Il Vicario e la Scrittrice – Eva Leigh

Bene.
Bella merda.
No, dai …. non esageriamo, diciamo che è un libro dimenticabile, molto dimenticabile. Talmente dimenticabile che l’ho finito stamattina e fatico a ricordarmi i nomi dei protagonisti.

La Trama: Londra, 1816 – Come potrebbe non essere oltremodo noioso e pudico un matrimonio fra il vicario di una piccola parrocchia nel Devonshire e la figlia di un duca nota per la sua timidezza e per fare sempre da tappezzeria? Eppure, quella tra Jeremy Cleland e Lady Sarah Frampton è tutt’altro che un’unione noiosa e pudica. Forse perché, all’insaputa l’uno dell’altra, lei è la misteriosa autrice dei famosi romanzi erotici che stanno accendendo e sconvolgendo il ton… e lui l’uomo incaricato di scoprirne l’identità per mettere fine alla pubblicazione di quelle storie accusate di corrompere la moralità inglese. Ma cosa sarà di loro e del loro amore quando scopriranno i reciproci segreti?

Ed ora la parola alla giurata – Solo ed Esclusivamente SPOILERONI

Da ragazzina guardavo la fiction “Uccelli di Rovo” e mi piaceva anche. Forse non ne coglievo appieno le sfumature ma sembrava che Richard Chamberlaine ci sapesse fare assai negli affari di letto. Anche perchè altrimenti invece di sbatterti un prete ti conviene ripiegare sull’idraulico, se non c’è buon sesso a che pro intrattenere una relazione complicatissima e priva di futuro?

Quindi io immaginavo un parroco sessualmente iperattivo con la verga turgida e nodosa  (questa è per il Busnaghi) pronta ad infrangere imeni come se piovesse ed invece….

….. Invece lui, Jeremy, è il bellerrimo terzogenito del nobile di Stocazzo, destinato da sempre a diventare parroco, malcagato dal padre che lo considera poco più di un inetto (a ragione), succube di tutto e di tutti e per di più sessualmente represso.

Lei è Lady Sarah, figlia di un conte o roba simile che per diletto scrive sotto pseudonimo romanzi erotici famosissimi e che, pur essendo una vergine di ferro, conosce ogni segreto del corpo umano maschile e femminile e brama dalla voglia di farsi cunnilingusare e di spompinare il proprio partner in una session di 69 che manco Sasha Grey e Rocco Siffredi avrebbero saputo fare.

Due sfigati direte voi… Ebbene sì.
Io speravo che il personaggio di Sarah, ricchissimo di potenzialità, venisse sviluppato nell’ottica di una presa di coscienza della propria femminilità e al diritto di goderne appieno, infrangendo regole sociali stupide e maschiliste. In realtà questo argomento viene affrontato ma solo in fondo al libro e piuttosto superficialmente tanto che invece di fare outing e  dichiarare di essere la famosa scrittrice erotica, il segreto viene mantenuto.

Ma concentriamoci sulla storia.
I due piccioncini si incontrano ad un noiosissimo party in giardino e scatta quello che si può considerare il classico colpo di fulmine. Lei appena lo vede pensa in quanti modi potrebbe essere vergata da lui mentre Jeremy appena la vede sente l’intero corpo tendersi e per lui è cosa nuova e non poi tanto giusta.
Ci troviamo quindi di fronte ad un ribaltamento di ruoli, lei che spera di essere posseduta nel roseto e pensa solo ed esclusivamente a come procurarsi uno di quegli orgasmi che descrive tanto bene ma che non ha mai provato, mentre lui vorrebbe tanto sprofondare in lei ma non è così che si comporta un vero uomo timorato di dio quindi si reprime. Oltretutto arrossisce ogni fottuta volta che si parla di sesso.
Minchia che palle.

SPARATEGLI SUBITO

Potete anche accusarmi di essere la classica donna succube dell’uomo Alpha, figlia di una cultura machista e maschilista incapace di accettare le sensibilità maschili, che preferisce ancorarsi all’archetipo del maschio dominante piuttosto che aprire la propria mente e il proprio corpo al nuovo modello di maschio sensibile col mestruo. Accusatemi pure ma sappiate che sono orgogliosa di volere, nel mio letto, un classico maschio Alpha con esperienza, voglioso, bramoso, che non arrossisce e che mi immagina in ogni posizione possibile ed immaginabile senza mai sentirsi in colpa nel fare pensieri impuri.

Cmq. Jeremy cerca di smascherare la scrittrice misteriosa perchè il padre gli ha chiesto di porre fine alla divulgazione di materiale pornografico, Sarah intanto scrive come non ci fosse un domani, ispirata dalla cocente attrazione sessuale che prova per il pretonzolo che nonostante la buona volontà non può sposare perchè lei è un’ereditiera e lui uno sfigato.

Spoiler: si sposano. E la prima, meravigliosa, agognatissima notte di nozze parte con il disastro di una prima volta nella quale lui si infila nella di lei inviolata vagina e viene immediatamente lasciando la povera donzella completamente insoddisfatta. E questo dimostra da una parte un certo realismo e dall’altra che lui non ha mai visto “Tutti pazzi per Mary” e quindi non sa che non ci si presenta alla prima notte di nozze con la pistola carica ma che bisogna tirare il collo al serpente prima dell’incontro.

Siccome è stato un mezzo disastro Jeremy decide di mettere in pratica qualche idea che ha letto in uno dei libri della misteriosa scrittrice e da quel momento in poi c’è solo una parola che ricorre nella pagina scritta…..Orgasmo – Orgasmo – Orgasmo – Orgasmo

Perchè lui è passato con disinvoltura dal livello Incapace cronico al livello Marchese di Dain nel tempo che a me serve per sbadigliare quando leggo certe cose.

Da qui in poi il libro si trascina tra pompini, kamasutra e orgasmi fino a quando lui non scopre che in realtà la sua adorabile e flessibile moglie altri non è che la scrittrice misteriosa e allora si indigna da morire perchè lei gli ha mentito e le dice qualcosa tipo “Ed io che ti ho donato la mia verga!!!! A saperlo prima sarei rimasto mezzo vergine per il resto della mia vita!”
E allora tenetevelo, tenetevelo voi uno che addirittura litiga come una donna, adducendo motivazioni tipicamente femminili.

Non ci sono più gli eroi Romance di una volta, quelli che per punirti ti scopavano fino a farti svenire a furia di orgasmi.

Inutile che vi dica che la situazione si sistema, lui le dice che lei è il suo sole, la sua terra e quant’altro mentre lei gli dice che per ammmmmooooooreeeee rinuncerà anche alla scrittura e via dicendo e che dopo una serie inutile di puccismi sfrenati lui finalmente manderà affanculo suo padre, lascerà la tonaca e si butterà con successo nel campo dell’editoria mentre lei continua a scrivere, passa dall’erotico al Romance perchè ormai ha scoperto l’Ammmmoooooore e quindi tutto è rosa con fiocchetti bianchi, profuma di zucchero ed è morbido come un marshmallow.

Andatevenetuttiaffanculova!!!!

In poche parole

Ridateci gli eroi Romance di una volta, quelli che per punirti ti scopavano fino a farti venire a furia di orgasmi.

Poschina

 

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Una Moglie per Winterborne – Lisa Kleypas

Eccoci qui, dopo un’attesa per niente spasmodica lunga quasi un anno, siamo al cospetto della nuova fatica di Zia Lisa, la storia d’Ammmmmore tra la delicata, vergine, amante delle orchidee Helen e il rude, sexy e ovviamente riccherrimo Rhys Winterborne.

Li avevamo conosciuti in questo dimenticabile libro ed oggi li ritroviamo per farci letteralmente i cazzi loro.

La Trama: Di umili origini, grazie alla sua sfrenata ambizione Rhys Winterborne ha ottenuto ricchezza e successo. È un uomo che sa sempre come ottenere ciò che vuole: e ora vuole l’aristocratica Lady Helen Ravenel. E se per costringerla a sposarlo dovrà rubarle la sua virtù, tanto meglio… Ma la seducente e timida Helen ha in serbo qualche sorpresa per il rude affarista.

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler Alert

Qui si recensisce passo per passo, sono a metà libro e per ora potrei sintetizzare con “Bene ma non Benissimo”. Questo perchè siamo al 50% del libro e il BM è appena saltato fuori. Tutto quanto scritto prima non serve praticamente a niente, se non a deliziarci con le descrizioni più o meno accurate delle prodezze sessuali di Rhys e del suo corpo statuario.

Che, chiariamo, mi va anche bene.
Ma credo fermamente che tutto ciò che viene scritto debba essere utile alla storia. E se mi può andar bene sottolineare la sensibilità che Rhys ha per le classi povere e per le donne (è a tutti gli effetti un riformista, uno che si è fatto da solo e che anela al progresso nel senso più ampio del termine) mi chiedo dove vogliamo andare a parare. La storia si apre con Helen che va da Rhys per scusarsi per il trattamento riservatogli dalla cognata e per chiedergli di continuare con il fidanzamento. [Nel libro precedente Rhys aveva baciato appassionatamente la nostra Helen sconvolgendola nel profondo e quella grandissima scassacazzi di Kate si era subito messa in mezzo rompendo il fidanzamento. Scopriamo ora che in realtà Helen non voleva affatto mollare il bel manzo da riproduzione ma era semplicemente sconvolta dal troppo ardore dimostrato dall’uomo, quindi si scusa e gli propone di comprometterla per assicurarsi il matrimonio].

Contorta? Sì.
Zoccola? Sì.
Ha fatto bene? Sì.

Qui si parte con il botto ossia con la tanto agognata scopata che di solito attendiamo con una certa aspettativa per gran parte del libro e che in realtà è funzionale perchè l’attesa della verga turgida è, in fondo, essa stessa una verga turgida.
Tradotto: se mi scopazzate entro le prime 10 pagine, che minchia facciamo nelle altre 250?

Nulla, a quanto pare. Ed infatti il racconto si trascina tra puccismi di vario livello, che vanno dal tollerabile al “Zio Caro adesso ti taglio la lingua”, fino a poco prima della metà della sbobba quando scopriamo che Helen è in realtà una figlia illegittima (questo spiega perchè è sempre stata la malcagata della famiglia) e che suo padre è un uomo orribile che il suo futuro marito Rhys detesta con anima e corpo.

Quindi ora si apre il vero dilemma del libro…. dirglielo o mentire?
Una donna mediamente normale glielo direbbe, magari tra un pompino e l’altro, anche perchè che colpa ne ha lei se suo padre è un bastardo? Tra l’altro l’ha appena scoperto quindi a Rhys non ha mai effettivamente mentito, tuttavia sospetto che Miss. Orchidea nasconderà il segreto permettendo così un’infinita serie di sciocche incomprensioni e recriminazioni, silenzi, fraintendimenti, musi lungi e riappacificazioni a suon di vergate in vagina. Potrei sbagliarmi….ma temo proprio di no.

Sia chiaro che il tutto è scritto bene, è in un certo qual modo interessante e non annoia proprio per niente, peccato però che ci sia, da parte dell’autrice, un’insana passione per il ridicolo. Quelle che dovrebbero essere situazioni divertenti o battute brillanti mi hanno portata a malapena a sollevare un angolo della bocca, roba che più che un sorriso sembrava un ghigno e beh, insomma…….. forse non era proprio l’effetto voluto.

Ho trovato irritanti oltre ogni misura Devon e Kate a dimostrazione che quando un personaggio mi sta sul cazzo, continua a starmi sul cazzo e il loro puccismo, l’odiosissima GI e, peggio del peggio, il sesso, potevano anche risparmiarcelo almeno in questa storia. Io vi detesto con tutta l’anima e con parte del mio corpo. Proprio non riuscite a piacermi nè come singoli nè tantomeno come coppia. Anzi, una bella morte per mare mentre andate al funerale del vecchio ci starebbe benissimo.

Libro al 100%: Benino ma non Bene

No, non schiattano ma sopravvivono e mettono al mondo un figlio senza complicazioni, morti o altra roba che mi avrebbe rallegrata.

Ma veniamo a noi.
Qualcosa non torna in questo libro, qualcosa in come è scritto, qualcosa in come i personaggi vengono sviluppati (o non sviluppati in questo caso), qualcosa che mi fa addirittura pensare che più che un nuovo lavoro sia un vecchio lavoro lasciato ad ammuffire in un cassetto e tirato fuori per fare cassa.
Prendiamo un paio di personaggi…. Rhys è una specie di Derek Craven senza tutto il bagaglio emotivo/emozionale che hanno reso il gestore della sala da gioco più famoso di Londra un personaggio degno di nota. Mentre Pandora e somiglia in modo inquietante Beatrix Hathaway.

Ma tutto ciò sarebbe anche tollerabile se non fosse che la storia è poco più che un pretesto per vedere un Rhys perennemente con il cazzo in tiro ed una Helen costantemente sul punto di spompinarlo tra sospiri, improvvise vampate e cascate del Niagara tra le gambe.

Ok, a chi non piacerebbe un tizio che parla in Gallese, ti venera, scopa benissimo, è un figodiddio e per giunta ha un patrimonio incalcolabile? Solo che manca tutto il resto. Devon e Kate che compaiono e scompaiono senza senso, il tema sociale appena appena accennato tanto che a confronto la serie sullo Spettro di St. Giles sembra un trattato filosofico sulla Londra disperata dei primi dell’Ottocento.

E parliamo anche del BM.
Lei oltre ad aver scoperto di essere la figlia illegittima dello stronzo che suo marito odia, scopre anche di avere una sorellastra finita in un orfanotrofio, ovviamente essendo donna di buon cuore va a salvarla e decide di fuggire con lei per non rovinare la reputazione del futuro marito ma lui non ci sta, e per farle capire che la ama anche se è figlia del cugino di Satana le spantega il membro rigorosamente turgido tra le cosce all’urlo di “Lo senti quanto ti amo?”
Eddai…..bastasse questo allora sai quanti sconosciuti mi hanno “amata” sulla metro1?

La verga turgida non è una dimostrazione d’Ammoooooreeeeee, significa solo che l’apparato sessuale funziona bene. Punto. Hai capito Rhys? Hai capito?

E’ un brutto libro? No.
Sono soldi buttati nel cesso? Ni.
Mi ha fatta incazzare? Sì, Zio Bono.

Questi libri mi fanno imbestialire perchè arrivano da un’autrice che è riuscita a farsi amare, che con leggerezza raccontava, e bene, frustrazioni e tormenti, amore e passione, disillusione e rabbia. E adesso?
Adesso restano le briciole, un “vorrei ma non posso” difficile da digerire.
Rhys non ha niente che lo faccia fregiare del titolo di Eroe. Non perchè gli manchi qualcosa, ma perchè viene banalizzato. Passa tutto il libro infoiato come un dodicenne di fronte alle tette di Sabrina Salerno negli anni Ottanta, mentre lei passa con naturalezza dal terrorizzarsi dalla lingua in bocca al manipolare un uomo esperto con il sesso.

Non quadra, non torna. Stona.

E di materiale su Helen ce ne sarebbe a palate perchè lei si è sempre sentita la diversa della famiglia senza sapere come mai, ha sempre sentito il disprezzo del padre e l’indifferenza della madre, ma nulla di questo viene approfondito. Tutto viene detto ed abbandonato in funzione di una storia di sesso e sesso e ancora sesso.
E se sono io a sostenere che il sesso non basta a tenere in piedi un libro allora deve essere proprio vero perchè a me leggere di sesso piace quasi quanto farlo….quindi ho detto tutto.

Lo consiglio? Oddio….non svenatevi per averlo subito e leggerlo prima di qualsiasi altra cosa. Tenetevelo per la spiaggia quest’estate perchè tanto non vi perdete niente.

In poche parole

L’Attesa della Vega Turgida, non è essa stessa una Verga Turgida?

Poschina

p.s. Il prossimo libro della serie; quello su Pandora e Gabriel, Lord St. Vincent, si intitola “Devil in Spring” e deduco, con le mie comprovate superiori capacità mentali, che ci proponga come protagonista maschile l’erede del meraviglioso, indimenticato, rimpiantissimo dispensatore di orgasmi Sebastian St.Vincent, protagonista del meraviglioso libro “Devil in Winter”. Che dire? Auguriamoci vivissimamente che copi e incolli la vecchia trama cambiando i nomi, che a me andrebbe bene lo stesso, a questo punto tutto, fuorchè la delusione.

Irresistibile Sconosciuto – Lisa Kleypas

Per me, Nostra Signora del Romance Lisa, è una specie di istituzione. Cerco sempre e costantemente di difenderla e quando non riesco a farlo è solo ed esclusivamente colpa sua che non mi ha dato nulla a cui appigliarmi per fare l’avvocato del diavolo.
E ve lo dico subito, questa recensione è tutta uno spoilerone che avercene.

La Trama: “Lady Hawksworth, vostro marito non è morto” queste le parole che sconvolgono Lara. Infatti, dopo essere stato dato per disperso in mare liberandola da un matrimonio senza amore, Hunter conte di Hawksworth sta facendo ritorno per reclamare il proprio titolo e la propria moglie. Però Lara stenterà a riconoscere quell’uomo potente e virile, in grado tuttavia di rivelarle segreti che solo un consorte può conoscere e così ansioso di rinnovarle il proprio amore. Certo, la somiglianza è innegabile, ma mai Hunter si era dimostrato tanto attento e passionale. Eppure, ben presto l’unico desiderio di Lara sarà che quello straniero sia davvero suo marito.

Ed ora la parola alla giurata

Mi approccio a questo libro mentre attendo che arrivi l’ultimo Spin-Off della serie “Seducers” della Hunter pensando che Zia Lisa non delude mai e che quindi andrà tutto davvero bene.
Poi, tempo una ventina di pagine, lo spirito della Maionchi si impossessa di me ed io lo lascio fare perchè per me questo libro “è No”. Ma analizziamolo con ordine che altrimenti non si capisce nulla.

Lei, Larissa detta Lara.
Per due anni è stata sposata con Hunter,  il quale non solo non l’ha mai amata, ma abusava anche di lei. Arrivava la sera, se la scopava rigorosamente al buio e senza nessuna gentilezza e poi se ne andava. Nonostante queste ripetute inondazioni di sperma in vagina, lei non è mai rimasta gravida e si è quindi convinta di essere sterile.
Schiattato il marito diventa una sorta di beniamina degli orfani e degli oppressi, generando in me quell’astio e quella insofferenza che non mi abbandoneranno mai, nemmeno a libro finito.

Lui, Hunter, conte di Hawksworth.
Praticamente un coglione. Marito pessimo, con pessime amicizie, un’amante che tutti sanno esistere, e una considerazione della moglie pari a zero (l’ha anche definita una medusa). Va per mare e non torna. Poi torna e parte il trip “è lui o non è lui?”.
Si capisce immediatamente che NON può essere lui.
Primo gli somiglia ma non poi così tanto, secondo è l’esatto opposto del conte scomparso.
Buono, dolce, sessualmente attento, innamorato….tanto da annoiarmi a morte. Cioè…ma chi lo vuole uno così stucchevolmente devoto? Devoto al punto che lei decide tutto ma proprio tutto e lui zitto. E non se la scopa nemmeno perchè lei c’ha il trauma. E lui aspetta pazientemente.                  – Poschina preda della noia –

Fatto stà che ad un certo punto cominciano a sorgere dei dubbi sull’identità di quest’uomo che sembra il conte ma non sembra il conte, che è uguale ma non è uguale e il libro si trascina fino a quando, finalmente, lui non se la scopa con tutti i sacri crismi e lei si trasforma da “c’ho il trauma” a “dammi il tuo cazzo gigante”.

Poi però viene fuori che lui non è davvero lui e allora la nostra SantaMariaGorettiDiStaMinchiaLarissa vede bene di denunciarlo alle autorità. E lo denuncia nonostante lui si sia appena rivelato un “Fertilizer” della madonna perchè lei è ovviamente e incontestabilmente Gravida.
La Vacca è Gravida alla prima botta.
Cioè due anni con il marito e niente, una volta con lo sconosciuto e BOMBA!!!!!!

Lisa Zio Caro, che cazzo ti eri calata….il Peyote?

Poi spendiamo due minutini sulle incongruenze.
Prima mi fai due palle come due meloni con la storia che Hunter considerava la moglie una sorta di soprammobile fastidioso e poi viene fuori che lui ha scritto 450 diari particolareggiatissimi con ogni dettaglio della di lei vita e che teneva le sue lettere e la sua miniatura sul comodino…ma allora la detestava o non la detestava? Parliamone.

E vogliamo parlare anche della delirante spiegazione di come il nostro eroe è passato dall’essere un mercenario a fingersi conte?
Ecco…. una sera va a trovare il fratellastro per vedere com’è e scopre che è sposato, guarda la miniatura della moglie e se ne innamora, allora legge anche tutte le sue lettere e se ne innamora sempre di più al punto da voler prendere il posto del fratellastro quando muore pur di starle vicino (ovviamente anche il titolo, i soldi e le terre hanno un peso, ma principalmente lei). Quindi parte alla volta dell’Inghilterra per conoscere la donna che ama.

Ma che cazzo di disadattato sei? Ma io sarei fuggita da uno così!!!!!! Roba da Criminal Minds. Uno stalker chiaramente fuori controllo. Un pericolo pubblico e anche, lasciatemelo dire, uno sfigato cosmico.

Ma il bello deve ancora venire….
La mamma di Hunter compare giusto in tempo per spiegare alla nostra minchionissima Lara che Iddu è il fratellastro di Hunter, figlio del Vecchio Conte e dell’amante; da picculerrimo era stato sbattuto in India con una coppia di missionari e insinua che non ci sarebbe niente di male se tutti facessero finta di niente, Larissa e i suoi multiorgasmi, i fittavoli con la loro gioia, il personale della magione con un padrone decente.

E quindi?

Quindi finisce a tarallucci e vino.
Tutti felici, tutti contenti…. Tranne me.
Tranne me, tranne me, tranne me (da canticchiare)
Oltretutto, durante un amplesso, lei urla “Ti prego basta, non posso venire ancora”. Ma vai a cagare va!!!!!!
Ovviamente viene ancora la zoccola, inutile sottolinearlo.

In poche parole

E’ lui o non è lui? *cit.

Poschina

p.s. in mezzo troviamo il tempo per parlare della sorella di Lara maltrattata dal marito.
Ma anche no.

Un Libertino dal Cuore di Ghiaccio – Lisa Kleypas

Cosa vuol dire essere una lettrice compulsiva? Significa comprare un libro in versione cartacea e digitale perchè convinte sia il nuovo capolavoro di un’autrice che rispettate solo per rendervi conto, una volta lette le prime 10 righe, che potrebbe essere l’Epic Fail dell’intero 2016 e nonostante ciò arrivare faticosamente alla fine del libro continuando a ripetersi che “La Kleypas sicuramente riuscirà a far decollare la sbobba” pur di non ammettere con voi stesse che state leggendo una bella merda.

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La Trama: Inghilterra 1875. Devon Ravenel, incallito donnaiolo, è lo scapolo più affascinante di Londra e ha appena ereditato una contea. Il suo nuovo ruolo sociale gli impone però responsabilità inattese… E anche qualche sorpresa: la sua nuova proprietà, infatti, è gravata dai debiti e per di più nella dimora ereditata vivono le tre sorelle del defunto conte e una giovane, bellissima vedova, Lady Kathleen Trenear. Presto tra i due scoppia la passione, ma la donna conosce bene i tipi come Devon. Riuscirà a non consegnare il proprio cuore all’uomo più pericoloso che abbia mai conosciuto?

Ed ora la parola alla giurata – Praticamente uno SPOILER ininterrotto

Brutto.
Una delusione continua, dalla prima all’ultima pagina, senza soluzione di continuità. Di quanto letto salvo le gemelle e le orchidee. Stop. Raramente sono rimasta così delusa da un libro della Kleypas, nemmeno quell’americanata mediocre di Sugar Daddy mi aveva amareggiata tanto. E l’ho detestato con tutta l’anima, figuratevi voi.

Parlar male della Kleypas mi duole all’anima ma se lei ha scritto un libro che ho usato per prendere sonno non è certo colpa mia, e se per giunta, alle prese con una trama assurda che non sapeva più come far quagliare, ha usato l’espediente comodo di una GI talmente oscena e campata in aria da avermi letteralmente inversato la giornata, allora si merita tutto  il mio sdegno messo nero su bianco e a disposizione di chiunque abbia 5 minuti da dedicarmi.

Ma veniamo a noi. Devon sulla carta sarebbe il mio libertino ideale, tuttavia l’ho trovato maleducato e fastidioso e dio solo sa quanto io ami gli eroi romantici scontrosi e profondamente crudeli; ma qui siamo in piena cafoneria ed io, la cafoneria, la detesto. Quindi nel giro di due pagine ho capito che per Devon non mi si sarebbe smosso nemmeno un ormone; NEMMENO UNO.
La femmina nella quale mi dovrei identificare è semplicemente dimenticabile. Vedova traumatizzata dalla prima notte di nozze, reprime i suoi sentimenti, non piange mai perchè lei ha una Sad Story delle quale non me ne è fregato assolutamente nulla ed è una specie di frigidona che mi ha fatto sollevare gli occhi al cielo in più di un’occasione. Vive nella magione con le cognate; Helen, una tizia strana che coltiva orchidee rare e vive in un mondo tutto suo e le gemelle, due ragazze adorabili e selvagge alle quali spero dedicherà i prossimi libri della serie, che io prenoterò appena possibile nella speranza che siano almeno una tacca sopra questo, non che ci voglia molto.

Fatto sta che Devon appena la vede si sente irrimediabilmente attratto da lei e comincia a cercare di sedurla. Lei resiste, resiste, resiste, resiste e lui invece di rompersi i coglioni e andare a scoparsi la cameriera della birreria dietro l’angolo si infoia ogni secondo di più.
Tutta la reticenza di Kathleen crolla quando lui è vittima di un incidente ferroviario nel quale si disintegra le costole e nonostante siano precipitati in un fiume gelato perchè è pieno inverno, si preoccupa di salvare l’universo mondo rischiando la pellaccia.
Purtroppo per noi sopravvive e Kat improvvisamente si accorge che glielo vuole succhiare e gli si infila continuamente nel letto, così……. da un giorno all’altro, da frigidona ad assetata di cazzi; dopo che Devon, da una riga all’altra, si trasforma da menefreghista libertino a cui non fottesega di nessuno, a Santa Maria Goretti con l’uccello.
Questo per farvi capire quanto la Kleypas abbia perso la trebisonda letteraria.

Ma questo non è ancora il peggio.
Il peggio del peggio è la totale assenza di Pathos che imperversa in tutto il libro, la relazione tra i protagonisti è tra le più noiose che io mi ricordi, l’ho letta senza un fremito, senza un minimo di interesse, senza che ci fosse nemmeno un vago interesse.
E poi Santissima Madonna la cosa più fastidiosa in assoluto.
La Gravidanza Indesiderata. Davvero, io non la reggo più e non sopporto che proprio la Kleypas la infili così a “Capocchia di Minchia” in un libro che già di suo andrebbe completamente stravolto per essere godibile, figuriamoci con una GI tra le più fastidiose mai lette. No, ma davvero, basta. Porca Eva, basta. Imparate a venire fuori o promulgate una sterilizzazione di massa perchè io le GI a cazzo non le sopporto più.

Sì, sono incazzata nera. Davvero incazzata nera.
Perchè io, certe cagate e un livello mediocre di scrittura, me lo aspetto in un self publishing, dove una tizia come me si improvvisa scrittrice, ma qui parliamo di una donna che ha un editor che dovrebbe avere il coraggio di dirle di rileggersi i suoi vecchi libri e di riscrivere tutto da capo e invece non lo fa. Perchè tanto la Kleypas vende anche se scrive la lista della spesa e gente come me è così scema da comprare ben due versioni del libro perchè si fida.

Ora Lisa, qualcuno avrebbe dovuto dirtelo e siccome non lo ha fatto, lo faccio io.
Hai toppato.
Il libro è mediocre, i personaggi noiosi, l’espediente del treno deragliato e della GI sono scappatoie da principianti e tu dovresti essere una decina di spanne sopra.
Ti concedo un’altra possibilità con il libro su Helen e il suo spasimante miliardario ma giuro che se è una cagata come questo vengo a prenderti e per punizione ti metto in ginocchio sui ceci  a leggere tutto Nicholas Sparks.

In poche parole

Ah, il sapore dolce-amaro della delusione. Mavaffanculova.

Poschina

Lo Voglio – Kristan Higgins

Ci avevo già provato il mese scorso, mollando il libro dopo poche pagine. Ma siccome sono cocciutissima, questo mese mi sono messa d’impegno e ce l’ho fatta. Ho finito questo romanzo – racconto – Harmony…si, insomma, chiamatelo come preferite.

 lo voglio higginsLa Trama: La perfezione sembra la caratteristica principale di Honor Holland, precisa, impeccabile e organizzata come nessuno mai. Tanto che a ogni compleanno ha un bizzarro appuntamento fisso e imprescindibile. Una sorta di messa a punto, per essere certa di non stare invecchiando troppo, o troppo in fretta. Quando però, viene inaspettatamente mollata a trentacinque anni dall’uomo che ha frequentato, di nascosto, per una vita, il muro di perfezione dietro al quale si è a lungo nascosta crolla improvvisamente, rendendola avventata e impulsiva, al punto di prendere decisioni impensabili per lei. Infatti, un po’ per fare ingelosire quel farabutto, un po’ per spirito di solidarietà, accetta di sposare Tom Barlow, che ha bisogno di un matrimonio di convenienza per ottenere la Green Card. Ma trattandosi di Honor, c’è da aspettarsi che questo finto fidanzamento si riveli la cosa più autentica che le sia mai capitata. Così perfetta come solo l’amore può essere.

Ed ora la parola alla giurata, la quale non risparmierà spoiler di vario genere, che tanto come va a finire lo ha intuito anche il mio cane.

Bene.
Bene, bene, bene.
Ce l’ho fatta !!!!!! Finito. Archiviato. Digerito.
Ma passiamo a noi.

Holland è la tipica protagonista del romance moderno che rappresenta la tipica ragazza insicura, goffa e pseudo-MariaGoretti che piace tantissimo alle lettrici di romanzi d’amore. Caratteristica fondamentale di queste eroine è l’essere assurdamente ingenuotte nonostante vivano nella contemporaneità, in quel mondo moderno e bistrattato che ti obbliga a crescere in fretta, tanto che le quindicenni di oggi potrebbero tranquillamente pisciarmi in testa in merito al tema “amicizia/sessualità”.
Il suo essere ingenuotta, idiottona, patatonissima, evidentemente piace alla lettrice che piace perché altrimenti non si spiega come mai non esistano donne normali nei romanzi d’amore scritti dopo il 1990.

In breve (userò termini moderni al solo scopo di dimostrare quanto io sia inseritissima nella new society) la nostra eroina ha un amico figo da paura che conosce da quando va all’asilo e con il quale ogni tanto va a letto.
Del tipo che ogni tanto lui la chiama e le dice “hey bimba…ci si becca stasera?” [Leggi: oggi non ho nessuno con cui scopare quindi mi accontento di te] poi sparisce per mesi. Questa edificante situazione va avanti da dodici anni nei quali la stordita non si rende conto di essere prima di tutto una trombamica e per seconda cosa, ma non per questo meno importante, di navigare da una vita nella tanto temuta FRIENDZONE. E, come ci insegna Game of Thrones, una volta entrati nel limbo della Friendzone non se ne esce più; vero Jorah Mormont?

NON è la parte più fastidiosa del libro. E con questo ho detto tutto. Potrei chiudere qui la recensione ma andrò avanti per il puro gusto di parlar male di una scrittrice blasonata.

La parte più fastidiosa del libro è quella in cui Holland va a fare un check-up dall’amico ginecologo gay il quale le dice simpaticamente: “Cazzo, Holl, hai già 35 anni, sarebbe il caso che tu facessi dei figli in fretta perché le tue uova stanno scadendo!”
Roba che se fosse successa a me lo avrei evirato seduta stante con lo speculum, che tra l’altro non è nemmeno poi così facile; invece lei va in paranoia spinta e decide (parlando con le sue uova [che poi sarebbero ovociti]) di chiedere al trombamico di sposarla perché “tanto sono amici e tanto già scopano” e di avere tanti piccoli bimbi ariani.

Che donna IDIOTA.

E il bello è che glielo chiede davvero!!!!
E lui, che la considera (parole sue) un vecchio guantone da baseball, la rimbalza alla grande e nel giro di due giorni si sta scopando la miglior amica di Holland, la mette incinta e decide di sposarla.

Ed è qui che entra in gioco l’inglese, bisognoso di Green Card, Tom.
Che è anche un figo da paura, ha una Sad Story alle spalle e scopa da dio. Non ci viene specificato se abbia o meno un membro di gustose dimensioni, ma non ci viene risparmiato l’encomio alle sue capacità amatorie. I due scopano quasi per caso una sera, poi lei va in sbatta e non vuole che la scopazzata si ripeta, lui beve whisky manco fosse acqua fresca, lei ha una famiglia numerosa e profondamente irritante e ficcanaso ed un cane odioso.

Oltretutto non si capisce bene come mai ma ogni volta che la chiama l’ex trombamico o quella grandissima troia dell’amica che glielo ha soffiato sotto al naso, lei; invece di fanculizzarli simpaticamente, gli dà retta facendosi in questo modo perculare in eterno.

Che poi la ex amica stronza mica era incinta…..aveva mentito!!!! Mamma mia che colpo di scena…meno male che ero seduta a leggere altrimenti…
Mavaffanculova!!!!!!

La storia familiare di contorno è di una noia mortale, dei nonni me ne lavo le mani, le sorelle che trombano come ricci sono pateticamente irritanti e del padre che si scopa la governante non mi sono nemmeno fatta un’opinione tanto mi ha annoiato la loro storia. Il quasi-figliastro di Tom è il classico adolescente odioso con due nonni da denuncia sociale e una Sad Story che è davvero Sad ma non tanto da farmelo trovare in qualche modo simpatico.

Dulcis in fundo, l’espediente dell’incendio in casa dei nonni atto solo a dimostrare quanto sia santa la nostra Holland, potevano risparmiarselo perché ce lo hanno detto in tutte le salse che lei è tanto brava, buona, simpatica, affabile e bla….bla….bla…..

Anche qui non ci viene risparmiato l’epilogone inutile in cui tutti ma proprio tutti – tutti – tutti – tutti – tutti, trovano la vera incommensurabile felicità. Holland ovviamente rimane incinta perché i suoi ovuli (pardon, uova) non erano affatto decrepiti e lei è così felice del piccolo pargolo che cresce dentro di lei che tutta la sua fottutissima vita è pateticamente, fastidiosamente, odiosamente, grondante di miele rosa confetto.

Che poi parliamone….vorrei tanto vedere se sarà ancora pucci – pucci quando il pargolo le cagherà a spruzzo sui meravigliosi capelli biondi.

Che dire?

Il libro si legge bene, per dio….si legge molto bene, però figa!!!!!! Tutto questo zucchero e miele è davvero troppo. Almeno i nonni rincoglioniti potevano farli schiattare nell’incendio; così…giusto per farmi un pochino contenta.

In poche parole

Vecchio guantone da baseball a chi? Microdotato che non sei altro….

Poschina

p.s. non “Riscrivo il finale” solo perché i due Cavalli Pazzi si sono svegliati e mi tocca dargli retta altrimenti mi sarei lanciata in cattivisimi voli pindarici.

Sposa per Contratto – Mary Balogh

Zia Mary, hai toppato.

Ma prima di affrontare questa penosa recensione di un penosissimo libro, parliamo di una mia nuoverrima idiosincrasia: i caratteri giganti negli e-book reader degli attempati.
Ebbene sì. Ho notato, facendomi amabilmente i cazzi altrui sulla metro gialla, che gli attempati vogliono sentirsi moderni e comprano gli e-book reader, poi però essendo appunto attempati, devono necessariamente usare un carattere enorme per poter leggere in comodità.
Risultato: per ogni pagina massimo dieci righe. Ma come cazzo si fa a leggere in questo modo? Soprattutto….perchè? Mi viene un fottone ogni volta che voi non potete proprio capire. Facciamo un referendum per proibire questo scempio !!!!!

Ma concentriamoci sulla nostra odiatissima Charity, che forse è meglio.

sposa per contratto

La Trama: Miss Charity Duncan non si fa illusioni sulla proposta di matrimonio di lord Anthony Earheart, marchese di Staunton. L’arrogante aristocratico è stato fin troppo chiaro su cosa voglia da lei: una moglie che, con la propria inadeguatezza, mandi in collera l’odiato padre e che poi esca per sempre dalla sua vita. In cambio, la famiglia di Charity riceverà il denaro di cui ha un disperato bisogno. Sfortunatamente, dopo aver accettato di prendere parte a quella farsa, Charity scopre di essersi innamorata di Anthony, e si rende conto che spezzare i voti matrimoniali potrebbe spezzarle anche il cuore.

Ed ora la parola alla giurata

Questa recensione è tutta SPOILER.

L’inizio di questa opera (purtroppo) recuperata della Balogh è folgorante e intrigante. Anthony è un uomo bellissimo, ricchissimo, intelligentissimo, sprezzantissimo e qualsiasi altro “issimo” che vi venga in mente, ma soprattutto è un uomo che ha sofferto tanto nella vita. E’ sì il figlio primogenito ed erede di una casata di notevole fama e ricchezza, ma è anche leggermente rancoroso nei confronti del padre, al punto che decide di sposare una donna povera, sfigata e possibilmente insignificante, pur di irritare il quel vecchiaccio che, per inciso, è lì lì per schiattare a causa di insulsi problemi cardiaci.

Charity Duncan è una ragazza bellerrima che è alla canna del gas, con una numerosa famigliola da mantenere [una di quelle stucchevolissime famiglie dove tutti si vogliono bene, si amano, si rispettano e soprattutto che hanno bambini che non rompono mai i coglioni (e già questo avrebbe dovuto farmi rizzare le orecchie e impormi di chiudere il kindle e passare ad altro)]. Decide di rispondere all’annuncio di Anthony e per risultare il più anonima possibile indossa un bel vestito color merda e tiene perennemente gli occhi bassi stando rannicchiata in un angolo del salotto.

L’espediente funziona alla grande e il bel Marchese decide di sposarla offrendole una cospicua somma di denaro.
E fino a qui tutto funziona come un orologio svizzero.

Ma.
Purtroppo.
Arrivano.
Alla.
Magione.

Dove la famiglia di lui si dimostra fredda, antipatica, stizzosa e mortalmente noiosa, in testa il vecchiaccio che chiaramente disprezza lei e quello stronzo di suo figlio.
Ah…..ho dimenticato di dirvi che, nonostante la relazione dovesse essere platonicissima, si tromba alla prima occasione e il tutto senza che i miei avidi ormoni si siano minimamente scomposti.
Bruttissimo segno.

La storia procede tra sguardi truci, recriminazioni, fratelli che non si parlano e via dicendo, tanto che mi sono ricordata di una canzone che diceva “Annegare in un Mare di Noia” ed ho immaginato fosse stata scritta dopo aver letto questo straordinario libro del quale NESSUNO sentiva l’esigenza.

Cosa mi ha irritata tanto?
Charity ed il suo insostenibile buonismo. Lei invece di imbestialirsi perchè tutti la trattano come una grandissima merda, in testa il finto marito che per strapparle una collana per poco non la sgozza, è sempre sorridente, comprensiva, con il cuore che le si spezza perchè non sopporta proprio di vedere una famiglia che non si parla e non si vuole bene e nella quale non aleggino costantemente cuoricini rosa e confetti mandorla/cioccolato ogni volta che ci si incontra. Lei è sempre pronta ad avere una buona parola, sempre calma, sempre fastidiosamente buona, così buona e zuccherosa che ho avuto un picco glicemico che per poco non mi provoca uno sciopone. Quella bontà irreale, fittizia, a buon mercato che riempie le pagine fino a renderle l’una identica all’altra e sempre più lontane dalla plausibilità.

“Al 72% del libro, quando quel cane morto di Charity si commuove per il vecchiaccio, ero talmente incarognita che mi si è cagliato il latte ed ho provato per la sciacquetta un istinto omicida che non si vedeva dal mitico 1995”

Questo il mio parere a caldo, appuntato sul primo pezzo di carta trovato in borsa; parere che è stato stra-confermato dal resto della sbobba e che, se possibile, è diventato ancora più negativo dopo aver visto “quel che resta di Anthony” correre dalla patetica (purtroppo non “peri”) e dalla sua stramba famigliola per dichiararle tutto il suo inutile e non richiesto amore.

Sono disposta a sopportare diversi gradi di stucchevolezza ma il “Pucci” non lo sopporto proprio e questo libro è l’Enciclopedia Universale del Puccismo. Tutto ciò che è scritto gronda pucciosità, a cominciare dal nome della protagonista, continuando con le sbadiglievoli dichiarazioni di reciproco affetto dei membri della famiglia di Anthony e concludendo con la proposta di rendere il matrimonio reale e contornato dagli immancabili 2500 bambini odiosi.

A questo proposito lasciatemi dire che Anthony ci delude moltissimo in quanto non ingravida al primo colpo la passionale Charity e si piazza non uno, non due, non tre ma bensì 10 gradini sotto l’Eroe Romance Medio, finendo in fondo alla classifica di “Personaggi maschili con i quali mi rotolerei volentieri tra le lenzuola”. Perchè è vero che odio le gravidanze indesiderate miracolose, ma tollero ancora meno un supposto eroe che non mi stimola sessualmente. Posso perdonare l’incapacità di controllare l’eiaculazione, ma non posso perdonare di ispirare noia sessuale.

E con questo ho concluso.
No, amiche mie, non leggetelo.
Fatelo per me.
Leggete lo scontrino dell’Esselunga, sicuramente è più emozionante.

In poche parole

L’unico eroe romance dal quale non mi farei nemmeno accarezzare i capelli, figurarsi i capezzoli !!!!

Poschina

p.s. Il titolo originale è The Temporary Wife. Inutile dire che mi piaceva assai di più.

E per la mai dimenticata rubrica “Riscrivi il finale” ecco come avrei concluso la sbobba.

Sul letto di Morte del Vecchiaccio, Anthony cerca un’ultima riconciliazione che però non avverrà mai. Il moribondo infatti lo accusa di essere stato la causa di tutte le incomprensioni con la moglie e lo maledice fino alla settima generazione.
Accecato dalla rabbia, Anthony corre da Charity, la sbatte al muro e prima se la scopa, poi la sbatte fuori di casa all’urlo di “Lurida sgualdrina, se ti fossi fatta i cazzi tuoi, a quest’ora avresti vissuto con la mia rendita e avresti potuto mantenere la tua folle famiglia. Ora invece te ne andrai senza fare storie e sparirai definitivamente dalla mia vita”.

Charity è costretta ad abbandonare la magione, si rifugia in campagna dalla sua famiglia dove scopre di essere gravida. Viene scafuddata fuori dalla porta e costretta ad elemosinare.

Il libro si conclude con l’immagine di Charity che, ormai prossima al parto, si aggira malconcia per le fredde strade dicembrine di Londra, mentre dalle finestre illuminate giungono attutiti i cori natalizi e i profumi di pan di zenzero.

Dickens, mi fai una pippa !!!!!!!

Cinque Giorni, Cinque Notti – Bronwyn Scott

Ora, carissima Bronwyn, secondo te, cosa dovrei farti?
Appenderti per gli alluci ed attendere che la morte giunga lenta e dolorosa?
Frustarti a sangue continuando a chiederti “Perchè?” – “Perchè?”, finchè non ti degni di darmi una risposta decente?
Dimmi.
Dimmi come dovrei comportarmi con te!!!!!

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La Trama: Inghilterra, 1839 – Bella e molto ricca Annorah Price-Ellis ha sempre apprezzato sopra ogni altra cosa la possibilità di decidere della propria vita, e per non perderla sposando un uomo interessato solo al denaro è disposta a rinunciare a tutto e a ritirarsi per sempre in un modesto cottage di campagna. Prima, però, vuole assaporare almeno per una volta la passione, e così ingaggia Nicholas D’Arcy, che ha fama di essere un amante esperto e riservato, perché la faccia sentire sensuale e attraente e le insegni le gioie dell’amore. Ma dopo cinque giorni, e cinque notti, Annorah si scopre a desiderare che l’illusione si trasformi in realtà.

Ed ora la parola alla giurata – ULTRASPOILER

Ok, lo so che il plot vi ricorda qualcosa e infatti è il motivo principale che mi ha fatto acquistare questo libro. NO. Non è vero. E’ stato figlio della compulsività estrema, come il 98% dei miei acquisti in generale. Ma non cambia il punto. Se avrei succhiato Nicholas Manning come fosse un succosissimo calippo al limone, lo stesso non si può dire di questo Nicholas, che già al 3% del libro mi aveva scartavetrato i coglioni con la sua presunta Sad Story. 

Primo perchè non ho mai creduto che la storia triste fosse in effetti così triste, e secondo perchè prima voglio che mi venga descritto esteticamente e psicologicamente il maschio, per poter decidere se vorrò un domani succhiarlo o meno, e poi si può timidamente introdurre il suo passato. E mi sono annoiata a morte solo scrivendo queste righe…. ma andiamo con ordine.

Nick appartiene ad un gruppo di gigolò e una sera, mentre si tromba selvaggiamente una tizia piuttosto rumorosa nei vocalizzi orgasmici (giuro che non ero io), viene costretto alla fuga dall’arrivo del marito di lei e successivamente costretto ad accettare un incarico in campagna che consiste nell’introdurre al piacere carnale una 33enne ricca sfondata.

Giunto nella magione, si trova davanti una bella donna, vagamente nervosa che nel giro di due ore gli fa ricordare “quanto ha perso a causa dell’incidente – come si divertiva da piccolo in campagna – che lui avrebbe tanto voluto essere un uomo completamente diverso” ed altre stronzate simili.

Pescano insieme, lui la inizia agli straordinari piaceri del cunnilingus prima di iniziarla a tutti gli altri (o quasi) piaceri del sesso in generale, compresa la legatura al letto; si accorge che “con lei è diverso” e baggianate del tipo “Lei mi legge dentro” [sbadiglio] e lei ovviamente dopo 4 secondi netti lo ama appassionatamente, in purezza, senza nessuna riserva in merito al suo lavoro/passato e lo guarda perennemente con gli occhi dell’ammmmore.

Novità: lui usa il goldone. Non ci saranno improvvise, improbabili, odiosissime gravidanze indesiderate alla prima botta e questo mi porta a riflettere sul fatto che è un po’ che non incappo nell’espediente comoderrimo della gravidanza indesiderata e che mi manca la rabbia che provavo ad ogni fottuta occasione.

Cmq.
Vi risparmio la noiosa gita dalla zia con tanto di sputtanamento di Nicholas che si conclude con il ritorno del gigolò a Londra e il rifiuto di accettare il compenso pattuito perchè “Con lei non è stata una questione di soldi” [Ri-Sbadiglio]

Lei però lo AMA e allora decide di sfidare tutto e tutti e di andare a Londra a riprenderselo, salvo scoprire che lui è tornato a casa dalla Famigghia, costringendola a raggiungerlo per dichiarargli eternissimo amore e proporgli di sposarlo.

Ora:
Nonostante io sia favorevole all’emancipazione della donna e anzi, faccia dello sfruttamento del maschio per le faccende domestiche il mio personalissimo cavallo di battaglia, non tollero che il mio eroe, che dovrebbe farmi rizzare i capezzoli a suon di mezzi sorrisi ed erezioni galattiche, si riveli essere una femminuccia che fugge spaventata ed insicura a casa di mammà. NON ESISTE.
Piuttosto uno stronzo senza cuore che ti scopa e poi va a fumare il sigaro in biblioteca barricandosi dentro per giorni oppure uno che ti tiene sull’orlo dell’orgasmo ma non te lo concede. Piuttosto il sadico bastardo ma la donnicciuola malata di autocommiserazione NO.

L’intero libro oscilla tra piacevoli situazioni, intriganti amplessi, seduzioni selvagge e patetismi gratuiti, noia mortale ed espedienti comodi irritanti.

Ovviamente c’è l’epilogo.
La prima notte di nozze nella “grotta del tesoro” (vi ho risparmiato la storia del tesoro dei pirati perche io Vi Voglio Bene) che si scoprirà contenere davvero un tesoro.

Ridatemi l’epilogo fatto di gravidanze, bambini riccioluti e felicità spicca per dio !!!!!

In poche parole

Ridateci le gravidanze indesiderate miracolose, please.

Poschina

La Vergine dello Scandalo _ Louise Allen

Mah…chissà poi cosa cazzo mi ha spinta ad acquistare questo libro.
Avrei dovuto capire dal titolo che era una fregatura bella e buona… eppure mi sono incaponita come solo io riesco a fare, con quell’ostinazione infantile che porta solo guai e alla quale non riesco proprio a resistere….

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La Trama: Inghilterra, 1816 – Nota in società come la Vergine dello scandalo, sotto l’atteggiamento frivolo e disinibito Lady Laura Campion nasconde in realtà il dolore di aver perso la figlia avuta dal suo unico amore, Piers, morto in battaglia prima di poterla sposare. Ma il giorno in cui scopre che la bambina in realtà è viva e sotto la tutela del potente Avery Falconer, Conte di Wykeham, nasce in lei una nuova speranza. Così, decisa a riprendersi la piccola Alice, Laura si insinua nelle loro vite sotto falsa identità, non aspettandosi certo l’attrazione irresistibile che sin dal primo incontro vibra tra lei e il formidabile conte. E quando quel sentimento si trasforma in qualcosa di più profondo, il castello di bugie che ha costruito minaccia di crollarle addosso. Come potrà convincere Avery a perdonarla e a dimenticare il suo scandaloso passato?

Ed ora la parola alla giurata…. una giurata che spoilera come se non ci fosse un domani, anche perchè non vi consiglio di buttare i soldi per questa sbobba

Partiamo con le cose importanti.
Laura è odiosamente santamariagorettiana e tutto il libro si basa su un futile BM che mi ha irritata oltre misura.

In breve:

La diciassettenne/diciottenne Laura si innamora di Piers, ci va a letto 6 volte e resta incinta. Lui non lo sa, parte per la guerra e ci rimane stecchito. Lei intanto gli aveva mandato una lettera pietosa e carica d’ammmmmore nella quale annunciava il lieto evento. Immediatamente dopo il parto, i genitori le dicono che la bimba è schiattata. Passano gli anni e la nostra non-eroina scopre che i genitori le hanno mentito e che la figlioletta è viva. Corre a cercarla ma i genitori adottivi le ripropinano la palla della morte. Però ora Laura è incazzosa e a furia di insistenze scopre che in realtà la figlia sta benissimo e che è stata raccattata dal cugino di Piers: Avery. Decide quindi di andare a cercarla.

Questo è quanto.
Cioè…… Io dico….. Puttanazza Eva.
Una persona mediamente normale avrebbe chiesto un colloquio con quel gran figo di Avery e gli avrebbe detto:
Egregio Lord Wykeham, sono Lady Laura Campion, la madre naturale di Alice, so che lei pensa che io l’abbia abbandonata, invece sono stata vittima di una bastardata da parte dei miei genitori, che per evitare lo scandalo mi hanno detto che era morta poco dopo il parto. Ho scoperto solo pochi mesi fa della sua esistenza e ci terrei a tornare a far parte della sua vita. Tra l’altro, per chiarire, io suo cugino Piers lo amavo veramente.

Ecco; qualche riga e sarebbe stato tutto finito.
Invece ci toccano pagine e pagine di menzogne assurde ed espedienti comodi, sguardi languidi, scopazzate orgasmatiche pianificate per incastrare l’uno e l’altra e tanta melensaggine gratuita.

Ho detestato Laura istintivamente in quanto esponente del Santamariagorettismo, vittima della società, dell’età, della famiglia, del maschio alpha, delle pettegole e chi più ne ha più ne metta. E poi ha anche la lacrima facile. Basta.

Sono rimasta molto delusa da questo libro, mi aspettavo qualcosa di completamente diverso per la ragguardevole cifra spesa (ben 5,99 € – ossia il panino coppa, songino, funghi e pecorino piccante che vendono al bar di fianco al lavoro) ed invece mi sono ritrovata tra le mani la fiera delle banalità, il tutto peraltro con un uomo perennemente eccitato ma incapace di farsi valere. Prendi la tua verga ed usala invece id stare lì a farti seghe mentali.

Per non parlare dei vari espedienti usati per trascinare la trama che sono banali e fastidiosi e oltretutto lei si dimostra spesso e volentieri di una stupidità che offende la mia sensibilità di donna moderna e fintamente emancipata.
Alla fine della fiera lui la sposa e l’unica cosa decente del libro sono quelle due/tre pagine nelle quali pretende i doveri coniugali usandola solo per il suo piacere e lasciandola a contorcersi per il bisogno di un orgasmo. Avesse continuato così mi avrebbe donato almeno un filo di bastardissima gioia, invece purtroppo lei (strano a dirsi) piange per avere il suo uccello godurioso e lui va in brodo di giuggiole, la ingravida e vissero felici e contenti.

Amen.

In poche parole

Con 5 euro e 99 avrei potuto comprarmi qualche etto di tortelli alla crema e ne avrei tratto maggiori soddisfazioni.

Poschina

Le Sorprese di una Lady – Mary Jo Putney

Sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo ma soprattutto di qualcosa degno in qualche modo di essere letto, mi lancio nell’interraziale.
Ebbene sì, scopro questa perla di ideologia moderna per puro caso ossia dopo mezz’ora di ricerca ossessiva su Amazon di un libro che non mi annoiasse già dalla esile trama.
Ora non so come andrà a finire perchè sono ancora più o meno all’inizio, ma il fatto che non abbia scaraventato il libro giù dalla finestra con un accompagnamento di bestemmie mi sembra un buon risultato.
Ma andiamo con ordine.

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La Trama: Damian Mackenzie non solo è illegittimo, ma è anche un dissoluto e possiede una casa da gioco. Tuttavia per Kiri Lawford, giovane lady anglo-indiana da lui salvata dai rapitori, è un eroe che possiede più onore dei lord da lei incontrati, ed è molto più affascinante di qualsiasi altro uomo. Nonostante in Kiri nulla sia ordinario, e tanto meno sia facile resistere alle sue arti di seduzione, Damian la considera proibita per sé, trattandosi della sorella di un amico. Ma cambierà idea quando si ritroverà insieme a lei ad affrontare un complotto ai danni della Corona, allorché la loro complicità rivelerà una lady ben diversa dall’idea che lui si era fatto…

Ed ora la parola alla giurata

Kiri è una bellerrima mezzosangue angloindiana. Due meravigliosi occhi, immagino un bel corpicino e un carattere combattivo ed orgoglioso. Fino a qui nulla di nuovo sotto il sole. Scappa dalla magione multisterlinaria di un tizio che se la voleva sposare solo per il patrimonio e finisce tra le grinfie di alcuni contrabbandieri che, inspiegabilmente, non la stuprano, rapinano, ammazzano, sfruttano…. no. Si limitano a tenerla prigioniera e a non riempirla di botte quando lei li prende letteralmente a calci nei coglioni.

Questo ci chiarisce in una manciata di pagine che ci troviamo nell’ambito della fantasia più sfrenata. Nulla potrà essere riconducibile ad una realtà storica e nemmeno al buon senso. Tuttavia, se si sta al gioco, questo funziona senza grandi intoppi e ci ritroviamo al momento in cui entra in scena il novello David Bowie Damian (ha un occhio castano e l’altro chiaro) che ovviamente è un figodiddio e nonostante contunui a proclamarsi un “non gentiluomo” è più gentiluomo del “perfetto gentiluomo” che potreste immaginare.

Il bellissimo Damian (che non viene praticamente descritto e che quindi io mi sono immaginata come meglio credevo) riscatta con una partita a poker la bellissima sconosciuta e si rifugia con lei in una specie di fienile perchè, strano ma vero, infuria la tempesta.
Tempo dieci minuti se la sta praticamente sbattendo sulla paglia.
Lei ha quel misto di innocenza/puttanaggine che pare faccia sbrodolare gli uomini ottocenteschi e lui ha migliaia di anni di esperienza e il cazzo in tiro.

Stanno finalmente per consumare quando lei decide senza alcuna ragione plausibile, di rivelare il suo vero nome, provocando un arresto cardiaco al povero Damien e soprattutto una retrocessione immediata dell’erezione in quanto la bella, affascinante, esotica mezza zoccola, viene riconosciuta come sorella di un compagno di scuola di Damien, ergo: intoccabile.

Cosa farà allora il nostro non gentiluomo?
Ovviamente cerca di salvarle a tutti i costi la reputazione portandola in un posto sicuro…..

Da qui in poi il libro non dico che svacca ma ci va troppo vicino per i miei gusti. Lasciando perdere l’orripilantissima Spy Story, preferisco concentrarmi, essendo notoriamente una porca, sul rapporto malato, disfunzionale, banale, noioso e per niente pruriginoso, che lega il mezzuomo e la mezzazoccola.

Allora. Lei ci prova sempre e costantemente e lui la respinge ogni sacrosanta volta provocandomi dei picchi di rabbia simili a quelli provati quando sono costretta a subirmi le telecronache di Piccinini tempestate di “sciabolate morbide” e “pericolo!!!”. Il picco di delusione però arriva quando chiusi insieme in una carrozza, cominciano a sbaciucchiarsi, toccarsi e lei dopo un secondo netto che gli è sopra a cavalcioni si accorge che lui è già venuto.

Ok.
Io un romance con uno che soffre di eiaculazione precoce non lo voglio. Cosa me ne faccio? A cosa mi serve fantasticare su un uomo che mi vede una tetta e viene? A niente. Tanto vale non leggere e usare il cervello per crearsi il personaggio perfetto.
Fosse solo questo.
Lui rimedia facendola gioiosamente orgasmare con un ditalino della durata di 3 secondi netti. Non fa in tempo ad arrivare al sacro scrigno che lei viene. E qui mi incazzo per invidia. Cioè; lei sì e io no?
Cmq.
Segue l’ennesimo tentativo fallito di Kiri di farsi scopare che è a sua volta seguito a brevissimo dalla scopata vera e propria con tanto di “spugnetta all’aceto in vagina” per prevenire gravidanze indesiderate.
Primo: non lo sapevo.
Secondo: secondo me alla fine lei rimane incinta lo stesso perchè gli spermatozoi dell’eroe romance medio li conosciamo tutti e sappiamo che hanno i superpoteri.

Che poi questa scena di sesso non è nemmeno riuscita a farmi venir voglia di strapparmi le mutande e questo non va affatto bene.

Il resto del libro… mi mancano una decina di pagine, prosegue noiosamente tra i tentativi di Kiri di ripetere l’esperienza sesso e i tentativi di Damien di impedirle di ottenere il suo uccello perchè lui vuole dimostrare a tutti di essere un gentiluomo. Ma cos’è? Un libro delle sentinelle in piedi? Ma stiamo scherzando?

Io voglio il maschio Alpha. Voglio l’uomo con il cazzo di marmo che mi sbatacchia a destra/sinistra/sopra/sotto finchè non svengo per i troppi orgasmi e che alla fine si concede il privilegio di venire perchè lui sì che è un gentiluomo e mi ha trattata da vera Lady.
Io voglio l’uomo che per avermi smuoverebbe i monti, che ci prova e riprova e ririprova (no, non sono certo così virtuosa io gliela avrei già data) finchè non cedo.

Chi vuole un eroe romance con problemi di eiaculazione precoce e che oltretutto ti rimbalza costantemente? Io no.
Ed usare la carta del “ho un passato difficile….” e bla…bla..bla… mi fa solo imcazzare di più perchè il torbido, difficile, passato è utile soltanto a completare l’immagine perfetta di uomo che ha sofferto tantissimo ma nonostante ciò è diventato un cazzoduro temuto e ammirato da tutti. Il passato sfigato te lo tieni insieme all’uccello più veloce d’Inghilterra.

Non siamo mica qui a pettinare le bambole !!!!!

Ebbene sì, finalmente ho finito questo mappazzone che sembrava carino ed invece si è rivelato piuttosto noioso e persino smielato, che è peggio della noia. Tutto si conclude con dichiarazioni banali e patetiche di eterno amore ma grazie a dio ci siamo risparmiati l’epilogo e possimo annoverare le spugnette imbvute di aceto inserite in vagina come anticoncezionale.
Almeno abbiamo imparato qualcosa di nuovo.

No, amiche care, non ve lo consiglio.
Piuttosto leggetevi il volantino della pizzeria egiziana all’angolo, sono sicura che la descrizione del panino Kebab raggiungerà picchi di erotismo che questo libro può solo sognarsi.

In poche parole

Un eroe romance che soffre di eiaculazione precoce? No, grazie.

Poschina

 

Più di un Desiderio – Jess Michaels

Dopo aver letto la Schone (ho riletto anche Il Grido del Desiderio perchè ormai ero infoiatissima con il femminismo) non era facile trovare un libro che incontrasse il mio pieno favore, tuttavia per il 10% di questa sbobba, pensavo di esserci riuscita.
E invece……Nope.
Sono fottutissimamente delusa.

Prima di concentrarci sulle malefatte di questo Romanzo Extra Passion, perdiamo quei dieci/quindici secondi per apprezzare la straordinaria copertina arricchita da una profusione di fiori di Chatterliana memoria….

extra_passion_3

La Trama: Miranda Albright ha solo diciotto anni quando assiste, casualmente e inosservata, a un incontro amoroso. Lui è l’impenitente libertino Ethan Hamon, conte di Rothschild, e nel suo giardino si sta dando da fare con una delle sue amanti. Miranda li osserva incantata: anche lei vorrebbe provare una passione così intensa. Due anni dopo, quando i debiti minacciano di mandare sul lastrico la sua famiglia, la ragazza si rivolge proprio a lord Rothschild nel tentativo di assicurare un futuro alle sorelle.

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler come se piovesse

Non è la prima volta che leggo di verginelle innocenti che si trovano a spiare uomini esperti che fanno le cosacce con donne libidinose, era già successo qui con risultati decisamente scadenti.

Questa volta invece, la scena di voyerismo funziona alla grande.
La giovane Miranda sta inseguendo lo stupido cane della madre, quando si accorge di aver sconfinato nella tenuta di quel grandissimo figo di Ethan Hamon, più comunemente conosciuto come “quel grandissimo scopatore di un Rothschild”, e di trovarsi al cospetto di una delle millemila avventure sessuali del giovin signore.

E’ intento per l’appunto nella difficile arte di sleccazzarla alla grande ad una tizia che sembra apprezzare molto il trattamento, tanto da sospirare, annaspare, orgasmare e poi farsi scopazzare alla grande, il tutto mentre la giovane verginella MIranda resiste a stento alla voglia pazza di sgrillettarsi allegramente.
Si, avete capito bene.
Lei brama dalla voglia di sgrillettarsi.
Con queste premesse, ed eravamo solo al 7% del libro, ero convintissima di aver trovato pane per i miei denti. Ero tutta sbavante in trepidante attesa del momento in cui finalmente avrei conosciuto meglio Ethan e la sua turgida verga sarebbe stata descritta nei minimi dettagli.

Peccato.

Peccato che l’aspettativa pruriginosa a base di sgrillettate feroci, membri perennemente in tiro e sesso “strano”, si accartocci nel giro di una decina di pagine, ossia nel fatidico istante in cui lei va dal figaccione e gli dice “Ethan, vorrei che finanziassi la stagione delle mie sorelle perchè io ormai sono vecchia, brutta e fan accanita dell’autoerotismo e mi rifiuto di sposare un tizio che mi scopa al buio solo per ingravidarmi” e lui invece di cacciarla di casa, se la scopa sul divanetto del salottino e appena le infila la lingua in bocca, capisce che non è come le altre volte. E nella locuzione “non è come le altre volte” risiede il crollo delle mie speranze che si frantumeranno definitivamente quando lui comincerà ad auto analizzare i propri sentimenti con la stessa profondità con cui il mio cane affronta i miei problemi esistenziali.

Non nego che i primi due incontri erotici siano in un certo qual modo coinvolgenti, se solo non si perdessero in patetiche considerazioni su quanto Miranda sia diversa e su quanto Ethan sia capace di essere tenero e dolce e comprensivo e passionale e toccante e Che Palle !!!!!!!

Capiamoci bene.
O mi imbastisci il libro sul sesso sfrenato, sulla bastardaggine, sulla sensualità e su scopate megagalattiche, oppure me lo butti sullo stucchevole romanticismo. Non puoi avere entrambe le cose e sperare che ne venga fuori qualcosa di buono.
O meglio.
Potresti se tu fossi un’altra scrittrice.
Potresti se tu fossi capace di non descrivermi Ethan come un libertino senza scrupoli e farlo innamorare di Miranda senza che si trasformi in una donnicciola incapace di pensare ad altro che alla pulzella di turno e che addirittura fa una dichiarazione d’amore pessima e pietosa nel bel mezzo di un ballo!!!!
Il Libertino Più Libertino d’Inghilterra che fa una Dichiarazione Pubblica d’Amore del genere “Miranda io ti amo dalla prima volta che ti ho visto, non mangio più, non dormo più, penso solo a te . . .. . . . Sposami!”

Queste sono cose che fanno male al cuore. Ma dico?
Te lo vedi uno come Lo Scorpione che fa una cosa simile?
Te lo immagini uno come Supermanzo Dain che si sputtana in questo modo infame?
Hai mai sentito Scopatore Seriale Gabriel suonare così patetico?

No!!!!
Infatti questi sono gli uomini che noi vogliamo.
Noi li vogliamo Sì romantici, passionali, innamorati, e perennemente in tiro, ma sempre con stile, e che cazzo!!!!
Io non voglio uno sbrodolone qualsiasi che prima fa il figo e poi mi diventa “schiavo della prima cretina di turno”. No, io lo voglio cazzoduro. Lo voglio che sia capace di amare senza diventare schiavo del sentimento. Voglio quel qualcosa che nella vita non esiste. Del romanticismo spicciolo non me ne faccio nulla.
Il romanticismo spicciolo nella vita è irritante ma sulla carta stampata lo è ancora di più. E’ insostenibile…. Soprattutto dopo due uomini come James Whitcox e Jack Lodoun, due uomini con le palle, che amano senza stucchevolezza; due maschi che ti fanno venire voglia di scartarli come fossero enormi caramelle Rossana per poi dedicarti ad un’accurata goduriosa sleccazzata.

Ma diamo a Cesare quel che è di Cesare e passiamo ai lati positivi.
Non c’è l’abusatissimo Espediente Comodo della Gravidanza indesiderata. Nonostante i due piccioncini si diano alla pazza gioia e, come diceva la mia bisnonna, “Mangino il risotto fino in fondo, non ci saranno indigestioni. Manca anche un vero BM e gli amplessi sono sempre intriganti e sufficientemente coinvolgenti. Tutti punti a favore di un libro che a parte il voyerismo iniziale non mi ha lasciato nulla con cui trastullarmi.

In poche parole

Io voglio le caramelle Rossana !!!

Poschina

Riscrivi il finale

Nonostante Miranda provi in ogni modo di impedire a sua sorella Penelope di sposare il Vecchio Coglione, non ci riesce e la piccola morirà di parto esattamente 9 mesi dopo la sua prima notte di nozze. La disperazione spinge Miranda, che si sente in colpa, a diventare una grandiosa puttana di alto bordo, mentre Ethan, che non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi, passa la sua esistenza smaniando per quello che ha perso ed affogando i dispiaceri in quintali di Brandy, che lo porteranno nel giro di due anni ad essere l’ombra di se stesso.

Al rientro da una serata passata a fare pompini nel palchetto del suo nuovo amante, Miranda trova Rothschild appostato sotto casa, ubriaco marcio, che la implora di perdonarlo per averla iniziata al sesso e per non essersi mai dichiarato.

Dopo una notte di passione in ricordo dei bei vecchi tempi, Miranda gli confessa che dalla loro relazione è nato un bambino, Justin, ora relegato in campagna a fare il finto figlio del curato Philippe. Ethan, distrutto dal senso di colpa e dalla cirrosi epatica, decide di cambiare vita e di sposarla per renderla una donna onesta. Lei però è convinta che lui non lo faccia per amore ma per dovere quindi gli dice che non ha nessuna intenzione di diventare una donna onesta e che preferisce di gran lunga una vita di libertinaggio.

Rothschild, sconvolto ed amareggiato, si allontana dalla città a cavallo per non farvi più ritorno  mentre una nebbia palpabile e avvolgente lo nasconde lentamente alla vista di Miranda che lo osserva andarsene per sempre piangendo per l’amore perduto.

The End