La Colpa e il Desiderio – Sarah MacLean

Io non penso che sia facile recensire decentemente un libro. Se lo si vuole fare seriamente, con tanto di conoscenze che ti permettono di scrivere quelle frasi altisonanti piene di citazioni di autori dai controcazzi e di frasi prese da libri che hanno fatto la storia della letteratura.
Meno male che io ho la faccia come il culo e di fare recensioni che finiscano sulle pagine di tutti i giornali me ne fotto alla grande ed è per questo che oggi mi dedico ad un libro letto in mezza giornata che probabilmente tra un paio di giorni avrò dimenticato nonostante lo abbia trovato talmente piacevole da inserirlo nella categoria “Lammerda che piace”.

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La Trama: Bionda, occhialuta, bizzarra, la giovane lady Philippa Marbury ama i libri e le scienze, rifuggendo qualunque altro tipo di passione. La sua vita sembra aver trovato il giusto equilibrio: sta per sposare un normalissimo fidanzato e insieme a lui vivrà dedicandosi ai suoi cani e ai suoi studi. Prima di compiere il grande passo, però, Philippa ha deciso che vuole sperimentare ciò che non ha mai provato: per far questo ha bisogno di qualcuno che la guidi per i vicoli più oscuri di Londra… Una canaglia come Cross, insomma, scaltro proprietario di una famigerata sala da gioco. Sotto i panni del fiero libertino, però, palpita un sentimento diverso e incontrollabile…

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerissimi

 Ho scelto questo libro tra la massa di romance che imperano su Amazon solo perchè già dalla trama avevo capito che sarebbe stato un ammasso indistricabile di assurdità e improbabilità. Ed io adoro leggere roba assurda per poi potermi accanire come un pitbull assetato di sangue sull’autrice, perchè non sono una bella persona. Poi però, capita che, come in questo caso, in realtà di accanimento ce ne sia ben poco perchè pur essendo nel regno dell’assurdo più assurdo, ci si nuota bene e alla fine si taglia il traguardo piuttosto soddisfatti della propria prestazione.

Lui è un conte o roba simile, ma siccome da giovane era un libertino tutto sesso, alcool e sesso, ed una sera il suo adorato perfetto fratello primogenito lo ha sostituito come chaperon della sorella minore finendo per morire ammazzato in un incidente in carrozza, che oltretutto ha lasciato la sorella zoppa, si è depresso, colpevolizzato, martoriato fino a far finta di essere un poveraccio qualunque e gestire una delle sale da gioco più famosa di Londra. Che poi dico, sono capace anch’io di fare quella che “no, non sono abbastanza brava per essere degna del nome della famiglia, me ne vado, vi lascio in pace” sapendo che il titolo, il patrimonio e persino l’erba su cui ho pisciato è inalienabile e che quindi a prescindere da tutto…alla fin della fiera, sarà mia.

Caro il mio Jasper (nome che ho scoperto piacermi moltissimo) così siamo capaci tutti.

Cmq.
Un giorno nel suo ufficio piomba Lady Philippa. Apparentemente un cesso con occhialoni spessi alla Odoardo di Lupo Alberto, magretta, senza attaccato niente (ricordiamoci tutti che eravamo nell’epoca d’oro delle tipe come me. Io avrei spaccato e invece sono nata nell’epoca post Twiggy e risulto irrimediabilmente sovrappeso per gli standard anoressici di oggi), di primo acchito sembrerebbe anche timida e riservata, la quale gli comunica che dovendosi sposare da lì a due settimane vorrebbe saperne un po’ di più sull’argomento  sesso perchè lei è una scienziata e per amore della scienza vuole assolutissimamente arrivare preparata alla prima notte di nozze. Quindi desidererebbe tanto che lui le spiegasse la meccanica dell’atto sessuale.

Ecco. Questo basta a chiarire che siamo in territorio Fantasy.
Lui pensa che sia completamente fuori di cozza, poi vede le sue dita storte e gli viene durissimo, di marmo, una roba che nemmeno il David di Michelangelo (se lo avesse di dimensioni adeguate e in tiro).
Da qui al 70% del libro è tutto un cazzi turgidi repressi e vagine vogliose di sperimentare qualsiasi cosa perchè, ebbene sì, lei ha capito che lui le fa un sesso atroce e non fa altro che pensare alle sue ossa.
E questo mi ricorda quando mi piaceva un tizio fighissimo [ovviamente non mi ha MAI cagata di pezza. Ero un’amica. La Friendzone l’ho inventata io] il quale aveva delle mani meravigliose. Io però non mi focalizzavo sul dettaglio “mani” ma su tutto quello splendido insieme. Perchè io sono normale. Invece lei  si fa un sacco di seghe mentali su quanto la attizzano le sue ossa. Sì, Pippa, hai ragione, Sei strana forte.

Tra un incontro non voluto e l’altro, la Sad Story che tende al patetico di Jasper e le domande idiote di Pippa che dimostrano che è una scienziata tanto quanto io sono astronoma, c’è il tempo di spogliarsi semi nude e masturbarsi davanti al proprio uomo dei sogni, così, da un momento all’altro perchè baci con la lingua no, ma peep show sì. Eh già. Nel 1800. Una ragazza di Buona Famiglia. In un Club per uomini. Che si Masturba.

Un applauso per questa scrittrice. Brava. Brava Sarah, così ti voglio. FantasyRomanceStorico. Mi piace.

E si prosegue così. Si scopre che lui per espiare le sue colpe che non sono colpe sono sei anni che non scopa e qui si spiega tutto. Sei anni di astinenza e David Gandy scoperebbe persino me. Oggi. Con la ricrescita dei peli e la canotta di Tezenis. Verde.
Quindi Pippa ha vita facile. Persiste nel fargli domande scomode e lui si eccita costantemente ma mantenendosi a distanza di sicurezza, fino a che il poveretto non ce la fa più e passa da sognare ad occhi aperti di sfondarla per ore, a sfondarla per ore. E meno male perchè la parte più noiosa del libro sta’ proprio nel continuo, ossessivo, ripetitivo, fastidioso spasimare di Jasper per la pazza senza fare nulla ma limitandosi ad essere mortalmente geloso e facendoci sapere ogni 15/20 righe che il suo uccello vorrebbe tanto trovarsi al caldo nella guaina ancora inviolata di lei.

Per fortuna ad un certo punto la situazione si sblocca e, inutile dirlo, seguono il ripensamento del mattino dopo perchè “Lei merita di più” ed il conseguente scontatissimissimo lieto fine; oggettivamente meno patetico di molti altri ma dimenticabile con la stessa rapidità.

Epilogo? Of Course. 4 mesi dopo lei è gravida. Perchè morire….e ripeto, morire, se una volta gli tocca aspettare non dico un anno, ma almeno 6 mesi. Così, tanto per distinguersi dalla massa.

Lo consiglio? Ma sì. Cazzo, siete al mare, in spiaggia, con la vostra playlist preferita di spotify nelle orecchie e vi siete appena spaparanzate sul lettino. Cosa c’è di meglio che fiondarsi in una storia al limite del ridicolo che nonostante ciò vi terrà incollate alle pagine fino allo scontatissimo epilogo?
Essere scopate da David Gandy, ovviamente; ma intanto che aspettate potete tranquillamente leggere.

In poche parole

La Friendzone, comunque, l’ho inventata io.

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Il Bacio di Mezzanotte – Eloisa James

Ho constatato che quando ero gravida e mentre allattavo i miei peli erano meno folti e crescevano più lentamente. Lo so che non centra un cazzo con questo blog ma siccome questa constatazione mi fa imbestialire peggio di una gravidanza indesiderata in un romance di bassa lega, volevo condividerla con voi.
Negli ultimi mesi ho latitato ma non ho mai smesso di leggere, semplicemente il mio adorato mini-pc è rotto e per scrivere devo elemosinare quello del Busnaghi e nove volte su dieci mi passa la voglia.
Oltretutto non è che abbia trovato libri meritevoli di disprezzo/lodi.
Per lo più sono stati dimenticabili. Oppure talmente illeggibili da non meritare nemmeno la dissacrazione pubblica.
Mi sento in obbligo tuttavia di citarne uno, che si è meritato un posto nel mio cuore con la menzione speciale “Font di Merda”. A pagina 5 ho mollato il colpo tra smadonnate ad alta voce e borbottii vari che sono durati più o meno 2 gg. E per essere onesta fino in fondo vi dico anche titolo e autrice: Ricatto di Natale – L.D. Blooms. Io ci ho provato con tutta me stessa ad andare avanti ma non si può proprio leggere con quel font fastidioso. E’ un attentato alle povere cornee dei lettori.

Tra una merdaccia letteraria e l’altra, le soddisfazioni arrivano da Miss Black, un po’ di delusione dalla vecchia zia Mary (sto recuperando i pezzi mancanti della saga Bedwyn) e qualche sorpresa inaspettata dall’autrice di oggi. Tale Eloisa James, che credo abbia scritto millemila libri a giudicare dalla quantità di titoli che piovono quando si fa una ricerca su amazon.

Prima che me ne dimentichi ho letto anche Il Principe e il Desiderio di Elizabeth Hoyt e mi sono annoiata in modo imbarazzante. L’ho finito perchè mi sono imposta di arrivare fino in fondo, ma se potete….evitatelo.

Ma ora occupiamoci della James.

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La Trama: Inghilterra, 1813. Victoria Daltry sta per sposare un rampollo dell’aristocrazia inglese; manca solo l’approvazione del principe Gabriel, zio del fidanzato. Ma a causa di un contrattempo Victoria non può recarsi al castello di Pomeroy per avere la benedizione di Gabriel e così viene inviata in sua vece la sorellastra Kate, figlia di primo letto di Lord Daltry. Fin da subito Kate stuzzica l’attenzione dell’algido Gabriel, che, affascinato, si ritroverà a corteggiare lei invece della nobile ereditiera che dovrebbe sposare. Nonostante la forte attrazione che provano l’uno per l’altra, entrambi sanno che purtroppo non potrà esservi lieto fine per loro, a meno che, come nella più classica delle favole, allo scoccare della mezzanotte un bacio non cambi i loro destini per sempre…

Ed ora la parola alla giurata – SPOLIER

Della stessa autrice avevo letto “La Resa di Piers” ed avevo pensato che scrivesse piuttosto bene ma che al libro mancasse qualcosa nonostante, parlando papale papale, io da Piers mi sarei fatta ripassare più che volentieri.

Oggi, dopo che ieri mi sono sciroppata tutto “Il Bacio di Mezzanotte” in poche ore, confermo la prima impressione. Eloisa James sa scrivere, sa coinvolgere, sa mantenere viva l’attenzione del lettore ma è una svaccatrice. In breve svacca nel finale. Banalizza. Epiloga e sparge miele e confetti colorati in modo estremamente irritante.

Ma parliamo delle cose belle prima di goderci l’accanimento.

Kate ha una sad story. Suo padre è schiattato costringendola a vivere con la matrigna stronza che la tratta come una serva demente e con la sorellastra che è una sventola da paura e che viene trattata come fosse Santa Maria Goretti figa e ricca. Nonostante ciò Kate non si è per niente incattivita ma è rimasta buona, sincera, paziente ed altruista nonostante la sua venerandissima età di 23 anni la metà dei quali passati tra soprusi psicologici di ogni genere. Ultimo dei quali è il fingersi la sorellastra per convincere un improbabilissimo Principe di un altrettanto improbabile Regno russo di essere la donna adatta al di lui nipote.

In pratica si finge la sorellastra e va con il di le fidanzato nella magione del Principe Gabriel che viene descritto come una specie di David Gandy con capelli lunghi ed occhi penetranti ed esotici. Il quale, inutile a dirsi, invece di defenestrarla alla prima occasione (lei e le sue orride parrucche) si sente subito affascinato da questa ragazza ed approfitta della prima occasione per metterle due metri di lingua in bocca e farla letteralmente bagnare come se non ci fosse un domani.

Dovete anche sapere che lui, non solo è bellissimo, coltissimo, fisicatissimo e sexyssimo, ma ha anche un cuore d’oro perchè nonostante il suo più grande desiderio sia quello di andare a fare l’archeologo, resta nella fredda e noiosa Inghilterra solo per proteggere la sua corte perchè il fratello è sbroccato ed ha sbattuto fuori tutto….beh insomma ora non sto certo a dirvi tutti i dettagli, sappiate solo che la cosa non sta in piedi e non mi interessava a leggerla, figuratevi a raccontarla….. serve solo a farvi capire che lui è di buon cuore e disposto addirittura a sposarsi con una certa Tatiana che è piena di soldi e questo gli permetterà di mantenere l’universo mondo compresi un leone, un elefante ed una scimmia.
E, incredibile ma vero, anche Kate fa lo stesso.
Cioè lei rimane nella casa della matrigna stronza solo perchè in questo modo aiuta i fittavoli a sopravvivere.

Ma a noi questo non interessa.
A noi interessa il sesso.
E qui il sesso c’è. O meglio….c’è quell’attrazione sessuale fatta di sguardi, sfioramenti, allusioni più o meno esplicite, baci che ti fanno sognare di essere baciata così anche se lo sai benissimo che nessuno e lo ripeto NESSUNO bacia mai in quel modo dopo i 15 anni. Perchè poi invece di baciarti come se non ci fosse un domani ti palpeggiano, ti spogliano, ti assalgono per arrivare il prima possibile alla Terra Promessa. Sia chiaro che non mi sto certo lamentando, ma quei baci……cazzo se ne vorrei uno o due.
E li vorrei da quel gran figo di Gabriel, il quale ci mette tutto l’impegno possibile per far capitolare la vecchia verginella Kate, la quale dopo uno sfioramento di lingua è già lì che squirta copiosamente domandandosi quando potrà riassaporare il principesco corpo.

Corpo che è quello di un modello di intimo ma con un cazzo enorme. E non sono io che lo penso, ce lo dice Kate, la quale lo paragona alle immagini viste in un libro dell’Aretino e dice qualcosa tipo “Il tuo uccello non assomiglia per niente a quelli ritratti dall’Aretino. E’ enorme e turgido e secondo me non ci sta proprio dentro di me”.
Spoiler: ci sta e a giudicare dagli orgasmi ripetuti ci sta anche piuttosto bene. Beata lei.
E non solo perchè lui la slingua e la scopa come dio comanda, ma anche perchè lui si innamora follemente.
Tra l’altro il bacio a cui fa riferimento il titolo non è casto e non è sulla bocca. Giusto per farvi capire quanto è porca la nostra Eolisa. Brava Eolisa, così ti vogliamo. Porca e perversa.

E fino a qui, nulla da dire. Passo sopra a tutto quando il libro scorre veloce, il protagonista maschile è uno di quelli che trasformano una donna in una lumaca squirtante solo con uno sguardo e non si scopa alla prima occasione ma si riesce a mantenere la tensione sessuale che cresce, cresce e cresce fino al liberatorio supermegaorgasmo finale.

Quello che non perdono è lo zucchero.
Il confetto rosa, intriso di miele e sciroppo d’acero che ad un certo punto devo mangiare a tutti i costi per arrivare alla fine del libro.
Quel romanticismo da favoletta per adolescenti dementi che ci viene propinato nelle ultime 20 pagine, quella stucchevolezza che detesto quasi quanto una gravidanza indesiderata dopo che per 250 pagine si è ripetuto che lui Non è Mai Venuto Dentro.
Quella dolcezza eccessiva che interrompe il mio orgasmo letterario rovinando così il mio climax e trasformando un potenziale “Sì…oh Sì….ancora” in un “Rivestiti e chiudi la porta quando esci”.

E purtroppo la James è maestra nel coito interrotto e nell’epilogone fatto di iperfertilità, sogni che si realizzano e dettagli inutili, insignificanti, fottesega, della vita dei protagonisti. A me non interessa.
Mi annoia e mi rovina il ricordo di quanto scritto in precedenza, un po’ come un dolce di merda alla fine di un buon pasto. Ti ricorderai sempre e solo che il dolce faceva schifo. Poco importa se 5 minuti prima avevi mangiato il cappone ripieno della vita. Il dolce di merda ha rovinato tutto.

Che dire?
Mi piace come scrive, sa far sbavare la femmina moderna, ha una sua originalità nonostante si ispiri spesso a storie famose (La bella e la Bestia e Cenerentola in questo caso) ma se non le passa la fissa dello zucchero e miele nel finale mi sa che non saremo mai “Migliori Amiche”.

In poche parole

Niente dolce per me, grazie.

Poschina

Lo Voglio – Kristan Higgins

Ci avevo già provato il mese scorso, mollando il libro dopo poche pagine. Ma siccome sono cocciutissima, questo mese mi sono messa d’impegno e ce l’ho fatta. Ho finito questo romanzo – racconto – Harmony…si, insomma, chiamatelo come preferite.

 lo voglio higginsLa Trama: La perfezione sembra la caratteristica principale di Honor Holland, precisa, impeccabile e organizzata come nessuno mai. Tanto che a ogni compleanno ha un bizzarro appuntamento fisso e imprescindibile. Una sorta di messa a punto, per essere certa di non stare invecchiando troppo, o troppo in fretta. Quando però, viene inaspettatamente mollata a trentacinque anni dall’uomo che ha frequentato, di nascosto, per una vita, il muro di perfezione dietro al quale si è a lungo nascosta crolla improvvisamente, rendendola avventata e impulsiva, al punto di prendere decisioni impensabili per lei. Infatti, un po’ per fare ingelosire quel farabutto, un po’ per spirito di solidarietà, accetta di sposare Tom Barlow, che ha bisogno di un matrimonio di convenienza per ottenere la Green Card. Ma trattandosi di Honor, c’è da aspettarsi che questo finto fidanzamento si riveli la cosa più autentica che le sia mai capitata. Così perfetta come solo l’amore può essere.

Ed ora la parola alla giurata, la quale non risparmierà spoiler di vario genere, che tanto come va a finire lo ha intuito anche il mio cane.

Bene.
Bene, bene, bene.
Ce l’ho fatta !!!!!! Finito. Archiviato. Digerito.
Ma passiamo a noi.

Holland è la tipica protagonista del romance moderno che rappresenta la tipica ragazza insicura, goffa e pseudo-MariaGoretti che piace tantissimo alle lettrici di romanzi d’amore. Caratteristica fondamentale di queste eroine è l’essere assurdamente ingenuotte nonostante vivano nella contemporaneità, in quel mondo moderno e bistrattato che ti obbliga a crescere in fretta, tanto che le quindicenni di oggi potrebbero tranquillamente pisciarmi in testa in merito al tema “amicizia/sessualità”.
Il suo essere ingenuotta, idiottona, patatonissima, evidentemente piace alla lettrice che piace perché altrimenti non si spiega come mai non esistano donne normali nei romanzi d’amore scritti dopo il 1990.

In breve (userò termini moderni al solo scopo di dimostrare quanto io sia inseritissima nella new society) la nostra eroina ha un amico figo da paura che conosce da quando va all’asilo e con il quale ogni tanto va a letto.
Del tipo che ogni tanto lui la chiama e le dice “hey bimba…ci si becca stasera?” [Leggi: oggi non ho nessuno con cui scopare quindi mi accontento di te] poi sparisce per mesi. Questa edificante situazione va avanti da dodici anni nei quali la stordita non si rende conto di essere prima di tutto una trombamica e per seconda cosa, ma non per questo meno importante, di navigare da una vita nella tanto temuta FRIENDZONE. E, come ci insegna Game of Thrones, una volta entrati nel limbo della Friendzone non se ne esce più; vero Jorah Mormont?

NON è la parte più fastidiosa del libro. E con questo ho detto tutto. Potrei chiudere qui la recensione ma andrò avanti per il puro gusto di parlar male di una scrittrice blasonata.

La parte più fastidiosa del libro è quella in cui Holland va a fare un check-up dall’amico ginecologo gay il quale le dice simpaticamente: “Cazzo, Holl, hai già 35 anni, sarebbe il caso che tu facessi dei figli in fretta perché le tue uova stanno scadendo!”
Roba che se fosse successa a me lo avrei evirato seduta stante con lo speculum, che tra l’altro non è nemmeno poi così facile; invece lei va in paranoia spinta e decide (parlando con le sue uova [che poi sarebbero ovociti]) di chiedere al trombamico di sposarla perché “tanto sono amici e tanto già scopano” e di avere tanti piccoli bimbi ariani.

Che donna IDIOTA.

E il bello è che glielo chiede davvero!!!!
E lui, che la considera (parole sue) un vecchio guantone da baseball, la rimbalza alla grande e nel giro di due giorni si sta scopando la miglior amica di Holland, la mette incinta e decide di sposarla.

Ed è qui che entra in gioco l’inglese, bisognoso di Green Card, Tom.
Che è anche un figo da paura, ha una Sad Story alle spalle e scopa da dio. Non ci viene specificato se abbia o meno un membro di gustose dimensioni, ma non ci viene risparmiato l’encomio alle sue capacità amatorie. I due scopano quasi per caso una sera, poi lei va in sbatta e non vuole che la scopazzata si ripeta, lui beve whisky manco fosse acqua fresca, lei ha una famiglia numerosa e profondamente irritante e ficcanaso ed un cane odioso.

Oltretutto non si capisce bene come mai ma ogni volta che la chiama l’ex trombamico o quella grandissima troia dell’amica che glielo ha soffiato sotto al naso, lei; invece di fanculizzarli simpaticamente, gli dà retta facendosi in questo modo perculare in eterno.

Che poi la ex amica stronza mica era incinta…..aveva mentito!!!! Mamma mia che colpo di scena…meno male che ero seduta a leggere altrimenti…
Mavaffanculova!!!!!!

La storia familiare di contorno è di una noia mortale, dei nonni me ne lavo le mani, le sorelle che trombano come ricci sono pateticamente irritanti e del padre che si scopa la governante non mi sono nemmeno fatta un’opinione tanto mi ha annoiato la loro storia. Il quasi-figliastro di Tom è il classico adolescente odioso con due nonni da denuncia sociale e una Sad Story che è davvero Sad ma non tanto da farmelo trovare in qualche modo simpatico.

Dulcis in fundo, l’espediente dell’incendio in casa dei nonni atto solo a dimostrare quanto sia santa la nostra Holland, potevano risparmiarselo perché ce lo hanno detto in tutte le salse che lei è tanto brava, buona, simpatica, affabile e bla….bla….bla…..

Anche qui non ci viene risparmiato l’epilogone inutile in cui tutti ma proprio tutti – tutti – tutti – tutti – tutti, trovano la vera incommensurabile felicità. Holland ovviamente rimane incinta perché i suoi ovuli (pardon, uova) non erano affatto decrepiti e lei è così felice del piccolo pargolo che cresce dentro di lei che tutta la sua fottutissima vita è pateticamente, fastidiosamente, odiosamente, grondante di miele rosa confetto.

Che poi parliamone….vorrei tanto vedere se sarà ancora pucci – pucci quando il pargolo le cagherà a spruzzo sui meravigliosi capelli biondi.

Che dire?

Il libro si legge bene, per dio….si legge molto bene, però figa!!!!!! Tutto questo zucchero e miele è davvero troppo. Almeno i nonni rincoglioniti potevano farli schiattare nell’incendio; così…giusto per farmi un pochino contenta.

In poche parole

Vecchio guantone da baseball a chi? Microdotato che non sei altro….

Poschina

p.s. non “Riscrivo il finale” solo perché i due Cavalli Pazzi si sono svegliati e mi tocca dargli retta altrimenti mi sarei lanciata in cattivisimi voli pindarici.

La Via della Seduzione – Alison Delaine

Ho dovuto attendere. Ho dovuto sopportare libri pessimi e libri meravigliosi prima di poter esultare come una preadolescente al concerto di Violetta. Ho dovuto passare ore sul Kindle Store alla ricerca della trama perfetta, quella che mi avesse fatto subodorare immediatamente di essere al cospetto di un libro che mi avrebbe finalmente riportata ai fasti di rabbia pura, incontrollata, selvaggia. Rabbia provocata dall’espediente comodo degli espedienti comodi che qui però non è usato come espediente comodo: La Gravidanza Indesiderata.
Perchè sì, ne avevo trovate altre, ma c’è GI e GI.
Questa, anzi….queste, sono della specie migliore: le Figlie della Pirlaggine.
Ma veniamo a noi.
E “Veniamo” non è usato a caso.

downloadLa Trama: Francia/Inghilterra, 1768/1769 – Quando Millicent Germain si ritrova a Parigi sotto le mentite spoglie di un giovane e ambizioso medico alle dipendenze di un nobile dissoluto, si sente come un marinaio su una nave in balia di una tempesta. Eppure deve resistere, perché quell’impiego le serve per raggiungere Malta e la Scuola di Anatomia e Chirurgia che le permetterà di imparare i segreti del mestiere. Ma curare un famoso libertino senza fargli capire di essere una donna si rivela un’impresa molto più difficile del previsto… Perché gli occhi neri come il peccato del Duca di Winston sembrano sondarle l’anima a ogni sguardo, e quando le sue mani esperte la sfiorano, in modo tutt’altro che casuale, accendono in lei desideri inimmaginabili e risvegliano con prepotenza la sua femminilità. E quella è una complicazione a cui Millie non aveva proprio pensato…

Ed ora la parola alla giurata

Sono qui, alle 10.33 di un lunedì mattina qualunque, mentre inuzppo una brioches confezionata arricchita da me medesima con un copioso strato di nutella in un tazzone di latte macchiato, con le lacrime agli occhi per aver appena concluso questo libro, che potrei annoverare, in un certo qual senso, nella categoria “Lammerda che piace”.

Anche se non è proprio merda e non piace nemmeno più di tanto.
Ma allora, perchè tutta questa emozione?

Perchè questo romanzo raccoglie tutti i clichè del genere. TUTTI i clichè del genere. Quindi è una mia responsabilità parlarne a ruota libera SPOILERANDO alla grande in continuazione, senza remore, senza freni e senza trattenermi minimamente. Perchè giuro, ne vale la pena.

Clichè n. 1: Millicent è una donna moderna e trasgresiva che vuole fare il medico. E questo mi riporta a quando adolescente guardavo la “Signora del West” e trovavo atraente il maschio di turno, con quella pettinatura oggettivamente imbarazzante e anche il suo buonismo da quattro soldi che, chissà come mai, a 14 anni trovavo estremamente affascinante. Comunque. La nostra eroina si traveste da uomo per poter raggiungere Malta ed iscriversi alla scuola per chirurghi e guadagnarsi il pane con la suddetta professione. Ovviamente ha una Sad Story ed altrettanto ovviamente non ci viene sviscerata subito ma briciola dopo briciola durante tutto il libro.

Clichè n. 2: Winston è il classicissmo libertino che cerca di redimersi dopo essere scampato alla morte x puro culo. Assume tale Miles come medico ed immediatamente si rende conto che è una donna, invece di fanculizzarla e sbatterla fuori di casa, se la tiene come guilty pleasure della stagione, salvo poi cominciare a trovarla davvero attraente ed a provare una fortissima attrazione sessuale. Ma anche lui ha la Sad Story che consiste nell’aver ingravidato, una quindicina di anni prima, la miglior amica Cora di cui era innamoratissimo il di loro miglior amico Edward. La povera Cora, super-ovviamente, resta incinta alla prima botta, porta a termine la GI salvo poi perdere il bambino poco dopo il parto e rischiare di lasciarci anche le penne. Si sposerà con Edward e non riuscirà a portare a termine nessuna delle 200 gravidanze che si instaureranno, alimentando il senso di colpa in Winston.

Siccome è rimasto traumatizzato da questo accadimento, il bellissimo, ricchissimo, libertinissimo Winston, ha deciso che non sedurrà mai più una vergine. Inutile dirvi che il proposito resiste sì e no 15 pagine, poi la slingua avidamente, le titilla i capezzoli, le sbatte la verga (non sappiamo le dimensioni) sul culo e la fa orgasmare a suon di “movimenti circolari sul bocciolo segreto”.

Clichè n. 3: Millie è rimasta traumatizzata dal sesso in quanto il suo ex datore di lavoro l’ha molestata. Ciò nonostante, appena Winston la tocca lei diventa zoccolerrima e gli si attacca a pompa come in ogni romance che si rispetti.

Clichè n. 4: Winston cerca di resistere alla tentazione di infilzarla dispensandole orgasmi di diverso tipo fino a che non sarà lei ad implorarlo letteralmete di scoparla a sangue. E qui parte la dimostrazione di Pirlaggine che più Pirlaggine non si può: ricapitolando….
Lui non vuole mai più ingravidare una vergine, Lei è UN MEDICO. E lo scrivo in Caps Lock e grassetto perchè è il perno di tutta la questione.
Nonostante ci siano le premesse per un sesso soddisfacente e consapevole LUI LE VIENE DENTRO.

E non finirò mai di delziarmi nello scriverlo.
Lui le viene dentro.
Lui le viene dentro.
Lui le viene dentro.

Ora sono soddisfatta. Perchè solo un cretino può menarmela per 150 pagine col fatto di essere rimasto traumatizzato da quello che è successo a Cora e poi ripetere a 15 anni di distanza lo stesso errore con una donna che si vanta di essere un medico !!!! Ossia qualcuno che dovrebbe conoscere le basi dell’ingravidamento umano che si riducono al mantra: NON venirle dentro.

Clichè n. 5: Lei è, casualmente, in quei 3/4 giorni del ciclo di una donna in cui è fertile. Scopano 4 volte; ripeto: 4 volte e poi basta perchè c’è la solita menata del BM per il quale lui crede che a lei fottesega e lei crede che a lui fottesega, quindi lei si imbarca su una nave e lui la segue perchè non lo so; ma che non è intelligentissimo lo abbiamo capito tutti dal fatto che Le Viene Dentro Ogni Fottuta Volta Che Scopano.

Dimenticavo di dirvi che la nostra adorabile sveglissima Millicent è anche stata più volte malmenata, una dal fratello che l’ha letteralmente corcata di botte e l’altra dal cpitano del vascello che ha piratato (potete tranquillamente scoppiare a ridere ad alta voce) che l’ha selvaggiamente frustata lasciandole i segni delle vergate sulla schiena.

Clichè n. 6: Lei è gravida (e qui parte la canzoncina che annuncia la vincita di un premio da un milione di dollari in quanto miliardesima vergine che si fa ingravidare alla prima botta) ma non lo dice a Winston perchè tanto lui non la ama. Winston si imbarca sul vascello sul quale lavora Millicent e fa il marinaio solo per poterle dire quanto la ama appassionatamente. E anche qui sottolineerei che non si è mai visto un fottuto nobile abbassarsi a lavori umilianti quali il marinaio comune.

Clichè n. 7: Il vascello viene attaccato dai pirati, c’è un combattimento, lei rischia la pelle e nonostante sia stata ferita, abbia perso un sacco di sangue, sia stata curata con erbe strane, sia rimasta per giorni tra la vita e la morte NON perde il figlio della colpa ma anzi, ci guadagna anche la dichiarazione d’amore stucchevole che si conlude con la confessione di essere gravida e una profusione di miele d’acacia che mi ha letteralmente disgustata.

Clichè n. 8: Epilogone noioso con tutti felici, contenti e gravidi. AMEN.

In poche parole

Le gravidanze indesiderate così irritanti da essere per la sottoscritta un richiamo impossibile da ignorare.

Poschina

p.s. Il libro si legge bene, è tutto sommato piacevole e io fossi in voi una possibilità gliela darei. Però tutta la storia su navi e pirateria NON si poò sentire!!!! C’è un limite a tutto…..

Piacere Assoluto – Cheryl Holt

Come avrete notato a fine Luglio non si è palesato il solito Listone, primo perchè più che listone sarebbe stato listino; secondo perchè in questo periodo non ho avuto molto tempo per leggere, complice un’estate rovente che mi mette addosso un’apatia mortale e il fatto che dormo più o meno 4 ore a notte (non consecutive ovviamente) e quindi di giorno mi aggiro con la stessa espressione di un vampiro costretto ad abbandonare la bara prima del tramonto.

La colpa delle poche letture tuttavia non è da attribuirsi alla mancanza di sonno, al caldo e al vampirismo ma ad un libro che mi ha irritata, disgustata ed esasperata al punto da rendermi impossibile anche solo avvicinarmi al Kindle.

trasferimento

La Trama: Lady Elizabeth Harcourt, figlia unica del conte di Norwich, conduce una vita solitaria e senza amore. Una notte, a teatro, conosce Gabriel Cristofore, le cui proposte platealmente sessuali la incuriosiscono. Lui dichiara di volerle fare un ritratto, ma sebbene priva di esperienza, la giovane sa che vuole molto di più. Rinomato amante, pittore e truffatore, Gabriel seduce le donne ricche per il loro denaro. Elizabeth, però, è diversa. E quando lui dà inizio al gioco della seduzione, si ritrova suo malgrado conquistato, e innamorato. Nemmeno Elizabeth, tuttavia, può impedirsi di cadere nelle trame dell’uomo. Sarà disposta a rischiare tutto per amor suo?

Ed ora la parola alla giurata

Sarò breve.

Penso che questo libro sia qualcosa che va oltre la bruttezza. All’inizio credevo fosse uno di quei racconti talmente assurdi, esagerati e raffazzonati da poter diventare il mio guilty pleasure dell’estate, purtroppo si è rivelato essere un libro caratterizzato dal vuoto cosmico sia in senso puramente letterale che in senso emozionale.

Io amo gli eroi romance superdotati che grondano fascino e usano il loro spropositato pene per procurare multiorgasmi cosmici alle loro pulzelle, ma esigo che oltre al fallo gigante ci sia almeno un’ombra di caratterizzazione. E onestamente provo anche una sorta di simpatia per le pulzelle ricche e vergini che diventano degli zoccoloni cosmici dopo che hanno assaggiato la super-verga, ma non tollero che la donnetta in questione sia una noiosissima ereditiera teoricamente maltrattata dal padre e dalla di lui giovanissimo sposa che si fa irretire dal primo fighetto di turno e che da timida verginella inesperta diventa miss carattere di ferro. Mamma mia che palle !!!!!

Fosse solo questo.

Vi basti sapere che ho trovato più interessante la storia secondaria dei due vecchiardi piuttosto di quella principale. Trovo che John e Mary caghino in testa a Gabriel ed Elizabeth ripetutamente.

Ed infatti io ESIGO che vengano scritti due racconti sulla storia passata di Mary e John perchè entrambi offrono un sacco di spunti per creare qualcosa di buono, lei con la sofferenza di chi ha buttato la vita dietro ad un coglione e lui con la disperazione di chi ha perso l’amore della sua vita ed ha dovuto imparare a barcamenarsi.

Invece ci subiamo le seghe mentali di una tardoadolescente cazzona e di un sedicente pittore che ha come una caratteristica quella di saper scarabocchiare qualcosa su tela e di sedurre povere donne talmente disperate dal darla come se non ci fosse un domani al primo superdotato che si prodiga in esagerate moine.

Poi, irritazione delle irritazioni, c’è la storia della mancata gravidanza.
Riassumo con SPOILERONE.

Dopo essere stata mollata come una povera sfigata, Elizabeth fugge in una delle 400 magioni di proprietà del padre. Passati i canonici 14 gg. (mai una che abbia un ciclo irregolare o un cazzo di ovaio micropolicistico, NO !!! tutte rigorosamente con il ciclo di 28 giorni manco uscissero da un volantino sulla perfetta ovulazione) lei scopre di non essere incinta. Invece di tirare un sospiro di sollievo per averla scampata grossa, lei si dispera perchè avrebbe tanto voluto avere con sè almeno una parte del suo adorato Gabriel [che, ricordiamocelo tutti, l’ha appena trattata come la regina delle merde, quindi fosse successo a me vorrei vederne solo il cadavere].

Elizabeth io ti odio ed auguro a te, a Gabriel e alla vostra ignobile progenie, di passare una merdosissima vita. Due nonni adorabili coma John e Mary proprio non ve li meritate.

Avevo anche pensato di riscrivere un bel finale tragico, poi però mi sono resa conto che sprecare due preziosi minuti della mia altrettanto preziosa vita solo per cercare di migliorare qualcosa di talmente brutto da avermi fatta odiare la lettura, sarebbe stato ingiusto nei miei confronti. Quindi la chiudiamo qui, per favore non leggete questo libro, non compratelo, non consigliatelo….si, insomma…. piuttosto fatevi una maschera facciale all’argilla, che fa sempre bene.

In poche parole

Il Romance che mi ha fatto odiare i Romance.

Poschina

Sposa per Contratto – Mary Balogh

Zia Mary, hai toppato.

Ma prima di affrontare questa penosa recensione di un penosissimo libro, parliamo di una mia nuoverrima idiosincrasia: i caratteri giganti negli e-book reader degli attempati.
Ebbene sì. Ho notato, facendomi amabilmente i cazzi altrui sulla metro gialla, che gli attempati vogliono sentirsi moderni e comprano gli e-book reader, poi però essendo appunto attempati, devono necessariamente usare un carattere enorme per poter leggere in comodità.
Risultato: per ogni pagina massimo dieci righe. Ma come cazzo si fa a leggere in questo modo? Soprattutto….perchè? Mi viene un fottone ogni volta che voi non potete proprio capire. Facciamo un referendum per proibire questo scempio !!!!!

Ma concentriamoci sulla nostra odiatissima Charity, che forse è meglio.

sposa per contratto

La Trama: Miss Charity Duncan non si fa illusioni sulla proposta di matrimonio di lord Anthony Earheart, marchese di Staunton. L’arrogante aristocratico è stato fin troppo chiaro su cosa voglia da lei: una moglie che, con la propria inadeguatezza, mandi in collera l’odiato padre e che poi esca per sempre dalla sua vita. In cambio, la famiglia di Charity riceverà il denaro di cui ha un disperato bisogno. Sfortunatamente, dopo aver accettato di prendere parte a quella farsa, Charity scopre di essersi innamorata di Anthony, e si rende conto che spezzare i voti matrimoniali potrebbe spezzarle anche il cuore.

Ed ora la parola alla giurata

Questa recensione è tutta SPOILER.

L’inizio di questa opera (purtroppo) recuperata della Balogh è folgorante e intrigante. Anthony è un uomo bellissimo, ricchissimo, intelligentissimo, sprezzantissimo e qualsiasi altro “issimo” che vi venga in mente, ma soprattutto è un uomo che ha sofferto tanto nella vita. E’ sì il figlio primogenito ed erede di una casata di notevole fama e ricchezza, ma è anche leggermente rancoroso nei confronti del padre, al punto che decide di sposare una donna povera, sfigata e possibilmente insignificante, pur di irritare il quel vecchiaccio che, per inciso, è lì lì per schiattare a causa di insulsi problemi cardiaci.

Charity Duncan è una ragazza bellerrima che è alla canna del gas, con una numerosa famigliola da mantenere [una di quelle stucchevolissime famiglie dove tutti si vogliono bene, si amano, si rispettano e soprattutto che hanno bambini che non rompono mai i coglioni (e già questo avrebbe dovuto farmi rizzare le orecchie e impormi di chiudere il kindle e passare ad altro)]. Decide di rispondere all’annuncio di Anthony e per risultare il più anonima possibile indossa un bel vestito color merda e tiene perennemente gli occhi bassi stando rannicchiata in un angolo del salotto.

L’espediente funziona alla grande e il bel Marchese decide di sposarla offrendole una cospicua somma di denaro.
E fino a qui tutto funziona come un orologio svizzero.

Ma.
Purtroppo.
Arrivano.
Alla.
Magione.

Dove la famiglia di lui si dimostra fredda, antipatica, stizzosa e mortalmente noiosa, in testa il vecchiaccio che chiaramente disprezza lei e quello stronzo di suo figlio.
Ah…..ho dimenticato di dirvi che, nonostante la relazione dovesse essere platonicissima, si tromba alla prima occasione e il tutto senza che i miei avidi ormoni si siano minimamente scomposti.
Bruttissimo segno.

La storia procede tra sguardi truci, recriminazioni, fratelli che non si parlano e via dicendo, tanto che mi sono ricordata di una canzone che diceva “Annegare in un Mare di Noia” ed ho immaginato fosse stata scritta dopo aver letto questo straordinario libro del quale NESSUNO sentiva l’esigenza.

Cosa mi ha irritata tanto?
Charity ed il suo insostenibile buonismo. Lei invece di imbestialirsi perchè tutti la trattano come una grandissima merda, in testa il finto marito che per strapparle una collana per poco non la sgozza, è sempre sorridente, comprensiva, con il cuore che le si spezza perchè non sopporta proprio di vedere una famiglia che non si parla e non si vuole bene e nella quale non aleggino costantemente cuoricini rosa e confetti mandorla/cioccolato ogni volta che ci si incontra. Lei è sempre pronta ad avere una buona parola, sempre calma, sempre fastidiosamente buona, così buona e zuccherosa che ho avuto un picco glicemico che per poco non mi provoca uno sciopone. Quella bontà irreale, fittizia, a buon mercato che riempie le pagine fino a renderle l’una identica all’altra e sempre più lontane dalla plausibilità.

“Al 72% del libro, quando quel cane morto di Charity si commuove per il vecchiaccio, ero talmente incarognita che mi si è cagliato il latte ed ho provato per la sciacquetta un istinto omicida che non si vedeva dal mitico 1995”

Questo il mio parere a caldo, appuntato sul primo pezzo di carta trovato in borsa; parere che è stato stra-confermato dal resto della sbobba e che, se possibile, è diventato ancora più negativo dopo aver visto “quel che resta di Anthony” correre dalla patetica (purtroppo non “peri”) e dalla sua stramba famigliola per dichiararle tutto il suo inutile e non richiesto amore.

Sono disposta a sopportare diversi gradi di stucchevolezza ma il “Pucci” non lo sopporto proprio e questo libro è l’Enciclopedia Universale del Puccismo. Tutto ciò che è scritto gronda pucciosità, a cominciare dal nome della protagonista, continuando con le sbadiglievoli dichiarazioni di reciproco affetto dei membri della famiglia di Anthony e concludendo con la proposta di rendere il matrimonio reale e contornato dagli immancabili 2500 bambini odiosi.

A questo proposito lasciatemi dire che Anthony ci delude moltissimo in quanto non ingravida al primo colpo la passionale Charity e si piazza non uno, non due, non tre ma bensì 10 gradini sotto l’Eroe Romance Medio, finendo in fondo alla classifica di “Personaggi maschili con i quali mi rotolerei volentieri tra le lenzuola”. Perchè è vero che odio le gravidanze indesiderate miracolose, ma tollero ancora meno un supposto eroe che non mi stimola sessualmente. Posso perdonare l’incapacità di controllare l’eiaculazione, ma non posso perdonare di ispirare noia sessuale.

E con questo ho concluso.
No, amiche mie, non leggetelo.
Fatelo per me.
Leggete lo scontrino dell’Esselunga, sicuramente è più emozionante.

In poche parole

L’unico eroe romance dal quale non mi farei nemmeno accarezzare i capelli, figurarsi i capezzoli !!!!

Poschina

p.s. Il titolo originale è The Temporary Wife. Inutile dire che mi piaceva assai di più.

E per la mai dimenticata rubrica “Riscrivi il finale” ecco come avrei concluso la sbobba.

Sul letto di Morte del Vecchiaccio, Anthony cerca un’ultima riconciliazione che però non avverrà mai. Il moribondo infatti lo accusa di essere stato la causa di tutte le incomprensioni con la moglie e lo maledice fino alla settima generazione.
Accecato dalla rabbia, Anthony corre da Charity, la sbatte al muro e prima se la scopa, poi la sbatte fuori di casa all’urlo di “Lurida sgualdrina, se ti fossi fatta i cazzi tuoi, a quest’ora avresti vissuto con la mia rendita e avresti potuto mantenere la tua folle famiglia. Ora invece te ne andrai senza fare storie e sparirai definitivamente dalla mia vita”.

Charity è costretta ad abbandonare la magione, si rifugia in campagna dalla sua famiglia dove scopre di essere gravida. Viene scafuddata fuori dalla porta e costretta ad elemosinare.

Il libro si conclude con l’immagine di Charity che, ormai prossima al parto, si aggira malconcia per le fredde strade dicembrine di Londra, mentre dalle finestre illuminate giungono attutiti i cori natalizi e i profumi di pan di zenzero.

Dickens, mi fai una pippa !!!!!!!

Nella Gioia e Nel Dolore – Patricia Gaffney

Prima di tutto voglio giustificare la mia impietosa assenza da questo ignobile blog scaricando tutte le colpe su WordPress che è stato irraggiungibile dal mio pc per una decina di giorni. In pratica il bastardo non aveva nessuna intenzione di farmi postare il nuovo articolo, ritardando in modo irrimediabile questa recensione.
Ma passiamo a noi.

Ricordo una ragazzina che sosteneva fermamente che le persone non cambiano. No, l’indole è quella e non cambierà per nessun motivo, al massimo un essere umano estremamente motivato potrà smussare gli angoli ma nulla di più. Quella persona ero io, una fastidiosa adolescente fissata con l’impossibilità di modificare la propria indole e convinta di avere sempre ragione.
Quindi, voi che avete letto attentamente questo libro, potete immaginare senza difficoltà la carogna che mi si è piantata addosso quando ho visto Sebastian cambiare radicalmente nel giro di una pagina.

Ma andiamo con ordine.

INTROVABILI_4

La Trama: Cinico, sofisticato, libertino e fin troppo attraente, Sebastian Verlaine, visconte D’Aubrey, ha accettato di presiedere in qualità di magistrato il piccolo tribunale della sua contea. Un compito che trova oltremodo noioso, finché al suo cospetto non appare Rachel Wade. Condannata a dieci anni per aver ucciso il marito e rilasciata per buona condotta, la donna sta per finire di nuovo in prigione per vagabondaggio. Sebastian, profondamente colpito, è pronto a usare tutta la propria influenza perché gli venga affidata in custodia in veste di governante. La ragione? “Attrazione sessuale” è la spiegazione che sia lui sia la riluttante Rachel si danno, ma la verità è ben altra, molto più importante e nascosta in fondo al cuore…

Ed ora la parola alla giurata – spoiler a manetta

La prima volta che Rachel è comparsa nella pagina del mio kindle mi sono detta “Che cazzo Poschina!!!! Tu odi i personaggi come Rachel!!!” Ed infatti io ODIO i personaggi come Rachel. Li odio perchè nonostante ci vengano presentati come colpevoli di qualcosa, noi sappiamo già a prima vista che non lo sono, che sono vittime delle circostanze, poveri derelitti umani presi a calci dalla vita e bisognosi d’affetto. Cuccioli di gattini scampati all’annegamento di massa e alla disperata ricerca di quell’affetto e quell’amore che non hanno mai avuto.

Li odio istintivamente perchè so che contaminano con la loro innocenza ed il loro sfrenato buonismo ogni essere vivente con il quale vengono a contatto. Li detesto perchè la maggior parte della gente li adora e non si rende conto di essere stata manipolata dall’aura di santità che li circonda. Provo ribrezzo per loro perchè vengono perennemente descritti come privi di un qualsivoglia difetto. Si, avete capito bene, io Rachel l’ho detestata immediatamente e sapevo che avrebbe ammuffito quello che si era presentato come “il mio uomo preferito di Maggio 2015”: Sebastian Verlaine.

Sebastian viene presentato come uno di quegli uomini cinici, insensibili, perversi e disillusi che sono linfa vitale per il benessere dei miei ormoni.
E’ perennemente scazzato e disinteressato.
Imperturbabile, fissato con il dominio della femmina e sessualmente iperattivo.
In pratica l’uomo perfetto.
Ah, ovviamente è anche un gran figo.

Poi, purtroppo per noi, incontra la Santa Maria Goretti di turno.
La vede al processo e decide che è talmente dimessa, sfigata e debole, che la deve avere, SUBITO!
Fin qui nulla di male. L’ha detto lui di essere perverso e sessodipendente.
Ed infatti se la porta a casa, la fa diventare la sua governante personale e appena può le mette le mani addosso, la costringe ad avere rapporti sessuali plurimi che la eccitano come una faina ma siccome lei è traumatizzata dall’ex marito che le ha fatto tantissime cose brutte, si rfiuta di godere e rimane rigida e ferma come uno stoccafisso al mercato.

La storia del “ti scopo a prescindere” va avanti per un po’, poi Sebastian decide di invitare alcuni amici particolarmente simpatici che ci vanno giù un po’ troppo pesanti nell’insultare la povera, maltrattata, traumtizzata Rachel e il capitolo finisce con il nostro eroe che pesta uno degli stronzi e lo caccia di casa.
Fin qui nulla da eccepire.

Parte il nuovo capitolo e Sebastian non c’è più; al suo posto il suo doppelganger patetico e noioso, irritante e moscio che ha reso la seconda parte del libro sempre più irritante in un’escalation di fasidiosità culminata con il non tanto agognato lieto fine.
L’unico scopo della vita di quest’uomo diventa il godimento della “povera” Rachel, la quale viene sottoposta a sessioni continue di sesso che però ahimè, non portano a nulla, fino a che a – quel che resta di Sebastian – non viene in mente l’idea delle idee. Visto che Racheluzza nostra è traumatizzata dall’ex marito che la legava e se la scopava in ogni modo e in ogni dove, perchè non legarla e scoparla come se non ci fosse un domani?

Incredibilmente la terapia comportamentale funziona e lei orgasma manco fosse una pornostar sul set dell’ultimo film di Siffredi.

E se mi annoiavo prima, figurarsi ora che i due piccioncini si scambiano paroline d’amore e di giubilo ogni 25 secondi netti.
Non sto a raccontarvi il resto. Vi dico solo che Rachel arriva addirittura ad imporsi e costringe lo scopatore seriale a strisciare come una merdaccia prima di essere perdonato.

Giuro che il cambiamento repentino di carattere del nostro eroe è più che irritante. Va bene andare incontro alle esisgenze altrui, va bene anche smussare un po’ gli angoli, ma non puoi passare dall’essere un bastardo senza cuore, insensibile e perverso a cucciolotto pronto a leccare chiunque ti prometta di allungarti un biscotto. No, così non è affatto giusto. Non potete tradire un personaggio in questo modo e poi così, senza che ci sia una vera e propria evoluzione ma semplicemente un cambiamento incomprensibile da una pagina all’altra.

Maxima delusione.

In poche parole

Sante Marie Goretti di tutto il mondo, Vi Odio.

Poschina

Maliziose Intenzioni – Elizabeth Hoyt

Beh, che dire?
Io la Hoyt non la capisco proprio o forse sarebbe meglio ammettere con onestà di essere attratta dal marcio e dal morboso e farla finita.
Di tutti i libri della serie Maiden Lane, questo oltre ad essere il primo in ordine cronologico, è quello che mi è piaciuto di più.
Me ne mancano un paio che ho intenzione di leggere il prima possibile per farmi un’idea più completa della serie e per capire se troverò altre “perversioni” che mi diano le stesse soddisfazioni di quelle di Lord Caire.
Ma andiamo con ordine….o almeno proviamoci.

passione_80

La Trama: Lazarus Huntington, lord Caire, è deciso a dare la caccia al feroce assassino che si aggira nei bassifondi di St Giles e che ha ucciso la sua amante. Ma per scovarlo ha bisogno dell’aiuto di Temperance Dews, vedova e direttrice di un orfanotrofio, che conosce quella zona come le proprie tasche. Poiché ha bisogno di fondi, la donna stringe un accordo con Lazarus: gli farà da guida in cambio del suo impegno a individuare un benefattore per i suoi trovatelli. Si tratta di un patto d’affari, tuttavia fra i due scaturisce un’attrazione potente. Dai bordelli ai saloni di Mayfair, e alle insidie dei vicoli bui, ogni passo li avvicinerà a una rete mortale, e sempre più alla passione…

Ed ora la parola alla giurata – qualche spoiler 

Prima di tutto partiamo dalla cosa fondamentale che forse vi aiuterà a capire perchè ho apprezzato questa serie in modo altalenante.
A me di tutta la storia dello spettro di St. Giles non frega una benamata.
Oltretutto l’idea di provare attrazione sessuale per un tizio vestito da Arlecchino, e sottolineo Arlecchino, non mi sfiora nemmeno l’anticamera del cervello.
Per questo motivo finora il libri incentrati pesantemente sullo spettro sono quelli che ho apprezzato di meno.

Concentriamoci dunque sui motivi che rendono questo libro degno di essere letto.

Lazarus è il classicissimo nobile straricco con un passato che lo ha segnato indelebilmente e lo ha reso anaffettivo e, cosa ancora più importante, non sopporta di avere un contatto pelle contro pelle con un qualsiasi altro essere umano. Oltretutto, strano a dirsi, non gode di buona fama. Pare infatti che abbia strane perversioni sessuali, che si accompagni esclusivamente a prostitute e poco di buono e che non si faccia scrupoli nell’uccidere qualcuno a sangue freddo.
Il nome non mi piace e non evoca piaceri sessuali ma la descrizione fisica invece porta il mio livello di eccitazione a picchi che non si vedevano dai tempi di Lord Dain. Caire (mi fa più sesso chiamarlo in questo modo) è alto, fisicato, con splendidi occhi blu e una cascata di capelli grigi. Ecco. Non so perchè, ma se me lo figuro mentalmente mi viene immediatamente voglia di slacciargli la patta dei pantaloni e premiarlo per il modo in cui riesce a distinguersi dalla massa di eroi romance che infestano le pagine dei nostri adorati libri. Non il solito biondo o l’ancora più classico moro con occhi blu/verdi/grigi. No. Un eroe nuovo. Completamente diverso da tutti gli altri. Era ora.

Oltretutto il suo passato di “povero ragazzo incompreso” risveglia l’istinto latente da crocerossina che tengo nascosto sotto strati e strati di cemento armato. Quindi il mio adorato Lord Caire, tra capello grigo, perversioni sessuali, anaffettività, turbe pischiche e passato drammatico, ha avuto vita strafacile con una tipa ossessionata da uomini affetti da patologie multiple come me.

In più ha uno stile altezzoso/snob/sprezzante che mi fa sburrare in modo imbarazzante.

La Hoyt in questo particolare caso è molto brava nel creare quell’attrazione sessuale tra i personaggi che ti fa venire voglia di attaccarti a pompa al tuo vicino di treno nonostante sia un pubescente squallido e con grossi problemi di acne.
E poi vogliamo parlare di quando il sensualissimo Carie “costringe” Temperance a spiare le coppie che scopano in un bordello strusciando il suo enorme e proporzionatissimo pene sul fondoschiena della pulzella, costringendola letteralmente a fuggire per non farsi sbattere dietro il primo, malfamato, angolo di St. Giles?

Da qui in poi il tono del romanzo diventa un po’ meno perverso e più romantico, ma stavolta perdono l’abbondanza di “Ti Amo” nonostante siano oggettivamente fastidiosi perchè Lord Caire mi è entrato nel cuore, nel cervello e negli ormoni. Ed infatti godo come un riccio ogni volta che ricompare nei successivi romanzi (sì, sto finendo la serie).

Ok, oggi come oggi la “perversione” che sconvolgeva nel ‘700 è quotidianità per molti di noi ma poco importa, quello che conta è che finalmente mi sono ritrovata appassionata ad una storia, sbavante per un eroe problematico e affascinante, non mi sono irritata mortalmente nè annoiata e mi sono riappacificata con l’intero genere. Tutto merito di quest’uomo particolare e perverso, dominato dall’incapacità di provare sentimenti, annichilito dalla vita, che mi ha tanto ricordato me stessa e mi ha fatto venire una fotta incredibile di aiutarlo a superare i suoi problemi, soprattutto quelli relativi al contatto pelle contro pelle……

Ah, Lord Caire…. cosa non ti farei !!!!

Tra l’altro, lo voglio anche io un gran figo così che compare inaspettatamente in casa mia e poi mi seduce insistentemente fino al punto di farmi orgasmare ogni sacrosanta volta che mi tocca. E lo voglio subito.

In poche parole

L’unica sfumatura di grigio che merita di essere letta.

Poschina

Lo Scandalo dell’Anno – Laura Lee Guhrke

Dovete sapere che sono cresciuta guardando Perry Mason e La Signora in Giallo. Questo per dire che non è colpa mia se sono un’inguaribile pettegola perennemente impegnata a polemizzare.
Nell’ultimo post ero tutta eccitata per questo libro e mi auguravo che non svaccasse.
Ecco; appunto.

ROMANZI_1093La Trama: Aidan Carr, duca di Trathen, è stato abbandonato per ben due volte sul punto di sposarsi. La prima quando la sua fidanzata è fuggita in Egitto con un altro, la seconda quando è stato coinvolto in uno scandaloso divorzio. Ora che deve definitivamente trovare moglie, nella sua vita entra di nuovo lady Julia Yardley, la donna che lo ha usato per liberarsi di un matrimonio infelice. Rimasta senza un soldo, Julia ha bisogno di un impiego e si propone addirittura come sua segretaria per aiutarlo a scegliere la candidata ideale. Ben presto la vicinanza risveglia una passione mai sopita e Aidan si rende conto che, nonostante tutto, è proprio Julia la donna che lui vuole. Ma prima dovrà convincerla a credere ancora nell’amore…

Ed ora la parola alla giurata

SPOILER

Questo è il classico libro che parte bene.

Aidan e Julia si incontrano per caso un pomeriggio. Lei ha diciassette anni, è disinvolta, civettuola, diretta, affascinante, provocatrice e lui non può fare altro che farsi venire il durello e osservarla da lontano perchè la zoccolaccia in questione è promessa sposa a tale Yardley e quindi non c’è trippa per gatti.

La loro “relazione” fatta di sguardi, pruriginose allusioni, durelli come se piovesse, promesse di erotiche tentazioni, repressione dell’istinto sessuale e via dicendo, funziona alla grande. Anzi. Alla grandissima. Tanto che io ho voracemente letto pagina dopo pagina, affascinata dalla conturbante Julia e dal suo spregio nei confronti delle regole sociali.

Aidan, dal canto suo, ha il fascino del classico irreprensibile gentiluomo fittizio inglese, che è tutto onore  e rispetto, salvo poi avere una perenne erezione per la donnaccia dissoluta che ha conosciuto anni prima in campagna. Ebbene sì. Lui resiste a questa tentazione da dodici fottuttissimi anni.

Ricapitolando abbiamo una donna considerata mezza zoccola dalla buona società e un duca irreprensibile che cerca di resistere al potere erotico sprigionato dalla giovin signora.

Fatto sta che la zoccolaccia in questione decide che sarebbe anche ora di porre fine al suo infelicissimo matrimonio con Mr. Yardley e pensa bene di sedurre Aidan per farsi beccare con le mutande calate dal marito ed essere finalmente libera di divorziare. Tutto fila liscio, Aidan viene sputtanato, la fidanzata lo molla, la buona società lo guarda male e Julia si da alla pazza gioia in giro per l’Inghilterra, fino a che…..

Fino a che, spinta dai debiti, decide di chiedere aiuto al vecchio amico Aidan e ne diviene la segretaria.

E fin qui tutto bene. Poi però, allusione dopo allusione, pagina dopo pagina, comincio a sentire odore di bruciato.

Avendo letto abbastanza romance da essere un po’ scafata, mi accorgo che qualcosa nel racconto della giornata di passione in Cornovaglia non quaglia. Infatti lui era ubriacherrimo e lei non fa altro che ripetere di essersi comportata in modo infame. Comincio quindi a temere che il Sex-day in Cornovaglia non sia altro che il grande, grandissimo BM di questa storia e comincio a tremare, piangere dalla rabbia, inalberarmi, riflettere….perchè una volta realizzato che tra i due cazzoni non è successo nulla, il mio cervello ha ormai chiaro che siamo di fronte all’ennesima pulzella bisognosa di aiuto. Ed io questo non lo accetto.

Vostro Onore, chiamo al banco dei testimoni la Signora Laura Lee Guhrke.

“Signora Guhrke, non è forse vero che lei ha strutturato il personaggio di Julia in modo che risultasse agli occhi del lettore una donna particolarmente sensuale, amante dei piaceri della carne e priva di qualsiasi scrupolo?
Non è forse vero che per il 70% del libro il lettore crede di trovarsi di fronte ad una donna indipendente, ribelle, consapevole e manipolatrice?
Non è forse vero che questo espediente narrativo le è servito solo per illudere le povere donne moderne di trovarsi di fronte ad un personaggio femminile che si discostasse dal solito, noioso, stereotipo della donna bisognosa dell’uomo per trovare se stessa?
Non è forse vero che circa al 75% del suo libro si scopre che Julia è in realtà una donna traumatizzata, sola, debole, mezza vergine che è terrorizzata dall’idea di essere coinvolta sentimentalmente in una relazione, ossia la classica, noiosissima donna vittima del bruto di turno che si nasconde dietro ad un alone di sfacciataggine per nascondere la sua natura di sfigata sessualmente repressa?
E non è forse vero che il lettore si deve sorbire tutto il pallosissimo racconto del marito brutale che le lega le mani con una cravatta e la frusta?
Non è forse vero che la sensuale, erotica, libertina Julia è in realtà una suorina insopportabilmente lagnosa?
E, per concludere, non è forse vero che il lettore deve sorbirsi pagine e pagine di seghe mentali sul fatto che la protagonista non ha nessuna intenzione di risposarsi salvo poi ritrattare nel giro di 5 fottuti minuti senza apparente logica?
Vostro Onore, chiedo la condanna della qui presente Laura Lee Guhrke, per aver illuso, perculato, ingannato, beffato e gabbato le povere donne dell’era moderna che credevano di trovarsi di fronte ad una donna da ammirare ed invece si sono ritrovate con la sorella gemella di Santa Maria Goretti che si lagnava sulle loro spalle.”

Giudicare questo libro non è affatto facile.
Il 70% meriterebbe senza nessuna remora un bel 7,5 ma tutta la parte dedicata alla “Storia Triste” di Miss. Julia mi ha irritata parecchio e la tentazione di lanciare il libro dal finestrino del treno era davvero fortissima.
Tuttavia non posso dire che sia scritto male, o che sia oggettivamente brutto. Tutt’altro.
E non dimentichiamoci che si è riscattato alla fine evitandoci l’odiatissimo epilogo.

A conti fatti è un libro che potrei anche consigliare, magari molte di voi proveranno per Julia e per la sua storia triste un moto di affetto e comprensione. Io le avrei tagliato la testa con la Katana di Michonne….però è anche vero che io tendo ad essere poco empatica e piuttosto stronza, quindi non faccio molto testo.

Poi Lord Trathen è un gran leccatore di patate ed anche un grandissimo scapezzolatore, quindi tutto sommato poteva andarmi molto peggio….

In poche parole

Perla del giorno: I grandi scapezzolatori e magistrali leccatori di patate finiscono sempre con donne degne dell’appellativo “palla al cazzo”. Deal with it.

Poschina

La Seduzione di un Gentiluomo – Cecilia Grant

Avete presente la frase “più cocciuta di un mulo?” ecco, l’hanno inventata pensando a me.
Infatti quando mi fisso con qualcosa non ci sono cazzi che tengano. Finchè non ho soddisfatto la mia fissazione, non sono contenta. E spesso non sono contenta nemmeno dopo perchè sono, fondamentalmente, una grandissima cagacazzo.
Ma perchè questo pappone su me medesima?
Perchè ho ripreso l’insostenibile “La seduzione di un gentiluomo” e mi sono imposta di superare lo scoglio delle prime 20/30 pagine. Secondo voi, alla fine, questa fatica è stata ricompensata?

PASSIONE_115

La Trama: Mantenuta di un ricco signore, Lydia Slaughter è un genio con i numeri e il suo obiettivo è vincere a carte la somma che le garantirà l’indipendenza. Conosce bene gli uomini, sia in camera da letto sia al tavolo da gioco, e non ha paura di piegare le regole a proprio vantaggio. Così è per lei facile spennare Will Blackshear a vingt-et-un . Anche l’eroe di Waterloo ha estremo bisogno di vincere molto denaro, e nonostante non intenda farsi distrarre dal desiderio, un’alleanza con Lydia potrebbe rivelarsi utile per entrambi. E la posta in gioco è molto alta, poiché a ogni puntata, allettata anche da tacite promesse di piaceri carnali, si fa più grande l’unico rischio che non possono permettersi di correre: innamorarsi…

Ed ora la parola alla giurata

Recriminazione 1: Invece di scrivere per  tutto il fottutissimo libro “vingt-et-un”, solo per fare i fighi, avreste potuto scrivere 21, tanto lo conosciamo tutti il gioco…. perchè ogni volta che leggevo  vingt-et-un, mentalmente lo sentivo pronunciato da mia nonna Linda con il suo accento misto “milanese – Italiano” che la contraddistingueva e questo non creava certo la giusta atmosfera.

Recriminazione 2: Le prime venti/trenta pagine di questo romanzo storico che ha vinto il premio “Sensual Hystorical Romance 2012” farebbero ammosciare anche un pornoattore con 5 pastiglie di viagra in corpo, figuratevi una giovane donzella come la sottoscritta ed infatti, a  dicembre, lo avevo abbandonato tra una bestemmia e l’altra.

Poi però un paio di gg. fa mi è presa la fisima.
Siamo onesti.
Non sapevo cosa leggere, non volevo nulla che superasse le 300 pagine e tutto quello che ho in lista da leggere supera abbondantemente le 500 quindi mi restavano pochissime alternative. O rileggere per la miliardesima volta “nine rules to break….” oppure riprovare cocciutamente a farmi piacere questa sbobba.

Prendo la situazione di petto e salto a piè pari le pagine noioserrime fino al momento in cui la battonazza si mette a giocare a carte spennando il quercioso Will. Dico “quercioso” perchè le due battonazze amiche di Lydia lo definiscono “grande come una quercia” e lui stesso, per rincarare la dose, dice alla nostra battonazza per eccellenza di avere un uccello di ragguardevoli dimensioni.

Forse forse non ho fatto poi così male ad incaponirmi.

Ricapitoliamo:

Abbiamo un uomo reduce di guerra con il solito, noioso, ininfluente triste passato, che è alto, fisicatissimo, moro con occhi scuri ed ha anche un cazzo notevole e una donna non bellissima ma estremamente sensuale che ha un passato noiosamente tristissimo (solita storia di amore finito male con gravidanza a seguito, aborto e conseguente impossibilità ad avere figli), bravissima con i numeri che si accorda con l’uomo quercia per girare di bisca in bisca a raggranellare soldi barando.

Ora, secondo voi, come può finire?
Bravi.
A schifìo finisce.

In realtà, prima di arrivare a Schifìo passa un sacco di tempo, tanto che avevo quasi perso le speranze…. Noiose introspezioni, pallosissime partite a carte fatte di segnali a me tutt’ora incomprensibili per fottere il banco e seghe mentali ingiustificate. Il tutto per arrivare alla tanto agognata scopata.

Anzi due.
La prima si fa al modo di Lydia, con lei che praticamente si fa sfondare a colpi di “Spingi di più, sfondami, fammi sentire il tuo uccello” (giuro che non sto scherzando nè esagerando).
La seconda in Will Style. Ossia una lenta, profonda, languida, calda seduzione prima di affondare l’enorme attrezzo nello scrigno segreto.
Onestamente, mi vanno bene entrambe le versioni, non sono schizzinosa…. ma devo ammettere che il modo in cui Will affronta il rapporto sessuale ha smosso piacevolmente l’ormone, facendolo sbatacchiare vorticosamente nelle mie parti basse.

Dopo che è finita a Schifìo, ci troviamo ad assistere ad un inutile e superfluo duello tra il nostro amatissimo Will e quel cafone dell’ex protettore della puttanazza.

Finirà bene.
Strano vero? Noi tutte immaginavamo un finale triste ed invece piomba su di noi come un falco pellegrino il classico lieto fine (senza ingravidamento perchè lei, come detto prima, è sterile. Davvero sterile. Non come negli altri romance in cui si dice che la pulzella non può procreare e poi procrea alla prima botta con il “verga gigante” di turno. Quindi un applauso per la coerenza narrativa).

Ora però tiriamo le somme.
Non è un libro per il quale viene voglia di strapparsi le mutande, ma vedere una donna che gode del sesso e che non ha bisogno del maschio Alpha che la illumini sui piaceri della carne, è in un certo qual modo liberatorio.
Oltretutto ammettiamo che, se pur noiosissima, la storia della relazione che comincia con allusioni sessuali durante l’insegnamento del gioco del Ventuno, è originale e diversa dal solito.
Come profondamente diversa dalla “Classica Eroina Romance” è Lydia.
Indipendente, zoccola, succhiacazzi di notevolissima bravura, adoratrice del sesso, è distante anni luce dalla verginella imbarazzata e inesperta che impera nel romance storico.
Will è, purtroppo, il classico gentiluomo che la mena a tutti che vuole resistere alla tentazione e poi le sbatte l’enorme verga nello scrigno non poi tanto segreto alla prima occasione. Però ha il pregio di fottersene realmente della differenza di classe che li divide e si sposa l’ex prostituta, ex mantenuta, ex fertile Lydia, nonostante questo lo porti a diventare “Il Reietto per Eccellenza”.

Alla fin della fiera il libro non mi è dispiaciuto.
Non sono impazzita di gioia/piacere ma nemmeno mi sono fatta due palle come due meloni (escluse le prime pagine).
E poi il libro contiene delle perle imperdibili del tipo “Lei lo succhia così bene che potrebbe far resuscitare un morto” o roba simile.
Non so se rendo l’idea….

In poche parole

Penso che non giocherò MAI più a 21 o Blackjack che dir si voglia, in compenso ora ho un motivo in più per adorare le querce.

Poschina