Duca dei miei Piaceri – Elizabeth Hoyt

Siamo giunti all’undicesimo libro della serie Maiden Lane della nostra fantasiosissima cugina Lizzie; una serie altalenante che spesso mi ha lasciata con l’amaro in bocca salvo poi ricattarsi con il libro successivo.
Avevo aspettative altissime per questo romanzo perchè l’attenzione è concentrata su Alf, l’informatore di St. Giles che in realtà è una ragazza sotto mentite spoglie, e sul Duca di Kyle, figlio bastardo del Re, integerrimo e apparentemente glaciale.
A fine lettura posso solo affermare che Lizzie ha vinto tutto.
Ora vi spiego anche perchè.

La Trama: Londra, 1742. Abbandonata in tenera età dalla madre, Alf è stata costretta a fingersi un ragazzo per poter sopravvivere nel quartiere più depravato della città e ha iniziato la carriera di informatrice al servizio dei nobili. Quando calano le tenebre, però, protegge gli indifesi da ladri e malfattori, vestendo i panni del Fantasma di St Giles! Accade così che una notte intervenga in aiuto del duca di Kyle, salvandolo dai criminali che l’hanno aggredito, ma il duca si accorge che sotto i panni del Fantasma si cela una donna dal fascino irresistibile…

Ed ora la parola alla giurata – superspoiler

C’è Romance e Romance.
C’è il Romance storico puro, il Regency, quello arguto, quello per bacchettone, quello per porcone, quello per sognatrici e poi c’è “Duca dei miei peccati” che rientra nella categoria da me adorata del “FantasyEroticRomance” ossia un mix atroce di erotismo spiccio, romanticherie sparse e soprattutto voli pindarici di pura ed estrema fantasia. In questo caso c’è anche una buona dose di avventura che risolleva un po’ dal piattume generale.

Ma vorrei partire spiegandovi perchè cugina Lizzie ha vinto tutto. E lo annuncio in grande stile……

BBBBBBBBBBOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOMMMMMBBBBBBBAAAAAAAA!!!

E come voi sapete, BOMBA non lo urlo spesso e quando lo faccio è perchè abbiamo raggiunto davvero dei picchi inimmaginabili di fantasia spinta, in questo caso è talmente estremo il livello Fantasy da essere quasi fastidioso. Quasi.

Un Pompino.
No, non il classico pompino con ingoio in camera da letto come nel 99% degli ultimi romance letti, ma un pompino in piedi, nell’angolo buio di un giardino, mentre si fugge da due nobili assassini. Sì, avete capito bene. Alf e Kyle stanno fuggendo dai Signori del Caos, sono intrappolati in giardino e a lei viene in mente che l’unico modo per non farsi scoprire non è fingersi una coppia appartata baciandosi appassionatamente, oppure fingere di copulare in un angolo ma spompinare.
SI’.
A lei viene in mente di fargli un Signor Pompino.
E vi faccio notare che:
1 – è in assoluto il primo pompino della sua vita
2 – lui, molto galantemente, le viene in bocca
3 – lei NON ingoia ma sputa tutto nel fazzoletto che lui, Signore fino in fondo, le porge a zebedei svuotati.

E qui, care le mie donne, non possiamo fare altro che arrenderci e cominciare a scavare, non solo perchè siamo ormai sprofondati nell’abisso dell’assurdo fino a toccare il fondo melmoso, ma soprattutto perchè il pompino in tutte le sue fantasiose forme è ormai diventato la scappatoia delle scappatoie quando non si sa più cosa dire.

Ma.
Tutta questa mediocrità stilistica, tutto questo inutile accanimento con combattimenti rocamboleschi, ferimenti, fughe e pompini salvavita rendono il tutto talmente assurdo, talmente oltre, talmente fastidiosamente esagerato da divenire a tutti gli effetti un piccolo capolavoro del genere “FantasyEroticRomance” che spodesta dal trono la masturbazione di Lady Pippa nello studio di Cross, fino a ieri massima espressione del genere.

Il libro, nella prima metà non è per niente male.
Alf mi piace molto e la sua sad story nasconde misteri che pare vengano svelati nel prossimo libro (già in mio possesso, comprato compulsivamente stamattina, in inglese “Duke of Desire”), è un bel personaggio, abbastanza sfaccettato nonostante alla fine sembri quasi un essere mitologico visto che riesce sempre a fare tutto benissimo.
Kyle è interessante, attratto da Alf e dallo spettro di St. Giles, che scopre essere una donna; traumatizzato dall’esperienza matrimoniale (la moglie viene descritta come una specie di troione assetato di sesso con la quale a parte i piaceri coniugali non condivideva altro) fatica a lasciarsi andare, deve recuperare il rapporto con i figli, uno dei quali manco è suo, e da quanto è buono, bravo e giusto poco ci manca che aspiri alla santità. Ma nonostante i personaggi non siano il non plus ultra, le cose sembrano funzionare e gli scambi di opinione tra i due sono divertenti.

I problemi giungono dopo la metà del libro, quando il tutto un po’ si appiattisce e per quanto mi riguarda ci si riduce ad un “mi ami? ma quanto? come? perchè?” e ad una serie di combattimenti che risultano oltre che poco realistici anche piuttosto sbrigativi.

però……
finalmente compare il nuovo Duca di Dyemore, figlio dell’ex capo dei Signori del Caos, è un uomo di cui si sa pochissimo e sul quale ci sono più leggende che fatti; è sfregiato, ombroso, affascinante e sibillino. In pratica mi sono sciolta come neve al sole nelle due scene di numero nelle quali compare. E….alla fine del libro….si intuisce che è più coinvolto di quanto sembri in tutta la storia.

A conti fatti questo libro non è né meglio né peggio di tanti altri della serie, bisogna solo approcciarsi nel modo corretto, ossia essere consci che si sta leggendo qualcosa di assolutamente irrealistico, esagerato, fantasioso. Qualcosa che ha davvero poco a che fare con la veridicità storica e che anzi, spinge su situazioni al limite del credibile. Per quanto mi riguarda il libro funziona solo se vissuto come un puro e semplice intrattenimento. Senza chiedergli nulla di più.

Certo, ci sarebbe tutto il discorso sulla femminilità, sull’essere donna, sullo scoprirsi donna e accettarsi come tale che è presente nel libro ma purtroppo solo sfiorato marginalmente, e il tasto viene battuto anche da Iris, la quale si rifiuta di sposare Kyle perchè vuole un matrimonio passionale e non solo essere una padrona di casa-oggetto; ma è sempre e solo un argomento buttato lì senza essere sviluppato a dovere, e questo è un peccato.

Se avete letto il resto della serie, leggerlo non vi farà certo male, ma se dovessi scegliere che libri consigliarvi della Hoyt, questo non sarebbe di certo tra i primi.

In poche parole

Lei è una donna che si finge uomo che si finge spettro che si finge dama.
Lui è integerrimo, serio e traumatizzato.
Finirà a badilate di zucchero e miele.

Poschina

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Un Libertino da Domare – Nicole Jordan

C’è sempre un momento determinante nella vita di ognuno di noi.
Per quanto mi riguarda lo spartiacque della scorsa settimana è stato seguire l’impulsività e acquistare un libro del quale non sapevo nulla, di un’autrice della quale non sapevo nulla e convincermi con tutte le forze che la trama era intrigante e quindi anche il libro lo sarebbe stato.
Grave errore.
Ho abbassato la guardia ed ora ne pago le conseguenze.
Amarissime.

La Trama: Inghilterra, 1817 – Venetia Stratham ha una missione: salvare sua sorella dalle attenzioni inappropriate di Quinn Wilde, Conte di Traherne e noto libertino. Caduta in disgrazia agli occhi della famiglia e del ton dopo avere abbandonato all’altare il fidanzato, che si era presentato in chiesa con i chiari segni di una notte di bagordi insieme a un’altra donna, Venetia è disposta a tutto pur di evitare a Ophelia una sorte simile alla sua. Anche a recarsi mascherata in un bordello per ottenere prove del comportamento licenzioso di Quinn. Peccato che si ritrovi invece coinvolta in un attentato alla vita del conte e, a causa di un terribile malinteso, subito dopo intrappolata in un matrimonio di facciata proprio con l’arrogante, sensuale e irresistibile Quinn. Così, ora ha una nuova missione: domare l’indomabile marito.

Ed ora la parola alla giurata – spoiler un po’ ovunque

Da dove comincio?
Dalla noia delle prime pagine o dalla noia di quelle dopo?
Oppure dalla noia dei personaggi?
O forse sarebbe meglio focalizzarsi su Venetia, ribattezzata dopo una decina di pagine “La Figa di Legno” e successivamente, passatemi il francesismo, “Il Palo in Culo”?
Ma no, dai…..parliamo del libertino bellissimo, sexyssimo, e qualsiasi altra cosa vogliate ….issima che dovrebbe essere l’uomo che non deve chiedere MAI ed invece dopo 3 minuti è Sentimentalmente Genuflesso* ai piedi della reticente pulzella? E che poi scopriamo essere genuflesso da tempo immemorabile?

Ma bando alle ciance e concretizziamo.
In un bordello si scontrano e si incontrano Venetia e Quinn. Lei vuole convincerlo a non sedurre la dolce, svampita e rimbambita sorellina, lui in realtà è libertino cinico di fama e buono come una palletta Lindt dentro perchè si sta interessando alla piccola Ophelia per rimediare ad una specie di torto fatto due anni prima a Venetia. E già qui mi parte il tedio.
Se poi aggiungiamo che si capisce immediatamente che lui la brama e che lei lo brama, capirete quanto poco sorprendente siano il bacio che si scambiano, e anche la ciucciata di capezzoli perchè tutto è già stato fatto intuire, peggio….tutto è stato detto dai protagonisti che non fanno altro che segarsi mentalmente sul tema “mi piace ma quanto mi piace ma non voglio farglielo sapere”. Qui mancano le basi che muovono il romance, manca il dubbio, manca il pathos, mancano sale e pepe e ci resta un minestrone sciapo e cotto male.

Ma non preoccupatevi, può peggiorare.
Ed infatti qualcuno cerca di uccidere Quinn ma purtroppo non schiatta perchè lei lo soccorre, poi cercano di ucciderlo di nuovo un paio di volte e non so come i due idioti si trovano fidanzati e sposati nel giro di mezza pagina, fastidiosamente convinti che sia un matrimonio solo di facciata, senza sesso, senza amore, senza, punto e basta.
Ma certooooooooooooo!!!!! Ed io sono nata ieri….
Mavaffanculova!!!!!!!

Due pagine dopo lui la fa orgasmare prima con le dita e poi con la lingua e poco ci manca che raggiunga lo scopo anche con lo sguardo, allora lei pensa di poter ricambiare facendogli una sega, sì….avete capito bene, glielo prende letteralmente in mano ma Riccardo Cuor di Leone si nega, perchè a lui così non piace, lui la vuole coinvolta, vogliosa e sbavosa. Si tiene la sua granitica erezione (in realtà è sempre, perennemente in tiro, perche lei si fa smarmellare, slinguare, sditalinare e sgodazzare ma non sia mai che smolli lo scrigno segreto…dio quanto la odio!) e continua a recitare il ruolo di marito poco coinvolto sentimentalmente.

Come direbbe Califano “Tutto il resto è noia….no, non ho detto gioia, ma NOIA, NOIA, NOIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA”
E sono solo a metà libro.


Ebbene sì, l’ho finito.
E mentre chiudevo, finalmente, il mattone, questo è quello che ho sentito esplodere in ogni molecola del mio corpo.

Vi riassumo in poche parole quello che succede da metà libro in poi: due palle.

Succede di tutto ma in pratica non succede niente. Ovvio che i due si scoprano innamorati, un po’ meno ovvi sono il rapimento di Venetia e la sua insostenibile insicurezza mista a pucciosità mista a gattamnortismo e santamariagorettismo che l’hanno fatta diventare, a tutti gli effetti, in personaggio femminile più detestato di questo 2018. E non era così semplice, perchè conosco donne che eviscererei volentieri [come potete notare in questo periodo sprizzo bontà da ogni poro].

Il problema di questa donna è che vogliono presentarcela come una  donna con i controcoglioni quando in pratica è la classica donnina media che frigna ogni due per tre, perennemente alla ricerca di approvazione e sempre in odore di santità. Ok, forse sto esagerando un po’, ma mi sta pesantemente sulle palle e non riesco a trovarle dei lati positivi.

Non aiuta la scena, che dovrebbe essere il perno della seconda parte del libro, della seduzione in camera da letto. In pratica lei si scopre innamorata di Quinn (ma dai? non ce ne eravamo mica accorti) e decide di farlo innamorare pensando bene che l’unico modo sia sedurlo in camera da letto. E come fa? chiederete voi donne moderne che cercate da anni di asservire il vostro uomo.
Ve lo dico io.
Cerca goffamente e fastidiosamente di comandarlo, usando male il gioco del concedersi e negarsi e risultando esclusivamente fastidiosa e molesta, antipatica e anche mezza cogliona e lui glielo permette diventando ai miei occhi sessualmente intrigante come un pezzo di sedano dimenticato per mesi in frigorifero. Ah, già che ci siamo lei gli fa un pessimo pompino che cmq lui apprezza tantissimo perchè l’inesperienza lo eccita da morire. Bah.

Seguono il famoso rapimento, le confessioni di amore reciproco e tantissimo sesso.

Che dire?
Io l’ho odiato.
La colpa più grande di un libro non è la bruttezza della storia e nemmeno una brutta scrittura, il peccato mortale è la noia. Un libro noioso, prevedibile, non necessario. Un libro che non lascia nulla se non l’amaro in bocca per una storia che avrebbe potuto essere gestita meglio.

Sarà colpa del mio umore, della mia crescente sfiducia nel genere umano, della mia avversione per la donna piagnina…..non so.
So solo che ho fatto una fatica boia a finirlo e non lo consiglierei nemmeno a chi mi sta particolarmente sul cazzo.

In poche parole

E’ il quarto libro della serie “Amori da Leggenda” ma di leggendario c’è solo il mio accanimento nel finirlo.

Poschina

*Si ringrazia la straordinaria Franca Leosini per questa meravigliosa locuzione.

Il Quadro di Lily – Sarah MacLean

Secondo libro della miniserie Scandal & Scoundrel, mi è piaciuto più del primo che ancora oggi non so bene perchè mi sia piaciuto e che ora rileggerò per cercare di uscire dal circolo vizioso del “mi piace ma non so perchè mi piace” in cui sono finita mio malgrado.
E’ uno di quei libri che mi fanno urlare a squarciagola “OSANNA” e ballare manco partecipassi ad un sabba orgiastico, con la piccola ma sostanziale differenza di trovarsi in piena Piazza Duse completamente imbacuccata, colbacco compreso, sotto una nevicata spettacolare che non potrò godermi appieno perchè come sempre sto correndo in office.
E’ uno di quei libri che mi fanno ringraziare pubblicamente la nostra Sarah, una donna capace di scendere nei sordidi dettagli del sesso senza vergogna alcuna, ci ricordiamo la favolosa scena della masturbazione a un millimetro dalla faccia di Cross, una delle scene più fighe della storia del Fantasy/Romance e che io non finirò mai di apprezzare ogni volta che la leggo un filino di più.

La Trama: Londra, 1834 – A causa del suo passato e delle sue origini scozzesi il Duca di Warnick detesta tutto ciò che è inglese, soprattutto l’aristocrazia. Per questo, nonostante abbia ereditato uno dei più antichi ducati d’Inghilterra, non vuole averci nulla a che fare. A maggior ragione dopo aver appreso che allo sgradito titolo si accompagna anche il ruolo di tutore di una donna troppo indipendente e bella perché lui possa occuparsene. Si reca quindi a Londra con un unico obiettivo: trovarle un marito e farla così diventare il problema di qualcun altro. Sarebbe un piano perfetto, se solo Miss Lillian Hargrove non si trovasse in un grosso guaio e non avesse davvero bisogno del suo aiuto. Costretto a starle accanto per salvarla da un terribile scandalo legato a un quadro, Warnick finirà per scoprire che, dopotutto, in Inghilterra c’è qualcosa che gli piace… anche troppo!

Ed ora la parola alla giurata con ovvi spoiler perchè davvero non riesco a non sviscerare quanto valga la pena di leggere questa sbobba.

Eccoci qui. Non so nemmeno da dove cominciare ma ci provo.
Abbiamo già conosciuto Alec nel libro precedente, amico d’infanzia dell’allora protagonista Marchese di Eversley, grande, grosso, bruno e sozzese, tanto che il libro in lingua originale si intitola “A Scot in the Dark” ossia uno scozzese nel buio, con tutti i doppi o tripli sensi che volete affibbiargli.

Oggi è il protagonista indiscusso di questo libro, lui e il suo cazzo.
No, non è una mia visione porca della situazione, tutto o quasi ruota intorno alle sue dimensioni, non del cazzo, del Duca.
Cmq.
E’ alto, con una stazza da giocatore di rugby di vasta esperienza, moro, con degli splendidi occhi scuri (ma screziati di brandy), rozzo quel tanto da piacere moltissimo alle donne e con una Sad Story da manuale perchè tutti i suoi problemi si possono ricondurre a quella grandissima vacca di sua madre che lo ha sempre fatto sentire inadeguato.

Oltretutto era pure povero in canna perchè è sì Duca ma per puro culo, era infatti il diciassettesimo in linea di successione e quindi all’epoca, quando era un pischello, per mantenersi agli studi faceva pulizie e roba simile e i suoi compagni di college, tutti insopportabilissimi figli di papà di sangue blu, lo denigravano e picchiavano. Poi lui è diventato grande e grosso ed hanno smesso di picchiarlo per ripiegare sull’ignorarlo e contemporaneamente le componenti femminili delle famiglie altolocate se lo sono preso come gigolò (la prima della serie è stata Peg, grande amore di Alec ma soprattutto grandissima stronza); da qui deriva il suo soprannome “La Bestia Scozzese” che si riferisce sia a lui in quanto rozzo e sanguigno che al suo enorme cazzone granitico.

E, prima che iniziate a sospettare che siano tutte mie supposizioni, vi faccio notare che a pagina 131 Sesily, parlando con Lily le chiede: “E’ vero quello che dicono? Ha realmente una stupefacente potenza sessuale?”. Ebbene Sì!

Ma.
Ma non immaginatevi un tizio tutto sicumera e cazzi sbattuti in vagine vogliose perchè lui soffre come un cane la sua stazza e invece di donare il tarello a chiunque lo desideri, si trincera dietro una coltre di ansia da accettazione  e teme di essere apprezzato dal gentil sesso solo per il suo girello di manzo e non per il suo io interiore. In breve ha tutto quello che gli altri uomini vorrebbero ma nonostante ciò è infelice come se fosse un microdotato senza arte nè parte. Morale? Anche i superdotati piangono.

Ah, dimenticavo. Non odia gli inglesi solo perchè quegli stronzi dei compagni di college (inglesi) lo umiliavano in ogni modo ed in ogni dove, e nemmeno perchè le donne inglesi lo utilizzavano come un didlo a temperatura perfetta, ma soprattutto perchè la mamma [lei, la colpevole per eccellenza] era inglese e non faceva altro che dirgli che lui era troppo grosso, troppo rozzo e troppo tutto per essere considerato accettabile dall’alta società.

Ma passiamo a lei, Lillian Hargrove. Bella, bellissima. Rossa con occhi grigi, magra ma con due tette da urlo, pelle chiara, soffice, implume.
E sola.
Solissima.
Orfana in tenera età viene affidata al Duca di Warnick, il quale però dopo poco muore e così, di morte in morte, di eredità in eredità viene dimenticata da tutto e da tutti, troppo povera per far parte della High Society, troppo borghese per far parte della servitù. Sola a dormire nel sottoscala di una delle 2000 magioni dell’odierno duca, fino al giorno in cui viene notata da Derek, squattrinato attore/pittore molto affascinante, il quale la seduce, la ritrae, le promette il matrimonio e poi la pianta davanti a mezza Londra dopo aver annunciato che il suo nudo verrà esposto alla Royal Academy. Sputtanata davanti al Ton e massacrata dalla stampa scandalistica. In pratica di nuovo sola. E pure senza la verginità, in pratica la morte sociale.

Ed è qui che entra in scena il nostro adoratissimo Alec, lui che appena la vede la ama appassionatamente ma che non si ritiene abbastanza, convinto di lordarla con la sua sola presenza; sulla carta, un uomo insostenibile, insicuro, con un arretrato di vuoti materni da riempirci un libro ma in pratica un uomo meravigliosamente Alpha senza essere prevaricatore, dolce, protettivo, brubero e irascibile e con il cazzo grosso, che non guasta mai. Lei ovviamente è immediatamente attratta da quell’enorme quarto di manzo che le piomba in casa, ma è arrabbiata, sola, disperata e non sa bene come potrà sopravvivere allo scandalo se non fuggendo nel continente.

Da qui in poi ci sono scontri di personalità sempre azzeccati, un’attrazione che cresce di pagina in pagina, una forza di volontà pazzesca da parte di Alec nel controllare i suoi travolgenti impulsi sessuali e un costante grido di aiuto da parte di Lily che finisce sempre con l’essere abbandonata da tutti quelli che ama.

Poi vabbè, il solito benedetto corollario di scene di sesso spinto in carrozza, con dita che si infilano in pertugi roventi e che poi vengono succhiate con voluttà. Ma che  ve lo dico a fare…..è la MacLean per fortuna. Una a cui piace parlare di cazzi e vagine, di capezzoli ciliegiosi e via dicendo.

God Bless Her.

Scorrono senza intoppi le 381 pagine, scorrono tra orgasmi, letti distrutti (questa è l’unica esagerazione fastidiosa. Le altre esagerazioni ci stanno alla grande), promesse non mantenute, recriminazioni, solitudini e incapacità di accettarsi. Scorrono e si divorano, diventano persino simpatiche le sorelle Talbot, Sesily è un personaggio bellissimo che spero vivamente venga sviluppato in futuro, le altre possiamo anche dimenticarle senza alcun senso di colpa.

E’ con grande gioia che accolgo il cameo di Georgina e West, che sono sempre favolosi e pucciosi.

Ora non voglio svelarvi tutti gli intrecci che la fantasiosissima Sarah ci propone ma vi dico che ci sono anche due cani adorabili, un abito orrendo, una paio di fughe nella notte, attrazione sessuale repressa che gronda come miele dalle pagine, sborrate megagalattiche in vagina senza alcuna GI a seguire, e un finale pucciosissimo che ho accettato senza recriminazioni perchè mi sono goduta come un riccio le 375 pagine precedenti.

Ma ora un dubbio cosmico.
Com’è che queste pulzelle inesperte alla fin della fiera fanno sempre un primo pompino che rimarrà ricordato dai partner come “Il Pompino della Vita?”. Come fanno? Nascono con una naturale propensione allo spompinaggio? Parliamone. Apriamo una seria discussione sul tema.

Ammettiamo pure che la cara Sarah abbia avuto gioco facile con la sottoscritta perchè a me l’uomo modello rugbista che ti prende, ti ciuccia [lui la lecca come nessun altro] e ti rivolta come piace a lui con le sue manone, le sue coscione tornite e il suo culo di marmo eccita a prescindere, se poi gli affibbi anche una sad story, la sensibilità, il tatto e il pene gloriosamente massello, allora mi avrai tua schiava tutta la vita. Ma onestamente è un libro che merita a prescindere, ne facessero a decinaia di libri di questo genere, non patetici, non stupidi, mai noiosi…..

Sì, insomma. Leggetelo. Leggetelo subito e mettetevi in coda, perchè Alec lo voglio testare per prima.

In poche parole

“In altre parole, le vene, i piedi, le mani, tutti gli organi dovrebbero essere ingranditi…..
….Allora avrebbe un enorme Schwanzstück! ”

Poschina

La Leggenda di Lyon Redmond – Julie Anne Long

Ebbene sì. Finalmente ci siamo.
Dopo 10 libri, infiniti indizi e tanti dubbi, siamo alla resa dei conti e ci addentriamo nella torbida e inspiegabile relazione/non relazione tra Lyon Redmond, il Gran Visir di tutti i fighi che voltano le spalle alla ricca famiglia per emanciparsi e Olivia Eversea, una tizia che vive nel santamariagorettismo più sfrenato e che non si capisce bene se ci è o ci fa.

La Trama: Per Lyon Redmond è sempre esistita una sola “lei”: Olivia Eversea. Un amore nato in una sala da ballo, quando gli sguardi dei due discendenti delle famiglie più potenti d’Inghilterra si erano incrociati, prima che Lyon sparisse misteriosamente nel nulla. Ora, a distanza di anni, Olivia ha accettato la proposta di matrimonio di un visconte. Ma quando la notizia giunge alle orecchie di Lyon, tutt’altro che scomparso dal mondo dei vivi, lui capisce che è arrivato il momento di abbandonare la sua pericolosa esistenza per tornare a riprendersi quel cuore che da sempre gli appartiene…

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler su spoiler che si incastrano in altri spoiler

Negli anni abbiamo conosciuto la storia/non storia di Lyon e Olivia conto terzi, nei 10 libri precedenti ci sono stati dati degli indizi, sono state fatte rivelazioni più o meno importanti e ci siamo fatti un’idea di quanto è sucesso. Il tutto con ovvie perplessità perchè se all’inizio pareva che Lyon avesse piantato Olivia (La Santa) senza ragione alcuna e spezzandole il cuore, con le ultime news apprese direttamente dal fuggitivo scopriamo che la realtà è ben lontana…ed infatti la perfida Olivia avrebbe rimbalzato il bel Lyon gettandolo nello sconforto e inducendolo a partire per mare, pur di dimostrarle che lui “Vale qualcosa”.

Primo: Olivia, Sei Una Stronza

Secondo: Spiegatemi perchè dopo essere stato rifiutato malamente e umiliato e svergognato e irriso e potrei andare avanti ore, invece di pensare “ma va questa vacca che mi tratta come una merda mentre io sono disposto a sacrificare tutto per lei, potesse crepare tra atroci dolori”, decide di dimostrarle che lui è The Best Man Ever e diventa il più grande sgominatore del traffico degli schiavi solo per dimostrarle che è degno del suo Ammmoooooooreeeee. Perchè? Perchè? Avresti dovuto venire da me Lyon, io ti avrei accettato per quello che eri, povero ma infoiato e superdotato.

cmq.

Questo è quanto accade nei precedenti libri mentre “La Leggenda di Lyon Redmond” si apre con l’annuncio delle imminenti nozze de La Santa con lo sfigato di turno, il ripiego dei ripieghi: un visconte del quale non ricordo nemmeno il nome che però la ama di quell’amore puro e patetico che gli ha impedito di metterle anche solo un dito addosso, Lyon lo viene a sapere, si incazza come una biscia svizzera e decide che è arrivato il momento di agire perchè se è vero che lui ha dato la preziosa miniatura di Olivia a Violet perchè gliela restituisse, è anche vero che questo non significa che l’abbia dimenticata. E Olivia? Avrà dimenticato il tanto amato Lyon?

Ovviamente no, perchè non si può dimenticare l’amore della propria vita, l’uomo con il quale ti strusciavi nelle radure e con il quale avevi orgasmi incredibili grazie allo sfregamento del suo pene coperto dai pantaloni sulla tua vulva coperta da 18 strati di vestiti….e se riuscivi a raggiungere l’orgasmo così, figuriamoci quando sarete nudi.
Olivia lo sa e per sopravvivere alla consapevolezza di aver respinto questo ben di dio, si è trincerata dietro ad una maschera di compostezza e premorte.

Siccome Lyon è un uomo d’azione decide di rapirla, portarla sulla sua nave (la Olivia tanto per ribadire che lui non ha voltato pagina) e trascinarla a Cadice dove ha una delle sue 100milionidimila proprietà, una splendida casa bianca con tanti vetri, tanta luce, le bouganville e un albero di arance che è esattamente la copia della casa che lui ha sempre sognato e che le descriveva durante le loro fughe d’amore a Pennyroyal Green. E se non bastasse c’è anche una caletta con tanto di mare azzurro cielo, una insenatura con cascata e laghetto naturale. In pratica il paradiso terrestre.

Olivia dal canto suo è combattuta tra il sentirsi finalmente di nuovo viva e in grado di provare sentimenti e l’incazzatura per essere stata abbandonata e per aver perso un sacco di tempo avvizzendo in un angolo invece di scopare in ogni luogo e in ogni dove con il suo adoratissimo e sapientissimo Lyon.

Ne consegue un gioco delle parti del quale, modestamente, io sono La Regina, che ha le sue fondamenta nel cercare di ferire l’altro a suon di dichiarazioni crudeli riuscendo contemporaneamente a ferire se stessi molto più profondamente del proprio avversario. E guardate che non è facile, perchè non si tratta del litigio semplice, ma del rivangamento di sentimenti e avvenimenti occorsi talmente tanto tempo addietro da essersi riempiti di incarognimenti vari fino al punto di essere un concentrato di acredine e amarezza pronto ad esplodere ferendo chiunque si trovi sotto il chilometro di distanza. Un’arte che si impara con il tempo e che va coltivata quotidianamente per poter eccellere.

E fin qui, il libro funziona, non fa una piega, ci sviscera finalmente come sono davvero andate le cose e ci mostra un lato della situazione sul quale prima nessuno si era soffermato. All’epoca del famoso abbandono, Lyon aveva 20 anni e Olivia qualcuno di meno, quindi non c’è nulla di strano che lei fosse riluttante a mollare tutto e fuggire via senza che ci fossero i presupposti per mantenersi dignitosamente, ma resta l’amarezza per il fatto che Idda non abbia avuto fiducia nel suo Grande Ammmmooooooore Lyon, ferendo inesorabilmente il suo orgoglio.

Quindi tutto bene, tutto bello, hype a mille……

…. poi il baratro.

Dalla scena di sesso sotto le cascate, passando per quella nel laghetto, quella sul divano, quella a letto [e potrei andare avanti ore] il libro scivola inesorabilmente in una spirale di “sole-cuore-amore” al limite del sopportabile. Tantissimi orgasmi, membri turgidi e nuove consapevolezze che ci possono anche stare, ma senza quella spinta erotica che io pretendo da una coppia che mi ha fatto sciroppare 10 libri per arrivare alla tanto liberatoria scopata. E invece questi scopano come una coppia che scopa da sempre, che poi era esattamente l’intento della scrittrice perchè ci viene pure detto, ma per quanto mi riguarda funziona ben poco a livello letterario. Tutta questa aspettativa e poi?

Tanto sesso ma poco coinvolgente.

Se ci mettete anche che nel giro di cinque pagine siamo al punto in cui è il momento di Olivia di decidere se tornare a casa o restare in Spagna a scopare con l’uomo della sua vita, capirete perchè sostengo che così non può funzionare. Perchè non è così che vanno gestite le cose. Figa, ti ritrovi dopo 5 anni, litighi, ti ferisci, poi fai pace scopando come un riccio e poi basta? Tutto qui? Lettura 85%, 1 minuto alla fine del capitolo, 25 alla fine del libro? E tutto il resto? Tutto il non detto, il processo di accettazione dell’altro, la scoperta di “Oddio come siamo cambiati”?

Il tutto relegato a 10 righe in tutto.

Delusion.

Nelle ultime 20/30 pagine viene messa talmente tanta carne al fuoco che alla fine non c’è nulla che sia pronto davvero da mangiare.
Nell’ordine:
Olivia scappa dalla chiesa in una scena copiata da “Il Laureato”; Lyon si confronta finalmente con suo padre ed entrambi ne escono vincitori e sconfitti, la scena in cui il nostro eroe incontra i fratelli che ha abbandonato per 5 anni manca completamente di Pathos, l’unico momento un po’ toccante è quando ritrova sua madre, quella povera sfigatissima donna che vorrei tanto abbracciare e consolare perchè davvero una vita così misera non se la meritava proprio; seguono una serie di rivelazioni sulla threesome Jacob_Isolde_Isahia ossia i genitori di Olivia e il padre di Lyon i quali hanno un torbidissimo passato fatto di amori corrisposti, tradimenti e chissà cos’altro che temo possano essere in futuro il tema centrale di un romanzo della Long.

Alla fine della fiera non è un brutto libro, non è noioso, non fa imbestialire, non ci sono GI, e Olivia non è poi tanto santa come ha sempre dato l’impressione di essere ma semplicemente una che, provata dalla vita, ha sotterrato tutta la sua verve perchè che senso ha vivere, se il tuo cuore se n’è andato? (ogni tanto so essere romantica anch’io). Però manca di quella carica erotico-rivendicazionale che aspettavo con ansia….quella potenza narrativa che ti fa letteralmente grondare di gioia e gaudio o, come direbbe Miryam Margolyes “start to cream in my knickers”.

Ovviamente dovete leggerlo perchè io ho bisogno di sapere se sono tutte mie seghe mentali o concordate con me e soprattutto perchè non potete non sciropparvi l’ennesimo libro di questa serie, non avrebbe senso abbandonarla adesso.

In poche parole

Come diceva sempre mia nonna “Le figlie di Maria sono le prima a darla via”.

Poschina

Bonus Track – Elenco completo della serie “Pennyroyal Green”

  • Il Pericolo e il Piacere
  • Come Nessun Altro
  • Cedere alla Passione
  • Capitan Selvaggio
  • Mio Duca
  • Conquistare un Marchese
  • Le Confessioni di una Duchessa
  • Accadde a Mezzanotte
  • Resa d’Amore
  • In Principio fu lo Scandalo
  • La Leggenda di Lyon Redmond

 

Voglio Ritrovarti – Lisa Kleypas

“Continuiamo così, facciamoci del male” diceva Moretti allo scoprire che un suo commensale non aveva mai assaggiato la Sacher Torte.
Ed io, morettiana per genetica, insisto nel seguire questo mantra. Mi faccio costantemente del male. Per esempio leggendo questo ho rischiato diverse volte l’ulcera perforata…..oppure al solo rimembrare la protagonista di questa sbobba corro a drogarmi di Biochetasi.

Nonostante le esperienze devastanti non mi arrendo e spremo la Kleypas sperando mi dia porche soddisfazioni. Ce la farà?

La Trama: Bellissima e talentuosa, Jessica Wentworth è l’attrice più in vista del momento e l’intera Londra è ai suoi piedi. Le basta un cenno e può ottenere tutto ciò che desidera. Ma dietro un’aura eterea e perfetta si nasconde in realtà Julia Hargate, con il suo inconfessabile segreto: un marito misterioso, che non ha mai visto, del quale non può far parola con nessuno e, cosa ben più grave, che non può amare. Per anni Damon, marchese di Savage, ha cercato la sconosciuta fanciulla a cui il padre lo aveva sposato quando era solo un bambino. E ora è ben sorpreso di scoprire che sua moglie è l’incantevole attrice che tutto il mondo desidera e da cui si sente irresistibilmente attratto…

Ed ora la parola alla giurata – SPOILERACCI

A pagina 50 volevo abbandonare il libro, recensirlo e dimenticarlo. Questo perchè il BM di tutta la storia (lei e lui che sono stati maritati da bambini, si sono evitati e vorrebbero liberarsi del consorte mai visto) viene risolto in una manciata di capitoli. Lui la vede per caso ad una fiera e gli viene il durello, lei si bagna che nemmeno Sasha Grey dopo 15 litri di lubrificante, lo riconosce, si lascia baciare e poi sparisce. Due anni dopo si rivedono ad una festa, lui la brama, lei lo brama e io mi chiedo:

“Dio Cristo!!!!! Lui è bello, ricco, affascinante, intelligente e a te viene un orgasmo al solo pensarlo. E’ tuo marito secondo la legge di Dio e degli uomini . Lui chiaramente ti farebbe cose illegali nella maggior parte dei paesi civilizzati, e tu invece di dirgli < Damon, pensa che culo…..ci desideriamo da matti, sbaviamo al solo pensiero di toccarci e siamo anche già sposati risparmiandoci un sacco di grane > fingi di non conoscerlo e fai la preziosa rinunciando alla possibilità di un amore ricco, libero, giovane e bellissimo* per che cosa? Per che cosa Zio Cane? Ma lo sai quanto è difficile trovare un uomo titolato, col cazzo grosso, intelligente, senza pancia, con tutti i denti e che per giunta sbava per te e già ti giura protezione ed eterno amore dopo due secondi? No che non lo sai piagnina che non sei altro. Tu vivi in un romance e alla fine come minimo sfornerai 10 pargoli di merda dopo meravigliose gravidanze miracolose.

Nonostante le reticenze, intorno a pagina 60 lui scopre che lei, l’attrice che si farebbe tanto volentieri, è la mogliettina scomparsa…..la mette di fronte all’evidenza e lei confessa….poi lui siccome è arrabbiatissimo decide di scoparsela e idda, che è rimasta illibata fino ad oggi, apre subito le meravigliose gambe e gli dona verginità, vagina, vulva e verità…ossia che era vergine perchè nessun uomo le aveva mai fatto venire voglia di scopare. E pensa un po’ che culo che la voglia le è venuta proprio con un uomo ricco, bellissimo e superdotato che è pure suo marito!!!!!

Avrei dovuto chiudere a pagina 50 quando con una frase avrebbero potuto chiarirsi e amarsi in santa pace….potrei chiudere adesso dopo il Best Sex Ever di Damon…e invece vado avanti perchè “Farmi del male” è il mio secondo nome.

E adesso che ho concluso la lettura, c’è stato il lieto fine, c’è pure stata una gravidanza sopportabile e non miracolosa…che dire?
Non so. Sono confusa.
Siamo tutti d’accordo che quello che succede da pagina 51 in poi è solo un’enorme e profondamente inutile sega mentale di Julia la quale vuole Damon ma vuole anche il teatro e pensa che stando con lui dovrebbe necessariamente ritirarsi a vita domestica. 200 pagine di questo. Dubbi su dubbi su qualcosa che non esiste che allungano la brodaglia e non ci dicono nulla di più di quanto già sapessimo.

Lui la ama, lei lo ama, scopano ogni volta che si vedono con relativo orgasmone cosmico, poi lei se ne va, lui la segue (c’è anche un incendio per sottolineare che è opera originale della Kleypas), lei cerca di respingerlo poi gliela dà e così di nuovo per più o meno una decina di volte.

Quindi?
Allora?

Allora mi piacque.
Nonostante tutto, nonostante alla fine si tratti di una situazione ripetuta all’inverosimile, nonostante quell’AMMMMOOOOOOOREEEEE che fa sì che Damon veneri la moglie invece di continuare a farle notare che non c’è mai, che è una cagacazzo, che ha un carattere di merda e che non si dedica abbastanza a lui, nonostante tutto è un libro che scivola via liscio e tranquillo e che si lascia leggere con un certo piacere. Molto ma molto meglio del secondo della serie, che ha anche la colpa di andare a banalizzare un personaggio sulla carta interessantissimo come Logan.

p.s. Per almeno due scene questo libro entrerebbe di diritto tra quelli che istigano, secondo la recente morale comune, alla molestia sulle donne, al machismo e, più in generale, alla violenza perchè lei dice no, lui insiste e alla fine la pulzella cede e orgasma come non ci fosse un domani.
Attendo che le femministe facciano chiudere il mio blog perchè da anni anelo il ritorno del maschio Alpha.

Nell’attesa vi tocca sopportarmi stoicamente.

In poche parole

Lezione n. 1 di Zia Lisa: “Come ripetere lo stessa scena per 200 pagine e riuscire a farla piacere lo stesso”.
Lezione n. 2 di Zia Lisa: “Ripeti continuamente ad un Marchese bello e ricco che tu non vuoi avere nulla a che spartire con lui, poi dagliela e stritolalo con orgasmi liquidi, torna a respingerlo finchè non ti salterà addosso di nuovo per la smania di scoparti. Reitera 20/30 volte e la sua dedizione sarà assicurata”.

Poschina

*citazione coltissima

Recensioni lampo: Hunter _ James _ MacLean

Ed eccomi qui…a fare un po’ il punto delle ultime letture. Ovviamente Spoileroni Sparsi.
Non so se voi vi siate mai arrischiate a leggere la serie “Wicked trilogy” di Madeline Hunter. Io, essendo temeraria, mi ci sono fiondata comprando tutti e tre i libri e trovandomi a bestemmiare dalla metà del primo fino alla metà del terzo. Non perchè li abbia letti tutti, ma perchè visto lo squallore di “I sogni Proibiti di Eva” ho deciso di eliminare la lettura del secondo e passare al terzo, che ho comunque abbandonato a metà per dedicarmi alla James.

Ma spieghiamoci meglio.

Primo libro della serie, ci narra le vicissitudini di Gareth Fitzallen, figlio illegittimo di un duca, bellissimo, intelligentissimo, famoso per scoparsi tutte le belle donne del ton con maestria inimmaginabile, di lavoro commercia in arte e sta aiutando i fratellastri a recuperare delle opere d’arte che sono state nascoste durante la guerra con la Francia. E già qui ho cominciato con il mantra “E ridaje con ste cazzo di opere d’arte trafugate. Ma chissenefrega!”. Cmq. iddu ha appena ereditato una magione in rovina ad inculandia e sta andando a dare un’occhiata al rudere.

Per caso (ma come dice Maestro Oogway – Il caso non esiste – ) si incontra e si scontra con l’eroina di turno, tale Eva Russel, la quale sta portando a casa sua un quadro rubato dalla magione di Garreth, che le serve per farne una copia che rivenderà al mercato del pesce della città vicina e che gli permetterà di sfamare la bellissima sorellina.

E questo, signore e signori è il BM. Lei copia le opere d’arte che trova nella soffitta del bel bastardo, le rivende e le rimette a posto mentre lui gira per l’Inghilterra cercando disperatamente quelle opere che giacciono da anni nella polverosa soffitta sotto la quale dorme. Vi avevo anticipato che è Moooolto Intelligente!!!!!

Tra l’incontro e il momento in cui convolano a giuste nozze, c’è il tempo di slinguare, orgasmare, innamorarsi come quattordicenni alla prima cotta, rinunciare al proprio passato, scopare….. e via dicendo. Il tutto ammantato da una coltre di tedio che parliamone. Tra l’altro lui passa da scopatore senza cuore a maritino fedele nel giro di mezza pagina e, sinceramente, non si può sentire.

Voto 6.5 – perchè comunque è scritto bene e per me la grammatica ha il suo peso.

Ma passiamo ad argomenti più gustosi…..

E parliamone di questa cover…. parliamo di lui….della beltade di questo giovin signore e della zoccolaggine di codesta dama. Tutta tette e finta reticenza.

Cmq.
Avete presente quando alle medie il tizio che vi piaceva se ne è uscito con una frase infelice su di voi, tutti hanno riso, voi lo avete sentito e da quel giorno la vostra meravigliosa quarta di reggiseno è diventato il problema della vita? Ecco. A me capitava con le orecchie a sventola. Ci ho messo anni a farmi passare l’ansia del giudizio altrui perchè, onestamente, nessun adolescente ha mai fatto commenti meno che entusiastici sulle mie all’epoca sode e grosse tette.

Mia Carrington invece è complessata perchè minuta ma tettona e culona. (Notate come nella cover abbiano mantenuto una certa fedeltà al romanzo), ed è innamorata persa di Vander, figlio del Duca di Pindar il quale è notoriamente pazzo e la cui moglie è la compagna del padre di lei. Ve lo spiego meglio. La mamma di Vander si scopa il padre di Mia. Lei è fedifraga, lui no perchè è vedovo. Fatto sta che la povera Mia scrive. Scrive smielose poesie su Vander con spiccati riferimenti sessuali che nemmeno si rende conto di aver creato. Una di queste poesie è finita nelle mani del padre che l’ha divulgata e alla fine diventa gioco per Vander e gli amici. Peccato che Mia sia nella stessa stanza e senta tutto, si incazzi ed esca sbattendo la porta.

Una paccata di anni dopo Vander è il Duca di Pindar, Mia è stata mollata sull’altare dal fidanzato, ha un nipote con un problema ad una gamba (Tra l’altro Sparta non era nulla paragonata all’Inghilterra nobile dell’800), ed ha una manciata di giorni per trovare marito ed evitare che tutti i beni dell’adoratissimo nipotino finiscano nelle grinfie di Zio Richard.

Allora che fare? La cosa più ovvia le sembra quella di ricattare Pindar costringendolo a sposarla e a fare da padre al piccolo, dolce e sfortunato Charles. Lei pensa bene di scrivergli una letterozza nella quale spiega che sarà solo un matrimonio di facciata ma lui, essendo un uomo al 100%, non la legge e questo porta al BM. Lei pensa di fargli schifo perchè è grassa e lui pensa che lei sia incazzata con lui e che lo voglia lasciare per punirlo e siccome ha una Sad Sad Sad Sad story alle spalle, ha qualche problema con gli abbandoni e la tratta malissimo salvo poi avere il cazzo perennemente in tiro e sbattersela appena può in ogni angolo della casa e contro ogni muro. E sottolineo Contro il Muro.  

Tra una scopata e l’altra abbiamo tempo per lo zio ubriacone amante dei romanzi rosa, del nipotino zoppo ma sempre felice e che ovviamente diventerà, nonostante la zoppia, un grande cavallerizzo, di una comparsata del mai dimenticato Duca di Villiers con tanto di Thorn ed India (che si comportano come degli adolescenti che frignano sbattendo i piedi per terra), delle macchinazioni al limite del plausibile di Zio Richard e anche di un cavallo ribelle ed indomabile che si “innamora” di Mia.

E se questo non vi basta per farvelo leggere non so come altro potrei convincervi….ah…già…. Lui è uno scopatore seriale che ama spalmarsi sull’abbondante carnazza della moglie e lo fa spesso, con una certa foga e con tantissimi orgasmi come risultato. Quindi è uno che non vi rifiuterà se avete i rotolini sulla pancia e il culotto e i maniglioni anti panico dell’amore. In pratica io ho già preso il biglietto per andarlo a trovare…altro che dieta.

Anche qui tantissimo Ammoooore con Carrambata finale del tipo “Ti ho sempre amata ed infatti ho conservato per anni la tua poesia piena di riferimenti erotici involontari…..eccola qui, scusa le incrostazioni sul foglio ma sai com’è…sono 20 anni che mi ci sego sopra”.

Voto: 7,5 perchè alla fantasia senza limiti sapientemente mischiata con il sesso e con astrusità varie non so resistere.

Ed infatti approdo a lui

Faccio notare che sono gli stessi modelli della copertina del libro precedente con anche dei vestiti simili…. la fantasia al potere.

Quarto ed ultimo libro della serie The Rules of Scoundrels, narra le vicende sessual-scandaloso-amorose di Georgiana Lieghton. Ce la ricordiamo tutti perchè la prima volta che l’abbiamo vista era fuggita dal Ton per rifugiarsi in campagna dopo essere stata ingravidata da uno sconosciuto e aver deciso di tenere la figlia della colpa. E’ la sorella di quell’ex pezzo di ghiaccio del Duca di Leighton, ora  estimatore dell’anticonformismo dopo aver sposato Giuliana Fiori, sorellastra di quel meraviglioso pezzo di carne che è Gabriel St. John, fratello di Nicholas.
Non dimentichiamoci che Leighton per sposare Giuliana, ha mollato sull’altare Penelope Marbury, ora moglie di Bourne, socio del locale per scambisti “L’Angelo caduto” e sorella di Pippa  , ora contessa di non ricordo cosa, protagonista di una scena eroticissima…lei che si masturba davanti a Cross, inginocchiato di fronte alla poltrona dove la lady si sgrilletta, che la fa venire parlandole e alitandole sulla gnagna ma senza nemmeno toccarla. Nel caso vi foste persi questa scena bagnamutande, correte a recuperarla.

Sono passati dieci anni da quando Georgiana ha partorito ed ora è decisa a sposare un titolato per poter dare un futuro alla brillantissima ed intelligentissima figlia. Tutto bene….se non fosse che su una delle testate di proprietà di Duncan West, è apparsa una vignetta volgare che ha alimentato il pettegolezzo nel ton….e se non fosse che West è bello, affascinante e la fa bagnare ogni volta che si vedono…e se non fosse che lui diventa granitico al solo sentirla nominare…. e se non fosse che in mezzo ci sono altri segreti: identità nascoste, passati turbolenti, morti, cattiverie gratuite, amarezze, promesse da mantenere.

Ma non preoccupatevi, c’è tempo per titillarsi, inturgidirsi, smaniare, orgasmare, sospirare ed, ovviamente, innamorarsi….perchè cos’è una verga turgida in una vagina grondante senza il Vero AAAAAAAMMMMMMOOOOORRRREEEEEE?

Nota a margine. Avevo provato a leggere il terzo libro della serie, quello incentrato su Temple “Il Duca Assassino” ma non ero arrivata a pagina 50. Ci riproverò in tempi migliori.

Voto: 8 perchè a me la fantasia sfrenata della MacLean in questo caso piace, perchè nonostante ci sia talmente tanta carne al fuoco da incendiare l’intera Milano questo libro mi ha fatto venir voglia di rileggere gli altri e perchè finalmente noto tutti gli indizi che erano stati seminati dall’autrice riguardo all’identità del quarto socio, il misterioso Chase. E poi diciamocelo, polemiche sulle molestie sessuali a parte che mi hanno fatta etichettare come una maschilista [Maschilista io?!?!?!??!?], a me l’uomo che sa cosa fare ad una donna a letto, mi piace assai e West sa esattamente cosa fare, e come, e dove. Un bell’esempio di maschio Alpha da non lasciarsi scappare.

In poche parole

  •  “Gira mezza Inghilterra alla ricerca dei quadri trafugati……..Erano nella sua soffitta.” Signori e Signore…Il Genio
  • “Scommetto che gli faccio schifo le mie tette enormi… Lui se la scopa in ogni dove ed in ogni luogo regalandole orgasmi incredibili.” Ecco a voi La Svegliona
  • “Un uomo ed una donna…anzi no, due uomini e una donna, anzi no….due uomini e due donne”. Praticamente un’orgia.

Poschina

 

Il Diavolo in Primavera – Lisa Kleypas

Essendo notoriamente incapace di aspettare qualsiasi cosa io desideri, avevo già letto questo libro e ne avevo già parlato qui, all’epoca della sua uscita in lingua originale, avevo dato un sette meno, l’avevo definito il libro migliore della serie (al momento) e avevo cercato di non spoilerare troppo. Sostanzialmente non ho cambiato molto il mio parere sull’opera, non è stata massacrata dalla traduzione, non è stata resa eccessivamente pucciosa e non mi ero persa nulla nella comprensione. Solo che in questi mesi sono cambiata io, ho letto altra sbobba e quindi il mio giudizio finale è leggermente cambiato.

La Trama: Londra, 1876. A differenza di tutte le debuttanti londinesi, la bellissima Lady Pandora Ravenel non sogna di frequentare balli e trovarsi un marito. Preferisce di gran lunga dedicarsi ai suoi affari. Ma la sua strada si incrocia con quella di Gabriel, Lord St. Vincent, impenitente libertino, altrettanto determinato a non essere ingabbiato in un matrimonio. E per entrambi sarà la scoperta di un brivido fino allora sconosciuto…

Ed ora la parola alla giurata….SPOILER

Vado un po’ a ruota libera, l’ho appena terminato ed ho una serie di concetti per la testa che turbinano in modo disordinato nella mia testolina e fatico a metterli in un ordine logico….

Prima di tutto vorrei porre l’accento su un personaggio maschile anomalo. Si, ok…è un grandissimo figo che assomiglia molto a suo padre, il mai davvero dimenticato Lord Sebastian St. Vincent, protagonista di uno dei libri che ho amato di più: “Devil in Winter”; libertino, depravato, decadente, disperato e terribilmente solo. Un uomo meraviglioso che mi fa sospirare ancora adesso e che è entrato di diritto nella lista degli uomini fittizi su cui fantastico più spesso. Gabriel lo ricorda fisicamente ma è un uomo completamente diverso, descritto nella sinossi come un libertino, in realtà non lo è per niente. E’ un giovane ventottenne meravigliosamente attraente, che ha un’amante piuttosto disinibita e piuttosto vogliosa, è buono, intelligente, paziente fino all’inverosimile e uno di quelli che cercano sempre di fare la cosa giusta.

In pratica, sulla carta, doveri quantomeno detestarlo. Perchè si sa, a me, quelli che sono tanto buoni e tanto bravi, non fanno sesso. Ma….

…Zia Lisa è bravissima nel dipingerci il ritratto di un uomo dolcissimo e protettivo che è anche e soprattutto un animale da letto di prima qualità. Quest’uomo favoloso è il prodotto dell’addizione genetica Sebastian + Evie e quindi oltre alla spiccata mascolinità, allo straordinario fascino e alle mirabolanti capacità a letto, ha ereditato la profonda dolcezza della madre e, non essendo stato massacrato dalla vita (in questo libro è Pandora ad avere a tutti gli effetti una Sad Story), gli mancano il cinismo e la freddezza che caratterizzavano suo padre.

Un uomo del genere, posato, coccolato e che cerca sempre di controllarsi per mostrare la sua parte migliore, non poteva non essere fatalmente attratto da una donna come Pandora, una forza della natura, irriverente, refrattaria alle convenzioni, originale, passionale, ribelle.

Una ribellione che nasce dalla consapevolezza di non essere libera. In quanto donna, in effetti, nell’ottocento non si avevano chissà quali libertà personali….e peggio mi sento quando si parla di matrimonio, evento che di fatto passava la proprietà della donna dal padre al marito. Nel 2013 a Mantova ho visitato una mostra incentrata sulla donna nei secoli scorsi che mostrava una serie di documenti nei quali era evidente come la donna fosse soltanto un oggetto usato come mero materiale di scambio.

Le rimostranze di Pandora sono oggettivamente comprensibili anche se alla lunga, soprattutto di fronte alla chiarissima volontà di Gabriel di non interferire nelle sue attività, stancano un pochino perchè, diciamocelo, se avessi un uomo del genere che sbava per me, mi vuole possedere in ogni luogo, mi adora palesemente e per giunta sopporta ogni mia crisi isterica da premestruo…..beh, lo sposerei seduta stante e vaffanculo a femminismo e sessismo. La vita è una e me la voglio godere.

Sappiate che ci viene più o meno velatamente detto che Gabriel ha un bel cazzo grosso. La prima volta Pandora lo paragona ad una mazza da cricket… e qui sotto agevolo con una diapositiva per farvi capire quanto sia lusinghiero il paragone.

E la seconda volta lo confronta con i pistolini dei bambini visti durante la sua breve vita e, ovvio come il fatto che il 25 dicembre è Natale, il paragone non fa che esaltare le doti fisico-sessuali di Gabriel.

Per quanto mi riguarda il libro si divide in tre parti.

La prima, che va dall’inizio alla metà, ed è perfetta. Tutto funziona come gli ingranaggi di un orologio svizzero. La compromissione, totalmente involontaria e assurda, la consapevolezza di non avere scampo al matrimonio, la seduzione…e giuro che sogno i baci di Gabriel, i metri di lingua, le mani, i sospiri, la mazza da cricket…..

La seconda, che va dalla metà ai  tre quarti, nella quale ci viene descritta senza infamia e senza lode la vita coniugale dei due cucciolotti, fatta di sesso, sesso, sesso, sesso, orgasmi, sesso….

La terza, quella che definisco con simpatia, The Big Fail. Inutile, fastidiosa, un mero pretesto per far affrontare a Gabriel il primo vero dramma della sua vita ed utile solo per farci conoscere meglio la dottoressa Gibson (credo, non ricordo con sicurezza il nome), personaggio che sicuramente avrà un ruolo nei prossimi romanzi della serie.

Avevo valutato questo libro 7 meno.

Mi ricredo. Un 7.5 non glielo leva nessuno.

Piacevole, scorrevolissimo, per certi versi originale in quanto non abbiamo di fronte il solito eroe romance tormentato dalla vita, scaltro, refrattario alle nozze, cinico e disperato in cerca di soldi, ma un uomo equilibrato e affezionato alla famiglia che nonostante questa apparente noiosità è uno dei personaggi maschili più interessanti degli ultimi anni. Sarà anche che  con la vecchiaia comincio ad apprezzare un tipo d’uomo meno problematico e più equilibrato, che invece di aver bisogno di una donna madre/moglie/amante, accetta la sua compagna per quello che è senza rinfacciarle continuamente che potrebbe essere diversa, che non è come le altre, che non si è uniformata ai dettami sociali e che rompe sempre il cazzo e bla…..bla…bla

Sì, insomma, Gabriel è un uomo con le palle. Uno che sa quello che vuole, come ottenerlo e come gestirlo.
Gabriel, bell’animalone da letto tutto dolcezza e cazzo grosso, vieni qui da me, apprezza l’infinito mondo delle mie idiosincrasie, e soprattutto fai di me tutto quello che vuoi a letto (e sul divano, in cucina, nella doccia e via dicendo).

Dal canto suo Pandora è una ragazza che ha avuto una vita difficile, che è cresciuta in un’isolamento forzato e che non ha mai saputo cosa vuol dire avere una famiglia amorevole accanto. Originale, rivoluzionaria, cocciutissima ma estremamente fragile, una fragilità che nasconde sotto un’apparente menefreghismo nei confronti di una società che non comprende, si trova costretta ad un matrimonio che non vorrebbe, con un uomo che desidera febbrilmente e che la accetta e la rispetta. Che sfiga, vero?

Sopra a tutti spicca ancora e inesorabilmente la figura di Sebastian St. Vincent. Ex libertino incallito figlio di Satana, ora uomo innamorato della moglie e ineguagliabile padre di famiglia. Nonostante l’età, nonostante quel bendidio  del figlio, ogni volta che Sebastian è comparso sulla pagina scritta, io mi sono sciolta come come il cucchiaino di cioccolato Lindt si scioglie nel caffè, voluttuosamente e goduriosamente.

Ed Evie, così dolce, comprensiva, materna eppure risoluta.

Zia Lisa ha superato se stessa nel rendere omaggio ad una delle coppie più belle che abbia creato, ed è riuscita nel difficile compito di non snaturare i personaggi nonostante siano profondamente diversi da come ci sono stati descritti nella loro giovinezza.

Che dire? Leggetelo e condividete con me le vostre impressioni.

Piccole rimostranze:
– Nonostante nei libri precedenti la volontà di Pandora di diventare imprenditrice di giochi in scatola fosse il perno intorno al quale ruotava tutta la sua vita, inspiegabilmente il libro che la vede protagonista mette il lavoro di Pandora in secondo piano….o meglio, se ne parla tantissimo a livello teorico e pochissimo a livello pratico. Trovo che non sarebbe stato negativo se si fosse approfondito un po’ di più l’argomento.
– Ci sono dei momenti di puccismo spinto che mi sono sembrati un pochino esagerati ma per fortuna non sono così preponderanti da intaccare il giudizio finale sul romanzo.

In poche parole

Usami, Straziami, Strappami l’Anima……….e le mutande, il reggiseno, i collant, i bottoni……..sì, insomma….devastami come preferisci.

Poschina

p.s. Trovo questa cover semplicemente perfetta.

Arabesque – Alessia Gazzola

Stamattina mentre rileggevo “L’Allieva”, mi sono mentalmente complimentata con la Gazzola per la descrizione del mio adoratissimo sociopatico Claudio Conforti aka CC. Lo fa splendidamente, riuscendo a darci un’immagine sfaccettata e completa di quest’uomo decisamente complicato e incredibilmente attraente. L’ho riletta un paio di volte e davvero mi è spiaciuto non poterle mandare un what’s app per dirle che avrei tanto voluto scriverla io una descrizione così.

Ma questo esula dall’argomento odierno, ossia le mie impressioni sull’ultima avventura di Alice o Eliz, per quelle di voi che nonostante tutto si schierano nel Team Arthur.

La Trama: Tutto è cambiato, per Alice Allevi: è un mondo nuovo quello che la attende fuori dall’Istituto di Medicina Legale in cui ha trascorso anni complicati ma, a loro modo, felici. Alice infatti non è più una specializzanda, ma è a pieno titolo una Specialista in Medicina Legale. Quando le capita il suo primo incarico di consulenza per un magistrato, Alice si rimbocca le maniche e sfodera il meglio di sé. Al centro del caso c’è una donna di quarantacinque anni, un tempo étoile della Scala e oggi proprietaria di una scuola di danza. In apparenza è deceduta per cause naturali. Eppure, Alice ha i suoi sospetti e per quanto vorrebbe che le cose, per una volta almeno, fossero semplici, la realtà è sempre pronta a disattenderla. Perché, grazie alla sua sensibilità e al suo intuito, Alice inizia a scoprire inquietanti segreti nel passato della donna, legati all’universo – tanto affascinante quanto spietato e competitivo – del balletto classico.

Ed ora la parola alla giurata e ci sono Superspoilers perchè non posso tenermi dentro tutto, ci provo ma non ci riesco.

Negli anni ho recriminato parecchio, sono stata rigidissima, non ne ho lasciata passare una alla tenera Alice e le ho spesso rimproverato un’eccessiva immaturità, l’incapacità di farsi valere e la fastidiosa abitudine di considerarsi degna di nota solo in quanto riflesso di un uomo, fosse egli il maschio Alpha biondo Arthur o quello moro Conforti.

Beh, le cose sono cambiate.

Premettendo che personalmente non condivido la voglia di restare a lavorare in Istituto, dove la Wally non perde occasione per martoriarla, capisco che la scelta sia più che funzionale alla trama, alla storia generale e anche un comodo spunto per le avventure future e quindi non rompo il cazzo più di tanto, ma mi soffermo più che altro su alcuni punti chiave del libro che mi hanno colmata di gioia e gaudio.

Primo: la GI
Ebbene sì. Abbiamo una Gravidanza Indesiderata o sospetta tale, e come tutte voi sapete, io le detesto. Mi fanno venire l’orticaria ed evidentemente la stessa cosa succede anche alla Gazzola perchè quando Cordelia informa Alice che il bellissimo, carissimo, intelligentissimo, impegnatissimo Arthur diventerà a breve padre (tanto da farmi sospettare che l’ingravidamento sia avvenuto quando ancora la relazione tra lui ed Eliz era in pieno corso, d’altronde lui un figlio lo voleva probabilmente a prescindere dalla madre visto che nello scorso libro voleva tanto farlo con Alice), cerca di indorare la pillola sostenendo che sia “capitato” e Alice, tesoro di zia quanto ti ho amato in questo frangente non si può descrivere, le risponde che quando stava con lei “Sapeva benissimo come prendere delle precauzioni”. E qui mi alzo dal letto nonostante i postumi della gastroenterite, applaudo, sorrido, incito un’immaginaria folla ad applaudire entusiasticamente con me e poi mi sdraio prima di accasciarmi, in modo poco elegante, al suolo.

Perchè Alice è cresciuta. E se fino a qualche tempo fa una notizia del genere le avrebbe tagliato le gambe, ora ha la lucidità di affrontare la delusione e il dolore senza che questi la sopraffacciano [e non sono nemmeno sicura che la coniugazione sia corretta. Si accettano correzioni con estrema gratitudine]. Anzi, è così cresciuta da non permettere a nessuno di mollarle una minchiata come spiegazione sperando che se la beva senza battere ciglio.

Secondo: CC
Claudio Conforti. Lo sanno tutti, è refrattario alle relazioni lunghe e durature, ha i suoi grossi problemi nell’affrontare la monogamia, ha un passato del quale sappiamo poco o nulla se non che non è cresciuto nella bambagia, ma soprattutto sappiamo che da sempre, sin dal primo giorno, ha una fissazione per Alice. Negli anni ci sono stati qualche incontro, qualche bacio, qualche scopata (della quale, purtroppo, non abbiamo dettagli) ma nulla più perchè Alice era costantemente mezza innamorata di Arthur e CC non è il tipo che si mette a lottare platealmente per avere qualcosa, lui è come l’acqua….lentamente si infiltra in ogni pertugio fino a far crollare la diga.

Alice stavolta decide di provare a giocare al gioco di Claudio e lo fa senza rimpianti, buttandosi in una storia nuova senza troppe regole e senza troppe speranze cercando di godersi il più possibile questa situazione. Ed anche in questo frangente, Alice dimostra di non essere più una ragazzina e prende in mano la situazione rivendicando la sua autonomia anche a costo di perdere Claudio perchè va bene tutto, ma non ha intenzione di stare seduta a fare la bella statuina.

And The Oscar Goes To “Alessia Gazzola” – Per aver fatto crescere il personaggio di Claudio pagina dopo pagina, libro dopo libro, bastardaggine dopo bastardaggine al fine di arrivare alla fine di questo libro senza che le scelte che intraprende appaiano improvvise, immotivate e del tutto “a capocchia di Minchia” ma che risultino piuttosto l’ovvia conclusione dopo un processo di crescita personale durato più di un lustro. Non era facile farlo maturare e cambiare senza snaturarlo completamente e Alessia ci è riuscita egregiamente. Brava.

Terzo: Io sono fatta così, voglio di più
Dire una frase del genere a uno come Claudio equivale a perderlo ma Alice glielo dice chiaro e tondo, senza remore, senza paura. Perchè rendersi conto di quello che si è e di quello che si è disposti a fare pur di ottenere qualcosa o, ancora più importante, di quello che si è disposti a perdere per difendere quello che siamo, significa crescere, maturare, affermare se stessi, diventare una persona migliore.

E non è detto che, per una volta, essere onesti non paghi.

Abbiamo finalmente di fronte una donna che nonostante pecchi ancora di una spiccata goffaggine e si aggiri pericolosamente per Roma senza qualcuno che vigili che non combini disastri, siamo fuori da quella fastidiosa attitudine alla perenne indecisione. Ok le seghe mentali non mancano ma sempre con consapevolezza, senza quella fottuta e insostenibile paura di fare la cosa sbagliata e di perdere qualcosa che si crede forse più importante di quel che è.

Alice mi piace molto in questo libro e la sua ossessione passional-amorosa per Conforti la comprendo come non mai e sono ANNI che attendo un momento simile. Sono anni che aspetto di vedere Arthur messo da parte perchè davvero…..bello è bello, sexy è sexy e secondo me scopa anche divinamente ma non posso accettare uno che continua a far sentire Alice inferiore. Purtroppo non ho mai tollerato i “So tutto io” e, peggio ancora quelli “Impegnati” ed Arthur per me rappresenta un po’ queste due categorie messe insieme, magari non nei primi libri ma con l’andare avanti questa sua attitudine a sentirsi migliore di Alice è venuta fuori. O sono io che come dice sempre il Busnaghi, sono pateticamente ancorata alla convinzione che gli uomini vogliano prevalere sulle donne. Sarà….. ma intanto ho decinaia e decinaia di migliaia di esempi a mio favore, Arthur in testa.

Non posso quindi che consigliare questo libro (ho trovato un po’ sbrigativa la conclusione della vicenda Mistery ma possiamo perdonare questo dettaglio perchè il libro ci dà tantissimo sul fronte personale) perchè è come al solito scritto bene, scorre tranquillo, emoziona e ci mostra una Alice più consapevole e più autonoma.

Bene, avanti con il prossimo.

Ma ora RECRIMINIAMO!!!!!!!

Essendo la classica donna media che quando si avvince a qualcosa spolpa l’intero marketing di riferimento non ho potuto esimermi dal vedere la fiction “L’Allieva” ed ora posso finalmente dire quello che ho sul gozzo da MESI.
Primo. Mi sono piaciuti tantissimo i protagonisti, li trovo in parte, mi adeguo anche allo stile fiction RAI anche se ovviamente io avrei preferito qualcosa fatto dalla HBO con un po’ più di crudezza e un po’ meno “sole – cuore – amore” ma questo è un problema tutto mio. Adoro come Lino Guanciale sia riuscito a cogliere le sfumature del personaggio di CC e riesce a donargli stile, charme e bastardaggine. Mi piace come la Mastronardi ci restituisce la freschezza di Alice, trovo che Emmanuele Aita sia un Paolone perfetto e in generale, Martina Stella esclusa e Dario Aita nemmeno preso in considerazione perchè non ha nulla ma proprio nulla di Arthur e non parlo solo dell’aspetto fisico ma proprio delle caratteristiche del personaggio, penso che tutto funzioni.

MA!!!!

MAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!

Le scene di sesso sono agghiaccianti. Non si può vedere, non si può sentire. No, parliamone…. La Lingua. La Lingua nei baci. Ma dove vivete? Ma possibile che solo nelle fiction RAI ci sia ancora il tabù della lingua nei baci? Ma cosa vi ha fatto? Ma come vi baciate voi?

Che poi cristo….. tu sei lì che aspetti febbrilmente la scena di sesso tra Alice e Claudio e quello nemmeno usa tre metri di lingua per farla sciogliere ai suoi piedi e poi abusarne a suon di vergate in vagina!!!! Io mi aspettavo passione, sesso, sudore, orgasmi come se piovesse e invece?

Invece mi trovo loro due a letto completamente coperti, lui ancora con la messa in piega che le da un bacio sul naso…..sul NASO!!!!!!
Tesoro…il clitoride sta qualche decina di centimetri sotto.

Una delusione pazzesca.

Per fortuna la mia fantasia è un pozzo senza fondo al quale attingo costantemente e senza alcun tabù, quindi alla fin della fiera ho chiuso gli occhi e immaginato come avrebbero dovuto andare le cose e la reputazione di CC ne è uscita immacolata.

In poche parole

Tagline1 – Finalmente Alice non si limita a guardare i gatti ma se li spupazza anche.
Tagline2 – Tesoro, il clitoride sta qualche decina di centimetri sotto.

 

 

Il Duca e la Dama in Rosso – Lorraine Heath

God Bless You, Lorraine.

La Trama: Londra, 1874 – Tormentato da un doloroso segreto, il Duca di Avendale ha da sempre cercato l’oblio nel vizio e nell’alcol, al punto da trasformare la sua vita in un monotono turbinio di donne, partite a carte e sbronze. Ma durante una festa, all’improvviso il suo mondo grigio è attraversato da un acceso e vibrante rosso, l’abito di una dama che da subito cattura i suoi sensi. Sedurre Rosalind è poco più di un gioco per lui, almeno sino a quando non la sorprende intenta a fuggire da Londra con i suoi soldi. Deciso a punire la truffatrice e a soddisfare i propri desideri, le promette che non la denuncerà se accetterà di passare una settimana a sua completa disposizione… nel suo letto. Tuttavia, il tempo trascorso insieme gli permetterà di conoscere la donna nascosta dietro le bugie e di scoprire che per lui non rappresenta più soltanto passione e piacere, ma la possibilità di tornare a vivere davvero.

Ed ora la parola alla giurata con spoiler ovunque perchè non ho voglia di sbattermi per evitarli

Noi ti amiamo.
Sia la mia parte oscura in cerca di bruttezze in cui crogiolarsi che la mia parte patetica che si commuove per più o meno tutto, ti amiamo. Amiamo te, ex piccolo Duca di Avendale, ora uomo fatto e finito, grande, grosso, moro con occhi scuri, sempre e costantemente eccitato, con il vergone in tiro costante che fai di tutto per infilarlo nella guaina di Rosalind. Perchè dopo la disastrosa esperienza letteraria dei giorni scorsi, avevo bisogno di credere che nel mondo ci fosse ancora qualche maschio Alpha pronto a inondare di Regale Seme le vagine inviolate di giovani pulzelle.

Qui siamo al cospetto del bellisissimo e spietatissimo nonché dissolutissimo Duca di Avendale, colui che porta con sé il patrimonio genetico di un uomo dedito alla box casalinga, per capirci il padre usava la piccola e timida moglie come fosse un punching ball, fino a ridurla in fin di vita e a costringere gli amici di lei a nasconderla per evitarne la morte. Però lui, il piccolo Duchino, non ricorda nulla delle botte che ha preso sua madre, e nemmeno che il padre fosse un despota manesco e meschino ma è convinto del contrario, al punto che negli anni si è isolato dalla famiglia rifugiandosi nella dissolutezza più totale per fuggire da un passato triste, confuso e drammatico [ed anche oggettivamente incomprensibile per un bambino].

Lei invece è  Rosalind, una truffatrice che cerca un pollo abbastanza grosso da spennare per poter vivere tranquilla per un po’ di tempo con il fratello e il gruppo di amici molto speciali con cui vive. Ha deciso di smetterla con i signorotti di campagna e di puntare all’aristocrazia, peccato che incappi in Avendale che la punta come un pointer appena entra nel nuovo locale di Drake e decide che, costi quel che costi, lui la deve assolutamente avere.

E fin qui, direte voi, siamo nella fiera delle banalità.

Sì.
Chiaro.
Ma.

Le prime 10 pagine mi avevano delusa, non sentivo pathos, non ne potevo nemmeno più di leggere le proclamazioni di dissolutezza e depravazione di Avendale e mi ero preparata alla noia armandomi di Maalox e di patatine al formaggio fino a che……
….
…..
non so nemmeno bene come, ma il libro ha cominciato a decollare.

Forse perchè lui non la vede immediatamente come il sole della sua vita ma piuttosto come qualcosa di diverso che lo eccita e al quale non ha intenzione di rinunciare o forse perchè lei mi ha fatto tenerezza,  è convinta di poter tener testa a uno che nella vita non fa una beneamata minchia se non scopare e comandare. La nostra ingenua Rose pensava di poterlo abbindolare con il giochino del “Te la faccio annusare ma poi col cazzo che te la do”… ahahhahahahah… illusa. Infatti alla prima occasione lui la slingua come dio comanda (fa parte dell’ormai sempre più esiguo esercito degli slinguazzatori da manuale) e la sditalina donandole il suo primo, meraviglioso, intenso orgasmo. In pratica ad Avendale bastano 2 colpi di lingua e 3 di dita per ribaltare la situazione e ad avere di fronte a se una donna disposta a tutto pur di finirci a letto insieme.

In questa serie la Heath si concentra su malattia, dolore e deformità ma soprattutto sulla sofferenza che ne deriva, e lo fa in grande stile ossia facendo copulare i protagonisti in continuazione, martellando il tasto del sesso e distribuendo orgasmi ed intimità in ogni anfratto e lo fa anche bene (o almeno nel primo libro e in questo… quello di mezzo ancora non l’ho inquadrato bene. Lo rileggerò), lo fa riuscendo a sfruttare la passione tipicamente femminile del voyeurismo e della indomabile attrazione per il pettegolezzo, ossia alternando scene di sesso più o meno Hot a confessioni drammatiche sul proprio passato.

Brava, il mix funziona. E’ come leggere Giallo e Novella 2000 insieme.

Tornando al libro, questi due esseri che hanno alle spalle delle Sad Story da manuale, non potevano che scoprirsi anime affini e nonostante succeda di tutto e di più, fino a oltrepassare la sottile linea che divide il Romance dal Fantasy ben più di una volta, sono rimasta incollata alle pagine come le etichette adesive di merda restano attaccate ai bicchieri nuovi, e ammetto senza vergogna che avrei voluto leggere ancora e ancora, sapere come si sono sposati, dove, come è stata accolta Rosalind, perchè, con chi, quando, quanto…. sì insomma….ero avidissima di piccoli, insignificanti particolari….e questo è un bene. Un gran bene.

Tutto bene quindi?

No.
A volte il buonismo è eccessivo e anche il cambiamento del dissoluto e cinico Avendale in alcune parti risulta forzato, nonostante avvenga gradualmente. A mio avviso il rapporto tra Avendale e la madre andava approfondito un po’, soprattutto a fronte delle sconvolgenti scoperte in merito al passato e anche perchè è il perno su cui per anni si è fondata l’intera filosofia di vita del giovane…non è che basti un colpo di spugna per eliminare 30 anni di vita. Magari. Avrei gradito più presenza dei vecchi amici di Avendale, il gruppo di figli dei monelli di Feagan, che invece sono inutili come le carotine decorative nei piatti di carne anni ’80.

Però avercene.
Non so quanto il mio entusiasmo sia dovuto all’aver approcciato il libro dopo essermi annoiata a morte con quello precedente, e quanto sia dovuto alla storia ma non mi interessa più di tanto, ho passato ore intense a leggere come se fosse l’unica cosa importante nella vita, ho visto un uomo innamorarsi lentamente, contro la sua volontà e arrendersi alla consapevolezza di aver costruito un’intera vita su un presupposto sbagliato. E ho conosciuto una donna che nonostante aspiri al titolo di SantaMariaGorettidelRomance 2017 non mi ha fatto venire voglia di strapparle le unghie con una pinza (una specie di miracolo).

Che dire?
Correte a comprarlo.

In poche parole

E’ come leggere Giallo e Novella 2000 insieme. Non proprio una bomba ma quasi.

Poschina

p.s. non sono l’unica che non si raccapezza nell’albero genealogico del gruppo di Feagan, anche Rosalind, messa di fronte a tutte le coppie e ai loro numerosissimi figli afferma di non riuscire a collegare tutte le complicate parentele.

 

Duca dei Miei Peccati – Elizabeth Hoyt

Rieccoci qui mentre stringiamo tra le mani l’ennesimo libro della Hoyt che ci narra le vicissitudini dei parenti dei cugini dei parenti dei protagonisti della Saga dello Spettro di St. Giles.
Qui infatti ci occupiamo del rapporto malatissimo tra la sorella illegittima di quel grandissimo pezzo di gnocco di Lord Caire e di Valentine Napier, duca di Montgomery, fratellastro di Eve, protagonista del romanzo “Dolcissimo Furfante”. Lui è quello che in un altro libro ha rapito la sorella del Duca di Wakefield, un malvagio ricattatore, un grandissimo figlio di puttana sadico e calcolatore che è presente come personaggio secondario in molti libri della serie, mi è sempre piaciuto un sacco e che pare nasconda terribili esperienze traumatizzanti che spiegano il suo essere a tutti gli effetti una persona orribile.

La Trama: Bridget, figlia illegittima di lady Caire cresciuta in una famiglia di contadini, si è fatta assumere come governante a Hermes House dove intende cercare le prove per incriminare il padrone e famigerato duca di Montgomery, Valentine Napier. Val, affascinante e privo di scrupoli, tiene sotto ricatto buona parte dell’alta società londinese, tra cui la madre di lei. Sorpresa a rovistare nella sua camera, Bridget riesce a esercitare sul duca il fascino della sua purezza e bontà d’animo, e sceglie di rimanere al suo fianco per redimerlo. Nel turbinio della passione, anche l’inflessibile duca scopre sentimenti capaci di sfidare tutte le convenzioni…

Ed ora la parola alla giurata – Ultraspoiler

Come tutte ormai sapete, ho scoperto il succhia clitoride. No, non l’ho ancora provato ma ho intenzione di regalarmelo per Natale. C’è chi si regala la giornata nel centro benessere, io mi regalo orgasmi garantiti in 50 secondi. D’altronde, ognuno ha i suoi gusti.

Vi dico questo non solo per cercare di capire se qualcuna di voi lo abbia già provato e possa consigliarmi marca e modello ma perchè più leggo romance e più mi accorgo che l’Eroe Romance ha la capacità di portare all’orgasmo la dama di turno tramite un cunnilingus brevissimo ma infallibile.

Prendiamo per esempio la nostra Bridget, protagonista di questo romanzo…. Governante integerrima e in odore di santità, che si trova in casa del nostro squilibrato Val per rubargli la miniatura con la quale sta ricattando una dama della High Society. Lui è, come da copione, un uomo semplicemente meraviglioso. Alto, fisicato, biondo con capello lungo e mosso, con lineamenti finemente cesellati, maschio fino al midollo e con il cazzo grosso. E non è una supposizione, ci viene detto più o meno a pagina due dopo averci accuratamente descritto il suo carattere chiaramente psicotico, sadico e bipolare; facendoci immediatamente capire di essere capitate in un romance che se ne fotte delle regole base del genere (mai rivelare esplicitamente certi dettagli prima di aver raggiunto il 50% del libro) e che sarà un Grand Guignol di sesso, ricatti, omicidi, vendette e perversioni.

Idda è la classica brava ragazza, ok….è una figlia illegittima, ma è totalmente dedita al lavoro e vede il suo capo come un pazzo stronzo e sadico che deve tollerare solo perchè ha bisogno di recuperare una cazzo di miniatura. Un bel giorno lo stronzo viene avvelenato e in lei scatta il maledetto e fottutissimo istinto da crocerossina che ancora oggi incula noi donne in storie malate con uomini non salvabili e comincia a vederlo come la Vittima di un’infanzia grama e infelice [ed è vero, lui ha vissuto tra le vessazioni di un padre sadico e chiaramente malato che lo hanno condizionato per tutta la vita] ma cerca stoicamente di mantenere le distanze. Poi però, un giorno, lui ammazza davanti a lei il suo valletto e successivamente, completamente nudo e coperto di sangue la sbatte al muro e le mette 3 metri di lingua in bocca facendola bagnare come se fosse stata una vittima dell’Uragano Katrina.

Ed è solo l’inizio.

Lui decide che deve tassativamente farla sua e nonostante lei gli rovini il piano malvagio atto a permettergli un matrimonio vantaggioso a base di ricatti e terrorismo psicologico, per punirla la ficca in una vasca piena di acqua calda e profumi e si fa venire il durello guardandola.

Lei che fino a 3 minuti prima era una specie di Vergine di Ferro si accorge di quanto sia sensuale stare a mollo nuda in una vasca mentre un modello di Armani ti osserva sbavante ed eccitato e si trasforma in una manciata di secondi in un troione che lo provoca lavandosi sensualmente i seni e la vulva fino a che lui non la prende e la sbatte sul letto succhiandola come fosse un fico maturo appena colto dalla pianta e alla seconda leccata di figa lei viene come nessun’altra.

Ed è qui, in queste due leccate di figa orgasmiche che si concentra l’essenza del libro, la fantasia sfrenatissima dell’autrice, il suo amore per l’eccesso, l’esagerazione, gli orgasmi…sì, perchè mica è finita qui, lui le dona un altro rovente orgasmo prima di buttargli il girello di manzo nella calda guaina e imporle di venire ancora.

E, lo ammetto senza vergogna, mentre lui le impone di venire, per poco non vengo anch’io perchè lo dice in un modo così diretto e da maschio Alpha mentre spinge quella sua enorme e rigida verga, che mi sono visualizzata la scena in modo talmente vivido che per poco non finisco sotto ad una macchina persa nei meandri di un superorgasmo mentale.

Ma.

C’è un enorme, ingombrante MA.

Lui è fuori come un balcone. Ma non fuori tipo “gli piace scopare a testa in giù” no. Lui è un uomo rovinato da un padre sadico, perverso e violento che lo ha educato ammazzando gattini davanti ai suoi occhi, tenendo feste perverse nella magione millenaria e offrendo la sorella bastarda ad un branco di cani incazzosi prima e ad un uomo per molestarla dopo. Val ha salvato capra e cavoli ma per sopravvivere si è giocato l’anima. La madre, dal canto suo è stata fredda, insensibile e stronza e ci credo che abbiamo di fronte un uomo completamente anaffettivo, freddo, spietato e impermeabile a qualsiasi morale.

Per questo pur trovandolo sexy da morire, gli sarei stata alla larga come i cani, istintivamente, stanno lontani dal fuoco. Bello, interessante, ma sai mai se arriva una folata di vento cosa può succedere.

Bridget invece intreccia una relazione fatta di straordinario sesso e confessioni sempre più inquietanti sul passato del nostro eroe fino a che non viene svelato il Segreto dei Segreti che lui nasconde nel profondo dell’anima (in realtà si intuisce nella prima metà del libro ma pazienza). Questa relazione non impedisce al nostro sexyssimo Val di essere preda della smania di potere e di vendetta al punto che se io fossi stata in Bridget lo avrei sicuramente fanculizzato dopo che ha sputtanato la mia madre naturale ma si sa, io sono una stronza, mentre lei lo AMA profondamente e tutto sommato comprende il suo modo contorto di vedere il mondo e di dimostrare il proprio affetto ma decide comunque di lasciarlo perchè è convinta che non la amerà mai e lo fa in grande stile ossia con un pompino. Però, diciamocelo, è un gran bel pompino carico di pathos e dobbiamo alzarci tutti in piedi ed applaudire lentamente questa donna che nonostante tutto quello che lui le ha fatto ha ancora voglia di succhiarglielo.

Poi boh…succede un po’ di tutto e tra romanticismo, strani riti satanici e dichiarazioni d’amore che mi hanno lasciata perplessa e confusa il libro arriva al suo meraviglioso epilogo fatto dei nostri eroi nudi in arabia mentre scopano come ricci e come non ci fosse un domani. Un abbraccio virtuale ad Elizabeth perchè nonostante i quintali di sperma riversato in vagina (e lei lo sente chiaramente ogni volta perchè evidentemente i nobili eiaculano più o meno mezzo litro di roba) lei non è ancora vacca gravida ma solo vacca.

Cosa abbiamo appreso da questo libro?
Principalmente che per tenersi un uomo bisogna essere delle virago ma zoccole, quindi l’uomo va rimproverato e indirizzato sulla retta via ma dandogliela continuamente nonostante lui sia in effetti una persona orribile dedita non tanto a perversioni sessuali o a violenza fisica quanto a freddezza cronica, cattiveria e perfidia che nemmeno Erode….. Però, lei gli prende sempre il volto tra le mani e lo slinguazza per fargli capire che sì, è una gran merda, ma lei gli perdona tutto perchè aspira alla santità. Usando questa contorta tecnica state certe che anche l’uomo più malvagio e reticente diventerà un agnellino tra le vostre gambe….ehm…. mani.

Pecche della storia….manca completamente il rapporto con la sorella Eve, che viene accennato all’inizio e poi abbandonato malamente, manca un minimo di analisi su come un uomo completamente anaffettivo e fondamentalmente malvagio possa cambiare da un mese all’altro al punto da schierarsi dalla parte di quelli che fino a dieci secondi prima ricattava senza alcuno scrupolo.

Nonostante questo secondo me il libro merita una lettura perchè comunque scorre bene e se si è disposti a non star lì a sottilizzare su tutto, la lettura si gode alla grande…. più in generale si gode alla grande, punto.

Mi resta però un atroce dubbio…. chi ha sverginato Bridget?

In poche parole

Veni, Vidi, Vici….ma soprattutto Veni.

Poschina