Duca dei Miei Peccati – Elizabeth Hoyt

Rieccoci qui mentre stringiamo tra le mani l’ennesimo libro della Hoyt che ci narra le vicissitudini dei parenti dei cugini dei parenti dei protagonisti della Saga dello Spettro di St. Giles.
Qui infatti ci occupiamo del rapporto malatissimo tra la sorella illegittima di quel grandissimo pezzo di gnocco di Lord Caire e di Valentine Napier, duca di Montgomery, fratellastro di Eve, protagonista del romanzo “Dolcissimo Furfante”. Lui è quello che in un altro libro ha rapito la sorella del Duca di Wakefield, un malvagio ricattatore, un grandissimo figlio di puttana sadico e calcolatore che è presente come personaggio secondario in molti libri della serie, mi è sempre piaciuto un sacco e che pare nasconda terribili esperienze traumatizzanti che spiegano il suo essere a tutti gli effetti una persona orribile.

La Trama: Bridget, figlia illegittima di lady Caire cresciuta in una famiglia di contadini, si è fatta assumere come governante a Hermes House dove intende cercare le prove per incriminare il padrone e famigerato duca di Montgomery, Valentine Napier. Val, affascinante e privo di scrupoli, tiene sotto ricatto buona parte dell’alta società londinese, tra cui la madre di lei. Sorpresa a rovistare nella sua camera, Bridget riesce a esercitare sul duca il fascino della sua purezza e bontà d’animo, e sceglie di rimanere al suo fianco per redimerlo. Nel turbinio della passione, anche l’inflessibile duca scopre sentimenti capaci di sfidare tutte le convenzioni…

Ed ora la parola alla giurata – Ultraspoiler

Come tutte ormai sapete, ho scoperto il succhia clitoride. No, non l’ho ancora provato ma ho intenzione di regalarmelo per Natale. C’è chi si regala la giornata nel centro benessere, io mi regalo orgasmi garantiti in 50 secondi. D’altronde, ognuno ha i suoi gusti.

Vi dico questo non solo per cercare di capire se qualcuna di voi lo abbia già provato e possa consigliarmi marca e modello ma perchè più leggo romance e più mi accorgo che l’Eroe Romance ha la capacità di portare all’orgasmo la dama di turno tramite un cunnilingus brevissimo ma infallibile.

Prendiamo per esempio la nostra Bridget, protagonista di questo romanzo…. Governante integerrima e in odore di santità, che si trova in casa del nostro squilibrato Val per rubargli la miniatura con la quale sta ricattando una dama della High Society. Lui è, come da copione, un uomo semplicemente meraviglioso. Alto, fisicato, biondo con capello lungo e mosso, con lineamenti finemente cesellati, maschio fino al midollo e con il cazzo grosso. E non è una supposizione, ci viene detto più o meno a pagina due dopo averci accuratamente descritto il suo carattere chiaramente psicotico, sadico e bipolare; facendoci immediatamente capire di essere capitate in un romance che se ne fotte delle regole base del genere (mai rivelare esplicitamente certi dettagli prima di aver raggiunto il 50% del libro) e che sarà un Grand Guignol di sesso, ricatti, omicidi, vendette e perversioni.

Idda è la classica brava ragazza, ok….è una figlia illegittima, ma è totalmente dedita al lavoro e vede il suo capo come un pazzo stronzo e sadico che deve tollerare solo perchè ha bisogno di recuperare una cazzo di miniatura. Un bel giorno lo stronzo viene avvelenato e in lei scatta il maledetto e fottutissimo istinto da crocerossina che ancora oggi incula noi donne in storie malate con uomini non salvabili e comincia a vederlo come la Vittima di un’infanzia grama e infelice [ed è vero, lui ha vissuto tra le vessazioni di un padre sadico e chiaramente malato che lo hanno condizionato per tutta la vita] ma cerca stoicamente di mantenere le distanze. Poi però, un giorno, lui ammazza davanti a lei il suo valletto e successivamente, completamente nudo e coperto di sangue la sbatte al muro e le mette 3 metri di lingua in bocca facendola bagnare come se fosse stata una vittima dell’Uragano Katrina.

Ed è solo l’inizio.

Lui decide che deve tassativamente farla sua e nonostante lei gli rovini il piano malvagio atto a permettergli un matrimonio vantaggioso a base di ricatti e terrorismo psicologico, per punirla la ficca in una vasca piena di acqua calda e profumi e si fa venire il durello guardandola.

Lei che fino a 3 minuti prima era una specie di Vergine di Ferro si accorge di quanto sia sensuale stare a mollo nuda in una vasca mentre un modello di Armani ti osserva sbavante ed eccitato e si trasforma in una manciata di secondi in un troione che lo provoca lavandosi sensualmente i seni e la vulva fino a che lui non la prende e la sbatte sul letto succhiandola come fosse un fico maturo appena colto dalla pianta e alla seconda leccata di figa lei viene come nessun’altra.

Ed è qui, in queste due leccate di figa orgasmiche che si concentra l’essenza del libro, la fantasia sfrenatissima dell’autrice, il suo amore per l’eccesso, l’esagerazione, gli orgasmi…sì, perchè mica è finita qui, lui le dona un altro rovente orgasmo prima di buttargli il girello di manzo nella calda guaina e imporle di venire ancora.

E, lo ammetto senza vergogna, mentre lui le impone di venire, per poco non vengo anch’io perchè lo dice in un modo così diretto e da maschio Alpha mentre spinge quella sua enorme e rigida verga, che mi sono visualizzata la scena in modo talmente vivido che per poco non finisco sotto ad una macchina persa nei meandri di un superorgasmo mentale.

Ma.

C’è un enorme, ingombrante MA.

Lui è fuori come un balcone. Ma non fuori tipo “gli piace scopare a testa in giù” no. Lui è un uomo rovinato da un padre sadico, perverso e violento che lo ha educato ammazzando gattini davanti ai suoi occhi, tenendo feste perverse nella magione millenaria e offrendo la sorella bastarda ad un branco di cani incazzosi prima e ad un uomo per molestarla dopo. Val ha salvato capra e cavoli ma per sopravvivere si è giocato l’anima. La madre, dal canto suo è stata fredda, insensibile e stronza e ci credo che abbiamo di fronte un uomo completamente anaffettivo, freddo, spietato e impermeabile a qualsiasi morale.

Per questo pur trovandolo sexy da morire, gli sarei stata alla larga come i cani, istintivamente, stanno lontani dal fuoco. Bello, interessante, ma sai mai se arriva una folata di vento cosa può succedere.

Bridget invece intreccia una relazione fatta di straordinario sesso e confessioni sempre più inquietanti sul passato del nostro eroe fino a che non viene svelato il Segreto dei Segreti che lui nasconde nel profondo dell’anima (in realtà si intuisce nella prima metà del libro ma pazienza). Questa relazione non impedisce al nostro sexyssimo Val di essere preda della smania di potere e di vendetta al punto che se io fossi stata in Bridget lo avrei sicuramente fanculizzato dopo che ha sputtanato la mia madre naturale ma si sa, io sono una stronza, mentre lei lo AMA profondamente e tutto sommato comprende il suo modo contorto di vedere il mondo e di dimostrare il proprio affetto ma decide comunque di lasciarlo perchè è convinta che non la amerà mai e lo fa in grande stile ossia con un pompino. Però, diciamocelo, è un gran bel pompino carico di pathos e dobbiamo alzarci tutti in piedi ed applaudire lentamente questa donna che nonostante tutto quello che lui le ha fatto ha ancora voglia di succhiarglielo.

Poi boh…succede un po’ di tutto e tra romanticismo, strani riti satanici e dichiarazioni d’amore che mi hanno lasciata perplessa e confusa il libro arriva al suo meraviglioso epilogo fatto dei nostri eroi nudi in arabia mentre scopano come ricci e come non ci fosse un domani. Un abbraccio virtuale ad Elizabeth perchè nonostante i quintali di sperma riversato in vagina (e lei lo sente chiaramente ogni volta perchè evidentemente i nobili eiaculano più o meno mezzo litro di roba) lei non è ancora vacca gravida ma solo vacca.

Cosa abbiamo appreso da questo libro?
Principalmente che per tenersi un uomo bisogna essere delle virago ma zoccole, quindi l’uomo va rimproverato e indirizzato sulla retta via ma dandogliela continuamente nonostante lui sia in effetti una persona orribile dedita non tanto a perversioni sessuali o a violenza fisica quanto a freddezza cronica, cattiveria e perfidia che nemmeno Erode….. Però, lei gli prende sempre il volto tra le mani e lo slinguazza per fargli capire che sì, è una gran merda, ma lei gli perdona tutto perchè aspira alla santità. Usando questa contorta tecnica state certe che anche l’uomo più malvagio e reticente diventerà un agnellino tra le vostre gambe….ehm…. mani.

Pecche della storia….manca completamente il rapporto con la sorella Eve, che viene accennato all’inizio e poi abbandonato malamente, manca un minimo di analisi su come un uomo completamente anaffettivo e fondamentalmente malvagio possa cambiare da un mese all’altro al punto da schierarsi dalla parte di quelli che fino a dieci secondi prima ricattava senza alcuno scrupolo.

Nonostante questo secondo me il libro merita una lettura perchè comunque scorre bene e se si è disposti a non star lì a sottilizzare su tutto, la lettura si gode alla grande…. più in generale si gode alla grande, punto.

Mi resta però un atroce dubbio…. chi ha sverginato Bridget?

In poche parole

Veni, Vidi, Vici….ma soprattutto Veni.

Poschina

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I Segreti di Lady X – Eloisa James

Che la nostra Eloise avesse una certa predisposizione per le leccate di vulva, lo avevamo capito tempo addietro e scoprire che le cose non sono cambiate, un po’ ci rassicura.

La Trama: Dopo aver fatto fortuna, Thorn Dautry, figlio illegittimo del duca di Villiers, desidera avere una donna al suo fianco. Ma per sposare una vera lady, Thorn capisce di avere bisogno dell’esperienza di lady Xenobia India St Clair. Raffinata, testarda, indipendente, figlia di un marchese decaduto, India promette di trasformare la sua vita e la sua dimora nel giro di tre settimane. Nasce però una passione intensa e travolgente che muterà i loro sentimenti nel profondo e Thorn dovrà mettere da parte il suo animo fiero e indomito…

Ed ora la parola alla giurata. Solo spoiler perchè non si può fare altrimenti

Prima di tutto voglio ringraziare la mia buona sorte che mi ha permesso di capitare del tutto casualmente sulla pagina Amazon di questo libro e, secondo, qui abbiamo a che fare con due personaggi che hanno alle spalle una Sad Story.
Lui è figlio illegittimo e per dodici anni ha vissuto nei bassifondi di Londra raccattando cose preziose dalla melma del Tamigi (e vi ricordo che ci si smaltivano i cadaveri dentro quindi non era proprio come fare il bagno alle Maldive) e lei è figlia di un Marchese completamente fuori di cozza che, complice la moglie, non la cagava mai e l’ha fatta vivere nell’indigenza più totale finchè non ha avuto la decenza di schiattare in un incidente in carrozza (precipitando casualmente proprio nel Tamigi).

Questi due losers si incontrano perchè lei di lavoro fa la arredatrice, ma se vi fa più piacere diremo che era un’antesignana degli ormai sempre presenti Interior Designers, e lui ha una magione da ristrutturare in fretta e furia perchè vuole sposare la donna dei suoi sogni: la bella, dolce, remissiva e molto probabilmente dislessica Lala. Già dal primo incontro capiamo di quale genere di libro stiamo parlando.

Il nostro Thorn ci viene descritto come un uomo estremamente virile, tanto da intossicare di virilità l’aria della stanza, ed io, che ho una fervidissima immaginazione, mi sono figurata iddu più o meno così

ma in abiti ottocenteschi.
Il punto è che Thorn è grosso, virile, poco civilizzato e siccome è troppo superiore per piegarsi alla moda fighetta del ton, lui non usa la giacca e questo ci permette di sapere che la sua illegittima verga va in un tiro pazzesco appena vede la nostra India e non ha nessuna intenzione di scendere nonostante lui pensi tutto il tempo ai gattini morti per cercare di non farsi sgamare.

Lei ovviamente lo sgama e come succederebbe a tutte le donne con un minimo di attività ormonale, le sue ovaie esplodono come le mie ogni volta che vedo Robert Downey Junior.

Ho dimenticato di dirvi che lei è bellissima, intelligente, arguta e sessualmente propensa alla sperimentazione e questo mix di personalità moralmente deviate li porta prima ad uno scambio epistolare fatto di doppi, tripli e quadrupli sensi, e poi……arrivati al 52% del libro, a 3 orgasmi impressionanti provocati in sequenza da:

  • dita
  • lingua
  • enorme e perfettamente funzionante verga

Lui però è uno dei pochissimi illuminati che usa delle precauzioni quindi per il momento dimentichiamoci di eventuali GI……

……ma……succede che…..

nonostante entrambi continuino a sostenere che fottesega l’uno dell’altra (lei vuole sposare un nobile a tutti i costi per non scendere di grado con un matrimonio inferiore), appena possono slinguano come due adolescenti e lui le strofina quel girello di manzo che ha tra le cosce sulla vulva perennemente inondata di umori che lei ha sotto le gonne.

Finisce che un giorno, nel bel mezzo di una festa, con l’universo mondo nella stanza accanto, lui la prende per il fondoschiena, la sbatte al muro e se la scopa con tutti i sacri crismi, facendola orgasmare come non mai e dimenticandosi il goldone o cmq di avere la gentilezza di venire fuori dal suo corpo. A seguito di questa piccola svista, le chiede di sposarlo e viene rimbalzato come fosse l’ultimo dei coglioni con tanto di frase topica a liquidare il tutto:

“Non preoccuparti perchè tanto non sono nei giorni giusti per concepire”

che è la frase più pericolosa per antonomasia perchè in tutti i romance che ho letto precede una GI ed io stavo già per stappare la bottiglia di Champagne che tengo per le occasioni speciali a fronte della milionesima GI letta in un anno quando il libro svolta e ci si trova, all’improvviso, nel nulla.

Pagine di assurdi Big Misundertanding che si susseguono senza soluzione di continuità, inutili silenzi, fastidiose omissioni di sentimenti e tutta una serie di situazioni al limite dell’idiozia che per poco non mi hanno fatto pentire di aver scelto questo libro.
Per poco, perchè poi alla fin fine tutto va come dovrebbe andare e i due si possono dedicare alla copula selvaggia con il beneplacito della legge e di Dio, generando inutili eredi che probabilmente faranno parte di altri romance che io mi attiverò per leggere.

Mi resta un dubbio però che mi toglie il sonno…. ma alla fine….erano o no i giorni giusti?

Diciamo che potrei fare i calcoli per capirlo ma lascio questa incombenza a quelle di voi che hanno una mente matematica e che hanno voglia di impegolarsi in questa difficile impresa (ovviamente poi fatemelo sapere perchè ci tengo).

Mi è piaciuto.
E’ scorrevole, scritto bene, completamente ed irrimediabilmente poco credibile ma sufficientemente divertente e carico di sesso da far dimenticare le assurdità storiche.
Non manca il finale patetico-improbabile-fastidioso-pucci-cuore-sole-amore che a me fa tanto cagare, ma glielo perdono perchè ad un Deep Throat Romance si perdona tutto, o quasi.

Per quanto mi riguarda, è consigliato per queste fresche serate settembrine.

In poche parole

Hai un randello in tasca o sei solo felice di vedermi?

Poschina

Desiderio – Lorraine Heath

Originale, Emozionante, Diverso.
Queste le tre parole più ricorrenti per descrivere questo libro.
Le tre paroline magiche che mi hanno convinta a comprarlo.
Passi l’originale e passi il diverso…..perchè oggi, dopo 2 kg di brasato con polenta mi sento particolarmente buona….ma l’emozionante dove minchia lo avete visto?

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La Trama: Come nuovo conte di Sachse, Archibald Warner deve prendere moglie e ha già deciso chi vuole: Camilla Warner, vedova del suo predecessore, di cui è innamorato già da tempo. Benché lei respinga la sua corte, e affermi di voler sposare un vecchio duca per ereditarne presto la fortuna, Archie non si dà per vinto, e la sua dolcezza riesce infine ad aprirsi un varco nel cuore di Camilla. Per lei resistergli diventerà sempre più difficile, così come nascondergli il doloroso segreto che cela dentro di sé…

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerone

Certo certo…..lui è dolcissimo, bellissimo e con una pazienza infinita. Per questi motivi ho provato per lui l’interesse sessuale che provo per gente come Emilio Fede. Nulla. Non ho provato nulla, Camilla per dio tienitelo.

E parliamo di te, cara Camilla e di quanto sai essere una palla al cazzo, tu….la tua freddezza, i tuoi silenzi, i tuoi fottutissimi segreti e la tua tanto sbandierata sterilità che poi, stranissimissimissimo, non esiste ma è solo una proiezione mentale ma tu ce la meni per tutto il libro “Non te la dò perchè non posso avere figli”, “Oddio quanto mi pesa non poter avere figli”, “Nessuno mi vuole perchè non posso avere figli”….

E che palle!!!!!!!!!!!

Perchè almeno fosse vero uno dice….beh, poveretta, lei ci teneva tanto…ma no. Già dalle prime righe l’ho inquadrata, la vittimista, quella che le ha tutte lei le sfighe ed invece è figa, ricca, traumatizzata (nei romance questo attizza un uomo come non mai) e fertile come è fertile la terra concimata con il letame. Per questo io, preventivamente, l’ho detestata. E non sono stata smentita nemmeno lontanamente.

Cmq., in breve, lui la ama. La ama come nessun uomo ama una donna, con una pazienza ed un’insistenza atroce, direi quasi femminile. Egli non voleva il titolo, non gliene frega niente, e rimpiange la sua scuoletta in campagna, la sua mamma e i suoi fratelli. Eppure deve sorbirsi la High Society londinese, i balli, l’etichetta, il punch e via dicendo. Lo fa con una dedizione quasi fastidiosa, sempre a provarci con la “povera” Camilla che è fredda come il ghiaccio perchè nella vita passata era una morta in culo che ha scalato la china sposando il Conte vecchio, violento e dispotico; la quale è in grandissimo imbarazzo perchè è analfabeta, ma nessuno lo sa e nessuno se ne è mai accorto, segno inequivocabile che la società londinese è popolata da babbi di minchia di dimensioni megagalattiche.

Oltre a nascondere l’analfabetismo, nasconde anche i segni delle frustate che il vecchio conte le dava quando non lo soddisfaceva a letto e il fatto che io simpatizzi in modo maniacale con lui vi fa capire quanto l’abbia detestata con l’anima.

Quindi il nostro Warner insiste, insiste, insiste e lei non cede, ma non è che non cede perchè lui le fa schifo, non cede perchè lo ama ma la scalata al successo le impone, adesso che è vedova, di arrivare all’ambito titolo di duchessa e quindi di un conte non se ne fa nulla e poi, non potendo dargli un erede (sbadiglio), non si ritiene adatta al ruolo.

Come finisce?
Si trova l’erede legittimo, si sposano, nel giro di 5 anni fanno 125 figli, non si sa come, ma è così perchè lei non era sterile ma solo profondamente scema.

Io ve lo sconsiglio, però onestamente sono talmente tanto di cattivo umore in questi giorni, che potrei, diciamo così, aver preso questa cretina come capro espiatorio e forse…..dico forse…..il libro non è così urfido come io l’ho vissuto.
Noioso è noioso….lento è lento….l’odio per i personaggi  potrebbe essere esacerbato dal mio stato mentale, ma non ci giurerei. Per stare sicuri comprerei qualcos’altro.

In poche parole

Le frustate te le darei io, piagnina che non sei altro.

Poschina

E per la rubrica “Riscrivi il finale”…….

Il ritardo di Camilla era di 2 mesi quando si decise a consultare il medico, ormai convinta che il miracolo della gravidanza fosse germogliato in lei. Ci rimase molto male nel momento in cui il dottor Wilson, scuotendo la testa, la informò che era ufficialmente entrata in menopausa precoce. Ed esattamente in quel momento, a due isolati di distanza, Warner stava godendo delle grazie della sua nuova amante, la bellissima e fertilissima Gillian, la quale era incinta del suo terzo figlio.

Uscita dallo studio Camilla venne sopraffatta dallo sconforto; sola e cornuta si incamminò verso casa nella fredda e nebbiosa giornata londinese. Desiderava solo un po’ di gioia dal nuovo matrimonio ed invece aveva trovato l’ennesima caterva di umiliazioni.

Eh già, avrebbe fatto meglio a sposare il Duca.
Ma si sa….. la vita non è tutta rosa e fiori.

Fine

Un po’ di Follia in Primavera – Alessia Gazzola

Aspetto sempre con una certa ansia i libri della Gazzola che parlano della caotica e poco plausibile vita di Alice Allevi. Li attendo con quell’ansia mista a rassegnazione che mi caratterizza dai tempi dell’adolescenza profonda, quando volevo che il tizio che mi piaceva tanto mi cagasse ma in fondo ne avevo anche un po’ paura e contemporaneamente ero già rassegnata al fatto di essere, nel migliore dei casi, una slinguatina passeggera.

Oltretutto immaginavo questo libro come “quello della Grande Svolta”. Quello nel quale, finalmente, Alice sarebbe maturata e avrebbe preso coscienza di se. Quello che non mi avrebbe lasciata alla fine con l’amaro in bocca. Quello che non sarebbe stato l’ennesimo coito interrotto. L’ho letto in una giornata, nei ritagli di tempo, ed ho tirato notte per porre la parola fine e riflettere su quello che era successo o che, tanto per cambiare, non era successo.

follia-a-primavera

La Trama: Quella di Ruggero D’Armento non è una morte qualunque. Perché non capita tutti i giorni che un uomo venga ritrovato assassinato con un’arma del delitto particolarmente insolita. E anche perché Ruggero D’Armento non è un uomo qualunque. Psichiatra molto in vista, studioso e luminare dalla fulgida carriera accademica, personalità carismatica e affascinante…
Alice Allevi se lo ricorda bene, dagli anni di studio e dai seminari che ha frequentato con grande interesse, catturata dal magnetismo di quell’uomo all’apparenza rude ma in realtà capace di conquistare tutti con la sua competenza e intelligenza. E con le sue parole.
L’indagine su questo omicidio è impervia, per Alice, ma per fortuna non lo è più la sua vita sentimentale. Ebbene sì, Alice ha fatto una scelta… Ma sarà quella giusta?

Ed ora la parola alla giurata. Solo ed esclusivamente

SPOILERONI COME SE PIOVESSE

Seguo Alice praticamente da sempre.
Potrei dire che siamo cresciute insieme ma non sarebbe vero, perchè io sono cresciuta, maturata e invecchiata, ormai schiava dell’Anzianity, mentre Alice o Eliz [come dice quel gran coglione di Arthur] è rimasta sempre la stessa, una che lascia che la vita scelga per lei, senza mai, nemmeno per un fottutissimo sbaglio, prendere una decisione, sclerare con grazia, mandare affanculo chi ti tratta come la sorellina scema da istruire su tutto.

Ecco, come avrete capito da queste prime righe piuttosto confusionarie, siamo alle solite.

Il caso su cui indaghiamo in questo capitolo della vita di Alice è piuttosto interessante, uno psichiatra molto noto e molto amato viene assassinato manco fosse l’ultimo dei cani rabbiosi ed intorno a lui si scoprono una serie di indizi che mettono in discussione professionalità e personalità del defunto. Quindi diciamo pure che la parte mistery è quella cresciuta meglio dal primo libro ad oggi.

Sul fronte sentimentale, che è poi quello che davvero ci interessa, siamo messi male. Molto male. Tanto male che dopo le prime dieci pagine avevo la nausea perchè, udite udite, Mr. Sonoluomoperfettoetuseiunamerdina chiede di punto in bianco alla nostra goffa eroina di fare un figlio. Una roba tipo “Allora Eliz, cosa mangiamo stasera? Ah, a proposito, facciamo un figlio?” e quando lei sbianca perchè è l’ultima cosa che si aspettava da uno che fino a 10 gg fa voleva andare in giro per il mondo a risolvere conflitti irrisolvibili; lui le propone di sposarsi, perchè non sia mai che nel 2016 si procrei fuori dal Sacro Vincolo del Matrimonio come ha fatto la sottoscritta.

Quindi immaginatevi la mia faccia. Ci sono rimasta di merda. Del tipo “No, e no. E cazzo se si sposano scrivo alla Gazzola e gliene dico 4. Anzi la chiamo. Anzi mi piazzo sotto casa sua e pretendo una spiegazione”. Perchè io primo non sono normale, e secondo quando mi affeziono ad un personaggio lo faccio con tutta l’anima. Per me mica sono esseri fittizi; per me sono amici per la pelle.

Ovviamente lei accetta. Accetta anche se non è convinta. Accetta anche se sa con cognizione di causa che sta facendo La Cazzata. E in questo la Gazzola ci ha preso in pieno, perchè nella mia generazione non si contano le ragazze che si sono sposate pur bramando nel loro cuore e nella loro vagina, il vicino di casa, l’amico d’infanzia, il cugino della collega. Nella mia generazione ci si sposa e si fanno figli perchè così ci è stato insegnato, anche a costo di perdere un pezzo della propria anima, ma sto divagando.

Che poi dico, sposi uno che temi al punto di nascondergli quando parli con CC. Ok, te lo sei scopato una volta mentre tu e il biondino stavate insieme e lui ne è rimasto traumatizzato e bla….bla….bla… ma non puoi esserne così succube. Prima che lui dica qualcosa già ti stai giustificando. Ma in che anni siamo? 1950?

Partono i preparativi per le nozze, e qui entra in gioco il mio amatissimo, bastardissimo, sentimentalmente disfunzionalissimo Claudio Conforti. Lui. L’uomo che ormai ho idealizzato e visualizzato talmente tanto da sentirlo qui vicino a me mentre scrivo di lui. Quello che scopa da dio ma guai a parlare di matrimonio, convivenza, figli, famiglia. Perchè lui, sì…….anche lui, ha una Sad Story. E si sa che le sad stories lasciano cicatrici profonde. Alla vista dell’anellone di fidanzamento, ci rimane peggio di come ci sono rimasta io e siccome lui può parlare alla nostra Alice, le dice in tutta sincerità che è una shampista che non ha il coraggio di ammettere nemmeno con se stessa che Arthur bello di Nonna non è l’uomo che fa per lei e che sarebbe il caso che lo mollasse definitivamente e si dedicasse invece ad una relazione esclusivamente sessuale con lui, che tanto lo sa benissimo anche lei che tra loro il sesso funziona alla grandissima.

Perchè CC, lo stronzo per eccellenza, non è certo scemo e sa benissimo che il biondazzo (tra l’altro mi sono eccitata da morire mentre me lo immaginavo vestito da Robert Plant con pantalone a zampa e camicia slacciata…..non posso farci niente per me è da strappamutande) non potrebbe mai e poi mai reggere una vita tradizionale e per giunta con una donna che chiaramente reputa inferiore a livello intellettuale.

Infatti, tanto per non discostarci troppo dalla solita brodaglia, Arthur deve tassativamente tornare in medio oriente e dopo un minuto che è via Alice comincia a sentire puzza di bruciato perchè lo sente distante. E qui mi sono partite una serie di meravigliose ed originalissime bestemmie perchè avevo già capito come sarebbe andata a finire.
Ricapitoliamo:
– Arthur è lontano
– Arthur è distante
– Arthur comincia ad abbracciare affettuosamente Alice
– Arthur ha conosciuto un’altra infoiata nella difesa degli innocenti
– Arthur se ne va
Praticamente la stessa identica cosa già successa negli altri libri della saga.
Identica.
Non simile.
Identica.

E’ inaccettabile.
Se non sai più cosa fare, eliminalo definitivamente ma per dio, non puoi DI NUOVO farlo partire ed invaghire di un’altra. Basta. Davvero. Non sei mica obbligata a farlo tornare ogni volta strisciando. Io lo capisco benissimo che non vuoi inimicarti quelle del #TeamArthur, ma cazzo non ha senso questo continuo partire e tornare e ripartire e ritornare e ti amo, sei dolcissima ma non capisci una sega di politica internazionale mentre l’altra sì, ma ti amo, mi dispiace, però me ne vado lo stesso, poi si sa mai….torno.

Sottolineo che se ne va dopo che nemmeno il mese prima le ha chiesto di sposarsi e fare figli.
Mr. maturità.
Il pirla.

Fa male all’anima.
Fa male alla letteratura in generale.

Ma soprattutto a me fa malissimo vedere che anche stavolta Alice è praticamente passiva. A parte sospirare perchè ha scampato il matrimonio, non fa nulla. Non decide, non si mette in gioco. E’ la stessa Alice di 6 anni fa. La stessa ragazzina goffa fino alla nausea che perlomeno fa la sensata scelta di andarsene da casa di Cordelia per una più adatta vita da single.

E CC?
Claudio niente. In realtà Alice è così codarda che non gli dice nemmeno che con Arthur è finita, no….lei continua a far finta di essere fidanzata così da non dover prendersi nemmeno la briga di difendersi dagli attacchi sessuali che Claudio attuerebbe una volta scoperta la sua singletudine. Così il libro si trascina fino all’ultimo capitolo quando finalmente vediamo il nostro eroe entrare nell’ufficio di Alice e piantarle 2 metri di lingua in bocca, giusto per ricordarle che potrà anche sposare il giovane socialmente impegnato, ma che basterà un ricordo dei suoi baci per farla strisciare come una lumaca.

Ed ora vi direte…..E quindi?
Quindi nada.
Niente.

Ne sappiamo tanto quanto quando abbiamo iniziato la serie.
Mi chiedo solo se nel prossimo libro ci sarà una svolta coraggiosa ma impopolare (e concludendo definitivamente la serie), oppure se saremo destinati a leggere altri 20 libri per arrivare ad un dunque. Che spero solo noi sia il ritorno di un Arthur ferito, divorziato e con figli a carico che una ormai disillusa Alice accoglierebbe sicuramente a braccia aperte, facendomi incazzare tremendamente.

In poche parole

Avete presente quando uscite per fare shopping e non trovate mai la taglia giusta per gli abiti che vi piacciono? Questo libro è ancora più frustrante.

Poschina

La Colpa e il Desiderio – Sarah MacLean

Io non penso che sia facile recensire decentemente un libro. Se lo si vuole fare seriamente, con tanto di conoscenze che ti permettono di scrivere quelle frasi altisonanti piene di citazioni di autori dai controcazzi e di frasi prese da libri che hanno fatto la storia della letteratura.
Meno male che io ho la faccia come il culo e di fare recensioni che finiscano sulle pagine di tutti i giornali me ne fotto alla grande ed è per questo che oggi mi dedico ad un libro letto in mezza giornata che probabilmente tra un paio di giorni avrò dimenticato nonostante lo abbia trovato talmente piacevole da inserirlo nella categoria “Lammerda che piace”.

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La Trama: Bionda, occhialuta, bizzarra, la giovane lady Philippa Marbury ama i libri e le scienze, rifuggendo qualunque altro tipo di passione. La sua vita sembra aver trovato il giusto equilibrio: sta per sposare un normalissimo fidanzato e insieme a lui vivrà dedicandosi ai suoi cani e ai suoi studi. Prima di compiere il grande passo, però, Philippa ha deciso che vuole sperimentare ciò che non ha mai provato: per far questo ha bisogno di qualcuno che la guidi per i vicoli più oscuri di Londra… Una canaglia come Cross, insomma, scaltro proprietario di una famigerata sala da gioco. Sotto i panni del fiero libertino, però, palpita un sentimento diverso e incontrollabile…

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerissimi

 Ho scelto questo libro tra la massa di romance che imperano su Amazon solo perchè già dalla trama avevo capito che sarebbe stato un ammasso indistricabile di assurdità e improbabilità. Ed io adoro leggere roba assurda per poi potermi accanire come un pitbull assetato di sangue sull’autrice, perchè non sono una bella persona. Poi però, capita che, come in questo caso, in realtà di accanimento ce ne sia ben poco perchè pur essendo nel regno dell’assurdo più assurdo, ci si nuota bene e alla fine si taglia il traguardo piuttosto soddisfatti della propria prestazione.

Lui è un conte o roba simile, ma siccome da giovane era un libertino tutto sesso, alcool e sesso, ed una sera il suo adorato perfetto fratello primogenito lo ha sostituito come chaperon della sorella minore finendo per morire ammazzato in un incidente in carrozza, che oltretutto ha lasciato la sorella zoppa, si è depresso, colpevolizzato, martoriato fino a far finta di essere un poveraccio qualunque e gestire una delle sale da gioco più famosa di Londra. Che poi dico, sono capace anch’io di fare quella che “no, non sono abbastanza brava per essere degna del nome della famiglia, me ne vado, vi lascio in pace” sapendo che il titolo, il patrimonio e persino l’erba su cui ho pisciato è inalienabile e che quindi a prescindere da tutto…alla fin della fiera, sarà mia.

Caro il mio Justin (nome che ho scoperto piacermi moltissimo) così siamo capaci tutti.

Cmq.
Un giorno nel suo ufficio piomba Lady Philippa. Apparentemente un cesso con occhialoni spessi alla Odoardo di Lupo Alberto, magretta, senza attaccato niente (ricordiamoci tutti che eravamo nell’epoca d’oro delle tipe come me. Io avrei spaccato e invece sono nata nell’epoca post Twiggy e risulto irrimediabilmente sovrappeso per gli standard anoressici di oggi), di primo acchito sembrerebbe anche timida e riservata, la quale gli comunica che dovendosi sposare da lì a due settimane vorrebbe saperne un po’ di più sull’argomento  sesso perchè lei è una scienziata e per amore della scienza vuole assolutissimamente arrivare preparata alla prima notte di nozze. Quindi desidererebbe tanto che lui le spiegasse la meccanica dell’atto sessuale.

Ecco. Questo basta a chiarire che siamo in territorio Fantasy.
Lui pensa che sia completamente fuori di cozza, poi vede le sue dita storte e gli viene durissimo, di marmo, una roba che nemmeno il David di Michelangelo (se lo avesse di dimensioni adeguate e in tiro).
Da qui al 70% del libro è tutto un cazzi turgidi repressi e vagine vogliose di sperimentare qualsiasi cosa perchè, ebbene sì, lei ha capito che lui le fa un sesso atroce e non fa altro che pensare alle sue ossa.
E questo mi ricorda quando mi piaceva un tizio fighissimo [ovviamente non mi ha MAI cagata di pezza. Ero un’amica. La Friendzone l’ho inventata io] il quale aveva delle mani meravigliose. Io però non mi focalizzavo sul dettaglio “mani” ma su tutto quello splendido insieme. Perchè io sono normale. Invece lei  si fa un sacco di seghe mentali su quanto la attizzano le sue ossa. Sì, Pippa, hai ragione, Sei strana forte.

Tra un incontro non voluto e l’altro, la Sad Story che tende al patetico di Justin e le domande idiote di Pippa che dimostrano che è una scienziata tanto quanto io sono astronoma, c’è il tempo di spogliarsi semi nude e masturbarsi davanti al proprio uomo dei sogni, così, da un momento all’altro perchè baci con la lingua no, ma peep show sì. Eh già. Nel 1800. Una ragazza di Buona Famiglia. In un Club per uomini. Che si Masturba.

Un applauso per questa scrittrice. Brava. Brava Sarah, così ti voglio. FantasyRomanceStorico. Mi piace.

E si prosegue così. Si scopre che lui per espiare le sue colpe che non sono colpe sono sei anni che non scopa e qui si spiega tutto. Sei anni di astinenza e David Gandy scoperebbe persino me. Oggi. Con la ricrescita dei peli e la canotta di Tezenis. Verde.
Quindi Pippa ha vita facile. Persiste nel fargli domande scomode e lui si eccita costantemente ma mantenendosi a distanza di sicurezza, fino a che il poveretto non ce la fa più e passa da sognare ad occhi aperti di sfondarla per ore, a sfondarla per ore. E meno male perchè la parte più noiosa del libro sta’ proprio nel continuo, ossessivo, ripetitivo, fastidioso spasimare di Justin per la pazza senza fare nulla ma limitandosi ad essere mortalmente geloso e facendoci sapere ogni 15/20 righe che il suo uccello vorrebbe tanto trovarsi al caldo nella guaina ancora inviolata di lei.

Per fortuna ad un certo punto la situazione si sblocca e, inutile dirlo, seguono il ripensamento del mattino dopo perchè “Lei merita di più” ed il conseguente scontatissimissimo lieto fine; oggettivamente meno patetico di molti altri ma dimenticabile con la stessa rapidità.

Epilogo? Of Course. 4 mesi dopo lei è gravida. Perchè morire….e ripeto, morire, se una volta gli tocca aspettare non dico un anno, ma almeno 6 mesi. Così, tanto per distinguersi dalla massa.

Lo consiglio? Ma sì. Cazzo, siete al mare, in spiaggia, con la vostra playlist preferita di spotify nelle orecchie e vi siete appena spaparanzate sul lettino. Cosa c’è di meglio che fiondarsi in una storia al limite del ridicolo che nonostante ciò vi terrà incollate alle pagine fino allo scontatissimo epilogo?
Essere scopate da David Gandy, ovviamente; ma intanto che aspettate potete tranquillamente leggere.

In poche parole

La Friendzone, comunque, l’ho inventata io.

Dirty Dancing – Il Libro

No, non mi sono ancora rincoglionita completamente a causa degli ormoni, anche se comincio a vedere e sentire chiaramente i primi sintomi di degenerazione cerebrale.
A parte questo piccolo dettaglio, siamo qui per parlare di quanto avrebbe spaccato i culi il libro di Dirty Dancing, che in italiano avrebbe avuto un titolo illeggibile tipo “I Pruriti della Contessina” o roba simile.

Tutti sappiamo senza ombra di dubbio che non esiste il libro di Dirty Dancing, ma se guardiamo attentamente il film, non tarderemo ad accorgerci che si adatta perfettamente al romance storico e ai suoi adorabili ed irritanti cliché.

dirty_dancing

La Trama: Metà Ottocento. Lady Frances Houseman è in vacanza con i genitori in uno sperduto paesino del nord dell’Inghilterra. Qui si imbatte per caso nello squattrinato libertino Jonathan Castle, figlio illegittimo di uno degli uomini più potenti del luogo e dedito principalmente alla seduzione di donne sposate e a passatempi poco raccomandabili. Frances, detta Baby per la sua profonda innocenza, entra inaspettatamente in contatto con il mondo di Jonathan e la sua vita non sarà più la stessa.

Ed ora la parola alla giurata

La prima volta che Frances vede Jonathan, lui sta ballando con la splendida e chicchieratissima Lady Penny, nota cortigiana della zona che si vocifera sia la nuova amante del bellissimo libertino. Si, lui è ovviamente bellissimo, moro con occhi scuri, un fisico scolpito nel marmo e una leggadrìa nella danza tale da far sburrare immediatamente la nostra giovane ed inesperta eroina. Non ha il becco di un quattrino ma a noi questo non interessa.

Quello che ci interessa è che un giorno Frances, mentre si aggira tutta sola per la campagna, incontra Billy, cugino di Jonathan, il quale la invita ad accompagnarla nella magione che occupano lui e i suoi amici perdigiorno. Una volta entrata, per Frances il mondo non sarà più lo stesso. L’ambiente è angusto se paragonato agli ampi spazi della villa in cui è abituata a vivere e si respira a pieni polmoni il peccato. Prostitute, gioco d’azzardo, uomini discinti che si aggirano con naturalezza mentre bevono e fumano, e poi Lui, Jonathan, che la invita a danzare con lui in un valzer tremendamente spinto che la porterà a provare sensazioni indimenticabili che da quel momento in poi cercherà ossessivamente di replicare.

Nei giorni che seguono il suo sverginamento mentale, Frances si accorge che quella cretina della sorella ha una spiccata simpatia per il giovane dandy Robert Gould. Quello che la cretina non sa è che Robert ha ingravidato Lady Penny ed ora si rifiuta di prendersi le sue responsabilità, fingendo che l’inseminatore della situazione sia il bellerrimo, sexerrymo, cazzogrosserrimo Jonathan Castle.

Siccome siamo in DTR, Jonathan è un uomo d’onore, quegli uomini tutti d’un pezzo che si prendono colpe non loro solo per mero ed inutile senso del dovere. Ed è per questo motivo che lui non sputtana l’odiato Robert, ma si prende la responsabilità del frutto del peccato perchè, ebbene sì, in realtà Lady Penny è sua cugina, donna rovinata da una vita di stenti e sofferenza, che a fatica si è ritagliata un posto nello sporco e classista mondo inglese di metà ottocento.

Col il classicissimo ed inverosimilissimo espediente comodo, Frances viene a sapere che Cazzogrosso e Gravida dovrebbero presenziare al ballo della Duchessa Sheldrake per potersi intrufolare nel suo studio e rubare i documenti che potrebbero dimostrare le origini nobili di Jonathan, permettendogli in questo modo di accedere al patrimonio sconsiderato che gli spetterebbe di diritto. Purtroppo però la Lady involontariamente Gravida ha programmato l’interruzione di gravidanza proprio per quella sera…..
Ed è qui che la nostra eroina dimostra tutta la sua scaltrezza….. si offre con finta disperazione come sostituta di Lady Penny e riesce ad accaparrarsi anche una sessione di lezioni private di valzer con il figherrimo Jonathan, ed è qui, che tra un passo e l’altro, una pestata di piede ed una sudata, comincia a grondare attrazione sessuale da ogni poro. Un’attrazione che crescerà a dismisura durante il ballo in casa Sheldrake tanto da farci pensare che lui le infilerà 8 metri di lingua in bocca prima che si concluda la nottata e l’enorme verga nella vergine vagina prima della fine della settimana.

Invece no.
Quando la carrozza li lascia davanti alla magione del peccato, scoprono che Lady Penny è in fin di vita a causa dell’intervento della Mammara e che sembra non ci sia più nulla da fare. A questo punto l’impavida Frances corre a chiamare suo padre (notissimo medico illuminato ed avanguardistico) il quale risolve brillantemente la situazione salvando la pulzella e convincendosi che gli spermatozoi colpevoli del misfatto siano quelli di Mr. Castle. Ne segue una shampata terrificante alla giovane, ingenua ed inesperta figlia, la quale non scolta una parola di quello che le viene detto.

Ed eccolo, il BM dell’intera storia.
Basterebbe che Frances dicesse a suo padre che ad ingravidare la bella Penny sia stato Lord Robert invece di fare la faccia da pirla e struggersi per la sfiga di Jonathan. Ma siccome siamo nel DTR il BM deve essere il più facilmente spiegabile e NON essere assolutamente spiegato fino alle ultime 4 pagine.

A seguito del discorsetto fascista di Lord Houseman, Francis decide di scappare dalla finestra di camera sua e di recarsi da Jonathan per chiedergli perdono per il comportamento del padre.

Giunta alla magione, lo trova solo e disperato, vestito soltanto di un paio di pantaloni attillatissimi che non lasciano nulla all’immaginazione e, colta da un attacco di fame sessuale come non si vedeva dal lontano ‘650, la dolce, innocente, verginissima Frances, propone al libertinissimo, eccitatissimo, rispettosissimo Jonathan di ballare con lei un valzer. Il suddetto valzer è talmente erotico che non ci stupiamo di scoprire che a musica finita lei lascia dietro di sè una scia che nemmeno le lumache….
Ma non è ancora soddisfatta.
Lei vuole il trattamento completo. Va bene grondare, ma non è abbastanza. Manco fosse una cortigiana espertissima, comincia a strusciarsi sul povero Jonathan, il quale per un po’ cerca di resistere, poi la spoglia selvaggiamente e la fa sua.

E qui recrimino perchè l’autrice non ci descrive nulla ma ci mostra solo un patetico Post-coito del quale non frega niente a nessuno.

Ora, uno potrebbe pensare che sia stata solo una notte figlia dell’infoiamento, dello stress o di qualsiasi altra cosa ed invece ci troviamo di fronte al Vero Ammmmmore !!!!!! Da questa notte in poi, i due saranno inseparabili… e via di scopata in scopata, giorno dopo giorno, contrastati da tutto e da tutti; ma a loro fotte sega, perchè si amano, come solo loro possono fare.

Purtroppo però la felicità ha un prezzo. Jonathan viene accusato di aver rubato i gioielli della Duchessa Sheldrake e siccome è un signore non si difende raccontando la realtà “Quella notte stavo scopando con Lady Frances Houseman” ma si prende la colpa silenziosamente e rispettosamente. Insomma. Un uomo tutto d’un pezzo. E che pezzo….

Ci pensa la ex Baby Frances a sputtanarsi dicendo che stava copulando con lui quella notte e con questo si autorovina e si autoisola dalla brillante High Society Inglese. Mr. castle viene cacciato dalla comunità, Frances isolata e sembra che ormai per il loro AMMMore non ci sia un lieto fine.

Ma scherziamo?
E da quando un romance è anche realistico?
Appunto.
Ed infatti durante il ballo di fine estate, Jonathan torna nello sperduto paesello del Nord dell’Inghilterra, entra nella sala sovraffollata e puzzolente, prende la sua adoratissima Frances e prima ammorba l’intero gruppo menandosela che lei lo ha cambiato in meglio, poi ballano un eroticissimo valzer che sprizza SESSO da ogni nota coinvolgendo la folla in una frenesia sessuale incontrollabile che si conclude con una mega orgia che si protrarrà per tutta la lunga notte tardo-estiva.

Tutto qui?
Ma no…… ovviamente tutto è bene quel che finisce bene.
Lord Houseman scopre che a ingravidare la povera Lady Penny è stato Lord Robert e riesce anche, non chiedetemi come, ad entrare in possesso del documento che certifica la nascita nobiliare di Jonathan riuscendo in questo modo ad accasare la figlia zoccola con un titolato e non con un morto di fame.

Visto?

Un romance a tutti gli effetti.
E che romance.

In poche parole

Il romance più bello tra quelli mai scritti.

Poschina

Eppure Ti Amo – Elizabeth Hoyt

Una parte di me adora questi libri, perchè mi permettono di accanirmi gratuitamente contro un’autore/autrice senza sentirmi minimamente in colpa. Della Hoyt avevo letto diverse cose, alcune mi erano piaciute un botto, altre meno…. ma questa. Questa amici miei le batte tutte. Qui ho bestemmiato talmente tanto che alla fine ero quasi entusiasta della sbobba.

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La Trama: Rinomata attrice e commediografa in incognito, Lily Stump è rimasta senza lavoro ed è costretta a trasferirsi insieme al figlio in un vecchio teatro diroccato. L’edificio è deserto e silenzioso, finché il bambino scopre la presenza di un “mostro” in giardino. Falsamente accusato di omicidio e reso muto dalle percosse, Apollo, visconte Kilbourne, dopo essere fuggito dal manicomio criminale di Bedlam si è costruito un rifugio in quel luogo e non vuole abbandonarlo. È un giovane uomo così imponente da intimidire, ma Lily riesce ad andare oltre il suo aspetto, scoprendo in lui un essere ferito di inaspettata profondità d’animo. Verso il quale si sente inesorabilmente attratta…

Ed ora la parola alla giurata

Sia chiaro che qui sono tutti SPOILER, quindi si prega chi è intenzionato a leggerlo di saltare a piè pari i miei smadonnamenti.

Il libro parte abbastanza bene.
Lei è una bravissima, bellissima ed intelligentissima attrice che, causa incendio del teatro nel quale lavorava, si trova disoccupata e costretta ad abitare in “quel che resta del teatro” con il figlioletto carino, simpatico e non cagacazzo (chissà come mai nei libri non c’è MAI un bambino davvero rompicoglioni, cosa che invece purtroppo è più che frequente nella realtà quotidiana) e la serva/amica/confidente ecc….ecc….ecc…

Un giorno il bimbo caruccio torna a casa e dice alla madre “Mamy, ma lo sai che in giardino c’è un mostro?”. Ovviamente nessuno gli crede fino a quando Lily non vede con i suoi occhi il famoso “mostro”, solo che invece di rimanerne impressionata in senso negativo; del genere “lurido schifoso essere”, ne rimane vagamente attratta del tipo “Mio dio è enorme. Spalle enormi, braccia enormi, mani enormi, naso enorme… ma allora avrà anche un enorme schwanzstucker!!!!” e comincia ad intrattenere con lui un rapporto atto a scoprire se è cerebralmente ritardato o semplicemente muto. Perchè lei ormai non può far altro che concentrarsi sull’enorme schwanzstucker e alle tecniche subdole che può usare per riuscire ad accaparrarsi l’enormissima verga.

Vi risparmio la noiosa, inutile, pretenziosa storia del nostro “mostro”, che ovviamente è un fottuto nobile accusato ingiustamente di omicidio, e anche la ancor più insignificante menata relativa al figlio/non figlio di Lily. Due storie che non hanno pathos, che più che farmi palpitare mi hanno irritata a morte perchè sviluppate male, per certi versi patetiche (la storia dell’amica di Lily maltrattata è oggettivamente illeggibile), pretestuose, superflue.

Per quanto riguarda la coppia nulla di nuovo sotto il sole.
Lei riesce ad ottenere il suo enorme schwanzstucker e ne rimane, ovviamente, estremamente soddisfatta, ma non è solo mera lussuria.
NO.
E’ Ammmmmooooooreeeeeee.
Perchè lui è sì brutto (che poi parliamone, dalla descrizione iniziale sembra una specie di mostro davvero, ma poi si scopre essere una specie di super-rugbista fisicatissimo con lineamenti virili e mascolini, un bel paio di gambe, capelli riccioluti, occhi penetranti e il cazzo grosso), ma con un Cuoooooooreeeeee grande come una casa, tanto da accollarsi il di lei bambino che in realtà non è manco davvero suo.

Cioè…. BASTA!
Va bene un po’ di intricamento tramesco, ma c’è un limite alla decenza.
Tutto di una superficialità atroce.
E non è colpa mia, giuro.
Perchè in realtà in questi ultimi giorni ho letto libri non eccelsi che però mi sono guardata bene dal massacrare. E’ proprio colpa di questa storiaccia (peraltro con buone recensioni qui nel mondo dell’internet) che mi aveva attirata per una trama “diversa” e che mi ha delusa terribilmente. Ed infatti mi sono rigettata immediatamente sulla classica storiella della vergine di ferro che poi in realtà è uno zoccolone che aspetta solo di essere iniziata ai piaceri della carne, la classicissima cugina sfigata che poi in realtà è bellerrima, intelligenterrima e integerrimerrima. Per carità, meglio andare sul sicuro.

Che poi dico…. qui si tratta proprio dell’Ideale dell’Ostrica di Verghiana memoria. Colpa mia che come ne “I Malavoglia”, ho voluto fare la figa di legno e lasciare lo scoglio al quale mi sono aggrappata per anni e che mi ha nutrita, per lanciarmi in nuove avventure in lande sconosciute. Colpa mia se poi sono annegata.

Quindi per punizione, niente sesso e una settimana senza vibratori, così impari !!!!

In poche parole

Verga sarà anche stato un noioso rompicoglioni, ma sicuramente sapeva il fatto suo.

Poschina

Le Sorprese di una Lady – Mary Jo Putney

Sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo ma soprattutto di qualcosa degno in qualche modo di essere letto, mi lancio nell’interraziale.
Ebbene sì, scopro questa perla di ideologia moderna per puro caso ossia dopo mezz’ora di ricerca ossessiva su Amazon di un libro che non mi annoiasse già dalla esile trama.
Ora non so come andrà a finire perchè sono ancora più o meno all’inizio, ma il fatto che non abbia scaraventato il libro giù dalla finestra con un accompagnamento di bestemmie mi sembra un buon risultato.
Ma andiamo con ordine.

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La Trama: Damian Mackenzie non solo è illegittimo, ma è anche un dissoluto e possiede una casa da gioco. Tuttavia per Kiri Lawford, giovane lady anglo-indiana da lui salvata dai rapitori, è un eroe che possiede più onore dei lord da lei incontrati, ed è molto più affascinante di qualsiasi altro uomo. Nonostante in Kiri nulla sia ordinario, e tanto meno sia facile resistere alle sue arti di seduzione, Damian la considera proibita per sé, trattandosi della sorella di un amico. Ma cambierà idea quando si ritroverà insieme a lei ad affrontare un complotto ai danni della Corona, allorché la loro complicità rivelerà una lady ben diversa dall’idea che lui si era fatto…

Ed ora la parola alla giurata

Kiri è una bellerrima mezzosangue angloindiana. Due meravigliosi occhi, immagino un bel corpicino e un carattere combattivo ed orgoglioso. Fino a qui nulla di nuovo sotto il sole. Scappa dalla magione multisterlinaria di un tizio che se la voleva sposare solo per il patrimonio e finisce tra le grinfie di alcuni contrabbandieri che, inspiegabilmente, non la stuprano, rapinano, ammazzano, sfruttano…. no. Si limitano a tenerla prigioniera e a non riempirla di botte quando lei li prende letteralmente a calci nei coglioni.

Questo ci chiarisce in una manciata di pagine che ci troviamo nell’ambito della fantasia più sfrenata. Nulla potrà essere riconducibile ad una realtà storica e nemmeno al buon senso. Tuttavia, se si sta al gioco, questo funziona senza grandi intoppi e ci ritroviamo al momento in cui entra in scena il novello David Bowie Damian (ha un occhio castano e l’altro chiaro) che ovviamente è un figodiddio e nonostante contunui a proclamarsi un “non gentiluomo” è più gentiluomo del “perfetto gentiluomo” che potreste immaginare.

Il bellissimo Damian (che non viene praticamente descritto e che quindi io mi sono immaginata come meglio credevo) riscatta con una partita a poker la bellissima sconosciuta e si rifugia con lei in una specie di fienile perchè, strano ma vero, infuria la tempesta.
Tempo dieci minuti se la sta praticamente sbattendo sulla paglia.
Lei ha quel misto di innocenza/puttanaggine che pare faccia sbrodolare gli uomini ottocenteschi e lui ha migliaia di anni di esperienza e il cazzo in tiro.

Stanno finalmente per consumare quando lei decide senza alcuna ragione plausibile, di rivelare il suo vero nome, provocando un arresto cardiaco al povero Damien e soprattutto una retrocessione immediata dell’erezione in quanto la bella, affascinante, esotica mezza zoccola, viene riconosciuta come sorella di un compagno di scuola di Damien, ergo: intoccabile.

Cosa farà allora il nostro non gentiluomo?
Ovviamente cerca di salvarle a tutti i costi la reputazione portandola in un posto sicuro…..

Da qui in poi il libro non dico che svacca ma ci va troppo vicino per i miei gusti. Lasciando perdere l’orripilantissima Spy Story, preferisco concentrarmi, essendo notoriamente una porca, sul rapporto malato, disfunzionale, banale, noioso e per niente pruriginoso, che lega il mezzuomo e la mezzazoccola.

Allora. Lei ci prova sempre e costantemente e lui la respinge ogni sacrosanta volta provocandomi dei picchi di rabbia simili a quelli provati quando sono costretta a subirmi le telecronache di Piccinini tempestate di “sciabolate morbide” e “pericolo!!!”. Il picco di delusione però arriva quando chiusi insieme in una carrozza, cominciano a sbaciucchiarsi, toccarsi e lei dopo un secondo netto che gli è sopra a cavalcioni si accorge che lui è già venuto.

Ok.
Io un romance con uno che soffre di eiaculazione precoce non lo voglio. Cosa me ne faccio? A cosa mi serve fantasticare su un uomo che mi vede una tetta e viene? A niente. Tanto vale non leggere e usare il cervello per crearsi il personaggio perfetto.
Fosse solo questo.
Lui rimedia facendola gioiosamente orgasmare con un ditalino della durata di 3 secondi netti. Non fa in tempo ad arrivare al sacro scrigno che lei viene. E qui mi incazzo per invidia. Cioè; lei sì e io no?
Cmq.
Segue l’ennesimo tentativo fallito di Kiri di farsi scopare che è a sua volta seguito a brevissimo dalla scopata vera e propria con tanto di “spugnetta all’aceto in vagina” per prevenire gravidanze indesiderate.
Primo: non lo sapevo.
Secondo: secondo me alla fine lei rimane incinta lo stesso perchè gli spermatozoi dell’eroe romance medio li conosciamo tutti e sappiamo che hanno i superpoteri.

Che poi questa scena di sesso non è nemmeno riuscita a farmi venir voglia di strapparmi le mutande e questo non va affatto bene.

Il resto del libro… mi mancano una decina di pagine, prosegue noiosamente tra i tentativi di Kiri di ripetere l’esperienza sesso e i tentativi di Damien di impedirle di ottenere il suo uccello perchè lui vuole dimostrare a tutti di essere un gentiluomo. Ma cos’è? Un libro delle sentinelle in piedi? Ma stiamo scherzando?

Io voglio il maschio Alpha. Voglio l’uomo con il cazzo di marmo che mi sbatacchia a destra/sinistra/sopra/sotto finchè non svengo per i troppi orgasmi e che alla fine si concede il privilegio di venire perchè lui sì che è un gentiluomo e mi ha trattata da vera Lady.
Io voglio l’uomo che per avermi smuoverebbe i monti, che ci prova e riprova e ririprova (no, non sono certo così virtuosa io gliela avrei già data) finchè non cedo.

Chi vuole un eroe romance con problemi di eiaculazione precoce e che oltretutto ti rimbalza costantemente? Io no.
Ed usare la carta del “ho un passato difficile….” e bla…bla..bla… mi fa solo imcazzare di più perchè il torbido, difficile, passato è utile soltanto a completare l’immagine perfetta di uomo che ha sofferto tantissimo ma nonostante ciò è diventato un cazzoduro temuto e ammirato da tutti. Il passato sfigato te lo tieni insieme all’uccello più veloce d’Inghilterra.

Non siamo mica qui a pettinare le bambole !!!!!

Ebbene sì, finalmente ho finito questo mappazzone che sembrava carino ed invece si è rivelato piuttosto noioso e persino smielato, che è peggio della noia. Tutto si conclude con dichiarazioni banali e patetiche di eterno amore ma grazie a dio ci siamo risparmiati l’epilogo e possimo annoverare le spugnette imbvute di aceto inserite in vagina come anticoncezionale.
Almeno abbiamo imparato qualcosa di nuovo.

No, amiche care, non ve lo consiglio.
Piuttosto leggetevi il volantino della pizzeria egiziana all’angolo, sono sicura che la descrizione del panino Kebab raggiungerà picchi di erotismo che questo libro può solo sognarsi.

In poche parole

Un eroe romance che soffre di eiaculazione precoce? No, grazie.

Poschina

 

Blood Catcher – Christiana V.

Ebbene sì. Alla fine l’ho ripreso in mano e mi sono lanciata in questa avventura. [No, ironizzare su “l’ho ripreso in mano” sarebbe troppo facile, da voi mi aspetto di meglio]
Lo sapevo che alla fine avrei ceduto, lo sapevo come sapevo benissimo che oggi sarebbe stata una giornata di merda. Ed infatti…. Per la cronaca, non so quando sarà finito il post e in che data lo pubblicherò, ma l’oggi a cui mi riferisco è il 14 Ottobre. Che giornata di merda e che tristezza, quanta tristezza…
E voi che ormai mi conoscete, sapete certamente che tristezza abbinata a lettura può significare solo due cose: amore incondizionato o accanimento selvaggio.

Dove collochiamo questo Blood Catcher?

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La Trama: Quindici giorni. È questo il tempo che serve a Lotus per trovare una nuova preda e prepararla per il suo Padrone. Questa volta la ricerca lo conduce ad Aurora, vicino Chicago, dove incontra una creatura perfetta. Camille, quarant’anni, due figli e un matrimonio traballante, è la tipica casalinga frustrata. Sarà proprio questa frustrazione a stuzzicare i sensi da Blood Catcher di Lotus che, giocando al gatto col topo, la braccherà fino a farla cedere e a risvegliare in lei sensazioni assopite. Tutto sembra andare come previsto per Lotus, eccezion fatta per alcune inopportune emozioni che lo assalgono quando meno se lo aspetta, rischiando di mettere a repentaglio la missione.

Ed ora la parola alla giurata

Stranamente non mi accanisco. Ne sono stupita io per prima. Stupita al punto da andare a guardarmi allo specchio del cesso per vedere se sono veramente io, oppure se mi sono trasformata in qualcun altro.

Blood Catcher ha confermato tutti i timori che mi avevano sempre impedito di finirlo. Quello che paventavo era che l’idea di partenza tutto sommato interessante (una creatura della notte che sente le emozioni in forma di odori) si perdesse per strada in funzione di multoirgasmi e sentimentalismi vari.
Non è che io abbia qualcosa di speciale contro i multiorgasmi in sé. E’ solo che anche loro hanno diritto di essere collocati in modo non dico logico, ma quantomeno funzionale alla trama. E il sentimentalismo, l’AMMMOOOOREEE e il pucci, hanno bisogno di essere sviluppati a dovere, altrimenti si rischia di trovarsi al 94% del libro a chiedersi “Ma quando tutto questo sentimento è sbocciato, io, precisamente, dov’ero?”

Partiamo da un presupposto semplice: Io, le creature della notte succhiasangue, perverse e con la fissa per gli esseri umani le rispetto profondamente e visceralmente da che ho memoria, quindi uno come Lotus avrei dovuto venerarlo istintivamente. E’ una creatura oscura, affascinante, perennemente in vena di scopare, ama la buona cucina, fa i soldi sulla pelle di vittime più o meno innocenti e tutte queste caratteristiche contribuiscono a renderlo, sulla carta, quasi divino. Allora perchè invece di ritrovarmi a sbavare ogni dieci secondi e ad avere un nuovo personaggio maschile fittizio per alimentare i miei sogni erotici mi sono ritrovata a fine libro piuttosto freddina?

Freddina io.
Una che se si pronunciano nella stessa frase le parole Daniel Craig e Muro viene travolta dai prodromi dell’orgasmo.

Mi sono ritrovata freddina perchè tutto quello che succede avviene apparentemente senza motivo e nel giro di un battito di ciglia.

Lei è una quarantenne completamente priva di personalità, ex ragazza in gamba, sensuale e intelligente, finisce per essere una donna dominata dal marito che, per inciso, non se la scopa da cinque anni [ed io scommetto che lei manco si masturba pensando a Daniel Craig, perdendosi peraltro uno dei piaceri della vita], la tratta come una merda spiaccicata, le ha fatto fare due figli, la mortifica costantemente e l’ha resa ai miei occhi una donna irritante. Io uno che mi dice “Togliti quella roba dalla faccia che sei ridicola” dopo che ho passato mezz’ora a truccarmi, lo defenestro nel giro di un nanosecondo e poi vado in bagno a caricare pesantemente il trucco, solo per irritare mortalmente il lurido pezzo di merda.

Che poi sarebbe anche un personaggio interessante la quarantenne sfigata e sottomessa se almeno si capisse il processo che l’ha trasformata da “futura donna in carriera con le palle” a “casalinga sciattona sull’orlo del suicidio”. A me interesserebbe in modo particolare sviscerare il momento esatto in cui ha perso le palle, giusto per non rischiare di fare la stessa fine.

Lui abbiamo già detto cosa fa e com’è, quello che ancora non sapete è che lui la vede e qualcosa cambia. Prima la taccheggia per lavoro, poi scopre che non è così male e la taccheggia per scoparsela, poi si accorge che non vuole solo scoparsela ma che la sente sua, come l’altra metà della mela di platoniana memoria e che deve svegliarla dal suo torpore e riportarla alla vita.

Ed ora scadiamo nella grevità e spoileriamo pesantemente

Ma come si può svegliare una quarantenne scialba dalla suo torpore?
Ovviamente a vergate nella vagina.
Che domanda stupida.
Perchè secondo le donne che scrivono i libri che piacciono alle donne, vergate nella vagina è la medicina che cura tutti i mali, in questo caso anche letteralmente visto che grazie al graniticissimo Lotus a lei scompare anche il cancro. Mica il raffreddore. Il Cancro. E chiariamo che io non ho nulla nemmeno nei confronti delle vergate nella vagina, anzi sostengo che se tutte le donne prendessero questa medicina ci sarebbero un sacco di inacidite in meno sulla faccia della terra. Amen.

Il problema è che va tutto bene finchè lui non la fa sua. A proposito, lui slinguazza come se non ci fosse un domani, è lo slinguazzatore degli slinguazzatori. A lui piace slinguazzare come agli adolescenti. E questo va bene perchè slinguazzare piace molto anche a me e se io sono contenta è tutto grasso che cola.
Dicevamo, la fa sua e immediatamente è Amore. Quell’amore splendido che ti fa mandare a puttane tutto quello in cui hai creduto fino a un orgasmo fa o nel caso di Lotus, ad un omicidio fa.
Quindi pucci a manetta e coccole e “guarda i fiorellini ci osservano e sorridono” a profusione e in un nanosecondo tutto il fascino della oscura creatura della notte va a puttane. Amen.

La perla delle perle avviene quando lei scopre che lui è una specie di vampiro.
E’ vero che lo scopre tra un orgasmo stratosferico e l’altro, quindi è letteralmente obnubilata dal piacere e sappiamo che ottenebra i sensi, ma lei non batte ciglio, come se lui le avesse confessato una roba da nulla…. non so, che mangia Orsetti Haribo mentre guarda la tele.
Ed io, cotanta cieca accettazione di una realtà quantomeno insolita, la posso comprendere in un libro per adolescenti arrapate, ma non in un racconto destinato, a giudicare dall’età dei protagonisti, ad adulti consapevoli.
A quarant’anni ci sta il colpo di testa dato dal risveglio dei sensi, dopo 5 anni che nessuno ti scopa probabilmente anche un cane sarebbe stato illuminante, figurarsi un demone che sa quello che fa, ma almeno prenditi due giorni per cercare di accettare il fatto di aver perso la testa per un essere oscuro e tenebroso e pucci. Poi fai quello che vuoi, ma prenditi il tempo per pensare.

Ma la perla delle perle delle perle è un’altra, che poi è il motivo per cui questo libro non mi ha convinta ed è il già accennato miracoloso salvataggio della pulzella.
Lui scopre che lei è malata e potrebbe morire e siccome se lei muore, lui si uccide, le fa bere il suo sangue per salvarla. E mentre leggevo sentivo nelle orecchie una stucchevole musichetta stile “Love Story”. Si scambiano il sangue mentre copulano selvaggiamente poi lui le cancella la memoria e se ne va, perchè la ama troppo per restare con lei ed ha un botto di cose da sistemare. Però, dopo lo scambio dei fluidi vitali, sangue compreso, saranno l’uno nell’altra e si apparterranno per sempre.

Quest’ultima parte del “Mi cancello dalla tua memoria” l’avevo già letta qui e mi era piaciuta un botto perchè a giustificazione della scelta c’erano qualcosa come 400 pagine di ragioni logiche, e poi soprattutto non c’era alcun epilogo a conclusione, ma rimaneva con uno splendido sospeso.

Ad onor del vero, l’epilogo di Blood Catcher non è eccessivamente stucchevole ma semplicemente troppo breve e buttato lì senza capo né coda. Raffazzonato? Sì, un po’ raffazzonato.
Che poi è l’impressione che ho ricavato dall’intero libro.
Le idee ci sono, i personaggi anche, manca però una sovrastruttura narrativa che supporti le scelte e le azioni dei protagonisti, altrimenti è tutto troppo improvviso, casuale, adolescenziale. Una donna che fino al giorno prima non sa dire “No” al marito, nel giro di dieci giorni lo molla e si rifà una vita. Se fossero stati 4/5 mesi avrebbe avuto più senso.

E’ vero che un’eccessiva introspezione può rallentare troppo il ritmo narrativo, è vero che per approfondire i personaggi si sarebbe dovuto allungare il racconto, ma è altrettanto vero che quello che manca a questo libro non sono tanto scrittura ed idee quanto la profondità di sentimenti. Mi riesce difficile empatizzare con personaggi dei quali non so nulla, non conosco il passato e dei quali non comprendo le azioni. E’ vero che ci sono autori capaci di caratterizzare un personaggio in cinque righe, ma non è un dono che hanno tutti e quelli che non ne sono provvisti devono necessariamente affidarsi al racconto, all’introspezione, all’analisi.

Lo consiglio?
Perchè no.
Passate le prime pagine, che non mi avevano coinvolta, ho letto volentieri il resto della storia, è piacevole e l’ho trovato originale sotto diversi punti di vista.
Da qui a definirlo un capolavoro ce ne passa, ma è anche vero che è dieci volte meglio di molte vaccate che si trovano in commercio e che io mi sono sciroppata.

In poche parole

Quarantenni frustrate e sciatte, ho la medicina che fa per voi: “Vergate in vagina”.

Poschina

Riscrivi il finale

Oggi si inaugura una nuova inutile ed arbitraria rubrica: “Riscrivi il finale” atta esclusivamente a soddisfare la mia fissazione per il finale tragico/sospeso.

Al primo assaggio del sangue di Camille, Lotus si rende conto che lei è malata e che sta per morire. Siccome è una sordida creatura della notte che può amare ma solo fino ad un certo punto, decide di porre fine alla sua inutilissima vita umana e di trasformarla in un essere simile a lui. Mentre la sbatte violentemente con la sua granitica verga, le succhia ogni anelito vitale per poi costringerla a bere il suo sangue. Una volta che si è ripresa dallo shock, vanno a casa del marito bastardo per terrorizzare lui e i bambini, per poi servirli su un piatto d’argento all’oscuro padrone di Lotus.

Mentre la ex famigliola felice viene sterminata, Lotus e quel che resta di Camille cenano a lume di candela nel bunker di lui, completamente nudi, pronti a copulare selvaggiamente e a ciucciarsi a vicenda.

Deal with it!

Rosa d’Inverno – Kathleen E. Woodiwiss

Prima di tutto portiamo rispetto a questa donna che a tutti gli effetti è la mamma del Romance Storico. Autrice che ho cordialmente detestato quando mi sono imbattuta ne “Il fiore e la fiamma”, libro al quale ho dato 5,5 solo perchè la scrittura è impeccabile e non si può certo dare 4 ad un libro scritto bene.
Avevo detestato il libro in quanto compendio assoluto di espedienti comodi, con una protagonista piagnina e lamentosa ed un protagonista maschile che non aveva suscitato, ahimè, alcun pruriginoso brivido.

Essendo una contraddizione vivente, al momentaneo “Non mi farò fottere di nuovo da questa sciampista” si è sostituito il più moderato “diamole una seconda possibilità” e stavolta ho oculatamente studiato le trame fino a trovarne una che mi promettesse porche soddisfazioni.

rosa

La Trama: Inghilterra, 1792. Lord Saxton è un uomo potente e crudele. Le fiamme di un furioso incendio gli hanno sfigurato il volto, che da allora cela sotto una maschera di cuoio. Al “mostro”  viene data in sposa la giovane e delicata Erienne da un padre privo di scrupoli. Il destino della sfortunata ragazza pare segnato. A meno che non riesca a scoprire chi si nasconde veramente dietro quella maschera.

Ed ora la parola alla giurata

Voi non potete saperlo, ma nel profondo, sotto lo strato di macerie generato dai calci in faccia che ho preso dalla vita, sotto la patina di cinismo e sarcasmo che ostento insieme ad un impeccabile make-up, arde il ricordo di una bambina fantasiosa, romantica, piena di aspettative. Ed è proprio quella bambina, la me medesima settenne, ottenne o novenne, che è rispuntata fuori mentre leggevo questo libro e che ha preteso, in onore dei bei vecchi tempi, che io lo apprezzassi a dovere, che gli dedicassi il tempo dovuto e che abbandonassi per un paio di giorni l’ossessiva ricerca dello sconvolgimento interiore in funzione della riscoperta della dolcezza.

Kathleen F. Woodiwiss, mi hai fottuta per bene.

Per prima cosa, approcciandosi a questa lettura, dovete ricordarvi di prendervi del tempo. Qui si legge lentamente. Parola dopo parola. Immagine dopo immagine. Non perdetevi i dettagli che poi vi servono per unire i puntini e non farci la figura dei tontoloni. La scrittura di Kathleen impone a forza una certa riflessività. Quindi non fate come me che a pagina 20 imprecavo perchè “figa, non succede un cazzo”. Dovete tenere conto di un paio di cose:

– il libro è stato scritto 33 anni fa e si sentono tutti
– i personaggi agiscono come si suppone agissero nel 1792 e non negli anni 2000

Lo so, piace anche a me l’idea  dell’eroina alla Kleypas tutta palle, decisione e spudoratezza. Ma so benissimo che all’epoca le donne erano femminucce perennemente bisognose di essere accudite/salvate/coccolate/protette/nutrite/trattate come delle quattrenni e che per loro avere un uomo che si prendesse tale responsabilità era la massima aspirazione.

Fatte le dovute premesse, cominciamo a spoilerare a manetta.

La nostra temeraria autrice ci ha sempre tenuto a sottolineare che lei scriveva delle fiabe e non romanzi  con velleità neorealiste. E visto che lo dice lei, io non ho nessuna intenzione di contraddirla e anzi, rilancio. Questo libro è una fiaba. Dall’inizio alla fine. Non lo nasconde, non se ne vergogna e anzi, ne fa il suo punto di forza.
E’ scritto persino con uno stile gotico-romantico indimenticabile.

Erienne, della quale detesto il nome, è una bellerrima ragazza che, sfortuna sua, vive con un padre completamente stronzo ed un fratello idiota che ha perso l’uso del braccio destro sfidando a duello il bravissimo, bellissimo, scaltrissimo e sexyssimo Christopher Seton, Yankee fottutamente ricco. Una mattina, mentre è intenta ad aspettare l’ennesimo sfigato che il padre intende appiopparle come marito, riceve la visita di un bel figaccione con il quale fa un po’ la zoccola (poveretta, è convinta sia il famoso pretendente) fino a quando non arriva il padre che in breve le dice “zoccola che non sei altro, va bene tutto ma quello a cui sei avviluppata è il bastardo che ha menomato tuo fratello, che altri non è che il tizio con il quale ho un debito enorme e che mi costringe a spingerti tra le braccia di vecchi bavosi ricchi. Stagli lontano”.

Però è troppo tardi, perchè lei si è giustamente invaghita del bel giovine il quale le fa una corte serrata e una sera, rimasta bloccata con lui in un fienile, per poco non gliela dà perchè lui le si getta addosso come un cane in calore, la palpa, la slingua e le lecca sapientemente i capezzoli fino a ridurla da “damina settecentesca pudica” a “donna del 2014 infoiata”.

Qualche tempo dopo, mentre fugge dall’ennesimo vecchio bavoso proposto dal padre, viene attaccata dai cani, precipita in un fiume gelato e viene salvata da un tizio sconosciuto che la porta nel castello disabitato e mezzo bruciato dei Saxton e la cura sempre senza farsi vedere. A guarigione avvenuta, scopre che il suo salvatore altri non è che Lord Saxton, uomo orrendamente sfigurato da un incendio, che gira perennemente coperto da una maschera di cuoio, zoppica e che tutti temono in quanto Signore incontrastato dell’Inghilterra del Nord.

E io già lo amavo come un’ ottenne può amare il compagno di classe. Platonicamente e pudicamente. Poi però le cose si complicano. Il padre idiota mette all’asta la povera Erienne che viene comprata proprio dal mostro, e lei è talmente settecentescamente terrorizzata dall’idea della prima notte di nozze dal dirgli chiaramente:  “Col cazzo che faccio sesso con te, lurido schifoso sfigurato e zoppo” e lui le risponde “Ok, ti do qualche giorno per abituarti alla mia orripillantezza ma poi te lo sbatto dentro senza troppe storie”.
Mentre il tempo scorre Christopher, che si scopre essere un odiato cugino di Saxton, continua a corteggiarla e vezzeggiarla fino a che, una sera, non si avviluppano come due adolescenti assetati di sesso in carrozza. Lei rinsavisce e gli dice chiaramente che è una donna sposata e non vuole ferire suo marito che è dolce, comprensivo, paziente, ricco, rispettabile, santo e potente.
Scappa in casa, cerca di calmarsi e poi si fionda in camera del marito all’urlo di “Scopami subito!!!”

E qui parte la scena della “prima notte” che vede protagonisti tizzoni ardenti e morbide accoglienze e giuro… GIURO!!! che non mi sono messa a sghignazzare selvaggiamente solo perchè mi sono imposta di dare retta all’ottenne che si era impossessata di me e che reclamava a gran voce di tenere presente i 33 fottuti anni che ci separano dal momento in cui è stato scritto e soprattutto che devo essere più romantica.

Abbraccio il romanticismo e mi immergo con Erienne nell’appagante scoperta delle doti amatorie del mostro. Ogni notte lui arriva e, rigorosamente al buio, le fa cose che sono ancora oggi vietate nel 50% degli stati USA. Lei in tutto ciò sogna che a fargliele sia Christoper.

Postillina: poco prima della metà del libro, ho iniziato ad avere sospetti striscianti che sono stati confermati dall’avanzare della lettura. Avrei dovuto capirlo prima, è imbarazzante notare quanto l’età mi abbia rincoglionita.

Però.
Se io sono rincoglionita, Erienne è proprio una cogliona fatta e finita. Lenta come solo un bradipo narcotizzato può essere, tonta come solo una damina del 700 poteva essere, stordita come  solo chi è stato ad un concerto per 3 ore di fianco ad una cassa può sentirsi. Perchè come cazzo fai, razza di idiota, a non aver ancora capito?

La tontitudine della protagonista ha definitivamente ricacciato la me ottenne sotto i calcinacci dai quali era spuntata ed io, 34enne incazzata, disillusa e profondamente cattiva, ho ripreso pieno potere sul mio cervello e soprattutto sul mio cuore ed ho potuto constatare freddamente che a pagina 408 il libro svacca.

Cominciano una serie di scene grondanti miele di tiglio atte solo a farci notare quanto sia seccante la felicità di Erienne e di suo marito e siccome seccante non mi sembra sufficiente per esprimere quello che ho provato in queste pagine rilancio con stomachevole, nauseante, smanceroso e lezioso.
Ora va decisamente meglio.

A questa gioia noiosa ed eccessivamente prevedibile (come la ovvia gravidanza della nostra eroina) segue la parte avventurosa che non vi sto a raccontare perchè altrimenti svelerei tutto quello che rende il libro, nonostante tutto, un ottimo libro. Vi basti sapere che non si passa il tempo temendo per l’incolumità dei nostri eroi ma che tuttavia la lettura avanza con un certo entusiasmo.
Nelle restanti pagine assistiamo alla conclusione della fiaba.
Che si conclude come tutte le fiabe.
“E vissero tutti felici e contenti”.

Fine

A parte la stucchevolezza che non apprezzo MAI, in generale, devo ammettere che se si scrivessero ancora oggi libri come questo saremmo a cavallo. La storia è ben strutturata, i personaggi ottimamente caratterizzati, le atmosfere talmente vivide da permettere al lettore di vedere quello che succede e non solo di leggerlo, caratteristica che non si riesce a trovare spesso. Interi passaggi sono talmente ben descritti che non si farebbe alcuna fatica a creare scenografie adatte ad una rappresentazione teatrale. Ho dato senza fatica alcuna un volto ai protagonisti, un profumo alle stanze e ai boschi e le immagini sono ancora vivide nella mia mente.

La Woodiwiss sa scrivere bene e le pecche del libro sono dovute semplicemente all’abisso che divide l’oggi dal 1981. I limiti morali dell’epoca imponevano una certa prudenza con erotismo e sensualità e non bisogna dimenticare che a scrivere era una donna del ’39.

E’ evidente quanto ogni scrittrice di romance degli anni a venire abbia saccheggiato a piene mani la sua opera, tanto che in Lord Saxton e in Christopher possiamo ritrovare senza fatica il 98% dei protagonisti dei romance oggi in commercio. Al contrario, personaggi alla Erienne (pur essendo decisamente più vicini alla realtà storica in cui il libro è ambientato), sono stati abbandonati in funzione di donne con piglio più moderno e meno irritanti. La sua repulsione iniziale nei confronti del marito ha rischiato di farmi uscire di senno. Assolutamente esagerata ed ingiustificata.

Ricorda la “Bella e la Bestia?”
Sì.
Influisce sul giudizio globale dell’opera?
No.

Rosa d’Inverno è un libro scritto bene, completo, emozionante, romantico che più romantico non si può, datato, coinvolgente, irritante, a volte sdolcinato, assolutamente inverosimile ma delizioso.

Non sono forse la persona più adatta per farne buona pubblicità per diversi motivi tra i quali il fatto che nel film “La Bella e la Bestia” io ho sempre pensato che la bestia fosse 10000 volte meglio di quel biondastro, mascellone, insignificante del principe e la mia idea di romanticismo sono Giulietta e Romeo, che per chi ancora non lo sapesse muoiono come due coglioni in un doppio suicidio senza l’ombra di gravidanze, riappacificazioni familiari, feste in piazza e conclusioni sdolcinate.

In poche parole

Ne “La Bella e la Bestia” ho sempre preferito l’orrida bestia allo squallido principe.

Poschina

Ricordo quando un paio di anni fa cercavo di spiegare alla mia nipotina treenne perchè la Bestia fosse un miliardo di volte migliore del principe. Il tutto fallendo miseramente.