vi sto annoiando a morte ditelo che smetto.
Ok, smetto.

Però lasciate che vi rassicuri.
Callahan torna con la coda tra le gambe, decidono di sposarsi, di mettere in cantiere un figlio che poi al momento della nascita si rivelerà essere una bambina nonostante le 115 ecografie sostenessero fosse un maschietto. E siccome c’è un’orrpilante storia legata a Via col Vento, la chiameranno Rossella O’Hara O’Shea.
Ma che romanticismo !!!!!!

Ora scusate, devo andare a vomitare.

Lo so benissimo che sono libri per rilassarsi e per sognare, ma io non ho sognato, mi sono annoiata, ho sbuffato, lottato per arrivare alla fine. Tutto troppo esagerato, inverosimile, irritante. Personaggi monodimensionali, caricaturali, privi di fascino. E’ un libro che non consiglio, non rileggerò, non ha aggiunto nulla in positivo o in negativo alla mia vita.

Cosa penso di Callahan?
Call….chi?

In poche parole

And the Oscar goes to…. Poschina !!!!!

Poschina

Questione di Cuore – Carmen Bruni

C’è una parte di me che comincia seriamente a credere di non appartenere al genere femminile. Ho già espresso questo dubbio in altra sede e partendo da presupposti differenti, ma non cambia il risultato. Siamo sicuri che io sia una donna? O meglio, il mio corpo è femmina, ma il mio cervello?

51vwdAPNaeL._AA258_PIkin4,BottomRight,-28,22_AA280_SH20_OU29_La Trama: Giorgia è una ragazza di ventitre anni, simpatica, sarcastica e irrimediabilmente innamorata di Alessandro, il migliore amico di suo fratello, che conosce da tutta la vita. Purtroppo però lui la tratta come un essere asessuato, una natura morta, non la considera, la guarda ma senza vederla realmente. Giorgia ogni volta giura e spergiura di dimenticarlo, che andrà avanti per la sua strada, che lo deve a se stessa e ogni volta, puntualmente, ritorna sui suoi passi con la coda fra le gambe e sempre più innamorata.
Finché qualcosa non sembra cambiare…
I muri che li dividono crollano l’uno dopo l’altro e Giorgia scopre un Alessandro diverso, un uomo che non la tratta più come un ananas, ma come una vera donna e si accorge di lei, la osserva, la studia. La tocca. Fra situazioni imbarazzati, dialoghi divertenti e amici alquanto bizzarri, Giorgia spera di riuscire nell’intento di conquistarlo e di essere finalmente felice come tanto desidera, conciliando il tutto con i Giovedì delle Zitelle che si susseguono una settimana dopo l’altra, impegnandosi per non perdere il suo già precario lavoro e cercando di scoprire chi le invia degli SMS anonimi che a lungo andare diventeranno sempre più strani e ambigui.

Ed ora la parola alla giurata

Partendo dal presupposto che per leggere un libro bisogna essere in grado di leggere, possiamo escludere dai lettori i bambini sotto i 7 anni. Se poi aggiungiamo che i suddetti bambini non fanno acquisti da soli ma sotto la supervisione dei genitori, arriviamo alla   conclusione che sia oggettivamente impossibile che un bambino innocente arrivi ad arraffare questo libro e che se lo legga da solo nascosto in soffitta. Quindi ora tu, autrice, mi spieghi perchè invece di scrivere figura di merda scrivi “figura di M”.

Io ho 34 anni, sono adulta, vaccinata, consapevole delle mie scelte editoriali o meno. Quando prendo in mano un libro e leggo fica invece di figa mi incazzo ma posso capire che ci sia gente che ha un pudore distorto e trovi l’uso della G eccessivo, ma non capisco perchè censurare la parola merda. Perchè? Non siamo all’asilo. No. NON SIAMO ALL’ASILO.

Sorvolo sugli errori ortografici perchè preferisco concentrarmi sui personaggi.

Un annetto fa ho letto un libro bello ed intelligente: “Trent’anni e li dimostro” di Amabile Giusti. Spiritoso, interessante, leggero senza essere banale, divertente senza essere stupido e con i personaggi caratterizzati benissimo.

L’inizio di questo libro me lo ha ricordato. Una ragazza non bellissima, un figo da paura, lei innamorata….. poi basta. Le similitudini si fermano qui. La protagonista di questo racconto è una ventitreenne talmente insicura e lagnosa che mi chiedo come Alessandro non l’abbia fanculizzata dopo il primo bacio. Ora, non è che io ormai vegliarda non mi ricordi come ci si sente a ventitre anni. Ero certamente più insicura di adesso, ma non mi comportavo certo come una quattordicenne alla prima cotta.

Giorgia è innamorata di Ale da dieci anni, lui è un amico del fratello Carlo con cui lei divide l’appartamento, e il libro è un compendio di seghe mentali all’ennesima potenza, quelle paranoie adolescenziali che con l’arrivo dei vent’anni scompaiono automaticamente sostituite dalla sicumera di meritarsi qualcosa nella vita. Invece Giorgia è ferma all’adolescenza. Persino quando alla fine si porta a letto un Alessandro completamente ed evidentemente preso da lei, continua ad assillarlo con paranoie assurde.

Prima lo costringe a dirle a chiare lettere che “da adesso in poi siamo una coppia”. Ma quanti anni hai 12? Ok, io sono un caso a parte….dopo sei mesi che uscivo con il mio attuale compagno abbiamo deciso che sarebbe stato il caso di scegliere un giorno da usare come anniversario, giusto per poter contare gli anni più facilmente. Ora, non dico di arrivare ai miei livelli, ma addirittura “vuoi diventare la mia fidanzatina?” mi sembra eccessivo. Poi lo tormenta con una gelosia fastidiosa ed infantile, fatta di urla, fughe, ottusità e continue lamentele su quanto la sua vita senza di lui non valga la pena di essere vissuta, perchè Lui è l’uomo che sogna da sempre e bla.. bla… bla…

Giorgia, quando l’uomo che sogni da sempre è nel tuo letto, vedi di tenertelo stretto !!!!

Per non parlare della frase più urticante del mondo “gli innamorati si dicono tutto e non hanno segreti”. Per dio no!!!! Lasciate che ognuno abbia i suoi segreti, i suoi silenzi, il suo io. Ci mancherebbe che il mio compagno sapesse per filo e per segno quello che penso e sento costantemente. Big NONO !!!

Detto ciò; sviscerate le cose che ho trovato fastidiose passiamo a quella che non considero in quanto semplicemente pessima. Il lato Thriller della storia. Eccessivo, concluso sbrigativamente e PEGGIO del PEGGIO, usato per semplificare la riunificazione della coppia. Troppo facile.

Ad essere onesti, non è un libro pessimo e non è nemmeno uno di quei libri che finiscono nella categoria “Ma anche no”. E’ un libro che si legge senza fatica, scorre via liscio, non ferisce e non aggiunge nulla alle nostre squallide vite. Non ho palpitato per Ale, non ho simpatizzato con Giorgia, che è una moralista incredibile che la mena al fratello trentenne perchè beve e si scandalizza se qualcuno guarda i porno; i personaggi di contorno sono solo personaggi di contorno, sappiamo come va a finire dalla prima riga della prima pagina.

Lo consiglio? Beh, portatevelo in spiaggia, saltate le parti troppo introspettive che sono noiosette (se avete 15 anni leggetele perchè vi rispecchierete), leggete quelle con i dialoghi e poi fatemi sapere se anche voi trovate Giorgia una quindicenne puritana.

Ma ora il vero perno dei miei ragionamenti odierni.

Perchè nel 2014 le donne scrivono romanzi in cui le protagoniste sono uomini-dipendenti, praticamente prive di personalità, fastidiose, petulanti, gelose, insicure?
Sarebbe così sconveniente scrivere di donne con le palle, intelligenti, brillanti e indipendenti?
Pretendo troppo?
Si può raccontare di un amore alla pari; di sentimenti che superino la barriera della definizione detta ad alta voce?
Quando io leggo di donne coccolate da uomini meravigliosi, che se la menano perchè lui non dice “ti amo”, mi viene voglia di ripristinare l’uso della Vergine di Norimberga.
E a voi donne medie come me, queste donne insicure piacciono poi così tanto?

In poche parole

Come rendere la protagonista insopportabile.

Poschina

Heaven Texas & Il Lago dei desideri – Susan E. Phillips

Ok, non è la solita recensione e diciamocelo fuori dai denti, a nessuno frega una sega di quanto scriverò sotto, ma ci sono cose, situazioni ed espedienti che mi tolgono  completamente il gusto della lettura. In questi due libri della Phillips ho trovato due degli espedienti più fastidioserrimi di sempre se non compensati da una notevole capacità di scrittura e da una storia con i controcoglioni.

Farei notare come la mia compulsività mi abbia fatto acquistare non uno ma ben due libri di una scrittrice a me sconosciuta. Ah, la disperazione cosa fa fare………

CopHeavenTexaslago

Le Trame

Heaven Texas: Gracie Snow ha tre problemi da risolvere:un ex campione di football da proteggere (il buono),un ragazzo diventato ricco e perfido (il cattivo),il suo cuore che comincia a perdere colpi…Riuscirà a sistemare tutto e a capire dov’è l’amore? Una storia divertente, sexy e con un pizzico di malizia. Una lettura imperdibile per chi ha voglia di sorridere e lasciarsi andare. Gracie Snow decide di lasciarsi alle spalle un’intera vita e accetta un’offerta di lavoro a Hollywood come assistente di produzione. Subito però le viene affidato un incarico difficile: deve convincere Bobby Tom Denton, un affascinante ex giocatore di football, a presentarsi sul set per iniziare le riprese del suo primo film.

Il Lago dei Desideri: Molly Somerville ha una vita (quasi) perfetta: adora il suo barboncino, il suo lavoro di scrittrice per bambini, il suo minuscolo loft. L’unico neo è la sua cotta storica per un quarterback scavezzacollo, quel detestabile e superficiale e irritante e… meraviglioso Kevin Tucker, che finora non ha fatto altro che ignorarla. Il talento di Molly per ficcarsi nei guai la porterà proprio tra le sue braccia, a farsi spezzare il cuore in una sola notte. 

Ed ora la parola alla giurata

Spoiler – Spoiler – Spoiler

Non so bene se la colpa della mia assenza di passione per questi libri sia da attribuirsi all’appartenenza a due culture completamente diverse. Per capirci io trovo assolutamente insensata la fastidiosa abitudine americana che lega il numero di appuntamenti alle concessioni sessuali.

Esempio. Se vai a letto con un tipo prima del terzo appuntamento sei una zoccola. Al primo appuntamento la lingua, al secondo la lingua + un lieve strusciamento, al terzo puoi concedergli una palpatina, al quarto lo fai entrare in casa, al quinto puoi dargliela. SERIOUSLY????
Nel 2014?

Così pare.
O almeno così pare che sia nell’america vera, non nella sfavillante New York di film e telefilm. Sarà per questo divario culturale, lo stesso che non trova niente di strano nello sposarsi dopo  due mesi dal primo incontro, ma che anzi lo trova romantico, che faccio fatica ad amare davvero questi libri. Sono scritti bene, spesso anche divertenti e non eccessivamente mielosi, tuttavia non riesco ad entrare nell’ottica. Mi rimane sempre quella cosa alla “Harmony” che non riesco a scrollarmi di dosso.

Per esempio in Heaven Texas lei è una trentenne sciatta (ma con una passione per la biancheria intima da zoccola), vergine, apparentemente sfigaterrima, che viene mandata a recuperare il figo di turno. Che poi parliamone…. il figo di turno indossa pantaloni bianchi con camicia malva/lavanda di seta e cappellone da cow boy. In pratica Julio Iglesias al suo meglio. Una roba che nemmeno se me lo regalano e chissene dei soldi e del cazzo grosso.

Cmq. dicevamo. Lei è vergine. VERGINE. Come in un Harmony. Perchè in questi libri non esiste mai una donna normale, con una vita normale ed una vita sessuale nella media. O zoccoloni o vergini.
A trent’anni.
Negli anni 2000.
Americans !!!

L’espediente irritante però non è la verginità della pulzella, anche se ammetto che un paio di bestemmioni mi sono scappati, ma il “fingiamo di essere fidanzati”. Perchè?
Susan, te lo dico da NON scrittrice a scrittrice di successo; perchè non ti sei spremuta le meningi un filino, giusto per non cadere nella banalità più assoluta? Giusto per dimostrarmi che sai fare in modo che due persone apparentemente diversissime si innamorino senza costringerli in una finta relazione che li porta, inevitabilmente, a stare a contatto stretto e a scopare. Ma se non bastasse questo, c’è anche il terribile, anacronistico, fastidioso “ti faccio da tutor sessuale”. Ma dai !!! Scopate e fatela finita. Ci sarà mica bisogno di un tutor per fare sesso? Non si può sentire.

E, ovviamente visto che il libro è per donne e le donne sono coglione e superficiali come poche, alla fine, dopo ben un mese e mezzo di conoscenza profonda, lui le chiede di sposarla e finisce con un’evasione di prigione, un inseguimento in macchina e baci ed abbracci in mezzo alla folla giubilante.

E questa fiera dell’assurdo non è nulla in confronto al secondo libro.

Lei è un’ereditiera che ha rinunciato a 15 milioni di dollari per potersela cavare da sola.
BWahahahhahahahahah…. Quando avete finito di ridere ditemelo che proseguo…. Fatto?

Lei scrive libri per bambini nei quali riversa la sua vita privata, è innamorata di uno strafigo che non la caga di pezza ma un giorno per sbaglio sono costretti a dividere una casa, lei la notte va in camera sua, si spoglia, gli mette il goldone, se lo scopa mentre lui è mezzo addormentato e il goldone si rompe, ma lei non è nel periodo del mese giusto e nonostante ciò rimane incinta.

Ora, hai 27 anni, sei single, fai fatica a campare, stupri un tizio la notte, rimani incinta e cosa fai? Sei felice. Ecco; questo esempio di donna demente è deleterio per la reputazione del nostro sesso. Io, donna, l’ho odiata con tutta me stessa. Non puoi essere così scema. Nel senso che nessuna donna in una situazione del genere sarebbe tranquilla e rilassata a pensare al nome del nascituro, quantomeno prenditi una decina di giorni per abituarti all’idea, altrimenti sembra che tu l’abbia fatto apposta. Poi ovviamente non lo dice al padre ma quella ficcanaso di sua sorella e suo cognato scoprono chi è, lo vanno a prendere per i capelli e lui invece di dire… “ragazzi, quella pazza mi è saltata nel letto, poi mi ha detto che non era incinta e col cazzo che la voglio tra i piedi” decide di sposarla, perchè si sa; siamo nel 1940 e concepire fuori dal matrimonio è una vergogna.

Poi lei perde il bambino e questo permette alla coppia di non odiarsi più perchè si sa, le stragi uniscono come non mai (spoiler: non è vero. Le disgrazie dividono, ma non vogliamo turbare le fragili donne che leggono questi romanzi quindi facciamo finta che tutti siano buoni, bravi, comprensivi e pazienti…).
Vanno in un camping dei genitori di lui dove, sorvolando su metà libro, alla fine cominciano davvero una relazione ma siccome lei è mezza scema, insicura, convinta che non avrà mai la storia d’amore più bellerrima del mondo, finge di non provare nulla se non la mera attrazione sessuale e lui che invece se la scopa all’urlo di “io sono tuo marito quindi se scopiamo non c’è nulla di strano”, evita di mostrare i suoi veri sentimenti perchè intanto è impegnato a fare chiarezza su quello che prova per la sua vera madre.

Ah, c’è anche lo spazio “sesso tra vecchi” che vi risparmio perchè sono molto meno sadica di quanto potrei sembrare.

Il picco di merda lo raggiunge quando alla fine lui si rende conto che la ama e, giuro, va a chiedere il permesso di sposarla di nuovo (americans !!!) alla sorella, la quale lo sottopone ad una – prova d’amore –  prima di dare il benestare. Nonostante ciò la pazza – scema – insicura – gli dice che lei non vuole l’amore. A lei non basta, deve avere la più grande storia d’amore del mondo.

Ed io l’ho odiata se possibile ancora di più perchè cazzo, hai 27 anni. Non 12. Io ti odio perchè rappresenti il peggio del mio sesso, il peggio dell’umanità in generale e sopporto ancora meno la caratterizzazione stile “Santa Maria Goretti”. Sempre queste donne buone, sensibili, che amano i bambini, incazzate ma mai fastidiose, ribelli ma con gentilezza, insignificanti ma sempre con un bel culo e un vitino da vespa e le caviglie sottili. Ma cazzo se sei insignificante sei insignificante !!!! Non puoi essere insignificante e avere il corpo di Charlize Theron. No, perchè saresti figa !!!!

Se proprio dovete scegliere, tra i due prendete “Heaven Texas” nonostante tutto è più realistico e la protagonista molto più interessante.

In tutto ciò la cosa davvero triste è che sono libri scritti bene. Spesso ho sorriso e a volte addirittura riso di gusto perchè alcune situazioni sono molto divertenti e i dialoghi brillanti.
Semplicemente credo che siano un po’ troppo “da donna” per me e un po’ troppo “americani” per i miei gusti da italiana – lombarda – milanese rampante.

Io non comprendo davvero il dichiarasi amore eterno dopo una scopata e non ritengo onorevole sposare una donna che non conosco solo perchè è incinta. Lo trovo stupido ed irresponsabile. Non siamo nel 1800, non è più necessario, non si rovina irrimediabilmente la reputazione della donna e i figli possono essere cresciuti benissimo fuori dal vincolo matrimoniale. Quando leggo certe cose, che per me sono più che anacronistiche, mi innervosisco e il racconto perde immediatamente credibilità togliendomi in parte il gusto nella lettura e influendo negativamente nella valutazione.

Leggeteli consci di quello che vi aspetta, ossia puritanesimo, convenzioni sociali, romanticismo adolescenziale, matrimonio assicurato, un pizzico di divertimento, assurdità come se piovesse.

In poche parole

Quella vena di puritanesimo che proprio non riesco a sopportare.

Poschina