Cosa ho letto in quarantena?

Sottotitolo: Come incazzarsi e deprimersi leggendo.

Abbandonate le remore che mi hanno attanagliata in tempi di emergenza Covid, mi rimetto a scrivere, assillata da un senso di impotenza cosmico nei confronti di una vita letteraria ormai povera di contenuti romance di interesse.

Dopo mesi passati a colpevolizzarmi, in questa giornata petalosamente soleggiata finalmente prendo in mano il mio pc usato negli ultimi mesi solo a scopo lavorativo (quanta tristezza in questa affermazione) e mi accingo a spiegarvi perchè ormai io e il romance siamo ai ferri corti. Mi ero convinta che fosse colpa mia ma poi, ad un certo punto ho detto “basta”.

Sono stufa di attribuirmi colpe che non ho. Sono stanca di dirmi “Su, dai…si vede che non è periodo….sarai tu che non riesci farti andare bene niente, devi cercare di apprezzare ciò che c’è di buono e via dicendo”. E’ un ragionamento sbagliato, un ragionamento figlio dell’appiattimento socio-culturale a cui ormai siamo talmente abituati da farlo in automatico. Apprezziamo ed esaltiamo prodotti spesso mediocri perchè non avendo nulla di meglio ce li facciamo andare bene. Ma è un atteggiamento sbagliato e pericoloso. E’ un atteggiamento che porta ad un abbassamento di livello e tutto ciò che ci porta ad essere meno di quello che siamo, non va bene.
Io mi rifiuto di unirmi al carrozzone di gioia e gaudio per prodotti di bassa caratura, mi rifiuto a costo di sembrare snob, presuntuosa e anche pedante.

Che poi lo sappiamo tutti che sono esattamente così, fondamentalmente snob, presuntuosa e pedante, ma non in questo specifico caso. In questo caso sono solo onesta.

Cominciamo con le occasioni sprecate e sono ben due e di due scrittrici italiane.
Bingo! 
Affilate i coltelli.

Scopro Bianca Marconero per caso, come praticamente il 98% di quello che finisco per leggere e comincio “Le nostre prime sette volte” animata da quell’inspiegabile senso di sfiducia che provo per le autrici italiane. Mi sforzo perchè mi sembra crudele da parte mia avere dei pregiudizi così radicati da farmi escludere a priori, dalla lista dei papabili scrittori, chiunque abbia un nome italiano o un improbabile nome inglese, che nasconde nel 95% dei casi un italiano sotto mentite spoglie. Faccio notare che trattasi di contemporaneo, un’altra categoria che fatico a digerire. Meriterei un premio solo per aver avuto il coraggio di lanciarmi nell’impresa.

Comunque quando inizio mi sorprendo interessata, anzi….sinceramente coinvolta e comincio a fantasticare su una me a fine libro soddisfatta ed emozionata per aver finalmente trovato un romance contemporaneo italiano degno di nota.

E il libro per scorrere, scorre.
E’ brioso, intelligente, divertente al punto giusto, scontato quel tanto che basta per non vivere con il patema d’animo temendo qualcosa di tremendo all’orizzonte ed io ero anche esaltata dall’appassionarmi, dal sentirmi finalmente inserita in quel pezzo di società tutta al femminile che adora il romance contemporaneo; già mi immaginavo seduta ad un tavolo con la mia bella mascherina, circondata da donne che parlavano di imprenditori e segretarie ed io avrei potuto dire la mia.
Dopo anni ed anni di silenzio.

Poi, più o meno intorno al 70% del libro il sogno si infrange; comincio a fiutare l’acre odore di carogna che accompagna le fregature letterarie, tuttavia ero innamorata dell’idea di amare il romance contemporaneo ed ho fatto finta di niente, ho continuato imperterrita la lettura ignorando tutti i segnali e sperando, proprio io, in un finale raffazzonato di 10 righe con tanto di bambini e gravidanze plurigemellari miracolose.

E invece nulla.
Il libro non finisce. 
C’è un altro libro.

Ed è proprio lì, che Cheng-Li “La Furia Pelosa” è esplosa in tutta la sua frustrazione, maledicendo il genere, le scrittrici, gli editori, le recensioni a 15 stelle, i blog letterari in generale e via dicendo, in una spirale di distruzione cosmica di rara ferocia.

Perchè siamo onesti. Onestissimi.
761 pagine sono troppe.
La storia funzionava benissimo e in 300/350 pagine avrebbe dovuto concludersi ed invece va avanti. Non solo va avanti, ma in un nuovo libro che tu devi acquistare se vuoi sapere come andrà a finire. Ci ho anche provato a leggere il seguito ma a metà mi sono annoiata perchè tra una cosa e l’altra, non ultima la rabbia, avevo perso la magia che mi aveva tanto conquistata nel primo libro. Dopo un po’ si comincia ad allungare il brodo, stiamo parlando di una storia lunghissima che già lascia molto spazio alla sospensione di incredulità nel primo tomo, figuriamoci quando dopo 500/550 pagine i due protagonisti hanno fatto di tutto prima per evitarsi e poi per amarsi. Ok, va bene…. tutto bello, divertente, emozionante e via dicendo ma parliamo di 761 pagine.

761 pagine. 
Jane Eyre è più corto.   
E parliamo di un capolavoro.
Orgoglio e Pregiudizio si aggira intorno alle 500 pagine.
Un caso? Non credo proprio.
Ed è a questo punto che io mi chiedo se sia nato prima l’uovo o la gallina. Ossia se la scelta di un secondo volume sia dello scrittore o della casa editrice. Perchè ho sempre più viva l’impressione che si tenda, per fare cassa (ovviamente parlo delle case editrici e non degli scrittori), a battere il ferro finchè è caldo anche a costo di calpestare una buona storia frazionandola e smembrandola fino a renderla sciapa.

E’ un peccato perchè se ci fosse stato un solo libro [e vi assicuro che l’impressione che si ha leggendo il primo è proprio che avrebbe dovuto concludersi salvo poi svoltare inaspettatamente] sarebbe stato davvero un buon libro, piacevole, intelligente, scritto bene.

Per quanto mi riguarda è un’occasione persa. Al primo libro, fino al 70/80 % avrei dato un 8 pieno, ma non avendo concluso il secondo il mio voto rimane lì, sospeso nel limbo di quelle 761 pagine che non sono riuscita a finire di leggere.
Peccato.
Peccato perchè Bianca è brava a scrivere ed è riuscita a dar vita a personaggi di indubbio interesse, sarà per la prossima volta.

Ed ora sveliamo chi è la seconda autrice italiana capitata sotto le mie grinfie….rullo di tamburi….
Pitti Duchamp.…e qui parliamo di romance storico, quindi un po’ quello che amo leggere solitamente. Il primo libro che leggo è Frittelle al miele ed altre dolcezze e resto affascinata da una storia per niente scontata con una protagonista femminile semplicemente adorabile.

Non è che io abbia da ridire su questa storia, anzi. Non c’è praticamente nulla che non vada. Bella la scrittura, belli i protagonisti, originale, divertente quel tanto che basta e romantico senza diventare stucchevole.
E allora, mi direte voi, perchè è tra le occasioni sprecate?
Perchè è un “canovaccio”, non un romanzo/racconto/novella.
E badate bene che non è una critica intesa a sminuire il lavoro solo un’impressione. Penso che questa storia meritasse più spazio, più tempo, più approfondimento.
Penso che l’intento dell’autrice, ma potrei sbagliarmi, fosse proprio quello di creare una storia gustosa come un mignon della più fine pasticceria francese, un macaron al caramello salato che si scioglie in bocca e ti riempie di goduria dalla punta dei capelli alla punta dei piedi e che ti fa solo desiderare di averne altri, di sentire ancora la scioglievolezza della meringa alle mandorle e quel pizzico di sale che evita che il dolce diventi stucchevole.

Si sente però la mancanza di un maggior approfondimento in generale; della storia, dei personaggi, degli eventi intorno a loro. Questa mancanza non toglie il gusto della lettura ma a me sarebbe tanto piaciuto che durasse di più, sapere di più, conoscere di più.
Anche perchè, in un tempo così breve, l’impressione è che si sia puntata moltissimo l’attenzione sull’estetica di entrambi e un po’ meno sui contenuti. Se si abbandona un attimo la buona scrittura e ci si concentra su alcuni comportamenti, viene fuori solo che lui è molto bello e lei molto tonda. Forse sarebbe stato il caso di approfondire un po’ di più perchè si innamorano, cosa li spinge a cercarsi e perchè. 

Per questo avrei voluto che si scavasse un po’ più a fondo, che si ciurlasse un bel po’ nelle ragioni che muovono i personaggi ed è per questo che l’ho definito un “canovaccio”, è come se mancassero le fondamenta delle scelte prese, come se il messaggio “cicciottella è bello” sovrastasse qualsiasi cosa ed è un peccato perchè i personaggi meritavano qualche attenzione in più.

Finita l’abbuffata di dolci al miele mi sposto sul secondo libro della serie e qui siamo in pieno “Fantasy Romance”.

Non ci siamo.
Capiamoci, la storia è anche carina, scritta sicuramente bene e divertente, ma per quanto riguarda l’ambientazione è un Big NoNo.
Dai…siamo nel 1814, non si dicevano in faccia “sei la mia sgualdrina”…non si può sentire. E non una/due volte in 150 pagine ma 300 volte e vale lo stesso per la parola “farabutto”.
Oltretutto lui avrebbe anche le potenzialità per essere il nuovo eroe romance strappamutande ma poco importa a fronte di un lessico a dir poco fuori contesto. Che lui sia anche un gran sleccazzatore di gnagne lo sappiamo e ci può anche andar bene, come tutto il resto, il tormento, il cazzo perennemente sull’attenti e seghe mentali varie.
Tutto ok, tutto bene…ma il resto purtroppo no.
Ed anche qui siamo più in ambito “canovaccio” che di vero e proprio racconto. 
Infatti l’approfondimento psicologico resta sommerso, e anche se le potenzialità sono altissime e i giochi di sguardi funzionano e adoriamo tutti anche la madre ficcanaso del Marchese, è tutto in superficie, come se non si volesse volutamente guardare nelle profondità. 
Ed è un peccato perchè la storia non annoia, i personaggi sono strutturati bene e a me lui piaceva assai. Però è un eroe moderno travestito da uomo dell’ottocento. Il lessico è importante al pari della ricostruzione di ambiente e costume. Perchè affannarsi tanto a descrivere redingote e crinoline per poi far parlare i personaggi come me, donna del 21° secolo?

Che poi piace, sia chiaro.
A me no, ma al resto del pubblico sì.
Piace assai perchè è sicuramente più semplice, più immediato, più “leggibile”.

Penso che Pitti Duchamp sia molto brava a scrivere, abbia delle belle idee, crei dei bei personaggi ma che in questo caso il peso della poca accuratezza lessicale pesi troppo. L’impressione è che sia una scelta consapevole e mirata. Resta la mia perplessità di fronte ad una scelta editoriale minimal e semplicistica.
Ad onor del vero, resta anche un successo di pubblico e critica che da pienamente ragione a scrittrice e casa editrice e questo sicuramente va tenuto in considerazione.

Questo stile, la rapidità nello sviluppo delle storie e la modernizzazione del linguaggio sono ormai carte vincenti in una partita contro un romance storico più accurato, lento, descrittivo.
Bisognerebbe analizzare, ma io non ho nè le capacità nè la voglia di farlo, il perchè di questa corsa alla semplificazione. C’è da dire che comincio ad essere una “vecchia lettrice” non perchè io mi senta vetusta ma perchè ho cominciato a leggere in un’epoca nella quale la lettura per ragazzi erano la Alcott con Piccole Donne e poi  Swift, Verne, a seguire le sorelle Bronte, Agatha Christie e la Austen. Sono abituata ad un certo tipo di lettura e di scrittura. Probabilmente le ragazze giovani trovano noioso quel tipo di scrittura, le descrizioni, l’approfondimento psicologico, una certa lentezza nella narrazione.
E’ forse una mera questione di tempi.

Tuttavia per me il romance storico resta un’altra cosa, forse per questi romance che sono una mistura di genere ci vorrebbe una nomenclatura adatta, magari c’è già…nel caso vi prego di informarmi al più presto possibile.

Ma ora passiamo a quei libri che NON ho nemmeno portato a termine.

Per primo parleremo di  Scandalo – Amanda Quick

Lui dovrebbe essere un bastardo senza cuore che la corteggia solo per vendicarsi del padre di lei che gli ha rubato tutto. Peccato che nel giro di tre pagine lei se lo rigira sul dito mignolo e addio a sogni di bastardaggine e vendetta che tanto agogniamo non lettrici di romance. 

Oltretutto la nostra eroina è ingenua al limite del sopportabile e passa il tempo parlando di amori romantici, citando poesie di dubbio gusto, ammantandoci di paranoie e scartavetrandoci i coglioni con continui riferimenti all’intelligibile, alla sua presunta relazione metafisica e spirituale, filosofica e superiore e via dicendo.

Inutile, l’ho detestata più o meno subito e nulla è cambiato con l’andare avanti della storia. Ho passato il tempo sperando morisse male ed è (come avrebbero detto i Bluvertigo) praticamente ovvio che la mia sopportazione di rabbia e tedio, già fortemente messe alla prova dalla convivenza forzata, abbiano sancito l’abbandono della sbobba a vantaggio di nuovi titoli.

E’ piaciuto praticamente a tutti ma non a me.
Facciamocene una ragione ed andiamo oltre.

Secondo me mi ha fregato la cover. Mi aspettavo chissà cosa e invece questo romanzo di Megan Frampton –  L’avventuroso viaggio di Lady Ida mi ha delusa su tutti i fronti.

Questi i miei pensieri copiati pari pari dal foglietto di appunti preso mentre leggevo:

“Abbandonato tra il 25 e il 30% perchè i due si sono già baciati ed innamorati. Per lui è stato il Best Kiss Ever, per me è stato il primo strato di terra sulla bara appena calata nella tomba. Amen”

Per farvi capire lo stato mentale dopo la Quick e la Frampton, ho acquistato tutta la serie Rohan della Stuart in formato cartaceo, l’ho riletta e ogni 10/15 pagine mi aggiravo per casa mormorando commossa “un capolavoro…CA PO LA VO RO”.
E non è nemmeno la mia serie preferita…..figuratevi voi!

Ed infine approdo ad un altro romance contemporaneo di autrice italiana, questo perchè per anni mi avete chiesto come mai NON leggo romance contemporanei ed io mi sono sempre sentita un pochino in colpa.
Vediamolo insieme:

Leggo la trama e mi sembra carino, non vado a leggere le recensioni perchè temo di farmi influenzare; cerco di eliminare ogni reticenza ed ogni pregiudizio e mi lancio nell’avventura. 
Partiamo bene, se sorvoliamo che stiamo parlando del ménage più sfruttato di sempre ossia la torbida storia “capo/segretaria” dove lui è un 35 multimiliardario, fighissimo con il cazzo grosso, donnaiolo e apparentemente senza cuore e lei è una giovane pulzella che si innamora alla prima annusata.

Dopo 10 pagine scopriamo che la nostra eroina, negli anni in cui ha fatto da segretaria tuttofare, ha passato il tempo annusando i suoi vestiti.
Lo riscrivo, nel caso qualcuno non avesse ben capito: “ANNUSANDO I SUOI VESTITI”.

Che dire?

In realtà ho proseguito la lettura per un altro po’…ma non l’ho finito.
Lei fugge a Parigi e va a lavorare come commessa; lui, guarda caso, capita proprio nel negozio dove lavora lei e viene attanagliato dalle paturnie perchè ovviamente la ama da una vita ma ha troppa paura.

Ciaone!

Poschina

Tagline: LaLeggivora; quando leggere diventa pura frustrazione

Baci e Bugie Sotto il Vischio – Carragh Sheridan

E’ estremamente raro che io legga dei romance contemporanei. Tutte voi ormai conoscete più che bene la mia avversione, o meglio i miei fondatissimi pregiudizi verso questo genere, nonostante la quale, ogni tanto, ci riprovo. Resto delusa e mi ributto sullo storico che almeno ogni tanto mi dà ancora qualche porca soddisfazione.
Sto scrivendo le Recensioni Lampo degli ultimi libri letti ma penso che questo meriti una breve recensione in solitudine.

La Trama: Sarah Miller è diventata una cliente dello studio legale di Benjamin Logan ma i loro contatti, dopo la partenza della coppia di amici, si sono limitati a qualche telefonata o incontro prettamente professionale ma niente di più. La vita di Sarah procede tranquilla e quella di Ben dedita solo al lavoro cercando di evitare le donne perché negli ultimi tempi solo foriere di guai per lui. Fino al giorno in cui la segretaria di Logan riceve una telefonata da Sarah che chiede di parlare urgentemente con l’avvocato. Si è messa nei guai e ha bisogno di aiuto.

Ed ora la parola alla giurata con qualche spoiler, anche se non sono davvero spoiler perchè nella sinossi che c’è su Amazon (qualcosa come 1000 righe) viene detto esattamente quello che succede nel libro, quindi se leggete quello potete anche risparmiare l’euro e 99 dell’acquisto.

Ma passiamo a noi.

Ben è un avvocato di grido che ha una segretaria giovane, sempre allegra e che adora il Natale e quindi si veste di merda  con maglioni natalizi decorati con rennone rosse e fiocconi di neve. Questo lo scopriamo a pagina 2 ed io già tiravo giù bestemmioni in turcomanno perchè col cazzo che puoi fare la segretaria del legale famoso e presentarti vestita come alla “fiera della caldarrosta”. Devi essere in linea con l’immagine dello studio e dare l’impressione di serietà, affidabilità, successo. E lo dico con cognizione di causa, perchè, udite udite, sono una segretaria. Vi prego quindi di non tediarmi dicendo cose assurde tipo “forse nel tuo ufficio no ma in quello di mio zio/cugino/fratello/nonno e via dicendo perchè qui parliamo di un avvocato di quelli con i soldi non del “Cugino Vincenzo”*.

Al che mi fermo e mi chiedo…. non sarà mica un’autrice italiana?

Nonostante il dubbio atroce che si è insinuato nel mio cervello, procedo.

Poche pagine dopo scopriamo che Sarah è cicciottella. Cicciottella come non si sa. Curvy? Sovrappeso? Obesa? Magra ma fissata? E lo scopriamo perchè Ben riflette su quanto sarebbe tanto carina se perdesse qualche chilo. Perchè lui è abituato a degli standard di un certo livello quindi io, probabilmente, gli apparirei più una palletta che una femmina… cmq.

Non ci interessa poi più di tanto come fosse 3 mesi fa perchè ora lei è dimagrita, lui la vede e se ne innamora. [E faccio notare che le due cose sono collegate, viene il forte dubbio che se non fosse dimagrita lui non l’avrebbe cagata di pezza, quindi smettete di sgranocchiare i taralli mentre leggete altrimenti resterete sole e depresse.]

Cmq. lui si innamora alla prima occhiata.

SBAM!

Così, al 34% del libro. E io mi chiedo…. e il restante 66 che facciamo? Pizza e fichi?
Sì.
La faccio breve: lei cerca un finto fidanzato per andare al matrimonio della sorella perchè è stufa di essere la sfigata di turno, lui decide di accompagnarla sperando che “galeotto sia il Natale” e di riuscire a farla innamorare di lui, lei è di un’insicurezza cosmica che nemmeno le altre millemila insicure del romance moderno riescono ad eguagliare, lui se la vorrebbe fare ma siccome le aveva detto che non l’avrebbe toccata con un dito a meno che lei non lo volesse continua a chiederle “Mi permetti di toccarti?” e lei continua a dirgli di no. La CRETINA.
Quindi, in effetti, non si scopa fino all’85% del libro o giù di lì, poi lei si pente, lui si dichiara innamorato frascico esattamente come il giovanissimo Claudio Amendola nei gloriosi anni 80 faceva in commedie di dubbisimo gusto, entrambi sono disperati e finisce con una proposta di matrimonio e, si presuppone, del sesso che tanto cmq noi non vediamo.

Segnali che mi hanno fatto supporre che la scrittrice fosse una mia conterranea:

  • La mancanza di realismo nel campo professionale dei protagonisti. Avvocato di grido con segretaria + maglione con renna rossa = fantasy spinto
  • Personaggi secondari tagliati con l’accetta. Un esempio su tutti la sorella che è cattiva, vuota, antipatica, infantile e vi lascio qualche puntino di sospensione per aggiungere qualsiasi aggettivo negativo vi sembri adatto … … … … …
  • La quasi totale assenza di carnazza e verghe turgide in favore di un sentimentalismo che potremmo definire New Adult. Praticamente i due protagonisti si vorrebbero strappare i vestiti di dosso per 4 giorni ma, non so davvero come, riescono a resistere alla tentazione. Lei perchè è gravemente complessata e le consiglio un giro da un bravo specialista, lui perchè si è davvero innamorato quindi non la tocca senza previa approvazione in carta bollata.
  • Più in generale: personaggi intagliati nel legno, un puritanesimo che speravo di evitarmi con l’ambientazione british e non della profonda provincia americana, una totale mancanza di approfondimento psicologico sia dei personaggi principali (lui ha una sad sad sad story e tutto si risolve con una pacca sulla spalla), che di quelli secondari che sono o completamente scemi o fottutamente inutili come la nonna finto sorda.

Perplessità pratiche:

  • Quando sono soli lui le bacia sempre il collo o glielo lecca, sì…insomma….cerca di spingerla a saltargli addosso e, cito testualmente, “rimane con il volto sospeso a pochi centimetri dal collo”. Ok, ora proviamo ad immaginare la comodità di questa posizione e la sua fattibilità nelle varie situazioni. Sul divano seduti vicini oltre a sembrare un coglione è anche scomodo. In piedi vicini sembri solo un maniaco, abbracciati ci stà. Peccato succeda sempre quando sono seduti vicini sul divano. E vabbè….

Passando ai pregi, ne ha sicuramente uno incommensurabile: la brevità.
Il libro è corto, si lascia leggere, scorre senza grossi problemi ed è, onestamente, carino. CARINO. Non bello, non illuminante, non memorabile ma carino.
La scrittura non ha particolari guizzi ma non pecca nemmeno in grammatica, è tutto molto easy, molto inverosimile, molto fiaba natalizia alla quale manca giusto la battaglia  a palle di neve di Baloghiana memoria per fare bingo.

Il problema che ho con il romance moderno però resta.
Perchè sono quasi sempre storie al limite del verosimile, con protagonisti che sembrano senza tempo e senza storia? Perchè il bello e sempre bellissimo, intelligentissimo, innamoratissimo, privo di qualsiasi sfumatura e la donzella di turno e sempre poco bella (così crede lei), profondamente complessata e insicura e solo grazie alle di lui attenzioni riesce a recuperare quel minimo di fiducia in se stessa che le consente di dargliela?
Perchè dovresti accettare una proposta di matrimonio da uno con cui sei uscita una volta? Perchè? Perchè? Spiegatemelo… perchè?
Perchè ci sono sempre i personaggi cattivi crudeli senza spessore?

Ecco i miei dilemmi ancora, ahimè, senza soluzione.

Proporrei anche di etichettare i romance con colori diversi per segnalarne la profondità nei contenuti. Dal bianco al porpora andrebbe bene. Dove bianco sono quelli leggeri leggeri che non lasciano alcun segno e quelli porpora sono profondi e scavanti al punto di fare male. Almeno io saprei già in partenza cosa aspettarmi.

In questo caso potrebbe essere un azzurrino tenue, un libro da leggere il 26 dicembre, nel pomeriggio, sul divano con addosso un plaid, ai piedi calzettoni pesanti, una bella tazza di tè caldo, degli ottimi biscotti e nessuno in mezzo ai coglioni.

Voto generale: 5
Voto “pomeriggio post natalizio in solitudine”: 6

In poche parole

Una fiaba di Natale monocromatica. Un libro leggero leggero utile per disintossicarsi dalle abbuffate natalizie. Un romance contemporaneo che piacerà a quelli a cui piacciono i romance contemporanei. Io, purtroppo, non posso considerarmi una grande fan.

p.s: è altamente probabile che io compri anche il libro precedente, perchè si sa che non sono poi tanto normale.

p.p.s. Non ho ancora appurato se la scrittrice sia o meno autoctona. Ma propendo per questa ipotesi.

*cit.

Ed ecco un estratto del meraviglioso film “Amarsi un po’” con Claudio Amendola al massimo del suo fulgore.

 

 

 

Scacco Matto Vostra Grazia – Rebecca Quasi

Se prendete il dizionario Treccani e cercate la parola “Autoconservazione”, troverete questa definizione: “Tendenza istintuale a conservare sé stessi e la propria integrità. Nelle melanconie depressive tale istinto si attenua, facilitando comportamenti suicidi”.

I casi sono due, o mi manca completamente il suddetto istinto, oppure  sono melanconicamente depressa senza averne piena coscienza, perchè dopo questa recensione la fandom estremista della Quasi vorrà, molto probabilmente, lapidarmi in pubblica piazza. Come minimo mi accuserà di incapacità critica, turpiloquio, scarsa intelligenza, incapacità generale (che sia di sintassi, comprensione del testo, tirare la sfoglia per le lasagne o fare la meringa perfetta), invidia; più o meno come quando non ho recensito con toni entusiastici “La Governante”, con l’aggravante che in quel caso sono stata accusata di non capire un cazzo nemmeno di cosa significa romance storico. E questo non è vero. Su tutto il resto c’è un fondi di verità e sul fatto che abbia ancora qualche problemino con le meringhe invece hanno proprio ragione. Mi allenerò.

La Trama: Percival Webster, duca di Clarendon, è determinato a chiedere in moglie la compita lady Albertina, pertanto si reca nella tenuta della sorella per comunicarle la notizia. Durante questa visita, scopre che Emma, figlia del cognato e sua temibile avversaria negli scacchi, non è più la ragazzina impertinente che gli estorceva lezioni, ma una giovane donna in procinto di recarsi a Bath per trovare un marito che ovvii alla sua incresciosa condizione di figlia illegittima.
Introdotta in società, la fanciulla attira l’attenzione di un conte dalla reputazione poco raccomandabile, il che porta Percival a dover fare i conti con i propri principi più radicati, un sentimento stordente e un’attrazione tanto potente quanto inaspettata.

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler, recriminazioni, sassoloni tolti dalle scarpe, probabili incongruenze e anche un po’ di noia, perchè temo che la mia ben nota logorrea oggi sia fuori controllo.

Più o meno a maggio (credo), sul profilo FB di Rebecca Quasi è uscito questo disclaimer:

“In questi giorni ho riletto tutta la storia di Emma e Percy. Ne emerge un romanzo a base di seghe mentali maschili (il che permetterà a Thomas Dri di inserirlo tra i fantasy o nei libri di fantascienza).
Ne SCONSIGLIO pertanto la lettura a chi:
1. Cerca maschi alfa
2. E’ allergico alle seghe mentali maschili
2.1. …scritte da una donna (pura ipotesi dunque).
3. Nei romanzi storici pretende realismo estremo (i miei personaggi si lavano, sono profumati, sono alti, sono belli… ovvero cose che nel vero 800 non esistevano).
Ai restati 5 lettori do appuntamento nel cuore dell’estate”.

Ora voi direte…saranno pure cazzi suoi quello che scrive sulla sua pagina, di un suo libro; a te che te frega?

Mi frega.
Perchè se il significato dell’avviso era “Non mi rompete il cazzo per quello che ho scritto perchè il libro è mio e me lo gestisco io, se non ti piacciono queste cose non lo leggere”, mi ruga perchè tu pubblichi un libro e la gente lo compra mille morivi diversi, il primo dei quali è leggerlo, farlo suo e crearsi un’opinione personale e tra le diecimila persone che lo acquistano potranno anche esserci quelle 10 che ci trovano dentro dei difetti, non riescono ad entrare in sintonia con i personaggi o lo detestano categoricamente per qualsiasi motivo ritengano valido. Ma il secondo motivo, decisamente fondamentale è che spetta a te autore avvincermi e farmi piacere anche quello che, sulla carta, non mi piace. Sta a te creare personaggi che funzionino (non  necessariamente che piacciano), che siano inseriti in una storia credibile e coerente a livello narrativo.

Oltretutto io recensisco e con una premessa simile qualsiasi cosa scriva, da ora in poi, mi farà sembrare o una stronza o una che vuole rompere il cazzo a tutti i costi. Perchè mi verrà immediatamente replicato “Beh, di cosa ti lamenti? Lo sapevi ancora prima di comprarlo che sarebbe stato così! L’autrice ti aveva avvertita, avresti potuto non leggerlo”.

Questo disclaimer, mi è quindi sembrato un mettere le mani avanti in vista di probabili future critiche, e lo trovo un atteggiamento molto strano in un’autrice che è sempre stata molto obiettiva e matura nel gestire eventuali pareri negativi.

Peggio mi sento se penso che la maggior parte dei lettori non avrebbe minimamente notato che il romanzo non è realistico al 100%, non si sarebbe resa conto che è un libro sulle seghe mentali di un trentenne con grossi problemi e che tutti i maschi (o quasi) ci fanno una figura barbina, se l’autrice stessa non glielo avesse detto. E questo non si fa. Lascia che sia il tuo pubblico a giudicare, senza mettergli alcuna pulce nell’orecchio se non per incuriosirlo, stuzzicarlo, coinvolgerlo.

Poi ci sono io, quella che legge “Ne SCONSIGLIO pertanto la lettura a chi” e corrispondendo perfettamente alla descrizione, quasi fosse un abito sartoriale su misura, non può esimersi dal leggerlo con l’aggravante di essere stata avvisata per tempo di tutto ciò che le avrebbe dato davvero fastidio e permettendole in questo modo di farci doppiamente caso.

Ma veniamo a noi.

Il libro è quasi interamente incentrato sulla figura di Percy, un uomo (ricordiamoci che siamo nell’800 ed un trentenne dell’epoca era più che uomo, visto che a 40 erano considerati anzianotti) con dei grossi problemi. Anzi, un uomo con problemi di dimensioni galattiche. Egli è compassato fino all’inverosimile, ossessionato dalla formalità, ed oltretutto ha il mestruo….anzi, è perennemente in premestruo. Che è peggio.

Egli infatti si crogiola di sega mentale in sega mentale per tutte le 496 pagine (mica bruscolini) e cerca, invano, di mettere a riposo il suo uccello perennemente sull’attenti per la sua parente bastarda: Emma.

Emma oltre ad essere intelligentissima, che manco Leonardo Da Vinci dei tempi migliori, è anche ricca, libera, giovane e bellissima. Con l’unico, piccolo, insignificante neo di essere una figlia illegittima. E fin qui, ok. Alla fine i romance sono un coacervo di gran fighe e gran fighi superintelligenti, con cazzi grossi (su Percy non è dato sapere) che passano il tempo a battibeccare prima e a copulare selvaggiamente poi.

E voi a questo punto direte “Quindi? Dov’è il problema?”

Il problema è che nel libro manca tutto il resto. Anzi no, mi correggo, il problema è che oltre ad essere un segaiolo mentale che nemmeno io a 15 anni dopo aver letto “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, oltre ad essere lungo e per certi versi ripetitivo, il personaggio di Percy (sul quale io contavo tanterrimo) è infantile e tonto. Si fa manipolare da pagina 2 a pagina 496 da una Emma che mi ha ricordato quelle insostenibili rappresentanti del mio sesso che forzano costantemente la mano al loro compagno per ottenere quello che vogliono, che sia il matrimonio in chiesa, un figlio, un cane, il secondo figlio, il terzo figlio, l’anello con diamante ad ogni cazzo di occasione…e chi più ne ha più ne metta.

E siccome io sono sì femminista ma non sessista, non penso che gli uomini si meritino di essere sempre e costantemente manipolati. Ok, lei ha capito che sono anime affini e bla….bla….bla… Ma non rompere il cazzo.
Che poi fa quella scaltra, bara su tutti i fronti…perchè è lei che continua a strusciarglisi contro e ad usare OGNI mezzo per farsi ravanare, e quando la zia (personaggio meraviglioso) le dice “Minchia che palle ancora lì a non scopare? Mettiti un baby doll e saltagli nel letto” lei arrossisce come la più puritana delle vergini. E NON lo fa. Fa quella che se la prende (anche giustamente) ma guai ad affrontare l’argomento.

Ma io dico?

Lui diventa di marmo ogni volta che ti vede. Fagli una pompa e finiamola lì. Libro accorciato di un centinaio di pagine (e quindi di un miliardo di seghe mentali), un paio di scene di sesso, qualche battibecco, un saluto alla zia ed epilogone con 15 figli in 10 anni, tutti zuccherosamente felici e contenti (voi) e ciaone a tutti che si parte per le ferie.

Come se non bastasse una Emma che passa dalla verginità molesta alla zoccolaggine esperta ogni volta che lui la sfiora, vogliamo parlare degli altri uomini presenti nel libro? O sono delle bestie, o degli sfigati. L’amante della pesca ovviamente non ha scampo e Osborne o Osbourne…cmq il tizio porco, maniaco e via dicendo, è una bestia della peggior specie e i suoi amici anche.

Lo so, lo so che è stato creato ad arte per sottolineare come all’epoca contasse più la linea di sangue della bontà d’animo. Non sono scema. Ho trovato tutto un po’ troppo, tutto il ton che le sparla dietro, tutti i maschi che la trattano da zoccola…. ci sta. Ma era necessario arrivare ad un quasi stupro? Che poi avviene dietro l’angolo ma non se ne accorge nessuno e questo sarebbe anche il meno se non fosse che lei, quella MOLTO sveglia, si allontana dal gruppo con il pazzo del villaggio e per poco non ci lascia la pelle? Ma non avevi detto 3 righe prima “Di lui non mi fido, non sono scema, non mi metterei MAI nella condizione di farmi compromettere?”.

Non so….che poi queste sono inezie, piccolaggini, pedanterie inutili.

Quello che a mio parere non permette al libro di decollare come avrebbe meritato sono proprio i personaggi principali.

Esempio: La sofferenza di Emma nel rendersi pienamente conto di cosa significa essere una bastarda, viene solo accennata ma non approfondita, si avverte ma non viene sviscerata, resta sospesa come in un limbo e ci viene raccontata da Percy, quindi soffocata dalle immancabili seghe mentali. Se si fosse dato più spazio all’interiorità di questa ragazza, che sulla carta è un personaggio della madonna, il libro avrebbe acquistato forza e anche la storia d’AMMMOOOOOREEEE ne avrebbe guadagnato in profondità.
Purtroppo invece a volte Emma risulta solo capricciosa e musona, e anche un po’ palla al cazzo per come pressa, pressa, pressa.

Ma va peggio a Percy, il quale purtroppo alla fin della fiera sembra solo un riccone che non saprebbe scegliersi da solo nemmeno il fazzoletto da collo, che passa il suo tempo in una scatola di piombo (nella quale si è ficcato da solo) e che non riesce ad imporsi con Emma su nulla, dimostrandosi fino all’ultima riga del libro, un gioppino fatto e finito.

E a me, sono risuonate nelle orecchie queste perle di saggezza:

“Servi della gleba in una stanza, anestetizzati da una stronza, come dei simbolici Big Jim, Schiacci il tasto ed esce lo sfaccimm . . .

. . . Servi della gleba planetaria, schiavi della ghiandola mammaria, come dei simbolici Big Jimme, Schiacci il tasto ed esce lo sfaccimme”.

E non è una questione di Maschialphismo (questo l’ho coniato or ora e già mi piace) ma proprio di costruzione del personaggio. Per colpa del movimento #meetoo purtroppo il maschio alpha non è più di moda e pare brutto usarlo, ma tra il maschio alpha e il maschio noioso ci sono altre decine di sottospecie che si potevano utilizzare… basti pensare al Fitz di “Una paziente conquista” della Thomas….che non è certo un maschio Alpha, che ha i suoi problemini anche lui, ma che resta un personaggio maschile sfaccettato ed interessante.

Ecco, Percy è monodimensionale. Purtroppo.

Ah….stavo dimenticando il momento “Settimana Enigmistica” e sappiate che Il Quesito della Susy ci fa un baffo.

Percy passa 490 pagine a ripeterci che non vuole figli. Ve lo scrivo a parole che fa più effetto QUATTROCENTONOVANTA/00.  A pagina 491, nell’epilogone, scopriamo che ne ha avuti 2 in nemmeno 5 anni. Ora, calcolando che per i primi mesi non hanno copulato, che poi lui ha speso del tempo sborrando fuori, che i bambini sono nati a termine, che la prima ha 4 anni e che ci vogliono 9 mesi perchè dal concepimento si arrivi allo scofanamento…..quanto tempo ci ha messo Emma per manipolarlo e farsi mettere incinta?

Ecco, bravi… 2 giorni a dir tanto.

Ed io uno di trent’anni che si fa rigirare sul dito da una diciottenne non lo vorrei nemmeno tatuato, figurarsi se potrei usarlo per alimentare le mie fantasie perverse.

E allora? Come lo valutiamo questo libro?
Con un sei e mezzo.
Si salva principalmente perchè la storia è ben costruita, perchè è scritto bene e si vede dal lessico scelto che è stato speso del tempo per fare le cose con cognizione di causa. Tuttavia non è un libro che consiglierei, resto dell’idea che al momento il libro storico migliore della Quasi sia Dita come farfalle. Ci sono delle parti molto riuscite, come quella iniziale nella quale Percy si accorge che Emma è diventata una donna e non è più una bimba, tutte le volte che compare la zia il mio cuore ha esultato, il capitolo relativo al matrimonio è ben orchestrato e i figli di Caroline e James sono tutti molto simpatici. Ma manca un bilanciamento adeguato nell’approfondimento psicologico dei personaggi principali.

Non è un coito interrotto, non è Lammerda che piace….mi sa che dovrò inventarmi una categoria tutta sua.

Facciamo “Schiavi della Vulva ma soffrendo” e non ci pensiamo più.

In poche parole

Quando vorresti accaparrare più pubblico amando ciò che la gente ama e piacendo alla gente che piace ma fallisci miseramente ogni cazzo di volta.

Poschina

Gli Sfrontati di Havisham – Lorraine Heath

Io lo so che voi siete persone normali che al massimo disprezzano un libro per 5 minuti e poi lo dimenticano con la facilità con la quale io dimentico i titoli delle canzoni reggaeton, ma io sono strana, per me un libro è un mondo, i personaggi sono reali e se mi affeziono sono cazzi perchè poi mi devi mantenere le promesse e, purtroppo, non sempre questo accade…
…..e quando non accade mi trasformo in Cheng-Li “La furia pelosa”.

Ma andiamo con ordine. La serie è composta da 3 libri e se avete intenzione di leggerli, sappiate che si tratta di una discesa negli inferi dell’irrazionale, ma non quello bello che diverte e fa sospirare, quello che fa incazzare.
Lascio a voi la scelta.

SPOILER – SPOILER – SPOILER
NEL SENSO CHE CI SONO TUTTI I COLPI DI SCENA
TUTTI
PROPRIO TUTTI

 

Lady V. è il primo libro della serie. Ho scelto la cover spagnola del libro perchè è molto più calzante di quella italiana e ci svela il perno che da il via all’intera avventura.

La Trama: Londra, 1878 – Rimasti orfani in seguito a un incidente ferroviario, il Duca di Ashebury, il Duca di Greyling e il gemello Edward sono stati condotti nell’inquietante maniero di Havisham per essere affidati al tutore designato dai loro genitori: il Marchese di Marsden. L’uomo, però, ha perduto la ragione dopo la morte dell’amata moglie, e non ha mai badato a loro. Così Ashe, divenuto adulto, teme e rifiuta l’amore, conoscendone gli effetti devastanti, e preferisce relegare i suoi rapporti con le donne ai diversi club esclusivi che frequenta. E proprio in uno di questi una sera incontra la misteriosa Lady V, che non solo è intrigante e sensuale, ma anche brillante, sagace e… vergine. Inizialmente Ashe non ha idea di chi lei sia, però è abbastanza intelligente da riconoscerla quando la incontra in società senza la maschera: si tratta della straordinaria Minerva Dodger, per cui è impossibile non perdere la testa.

Minerva Dodger è figlia di Jack Dodger e sorella del Duca di Lovingdon, amica d’infanzia della di lui consorte Grace ed è nota per essere schietta, intelligente, sagace e chi più ne ha più ne metta, ma non certo per essere la figa del paese.
Siccome è convinta che nessuno la vorrà mai in sposa, decide di mascherarsi ed andare a farsi sverginare in un club nel quale donne mascherate copulano con uomini non mascherati e pensa in questo modo di soddisfare la brama sessuale che la attanaglia.
Entra nel famigerato club e dopo un nanosecondo, quel gran figo del Duca di Asherbury la punta come il mio cane punta le marmotte e la avvicina per sedurla. Seguono una serie di inturgidimenti vergali e di inumidimenti vaginali che non portano a nulla perchè lui non se la scopa…… ha invece un’insana passione per la fotografia e vuole fotografarle le gambe.

Sia chiaro.
Potete, anzi…..dovete, ridere.

Non so come l’avrei presa, probabilmente bene ma non benissimo. Ma il punto non è nemmeno quanto sia creepy uno che vuole fotografarti le gambe per poi segarsi comodamente a casa, ma che alla prima occasione in cui la vede senza maschera la riconosca come “la tizia particolarmente brillante che non avrei mai cagato se non le avessi visto le gambe” e quindi comincia a parlarle e scopre che sì, non sarà bella….ma è tanto, tanto, tanto intelligente e se la vorrebbe fare. Certo… cummmenooooooooo!!!!!!

Finirà, come tutti i libri della Heath, con un tripudio di “SoleCuoreAmore” che io avevo ritenuto stucchevole solo perchè non avevo ancora letto gli altri libri della serie. Come sempre, il peggio deve ancora arrivare.

A posteriori, il migliore dei tre.

Il secondo libro è quello che potrebbe lasciarvi perplesse….ovviamente questo solo prima che vi imbarchiate nel terzo, perchè poi non vi perplimerà più nulla.

La Trama: Londra, 1878 – Lady Julia Kenney si trova in una situazione complicata. Sposata con Albert, Conte di Greyling, non riesce a nascondere l’attrazione che la lega al suo gemello, Edward. Inaspettatamente, durante un safari, Albert rimane vittima di un incidente, ma prima di morire chiede al fratello, una volta tornato a Londra, di vestire i suoi panni, così da non turbare Julia, che porta in grembo un bambino. In effetti, la donna nota un cambiamento nel marito, che la porta a provare per lui un sentimento più profondo. I nodi, però, prima o poi vengono al pettine e Edward deve decidersi a confessare la verità, consapevole che questo potrà costargli non solo la donna che ama, ma anche la reputazione, dato che la legge inglese vieta i matrimoni tra cognati. In questo caso, varrà la pena rischiare?

Che dire?
Le prime 80/90 pagine sono di una noia quasi mortale.
Albert ed Edward sono gemelli omozigoti, quindi identici. Albert è sposato con Julia che nel primo libro è descritta simpatica come una scopa in culo.
Dietro questo atteggiamento fastidioso si cela l’attrazione per il fratello del marito, Edward….colpevole di averle rubato un bacio tra le rose e di averle fatto arricciare le dita dei piedi dalla voglia di farsi sbattere, cosa mai successa con il legittimo consorte.

Durante un viaggio in Africa Albert schiatta e chiede ad Edward di fingersi lui per non traumatizzare la moglie incinta del primogenito (lei è poliabortiva quindi la preoccupazione ci può stare). L’idea folle viene messa in pratica e Julia si trova ad avere a che fare con Edward che si spaccia per Albert generando una serie di incomprensioni e imbarazzi e mettendo il luce la natura goduriosa e porca della nostra ex scopa in culo Julia.

E qui, vi racconto un aneddoto.
Ho lavorato per anni con due gemelli omozigoti…..che tra l’altro hanno anche lo stesso stile nel vestire e quindi, di primo acchito, sono indistinguibili; passati i primi due giorni li distinguevo immediatamente e nemmeno ci sono mai andata a letto.
Figurati se una non capisce al volo che quello che le sta di fianco non è suo marito.

Ma per dio!!!!
Ma per chi mi hai preso?
Non si può sentire.

Ed infatti quando Edward viene scoperto….[stanno copulando e lei sussurra all’orecchio che crede sordo “Voglio sentire il tuo cazzo duro dentro di me” (hai capito la scopa in culo che zoccola è in realtà?) e lui risponde a tono facendole capire inequivocabilmente che non è suo marito] viene fuori che sì, beh….in fondo lei sentiva che c’era qualcosa di diverso….tutta questa attrazione….tutto questo Pathos…..

E giù di confessioni…
“Io ti ho amata dal nostro primo bacio”
“Non parlarmene, guarda….ci penso ancora adesso”
“Bevevo e scopavo in giro per non pensarti” (questa è la scusa peggiore di sempre)
“Io ti ho cacciato di casa perchè in realtà volevo scoparti”

e via dicendo.
Però bisogna dire che funziona.
Appena il segreto viene svelato il libro prende un buon ritmo, incredibile ma vero. Tutto fila liscio, ci si diverte, si scopa, si scopa, si scopa.
L’ho già detto?

Poi c’è tutta la noiosissima parte sul dichiarare o meno il misfatto in società, un matrimonio in Svizzera e un quintale di miele e stucchevolezze varie.

Se decidete di leggerlo, sappiate che una roba del genere non sta nè in cielo nè in terra.
Amen.

Prima il dovere e poi il piacere.
Ecco a voi Cheng-Li “La Furia Pelosa”

La Trama: Inghilterra, 1882 – Portia Gadstone non può più sopportare la cattiveria del padre e decide di seguire Beaumont, il nobile di cui si è invaghita, fino a Londra. Quando scopre che l’uomo la sta solo ingannando sceglie di fuggire anche da lui, custodendo un segreto molto importante. La situazione per lei non è facile, finché non legge per caso un’inserzione che può aiutarla: il Marchese di Marsden, un anziano vedovo, cerca una donna per avere un erede dato che il suo unico figlio, il Visconte Locksley, non intende sposarsi. Portia accetta e non può certo immaginare che l’uomo con cui sarà costretta a convolare a nozze non sarà il marchese, ma l’affascinante Locksley. I due sembrano pensarla allo stesso modo: tra loro c’è solo un contratto, niente di più, tuttavia l’attrazione che li lega si fa sempre più intensa. Ma il passato di Portia viene a galla e rischia di mettere a repentaglio la loro unione a meno che Locksley non decida di…

Partiamo dal fondo.
Io ho amato appassionatamente Locksley dalla prima volta che è comparso nel libri, bambino selvaggio abituato alla solitudine. Ho amato la sua vita triste nel maniero ad inculandia, con un padre che è una versione vecchia e con meno spessore del mai dimenticato Heathcliff, con le sue idiosincrasie e la sua volontà di NON innamorarsi MAI.

Quindi ho atteso il suo libro come attendo i panini cinesi al vapore seduta al tavolo, con l’acquolina in bocca e la fotta di mangiarne una cinquantina. Per questo non perdonerò MAI a quella sciacquetta di Lorraine di aver preso questo interessantissimo personaggio e di averlo reso un coglione nel giro di poche pagine.

Sigla !!!!

Trent’anni fa, l’adorata moglie del Marchese di Marsden è spirata dando alla luce suo figlio, il piccolo ma già meraviglioso Killian. Da quel momento il Marchese è sbroccato, ha fermato tutti gli orologi del maniero, interrotto la sua vita e vagato alla ricerca dello spirito della moglie che dice di vedere e sentire durante la notte. Sì, Lorraine ha preso Cime Tempestose e lo ha saccheggiato. Posso tollerarlo.

Oggi il vecchio un po’ folle ha deciso di sposarsi e ha preso accordi con la Signorina Portia che arriverà nel pomeriggio. Il figlio si incazza, pensa che ormai il vecchio sia sbroccato completamente e decide di rendere alla futura matrigna la vita molto difficile.

Peccato che quando idda arriva, si apprenda che è, come da copione, una figa spaziale e lui invece di farla fuggire a gambe levate, le gambe vorrebbe fargliele aprire proprio lì, sulla porta di casa. E già questa attrazione morbosa e apparentemente ingiustificata mi sta sul culo come poche cose, ma posso tollerare anche questo, io non temo nulla.

Poi finisce che invece del vecchiaccio, la tizia si accaparra il figlio, quel gran manzo sempre e costantemente eccitato di Killian, che inspiegabilmente si rivela essere nei suoi confronti protettivo e dolce, che è comprensivo e tenero con il padre, che si incolpa per la morte della madre e che ha anche il cazzo grosso.
Il Cazzo Grosso.

E qui comincia il bello.
In questo libro si scopa alla grande, sempre e con risultati più che soddisfacenti. Si sopporta anche l’attitudine di Portia a tendere al Santamariagorettismo….nonostante continui a definirsi “una brutta persona”, in realtà è dolce, accomodante, ferma, simpatica, paziente con il vecchio e disponibilissima a farsi ripassare più volte da Killian durante le fredde notti inglesi.

E cosa cazzo volete che succeda? Si innamora del marito e, chiaramente, lui di lei. Ed è tutto bello, tutto fila liscio, tutto funziona al punto che persino io, nonostante fossi preda di un ciclo mestruale che mi ha resa particolarmente triste e cinica, mi sono sciolta come neve al sole….mi sono lasciata trasportare, mi sono crogiolata nei loro orgasmi….sì, insomma….hanno ammorbidito il mio cuore di pietra. Cioè vorrei farvi capire che io mi ero affezionata…e sottolineo AFFEZIONATA. Una roba che mica mi capita sempre….mica sono una pucci pucci che si sbrodola ogni volta che vede una coppia che si ama; anzi…solitamente le detesto. Ma loro no. Loro mi piacevano, lei mi piaceva…persino il vecchio marchese, con il suo amore sconfinato e puccioso per la moglie defunta mi piaceva…e Killian…beh…..lo amavo.

… poi, la strage….

La prima botta avviene quando, nonostante siano sposati solo da un paio di settimane, lei si scopre gravida. E già qui mi è partita la carogna perchè facendo due conti significherebbe che lui l’ha ingravidata al primissimo colpo e a me queste cose fanno letteralmente inacidire il sangue.

Siccome non voglio arrendermi all’idea che la cara Heath abbia piazzato a cazzo una gravidanza (lo fa già nel secondo libro e per giunta senza che sia strettamente necessario alla trama) mi concentro sul fatto che Portia nasconde un bel po’ di segreti e aspetto con ansia che vengano rivelati per poi poter urlare di gioia e vedere come Lorraine riuscirà a ricostruire il rapporto….ma presto mi accorgo di non essere preparata al tipo di segreto che verrà svelato.
Sappiamo dall’inizio che lei era in realtà una mantenuta e non una povera vedova ma ci ha anche raccontato che è stata costretta a fuggire e non dimentichiamo che per giunta ha alle spalle la disperazione di aver visto morire il figlio piccolo. Quindi proviamo per lei affetto e comprensione massima. 

Per ora.

I due giovini sposi decidono di andare a Londra per presentarla in società e 5 minuti dopo l’arrivo ad un ballo un amico di Killian gli dice più o meno “Ah, ciao….ho saputo che sei sposato con quella vacca della mia ex amante, le ho insegnato tutto io perchè era una vergine del cazzo quando l’ho incontrata. Tra l’altro, congratulazioni per il pargolo in arrivo, mi fa molto piacere che MIO figlio un domani possa ereditare il tuo titolo”.

Bello vero?
Ora, non mi aspettavo certo che la menasse fino a farla morire male, ma che almeno facesse qualcosa di più che agire come un cane bastonato chiedendole “Perchè?…..Perchè?” e senza nemmeno darle della Gran Puttana.

Locksley decide di riportarla nella landa desolata per fingere che il figlio sia suo (perchè va bene tutto ma passare per un pirla cornuto NO) ma lei fugge e si rifugia dall’amica confidente dove confessa il suo amore spassionato per Killian….ma ovviamente la creatura che porta in grembo viene prima di tutto quindi va bene metterlo nel culo a chiunque incontri sulla sua strada perchè l’importante è che qualcuno la protegga.

MAVAFFANCULO!!!!!!

Ora…non che sia d’accordo nell’usare espedienti comodissimi per uscire da una situazione difficile, ma in questo caso, una febbre improvvisa, una caduta da cavallo, un tentato rapimento con conseguente perdita del bambino, sarebbe stato gradito.

Invece no.
Lorraine ci vuole far credere che Killian sia così fottutamente innamorato da passare sopra al fatto che lei abbia cercato di appioppargli un figlio non suo, che se sarà maschio erediterà il titolo e che la cosa non creerà una crepa destinata ad ingrandirsi e a far crollare il loro rapporto. Ma cazzo….ma è impossibile. Ma poi la menzogna del figlio morto….ma cristo non hai un minimo di decenza? Portia sei una bestia sotto tutti i punti di vista.

Anche sorvolando su tutto il discorso nobiliare (NESSUNO si prenderebbe come erede il figlio di un altro quando ne può generare uno da solo), nemmeno un popolano si accollerebbe il figlio dell’ex amante della propria donna che lo ha ingannato sin dall’inizio facendogli credere che fosse il frutto dei suoi lombi. NESSUNO.

Il mio compagno, una volta spiegatagli la situazione, ha sentenziato “Io ti avrei ammazzata”.

Altro che “SOLECUOREAMORE”.

Poi certo….lei partorisce una cazzo di femmina perchè ha anche culo…..e lui diobono è sempre più stucchevolmente innamorato di questa stronza. Ma come cazzo fai!!!! Come cazzo fai!!!! Se non l’avessi scoperta ti avrebbe mentito a VITA!

AH….. non dimentichiamoci che il vecchio (che non è per niente pazzo e che grazie a lei ricomincia a vivere…..Mavaffanculo2lavendetta) aveva già intuito tutto perchè è moooooolto più sveglio del figlio e non gliene frega un cazzo…. ma sì…..cosa ce ne frega…tanto c’è l’AMMMMOOOOOOREEEEE!!!!!!

Questa stronza ha cercato di far passare suo figlio per tuo figlio….vabbè….che vuoi che sia!!! Ma sì dai….fatevi una bella scopata che passa tutto. Ti ha raccontato la palla del figlio morto solo per commuoverti, anche se non ce n’era alcun bisogno …. ma fa niente….

Ma dove?
E soprattutto, cara Lorraine…. tu pensi davvero che io mi faccia prendere per il culo così, senza che questa mancanza di rispetto per la mia intelligenza abbia conseguenze future? Tu pensi davvero che acquisterò i tuoi nuovi libri?
Ovvio che sì, perchè a me, farmi male, piace.

Voi non avete idea di come ci sia rimasta male. Locksley che era un signor personaggio con potenzialità enormi, ridotto ad un morto di figa che pur di avere di fianco Portia è disposto a passare sopra a tutto. Che potrebbe anche starci ma non così, non nel giro di due giorni. Non è credibile e mi sta proprio sul culo. Fai almeno passare qualche mese, fallo ragionare, fai morire lei…non lo so….fai qualcosa di sensato.

Nono. l’ho odiato proprio questo finale.
Fa davvero schifo.
E mi sento tradita….perchè sono un tipo indulgente…ho letto di tutto e ho anche cercato di non fare quella che pretendeva la veridicità storica a tutti i costi, ma qui è stato passato il limite.
Ed io non ci sto.
Non ci voglio stare.

Lorraine, sei indifendibile.
Avresti potuto gestirla in mille modi ed hai scelto quello peggiore probabilmente convinta che le tue lettrici si sarebbero commosse di come Locksley si sia trasformato da uomo che non voleva amare a uomo che fa di  tutto per non perdere la persona amata.
E invece hai toppato, hai toppato alla grande.
Più che un uomo encomiabile a me è sembrato un gran coglione.
Ed io non voglio certo leggere le gesta dell’ennesimo pirla perchè mi bastano quelli che sono costretta a frequentare nella vita reale.

Per quanto mi riguarda è il peggior libro che abbia mai letto.
Come direbbe la Maionchi: “Per me è no!”

In poche parole

Da sventrapassere senza cuore a morto di figa azzerbinato.
E no Lorraine, così non va.

Poschina

p.s. A posteriori mi sento di consigliarvi solo il primo, che non è un capolavoro strappamutande ma si lascia leggere e si fa apprezzare…il secondo è già piuttosto inverosimile per i miei gusti ma passate le prime 80/90 pagine fila via liscio. Il terzo lo possiamo bruciare tutti insieme durante un sabba, così almeno forse mi passa l’incazzatura cosmica.

Duca dei miei Piaceri – Elizabeth Hoyt

Siamo giunti all’undicesimo libro della serie Maiden Lane della nostra fantasiosissima cugina Lizzie; una serie altalenante che spesso mi ha lasciata con l’amaro in bocca salvo poi ricattarsi con il libro successivo.
Avevo aspettative altissime per questo romanzo perchè l’attenzione è concentrata su Alf, l’informatore di St. Giles che in realtà è una ragazza sotto mentite spoglie, e sul Duca di Kyle, figlio bastardo del Re, integerrimo e apparentemente glaciale.
A fine lettura posso solo affermare che Lizzie ha vinto tutto.
Ora vi spiego anche perchè.

La Trama: Londra, 1742. Abbandonata in tenera età dalla madre, Alf è stata costretta a fingersi un ragazzo per poter sopravvivere nel quartiere più depravato della città e ha iniziato la carriera di informatrice al servizio dei nobili. Quando calano le tenebre, però, protegge gli indifesi da ladri e malfattori, vestendo i panni del Fantasma di St Giles! Accade così che una notte intervenga in aiuto del duca di Kyle, salvandolo dai criminali che l’hanno aggredito, ma il duca si accorge che sotto i panni del Fantasma si cela una donna dal fascino irresistibile…

Ed ora la parola alla giurata – superspoiler

C’è Romance e Romance.
C’è il Romance storico puro, il Regency, quello arguto, quello per bacchettone, quello per porcone, quello per sognatrici e poi c’è “Duca dei miei peccati” che rientra nella categoria da me adorata del “FantasyEroticRomance” ossia un mix atroce di erotismo spiccio, romanticherie sparse e soprattutto voli pindarici di pura ed estrema fantasia. In questo caso c’è anche una buona dose di avventura che risolleva un po’ dal piattume generale.

Ma vorrei partire spiegandovi perchè cugina Lizzie ha vinto tutto. E lo annuncio in grande stile……

BBBBBBBBBBOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOMMMMMBBBBBBBAAAAAAAA!!!

E come voi sapete, BOMBA non lo urlo spesso e quando lo faccio è perchè abbiamo raggiunto davvero dei picchi inimmaginabili di fantasia spinta, in questo caso è talmente estremo il livello Fantasy da essere quasi fastidioso. Quasi.

Un Pompino.
No, non il classico pompino con ingoio in camera da letto come nel 99% degli ultimi romance letti, ma un pompino in piedi, nell’angolo buio di un giardino, mentre si fugge da due nobili assassini. Sì, avete capito bene. Alf e Kyle stanno fuggendo dai Signori del Caos, sono intrappolati in giardino e a lei viene in mente che l’unico modo per non farsi scoprire non è fingersi una coppia appartata baciandosi appassionatamente, oppure fingere di copulare in un angolo ma spompinare.
SI’.
A lei viene in mente di fargli un Signor Pompino.
E vi faccio notare che:
1 – è in assoluto il primo pompino della sua vita
2 – lui, molto galantemente, le viene in bocca
3 – lei NON ingoia ma sputa tutto nel fazzoletto che lui, Signore fino in fondo, le porge a zebedei svuotati.

E qui, care le mie donne, non possiamo fare altro che arrenderci e cominciare a scavare, non solo perchè siamo ormai sprofondati nell’abisso dell’assurdo fino a toccare il fondo melmoso, ma soprattutto perchè il pompino in tutte le sue fantasiose forme è ormai diventato la scappatoia delle scappatoie quando non si sa più cosa dire.

Ma.
Tutta questa mediocrità stilistica, tutto questo inutile accanimento con combattimenti rocamboleschi, ferimenti, fughe e pompini salvavita rendono il tutto talmente assurdo, talmente oltre, talmente fastidiosamente esagerato da divenire a tutti gli effetti un piccolo capolavoro del genere “FantasyEroticRomance” che spodesta dal trono la masturbazione di Lady Pippa nello studio di Cross, fino a ieri massima espressione del genere.

Il libro, nella prima metà non è per niente male.
Alf mi piace molto e la sua sad story nasconde misteri che pare vengano svelati nel prossimo libro (già in mio possesso, comprato compulsivamente stamattina, in inglese “Duke of Desire”), è un bel personaggio, abbastanza sfaccettato nonostante alla fine sembri quasi un essere mitologico visto che riesce sempre a fare tutto benissimo.
Kyle è interessante, attratto da Alf e dallo spettro di St. Giles, che scopre essere una donna; traumatizzato dall’esperienza matrimoniale (la moglie viene descritta come una specie di troione assetato di sesso con la quale a parte i piaceri coniugali non condivideva altro) fatica a lasciarsi andare, deve recuperare il rapporto con i figli, uno dei quali manco è suo, e da quanto è buono, bravo e giusto poco ci manca che aspiri alla santità. Ma nonostante i personaggi non siano il non plus ultra, le cose sembrano funzionare e gli scambi di opinione tra i due sono divertenti.

I problemi giungono dopo la metà del libro, quando il tutto un po’ si appiattisce e per quanto mi riguarda ci si riduce ad un “mi ami? ma quanto? come? perchè?” e ad una serie di combattimenti che risultano oltre che poco realistici anche piuttosto sbrigativi.

però……
finalmente compare il nuovo Duca di Dyemore, figlio dell’ex capo dei Signori del Caos, è un uomo di cui si sa pochissimo e sul quale ci sono più leggende che fatti; è sfregiato, ombroso, affascinante e sibillino. In pratica mi sono sciolta come neve al sole nelle due scene di numero nelle quali compare. E….alla fine del libro….si intuisce che è più coinvolto di quanto sembri in tutta la storia.

A conti fatti questo libro non è né meglio né peggio di tanti altri della serie, bisogna solo approcciarsi nel modo corretto, ossia essere consci che si sta leggendo qualcosa di assolutamente irrealistico, esagerato, fantasioso. Qualcosa che ha davvero poco a che fare con la veridicità storica e che anzi, spinge su situazioni al limite del credibile. Per quanto mi riguarda il libro funziona solo se vissuto come un puro e semplice intrattenimento. Senza chiedergli nulla di più.

Certo, ci sarebbe tutto il discorso sulla femminilità, sull’essere donna, sullo scoprirsi donna e accettarsi come tale che è presente nel libro ma purtroppo solo sfiorato marginalmente, e il tasto viene battuto anche da Iris, la quale si rifiuta di sposare Kyle perchè vuole un matrimonio passionale e non solo essere una padrona di casa-oggetto; ma è sempre e solo un argomento buttato lì senza essere sviluppato a dovere, e questo è un peccato.

Se avete letto il resto della serie, leggerlo non vi farà certo male, ma se dovessi scegliere che libri consigliarvi della Hoyt, questo non sarebbe di certo tra i primi.

In poche parole

Lei è una donna che si finge uomo che si finge spettro che si finge dama.
Lui è integerrimo, serio e traumatizzato.
Finirà a badilate di zucchero e miele.

Poschina

Il Quadro di Lily – Sarah MacLean

Secondo libro della miniserie Scandal & Scoundrel, mi è piaciuto più del primo che ancora oggi non so bene perchè mi sia piaciuto e che ora rileggerò per cercare di uscire dal circolo vizioso del “mi piace ma non so perchè mi piace” in cui sono finita mio malgrado.
E’ uno di quei libri che mi fanno urlare a squarciagola “OSANNA” e ballare manco partecipassi ad un sabba orgiastico, con la piccola ma sostanziale differenza di trovarsi in piena Piazza Duse completamente imbacuccata, colbacco compreso, sotto una nevicata spettacolare che non potrò godermi appieno perchè come sempre sto correndo in office.
E’ uno di quei libri che mi fanno ringraziare pubblicamente la nostra Sarah, una donna capace di scendere nei sordidi dettagli del sesso senza vergogna alcuna, ci ricordiamo la favolosa scena della masturbazione a un millimetro dalla faccia di Cross, una delle scene più fighe della storia del Fantasy/Romance e che io non finirò mai di apprezzare ogni volta che la leggo un filino di più.

La Trama: Londra, 1834 – A causa del suo passato e delle sue origini scozzesi il Duca di Warnick detesta tutto ciò che è inglese, soprattutto l’aristocrazia. Per questo, nonostante abbia ereditato uno dei più antichi ducati d’Inghilterra, non vuole averci nulla a che fare. A maggior ragione dopo aver appreso che allo sgradito titolo si accompagna anche il ruolo di tutore di una donna troppo indipendente e bella perché lui possa occuparsene. Si reca quindi a Londra con un unico obiettivo: trovarle un marito e farla così diventare il problema di qualcun altro. Sarebbe un piano perfetto, se solo Miss Lillian Hargrove non si trovasse in un grosso guaio e non avesse davvero bisogno del suo aiuto. Costretto a starle accanto per salvarla da un terribile scandalo legato a un quadro, Warnick finirà per scoprire che, dopotutto, in Inghilterra c’è qualcosa che gli piace… anche troppo!

Ed ora la parola alla giurata con ovvi spoiler perchè davvero non riesco a non sviscerare quanto valga la pena di leggere questa sbobba.

Eccoci qui. Non so nemmeno da dove cominciare ma ci provo.
Abbiamo già conosciuto Alec nel libro precedente, amico d’infanzia dell’allora protagonista Marchese di Eversley, grande, grosso, bruno e sozzese, tanto che il libro in lingua originale si intitola “A Scot in the Dark” ossia uno scozzese nel buio, con tutti i doppi o tripli sensi che volete affibbiargli.

Oggi è il protagonista indiscusso di questo libro, lui e il suo cazzo.
No, non è una mia visione porca della situazione, tutto o quasi ruota intorno alle sue dimensioni, non del cazzo, del Duca.
Cmq.
E’ alto, con una stazza da giocatore di rugby di vasta esperienza, moro, con degli splendidi occhi scuri (ma screziati di brandy), rozzo quel tanto da piacere moltissimo alle donne e con una Sad Story da manuale perchè tutti i suoi problemi si possono ricondurre a quella grandissima vacca di sua madre che lo ha sempre fatto sentire inadeguato.

Oltretutto era pure povero in canna perchè è sì Duca ma per puro culo, era infatti il diciassettesimo in linea di successione e quindi all’epoca, quando era un pischello, per mantenersi agli studi faceva pulizie e roba simile e i suoi compagni di college, tutti insopportabilissimi figli di papà di sangue blu, lo denigravano e picchiavano. Poi lui è diventato grande e grosso ed hanno smesso di picchiarlo per ripiegare sull’ignorarlo e contemporaneamente le componenti femminili delle famiglie altolocate se lo sono preso come gigolò (la prima della serie è stata Peg, grande amore di Alec ma soprattutto grandissima stronza); da qui deriva il suo soprannome “La Bestia Scozzese” che si riferisce sia a lui in quanto rozzo e sanguigno che al suo enorme cazzone granitico.

E, prima che iniziate a sospettare che siano tutte mie supposizioni, vi faccio notare che a pagina 131 Sesily, parlando con Lily le chiede: “E’ vero quello che dicono? Ha realmente una stupefacente potenza sessuale?”. Ebbene Sì!

Ma.
Ma non immaginatevi un tizio tutto sicumera e cazzi sbattuti in vagine vogliose perchè lui soffre come un cane la sua stazza e invece di donare il tarello a chiunque lo desideri, si trincera dietro una coltre di ansia da accettazione  e teme di essere apprezzato dal gentil sesso solo per il suo girello di manzo e non per il suo io interiore. In breve ha tutto quello che gli altri uomini vorrebbero ma nonostante ciò è infelice come se fosse un microdotato senza arte nè parte. Morale? Anche i superdotati piangono.

Ah, dimenticavo. Non odia gli inglesi solo perchè quegli stronzi dei compagni di college (inglesi) lo umiliavano in ogni modo ed in ogni dove, e nemmeno perchè le donne inglesi lo utilizzavano come un didlo a temperatura perfetta, ma soprattutto perchè la mamma [lei, la colpevole per eccellenza] era inglese e non faceva altro che dirgli che lui era troppo grosso, troppo rozzo e troppo tutto per essere considerato accettabile dall’alta società.

Ma passiamo a lei, Lillian Hargrove. Bella, bellissima. Rossa con occhi grigi, magra ma con due tette da urlo, pelle chiara, soffice, implume.
E sola.
Solissima.
Orfana in tenera età viene affidata al Duca di Warnick, il quale però dopo poco muore e così, di morte in morte, di eredità in eredità viene dimenticata da tutto e da tutti, troppo povera per far parte della High Society, troppo borghese per far parte della servitù. Sola a dormire nel sottoscala di una delle 2000 magioni dell’odierno duca, fino al giorno in cui viene notata da Derek, squattrinato attore/pittore molto affascinante, il quale la seduce, la ritrae, le promette il matrimonio e poi la pianta davanti a mezza Londra dopo aver annunciato che il suo nudo verrà esposto alla Royal Academy. Sputtanata davanti al Ton e massacrata dalla stampa scandalistica. In pratica di nuovo sola. E pure senza la verginità, in pratica la morte sociale.

Ed è qui che entra in scena il nostro adoratissimo Alec, lui che appena la vede la ama appassionatamente ma che non si ritiene abbastanza, convinto di lordarla con la sua sola presenza; sulla carta, un uomo insostenibile, insicuro, con un arretrato di vuoti materni da riempirci un libro ma in pratica un uomo meravigliosamente Alpha senza essere prevaricatore, dolce, protettivo, brubero e irascibile e con il cazzo grosso, che non guasta mai. Lei ovviamente è immediatamente attratta da quell’enorme quarto di manzo che le piomba in casa, ma è arrabbiata, sola, disperata e non sa bene come potrà sopravvivere allo scandalo se non fuggendo nel continente.

Da qui in poi ci sono scontri di personalità sempre azzeccati, un’attrazione che cresce di pagina in pagina, una forza di volontà pazzesca da parte di Alec nel controllare i suoi travolgenti impulsi sessuali e un costante grido di aiuto da parte di Lily che finisce sempre con l’essere abbandonata da tutti quelli che ama.

Poi vabbè, il solito benedetto corollario di scene di sesso spinto in carrozza, con dita che si infilano in pertugi roventi e che poi vengono succhiate con voluttà. Ma che  ve lo dico a fare…..è la MacLean per fortuna. Una a cui piace parlare di cazzi e vagine, di capezzoli ciliegiosi e via dicendo.

God Bless Her.

Scorrono senza intoppi le 381 pagine, scorrono tra orgasmi, letti distrutti (questa è l’unica esagerazione fastidiosa. Le altre esagerazioni ci stanno alla grande), promesse non mantenute, recriminazioni, solitudini e incapacità di accettarsi. Scorrono e si divorano, diventano persino simpatiche le sorelle Talbot, Sesily è un personaggio bellissimo che spero vivamente venga sviluppato in futuro, le altre possiamo anche dimenticarle senza alcun senso di colpa.

E’ con grande gioia che accolgo il cameo di Georgina e West, che sono sempre favolosi e pucciosi.

Ora non voglio svelarvi tutti gli intrecci che la fantasiosissima Sarah ci propone ma vi dico che ci sono anche due cani adorabili, un abito orrendo, una paio di fughe nella notte, attrazione sessuale repressa che gronda come miele dalle pagine, sborrate megagalattiche in vagina senza alcuna GI a seguire, e un finale pucciosissimo che ho accettato senza recriminazioni perchè mi sono goduta come un riccio le 375 pagine precedenti.

Ma ora un dubbio cosmico.
Com’è che queste pulzelle inesperte alla fin della fiera fanno sempre un primo pompino che rimarrà ricordato dai partner come “Il Pompino della Vita?”. Come fanno? Nascono con una naturale propensione allo spompinaggio? Parliamone. Apriamo una seria discussione sul tema.

Ammettiamo pure che la cara Sarah abbia avuto gioco facile con la sottoscritta perchè a me l’uomo modello rugbista che ti prende, ti ciuccia [lui la lecca come nessun altro] e ti rivolta come piace a lui con le sue manone, le sue coscione tornite e il suo culo di marmo eccita a prescindere, se poi gli affibbi anche una sad story, la sensibilità, il tatto e il pene gloriosamente massello, allora mi avrai tua schiava tutta la vita. Ma onestamente è un libro che merita a prescindere, ne facessero a decinaia di libri di questo genere, non patetici, non stupidi, mai noiosi…..

Sì, insomma. Leggetelo. Leggetelo subito e mettetevi in coda, perchè Alec lo voglio testare per prima.

In poche parole

“In altre parole, le vene, i piedi, le mani, tutti gli organi dovrebbero essere ingranditi…..
….Allora avrebbe un enorme Schwanzstück! ”

Poschina

Perchè sei Mia – Lisa Kleypas

Ci sono diverse categorie di donne che detesto con anima e corpo. Di queste, le Gatte Morte sono le peggiori. Quelle che mi fanno rimescolare le interiora e bestemmiare in lingue che nemmeno sapevo di conoscere. E qui, in questo insulsissimo libro, c’è la Regina delle Gatte Morte.

Ma andiamo con ordine.

Ho scelto la vecchia cover perchè è triste e squallida e rappresenta appieno il contenuto del libro.

La Trama: Non può davvero sposarlo. Alla sola vista dell’anziano lord Clifton la giovane Madeline rabbrividisce di ribrezzo! E pur di non sottostare alla decisione dei suoi genitori, Madeline è disposta a tutto. Fugge così a Londra, con l’intento di diventare l’amante dell’attore e seduttore più famoso del momento: Logan Scott, il proprietario del Capital Theatre. Indurito dai tradimenti subiti, Logan non ha però alcuna intenzione di farsi coinvolgere in una relazione e la respinge. Ma Maddie è innocente, solare, bella, appassionata ed è impossibile resisterle…

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerissimi e buon 2018 a tutti

E pensare che all’inizio mi piaceva. Ok, eravamo in peno fantasy ma tutto sommato gradevole. Lei costretta dai genitori al fidanzamento con un vecchio, grasso, puzzolente e anche vagamente porco. Lui bellissimo, con una Sad Story da manuale, ombroso, indurito dalla vita (in tutti i sensi perchè è uno scopatore seriale di passerotte), cinico e scontroso, virtuosissimo attore di teatro che secondo il mio umilissimo e modesto parere ricorda molto il mai dimenticato Laurence Olivier.

In breve lei decide di rovinarsi per fare in modo che il promesso sposo la ripudi e, siccome non è certo scema, sceglie come sventrapassera Logan Scott, bellissimo e sexyssimo attore di teatro. Premetto che lei si crede scialba ed insignificante ma non lo è affatto perchè tutti le sbavano dietro. Inspiegabilmente finisce per essere assunta come aiuto segretaria in teatro ma in realtà, essendo un incrocio tra Leonardo da Vinci e Pico della Mirandola, fa un po’ di tutto, dalla sarta alla sguattera, alla contabile, alla suggeritrice. Non si sa bene quando abbia imparato a lavorare 152 ore al giorno considerato che nella vita non ha mai fatto un cazzo, ma lei riesce ad inserirsi senza difficoltà nel dissoluto ambiente teatrale, a farsi amare da tutti e a far venire il durello a Logan ogni cazzo di volta che la vede, ma siccome lui ha giurato di non affezionarsi MAI a nessuno, la evita come la peste e la insulta continuamente.

E fin qui la sbobba funziona.

Però….. però lei comincia a far uscire la sua vera natura: Il Gattamortismo.
Infatti sembra remissiva, sembra docile, sembra timida ed innocente, sembra una formichina efficiente che non smette mai di lavorare ed adora compiacere….ma…
……
…. in realtà è un troione che usa la tattica della finta debolezza per poi attaccarsi come una cozza morta alla sua preda e nutrirsi delle sue debolezze e dei suoi incubi come un fungo saprofita. Usa quel cazzo di sorriso pseudoinnocente che, inspiegabilmente, frega il 99% delle persone e si intrufola nelle vite altrui per rubare segreti e confessioni, da utilizzare per i suoi sordidi scopi….in questo specifico caso farsi sverginare dal figo di turno.

E se notate una certa acredine nella mia descrizione di Madeline, ci avete visto giusto perchè incappo costantemente in donnacce che sono tutte sorrisi, buoni sentimenti falsi e pochissima sostanza, che con il loro atteggiamento Gattamortaio mettono in cattiva luce la mia anima fatta di cinismo e concretezza, facendomi sembrare a tutti gli effetti la Grimilde che in fondo sono.

Il peggio del peggio del peggio arriva quando un’epidemia di scarlattina o roba simile, mette a letto metà della compagnia teatrale e Logan si ammala.
Ora.
Una persona normale o quantomeno una persona con un minimo di decenza si sarebbe limitata a caricarlo in carrozza e a lasciarlo nelle amorevoli mani di governante e valletto, ma Maddie no, il vaccone cosmico si intrufola in casa di Logan fingendosi la sua amante e resta al capezzale dello gnoccolone approfittando della situazione per smarmellarselo tutto nudo ogni 10/15 minuti. Che poi parliamone, non si fa. Ma con che coraggio ti piazzi in casa di uno che non ti vuole e che è gelosissimo della sua privacy e gli stai addosso? Ma non ti vergogni? E soprattutto figlia mia sei malata forte, vai a farti curare.

Purtroppo quando lui si riprende dalla malattia invece di defenestrarla se la scopa con tutti i sacri crismi [cazzo grosso ed orgasmi multipli] finendo con l’innamorarsi della “povera ed innocente” ragazzina che in realtà gli ha succhiato l’anima e chissà cos’altro.

E peggio del peggio del peggio, c’è l’arrivo del padre di lei che la smaschera all’urlo di “razza di coglione, non ti sei accorto che quella puttanella di mia figlia ti ha fregato e si è fatta sverginare solo per non sposare il vecchio pirla puzzolente che volevamo affibbiarle?”. Seguono Logan che fa quello a cui non frega un cazzo ma in realtà soffre come un cane e lei che torna a vestire i panni della piagnina che si dispiace della situazione perchè in realtà Lo Ama da Sempre, dove il “Sempre” è il momento in cui l’ha visto su una locandina.

Un po’ come se io amassi da sempre Jason Momoa perchè ho una sua foto come sfondo desktop e mi vorrei far sbattere dal manzo per ore. Direi che chiamarlo amore suona un po’ eccessivo.

La faccio breve e prendo due Maalox per agevolare.

Test di intelligenza:
Lei era vergine, lui un esperto in relazioni sessuali, hanno scopato due volte rigorosamente senza goldone e senza salto della quaglia. Quale può essere il risultato?

Brave!!!!! Applauso e bacio accademico: Lei è Vacca Gravida. Allora lui la sposa e la tiene segregata in casa perchè è incinta del figlio della colpa.

E adesso vi cuccate il pappone che ho sul gozzo da ANNI e che non riesco più a tenere a freno.
Magri fossimo nel 1800 e le gravidanze si nascondessero. Magari non fossi costretta a vedere quotidianamente foto prese da ogni angolazione di pance (rigorosamente nude) più o meno sporgenti con sfondi più o meno imbarazzanti, pance disegnate, scritte, stampate, al caldo e al freddo, la mattina e la sera, seguite da ecografie: “Fagiolino” – “Farfallina” – “Ranocchio” – “3 mesi insieme” e a seguire 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – Seguite da “Non ce la faccio più” – “Non vuole uscire”.
Poi per fortuna esce.
Il tutto corredato da ecografie, screenshot delle varie App che ci informano sulla settimana esatta di gestazione, con tanto di disegnino di come cresce il feto e con aggiunta di hashtag imbarazzanti. Ogni giorno, più volte al giorno, per 40 settimane, moltiplicato per le donne incinta che conosco.

Roba che persino io sono arrivata a rimpiangere un sano senso del pudore. Lo so, sono una stronza.

Ma torniamo alla GI della nostra Maddie, che si contraddistingue per essere la donna gravida più insopportabile del pianeta….non mangia per la nausea e si fa imboccare come avesse 6 mesi, frigna ogni due minuti e si tappetizza sotto le scarpe di Logan che di giorno la maltratta e di notte la scopa come se non ci fosse un domani. E, inutile dirlo, in quei momenti la nausea se la fa passare la vacca.

Come finisce? Con un parto naturale alla 40esima settimana, una bellissima bambina, tanto Ammmmmooooooreeeeeee e tanta pucciosità gratuita.
Avevo sperato in una pestilenza risolutiva ed invece tutto è finito nel migliore dei modi.

Peccato.

Vi ho risparmiato l’incrocio inquietante di parentele che si cela dietro ai protagonisti perchè è poco interessante, fastidioso e per quanto mi riguarda non serve praticamente a nulla. Questo libro è il Re dei Coiti Interrotti. E’ inutile e triste come la birra senz’alcool*.
E pensare che le prime 40/50 pagine promettevano così bene….. ma perchè? perchè? perchè? Non si può leggere certa roba, ma davvero. Fa male. Fa malissimo al cuore, alla testa e al portafoglio.

Poi ovviamente io ho anche il primo libro di questa, per fortuna brevissima, serie di Zia Lisa ed è già nella mia borsa pronto per domani mattina; lo sappiamo tutti che in fondo sono una fottutissima masochista e soffrire mi piace da morire.

In poche parole

Ad un certo punto sono arrivata a sperare che una pestilenza li ammazzasse tutti tra atroci dolori.

Poschina

*Citazione coltissima da “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”.

Duca dei Miei Peccati – Elizabeth Hoyt

Rieccoci qui mentre stringiamo tra le mani l’ennesimo libro della Hoyt che ci narra le vicissitudini dei parenti dei cugini dei parenti dei protagonisti della Saga dello Spettro di St. Giles.
Qui infatti ci occupiamo del rapporto malatissimo tra la sorella illegittima di quel grandissimo pezzo di gnocco di Lord Caire e di Valentine Napier, duca di Montgomery, fratellastro di Eve, protagonista del romanzo “Dolcissimo Furfante”. Lui è quello che in un altro libro ha rapito la sorella del Duca di Wakefield, un malvagio ricattatore, un grandissimo figlio di puttana sadico e calcolatore che è presente come personaggio secondario in molti libri della serie, mi è sempre piaciuto un sacco e che pare nasconda terribili esperienze traumatizzanti che spiegano il suo essere a tutti gli effetti una persona orribile.

La Trama: Bridget, figlia illegittima di lady Caire cresciuta in una famiglia di contadini, si è fatta assumere come governante a Hermes House dove intende cercare le prove per incriminare il padrone e famigerato duca di Montgomery, Valentine Napier. Val, affascinante e privo di scrupoli, tiene sotto ricatto buona parte dell’alta società londinese, tra cui la madre di lei. Sorpresa a rovistare nella sua camera, Bridget riesce a esercitare sul duca il fascino della sua purezza e bontà d’animo, e sceglie di rimanere al suo fianco per redimerlo. Nel turbinio della passione, anche l’inflessibile duca scopre sentimenti capaci di sfidare tutte le convenzioni…

Ed ora la parola alla giurata – Ultraspoiler

Come tutte ormai sapete, ho scoperto il succhia clitoride. No, non l’ho ancora provato ma ho intenzione di regalarmelo per Natale. C’è chi si regala la giornata nel centro benessere, io mi regalo orgasmi garantiti in 50 secondi. D’altronde, ognuno ha i suoi gusti.

Vi dico questo non solo per cercare di capire se qualcuna di voi lo abbia già provato e possa consigliarmi marca e modello ma perchè più leggo romance e più mi accorgo che l’Eroe Romance ha la capacità di portare all’orgasmo la dama di turno tramite un cunnilingus brevissimo ma infallibile.

Prendiamo per esempio la nostra Bridget, protagonista di questo romanzo…. Governante integerrima e in odore di santità, che si trova in casa del nostro squilibrato Val per rubargli la miniatura con la quale sta ricattando una dama della High Society. Lui è, come da copione, un uomo semplicemente meraviglioso. Alto, fisicato, biondo con capello lungo e mosso, con lineamenti finemente cesellati, maschio fino al midollo e con il cazzo grosso. E non è una supposizione, ci viene detto più o meno a pagina due dopo averci accuratamente descritto il suo carattere chiaramente psicotico, sadico e bipolare; facendoci immediatamente capire di essere capitate in un romance che se ne fotte delle regole base del genere (mai rivelare esplicitamente certi dettagli prima di aver raggiunto il 50% del libro) e che sarà un Grand Guignol di sesso, ricatti, omicidi, vendette e perversioni.

Idda è la classica brava ragazza, ok….è una figlia illegittima, ma è totalmente dedita al lavoro e vede il suo capo come un pazzo stronzo e sadico che deve tollerare solo perchè ha bisogno di recuperare una cazzo di miniatura. Un bel giorno lo stronzo viene avvelenato e in lei scatta il maledetto e fottutissimo istinto da crocerossina che ancora oggi incula noi donne in storie malate con uomini non salvabili e comincia a vederlo come la Vittima di un’infanzia grama e infelice [ed è vero, lui ha vissuto tra le vessazioni di un padre sadico e chiaramente malato che lo hanno condizionato per tutta la vita] ma cerca stoicamente di mantenere le distanze. Poi però, un giorno, lui ammazza davanti a lei il suo valletto e successivamente, completamente nudo e coperto di sangue la sbatte al muro e le mette 3 metri di lingua in bocca facendola bagnare come se fosse stata una vittima dell’Uragano Katrina.

Ed è solo l’inizio.

Lui decide che deve tassativamente farla sua e nonostante lei gli rovini il piano malvagio atto a permettergli un matrimonio vantaggioso a base di ricatti e terrorismo psicologico, per punirla la ficca in una vasca piena di acqua calda e profumi e si fa venire il durello guardandola.

Lei che fino a 3 minuti prima era una specie di Vergine di Ferro si accorge di quanto sia sensuale stare a mollo nuda in una vasca mentre un modello di Armani ti osserva sbavante ed eccitato e si trasforma in una manciata di secondi in un troione che lo provoca lavandosi sensualmente i seni e la vulva fino a che lui non la prende e la sbatte sul letto succhiandola come fosse un fico maturo appena colto dalla pianta e alla seconda leccata di figa lei viene come nessun’altra.

Ed è qui, in queste due leccate di figa orgasmiche che si concentra l’essenza del libro, la fantasia sfrenatissima dell’autrice, il suo amore per l’eccesso, l’esagerazione, gli orgasmi…sì, perchè mica è finita qui, lui le dona un altro rovente orgasmo prima di buttargli il girello di manzo nella calda guaina e imporle di venire ancora.

E, lo ammetto senza vergogna, mentre lui le impone di venire, per poco non vengo anch’io perchè lo dice in un modo così diretto e da maschio Alpha mentre spinge quella sua enorme e rigida verga, che mi sono visualizzata la scena in modo talmente vivido che per poco non finisco sotto ad una macchina persa nei meandri di un superorgasmo mentale.

Ma.

C’è un enorme, ingombrante MA.

Lui è fuori come un balcone. Ma non fuori tipo “gli piace scopare a testa in giù” no. Lui è un uomo rovinato da un padre sadico, perverso e violento che lo ha educato ammazzando gattini davanti ai suoi occhi, tenendo feste perverse nella magione millenaria e offrendo la sorella bastarda ad un branco di cani incazzosi prima e ad un uomo per molestarla dopo. Val ha salvato capra e cavoli ma per sopravvivere si è giocato l’anima. La madre, dal canto suo è stata fredda, insensibile e stronza e ci credo che abbiamo di fronte un uomo completamente anaffettivo, freddo, spietato e impermeabile a qualsiasi morale.

Per questo pur trovandolo sexy da morire, gli sarei stata alla larga come i cani, istintivamente, stanno lontani dal fuoco. Bello, interessante, ma sai mai se arriva una folata di vento cosa può succedere.

Bridget invece intreccia una relazione fatta di straordinario sesso e confessioni sempre più inquietanti sul passato del nostro eroe fino a che non viene svelato il Segreto dei Segreti che lui nasconde nel profondo dell’anima (in realtà si intuisce nella prima metà del libro ma pazienza). Questa relazione non impedisce al nostro sexyssimo Val di essere preda della smania di potere e di vendetta al punto che se io fossi stata in Bridget lo avrei sicuramente fanculizzato dopo che ha sputtanato la mia madre naturale ma si sa, io sono una stronza, mentre lei lo AMA profondamente e tutto sommato comprende il suo modo contorto di vedere il mondo e di dimostrare il proprio affetto ma decide comunque di lasciarlo perchè è convinta che non la amerà mai e lo fa in grande stile ossia con un pompino. Però, diciamocelo, è un gran bel pompino carico di pathos e dobbiamo alzarci tutti in piedi ed applaudire lentamente questa donna che nonostante tutto quello che lui le ha fatto ha ancora voglia di succhiarglielo.

Poi boh…succede un po’ di tutto e tra romanticismo, strani riti satanici e dichiarazioni d’amore che mi hanno lasciata perplessa e confusa il libro arriva al suo meraviglioso epilogo fatto dei nostri eroi nudi in arabia mentre scopano come ricci e come non ci fosse un domani. Un abbraccio virtuale ad Elizabeth perchè nonostante i quintali di sperma riversato in vagina (e lei lo sente chiaramente ogni volta perchè evidentemente i nobili eiaculano più o meno mezzo litro di roba) lei non è ancora vacca gravida ma solo vacca.

Cosa abbiamo appreso da questo libro?
Principalmente che per tenersi un uomo bisogna essere delle virago ma zoccole, quindi l’uomo va rimproverato e indirizzato sulla retta via ma dandogliela continuamente nonostante lui sia in effetti una persona orribile dedita non tanto a perversioni sessuali o a violenza fisica quanto a freddezza cronica, cattiveria e perfidia che nemmeno Erode….. Però, lei gli prende sempre il volto tra le mani e lo slinguazza per fargli capire che sì, è una gran merda, ma lei gli perdona tutto perchè aspira alla santità. Usando questa contorta tecnica state certe che anche l’uomo più malvagio e reticente diventerà un agnellino tra le vostre gambe….ehm…. mani.

Pecche della storia….manca completamente il rapporto con la sorella Eve, che viene accennato all’inizio e poi abbandonato malamente, manca un minimo di analisi su come un uomo completamente anaffettivo e fondamentalmente malvagio possa cambiare da un mese all’altro al punto da schierarsi dalla parte di quelli che fino a dieci secondi prima ricattava senza alcuno scrupolo.

Nonostante questo secondo me il libro merita una lettura perchè comunque scorre bene e se si è disposti a non star lì a sottilizzare su tutto, la lettura si gode alla grande…. più in generale si gode alla grande, punto.

Mi resta però un atroce dubbio…. chi ha sverginato Bridget?

In poche parole

Veni, Vidi, Vici….ma soprattutto Veni.

Poschina

I Segreti di Lady X – Eloisa James

Che la nostra Eloise avesse una certa predisposizione per le leccate di vulva, lo avevamo capito tempo addietro e scoprire che le cose non sono cambiate, un po’ ci rassicura.

La Trama: Dopo aver fatto fortuna, Thorn Dautry, figlio illegittimo del duca di Villiers, desidera avere una donna al suo fianco. Ma per sposare una vera lady, Thorn capisce di avere bisogno dell’esperienza di lady Xenobia India St Clair. Raffinata, testarda, indipendente, figlia di un marchese decaduto, India promette di trasformare la sua vita e la sua dimora nel giro di tre settimane. Nasce però una passione intensa e travolgente che muterà i loro sentimenti nel profondo e Thorn dovrà mettere da parte il suo animo fiero e indomito…

Ed ora la parola alla giurata. Solo spoiler perchè non si può fare altrimenti

Prima di tutto voglio ringraziare la mia buona sorte che mi ha permesso di capitare del tutto casualmente sulla pagina Amazon di questo libro e, secondo, qui abbiamo a che fare con due personaggi che hanno alle spalle una Sad Story.
Lui è figlio illegittimo e per dodici anni ha vissuto nei bassifondi di Londra raccattando cose preziose dalla melma del Tamigi (e vi ricordo che ci si smaltivano i cadaveri dentro quindi non era proprio come fare il bagno alle Maldive) e lei è figlia di un Marchese completamente fuori di cozza che, complice la moglie, non la cagava mai e l’ha fatta vivere nell’indigenza più totale finchè non ha avuto la decenza di schiattare in un incidente in carrozza (precipitando casualmente proprio nel Tamigi).

Questi due losers si incontrano perchè lei di lavoro fa la arredatrice, ma se vi fa più piacere diremo che era un’antesignana degli ormai sempre presenti Interior Designers, e lui ha una magione da ristrutturare in fretta e furia perchè vuole sposare la donna dei suoi sogni: la bella, dolce, remissiva e molto probabilmente dislessica Lala. Già dal primo incontro capiamo di quale genere di libro stiamo parlando.

Il nostro Thorn ci viene descritto come un uomo estremamente virile, tanto da intossicare di virilità l’aria della stanza, ed io, che ho una fervidissima immaginazione, mi sono figurata iddu più o meno così

ma in abiti ottocenteschi.
Il punto è che Thorn è grosso, virile, poco civilizzato e siccome è troppo superiore per piegarsi alla moda fighetta del ton, lui non usa la giacca e questo ci permette di sapere che la sua illegittima verga va in un tiro pazzesco appena vede la nostra India e non ha nessuna intenzione di scendere nonostante lui pensi tutto il tempo ai gattini morti per cercare di non farsi sgamare.

Lei ovviamente lo sgama e come succederebbe a tutte le donne con un minimo di attività ormonale, le sue ovaie esplodono come le mie ogni volta che vedo Robert Downey Junior.

Ho dimenticato di dirvi che lei è bellissima, intelligente, arguta e sessualmente propensa alla sperimentazione e questo mix di personalità moralmente deviate li porta prima ad uno scambio epistolare fatto di doppi, tripli e quadrupli sensi, e poi……arrivati al 52% del libro, a 3 orgasmi impressionanti provocati in sequenza da:

  • dita
  • lingua
  • enorme e perfettamente funzionante verga

Lui però è uno dei pochissimi illuminati che usa delle precauzioni quindi per il momento dimentichiamoci di eventuali GI……

……ma……succede che…..

nonostante entrambi continuino a sostenere che fottesega l’uno dell’altra (lei vuole sposare un nobile a tutti i costi per non scendere di grado con un matrimonio inferiore), appena possono slinguano come due adolescenti e lui le strofina quel girello di manzo che ha tra le cosce sulla vulva perennemente inondata di umori che lei ha sotto le gonne.

Finisce che un giorno, nel bel mezzo di una festa, con l’universo mondo nella stanza accanto, lui la prende per il fondoschiena, la sbatte al muro e se la scopa con tutti i sacri crismi, facendola orgasmare come non mai e dimenticandosi il goldone o cmq di avere la gentilezza di venire fuori dal suo corpo. A seguito di questa piccola svista, le chiede di sposarlo e viene rimbalzato come fosse l’ultimo dei coglioni con tanto di frase topica a liquidare il tutto:

“Non preoccuparti perchè tanto non sono nei giorni giusti per concepire”

che è la frase più pericolosa per antonomasia perchè in tutti i romance che ho letto precede una GI ed io stavo già per stappare la bottiglia di Champagne che tengo per le occasioni speciali a fronte della milionesima GI letta in un anno quando il libro svolta e ci si trova, all’improvviso, nel nulla.

Pagine di assurdi Big Misundertanding che si susseguono senza soluzione di continuità, inutili silenzi, fastidiose omissioni di sentimenti e tutta una serie di situazioni al limite dell’idiozia che per poco non mi hanno fatto pentire di aver scelto questo libro.
Per poco, perchè poi alla fin fine tutto va come dovrebbe andare e i due si possono dedicare alla copula selvaggia con il beneplacito della legge e di Dio, generando inutili eredi che probabilmente faranno parte di altri romance che io mi attiverò per leggere.

Mi resta un dubbio però che mi toglie il sonno…. ma alla fine….erano o no i giorni giusti?

Diciamo che potrei fare i calcoli per capirlo ma lascio questa incombenza a quelle di voi che hanno una mente matematica e che hanno voglia di impegolarsi in questa difficile impresa (ovviamente poi fatemelo sapere perchè ci tengo).

Mi è piaciuto.
E’ scorrevole, scritto bene, completamente ed irrimediabilmente poco credibile ma sufficientemente divertente e carico di sesso da far dimenticare le assurdità storiche.
Non manca il finale patetico-improbabile-fastidioso-pucci-cuore-sole-amore che a me fa tanto cagare, ma glielo perdono perchè ad un Deep Throat Romance si perdona tutto, o quasi.

Per quanto mi riguarda, è consigliato per queste fresche serate settembrine.

In poche parole

Hai un randello in tasca o sei solo felice di vedermi?

Poschina

Desiderio – Lorraine Heath

Originale, Emozionante, Diverso.
Queste le tre parole più ricorrenti per descrivere questo libro.
Le tre paroline magiche che mi hanno convinta a comprarlo.
Passi l’originale e passi il diverso…..perchè oggi, dopo 2 kg di brasato con polenta mi sento particolarmente buona….ma l’emozionante dove minchia lo avete visto?

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La Trama: Come nuovo conte di Sachse, Archibald Warner deve prendere moglie e ha già deciso chi vuole: Camilla Warner, vedova del suo predecessore, di cui è innamorato già da tempo. Benché lei respinga la sua corte, e affermi di voler sposare un vecchio duca per ereditarne presto la fortuna, Archie non si dà per vinto, e la sua dolcezza riesce infine ad aprirsi un varco nel cuore di Camilla. Per lei resistergli diventerà sempre più difficile, così come nascondergli il doloroso segreto che cela dentro di sé…

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerone

Certo certo…..lui è dolcissimo, bellissimo e con una pazienza infinita. Per questi motivi ho provato per lui l’interesse sessuale che provo per gente come Emilio Fede. Nulla. Non ho provato nulla, Camilla per dio tienitelo.

E parliamo di te, cara Camilla e di quanto sai essere una palla al cazzo, tu….la tua freddezza, i tuoi silenzi, i tuoi fottutissimi segreti e la tua tanto sbandierata sterilità che poi, stranissimissimissimo, non esiste ma è solo una proiezione mentale ma tu ce la meni per tutto il libro “Non te la dò perchè non posso avere figli”, “Oddio quanto mi pesa non poter avere figli”, “Nessuno mi vuole perchè non posso avere figli”….

E che palle!!!!!!!!!!!

Perchè almeno fosse vero uno dice….beh, poveretta, lei ci teneva tanto…ma no. Già dalle prime righe l’ho inquadrata, la vittimista, quella che le ha tutte lei le sfighe ed invece è figa, ricca, traumatizzata (nei romance questo attizza un uomo come non mai) e fertile come è fertile la terra concimata con il letame. Per questo io, preventivamente, l’ho detestata. E non sono stata smentita nemmeno lontanamente.

Cmq., in breve, lui la ama. La ama come nessun uomo ama una donna, con una pazienza ed un’insistenza atroce, direi quasi femminile. Egli non voleva il titolo, non gliene frega niente, e rimpiange la sua scuoletta in campagna, la sua mamma e i suoi fratelli. Eppure deve sorbirsi la High Society londinese, i balli, l’etichetta, il punch e via dicendo. Lo fa con una dedizione quasi fastidiosa, sempre a provarci con la “povera” Camilla che è fredda come il ghiaccio perchè nella vita passata era una morta in culo che ha scalato la china sposando il Conte vecchio, violento e dispotico; la quale è in grandissimo imbarazzo perchè è analfabeta, ma nessuno lo sa e nessuno se ne è mai accorto, segno inequivocabile che la società londinese è popolata da babbi di minchia di dimensioni megagalattiche.

Oltre a nascondere l’analfabetismo, nasconde anche i segni delle frustate che il vecchio conte le dava quando non lo soddisfaceva a letto e il fatto che io simpatizzi in modo maniacale con lui vi fa capire quanto l’abbia detestata con l’anima.

Quindi il nostro Warner insiste, insiste, insiste e lei non cede, ma non è che non cede perchè lui le fa schifo, non cede perchè lo ama ma la scalata al successo le impone, adesso che è vedova, di arrivare all’ambito titolo di duchessa e quindi di un conte non se ne fa nulla e poi, non potendo dargli un erede (sbadiglio), non si ritiene adatta al ruolo.

Come finisce?
Si trova l’erede legittimo, si sposano, nel giro di 5 anni fanno 125 figli, non si sa come, ma è così perchè lei non era sterile ma solo profondamente scema.

Io ve lo sconsiglio, però onestamente sono talmente tanto di cattivo umore in questi giorni, che potrei, diciamo così, aver preso questa cretina come capro espiatorio e forse…..dico forse…..il libro non è così urfido come io l’ho vissuto.
Noioso è noioso….lento è lento….l’odio per i personaggi  potrebbe essere esacerbato dal mio stato mentale, ma non ci giurerei. Per stare sicuri comprerei qualcos’altro.

In poche parole

Le frustate te le darei io, piagnina che non sei altro.

Poschina

E per la rubrica “Riscrivi il finale”…….

Il ritardo di Camilla era di 2 mesi quando si decise a consultare il medico, ormai convinta che il miracolo della gravidanza fosse germogliato in lei. Ci rimase molto male nel momento in cui il dottor Wilson, scuotendo la testa, la informò che era ufficialmente entrata in menopausa precoce. Ed esattamente in quel momento, a due isolati di distanza, Warner stava godendo delle grazie della sua nuova amante, la bellissima e fertilissima Gillian, la quale era incinta del suo terzo figlio.

Uscita dallo studio Camilla venne sopraffatta dallo sconforto; sola e cornuta si incamminò verso casa nella fredda e nebbiosa giornata londinese. Desiderava solo un po’ di gioia dal nuovo matrimonio ed invece aveva trovato l’ennesima caterva di umiliazioni.

Eh già, avrebbe fatto meglio a sposare il Duca.
Ma si sa….. la vita non è tutta rosa e fiori.

Fine