Duca dei miei Piaceri – Elizabeth Hoyt

Siamo giunti all’undicesimo libro della serie Maiden Lane della nostra fantasiosissima cugina Lizzie; una serie altalenante che spesso mi ha lasciata con l’amaro in bocca salvo poi ricattarsi con il libro successivo.
Avevo aspettative altissime per questo romanzo perchè l’attenzione è concentrata su Alf, l’informatore di St. Giles che in realtà è una ragazza sotto mentite spoglie, e sul Duca di Kyle, figlio bastardo del Re, integerrimo e apparentemente glaciale.
A fine lettura posso solo affermare che Lizzie ha vinto tutto.
Ora vi spiego anche perchè.

La Trama: Londra, 1742. Abbandonata in tenera età dalla madre, Alf è stata costretta a fingersi un ragazzo per poter sopravvivere nel quartiere più depravato della città e ha iniziato la carriera di informatrice al servizio dei nobili. Quando calano le tenebre, però, protegge gli indifesi da ladri e malfattori, vestendo i panni del Fantasma di St Giles! Accade così che una notte intervenga in aiuto del duca di Kyle, salvandolo dai criminali che l’hanno aggredito, ma il duca si accorge che sotto i panni del Fantasma si cela una donna dal fascino irresistibile…

Ed ora la parola alla giurata – superspoiler

C’è Romance e Romance.
C’è il Romance storico puro, il Regency, quello arguto, quello per bacchettone, quello per porcone, quello per sognatrici e poi c’è “Duca dei miei peccati” che rientra nella categoria da me adorata del “FantasyEroticRomance” ossia un mix atroce di erotismo spiccio, romanticherie sparse e soprattutto voli pindarici di pura ed estrema fantasia. In questo caso c’è anche una buona dose di avventura che risolleva un po’ dal piattume generale.

Ma vorrei partire spiegandovi perchè cugina Lizzie ha vinto tutto. E lo annuncio in grande stile……

BBBBBBBBBBOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOMMMMMBBBBBBBAAAAAAAA!!!

E come voi sapete, BOMBA non lo urlo spesso e quando lo faccio è perchè abbiamo raggiunto davvero dei picchi inimmaginabili di fantasia spinta, in questo caso è talmente estremo il livello Fantasy da essere quasi fastidioso. Quasi.

Un Pompino.
No, non il classico pompino con ingoio in camera da letto come nel 99% degli ultimi romance letti, ma un pompino in piedi, nell’angolo buio di un giardino, mentre si fugge da due nobili assassini. Sì, avete capito bene. Alf e Kyle stanno fuggendo dai Signori del Caos, sono intrappolati in giardino e a lei viene in mente che l’unico modo per non farsi scoprire non è fingersi una coppia appartata baciandosi appassionatamente, oppure fingere di copulare in un angolo ma spompinare.
SI’.
A lei viene in mente di fargli un Signor Pompino.
E vi faccio notare che:
1 – è in assoluto il primo pompino della sua vita
2 – lui, molto galantemente, le viene in bocca
3 – lei NON ingoia ma sputa tutto nel fazzoletto che lui, Signore fino in fondo, le porge a zebedei svuotati.

E qui, care le mie donne, non possiamo fare altro che arrenderci e cominciare a scavare, non solo perchè siamo ormai sprofondati nell’abisso dell’assurdo fino a toccare il fondo melmoso, ma soprattutto perchè il pompino in tutte le sue fantasiose forme è ormai diventato la scappatoia delle scappatoie quando non si sa più cosa dire.

Ma.
Tutta questa mediocrità stilistica, tutto questo inutile accanimento con combattimenti rocamboleschi, ferimenti, fughe e pompini salvavita rendono il tutto talmente assurdo, talmente oltre, talmente fastidiosamente esagerato da divenire a tutti gli effetti un piccolo capolavoro del genere “FantasyEroticRomance” che spodesta dal trono la masturbazione di Lady Pippa nello studio di Cross, fino a ieri massima espressione del genere.

Il libro, nella prima metà non è per niente male.
Alf mi piace molto e la sua sad story nasconde misteri che pare vengano svelati nel prossimo libro (già in mio possesso, comprato compulsivamente stamattina, in inglese “Duke of Desire”), è un bel personaggio, abbastanza sfaccettato nonostante alla fine sembri quasi un essere mitologico visto che riesce sempre a fare tutto benissimo.
Kyle è interessante, attratto da Alf e dallo spettro di St. Giles, che scopre essere una donna; traumatizzato dall’esperienza matrimoniale (la moglie viene descritta come una specie di troione assetato di sesso con la quale a parte i piaceri coniugali non condivideva altro) fatica a lasciarsi andare, deve recuperare il rapporto con i figli, uno dei quali manco è suo, e da quanto è buono, bravo e giusto poco ci manca che aspiri alla santità. Ma nonostante i personaggi non siano il non plus ultra, le cose sembrano funzionare e gli scambi di opinione tra i due sono divertenti.

I problemi giungono dopo la metà del libro, quando il tutto un po’ si appiattisce e per quanto mi riguarda ci si riduce ad un “mi ami? ma quanto? come? perchè?” e ad una serie di combattimenti che risultano oltre che poco realistici anche piuttosto sbrigativi.

però……
finalmente compare il nuovo Duca di Dyemore, figlio dell’ex capo dei Signori del Caos, è un uomo di cui si sa pochissimo e sul quale ci sono più leggende che fatti; è sfregiato, ombroso, affascinante e sibillino. In pratica mi sono sciolta come neve al sole nelle due scene di numero nelle quali compare. E….alla fine del libro….si intuisce che è più coinvolto di quanto sembri in tutta la storia.

A conti fatti questo libro non è né meglio né peggio di tanti altri della serie, bisogna solo approcciarsi nel modo corretto, ossia essere consci che si sta leggendo qualcosa di assolutamente irrealistico, esagerato, fantasioso. Qualcosa che ha davvero poco a che fare con la veridicità storica e che anzi, spinge su situazioni al limite del credibile. Per quanto mi riguarda il libro funziona solo se vissuto come un puro e semplice intrattenimento. Senza chiedergli nulla di più.

Certo, ci sarebbe tutto il discorso sulla femminilità, sull’essere donna, sullo scoprirsi donna e accettarsi come tale che è presente nel libro ma purtroppo solo sfiorato marginalmente, e il tasto viene battuto anche da Iris, la quale si rifiuta di sposare Kyle perchè vuole un matrimonio passionale e non solo essere una padrona di casa-oggetto; ma è sempre e solo un argomento buttato lì senza essere sviluppato a dovere, e questo è un peccato.

Se avete letto il resto della serie, leggerlo non vi farà certo male, ma se dovessi scegliere che libri consigliarvi della Hoyt, questo non sarebbe di certo tra i primi.

In poche parole

Lei è una donna che si finge uomo che si finge spettro che si finge dama.
Lui è integerrimo, serio e traumatizzato.
Finirà a badilate di zucchero e miele.

Poschina

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Il Quadro di Lily – Sarah MacLean

Secondo libro della miniserie Scandal & Scoundrel, mi è piaciuto più del primo che ancora oggi non so bene perchè mi sia piaciuto e che ora rileggerò per cercare di uscire dal circolo vizioso del “mi piace ma non so perchè mi piace” in cui sono finita mio malgrado.
E’ uno di quei libri che mi fanno urlare a squarciagola “OSANNA” e ballare manco partecipassi ad un sabba orgiastico, con la piccola ma sostanziale differenza di trovarsi in piena Piazza Duse completamente imbacuccata, colbacco compreso, sotto una nevicata spettacolare che non potrò godermi appieno perchè come sempre sto correndo in office.
E’ uno di quei libri che mi fanno ringraziare pubblicamente la nostra Sarah, una donna capace di scendere nei sordidi dettagli del sesso senza vergogna alcuna, ci ricordiamo la favolosa scena della masturbazione a un millimetro dalla faccia di Cross, una delle scene più fighe della storia del Fantasy/Romance e che io non finirò mai di apprezzare ogni volta che la leggo un filino di più.

La Trama: Londra, 1834 – A causa del suo passato e delle sue origini scozzesi il Duca di Warnick detesta tutto ciò che è inglese, soprattutto l’aristocrazia. Per questo, nonostante abbia ereditato uno dei più antichi ducati d’Inghilterra, non vuole averci nulla a che fare. A maggior ragione dopo aver appreso che allo sgradito titolo si accompagna anche il ruolo di tutore di una donna troppo indipendente e bella perché lui possa occuparsene. Si reca quindi a Londra con un unico obiettivo: trovarle un marito e farla così diventare il problema di qualcun altro. Sarebbe un piano perfetto, se solo Miss Lillian Hargrove non si trovasse in un grosso guaio e non avesse davvero bisogno del suo aiuto. Costretto a starle accanto per salvarla da un terribile scandalo legato a un quadro, Warnick finirà per scoprire che, dopotutto, in Inghilterra c’è qualcosa che gli piace… anche troppo!

Ed ora la parola alla giurata con ovvi spoiler perchè davvero non riesco a non sviscerare quanto valga la pena di leggere questa sbobba.

Eccoci qui. Non so nemmeno da dove cominciare ma ci provo.
Abbiamo già conosciuto Alec nel libro precedente, amico d’infanzia dell’allora protagonista Marchese di Eversley, grande, grosso, bruno e sozzese, tanto che il libro in lingua originale si intitola “A Scot in the Dark” ossia uno scozzese nel buio, con tutti i doppi o tripli sensi che volete affibbiargli.

Oggi è il protagonista indiscusso di questo libro, lui e il suo cazzo.
No, non è una mia visione porca della situazione, tutto o quasi ruota intorno alle sue dimensioni, non del cazzo, del Duca.
Cmq.
E’ alto, con una stazza da giocatore di rugby di vasta esperienza, moro, con degli splendidi occhi scuri (ma screziati di brandy), rozzo quel tanto da piacere moltissimo alle donne e con una Sad Story da manuale perchè tutti i suoi problemi si possono ricondurre a quella grandissima vacca di sua madre che lo ha sempre fatto sentire inadeguato.

Oltretutto era pure povero in canna perchè è sì Duca ma per puro culo, era infatti il diciassettesimo in linea di successione e quindi all’epoca, quando era un pischello, per mantenersi agli studi faceva pulizie e roba simile e i suoi compagni di college, tutti insopportabilissimi figli di papà di sangue blu, lo denigravano e picchiavano. Poi lui è diventato grande e grosso ed hanno smesso di picchiarlo per ripiegare sull’ignorarlo e contemporaneamente le componenti femminili delle famiglie altolocate se lo sono preso come gigolò (la prima della serie è stata Peg, grande amore di Alec ma soprattutto grandissima stronza); da qui deriva il suo soprannome “La Bestia Scozzese” che si riferisce sia a lui in quanto rozzo e sanguigno che al suo enorme cazzone granitico.

E, prima che iniziate a sospettare che siano tutte mie supposizioni, vi faccio notare che a pagina 131 Sesily, parlando con Lily le chiede: “E’ vero quello che dicono? Ha realmente una stupefacente potenza sessuale?”. Ebbene Sì!

Ma.
Ma non immaginatevi un tizio tutto sicumera e cazzi sbattuti in vagine vogliose perchè lui soffre come un cane la sua stazza e invece di donare il tarello a chiunque lo desideri, si trincera dietro una coltre di ansia da accettazione  e teme di essere apprezzato dal gentil sesso solo per il suo girello di manzo e non per il suo io interiore. In breve ha tutto quello che gli altri uomini vorrebbero ma nonostante ciò è infelice come se fosse un microdotato senza arte nè parte. Morale? Anche i superdotati piangono.

Ah, dimenticavo. Non odia gli inglesi solo perchè quegli stronzi dei compagni di college (inglesi) lo umiliavano in ogni modo ed in ogni dove, e nemmeno perchè le donne inglesi lo utilizzavano come un didlo a temperatura perfetta, ma soprattutto perchè la mamma [lei, la colpevole per eccellenza] era inglese e non faceva altro che dirgli che lui era troppo grosso, troppo rozzo e troppo tutto per essere considerato accettabile dall’alta società.

Ma passiamo a lei, Lillian Hargrove. Bella, bellissima. Rossa con occhi grigi, magra ma con due tette da urlo, pelle chiara, soffice, implume.
E sola.
Solissima.
Orfana in tenera età viene affidata al Duca di Warnick, il quale però dopo poco muore e così, di morte in morte, di eredità in eredità viene dimenticata da tutto e da tutti, troppo povera per far parte della High Society, troppo borghese per far parte della servitù. Sola a dormire nel sottoscala di una delle 2000 magioni dell’odierno duca, fino al giorno in cui viene notata da Derek, squattrinato attore/pittore molto affascinante, il quale la seduce, la ritrae, le promette il matrimonio e poi la pianta davanti a mezza Londra dopo aver annunciato che il suo nudo verrà esposto alla Royal Academy. Sputtanata davanti al Ton e massacrata dalla stampa scandalistica. In pratica di nuovo sola. E pure senza la verginità, in pratica la morte sociale.

Ed è qui che entra in scena il nostro adoratissimo Alec, lui che appena la vede la ama appassionatamente ma che non si ritiene abbastanza, convinto di lordarla con la sua sola presenza; sulla carta, un uomo insostenibile, insicuro, con un arretrato di vuoti materni da riempirci un libro ma in pratica un uomo meravigliosamente Alpha senza essere prevaricatore, dolce, protettivo, brubero e irascibile e con il cazzo grosso, che non guasta mai. Lei ovviamente è immediatamente attratta da quell’enorme quarto di manzo che le piomba in casa, ma è arrabbiata, sola, disperata e non sa bene come potrà sopravvivere allo scandalo se non fuggendo nel continente.

Da qui in poi ci sono scontri di personalità sempre azzeccati, un’attrazione che cresce di pagina in pagina, una forza di volontà pazzesca da parte di Alec nel controllare i suoi travolgenti impulsi sessuali e un costante grido di aiuto da parte di Lily che finisce sempre con l’essere abbandonata da tutti quelli che ama.

Poi vabbè, il solito benedetto corollario di scene di sesso spinto in carrozza, con dita che si infilano in pertugi roventi e che poi vengono succhiate con voluttà. Ma che  ve lo dico a fare…..è la MacLean per fortuna. Una a cui piace parlare di cazzi e vagine, di capezzoli ciliegiosi e via dicendo.

God Bless Her.

Scorrono senza intoppi le 381 pagine, scorrono tra orgasmi, letti distrutti (questa è l’unica esagerazione fastidiosa. Le altre esagerazioni ci stanno alla grande), promesse non mantenute, recriminazioni, solitudini e incapacità di accettarsi. Scorrono e si divorano, diventano persino simpatiche le sorelle Talbot, Sesily è un personaggio bellissimo che spero vivamente venga sviluppato in futuro, le altre possiamo anche dimenticarle senza alcun senso di colpa.

E’ con grande gioia che accolgo il cameo di Georgina e West, che sono sempre favolosi e pucciosi.

Ora non voglio svelarvi tutti gli intrecci che la fantasiosissima Sarah ci propone ma vi dico che ci sono anche due cani adorabili, un abito orrendo, una paio di fughe nella notte, attrazione sessuale repressa che gronda come miele dalle pagine, sborrate megagalattiche in vagina senza alcuna GI a seguire, e un finale pucciosissimo che ho accettato senza recriminazioni perchè mi sono goduta come un riccio le 375 pagine precedenti.

Ma ora un dubbio cosmico.
Com’è che queste pulzelle inesperte alla fin della fiera fanno sempre un primo pompino che rimarrà ricordato dai partner come “Il Pompino della Vita?”. Come fanno? Nascono con una naturale propensione allo spompinaggio? Parliamone. Apriamo una seria discussione sul tema.

Ammettiamo pure che la cara Sarah abbia avuto gioco facile con la sottoscritta perchè a me l’uomo modello rugbista che ti prende, ti ciuccia [lui la lecca come nessun altro] e ti rivolta come piace a lui con le sue manone, le sue coscione tornite e il suo culo di marmo eccita a prescindere, se poi gli affibbi anche una sad story, la sensibilità, il tatto e il pene gloriosamente massello, allora mi avrai tua schiava tutta la vita. Ma onestamente è un libro che merita a prescindere, ne facessero a decinaia di libri di questo genere, non patetici, non stupidi, mai noiosi…..

Sì, insomma. Leggetelo. Leggetelo subito e mettetevi in coda, perchè Alec lo voglio testare per prima.

In poche parole

“In altre parole, le vene, i piedi, le mani, tutti gli organi dovrebbero essere ingranditi…..
….Allora avrebbe un enorme Schwanzstück! ”

Poschina

Mani Calde, Cuore Freddo – Miss Black

Ci provo, perchè sono a casa sola con Satana e Lucifero che sono in piena fase Terrible Two e che in questo momento stanno saltando sul mio letto armati di biscotti e di un ombrello pieghevole che hanno rubato chissà dove mentre io, madre degenere, cerco di scrivere una recensione…..

Qualche anno fa, non so come e non so perchè, ho acquistato il mio primo libro di Miss Black che, cita la biografia “… ha lavorato per anni come mistress, in Italia e all’estero. Si è ritirata e vive in Gran Bretagna. Scrivere per lei è un hobby” e vorrei che fosse chiaro che a me questa versione piace, cioè anche se in realtà fosse un’ultrasessantenne di Bollate che ha sempre fatto la casalinga non lo voglio sapere, e non voglio nemmeno sapere se in realtà è un’autrice che detesto che scrive sotto pseudonimo. A me piace così, come si presenta, se poi è davvero una ex mistress ora rilassata scrittrice, meglio ancora.

Tutto questo inizio prolisso solo per dire che una volta trovata, non l’ho più lasciata andare.

La Trama: Si può finire a letto con qualcuno senza averne l’intenzione? È quello che succede a Kerry Arveda, operativa della CIA alla prima missione sul campo. Il suo obbiettivo è scoprire se un’azienda di componentistica meccanica aggira le sanzioni internazionali verso gli “stati canaglia” e per farlo pensava di fare amicizia con Ethan Fairchild, uno dei dirigenti della compagnia. Ma le cose non sono andate come previsto, anche perché Ethan «non pratica il romanticismo» e il loro primo appuntamento si è trasformato in una sessione di sesso torrido. In un certo senso imbastire una relazione con lui è un modo come un altro per farsi portare in Europa con il gruppo incaricato di incontrare i clienti internazionali, in un altro… Ethan è la persona più fredda del mondo, incredibile a letto, ma senza cuore. Oppure no? Forse le cose non stanno proprio come sembrano… in tutti i sensi.

Ed ora la parola alla giurata – ovviamente spoiler…

Allora, più che una recensione su questo libro nello specifico, che a me è piaciuto moltissimo, come mi piacevano da impazzire i primi….vogliamo parlare di “Comprami” e “Iniziazione al piacere”…de “La Rondine Rossa” e “I Divorziati”? è più che altro una nota di apprezzamento per questa scrittrice perchè come non innamorarsi di questa donna, che scrive di sesso usando termini come cazzo, vagina, squirting, orgasmo e non eufemismi del cazzo che non fanno altro che portarmi ad un passo dall’attacco isterico e, diciamocelo, mettersi a gridare in treno alle 7.45 del mattino “si chiamano capezzoli, non nodini!!!!!!!” potrebbe farmi passare per una squilibrata, invece che per una donna tutto sommato normale che chiama vulva la vulva e cazzo il cazzo.

Cmq. oltre a scrivere bene in modo scorrevole storie che spaziano dal Crime (tra le mie preferite perchè ovviamente crescendo a Quarto Oggiaro non potevo che sviluppare una certa malatissima predilezione per i criminali disadattati) al Romance, passando per il BDSM, per il Fantasy e per lo Sci-fi, ha una capacità non indifferente di rendere ogni cazzo di ambientazione interessante ed ogni storia riesce ad essere plausibile nonostante ci siano sparatorie, aborti praticati in un treno in corsa e roba come trasfigurazioni magiche. C’è un po’ troppa carne al fuoco? No, quantomeno secondo me. Poi ok, ogni tanto ho pensato che non ci fosse un unico scrittore ma almeno tre, poi me ne sono altamente sbattuta le palle perchè è un dettaglio che, onestamente, non mi interessa.

A me interessa il modo in cui Miss Black riesce a presentarci dei personaggi estremamente umani; tutti hanno delle debolezze più o meno evidenti e più o meno invalidanti che li rendono imperfetti e bellissimi, capaci di entrarti nel cuore (alcuni anche nelle mutande) e non uscirne più.

Chiaramente non ho amato tutti i libri nello stesso modo, alcuni [pochissimi in realtà], non mi sono nemmeno piaciuti più di tanto, e meno male….perchè io detesto la fandom spinta, quei fan che non riescono più ad avere un senso critico ma che amano incondizionatamente tutto quello che fa il loro idolo. No, io alcuni li ho trovati mediocri, altri belli, altri ancora stupendi, pochi mi hanno lasciata indifferente. Nessuno mi ha fatto schifo.

A parte rarissimi casi, sia fisicamente che psicologicamente i personaggi presentati non sono perfetti, hanno paure, insicurezze e timori che li rendono simili a noi comuni mortali….poi ok, le donne hanno degli orgasmi pazzeschi e tutti gli uomini hanno dei cazzi di ragguardevoli dimensioni, hanno straordinarie capacità di usare lingua e mani e ti fanno sempre come minimo venire almeno un paio di volte a scopata. Però qui siamo nel territorio del libro erotico e nessuno vorrebbe leggere di uomini con un minipene che non sanno nemmeno come usare.

Nello specifico in questo libro abbiamo una donna insicura del suo aspetto (forse la prima nell’universo di Miss Black che solitamente, grazie a dio, ci presenta donne sicure di se e consapevoli delle proprie qualità) che si trova inaspettatamente a farsi scopare dal suo capo, che non le piace nemmeno più di tanto, è anaffettivo e la tratta come un oggetto sessuale e nient’altro. Tra l’altro la nostra eroina si “sacrifica” per la patria, solo che poi ci prende gusto perchè Ethan, oltre a saper scopare come dio comanda, ha anche qualcosa di indefinibile che la tiene legata e che le fa desiderare di non perderlo. E così, con questa descrizione merdosissima ho banalizzato il tutto.

Ma pazienza.
Per fortuna c’è lei che riesce con libri piuttosto corti (un gran pregio per evitare di diventare ripetitivi ed annoiare) ad approfondire la psicologia dei suoi personaggi che spesso sono malinconici e sofferti, basti pensare a Eve e John in “Comprami”, lui tormentato dalla morte della moglie e lei distrutta da quella del figlio. Come cazzo fai Miss ha riuscire a trasmetterci tutto il loro dolore senza diventare patetica e senza concentrare l’intero racconto su questo tema? Come  fai? Sono gelossissima di questa capacità. Io quando ci provo mi ritrovo con decine di pagine pallosissime che non portano a nulla e annoiano me che le scrivo, figurarsi chi dovrebbe leggerle….

I suoi personaggi maschili non sono quasi mai dei fighi da paura ma spessissimo uomini over 40 interessanti ed estremamente sensuali, con un passato non brillante per quanto riguarda l’amore (matrimoni falliti, perdite, disillusioni) e le sue donne sono spesso decise, in carriera, perfettamente a loro agio con il proprio corpo e la propria sessualità (nota di demerito sono quasi tutte fighe) e forse non lo sanno ancora, ma cercano quello che tutte le donne vogliono: un uomo con il cazzo grosso che le faccia orgasmare in continuazione.

E, ovviamente, l’amore.

In breve, quando esce un libro lo compro a tempo zero e lo leggo nel giro di mezza giornata, poi finisce subito nella cartella “Erotic” del mio kindle, pronto per essere riletto nei momenti di noia letteraria.
Non riesco a spiegare bene perchè mi piacciono tanto, ma credo che sia quel mix di erotismo mai patetico e mai volgare, quell’introspezione sottile che non manca mai, la mancanza di veri e propri stereotipi, l’elasticità mentale delle sue donne e la sensibilità non scontata degli uomini. I criminali poi sono fa-vo-lo-si!!!!!!!!!!!

Persino i lieto fine non mi fanno bestemmiare, giuro.
Riesce ad essere romantica ma non Pucci-Pucci….evita con accuratezza il “SoleCuoreAmorettismo” e non ho ancora trovato tracce di Santamariagorettismo spinto. Perchè, come dico sempre, non mi irrita la felicità altrui, ma come questa viene molestamente, o meno, spiattellata.

Che dire?
Leggete, leggete, leggete.

In poche parole

Un’intera varietà di uomini dai quali mi farei sbatacchiare più che volentieri.

Poschina

 

 

 

Le età di Lulù – Almudena Grandes

C’è sempre quel libro che avresti voluto leggere e che non hai mai letto, non sai bene perchè ma è rimasto lì, anni ed anni, passando di Wishlist in Wishlist finchè un giorno, senza alcuna ragione apparente, hai deciso di acquistarlo e cominciare a leggerlo.
Di solito diventerà il Libro illuminante della tua personalissima stagione letteraria perchè per quanto mi riguarda, i libri sono come l’Anello di Sauron, hanno un proprio volere ed esercitano il loro potere a piacimento.

La Trama: Per Lulù, protagonista di questa storia, l’erotismo ha i caratteri di un’ossessione, di un richiamo ineludibile che induce a sperimentare le più estreme forme di trasgressione: conseguenza paradossale di una prima, violenta e tenera esperienza avuta a quindici anni con Pablo, amico di famiglia di dodici anni più vecchio di lei, e del loro rapporto, coltivato nella lontananza fino a ritrovarsi e a sposarsi. Ma è, il loro, un rapporto fondato sul libertinaggio: scelta eversiva per Pablo, intellettuale d’opposizione nella Spagna franchista, condanna irredimibile per la sua moglie bambina, costretta nel ruolo di «agnellino bianco con il fiocco rosa».

Ed ora la parola alla giurata

Trascinante.
Se dovessi descrivere questo libro con una sola parola userei trascinante. Una scrittura scorrevolissima, intelligente, bella. Una scrittura che deprime la mia parte più intima, quella che vorrebbe ma non può, che si rende conto che nonostante gli sforzi non potrà mai scrivere così, essere in grado di trasmettere le emozioni in modo tanto deciso e chiaro da portare il lettore a vivere le pagine e non solo a leggerle.

Ed oltre alla scrittura, mi mancherebbe comunque la Storia da scrivere. In questo caso la discesa agli inferi di Lulù, ragazzina sgraziata e un po’ perversa che viene iniziata al sesso dall’unico vero amore della sua vita e poi lasciata allo sbando di una ricerca ossessiva dell’eros, dei corpi, del sentire, dell’appartenere a qualcuno, qualcosa. Figlia di una famiglia talmente numerosa da non avere tempo da dedicarle (“Tu sei forte, te la poi cavare da sola” le dice una colpevolissima madre), ha come unico punto saldo dell’esistenza Pablo, amico del fratello, attivista politico, poeta.

Lulù è giovane, bella, attratta dal sesso come una falena dalla luce di una candela. E Pablo non resiste, non può resistere all’adolescente Lulù, a quella bambina appena cresciuta che lo eccita e sulla quale ha fantasticato da sempre, una quasi sorella erotica e tentatrice, pronta per essere colta dall’albero dell’innocenza.

Pablo non chiede, pretende.
Pablo è la tentazione, l’amore idealizzato, il perno di una bussola impazzita che non indica la strada da seguire ma un crocevia di esperienze, di perversioni, di esperienze che spesso lasciano Lulù disorientata e con un senso di vuoto incolmabile. Quel vuoto che ha da sempre, poco importa se sia dovuto all’assenza di una famiglia troppo numerosa e troppo poco attenta o se dipende soltanto da lei, è un vuoto che solo Pablo, certe volte, può colmare.

E’ un vuoto che accompagna quasi tutte le sue esperienze sessuali, quasi fosse una colpa avere delle fantasie e cercare di realizzarle, spingersi verso il limite, sfiorarlo e poi tirarsi indietro.

E’ un rapporto strano quello tra Lulù e Pablo, due organi saprofiti che dipendono l’uno dall’altra senza mai avere il coraggio di ammetterlo, ma spingendosi a vicenda verso il baratro, verso la ricerca di qualcosa che metta a tacere quella smania di sesso e di gioco perverso che è parte della loro natura.

Indubbiamente è un libro erotico, crudo, passionale e terribilmente realistico, ambientato in una Spagna tardo franchista poco sfavillante e piuttosto deprimente, con il degrado in bella vista e costellata di personaggi ambigui e immorali, vittime dell’avidità o di se stessi. Non ultimo Ely, il transessuale che accompagna Lulù in alcune sue avventure, un personaggio intenso e interessante, parte di una fauna che spesso si preferisce nascondere che mostrare. Un racconto con bagagli psicologici pesantissimi e complessi, che non si possono analizzare in poche righe e che sarebbe superficiale accennare soltanto.

Questo splendido libro prende la polvere che di solito si nasconde sotto il tappeto e la analizza; ricerca di piacere, di estremo, di limiti, di passione. La ricerca di Lulù per un piacere sempre diverso, sempre più estremo, sempre più pericoloso appaga la nostra voglia di trasgressione, per questo seguiamo passo passo questa ragazzina farsi donna e lasciarsi andare alle esperienze più variegate, a volte degradanti, altre profondamente appaganti.

Una ricerca che diventa sempre più ossessiva, morbosa, fino a quando il limite non viene superato, fino a quando ormai è troppo tardi e non resta altro se non la consapevolezza di non poter più tornare indietro; fino al rendersi conto che in fondo l’unica cosa che conta è un abbraccio carico di tenerezza straziante.

Due parole sul sesso.
Questo libro gronda sesso da ogni angolo, sesso sporco, grezzo, a volte violento, altre anestetizzato, sesso parlato, fatto, idealizzato, fantasticato. Sesso in ogni salsa e le descrizioni sono dettagliate e particolareggiate, non c’è nulla di edulcorato, nulla che riporti la mente ad un romanticismo spiccio. Ci sono corpi che sudano, che si aprono, che si feriscono, che si bagnano. Il tutto mostrato senza ostentazione nè vergogna. Ma anche senza alcuna clemenza.

Su tutto, ma soprattutto su Pablo e Lulù, una dolcezza triste e consapevole, una sorta di malinconia per qualcosa che avrebbe potuto essere e non sarà mai. Un’inquietudine fatta di sentimenti repressi, di incesti, di non detti, di amore brutalizzato, incompreso, abortito.

Un amore distorto, analfabeta, che parla attraverso il martirio dei corpi; un Pablo dominante e decadente più per ideologia che per indole ed una Lulù eterna bambina bisognosa di affidarsi ad un uomo che è sì compagno, ma anche padre, per non finire vittima di se stessa. Una storia d’amore malata, brutta, fastidiosa e assolutamente irresistibile.

Che dire?
Chapeau!

In poche parole

Bello….. bello in modo assurdo.

Poschina

Da leggere a quindici anni, per viverlo in spensieratezza e a 35 per godere appieno il bagaglio psicologico dei personaggi. Ma soprattutto da regalare ad una donna alla quale volete davvero tanto bene.

Peccato Originale 1 – L’Innocenza – Tiffany Reistz

Non l’avrei mai detto. Giuro.
Ho acquistato questo libro pensando di poterlo poi massacrare allegramente a botte di cinismo, battute sessuali di pessimo gusto e, ammettiamolo, un certo malcelato e auto compiacente snobismo.
E invece?
E invece mi è piaciuto.

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La Trama: Nora Sutherlin, famosa scrittrice di romanzi erotici, è una donna bellissima e un’esperta dominatrice. Il suo ultimo libro, però, è diverso dagli altri: è più serio, più intimo e lei è sicura che diventerà un vero e proprio caso; per questo pretende che a seguirlo sia Zachary Easton, il più esigente ed esperto editor della casa editrice. Zach, abituato a lavorare su ben altro genere di letteratura, accetta solo a una condizione: Nora dovrà riscrivere l’intero romanzo entro un mese e mezzo seguendo alla lettera le sue indicazioni oppure il libro non uscirà. Quelle estenuanti sedute di editing a stretto contatto si rivelano ben presto sfiancanti, ma anche molto eccitanti. E proprio Nora, che pensava di conoscere alla perfezione i propri limiti e la propria soglia massima di sopportazione, dovrà ben presto ricredersi: in un mondo in cui il piacere e il dolore convivono in una voluttuosa unione, è difficile non perdersi…

Ed ora la parola alla giurata – Praticamente solo Spoiler

Avrò detto almeno un miliardo di volte quanto mi sia rotta i coglioni dei soliti romanzetti BDSM scritti malissimo e di una scontatitudine* tale da farmi incazzare dopo mezza pagina. [A seguito degli sburramenti multipli per “Petaloso” ho deciso di inserire una serie di inutili e non richiesti neologismi a cazzo, solo per vedere se qualcuno di voi ha il coraggio di sburrarci sopra].
Quindi mi sono approcciata a questo primo libro di una trilogia convinta di trovare un pompino con ingoio a pagina 2, una tizia legata, frustata e sodomizzata senza nemmeno la concessione di un orgasmo a pagina 10 e la solita noiosa, banale, sbadigliamentosa scena in un club strafigo, strasegreto e frequentato da ricconi di fama mondiale messi a 90 da Dominatrici a pagina 15. Ed invece no. Per il pompino con ingoio bisogna aspettare tantissimo e lo stesso vale per gli altri due clichè.
Nel mentre si sviluppa una storia credibile, fatta di persone e non di personaggi, con dialoghi interessanti, tensione erotica a tratti, assenza di volgaritudini gratuite e con un personaggio maschile al quale avrei strappato i pantaloni immediatamente. Perché a me, la fama da stronzo algido, attizza alla grande.

Detto questo….

Zach è un editor, depresso perché la mogliettina lo ha praticamente lasciato, costretto dal capo a subirsi la revisione del nuovo libro della giovane, talentuosa e porca Nora Sutherling, una che di lavoro fa la Dominatrice (lui non lo sa e questo è il BM di tutta la vicenda) e la scrittrice di libri erotici di ottav’ordine. Costretti a lavorare a stretto contatto sperimenteranno la meravigliosa sensazione data dall’attrazione sessuale non consumata. Una roba che secondo me è più erotica di una bella scena di sesso, scritta bene e che mi fa sbavare come un lumacone dopo un temporale estivo… L’ultima parte non è vera ma fa un sacco di scena e mi fa sembrare anche una persona quasi perbenosa.

Lei ha una Sad story e, udite udite…. anche lui!!!!!! Praticamente anime gemelle, se non fosse che lui è frigidoso e ancora impantanato nella storia con la moglie che ha lasciato in Inghilterra e che continua a sostenere di aver ferito in modi inimmaginabili che non ammettono perdono (l’ha messa incinta alla prima botta esattamente nel momento preciso nel quale infrangeva il suo imene, ne sono venuti fuori un matrimonio riparatore, una GEU e una decina d’anni di incomprensioni matrimoniali….praticamente uno spottone su quanto sia più prudente non fornicare prima di essersi giurati eterna fedeltà davanti a Dio, pena: una vita di merda). Ma della Sad story di lei sappiamo ancora poco, o meglio sappiamo, e la cosa si intuisce prestissimo e non solo perchè io un’estate di una ventina d’anni fa mi sono nutrita di Uccelli di Rovo, che ad iniziarla ai piaceri del BDSM è stato il suo prete. Giuro. Tale Soren. Un tizio figherrimo, che incute timore, rispetto ed orgasmi negati e che soprattutto l’ha addestrata da quando aveva 15 anni per prepararla al suo sverginamento a suon di frustate, botte, costole rotte e, si suppone, orgasmi come se piovesse. Siccome mica è proprio pirla ha atteso che lei avesse 20 anni. Prete sì ma scemo no.

Lei però dopo una quindicina d’anni di relazione atta solo a confermare che in America il problema dei preti pedofili ha un suo peso non indifferente, decide che per il suo bene lo deve lasciare…. ma si può veramente lasciare un prete che è anche il tuo Master, il tuo confessore, il tuo amante, l’amore della tua vita e soprattutto uno che ti riempie di botte al punto di non poterti muovere per giorni interi e che è anche il Maser dei Master, onnipotentoso del Club più segreto del mondo che poi è in realtà frequentato da tutta la città? Sembra di no ed infatti il “so tutto di tutti Soren” la fa sua quando vuole, come vuole e con chi vuole. Ma poi chi dei due possiede l’altro mica si capisce. O quantomeno…non l’ho mica capito, sarà che ci sono altri due libri o sarà che leggere alle 4 di notte fa perdere qualche pezzo della storia… ai posteri l’ardua sentenza.

Ma non è finita.
Nora vive con uno studente infossato di religione, vergine, che la ama appassionatamente e anche lei sembra essere innamorata di lui ma è anche mezza impantanata con Zach e poi c’è Nostro Signore del Dolore Soren al quale basta una scoreggia per farla orgasmare, che la protegge dall’alto e che la conosce meglio di chiunque altro [grazie al cazzo, si chiama PLAGIO. Prendi un’adolescente e plasmalo come vuoi dall’alto della tua posizione e della tua quasi mezza età e poi vediamo se non ti ubbidisce come un cagnolino] e che è una specie di ombra oscura per tutto il libro.

So che detta così sembra un po’ la fiera dello squallore. E invece no.
Invece è un  libro sull’amore, sul possesso e sulla libertà.
Tanta roba vero?
Sono sicurissima, tra l’altro, di essermi persa il significato escatologico dell’opera perchè la mia ignoranza in materia filosofico-religiosa è abissale e quindi tutti i riferimenti si sono persi nel mio cervello come lacrime nella pioggia.

Due cose.
– Io Soren lo detesto con tutta l’anima. Mi sta proprio sulle palle e non me lo farei buttare da lui nemmeno se fossimo rimasti soli sul pianeta e il nostro compito fosse ripopolosare la Santa Madre Terra. Soren, per me potresti ammazzarti di seghe.
– La storia di Grace che viene a prendere Zach e si fa una chiacchierata da Nora manco fossero la Sora Lella e Aldo Fabrizi è talmente campata in aria da avermi fatto alzare gli occhi al cielo. Ma non si può pretendere la luna quindi ce la facciamo andare bene.

p.s. Tra Zach e Nora finisce a botte, nel senso che lei gli dice “Fammi male” e lui se la sbatte per una notte intera in tutte le posizioni possibili ed immaginabili (solo da dietro ma lui è fantasioserrimo) e le lascia lividi, graffi e morsi per qualche giorno.
Ho già detto quanto amo quest’uomo?

In poche parole

Petalosatevi questa recensione mentre io mi abbiocco sul divano.

p.p.s. Grazie Beba per il consiglio 🙂

Poschina

Gli Amanti dello Scandalo – Robin Schone

Parlare liberamente di sesso, può essere ancora considerato indecente?
Apparentemente no. Siamo circondati dal sesso, da tette e culi (rigorosamente femminili), da battute più o meno grevi, da una patina di liberazione sessuale; tuttavia, quello che è accettato in forma goliardica, non è ben visto in contesto serio.
Affrontare una conversazione sulle preferenze sessuali, su sex toys o su come ci piace che ci tormentino i capezzoli è, ancora oggi, sconveniente.
“Sono cose private” mi viene costantemente ribadito, ma io ho il sospetto che questa gente non ne parli nemmeno tra le 4 mura, che non si senta libera di dire “Voglio che mi strizzi i capezzoli” nemmeno durante il legittimato sesso coniugale. Si, insomma, ho l’impressione che oggi, 2014, la situazione non sia poi così diversa da quella dell’Immaginaria Inghilterra ottocentesca nella quale è ambientato questo romanzo.

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La Trama: Sposata a quindici anni e vedova a quarantanove, la dolce e generosa Frances Hart ha conosciuto solo i doveri di moglie e di madre, mai le gioie di essere donna. L’avvocato James Whitcox, uomo duro e severo, pur frequentando un club che discute di sessuologia non ha mai provato la vera passione. Cedendo ai piaceri della carne quando ormai riteneva che non li avrebbe mai conosciuti, Frances si trova fra le braccia di un uomo più giovane che la scandalizza, ma che la guarda e la tocca come mai nessun altro aveva fatto. E insieme giungono a una condivisione così intima e profonda che entrambi dubitavano potesse esserci tra un uomo e una donna. Travolti da una passione che li brucerà e cambierà le loro vite per sempre, avranno però un prezzo da dover pagare…

Ed ora la parola alla giurata

Avrei potuto buttare il tutto sull’ironia spinta ma più andavo avanti con la lettura, più mi sono resa conto che la definizione di Romanzo Erotico era riduttiva ed ingannevole, quindi vi tocca subire una bella recensione a base di rivendicazioni di liberazione sessuale, che è altamente probabile troviate noiosamente patetiche, ma questo è quanto. Siete comunque liberi di skippare questa sbobba ed aspettare fiduciosamente la prossima.

Della Schone avevo letto “Il Grido del Desiderio” che mi era piaciuto alquanto perchè è un libro nel quale si affronta il tema della repressione sessuale, principalmente quella femminile. E non cominciate a dire che ora le donne sono libere di fare quello che vogliono perchè tutti sappiamo che non è poi così vero. In parte perchè socialmente la donna che fa sesso per godere e non per procreare/amare è considerata una zoccola ancora oggi, e secondo perchè anni ed anni di condizionamenti culturali ci spingono ancora oggi ad autolimitarci per il timore del giudizio degli altri e, ammettiamolo senza vergogna, persino di noi stesse. Alzi la mano chi non si sente un po’ zoccola/depravata quando fa qualcosa sessualmente lontano dalla morale comune.

Appunto.
E con zoccola/depravata intendo in senso negativo, non roba tipo “scopami sono la tua zoccola” che invece andrebbe benissimo

Gli Amanti dello Scandalo parla dell’affermazione di sé tramite la conoscenza della propria sessualità. Abbiamo a che fare con due cinquantenni che hanno vissuto l’esistenza seguendo fermamente i dettami sociali con l’unico risultato di trovarsi vedovi ed infelici. Un esempio?

Per gli uomini il sesso è solo un modo per procreare, un dovere che non prevede il piacere del partner e forse nemmeno il proprio. Il sesso è un’esigenza figlia di quella parte animale di noi che va tenuta a freno. Lo fai perchè ti devi sfogare. Punto e basta.
Per le donne il sesso è un pegno da pagare per poter essere madri che, ovviamente, deve essere l’unica aspirazione di una femmina di specie umana. Il seno è per allattare, l’utero una cavità per contenere i bambini e la vagina il mezzo per poter essere ingravidate. Punto e basta.
E’ seguendo questi dettami che i nostri eroi hanno vissuto.

Lo so che ora voi pensate che sia una roba vecchia, stantia e peraltro trita e ritrita, ma io leggendo queste pagine mi sono ritrovata a riflettere moltissimo sull’argomento. Noi donne del nuovo millennio, possiamo essere considerate represse? Secondo me sì. Fin da bambine, veniamo sottoposte a pressioni esterne che ci portano a considerare la sessualità come qualcosa da vivere ma sempre con cautela, pena la perdita della rispettabilità. E lo dice una cresciuta in una famiglia progressista e non certo repressiva, tuttavia per scrollarsi di dosso migliaia di anni di condizionamenti sociali, un’educazione non repressiva non basta. Resta dentro di noi, femmine moderne e indipendenti, quella paura di essere considerate delle zoccole. Poco importa se la scienza ci dice che anche le donne si eccitano con immagini pornografiche, che l’istinto sessuale è lo stesso degli uomini e che non c’è nulla di male nella masturbazione… anzi. Lo spettro del giudizio ci attanaglia, cercando di impedirci di vivere la sessualità con la naturalezza che invece meriterebbe.

Frances si rende conto di non essersi mai considerata una donna perchè è sempre stata una moglie prima, una madre e una nonna poi. Leggendolo, nelle mie orecchie riecheggiano le parole di alcune amiche/mamme quando si affrontano argomenti sessualmente espliciti. “Io ormai sono una madre”. Qual’è allora la differenza tra la Frances di metà ottocento e la trentenne del 2014? Nessuna, purtroppo. Ancora oggi una madre non è una donna libera, bensì una donna relegata ad interpretare un ruolo. Basti pensare che le donne/madri che tengono molto al loro aspetto e alla loro sessualità vengono considerate delle pessime madri; quante volte abbiamo sentito commenti del genere: “Guarda quella, ha due figli eppure pensa sempre a truccarsi e a farsi guardare dagli uomini”.
Come se nel farsi apprezzare dagli uomini ci fosse qualcosa di male. Perchè la consapevolezza sessuale di una donna dovrebbe arrestarsi con l’arrivo di un figlio? Perchè non dovremmo abbellirci per renderci più desiderabili e più sessualmente appetibili? Cosa c’è di male? Vorrei capire. Perchè se il tizio in metropolitana mi luma rispettosamente, a me fa piacere. Come mi fa piacere accorgermi che le tette fanno ancora il loro porco lavoro e attirano lo sguardo dei maschi di turno. Mi piace l’idea di essere sessualmente appetibile eppure, quando lo ammetto, vedo nello sguardo di chi mi ascolta l’ombra del giudizio negativo. Oggi, nel 2014.

Dovrei forse fingere di non essere lusingata dall’idea di essere piacente?
Sarei più rispettabile se dicessi che fare sesso con il mio compagno è un peso?
Darei un’immagine migliore di me se sostenessi che l’unico motivo per il quale esistono le tette è l’allattamento?
Probabilmente sì.

James ha passato la vita con una donna che non conosceva, che ha sempre riempito di soldi ma alla quale non ha dato nulla di se stesso. Se ne è reso conto quando è morta; quando guardandola dentro il feretro si è accorto che per lui era una completa estranea. Non l’ha mai vista nuda, non l’ha ma abbracciata, non l’ha mai toccata. Solo meccanicamente penetrata al fine di procreare.

Triste?
Moltissimo.

Il libro parte dalla ricerca della propria sessualità, che inevitabilmente porta ad una più profonda conoscenza di sé e ad una maggior predisposizione alla condivisione di sentimenti e di vita. Frances e James sono due bellissimi personaggi peraltro delineati con grande maestria. Che poi la Schone sia una di quelle scrittrici che non si vergogna a parlare con chiarezza è solo il valore aggiunto. Lei se deve dire sperma, non si preoccupa di farlo, se parla di organi sessuali, li chiama pene, uccello, vagina, vulva… sì, insomma… niente tizzoni ardenti o roba simile [Ha una spiccata passione per le prugne ma non è cosa fastidiosa]. Qui si parla esplicitamente di sesso, di sperimentazione, di masturbazione e di sex toys. Si parla di penetrazioni vaginali e anali, di capezzoli turgidi, di desiderio e passione, il tutto senza tabù e senza vergogna. Non si parla solo di sesso, sessualità, repressione e liberazione, si parla anche di amore. Di quell’amore nato in primis dal rispetto, dalla conoscenza, dalla volontà di dare al partner e non solo di prendere. L’amore tra James e Frances è estremamente toccante perchè arriva quando entrambi pensano che sia troppo tardi e li porta a rivedere tutto quello in cui hanno sempre creduto in funzione della scoperta di una parte di se stessi che mai avrebbero pensato potesse esistere.

La Schone ci dice che il sesso è parte integrante della vita. Viverlo con naturalezza, non vergognarsi di ammettere per prima cosa di voler provare piacere, dovrebbe essere la quotidianità, non l’eccezione. Ci dice anche che nella ricerca del piacere non c’è nulla di cui vergognarsi e che non c’è proprio nulla di male nel cercarlo da soli o fuori da vincoli legali.
Prima regola di Robin Schone: Non Giudicare.
Siamo tutti d’accordo che fare sesso con una persona che si ama o con la quale si è particolarmente coinvolti dia quel plus che rende tutto più coinvolgente, ma non possiamo essere così vigliacchi dal non ammettere che a far provare piacere è il sesso in quanto tale e dipende più dalla capacità di stimolare correttamente determinate parti del corpo al fine di mettere in moto una serie di reazioni chimiche che portano all’orgasmo, piuttosto che dall’amore che proviamo per la persona con cui lo stiamo facendo [altrimenti non si spiegherebbe perche il vibratore provochi orgasmi intensi, mica è un essere senziente!!].

Provare attrazione sessuale, desiderio, pulsioni particolari, avere fantasie più o meno spinte, cercare di realizzarle, di sperimentare, di osare; sono tutte cose estremamente naturali che sono state represse per anni [per quanto riguarda la questione femminile c’è dietro un discorso politico complesso che non è il caso di affrontare in questa sede]; onestamente  non possiamo ignorare che ancora oggi, noi donne emancipate e moderne, siamo vittime delle stesse costrizioni mentali che hanno reso Frances una donna estremamente infelice.

E questo mi fa incazzare da morire.
Non sopporto che ci sia un condizionamento così radicato in noi da sopravvivere ad anni di battaglie per l’emancipazione. Mi irrito con me stessa quando mi imbarazzo nel parlare con il mio compagno di determinati argomenti (pur essendo una di quelle donne considerata sfacciata dal 99% delle persone che conosce, solo perchè non si vergogna ad ammettere di adorare sex toys e completini erotici per giochi di ruolo); mi irrito perchè è un imbarazzo senza senso, che non fa altro che allontanare da me quell’emancipazione mentale che cerco di raggiungere da una vita.

E sapete cosa mi fa imbestialire più di tutto?
Che ad emettere i giudizi peggiori, e ad avvallare i condizionamenti culturali siano soprattutto le donne, quelle donne che si sottomettono felici all’idea maschilista di una donna pudica, votata alla santità e alla maternità, perennemente controllata e adoratrice della missionaria; donne che non provano ad uscire dagli schemi, che impersonano il ruolo di madre, moglie, figlia perfetta, senza mai domandarsi davvero se preferirebbero essere considerate [anche sessualmente parlando], in modo diverso. Donne che si impongono di corripondere all’immagine della donna rispettabile, che si arrendono a non masturbarsi mai perchè è sconveniente; mi infastidisce pensare che non sappiano come preferiscono che gli si succhino i capezzoli, che si rifiutano di parlare con altre donne della loro sessualità, che si fingano scandalizzate dall’amica che ha una vita sessuale libera solo perchè in fondo temono di dover ammettere con se stesse che la vita può anche essere qualcos’altro.

Oltre alla crudezza di immagini e descrizioni, questo libro gronda amore,  rispetto, molta tristezza per quello che si è irrimediabilmente perso e gioia pura nello scoprire che non è mai troppo tardi per prendere in mano le redini della propria vita e lottare per cercare la felicità e l’affermazione del proprio io. Se vi sconvolge l’apprendere che l’affermazione di se stessi passa anche dall’esplorazione della sessualità e dalla ricerca del piacere, mi dispiace molto per le vostre vite scandite da rispettabilità e convenzioni.

E prima che partano le critiche, a parlare è una donna normalissima che vuole dei figli, che convive, lavora, si prende cura della casa, non ha scopazzato a destra e  a manca quand’era più giovane (purtroppo); una tizia che fino a qualche anno fa si imbarazzava per tutto e che un giorno ha finalmente capito che godere della sessualità liberamente le avrebbe offerto una libertà mentale impagabile e che si è sforzata di superare tabù e condizionamenti conscia del fatto che le peggiori gabbie sono quelle che ci costruiamo da soli.

In poche parole

Un libro apparentemente innocuo, che ha scatenato la bestia che vive nella mia mente.

Poschina

Poschina

La Dimora Degli Incontri Proibiti – Madelynne Ellis

Oggi sono un po’ spenta. Colpa della cervicale? Colpa dei pensieri negativi? Colpa del sesso? Chi lo sa. Non è certamente colpa di questo libro, che mi ha intrigata e avviluppata nella sua ragnatela di passioni.

Ve lo dico subito, qui si parla di amore M/M + M/F + M/M/F. Quindi se siete tra quelli che si scandalizzano alla sola idea di vedere due uomini che si baciano, questo libro non fa per voi, ma non fa per voi nel senso che poi mi tocca leggere recensioni cattivissime e pregiudizievoli su un libro che è più romantico della maggior parte dei libri che voi, persone che si scandalizzano, considerate romantici.

Si, oggi sono anche piuttosto confusa.

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La Trama: Nel regno della passione non esistono gentiluomini Lord Robert Darleston è così bello, di una bellezza animale, che piegherebbe con il suo irresistibile fascino la resistenza di qualunque donna. E non solo… Imprigionato in un matrimonio di convenienza con una donna acida e meschina, in realtà Robert è l’ex amante di Lyle Langley, e ora, rifugiatosi nella campagna inglese per sfuggire alle angherie della moglie, può finalmente ricongiungersi con il suo amore. Solo un ostacolo si frappone alla loro felicità: Emma, la giovane sposa di Lyle, di cui Robert subisce il fascino e che non vorrebbe ferire per alcuna ragione al mondo. Quando però Lyle gli rivela che la donna aborre il contatto fisico, tanto da non essere mai riusciti a consumare il matrimonio, Robert ha un’idea: far conoscere a Emma il piacere e instaurare una bollente relazione a tre.

Ed ora la parola alla giurata

Recriminazione uno: sabato sono stata accusata velatamente da un membro della mia famiglia (anzi, una membra) di scrivere cose imbarazzanti. Si riferiva alla medicina “vergate nella vagina”. Poi indagando ho scoperto che nemmeno aveva letto il post, ma solo il termine vergate era sufficiente ad imbarazzarla. Se non fossi una signora mi verrebbe da dire che avrebbe bisogno di una dose massiccia della suddetta medicina. Non vedo infatti perchè imbarazzarsi alla veneranda età di quasi quarant’anni per una prtica che si pratica abbondantemente, o quantomeno si spera (il gioco di parole è involontario ma efficace). E poi basta, oggi sono stufa e cattiva. Il sesso è bello, fa bene, migliora l’umore, la grana della pelle, rilassa e libera la mente. Fatevene una ragione.

Finite le recriminazioni inutili ma necessarie, passiamo a noi.

Il matrimonio tra Emma e Lyle nasce dal bisogno. Lui deve trovare una moglie per coprire la sua natura omosessuale, lei devo trovare un marito che non abbia alcun interesse sessuale nei suoi confronti in quanto detesta essere toccata, da chiunque in qualunque contesto. Tutto funziona a meraviglia fino a quando, una sera, nelle loro vite non irrompe Robert Darleston.

Per la prima volta nella sua vita, Emma desidera un uomo. E dal modo in cui la guarda, è evidente che anche lui la desideri. C’è un solo, piccolo problema. Quando Lyle e Robert si incontrano, è chiaro che tra di loro c’è qualcosa e quel qualcosa è un amore contrastato e tormentato, finito anni prima per volere delle rispettive famiglie e come tutto ciò che viene negato, frustrato e procrastinato, ora non vede l’ora di fiorire, di esplodere, di sfogarsi.

Quello che Emma non sa è che se Lyle è omosessuale, Robert è bisessuale ed è ferocemente attratto da lei, dalla sua capacità di escludersi dal mondo e dal contatto umano, è attratto dalla sua femminilità, dal suo rifiuto fisico che è in netto contrasto con i segni che il suo corpo manda ogni volta che le si avvicina.

Comincia un gioco della seduzione lento, suadente, tenero e passionale. Emma si scopre attratta dal rapporto che i due uomini intrattengono, vuole guardare, godere come loro, partecipare, anche solo passivamente, alla loro passione e al loro amore. Ma questo a Robert non basta, lui vuole possederla, amarla, farla godere. Vuole scoprire cosa la blocca, perchè rifiuta ogni contatto fisico, vuole liberarla da se stessa per poterla amare completamente.

Non vi racconto i dettagli perchè vi togliere il gusto della lettura. E sarebbe un delitto perchè il libro è scritto bene, non è mai banale, non è mai stupido.

La passione trascende il genere, se ne fotte delle convenzioni sociali, è libera.

I rapporti tra Lyle e Robert sono descritti senza lasciare troppo all’immaginazione, questo però non riduce l’atto in sè ad una descrizione anatomica priva di ogni significato, tutt’altro. Leggere dei loro amplessi è coinvolgente ed eccitante. Baci appassionati, sospiri, membri turgidi, pnetrazioni anali, fellatio. C’è tutto. E ce n’è anche tanto.
Intorno alle passioni, alla purezza del sentimento e perchè no, alla pruriginosità di spiare dal buco della serratura un menage a trois, pur particolare e tenero che sia, c’è la Società. Ci sono le convenzioni, c’è la violenza di chi pensa di esssere schierato dalla parte giusta.

E mentre scrivo mi chiedo se tutta questa dietrologia a sfondo “critica sociale” l’ho vista solo io. Perchè è così che ho vissuto la lettura, come un metodo per intrattenere, certamente, ma anche per porci di fronte ad una storia d’amore, di passione e di accettazione di sè, che ci porta inevitabilmente a riflettere sul diritto inviolabile di vivere secondo la propria natura, che sia questa etero, omosessuale, bisessuale, o quant’altro.

Siamo tutti vittime di continue e inesorabili schematizzazioni. A partire dal classicone “Puttana/Suora” al più moderno “Etero/Gay” e questo solo per parlare della sessualità e anche banalizzando pesantemente. In questi giorni non posso fare a meno di riflettere sul rapporto tra società e sesso e su come l’opinione comune tenti ancora oggi di etichettarci in base a come ci poniamo nei confronti della sessualità.

Sono una donna a cui piace fare sesso, tanto sesso, in modo variegato e divertente. Mi piace anche farlo in modo rude, di tanto in tanto. Leggo volentieri libri erotici dai quali traggo spunto per la ginnastica da camera, sono affascinata dal mondo BDSM anche se non lo pratico [legarsi o legarsi al letto non conta, lo facciamo tutti, parlo di quello serio], se capito su un porno lo guardo. A volte mi eccito, altre no. Se leggo libri in cui c’è sesso omosessuale trovo le scene descritte conivolgenti tanto quanto quelle etero, non trovo il corpo maschile nudo scandaloso,  prendo il sole in topless e considero la prostituzione morale alla stregua di quella fisica.

Questo cosa fa di me?

Tutte queste riflessioni vengono fuori perchè i personaggi di questo libro si pongono una serie di quesiti morali di un certo peso, inducendo il lettore a interiorizzare le domande per darsi delle risposte. L’amore che lega i 3 protagonisti è complesso, difficile, scandaloso, coinvolgente, romantico.
Estremamente romantico.
Quando Lyle e Robert si incontrano dopo anni di lontananza, c’è tutta l’insicurezza del tempo passato, le ferite ancora aperte, i muri eretti per difenderi e per sopravvivere. E che dire di Emma e dei suoi meccanismi di difesa? Chi di noi non ne ha? Io ne ho talmente tanti che a stento mi ricordo com’ero prima di costruirli. E che dire di come Robert riesce ad aprirli tutti fino ad arrivare all’essenza di questa donna?

C’è un lieto fine?
Sì.
Romantico, erotico, originale.
Un lieto fine che non mi ha fatto storcere il naso, sbuffare, alzare gli occhi al cielo, digrignare i denti.
Praticamente un miracolo.

Mentre ero persa nella lettura pensavo che tutti noi avremmo bisogno di un Robert nella nostra vita. E non solo perchè è un manzo da accoppiamento di notevole interesse. Avremmo bisogno di qualcuno che sappia capire al volo di cosa abbiamo bisogno e si danni l’anima per permetterci di averlo. Qualcuno che si prenda l’onere di scardinare la gabbia nella quale ci hanno infilato a forza o nella quali ci siamo infilati per sopravvivere. Qualcuno che ci insegni ad essere liberi.

Non sessualmente, non fisicamente ma mentalmente.

E dio solo sa quanto è difficile liberarsi della gabbia, spiegare le ali e volare via.

In poche parole

Se i confini imposti dalle definizioni vi stanno stretti, questo è il libro che fa per voi.

Poschina

Antony – Sylvia Kant

Io non sono qui a pettinare le bambole.
Sono qui perchè la mia vita è votata alla ricerca dello sconvolgimento budellare. Io voglio libri che mi rimescolino, che creino in me un vortice di emozioni tali da non riuscire a pensare ad altro. Voglio innamorarmi, sospirare, lottare, incazzarmi, piangere, soffrire disperatamente. Non temo nulla. Più le emozioni sono forti, più mi sento appagata. Amo la morbosità, la sfaccettatura, l’ambiguità. Mi piacciono i personaggi poco lineari, più o meno malati, goduriosamente perversi. Quando trovo un personaggio che corrisponde a queste caratteristiche, nascerà un sodalizio che durerà per sempre. Per me la via di mezzo non esiste.
O sono Eroi Morali oppure sono l’Ambiguità fatta a persona.

Grazie Simo.
Grazie per avermi presentato Antony.

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La Trama: Antony Barker è un affascinante gigolò dal passato torbido, un presente schizofrenico e il futuro quantomeno incerto. Un rapporto ambiguo e morboso lo lega alla sua cliente numero uno, la crudele e potente Rachel Norton, presidente della più grande industria farmaceutica statunitense, la Norton & Faulk. Ed è proprio ad uno stage della Norton & Faulk che viene invitata a partecipare la giovane dottoressa Angela Palmieri…

Ed ora la parola alla giurata

Potrei chiudere la recensioe qui, lasciandovi solo la trama, che peraltro dice tutto quello che c’è da sapere per non spoilerarsi le innumerevoli sorprese disseminate nel libro. Un libro che non è corto. Un libro che non è banale. Un libro che non vi lascerà un fottuto attimo di respiro.

Tuttavia non è nel mio stile rinunciare ad esporvi le mie seghe mentali quindi vi avviso. Parlerò a ruota libera cercando di spoilerare il meno possibile, prima di concludere però sarò costretta per onestà intellettuale a spiegarvi come mai invece del 9 che ho pensato di affibbiargli durante il 90% della lettura, alla fine sarà solo un 7,5 (voto più che onesto). Antony è incentrato per il 90% sul suo personaggio principale, che non è Angela, come si potrebbe pensare all’inizio della lettura, ma proprio lo splendido gigolò che dà il nome all’opera.

Il lavoro fatto sulla sua personalità è a dir poco magistrale. Ha un giusto mix di ambiguità, perversione, machismo, tenerezza, spietatezza, insondabilità e indifferenza che lo rendono immediatamente indimenticabile. Pagine e pagine scritte solo per farci conoscere quest’uomo (che tra l’altro è nel range di età perfetta) che ha nel suo carisma e nel suo fascino perverso le sue armi vincenti.

E’ bello, con il cazzo grosso, provoca orgasmi multipli di ogni genere – clitoridei – vaginali – anali – ma potrebbe essere descritto anche come esteticamente insignificante che non cambierebbe di una virgola il fascino che traspare da ogni suo poro. Quello che mi ha tenuta incollata come una stalker di infimo livello alle pagine è il lento ma inesorabile sviscerarsi dell’Antony Uomo, quello che nasconde persino a se stesso, che reprime, che forse non sa nemmeno di avere.

L’autrice si prende tutto il tempo necessario per far crescere il rapporto tra Antony ed Angela. Il modo in cui si interfacciano è perfetto. Il legame  non esplode come una bomba al primo incontro ma nasce, cresce, si nutre, implode, stride, si modifica…. insomma è una goduria per occhi, cuore e mente, leggere l’evolversi di questa storia.

Antony, come un moderno Sebastian St. Vincent, è inesorabilmente ed inaspettatamente attratto dal mix di timidezza, purezza e sex appeal che scorge in Angela. Niente falsità, affettazione, calcolata seduzione.

L’ambiente di contorno è quello di una High Society Newyorkese perversa ed equivoca, dove nessuno è quello che vorrebbe far credere, e niente è mai, nemmeno per sogno, lasciato al caso.
Siamo onesti.
E’ tutto talmente esagerato, complicato e paradossale che in alcuni momenti Daniel Craig che combatte su un treno in corsa al confronto è estremamente realistico, ma l’autrice ha la capacità di farti sorvolare qualsiasi assurdità in nome di un’affezione ai personaggi ai limiti dell’umano.

Persino io, cuore di pietra Poschina, intorno all’80% del libro mi sono ritrovata con il cervello che gridava “Per dio fa che finisca bene”. Io che anelo il finale amaro. Io che adoro il finale sospeso. Io che quando vedo grondare miele provo l’inarrestabile istinto di lanciare il kindle sotto il primo treno. Immaginatevi quanto devo essermi affezionata ad Antony per arrivare a sperare che tutto andasse a finire bene.

Merito di un’autrice che ha creato un mix micidiale di erotismo, passione, delicatezza, brutalità, sofferenza, perversione e dolcezza, capace di abbattere pagina dopo pagina ogni difesa del lettore.

Poco importa se ho capito quasi subito le implicazioni nascoste nel rapporto Angela/Rachel e intuito cosa si celasse dietro quello Rachel/Antony, mi sono goduta lo stesso ogni parola, sospiro, sguardo. E’ un libro dove i gesti contano molto, gli sguardi sono fondamentali e il non detto è a dir poco essenziale. Quindi prestate attenzione ai dettagli, non fatevi prendere troppo dalla foga di sapere cosa succede nella pagina seguente, rischiate di perdervi parte del divertimento.

Voglio però chiarire che non si tratta di un romance tutto fiori e zucchero a velo. Tutt’altro. I temi affrontati non sono per tutti i palati. La scrittrice avverte l’eventuale fruitore tramite avvisi chiari ed inequivocabili sulla pagina del sito da cui si può scaricare (gratuitamente) il libro. Alcune scene sono forti, molto forti. Se l’idea di un plug anale vi sconvolge, preparatevi a saltare diverse pagine, consci però che ogni pagina saltata vi allontana dal conoscere il vero Antony.

Una cosa non mi è andata giù.
L’ingenuità al limite del tollerabile di Angela. Va bene una volta, tollero la seconda, ma la terza, la quarta e la quinta sono un’offesa al mio sesso. Ingenue sì, completamente incoscienti o particolarmente stupide no.

Antony è un libro che ha preso le mie budella e le ha irrispettosamente rimescolate. Per il 90% della lettura ho gridato al miracolo, per poco non mi metto a piangere, durante la pausa pranzo, dalla commozione di aver finalmente trovato un libro che contenesse tutto quello che in questo momento stavo disperatamente cercando.

Poi mi sono imbattuta nell’ultimo 10% e i fuochi d’artificio nel mio cervello si sono lentamente spenti. Ma questo lo spiegherò meglio a coloro che non hanno intenzione di leggere il libro. Per tutti gli altri, sconsiglio di andare avanti, il rischio concreto è di perdere il pathos che accompagna tutta la lettura.

Leggetelo.
Scaricatelo e godetevelo tutto.
Avete presente quando avete appena fatto sesso selvaggio e vi sentite accaldati, piacevolmente storditi, leggermente febbricitanti ma non vedete l’ora di rifarlo?
Ecco, io ora mi sento in questo modo.
Potrei ricominciare a leggerlo in questo preciso momento.
Fatelo anche voi…. oltretutto è gratis !!!!
Lo potete facilmente scaricare qui.

Ed ora lo spoiler alert.

Spoiler importanti, fondamentali, cruciali…. che tolgono completamente il gusto della lettura. Se volete scaricare Antony e lasciarvi trasportare nel suo mondo, non continuate a leggere.

Antony è un personaggio che per il 90% è costruito magistralmente, così come l’evolversi del suo rapporto con Angela, tanto che non si sentiva l’esigenza dello spiegone lungo circa 5 pagine nel quale i piccioncini rivivono l’intera loro storia e che gronda miele da ogni lettera. L’ho trovato terribilmente “Out of character”. Sappiamo già che Antony è capace di essere di una dolcezza incredibile, snaturarlo al punto di farlo diventare uno sdolcinato Romeo mi è parso troppo. Sarebbe bastata una pagina e mezzo per sottolineare l’amore finalmente dichiarato, senza prolungare eccessivamente la scena.

Che ho trovato estremamente fastidioso e che ha fatto crollare la mia fede cieca nei confronti della scrittrice (e che mi fa tremare le gambe al pensiero del sequel), è il fatto che una donna come Angela faccia sesso non protetto con una naturalezza disarmante. No, non sono bigotta, e dio solo sa quanto capisca perchè Angela prova in ogni modo di “farsi male” cercando partner occasionali per sconfiggere il vuoto che ha dentro; ma non credo che una ragazza nei suoi panni rischierebbe una gravidanza così alla leggera, nemmeno con l’uomo di cui è innamorata, soprattutto tenendo conto del lavoro che fa (non mi riferisco tanto a quello di gigolò ma a tutto il resto).

Qui lo dico e qui lo nego. Se nel sequel tutto si incentra su lei incinta che lo aspetta a casa sognando come una quindicenne, giuro che faccio una strage.

Il finale è distante anni luce dal resto del libro. Sembra quasi che l’autrice non avesse intenzione di fare un secondo capitolo ma che si sia ravveduta poco prima della fine ed abbia aggiunto all’ultimo momento le basi per un sequel. E’ diverso lo stile, le azioni dei personaggi sono esasperate e, mi duole dirlo, è inferiore al resto dello scritto.

Avrei preferito, ma questo è gusto personale quindi prendetelo con le pinze, che tra Antony e Angela si fosse instaurato un diverso tipo di approccio sessuale, meno simile a quello che lui conduce per lavoro.

Dubito oltretutto che dopo uno stupro e una manica di botte, una donna sia così disposta a farsi ravanare, fosse anche dall’uomo della sua vita che regala multiorgasmi come noccioline.

Detto questo, che non dipende dalla mia avversione per i finali troppo positivi ma proprio da un “calo” di contenuti e scrittura, è un libro che ho letto con passione e che sicuramente rileggerò volentieri che mi ha regalato, per la stragrande maggioranza del tempo, lunghi ed interminabili orgasmi letterari.

In poche parole

Se desiderate un orgasmo letterario, eccovi serviti.

Poschina

Cambio Gomme – S. M. May

L’altro ieri mi chiedevo se “Cambio Gomme” avrebbe avuto la capacità di riappacificarmi con la lettura.
Ce l’ha fatta?

RFS-Cambio-gomme

La Trama: Edmonton, Canada. Un meccanico tutto muscoli e dal gran sorriso, un giovane manager fascinoso ma diffidente, una scrittrice di romanzi rosa in crisi d’ispirazione: l’officina di Nathan Cleni è davvero un luogo ricco di sorprese, dove si entra per un cambio gomme e si esce con una revisione al cuore.
Ma non fatevi ingannare dalle apparenze e dall’inserimento temporaneo di una donna tra due maschi.
Questo strano triangolo sarà in realtà l’occasione che permetterà a Nathan e Kean di capire qualcosa di più di se stessi, dei sogni che inseguono da tempo e del loro voler essere una coppia. Nonostante tutto.

Ed ora la parola alla giurata

Cambio gomme è un libro estremamente romantico ed ossessivamente ottimista. Due cose che solitamente mi fanno accapponare la pelle perchè significano prima di tutto una sfrenata propensione alla paranoia mielosa, e poi una fissazione per lieto fine patetici ed irritanti.

Cambio gomme è un libro piacevole, brioso e divertente.

Questi i tre aggettivi scritti su un post it quando ero appena ad un quarto del libro. Sentivo che non sarei rimasta delusa. Sapevo che S.M. May non avrebbe trasformato i suoi personaggi in dementi privi di cervello. Grazie S.M. May.

Prima di tutto voglio dire ad alta voce che io ho ADORATO le dissertazioni che Lana e l’editrice occhialuta fanno sul genere romance, tutte riflessioni che noi amanti del genere facciamo continuamente ed esterniamo appena abbiamo un interlocutore disposto ad ascoltare papponi sulla monotonia dei moderni eroi romance, tutti soldi – cazzi grossi e finte perversioni sessuali, oppure sull’obbligo di improponibili lieto fine in funzione di una richiesta di mercato e a discapito della profondità della storia.

Cambio gomme non è un libro socialmente impegnato a perorare la causa omosessuale, non è un saggio sulle differenze culturali e non è un libro prettamente erotico.

Cambio gomme è la storia di Lara, scrittrice in crisi, che per caso incontra Nathan…..meccanico omosessuale che corrisponde in tutto e per tutto all’iconografia dell’eroe romance per eccellenza. Nathan ha una storia con Kean, ricco figlio di papà e uomo d’affari, restio ad ammettere pubblicamente i suoi sentimenti. Come in un moderno Rocki Horror, Lara assaggerà le labbra di Kean e si scioglierà sotto le sapienti mani di Nathan, nel disperato tentativo di farli convolare ad un giusto ed appaante lieto fine. Tra esperimenti culinari, litri di vino costoso, shopping, baci rubati, amplessi infuocati e segreti difficili da rivelare, quello che ne esce vincitore è un romanticismo ironico, divertente, moderatamente smielato, perfettamente bilanciato tra realismo e sogno.

Il libro è breve; nonostante ciò i personaggi sono ben caratterizzati e io ho letteralmente palpitato sia per il granitico Nathan che per lo spigoloso e ringhioso Kean. Tuttavia, mi piacerebbe sperimentare le “cose deliziose” che Kean Senior dispensa alla dolce, incasinata Lara, durante i loro segretissimi appuntamenti serali.

E come si fa a leggere questo libro senza encomiare la capacità di descrivere le scene di sesso senza farle diventare una lezione di meccanica applicata? E come non applaudire di fronte alla descrizione delle peculiarità fisiche dei protagonisti maschili? Descrizioni accurate, erotiche e per niente banali.

Non stiamo parlando di un capolavoro, stiamo parlando di un libro ben scritto, ironico, divertente, originale. Un libro perfetto per rilassarsi senza per questo abbandonare l’intelletto. Compratelo, e se non avete tempo oggi, potete sempre aspettare una di quelle fredde, umide domeniche piovose autunnali; quando una coperta calda, una cioccolata ed un libro, sono le uniche cose che renderanno perfetta la vostra giornata.

In poche parole

Domani giro i meccanici della zona alla disperata ricerca del mio Nathan…

Poschina

Ballando con il Fuoco – Edy Tassi

Parliamone.
Siamo in pieno work in progress.
Sono al 38% del libro e sono delusa in maniera imbarazzante.

E’ vero. Sono una donna con pretese altissime, che detesta vengano disilluse. Io, se leggo una profusione di 5 stelle e parolone come “emozionante” – “straordinario” e “finalmente”, mi immagino determinate cose. Quando mi rendo conto che di questa magnificenza, non c’è che una pallida ombra, mi incazzo. E quando mi incazzo divento sarcastica, poi stronza, poi rassegnata. Ora sono in fase sarcasmo, ma non sono arrivata nemmeno a metà libro… c’è tutto il tempo per imbestialirsi.

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La Trama: Un uomo siede al centro della stanza, in attesa. Nel silenzio, un rumore di tacchi femminili gli stuzzica i sensi. Lo spettacolo sta per cominciare… e nulla sarà più come prima. Arianna Radburn ha una doppia vita: ballerina instancabile di giorno presso una delle compagnie di danza più prestigiose di Londra e creatura conturbante di notte, quando, con il nome di Sweet Thunder, mostra il suo corpo perfetto all’Icing on the Cake. Ma gli occhi famelici degli uomini non l’hanno mai eccitata, finché non riceve una proposta sconvolgente: esibirsi per un unico cliente, notte dopo notte, dietro lauto compenso. A sconvolgere Arianna non è tanto la natura della proposta, ma l’uomo che gliela fa. Nicholas Morgan, infatti, è il suo visionario coreografo. Un uomo bellissimo, affascinante e implacabile in sala prove. Che ha una regola ferrea: mai fare sesso con una delle sue ballerine.

Ed ora la parola alla giurata

Al termine delle prime due pagine stavo per gridare allo scandalo perchè sono la fotocopia dell’incipit di Flashdance. Poi la cosa viene dichiarata apertamente e la rabbia è scemata. Superata la rabbia, mi trovo improvvisamente intrigata dalla trama.

Spoiler come se piovesse

Lei è una ballerina bravissima ma troppo tecnica. Lui è un coreografo bellerrimo, fisicaterrimo e ricco come Creso, tuttavia ha un pessimo rapporto con il padre (che palle) quindi rifiuta i suoi soldi. Lei, in compenso, ha una madre che le ha insegnato ad usare il sesso come merce di scambio ed oltretutto le servono 50mila sterline quindi la povera ballerina (tonica, con due tette ed un culo da urlo) si esibisce la sera in uno stip-club. Lui la vede e si eccita immediatamente e decide di assumerla per spettacoli privati. Lei accetta a patto che si rispetti la regola dell’Icing on the cake di “non toccare”.

Ecco l’unica cosa, in una trama tutto sommato banale come quella di un Harmony (scommetto entrambi i miei capezzoli che finirà con un anello e una gravidanza), che avrebbe potuto realmente farmi rimanere incollata alle pagine, una dopo l’altra, imprigionandomi in una spirale di desiderio ed erotismo. L’idea che lui muoia di desiderio per lei, ma si accontenti di vederla ballare solo per lui, mentre lei che spasima dalla voglia di farsi sbattere, lo tenga a distanza in un gioco erotico raffinato e conturbante.

Peccato.
Peccato che già al secondo spettacolino lei glielo prenda in mano e lo faccia venire con un segone degno di Youporn. Peccato che prima del terzo spettacolino lei riceva il Best Cunnilingus Ever e che lo spettacolino in questione si concluda con una meravigliosa, coinvolgente, multiorgasmica scopata. Con la novità del multiorgasmo maschile. Not Bad!!!

Quindi tutto ciò che avrebbe potuto intrigarmi si è bruciato nel giro di cinquanta pagine ed io mi domando “da qui a pagina 400, mi toccherà leggere una serie di amplessi pseudo-fotocopia con tanto di seghe mentali dei protagonisti? Quante volte sarò costretta a leggere che lui non si è mai sentito così bene “sprofondando dentro una donna” prima di esasperarmi e lanciare il kindle giù da una rupe in Sparta Style? Quanti multiorgasmi dovrò subire? Quanti “membri granitici” e quanti “clitoridi turgidi” dovrò sopportare prima del sicuramente patetico lieto fine?

Oltretutto temo che non si tratterà soltanto di tollerare un Harmony ricco di penetrazioni vaginali (quelle anali non sono ancora arrivate e dubito seriamente che arriveranno mai), ma ho il fondato terrore che alle performance erotiche si aggiungerà il BM generato da un giornalista che li spia mentre scopano e il mio cervello piange per l’occasione sprecata. Piange e sanguina. Ma ora, lasciamo che il libro faccia il suo corso. Ci rivediamo alla fine, sperando vivamente di doverci ricredere su tutto.

* dimenticavo. In tutto ciò lei si fa pagare 1000 sterline a botta. Chiamala scema!!!

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Finito.
100%
Impressioni negative confermate?
Più o meno.

Ho appena scoperto che se avessi letto un’altra volta la locuzione “Spasmo all’inguine”, avrei dato di stomaco. Nel libro è ripetuta almeno 50 volte.
50. Non dieci.
A parte questo, grazie a dio nella seconda parte del libro, diminuiscono esponenzialmente le descrizioni dei rapporti sessuali e se ne guadagna in trama.
Scopriamo qualcosa di più sul passato di Nicholas e di Arianna.
Niente di nuovo, tutto perfettamente conforme ai clichè di genere, ma almeno c’è una logica.
Certo, c’è una logica nella psicologia dei personaggi ma si inanellano una serie di buchi neri per quanto riguarda la possibile veridicità delle situazioni. Insomma, dai !!!! La matrigna che ci prova con il figliastro? Ma dove siamo; in Pretty Little Liars?
Per non parlare di Arianna che pur di dare i soldi a quella grandissima stronza della madre è pronta a vendersi l’anima. No. Non ci siamo.

Tuttavia, voglio essere onesta.
Il libro si legge bene, non è sintatticamente scorretto o povero, non è per niente noioso ed ha un gran potenziale che però, a parere mio, non viene minimamente sfruttato. Il mondo della danza è appena sfiorato, così come il complicato rapporto di desiderio/amore che si sviluppa tra i protagonisti.

Edy Tassi sa scrivere. Alcune scene erotiche sono coinvolgenti, la mia preferita resta la prima, quella nella quale Nicholas si eccita guardando Arianna esibirsi all’Icing on the Cake.
La storia, anche se inverosimile, tutto sommato regge. Certo, bisogna abbandonare una buona parte della ragionevolezza che contraddistingue la nostra specie, ma non ci sono assurdità che mi hanno fatta bestemmiare in turcomanno.

Arianna per fortuna si discosta dalla tipica donnina uomodipendente, imbranata e scema che domina la scena nel romance moderno, ma anche qui siamo fermi alla caratterizzazione sessuale multiorgasmica stile Harmony e all’uomo perennemente eccitato (ricordiamoci che sono sempre erezioni al limite dell’umano) al solo pensiero della donzella.

No.
Non darei cinque stelle a questo libro.
2,5 sì, cinque no.

Donne che siete all’ascolto, una domanda per voi.
Ma i vostri capezzoli, quando vedete (e badate bene che ho detto vedete e non toccate) un uomo sexy, diventano immediatamente di ferro e premono dolorosamente contro il tessuto del reggiseno/vestito?
No, perchè a me questo effetto lo fanno solo i corridoi gelidi del mio ufficio in inverno. Non vorrei scoprire solo ora di avere un problema di reattività capezzolare.

Tra l’altro, ho appena perso i capezzoli perchè non si sposano e lei non è gravida. Incredibile vero? Ok, scopano in macchina in mezzo a tutti ed inutile dirvi che poco ci manca che lei orgasmi solo grazie alla di lui presenza, ma la scommessa l’ho persa lo stesso.

Per fortuna ho una scorta di capezzoli di ricambio che ora avviterò sulle mie adorate/odiate tette.

Non so se mi sento proprio di consigliarlo. Io per Nicholas non ho sbavato proprio per niente, e non mi sono appassionata più di tanto alla storia, perchè manca di quell’attesa erotica che mi avrebbe sicuramente intrigata moltissimo. Arianna non è il tipo di donna nella quale amo ad identificarmi, ci ho provato ma non ci riesco. Sorry ma è così.

In generale, se voglio leggere qualcosa di erotico, con tanto di descrizione degli amplessi, mi leggo i libri di Miss Black; alcuni dei quali ritengo semplicemente adorabili e che non hanno pretese intellettuali/morali. Intrattengono, fanno divertire e, in alcuni casi, riescono ad appassionare.

Non so nemmeno se possa definirmi delusa o meno. In fondo non mi è dispiaciuto, sono sicuramente meno rabbiosamente accanita di quando ho cominciato questo post, ma dalle recensioni mi aspettavo qualcosa di più profondo e di molto più intrigante.
Peccato.

Ora la domanda sorge spontanea, dopo essere incappata in una serie di libri deludenti, ce la farà “Cambio Gomme” a riappacificarmi con la lettura?

In poche parole

Come diceva Giacomino, la felicità è tutta nell’attesa.

Poschina