Duchesse Disperate – Eloisa James

Alla fine de “I Segreti di Lady X” l’autrice ci spiega che il protagonista era stato parte marginale di alcuni suoi precedenti lavori ed io ho abboccato all’amo come una carpa in una piovigginosa mattina agostana e sono andata a ripescarmi l’intera serie delle Duchesse Disperate scaricata tempo fa e mai letta……. cosa ne penso?

Ed ora la parola alla giurata – Ovviamente spoileroni un po’ ovunque

Il primo libro della serie è “Duchesse disperate” e dovrebbe essere incentrato sulle vicissitudini sentimentali di Lady Roberta e Damon, conte di Gryffyn, ma in realtà è una girandola di nomi, informazioni e incastri che serve solo ad introdurre tutti i personaggi che troveremo nei libri seguenti e soprattutto quelli che secondo me sono coloro che interessano realmente la scrittrice: Il Duca e la Duchessa di Beaumont e LUI, il mio unico interesse: il Duca di Villiers.

Lady Roberta è stufa di vivere isolata con un padre mezzo matto e una cortigiana come matrigna e decide, a seguito di uno scontro con il Duca di Villiers, di essersi innamorata di lui e di volerlo sposare. Egli infatti è freddo, cinico, affascinante e controllato. Tutto caratteristiche che mancano a suo padre e che lei cerca disperatamente in un marito.

Decisa a perseguire lo scopo a tutti i costi, parte per Londra e si fa ospitare dalla cugina di 5° grado Jemma (Duchessa di Beaumont), ma non ha fatto i conti con il cugino Damon il quale, appena la vede, decide di farla sua ad ogni costo.

Ma all’autrice, per gran parte del libro, piace concentrarsi sul triangolo Jemma – Elijah e Villiers. Il fulcro è la sfida a scacchi che Jemma sta affrontando rispettivamente con il marito (per arrivare alla fine a produrre un erede) e con l’ex amico di Elijah, Villiers appunto, per accaparrarsi il letto della duchessa come amante.

Lady Roberta e Gryffyn restano sullo sfondo, slinguazzando ogni giorno un po’ di più, fino ad arrivare alla sensuale partita di quello che oggi sarebbe Strip Poker che si conclude con la perdita dell’innocenza della giovane Lady e che è il preludio del vero Ammmmmoreeeeeeeee che sboccia tra i due i quali, inutile dirlo, convoleranno a giuste nozze e procreeranno come se non ci fosse un domani.

Ho trovato noioso l’inizio e la fine, ma al centro del romanzo la scrittrice dà il massimo  non lasciando un attimo di tregua; dialoghi e situazioni si susseguono senza soluzione di continuità in un turbinio di eventi incalzanti che sono una delizia da leggere con tanto di scene di sesso sufficientemente hot e oggettivamente non patetiche. Damon mi piace molto, amo il suo essere scanzonato e apparentemente indifferente quando in realtà nasconde più di una dote. Mi piace il rapporto con il figlio illegittimo e anche il modo in cui ha gestito la passione per Roberta, prendendosi quello che voleva quando lo voleva.

Al contrario ho trovato piuttosto noioso il secondo libro della serie:

Qui ci concentriamo su Poppy e il Duca di Fletcher.
Innamoratissimi e infelicissimi perchè lei è stata educata da una madre repressa, stronza e manipolatrice, che l’ha convinta che tutto ciò che si fa in camera da letto sia disgustoso, poco dignitoso e da sopportare con stoicismo. Quindi immaginatevi la gioia del sesso tra questi due.

Lui che ce l’ha perennemente durissimo per la moglie e lei che lo schifa e sopporta tutte le “depravazioni” che le impone.

Già una cretina del genere mi da fastidio. Una che sta con un manzo da accoppiamento e che non si fa mettere la lingua in bocca perchè è una cosa disdicevole mi fa venir voglia di prenderla a badilate in testa fino alla sua dipartita. Per poi ovviamente consolare il maritino a suon di linguate sulla verga.

Fatto sta che, non ricordo con quale pretesto, lei lo molla in casa con l’odiosa madre e va a vivere da Jemma. Però lo ama e lui ama lei al punto da volerla a tutti i costi riconquistare. Lei intanto, complice l’assenza della madre, ritrova se stessa (una naturalista, amante della scienza e interessata al mondo in generale) e acquista fiducia in se stessa di pagina in pagina fino ad essere una donna completamente diversa dal manico di scopa che era all’inizio della storia.

Lui intanto medita di farsi un’amante ma poi ci ripensa e comincia a sedurre la mogliettina dicendole che vuole un matrimonio bianco.Finirà a vergate in vagina dalla mattina alla sera fino alla fine dei loro giorni. Amen.

Ma passiamo a qualcosa di più interessante…..

Qui le cose si fanno interessanti. La duchessa di Berrow è vedova, sola, sfigatella e anche un po’ patetica. Una di quelle che è figa ma passa la giornata dicendo con aria mesta “Ah…..sono vecchia, brutta e stanca e nessuno mi caga” perchè ha avuto una vita non propriamente arzilla ed ora langue in campagna indossando orrendi abiti, il tutto fino a quando….

…..Isidore (un’altra duchessa disperata) decide di richiamare il marito sotto il tetto coniugale auto invitandosi nella tenuta di Lord Strange, un oscuro figuro nella cui magione succede apparentemente di tutto (una specie di Esercito Celeste di Stuartiana memoria).

La nostra eroina decide quindi di travestirsi da uomo e godersi un po’ di dissolutezza. Dopo 3 minuti di permanenza in casa di Lord Strange, grazie all’apparenza estremamente femminea, metà degli uomini e metà delle donne se la vorrebbero fare, compreso il padrone di casa che non capisce bene come, ma ha il durello ogni volta che la incrocia per i corridoi.

C’è però un piccolo problema….lui detesta i nobili. Gli fanno proprio schifo e poi ha una specie di Sad Story alle spalle….tra la moglie morta di parto e la sorella perduta e il padre strambo c’è un po’ di tutto ma questo non gli impedisce di essere un personaggio estremamente affascinante con una figlia completamente fuori di testa (che ho adorato) e anche un grandissimo iniziatore al sesso, a giudicare da come svezza quella babbiona di Harriet, la quale dopo anni di matrimonio non sa bene cosa farsene del corpo di un uomo e tutto sommato nemmeno del suo.

In controtendenza rispetto al Romance Medio non abbiamo GI e nemmeno GD e nemmeno gravidanze alla prima scopata, il che mi fa apprezzare moltissimo quel pizzico di realismo in una storia oggettivamente improbabile ma deliziosa, che consiglio di leggere anche separatamente rispetto alla serie, non capirete bene in alcuni momenti di chi o che cosa stanno parlando ma la relazione è godibilissima lo stesso.

Una domanda…. ma nel libro precedente, Strange, non aveva un altro nome? Mi pareva lo chiamassero in altro modo. Ma non chiedetemi quale perchè si sa che non ho memoria per questi dettagli.

Si arriva così al quarto libro, quello incentrato sulla nostra pudicissima e conservatrice Isidore.

Ed eccoci arrivati a lei…. Isidore, sposa dodicenne del Duca di Cosway, il quale dopo aver firmato le carte per procura, se ne va in giro per il mondo sbattendosene della consorte. Lei invece si strugge in attesa, mantenendo intatto l’imene per il suo carissimo marito che le preferisce la lotta con i leoni e la ricerca della sorgente del Nilo Azzurro.

Iddu si scomoda a venire a Londra solo quando viene informato della presenza della consorte a casa Strange….la raccatta e poi le fa un discorso atroce sull’arte di non farsi dominare dalle passioni, dalla rabbia, dalla gioia…sì, insomma….dai sentimenti. Una cosa molto orientale e molto New Age che ovviamente si infrange di fronte al primo millimetro di tetta che vede e al primo inturgidirsi del suo cazzo vergine. Sì, perchè lui a parte menarselo non ha fatto altro. Grazie a dio almeno si è masturbato incessantemente perchè altrimenti avrei abbandonato il libro perchè io detesto anche solo l’idea di un eroe Romance che non sa come usare la sua enorme verga.

Ma….

Ma noi ci subiamo lo stesso il pappone sul controllo di se stessi e via dicendo, il tutto mentre la tenuta di famiglia va in pezzi e la povera Isidore cerca di far capire al marito che le donne devono avere voce in capitolo nel matrimonio perchè non siamo più nel 1700 !!! Ah, no. Quella sono io. Lei è davvero nel Settecento ma non lo sa e si comporta da donna del 1968 che rivendica i suoi diritti.

Questo la dice lunga sulla veridicità storica ma siccome è tutto grazioso, leggero e scorrevole ce lo facciamo andare bene senza fare troppe storie e arriviamo a fine libro quando il demone di rabbia che vive dentro di me non è riuscito a stare tranquillo nella sua tana.

Lei partorisce non uno, non due ma TRE gemelli sanissimi. Due femmine e un maschio (perchè l’erede al ducato ci vuole) e se io penso ad una gravidanza plurigemellare nel 1700 penso alla morte dei bambini e della mamma (sono rare e pericolose oggi nel 2017) e invece lei arriva alla 40esima settimana e tutto va benissimo…..

Non vedo davvero l’esigenza di una scelta letteraria di questo genere se non quella di farmi incazzare a morte quindi, Eolisa, te lo dico con il cuore in mano…. Mavaffanculova!!!!!!

Ed eccoci qui, finalmente concentrati sulla coppia che è il filo conduttore di tutta la serie: Jemma ed Elijah, lui integerrimo Lord impegnato politicamente e lei tipico esponente femminile settecentesco che passa il tempo a pensare a come vestirsi la sera e a come farsi sbavare dietro da ogni uomo sulla faccia della terra.

Anche se poi ci assilla con quanto, in realtà, ami suo marito (che è un gran figo ed ha il cazzo grosso) ma non riesca ad avere con lui un rapporto soddisfacente.

Ma andiamo con ordine. Nove anni prima si sono sposati e poi, un giorno, lei ha avuto la brillantissima idea di piombare in ufficio per fargli una sorpresa (cretina….lo sanno tutti che NON si fa mai. Ognuno al lavoro scopa con chi vuole e quando vuole) e lo trova intento a sbattersi sulla scrivania la sua amante.

Io gli avrei reso la vita impossibile mentre lei, ferita e disperata, fugge a Parigi dove lo aspetta piangendo per tre anni, prima di capire che non sarebbe mai andato a raccattarla e cominciare a darla via (che poi in realtà fa un paio di pessime scopate e basta, quindi è tutto fumo e niente arrosto).

Poi però a lui viene un coccolone e corre, terrorizzato dall’idea di schiattare, a prenderla per portarla in Inghilterra e produrre un erede. Che romanticismoooooooooooooooooo !!!!
E infatti le cose non vanno bene finchè entrambi non capiscono di essere innamorati l’uno dell’altra e cominciano con il corteggiamento che si conclude con la famosissima partita a scacchi, a letto, bendati. E giù di superorgasmoni che piovono come coriandoli a carnevale.

Di scopata in scopata, di giocata a scacchi in giocata, si arriva al tanto agognato test di gravidanza positivo che rende tutti molto felici (loro)…ah, stavo dimenticando che tra un orgasmo e l’altro hanno il tempo di trovare un medico che sta sperimentando i poteri miracolosi della digitale sui probelmi di cuore, quindi il nostro carissimo Elijah, grazie alla nuova cura, può vivere a lungo e procreare come un coniglio lasciato allo sbando.

Ma veniamo al libro clou di tutta la serie….

Eccolo….lui….il libro incentrato sul mio adoratissimo Duca di Villiers. Il cinico, elegantissimo (sia chiaro che a me la moda dell’epoca faceva a dir poco cagare quindi per quanto mi riguarda…elegante un cazzo), sexyssimo e letale Leopold. L’uomo dal quale mi sarei fatta smastruzzare in ogni dove e in ogni come…dalla mattina alla sera e viceversa in un tripudio di orgasmi che mi avrebbero sicuramente resa una specie di plastilina tra le sue sapienti mani.

cmq.

Avendo sparso seme a destra e a sinistra, superata la trentina Leopold si ritrova con ben 6 figli illegittimi. Sei pargoli sparsi per l’Inghilterra che il duca ha intenzione di recuperare e crescere personalmente, sbattendosene di quello che la buona società vorrebbe che facesse e sfidando le convenzioni che vorrebbero i figli illegittimi abbandonati a se stessi.

C’è un probema però….ossia che ha bisogno di una madre per le creature e la scelta deve essere fatta tra Eleanor, figlia del Duca di Montague e Lisette, strana creatura anticonvenzionale (che è un modo fine per dire che è matta come un cavallo), figlia del Duca di Gilner.

La prima ha un piccolissimo difetto, ha ceduto la verginità anni addietro ad un amico di famiglia che poi l’ha mollata per sposare Santamariagoretti Ava (o Ada – non ricordo) e vivere con lei nella rispettabilità, sapendo che la bella, passionale, erotica Eleanor è sempre lì a sbavare per lui. Tra l’altro, il coglione, era uno di quelli che ti scopano ma ti fanno notare che non è mica tanto normale che ti piaccia così tanto….. Un essere spregevole. Ma nonostante ciò lei lo ama e lo anela. Questo fino a che non incontra Villiers e si sente incredibilmente attratta da questa creatura fredda e tenera allo stesso tempo, cinica e istintiva, circondato da un’aura di indifferenza che lei riesce a scalfire grazie all’onestà intellettuale e alla carica erotica che sprigiona.

Entrambi ospiti della apparentemente docile Lisette, finiscono per cedere alla fortissima attrazione reciproca e noi ci troviamo di fronte ad una donna che ama il sesso, che non pretende di essere fragile e indifesa, che ha le palle e che vuole godere di ogni attimo che può passare con Villiers. Dal canto suo Leopold con lei non riesce a mantenere quella maschera di indifferenza che lo ha reso famoso, ma le permette di vedere quello che c’è dietro, ossia un uomo che ha dovuto imparare ad essere freddo e distaccato, un uomo che per anni è rimasto indifferente a tutto e che ora vuole assolutamente rimediare e fare la cosa giusta.

In mezzo a loro una Lisette bipolare che passa dalla tenerezza più assoluta all’isteria più nera nell’arco di 30 secondi. La poverina non ha scampo, sotterrata dal pragmatismo e dalla ferma dolcezza di Eleanor.

Che dire? Per quanto mi riguarda il romanzo migliore, perchè abbiamo visto la maturazione di Villiers dal primo libro ad oggi, lo abbiamo amato, ne abbiamo seguito le gesta e abbiamo tifato per lui. E se lo adoravamo quando era un bastardo indifferente senza scrupoli, figurarsi ora che scopriamo che sotto lo strato di cioccolato fondente, si nasconde una morbida mousse* tutta da assaporare.

Una nota speciale va a Juby, alias  Thorn , che già da piccolo era un’adorabile canaglia e che io ho adorato immediatamente senza remore come fosse il mio piccolo cucciolo smarrito e fortunatamente ritrovato.

Considerazioni sparse

Volendo si possono leggere i libri separatamente, senza doversi sorbire l’intera serie ma io vi consiglio caldamente di leggerli in sequenza perchè in effetti è l’unico modo per apprezzare appieno i personaggi e l’intricata rete di relazioni che li lega.

Prendiamo per esempio Jemma….se si legge solo il libro a lei dedicato, si fatica a capire il percorso che la porta a passare da frivola donna amante dei vestiti a moglie devota e in perenne ansia per la salute del marito.

Oppure come capire le reticenze di Gryffyn nello svelare chi è la madre di suo figlio se non si legge anche l’ultimo libro?

E, last but not least, come capire le scelte di Villiers e la sua straordinaria maturazione, se non seguissimo le sue vicissitudini dal primo all’ultimo libro?

Questa serie non è priva di difetti. Io per esempio trovo che tutti i libri, ultimo escluso, pecchino di una certa noia nella prima parte e di eccessivo puccismo nell’ultima, ma in mezzo sono gioia allo stato puro, scorrevoli, ironici, hot quanto basta e capaci di farti dimenticare le menosità della vita quotidiana. Che cazzo volete di più? Io nulla. Mi va bene così….mi va benissimo così.

Non dimenticate poi lo spin-off su Juby (I segreti di Lady X) che pur essendo più rocambolesco e meno riflessivo, ci offre una finestra piuttosto ampia su quanto il nostro Villiers sia meravigliosamente sexy e arrapante anche over 50 o giù di lì.

In poche parole

Giù le vostre zozze manacce da Villiers. Lui è MIO.

Poschina

p.s.
Facciamo outing. Non solo ho amato Villiers dal primo momento in cui compare all’ultimo, ma ho trovato davvero favoloso il modo in cui l’autrice lo prende per mano e lo porta lentamente a prendere consapevolezza di se stesso, delle sue debolezze e delle sue paure, il modo in cui ce lo fa conoscere pagina dopo pagina, libro dopo libro, fino a quando non è pronto per essere lasciato camminare da solo verso una felicità di cui non sapeva avere tanto bisogno.

L’intera serie, per quanto mi riguarda, è scritta per lui ed è uno di quei personaggi che non dimenticherò facilmente. Un personaggio completo, sfaccettato e davvero interessante. Bellissimo anche il racconto della sua infanzia e di come lo abbia influenzato per gran parte della vita, senza che lui ne fosse mai pienamente consapevole.

p.p.s : Sciroppatevela tutta, prendendo appunti e annotando gli incroci relazionali perchè è fondamentale, lasciatevi trasportare dalle storie e se come me detestate gli scacchi, ignorate con grazia tutti i riferimenti specifici a mosse e partite, anche perchè tanto non ci capireste un cazzo.

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I Segreti di Lady X – Eloisa James

Che la nostra Eloise avesse una certa predisposizione per le leccate di vulva, lo avevamo capito tempo addietro e scoprire che le cose non sono cambiate, un po’ ci rassicura.

La Trama: Dopo aver fatto fortuna, Thorn Dautry, figlio illegittimo del duca di Villiers, desidera avere una donna al suo fianco. Ma per sposare una vera lady, Thorn capisce di avere bisogno dell’esperienza di lady Xenobia India St Clair. Raffinata, testarda, indipendente, figlia di un marchese decaduto, India promette di trasformare la sua vita e la sua dimora nel giro di tre settimane. Nasce però una passione intensa e travolgente che muterà i loro sentimenti nel profondo e Thorn dovrà mettere da parte il suo animo fiero e indomito…

Ed ora la parola alla giurata. Solo spoiler perchè non si può fare altrimenti

Prima di tutto voglio ringraziare la mia buona sorte che mi ha permesso di capitare del tutto casualmente sulla pagina Amazon di questo libro e, secondo, qui abbiamo a che fare con due personaggi che hanno alle spalle una Sad Story.
Lui è figlio illegittimo e per dodici anni ha vissuto nei bassifondi di Londra raccattando cose preziose dalla melma del Tamigi (e vi ricordo che ci si smaltivano i cadaveri dentro quindi non era proprio come fare il bagno alle Maldive) e lei è figlia di un Marchese completamente fuori di cozza che, complice la moglie, non la cagava mai e l’ha fatta vivere nell’indigenza più totale finchè non ha avuto la decenza di schiattare in un incidente in carrozza (precipitando casualmente proprio nel Tamigi).

Questi due losers si incontrano perchè lei di lavoro fa la arredatrice, ma se vi fa più piacere diremo che era un’antesignana degli ormai sempre presenti Interior Designers, e lui ha una magione da ristrutturare in fretta e furia perchè vuole sposare la donna dei suoi sogni: la bella, dolce, remissiva e molto probabilmente dislessica Lala. Già dal primo incontro capiamo di quale genere di libro stiamo parlando.

Il nostro Thorn ci viene descritto come un uomo estremamente virile, tanto da intossicare di virilità l’aria della stanza, ed io, che ho una fervidissima immaginazione, mi sono figurata iddu più o meno così

ma in abiti ottocenteschi.
Il punto è che Thorn è grosso, virile, poco civilizzato e siccome è troppo superiore per piegarsi alla moda fighetta del ton, lui non usa la giacca e questo ci permette di sapere che la sua illegittima verga va in un tiro pazzesco appena vede la nostra India e non ha nessuna intenzione di scendere nonostante lui pensi tutto il tempo ai gattini morti per cercare di non farsi sgamare.

Lei ovviamente lo sgama e come succederebbe a tutte le donne con un minimo di attività ormonale, le sue ovaie esplodono come le mie ogni volta che vedo Robert Downey Junior.

Ho dimenticato di dirvi che lei è bellissima, intelligente, arguta e sessualmente propensa alla sperimentazione e questo mix di personalità moralmente deviate li porta prima ad uno scambio epistolare fatto di doppi, tripli e quadrupli sensi, e poi……arrivati al 52% del libro, a 3 orgasmi impressionanti provocati in sequenza da:

  • dita
  • lingua
  • enorme e perfettamente funzionante verga

Lui però è uno dei pochissimi illuminati che usa delle precauzioni quindi per il momento dimentichiamoci di eventuali GI……

……ma……succede che…..

nonostante entrambi continuino a sostenere che fottesega l’uno dell’altra (lei vuole sposare un nobile a tutti i costi per non scendere di grado con un matrimonio inferiore), appena possono slinguano come due adolescenti e lui le strofina quel girello di manzo che ha tra le cosce sulla vulva perennemente inondata di umori che lei ha sotto le gonne.

Finisce che un giorno, nel bel mezzo di una festa, con l’universo mondo nella stanza accanto, lui la prende per il fondoschiena, la sbatte al muro e se la scopa con tutti i sacri crismi, facendola orgasmare come non mai e dimenticandosi il goldone o cmq di avere la gentilezza di venire fuori dal suo corpo. A seguito di questa piccola svista, le chiede di sposarlo e viene rimbalzato come fosse l’ultimo dei coglioni con tanto di frase topica a liquidare il tutto:

“Non preoccuparti perchè tanto non sono nei giorni giusti per concepire”

che è la frase più pericolosa per antonomasia perchè in tutti i romance che ho letto precede una GI ed io stavo già per stappare la bottiglia di Champagne che tengo per le occasioni speciali a fronte della milionesima GI letta in un anno quando il libro svolta e ci si trova, all’improvviso, nel nulla.

Pagine di assurdi Big Misundertanding che si susseguono senza soluzione di continuità, inutili silenzi, fastidiose omissioni di sentimenti e tutta una serie di situazioni al limite dell’idiozia che per poco non mi hanno fatto pentire di aver scelto questo libro.
Per poco, perchè poi alla fin fine tutto va come dovrebbe andare e i due si possono dedicare alla copula selvaggia con il beneplacito della legge e di Dio, generando inutili eredi che probabilmente faranno parte di altri romance che io mi attiverò per leggere.

Mi resta un dubbio però che mi toglie il sonno…. ma alla fine….erano o no i giorni giusti?

Diciamo che potrei fare i calcoli per capirlo ma lascio questa incombenza a quelle di voi che hanno una mente matematica e che hanno voglia di impegolarsi in questa difficile impresa (ovviamente poi fatemelo sapere perchè ci tengo).

Mi è piaciuto.
E’ scorrevole, scritto bene, completamente ed irrimediabilmente poco credibile ma sufficientemente divertente e carico di sesso da far dimenticare le assurdità storiche.
Non manca il finale patetico-improbabile-fastidioso-pucci-cuore-sole-amore che a me fa tanto cagare, ma glielo perdono perchè ad un Deep Throat Romance si perdona tutto, o quasi.

Per quanto mi riguarda, è consigliato per queste fresche serate settembrine.

In poche parole

Hai un randello in tasca o sei solo felice di vedermi?

Poschina

Serie Regency Quartet – Madeline Hunter

Mossa dalla volontà di avere qualcosa di decente da leggere al mare, mi sono presa in blocco la serie Regency Quartet di Madeline Hunter…
….. che molto probabilmente il mare lo vedrà in foto visto che ho finito il primo libro, iniziato il secondo e che partirò tra una decina di giorni abbondanti.

Per amore della logica li leggerò come sono stati scritti anche se vorrei tanto bypassare i due in mezzo per arrivare all’ultimo, che narra la storia di Lydia, e che sono estremamente curiosa di leggere.

Pronti?… Via

La Trama: Inghilterra, 1798 – Una donna che dirige una prestigiosa casa d’aste londinese? Impensabile. Eppure è proprio ciò che Emma Fairbourne intende fare quando, alla morte del padre, si ritrova a capo della rinomata impresa. Sapendo di non potersi esporre apertamente, la giovane elabora insieme all’amica Cassandra un piano per condurre di nascosto gli affari, ma Darius, l’arrogante Conte di Southwaite, socio segreto di Mr. Fairbourne e comproprietario della casa d’aste, vuole vendere. E visto che non riesce a convincere Emma con la logica, decide di attaccare su un altro fronte. Ricorrendo a un modo molto più piacevole per ottenere la sua resa…

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler 

Avete presente Sandra Mondaini con il suo mantra “Che noia….che barba….” ecco, potete immaginarmi (tanto il mio faccione lo conoscete tutti) mentre leggo e sbuffo, sbuffo e leggo chiedendomi continuamente perchè una scrittrice invece di concentrarsi su potenti membri e vagine grondanti debba passare interi capitoli a parlarmi ossessivamente del contrabbando di opere d’arte. Ma a chi interessa? E non mi interessa nemmeno che siamo in piena guerra con la Francia e ci sono le spie e ci sono i rifugiati e le scutigere francesi ad infestare le nostre magioni multimillenarie. Basta, cazzo….[notare la virgola messa con cognizione di causa].

Basta.

Io voglio il sesso, quello sporco, sudato, malato, eccitante, quello che ti fa leggere e leggere e rileggere perchè non puoi abbandonare il libro proprio in quel momento, sarebbe come impedire l’orgasmo l’attimo prima che si sprigioni.

Bene. Non troverete nulla di tutto ciò in questo, quasi dimenticabile, libro. Per le prime 100 pagine più o meno, si parla di arte, di contrabbando, di fratelli scomparsi e di altre cose completamente ed inesorabilmente inutili e tra una rottura di cazzo e l’altra conosciamo i protagonisti (dimenticabilissimi) di questa storia ossia Darius ed Emma. Lui un nobile fino al buco del culo, in teoria freddo, distaccato, cattivo…. ma in  pratica uno che si fa raggirare dalla prima sciacquetta che incontra e lei, la sciacquetta, figlia del proprietario di una casa d’aste, vergine, un po’ imbranata e ingenua fino alle ossa si devono frequentare perchè in un impeto di cazzeggio Darius è diventato socio dell’attività e vorrebbe vendere, mentre lei vuole continuare a lavorare.

Tutto molto interessante, vero?
Ci fossero almeno dialoghi brillanti o litigate o scintille sessuali ogni volta che si vedono, potremmo trovare la storia delle aste sopportabile, ma non avviene nulla di tutto ciò. Il libro scorre placido e rimane placido anche quando i due piccioncini si rendono conto di una certa attrazione reciproca e resta innegabilmente piatto anche quando scopano, nel salone da ballo di Darius, con gli specchi e le candele.

Al sesso molliccio si aggiunge il santamariagorettismo di Emma per la sorte del fratello e la sua testardaggine nel non volersi confidare con il trombamico Darius, tutte cose che abbattono inesorabilmente il mio ormone. Il tutto si trascina senza grandi colpi di scena migliorando decisamente nelle ultime 50/60 pagine ma senza grandi entusiasmi da spargere a destra e a manca.

La cosa più interessante del libro sono i comprimari…. Cassandra,  Ambury, Lydia e Kendale e infatti attendo con trepidazione di leggere gli altri romanzi, sperando in qualche bel figaccione con una verga turgida pronta a castigare l’innocente pulzella di turno.

Vi faremo sapere.

In poche parole

Se avessi voluto annoiarmi avrei riletto il corso per RLS.

La Trama: Bella, indipendente e caparbia, Lady Cassandra Vernham ha sfidato le convenzioni della buona società rifiutandosi di sposare l’uomo che l’aveva compromessa. Sei anni dopo, isolata dalla famiglia e in gravi difficoltà economiche, si ritrova costretta a vendere all’asta i gioielli che ha ricevuto in dono dalla zia. Ma il Visconte Ambury, che si è aggiudicato uno dei lotti più preziosi, si rifiuta di pagare perché sospetta che i monili siano stati rubati, forse persino dalla stessa Cassandra. Eppure nulla è come sembra, e in breve tra l’affascinante visconte e la scandalosa bellezza la passione si accende, illuminando segreti sconvolgenti che cambieranno per sempre la loro vita…

Ed ora la parola alla giurata – Qualche Spoiler anche qui

Finalmente si ragiona. Ambury non solo è un gran figo che fa sbavare ogni cazzo di donna che incontra dai 12 ai 90 anni, ma è anche un seduttore. E per seduttore intendo uno di quegli uomini che ti fanno venir voglia di essere leccata, baciata, toccata, guardata, titillata, sfondata….sì, beh…credo che ci siamo capite….Il tutto senza fare nulla. Entra in una stanza e tu, immediatamente ed inesorabilmente, cominci a bagnarti come se non ci fosse un domani.

Bravo cucciolotto di mamma, vieni qui che ti spolpo per le prossime 4 settimane.

E invece lui non vuole sfondare la sottoscritta bensì Lady Cassandra, amica della noiosa Emma e scandalosissima rappresentante del Ton. Idda è ricca, libera, giovane e bellissima e, apparentemente piuttosto zoccola. Però, noi accanitissime lettrici, sappiamo bene che il pettegolezzo non conta nulla ed infatti è molto meno troia di quanto sembri.

Viene cordialmente detestata da Darius e dagli amici perchè anni prima aveva respinto la proposta di matrimonio di un loro amico comune, poi deceduto in duello per mano di un altro amico. Confuse? Anch’io, moltissimo. Ma siccome qui c’è quella meravigliosa vena di eccitazione che pervade le pagine, perdono anche questa al momento inutilissima sottotrama perchè ampiamente soddisfatta della parte erotica del tutto.

Per rendere l’idea, più o meno nelle prime venti pagine, assistiamo all’involontario voyeurismo di Cassandra e Lydia, le quali si trovano ad assistere al bagno in mare di Kendale e Ambury, con tanto di descrizione di pettorali di ferro e culi sodi ai quali aggrapparsi durante il sicuramente orgasmico amplesso.

Altra cosa interessante è la Zia Sophie. Gran donna, ti ho amata da subito e ti amo ancora di più ora, che so tutti i retroscena della tua storia. Stima massima e massima simpatia per questo personaggio davvero molto riuscito.

Poi beh, Ambury è anche un grandissimo slinguazzatore, di quelli che sanno come cazzo si deve baciare una donna e santoiddio dovrebbero brevettarli e distribuirli gratuitamente per tutte le donzelle che si sentono momentaneamente frustrate, stanche, depresse o semplicemente vogliose di lingue e labbra più che esperte. Anzi, a pensarci bene dovrebbe essere un servizio garantito a prescindere, quando arrivi all’adolescenza te lo spediscono a casa e tu lo tieni nello sgabuzzino o dove preferisci e lo tiri fuori quando ne hai bisogno.

A parte le slinguazzate, le scopate, gli orgasmi che qui piovono letteralmente in quantità industriale (Cassandra, io ti invidio moltissimo) e l’Ammmmmoooooreeeeeeeeeee, anche la storia è interessante….quella della zia e dei suoi misteriosi gioielli che muove letteralmente tutto il busillisi, quella del duello di merda invece persiste nell’annoiarmi.

No, non siamo ai massimi livelli ma ci troviamo su quel gradino che sta tranquillamente tra il 7 e l’8 e, siamo seri, ormai è davvero una rarità.

Brava Madeline….continua così, non deludermi con i prossimi capitoli, fatti amare.

In poche parole

I’d like to have another kiss.

La Trama: Chi è Marielle Lyon? Lei afferma di essere la nipote del Conte de Vence, costretta a fuggire dalla Francia insanguinata dalla Rivoluzione, ma i connazionali la ritengono un’imbrogliona, anche se nessuno di loro è mai riuscito a coglierla in fallo. Nei salotti londinesi si vocifera che sia una spia, e dopo averla pedinata e tenuta sotto sorveglianza per mesi Gavin Norwood, Visconte Kendale, è sempre più convinto che quella bionda dal viso d’angelo e dal corpo peccaminoso sia in combutta con il nemico. E pur di dimostrarlo è pronto a tutto, anche a ingaggiare con lei un pericoloso gioco di seduzione.

Ed ora la parola alla giurata – Spoileroni

Sottotitolo? Che due coglioni

Mi sono trascinata fino alla fine subendo 315 pagine, più o meno, di noia allo stato puro. Primo perchè a me delle sfighe che può aver vissuto sta tizia non fregava praticamente nulla….e non perchè io sono ormai una stronza di prima categoria ma perchè l’autrice non è stata in grado di farmi entrare nel personaggio. Marielle è simpatica, carina, con un bel caratterino ma dovrebbe essere terrorizzata o cmq “provata” dalla situazione che sta vivendo e invece questo disagio non traspare.

E lui, Kendale, sul quale avevo puntato tanto si rivela essere il classico uomo apparentemente cazzodurissimo che poi alla prima leccata di vulva diventa il classico, noiosone “mi ami….ma quanto mi ami….” che non solo non mi smuove l’ormone ma mi infastidisce anche un bel po’.

Cmq. Lui è convinto che lei sia una spia e siccome anni addietro il suo plotone era stato tradito da una donna francese, lui delle donne francesi non si fida quindi la stalkera in continuazione bramando attenzioni sessuali e cercando di convincerci che a lui fottesega.

Lei in realtà è una specie di Santa Maria Goretti ed è impegnata in una battaglia a suon di incisioni satiriche per far condannare il bastardo francese che le ha ucciso la madre e che la minaccia di morte.

Ecco, se qualcuno di voi trova in giro il Pathos che è fuggito dal libro, per favore me lo riporti che almeno posso sperare di provare qualcosa. Non è un brutto libro, la parte storica è accurata, i personaggi approfonditi, le ambientazioni giuste ma sembra un esercizio preconfezionato completamente privo di sentimenti. Una tartelletta bellissima ma insapore, una lasagna insipida, una granita che sa solo di acqua.

Ci siamo capiti.
Per quanto mi riguarda potete tranquillamente evitare la lettura e passare ad altro. Al prossimo viaggio in treno comincio l’ultimo romanzo della serie sperando vivamente che risollevi le sorti di questa, per ora, deludente quadrilogia.

In poche parole

Ma a chi cazzo interessa?

La Trama: Londra, 1799 – Quando un subdolo individuo la ricatta per lo scottante contenuto di un romanzo scritto anni prima, Lady Lydia Alfreton medita di risolvere la spinosa questione sfruttando la passione per il gioco d’azzardo. Memore di una vecchia scommessa con il Duca di Penthurst, mette in palio la propria innocenza contro il suo denaro, pur sapendo che, se perdesse, dovrebbe fare i conti non solo con il ricattatore, ma anche con un arrogante aristocratico determinato a riscuotere la vincita. A meno che l’affascinante gentiluomo non sia pronto a fare di lei la propria duchessa…

Ed ora la parola alla giurata – spoilerissimi

A leggere la trama sembra che tutto giri intorno alla scommessa, ma la realtà è piuttosto lontana da tutto ciò perchè la storia della tanto blasonata scommessa si consuma in un paio di pagine e tutto il resto gira intorno alla morte di sto cazzo di Lakewood (o come minchia si chiamava), l’amico di Darius, Kendal ed Ambury ucciso in un duello da Penthurst.

Scopriamo, FINALMENTE, il motivo del duello e anche che brutterrima persona fosse codesto uomo che all’inizio della saga sembrava San Francesco D’Assisi. No, era un manipolatore, un coglione e anche un perculatore di giovani donzelle innamorate. Sì, in breve Penthurst ha fatto benissimo a farlo fuori.

Per arrivare  a questa tanto agognata Carrambata, dobbiamo passare più o meno 200 pagine a sorbirci il ricatto meno preoccupante di sempre (non tanto per la reale pericolosità del segreto, quanto per come è gestito) e l’attrazione sessuale altalenante e tiepida che serpeggia tra Clayton e Lydia.

Il BM del pappone è che lei lo odia per aver ucciso in duello quello che lei considerava “Il Grande Amore della sua Vita” e quindi nonostante chiaramente provi per lui un forte desiderio, lo ignora. Oppure è scema e non si è accorta di provare questo desiderio, non lo so, non l’ho capito e, sinceramente, me ne fotto anche. Lui invece se la vorrebbe fare, lo so io, lo sa il fratello di lei e persino le sedie della casa d’aste Fairbourne quindi quando lei gli propone la famosa scommessa “10000 sterline se vinco io, la mia verginità se vinci tu”, lui accetta subito e indovinate? Vince!!!!!

Quindi brama per trombarsela mentre lei rimanda……

Poi beh, nulla.
Scopano. E lui è il più miglior assai scopatore di sempre che, inutile a dirsi, la fa orgasmare ogni volta che la tocca, la lecca, la titilla e lei incomincia a pensare che forse non è poi così male questo stronzo che le ha ammazzato l’Ammmmmoooooore della vita.

Ah, a causa di un altro BM sono costretti a sposarsi, quindi la copula non è illegale ma benedetta da DDDDIIIIIOOOOO e dalla Regina.

Riflessioni: Penthurst mi fa sesso da quando è comparso la prima volta nel primo libro, quindi in pratica gli perdono tutto. Che poi non che abbia molto da farsi perdonare, è bello, scopa bene, ricco, intelligente e anche pieno d’onore come si confà ad un vero gentiluomo. Lydia mi è sempre stata simpatica ma nella gestione del ricatto dimostra una deficienza cosmica che mi ha un po’ irritata. Anche qui, il grande problema è la pochezza di Pathos che, pensandoci bene, potrebbe diventare una categoria a sè.

Si avverte un certo sentimento solo nell’affrontare il passato e gli eventi che hanno portato al duello che fa da filo rosso alla quadrilogia, per il resto la sensualità, il dolore, la rabbia e i risentimenti vari e non per ultimo l’amore, sono in sordina.

Ed io non leggo romance per immergermi in sentimenti placidi, leggo romance perchè voglio sfondarmi di emozioni travolgenti e languidi pensieri sessuali, quindi, pur essendo onestamente un buon libro (è scritto in modo impeccabile e i personaggi sono approfonditi bene) sul piano emozionale è piuttosto piatto. Resta comunque uno dei migliori di questa raccolta che io, comunque, vi sconsiglio.

Nel caso foste temerarie vi prego di evitare il primo e il terzo libro perchè sono davvero, davvero, davvero noiosi mentre il secondo e il quarto sono descrivibili con il mantra “Bene ma non benissimo”.

La delusione resta perchè da Madeline mi aspetto ben altro. Dopo aver letto la serie “The Seducers” mi aspetto sempre e soltanto questo livello di scrittura e coinvolgimento e quindi sono molto rigida nella mia valutazione.

Direi che è una serie che le adoratrici di Zia Mary Balogh potranno apprezzare appieno mentre le altre, quelle come me a cui piace, tanto e principalmente, la carnazza……invece resteranno un bel po’ incarognite dalla mancanza di ormone guizzante.

In poche parole

Gli ingredienti sono di prima qualità ma purtroppo manca il sale.

Poschina

p.s. Anelo consigli letterari come un ciclista del Tour de France anela un bicchiere d’acqua dopo una tappa alpina.

 

Imperdonabile Inganno – Lorraine Heath e Una Gentildonna in Cerca di Guai – Sarah MacLean

Arrendersi e diventare “Quella che sta zitta in un angolo perchè altrimenti sembra spocchiosa…quella che sa tutto lei…quella che pontifica” anche se poi, zio caro….se so una cosa perchè non dovrei dirla? Perchè devo stare zitta ad ascoltare castronerie e fare finta che siano scientificamente corrette? Non ha senso. Non è giusto. Eppure è così. Ecco cosa sono diventata.
Una pianta.
Sto lì, in silenzo, sorridente quando devo sorridere, perplessa quando mi devo perplimere e via dicendo.
Ma sarà sano?
Secondo me no…ed infatti poi questa attitudine all’amebismo me la porto dietro anche nel mondo letterario e non va mica bene… nono….

La Trama: Londra, 1874 – Drake Darling è un orfano che viene dalla strada, figlio di un delinquente giustiziato sulla forca. Benché dalla morte dei genitori sia stato cresciuto con affetto dai Duchi di Greystone, anche ora che è divenuto un uomo e ha dimostrato il suo valore dirigendo egregiamente una casa da gioco, sa di non appartenere alla buona società e non dimentica le sue umili origini. Soprattutto perché persone altezzose come Lady Ophelia Lyttleton, cara amica della sorella adottiva, non perdono occasione per rinfacciargliele. Quando però Drake salva la giovane dal Tamigi e approfitta della sua temporanea amnesia per farle credere di essere la propria domestica, scopre che al di là della maschera di arroganza c’è una donna vulnerabile e meravigliosa, di cui è facile innamorarsi. Ma cosa accadrà quando lei recupererà la memoria e scoprirà il suo imperdonabile inganno?

Ed ora la parola alla giurata

Questo è un libro strano. Stranissimo.
E’ un coito interrotto al contrario. Non che poi si arrivi ad un orgasmo di quelli che si ricordano per anni e si rimpiangono nei momenti di morta, ma almeno ad un orgasmo pallido ci si arriva e, calcolato il vuoto cosmico nel quale sguazza per quasi metà libro, mi sembra un bel traguardo.

Ma passiamo a noi…..Drake è il figlio dell’amica di infanzia di Frannie e di Sykes, il bastardo che l’aveva venduta finendo per farla stuprare alla tenera età di 12/13 anni. E’ quel bambino che incontriamo nel libro “Tra le braccia di un Duca” che viene adottato da Frannie e dal marito, il Duca di Greystone.

Ora però non è più il bimbo solo e maltrattato che trova un’amorevole famiglia, bensì un gran pezzo di manzo (con un uccello di ragguardevoli dimensioni) che gestisce la famosa sala da giochi che era di Dodger e che non si sente parte integrante dell’alta società nella quale è cresciuto. E lo sappiamo perchè per qualcosa come 100 pagine ce lo ripete ogni 2/3 righe. Lo abbiamo capito, grazie. Le nostre sinapsi funzionano ancora abbastanza bene e i concetti semplici riusciamo ad apprenderli senza il bisogno di ripeterli quattromila volte a capitolo.

La pulzella in questione è Ophelia, ricca snobbolona del cazzo che io ho detestato con l’anima soprattutto perchè ho immediatamente intuito, con la mia infallibile perspicacia, che aveva una Sad Story alle spalle e questo è bastato a farmi lanciare un paio di bestemmioni di quelli grassi……

……cmq.
Li vediamo immersi nel tipico gioco del “Ti detesto ma in realtà vorrei scoparti fino a farti morire di orgasmi trattenuti per poi farti rinascere a furia di multiorgasmi avvenuti” fino a che lui non la bacia in  un’alcova. E ovviamente è Il Bacio Della Vita. Quel Best Kiss Ever che nei Romance sancisce la futura nascita del Vero Ammmmmmooooooooreeeeeeee.

E fin qui si annega nella noia più totale.

Poi una sera, dopo il famigerato bacio, Derek si aggira per le sponde del Tamigi e vede un fagotto zozzo che si scoprirà essere una donna, che si scoprirà essere Ophelia e che si scoprirà aver perso la memoria. Una persona normale a questo punto la riporterebbe a casa e la farebbe vedere da un medico, invece lui pensa bene di portarsela a casa e sfruttare la sua amnesia per trattarla come una serva.

Applausi, Standing Ovation e Bacio Accademico.

Solo che ovviamente le cose non vanno come previsto e lei sente di non essere una sguattera ma non si ricorda nulla ed essendo scevra dai pregiudizi inculcatigli dal padre, trova estremamente attraente quel grandissimo pezzo di maschio che dovrebbe essere il suo padrone ma che, contrariamente a tutti i principi della logica, la fa dormire nel suo letto, le compra i vestiti, paga tutte le spese folli che fa e le permette persino di tenere ogni cazzo di animale raccattato per strada.

Ed io, fino a questo punto, mi sono davvero annoiata a morte. Sono andata avanti solo perchè la mia soglia della pazienza negli ultimi anni è salita di qualche tacca.
Inverosimile, barboso, con dialoghi che mancano di brio ed una seccante propensione all’introspezione fatta male mi avevano portata a credere che la Heath fosse un fuoco di paglia e che la serie fosse l’Epic Fail del 2017….quando invece, inaspettatamente il libro cambia.

Perchè se è vero che sono insensibile al patetismo altrui, è anche vero che, come controindicazione principale, la maternità mi ha lasciato un’intollerabile propensione alla commozione. Quindi una parte di me ha sbuffato nel momento in cui i due piccioncini sono partiti con i drammatici ricordi d’infanzia, mentre la parte “commozione spontanea” si è nutrita di ogni dettaglio fino a farmi apprezzare questi due sfigatoni…lei perchè si impettisce per dimenticare anni di abusi e lui che si sente perennemente l’uomo sbagliato nel posto sbagliato.
In breve si aprono il cuore a vicenda (tutto metaforico ovviamente) poi lui le apre anche le gambe, la vulva, la vagina e quant’altro e….niente. E’ Amore. Un amore che sopravviverà anche al ritrovamento della memoria, all’incazzatura, alla rabbia e dio sa a cos’altro.

In pratica siamo nell’ambito fantascientifico spinto. E come coppia non mi fanno impazzire più di tanto….e la conversione da Puttana Stronza a SantaMariaGotetti dei cani randagi risulta irritante. MA….

Ma…. la mia nuova vena apatica ha apprezzato lo stesso e alla fine la sufficienza se la prende tutta.

Ma…

Ma il vero dilemma è “Come ha fatto a piacermi il nuovo libro della MacLean?”

La Trama: Inghilterra, 1833 – Sophie è sempre stata considerata la più quieta delle sorelle Talbot, ma quando durante una soirée sorprende il cognato a tradire la moglie e lo punisce insultandolo e spingendolo in uno stagno, a un tratto diventa il bersaglio del disprezzo del ton. Stanca dell’ipocrisia dell’alta società, di cui è entrata a far parte solo perché il padre ha acquistato un titolo, decide di lasciare la festa e i giudizi superficiali dei suoi invitati. Mentre si allontana incappa in un uomo scalzo che sta chiaramente fuggendo da un incontro amoroso proibito. L’affascinante libertino, che si rivela essere il Marchese di Eversley, rifiuta di darle un passaggio a bordo della propria carrozza, ma Sophie non si dà per vinta e con un espediente monta sul retro della vettura affinché la porti lontano dai suoi guai.

Ed ora la parola alla giurata

Non so davvero perchè questo libro mi sia piaciuto tanto. Non lo capisco ed un pochino sono anche preoccupata. Prima di tutto vi avverto…è lungo più o meno 400 pagine e fino alla metà di sesso non si sente nemmeno il profumo. Quindi ci si concentra sulla storia, su una serie di situazioni una più improbabile dell’altra che si susseguono senza soluzione di continuità.

Lei è l’ultima delle sorelle Talbot (delle arricchite una più insostenibile dell’altra) ed è considerata “Il Cesso del Gruppo” anche se non si capisce bene il perchè, visto che viene descritta come una ragazza piuttosto carina e ben fatta.

E’ insofferente all’ambiente londinese e mentre fugge dall’ennesimo ricevimento di merda si scontra con il Marchese di Eversley e da qui cominciano i suoi guai. Nonostante sia insopportabile perchè a tutti gli effetti si comporta come una zecca attaccata al pelo di un cane, alla lunga mi è risultata simpatica perchè, in fondo, lei vorrebbe solo aprire una libreria e liberarsi dai nobili che la trattano come una merda.

Mentre lui è tutt’altra cosa. Lui mi è piaciuto subito. La sua Sad Story che lentamente si viene a comprendere, bello, dannato, cocciuto, in perenne lite con il padre per il Big Misunderstanding dei BM, bravo a letto, colto e deciso a sbolognare la zecca ad ogni costo….salvo continuare a trovarsela tra i piedi e siccome come diceva sempre mia nonna “La paglia vicino al fuoco brucia” (da leggere rigorosamente in milanese: la paja visin al foc la brusa), qualcosa tra i due dovrà pur succedere.

Ed infatti poco a poco si sviluppa quel rapporto fatto di “dai raccontami cosa vuoi veramente dalla vita” – “Sì, ma prima raccontami perchè odi tuo padre”. E lo sappiamo tutti che il passo successivo è il bacio, seguito dal cunnilingus, seguito dal pompino, seguito dal sesso.

E, nonostante lui cerchi in ogni modo di non portarla a letto per non rovinarla (ebbene sì, lui è uno di quelli che hanno Lo Scrupolo e che, sulla carta, avrebbe dovuto farmi incazzare da morire e farsi odiare), alla fine cede e le da il suo virilissimo membro prendendosi la di lei intattissima verginità.

Poi oltre al BM con il vecchiaccio, c’è spazio anche per il BM con Sophie, seguito dal ripensamento e dalla riconciliazione.

Forse, e dico forse, il fatto che lui le regali una cazzo di libreria mi ha fatto amare incondizionatamente quest’uomo e anche il non trascurabile dettaglio che per procreare ci mettono (date alla mano) più o meno 4 mesi contro la Monoscopata, ha fatto sì che apprezzassi questo romanzo piuttosto lungo per il genere.

Però sento chiaramente che il mio gradire questi due romanzi è più che altro dovuto alla lenta e inesorabile trasformazione in una succulenta.
Mi sento come Roger di American Dad in quella puntata nella quale decideva di non essere più cattivo e per poco non ci lascia le penne perchè la bontà lo stava letteralmente uccidendo…

Incrociate le dita e sperate che la mia vena polemica risorga, ne trarremmo tutte tanto beneficio.

In poche parole

Quando invece di pretendere un calippo tutto da succhiare, ti accontenti di un polaretto è evidente che la trasformazione in succulenta sia dietro l’angolo.

Poschina

Un Amore Proibito – Karen Robards

Questo è chiaramente un libro definibile come “Lammerda che piace” perchè è un coacervo di situazioni irritanti, personaggi immaturi, sborrate epiche in vagina non curandosi delle conseguenze e, soprattutto, c’è il Personaggio Femminile più irritante della Storia dei Personaggi Femminili, e per par condicio il Personaggio Maschile più Immaturo della Storia dei Personaggi Maschili….MA, piace. Cioè, tu sai che è una merdata e che la scrittrice mentre lo scriveva ti perculava preventivamente e si faceva grassissime risate alle tue spalle, e nonostante tutto, senti dentro di te l’imperativo di finirlo.

La Trama: Sebbene abbia compiuto diciassette anni, Megan Kinkead si comporta ancora come una bambina sventata, e come tale Justin Brant, sesto conte di Weston e suo tutore, intende trattarla. Non riesce più a sopportare le intemperanze di quella volubile ragazzina che si è fatta espellere da diverse scuole e che ora rischia di essere allontanata anche dal prestigioso collegio dove a fatica è riuscito a iscriverla.

Ed ora la parola alla giurata – Solo Spoiler autocompiaciuti

Ho creato per questo capolavoro dell’assurdo una nuova categoria chiamata “Maalox Plus” perchè solo drogandoti di questo medicinale riuscirai ad arrivare senza nefaste conseguenze alla fine del libro.

Ma andiamo con ordine. Justin è un trentaseienne rampante, fighissimo, scopatore seriale di donne di dubbio gusto, ed esasperato da quella grandissima cagacazzo della sua pupilla, la quale continua a scappare o a farsi espellere dai prestigiosi istituti in cui lui la segrega pur di non averla tra le palle.
Dopo l’ennesima espulsione o roba simile, la va a raccattare nella remota tenuta ad inculandia nella quale si era rifugiata per cercare di internarla da qualche parte, solo che un piccolo imprevisto gli impedisce di rispedirla a scuola.

Il piccolo imprevisto si chiama “Verga Turgida”. Maalox
Ebbene sì, appena la vede il suo regale uccello si indurisce tutto e non c’è verso di mandarlo giù nemmeno pensando ai micini morti. La nostra ex bambina capricciosa ed insopportabile è divenuta, crescendo, una giovane diciassettenne bellissima e anche un po’ vacca, cosa che capiamo subito perchè ha un indice di civetteria pari a mille. Maalox

Comincia quindi un fastidiosissimo balletto che vede da una parte un Justin che se la vorrebbe scopare ma è frenato da giustissimi dilemmi morali e dall’altra una Megan che non fa altro che provocarlo più o meno consciamente [secondo me il troione sa perfettamente quello che sta facendo, perchè piange a comando, si fa trovare nella di lui camera in camicia da notte e gli si struscia contro…], fino a quando lui non la bacia con quei 10/12 metri di lingua che la riempiono di desiderio e la fanno bagnare come un gavettone da 6 litri non sarebbe in grado di fare. 2 Maalox

Come tutti ormai sappiamo benissimo, un bacio è solo il preludio ed infatti a breve assistiamo ad una notte di passione, tenerezza e imeni rotti, che si conclude con la ripetuta inondazione vaginale di seme. 2 Maalox

Postilla….. è inutile che voi scrittrici di romance del cazzo continuiate a scrivere roba del tipo “Sentì il getto bollente del suo sperma all’interno del proprio corpo” perchè gli uomini non eiaculano lava Zio Caro. Non si può sentire. Non è accettabile. Lo sperma non è incandescente è a temperatura corporea, quindi non si sente. Non si sente. Non si sente. Al massimo puoi sentire le pulsazioni del pene, ma questa è un’altra storia.

A seguito della Scopata delle Scopate avviene un dialogo grottesco nel quale lei gli dice qualcosa del tipo “Ah Justin, quanto ti amo….pensa come sarò felice quando saremo sposati” e lui risponde: “Sposati? Ma sei deficiente? Io sono già sposato con una che non vedo e non sento mai e che non vuole mai trombare con me e tu sei solo una ragazzetta che mi sono sbattuto perchè avevo la fregola”. Maalox + Face Palm

Potrebbero anche chiarirsi e dichiararsi eterno AMMMMOOOOOORRRREEEEEE ma, sfiga vuole, piomba come un falco pellegrino affamato su un topo la di lui moglie e si porta la zoccolaccia a Londra per la stagione.

Nella Big City Megan riscuote un certo successo, anche perchè il mix figaggine + civettaggine + zoccolaggine non ha eguali e quindi si circonda di begli ometti tutti striscianti e sbavanti in attesa che lei decida chi scegliere tra la massa. Ma i bellimbusti  non sanno che lei nasconde un segreto………..

…….

….

..

Ha un ritardo di mezzo secondo e sente di essere incinta, ama già quella creatura che sta crescendo dentro di lei ed è preoccupata perchè non sa come dirlo a Justin. 4 Maalox + Un Bicchiere di Gaviscon all’anice e sospensione momentanea del libro per bestemmiare in pace

Se avessi avuto un figlio ogni volta che ho avuto un ritardo a quest’ora saremmo più o meno a quota 1000. Ma si sa che le eroine romance e il 99,9% delle donne che conosco rimangono incinta scopando una volta. E per una volta intendo Una sborrata=una gravidanza. Me ne farò una ragione.

Cmq. Quando il nostro eroe arriva a Londra e scopre che Megan è supercorteggiata diventa una bestia preda della gelosia e comincia ad impedirle di fare questo e quello, dimostrando di non aver capito una beneamata minchia del carattere della zoccolaccia e spingendola in questo modo tra le braccia di uno dei libertini più libertini del momento.

I giorni passano e Megan è oramai certa di essere gravida [Pausa Maalox] ciononostante non dice nulla al bel Justin ma continua a troieggiare con tutti ma soprattutto con il libertinerrimo fino a che quest’ultimo non pretende attenzioni e lei, essendo la Madre di tutte le Gatte Morte del Mondo, fa la preziosa e costringe Justin  a menarlo e sfidarlo a duello. Maalox

In mezzo a questa cagnara c’è il tempo per un po’ di sesso, infatti Justin, da maschio Alpha qual è, continua a marcare il territorio con la sua regale sborra, senza MAI, nemmeno per sbaglio, venire fuori dalla vagina. Un po’ sulla vulva? NO. Solo ed esclusivamente in vagina. Ah….non li fanno più gli uomini di una volta…. Maalox

Siccome Megan ha questo piccolissimo problema chiamato gravidanza, decide che deve prendere provvedimenti perchè dio non voglia che partorisca un bastardo, è probabile che voi non vi siate resi conto, perchè in effetti non viene ripetuto 10000 volte ogni pagina, che lei vuole già bene a questa creaturina che cresce dentro di lei e che…….

……………………………… Sbadiglio + Maalox preventivo + fetta di pane con copioso strato di Nutella.

…decide di farsi sposare da un babbo di minchia in modo di dare un padre al Figlio della Colpa. Ma Justin non ci stà, la rapisce e la porta a suon di vergate in vagina, in una delle sue 500 magioni sulla costa. Durante il viaggio lei, per cercare di convincerlo a farle sposare il babbo di minchia, gli rivela di essere gravida e si stupisce molto che lui se la prenda a morte perchè non gli aveva detto nulla della gravidanza e voleva dare un altro padre al suo erede. Ma quanto sei rincoglionita? E quanto sei stronza? E quanto ti prenderei a calci? E giù di Maalox

Ora la faccio breve: Justin la molla nella magione, lei passa le giornate coccolando la pancia perchè si è già affez….. (segue come sopra) finchè quando giunge all’ottavo mese di gestazioni lui torna e c’è questa bellissima e romanticissima scena sulla scogliera con lui che le dice “C’è qui il prete, ci sposiamo perchè ho ottenuto l’annullamento” e lei che risponde “Col cazzo, faceva bene Alicia a non dartela mai” e lui le da uno schiaffo.

Ed ora finalmente lo posso scrivere….

BOOOOOOOOOOOOOOMMMMMMMMBBBBBBBAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!

Megan si sente mortalmente offesa e scappa.
Incinta.
Di 8 mesi.
Su una scogliera.
Piangendo.
Ad occhi chiusi.

E non vorrei ma sono costretta a ricordarvi che parliamo di una che ha rotto il cazzo da quando era incinta di 0 giorni di quanto amasse la sua minuscola creatura e di quanto la sua vita ruotasse intorno al benessere del futuro Figlio della Merda. Bene. Mi sembra coerente correre sul bordo di una scogliera/dirupo/sailcazzo con il rischio di cadere e ammazzare te stessa e la creatura, ma soprattutto la creatura.

E infatti.

Cade come corpo morto cadde. [Notare come so girare le citazioni a piacimento] Lei non si fa una sega ma le parte il travaglio….ci sono complicazioni e Justin deve scegliere chi salvare. Inspiegabilmente decide di salvare Megan. Nasce quindi un bellissimo bimbo morto che per comodità moral/letteraria aveva qualcosa come 10 giri di cordone ombelicale intorno al collo e quindi è altamente probabile che cmq non sarebbe sopravvissuto nemmeno se fosse arrivato a termine.
Questo solo per non doverci confrontare con una Megan che a tutti gli effetti, ha ammazzato suo figlio perchè è infantile, stupida e vacca.

Purtroppo però tutte queste vicissitudini non impediscono ai due piccioncini di chiarire i loro sentimenti, vivere in armonia e procreare. Anzi, ci subiamo prima delle stucchevolissime scene del tipo “Ti amo” – “No, ti amo di più io” – “Ma io sono stato stronzo” – “Ma io ho ucciso tuo figlio” e via dicendo di sbadiglio in sbadiglio, di Maalox in Maalox, e a seguire il cazzo di epilogo con tanto di figlia già nata (rigorosamente concepita alla prima scopata post aborto e se ve lo state chiedendo ve lo dico io, sì…ho fatto i calcoli) e di scopata per mettere in cantiere il secondo.

Ammazzatevi tutti.

Su internet si passa, palando di recensioni, dalle entusiaste: “Lo amo come fosse la mia orchidea preferita” alle femministe incallite che hanno visto in Justin e nella sua totale immaturità il Demonio in persona: “E’ un orribile esempio di maschilismo strisciante, un personaggio bruttissimo, ai limiti della pedofilia….. e via dicendo”.

Io l’ho detestato con l’anima dall’inizio alla fine, ma è così fastidioso, irritante, stupido, con personaggi completamente irrealistici, odiosi e idioti (che sicuramente si meritano), che il libro fa il giro e diventa appunto “Lammerda che piace” perchè l’autrice dopo 10 pagine ha già raggiunto il fondo ma decide di non fermarsi e di continuare a scavare e scavare in cerca di chissà che cosa e questa dedizione all’orrido, questo sudore speso per scrivere 276 pagine di merda, vanno in qualche modo premiati. Io li ho premiati finendo il libro ed evitando di bruciarlo durante un sabba orgiastico, mi riservo però di usarlo per una messa nera in futuro.

In poche parole

Che cos’è in fondo un bacio se non il preludio di litri e litri di sperma incandescente riversati in vagina?

Poschina

Nella Trappola del Duca – Anne Barton / L’Abito Scarlatto – Sarah Mallory

Oggi parliamo di due libri che non so bene come, ma ho trovato tutto sommato piacevoli. Piacevoli, badate bene, non belli e nemmeno consigliabili, ma piacevoli. Che è una parola che tendenzialmente uso pochissimo perchè a me le mezze misure danno un po’ fastidio quindi solitamente un libro o mi fa sburrare o mi fa cagare.

Partiamo da quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni. E per maggiori soddisfazioni intendo la voglia di massacrare qualcuno.

La Trama: Londra, 1815 – Sarta nel negozio più esclusivo di Londra, Miss Anabelle Honeycote viene a conoscenza dei piccanti segreti del ton e – occasionalmente – li usa a suo vantaggio. Non è certo fiera di simili azioni, ma la riluttante ricattatrice è alla disperata ricerca di denaro per aiutare la sua famiglia, in grave difficoltà. Per tenersi al riparo da misfatti più gravi, Anabelle ha stabilito alcune regole a cui si attiene scrupolosamente, fino a quando commette un errore fatale: ricatta l’uomo sbagliato.

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerissimi

Ci sono romance di diverso tipo. Il Romance Classico, Il Romance Erotico, Il Romance Brillante, Il Deep Throat Romance (il mio preferito ed evidentemente animale in via d’estinzione) e il Romance Fiaba, che è quello che mi piace meno ma che sicuramente descrive in modo accurato la sbobba appena letta.

Lei è una sartina con sorella al seguito e mamma malaterrima da mantenere. Lui un Gran Figo con due sorelle minori da mantenere, una madre troia che è fuggita non si sa dove e un padre morto suicida un paio d’anni prima. Si incontrano perchè lei lo ricatta e iddu, invece di consegnarla alle autorità, prova una certa compassione mista a durello che lo convincono a portarsela a casa come sarta personale per le sorelle e a mantenere la di lei sfigatissima famiglia.

Da qui allo sditalinarla nell’ex nursery il passo è brevissimo. Dal ditalino alla leccata di gnagna è un attimo e da tutto ciò al sesso selvaggio con sborratona nella appena violata vagina sono un manciata di pagine.

E fin qui, nonostante il libro grondi buonismo tanto quanto io grondo sudore in questi giorni afosi, si lascia leggere. Certo…..nessunissima voglia di scartare il Duca come una caramella Rossana tutta da succhiare, ma pazienza….non si può avere tutto dalla vita.

I problemi giungono tutti nelle ultime 10 pagine del libro, nelle quali si concentra una dose buonismo fiabesco talmente alta da farmi credere che da un momento all’altro potesse comparire la Fata Madrina d’azzurro vestita, tanto erano assurdi pretesti e situazioni. Per sopravvivere a tutto questo buonismo ai limiti del realistico mi sono sdoppiata e il mio doppelganger ha sbriciolato il kindle a colpi d’ascia.

Però dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare e sottolineare che ci vengono risparmiate inutili e stucchevoli gravidanze indesiderate, anche se sono certa che in futuro ci faranno sapere quanti pargoli ha sfornato la coppia nei primi 2 anni di matrimonio. Io scommetto almeno 5.

Per correttezza vi informo essere il primo libro di una serie.

Leggerò gli altri? Sì, certo. Sono autolesionista.
Lo consiglio? Solo se siete delle donne “Cuore di panna” che si commuovono con la pubblicità degli omogeneizzati.
Si può evitare? Senza sensi di colpa.
Lui è scopabile? Sì, ma senza infamia e senza lode.
Voto? 5
Livello Marshmallow? 10

Ed ora lui, il libro che potrebbe essere definito con due semplici parole:
Il Plagio

La Trama: Inghilterra, 1811 – Quella del Barone di Adversane è senz’altro una bizzarra proposta, ma Lucy Halbrook, costretta a lavorare per vivere, non può permettersi di rifiutare il generoso compenso che il gentiluomo le offre, e così accetta di raggiungerlo nel Derbyshire e di fingersi la sua fidanzata. Solo quando giunge nella dimora del nobile vedovo, però, la situazione si rivela in tutta la sua inquietante stranezza: non solo Lucy assomiglia come una goccia d’acqua alla defunta baronessa, ma alla festa di mezza estate dovrà sfoggiare un abito scarlatto, identico a quello che la gentildonna indossa nel suo ritratto.

Ed ora la parola alla giurata

Questo libro è la scopiazzatura senza infamia e senza lode di un libro bellissimo che vi consiglio con tutto il cuore: Rebecca – La prima moglie di Daphne du Maurier e se non mi credete vi posto qui sotto la trama.

“A Montecarlo una giovane dama di compagnia conosce e sposa il ricco vedovo Maxim De Winter. 
Ma nella sua magione a Manderley, in Cornovaglia, il ricordo ossessionante della prima moglie Rebecca, alimentato da un’eccentrica governante, porta la ragazza sull’orlo della follia finché il mare non restituisce il cadavere di Rebecca.
Maxim è accusato di omicidio ma nel corso delle indagini si viene a sapere che Rebecca era malata terminale di cancro, e viene ipotizzato il suicidio e quindi scagionato Maxim. Il lieto fine è garantito: Maxim e sua moglie possono finalmente vivere tranquilli.”

Con alcune piccole differenze siamo di fronte a quello che si può solo definire “Plagio”. Era impossibile riprodurre le atmosfere inquietanti, i sospetti, il fine approfondimento psicologico del romanzo della Du Maurier….ed infatti la Mallory butta tutto sul romance spiccio e lo fa con una certa delicatezza che ho apprezzato, con una scrittura che non annoia e senza pretendere troppo da se stessa.

Immagino che per quelle che non hanno letto Rebecca, la parte mistery possa essere intrigante, io l’ho trovata poco soddisfacente ma anche qui, pazienza…arriveranno momenti migliori.

Resta il dubbio su come sia possibile fare i soldi scopiazzando a piene mani il lavoro, nemmeno troppo oscuro, di qualcun altro senza che nessuno alzi un dito per impedire lo scempio, ma se facessimo finta di non sapere che il suddetto scritto è in realtà una copia, il libro sarebbe sicuramente leggibile, adatto ad una domenica afosa in spiaggia oppure ad una nottata di insonnia dovuta alla calura.

Per onestà intellettuale insisto con il consiglio di leggere il libro della Du Maurier e anche di vedere il bellissimo film di  Alfred Hitchcock con Laurence Olivier e Joan Fontaine.

Detto questo…

Lo consiglio? Solo se non avete letto l’originale
Si può evitare? Senza sensi di colpa.
Lui è scopabile? Sì, ma senza infamia e senza lode.
Voto? 5
Livello Mistery? 4

In poche parole

“Un buon libro dovrebbe lasciare decisamente esausti al termine. Si vivono diverse vite durante la lettura”. (William Styron)
Beh….non è questo il caso….purtroppo

Poschina

A Taste of “Devil in Spring” – Lisa Kleypas

Giusto stamane ho finito “Devil in Spring” di Zia Lisa, terzo libro della serie “Ravenels” e primo in ordine di gradimento, per lo meno per quanto mi riguarda. Sia chiaro che mi riservo di cambiare completamente opinione dopo aver letto la versione italiana, anche perchè una pessima traduzione potrebbe irrimediabilmente rovinare la prima parte del libro, che ci regala scambi di battute degni di nota e che mi hanno riportata ai fasti di qualche tempo fa.

La Trama: Most debutantes dream of finding a husband. Lady Pandora Ravenel has different plans. The ambitious young beauty would much rather stay at home and plot out her new board game business than take part in the London Season. But one night at a glittering society ball, she’s ensnared in a scandal with a wickedly handsome stranger.

A cynical rake…

After years of evading marital traps with ease, Gabriel, Lord St. Vincent, has finally been caught-by a rebellious girl who couldn’t be less suitable. In fact, she wants nothing to do with him. But Gabriel finds the high-spirited Pandora irresistible. He’ll do whatever it takes to possess her, even if their marriage of convenience turns out to be the devil’s own bargain.

 

Traduzione a spanne della trama: Lei è una giovane donna che non ambisce al matrimonio, lui un giovane gaudente che non ambisce al matrimonio, si incontrano, si scontrano e non si sa bene perchè lui si invaghisce di lei e lei si invaghisce di lui . . .  finisce a confetti e fiori d’arancio, con tanto di pericolo finale.

Ed ora la parola alla giurata

Al momento è il libro della serie che mi è piaciuto di più, anche se non sono arrivata al punto di ballare nuda sul tavolo dalla gioia, tutta la prima metà de libro funziona bene (o abbastanza bene), gli avvenimenti si susseguono fluidi ed è un piacere rivedere Sebastian ed Evie nel ruolo di genitori amorevoli che spiaccicano con fascino e charme chiunque incontrino sul loro cammino.

Pandora e Gabriel sono una bella coppia, anche se lei spinge un po’ troppo sul femminismo per i miei gusti (e se lo dico io che riduco la vita ad una perenne lotta per la parità dei diritti è tutto dire) e continua a rimbalzare il fighissimo e fin troppo disponibile Gabriel per la paura di perdere la sua libertà.

Ho trovato tenerissime le confessioni di Pandora relative al suo passato, che ci aiutano a capire meglio la famiglia di merda con cui è cresciuta e che ci mostrano la fragilità di questa ragazza, soprattutto prechè messe in contrapposizione all’infanzia tutta amore e considerazione che ha avuto Gabriel.

Diciamo che fino al matrimonio tutto fila liscio come l’olio e la fotta di leggere mi ha accompagnata nell’attesa tra un viaggio in treno e l’altro, mentre i problemi insorgono tutti nella seconda metà del libro (o forse sarebbe meglio dire l’ultimo terzo) nel quale, improvvisamente, si cambia registro e ci ritroviamo in un turbinio di avvenimenti più o meno drammatici, un po’ raffazzonati e che si svolgono e si risolvono troppo in fretta perchè si possa approfondire l’argomento (del quale comunque non me ne sarebbe fregato proprio nulla).

Sinceramente speravo che si ponesse l’accento sul business di Pandora non solo come espediente per parlare dell’emancipazione femminile, ma anche come perno della sua futura vita, mentre l’argomento viene discusso fino all’inverosimile in forma teorica e quasi ignorato in quella pratica, ma pare che Zia Lisa abbia deciso di concentrarsi (maluccio) sui cambiamenti socio-culturali della seconda metà dell’Ottocento, a volte a discapito di logica e fluidità narrativa.

Non che ci sia qualcosa di male nel voler affrontare un tema come l’emancipazione femminile, anzi…..avercene di libri che ne parlano, ma fatto in questo modo, ossia senza mai nemmeno per sbaglio scendere nel dettaglio mi sembra più pretestuoso che funzionale.

Detto questo penso che il modo in cui Pandora viene compromessa sia degno di nota anche se l’improvviso interesse di Gabriel per la donzella è un po’ troppo improvviso.

Nota di colore. Anche Gabriel è uno di quegli uomini a cui piace la donna in piena sindrome premestruale, altrimenti non si spiega come abbia fatto a non defenestrarla dopo la lezione di valzer. A seguito delle ultime letture è oltremodo evidente che io abbia incontrato nella mia vita solo ed esclusivamente una manica di stronzi, i quali non hanno mai avuto alcuna intenzione di sorbirsi insicurezze, paure e quant’altro. Me ne farò una ragione.

Attendo con ansia la versione in italiano del libro per capire se mi è piaciuto perchè letto in lingua originale oppure è semplicemente un buon libro. Anche qui siamo lontani dalla perfezione ma tra i tre libri della serie  è quello che rileggerei volentieri quindi direi che stavolta è andata bene.

Bene, ma non benissimo.

p.s. Gabriel accenna a perversioni sessuali che lo catalogherebbero come inadatto al matrimonio, ma io non ho visto nulla che non fosse normale sesso. Mi sono persa qualcosa nella traduzione? Bah…. lo vedremo tra un annetto, quando avrò letto anche la versione italiana.

In poche parole

Ok, Zia Lisa…Molto meglio, anzi Bene ma non Benissimo….anzi Bene ma con riserva, diciamo un 7 meno meno.

Poschina

La Duchessa Cortigiana – Joanna Shupe

Se cominciassi ora ad elencare tutte quelle piccole e grandi cose che mi hanno irritata a morte di questo libro, è altamente probabile che tra due/tre anni saremmo ancora qui seduti a parlarne.
Perchè dovete sapere che spesso penso che sì, persino io potrei scrivere un libro, ne ho tanti cominciati e mai finiti…..si tratterebbe solo di mettersi d’impegno e dargli la giusta attenzione per finirli. Poi però li leggo e comincia la severa autocritica (giustificatissima) e finisce che li massacro a colpi di “Impossibile” – “Troppo comodo” – “Troppo stupido” – “Che palle” – “Ma come cazzo ti è venuto in mente” seguito dall’odio puro per dei personaggi che ho creato io….e se persino a me stanno sul cazzo figurarsi a chi dovrebbe pagare per leggere le loro storie.

Allora i libri preferisco leggerli….poi però succede che incappo in roba come questa, un compendio di tutto ciò che detesto nella letteratura rosa, riunito in circa 200 pagine. Roba che la pressione mi è schizzata a 400 e il fottone è ancora lì che gira libero nel mio corpo devastando tutto quello che incontra.

La Trama: Venezia/Inghilterra, 1816 – Julia, Duchessa di Colton, si è sposata a sedici anni, ma il marito subito dopo la cerimonia è scappato a Venezia, dove vive da otto anni. Julia, dopo una lunga solitudine, desidera un figlio e decide che è arrivato il momento di sedurre quel marito sconosciuto. Si fa insegnare da una cortigiana londinese i segreti più scabrosi del corteggiamento, raggiunge il fantomatico marito a Venezia e, sotto mentite spoglie, lo seduce e concepisce con lui un erede. Ma quando la seduzione e la passione si trasformano in qualcosa di più profondo, è necessario ricostruire anche la fiducia e la capacità di vivere insieme. Potrà quel marito, che la duchessa cortigiana è stata costretta a sposare così giovane, trasformarsi davvero nell’uomo della sua vita?

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler perchè voglio risparmiarvi questi 5 fottutissimi euro.

Prima di tutto diciamo per onestà intellettuale che questo libro è piaciuto. Ed ammetto che anche io, all’inizio, nelle prime 40/50 pagine mi sono detta “Eddai Cazzo!!!! Finalmente qualcosa di brioso e diverso dal solito” perchè, in effetti, le prime pagine sono scritte bene, la storia è inverosimile come solo nei romance storici può essere ma in fondo chissenefrega, noi vogliamo cazzi turgidi e orgasmi, della veridicità storica non ce ne facciamo nulla.

Poi però purtroppo non mi sono fermata a quando la rompicazzo arriva a Venezia e decide di sedurre quel grandissimo figo di suo marito, ma sono andata avanti….

Ma conosciamoli questi due coglioni.
Lei: Julia ventiquattrenne costretta a sposarsi, otto anni addietro, con un figo da paura che non la voleva vedere nemmeno morta e che infatti l’ha piantata subito dopo la cerimonia senza nemmeno sverginarla a suon di vergate in vagina. Vive in una misererrima casa con la zia perchè la suocera stronza e il cugino del marito le hanno tagliato i fondi. E’ al limite della povertà, aspira fastidiosamente al Santamariagorettismo e dopo anni di ragionamento le viene in mente che se generasse un erede potrebbe riappropriarsi del patrimonio e le sovviene l’idea delle idee.
Andare da una cortigiana per farsi spiegare i segreti del mestiere, raggiungere il marito a Venezia, sbatterselo e tornare incinta.

Lui: Nick. A logica dovrebbe essere il degenerato che mi fa rizzare i capezzoli al solo nominarlo e invece ho avuto sempre e solo voglia di fargli del male fisico e questo, ovviamente, non è un buon segno. Costretto al matrimonio dall’odiato padre, decide di scappare appena celebrate le nozze e girare l’europa scopando a destra e a manca fottendosene di tutto il resto e con un atteggiamento da bambino viziato che bisognerebbe ridimensionare a suon di frustate sull’uccello. Tenetevelo.

Ma arriviamo al dunque.
Julia si presenta a Venezia con un finto amante, riesce a conquistare l’interesse di Nick e cominciano la loro relazione di protettore/amante con la classica scopatona orgasmica. E qui, io che avevo lasciato a casa il cervello a favore dell’intrattenimento, l’ho richiamato al dovere perchè va bene tutto, ma non esageriamo.

Ok che sei andata dalla cortigiana che ti ha spiegato cosa succede e come succede, ok che hai visto come si fa, ok tutto porco Zio ma che tu ti impali letteralmente sullo spropositato cazzo di tuo marito come se fosse la cosa più naturale del mondo no. Non dopo che lei ti aveva suggerito di fare pratica con un dildo ma tu ti sei rifiutata perchè era troppo per te (fottiti stronzetta che non sei altro) perchè io sfido chiunque di noi donne non più vergini a sederci sul cazzo di Rocco Siffredi senza non dico urlare di dolore, ma procedere con una certa cautela.

No, lei ci salta sopra come se nulla fosse.  Vergine che si siede su un cazzo gigante e va avanti a scopare come se nulla fosse !!!!!!!!! Eh già certo, e io lettrice sono nata giusto ieri. Mavaffanculovaaaaaaaa.

E non è il peggio.
Il peggio lo raggiungiamo poco dopo con l’ormai sempre presente pompino con ingoio, ovviamente fatto ad arte, manco si stesse bevendo cioccolata calda al bar con le amiche dopo un pomeriggio di shopping.
Che poi io mica ho niente contro i pompini e nemmeno contro l’ingoio. Fate pure. Facciamo pure. Rendiamolo obbligatorio.
Contesto solo questa predisposizione, da parte di una vergine che fino a ieri non aveva mai baciato con la lingua a diventare un’adoratrice senza macchia e senza paura del pene. Perchè diciamocelo fuori dai denti….non è che ingoiare sia proprio la prima cosa che si fa in assoluto, bello, bravo, buono…ma non stiamo parlando di nutella.

E nemmeno questo è il peggio.
Il peggio del peggio lo raggiungiamo quando dopo una settimana di sesso in ogni luogo e in ogni dove, lei capisce che in questo modo sta ingannando il marito di cui si è innamorata e allora pensa bene di andarsene e indovinate?
Dai….indovinate…..

Sì. Lei è gravida.
Quindi in questo merdosissimo romanzo la GI (Gravidanza Indesiderata da lui) coinncide con la GD (Gravidanza Desiderata da lei).
Brava Joanna, fino ad ora nessuna scrittrice era riuscita a farmi incazzare come tu hai fatto nel giro di 200 fottutissime pagine.

Perchè? Perchè aggiungere la gravidanza?
In ogni ciclo c’è il 25% di possibilità di rimanere incita. Questo se copuli senza precauzioni durante i giorni fertili che sono, in media, 4 (e sono stata larga). Se seguiamo questo principio scientifico, lei è riuscita a portarsi a letto il marito esattamente in quella settimana critica pur essendo ignorantissima in materia. Perchè non poteva capitare che la settimana di sesso fosse a ridosso del ciclo, o post ovulatoria…. NO, dovevano scopare come ricci proprio in quei 4 cazzutissimi giorni.

Basta.
Davvero, ve lo chiedo per favore, basta.

Pensate che sia il peggio?
AHHAHHAHHAHAH
Il peggio del peggio del peggio arriva quando lei cade in un dirupo, rotolando per metri e metri e metri sbattendo a destra e a sinistra proprio in quelle 13 settimane iniziali della gravidanza che sono piuttosto delicate e non le succede un cazzo. Nemmeno una piccolissima, insignificante, realistica perdita di sangue.

Odio tutta la famiglia e li maledico con l’anima.

Oltretutto l’entusiasmo di Julia nell’affrontare una gravidanza consapevole di averla procurata ingannando in marito mi disgusta perchè rappresenta il peggio del mio sesso. Le donne che usano questo espediente mi fanno schifo e non posso e non voglio identificarmi in una cretina simile.  D’altro canto mi disgusta anche l’atteggiamento sospettoso e perennemente “in guardia” di Nick….come direbbero dalle mie parti “Figa….rilassati!!!” uno che per otto anni se ne è sbattuto della moglie e la giustificazione che adduce è  che era troppo giovane. Che, oggettivamente, non vuol dire nulla. Ed io di uno che ragiona in questo modo ne faccio volentieri a meno, e rinuncio anche alla verga turgida e ai multiorgasmi perchè io non sono schizzinosa come quel puttanone di Julia e posso accontentarmi del Rabbit, se la situazione lo richiede.

Potrei andare avanti ore, ma perchè tediarvi?
Vi basti sapere che lui fa ammenda e lei lo rimbalza ma poi per poco non lo ammazzano e lei diventa di colpo tutta “Sole – Cuore – Ammooooooooreeeeeeee” ed è un tripudio di erezioni galattiche, vagine grondanti, orgasmi e sesso in generale e il tutto è talmente coinvolgente che avrei preferito conficcarmi una forchetta nel palmo della mano.

Però c’è da dire che una cosa questo libro ce la insegna, ossia come tenere viva l’attenzione del proprio coniuge/compagno. Essendo molto, molto, molto, molto troia.
Che poi mi va benissimo ed infatti Emma Wildes in “Lezioni di Seduzione” non mi ha mica fatto venire l’orchite, tutt’altro; quindi è proprio tutta colpa di una trama di merda, con personaggi di merda e un contorno di merda. Sono 200 pagine di merda, che faccio, lascio?

Ma anche no.
Passiamo oltre.

Lo sconsiglio, lo sconsiglio con tutta l’anima.
Se proprio proprio non sapete cosa fare per un paio d’ore, andate su Tumblr e scrollate porno fino a spellarvi le dita delle mani, sicuramente è più salutare che leggere questa ignobile sbobba.

In poche parole

Piuttosto di ‘sta merda andate su Tumblr e scrollate porno fino a spellarvi le dita delle mani. E chi ha la mente pornografica per intendere, intenda.

Poschina

Il Vicario e la Scrittrice – Eva Leigh

Bene.
Bella merda.
No, dai …. non esageriamo, diciamo che è un libro dimenticabile, molto dimenticabile. Talmente dimenticabile che l’ho finito stamattina e fatico a ricordarmi i nomi dei protagonisti.

La Trama: Londra, 1816 – Come potrebbe non essere oltremodo noioso e pudico un matrimonio fra il vicario di una piccola parrocchia nel Devonshire e la figlia di un duca nota per la sua timidezza e per fare sempre da tappezzeria? Eppure, quella tra Jeremy Cleland e Lady Sarah Frampton è tutt’altro che un’unione noiosa e pudica. Forse perché, all’insaputa l’uno dell’altra, lei è la misteriosa autrice dei famosi romanzi erotici che stanno accendendo e sconvolgendo il ton… e lui l’uomo incaricato di scoprirne l’identità per mettere fine alla pubblicazione di quelle storie accusate di corrompere la moralità inglese. Ma cosa sarà di loro e del loro amore quando scopriranno i reciproci segreti?

Ed ora la parola alla giurata – Solo ed Esclusivamente SPOILERONI

Da ragazzina guardavo la fiction “Uccelli di Rovo” e mi piaceva anche. Forse non ne coglievo appieno le sfumature ma sembrava che Richard Chamberlaine ci sapesse fare assai negli affari di letto. Anche perchè altrimenti invece di sbatterti un prete ti conviene ripiegare sull’idraulico, se non c’è buon sesso a che pro intrattenere una relazione complicatissima e priva di futuro?

Quindi io immaginavo un parroco sessualmente iperattivo con la verga turgida e nodosa  (questa è per il Busnaghi) pronta ad infrangere imeni come se piovesse ed invece….

….. Invece lui, Jeremy, è il bellerrimo terzogenito del nobile di Stocazzo, destinato da sempre a diventare parroco, malcagato dal padre che lo considera poco più di un inetto (a ragione), succube di tutto e di tutti e per di più sessualmente represso.

Lei è Lady Sarah, figlia di un conte o roba simile che per diletto scrive sotto pseudonimo romanzi erotici famosissimi e che, pur essendo una vergine di ferro, conosce ogni segreto del corpo umano maschile e femminile e brama dalla voglia di farsi cunnilingusare e di spompinare il proprio partner in una session di 69 che manco Sasha Grey e Rocco Siffredi avrebbero saputo fare.

Due sfigati direte voi… Ebbene sì.
Io speravo che il personaggio di Sarah, ricchissimo di potenzialità, venisse sviluppato nell’ottica di una presa di coscienza della propria femminilità e al diritto di goderne appieno, infrangendo regole sociali stupide e maschiliste. In realtà questo argomento viene affrontato ma solo in fondo al libro e piuttosto superficialmente tanto che invece di fare outing e  dichiarare di essere la famosa scrittrice erotica, il segreto viene mantenuto.

Ma concentriamoci sulla storia.
I due piccioncini si incontrano ad un noiosissimo party in giardino e scatta quello che si può considerare il classico colpo di fulmine. Lei appena lo vede pensa in quanti modi potrebbe essere vergata da lui mentre Jeremy appena la vede sente l’intero corpo tendersi e per lui è cosa nuova e non poi tanto giusta.
Ci troviamo quindi di fronte ad un ribaltamento di ruoli, lei che spera di essere posseduta nel roseto e pensa solo ed esclusivamente a come procurarsi uno di quegli orgasmi che descrive tanto bene ma che non ha mai provato, mentre lui vorrebbe tanto sprofondare in lei ma non è così che si comporta un vero uomo timorato di dio quindi si reprime. Oltretutto arrossisce ogni fottuta volta che si parla di sesso.
Minchia che palle.

SPARATEGLI SUBITO

Potete anche accusarmi di essere la classica donna succube dell’uomo Alpha, figlia di una cultura machista e maschilista incapace di accettare le sensibilità maschili, che preferisce ancorarsi all’archetipo del maschio dominante piuttosto che aprire la propria mente e il proprio corpo al nuovo modello di maschio sensibile col mestruo. Accusatemi pure ma sappiate che sono orgogliosa di volere, nel mio letto, un classico maschio Alpha con esperienza, voglioso, bramoso, che non arrossisce e che mi immagina in ogni posizione possibile ed immaginabile senza mai sentirsi in colpa nel fare pensieri impuri.

Cmq. Jeremy cerca di smascherare la scrittrice misteriosa perchè il padre gli ha chiesto di porre fine alla divulgazione di materiale pornografico, Sarah intanto scrive come non ci fosse un domani, ispirata dalla cocente attrazione sessuale che prova per il pretonzolo che nonostante la buona volontà non può sposare perchè lei è un’ereditiera e lui uno sfigato.

Spoiler: si sposano. E la prima, meravigliosa, agognatissima notte di nozze parte con il disastro di una prima volta nella quale lui si infila nella di lei inviolata vagina e viene immediatamente lasciando la povera donzella completamente insoddisfatta. E questo dimostra da una parte un certo realismo e dall’altra che lui non ha mai visto “Tutti pazzi per Mary” e quindi non sa che non ci si presenta alla prima notte di nozze con la pistola carica ma che bisogna tirare il collo al serpente prima dell’incontro.

Siccome è stato un mezzo disastro Jeremy decide di mettere in pratica qualche idea che ha letto in uno dei libri della misteriosa scrittrice e da quel momento in poi c’è solo una parola che ricorre nella pagina scritta…..Orgasmo – Orgasmo – Orgasmo – Orgasmo

Perchè lui è passato con disinvoltura dal livello Incapace cronico al livello Marchese di Dain nel tempo che a me serve per sbadigliare quando leggo certe cose.

Da qui in poi il libro si trascina tra pompini, kamasutra e orgasmi fino a quando lui non scopre che in realtà la sua adorabile e flessibile moglie altri non è che la scrittrice misteriosa e allora si indigna da morire perchè lei gli ha mentito e le dice qualcosa tipo “Ed io che ti ho donato la mia verga!!!! A saperlo prima sarei rimasto mezzo vergine per il resto della mia vita!”
E allora tenetevelo, tenetevelo voi uno che addirittura litiga come una donna, adducendo motivazioni tipicamente femminili.

Non ci sono più gli eroi Romance di una volta, quelli che per punirti ti scopavano fino a farti svenire a furia di orgasmi.

Inutile che vi dica che la situazione si sistema, lui le dice che lei è il suo sole, la sua terra e quant’altro mentre lei gli dice che per ammmmmooooooreeeee rinuncerà anche alla scrittura e via dicendo e che dopo una serie inutile di puccismi sfrenati lui finalmente manderà affanculo suo padre, lascerà la tonaca e si butterà con successo nel campo dell’editoria mentre lei continua a scrivere, passa dall’erotico al Romance perchè ormai ha scoperto l’Ammmmoooooore e quindi tutto è rosa con fiocchetti bianchi, profuma di zucchero ed è morbido come un marshmallow.

Andatevenetuttiaffanculova!!!!

In poche parole

Ridateci gli eroi Romance di una volta, quelli che per punirti ti scopavano fino a farti venire a furia di orgasmi.

Poschina

 

La Rinascita del Duca – Lorraine Heath

Dopo una Kleypas che non mi ha convinta del tutto, passo con naturalezza all’ultima fatica pubblicata di Nostra Signora dei Bassifondi Lorraine: La Rinascita del Duca.
Il Duca in questione è figlio di Olivia e Jack Dodger che abbiamo conosciuto ne “Il Duca Dissoluto” e la bella di turno è Grace, figlia di Frannie e del Duca di Grayson, conosciuti nel libro “Tra le braccia di un Duca”.

Questa precisazione anagrafica è necessaria perchè ci fa capire due o tre cose, la prima delle quali è che i figli dei protagonisti della serie “Libertini di St. James” copulano allegramente tra di loro generando un groviglio atroce di progenie atto solo a complicare un albero genealogico già caotico di suo. Per non parlare della splendida idea di far uscire la nuova serie dimenticandosi di pubblicare prima l’ultimo episodio della serie precedente. Ci troviamo di fronte al figlio del dott. Graves senza conoscere la storia che ha portato il di lui padre a svuotare il contenuto dei lombi nel fertile ventre della madre.

Alla fine del post vi segnalo i titoli delle serie perchè in questo modo mi ci raccapezzo anch’io.

 

La Trama: Londra, 1874 – Henry Stanford, Duca di Lovingdon, ha smesso di vivere una fredda mattina di due anni prima, quando il tifo gli ha portato via l’amata moglie e la loro bambina. Ha quindi mandato al diavolo l’onore e ha annegato il dolore nell’alcol, nel gioco d’azzardo e nei letti scaldati da amanti sconosciute, trascinandosi in un’esistenza inutile. Per questo, benché nutra stima e affetto per Lady Grace Mabry, sua amica d’infanzia, è con un certo disappunto che accetta di aiutarla a distinguere tra i numerosi pretendenti uno che sia interessato davvero a lei e non alla sua generosa dote. Ma più le sta accanto, più ha la sensazione che nessun uomo sia abbastanza per Grace né la possa amare come merita. Nessuno tranne lui, che però ha troppa paura di far tornare a battere il suo cuore ferito.

Ed ora la parola alla giurata – qualche spoiler, cercherò di contenermi

Scrivo sull’onda del momento perchè oggi mi va così, niente riflessioni, niente considerazioni a freddo ma solo ed esclusivamente quello che il libro mi ha trasmesso, nel bene e nel male.

Partiamo con il dire che prima di capire bene chi fossero e che parentele avessero protagonisti e amici ci ho messo più o meno metà libro, ed ancora adesso, ad opera conclusa, ho qualche perplessità. Sarà la vecchiaia che avanza ma con tutti questi nomi e titoli non ci capisco una beneamata sega.

Però qualcosa la so. Lui, Lovingdon, mi fa un sesso terrificante.
Iddu è stato malmenato dalla vita, che in pochi giorni gli ha portato via moglie e figlioletta adorata. Quindi da bravo ragazzo tutto noia e pucci pucci diventa un Badass della madonna, dedito a fiumi di alcool e a notti di sesso sfrenato con sconosciute pagate bene.
Questa immagine di degradazione e abbrutimento non può che essere un afrodisiaco per i miei ormoni, per la mia personalità chiaramente disturbata e per la mia vagina, che ai bravi ragazzi tanto apprezzati da mamma e papà ha sempre e solo preferito i casi umani irrecuperabili ma tanto, tanto, tanto sexy.

La donzella in questione è Grace, rossa di pelo e di personalità, vivace, intraprendete, anticonvenzionale. Amica d’infanzia del nostro meraviglioso, espertissimo, cazzogrossissimo Henry, lo interpella per farsi aiutare nel riconoscere, tra i millemila pretendenti che la assediano, chi la ama davvero da chi vuole solo il suo sconfinato patrimonio.

Capiamo immediatamente, alla prima occhiata, che lei in realtà ha sempre amato il giovine Lovingdon, da quando un lui sedicenne l’ha consolata e coccolata durante un picnic in campagna o roba simile. Perchè quale bimbetta potrebbe resistere all’adolescente che la difende e la abbraccia, la tocca e la protegge? Per carità è tutto rigorosamente innocente ma quel senso di protezione lì, quello che gli ignari adolescenti infondono alle bambine, è a tutti gli effetti la rovina delle stesse durante l’adolescenza. Perchè, ebbene sì, lo ricercheranno in tutti gli uomini che incontreranno in futuro senza  trovarlo mai.

Quindi zio caro, adolescenti di tutto il mondo, state attendi a non infondere eccessivo senso di protezione perchè potrebbe sancire l’infelicità di una donna per il resto della sua vita.

Cmq.

Grace piomba da Lovingdon in piena notte e lo trova con la verga turgida molto turgida intento a scopazzarsi una delle centinaia cortigiane che frenquenta e gli chiede papale papale di aiutarla  a trovare l’Ammmmore, quello con la A maiuscola che lui aveva provato per l’adorata moglie perduta, nonostante l’unica cosa che voglia fare sia tornare dal troione, Henry prima la fanculizza e si nega, poi invece ci ripensa e decide di aiutarla.

Peccato che frequentandola si renda conto che non ha più 10 anni ma che è diventata una figa spaziale e che ogni fottutissima volta che la vede la verga diventa più turgida del turgido e comincia ad avere qualche piccolo problema nel non sbatterla al muro e penetrarla fino alla morte.

Da qui al Best Cunnilingus Ever il passo è davvero breve e dal BCE al cuore perduto di Grace non passa poi molto.

Questo libro soffre un po’ di incoerenza strutturale. Un termine che credo non esista ma che vi esplico subito.
La sofferenza di Lovington viene sviscerata piuttosto bene. Capiamo perfettamente le sue remore nell’avvicinarsi ad un’altra persona e nel lasciarsi andare e anche Grace è sufficientemente caratterizzata.
Tuttavia manca quel qualcosa che ti fa urlare “Bomba!!!!” a squarciagola. Alcuni personaggi di contorno sono appena accennati tanto da risultare completamente inutili (vedi le amiche con le quali Grace vorrebbe scrivere un manuale per le giovani donzelle) e come al solito la parte rocambolesca sul finale per quanto mi riguarda è superflua e se non ci fosse sarebbe pure meglio. Accidenti, sarebbe bastato così poco per farmi urlare Boooooooombaaaaaaaaaa !!!!!!

Ma.
Ma queste piccolezze non tolgono nulla ad un romance piacevolissimo che si legge tutto d’un fiato, che non annoia e che ha anche, finalmente, un cazzo di maschio che ti fa venir voglia di dargliela dopo mezza pagina.
Lo consiglio  e non vedo l’ora di leggere il prossimo….oddio, se magari prima pubblicassero l’ultimo della serie dei libertini sarei anche più felice.

Ah, dimenticavo….anche lei ha una Sad Story che è davvero sad e anche davvero una story, tantissima roba ragazzi !!!!

In poche parole

Se volete realizzare a casa il Best Cunnilingus Ever questi sono gli ingredienti: una vergine, del Rum e un libertino particolarmente esperto.

Poschina

Piccola nota stonata. Bella la copertina ma forse non se ne sono accorti….Grace è rossa di pelo.

Serie Libertini di St. James’s

  • Patto con il Diavolo
  • Il Duca Dissoluto
  • Tra le Braccia di un Duca
  • Piaceri di Mezzanotte
  • The Last Wicked Scoundrel – Inedito in Italia

Miniserie Scandali a St. James’s

  • La Rinascita del Duca
  • Once More my Darling Rogue – Inedito in Italia
  • The Duke and the Lady in Red – Inedito in Italia
  • An Affair with a Notorius Heiress – Inedito in Italia