Recensioni lampo: Hunter _ James _ MacLean

Ed eccomi qui…a fare un po’ il punto delle ultime letture. Ovviamente Spoileroni Sparsi.
Non so se voi vi siate mai arrischiate a leggere la serie “Wicked trilogy” di Madeline Hunter. Io, essendo temeraria, mi ci sono fiondata comprando tutti e tre i libri e trovandomi a bestemmiare dalla metà del primo fino alla metà del terzo. Non perchè li abbia letti tutti, ma perchè visto lo squallore di “I sogni Proibiti di Eva” ho deciso di eliminare la lettura del secondo e passare al terzo, che ho comunque abbandonato a metà per dedicarmi alla James.

Ma spieghiamoci meglio.

Primo libro della serie, ci narra le vicissitudini di Gareth Fitzallen, figlio illegittimo di un duca, bellissimo, intelligentissimo, famoso per scoparsi tutte le belle donne del ton con maestria inimmaginabile, di lavoro commercia in arte e sta aiutando i fratellastri a recuperare delle opere d’arte che sono state nascoste durante la guerra con la Francia. E già qui ho cominciato con il mantra “E ridaje con ste cazzo di opere d’arte trafugate. Ma chissenefrega!”. Cmq. iddu ha appena ereditato una magione in rovina ad inculandia e sta andando a dare un’occhiata al rudere.

Per caso (ma come dice Maestro Oogway – Il caso non esiste – ) si incontra e si scontra con l’eroina di turno, tale Eva Russel, la quale sta portando a casa sua un quadro rubato dalla magione di Garreth, che le serve per farne una copia che rivenderà al mercato del pesce della città vicina e che gli permetterà di sfamare la bellissima sorellina.

E questo, signore e signori è il BM. Lei copia le opere d’arte che trova nella soffitta del bel bastardo, le rivende e le rimette a posto mentre lui gira per l’Inghilterra cercando disperatamente quelle opere che giacciono da anni nella polverosa soffitta sotto la quale dorme. Vi avevo anticipato che è Moooolto Intelligente!!!!!

Tra l’incontro e il momento in cui convolano a giuste nozze, c’è il tempo di slinguare, orgasmare, innamorarsi come quattordicenni alla prima cotta, rinunciare al proprio passato, scopare….. e via dicendo. Il tutto ammantato da una coltre di tedio che parliamone. Tra l’altro lui passa da scopatore senza cuore a maritino fedele nel giro di mezza pagina e, sinceramente, non si può sentire.

Voto 6.5 – perchè comunque è scritto bene e per me la grammatica ha il suo peso.

Ma passiamo ad argomenti più gustosi…..

E parliamone di questa cover…. parliamo di lui….della beltade di questo giovin signore e della zoccolaggine di codesta dama. Tutta tette e finta reticenza.

Cmq.
Avete presente quando alle medie il tizio che vi piaceva se ne è uscito con una frase infelice su di voi, tutti hanno riso, voi lo avete sentito e da quel giorno la vostra meravigliosa quarta di reggiseno è diventato il problema della vita? Ecco. A me capitava con le orecchie a sventola. Ci ho messo anni a farmi passare l’ansia del giudizio altrui perchè, onestamente, nessun adolescente ha mai fatto commenti meno che entusiastici sulle mie all’epoca sode e grosse tette.

Mia Carrington invece è complessata perchè minuta ma tettona e culona. (Notate come nella cover abbiano mantenuto una certa fedeltà al romanzo), ed è innamorata persa di Vander, figlio del Duca di Pindar il quale è notoriamente pazzo e la cui moglie è la compagna del padre di lei. Ve lo spiego meglio. La mamma di Vander si scopa il padre di Mia. Lei è fedifraga, lui no perchè è vedovo. Fatto sta che la povera Mia scrive. Scrive smielose poesie su Vander con spiccati riferimenti sessuali che nemmeno si rende conto di aver creato. Una di queste poesie è finita nelle mani del padre che l’ha divulgata e alla fine diventa gioco per Vander e gli amici. Peccato che Mia sia nella stessa stanza e senta tutto, si incazzi ed esca sbattendo la porta.

Una paccata di anni dopo Vander è il Duca di Pindar, Mia è stata mollata sull’altare dal fidanzato, ha un nipote con un problema ad una gamba (Tra l’altro Sparta non era nulla paragonata all’Inghilterra nobile dell’800), ed ha una manciata di giorni per trovare marito ed evitare che tutti i beni dell’adoratissimo nipotino finiscano nelle grinfie di Zio Richard.

Allora che fare? La cosa più ovvia le sembra quella di ricattare Pindar costringendolo a sposarla e a fare da padre al piccolo, dolce e sfortunato Charles. Lei pensa bene di scrivergli una letterozza nella quale spiega che sarà solo un matrimonio di facciata ma lui, essendo un uomo al 100%, non la legge e questo porta al BM. Lei pensa di fargli schifo perchè è grassa e lui pensa che lei sia incazzata con lui e che lo voglia lasciare per punirlo e siccome ha una Sad Sad Sad Sad story alle spalle, ha qualche problema con gli abbandoni e la tratta malissimo salvo poi avere il cazzo perennemente in tiro e sbattersela appena può in ogni angolo della casa e contro ogni muro. E sottolineo Contro il Muro.  

Tra una scopata e l’altra abbiamo tempo per lo zio ubriacone amante dei romanzi rosa, del nipotino zoppo ma sempre felice e che ovviamente diventerà, nonostante la zoppia, un grande cavallerizzo, di una comparsata del mai dimenticato Duca di Villiers con tanto di Thorn ed India (che si comportano come degli adolescenti che frignano sbattendo i piedi per terra), delle macchinazioni al limite del plausibile di Zio Richard e anche di un cavallo ribelle ed indomabile che si “innamora” di Mia.

E se questo non vi basta per farvelo leggere non so come altro potrei convincervi….ah…già…. Lui è uno scopatore seriale che ama spalmarsi sull’abbondante carnazza della moglie e lo fa spesso, con una certa foga e con tantissimi orgasmi come risultato. Quindi è uno che non vi rifiuterà se avete i rotolini sulla pancia e il culotto e i maniglioni anti panico dell’amore. In pratica io ho già preso il biglietto per andarlo a trovare…altro che dieta.

Anche qui tantissimo Ammoooore con Carrambata finale del tipo “Ti ho sempre amata ed infatti ho conservato per anni la tua poesia piena di riferimenti erotici involontari…..eccola qui, scusa le incrostazioni sul foglio ma sai com’è…sono 20 anni che mi ci sego sopra”.

Voto: 7,5 perchè alla fantasia senza limiti sapientemente mischiata con il sesso e con astrusità varie non so resistere.

Ed infatti approdo a lui

Faccio notare che sono gli stessi modelli della copertina del libro precedente con anche dei vestiti simili…. la fantasia al potere.

Quarto ed ultimo libro della serie The Rules of Scoundrels, narra le vicende sessual-scandaloso-amorose di Georgiana Lieghton. Ce la ricordiamo tutti perchè la prima volta che l’abbiamo vista era fuggita dal Ton per rifugiarsi in campagna dopo essere stata ingravidata da uno sconosciuto e aver deciso di tenere la figlia della colpa. E’ la sorella di quell’ex pezzo di ghiaccio del Duca di Leighton, ora  estimatore dell’anticonformismo dopo aver sposato Giuliana Fiori, sorellastra di quel meraviglioso pezzo di carne che è Gabriel St. John, fratello di Nicholas.
Non dimentichiamoci che Leighton per sposare Giuliana, ha mollato sull’altare Penelope Marbury, ora moglie di Bourne, socio del locale per scambisti “L’Angelo caduto” e sorella di Pippa  , ora contessa di non ricordo cosa, protagonista di una scena eroticissima…lei che si masturba davanti a Cross, inginocchiato di fronte alla poltrona dove la lady si sgrilletta, che la fa venire parlandole e alitandole sulla gnagna ma senza nemmeno toccarla. Nel caso vi foste persi questa scena bagnamutande, correte a recuperarla.

Sono passati dieci anni da quando Georgiana ha partorito ed ora è decisa a sposare un titolato per poter dare un futuro alla brillantissima ed intelligentissima figlia. Tutto bene….se non fosse che su una delle testate di proprietà di Duncan West, è apparsa una vignetta volgare che ha alimentato il pettegolezzo nel ton….e se non fosse che West è bello, affascinante e la fa bagnare ogni volta che si vedono…e se non fosse che lui diventa granitico al solo sentirla nominare…. e se non fosse che in mezzo ci sono altri segreti: identità nascoste, passati turbolenti, morti, cattiverie gratuite, amarezze, promesse da mantenere.

Ma non preoccupatevi, c’è tempo per titillarsi, inturgidirsi, smaniare, orgasmare, sospirare ed, ovviamente, innamorarsi….perchè cos’è una verga turgida in una vagina grondante senza il Vero AAAAAAAMMMMMMOOOOORRRREEEEEE?

Nota a margine. Avevo provato a leggere il terzo libro della serie, quello incentrato su Temple “Il Duca Assassino” ma non ero arrivata a pagina 50. Ci riproverò in tempi migliori.

Voto: 8 perchè a me la fantasia sfrenata della MacLean in questo caso piace, perchè nonostante ci sia talmente tanta carne al fuoco da incendiare l’intera Milano questo libro mi ha fatto venir voglia di rileggere gli altri e perchè finalmente noto tutti gli indizi che erano stati seminati dall’autrice riguardo all’identità del quarto socio, il misterioso Chase. E poi diciamocelo, polemiche sulle molestie sessuali a parte che mi hanno fatta etichettare come una maschilista [Maschilista io?!?!?!??!?], a me l’uomo che sa cosa fare ad una donna a letto, mi piace assai e West sa esattamente cosa fare, e come, e dove. Un bell’esempio di maschio Alpha da non lasciarsi scappare.

In poche parole

  •  “Gira mezza Inghilterra alla ricerca dei quadri trafugati……..Erano nella sua soffitta.” Signori e Signore…Il Genio
  • “Scommetto che gli faccio schifo le mie tette enormi… Lui se la scopa in ogni dove ed in ogni luogo regalandole orgasmi incredibili.” Ecco a voi La Svegliona
  • “Un uomo ed una donna…anzi no, due uomini e una donna, anzi no….due uomini e due donne”. Praticamente un’orgia.

Poschina

 

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Il Diavolo in Primavera – Lisa Kleypas

Essendo notoriamente incapace di aspettare qualsiasi cosa io desideri, avevo già letto questo libro e ne avevo già parlato qui, all’epoca della sua uscita in lingua originale, avevo dato un sette meno, l’avevo definito il libro migliore della serie (al momento) e avevo cercato di non spoilerare troppo. Sostanzialmente non ho cambiato molto il mio parere sull’opera, non è stata massacrata dalla traduzione, non è stata resa eccessivamente pucciosa e non mi ero persa nulla nella comprensione. Solo che in questi mesi sono cambiata io, ho letto altra sbobba e quindi il mio giudizio finale è leggermente cambiato.

La Trama: Londra, 1876. A differenza di tutte le debuttanti londinesi, la bellissima Lady Pandora Ravenel non sogna di frequentare balli e trovarsi un marito. Preferisce di gran lunga dedicarsi ai suoi affari. Ma la sua strada si incrocia con quella di Gabriel, Lord St. Vincent, impenitente libertino, altrettanto determinato a non essere ingabbiato in un matrimonio. E per entrambi sarà la scoperta di un brivido fino allora sconosciuto…

Ed ora la parola alla giurata….SPOILER

Vado un po’ a ruota libera, l’ho appena terminato ed ho una serie di concetti per la testa che turbinano in modo disordinato nella mia testolina e fatico a metterli in un ordine logico….

Prima di tutto vorrei porre l’accento su un personaggio maschile anomalo. Si, ok…è un grandissimo figo che assomiglia molto a suo padre, il mai davvero dimenticato Lord Sebastian St. Vincent, protagonista di uno dei libri che ho amato di più: “Devil in Winter”; libertino, depravato, decadente, disperato e terribilmente solo. Un uomo meraviglioso che mi fa sospirare ancora adesso e che è entrato di diritto nella lista degli uomini fittizi su cui fantastico più spesso. Gabriel lo ricorda fisicamente ma è un uomo completamente diverso, descritto nella sinossi come un libertino, in realtà non lo è per niente. E’ un giovane ventottenne meravigliosamente attraente, che ha un’amante piuttosto disinibita e piuttosto vogliosa, è buono, intelligente, paziente fino all’inverosimile e uno di quelli che cercano sempre di fare la cosa giusta.

In pratica, sulla carta, doveri quantomeno detestarlo. Perchè si sa, a me, quelli che sono tanto buoni e tanto bravi, non fanno sesso. Ma….

…Zia Lisa è bravissima nel dipingerci il ritratto di un uomo dolcissimo e protettivo che è anche e soprattutto un animale da letto di prima qualità. Quest’uomo favoloso è il prodotto dell’addizione genetica Sebastian + Evie e quindi oltre alla spiccata mascolinità, allo straordinario fascino e alle mirabolanti capacità a letto, ha ereditato la profonda dolcezza della madre e, non essendo stato massacrato dalla vita (in questo libro è Pandora ad avere a tutti gli effetti una Sad Story), gli mancano il cinismo e la freddezza che caratterizzavano suo padre.

Un uomo del genere, posato, coccolato e che cerca sempre di controllarsi per mostrare la sua parte migliore, non poteva non essere fatalmente attratto da una donna come Pandora, una forza della natura, irriverente, refrattaria alle convenzioni, originale, passionale, ribelle.

Una ribellione che nasce dalla consapevolezza di non essere libera. In quanto donna, in effetti, nell’ottocento non si avevano chissà quali libertà personali….e peggio mi sento quando si parla di matrimonio, evento che di fatto passava la proprietà della donna dal padre al marito. Nel 2013 a Mantova ho visitato una mostra incentrata sulla donna nei secoli scorsi che mostrava una serie di documenti nei quali era evidente come la donna fosse soltanto un oggetto usato come mero materiale di scambio.

Le rimostranze di Pandora sono oggettivamente comprensibili anche se alla lunga, soprattutto di fronte alla chiarissima volontà di Gabriel di non interferire nelle sue attività, stancano un pochino perchè, diciamocelo, se avessi un uomo del genere che sbava per me, mi vuole possedere in ogni luogo, mi adora palesemente e per giunta sopporta ogni mia crisi isterica da premestruo…..beh, lo sposerei seduta stante e vaffanculo a femminismo e sessismo. La vita è una e me la voglio godere.

Sappiate che ci viene più o meno velatamente detto che Gabriel ha un bel cazzo grosso. La prima volta Pandora lo paragona ad una mazza da cricket… e qui sotto agevolo con una diapositiva per farvi capire quanto sia lusinghiero il paragone.

E la seconda volta lo confronta con i pistolini dei bambini visti durante la sua breve vita e, ovvio come il fatto che il 25 dicembre è Natale, il paragone non fa che esaltare le doti fisico-sessuali di Gabriel.

Per quanto mi riguarda il libro si divide in tre parti.

La prima, che va dall’inizio alla metà, ed è perfetta. Tutto funziona come gli ingranaggi di un orologio svizzero. La compromissione, totalmente involontaria e assurda, la consapevolezza di non avere scampo al matrimonio, la seduzione…e giuro che sogno i baci di Gabriel, i metri di lingua, le mani, i sospiri, la mazza da cricket…..

La seconda, che va dalla metà ai  tre quarti, nella quale ci viene descritta senza infamia e senza lode la vita coniugale dei due cucciolotti, fatta di sesso, sesso, sesso, sesso, orgasmi, sesso….

La terza, quella che definisco con simpatia, The Big Fail. Inutile, fastidiosa, un mero pretesto per far affrontare a Gabriel il primo vero dramma della sua vita ed utile solo per farci conoscere meglio la dottoressa Gibson (credo, non ricordo con sicurezza il nome), personaggio che sicuramente avrà un ruolo nei prossimi romanzi della serie.

Avevo valutato questo libro 7 meno.

Mi ricredo. Un 7.5 non glielo leva nessuno.

Piacevole, scorrevolissimo, per certi versi originale in quanto non abbiamo di fronte il solito eroe romance tormentato dalla vita, scaltro, refrattario alle nozze, cinico e disperato in cerca di soldi, ma un uomo equilibrato e affezionato alla famiglia che nonostante questa apparente noiosità è uno dei personaggi maschili più interessanti degli ultimi anni. Sarà anche che  con la vecchiaia comincio ad apprezzare un tipo d’uomo meno problematico e più equilibrato, che invece di aver bisogno di una donna madre/moglie/amante, accetta la sua compagna per quello che è senza rinfacciarle continuamente che potrebbe essere diversa, che non è come le altre, che non si è uniformata ai dettami sociali e che rompe sempre il cazzo e bla…..bla…bla

Sì, insomma, Gabriel è un uomo con le palle. Uno che sa quello che vuole, come ottenerlo e come gestirlo.
Gabriel, bell’animalone da letto tutto dolcezza e cazzo grosso, vieni qui da me, apprezza l’infinito mondo delle mie idiosincrasie, e soprattutto fai di me tutto quello che vuoi a letto (e sul divano, in cucina, nella doccia e via dicendo).

Dal canto suo Pandora è una ragazza che ha avuto una vita difficile, che è cresciuta in un’isolamento forzato e che non ha mai saputo cosa vuol dire avere una famiglia amorevole accanto. Originale, rivoluzionaria, cocciutissima ma estremamente fragile, una fragilità che nasconde sotto un’apparente menefreghismo nei confronti di una società che non comprende, si trova costretta ad un matrimonio che non vorrebbe, con un uomo che desidera febbrilmente e che la accetta e la rispetta. Che sfiga, vero?

Sopra a tutti spicca ancora e inesorabilmente la figura di Sebastian St. Vincent. Ex libertino incallito figlio di Satana, ora uomo innamorato della moglie e ineguagliabile padre di famiglia. Nonostante l’età, nonostante quel bendidio  del figlio, ogni volta che Sebastian è comparso sulla pagina scritta, io mi sono sciolta come come il cucchiaino di cioccolato Lindt si scioglie nel caffè, voluttuosamente e goduriosamente.

Ed Evie, così dolce, comprensiva, materna eppure risoluta.

Zia Lisa ha superato se stessa nel rendere omaggio ad una delle coppie più belle che abbia creato, ed è riuscita nel difficile compito di non snaturare i personaggi nonostante siano profondamente diversi da come ci sono stati descritti nella loro giovinezza.

Che dire? Leggetelo e condividete con me le vostre impressioni.

Piccole rimostranze:
– Nonostante nei libri precedenti la volontà di Pandora di diventare imprenditrice di giochi in scatola fosse il perno intorno al quale ruotava tutta la sua vita, inspiegabilmente il libro che la vede protagonista mette il lavoro di Pandora in secondo piano….o meglio, se ne parla tantissimo a livello teorico e pochissimo a livello pratico. Trovo che non sarebbe stato negativo se si fosse approfondito un po’ di più l’argomento.
– Ci sono dei momenti di puccismo spinto che mi sono sembrati un pochino esagerati ma per fortuna non sono così preponderanti da intaccare il giudizio finale sul romanzo.

In poche parole

Usami, Straziami, Strappami l’Anima……….e le mutande, il reggiseno, i collant, i bottoni……..sì, insomma….devastami come preferisci.

Poschina

p.s. Trovo questa cover semplicemente perfetta.

Arabesque – Alessia Gazzola

Stamattina mentre rileggevo “L’Allieva”, mi sono mentalmente complimentata con la Gazzola per la descrizione del mio adoratissimo sociopatico Claudio Conforti aka CC. Lo fa splendidamente, riuscendo a darci un’immagine sfaccettata e completa di quest’uomo decisamente complicato e incredibilmente attraente. L’ho riletta un paio di volte e davvero mi è spiaciuto non poterle mandare un what’s app per dirle che avrei tanto voluto scriverla io una descrizione così.

Ma questo esula dall’argomento odierno, ossia le mie impressioni sull’ultima avventura di Alice o Eliz, per quelle di voi che nonostante tutto si schierano nel Team Arthur.

La Trama: Tutto è cambiato, per Alice Allevi: è un mondo nuovo quello che la attende fuori dall’Istituto di Medicina Legale in cui ha trascorso anni complicati ma, a loro modo, felici. Alice infatti non è più una specializzanda, ma è a pieno titolo una Specialista in Medicina Legale. Quando le capita il suo primo incarico di consulenza per un magistrato, Alice si rimbocca le maniche e sfodera il meglio di sé. Al centro del caso c’è una donna di quarantacinque anni, un tempo étoile della Scala e oggi proprietaria di una scuola di danza. In apparenza è deceduta per cause naturali. Eppure, Alice ha i suoi sospetti e per quanto vorrebbe che le cose, per una volta almeno, fossero semplici, la realtà è sempre pronta a disattenderla. Perché, grazie alla sua sensibilità e al suo intuito, Alice inizia a scoprire inquietanti segreti nel passato della donna, legati all’universo – tanto affascinante quanto spietato e competitivo – del balletto classico.

Ed ora la parola alla giurata e ci sono Superspoilers perchè non posso tenermi dentro tutto, ci provo ma non ci riesco.

Negli anni ho recriminato parecchio, sono stata rigidissima, non ne ho lasciata passare una alla tenera Alice e le ho spesso rimproverato un’eccessiva immaturità, l’incapacità di farsi valere e la fastidiosa abitudine di considerarsi degna di nota solo in quanto riflesso di un uomo, fosse egli il maschio Alpha biondo Arthur o quello moro Conforti.

Beh, le cose sono cambiate.

Premettendo che personalmente non condivido la voglia di restare a lavorare in Istituto, dove la Wally non perde occasione per martoriarla, capisco che la scelta sia più che funzionale alla trama, alla storia generale e anche un comodo spunto per le avventure future e quindi non rompo il cazzo più di tanto, ma mi soffermo più che altro su alcuni punti chiave del libro che mi hanno colmata di gioia e gaudio.

Primo: la GI
Ebbene sì. Abbiamo una Gravidanza Indesiderata o sospetta tale, e come tutte voi sapete, io le detesto. Mi fanno venire l’orticaria ed evidentemente la stessa cosa succede anche alla Gazzola perchè quando Cordelia informa Alice che il bellissimo, carissimo, intelligentissimo, impegnatissimo Arthur diventerà a breve padre (tanto da farmi sospettare che l’ingravidamento sia avvenuto quando ancora la relazione tra lui ed Eliz era in pieno corso, d’altronde lui un figlio lo voleva probabilmente a prescindere dalla madre visto che nello scorso libro voleva tanto farlo con Alice), cerca di indorare la pillola sostenendo che sia “capitato” e Alice, tesoro di zia quanto ti ho amato in questo frangente non si può descrivere, le risponde che quando stava con lei “Sapeva benissimo come prendere delle precauzioni”. E qui mi alzo dal letto nonostante i postumi della gastroenterite, applaudo, sorrido, incito un’immaginaria folla ad applaudire entusiasticamente con me e poi mi sdraio prima di accasciarmi, in modo poco elegante, al suolo.

Perchè Alice è cresciuta. E se fino a qualche tempo fa una notizia del genere le avrebbe tagliato le gambe, ora ha la lucidità di affrontare la delusione e il dolore senza che questi la sopraffacciano [e non sono nemmeno sicura che la coniugazione sia corretta. Si accettano correzioni con estrema gratitudine]. Anzi, è così cresciuta da non permettere a nessuno di mollarle una minchiata come spiegazione sperando che se la beva senza battere ciglio.

Secondo: CC
Claudio Conforti. Lo sanno tutti, è refrattario alle relazioni lunghe e durature, ha i suoi grossi problemi nell’affrontare la monogamia, ha un passato del quale sappiamo poco o nulla se non che non è cresciuto nella bambagia, ma soprattutto sappiamo che da sempre, sin dal primo giorno, ha una fissazione per Alice. Negli anni ci sono stati qualche incontro, qualche bacio, qualche scopata (della quale, purtroppo, non abbiamo dettagli) ma nulla più perchè Alice era costantemente mezza innamorata di Arthur e CC non è il tipo che si mette a lottare platealmente per avere qualcosa, lui è come l’acqua….lentamente si infiltra in ogni pertugio fino a far crollare la diga.

Alice stavolta decide di provare a giocare al gioco di Claudio e lo fa senza rimpianti, buttandosi in una storia nuova senza troppe regole e senza troppe speranze cercando di godersi il più possibile questa situazione. Ed anche in questo frangente, Alice dimostra di non essere più una ragazzina e prende in mano la situazione rivendicando la sua autonomia anche a costo di perdere Claudio perchè va bene tutto, ma non ha intenzione di stare seduta a fare la bella statuina.

And The Oscar Goes To “Alessia Gazzola” – Per aver fatto crescere il personaggio di Claudio pagina dopo pagina, libro dopo libro, bastardaggine dopo bastardaggine al fine di arrivare alla fine di questo libro senza che le scelte che intraprende appaiano improvvise, immotivate e del tutto “a capocchia di Minchia” ma che risultino piuttosto l’ovvia conclusione dopo un processo di crescita personale durato più di un lustro. Non era facile farlo maturare e cambiare senza snaturarlo completamente e Alessia ci è riuscita egregiamente. Brava.

Terzo: Io sono fatta così, voglio di più
Dire una frase del genere a uno come Claudio equivale a perderlo ma Alice glielo dice chiaro e tondo, senza remore, senza paura. Perchè rendersi conto di quello che si è e di quello che si è disposti a fare pur di ottenere qualcosa o, ancora più importante, di quello che si è disposti a perdere per difendere quello che siamo, significa crescere, maturare, affermare se stessi, diventare una persona migliore.

E non è detto che, per una volta, essere onesti non paghi.

Abbiamo finalmente di fronte una donna che nonostante pecchi ancora di una spiccata goffaggine e si aggiri pericolosamente per Roma senza qualcuno che vigili che non combini disastri, siamo fuori da quella fastidiosa attitudine alla perenne indecisione. Ok le seghe mentali non mancano ma sempre con consapevolezza, senza quella fottuta e insostenibile paura di fare la cosa sbagliata e di perdere qualcosa che si crede forse più importante di quel che è.

Alice mi piace molto in questo libro e la sua ossessione passional-amorosa per Conforti la comprendo come non mai e sono ANNI che attendo un momento simile. Sono anni che aspetto di vedere Arthur messo da parte perchè davvero…..bello è bello, sexy è sexy e secondo me scopa anche divinamente ma non posso accettare uno che continua a far sentire Alice inferiore. Purtroppo non ho mai tollerato i “So tutto io” e, peggio ancora quelli “Impegnati” ed Arthur per me rappresenta un po’ queste due categorie messe insieme, magari non nei primi libri ma con l’andare avanti questa sua attitudine a sentirsi migliore di Alice è venuta fuori. O sono io che come dice sempre il Busnaghi, sono pateticamente ancorata alla convinzione che gli uomini vogliano prevalere sulle donne. Sarà….. ma intanto ho decinaia e decinaia di migliaia di esempi a mio favore, Arthur in testa.

Non posso quindi che consigliare questo libro (ho trovato un po’ sbrigativa la conclusione della vicenda Mistery ma possiamo perdonare questo dettaglio perchè il libro ci dà tantissimo sul fronte personale) perchè è come al solito scritto bene, scorre tranquillo, emoziona e ci mostra una Alice più consapevole e più autonoma.

Bene, avanti con il prossimo.

Ma ora RECRIMINIAMO!!!!!!!

Essendo la classica donna media che quando si avvince a qualcosa spolpa l’intero marketing di riferimento non ho potuto esimermi dal vedere la fiction “L’Allieva” ed ora posso finalmente dire quello che ho sul gozzo da MESI.
Primo. Mi sono piaciuti tantissimo i protagonisti, li trovo in parte, mi adeguo anche allo stile fiction RAI anche se ovviamente io avrei preferito qualcosa fatto dalla HBO con un po’ più di crudezza e un po’ meno “sole – cuore – amore” ma questo è un problema tutto mio. Adoro come Lino Guanciale sia riuscito a cogliere le sfumature del personaggio di CC e riesce a donargli stile, charme e bastardaggine. Mi piace come la Mastronardi ci restituisce la freschezza di Alice, trovo che Emmanuele Aita sia un Paolone perfetto e in generale, Martina Stella esclusa e Dario Aita nemmeno preso in considerazione perchè non ha nulla ma proprio nulla di Arthur e non parlo solo dell’aspetto fisico ma proprio delle caratteristiche del personaggio, penso che tutto funzioni.

MA!!!!

MAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!

Le scene di sesso sono agghiaccianti. Non si può vedere, non si può sentire. No, parliamone…. La Lingua. La Lingua nei baci. Ma dove vivete? Ma possibile che solo nelle fiction RAI ci sia ancora il tabù della lingua nei baci? Ma cosa vi ha fatto? Ma come vi baciate voi?

Che poi cristo….. tu sei lì che aspetti febbrilmente la scena di sesso tra Alice e Claudio e quello nemmeno usa tre metri di lingua per farla sciogliere ai suoi piedi e poi abusarne a suon di vergate in vagina!!!! Io mi aspettavo passione, sesso, sudore, orgasmi come se piovesse e invece?

Invece mi trovo loro due a letto completamente coperti, lui ancora con la messa in piega che le da un bacio sul naso…..sul NASO!!!!!!
Tesoro…il clitoride sta qualche decina di centimetri sotto.

Una delusione pazzesca.

Per fortuna la mia fantasia è un pozzo senza fondo al quale attingo costantemente e senza alcun tabù, quindi alla fin della fiera ho chiuso gli occhi e immaginato come avrebbero dovuto andare le cose e la reputazione di CC ne è uscita immacolata.

In poche parole

Tagline1 – Finalmente Alice non si limita a guardare i gatti ma se li spupazza anche.
Tagline2 – Tesoro, il clitoride sta qualche decina di centimetri sotto.

 

 

Il Duca e la Dama in Rosso – Lorraine Heath

God Bless You, Lorraine.

La Trama: Londra, 1874 – Tormentato da un doloroso segreto, il Duca di Avendale ha da sempre cercato l’oblio nel vizio e nell’alcol, al punto da trasformare la sua vita in un monotono turbinio di donne, partite a carte e sbronze. Ma durante una festa, all’improvviso il suo mondo grigio è attraversato da un acceso e vibrante rosso, l’abito di una dama che da subito cattura i suoi sensi. Sedurre Rosalind è poco più di un gioco per lui, almeno sino a quando non la sorprende intenta a fuggire da Londra con i suoi soldi. Deciso a punire la truffatrice e a soddisfare i propri desideri, le promette che non la denuncerà se accetterà di passare una settimana a sua completa disposizione… nel suo letto. Tuttavia, il tempo trascorso insieme gli permetterà di conoscere la donna nascosta dietro le bugie e di scoprire che per lui non rappresenta più soltanto passione e piacere, ma la possibilità di tornare a vivere davvero.

Ed ora la parola alla giurata con spoiler ovunque perchè non ho voglia di sbattermi per evitarli

Noi ti amiamo.
Sia la mia parte oscura in cerca di bruttezze in cui crogiolarsi che la mia parte patetica che si commuove per più o meno tutto, ti amiamo. Amiamo te, ex piccolo Duca di Avendale, ora uomo fatto e finito, grande, grosso, moro con occhi scuri, sempre e costantemente eccitato, con il vergone in tiro costante che fai di tutto per infilarlo nella guaina di Rosalind. Perchè dopo la disastrosa esperienza letteraria dei giorni scorsi, avevo bisogno di credere che nel mondo ci fosse ancora qualche maschio Alpha pronto a inondare di Regale Seme le vagine inviolate di giovani pulzelle.

Qui siamo al cospetto del bellisissimo e spietatissimo nonché dissolutissimo Duca di Avendale, colui che porta con sé il patrimonio genetico di un uomo dedito alla box casalinga, per capirci il padre usava la piccola e timida moglie come fosse un punching ball, fino a ridurla in fin di vita e a costringere gli amici di lei a nasconderla per evitarne la morte. Però lui, il piccolo Duchino, non ricorda nulla delle botte che ha preso sua madre, e nemmeno che il padre fosse un despota manesco e meschino ma è convinto del contrario, al punto che negli anni si è isolato dalla famiglia rifugiandosi nella dissolutezza più totale per fuggire da un passato triste, confuso e drammatico [ed anche oggettivamente incomprensibile per un bambino].

Lei invece è  Rosalind, una truffatrice che cerca un pollo abbastanza grosso da spennare per poter vivere tranquilla per un po’ di tempo con il fratello e il gruppo di amici molto speciali con cui vive. Ha deciso di smetterla con i signorotti di campagna e di puntare all’aristocrazia, peccato che incappi in Avendale che la punta come un pointer appena entra nel nuovo locale di Drake e decide che, costi quel che costi, lui la deve assolutamente avere.

E fin qui, direte voi, siamo nella fiera delle banalità.

Sì.
Chiaro.
Ma.

Le prime 10 pagine mi avevano delusa, non sentivo pathos, non ne potevo nemmeno più di leggere le proclamazioni di dissolutezza e depravazione di Avendale e mi ero preparata alla noia armandomi di Maalox e di patatine al formaggio fino a che……
….
…..
non so nemmeno bene come, ma il libro ha cominciato a decollare.

Forse perchè lui non la vede immediatamente come il sole della sua vita ma piuttosto come qualcosa di diverso che lo eccita e al quale non ha intenzione di rinunciare o forse perchè lei mi ha fatto tenerezza,  è convinta di poter tener testa a uno che nella vita non fa una beneamata minchia se non scopare e comandare. La nostra ingenua Rose pensava di poterlo abbindolare con il giochino del “Te la faccio annusare ma poi col cazzo che te la do”… ahahhahahahah… illusa. Infatti alla prima occasione lui la slingua come dio comanda (fa parte dell’ormai sempre più esiguo esercito degli slinguazzatori da manuale) e la sditalina donandole il suo primo, meraviglioso, intenso orgasmo. In pratica ad Avendale bastano 2 colpi di lingua e 3 di dita per ribaltare la situazione e ad avere di fronte a se una donna disposta a tutto pur di finirci a letto insieme.

In questa serie la Heath si concentra su malattia, dolore e deformità ma soprattutto sulla sofferenza che ne deriva, e lo fa in grande stile ossia facendo copulare i protagonisti in continuazione, martellando il tasto del sesso e distribuendo orgasmi ed intimità in ogni anfratto e lo fa anche bene (o almeno nel primo libro e in questo… quello di mezzo ancora non l’ho inquadrato bene. Lo rileggerò), lo fa riuscendo a sfruttare la passione tipicamente femminile del voyeurismo e della indomabile attrazione per il pettegolezzo, ossia alternando scene di sesso più o meno Hot a confessioni drammatiche sul proprio passato.

Brava, il mix funziona. E’ come leggere Giallo e Novella 2000 insieme.

Tornando al libro, questi due esseri che hanno alle spalle delle Sad Story da manuale, non potevano che scoprirsi anime affini e nonostante succeda di tutto e di più, fino a oltrepassare la sottile linea che divide il Romance dal Fantasy ben più di una volta, sono rimasta incollata alle pagine come le etichette adesive di merda restano attaccate ai bicchieri nuovi, e ammetto senza vergogna che avrei voluto leggere ancora e ancora, sapere come si sono sposati, dove, come è stata accolta Rosalind, perchè, con chi, quando, quanto…. sì insomma….ero avidissima di piccoli, insignificanti particolari….e questo è un bene. Un gran bene.

Tutto bene quindi?

No.
A volte il buonismo è eccessivo e anche il cambiamento del dissoluto e cinico Avendale in alcune parti risulta forzato, nonostante avvenga gradualmente. A mio avviso il rapporto tra Avendale e la madre andava approfondito un po’, soprattutto a fronte delle sconvolgenti scoperte in merito al passato e anche perchè è il perno su cui per anni si è fondata l’intera filosofia di vita del giovane…non è che basti un colpo di spugna per eliminare 30 anni di vita. Magari. Avrei gradito più presenza dei vecchi amici di Avendale, il gruppo di figli dei monelli di Feagan, che invece sono inutili come le carotine decorative nei piatti di carne anni ’80.

Però avercene.
Non so quanto il mio entusiasmo sia dovuto all’aver approcciato il libro dopo essermi annoiata a morte con quello precedente, e quanto sia dovuto alla storia ma non mi interessa più di tanto, ho passato ore intense a leggere come se fosse l’unica cosa importante nella vita, ho visto un uomo innamorarsi lentamente, contro la sua volontà e arrendersi alla consapevolezza di aver costruito un’intera vita su un presupposto sbagliato. E ho conosciuto una donna che nonostante aspiri al titolo di SantaMariaGorettidelRomance 2017 non mi ha fatto venire voglia di strapparle le unghie con una pinza (una specie di miracolo).

Che dire?
Correte a comprarlo.

In poche parole

E’ come leggere Giallo e Novella 2000 insieme. Non proprio una bomba ma quasi.

Poschina

p.s. non sono l’unica che non si raccapezza nell’albero genealogico del gruppo di Feagan, anche Rosalind, messa di fronte a tutte le coppie e ai loro numerosissimi figli afferma di non riuscire a collegare tutte le complicate parentele.

 

Duca dei Miei Peccati – Elizabeth Hoyt

Rieccoci qui mentre stringiamo tra le mani l’ennesimo libro della Hoyt che ci narra le vicissitudini dei parenti dei cugini dei parenti dei protagonisti della Saga dello Spettro di St. Giles.
Qui infatti ci occupiamo del rapporto malatissimo tra la sorella illegittima di quel grandissimo pezzo di gnocco di Lord Caire e di Valentine Napier, duca di Montgomery, fratellastro di Eve, protagonista del romanzo “Dolcissimo Furfante”. Lui è quello che in un altro libro ha rapito la sorella del Duca di Wakefield, un malvagio ricattatore, un grandissimo figlio di puttana sadico e calcolatore che è presente come personaggio secondario in molti libri della serie, mi è sempre piaciuto un sacco e che pare nasconda terribili esperienze traumatizzanti che spiegano il suo essere a tutti gli effetti una persona orribile.

La Trama: Bridget, figlia illegittima di lady Caire cresciuta in una famiglia di contadini, si è fatta assumere come governante a Hermes House dove intende cercare le prove per incriminare il padrone e famigerato duca di Montgomery, Valentine Napier. Val, affascinante e privo di scrupoli, tiene sotto ricatto buona parte dell’alta società londinese, tra cui la madre di lei. Sorpresa a rovistare nella sua camera, Bridget riesce a esercitare sul duca il fascino della sua purezza e bontà d’animo, e sceglie di rimanere al suo fianco per redimerlo. Nel turbinio della passione, anche l’inflessibile duca scopre sentimenti capaci di sfidare tutte le convenzioni…

Ed ora la parola alla giurata – Ultraspoiler

Come tutte ormai sapete, ho scoperto il succhia clitoride. No, non l’ho ancora provato ma ho intenzione di regalarmelo per Natale. C’è chi si regala la giornata nel centro benessere, io mi regalo orgasmi garantiti in 50 secondi. D’altronde, ognuno ha i suoi gusti.

Vi dico questo non solo per cercare di capire se qualcuna di voi lo abbia già provato e possa consigliarmi marca e modello ma perchè più leggo romance e più mi accorgo che l’Eroe Romance ha la capacità di portare all’orgasmo la dama di turno tramite un cunnilingus brevissimo ma infallibile.

Prendiamo per esempio la nostra Bridget, protagonista di questo romanzo…. Governante integerrima e in odore di santità, che si trova in casa del nostro squilibrato Val per rubargli la miniatura con la quale sta ricattando una dama della High Society. Lui è, come da copione, un uomo semplicemente meraviglioso. Alto, fisicato, biondo con capello lungo e mosso, con lineamenti finemente cesellati, maschio fino al midollo e con il cazzo grosso. E non è una supposizione, ci viene detto più o meno a pagina due dopo averci accuratamente descritto il suo carattere chiaramente psicotico, sadico e bipolare; facendoci immediatamente capire di essere capitate in un romance che se ne fotte delle regole base del genere (mai rivelare esplicitamente certi dettagli prima di aver raggiunto il 50% del libro) e che sarà un Grand Guignol di sesso, ricatti, omicidi, vendette e perversioni.

Idda è la classica brava ragazza, ok….è una figlia illegittima, ma è totalmente dedita al lavoro e vede il suo capo come un pazzo stronzo e sadico che deve tollerare solo perchè ha bisogno di recuperare una cazzo di miniatura. Un bel giorno lo stronzo viene avvelenato e in lei scatta il maledetto e fottutissimo istinto da crocerossina che ancora oggi incula noi donne in storie malate con uomini non salvabili e comincia a vederlo come la Vittima di un’infanzia grama e infelice [ed è vero, lui ha vissuto tra le vessazioni di un padre sadico e chiaramente malato che lo hanno condizionato per tutta la vita] ma cerca stoicamente di mantenere le distanze. Poi però, un giorno, lui ammazza davanti a lei il suo valletto e successivamente, completamente nudo e coperto di sangue la sbatte al muro e le mette 3 metri di lingua in bocca facendola bagnare come se fosse stata una vittima dell’Uragano Katrina.

Ed è solo l’inizio.

Lui decide che deve tassativamente farla sua e nonostante lei gli rovini il piano malvagio atto a permettergli un matrimonio vantaggioso a base di ricatti e terrorismo psicologico, per punirla la ficca in una vasca piena di acqua calda e profumi e si fa venire il durello guardandola.

Lei che fino a 3 minuti prima era una specie di Vergine di Ferro si accorge di quanto sia sensuale stare a mollo nuda in una vasca mentre un modello di Armani ti osserva sbavante ed eccitato e si trasforma in una manciata di secondi in un troione che lo provoca lavandosi sensualmente i seni e la vulva fino a che lui non la prende e la sbatte sul letto succhiandola come fosse un fico maturo appena colto dalla pianta e alla seconda leccata di figa lei viene come nessun’altra.

Ed è qui, in queste due leccate di figa orgasmiche che si concentra l’essenza del libro, la fantasia sfrenatissima dell’autrice, il suo amore per l’eccesso, l’esagerazione, gli orgasmi…sì, perchè mica è finita qui, lui le dona un altro rovente orgasmo prima di buttargli il girello di manzo nella calda guaina e imporle di venire ancora.

E, lo ammetto senza vergogna, mentre lui le impone di venire, per poco non vengo anch’io perchè lo dice in un modo così diretto e da maschio Alpha mentre spinge quella sua enorme e rigida verga, che mi sono visualizzata la scena in modo talmente vivido che per poco non finisco sotto ad una macchina persa nei meandri di un superorgasmo mentale.

Ma.

C’è un enorme, ingombrante MA.

Lui è fuori come un balcone. Ma non fuori tipo “gli piace scopare a testa in giù” no. Lui è un uomo rovinato da un padre sadico, perverso e violento che lo ha educato ammazzando gattini davanti ai suoi occhi, tenendo feste perverse nella magione millenaria e offrendo la sorella bastarda ad un branco di cani incazzosi prima e ad un uomo per molestarla dopo. Val ha salvato capra e cavoli ma per sopravvivere si è giocato l’anima. La madre, dal canto suo è stata fredda, insensibile e stronza e ci credo che abbiamo di fronte un uomo completamente anaffettivo, freddo, spietato e impermeabile a qualsiasi morale.

Per questo pur trovandolo sexy da morire, gli sarei stata alla larga come i cani, istintivamente, stanno lontani dal fuoco. Bello, interessante, ma sai mai se arriva una folata di vento cosa può succedere.

Bridget invece intreccia una relazione fatta di straordinario sesso e confessioni sempre più inquietanti sul passato del nostro eroe fino a che non viene svelato il Segreto dei Segreti che lui nasconde nel profondo dell’anima (in realtà si intuisce nella prima metà del libro ma pazienza). Questa relazione non impedisce al nostro sexyssimo Val di essere preda della smania di potere e di vendetta al punto che se io fossi stata in Bridget lo avrei sicuramente fanculizzato dopo che ha sputtanato la mia madre naturale ma si sa, io sono una stronza, mentre lei lo AMA profondamente e tutto sommato comprende il suo modo contorto di vedere il mondo e di dimostrare il proprio affetto ma decide comunque di lasciarlo perchè è convinta che non la amerà mai e lo fa in grande stile ossia con un pompino. Però, diciamocelo, è un gran bel pompino carico di pathos e dobbiamo alzarci tutti in piedi ed applaudire lentamente questa donna che nonostante tutto quello che lui le ha fatto ha ancora voglia di succhiarglielo.

Poi boh…succede un po’ di tutto e tra romanticismo, strani riti satanici e dichiarazioni d’amore che mi hanno lasciata perplessa e confusa il libro arriva al suo meraviglioso epilogo fatto dei nostri eroi nudi in arabia mentre scopano come ricci e come non ci fosse un domani. Un abbraccio virtuale ad Elizabeth perchè nonostante i quintali di sperma riversato in vagina (e lei lo sente chiaramente ogni volta perchè evidentemente i nobili eiaculano più o meno mezzo litro di roba) lei non è ancora vacca gravida ma solo vacca.

Cosa abbiamo appreso da questo libro?
Principalmente che per tenersi un uomo bisogna essere delle virago ma zoccole, quindi l’uomo va rimproverato e indirizzato sulla retta via ma dandogliela continuamente nonostante lui sia in effetti una persona orribile dedita non tanto a perversioni sessuali o a violenza fisica quanto a freddezza cronica, cattiveria e perfidia che nemmeno Erode….. Però, lei gli prende sempre il volto tra le mani e lo slinguazza per fargli capire che sì, è una gran merda, ma lei gli perdona tutto perchè aspira alla santità. Usando questa contorta tecnica state certe che anche l’uomo più malvagio e reticente diventerà un agnellino tra le vostre gambe….ehm…. mani.

Pecche della storia….manca completamente il rapporto con la sorella Eve, che viene accennato all’inizio e poi abbandonato malamente, manca un minimo di analisi su come un uomo completamente anaffettivo e fondamentalmente malvagio possa cambiare da un mese all’altro al punto da schierarsi dalla parte di quelli che fino a dieci secondi prima ricattava senza alcuno scrupolo.

Nonostante questo secondo me il libro merita una lettura perchè comunque scorre bene e se si è disposti a non star lì a sottilizzare su tutto, la lettura si gode alla grande…. più in generale si gode alla grande, punto.

Mi resta però un atroce dubbio…. chi ha sverginato Bridget?

In poche parole

Veni, Vidi, Vici….ma soprattutto Veni.

Poschina

Duchesse Disperate – Eloisa James

Alla fine de “I Segreti di Lady X” l’autrice ci spiega che il protagonista era stato parte marginale di alcuni suoi precedenti lavori ed io ho abboccato all’amo come una carpa in una piovigginosa mattina agostana e sono andata a ripescarmi l’intera serie delle Duchesse Disperate scaricata tempo fa e mai letta……. cosa ne penso?

Ed ora la parola alla giurata – Ovviamente spoileroni un po’ ovunque

Il primo libro della serie è “Duchesse disperate” e dovrebbe essere incentrato sulle vicissitudini sentimentali di Lady Roberta e Damon, conte di Gryffyn, ma in realtà è una girandola di nomi, informazioni e incastri che serve solo ad introdurre tutti i personaggi che troveremo nei libri seguenti e soprattutto quelli che secondo me sono coloro che interessano realmente la scrittrice: Il Duca e la Duchessa di Beaumont e LUI, il mio unico interesse: il Duca di Villiers.

Lady Roberta è stufa di vivere isolata con un padre mezzo matto e una cortigiana come matrigna e decide, a seguito di uno scontro con il Duca di Villiers, di essersi innamorata di lui e di volerlo sposare. Egli infatti è freddo, cinico, affascinante e controllato. Tutto caratteristiche che mancano a suo padre e che lei cerca disperatamente in un marito.

Decisa a perseguire lo scopo a tutti i costi, parte per Londra e si fa ospitare dalla cugina di 5° grado Jemma (Duchessa di Beaumont), ma non ha fatto i conti con il cugino Damon il quale, appena la vede, decide di farla sua ad ogni costo.

Ma all’autrice, per gran parte del libro, piace concentrarsi sul triangolo Jemma – Elijah e Villiers. Il fulcro è la sfida a scacchi che Jemma sta affrontando rispettivamente con il marito (per arrivare alla fine a produrre un erede) e con l’ex amico di Elijah, Villiers appunto, per accaparrarsi il letto della duchessa come amante.

Lady Roberta e Gryffyn restano sullo sfondo, slinguazzando ogni giorno un po’ di più, fino ad arrivare alla sensuale partita di quello che oggi sarebbe Strip Poker che si conclude con la perdita dell’innocenza della giovane Lady e che è il preludio del vero Ammmmmoreeeeeeeee che sboccia tra i due i quali, inutile dirlo, convoleranno a giuste nozze e procreeranno come se non ci fosse un domani.

Ho trovato noioso l’inizio e la fine, ma al centro del romanzo la scrittrice dà il massimo  non lasciando un attimo di tregua; dialoghi e situazioni si susseguono senza soluzione di continuità in un turbinio di eventi incalzanti che sono una delizia da leggere con tanto di scene di sesso sufficientemente hot e oggettivamente non patetiche. Damon mi piace molto, amo il suo essere scanzonato e apparentemente indifferente quando in realtà nasconde più di una dote. Mi piace il rapporto con il figlio illegittimo e anche il modo in cui ha gestito la passione per Roberta, prendendosi quello che voleva quando lo voleva.

Al contrario ho trovato piuttosto noioso il secondo libro della serie:

Qui ci concentriamo su Poppy e il Duca di Fletcher.
Innamoratissimi e infelicissimi perchè lei è stata educata da una madre repressa, stronza e manipolatrice, che l’ha convinta che tutto ciò che si fa in camera da letto sia disgustoso, poco dignitoso e da sopportare con stoicismo. Quindi immaginatevi la gioia del sesso tra questi due.

Lui che ce l’ha perennemente durissimo per la moglie e lei che lo schifa e sopporta tutte le “depravazioni” che le impone.

Già una cretina del genere mi da fastidio. Una che sta con un manzo da accoppiamento e che non si fa mettere la lingua in bocca perchè è una cosa disdicevole mi fa venir voglia di prenderla a badilate in testa fino alla sua dipartita. Per poi ovviamente consolare il maritino a suon di linguate sulla verga.

Fatto sta che, non ricordo con quale pretesto, lei lo molla in casa con l’odiosa madre e va a vivere da Jemma. Però lo ama e lui ama lei al punto da volerla a tutti i costi riconquistare. Lei intanto, complice l’assenza della madre, ritrova se stessa (una naturalista, amante della scienza e interessata al mondo in generale) e acquista fiducia in se stessa di pagina in pagina fino ad essere una donna completamente diversa dal manico di scopa che era all’inizio della storia.

Lui intanto medita di farsi un’amante ma poi ci ripensa e comincia a sedurre la mogliettina dicendole che vuole un matrimonio bianco.Finirà a vergate in vagina dalla mattina alla sera fino alla fine dei loro giorni. Amen.

Ma passiamo a qualcosa di più interessante…..

Qui le cose si fanno interessanti. La duchessa di Berrow è vedova, sola, sfigatella e anche un po’ patetica. Una di quelle che è figa ma passa la giornata dicendo con aria mesta “Ah…..sono vecchia, brutta e stanca e nessuno mi caga” perchè ha avuto una vita non propriamente arzilla ed ora langue in campagna indossando orrendi abiti, il tutto fino a quando….

…..Isidore (un’altra duchessa disperata) decide di richiamare il marito sotto il tetto coniugale auto invitandosi nella tenuta di Lord Strange, un oscuro figuro nella cui magione succede apparentemente di tutto (una specie di Esercito Celeste di Stuartiana memoria).

La nostra eroina decide quindi di travestirsi da uomo e godersi un po’ di dissolutezza. Dopo 3 minuti di permanenza in casa di Lord Strange, grazie all’apparenza estremamente femminea, metà degli uomini e metà delle donne se la vorrebbero fare, compreso il padrone di casa che non capisce bene come, ma ha il durello ogni volta che la incrocia per i corridoi.

C’è però un piccolo problema….lui detesta i nobili. Gli fanno proprio schifo e poi ha una specie di Sad Story alle spalle….tra la moglie morta di parto e la sorella perduta e il padre strambo c’è un po’ di tutto ma questo non gli impedisce di essere un personaggio estremamente affascinante con una figlia completamente fuori di testa (che ho adorato) e anche un grandissimo iniziatore al sesso, a giudicare da come svezza quella babbiona di Harriet, la quale dopo anni di matrimonio non sa bene cosa farsene del corpo di un uomo e tutto sommato nemmeno del suo.

In controtendenza rispetto al Romance Medio non abbiamo GI e nemmeno GD e nemmeno gravidanze alla prima scopata, il che mi fa apprezzare moltissimo quel pizzico di realismo in una storia oggettivamente improbabile ma deliziosa, che consiglio di leggere anche separatamente rispetto alla serie, non capirete bene in alcuni momenti di chi o che cosa stanno parlando ma la relazione è godibilissima lo stesso.

Una domanda…. ma nel libro precedente, Strange, non aveva un altro nome? Mi pareva lo chiamassero in altro modo. Ma non chiedetemi quale perchè si sa che non ho memoria per questi dettagli.

Si arriva così al quarto libro, quello incentrato sulla nostra pudicissima e conservatrice Isidore.

Ed eccoci arrivati a lei…. Isidore, sposa dodicenne del Duca di Cosway, il quale dopo aver firmato le carte per procura, se ne va in giro per il mondo sbattendosene della consorte. Lei invece si strugge in attesa, mantenendo intatto l’imene per il suo carissimo marito che le preferisce la lotta con i leoni e la ricerca della sorgente del Nilo Azzurro.

Iddu si scomoda a venire a Londra solo quando viene informato della presenza della consorte a casa Strange….la raccatta e poi le fa un discorso atroce sull’arte di non farsi dominare dalle passioni, dalla rabbia, dalla gioia…sì, insomma….dai sentimenti. Una cosa molto orientale e molto New Age che ovviamente si infrange di fronte al primo millimetro di tetta che vede e al primo inturgidirsi del suo cazzo vergine. Sì, perchè lui a parte menarselo non ha fatto altro. Grazie a dio almeno si è masturbato incessantemente perchè altrimenti avrei abbandonato il libro perchè io detesto anche solo l’idea di un eroe Romance che non sa come usare la sua enorme verga.

Ma….

Ma noi ci subiamo lo stesso il pappone sul controllo di se stessi e via dicendo, il tutto mentre la tenuta di famiglia va in pezzi e la povera Isidore cerca di far capire al marito che le donne devono avere voce in capitolo nel matrimonio perchè non siamo più nel 1700 !!! Ah, no. Quella sono io. Lei è davvero nel Settecento ma non lo sa e si comporta da donna del 1968 che rivendica i suoi diritti.

Questo la dice lunga sulla veridicità storica ma siccome è tutto grazioso, leggero e scorrevole ce lo facciamo andare bene senza fare troppe storie e arriviamo a fine libro quando il demone di rabbia che vive dentro di me non è riuscito a stare tranquillo nella sua tana.

Lei partorisce non uno, non due ma TRE gemelli sanissimi. Due femmine e un maschio (perchè l’erede al ducato ci vuole) e se io penso ad una gravidanza plurigemellare nel 1700 penso alla morte dei bambini e della mamma (sono rare e pericolose oggi nel 2017) e invece lei arriva alla 40esima settimana e tutto va benissimo…..

Non vedo davvero l’esigenza di una scelta letteraria di questo genere se non quella di farmi incazzare a morte quindi, Eolisa, te lo dico con il cuore in mano…. Mavaffanculova!!!!!!

Ed eccoci qui, finalmente concentrati sulla coppia che è il filo conduttore di tutta la serie: Jemma ed Elijah, lui integerrimo Lord impegnato politicamente e lei tipico esponente femminile settecentesco che passa il tempo a pensare a come vestirsi la sera e a come farsi sbavare dietro da ogni uomo sulla faccia della terra.

Anche se poi ci assilla con quanto, in realtà, ami suo marito (che è un gran figo ed ha il cazzo grosso) ma non riesca ad avere con lui un rapporto soddisfacente.

Ma andiamo con ordine. Nove anni prima si sono sposati e poi, un giorno, lei ha avuto la brillantissima idea di piombare in ufficio per fargli una sorpresa (cretina….lo sanno tutti che NON si fa mai. Ognuno al lavoro scopa con chi vuole e quando vuole) e lo trova intento a sbattersi sulla scrivania la sua amante.

Io gli avrei reso la vita impossibile mentre lei, ferita e disperata, fugge a Parigi dove lo aspetta piangendo per tre anni, prima di capire che non sarebbe mai andato a raccattarla e cominciare a darla via (che poi in realtà fa un paio di pessime scopate e basta, quindi è tutto fumo e niente arrosto).

Poi però a lui viene un coccolone e corre, terrorizzato dall’idea di schiattare, a prenderla per portarla in Inghilterra e produrre un erede. Che romanticismoooooooooooooooooo !!!!
E infatti le cose non vanno bene finchè entrambi non capiscono di essere innamorati l’uno dell’altra e cominciano con il corteggiamento che si conclude con la famosissima partita a scacchi, a letto, bendati. E giù di superorgasmoni che piovono come coriandoli a carnevale.

Di scopata in scopata, di giocata a scacchi in giocata, si arriva al tanto agognato test di gravidanza positivo che rende tutti molto felici (loro)…ah, stavo dimenticando che tra un orgasmo e l’altro hanno il tempo di trovare un medico che sta sperimentando i poteri miracolosi della digitale sui probelmi di cuore, quindi il nostro carissimo Elijah, grazie alla nuova cura, può vivere a lungo e procreare come un coniglio lasciato allo sbando.

Ma veniamo al libro clou di tutta la serie….

Eccolo….lui….il libro incentrato sul mio adoratissimo Duca di Villiers. Il cinico, elegantissimo (sia chiaro che a me la moda dell’epoca faceva a dir poco cagare quindi per quanto mi riguarda…elegante un cazzo), sexyssimo e letale Leopold. L’uomo dal quale mi sarei fatta smastruzzare in ogni dove e in ogni come…dalla mattina alla sera e viceversa in un tripudio di orgasmi che mi avrebbero sicuramente resa una specie di plastilina tra le sue sapienti mani.

cmq.

Avendo sparso seme a destra e a sinistra, superata la trentina Leopold si ritrova con ben 6 figli illegittimi. Sei pargoli sparsi per l’Inghilterra che il duca ha intenzione di recuperare e crescere personalmente, sbattendosene di quello che la buona società vorrebbe che facesse e sfidando le convenzioni che vorrebbero i figli illegittimi abbandonati a se stessi.

C’è un probema però….ossia che ha bisogno di una madre per le creature e la scelta deve essere fatta tra Eleanor, figlia del Duca di Montague e Lisette, strana creatura anticonvenzionale (che è un modo fine per dire che è matta come un cavallo), figlia del Duca di Gilner.

La prima ha un piccolissimo difetto, ha ceduto la verginità anni addietro ad un amico di famiglia che poi l’ha mollata per sposare Santamariagoretti Ava (o Ada – non ricordo) e vivere con lei nella rispettabilità, sapendo che la bella, passionale, erotica Eleanor è sempre lì a sbavare per lui. Tra l’altro, il coglione, era uno di quelli che ti scopano ma ti fanno notare che non è mica tanto normale che ti piaccia così tanto….. Un essere spregevole. Ma nonostante ciò lei lo ama e lo anela. Questo fino a che non incontra Villiers e si sente incredibilmente attratta da questa creatura fredda e tenera allo stesso tempo, cinica e istintiva, circondato da un’aura di indifferenza che lei riesce a scalfire grazie all’onestà intellettuale e alla carica erotica che sprigiona.

Entrambi ospiti della apparentemente docile Lisette, finiscono per cedere alla fortissima attrazione reciproca e noi ci troviamo di fronte ad una donna che ama il sesso, che non pretende di essere fragile e indifesa, che ha le palle e che vuole godere di ogni attimo che può passare con Villiers. Dal canto suo Leopold con lei non riesce a mantenere quella maschera di indifferenza che lo ha reso famoso, ma le permette di vedere quello che c’è dietro, ossia un uomo che ha dovuto imparare ad essere freddo e distaccato, un uomo che per anni è rimasto indifferente a tutto e che ora vuole assolutamente rimediare e fare la cosa giusta.

In mezzo a loro una Lisette bipolare che passa dalla tenerezza più assoluta all’isteria più nera nell’arco di 30 secondi. La poverina non ha scampo, sotterrata dal pragmatismo e dalla ferma dolcezza di Eleanor.

Che dire? Per quanto mi riguarda il romanzo migliore, perchè abbiamo visto la maturazione di Villiers dal primo libro ad oggi, lo abbiamo amato, ne abbiamo seguito le gesta e abbiamo tifato per lui. E se lo adoravamo quando era un bastardo indifferente senza scrupoli, figurarsi ora che scopriamo che sotto lo strato di cioccolato fondente, si nasconde una morbida mousse* tutta da assaporare.

Una nota speciale va a Juby, alias  Thorn , che già da piccolo era un’adorabile canaglia e che io ho adorato immediatamente senza remore come fosse il mio piccolo cucciolo smarrito e fortunatamente ritrovato.

Considerazioni sparse

Volendo si possono leggere i libri separatamente, senza doversi sorbire l’intera serie ma io vi consiglio caldamente di leggerli in sequenza perchè in effetti è l’unico modo per apprezzare appieno i personaggi e l’intricata rete di relazioni che li lega.

Prendiamo per esempio Jemma….se si legge solo il libro a lei dedicato, si fatica a capire il percorso che la porta a passare da frivola donna amante dei vestiti a moglie devota e in perenne ansia per la salute del marito.

Oppure come capire le reticenze di Gryffyn nello svelare chi è la madre di suo figlio se non si legge anche l’ultimo libro?

E, last but not least, come capire le scelte di Villiers e la sua straordinaria maturazione, se non seguissimo le sue vicissitudini dal primo all’ultimo libro?

Questa serie non è priva di difetti. Io per esempio trovo che tutti i libri, ultimo escluso, pecchino di una certa noia nella prima parte e di eccessivo puccismo nell’ultima, ma in mezzo sono gioia allo stato puro, scorrevoli, ironici, hot quanto basta e capaci di farti dimenticare le menosità della vita quotidiana. Che cazzo volete di più? Io nulla. Mi va bene così….mi va benissimo così.

Non dimenticate poi lo spin-off su Juby (I segreti di Lady X) che pur essendo più rocambolesco e meno riflessivo, ci offre una finestra piuttosto ampia su quanto il nostro Villiers sia meravigliosamente sexy e arrapante anche over 50 o giù di lì.

In poche parole

Giù le vostre zozze manacce da Villiers. Lui è MIO.

Poschina

p.s.
Facciamo outing. Non solo ho amato Villiers dal primo momento in cui compare all’ultimo, ma ho trovato davvero favoloso il modo in cui l’autrice lo prende per mano e lo porta lentamente a prendere consapevolezza di se stesso, delle sue debolezze e delle sue paure, il modo in cui ce lo fa conoscere pagina dopo pagina, libro dopo libro, fino a quando non è pronto per essere lasciato camminare da solo verso una felicità di cui non sapeva avere tanto bisogno.

L’intera serie, per quanto mi riguarda, è scritta per lui ed è uno di quei personaggi che non dimenticherò facilmente. Un personaggio completo, sfaccettato e davvero interessante. Bellissimo anche il racconto della sua infanzia e di come lo abbia influenzato per gran parte della vita, senza che lui ne fosse mai pienamente consapevole.

p.p.s : Sciroppatevela tutta, prendendo appunti e annotando gli incroci relazionali perchè è fondamentale, lasciatevi trasportare dalle storie e se come me detestate gli scacchi, ignorate con grazia tutti i riferimenti specifici a mosse e partite, anche perchè tanto non ci capireste un cazzo.

I Segreti di Lady X – Eloisa James

Che la nostra Eloise avesse una certa predisposizione per le leccate di vulva, lo avevamo capito tempo addietro e scoprire che le cose non sono cambiate, un po’ ci rassicura.

La Trama: Dopo aver fatto fortuna, Thorn Dautry, figlio illegittimo del duca di Villiers, desidera avere una donna al suo fianco. Ma per sposare una vera lady, Thorn capisce di avere bisogno dell’esperienza di lady Xenobia India St Clair. Raffinata, testarda, indipendente, figlia di un marchese decaduto, India promette di trasformare la sua vita e la sua dimora nel giro di tre settimane. Nasce però una passione intensa e travolgente che muterà i loro sentimenti nel profondo e Thorn dovrà mettere da parte il suo animo fiero e indomito…

Ed ora la parola alla giurata. Solo spoiler perchè non si può fare altrimenti

Prima di tutto voglio ringraziare la mia buona sorte che mi ha permesso di capitare del tutto casualmente sulla pagina Amazon di questo libro e, secondo, qui abbiamo a che fare con due personaggi che hanno alle spalle una Sad Story.
Lui è figlio illegittimo e per dodici anni ha vissuto nei bassifondi di Londra raccattando cose preziose dalla melma del Tamigi (e vi ricordo che ci si smaltivano i cadaveri dentro quindi non era proprio come fare il bagno alle Maldive) e lei è figlia di un Marchese completamente fuori di cozza che, complice la moglie, non la cagava mai e l’ha fatta vivere nell’indigenza più totale finchè non ha avuto la decenza di schiattare in un incidente in carrozza (precipitando casualmente proprio nel Tamigi).

Questi due losers si incontrano perchè lei di lavoro fa la arredatrice, ma se vi fa più piacere diremo che era un’antesignana degli ormai sempre presenti Interior Designers, e lui ha una magione da ristrutturare in fretta e furia perchè vuole sposare la donna dei suoi sogni: la bella, dolce, remissiva e molto probabilmente dislessica Lala. Già dal primo incontro capiamo di quale genere di libro stiamo parlando.

Il nostro Thorn ci viene descritto come un uomo estremamente virile, tanto da intossicare di virilità l’aria della stanza, ed io, che ho una fervidissima immaginazione, mi sono figurata iddu più o meno così

ma in abiti ottocenteschi.
Il punto è che Thorn è grosso, virile, poco civilizzato e siccome è troppo superiore per piegarsi alla moda fighetta del ton, lui non usa la giacca e questo ci permette di sapere che la sua illegittima verga va in un tiro pazzesco appena vede la nostra India e non ha nessuna intenzione di scendere nonostante lui pensi tutto il tempo ai gattini morti per cercare di non farsi sgamare.

Lei ovviamente lo sgama e come succederebbe a tutte le donne con un minimo di attività ormonale, le sue ovaie esplodono come le mie ogni volta che vedo Robert Downey Junior.

Ho dimenticato di dirvi che lei è bellissima, intelligente, arguta e sessualmente propensa alla sperimentazione e questo mix di personalità moralmente deviate li porta prima ad uno scambio epistolare fatto di doppi, tripli e quadrupli sensi, e poi……arrivati al 52% del libro, a 3 orgasmi impressionanti provocati in sequenza da:

  • dita
  • lingua
  • enorme e perfettamente funzionante verga

Lui però è uno dei pochissimi illuminati che usa delle precauzioni quindi per il momento dimentichiamoci di eventuali GI……

……ma……succede che…..

nonostante entrambi continuino a sostenere che fottesega l’uno dell’altra (lei vuole sposare un nobile a tutti i costi per non scendere di grado con un matrimonio inferiore), appena possono slinguano come due adolescenti e lui le strofina quel girello di manzo che ha tra le cosce sulla vulva perennemente inondata di umori che lei ha sotto le gonne.

Finisce che un giorno, nel bel mezzo di una festa, con l’universo mondo nella stanza accanto, lui la prende per il fondoschiena, la sbatte al muro e se la scopa con tutti i sacri crismi, facendola orgasmare come non mai e dimenticandosi il goldone o cmq di avere la gentilezza di venire fuori dal suo corpo. A seguito di questa piccola svista, le chiede di sposarlo e viene rimbalzato come fosse l’ultimo dei coglioni con tanto di frase topica a liquidare il tutto:

“Non preoccuparti perchè tanto non sono nei giorni giusti per concepire”

che è la frase più pericolosa per antonomasia perchè in tutti i romance che ho letto precede una GI ed io stavo già per stappare la bottiglia di Champagne che tengo per le occasioni speciali a fronte della milionesima GI letta in un anno quando il libro svolta e ci si trova, all’improvviso, nel nulla.

Pagine di assurdi Big Misundertanding che si susseguono senza soluzione di continuità, inutili silenzi, fastidiose omissioni di sentimenti e tutta una serie di situazioni al limite dell’idiozia che per poco non mi hanno fatto pentire di aver scelto questo libro.
Per poco, perchè poi alla fin fine tutto va come dovrebbe andare e i due si possono dedicare alla copula selvaggia con il beneplacito della legge e di Dio, generando inutili eredi che probabilmente faranno parte di altri romance che io mi attiverò per leggere.

Mi resta un dubbio però che mi toglie il sonno…. ma alla fine….erano o no i giorni giusti?

Diciamo che potrei fare i calcoli per capirlo ma lascio questa incombenza a quelle di voi che hanno una mente matematica e che hanno voglia di impegolarsi in questa difficile impresa (ovviamente poi fatemelo sapere perchè ci tengo).

Mi è piaciuto.
E’ scorrevole, scritto bene, completamente ed irrimediabilmente poco credibile ma sufficientemente divertente e carico di sesso da far dimenticare le assurdità storiche.
Non manca il finale patetico-improbabile-fastidioso-pucci-cuore-sole-amore che a me fa tanto cagare, ma glielo perdono perchè ad un Deep Throat Romance si perdona tutto, o quasi.

Per quanto mi riguarda, è consigliato per queste fresche serate settembrine.

In poche parole

Hai un randello in tasca o sei solo felice di vedermi?

Poschina

Serie Regency Quartet – Madeline Hunter

Mossa dalla volontà di avere qualcosa di decente da leggere al mare, mi sono presa in blocco la serie Regency Quartet di Madeline Hunter…
….. che molto probabilmente il mare lo vedrà in foto visto che ho finito il primo libro, iniziato il secondo e che partirò tra una decina di giorni abbondanti.

Per amore della logica li leggerò come sono stati scritti anche se vorrei tanto bypassare i due in mezzo per arrivare all’ultimo, che narra la storia di Lydia, e che sono estremamente curiosa di leggere.

Pronti?… Via

La Trama: Inghilterra, 1798 – Una donna che dirige una prestigiosa casa d’aste londinese? Impensabile. Eppure è proprio ciò che Emma Fairbourne intende fare quando, alla morte del padre, si ritrova a capo della rinomata impresa. Sapendo di non potersi esporre apertamente, la giovane elabora insieme all’amica Cassandra un piano per condurre di nascosto gli affari, ma Darius, l’arrogante Conte di Southwaite, socio segreto di Mr. Fairbourne e comproprietario della casa d’aste, vuole vendere. E visto che non riesce a convincere Emma con la logica, decide di attaccare su un altro fronte. Ricorrendo a un modo molto più piacevole per ottenere la sua resa…

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler 

Avete presente Sandra Mondaini con il suo mantra “Che noia….che barba….” ecco, potete immaginarmi (tanto il mio faccione lo conoscete tutti) mentre leggo e sbuffo, sbuffo e leggo chiedendomi continuamente perchè una scrittrice invece di concentrarsi su potenti membri e vagine grondanti debba passare interi capitoli a parlarmi ossessivamente del contrabbando di opere d’arte. Ma a chi interessa? E non mi interessa nemmeno che siamo in piena guerra con la Francia e ci sono le spie e ci sono i rifugiati e le scutigere francesi ad infestare le nostre magioni multimillenarie. Basta, cazzo….[notare la virgola messa con cognizione di causa].

Basta.

Io voglio il sesso, quello sporco, sudato, malato, eccitante, quello che ti fa leggere e leggere e rileggere perchè non puoi abbandonare il libro proprio in quel momento, sarebbe come impedire l’orgasmo l’attimo prima che si sprigioni.

Bene. Non troverete nulla di tutto ciò in questo, quasi dimenticabile, libro. Per le prime 100 pagine più o meno, si parla di arte, di contrabbando, di fratelli scomparsi e di altre cose completamente ed inesorabilmente inutili e tra una rottura di cazzo e l’altra conosciamo i protagonisti (dimenticabilissimi) di questa storia ossia Darius ed Emma. Lui un nobile fino al buco del culo, in teoria freddo, distaccato, cattivo…. ma in  pratica uno che si fa raggirare dalla prima sciacquetta che incontra e lei, la sciacquetta, figlia del proprietario di una casa d’aste, vergine, un po’ imbranata e ingenua fino alle ossa si devono frequentare perchè in un impeto di cazzeggio Darius è diventato socio dell’attività e vorrebbe vendere, mentre lei vuole continuare a lavorare.

Tutto molto interessante, vero?
Ci fossero almeno dialoghi brillanti o litigate o scintille sessuali ogni volta che si vedono, potremmo trovare la storia delle aste sopportabile, ma non avviene nulla di tutto ciò. Il libro scorre placido e rimane placido anche quando i due piccioncini si rendono conto di una certa attrazione reciproca e resta innegabilmente piatto anche quando scopano, nel salone da ballo di Darius, con gli specchi e le candele.

Al sesso molliccio si aggiunge il santamariagorettismo di Emma per la sorte del fratello e la sua testardaggine nel non volersi confidare con il trombamico Darius, tutte cose che abbattono inesorabilmente il mio ormone. Il tutto si trascina senza grandi colpi di scena migliorando decisamente nelle ultime 50/60 pagine ma senza grandi entusiasmi da spargere a destra e a manca.

La cosa più interessante del libro sono i comprimari…. Cassandra,  Ambury, Lydia e Kendale e infatti attendo con trepidazione di leggere gli altri romanzi, sperando in qualche bel figaccione con una verga turgida pronta a castigare l’innocente pulzella di turno.

Vi faremo sapere.

In poche parole

Se avessi voluto annoiarmi avrei riletto il corso per RLS.

La Trama: Bella, indipendente e caparbia, Lady Cassandra Vernham ha sfidato le convenzioni della buona società rifiutandosi di sposare l’uomo che l’aveva compromessa. Sei anni dopo, isolata dalla famiglia e in gravi difficoltà economiche, si ritrova costretta a vendere all’asta i gioielli che ha ricevuto in dono dalla zia. Ma il Visconte Ambury, che si è aggiudicato uno dei lotti più preziosi, si rifiuta di pagare perché sospetta che i monili siano stati rubati, forse persino dalla stessa Cassandra. Eppure nulla è come sembra, e in breve tra l’affascinante visconte e la scandalosa bellezza la passione si accende, illuminando segreti sconvolgenti che cambieranno per sempre la loro vita…

Ed ora la parola alla giurata – Qualche Spoiler anche qui

Finalmente si ragiona. Ambury non solo è un gran figo che fa sbavare ogni cazzo di donna che incontra dai 12 ai 90 anni, ma è anche un seduttore. E per seduttore intendo uno di quegli uomini che ti fanno venir voglia di essere leccata, baciata, toccata, guardata, titillata, sfondata….sì, beh…credo che ci siamo capite….Il tutto senza fare nulla. Entra in una stanza e tu, immediatamente ed inesorabilmente, cominci a bagnarti come se non ci fosse un domani.

Bravo cucciolotto di mamma, vieni qui che ti spolpo per le prossime 4 settimane.

E invece lui non vuole sfondare la sottoscritta bensì Lady Cassandra, amica della noiosa Emma e scandalosissima rappresentante del Ton. Idda è ricca, libera, giovane e bellissima e, apparentemente piuttosto zoccola. Però, noi accanitissime lettrici, sappiamo bene che il pettegolezzo non conta nulla ed infatti è molto meno troia di quanto sembri.

Viene cordialmente detestata da Darius e dagli amici perchè anni prima aveva respinto la proposta di matrimonio di un loro amico comune, poi deceduto in duello per mano di un altro amico. Confuse? Anch’io, moltissimo. Ma siccome qui c’è quella meravigliosa vena di eccitazione che pervade le pagine, perdono anche questa al momento inutilissima sottotrama perchè ampiamente soddisfatta della parte erotica del tutto.

Per rendere l’idea, più o meno nelle prime venti pagine, assistiamo all’involontario voyeurismo di Cassandra e Lydia, le quali si trovano ad assistere al bagno in mare di Kendale e Ambury, con tanto di descrizione di pettorali di ferro e culi sodi ai quali aggrapparsi durante il sicuramente orgasmico amplesso.

Altra cosa interessante è la Zia Sophie. Gran donna, ti ho amata da subito e ti amo ancora di più ora, che so tutti i retroscena della tua storia. Stima massima e massima simpatia per questo personaggio davvero molto riuscito.

Poi beh, Ambury è anche un grandissimo slinguazzatore, di quelli che sanno come cazzo si deve baciare una donna e santoiddio dovrebbero brevettarli e distribuirli gratuitamente per tutte le donzelle che si sentono momentaneamente frustrate, stanche, depresse o semplicemente vogliose di lingue e labbra più che esperte. Anzi, a pensarci bene dovrebbe essere un servizio garantito a prescindere, quando arrivi all’adolescenza te lo spediscono a casa e tu lo tieni nello sgabuzzino o dove preferisci e lo tiri fuori quando ne hai bisogno.

A parte le slinguazzate, le scopate, gli orgasmi che qui piovono letteralmente in quantità industriale (Cassandra, io ti invidio moltissimo) e l’Ammmmmoooooreeeeeeeeeee, anche la storia è interessante….quella della zia e dei suoi misteriosi gioielli che muove letteralmente tutto il busillisi, quella del duello di merda invece persiste nell’annoiarmi.

No, non siamo ai massimi livelli ma ci troviamo su quel gradino che sta tranquillamente tra il 7 e l’8 e, siamo seri, ormai è davvero una rarità.

Brava Madeline….continua così, non deludermi con i prossimi capitoli, fatti amare.

In poche parole

I’d like to have another kiss.

La Trama: Chi è Marielle Lyon? Lei afferma di essere la nipote del Conte de Vence, costretta a fuggire dalla Francia insanguinata dalla Rivoluzione, ma i connazionali la ritengono un’imbrogliona, anche se nessuno di loro è mai riuscito a coglierla in fallo. Nei salotti londinesi si vocifera che sia una spia, e dopo averla pedinata e tenuta sotto sorveglianza per mesi Gavin Norwood, Visconte Kendale, è sempre più convinto che quella bionda dal viso d’angelo e dal corpo peccaminoso sia in combutta con il nemico. E pur di dimostrarlo è pronto a tutto, anche a ingaggiare con lei un pericoloso gioco di seduzione.

Ed ora la parola alla giurata – Spoileroni

Sottotitolo? Che due coglioni

Mi sono trascinata fino alla fine subendo 315 pagine, più o meno, di noia allo stato puro. Primo perchè a me delle sfighe che può aver vissuto sta tizia non fregava praticamente nulla….e non perchè io sono ormai una stronza di prima categoria ma perchè l’autrice non è stata in grado di farmi entrare nel personaggio. Marielle è simpatica, carina, con un bel caratterino ma dovrebbe essere terrorizzata o cmq “provata” dalla situazione che sta vivendo e invece questo disagio non traspare.

E lui, Kendale, sul quale avevo puntato tanto si rivela essere il classico uomo apparentemente cazzodurissimo che poi alla prima leccata di vulva diventa il classico, noiosone “mi ami….ma quanto mi ami….” che non solo non mi smuove l’ormone ma mi infastidisce anche un bel po’.

Cmq. Lui è convinto che lei sia una spia e siccome anni addietro il suo plotone era stato tradito da una donna francese, lui delle donne francesi non si fida quindi la stalkera in continuazione bramando attenzioni sessuali e cercando di convincerci che a lui fottesega.

Lei in realtà è una specie di Santa Maria Goretti ed è impegnata in una battaglia a suon di incisioni satiriche per far condannare il bastardo francese che le ha ucciso la madre e che la minaccia di morte.

Ecco, se qualcuno di voi trova in giro il Pathos che è fuggito dal libro, per favore me lo riporti che almeno posso sperare di provare qualcosa. Non è un brutto libro, la parte storica è accurata, i personaggi approfonditi, le ambientazioni giuste ma sembra un esercizio preconfezionato completamente privo di sentimenti. Una tartelletta bellissima ma insapore, una lasagna insipida, una granita che sa solo di acqua.

Ci siamo capiti.
Per quanto mi riguarda potete tranquillamente evitare la lettura e passare ad altro. Al prossimo viaggio in treno comincio l’ultimo romanzo della serie sperando vivamente che risollevi le sorti di questa, per ora, deludente quadrilogia.

In poche parole

Ma a chi cazzo interessa?

La Trama: Londra, 1799 – Quando un subdolo individuo la ricatta per lo scottante contenuto di un romanzo scritto anni prima, Lady Lydia Alfreton medita di risolvere la spinosa questione sfruttando la passione per il gioco d’azzardo. Memore di una vecchia scommessa con il Duca di Penthurst, mette in palio la propria innocenza contro il suo denaro, pur sapendo che, se perdesse, dovrebbe fare i conti non solo con il ricattatore, ma anche con un arrogante aristocratico determinato a riscuotere la vincita. A meno che l’affascinante gentiluomo non sia pronto a fare di lei la propria duchessa…

Ed ora la parola alla giurata – spoilerissimi

A leggere la trama sembra che tutto giri intorno alla scommessa, ma la realtà è piuttosto lontana da tutto ciò perchè la storia della tanto blasonata scommessa si consuma in un paio di pagine e tutto il resto gira intorno alla morte di sto cazzo di Lakewood (o come minchia si chiamava), l’amico di Darius, Kendal ed Ambury ucciso in un duello da Penthurst.

Scopriamo, FINALMENTE, il motivo del duello e anche che brutterrima persona fosse codesto uomo che all’inizio della saga sembrava San Francesco D’Assisi. No, era un manipolatore, un coglione e anche un perculatore di giovani donzelle innamorate. Sì, in breve Penthurst ha fatto benissimo a farlo fuori.

Per arrivare  a questa tanto agognata Carrambata, dobbiamo passare più o meno 200 pagine a sorbirci il ricatto meno preoccupante di sempre (non tanto per la reale pericolosità del segreto, quanto per come è gestito) e l’attrazione sessuale altalenante e tiepida che serpeggia tra Clayton e Lydia.

Il BM del pappone è che lei lo odia per aver ucciso in duello quello che lei considerava “Il Grande Amore della sua Vita” e quindi nonostante chiaramente provi per lui un forte desiderio, lo ignora. Oppure è scema e non si è accorta di provare questo desiderio, non lo so, non l’ho capito e, sinceramente, me ne fotto anche. Lui invece se la vorrebbe fare, lo so io, lo sa il fratello di lei e persino le sedie della casa d’aste Fairbourne quindi quando lei gli propone la famosa scommessa “10000 sterline se vinco io, la mia verginità se vinci tu”, lui accetta subito e indovinate? Vince!!!!!

Quindi brama per trombarsela mentre lei rimanda……

Poi beh, nulla.
Scopano. E lui è il più miglior assai scopatore di sempre che, inutile a dirsi, la fa orgasmare ogni volta che la tocca, la lecca, la titilla e lei incomincia a pensare che forse non è poi così male questo stronzo che le ha ammazzato l’Ammmmmoooooore della vita.

Ah, a causa di un altro BM sono costretti a sposarsi, quindi la copula non è illegale ma benedetta da DDDDIIIIIOOOOO e dalla Regina.

Riflessioni: Penthurst mi fa sesso da quando è comparso la prima volta nel primo libro, quindi in pratica gli perdono tutto. Che poi non che abbia molto da farsi perdonare, è bello, scopa bene, ricco, intelligente e anche pieno d’onore come si confà ad un vero gentiluomo. Lydia mi è sempre stata simpatica ma nella gestione del ricatto dimostra una deficienza cosmica che mi ha un po’ irritata. Anche qui, il grande problema è la pochezza di Pathos che, pensandoci bene, potrebbe diventare una categoria a sè.

Si avverte un certo sentimento solo nell’affrontare il passato e gli eventi che hanno portato al duello che fa da filo rosso alla quadrilogia, per il resto la sensualità, il dolore, la rabbia e i risentimenti vari e non per ultimo l’amore, sono in sordina.

Ed io non leggo romance per immergermi in sentimenti placidi, leggo romance perchè voglio sfondarmi di emozioni travolgenti e languidi pensieri sessuali, quindi, pur essendo onestamente un buon libro (è scritto in modo impeccabile e i personaggi sono approfonditi bene) sul piano emozionale è piuttosto piatto. Resta comunque uno dei migliori di questa raccolta che io, comunque, vi sconsiglio.

Nel caso foste temerarie vi prego di evitare il primo e il terzo libro perchè sono davvero, davvero, davvero noiosi mentre il secondo e il quarto sono descrivibili con il mantra “Bene ma non benissimo”.

La delusione resta perchè da Madeline mi aspetto ben altro. Dopo aver letto la serie “The Seducers” mi aspetto sempre e soltanto questo livello di scrittura e coinvolgimento e quindi sono molto rigida nella mia valutazione.

Direi che è una serie che le adoratrici di Zia Mary Balogh potranno apprezzare appieno mentre le altre, quelle come me a cui piace, tanto e principalmente, la carnazza……invece resteranno un bel po’ incarognite dalla mancanza di ormone guizzante.

In poche parole

Gli ingredienti sono di prima qualità ma purtroppo manca il sale.

Poschina

p.s. Anelo consigli letterari come un ciclista del Tour de France anela un bicchiere d’acqua dopo una tappa alpina.

 

Imperdonabile Inganno – Lorraine Heath e Una Gentildonna in Cerca di Guai – Sarah MacLean

Arrendersi e diventare “Quella che sta zitta in un angolo perchè altrimenti sembra spocchiosa…quella che sa tutto lei…quella che pontifica” anche se poi, zio caro….se so una cosa perchè non dovrei dirla? Perchè devo stare zitta ad ascoltare castronerie e fare finta che siano scientificamente corrette? Non ha senso. Non è giusto. Eppure è così. Ecco cosa sono diventata.
Una pianta.
Sto lì, in silenzo, sorridente quando devo sorridere, perplessa quando mi devo perplimere e via dicendo.
Ma sarà sano?
Secondo me no…ed infatti poi questa attitudine all’amebismo me la porto dietro anche nel mondo letterario e non va mica bene… nono….

La Trama: Londra, 1874 – Drake Darling è un orfano che viene dalla strada, figlio di un delinquente giustiziato sulla forca. Benché dalla morte dei genitori sia stato cresciuto con affetto dai Duchi di Greystone, anche ora che è divenuto un uomo e ha dimostrato il suo valore dirigendo egregiamente una casa da gioco, sa di non appartenere alla buona società e non dimentica le sue umili origini. Soprattutto perché persone altezzose come Lady Ophelia Lyttleton, cara amica della sorella adottiva, non perdono occasione per rinfacciargliele. Quando però Drake salva la giovane dal Tamigi e approfitta della sua temporanea amnesia per farle credere di essere la propria domestica, scopre che al di là della maschera di arroganza c’è una donna vulnerabile e meravigliosa, di cui è facile innamorarsi. Ma cosa accadrà quando lei recupererà la memoria e scoprirà il suo imperdonabile inganno?

Ed ora la parola alla giurata

Questo è un libro strano. Stranissimo.
E’ un coito interrotto al contrario. Non che poi si arrivi ad un orgasmo di quelli che si ricordano per anni e si rimpiangono nei momenti di morta, ma almeno ad un orgasmo pallido ci si arriva e, calcolato il vuoto cosmico nel quale sguazza per quasi metà libro, mi sembra un bel traguardo.

Ma passiamo a noi…..Drake è il figlio dell’amica di infanzia di Frannie e di Sykes, il bastardo che l’aveva venduta finendo per farla stuprare alla tenera età di 12/13 anni. E’ quel bambino che incontriamo nel libro “Tra le braccia di un Duca” che viene adottato da Frannie e dal marito, il Duca di Greystone.

Ora però non è più il bimbo solo e maltrattato che trova un’amorevole famiglia, bensì un gran pezzo di manzo (con un uccello di ragguardevoli dimensioni) che gestisce la famosa sala da giochi che era di Dodger e che non si sente parte integrante dell’alta società nella quale è cresciuto. E lo sappiamo perchè per qualcosa come 100 pagine ce lo ripete ogni 2/3 righe. Lo abbiamo capito, grazie. Le nostre sinapsi funzionano ancora abbastanza bene e i concetti semplici riusciamo ad apprenderli senza il bisogno di ripeterli quattromila volte a capitolo.

La pulzella in questione è Ophelia, ricca snobbolona del cazzo che io ho detestato con l’anima soprattutto perchè ho immediatamente intuito, con la mia infallibile perspicacia, che aveva una Sad Story alle spalle e questo è bastato a farmi lanciare un paio di bestemmioni di quelli grassi……

……cmq.
Li vediamo immersi nel tipico gioco del “Ti detesto ma in realtà vorrei scoparti fino a farti morire di orgasmi trattenuti per poi farti rinascere a furia di multiorgasmi avvenuti” fino a che lui non la bacia in  un’alcova. E ovviamente è Il Bacio Della Vita. Quel Best Kiss Ever che nei Romance sancisce la futura nascita del Vero Ammmmmmooooooooreeeeeeee.

E fin qui si annega nella noia più totale.

Poi una sera, dopo il famigerato bacio, Derek si aggira per le sponde del Tamigi e vede un fagotto zozzo che si scoprirà essere una donna, che si scoprirà essere Ophelia e che si scoprirà aver perso la memoria. Una persona normale a questo punto la riporterebbe a casa e la farebbe vedere da un medico, invece lui pensa bene di portarsela a casa e sfruttare la sua amnesia per trattarla come una serva.

Applausi, Standing Ovation e Bacio Accademico.

Solo che ovviamente le cose non vanno come previsto e lei sente di non essere una sguattera ma non si ricorda nulla ed essendo scevra dai pregiudizi inculcatigli dal padre, trova estremamente attraente quel grandissimo pezzo di maschio che dovrebbe essere il suo padrone ma che, contrariamente a tutti i principi della logica, la fa dormire nel suo letto, le compra i vestiti, paga tutte le spese folli che fa e le permette persino di tenere ogni cazzo di animale raccattato per strada.

Ed io, fino a questo punto, mi sono davvero annoiata a morte. Sono andata avanti solo perchè la mia soglia della pazienza negli ultimi anni è salita di qualche tacca.
Inverosimile, barboso, con dialoghi che mancano di brio ed una seccante propensione all’introspezione fatta male mi avevano portata a credere che la Heath fosse un fuoco di paglia e che la serie fosse l’Epic Fail del 2017….quando invece, inaspettatamente il libro cambia.

Perchè se è vero che sono insensibile al patetismo altrui, è anche vero che, come controindicazione principale, la maternità mi ha lasciato un’intollerabile propensione alla commozione. Quindi una parte di me ha sbuffato nel momento in cui i due piccioncini sono partiti con i drammatici ricordi d’infanzia, mentre la parte “commozione spontanea” si è nutrita di ogni dettaglio fino a farmi apprezzare questi due sfigatoni…lei perchè si impettisce per dimenticare anni di abusi e lui che si sente perennemente l’uomo sbagliato nel posto sbagliato.
In breve si aprono il cuore a vicenda (tutto metaforico ovviamente) poi lui le apre anche le gambe, la vulva, la vagina e quant’altro e….niente. E’ Amore. Un amore che sopravviverà anche al ritrovamento della memoria, all’incazzatura, alla rabbia e dio sa a cos’altro.

In pratica siamo nell’ambito fantascientifico spinto. E come coppia non mi fanno impazzire più di tanto….e la conversione da Puttana Stronza a SantaMariaGotetti dei cani randagi risulta irritante. MA….

Ma…. la mia nuova vena apatica ha apprezzato lo stesso e alla fine la sufficienza se la prende tutta.

Ma…

Ma il vero dilemma è “Come ha fatto a piacermi il nuovo libro della MacLean?”

La Trama: Inghilterra, 1833 – Sophie è sempre stata considerata la più quieta delle sorelle Talbot, ma quando durante una soirée sorprende il cognato a tradire la moglie e lo punisce insultandolo e spingendolo in uno stagno, a un tratto diventa il bersaglio del disprezzo del ton. Stanca dell’ipocrisia dell’alta società, di cui è entrata a far parte solo perché il padre ha acquistato un titolo, decide di lasciare la festa e i giudizi superficiali dei suoi invitati. Mentre si allontana incappa in un uomo scalzo che sta chiaramente fuggendo da un incontro amoroso proibito. L’affascinante libertino, che si rivela essere il Marchese di Eversley, rifiuta di darle un passaggio a bordo della propria carrozza, ma Sophie non si dà per vinta e con un espediente monta sul retro della vettura affinché la porti lontano dai suoi guai.

Ed ora la parola alla giurata

Non so davvero perchè questo libro mi sia piaciuto tanto. Non lo capisco ed un pochino sono anche preoccupata. Prima di tutto vi avverto…è lungo più o meno 400 pagine e fino alla metà di sesso non si sente nemmeno il profumo. Quindi ci si concentra sulla storia, su una serie di situazioni una più improbabile dell’altra che si susseguono senza soluzione di continuità.

Lei è l’ultima delle sorelle Talbot (delle arricchite una più insostenibile dell’altra) ed è considerata “Il Cesso del Gruppo” anche se non si capisce bene il perchè, visto che viene descritta come una ragazza piuttosto carina e ben fatta.

E’ insofferente all’ambiente londinese e mentre fugge dall’ennesimo ricevimento di merda si scontra con il Marchese di Eversley e da qui cominciano i suoi guai. Nonostante sia insopportabile perchè a tutti gli effetti si comporta come una zecca attaccata al pelo di un cane, alla lunga mi è risultata simpatica perchè, in fondo, lei vorrebbe solo aprire una libreria e liberarsi dai nobili che la trattano come una merda.

Mentre lui è tutt’altra cosa. Lui mi è piaciuto subito. La sua Sad Story che lentamente si viene a comprendere, bello, dannato, cocciuto, in perenne lite con il padre per il Big Misunderstanding dei BM, bravo a letto, colto e deciso a sbolognare la zecca ad ogni costo….salvo continuare a trovarsela tra i piedi e siccome come diceva sempre mia nonna “La paglia vicino al fuoco brucia” (da leggere rigorosamente in milanese: la paja visin al foc la brusa), qualcosa tra i due dovrà pur succedere.

Ed infatti poco a poco si sviluppa quel rapporto fatto di “dai raccontami cosa vuoi veramente dalla vita” – “Sì, ma prima raccontami perchè odi tuo padre”. E lo sappiamo tutti che il passo successivo è il bacio, seguito dal cunnilingus, seguito dal pompino, seguito dal sesso.

E, nonostante lui cerchi in ogni modo di non portarla a letto per non rovinarla (ebbene sì, lui è uno di quelli che hanno Lo Scrupolo e che, sulla carta, avrebbe dovuto farmi incazzare da morire e farsi odiare), alla fine cede e le da il suo virilissimo membro prendendosi la di lei intattissima verginità.

Poi oltre al BM con il vecchiaccio, c’è spazio anche per il BM con Sophie, seguito dal ripensamento e dalla riconciliazione.

Forse, e dico forse, il fatto che lui le regali una cazzo di libreria mi ha fatto amare incondizionatamente quest’uomo e anche il non trascurabile dettaglio che per procreare ci mettono (date alla mano) più o meno 4 mesi contro la Monoscopata, ha fatto sì che apprezzassi questo romanzo piuttosto lungo per il genere.

Però sento chiaramente che il mio gradire questi due romanzi è più che altro dovuto alla lenta e inesorabile trasformazione in una succulenta.
Mi sento come Roger di American Dad in quella puntata nella quale decideva di non essere più cattivo e per poco non ci lascia le penne perchè la bontà lo stava letteralmente uccidendo…

Incrociate le dita e sperate che la mia vena polemica risorga, ne trarremmo tutte tanto beneficio.

In poche parole

Quando invece di pretendere un calippo tutto da succhiare, ti accontenti di un polaretto è evidente che la trasformazione in succulenta sia dietro l’angolo.

Poschina

Un Amore Proibito – Karen Robards

Questo è chiaramente un libro definibile come “Lammerda che piace” perchè è un coacervo di situazioni irritanti, personaggi immaturi, sborrate epiche in vagina non curandosi delle conseguenze e, soprattutto, c’è il Personaggio Femminile più irritante della Storia dei Personaggi Femminili, e per par condicio il Personaggio Maschile più Immaturo della Storia dei Personaggi Maschili….MA, piace. Cioè, tu sai che è una merdata e che la scrittrice mentre lo scriveva ti perculava preventivamente e si faceva grassissime risate alle tue spalle, e nonostante tutto, senti dentro di te l’imperativo di finirlo.

La Trama: Sebbene abbia compiuto diciassette anni, Megan Kinkead si comporta ancora come una bambina sventata, e come tale Justin Brant, sesto conte di Weston e suo tutore, intende trattarla. Non riesce più a sopportare le intemperanze di quella volubile ragazzina che si è fatta espellere da diverse scuole e che ora rischia di essere allontanata anche dal prestigioso collegio dove a fatica è riuscito a iscriverla.

Ed ora la parola alla giurata – Solo Spoiler autocompiaciuti

Ho creato per questo capolavoro dell’assurdo una nuova categoria chiamata “Maalox Plus” perchè solo drogandoti di questo medicinale riuscirai ad arrivare senza nefaste conseguenze alla fine del libro.

Ma andiamo con ordine. Justin è un trentaseienne rampante, fighissimo, scopatore seriale di donne di dubbio gusto, ed esasperato da quella grandissima cagacazzo della sua pupilla, la quale continua a scappare o a farsi espellere dai prestigiosi istituti in cui lui la segrega pur di non averla tra le palle.
Dopo l’ennesima espulsione o roba simile, la va a raccattare nella remota tenuta ad inculandia nella quale si era rifugiata per cercare di internarla da qualche parte, solo che un piccolo imprevisto gli impedisce di rispedirla a scuola.

Il piccolo imprevisto si chiama “Verga Turgida”. Maalox
Ebbene sì, appena la vede il suo regale uccello si indurisce tutto e non c’è verso di mandarlo giù nemmeno pensando ai micini morti. La nostra ex bambina capricciosa ed insopportabile è divenuta, crescendo, una giovane diciassettenne bellissima e anche un po’ vacca, cosa che capiamo subito perchè ha un indice di civetteria pari a mille. Maalox

Comincia quindi un fastidiosissimo balletto che vede da una parte un Justin che se la vorrebbe scopare ma è frenato da giustissimi dilemmi morali e dall’altra una Megan che non fa altro che provocarlo più o meno consciamente [secondo me il troione sa perfettamente quello che sta facendo, perchè piange a comando, si fa trovare nella di lui camera in camicia da notte e gli si struscia contro…], fino a quando lui non la bacia con quei 10/12 metri di lingua che la riempiono di desiderio e la fanno bagnare come un gavettone da 6 litri non sarebbe in grado di fare. 2 Maalox

Come tutti ormai sappiamo benissimo, un bacio è solo il preludio ed infatti a breve assistiamo ad una notte di passione, tenerezza e imeni rotti, che si conclude con la ripetuta inondazione vaginale di seme. 2 Maalox

Postilla….. è inutile che voi scrittrici di romance del cazzo continuiate a scrivere roba del tipo “Sentì il getto bollente del suo sperma all’interno del proprio corpo” perchè gli uomini non eiaculano lava Zio Caro. Non si può sentire. Non è accettabile. Lo sperma non è incandescente è a temperatura corporea, quindi non si sente. Non si sente. Non si sente. Al massimo puoi sentire le pulsazioni del pene, ma questa è un’altra storia.

A seguito della Scopata delle Scopate avviene un dialogo grottesco nel quale lei gli dice qualcosa del tipo “Ah Justin, quanto ti amo….pensa come sarò felice quando saremo sposati” e lui risponde: “Sposati? Ma sei deficiente? Io sono già sposato con una che non vedo e non sento mai e che non vuole mai trombare con me e tu sei solo una ragazzetta che mi sono sbattuto perchè avevo la fregola”. Maalox + Face Palm

Potrebbero anche chiarirsi e dichiararsi eterno AMMMMOOOOOORRRREEEEEE ma, sfiga vuole, piomba come un falco pellegrino affamato su un topo la di lui moglie e si porta la zoccolaccia a Londra per la stagione.

Nella Big City Megan riscuote un certo successo, anche perchè il mix figaggine + civettaggine + zoccolaggine non ha eguali e quindi si circonda di begli ometti tutti striscianti e sbavanti in attesa che lei decida chi scegliere tra la massa. Ma i bellimbusti  non sanno che lei nasconde un segreto………..

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Ha un ritardo di mezzo secondo e sente di essere incinta, ama già quella creatura che sta crescendo dentro di lei ed è preoccupata perchè non sa come dirlo a Justin. 4 Maalox + Un Bicchiere di Gaviscon all’anice e sospensione momentanea del libro per bestemmiare in pace

Se avessi avuto un figlio ogni volta che ho avuto un ritardo a quest’ora saremmo più o meno a quota 1000. Ma si sa che le eroine romance e il 99,9% delle donne che conosco rimangono incinta scopando una volta. E per una volta intendo Una sborrata=una gravidanza. Me ne farò una ragione.

Cmq. Quando il nostro eroe arriva a Londra e scopre che Megan è supercorteggiata diventa una bestia preda della gelosia e comincia ad impedirle di fare questo e quello, dimostrando di non aver capito una beneamata minchia del carattere della zoccolaccia e spingendola in questo modo tra le braccia di uno dei libertini più libertini del momento.

I giorni passano e Megan è oramai certa di essere gravida [Pausa Maalox] ciononostante non dice nulla al bel Justin ma continua a troieggiare con tutti ma soprattutto con il libertinerrimo fino a che quest’ultimo non pretende attenzioni e lei, essendo la Madre di tutte le Gatte Morte del Mondo, fa la preziosa e costringe Justin  a menarlo e sfidarlo a duello. Maalox

In mezzo a questa cagnara c’è il tempo per un po’ di sesso, infatti Justin, da maschio Alpha qual è, continua a marcare il territorio con la sua regale sborra, senza MAI, nemmeno per sbaglio, venire fuori dalla vagina. Un po’ sulla vulva? NO. Solo ed esclusivamente in vagina. Ah….non li fanno più gli uomini di una volta…. Maalox

Siccome Megan ha questo piccolissimo problema chiamato gravidanza, decide che deve prendere provvedimenti perchè dio non voglia che partorisca un bastardo, è probabile che voi non vi siate resi conto, perchè in effetti non viene ripetuto 10000 volte ogni pagina, che lei vuole già bene a questa creaturina che cresce dentro di lei e che…….

……………………………… Sbadiglio + Maalox preventivo + fetta di pane con copioso strato di Nutella.

…decide di farsi sposare da un babbo di minchia in modo di dare un padre al Figlio della Colpa. Ma Justin non ci stà, la rapisce e la porta a suon di vergate in vagina, in una delle sue 500 magioni sulla costa. Durante il viaggio lei, per cercare di convincerlo a farle sposare il babbo di minchia, gli rivela di essere gravida e si stupisce molto che lui se la prenda a morte perchè non gli aveva detto nulla della gravidanza e voleva dare un altro padre al suo erede. Ma quanto sei rincoglionita? E quanto sei stronza? E quanto ti prenderei a calci? E giù di Maalox

Ora la faccio breve: Justin la molla nella magione, lei passa le giornate coccolando la pancia perchè si è già affez….. (segue come sopra) finchè quando giunge all’ottavo mese di gestazioni lui torna e c’è questa bellissima e romanticissima scena sulla scogliera con lui che le dice “C’è qui il prete, ci sposiamo perchè ho ottenuto l’annullamento” e lei che risponde “Col cazzo, faceva bene Alicia a non dartela mai” e lui le da uno schiaffo.

Ed ora finalmente lo posso scrivere….

BOOOOOOOOOOOOOOMMMMMMMMBBBBBBBAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!

Megan si sente mortalmente offesa e scappa.
Incinta.
Di 8 mesi.
Su una scogliera.
Piangendo.
Ad occhi chiusi.

E non vorrei ma sono costretta a ricordarvi che parliamo di una che ha rotto il cazzo da quando era incinta di 0 giorni di quanto amasse la sua minuscola creatura e di quanto la sua vita ruotasse intorno al benessere del futuro Figlio della Merda. Bene. Mi sembra coerente correre sul bordo di una scogliera/dirupo/sailcazzo con il rischio di cadere e ammazzare te stessa e la creatura, ma soprattutto la creatura.

E infatti.

Cade come corpo morto cadde. [Notare come so girare le citazioni a piacimento] Lei non si fa una sega ma le parte il travaglio….ci sono complicazioni e Justin deve scegliere chi salvare. Inspiegabilmente decide di salvare Megan. Nasce quindi un bellissimo bimbo morto che per comodità moral/letteraria aveva qualcosa come 10 giri di cordone ombelicale intorno al collo e quindi è altamente probabile che cmq non sarebbe sopravvissuto nemmeno se fosse arrivato a termine.
Questo solo per non doverci confrontare con una Megan che a tutti gli effetti, ha ammazzato suo figlio perchè è infantile, stupida e vacca.

Purtroppo però tutte queste vicissitudini non impediscono ai due piccioncini di chiarire i loro sentimenti, vivere in armonia e procreare. Anzi, ci subiamo prima delle stucchevolissime scene del tipo “Ti amo” – “No, ti amo di più io” – “Ma io sono stato stronzo” – “Ma io ho ucciso tuo figlio” e via dicendo di sbadiglio in sbadiglio, di Maalox in Maalox, e a seguire il cazzo di epilogo con tanto di figlia già nata (rigorosamente concepita alla prima scopata post aborto e se ve lo state chiedendo ve lo dico io, sì…ho fatto i calcoli) e di scopata per mettere in cantiere il secondo.

Ammazzatevi tutti.

Su internet si passa, palando di recensioni, dalle entusiaste: “Lo amo come fosse la mia orchidea preferita” alle femministe incallite che hanno visto in Justin e nella sua totale immaturità il Demonio in persona: “E’ un orribile esempio di maschilismo strisciante, un personaggio bruttissimo, ai limiti della pedofilia….. e via dicendo”.

Io l’ho detestato con l’anima dall’inizio alla fine, ma è così fastidioso, irritante, stupido, con personaggi completamente irrealistici, odiosi e idioti (che sicuramente si meritano), che il libro fa il giro e diventa appunto “Lammerda che piace” perchè l’autrice dopo 10 pagine ha già raggiunto il fondo ma decide di non fermarsi e di continuare a scavare e scavare in cerca di chissà che cosa e questa dedizione all’orrido, questo sudore speso per scrivere 276 pagine di merda, vanno in qualche modo premiati. Io li ho premiati finendo il libro ed evitando di bruciarlo durante un sabba orgiastico, mi riservo però di usarlo per una messa nera in futuro.

In poche parole

Che cos’è in fondo un bacio se non il preludio di litri e litri di sperma incandescente riversati in vagina?

Poschina