Cosa leggo mentre aspetto di leggere quello che voglio leggere?

Lo so che tutti voi vi chiedete ossessivamente cosa leggo tra un romance in uscita e l’altro. Esempio.
Il 31 Ottobre doveva uscire “Il diavolo in Primavera” della Kleypas ed invece col cazzo. Lo hanno rimandato di un mese. E ieri doveva uscire “Il Duca e la Dama in Rosso” della Hearth e invece col cazzo 2 – la vendetta.
E quindi?
Come mi trastullo in attesa dell’arrivo dei miei guilty pleasures?
Esattamente così:

Leggo riviste di dubbio gusto che mi passa mia madre

Voi siete cresciuti in famiglie normali, dove la mamma leggeva Harmony e faceva torte al caramello salato tutto il giorno mentre la mia leggeva Thriller e Gialli e mi faceva vedere senza alcuna remora “Telefono Giallo”; un programma poco adatto ad una bambina in età scolare che mi ha più volte traumatizzata e che mi ha fatta diventare una fanatica del torbido che più torbido non si può.

Siccome la genetica non è un’opinione mi trovo ad essere un’accanita fan di serie Tv quali “Criminal Minds” e “CSI” e, anche se mi vergogno un po’ ad ammetterlo, quando mia mamma mi passa “Giallo” lo leggo dalla prima all’ultima pagina (rubrica sugli animali domestici esclusa perchè persino io ho dei limiti).

Giallo è un rotocalco agghiacciante che esplora con patetismo e pruriginosità in dosi industriali la cronaca nera italiana. Nulla viene risparmiato. Morti misteriose, sparizioni inquietanti, omicidi irrisolti e processi infiniti. Lo stile è basic, il giornale deve andare bene per la casalinga di Cesate e per la Manager d’assalto, le foto sono spesso brutte e con i contorni  fosforescenti, sono moralmente contraria a questo tipo di sfruttamento del dolore ma poi mi ci fiondo con gioia e gaudio, mi appassiono ai casi, faccio congetture, divento colpevolista/innocentista e ne parlo per ore con mia madre, che ovviamente è un passo avanti a me perchè ha già finito il giornale successivo al mio.

Rileggo sempre gli stessi libri

In questa settimana mi sono riletta “L’amante di Lady Sofia” e “Nodi d’Amore” di Zia Lisa SantaMariaDelRomance Kleypas. Mi sono trattenuta dal fiondarmi su “Sognando Te” perchè praticamente lo so a memoria, ma quando sono disperata perchè le nuove uscite non escono devo coccolarmi con qualcosa che non mi faccia incazzare e Zia Lisa in questo caso non delude.
Solitamente poi passo alla Heyer per concludere con la Balogh.
Se, sfiga vuole, incappo in Ayn Rand, finisce che non leggo nient’altro per mesi perchè mi perdo in riflessioni cosmiche e tutti gli scrittori dopo di lei mi sembrano mediocri.

Compro libri a cazzo per non uscire dall’edicola a mani vuote e deludere il commesso che mi ha guardato come fossi il suo personale raggio di sole in una nebbiosa giornata milanese di fine ottobre.

Ed è così che sabato sono uscita dall’edicola con in mano “Il patto dello Scandalo” di Diane Gaston, che ho comprato per imbarazzo e che al momento non mi dispiace….però sono a pagina 30, ne mancano 200 e qualcosa quindi qualsiasi giudizio sarebbe prematuro.

Lo stesso vale per i settimanali/mensili. Tipo quando ho comprato “Starbene” perchè dopo mezz’ora che frugavo tra gli scaffali mi sembrava brutto non comprare nulla….però io detesto il salutismo, le attenzioni alimentari e la cura del corpo a base di massaggi di foglie di eucalipto la mattina prima delle 5 nei giorni di luna calante e quindi ho buttato il giornale una decina di minuti dopo.

Imparo a memoria i volantini delle agenzie immobiliari

Sono una fanatica delle piantine delle case, delle metrature, del “Grazioso appartamentino da personalizzare” che tradotto significa un buco completamente da sventrare e ricostruire mattone su mattone. Quando i libri scarseggiano prendo il libro degli annunci immobiliari e me lo guardo tutto nei minimi dettagli. Anche questa passione è colpa di mia madre. Quando vivevo nella stessa casa lo facevamo insieme, poi sceglievamo la casa più interessante e pensavamo a come arredarla.

D’altronde si sa, le malattie mentali sono ereditarie.

Cerco di leggere libri che non ho mai letto per abbandonarli dopo poche pagine o addirittura poche righe.

Questa è una mia specialità. Compro un libro folgorata da un’improvviso bisogno di avere quel libro specifico, che solitamente è un pappone terrificante che parla di roba seria oppure è un romanzo di qualche autore semisconosciuto trovato per caso in Feltrinelli mentre cercavo un biglietto di auguri. Il libro in questione mi sopravviverà intatto, ma a scadenze regolari provo a leggerlo in attesa del libro che voglio davvero leggere.

Una volta ho addirittura letto un paio di capitoli prima di arrendermi.
Un record.

Leggo libri che mi fanno riflettere e stimolano i neuroni

Per esempio “L’Educazione Im-Possibile” di Vittorino Andreoli. Che mi ha fatta riflettere su come la società in cui sto cercando di crescere i miei figli sia profondamente diversa da quella di mio padre e addirittura rivoluzionata rispetto a quella dei miei nonni.
Di come il cambiamento repentino abbia creato confusione, incomprensione ed una difficoltà nell’educare i figli, che non hanno punti di riferimento. Ho pensato all’indottrinamento nelle scuole, nei posti di lavoro, nella difficoltà del nostro stato di accettare il cambiamento, il suo rifiuto nel capire che la “famiglia” è cambiata, l’accanimento nel cercare di conservare un modello che non esiste più.
Il ruolo dell’uomo che era il perno dell’educazione e del potere che ora fa il mammo e non si riconosce ed è in un certo qual modo smarrito perchè da una parte ci si trova bene ma dall’altra non ha un esempio a cui fare riferimento.

E la donna?
La donna è padrona di se stessa, non ha bisogno e non vuole un altro padrone.

Insomma, un bel casino e il mio adorato Vittorino non è per niente ottimista in merito al futuro. Ed io? Io rifletto. Penso alle donne, a quello che fanno, a come sono e a come tutti vorrebbero fossero.

Ma a chi interessa parlare seriamente della donna, del suo ruolo e di quello che vuole? A nessuno, quindi….come mi è stato detto, la pianterò di ragionare in termini di femminismo e sessismo perchè non ho più 15 anni, qualsiasi cosa questa frase voglia dire.

Ecco cosa faccio e cosa leggo.
Niente di originale, nulla di speciale o di figo.
La realtà è che mi trascino disperata in perenne attesa di quel Romance che mi farà battere il cuore, ballare gli ormoni e cantare di gaudio.

E voi…cosa leggete mentre aspettate di leggere quello che volete leggere?

Poschina

 

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Mani Calde, Cuore Freddo – Miss Black

Ci provo, perchè sono a casa sola con Satana e Lucifero che sono in piena fase Terrible Two e che in questo momento stanno saltando sul mio letto armati di biscotti e di un ombrello pieghevole che hanno rubato chissà dove mentre io, madre degenere, cerco di scrivere una recensione…..

Qualche anno fa, non so come e non so perchè, ho acquistato il mio primo libro di Miss Black che, cita la biografia “… ha lavorato per anni come mistress, in Italia e all’estero. Si è ritirata e vive in Gran Bretagna. Scrivere per lei è un hobby” e vorrei che fosse chiaro che a me questa versione piace, cioè anche se in realtà fosse un’ultrasessantenne di Bollate che ha sempre fatto la casalinga non lo voglio sapere, e non voglio nemmeno sapere se in realtà è un’autrice che detesto che scrive sotto pseudonimo. A me piace così, come si presenta, se poi è davvero una ex mistress ora rilassata scrittrice, meglio ancora.

Tutto questo inizio prolisso solo per dire che una volta trovata, non l’ho più lasciata andare.

La Trama: Si può finire a letto con qualcuno senza averne l’intenzione? È quello che succede a Kerry Arveda, operativa della CIA alla prima missione sul campo. Il suo obbiettivo è scoprire se un’azienda di componentistica meccanica aggira le sanzioni internazionali verso gli “stati canaglia” e per farlo pensava di fare amicizia con Ethan Fairchild, uno dei dirigenti della compagnia. Ma le cose non sono andate come previsto, anche perché Ethan «non pratica il romanticismo» e il loro primo appuntamento si è trasformato in una sessione di sesso torrido. In un certo senso imbastire una relazione con lui è un modo come un altro per farsi portare in Europa con il gruppo incaricato di incontrare i clienti internazionali, in un altro… Ethan è la persona più fredda del mondo, incredibile a letto, ma senza cuore. Oppure no? Forse le cose non stanno proprio come sembrano… in tutti i sensi.

Ed ora la parola alla giurata – ovviamente spoiler…

Allora, più che una recensione su questo libro nello specifico, che a me è piaciuto moltissimo, come mi piacevano da impazzire i primi….vogliamo parlare di “Comprami” e “Iniziazione al piacere”…de “La Rondine Rossa” e “I Divorziati”? è più che altro una nota di apprezzamento per questa scrittrice perchè come non innamorarsi di questa donna, che scrive di sesso usando termini come cazzo, vagina, squirting, orgasmo e non eufemismi del cazzo che non fanno altro che portarmi ad un passo dall’attacco isterico e, diciamocelo, mettersi a gridare in treno alle 7.45 del mattino “si chiamano capezzoli, non nodini!!!!!!!” potrebbe farmi passare per una squilibrata, invece che per una donna tutto sommato normale che chiama vulva la vulva e cazzo il cazzo.

Cmq. oltre a scrivere bene in modo scorrevole storie che spaziano dal Crime (tra le mie preferite perchè ovviamente crescendo a Quarto Oggiaro non potevo che sviluppare una certa malatissima predilezione per i criminali disadattati) al Romance, passando per il BDSM, per il Fantasy e per lo Sci-fi, ha una capacità non indifferente di rendere ogni cazzo di ambientazione interessante ed ogni storia riesce ad essere plausibile nonostante ci siano sparatorie, aborti praticati in un treno in corsa e roba come trasfigurazioni magiche. C’è un po’ troppa carne al fuoco? No, quantomeno secondo me. Poi ok, ogni tanto ho pensato che non ci fosse un unico scrittore ma almeno tre, poi me ne sono altamente sbattuta le palle perchè è un dettaglio che, onestamente, non mi interessa.

A me interessa il modo in cui Miss Black riesce a presentarci dei personaggi estremamente umani; tutti hanno delle debolezze più o meno evidenti e più o meno invalidanti che li rendono imperfetti e bellissimi, capaci di entrarti nel cuore (alcuni anche nelle mutande) e non uscirne più.

Chiaramente non ho amato tutti i libri nello stesso modo, alcuni [pochissimi in realtà], non mi sono nemmeno piaciuti più di tanto, e meno male….perchè io detesto la fandom spinta, quei fan che non riescono più ad avere un senso critico ma che amano incondizionatamente tutto quello che fa il loro idolo. No, io alcuni li ho trovati mediocri, altri belli, altri ancora stupendi, pochi mi hanno lasciata indifferente. Nessuno mi ha fatto schifo.

A parte rarissimi casi, sia fisicamente che psicologicamente i personaggi presentati non sono perfetti, hanno paure, insicurezze e timori che li rendono simili a noi comuni mortali….poi ok, le donne hanno degli orgasmi pazzeschi e tutti gli uomini hanno dei cazzi di ragguardevoli dimensioni, hanno straordinarie capacità di usare lingua e mani e ti fanno sempre come minimo venire almeno un paio di volte a scopata. Però qui siamo nel territorio del libro erotico e nessuno vorrebbe leggere di uomini con un minipene che non sanno nemmeno come usare.

Nello specifico in questo libro abbiamo una donna insicura del suo aspetto (forse la prima nell’universo di Miss Black che solitamente, grazie a dio, ci presenta donne sicure di se e consapevoli delle proprie qualità) che si trova inaspettatamente a farsi scopare dal suo capo, che non le piace nemmeno più di tanto, è anaffettivo e la tratta come un oggetto sessuale e nient’altro. Tra l’altro la nostra eroina si “sacrifica” per la patria, solo che poi ci prende gusto perchè Ethan, oltre a saper scopare come dio comanda, ha anche qualcosa di indefinibile che la tiene legata e che le fa desiderare di non perderlo. E così, con questa descrizione merdosissima ho banalizzato il tutto.

Ma pazienza.
Per fortuna c’è lei che riesce con libri piuttosto corti (un gran pregio per evitare di diventare ripetitivi ed annoiare) ad approfondire la psicologia dei suoi personaggi che spesso sono malinconici e sofferti, basti pensare a Eve e John in “Comprami”, lui tormentato dalla morte della moglie e lei distrutta da quella del figlio. Come cazzo fai Miss ha riuscire a trasmetterci tutto il loro dolore senza diventare patetica e senza concentrare l’intero racconto su questo tema? Come  fai? Sono gelossissima di questa capacità. Io quando ci provo mi ritrovo con decine di pagine pallosissime che non portano a nulla e annoiano me che le scrivo, figurarsi chi dovrebbe leggerle….

I suoi personaggi maschili non sono quasi mai dei fighi da paura ma spessissimo uomini over 40 interessanti ed estremamente sensuali, con un passato non brillante per quanto riguarda l’amore (matrimoni falliti, perdite, disillusioni) e le sue donne sono spesso decise, in carriera, perfettamente a loro agio con il proprio corpo e la propria sessualità (nota di demerito sono quasi tutte fighe) e forse non lo sanno ancora, ma cercano quello che tutte le donne vogliono: un uomo con il cazzo grosso che le faccia orgasmare in continuazione.

E, ovviamente, l’amore.

In breve, quando esce un libro lo compro a tempo zero e lo leggo nel giro di mezza giornata, poi finisce subito nella cartella “Erotic” del mio kindle, pronto per essere riletto nei momenti di noia letteraria.
Non riesco a spiegare bene perchè mi piacciono tanto, ma credo che sia quel mix di erotismo mai patetico e mai volgare, quell’introspezione sottile che non manca mai, la mancanza di veri e propri stereotipi, l’elasticità mentale delle sue donne e la sensibilità non scontata degli uomini. I criminali poi sono fa-vo-lo-si!!!!!!!!!!!

Persino i lieto fine non mi fanno bestemmiare, giuro.
Riesce ad essere romantica ma non Pucci-Pucci….evita con accuratezza il “SoleCuoreAmorettismo” e non ho ancora trovato tracce di Santamariagorettismo spinto. Perchè, come dico sempre, non mi irrita la felicità altrui, ma come questa viene molestamente, o meno, spiattellata.

Che dire?
Leggete, leggete, leggete.

In poche parole

Un’intera varietà di uomini dai quali mi farei sbatacchiare più che volentieri.

Poschina

 

 

 

I Segreti di Lady X – Eloisa James

Che la nostra Eloise avesse una certa predisposizione per le leccate di vulva, lo avevamo capito tempo addietro e scoprire che le cose non sono cambiate, un po’ ci rassicura.

La Trama: Dopo aver fatto fortuna, Thorn Dautry, figlio illegittimo del duca di Villiers, desidera avere una donna al suo fianco. Ma per sposare una vera lady, Thorn capisce di avere bisogno dell’esperienza di lady Xenobia India St Clair. Raffinata, testarda, indipendente, figlia di un marchese decaduto, India promette di trasformare la sua vita e la sua dimora nel giro di tre settimane. Nasce però una passione intensa e travolgente che muterà i loro sentimenti nel profondo e Thorn dovrà mettere da parte il suo animo fiero e indomito…

Ed ora la parola alla giurata. Solo spoiler perchè non si può fare altrimenti

Prima di tutto voglio ringraziare la mia buona sorte che mi ha permesso di capitare del tutto casualmente sulla pagina Amazon di questo libro e, secondo, qui abbiamo a che fare con due personaggi che hanno alle spalle una Sad Story.
Lui è figlio illegittimo e per dodici anni ha vissuto nei bassifondi di Londra raccattando cose preziose dalla melma del Tamigi (e vi ricordo che ci si smaltivano i cadaveri dentro quindi non era proprio come fare il bagno alle Maldive) e lei è figlia di un Marchese completamente fuori di cozza che, complice la moglie, non la cagava mai e l’ha fatta vivere nell’indigenza più totale finchè non ha avuto la decenza di schiattare in un incidente in carrozza (precipitando casualmente proprio nel Tamigi).

Questi due losers si incontrano perchè lei di lavoro fa la arredatrice, ma se vi fa più piacere diremo che era un’antesignana degli ormai sempre presenti Interior Designers, e lui ha una magione da ristrutturare in fretta e furia perchè vuole sposare la donna dei suoi sogni: la bella, dolce, remissiva e molto probabilmente dislessica Lala. Già dal primo incontro capiamo di quale genere di libro stiamo parlando.

Il nostro Thorn ci viene descritto come un uomo estremamente virile, tanto da intossicare di virilità l’aria della stanza, ed io, che ho una fervidissima immaginazione, mi sono figurata iddu più o meno così

ma in abiti ottocenteschi.
Il punto è che Thorn è grosso, virile, poco civilizzato e siccome è troppo superiore per piegarsi alla moda fighetta del ton, lui non usa la giacca e questo ci permette di sapere che la sua illegittima verga va in un tiro pazzesco appena vede la nostra India e non ha nessuna intenzione di scendere nonostante lui pensi tutto il tempo ai gattini morti per cercare di non farsi sgamare.

Lei ovviamente lo sgama e come succederebbe a tutte le donne con un minimo di attività ormonale, le sue ovaie esplodono come le mie ogni volta che vedo Robert Downey Junior.

Ho dimenticato di dirvi che lei è bellissima, intelligente, arguta e sessualmente propensa alla sperimentazione e questo mix di personalità moralmente deviate li porta prima ad uno scambio epistolare fatto di doppi, tripli e quadrupli sensi, e poi……arrivati al 52% del libro, a 3 orgasmi impressionanti provocati in sequenza da:

  • dita
  • lingua
  • enorme e perfettamente funzionante verga

Lui però è uno dei pochissimi illuminati che usa delle precauzioni quindi per il momento dimentichiamoci di eventuali GI……

……ma……succede che…..

nonostante entrambi continuino a sostenere che fottesega l’uno dell’altra (lei vuole sposare un nobile a tutti i costi per non scendere di grado con un matrimonio inferiore), appena possono slinguano come due adolescenti e lui le strofina quel girello di manzo che ha tra le cosce sulla vulva perennemente inondata di umori che lei ha sotto le gonne.

Finisce che un giorno, nel bel mezzo di una festa, con l’universo mondo nella stanza accanto, lui la prende per il fondoschiena, la sbatte al muro e se la scopa con tutti i sacri crismi, facendola orgasmare come non mai e dimenticandosi il goldone o cmq di avere la gentilezza di venire fuori dal suo corpo. A seguito di questa piccola svista, le chiede di sposarlo e viene rimbalzato come fosse l’ultimo dei coglioni con tanto di frase topica a liquidare il tutto:

“Non preoccuparti perchè tanto non sono nei giorni giusti per concepire”

che è la frase più pericolosa per antonomasia perchè in tutti i romance che ho letto precede una GI ed io stavo già per stappare la bottiglia di Champagne che tengo per le occasioni speciali a fronte della milionesima GI letta in un anno quando il libro svolta e ci si trova, all’improvviso, nel nulla.

Pagine di assurdi Big Misundertanding che si susseguono senza soluzione di continuità, inutili silenzi, fastidiose omissioni di sentimenti e tutta una serie di situazioni al limite dell’idiozia che per poco non mi hanno fatto pentire di aver scelto questo libro.
Per poco, perchè poi alla fin fine tutto va come dovrebbe andare e i due si possono dedicare alla copula selvaggia con il beneplacito della legge e di Dio, generando inutili eredi che probabilmente faranno parte di altri romance che io mi attiverò per leggere.

Mi resta un dubbio però che mi toglie il sonno…. ma alla fine….erano o no i giorni giusti?

Diciamo che potrei fare i calcoli per capirlo ma lascio questa incombenza a quelle di voi che hanno una mente matematica e che hanno voglia di impegolarsi in questa difficile impresa (ovviamente poi fatemelo sapere perchè ci tengo).

Mi è piaciuto.
E’ scorrevole, scritto bene, completamente ed irrimediabilmente poco credibile ma sufficientemente divertente e carico di sesso da far dimenticare le assurdità storiche.
Non manca il finale patetico-improbabile-fastidioso-pucci-cuore-sole-amore che a me fa tanto cagare, ma glielo perdono perchè ad un Deep Throat Romance si perdona tutto, o quasi.

Per quanto mi riguarda, è consigliato per queste fresche serate settembrine.

In poche parole

Hai un randello in tasca o sei solo felice di vedermi?

Poschina

Le età di Lulù – Almudena Grandes

C’è sempre quel libro che avresti voluto leggere e che non hai mai letto, non sai bene perchè ma è rimasto lì, anni ed anni, passando di Wishlist in Wishlist finchè un giorno, senza alcuna ragione apparente, hai deciso di acquistarlo e cominciare a leggerlo.
Di solito diventerà il Libro illuminante della tua personalissima stagione letteraria perchè per quanto mi riguarda, i libri sono come l’Anello di Sauron, hanno un proprio volere ed esercitano il loro potere a piacimento.

La Trama: Per Lulù, protagonista di questa storia, l’erotismo ha i caratteri di un’ossessione, di un richiamo ineludibile che induce a sperimentare le più estreme forme di trasgressione: conseguenza paradossale di una prima, violenta e tenera esperienza avuta a quindici anni con Pablo, amico di famiglia di dodici anni più vecchio di lei, e del loro rapporto, coltivato nella lontananza fino a ritrovarsi e a sposarsi. Ma è, il loro, un rapporto fondato sul libertinaggio: scelta eversiva per Pablo, intellettuale d’opposizione nella Spagna franchista, condanna irredimibile per la sua moglie bambina, costretta nel ruolo di «agnellino bianco con il fiocco rosa».

Ed ora la parola alla giurata

Trascinante.
Se dovessi descrivere questo libro con una sola parola userei trascinante. Una scrittura scorrevolissima, intelligente, bella. Una scrittura che deprime la mia parte più intima, quella che vorrebbe ma non può, che si rende conto che nonostante gli sforzi non potrà mai scrivere così, essere in grado di trasmettere le emozioni in modo tanto deciso e chiaro da portare il lettore a vivere le pagine e non solo a leggerle.

Ed oltre alla scrittura, mi mancherebbe comunque la Storia da scrivere. In questo caso la discesa agli inferi di Lulù, ragazzina sgraziata e un po’ perversa che viene iniziata al sesso dall’unico vero amore della sua vita e poi lasciata allo sbando di una ricerca ossessiva dell’eros, dei corpi, del sentire, dell’appartenere a qualcuno, qualcosa. Figlia di una famiglia talmente numerosa da non avere tempo da dedicarle (“Tu sei forte, te la poi cavare da sola” le dice una colpevolissima madre), ha come unico punto saldo dell’esistenza Pablo, amico del fratello, attivista politico, poeta.

Lulù è giovane, bella, attratta dal sesso come una falena dalla luce di una candela. E Pablo non resiste, non può resistere all’adolescente Lulù, a quella bambina appena cresciuta che lo eccita e sulla quale ha fantasticato da sempre, una quasi sorella erotica e tentatrice, pronta per essere colta dall’albero dell’innocenza.

Pablo non chiede, pretende.
Pablo è la tentazione, l’amore idealizzato, il perno di una bussola impazzita che non indica la strada da seguire ma un crocevia di esperienze, di perversioni, di esperienze che spesso lasciano Lulù disorientata e con un senso di vuoto incolmabile. Quel vuoto che ha da sempre, poco importa se sia dovuto all’assenza di una famiglia troppo numerosa e troppo poco attenta o se dipende soltanto da lei, è un vuoto che solo Pablo, certe volte, può colmare.

E’ un vuoto che accompagna quasi tutte le sue esperienze sessuali, quasi fosse una colpa avere delle fantasie e cercare di realizzarle, spingersi verso il limite, sfiorarlo e poi tirarsi indietro.

E’ un rapporto strano quello tra Lulù e Pablo, due organi saprofiti che dipendono l’uno dall’altra senza mai avere il coraggio di ammetterlo, ma spingendosi a vicenda verso il baratro, verso la ricerca di qualcosa che metta a tacere quella smania di sesso e di gioco perverso che è parte della loro natura.

Indubbiamente è un libro erotico, crudo, passionale e terribilmente realistico, ambientato in una Spagna tardo franchista poco sfavillante e piuttosto deprimente, con il degrado in bella vista e costellata di personaggi ambigui e immorali, vittime dell’avidità o di se stessi. Non ultimo Ely, il transessuale che accompagna Lulù in alcune sue avventure, un personaggio intenso e interessante, parte di una fauna che spesso si preferisce nascondere che mostrare. Un racconto con bagagli psicologici pesantissimi e complessi, che non si possono analizzare in poche righe e che sarebbe superficiale accennare soltanto.

Questo splendido libro prende la polvere che di solito si nasconde sotto il tappeto e la analizza; ricerca di piacere, di estremo, di limiti, di passione. La ricerca di Lulù per un piacere sempre diverso, sempre più estremo, sempre più pericoloso appaga la nostra voglia di trasgressione, per questo seguiamo passo passo questa ragazzina farsi donna e lasciarsi andare alle esperienze più variegate, a volte degradanti, altre profondamente appaganti.

Una ricerca che diventa sempre più ossessiva, morbosa, fino a quando il limite non viene superato, fino a quando ormai è troppo tardi e non resta altro se non la consapevolezza di non poter più tornare indietro; fino al rendersi conto che in fondo l’unica cosa che conta è un abbraccio carico di tenerezza straziante.

Due parole sul sesso.
Questo libro gronda sesso da ogni angolo, sesso sporco, grezzo, a volte violento, altre anestetizzato, sesso parlato, fatto, idealizzato, fantasticato. Sesso in ogni salsa e le descrizioni sono dettagliate e particolareggiate, non c’è nulla di edulcorato, nulla che riporti la mente ad un romanticismo spiccio. Ci sono corpi che sudano, che si aprono, che si feriscono, che si bagnano. Il tutto mostrato senza ostentazione nè vergogna. Ma anche senza alcuna clemenza.

Su tutto, ma soprattutto su Pablo e Lulù, una dolcezza triste e consapevole, una sorta di malinconia per qualcosa che avrebbe potuto essere e non sarà mai. Un’inquietudine fatta di sentimenti repressi, di incesti, di non detti, di amore brutalizzato, incompreso, abortito.

Un amore distorto, analfabeta, che parla attraverso il martirio dei corpi; un Pablo dominante e decadente più per ideologia che per indole ed una Lulù eterna bambina bisognosa di affidarsi ad un uomo che è sì compagno, ma anche padre, per non finire vittima di se stessa. Una storia d’amore malata, brutta, fastidiosa e assolutamente irresistibile.

Che dire?
Chapeau!

In poche parole

Bello….. bello in modo assurdo.

Poschina

Da leggere a quindici anni, per viverlo in spensieratezza e a 35 per godere appieno il bagaglio psicologico dei personaggi. Ma soprattutto da regalare ad una donna alla quale volete davvero tanto bene.

La Rinascita del Duca – Lorraine Heath

Dopo una Kleypas che non mi ha convinta del tutto, passo con naturalezza all’ultima fatica pubblicata di Nostra Signora dei Bassifondi Lorraine: La Rinascita del Duca.
Il Duca in questione è figlio di Olivia e Jack Dodger che abbiamo conosciuto ne “Il Duca Dissoluto” e la bella di turno è Grace, figlia di Frannie e del Duca di Grayson, conosciuti nel libro “Tra le braccia di un Duca”.

Questa precisazione anagrafica è necessaria perchè ci fa capire due o tre cose, la prima delle quali è che i figli dei protagonisti della serie “Libertini di St. James” copulano allegramente tra di loro generando un groviglio atroce di progenie atto solo a complicare un albero genealogico già caotico di suo. Per non parlare della splendida idea di far uscire la nuova serie dimenticandosi di pubblicare prima l’ultimo episodio della serie precedente. Ci troviamo di fronte al figlio del dott. Graves senza conoscere la storia che ha portato il di lui padre a svuotare il contenuto dei lombi nel fertile ventre della madre.

Alla fine del post vi segnalo i titoli delle serie perchè in questo modo mi ci raccapezzo anch’io.

 

La Trama: Londra, 1874 – Henry Stanford, Duca di Lovingdon, ha smesso di vivere una fredda mattina di due anni prima, quando il tifo gli ha portato via l’amata moglie e la loro bambina. Ha quindi mandato al diavolo l’onore e ha annegato il dolore nell’alcol, nel gioco d’azzardo e nei letti scaldati da amanti sconosciute, trascinandosi in un’esistenza inutile. Per questo, benché nutra stima e affetto per Lady Grace Mabry, sua amica d’infanzia, è con un certo disappunto che accetta di aiutarla a distinguere tra i numerosi pretendenti uno che sia interessato davvero a lei e non alla sua generosa dote. Ma più le sta accanto, più ha la sensazione che nessun uomo sia abbastanza per Grace né la possa amare come merita. Nessuno tranne lui, che però ha troppa paura di far tornare a battere il suo cuore ferito.

Ed ora la parola alla giurata – qualche spoiler, cercherò di contenermi

Scrivo sull’onda del momento perchè oggi mi va così, niente riflessioni, niente considerazioni a freddo ma solo ed esclusivamente quello che il libro mi ha trasmesso, nel bene e nel male.

Partiamo con il dire che prima di capire bene chi fossero e che parentele avessero protagonisti e amici ci ho messo più o meno metà libro, ed ancora adesso, ad opera conclusa, ho qualche perplessità. Sarà la vecchiaia che avanza ma con tutti questi nomi e titoli non ci capisco una beneamata sega.

Però qualcosa la so. Lui, Lovingdon, mi fa un sesso terrificante.
Iddu è stato malmenato dalla vita, che in pochi giorni gli ha portato via moglie e figlioletta adorata. Quindi da bravo ragazzo tutto noia e pucci pucci diventa un Badass della madonna, dedito a fiumi di alcool e a notti di sesso sfrenato con sconosciute pagate bene.
Questa immagine di degradazione e abbrutimento non può che essere un afrodisiaco per i miei ormoni, per la mia personalità chiaramente disturbata e per la mia vagina, che ai bravi ragazzi tanto apprezzati da mamma e papà ha sempre e solo preferito i casi umani irrecuperabili ma tanto, tanto, tanto sexy.

La donzella in questione è Grace, rossa di pelo e di personalità, vivace, intraprendete, anticonvenzionale. Amica d’infanzia del nostro meraviglioso, espertissimo, cazzogrossissimo Henry, lo interpella per farsi aiutare nel riconoscere, tra i millemila pretendenti che la assediano, chi la ama davvero da chi vuole solo il suo sconfinato patrimonio.

Capiamo immediatamente, alla prima occhiata, che lei in realtà ha sempre amato il giovine Lovingdon, da quando un lui sedicenne l’ha consolata e coccolata durante un picnic in campagna o roba simile. Perchè quale bimbetta potrebbe resistere all’adolescente che la difende e la abbraccia, la tocca e la protegge? Per carità è tutto rigorosamente innocente ma quel senso di protezione lì, quello che gli ignari adolescenti infondono alle bambine, è a tutti gli effetti la rovina delle stesse durante l’adolescenza. Perchè, ebbene sì, lo ricercheranno in tutti gli uomini che incontreranno in futuro senza  trovarlo mai.

Quindi zio caro, adolescenti di tutto il mondo, state attendi a non infondere eccessivo senso di protezione perchè potrebbe sancire l’infelicità di una donna per il resto della sua vita.

Cmq.

Grace piomba da Lovingdon in piena notte e lo trova con la verga turgida molto turgida intento a scopazzarsi una delle centinaia cortigiane che frenquenta e gli chiede papale papale di aiutarla  a trovare l’Ammmmore, quello con la A maiuscola che lui aveva provato per l’adorata moglie perduta, nonostante l’unica cosa che voglia fare sia tornare dal troione, Henry prima la fanculizza e si nega, poi invece ci ripensa e decide di aiutarla.

Peccato che frequentandola si renda conto che non ha più 10 anni ma che è diventata una figa spaziale e che ogni fottutissima volta che la vede la verga diventa più turgida del turgido e comincia ad avere qualche piccolo problema nel non sbatterla al muro e penetrarla fino alla morte.

Da qui al Best Cunnilingus Ever il passo è davvero breve e dal BCE al cuore perduto di Grace non passa poi molto.

Questo libro soffre un po’ di incoerenza strutturale. Un termine che credo non esista ma che vi esplico subito.
La sofferenza di Lovington viene sviscerata piuttosto bene. Capiamo perfettamente le sue remore nell’avvicinarsi ad un’altra persona e nel lasciarsi andare e anche Grace è sufficientemente caratterizzata.
Tuttavia manca quel qualcosa che ti fa urlare “Bomba!!!!” a squarciagola. Alcuni personaggi di contorno sono appena accennati tanto da risultare completamente inutili (vedi le amiche con le quali Grace vorrebbe scrivere un manuale per le giovani donzelle) e come al solito la parte rocambolesca sul finale per quanto mi riguarda è superflua e se non ci fosse sarebbe pure meglio. Accidenti, sarebbe bastato così poco per farmi urlare Boooooooombaaaaaaaaaa !!!!!!

Ma.
Ma queste piccolezze non tolgono nulla ad un romance piacevolissimo che si legge tutto d’un fiato, che non annoia e che ha anche, finalmente, un cazzo di maschio che ti fa venir voglia di dargliela dopo mezza pagina.
Lo consiglio  e non vedo l’ora di leggere il prossimo….oddio, se magari prima pubblicassero l’ultimo della serie dei libertini sarei anche più felice.

Ah, dimenticavo….anche lei ha una Sad Story che è davvero sad e anche davvero una story, tantissima roba ragazzi !!!!

In poche parole

Se volete realizzare a casa il Best Cunnilingus Ever questi sono gli ingredienti: una vergine, del Rum e un libertino particolarmente esperto.

Poschina

Piccola nota stonata. Bella la copertina ma forse non se ne sono accorti….Grace è rossa di pelo.

Serie Libertini di St. James’s

  • Patto con il Diavolo
  • Il Duca Dissoluto
  • Tra le Braccia di un Duca
  • Piaceri di Mezzanotte
  • The Last Wicked Scoundrel – Inedito in Italia

Miniserie Scandali a St. James’s

  • La Rinascita del Duca
  • Once More my Darling Rogue – Inedito in Italia
  • The Duke and the Lady in Red – Inedito in Italia
  • An Affair with a Notorius Heiress – Inedito in Italia

Madeline Hunter – The Seducers Serie

Oddio.
Non so nemmeno da dove cominciare.
Uno l’ho letto qualche tempo fa e mi è piaciuto assai, gli altri li sto comprando, me ne manca uno e intanto leggo quelli che ho, così…un po’ alla cazzo, tanto si possono leggere separatamente senza perdersi nulla di fondamentale.

Vi parlerei un pochino di “Il Tutore” che in inglese ha, inutile dirlo, un titolo molto più azzeccato [The Saint] anche perchè per tutto il cazzo di libro è così che viene soprannominato dai fratelli e anche da qualche amico il protagonista. Quindi mi chiedo di nuovo…. perchè? Figa, non è difficile.
Cmq.

In breve è la storia torbida e sessuale che si innesca tra il bel Vergil (lo abbiamo conosciuto come uno dei corteggiatori di Diane nello scorso libro e anche come aspirante amico di Daniel nonchè membro del club dei duellanti) e la stupidissima e cretinissima Bianca Kenwood, giovane americana che sbarca nella nostra adoratissima Inghilterra per cercare di fare carriera come cantante lirica e, cosa forse più importante, per ereditare una fraccata di soldi dal nonno vecchio e stronzo che si è levato dalle palle giusto in tempo, ma che l’ha lasciata tra le sapientissime mani di Duclairc, il suo giovane, bellissimo, freddissimo, sexyssimo tutore.

Su di lui nulla da dire. Un bel personaggio maschile giustamente sfaccettato, con i suoi bei problemi da risolvere, ovviamente intelligentissimo con un bel viso, un bel corpo, fantastici occhi azzurri e mani che ti fanno orgasmare solo a guardarle figurarsi quando ti toccano.

Ma lei. Con lei non ci siamo proprio. Ne sarebbe bastata la metà per avere un personaggio giustamente spumeggiante e ribelle e alla disperata ricerca della propria affermazione senza farla diventare una grandissima testa di cazzo sconsiderata e fastidiosa. Ha ragione Dante: America, riprenditela. Il problema è che a livello teorico lo scontro tra un Vergil rigido e controllatissimo e una specie di bomba perennemente innescata funziona, ma l’ansia da esagerazione prende un po’ troppo la mano alla nostra Madeline  e ne esce un personaggio quasi macchiettistico nel suo insistere a tutti i costi con un idiota quanto irrealizzabile piano per fuggire dal tutore e fare la tanto agognata carriera da soprano o quel cazzo che è, da risultare irrealistico e più che altro seccante.

Poi certo, lui in realtà se la vorrebbe fare avidamente praticamente da subito mentre lei lo vorrebbe spogliare a furia di arie cantate a squarciagola e alla fin della fiera a letto ci finiscono più e più volte e, capiamoci, io a Vergil l’avrei data più che volentieri quindi la stronzetta la capisco benissimo. Ci sono anche un mistero da risolvere e uno stronzo che è davvero stronzo quindi è soddisfatta anche la parte un po’ meno romance e più pratica.

Ma veniamo al grande scandalo e qui c’è lo Spoilerone degli Spoileroni. Finalmente i due si possono amare liberamente e come decidono di passare il tempo dopo che sono appena scampati alla morte? Scopando come ricci, inutile a dirsi.
Ma lo fanno su una scogliera e mentre lei canta un’aria di Rossini.
Giuro.
E qui dico un grande, urlato (anzi, sbraitato) NO. NON SI PUO’ SENTIRE. Come minchia fai a ciulare cantando Rossini? NO. NO. NO e NO.
E lo dico agitando testa, mani e piedi come fa uno dei Twins quando non vuole fare qualcosa e cerca di farmelo capire in ogni modo.

Autogol, rigore sbagliato a porta vuota, chiamatelo come volete ma per me resta l’epic fail delle scopate. Voto alla scopata: inqualificabile.

Voto al libro in generale 7,5 perchè Vergil mi piaceva assai già nel libro precedente ed ora la sua presunta santità buttata nel cesso mi fa capire che ci avevo visto giusto. Avercene di Santi così.

Ma passiamo al prossimo

Come potete vedere siamo sempre nell’ambito delle copertine di un certo livello.  E siamo sempre nell’ambito di quegli uomini che noi donne vorremmo tanto incontrare. Quelli bellissimi, intelligentissimi, sexy, forti, dispotici ma con moderazione, sempre e costantemente vogliosi di riempirci con la loro ingombrante verga e soprattutto che non si scazzano di aver a fianco una donna perennemente mestruata.

Mi spiego meglio. Adrian terzogenito illegittimo e malcagato dal padre, viene spedito in Francia a recuperare Sophia, figlia fuggitiva del Duca di Everdon recentemente deceduto, e si trova di fronte ad una donna ribelle, ostinata, fragile, traumatizzata dal passato, sola, testarda e incline alla fuga. Qualsiasi uomo di mia conoscenza, di fronte a questa donna onestamente insopportabile, sarebbe fuggito all’urlo di “Vaffanculo, stronza” e invece lui no.

Lui la donna perennemente mestruata la sa gestire, anzi, in fondo in fondo lo eccita. Più o meno come domare una cavalla (e giuro che il paragone non viene dalla mia testolina ma da quella dell’autrice). E come puoi domare una donna perennemente sull’orlo della ribellione, recalcitrante in tutto e odiosamente cocciuta? Con la Slinguazzata.

Adrian appartiene a quella sparuta legione di slinguazzatori da Romance che io apprezzo moltissimo. Di sesso poco (purtroppo) ma di incroci di lingue invece ce ne sono a sufficienza. Quello che lo rende a tutti gli effetti Lo Slinguazzatore con la L e la S maiuscola però è il bacio di pagina 187 [Sì, ho fatto l’orecchio alla pagina e me ne vanto], quel bacio lento, profondo, sensuale e sessuale che riempie me, donna del 21 secolo, di gioia e giubilo per questa meravigliosa pratica ormai sempre più dimenticata.

Tra l’altro, la donna perennemente in premestruo sopra citata, è invischiata in una delicatissima posizione politica che potrebbe mettere in crisi la cara, vecchia istituzione Inglese, quindi c’è anche un po’ di vera storia  su quelle che furono, a cavallo degli anni 30 dell’ottocento, delle vere e proprie rivolte del popolaccio che cercava di innalzarsi dal fango.

Ma a noi non interessa, ci interessa di più la meticolosità con cui il nostro Adrian usa la sua meravigliosa verga e su come a suon di Vergate in Vagina riesca ad ammorbidire Miss Premestruo fino a farla diventare una persona quasi normale [da qui il detto “le ci vorrebbe il manico” tutte le volte che si è in presenza di una donna particolarmente cagacazzo].
Seguono puccismo semigratuito e una meravigliosa (si vede che mi sono ammorbidità con la maternità come la mitica Miranda Bailey di Greysanatomyttiana memoria) dichiarazione di volere una famiglia che mi ha davvero fatto amare questo grandissimo figaccione moro con occhi scuri, cazzo grosso e mente aperta, tanto da farmi soprassedere sulle eccessive menate della nostra eroina Sophia e i suoi crolli ogni qualvolta si accennava al tristerrimo passato che la riguardava.

Voto 7,5 perchè io di uno che mantiene la calma mentre sono in PMS ne ho davvero tanto bisogno.

Mentre attendo che mi spediscano “Un matrimonio di convenienza” e lo Spin off “Peccati”, mi sono portata avanti leggendo l’ultimo libro della serie: “Dimmi che mi Ami”

Julian Hampton è il classico uomo che nella vita reale non esiste. Non che gli altri uomini della serie popolino realmente il nostro meraviglioso pianeta, ma qui siamo oltre la fantasia. Egli è infatti innamorato della nostra sfigatissima Penelope da una vita. Da quando giocavano da ragazzini nella smisurata tenuta dei Duclairc e lui inventava mirabolanti avventure che si concludevano sempre e inevitabilmente con il salvataggio di Penelope dalla torre diroccata in un tripudio di lotte con spade di legno.

Julian si innamora, scrive migliaia di lettere e poesie che non spedisce e non rende pubbliche e aspetta nell’ombra che qualcosa cambi, con il passare degli anni diventa il punto di riferimento della nostra eroina per ogni suo fottutissimo problema.
Lui c’è.
Sempre.
Il marito di Pen è una merda? Lui la aiuta a fuggire.
Il nuovo amante di Pen è un traditore merdosissimo? Lui la protegge.

Avrebbero dovuto intitolare questo libro “Devozione” perchè in effetti di questo si tratta, della devozione che Julian dimostra nei confronti di Penelope, una devozione completa, che va oltre la sofferenza, oltre ogni dubbio. Lui la ama incondizionatamente ed è disposto a tutto pur di vederla felice e serena.

E anche in questo romanzo, per quel che mi riguarda, siamo di fronte ad un bellissimo personaggio maschile ricco di sfumature, non banale e per certi versi piuttosto complesso, al quale è contrapposto un personaggio femminile che un pochino stona, soprattutto nel suo tentativo di “proteggersi da sola” che risulta, di fronte alla minaccia che incombe, un tantino fuori luogo, soprattutto da una donna che per anni si è appoggiata a Julian senza farsi poi troppo scrupoli.

Di nuovo ci troviamo al cospetto di  una caratteristica comune agli altri romanzi (primo escluso) ossia la presenza di un uomo deciso e convinto dei suoi sentimenti, in contrapposizione ad una donna che sembra non rendersi conto dei suoi.

Julian è brace che cova. Apparentemente freddo e invulnerabile è in realtà un fuoco caldo e avvolgente capace di scaldare anche i cuori più freddi e le vagine più reticenti. A me mi piace assai. Mi piace che sia un uomo d’azione senza essere un libertino conclamato, mi piace che sia discreto e affidabile, mi piace la sua determinazione e apprezzo moltissimo la devozione che sfiora l’autoflagellazione. Adoro i suoi sentimenti contrastanti, il tentativo di ribellarsi a questo amore non corrisposto e l’accettare l’inevitabile; lui ha amato e amerà sempre e solo Penelope.

Beata lei.

Voto 8 perchè uno che sa scrivere bene tanto da commuovere un’ intera platea merita tutto il mio rispetto di donna per la quale Nessuno ha mai scritto una beneamata sega.

Visto che ero già in possesso dell’ultimo Spin Off della serie me lo sono gustato nello scorso week end.

Prendiamoci 2 minuti per guardare bene la copertina. Osservate lei. Osservate quanto è storto il suo viso. Poi osservate bene lui, prendete una bacinella e vomitate liberamente. Fatto? Ottimo. Bravi. Perchè prima di poter leggere questo libro bisogna assimilare l’orrore della copertina. Assimilarla ed espellerla perchè il contenuto è fottutamente bello e intenso e banalizzarlo con una copertina di merda è, in effetti, estremamente offensivo.

Che dire di Charlotte e Nathaniel?

Lei è l’ultima sorella del clan Ducliairc, lui è il quinto figlio di una famiglia nobile e di lavoro difende i poveracci accusati di omicidio, lo conosciamo perchè in “Dimmi che mi Ami” difende Julian dall’accusa di omicidio.
Quello che ancora non sapevamo è che questo bellissimo ragazzone biondo con occhi scuri e fisico alla David Gandy è anche un grandissimo scopatore, sensibile, onesto, leale, che fa dell’onore e della giustizia i capisaldi della sua vita.

Charlotte invece è la vedova di un barone ed ha passato la vita cercando la tranquillità domestica e la rassicurante presenza di un uomo noioso, visto che la sua famiglia è piuttosto originale e restia a piegarsi alle convenzioni.

Cmq. Charlotte e Nathaniel si detestano, ogni volta che si vedono litigano, si punzecchiano, si scambiano sguardi di fuoco e questo può voler dire solo una cosa, avranno un’intesa sessuale straordinaria. Ed infatti, complice un’orgia in maschera, passano quei 15 minuti di passione rivelatrice solo che lei sa chi è lui, mentre lui non sa chi è lei.

Fortuna vuole che un giorno si trovino nella di lui casa e finiscano a fare petting spinto sul divano e lui cominci ad avere dei dubbi.

Tra questo punto e il finale con gravidanza alla prima botta (zio caro Madeline non te lo perdonerò MAI) abbiamo un mezzo pieno di impegno civile per i diritti della donna, un figlio illegittimo/legittimo da proteggere, un omicidio e tanto, tanto sesso.

Qui entrambi i personaggi sono interessanti, di lei mi è piaciuta tutta l’introspezione sull’essere spenti e in stato vegetativo per la paura di provare qualcosa, una sensazione che ho conosciuto talmente bene da averne fatto il mio marchio di fabbrica per anni, di lui ho apprezzato l’essere deciso e sicuro, convinto delle sue idee e disposto a fare un passo indietro per non distruggere la sua amata Charlotte.

Forse un filino più debole degli altri della serie ma chiariamo che è un debole che per essere raggiunto dalla maggior parte dei libri che ho letto nell’ultimo anno dovrebbe sedersi, prendere un caffè, due pasticcini, una cioccolata con panna e farsi un pisolino di 10 ore.

Ecco poi forse un pochino il finale con tanto di pseudoadozioni, Gravidanze Miracolose e pucci pucci trallallà un po’ mi ha infastidita, ma non tanto da precludere un bel 7,5 come voto perchè bisogna premiare anche la capacità di un libro di farsi leggere in poche ore e la fotta che mette al lettore per la curiosità di sapere “cosa succederà dopo”.

Ed eccomi qui, complice la Pasqua mi sono letta “Matrimonio di interesse”, l’ultimo libro che mi mancava della serie e che riguarda il bellissimo Dante Duclairc e la dolce, eterea, asessuata Fleur.

Copertina di livello come le altre. Meno male perchè ne avevamo tutti bisogno.

Cmq…. Dante mi è sempre piaciuto un botto, sin da quando si è rifiutato di insistere nel corteggiamento di Bianca capendo dopo 5 minuti in sua compagnia che era una cretina della peggior specie, e mi piace ancora di più oggi che lo vedo devoto alla dolce, piccola, virginale Fleur…che poi virginale una sega ma fa niente…ci stava bene.

Una sera, mentre è nascosto nella sua magione nelle sperdute campagne inglesi, spara a quello che crede essere un contadino sovversivo, che si rivela invece essere la ex fidanzata del fratello Fleur; gran figa frigida che da tempo viveva nel continente.

Lui ha bisogno di soldi, lei di un marito che le permetta di andare avanti con un fantomatico progetto del quale al momento non si sa un cazzo ma che il patrigno vuole impedire a tutti i costi, decidono quindi di sposarsi ma a una condizione. Niente sesso perchè a lei la cosa non garba affatto.

Inutile dire che lui dice di sì ma si è già innAmorato perdutamente di questa donna che non gliela vuole dare ed è decisissimo a prenderla ad ogni costo, quindi parte un corteggiamento a base di strusciamenti, toccate e fuga, scapezzolamenti e orgasmi trattenuti. Perchè lui invece di stancarsi dopo due giorni delle reticenze della moglie, si innamora ad ogni rifiuto un pochino di più. [Applausi per la fantasia al potere]

Ergo, io non ho mai capito un cazzo. Io a uno come Dante, bello, esperto e grandissimo sditalinatore, l’avrei data prima ancora che me la chiedesse. Ed infatti mi avrebbe ignorata come una cacca di mucca in un prato trentino.

Anche qui abbonda la parte mistery, il patrigno la vuol far dichiarare incapace di intendere e di volere, qualcuno trama affinchè il Progetto non veda mai la luce ed entrambi vengono feriti prima della fine del libro.

Lieto fine dietro l’angolo con anche qualche puccismo stranamente gradito e la dimostrazione che al mondo non esistono solo donne sceme, ipermestruate o vittimizzate, ma anche donne con il senso degli affari, intelligenti e progressiste.

Avevo enormi aspettative su questo libro che però, un pochino, mi ha delusa. Dante rispetto agli altri maschi Alpha della serie è quello meno interessante. E’ semplicemente il classico libertino ravveduto che abbiamo visto e stravisto almeno un migliaio di volte, mentre è Fleur il personaggio più interessante e approfondito del libro. Le sue paure e le fobie riguardo al sesso hanno una ragione ben precisa che le rendono meno sega mentale di quanto potrebbe sembrare appena la conosciamo.

Come al solito la Hunter scrive bene, approfondisce e non banalizza mai quindi questo libro, pur non raggiungendo lo splendore di quelli precedentemente letti, si becca un bel 7 strameritato.

Finalmente è arrivato anche lui, Peccati, il primo Spin-off incentrato sulla redenzione spiritual sessuale di McLean.

Ewan McLean ha un solo credo nella vita: il piacere. Per questo organizza orge stratosferiche e colleziona oggetti d’arte di dubbia morale. E’ un figodiddio e ha un’esperienza sessuale che Rocco Siffredi spostati che non sei nessuno. Della sua mania di collezionare stampe potrebbe anche fottercene sega se non fosse che è un po’ la prima tavoletta di un domino che cadendo da il via al crollo di tutte le altre.

Immaginiamoci questo bel giovine intento ad organizzare l’ennesima orgia quando gli piomba addosso, a seguito della morte dello zio e dei cugini, il titolone di conte corredato dalla promessa di occuparsi di una famiglia che il vecchiaccio ha fatto cadere in disgrazia. Che fare? Ovviamente si segue il mantra “dovere…dovere….dovere” e si va nelle Highlands ad aiutare la famiglia in difficoltà.

Invece di trovarsi di fronte ad una povera famiglia bisognosa d’affetto e di soldi, si trova a gestire 4 sorelle una più strana dell’altra: Bride, Joan, Anne e Mary. L’ultima è uno zoccolone pronto ad esplodere, Anne è fuori come un balcone e vive nel suo mondo segreto, Joan e Bride (se escludiamo che sono delle falsarie [a scopo benefico, ovviamente]) sono le più normali anche se una (Joan) ama vestirsi da uomo e va a caccia a mani nude e l’altra spara come una pazza ed ha una spiccatissima predisposizione per la lascivia.

Indovinate con chi si accoppierà il mio adoratissimo Ewan?
Bravi, con Bride. La quale prova a resistergli in ogni modo, ma ogni volta che lui la tocca si bagna che manco le cascate del Niagara quindi la tentata resistenza dura pochissimo e poi sono solo orgasmi multipli ogni volta che si vedono.

Ah, dimenticavo….lui è incaricato di ricercare per il governo la banda di falsari che stanno smerciando banconote e indovinate di chi sono le lastre con le quali stampano i falsi? Esattamente…. di Bride.

Ma lei non finirà certo in galera, ma piuttosto nel letto di uno degli scopatori più bravi, attenti e performanti della sua epoca. Che sfiga.

Che dire? A me è piaciuto. Si legge bene, i personaggi ci stanno dentro, c’è anche un po’ di teoria dell’arte litografica/serigrafica quindi non solo cazzi. Ma quando si parla di cazzi sono sempre di un certo spessore, quindi 7,5 ad Ewan e alla sua sposa scozzese perchè vanno bene le critiche ma di multiorgasmi così, avercene.

Momento peso.

Ciascuno di questi libri affronta in qualche modo il tema della schiavitù, sia essa quella di una moglie/oggetto del marito o sia la schiavitù di esseri umani e il loro commercio. La Hunter non fa diventare preponderante il tema dei diritti civili, ma permea ogni libro di ideali di giustizia e senso dell’onore. Gli uomini descritti sono tutti estremamente leali, forti, giusti e onesti e soprattutto particolarmente indulgenti nei confronti dei diritti delle donne.Le quali, anche se un po’ cretine o in perenne PMS hanno quella vena di ribellione/sentimento civile che prelude al movimento delle suffragette che in Inghilterra nacque proprio intorno agli anni 30 dell’ottocento.

Che dire? Leggete, leggete, leggete.
Vi innamorerete, sospirerete, rifletterete e vi innervosirete anche, ma ne vale fottutamente la pena.

In poche parole

La serie che vorreste non finisse mai

Poschina

p.s. Siccome io vi voglio bene ecco i titoli della versione originale rigorosamente in ordine di pubblicazione:
– The Seducer [Per vendetta o per Amore]
– The Saint [Il Tutore]
– The Charmer [Appuntamento Fatale]
– The Sinner [Un matrimonio di Interesse]
– The Romantic [Dimmi che mi Ami]
– Lord of Sin [Peccati]
– Lady of Sin [Dama del Peccato]