Nella Stanza del Duca (Serie Wedded by Scandal vol. 1) – Stacy Reid

Ho pensato tanto a come e se scrivere una recensione di questo libro.
Perchè siamo a fino agosto, le vacanze sono appena terminate, siamo tutti più rilassati, più belli e più grassi e piombare qui spargendo acredine mi sembrava eccessivo.
Poi però ho pensato che io sono io ed è inutile che mi finga piena di scrupoli che non ho e se essere acida come un limone appena spremuto è, in fondo, il mio essere, allora che ben venga…..facciamoci tutti una spremuta di limone, che è anche un filino astringente e pieno di vitamine.
Che poi….il libro mi è pure piaciuto…che credevate?
Solo che non riesco a passare sopra al finale.
No, non ci riesco.
Siamo onesti.
NON LO VOGLIO FARE.

La Trama: Pur di sottrarsi al fidanzamento combinato dal padre con un ricco conte degenerato e violento, Adeline ha messo a punto un piano ben preciso con l’amica Evie: durante una festa, si intrufolerà nella stanza del signor Atwood, il giovane che lei desidera, e si farà sorprendere con lui dalla padrona di casa! Ma Evie decide di sacrificare l’amica a suo vantaggio e la indirizza verso la camera di Edmond, vedovo e duca di Wolverton, che l’ha chiesta in sposa. Quando scoppierà lo scandalo, ogni cosa precipiterà e il burrascoso incontro tra Adeline e Edmond si tradurrà in un matrimonio riparatore, finché il caso e il potere della seduzione…

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler a profusione

Diciamocelo, il libro funziona.
Funziona l’espediente della stanza sbagliata, funziona l’immediata attrazione tra i due [lei entra nella stanza che crede essere quella di Atwood, ma non essendo completamente cogliona si accorge che qualcosa non va ma invece di allontanarsi e fuggire, si perde ad accarezzare il torace nudo del muscoloso e turgido sconosciuto, si struscia, lo bacia, si inebria, gode come una cagna e si crogiola nel suo odore/sapore] e funziona anche il loro matrimonio obbligato.

In effetti funziona tutto.

Adeline è bella ma inconsapevole di esserlo, vive con il padre, la matrigna e le sorellastre. Mentre Edmond è vedovo, austero, freddo, apparentemente insensibile e considerato “Il duca pazzo” da tutto il ton perchè se ne fotte di cosa pensano gli altri e guarda tutti come se fossero delle merdine. Ha anche due figlie che adora ma che in realtà non caga mai perchè è rimasto traumatizzato dalla morte della adoratissima Maryanne o roba simile che è spirata mentre partoriva prematuramente il tanto agognato erede maschio mentre lo insultava per averla messa incinta e costretta a schiattare tra atroci dolori.

Oltretutto, cosa da non sottovalutare, egli sta proprio cercando una moglie. Una moglie che lascerà inviolata e che desidera solo come matrigna per le figlie.

In pratica l’uomo ideale; chi di noi non sogna un uomo che non ti vuole toccare con un dito ma che ti prende per fare da madre alle sue adorate bambine? Roba da fuggire in Iran a gambe levate. Ed infatti Adeline quando lo scopre si incazza come una biscia e gliele canta di santa ragione sostenendo di essere stata ingannata e che se solo lo  avesse saputo col cazzo che lo avrebbe sposato. E noi, donne del nuovo millennio applaudiamo, le diamo grosse pacche sulle spalle e sorridiamo comprensive.

Ma.

Ma lei ormai è persa, persa perchè quando lo ha baciato si è risvegliata in lei quella parte vaccosa e zoccolosa che ogni donna ha dentro di se, che se viene stuzzicata in qualche modo, diventa una bestia assetata e affamata che solo una cura di multiorgasmi quotidiani può placare un tantino.

Allora la dolce, timida, vergine donzella, decide di sedurre il suo austero maritino. Ah, mi ero dimenticata di dirvi che lui non scopa da 3 anni, una manciata di mesi e qualche giorno. Quindi le velatissime allusioni di Adele…roba del tipo “Vorrei che mi leccassi tutta e che poi sprofondassi il tuo enorme uccello turgido nella mia strettissima e calda guaina fino alle palle, ripetutamente e per ore, fino a farmi svenire a furia di orgasmi…:” non ci mettono poi così tanto a farlo capitolare. Anche perchè lei una sera presa dalla smania di avere immediatamente un orgasmo, va in camera sua e lo trova in piedi davanti alla finestra, completamente nudo, che se lo mena come non ci fosse un domani. Che poi dico… non ti puoi segare come tutti a letto o in poltrona, comodamente svaccato? No, lui si sega in piedi davanti alla finestra, tanto ci sono le serve che poi puliscono il vetro…..

E da qui ai multiorgasmi ogni 25 minuti il passo è breve.
Faccio notare che lo sperma viene sempre riversato fuori dalla muscolosa vagina perchè lui non vuole rischiare di perdere la passionale Adele di parto. Meglio non rischiare e venire sul lenzuolo.
Grazie alla cura a base di sesso continuo, Edmond torna a sorridere, si scioglie ogni giorno di più, si ammorbidisce, diventa tutto cicci bucci….anche perchè lei è assertiva, passionale, sempre pronta a consolarlo, sempre adorabile con le bambine che, ovviamente, già la amano….
Sì, insomma….una specie di SantaMariaGoretti di Staminchia.

Ma fin qui tutto va bene, tutto regge, tutto è inverosimile ma piacevole….i personaggi sono ben caratterizzati e giuro che mi  piaceva assai. Però, inspiegabilmente, l’autrice non si accontenta di aver scritto un bel libro, no. Deve pisciare fuori dal vaso. Deve necessariamente farlo perchè non ce la fa proprio a concludere il tutto senza fare la sborona ed esasperare la situazione. Le darei volentieri due schiaffi.

Ed ora vi cuccate il Momento Recriminazione.

Il giorno dell’anniversario della morte dell’adoratissima, dolcissima e timidissima Maryanne, Edmond va come al solito nel capanno di caccia o roba simile a sfondarsi di alcool per dimenticare la grandissima sofferenza e Adele, spinta dalla suocera, decide di seguirlo per farlo sentire meno solo.
Ora, secondo voi, come potrà finire?

Ovvio.
Lei gli si offre come un eclaire al caramello salato e lui se lo scofana tutto, ed incitato da un continuo “Prendimi, sfondami, fammi sentire il tuo uccello”, alla fine le sborra dentro. C’è da dire che era completamente ubriaco e che quindi non si rendeva nemmeno conto di quanto stava facendo…. ma lei sì, e si guarda bene dal dirglielo.
Allora lui si incazza, poi scopre che è incinta e la molla, poi si pente e torna a casa e guarda un po’…..lei era gravida di due gemelli maschi che partorisce alla 42esima settimana perfettamente sani nonostante quello in basso fosse podalico.

E vissero tutti felici e contenti.
Tranne me…tranne me, tranne me, tranne meeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Ma ora vediamo le cose che mi hanno fatta incazzare.

Primo: ovviamente l’unica volta che lui la irrora con il suo sperma lei era al 14esimo giorno di ciclo e, casualmente resta incinta, anzi….incintissima. E giù di Maalox

Secondo: Arriva il momento del parto e si scopre che sono due. E giù di Maalox (perchè uno non era sufficiente?) Quello in basso è podalico e quello in alto no. E io penso a quale ecografo ultramoderno abbiano usato per determinare la posizione del secondo gemello, capisco che i piedi del primo si sentivano…..ma il secondo? Se era sopra, come sai che era in posizione corretta? Come? Come? Avrebbe anche potuto essere di traverso, o girarsi al momento del parto o altre 40000 variabili ancora oggi difficili da identificare. E giù di Maalox.

Terzo: Lei e i bambini sopravvivono senza alcuna difficoltà. So benissimo che i parti gemellari ci sono sempre stati, lo sappiamo tutti. Ma pare che ultimamente nei romance non capiti altro. E la cosa mi irrita. Mi irrita perchè è inverosimile. Mi irrita perchè una doppia gravidanza è considerata a rischio oggi, nel 2018 e presenta un sacco di complicazioni, prima fra tutte quella di essere portata a termine. Una gravidanza che arriva alla 40esima settimana oggi è rara e solitamente frutto di 2/3 mesi a letto per evitare il parto prematuro, con i relativi problemi.
Che queste donne in un’epoca in cui la morte di parto era frequentissima riescano a portare a termine una gravidanza gemellare e partorire tranquillamente manco stessero bevendo un bicchiere d’acqua è insostenibile. Un’esagerazione inutile. Inviterei tutte le scrittrici di romance a documentarsi in merito e ad accontentarsi di un parto singolo privo di complicazioni, perchè trattandosi del 1800 può essere considerato tranquillamente un miracolo anche senza aggiungerci gemellarità e podalicità. Grazie.
E giù di Maalox.

Sì, lo so. Sono una gran cagacazzo. Ma ben venga. In fondo un cervello ce l’ho ed intendo usarlo.

Escludendo l’ultima parte che eliminerei volentieri questo libro è un buon libro. Un romance che si legge bene, con un bell’uomo tutto ieraticità e virilità repressa, intelligente, sensibile, ferito. Ed una donna che cerca di entrare in contatto con lui sfruttando l’attrazione sessuale per arrivare all’AMMMMMMMOOOOREEEEEEEEE.

Essendo il primo libro di una serie spero che esca presto il secondo, perchè l’amico sfregiato del duca promette decisamente bene……

In poche parole

Ci credo che Edmond non vede l’ora di sbattersela….questo qui non scopa da tre anni !!!!!! Minchia 3 anni !!!!
Ti piace vincere facile Adeline….comoda la vita….

Poschina

p.s. Non so se la prima moglie si chiamasse in effetti Maryanne…..ma in fondo non è che sia poi così importante, giusto?

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Prima che l’Estate Finisca – Sarah MacLean

Me lo meritavo.
Dopo mesi di libri mediocri e di ossessiva ricerca di qualcosa di meno “palla al cazzo” da leggere, finalmente approdo al terzo libro della serie Scandali e Guai, che vede protagonista la bellissima Seraphina e il Duca di Haven, Malcolm.

La Trama: Inghilterra, 1836.
Malcolm Bevingstoke, Duca di Haven, ha trascorso gli ultimi tre anni in solitudine, pagando il prezzo degli errori del passato e cercando di dimenticare il grande amore perduto. Ma il ducato non aspetta e ha bisogno di un erede: questo significa che dovrà trovare una moglie prima che l’estate finisca. Peccato che lui una sposa ce l’abbia già. Seraphina Talbot è appena tornata da Boston per reclamare la propria libertà e per convincerlo a concederle il divorzio. Malcom non ha mai smesso di amarla ed è arrivato a varcare l’oceano pur di ritrovarla, ma senza successo. Adesso che finalmente ce l’ha di fronte trova un ultimo, disperato espediente per convincerla a restare. Esaudirà tutte le sue richieste solo se Seraphina lo aiuterà a scegliere la donna che prenderà il suo posto… nella speranza che lei decida di volere quel ruolo tutto per sé.

Ed ora la parola alla giurata

Seraphina Talbot l’abbiamo conosciuta nel primo libro della serie, Una Gentildonna in cerca di Guai  in quanto sorella di Sophie ed era apparentemente remissiva, gravida, sposata all’insopportabilmente pomposo Duca di Haven, il quale finisce col culo a mollo in un laghetto artificiale all’inizio del libro.

Da quel giorno di anni ne sono passati 3, Sophie è sempre sposata con il suo adorato King e persino altre due sorelle si sono accasate: Seline e Seleste. Resta solo Sesily, ma questa mi sa che sarà tutta un’altra storia.

Come gli altri due della serie, questo è un bel volumozzo corposo quindi non si legge in un soffio e non si dimentica il giorno dopo. E’ un libro che parla di perdita, dolore, orgoglio e riscatto ma soprattutto di paura. La paura di affrontare un passato fallimentare, la paura di lasciarsi andare, la paura del futuro. No, non spaventatevi, non siamo di fronte a Kundera, ma alla MacLean, che quando vuole, sa il fatto suo.

Ripercorriamo con una serie di flashback la storia d’amore di Malcolm e Sera, da quando si sono conosciuti per caso a quando lei decide di andarsene. E da questo racconto, minuzioso e preciso, si evincono un sacco di cose che la prima volta che li abbiamo conosciuti, non potevamo immaginare.
Sapevamo che Seraphina lo aveva incastrato per farsi sposare, ma sapevamo anche che non aveva mai avuto il coraggio di parlargli apertamente  e di confessargli i propri sentimenti. Poi lui l’ha pubblicamente tradita umiliandola e da lì la situazione non ha potuto che degenerare.

Capita a volte che due persone che si amano non riescano, nonostante tutto, a far funzionare il rapporto e che si arrivi al punto di continuare sistematicamente a ferirsi fino a rendere la situazione invivibile, se ci aggiungete anche un evento tragico che già di per se basterebbe a far crollare una coppia unita, la frittata è fatta e Seraphina si trova a fuggire da Haven e a rifugiarsi oltreoceano per dimenticare il passato e rifarsi una nuova vita.

Malcom invece la insegue, la brama, la vuole con tutto se stesso e quando lei torna a Londra per chiedere il divorzio decide di giocare il tutto per tutto e cercare di riprendersela.

E’ un bel libro, divertente, profondo, impegnato il giusto, che fa riflettere, che commuove, fa arrabbiare, sospirare e anche riconquistare la fiducia in un genere che ultimamente mi aveva un pochino deluso. E’ un libro “BOMBA” se escludiamo le ultime 10 pagine, le ultime 10 pagine sarebbero da denuncia, bisognerebbe prendere Sarah, appenderla per gli alluci, e mentre la si scuoia viva gridare “Perchè? Perchè hai voluto pisciare fuori dal vaso?” e poi darle fuoco e brindare tutti alla salute di Morgana.

Sorvolando le già citatissime ultime orribili 10 pagine, il libro vale tutti i quasi 7 euro della versione cartacea. Non è un comfort book perchè è un po’ troppo “doloroso” per essere riletto nei momenti tristi, si rischierebbe di intristirsi ancora di più, ma riesce a descriverci la maturazione dei protagonisti durante gli anni di lontananza e il loro riavvicinamento è plausibile e coerente con la storia.

Ho detto poco o niente perchè non voglio spoilerare, perchè  se desiderate leggerlo è giusto che non sappiate nulla, che sia tutto una scoperta e che possiate farvi la vostra personale opinione.

Devo dire che la MacLean con questa serie sta dando il meglio di se. Fino ad oggi questo è, per quanto mi riguarda, il libro migliore, quello più completo, quello più disilluso. Lo consiglio perchè ogni tanto discostarsi dalla solita tiritera del bello e dannato che si innamora della giovane pulzella e si redime, non fa per niente male.

Al solito sono presenti anche le altre sorelle Talbot, che trovo irritanti ed irresistibili in egual misura. Ci viene presentata anche una nuova pulzella, tale Felicity che promette molto bene e alla quale spero sia riservato uno dei prossimi libri.

Che altro dire?
Io, fossi in voi, lo prenderei.

In poche parole

Quando #maiunagioia è il mantra quotidiano.

Sette Minuti in Paradiso – Eloisa James

Nostra Signora dell’Infoiamento maialoso torna a deliziarci con una nuova, intricatissima storia, con protagonisti i figli di Duchi e Duchesse della serie “Duchesse Disperate”.
Tra l’altro alla mia età comincio a fare una fatica bestiale nel ricordarmi chi è figlio di chi e dove l’avevo già visto, quindi pregherei gli editori di presentarci i personaggi prima dell’inizio della storia per evitare che una come me legga 150 pagine per rendersi conto che tizia 1 è la figlia di tizio 2 e via dicendo.

Per esempio qui siamo al cospetto di Edward “Ward” Reeve, figlio di Damon Gryffyn e Lisette Gilner (lui è il protagonista di Duchesse Disperate, colui che si innamora di Roberta, promessa sposa del Duca di Villiers, e lei è la pazza che Villiers voleva sposare in Un Duca Tutto Mio e che grazie a dio lascerà perdere per la ben più equilibrata Eleanor) e di Eugenia Snowe, figlia di quel gran figo di Lord Strange, protagonista di La Notte della Duchessa. In poche parole….un grandissimo casino.

Però, prima di cominciare a spoilerare devo dire che mi ci voleva proprio. Brava Eloisa. Brava. Ah, chiaramente non poteva mancare la sleccazzata di figa perchè, come ben sappiamo, Nostra Signora Eolisa la ama in modo particolare.

La Trama: Trovatosi nell’urgenza di occuparsi dei suoi due pestiferi pupilli, Ward Reeve è disposto a sborsare qualunque cifra pur di aggiudicarsi un’istitutrice di grande qualità. Ward decide allora di recarsi personalmente all’agenzia di collocamento Snowe, la migliore di tutta l’Inghilterra, e scopre con un certo stupore che la direttrice, Eugenia Snowe, è una donna sensuale e deliziosa, doti rare per un’istitutrice. Tra i due scatta subito l’attrazione e Ward convince la donna a trasferirsi a casa sua per occuparsi momentaneamente dei bambini. Ma giorno dopo giorno, l’amore…

Ed ora la parola alla giurata – SPOILERONI

Eugenia è vedova, ricca, giovane e bellissima, come diceva Cozzamara a Maria in Johnny Stecchino; ma soprattutto è una donna che ha deciso di fottersene beatamente del Ton e di aprire la sua agenzia per governanti.
Per questo motivo, Edward “Ward” Reeve, quando si trova alla porta due fratellastri matti come cavalli da gestire, si rivolge ad Eugenia, disposto a tutto pur di trovare una governante per i due pargoli, che sia in grado di rimetterli in riga e che li trasformi in piccoli Lord giusto in tempo per l’udienza che si terrà alla Camera dei Lord per decidere se un figlio illegittimo sia la persona adatta a crescere un futuro pari del Regno e la sorella.

Peccato però che nel preciso momento in cui i due piccioncini si vedono per la prima volta, si trasformino in due adolescenti infoiati con gli ormoni iperattivi. L’irreprensibile Eugenia, non smette di fissargli le cosce pensando a quanto sono possenti e quanto le piacerebbe strusciarcisi contro, e Ward la vede come una specie di creatura mitologica che lo fa sburrare ogni volta che apre bocca.

Ed è proprio qui che si vede la maestria di questa scrittrice, riesce infatti a far grondare ogni pagina di sensualità e aspettativa senza che questo soffochi la storia o metta in secondo piano i personaggi secondari. Ward è realmente affezionato ai suoi fratellastri ed Eugenia si sente realmente vicina a questi bambini con un passato di Disagio spinto e poco compresi dagli adulti che li circondano.

Ma diciamocelo fuori dai denti…
è nella parte erotico – sessual – orgasmica che ci piace sguazzare e qui ce n’è un po’ per tutti i gusti. I due pipistrelloni si danno da fare alla grande un po’ ovunque ma principalmente a letto….dove passano notti su notti su notti scopando allegramente, usando regolarmente i preservativi. E non lo dico così…….. perchè io ho dei problemi con le GI, lo dico perchè viene sottolineato più volte nel racconto. “Cosa sono?” “Ma come?….non li hai mai visti?” “Ma no….” “Sono preservativi, servono a prevenire le gravidanze indesiderate” “Ma non preoccuparti…..sono stata sposata un botto di tempo e non è mai successo un cazzo, vai trà brò!!!!” “NONO….userò sempre il goldone perchè ti rispetto troppo….e blah…blah…blah”

Non per fare la pignola ma io ho notato che nella decina di giorni in cui copulano in ogni dove, in ogni luogo e in ogni lago, lei non ha il mestruo…ergo è proprio in quei fatidici giorni giusti………e poi una volta lui la infilza senza goldone…perchè va bene il rispetto e la prudenza ma quando tira tira…e a lui tira sempre.

Sorvolando su questo piccolo particolare che poi riprenderò in seguito è un piacere leggere questo libro. E’ un piacere crogiolarsi nelle allusioni sessuali che sono tantissime e variegate, è un piacere perdersi nelle descrizioni orgasmiche dei dolci….Ward per poco non si sborra nelle mutande, io per poco non dilapido il patrimonio da Knam. Tutto questo erotismo sfacciato e gettato in faccia come un gavettone fresco in una torrida giornata agostana milanese ha riempito di gioia e gaudio i miei viaggi in treno negli ultimi due giorni.

Finalmente un libro dove si scopa tanto e bene.
Finalmente un libro che non sa cosa sia il tedio.
Finalmente una scrittrice che nonostante ci parli dei reietti del Ton, non trasforma i suoi personaggi in palle al cazzo che ti viene voglia di appendere per le unghie dei piedi.

Ovviamente, trattandosi di un romance, c’è anche un BM. Lui la ama appassionatissimissimamente e lei ancora più di lui…solo che quando idda gli confessa che non è solo lussuria ma c’è anche tanto, tanterrimo, anzi…. tantissimo AAAAAMMMMMMMMOOOOOOOOREEEEEEE, lui le dice (poco finemente) che non può esserci niente tra di loro perchè lei non ha il sangue abbastanza blu per garantire ai suoi fratelli un idoneo ingresso in società… Lei, che non solo è una vera Lady ma è anche una delle Lady più importanti dell’intero globo, la prende malissimo e va a rifugiarsi a casa del padre, dove trova quel grandissimo bendiddio del Duca di Villiers, sempre meraviglioserrimo e pronto a consolarla.

E poi….. Poi beh… ci sono l’incomprensione, la scoperta di Ward di “Non aver capito una beneamata minchia”, la dichiarazione, il rifiuto e la finale e benedetta riappacificazione. Che, come da copione, gronda miele, marshmallows e confetti rosa da tutte le parti.

Nell’epilogone del quale a prescindere da tutto, nessuno sente mai l’esigenza, Eugenia ci confessa che quando si è sposata era già Vacca Gravida da un sacco di tempo e che quindi evidentemente i preservativi non funzionano mai tanto…. AHHAHAHAHAH
Cazzo ridi, troia?

A parte questo picco di fastidio il libro mi è piaciuto assai….io in tutta questa pruriginosità ci ho sguazzato come un girino in una pozza d’altura. Cioè….non vedevo proprio l’ora di trovarmi tra le mani due gaudenti del sesso che non fanno altro che pensare di spogliarsi e succhiarsi a vicenda….Zio Caro…quanto ne avevo bisogno !!!!

In poche parole

Quando una tartelletta al limone è foriera della polluzione diurna, pomeridiana e notturna.

Poschina

La Serie Desperate Duchesses by the numbers è composta da:

  • I Segreti di Lady X
  • Disposta a tutto per averti
  • Sette minuti in paradiso

La Serie Duchesse Disperate è composta da:

  • Duchesse disperate
  • Prima di Natale
  • La Notte della Duchessa
  • Il ritorno del Duca
  • Duchessa del mio cuore
  • Un Duca tutto mio

Recensioni Lampo…..di chi ha trovato il tempo per scrivere tutte le madonne che le sono passate per la testa

Ci sono periodi di vacche magre e periodi di vacche grasse.
Questo è un periodo di vacche di merda…..a giudicare dai libri che mi sono capitati tra le mani.  Ma andiamo con ordine….
Alcuni poi, non sono nemmeno così merdosi ma piuttosto deludenti.

Un Irreprensibile Marchese – Lorraine Heath

Non volevo comprarlo.
Dopo l’orrore che ho provato leggendo Un Erede per il Visconte dove Killian si è ridotto a morto di figa nel giro di dieci pagine, avevo deciso di lasciarmi alle spalle Lorraine e di ributtarmi su qualcosa di decente. Ho riletto parte della saga Bedwyn, qualcosa della Kleypas, qualcosa della McNaught e poi, inevitabilmente, una mattina che ero più vulnerabile del previsto, Amazon mi ha proposto questo libro ed io, che sono debolissima quando si tratta di resistere alle tentazioni, ho immediatamente ceduto e l’ho preso.

Il vecchio Marchese di Marsden, mezzo pazzo che parla con la moglie defunta, novello Heathcliff senza però tutto il bagaglio di fascino e cattivera di quest’ultimo, mi era piaciuto assai. Avevo anche cominciato ad affezionarmi alla sua stranezza, a quell’acutezza ormai sopita e ben nascosta sotto quintali di sofferenza per la morte dell’adoratissima moglie Linnie.

Quella che scopava sopra, sotto e di fianco al pianoforte, per intenderci.

Il Vecchiaccio, come amavo chiamarlo io, era talmente innamorato della moglie che il mondo per lui si era fermato esattamente nel momento della di lei dipartita, al punto che tutti gli orologi di casa erano stati fermati a quell’ora e guai a chi osava toccarli.
Ma se io vi dicessi che vogliono farmi credere che gli orologi si fossero fermati da soli?
E se aggiungessi che Lorraine pretende di convincermi che il Vecchiaccio non era folle ma che davvero comunicasse con lo spirito della defunta moglie?

Ma facciamo un passo indietro.

Il Giovane Vecchio incontra per la prima volta l’adorata Linnie il giorno in cui muore suo padre e da quel momento è AMMMMMORREEEEEEEEE. Lui ha 12 anni e lei 8. Lui è il Marchese e lei la figlia del fornaio. Lui sa che non potrà mai averla ma questo non gli interessa, ha 12 anni e probabilmente è immerso nel groviglio di erezioni continue.
Lui la ama, lei lo ama.
Poi crescono e lui continua ad amarla mentre lei passa da “figlia del fornaio” a “cameriera nella locanda”. E’ bella, formosa, vivace, brillante e ha voglia di farsi il Marchese, il quale però la rispetta troppo per rovinarla.
E se non è AMMMMOOOOOOOREEEE questo, cos’altro può essere?

E, in pratica, il libro è tutto così. Lui la ama, lei lo ama, lui la vuole, lei lo vuole. Non c’è nient’altro. Però funziona. Funziona a patto di essere gente come me, ossia una di quelle persone che non resistono al richiamo dell’ennesimo colpo di marketing, in questo caso un libro inutile, un racconto del quale potevamo fare tutti a meno, ma che stuzzica la morbosità dello stalker che si cela in ognuno di noi.

E’ inutile perchè tutto quello che c’era da sapere o quasi, viene spiegato nell’orrido libro che ha come protagonista il figlio, è inutile perchè si vede benissimo che è stato costruito a tavolino per spillare soldi, è inutile perchè se all’inizio ci dà porchissime soddisfazioni facendoci partecipi dell’amore meraviglioso dei due giovani, alla fine si riduce ad una serie di situazioni pseudo-paranormali che non stanno nè in cielo nè in terra.

Gli orologi si sono fermati da soli, una zingara aveva previsto che lui avrebbe avuto 4 figli, e in effetti gli vengono affidati 3 orfani da crescere, la moglie morta con cui parlare, ridere, scherzare, che non è frutto della sua immaginazione ma c’è davvero e interagisce con il mondo terreno.

Fossi stata Lorraine, invece di questo breve spillasoldi che non porta da nessuna parte, avrei approfondito la storia dei genitori degli “Sfrontati di Havisham” e mi sarei concentrata sui loro personaggi, che invece ci vengono presentati in fretta e furia ed appaiono solo dei grandissimi coglioni (con rispetto parlando).

Ma, come vi ho detto, a parte tutto, il libro funziona.
Almeno fino ai tre quarti ci viene raccontata, tutto sommato, una bella favola. Lui, se solo ci fosse stato il tempo di approfondire, è un bel personaggio, pieno di potenzialità….lei è una ragazza semplice che ha dei sogni e che sprizza vitalità da ogni poro.

Non ha certo saziato la mia fame di storie appassionanti, strappamutande e strappalacrime, ma rispetto a quanto letto ultimamente…..avercene. E’ un racconto piuttosto breve, piuttosto semplice, piuttosto puccioso….. Ma visto che siamo in zona estiva, fa caldo, siete in vacanza, cercate di sfuggire al parentado asfissiante e avete poca voglia di collegare i neuroni ve lo posso consigliare senza sentirmi troppo in colpa.

Gli Scottanti Segreti della Contessa – Eva Leigh

E qui scoperchiamo il vaso di Pandora.

Lui è Il Conte Christopher Ellingsworth, detto Kit, terzogenito malcagato di non ricordo chi, che ha guadagnato il pregiatissimo titolo di Conte distinguendosi per perspicacia e dedizione durante la guerra. Un bel titolone ma senza fondi….e i pochi che ha li sperpera al gioco nel, fino ad allora, vano tentativo di raccogliere un gruzzoletto per costruire dei giardini che gareggino in bellezza e dissolutezza con quelli di Vauxhall. Lei, Tamsyn, è una giovine signora che ha bisogno di sposarsi con un riccone per potersi riprendere l’adorata magione finita in mano ai perfidi zii e, soprattutto, per poter continuare liberamente il contrabbando sulle coste della Cornovaglia.

Un bel giorno il nostro non tanto adorato Kit scopre che per ereditare una cospicua fortuna deve sposarsi entro poco tempo e diventa improvvisamente lo scapolo più ricercato di Londra…..ma lui ha occhi solo per Tamsyn, che ha incontrato una sera ad un ballo. Hanno bisogno l’uno dell’altra e decidono di sposarsi. E, udite udite, lei non gliela da. No. Proprio per un cazzo.

NADA.

Non si scopa.

E dio bono….. già ci si annoia….già è estate, fa caldo, siamo tutti stufi del lavoro, degli amici, della famiglia, del baffo sudato, del ciclo mestruale con 40 gradi (voi, perchè io uso la coppetta ed è come non averlo) e se nemmeno mi fate sognare con sesso multiorgasmico e slinguazzate cosmiche, cosa mi resta?

La Delusione.

Cmq…si sposano e scoprono che le redini della borsa sono state lasciate alla pulzella, la quale immediatamente rifiuta al marito il finanziamento per i giardini tanto agognati e se ne scappa in Cornovaglia perchè si sente “ferita, offesa e usata”.

Ma Vai A Fare In Culo!!!!

Proprio tu che contrabbandi e che lo hai perculato nascondendo il carico di merce in casa sua pur sapendo la sua avversione per l’illegalità? Proprio tu fai la moralista? Proprio tu? Non le fanno più le eroine di una volta. No, proprio no. Ed è un gran peccato, una perdita pazzesca per il romance.

Cmq.
Finisce ovviamente con tanto amore, tanto sesso, tanti figli, tanta GIUOIA!!!!!!
Idda gli confessa che sì, fa la contrabbandiera….e allora? Era l’unico modo per salvare la sua amatissima gente lo rifarebbe mille volte per i suoi concittadini…..Tamsyn ti do un consiglio, canditati con i 5Stelle che mi diventi prima presidentessa della Repubblica nel giro di 6 mesi.

Alla fine Kit e Tamsyn finiscono per rimodernizzare la cittadina e farla diventare  la Rimini del Regno Unito con tanto di Hotels, traghetti, discoteche, prostitute, bambini scorazzanti e tutto il corollario di creme solari e vucumprà. E a nessuno interessa la povertà di sesso, sensualità e interesse che questa storia ha generato….vi basti sapere che a distanza di pochi giorni dalla lettura fatico a ricordarmi persino se lui è biondo o moro.

La Tentatrice – Mary Balogh

Diciamolo immediatamente e togliamoci il dentone dolente. A me questo libro è piaciuto assai. E quando dico Assai intendo proprio Assai. Cioè tanto, tantissimo. Mi è piaciuto Gervase, la sua sete di vendetta, il suo perpetrare il piano diabolico nonostante l’AMMMOOOOREEEEEEE e tutto il resto, e mi è piaciuta Morgan, la bella dei Bedwyn, la piccola, protetta Morgan che diventa una novella Rossella O’Hara e va ad aiutare i feriti di Waterloo in una scena che non ricorda semplicemente quella scritta nel meraviglioso “Via col Vento” ma che sfiora il plagio.

Ma lasciamo stare queste inutili considerazioni, anche perchè plagio o meno, il romanzo della Mitchell resta ad un livello talmente alto che la Balogh deve cominciare a correre ora e al giorno della sua morte sarà ancora molto lontana dalla vetta.

Morgan è in Belgio ospite di non ricordo chi, perchè vuole fare qualcosa, essere qualcosa, vedere qualcosa. E’ sveglia, intelligente, bellissima ed ha sete di capire cosa sta succedendo e di partecipare attivamente agli eventi bellici. Peccato che tutti  la trattino come una bambolina di porcellana dalla testa vuota.

Tutti tranne uno.
Quell’uno è Gervase Ashford, un affascinante trent’enne mezzo inglese e mezzo francese che ha un conto in sospeso con “Il Duca di Ghiaccio”, alias Wulfric Bedwyn, alias Bewcastle, ossia il freddo e austero fratello maggiore di Morgan.
Gervase la vede e pensa “Ma guarda quella che figa spaziale!”, poi un amico gli confida che è la sorella del tanto odiato Bewcastle e immediatamente il pensiero diventa “Ah…ecco lo strumento perfetto per la mia vendetta privata, finalmente dopo 9 anni gliela farò pagare cara”. Inizia quindi un’opera di seduzione nemmeno tanto velata che porta i due a frequentarsi.

Nel bel mezzo di tutto ciò infuria Waterloo, Morgan perde il  fratello Alleyne, diventa una crocerossina, si scopre forte e testarda e Gervase è sempre con lei, a coccolarla, confortarla e scoparla.

Sesso poco e piuttosto burrascoso….mi piace. Una roba del tipo Ti prendo e ti sbatto e a prendere l’iniziativa non è nemmeno lui….FA VO LO SO!

Poi però si torna in patria e Morgan scopre di essere stata una semplice pedina in un gioco più grande di lei che va avanti da ben 9 anni…. e per scoprire che cazzo è successo un paio di lustri prima, dobbiamo attendere gli ultimi capitoli della storia.
Ovviamente Morgan la prende male, malissimo e decide di fargliela pagare.

Finirà a tarallucci e vino, come da copione, con tanto di gravidanza superveloce, ma non alla prima botta e non proprio indesiderata. Persino io non me la sono presa…..il che la dice molto lunga su quanto sia morbida in questo periodo…. Go Morgan, go!!!!

Se escludiamo le prime pagine che ho trovato un po’ noiose, per quanto mi riguarda il resto funziona. Bene Zia Mary, Brava, Ancora.

Una Famiglia per il Duca – Megan Frampton

Credo di aver abbandonato questa cosa più o meno a pagina 30/40. E lo chiamo “cosa” con cognizione di causa. Di una banalità sconcertante. Lei è una povera donna con prole che si trova costretta a fare da segretaria ad un figo spaziale, titolato, scopabilissimo, che ci viene presentato come freddo, scostante, inavvicinabile. E fino qui è roba da sburrare litri di gioia.

Purtroppo però il tanto distante e freddo duca, si rivela essere un pasticcino che nel giro di 20 pagine ha preso la bimba sotto la sua ala protettrice e si slinguazza la madre nello studio. Non ci sarebbe nulla di male se non ci fosse un improvviso e quanto mai incomprensibile snaturamento del personaggio prima ancora di conoscerlo.

E siccome sono vecchia, stanca, polemica e anche piuttosto cagacazzo, mi sono imposta di chiudere la porta in faccia a Megan e a concentrarmi su altre letture.
Lo riprenderò in seguito, quando la mia pazienza avrà raggiunto ragguardevoli vette o quando sarò alla ricerca di scuse banali per smadonnare in continuazione.

Se qualcuna di voi ha meno pregiudizi della sottoscritta, vi prego di dirmi come si sviluppa la storia e come va a finire. Almeno mi risparmio la fatica di leggere le restanti 200 pagine.

Magia di un Amore – Lisa Kleypas

Leggi che ti rileggi che ti rileggi….per contrastare letture di merda mi compro la versione cartacea di questo libro della Kleypas. Eh beh….che dire? Nel 2014 (anno di vacche grassissime) gli davo 6,5.
Ma quanto ero stronza?

Se questo è un povero sei e mezzo metà di quello che ho letto quest’anno dovrebbe essere quantomeno inqualificabile.

Le storie sono due, una più bella dell’altra.
La prima riguarda Aline e McKenna, mentre la seconda Gideon e Livia.

Aline e Livia sono le sorelle di Marcus Westcliff, che conosceremo meglio nella serie Wallflower di cui questo libro è il prequel. Sia Aline che Livia sono due donne ferite che hanno dovuto sopravvivere ad eventi drammatici; la prima ha dovuto cacciare dalla tenuta l’unico uomo che abbia mai amato e poi affrontare le conseguenze di un grave incidente, Livia ha perso prima il suo futuro sposo e poi il bambino che aveva in grembo, scatenando la cattiveria dell’intero Ton e preferendo ritirarsi in campagna a far rimarginare le ferite.

A complicare la vita delle due donne ci pensano gli ospiti americani del fratello, il ricco, dissoluto e disperato Gideon Shaw e il determinato ed ormai ricchissimo John McKenna che ha come unico scopo della visita quello di vendicarsi di Lady Aline facendola innamorare e poi lasciandola nella più buia disperazione.

Le cose però non sono mai semplici, mai lineari e mai troppo facili.

Non voglio svelare altro ma la Kleypas perde un bel po’ di tempo per introdurci i personaggi tanto che alla fine ci sembra non solo di conoscerli ma di comprenderli da sempre, di essere più che dei semplici lettori, ma amici, confidenti, amanti.
Ho trovato davvero tenerissimi Livia e Gideon, e il modo in cui Livia con dolcezza e fermezza riesce a catturare il cuore di un uomo che non si è mai sentito accettato e che ha deciso di autodistruggersi.

E cosa posso dire di Aline e McKenna? Lei così testarda e orgogliosa, bella e fiera, disposta anche a perderlo per paura di rivelare che non è perfetta come lui immagina, tutta la disperazione di non accettarsi e di non riconoscersi, di venire a patti con una realtà che si cerca disperatamente di negare.

Bello, bello, bello.
Diverso dal resto della serie, che è più spensierato, questo libro affronta tanti tipi di sofferenza e solitudine e altrettanti tipi di amore, ma è soprattutto un libro sull’accettazione; di sè, degli altri e dell’amore, nel senso più ampio del termine.

Leggetelo.

Innamorarsi di un Lord – Mary Balogh

Della serie Bedwyn è uno di quelli che non avevo mai letto ed onestamente non è che mi sia persa chissà che cosa nell’averlo lasciato in fondo alla lista.

Alleyne sarà anche bello ma passa il 98 % del libro non ricordando un cazzo del suo passato e facendo da cavalier servente a Rachel, colei che gli ha salvato la vita. Entrambi innamoratissimi inconsapevoli vanno avanti tra alti e bassi, misunderstanding più o meno big e storie assurde di zii incompresi e di truffatori incalliti.

Per carità è più che leggibile e anche gradevole ma per quanto mi riguarda vale la pena leggerlo solo per la scena nella quale Alleyne torna  a casa e ritrova i fratelli che lo credevano morto a Waterloo.
E’ un momento estremamente toccante che vale l’intero libro.

Ammetto senza vergogna che per poco non mi è scesa una lacrimuccia.

Conclusioni sconclusionate

Attendo con ansia, perplessità e speranza le uscite di luglio, perchè al momento le soddisfazioni me le sono prese con roba vecchia di autrici di pregio e non con le tanto agognate nuove uscite.
Sarà anche colpa mia….per carità, ma mi sembra che ai libri che leggo ultimamente manchi sempre qualcosa.
L’introspezione dei personaggi, situazioni credibili o quantomeno divertenti, quell’esagerazione talmente esagerata da diventare meravigliosa e che fa gridare “BOOOOOMMMBBBAAAAA”, gli slinguazzatori seriali, il sesso, i multiorgasmi, quella carica erotica che gronda dalle pagine e che ti fa venire la fotta di leggere…..uomini che che ti piacerebbe scartare  succhiare come grosse caramelle Rossana… sì, insomma….non li fanno più i Romance Storici di una volta.

E che cazzo!!!!!

Poschina

 

Gli Sfrontati di Havisham – Lorraine Heath

Io lo so che voi siete persone normali che al massimo disprezzano un libro per 5 minuti e poi lo dimenticano con la facilità con la quale io dimentico i titoli delle canzoni reggaeton, ma io sono strana, per me un libro è un mondo, i personaggi sono reali e se mi affeziono sono cazzi perchè poi mi devi mantenere le promesse e, purtroppo, non sempre questo accade…
…..e quando non accade mi trasformo in Cheng-Li “La furia pelosa”.

Ma andiamo con ordine. La serie è composta da 3 libri e se avete intenzione di leggerli, sappiate che si tratta di una discesa negli inferi dell’irrazionale, ma non quello bello che diverte e fa sospirare, quello che fa incazzare.
Lascio a voi la scelta.

SPOILER – SPOILER – SPOILER
NEL SENSO CHE CI SONO TUTTI I COLPI DI SCENA
TUTTI
PROPRIO TUTTI

 

Lady V. è il primo libro della serie. Ho scelto la cover spagnola del libro perchè è molto più calzante di quella italiana e ci svela il perno che da il via all’intera avventura.

La Trama: Londra, 1878 – Rimasti orfani in seguito a un incidente ferroviario, il Duca di Ashebury, il Duca di Greyling e il gemello Edward sono stati condotti nell’inquietante maniero di Havisham per essere affidati al tutore designato dai loro genitori: il Marchese di Marsden. L’uomo, però, ha perduto la ragione dopo la morte dell’amata moglie, e non ha mai badato a loro. Così Ashe, divenuto adulto, teme e rifiuta l’amore, conoscendone gli effetti devastanti, e preferisce relegare i suoi rapporti con le donne ai diversi club esclusivi che frequenta. E proprio in uno di questi una sera incontra la misteriosa Lady V, che non solo è intrigante e sensuale, ma anche brillante, sagace e… vergine. Inizialmente Ashe non ha idea di chi lei sia, però è abbastanza intelligente da riconoscerla quando la incontra in società senza la maschera: si tratta della straordinaria Minerva Dodger, per cui è impossibile non perdere la testa.

Minerva Dodger è figlia di Jack Dodger e sorella del Duca di Lovingdon, amica d’infanzia della di lui consorte Grace ed è nota per essere schietta, intelligente, sagace e chi più ne ha più ne metta, ma non certo per essere la figa del paese.
Siccome è convinta che nessuno la vorrà mai in sposa, decide di mascherarsi ed andare a farsi sverginare in un club nel quale donne mascherate copulano con uomini non mascherati e pensa in questo modo di soddisfare la brama sessuale che la attanaglia.
Entra nel famigerato club e dopo un nanosecondo, quel gran figo del Duca di Asherbury la punta come il mio cane punta le marmotte e la avvicina per sedurla. Seguono una serie di inturgidimenti vergali e di inumidimenti vaginali che non portano a nulla perchè lui non se la scopa…… ha invece un’insana passione per la fotografia e vuole fotografarle le gambe.

Sia chiaro.
Potete, anzi…..dovete, ridere.

Non so come l’avrei presa, probabilmente bene ma non benissimo. Ma il punto non è nemmeno quanto sia creepy uno che vuole fotografarti le gambe per poi segarsi comodamente a casa, ma che alla prima occasione in cui la vede senza maschera la riconosca come “la tizia particolarmente brillante che non avrei mai cagato se non le avessi visto le gambe” e quindi comincia a parlarle e scopre che sì, non sarà bella….ma è tanto, tanto, tanto intelligente e se la vorrebbe fare. Certo… cummmenooooooooo!!!!!!

Finirà, come tutti i libri della Heath, con un tripudio di “SoleCuoreAmore” che io avevo ritenuto stucchevole solo perchè non avevo ancora letto gli altri libri della serie. Come sempre, il peggio deve ancora arrivare.

A posteriori, il migliore dei tre.

Il secondo libro è quello che potrebbe lasciarvi perplesse….ovviamente questo solo prima che vi imbarchiate nel terzo, perchè poi non vi perplimerà più nulla.

La Trama: Londra, 1878 – Lady Julia Kenney si trova in una situazione complicata. Sposata con Albert, Conte di Greyling, non riesce a nascondere l’attrazione che la lega al suo gemello, Edward. Inaspettatamente, durante un safari, Albert rimane vittima di un incidente, ma prima di morire chiede al fratello, una volta tornato a Londra, di vestire i suoi panni, così da non turbare Julia, che porta in grembo un bambino. In effetti, la donna nota un cambiamento nel marito, che la porta a provare per lui un sentimento più profondo. I nodi, però, prima o poi vengono al pettine e Edward deve decidersi a confessare la verità, consapevole che questo potrà costargli non solo la donna che ama, ma anche la reputazione, dato che la legge inglese vieta i matrimoni tra cognati. In questo caso, varrà la pena rischiare?

Che dire?
Le prime 80/90 pagine sono di una noia quasi mortale.
Albert ed Edward sono gemelli omozigoti, quindi identici. Albert è sposato con Julia che nel primo libro è descritta simpatica come una scopa in culo.
Dietro questo atteggiamento fastidioso si cela l’attrazione per il fratello del marito, Edward….colpevole di averle rubato un bacio tra le rose e di averle fatto arricciare le dita dei piedi dalla voglia di farsi sbattere, cosa mai successa con il legittimo consorte.

Durante un viaggio in Africa Albert schiatta e chiede ad Edward di fingersi lui per non traumatizzare la moglie incinta del primogenito (lei è poliabortiva quindi la preoccupazione ci può stare). L’idea folle viene messa in pratica e Julia si trova ad avere a che fare con Edward che si spaccia per Albert generando una serie di incomprensioni e imbarazzi e mettendo il luce la natura goduriosa e porca della nostra ex scopa in culo Julia.

E qui, vi racconto un aneddoto.
Ho lavorato per anni con due gemelli omozigoti…..che tra l’altro hanno anche lo stesso stile nel vestire e quindi, di primo acchito, sono indistinguibili; passati i primi due giorni li distinguevo immediatamente e nemmeno ci sono mai andata a letto.
Figurati se una non capisce al volo che quello che le sta di fianco non è suo marito.

Ma per dio!!!!
Ma per chi mi hai preso?
Non si può sentire.

Ed infatti quando Edward viene scoperto….[stanno copulando e lei sussurra all’orecchio che crede sordo “Voglio sentire il tuo cazzo duro dentro di me” (hai capito la scopa in culo che zoccola è in realtà?) e lui risponde a tono facendole capire inequivocabilmente che non è suo marito] viene fuori che sì, beh….in fondo lei sentiva che c’era qualcosa di diverso….tutta questa attrazione….tutto questo Pathos…..

E giù di confessioni…
“Io ti ho amata dal nostro primo bacio”
“Non parlarmene, guarda….ci penso ancora adesso”
“Bevevo e scopavo in giro per non pensarti” (questa è la scusa peggiore di sempre)
“Io ti ho cacciato di casa perchè in realtà volevo scoparti”

e via dicendo.
Però bisogna dire che funziona.
Appena il segreto viene svelato il libro prende un buon ritmo, incredibile ma vero. Tutto fila liscio, ci si diverte, si scopa, si scopa, si scopa.
L’ho già detto?

Poi c’è tutta la noiosissima parte sul dichiarare o meno il misfatto in società, un matrimonio in Svizzera e un quintale di miele e stucchevolezze varie.

Se decidete di leggerlo, sappiate che una roba del genere non sta nè in cielo nè in terra.
Amen.

Prima il dovere e poi il piacere.
Ecco a voi Cheng-Li “La Furia Pelosa”

La Trama: Inghilterra, 1882 – Portia Gadstone non può più sopportare la cattiveria del padre e decide di seguire Beaumont, il nobile di cui si è invaghita, fino a Londra. Quando scopre che l’uomo la sta solo ingannando sceglie di fuggire anche da lui, custodendo un segreto molto importante. La situazione per lei non è facile, finché non legge per caso un’inserzione che può aiutarla: il Marchese di Marsden, un anziano vedovo, cerca una donna per avere un erede dato che il suo unico figlio, il Visconte Locksley, non intende sposarsi. Portia accetta e non può certo immaginare che l’uomo con cui sarà costretta a convolare a nozze non sarà il marchese, ma l’affascinante Locksley. I due sembrano pensarla allo stesso modo: tra loro c’è solo un contratto, niente di più, tuttavia l’attrazione che li lega si fa sempre più intensa. Ma il passato di Portia viene a galla e rischia di mettere a repentaglio la loro unione a meno che Locksley non decida di…

Partiamo dal fondo.
Io ho amato appassionatamente Locksley dalla prima volta che è comparso nel libri, bambino selvaggio abituato alla solitudine. Ho amato la sua vita triste nel maniero ad inculandia, con un padre che è una versione vecchia e con meno spessore del mai dimenticato Heathcliff, con le sue idiosincrasie e la sua volontà di NON innamorarsi MAI.

Quindi ho atteso il suo libro come attendo i panini cinesi al vapore seduta al tavolo, con l’acquolina in bocca e la fotta di mangiarne una cinquantina. Per questo non perdonerò MAI a quella sciacquetta di Lorraine di aver preso questo interessantissimo personaggio e di averlo reso un coglione nel giro di poche pagine.

Sigla !!!!

Trent’anni fa, l’adorata moglie del Marchese di Marsden è spirata dando alla luce suo figlio, il piccolo ma già meraviglioso Killian. Da quel momento il Marchese è sbroccato, ha fermato tutti gli orologi del maniero, interrotto la sua vita e vagato alla ricerca dello spirito della moglie che dice di vedere e sentire durante la notte. Sì, Lorraine ha preso Cime Tempestose e lo ha saccheggiato. Posso tollerarlo.

Oggi il vecchio un po’ folle ha deciso di sposarsi e ha preso accordi con la Signorina Portia che arriverà nel pomeriggio. Il figlio si incazza, pensa che ormai il vecchio sia sbroccato completamente e decide di rendere alla futura matrigna la vita molto difficile.

Peccato che quando idda arriva, si apprenda che è, come da copione, una figa spaziale e lui invece di farla fuggire a gambe levate, le gambe vorrebbe fargliele aprire proprio lì, sulla porta di casa. E già questa attrazione morbosa e apparentemente ingiustificata mi sta sul culo come poche cose, ma posso tollerare anche questo, io non temo nulla.

Poi finisce che invece del vecchiaccio, la tizia si accaparra il figlio, quel gran manzo sempre e costantemente eccitato di Killian, che inspiegabilmente si rivela essere nei suoi confronti protettivo e dolce, che è comprensivo e tenero con il padre, che si incolpa per la morte della madre e che ha anche il cazzo grosso.
Il Cazzo Grosso.

E qui comincia il bello.
In questo libro si scopa alla grande, sempre e con risultati più che soddisfacenti. Si sopporta anche l’attitudine di Portia a tendere al Santamariagorettismo….nonostante continui a definirsi “una brutta persona”, in realtà è dolce, accomodante, ferma, simpatica, paziente con il vecchio e disponibilissima a farsi ripassare più volte da Killian durante le fredde notti inglesi.

E cosa cazzo volete che succeda? Si innamora del marito e, chiaramente, lui di lei. Ed è tutto bello, tutto fila liscio, tutto funziona al punto che persino io, nonostante fossi preda di un ciclo mestruale che mi ha resa particolarmente triste e cinica, mi sono sciolta come neve al sole….mi sono lasciata trasportare, mi sono crogiolata nei loro orgasmi….sì, insomma….hanno ammorbidito il mio cuore di pietra. Cioè vorrei farvi capire che io mi ero affezionata…e sottolineo AFFEZIONATA. Una roba che mica mi capita sempre….mica sono una pucci pucci che si sbrodola ogni volta che vede una coppia che si ama; anzi…solitamente le detesto. Ma loro no. Loro mi piacevano, lei mi piaceva…persino il vecchio marchese, con il suo amore sconfinato e puccioso per la moglie defunta mi piaceva…e Killian…beh…..lo amavo.

… poi, la strage….

La prima botta avviene quando, nonostante siano sposati solo da un paio di settimane, lei si scopre gravida. E già qui mi è partita la carogna perchè facendo due conti significherebbe che lui l’ha ingravidata al primissimo colpo e a me queste cose fanno letteralmente inacidire il sangue.

Siccome non voglio arrendermi all’idea che la cara Heath abbia piazzato a cazzo una gravidanza (lo fa già nel secondo libro e per giunta senza che sia strettamente necessario alla trama) mi concentro sul fatto che Portia nasconde un bel po’ di segreti e aspetto con ansia che vengano rivelati per poi poter urlare di gioia e vedere come Lorraine riuscirà a ricostruire il rapporto….ma presto mi accorgo di non essere preparata al tipo di segreto che verrà svelato.
Sappiamo dall’inizio che lei era in realtà una mantenuta e non una povera vedova ma ci ha anche raccontato che è stata costretta a fuggire e non dimentichiamo che per giunta ha alle spalle la disperazione di aver visto morire il figlio piccolo. Quindi proviamo per lei affetto e comprensione massima. 

Per ora.

I due giovini sposi decidono di andare a Londra per presentarla in società e 5 minuti dopo l’arrivo ad un ballo un amico di Killian gli dice più o meno “Ah, ciao….ho saputo che sei sposato con quella vacca della mia ex amante, le ho insegnato tutto io perchè era una vergine del cazzo quando l’ho incontrata. Tra l’altro, congratulazioni per il pargolo in arrivo, mi fa molto piacere che MIO figlio un domani possa ereditare il tuo titolo”.

Bello vero?
Ora, non mi aspettavo certo che la menasse fino a farla morire male, ma che almeno facesse qualcosa di più che agire come un cane bastonato chiedendole “Perchè?…..Perchè?” e senza nemmeno darle della Gran Puttana.

Locksley decide di riportarla nella landa desolata per fingere che il figlio sia suo (perchè va bene tutto ma passare per un pirla cornuto NO) ma lei fugge e si rifugia dall’amica confidente dove confessa il suo amore spassionato per Killian….ma ovviamente la creatura che porta in grembo viene prima di tutto quindi va bene metterlo nel culo a chiunque incontri sulla sua strada perchè l’importante è che qualcuno la protegga.

MAVAFFANCULO!!!!!!

Ora…non che sia d’accordo nell’usare espedienti comodissimi per uscire da una situazione difficile, ma in questo caso, una febbre improvvisa, una caduta da cavallo, un tentato rapimento con conseguente perdita del bambino, sarebbe stato gradito.

Invece no.
Lorraine ci vuole far credere che Killian sia così fottutamente innamorato da passare sopra al fatto che lei abbia cercato di appioppargli un figlio non suo, che se sarà maschio erediterà il titolo e che la cosa non creerà una crepa destinata ad ingrandirsi e a far crollare il loro rapporto. Ma cazzo….ma è impossibile. Ma poi la menzogna del figlio morto….ma cristo non hai un minimo di decenza? Portia sei una bestia sotto tutti i punti di vista.

Anche sorvolando su tutto il discorso nobiliare (NESSUNO si prenderebbe come erede il figlio di un altro quando ne può generare uno da solo), nemmeno un popolano si accollerebbe il figlio dell’ex amante della propria donna che lo ha ingannato sin dall’inizio facendogli credere che fosse il frutto dei suoi lombi. NESSUNO.

Il mio compagno, una volta spiegatagli la situazione, ha sentenziato “Io ti avrei ammazzata”.

Altro che “SOLECUOREAMORE”.

Poi certo….lei partorisce una cazzo di femmina perchè ha anche culo…..e lui diobono è sempre più stucchevolmente innamorato di questa stronza. Ma come cazzo fai!!!! Come cazzo fai!!!! Se non l’avessi scoperta ti avrebbe mentito a VITA!

AH….. non dimentichiamoci che il vecchio (che non è per niente pazzo e che grazie a lei ricomincia a vivere…..Mavaffanculo2lavendetta) aveva già intuito tutto perchè è moooooolto più sveglio del figlio e non gliene frega un cazzo…. ma sì…..cosa ce ne frega…tanto c’è l’AMMMMOOOOOOREEEEE!!!!!!

Questa stronza ha cercato di far passare suo figlio per tuo figlio….vabbè….che vuoi che sia!!! Ma sì dai….fatevi una bella scopata che passa tutto. Ti ha raccontato la palla del figlio morto solo per commuoverti, anche se non ce n’era alcun bisogno …. ma fa niente….

Ma dove?
E soprattutto, cara Lorraine…. tu pensi davvero che io mi faccia prendere per il culo così, senza che questa mancanza di rispetto per la mia intelligenza abbia conseguenze future? Tu pensi davvero che acquisterò i tuoi nuovi libri?
Ovvio che sì, perchè a me, farmi male, piace.

Voi non avete idea di come ci sia rimasta male. Locksley che era un signor personaggio con potenzialità enormi, ridotto ad un morto di figa che pur di avere di fianco Portia è disposto a passare sopra a tutto. Che potrebbe anche starci ma non così, non nel giro di due giorni. Non è credibile e mi sta proprio sul culo. Fai almeno passare qualche mese, fallo ragionare, fai morire lei…non lo so….fai qualcosa di sensato.

Nono. l’ho odiato proprio questo finale.
Fa davvero schifo.
E mi sento tradita….perchè sono un tipo indulgente…ho letto di tutto e ho anche cercato di non fare quella che pretendeva la veridicità storica a tutti i costi, ma qui è stato passato il limite.
Ed io non ci sto.
Non ci voglio stare.

Lorraine, sei indifendibile.
Avresti potuto gestirla in mille modi ed hai scelto quello peggiore probabilmente convinta che le tue lettrici si sarebbero commosse di come Locksley si sia trasformato da uomo che non voleva amare a uomo che fa di  tutto per non perdere la persona amata.
E invece hai toppato, hai toppato alla grande.
Più che un uomo encomiabile a me è sembrato un gran coglione.
Ed io non voglio certo leggere le gesta dell’ennesimo pirla perchè mi bastano quelli che sono costretta a frequentare nella vita reale.

Per quanto mi riguarda è il peggior libro che abbia mai letto.
Come direbbe la Maionchi: “Per me è no!”

In poche parole

Da sventrapassere senza cuore a morto di figa azzerbinato.
E no Lorraine, così non va.

Poschina

p.s. A posteriori mi sento di consigliarvi solo il primo, che non è un capolavoro strappamutande ma si lascia leggere e si fa apprezzare…il secondo è già piuttosto inverosimile per i miei gusti ma passate le prime 80/90 pagine fila via liscio. Il terzo lo possiamo bruciare tutti insieme durante un sabba, così almeno forse mi passa l’incazzatura cosmica.

Duca dei miei Piaceri – Elizabeth Hoyt

Siamo giunti all’undicesimo libro della serie Maiden Lane della nostra fantasiosissima cugina Lizzie; una serie altalenante che spesso mi ha lasciata con l’amaro in bocca salvo poi ricattarsi con il libro successivo.
Avevo aspettative altissime per questo romanzo perchè l’attenzione è concentrata su Alf, l’informatore di St. Giles che in realtà è una ragazza sotto mentite spoglie, e sul Duca di Kyle, figlio bastardo del Re, integerrimo e apparentemente glaciale.
A fine lettura posso solo affermare che Lizzie ha vinto tutto.
Ora vi spiego anche perchè.

La Trama: Londra, 1742. Abbandonata in tenera età dalla madre, Alf è stata costretta a fingersi un ragazzo per poter sopravvivere nel quartiere più depravato della città e ha iniziato la carriera di informatrice al servizio dei nobili. Quando calano le tenebre, però, protegge gli indifesi da ladri e malfattori, vestendo i panni del Fantasma di St Giles! Accade così che una notte intervenga in aiuto del duca di Kyle, salvandolo dai criminali che l’hanno aggredito, ma il duca si accorge che sotto i panni del Fantasma si cela una donna dal fascino irresistibile…

Ed ora la parola alla giurata – superspoiler

C’è Romance e Romance.
C’è il Romance storico puro, il Regency, quello arguto, quello per bacchettone, quello per porcone, quello per sognatrici e poi c’è “Duca dei miei peccati” che rientra nella categoria da me adorata del “FantasyEroticRomance” ossia un mix atroce di erotismo spiccio, romanticherie sparse e soprattutto voli pindarici di pura ed estrema fantasia. In questo caso c’è anche una buona dose di avventura che risolleva un po’ dal piattume generale.

Ma vorrei partire spiegandovi perchè cugina Lizzie ha vinto tutto. E lo annuncio in grande stile……

BBBBBBBBBBOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOMMMMMBBBBBBBAAAAAAAA!!!

E come voi sapete, BOMBA non lo urlo spesso e quando lo faccio è perchè abbiamo raggiunto davvero dei picchi inimmaginabili di fantasia spinta, in questo caso è talmente estremo il livello Fantasy da essere quasi fastidioso. Quasi.

Un Pompino.
No, non il classico pompino con ingoio in camera da letto come nel 99% degli ultimi romance letti, ma un pompino in piedi, nell’angolo buio di un giardino, mentre si fugge da due nobili assassini. Sì, avete capito bene. Alf e Kyle stanno fuggendo dai Signori del Caos, sono intrappolati in giardino e a lei viene in mente che l’unico modo per non farsi scoprire non è fingersi una coppia appartata baciandosi appassionatamente, oppure fingere di copulare in un angolo ma spompinare.
SI’.
A lei viene in mente di fargli un Signor Pompino.
E vi faccio notare che:
1 – è in assoluto il primo pompino della sua vita
2 – lui, molto galantemente, le viene in bocca
3 – lei NON ingoia ma sputa tutto nel fazzoletto che lui, Signore fino in fondo, le porge a zebedei svuotati.

E qui, care le mie donne, non possiamo fare altro che arrenderci e cominciare a scavare, non solo perchè siamo ormai sprofondati nell’abisso dell’assurdo fino a toccare il fondo melmoso, ma soprattutto perchè il pompino in tutte le sue fantasiose forme è ormai diventato la scappatoia delle scappatoie quando non si sa più cosa dire.

Ma.
Tutta questa mediocrità stilistica, tutto questo inutile accanimento con combattimenti rocamboleschi, ferimenti, fughe e pompini salvavita rendono il tutto talmente assurdo, talmente oltre, talmente fastidiosamente esagerato da divenire a tutti gli effetti un piccolo capolavoro del genere “FantasyEroticRomance” che spodesta dal trono la masturbazione di Lady Pippa nello studio di Cross, fino a ieri massima espressione del genere.

Il libro, nella prima metà non è per niente male.
Alf mi piace molto e la sua sad story nasconde misteri che pare vengano svelati nel prossimo libro (già in mio possesso, comprato compulsivamente stamattina, in inglese “Duke of Desire”), è un bel personaggio, abbastanza sfaccettato nonostante alla fine sembri quasi un essere mitologico visto che riesce sempre a fare tutto benissimo.
Kyle è interessante, attratto da Alf e dallo spettro di St. Giles, che scopre essere una donna; traumatizzato dall’esperienza matrimoniale (la moglie viene descritta come una specie di troione assetato di sesso con la quale a parte i piaceri coniugali non condivideva altro) fatica a lasciarsi andare, deve recuperare il rapporto con i figli, uno dei quali manco è suo, e da quanto è buono, bravo e giusto poco ci manca che aspiri alla santità. Ma nonostante i personaggi non siano il non plus ultra, le cose sembrano funzionare e gli scambi di opinione tra i due sono divertenti.

I problemi giungono dopo la metà del libro, quando il tutto un po’ si appiattisce e per quanto mi riguarda ci si riduce ad un “mi ami? ma quanto? come? perchè?” e ad una serie di combattimenti che risultano oltre che poco realistici anche piuttosto sbrigativi.

però……
finalmente compare il nuovo Duca di Dyemore, figlio dell’ex capo dei Signori del Caos, è un uomo di cui si sa pochissimo e sul quale ci sono più leggende che fatti; è sfregiato, ombroso, affascinante e sibillino. In pratica mi sono sciolta come neve al sole nelle due scene di numero nelle quali compare. E….alla fine del libro….si intuisce che è più coinvolto di quanto sembri in tutta la storia.

A conti fatti questo libro non è né meglio né peggio di tanti altri della serie, bisogna solo approcciarsi nel modo corretto, ossia essere consci che si sta leggendo qualcosa di assolutamente irrealistico, esagerato, fantasioso. Qualcosa che ha davvero poco a che fare con la veridicità storica e che anzi, spinge su situazioni al limite del credibile. Per quanto mi riguarda il libro funziona solo se vissuto come un puro e semplice intrattenimento. Senza chiedergli nulla di più.

Certo, ci sarebbe tutto il discorso sulla femminilità, sull’essere donna, sullo scoprirsi donna e accettarsi come tale che è presente nel libro ma purtroppo solo sfiorato marginalmente, e il tasto viene battuto anche da Iris, la quale si rifiuta di sposare Kyle perchè vuole un matrimonio passionale e non solo essere una padrona di casa-oggetto; ma è sempre e solo un argomento buttato lì senza essere sviluppato a dovere, e questo è un peccato.

Se avete letto il resto della serie, leggerlo non vi farà certo male, ma se dovessi scegliere che libri consigliarvi della Hoyt, questo non sarebbe di certo tra i primi.

In poche parole

Lei è una donna che si finge uomo che si finge spettro che si finge dama.
Lui è integerrimo, serio e traumatizzato.
Finirà a badilate di zucchero e miele.

Poschina

Un Libertino da Domare – Nicole Jordan

C’è sempre un momento determinante nella vita di ognuno di noi.
Per quanto mi riguarda lo spartiacque della scorsa settimana è stato seguire l’impulsività e acquistare un libro del quale non sapevo nulla, di un’autrice della quale non sapevo nulla e convincermi con tutte le forze che la trama era intrigante e quindi anche il libro lo sarebbe stato.
Grave errore.
Ho abbassato la guardia ed ora ne pago le conseguenze.
Amarissime.

La Trama: Inghilterra, 1817 – Venetia Stratham ha una missione: salvare sua sorella dalle attenzioni inappropriate di Quinn Wilde, Conte di Traherne e noto libertino. Caduta in disgrazia agli occhi della famiglia e del ton dopo avere abbandonato all’altare il fidanzato, che si era presentato in chiesa con i chiari segni di una notte di bagordi insieme a un’altra donna, Venetia è disposta a tutto pur di evitare a Ophelia una sorte simile alla sua. Anche a recarsi mascherata in un bordello per ottenere prove del comportamento licenzioso di Quinn. Peccato che si ritrovi invece coinvolta in un attentato alla vita del conte e, a causa di un terribile malinteso, subito dopo intrappolata in un matrimonio di facciata proprio con l’arrogante, sensuale e irresistibile Quinn. Così, ora ha una nuova missione: domare l’indomabile marito.

Ed ora la parola alla giurata – spoiler un po’ ovunque

Da dove comincio?
Dalla noia delle prime pagine o dalla noia di quelle dopo?
Oppure dalla noia dei personaggi?
O forse sarebbe meglio focalizzarsi su Venetia, ribattezzata dopo una decina di pagine “La Figa di Legno” e successivamente, passatemi il francesismo, “Il Palo in Culo”?
Ma no, dai…..parliamo del libertino bellissimo, sexyssimo, e qualsiasi altra cosa vogliate ….issima che dovrebbe essere l’uomo che non deve chiedere MAI ed invece dopo 3 minuti è Sentimentalmente Genuflesso* ai piedi della reticente pulzella? E che poi scopriamo essere genuflesso da tempo immemorabile?

Ma bando alle ciance e concretizziamo.
In un bordello si scontrano e si incontrano Venetia e Quinn. Lei vuole convincerlo a non sedurre la dolce, svampita e rimbambita sorellina, lui in realtà è libertino cinico di fama e buono come una palletta Lindt dentro perchè si sta interessando alla piccola Ophelia per rimediare ad una specie di torto fatto due anni prima a Venetia. E già qui mi parte il tedio.
Se poi aggiungiamo che si capisce immediatamente che lui la brama e che lei lo brama, capirete quanto poco sorprendente siano il bacio che si scambiano, e anche la ciucciata di capezzoli perchè tutto è già stato fatto intuire, peggio….tutto è stato detto dai protagonisti che non fanno altro che segarsi mentalmente sul tema “mi piace ma quanto mi piace ma non voglio farglielo sapere”. Qui mancano le basi che muovono il romance, manca il dubbio, manca il pathos, mancano sale e pepe e ci resta un minestrone sciapo e cotto male.

Ma non preoccupatevi, può peggiorare.
Ed infatti qualcuno cerca di uccidere Quinn ma purtroppo non schiatta perchè lei lo soccorre, poi cercano di ucciderlo di nuovo un paio di volte e non so come i due idioti si trovano fidanzati e sposati nel giro di mezza pagina, fastidiosamente convinti che sia un matrimonio solo di facciata, senza sesso, senza amore, senza, punto e basta.
Ma certooooooooooooo!!!!! Ed io sono nata ieri….
Mavaffanculova!!!!!!!

Due pagine dopo lui la fa orgasmare prima con le dita e poi con la lingua e poco ci manca che raggiunga lo scopo anche con lo sguardo, allora lei pensa di poter ricambiare facendogli una sega, sì….avete capito bene, glielo prende letteralmente in mano ma Riccardo Cuor di Leone si nega, perchè a lui così non piace, lui la vuole coinvolta, vogliosa e sbavosa. Si tiene la sua granitica erezione (in realtà è sempre, perennemente in tiro, perche lei si fa smarmellare, slinguare, sditalinare e sgodazzare ma non sia mai che smolli lo scrigno segreto…dio quanto la odio!) e continua a recitare il ruolo di marito poco coinvolto sentimentalmente.

Come direbbe Califano “Tutto il resto è noia….no, non ho detto gioia, ma NOIA, NOIA, NOIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA”
E sono solo a metà libro.


Ebbene sì, l’ho finito.
E mentre chiudevo, finalmente, il mattone, questo è quello che ho sentito esplodere in ogni molecola del mio corpo.

Vi riassumo in poche parole quello che succede da metà libro in poi: due palle.

Succede di tutto ma in pratica non succede niente. Ovvio che i due si scoprano innamorati, un po’ meno ovvi sono il rapimento di Venetia e la sua insostenibile insicurezza mista a pucciosità mista a gattamnortismo e santamariagorettismo che l’hanno fatta diventare, a tutti gli effetti, in personaggio femminile più detestato di questo 2018. E non era così semplice, perchè conosco donne che eviscererei volentieri [come potete notare in questo periodo sprizzo bontà da ogni poro].

Il problema di questa donna è che vogliono presentarcela come una  donna con i controcoglioni quando in pratica è la classica donnina media che frigna ogni due per tre, perennemente alla ricerca di approvazione e sempre in odore di santità. Ok, forse sto esagerando un po’, ma mi sta pesantemente sulle palle e non riesco a trovarle dei lati positivi.

Non aiuta la scena, che dovrebbe essere il perno della seconda parte del libro, della seduzione in camera da letto. In pratica lei si scopre innamorata di Quinn (ma dai? non ce ne eravamo mica accorti) e decide di farlo innamorare pensando bene che l’unico modo sia sedurlo in camera da letto. E come fa? chiederete voi donne moderne che cercate da anni di asservire il vostro uomo.
Ve lo dico io.
Cerca goffamente e fastidiosamente di comandarlo, usando male il gioco del concedersi e negarsi e risultando esclusivamente fastidiosa e molesta, antipatica e anche mezza cogliona e lui glielo permette diventando ai miei occhi sessualmente intrigante come un pezzo di sedano dimenticato per mesi in frigorifero. Ah, già che ci siamo lei gli fa un pessimo pompino che cmq lui apprezza tantissimo perchè l’inesperienza lo eccita da morire. Bah.

Seguono il famoso rapimento, le confessioni di amore reciproco e tantissimo sesso.

Che dire?
Io l’ho odiato.
La colpa più grande di un libro non è la bruttezza della storia e nemmeno una brutta scrittura, il peccato mortale è la noia. Un libro noioso, prevedibile, non necessario. Un libro che non lascia nulla se non l’amaro in bocca per una storia che avrebbe potuto essere gestita meglio.

Sarà colpa del mio umore, della mia crescente sfiducia nel genere umano, della mia avversione per la donna piagnina…..non so.
So solo che ho fatto una fatica boia a finirlo e non lo consiglierei nemmeno a chi mi sta particolarmente sul cazzo.

In poche parole

E’ il quarto libro della serie “Amori da Leggenda” ma di leggendario c’è solo il mio accanimento nel finirlo.

Poschina

*Si ringrazia la straordinaria Franca Leosini per questa meravigliosa locuzione.

Il Quadro di Lily – Sarah MacLean

Secondo libro della miniserie Scandal & Scoundrel, mi è piaciuto più del primo che ancora oggi non so bene perchè mi sia piaciuto e che ora rileggerò per cercare di uscire dal circolo vizioso del “mi piace ma non so perchè mi piace” in cui sono finita mio malgrado.
E’ uno di quei libri che mi fanno urlare a squarciagola “OSANNA” e ballare manco partecipassi ad un sabba orgiastico, con la piccola ma sostanziale differenza di trovarsi in piena Piazza Duse completamente imbacuccata, colbacco compreso, sotto una nevicata spettacolare che non potrò godermi appieno perchè come sempre sto correndo in office.
E’ uno di quei libri che mi fanno ringraziare pubblicamente la nostra Sarah, una donna capace di scendere nei sordidi dettagli del sesso senza vergogna alcuna, ci ricordiamo la favolosa scena della masturbazione a un millimetro dalla faccia di Cross, una delle scene più fighe della storia del Fantasy/Romance e che io non finirò mai di apprezzare ogni volta che la leggo un filino di più.

La Trama: Londra, 1834 – A causa del suo passato e delle sue origini scozzesi il Duca di Warnick detesta tutto ciò che è inglese, soprattutto l’aristocrazia. Per questo, nonostante abbia ereditato uno dei più antichi ducati d’Inghilterra, non vuole averci nulla a che fare. A maggior ragione dopo aver appreso che allo sgradito titolo si accompagna anche il ruolo di tutore di una donna troppo indipendente e bella perché lui possa occuparsene. Si reca quindi a Londra con un unico obiettivo: trovarle un marito e farla così diventare il problema di qualcun altro. Sarebbe un piano perfetto, se solo Miss Lillian Hargrove non si trovasse in un grosso guaio e non avesse davvero bisogno del suo aiuto. Costretto a starle accanto per salvarla da un terribile scandalo legato a un quadro, Warnick finirà per scoprire che, dopotutto, in Inghilterra c’è qualcosa che gli piace… anche troppo!

Ed ora la parola alla giurata con ovvi spoiler perchè davvero non riesco a non sviscerare quanto valga la pena di leggere questa sbobba.

Eccoci qui. Non so nemmeno da dove cominciare ma ci provo.
Abbiamo già conosciuto Alec nel libro precedente, amico d’infanzia dell’allora protagonista Marchese di Eversley, grande, grosso, bruno e sozzese, tanto che il libro in lingua originale si intitola “A Scot in the Dark” ossia uno scozzese nel buio, con tutti i doppi o tripli sensi che volete affibbiargli.

Oggi è il protagonista indiscusso di questo libro, lui e il suo cazzo.
No, non è una mia visione porca della situazione, tutto o quasi ruota intorno alle sue dimensioni, non del cazzo, del Duca.
Cmq.
E’ alto, con una stazza da giocatore di rugby di vasta esperienza, moro, con degli splendidi occhi scuri (ma screziati di brandy), rozzo quel tanto da piacere moltissimo alle donne e con una Sad Story da manuale perchè tutti i suoi problemi si possono ricondurre a quella grandissima vacca di sua madre che lo ha sempre fatto sentire inadeguato.

Oltretutto era pure povero in canna perchè è sì Duca ma per puro culo, era infatti il diciassettesimo in linea di successione e quindi all’epoca, quando era un pischello, per mantenersi agli studi faceva pulizie e roba simile e i suoi compagni di college, tutti insopportabilissimi figli di papà di sangue blu, lo denigravano e picchiavano. Poi lui è diventato grande e grosso ed hanno smesso di picchiarlo per ripiegare sull’ignorarlo e contemporaneamente le componenti femminili delle famiglie altolocate se lo sono preso come gigolò (la prima della serie è stata Peg, grande amore di Alec ma soprattutto grandissima stronza); da qui deriva il suo soprannome “La Bestia Scozzese” che si riferisce sia a lui in quanto rozzo e sanguigno che al suo enorme cazzone granitico.

E, prima che iniziate a sospettare che siano tutte mie supposizioni, vi faccio notare che a pagina 131 Sesily, parlando con Lily le chiede: “E’ vero quello che dicono? Ha realmente una stupefacente potenza sessuale?”. Ebbene Sì!

Ma.
Ma non immaginatevi un tizio tutto sicumera e cazzi sbattuti in vagine vogliose perchè lui soffre come un cane la sua stazza e invece di donare il tarello a chiunque lo desideri, si trincera dietro una coltre di ansia da accettazione  e teme di essere apprezzato dal gentil sesso solo per il suo girello di manzo e non per il suo io interiore. In breve ha tutto quello che gli altri uomini vorrebbero ma nonostante ciò è infelice come se fosse un microdotato senza arte nè parte. Morale? Anche i superdotati piangono.

Ah, dimenticavo. Non odia gli inglesi solo perchè quegli stronzi dei compagni di college (inglesi) lo umiliavano in ogni modo ed in ogni dove, e nemmeno perchè le donne inglesi lo utilizzavano come un didlo a temperatura perfetta, ma soprattutto perchè la mamma [lei, la colpevole per eccellenza] era inglese e non faceva altro che dirgli che lui era troppo grosso, troppo rozzo e troppo tutto per essere considerato accettabile dall’alta società.

Ma passiamo a lei, Lillian Hargrove. Bella, bellissima. Rossa con occhi grigi, magra ma con due tette da urlo, pelle chiara, soffice, implume.
E sola.
Solissima.
Orfana in tenera età viene affidata al Duca di Warnick, il quale però dopo poco muore e così, di morte in morte, di eredità in eredità viene dimenticata da tutto e da tutti, troppo povera per far parte della High Society, troppo borghese per far parte della servitù. Sola a dormire nel sottoscala di una delle 2000 magioni dell’odierno duca, fino al giorno in cui viene notata da Derek, squattrinato attore/pittore molto affascinante, il quale la seduce, la ritrae, le promette il matrimonio e poi la pianta davanti a mezza Londra dopo aver annunciato che il suo nudo verrà esposto alla Royal Academy. Sputtanata davanti al Ton e massacrata dalla stampa scandalistica. In pratica di nuovo sola. E pure senza la verginità, in pratica la morte sociale.

Ed è qui che entra in scena il nostro adoratissimo Alec, lui che appena la vede la ama appassionatamente ma che non si ritiene abbastanza, convinto di lordarla con la sua sola presenza; sulla carta, un uomo insostenibile, insicuro, con un arretrato di vuoti materni da riempirci un libro ma in pratica un uomo meravigliosamente Alpha senza essere prevaricatore, dolce, protettivo, brubero e irascibile e con il cazzo grosso, che non guasta mai. Lei ovviamente è immediatamente attratta da quell’enorme quarto di manzo che le piomba in casa, ma è arrabbiata, sola, disperata e non sa bene come potrà sopravvivere allo scandalo se non fuggendo nel continente.

Da qui in poi ci sono scontri di personalità sempre azzeccati, un’attrazione che cresce di pagina in pagina, una forza di volontà pazzesca da parte di Alec nel controllare i suoi travolgenti impulsi sessuali e un costante grido di aiuto da parte di Lily che finisce sempre con l’essere abbandonata da tutti quelli che ama.

Poi vabbè, il solito benedetto corollario di scene di sesso spinto in carrozza, con dita che si infilano in pertugi roventi e che poi vengono succhiate con voluttà. Ma che  ve lo dico a fare…..è la MacLean per fortuna. Una a cui piace parlare di cazzi e vagine, di capezzoli ciliegiosi e via dicendo.

God Bless Her.

Scorrono senza intoppi le 381 pagine, scorrono tra orgasmi, letti distrutti (questa è l’unica esagerazione fastidiosa. Le altre esagerazioni ci stanno alla grande), promesse non mantenute, recriminazioni, solitudini e incapacità di accettarsi. Scorrono e si divorano, diventano persino simpatiche le sorelle Talbot, Sesily è un personaggio bellissimo che spero vivamente venga sviluppato in futuro, le altre possiamo anche dimenticarle senza alcun senso di colpa.

E’ con grande gioia che accolgo il cameo di Georgina e West, che sono sempre favolosi e pucciosi.

Ora non voglio svelarvi tutti gli intrecci che la fantasiosissima Sarah ci propone ma vi dico che ci sono anche due cani adorabili, un abito orrendo, una paio di fughe nella notte, attrazione sessuale repressa che gronda come miele dalle pagine, sborrate megagalattiche in vagina senza alcuna GI a seguire, e un finale pucciosissimo che ho accettato senza recriminazioni perchè mi sono goduta come un riccio le 375 pagine precedenti.

Ma ora un dubbio cosmico.
Com’è che queste pulzelle inesperte alla fin della fiera fanno sempre un primo pompino che rimarrà ricordato dai partner come “Il Pompino della Vita?”. Come fanno? Nascono con una naturale propensione allo spompinaggio? Parliamone. Apriamo una seria discussione sul tema.

Ammettiamo pure che la cara Sarah abbia avuto gioco facile con la sottoscritta perchè a me l’uomo modello rugbista che ti prende, ti ciuccia [lui la lecca come nessun altro] e ti rivolta come piace a lui con le sue manone, le sue coscione tornite e il suo culo di marmo eccita a prescindere, se poi gli affibbi anche una sad story, la sensibilità, il tatto e il pene gloriosamente massello, allora mi avrai tua schiava tutta la vita. Ma onestamente è un libro che merita a prescindere, ne facessero a decinaia di libri di questo genere, non patetici, non stupidi, mai noiosi…..

Sì, insomma. Leggetelo. Leggetelo subito e mettetevi in coda, perchè Alec lo voglio testare per prima.

In poche parole

“In altre parole, le vene, i piedi, le mani, tutti gli organi dovrebbero essere ingranditi…..
….Allora avrebbe un enorme Schwanzstück! ”

Poschina

La Leggenda di Lyon Redmond – Julie Anne Long

Ebbene sì. Finalmente ci siamo.
Dopo 10 libri, infiniti indizi e tanti dubbi, siamo alla resa dei conti e ci addentriamo nella torbida e inspiegabile relazione/non relazione tra Lyon Redmond, il Gran Visir di tutti i fighi che voltano le spalle alla ricca famiglia per emanciparsi e Olivia Eversea, una tizia che vive nel santamariagorettismo più sfrenato e che non si capisce bene se ci è o ci fa.

La Trama: Per Lyon Redmond è sempre esistita una sola “lei”: Olivia Eversea. Un amore nato in una sala da ballo, quando gli sguardi dei due discendenti delle famiglie più potenti d’Inghilterra si erano incrociati, prima che Lyon sparisse misteriosamente nel nulla. Ora, a distanza di anni, Olivia ha accettato la proposta di matrimonio di un visconte. Ma quando la notizia giunge alle orecchie di Lyon, tutt’altro che scomparso dal mondo dei vivi, lui capisce che è arrivato il momento di abbandonare la sua pericolosa esistenza per tornare a riprendersi quel cuore che da sempre gli appartiene…

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler su spoiler che si incastrano in altri spoiler

Negli anni abbiamo conosciuto la storia/non storia di Lyon e Olivia conto terzi, nei 10 libri precedenti ci sono stati dati degli indizi, sono state fatte rivelazioni più o meno importanti e ci siamo fatti un’idea di quanto è sucesso. Il tutto con ovvie perplessità perchè se all’inizio pareva che Lyon avesse piantato Olivia (La Santa) senza ragione alcuna e spezzandole il cuore, con le ultime news apprese direttamente dal fuggitivo scopriamo che la realtà è ben lontana…ed infatti la perfida Olivia avrebbe rimbalzato il bel Lyon gettandolo nello sconforto e inducendolo a partire per mare, pur di dimostrarle che lui “Vale qualcosa”.

Primo: Olivia, Sei Una Stronza

Secondo: Spiegatemi perchè dopo essere stato rifiutato malamente e umiliato e svergognato e irriso e potrei andare avanti ore, invece di pensare “ma va questa vacca che mi tratta come una merda mentre io sono disposto a sacrificare tutto per lei, potesse crepare tra atroci dolori”, decide di dimostrarle che lui è The Best Man Ever e diventa il più grande sgominatore del traffico degli schiavi solo per dimostrarle che è degno del suo Ammmoooooooreeeee. Perchè? Perchè? Avresti dovuto venire da me Lyon, io ti avrei accettato per quello che eri, povero ma infoiato e superdotato.

cmq.

Questo è quanto accade nei precedenti libri mentre “La Leggenda di Lyon Redmond” si apre con l’annuncio delle imminenti nozze de La Santa con lo sfigato di turno, il ripiego dei ripieghi: un visconte del quale non ricordo nemmeno il nome che però la ama di quell’amore puro e patetico che gli ha impedito di metterle anche solo un dito addosso, Lyon lo viene a sapere, si incazza come una biscia svizzera e decide che è arrivato il momento di agire perchè se è vero che lui ha dato la preziosa miniatura di Olivia a Violet perchè gliela restituisse, è anche vero che questo non significa che l’abbia dimenticata. E Olivia? Avrà dimenticato il tanto amato Lyon?

Ovviamente no, perchè non si può dimenticare l’amore della propria vita, l’uomo con il quale ti strusciavi nelle radure e con il quale avevi orgasmi incredibili grazie allo sfregamento del suo pene coperto dai pantaloni sulla tua vulva coperta da 18 strati di vestiti….e se riuscivi a raggiungere l’orgasmo così, figuriamoci quando sarete nudi.
Olivia lo sa e per sopravvivere alla consapevolezza di aver respinto questo ben di dio, si è trincerata dietro ad una maschera di compostezza e premorte.

Siccome Lyon è un uomo d’azione decide di rapirla, portarla sulla sua nave (la Olivia tanto per ribadire che lui non ha voltato pagina) e trascinarla a Cadice dove ha una delle sue 100milionidimila proprietà, una splendida casa bianca con tanti vetri, tanta luce, le bouganville e un albero di arance che è esattamente la copia della casa che lui ha sempre sognato e che le descriveva durante le loro fughe d’amore a Pennyroyal Green. E se non bastasse c’è anche una caletta con tanto di mare azzurro cielo, una insenatura con cascata e laghetto naturale. In pratica il paradiso terrestre.

Olivia dal canto suo è combattuta tra il sentirsi finalmente di nuovo viva e in grado di provare sentimenti e l’incazzatura per essere stata abbandonata e per aver perso un sacco di tempo avvizzendo in un angolo invece di scopare in ogni luogo e in ogni dove con il suo adoratissimo e sapientissimo Lyon.

Ne consegue un gioco delle parti del quale, modestamente, io sono La Regina, che ha le sue fondamenta nel cercare di ferire l’altro a suon di dichiarazioni crudeli riuscendo contemporaneamente a ferire se stessi molto più profondamente del proprio avversario. E guardate che non è facile, perchè non si tratta del litigio semplice, ma del rivangamento di sentimenti e avvenimenti occorsi talmente tanto tempo addietro da essersi riempiti di incarognimenti vari fino al punto di essere un concentrato di acredine e amarezza pronto ad esplodere ferendo chiunque si trovi sotto il chilometro di distanza. Un’arte che si impara con il tempo e che va coltivata quotidianamente per poter eccellere.

E fin qui, il libro funziona, non fa una piega, ci sviscera finalmente come sono davvero andate le cose e ci mostra un lato della situazione sul quale prima nessuno si era soffermato. All’epoca del famoso abbandono, Lyon aveva 20 anni e Olivia qualcuno di meno, quindi non c’è nulla di strano che lei fosse riluttante a mollare tutto e fuggire via senza che ci fossero i presupposti per mantenersi dignitosamente, ma resta l’amarezza per il fatto che Idda non abbia avuto fiducia nel suo Grande Ammmmooooooore Lyon, ferendo inesorabilmente il suo orgoglio.

Quindi tutto bene, tutto bello, hype a mille……

…. poi il baratro.

Dalla scena di sesso sotto le cascate, passando per quella nel laghetto, quella sul divano, quella a letto [e potrei andare avanti ore] il libro scivola inesorabilmente in una spirale di “sole-cuore-amore” al limite del sopportabile. Tantissimi orgasmi, membri turgidi e nuove consapevolezze che ci possono anche stare, ma senza quella spinta erotica che io pretendo da una coppia che mi ha fatto sciroppare 10 libri per arrivare alla tanto liberatoria scopata. E invece questi scopano come una coppia che scopa da sempre, che poi era esattamente l’intento della scrittrice perchè ci viene pure detto, ma per quanto mi riguarda funziona ben poco a livello letterario. Tutta questa aspettativa e poi?

Tanto sesso ma poco coinvolgente.

Se ci mettete anche che nel giro di cinque pagine siamo al punto in cui è il momento di Olivia di decidere se tornare a casa o restare in Spagna a scopare con l’uomo della sua vita, capirete perchè sostengo che così non può funzionare. Perchè non è così che vanno gestite le cose. Figa, ti ritrovi dopo 5 anni, litighi, ti ferisci, poi fai pace scopando come un riccio e poi basta? Tutto qui? Lettura 85%, 1 minuto alla fine del capitolo, 25 alla fine del libro? E tutto il resto? Tutto il non detto, il processo di accettazione dell’altro, la scoperta di “Oddio come siamo cambiati”?

Il tutto relegato a 10 righe in tutto.

Delusion.

Nelle ultime 20/30 pagine viene messa talmente tanta carne al fuoco che alla fine non c’è nulla che sia pronto davvero da mangiare.
Nell’ordine:
Olivia scappa dalla chiesa in una scena copiata da “Il Laureato”; Lyon si confronta finalmente con suo padre ed entrambi ne escono vincitori e sconfitti, la scena in cui il nostro eroe incontra i fratelli che ha abbandonato per 5 anni manca completamente di Pathos, l’unico momento un po’ toccante è quando ritrova sua madre, quella povera sfigatissima donna che vorrei tanto abbracciare e consolare perchè davvero una vita così misera non se la meritava proprio; seguono una serie di rivelazioni sulla threesome Jacob_Isolde_Isahia ossia i genitori di Olivia e il padre di Lyon i quali hanno un torbidissimo passato fatto di amori corrisposti, tradimenti e chissà cos’altro che temo possano essere in futuro il tema centrale di un romanzo della Long.

Alla fine della fiera non è un brutto libro, non è noioso, non fa imbestialire, non ci sono GI, e Olivia non è poi tanto santa come ha sempre dato l’impressione di essere ma semplicemente una che, provata dalla vita, ha sotterrato tutta la sua verve perchè che senso ha vivere, se il tuo cuore se n’è andato? (ogni tanto so essere romantica anch’io). Però manca di quella carica erotico-rivendicazionale che aspettavo con ansia….quella potenza narrativa che ti fa letteralmente grondare di gioia e gaudio o, come direbbe Miryam Margolyes “start to cream in my knickers”.

Ovviamente dovete leggerlo perchè io ho bisogno di sapere se sono tutte mie seghe mentali o concordate con me e soprattutto perchè non potete non sciropparvi l’ennesimo libro di questa serie, non avrebbe senso abbandonarla adesso.

In poche parole

Come diceva sempre mia nonna “Le figlie di Maria sono le prima a darla via”.

Poschina

Bonus Track – Elenco completo della serie “Pennyroyal Green”

  • Il Pericolo e il Piacere
  • Come Nessun Altro
  • Cedere alla Passione
  • Capitan Selvaggio
  • Mio Duca
  • Conquistare un Marchese
  • Le Confessioni di una Duchessa
  • Accadde a Mezzanotte
  • Resa d’Amore
  • In Principio fu lo Scandalo
  • La Leggenda di Lyon Redmond

 

Voglio Ritrovarti – Lisa Kleypas

“Continuiamo così, facciamoci del male” diceva Moretti allo scoprire che un suo commensale non aveva mai assaggiato la Sacher Torte.
Ed io, morettiana per genetica, insisto nel seguire questo mantra. Mi faccio costantemente del male. Per esempio leggendo questo ho rischiato diverse volte l’ulcera perforata…..oppure al solo rimembrare la protagonista di questa sbobba corro a drogarmi di Biochetasi.

Nonostante le esperienze devastanti non mi arrendo e spremo la Kleypas sperando mi dia porche soddisfazioni. Ce la farà?

La Trama: Bellissima e talentuosa, Jessica Wentworth è l’attrice più in vista del momento e l’intera Londra è ai suoi piedi. Le basta un cenno e può ottenere tutto ciò che desidera. Ma dietro un’aura eterea e perfetta si nasconde in realtà Julia Hargate, con il suo inconfessabile segreto: un marito misterioso, che non ha mai visto, del quale non può far parola con nessuno e, cosa ben più grave, che non può amare. Per anni Damon, marchese di Savage, ha cercato la sconosciuta fanciulla a cui il padre lo aveva sposato quando era solo un bambino. E ora è ben sorpreso di scoprire che sua moglie è l’incantevole attrice che tutto il mondo desidera e da cui si sente irresistibilmente attratto…

Ed ora la parola alla giurata – SPOILERACCI

A pagina 50 volevo abbandonare il libro, recensirlo e dimenticarlo. Questo perchè il BM di tutta la storia (lei e lui che sono stati maritati da bambini, si sono evitati e vorrebbero liberarsi del consorte mai visto) viene risolto in una manciata di capitoli. Lui la vede per caso ad una fiera e gli viene il durello, lei si bagna che nemmeno Sasha Grey dopo 15 litri di lubrificante, lo riconosce, si lascia baciare e poi sparisce. Due anni dopo si rivedono ad una festa, lui la brama, lei lo brama e io mi chiedo:

“Dio Cristo!!!!! Lui è bello, ricco, affascinante, intelligente e a te viene un orgasmo al solo pensarlo. E’ tuo marito secondo la legge di Dio e degli uomini . Lui chiaramente ti farebbe cose illegali nella maggior parte dei paesi civilizzati, e tu invece di dirgli < Damon, pensa che culo…..ci desideriamo da matti, sbaviamo al solo pensiero di toccarci e siamo anche già sposati risparmiandoci un sacco di grane > fingi di non conoscerlo e fai la preziosa rinunciando alla possibilità di un amore ricco, libero, giovane e bellissimo* per che cosa? Per che cosa Zio Cane? Ma lo sai quanto è difficile trovare un uomo titolato, col cazzo grosso, intelligente, senza pancia, con tutti i denti e che per giunta sbava per te e già ti giura protezione ed eterno amore dopo due secondi? No che non lo sai piagnina che non sei altro. Tu vivi in un romance e alla fine come minimo sfornerai 10 pargoli di merda dopo meravigliose gravidanze miracolose.

Nonostante le reticenze, intorno a pagina 60 lui scopre che lei, l’attrice che si farebbe tanto volentieri, è la mogliettina scomparsa…..la mette di fronte all’evidenza e lei confessa….poi lui siccome è arrabbiatissimo decide di scoparsela e idda, che è rimasta illibata fino ad oggi, apre subito le meravigliose gambe e gli dona verginità, vagina, vulva e verità…ossia che era vergine perchè nessun uomo le aveva mai fatto venire voglia di scopare. E pensa un po’ che culo che la voglia le è venuta proprio con un uomo ricco, bellissimo e superdotato che è pure suo marito!!!!!

Avrei dovuto chiudere a pagina 50 quando con una frase avrebbero potuto chiarirsi e amarsi in santa pace….potrei chiudere adesso dopo il Best Sex Ever di Damon…e invece vado avanti perchè “Farmi del male” è il mio secondo nome.

E adesso che ho concluso la lettura, c’è stato il lieto fine, c’è pure stata una gravidanza sopportabile e non miracolosa…che dire?
Non so. Sono confusa.
Siamo tutti d’accordo che quello che succede da pagina 51 in poi è solo un’enorme e profondamente inutile sega mentale di Julia la quale vuole Damon ma vuole anche il teatro e pensa che stando con lui dovrebbe necessariamente ritirarsi a vita domestica. 200 pagine di questo. Dubbi su dubbi su qualcosa che non esiste che allungano la brodaglia e non ci dicono nulla di più di quanto già sapessimo.

Lui la ama, lei lo ama, scopano ogni volta che si vedono con relativo orgasmone cosmico, poi lei se ne va, lui la segue (c’è anche un incendio per sottolineare che è opera originale della Kleypas), lei cerca di respingerlo poi gliela dà e così di nuovo per più o meno una decina di volte.

Quindi?
Allora?

Allora mi piacque.
Nonostante tutto, nonostante alla fine si tratti di una situazione ripetuta all’inverosimile, nonostante quell’AMMMMOOOOOOOREEEEE che fa sì che Damon veneri la moglie invece di continuare a farle notare che non c’è mai, che è una cagacazzo, che ha un carattere di merda e che non si dedica abbastanza a lui, nonostante tutto è un libro che scivola via liscio e tranquillo e che si lascia leggere con un certo piacere. Molto ma molto meglio del secondo della serie, che ha anche la colpa di andare a banalizzare un personaggio sulla carta interessantissimo come Logan.

p.s. Per almeno due scene questo libro entrerebbe di diritto tra quelli che istigano, secondo la recente morale comune, alla molestia sulle donne, al machismo e, più in generale, alla violenza perchè lei dice no, lui insiste e alla fine la pulzella cede e orgasma come non ci fosse un domani.
Attendo che le femministe facciano chiudere il mio blog perchè da anni anelo il ritorno del maschio Alpha.

Nell’attesa vi tocca sopportarmi stoicamente.

In poche parole

Lezione n. 1 di Zia Lisa: “Come ripetere lo stessa scena per 200 pagine e riuscire a farla piacere lo stesso”.
Lezione n. 2 di Zia Lisa: “Ripeti continuamente ad un Marchese bello e ricco che tu non vuoi avere nulla a che spartire con lui, poi dagliela e stritolalo con orgasmi liquidi, torna a respingerlo finchè non ti salterà addosso di nuovo per la smania di scoparti. Reitera 20/30 volte e la sua dedizione sarà assicurata”.

Poschina

*citazione coltissima