Recensioni lampo: Hunter _ James _ MacLean

Ed eccomi qui…a fare un po’ il punto delle ultime letture. Ovviamente Spoileroni Sparsi.
Non so se voi vi siate mai arrischiate a leggere la serie “Wicked trilogy” di Madeline Hunter. Io, essendo temeraria, mi ci sono fiondata comprando tutti e tre i libri e trovandomi a bestemmiare dalla metà del primo fino alla metà del terzo. Non perchè li abbia letti tutti, ma perchè visto lo squallore di “I sogni Proibiti di Eva” ho deciso di eliminare la lettura del secondo e passare al terzo, che ho comunque abbandonato a metà per dedicarmi alla James.

Ma spieghiamoci meglio.

Primo libro della serie, ci narra le vicissitudini di Gareth Fitzallen, figlio illegittimo di un duca, bellissimo, intelligentissimo, famoso per scoparsi tutte le belle donne del ton con maestria inimmaginabile, di lavoro commercia in arte e sta aiutando i fratellastri a recuperare delle opere d’arte che sono state nascoste durante la guerra con la Francia. E già qui ho cominciato con il mantra “E ridaje con ste cazzo di opere d’arte trafugate. Ma chissenefrega!”. Cmq. iddu ha appena ereditato una magione in rovina ad inculandia e sta andando a dare un’occhiata al rudere.

Per caso (ma come dice Maestro Oogway – Il caso non esiste – ) si incontra e si scontra con l’eroina di turno, tale Eva Russel, la quale sta portando a casa sua un quadro rubato dalla magione di Garreth, che le serve per farne una copia che rivenderà al mercato del pesce della città vicina e che gli permetterà di sfamare la bellissima sorellina.

E questo, signore e signori è il BM. Lei copia le opere d’arte che trova nella soffitta del bel bastardo, le rivende e le rimette a posto mentre lui gira per l’Inghilterra cercando disperatamente quelle opere che giacciono da anni nella polverosa soffitta sotto la quale dorme. Vi avevo anticipato che è Moooolto Intelligente!!!!!

Tra l’incontro e il momento in cui convolano a giuste nozze, c’è il tempo di slinguare, orgasmare, innamorarsi come quattordicenni alla prima cotta, rinunciare al proprio passato, scopare….. e via dicendo. Il tutto ammantato da una coltre di tedio che parliamone. Tra l’altro lui passa da scopatore senza cuore a maritino fedele nel giro di mezza pagina e, sinceramente, non si può sentire.

Voto 6.5 – perchè comunque è scritto bene e per me la grammatica ha il suo peso.

Ma passiamo ad argomenti più gustosi…..

E parliamone di questa cover…. parliamo di lui….della beltade di questo giovin signore e della zoccolaggine di codesta dama. Tutta tette e finta reticenza.

Cmq.
Avete presente quando alle medie il tizio che vi piaceva se ne è uscito con una frase infelice su di voi, tutti hanno riso, voi lo avete sentito e da quel giorno la vostra meravigliosa quarta di reggiseno è diventato il problema della vita? Ecco. A me capitava con le orecchie a sventola. Ci ho messo anni a farmi passare l’ansia del giudizio altrui perchè, onestamente, nessun adolescente ha mai fatto commenti meno che entusiastici sulle mie all’epoca sode e grosse tette.

Mia Carrington invece è complessata perchè minuta ma tettona e culona. (Notate come nella cover abbiano mantenuto una certa fedeltà al romanzo), ed è innamorata persa di Vander, figlio del Duca di Pindar il quale è notoriamente pazzo e la cui moglie è la compagna del padre di lei. Ve lo spiego meglio. La mamma di Vander si scopa il padre di Mia. Lei è fedifraga, lui no perchè è vedovo. Fatto sta che la povera Mia scrive. Scrive smielose poesie su Vander con spiccati riferimenti sessuali che nemmeno si rende conto di aver creato. Una di queste poesie è finita nelle mani del padre che l’ha divulgata e alla fine diventa gioco per Vander e gli amici. Peccato che Mia sia nella stessa stanza e senta tutto, si incazzi ed esca sbattendo la porta.

Una paccata di anni dopo Vander è il Duca di Pindar, Mia è stata mollata sull’altare dal fidanzato, ha un nipote con un problema ad una gamba (Tra l’altro Sparta non era nulla paragonata all’Inghilterra nobile dell’800), ed ha una manciata di giorni per trovare marito ed evitare che tutti i beni dell’adoratissimo nipotino finiscano nelle grinfie di Zio Richard.

Allora che fare? La cosa più ovvia le sembra quella di ricattare Pindar costringendolo a sposarla e a fare da padre al piccolo, dolce e sfortunato Charles. Lei pensa bene di scrivergli una letterozza nella quale spiega che sarà solo un matrimonio di facciata ma lui, essendo un uomo al 100%, non la legge e questo porta al BM. Lei pensa di fargli schifo perchè è grassa e lui pensa che lei sia incazzata con lui e che lo voglia lasciare per punirlo e siccome ha una Sad Sad Sad Sad story alle spalle, ha qualche problema con gli abbandoni e la tratta malissimo salvo poi avere il cazzo perennemente in tiro e sbattersela appena può in ogni angolo della casa e contro ogni muro. E sottolineo Contro il Muro.  

Tra una scopata e l’altra abbiamo tempo per lo zio ubriacone amante dei romanzi rosa, del nipotino zoppo ma sempre felice e che ovviamente diventerà, nonostante la zoppia, un grande cavallerizzo, di una comparsata del mai dimenticato Duca di Villiers con tanto di Thorn ed India (che si comportano come degli adolescenti che frignano sbattendo i piedi per terra), delle macchinazioni al limite del plausibile di Zio Richard e anche di un cavallo ribelle ed indomabile che si “innamora” di Mia.

E se questo non vi basta per farvelo leggere non so come altro potrei convincervi….ah…già…. Lui è uno scopatore seriale che ama spalmarsi sull’abbondante carnazza della moglie e lo fa spesso, con una certa foga e con tantissimi orgasmi come risultato. Quindi è uno che non vi rifiuterà se avete i rotolini sulla pancia e il culotto e i maniglioni anti panico dell’amore. In pratica io ho già preso il biglietto per andarlo a trovare…altro che dieta.

Anche qui tantissimo Ammoooore con Carrambata finale del tipo “Ti ho sempre amata ed infatti ho conservato per anni la tua poesia piena di riferimenti erotici involontari…..eccola qui, scusa le incrostazioni sul foglio ma sai com’è…sono 20 anni che mi ci sego sopra”.

Voto: 7,5 perchè alla fantasia senza limiti sapientemente mischiata con il sesso e con astrusità varie non so resistere.

Ed infatti approdo a lui

Faccio notare che sono gli stessi modelli della copertina del libro precedente con anche dei vestiti simili…. la fantasia al potere.

Quarto ed ultimo libro della serie The Rules of Scoundrels, narra le vicende sessual-scandaloso-amorose di Georgiana Lieghton. Ce la ricordiamo tutti perchè la prima volta che l’abbiamo vista era fuggita dal Ton per rifugiarsi in campagna dopo essere stata ingravidata da uno sconosciuto e aver deciso di tenere la figlia della colpa. E’ la sorella di quell’ex pezzo di ghiaccio del Duca di Leighton, ora  estimatore dell’anticonformismo dopo aver sposato Giuliana Fiori, sorellastra di quel meraviglioso pezzo di carne che è Gabriel St. John, fratello di Nicholas.
Non dimentichiamoci che Leighton per sposare Giuliana, ha mollato sull’altare Penelope Marbury, ora moglie di Bourne, socio del locale per scambisti “L’Angelo caduto” e sorella di Pippa  , ora contessa di non ricordo cosa, protagonista di una scena eroticissima…lei che si masturba davanti a Cross, inginocchiato di fronte alla poltrona dove la lady si sgrilletta, che la fa venire parlandole e alitandole sulla gnagna ma senza nemmeno toccarla. Nel caso vi foste persi questa scena bagnamutande, correte a recuperarla.

Sono passati dieci anni da quando Georgiana ha partorito ed ora è decisa a sposare un titolato per poter dare un futuro alla brillantissima ed intelligentissima figlia. Tutto bene….se non fosse che su una delle testate di proprietà di Duncan West, è apparsa una vignetta volgare che ha alimentato il pettegolezzo nel ton….e se non fosse che West è bello, affascinante e la fa bagnare ogni volta che si vedono…e se non fosse che lui diventa granitico al solo sentirla nominare…. e se non fosse che in mezzo ci sono altri segreti: identità nascoste, passati turbolenti, morti, cattiverie gratuite, amarezze, promesse da mantenere.

Ma non preoccupatevi, c’è tempo per titillarsi, inturgidirsi, smaniare, orgasmare, sospirare ed, ovviamente, innamorarsi….perchè cos’è una verga turgida in una vagina grondante senza il Vero AAAAAAAMMMMMMOOOOORRRREEEEEE?

Nota a margine. Avevo provato a leggere il terzo libro della serie, quello incentrato su Temple “Il Duca Assassino” ma non ero arrivata a pagina 50. Ci riproverò in tempi migliori.

Voto: 8 perchè a me la fantasia sfrenata della MacLean in questo caso piace, perchè nonostante ci sia talmente tanta carne al fuoco da incendiare l’intera Milano questo libro mi ha fatto venir voglia di rileggere gli altri e perchè finalmente noto tutti gli indizi che erano stati seminati dall’autrice riguardo all’identità del quarto socio, il misterioso Chase. E poi diciamocelo, polemiche sulle molestie sessuali a parte che mi hanno fatta etichettare come una maschilista [Maschilista io?!?!?!??!?], a me l’uomo che sa cosa fare ad una donna a letto, mi piace assai e West sa esattamente cosa fare, e come, e dove. Un bell’esempio di maschio Alpha da non lasciarsi scappare.

In poche parole

  •  “Gira mezza Inghilterra alla ricerca dei quadri trafugati……..Erano nella sua soffitta.” Signori e Signore…Il Genio
  • “Scommetto che gli faccio schifo le mie tette enormi… Lui se la scopa in ogni dove ed in ogni luogo regalandole orgasmi incredibili.” Ecco a voi La Svegliona
  • “Un uomo ed una donna…anzi no, due uomini e una donna, anzi no….due uomini e due donne”. Praticamente un’orgia.

Poschina

 

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Perchè sei Mia – Lisa Kleypas

Ci sono diverse categorie di donne che detesto con anima e corpo. Di queste, le Gatte Morte sono le peggiori. Quelle che mi fanno rimescolare le interiora e bestemmiare in lingue che nemmeno sapevo di conoscere. E qui, in questo insulsissimo libro, c’è la Regina delle Gatte Morte.

Ma andiamo con ordine.

Ho scelto la vecchia cover perchè è triste e squallida e rappresenta appieno il contenuto del libro.

La Trama: Non può davvero sposarlo. Alla sola vista dell’anziano lord Clifton la giovane Madeline rabbrividisce di ribrezzo! E pur di non sottostare alla decisione dei suoi genitori, Madeline è disposta a tutto. Fugge così a Londra, con l’intento di diventare l’amante dell’attore e seduttore più famoso del momento: Logan Scott, il proprietario del Capital Theatre. Indurito dai tradimenti subiti, Logan non ha però alcuna intenzione di farsi coinvolgere in una relazione e la respinge. Ma Maddie è innocente, solare, bella, appassionata ed è impossibile resisterle…

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerissimi e buon 2018 a tutti

E pensare che all’inizio mi piaceva. Ok, eravamo in peno fantasy ma tutto sommato gradevole. Lei costretta dai genitori al fidanzamento con un vecchio, grasso, puzzolente e anche vagamente porco. Lui bellissimo, con una Sad Story da manuale, ombroso, indurito dalla vita (in tutti i sensi perchè è uno scopatore seriale di passerotte), cinico e scontroso, virtuosissimo attore di teatro che secondo il mio umilissimo e modesto parere ricorda molto il mai dimenticato Laurence Olivier.

In breve lei decide di rovinarsi per fare in modo che il promesso sposo la ripudi e, siccome non è certo scema, sceglie come sventrapassera Logan Scott, bellissimo e sexyssimo attore di teatro. Premetto che lei si crede scialba ed insignificante ma non lo è affatto perchè tutti le sbavano dietro. Inspiegabilmente finisce per essere assunta come aiuto segretaria in teatro ma in realtà, essendo un incrocio tra Leonardo da Vinci e Pico della Mirandola, fa un po’ di tutto, dalla sarta alla sguattera, alla contabile, alla suggeritrice. Non si sa bene quando abbia imparato a lavorare 152 ore al giorno considerato che nella vita non ha mai fatto un cazzo, ma lei riesce ad inserirsi senza difficoltà nel dissoluto ambiente teatrale, a farsi amare da tutti e a far venire il durello a Logan ogni cazzo di volta che la vede, ma siccome lui ha giurato di non affezionarsi MAI a nessuno, la evita come la peste e la insulta continuamente.

E fin qui la sbobba funziona.

Però….. però lei comincia a far uscire la sua vera natura: Il Gattamortismo.
Infatti sembra remissiva, sembra docile, sembra timida ed innocente, sembra una formichina efficiente che non smette mai di lavorare ed adora compiacere….ma…
……
…. in realtà è un troione che usa la tattica della finta debolezza per poi attaccarsi come una cozza morta alla sua preda e nutrirsi delle sue debolezze e dei suoi incubi come un fungo saprofita. Usa quel cazzo di sorriso pseudoinnocente che, inspiegabilmente, frega il 99% delle persone e si intrufola nelle vite altrui per rubare segreti e confessioni, da utilizzare per i suoi sordidi scopi….in questo specifico caso farsi sverginare dal figo di turno.

E se notate una certa acredine nella mia descrizione di Madeline, ci avete visto giusto perchè incappo costantemente in donnacce che sono tutte sorrisi, buoni sentimenti falsi e pochissima sostanza, che con il loro atteggiamento Gattamortaio mettono in cattiva luce la mia anima fatta di cinismo e concretezza, facendomi sembrare a tutti gli effetti la Grimilde che in fondo sono.

Il peggio del peggio del peggio arriva quando un’epidemia di scarlattina o roba simile, mette a letto metà della compagnia teatrale e Logan si ammala.
Ora.
Una persona normale o quantomeno una persona con un minimo di decenza si sarebbe limitata a caricarlo in carrozza e a lasciarlo nelle amorevoli mani di governante e valletto, ma Maddie no, il vaccone cosmico si intrufola in casa di Logan fingendosi la sua amante e resta al capezzale dello gnoccolone approfittando della situazione per smarmellarselo tutto nudo ogni 10/15 minuti. Che poi parliamone, non si fa. Ma con che coraggio ti piazzi in casa di uno che non ti vuole e che è gelosissimo della sua privacy e gli stai addosso? Ma non ti vergogni? E soprattutto figlia mia sei malata forte, vai a farti curare.

Purtroppo quando lui si riprende dalla malattia invece di defenestrarla se la scopa con tutti i sacri crismi [cazzo grosso ed orgasmi multipli] finendo con l’innamorarsi della “povera ed innocente” ragazzina che in realtà gli ha succhiato l’anima e chissà cos’altro.

E peggio del peggio del peggio, c’è l’arrivo del padre di lei che la smaschera all’urlo di “razza di coglione, non ti sei accorto che quella puttanella di mia figlia ti ha fregato e si è fatta sverginare solo per non sposare il vecchio pirla puzzolente che volevamo affibbiarle?”. Seguono Logan che fa quello a cui non frega un cazzo ma in realtà soffre come un cane e lei che torna a vestire i panni della piagnina che si dispiace della situazione perchè in realtà Lo Ama da Sempre, dove il “Sempre” è il momento in cui l’ha visto su una locandina.

Un po’ come se io amassi da sempre Jason Momoa perchè ho una sua foto come sfondo desktop e mi vorrei far sbattere dal manzo per ore. Direi che chiamarlo amore suona un po’ eccessivo.

La faccio breve e prendo due Maalox per agevolare.

Test di intelligenza:
Lei era vergine, lui un esperto in relazioni sessuali, hanno scopato due volte rigorosamente senza goldone e senza salto della quaglia. Quale può essere il risultato?

Brave!!!!! Applauso e bacio accademico: Lei è Vacca Gravida. Allora lui la sposa e la tiene segregata in casa perchè è incinta del figlio della colpa.

E adesso vi cuccate il pappone che ho sul gozzo da ANNI e che non riesco più a tenere a freno.
Magri fossimo nel 1800 e le gravidanze si nascondessero. Magari non fossi costretta a vedere quotidianamente foto prese da ogni angolazione di pance (rigorosamente nude) più o meno sporgenti con sfondi più o meno imbarazzanti, pance disegnate, scritte, stampate, al caldo e al freddo, la mattina e la sera, seguite da ecografie: “Fagiolino” – “Farfallina” – “Ranocchio” – “3 mesi insieme” e a seguire 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – Seguite da “Non ce la faccio più” – “Non vuole uscire”.
Poi per fortuna esce.
Il tutto corredato da ecografie, screenshot delle varie App che ci informano sulla settimana esatta di gestazione, con tanto di disegnino di come cresce il feto e con aggiunta di hashtag imbarazzanti. Ogni giorno, più volte al giorno, per 40 settimane, moltiplicato per le donne incinta che conosco.

Roba che persino io sono arrivata a rimpiangere un sano senso del pudore. Lo so, sono una stronza.

Ma torniamo alla GI della nostra Maddie, che si contraddistingue per essere la donna gravida più insopportabile del pianeta….non mangia per la nausea e si fa imboccare come avesse 6 mesi, frigna ogni due minuti e si tappetizza sotto le scarpe di Logan che di giorno la maltratta e di notte la scopa come se non ci fosse un domani. E, inutile dirlo, in quei momenti la nausea se la fa passare la vacca.

Come finisce? Con un parto naturale alla 40esima settimana, una bellissima bambina, tanto Ammmmmooooooreeeeeee e tanta pucciosità gratuita.
Avevo sperato in una pestilenza risolutiva ed invece tutto è finito nel migliore dei modi.

Peccato.

Vi ho risparmiato l’incrocio inquietante di parentele che si cela dietro ai protagonisti perchè è poco interessante, fastidioso e per quanto mi riguarda non serve praticamente a nulla. Questo libro è il Re dei Coiti Interrotti. E’ inutile e triste come la birra senz’alcool*.
E pensare che le prime 40/50 pagine promettevano così bene….. ma perchè? perchè? perchè? Non si può leggere certa roba, ma davvero. Fa male. Fa malissimo al cuore, alla testa e al portafoglio.

Poi ovviamente io ho anche il primo libro di questa, per fortuna brevissima, serie di Zia Lisa ed è già nella mia borsa pronto per domani mattina; lo sappiamo tutti che in fondo sono una fottutissima masochista e soffrire mi piace da morire.

In poche parole

Ad un certo punto sono arrivata a sperare che una pestilenza li ammazzasse tutti tra atroci dolori.

Poschina

*Citazione coltissima da “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”.

Il Diavolo in Primavera – Lisa Kleypas

Essendo notoriamente incapace di aspettare qualsiasi cosa io desideri, avevo già letto questo libro e ne avevo già parlato qui, all’epoca della sua uscita in lingua originale, avevo dato un sette meno, l’avevo definito il libro migliore della serie (al momento) e avevo cercato di non spoilerare troppo. Sostanzialmente non ho cambiato molto il mio parere sull’opera, non è stata massacrata dalla traduzione, non è stata resa eccessivamente pucciosa e non mi ero persa nulla nella comprensione. Solo che in questi mesi sono cambiata io, ho letto altra sbobba e quindi il mio giudizio finale è leggermente cambiato.

La Trama: Londra, 1876. A differenza di tutte le debuttanti londinesi, la bellissima Lady Pandora Ravenel non sogna di frequentare balli e trovarsi un marito. Preferisce di gran lunga dedicarsi ai suoi affari. Ma la sua strada si incrocia con quella di Gabriel, Lord St. Vincent, impenitente libertino, altrettanto determinato a non essere ingabbiato in un matrimonio. E per entrambi sarà la scoperta di un brivido fino allora sconosciuto…

Ed ora la parola alla giurata….SPOILER

Vado un po’ a ruota libera, l’ho appena terminato ed ho una serie di concetti per la testa che turbinano in modo disordinato nella mia testolina e fatico a metterli in un ordine logico….

Prima di tutto vorrei porre l’accento su un personaggio maschile anomalo. Si, ok…è un grandissimo figo che assomiglia molto a suo padre, il mai davvero dimenticato Lord Sebastian St. Vincent, protagonista di uno dei libri che ho amato di più: “Devil in Winter”; libertino, depravato, decadente, disperato e terribilmente solo. Un uomo meraviglioso che mi fa sospirare ancora adesso e che è entrato di diritto nella lista degli uomini fittizi su cui fantastico più spesso. Gabriel lo ricorda fisicamente ma è un uomo completamente diverso, descritto nella sinossi come un libertino, in realtà non lo è per niente. E’ un giovane ventottenne meravigliosamente attraente, che ha un’amante piuttosto disinibita e piuttosto vogliosa, è buono, intelligente, paziente fino all’inverosimile e uno di quelli che cercano sempre di fare la cosa giusta.

In pratica, sulla carta, doveri quantomeno detestarlo. Perchè si sa, a me, quelli che sono tanto buoni e tanto bravi, non fanno sesso. Ma….

…Zia Lisa è bravissima nel dipingerci il ritratto di un uomo dolcissimo e protettivo che è anche e soprattutto un animale da letto di prima qualità. Quest’uomo favoloso è il prodotto dell’addizione genetica Sebastian + Evie e quindi oltre alla spiccata mascolinità, allo straordinario fascino e alle mirabolanti capacità a letto, ha ereditato la profonda dolcezza della madre e, non essendo stato massacrato dalla vita (in questo libro è Pandora ad avere a tutti gli effetti una Sad Story), gli mancano il cinismo e la freddezza che caratterizzavano suo padre.

Un uomo del genere, posato, coccolato e che cerca sempre di controllarsi per mostrare la sua parte migliore, non poteva non essere fatalmente attratto da una donna come Pandora, una forza della natura, irriverente, refrattaria alle convenzioni, originale, passionale, ribelle.

Una ribellione che nasce dalla consapevolezza di non essere libera. In quanto donna, in effetti, nell’ottocento non si avevano chissà quali libertà personali….e peggio mi sento quando si parla di matrimonio, evento che di fatto passava la proprietà della donna dal padre al marito. Nel 2013 a Mantova ho visitato una mostra incentrata sulla donna nei secoli scorsi che mostrava una serie di documenti nei quali era evidente come la donna fosse soltanto un oggetto usato come mero materiale di scambio.

Le rimostranze di Pandora sono oggettivamente comprensibili anche se alla lunga, soprattutto di fronte alla chiarissima volontà di Gabriel di non interferire nelle sue attività, stancano un pochino perchè, diciamocelo, se avessi un uomo del genere che sbava per me, mi vuole possedere in ogni luogo, mi adora palesemente e per giunta sopporta ogni mia crisi isterica da premestruo…..beh, lo sposerei seduta stante e vaffanculo a femminismo e sessismo. La vita è una e me la voglio godere.

Sappiate che ci viene più o meno velatamente detto che Gabriel ha un bel cazzo grosso. La prima volta Pandora lo paragona ad una mazza da cricket… e qui sotto agevolo con una diapositiva per farvi capire quanto sia lusinghiero il paragone.

E la seconda volta lo confronta con i pistolini dei bambini visti durante la sua breve vita e, ovvio come il fatto che il 25 dicembre è Natale, il paragone non fa che esaltare le doti fisico-sessuali di Gabriel.

Per quanto mi riguarda il libro si divide in tre parti.

La prima, che va dall’inizio alla metà, ed è perfetta. Tutto funziona come gli ingranaggi di un orologio svizzero. La compromissione, totalmente involontaria e assurda, la consapevolezza di non avere scampo al matrimonio, la seduzione…e giuro che sogno i baci di Gabriel, i metri di lingua, le mani, i sospiri, la mazza da cricket…..

La seconda, che va dalla metà ai  tre quarti, nella quale ci viene descritta senza infamia e senza lode la vita coniugale dei due cucciolotti, fatta di sesso, sesso, sesso, sesso, orgasmi, sesso….

La terza, quella che definisco con simpatia, The Big Fail. Inutile, fastidiosa, un mero pretesto per far affrontare a Gabriel il primo vero dramma della sua vita ed utile solo per farci conoscere meglio la dottoressa Gibson (credo, non ricordo con sicurezza il nome), personaggio che sicuramente avrà un ruolo nei prossimi romanzi della serie.

Avevo valutato questo libro 7 meno.

Mi ricredo. Un 7.5 non glielo leva nessuno.

Piacevole, scorrevolissimo, per certi versi originale in quanto non abbiamo di fronte il solito eroe romance tormentato dalla vita, scaltro, refrattario alle nozze, cinico e disperato in cerca di soldi, ma un uomo equilibrato e affezionato alla famiglia che nonostante questa apparente noiosità è uno dei personaggi maschili più interessanti degli ultimi anni. Sarà anche che  con la vecchiaia comincio ad apprezzare un tipo d’uomo meno problematico e più equilibrato, che invece di aver bisogno di una donna madre/moglie/amante, accetta la sua compagna per quello che è senza rinfacciarle continuamente che potrebbe essere diversa, che non è come le altre, che non si è uniformata ai dettami sociali e che rompe sempre il cazzo e bla…..bla…bla

Sì, insomma, Gabriel è un uomo con le palle. Uno che sa quello che vuole, come ottenerlo e come gestirlo.
Gabriel, bell’animalone da letto tutto dolcezza e cazzo grosso, vieni qui da me, apprezza l’infinito mondo delle mie idiosincrasie, e soprattutto fai di me tutto quello che vuoi a letto (e sul divano, in cucina, nella doccia e via dicendo).

Dal canto suo Pandora è una ragazza che ha avuto una vita difficile, che è cresciuta in un’isolamento forzato e che non ha mai saputo cosa vuol dire avere una famiglia amorevole accanto. Originale, rivoluzionaria, cocciutissima ma estremamente fragile, una fragilità che nasconde sotto un’apparente menefreghismo nei confronti di una società che non comprende, si trova costretta ad un matrimonio che non vorrebbe, con un uomo che desidera febbrilmente e che la accetta e la rispetta. Che sfiga, vero?

Sopra a tutti spicca ancora e inesorabilmente la figura di Sebastian St. Vincent. Ex libertino incallito figlio di Satana, ora uomo innamorato della moglie e ineguagliabile padre di famiglia. Nonostante l’età, nonostante quel bendidio  del figlio, ogni volta che Sebastian è comparso sulla pagina scritta, io mi sono sciolta come come il cucchiaino di cioccolato Lindt si scioglie nel caffè, voluttuosamente e goduriosamente.

Ed Evie, così dolce, comprensiva, materna eppure risoluta.

Zia Lisa ha superato se stessa nel rendere omaggio ad una delle coppie più belle che abbia creato, ed è riuscita nel difficile compito di non snaturare i personaggi nonostante siano profondamente diversi da come ci sono stati descritti nella loro giovinezza.

Che dire? Leggetelo e condividete con me le vostre impressioni.

Piccole rimostranze:
– Nonostante nei libri precedenti la volontà di Pandora di diventare imprenditrice di giochi in scatola fosse il perno intorno al quale ruotava tutta la sua vita, inspiegabilmente il libro che la vede protagonista mette il lavoro di Pandora in secondo piano….o meglio, se ne parla tantissimo a livello teorico e pochissimo a livello pratico. Trovo che non sarebbe stato negativo se si fosse approfondito un po’ di più l’argomento.
– Ci sono dei momenti di puccismo spinto che mi sono sembrati un pochino esagerati ma per fortuna non sono così preponderanti da intaccare il giudizio finale sul romanzo.

In poche parole

Usami, Straziami, Strappami l’Anima……….e le mutande, il reggiseno, i collant, i bottoni……..sì, insomma….devastami come preferisci.

Poschina

p.s. Trovo questa cover semplicemente perfetta.

Arabesque – Alessia Gazzola

Stamattina mentre rileggevo “L’Allieva”, mi sono mentalmente complimentata con la Gazzola per la descrizione del mio adoratissimo sociopatico Claudio Conforti aka CC. Lo fa splendidamente, riuscendo a darci un’immagine sfaccettata e completa di quest’uomo decisamente complicato e incredibilmente attraente. L’ho riletta un paio di volte e davvero mi è spiaciuto non poterle mandare un what’s app per dirle che avrei tanto voluto scriverla io una descrizione così.

Ma questo esula dall’argomento odierno, ossia le mie impressioni sull’ultima avventura di Alice o Eliz, per quelle di voi che nonostante tutto si schierano nel Team Arthur.

La Trama: Tutto è cambiato, per Alice Allevi: è un mondo nuovo quello che la attende fuori dall’Istituto di Medicina Legale in cui ha trascorso anni complicati ma, a loro modo, felici. Alice infatti non è più una specializzanda, ma è a pieno titolo una Specialista in Medicina Legale. Quando le capita il suo primo incarico di consulenza per un magistrato, Alice si rimbocca le maniche e sfodera il meglio di sé. Al centro del caso c’è una donna di quarantacinque anni, un tempo étoile della Scala e oggi proprietaria di una scuola di danza. In apparenza è deceduta per cause naturali. Eppure, Alice ha i suoi sospetti e per quanto vorrebbe che le cose, per una volta almeno, fossero semplici, la realtà è sempre pronta a disattenderla. Perché, grazie alla sua sensibilità e al suo intuito, Alice inizia a scoprire inquietanti segreti nel passato della donna, legati all’universo – tanto affascinante quanto spietato e competitivo – del balletto classico.

Ed ora la parola alla giurata e ci sono Superspoilers perchè non posso tenermi dentro tutto, ci provo ma non ci riesco.

Negli anni ho recriminato parecchio, sono stata rigidissima, non ne ho lasciata passare una alla tenera Alice e le ho spesso rimproverato un’eccessiva immaturità, l’incapacità di farsi valere e la fastidiosa abitudine di considerarsi degna di nota solo in quanto riflesso di un uomo, fosse egli il maschio Alpha biondo Arthur o quello moro Conforti.

Beh, le cose sono cambiate.

Premettendo che personalmente non condivido la voglia di restare a lavorare in Istituto, dove la Wally non perde occasione per martoriarla, capisco che la scelta sia più che funzionale alla trama, alla storia generale e anche un comodo spunto per le avventure future e quindi non rompo il cazzo più di tanto, ma mi soffermo più che altro su alcuni punti chiave del libro che mi hanno colmata di gioia e gaudio.

Primo: la GI
Ebbene sì. Abbiamo una Gravidanza Indesiderata o sospetta tale, e come tutte voi sapete, io le detesto. Mi fanno venire l’orticaria ed evidentemente la stessa cosa succede anche alla Gazzola perchè quando Cordelia informa Alice che il bellissimo, carissimo, intelligentissimo, impegnatissimo Arthur diventerà a breve padre (tanto da farmi sospettare che l’ingravidamento sia avvenuto quando ancora la relazione tra lui ed Eliz era in pieno corso, d’altronde lui un figlio lo voleva probabilmente a prescindere dalla madre visto che nello scorso libro voleva tanto farlo con Alice), cerca di indorare la pillola sostenendo che sia “capitato” e Alice, tesoro di zia quanto ti ho amato in questo frangente non si può descrivere, le risponde che quando stava con lei “Sapeva benissimo come prendere delle precauzioni”. E qui mi alzo dal letto nonostante i postumi della gastroenterite, applaudo, sorrido, incito un’immaginaria folla ad applaudire entusiasticamente con me e poi mi sdraio prima di accasciarmi, in modo poco elegante, al suolo.

Perchè Alice è cresciuta. E se fino a qualche tempo fa una notizia del genere le avrebbe tagliato le gambe, ora ha la lucidità di affrontare la delusione e il dolore senza che questi la sopraffacciano [e non sono nemmeno sicura che la coniugazione sia corretta. Si accettano correzioni con estrema gratitudine]. Anzi, è così cresciuta da non permettere a nessuno di mollarle una minchiata come spiegazione sperando che se la beva senza battere ciglio.

Secondo: CC
Claudio Conforti. Lo sanno tutti, è refrattario alle relazioni lunghe e durature, ha i suoi grossi problemi nell’affrontare la monogamia, ha un passato del quale sappiamo poco o nulla se non che non è cresciuto nella bambagia, ma soprattutto sappiamo che da sempre, sin dal primo giorno, ha una fissazione per Alice. Negli anni ci sono stati qualche incontro, qualche bacio, qualche scopata (della quale, purtroppo, non abbiamo dettagli) ma nulla più perchè Alice era costantemente mezza innamorata di Arthur e CC non è il tipo che si mette a lottare platealmente per avere qualcosa, lui è come l’acqua….lentamente si infiltra in ogni pertugio fino a far crollare la diga.

Alice stavolta decide di provare a giocare al gioco di Claudio e lo fa senza rimpianti, buttandosi in una storia nuova senza troppe regole e senza troppe speranze cercando di godersi il più possibile questa situazione. Ed anche in questo frangente, Alice dimostra di non essere più una ragazzina e prende in mano la situazione rivendicando la sua autonomia anche a costo di perdere Claudio perchè va bene tutto, ma non ha intenzione di stare seduta a fare la bella statuina.

And The Oscar Goes To “Alessia Gazzola” – Per aver fatto crescere il personaggio di Claudio pagina dopo pagina, libro dopo libro, bastardaggine dopo bastardaggine al fine di arrivare alla fine di questo libro senza che le scelte che intraprende appaiano improvvise, immotivate e del tutto “a capocchia di Minchia” ma che risultino piuttosto l’ovvia conclusione dopo un processo di crescita personale durato più di un lustro. Non era facile farlo maturare e cambiare senza snaturarlo completamente e Alessia ci è riuscita egregiamente. Brava.

Terzo: Io sono fatta così, voglio di più
Dire una frase del genere a uno come Claudio equivale a perderlo ma Alice glielo dice chiaro e tondo, senza remore, senza paura. Perchè rendersi conto di quello che si è e di quello che si è disposti a fare pur di ottenere qualcosa o, ancora più importante, di quello che si è disposti a perdere per difendere quello che siamo, significa crescere, maturare, affermare se stessi, diventare una persona migliore.

E non è detto che, per una volta, essere onesti non paghi.

Abbiamo finalmente di fronte una donna che nonostante pecchi ancora di una spiccata goffaggine e si aggiri pericolosamente per Roma senza qualcuno che vigili che non combini disastri, siamo fuori da quella fastidiosa attitudine alla perenne indecisione. Ok le seghe mentali non mancano ma sempre con consapevolezza, senza quella fottuta e insostenibile paura di fare la cosa sbagliata e di perdere qualcosa che si crede forse più importante di quel che è.

Alice mi piace molto in questo libro e la sua ossessione passional-amorosa per Conforti la comprendo come non mai e sono ANNI che attendo un momento simile. Sono anni che aspetto di vedere Arthur messo da parte perchè davvero…..bello è bello, sexy è sexy e secondo me scopa anche divinamente ma non posso accettare uno che continua a far sentire Alice inferiore. Purtroppo non ho mai tollerato i “So tutto io” e, peggio ancora quelli “Impegnati” ed Arthur per me rappresenta un po’ queste due categorie messe insieme, magari non nei primi libri ma con l’andare avanti questa sua attitudine a sentirsi migliore di Alice è venuta fuori. O sono io che come dice sempre il Busnaghi, sono pateticamente ancorata alla convinzione che gli uomini vogliano prevalere sulle donne. Sarà….. ma intanto ho decinaia e decinaia di migliaia di esempi a mio favore, Arthur in testa.

Non posso quindi che consigliare questo libro (ho trovato un po’ sbrigativa la conclusione della vicenda Mistery ma possiamo perdonare questo dettaglio perchè il libro ci dà tantissimo sul fronte personale) perchè è come al solito scritto bene, scorre tranquillo, emoziona e ci mostra una Alice più consapevole e più autonoma.

Bene, avanti con il prossimo.

Ma ora RECRIMINIAMO!!!!!!!

Essendo la classica donna media che quando si avvince a qualcosa spolpa l’intero marketing di riferimento non ho potuto esimermi dal vedere la fiction “L’Allieva” ed ora posso finalmente dire quello che ho sul gozzo da MESI.
Primo. Mi sono piaciuti tantissimo i protagonisti, li trovo in parte, mi adeguo anche allo stile fiction RAI anche se ovviamente io avrei preferito qualcosa fatto dalla HBO con un po’ più di crudezza e un po’ meno “sole – cuore – amore” ma questo è un problema tutto mio. Adoro come Lino Guanciale sia riuscito a cogliere le sfumature del personaggio di CC e riesce a donargli stile, charme e bastardaggine. Mi piace come la Mastronardi ci restituisce la freschezza di Alice, trovo che Emmanuele Aita sia un Paolone perfetto e in generale, Martina Stella esclusa e Dario Aita nemmeno preso in considerazione perchè non ha nulla ma proprio nulla di Arthur e non parlo solo dell’aspetto fisico ma proprio delle caratteristiche del personaggio, penso che tutto funzioni.

MA!!!!

MAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!

Le scene di sesso sono agghiaccianti. Non si può vedere, non si può sentire. No, parliamone…. La Lingua. La Lingua nei baci. Ma dove vivete? Ma possibile che solo nelle fiction RAI ci sia ancora il tabù della lingua nei baci? Ma cosa vi ha fatto? Ma come vi baciate voi?

Che poi cristo….. tu sei lì che aspetti febbrilmente la scena di sesso tra Alice e Claudio e quello nemmeno usa tre metri di lingua per farla sciogliere ai suoi piedi e poi abusarne a suon di vergate in vagina!!!! Io mi aspettavo passione, sesso, sudore, orgasmi come se piovesse e invece?

Invece mi trovo loro due a letto completamente coperti, lui ancora con la messa in piega che le da un bacio sul naso…..sul NASO!!!!!!
Tesoro…il clitoride sta qualche decina di centimetri sotto.

Una delusione pazzesca.

Per fortuna la mia fantasia è un pozzo senza fondo al quale attingo costantemente e senza alcun tabù, quindi alla fin della fiera ho chiuso gli occhi e immaginato come avrebbero dovuto andare le cose e la reputazione di CC ne è uscita immacolata.

In poche parole

Tagline1 – Finalmente Alice non si limita a guardare i gatti ma se li spupazza anche.
Tagline2 – Tesoro, il clitoride sta qualche decina di centimetri sotto.

 

 

Il Duca e la Dama in Rosso – Lorraine Heath

God Bless You, Lorraine.

La Trama: Londra, 1874 – Tormentato da un doloroso segreto, il Duca di Avendale ha da sempre cercato l’oblio nel vizio e nell’alcol, al punto da trasformare la sua vita in un monotono turbinio di donne, partite a carte e sbronze. Ma durante una festa, all’improvviso il suo mondo grigio è attraversato da un acceso e vibrante rosso, l’abito di una dama che da subito cattura i suoi sensi. Sedurre Rosalind è poco più di un gioco per lui, almeno sino a quando non la sorprende intenta a fuggire da Londra con i suoi soldi. Deciso a punire la truffatrice e a soddisfare i propri desideri, le promette che non la denuncerà se accetterà di passare una settimana a sua completa disposizione… nel suo letto. Tuttavia, il tempo trascorso insieme gli permetterà di conoscere la donna nascosta dietro le bugie e di scoprire che per lui non rappresenta più soltanto passione e piacere, ma la possibilità di tornare a vivere davvero.

Ed ora la parola alla giurata con spoiler ovunque perchè non ho voglia di sbattermi per evitarli

Noi ti amiamo.
Sia la mia parte oscura in cerca di bruttezze in cui crogiolarsi che la mia parte patetica che si commuove per più o meno tutto, ti amiamo. Amiamo te, ex piccolo Duca di Avendale, ora uomo fatto e finito, grande, grosso, moro con occhi scuri, sempre e costantemente eccitato, con il vergone in tiro costante che fai di tutto per infilarlo nella guaina di Rosalind. Perchè dopo la disastrosa esperienza letteraria dei giorni scorsi, avevo bisogno di credere che nel mondo ci fosse ancora qualche maschio Alpha pronto a inondare di Regale Seme le vagine inviolate di giovani pulzelle.

Qui siamo al cospetto del bellisissimo e spietatissimo nonché dissolutissimo Duca di Avendale, colui che porta con sé il patrimonio genetico di un uomo dedito alla box casalinga, per capirci il padre usava la piccola e timida moglie come fosse un punching ball, fino a ridurla in fin di vita e a costringere gli amici di lei a nasconderla per evitarne la morte. Però lui, il piccolo Duchino, non ricorda nulla delle botte che ha preso sua madre, e nemmeno che il padre fosse un despota manesco e meschino ma è convinto del contrario, al punto che negli anni si è isolato dalla famiglia rifugiandosi nella dissolutezza più totale per fuggire da un passato triste, confuso e drammatico [ed anche oggettivamente incomprensibile per un bambino].

Lei invece è  Rosalind, una truffatrice che cerca un pollo abbastanza grosso da spennare per poter vivere tranquilla per un po’ di tempo con il fratello e il gruppo di amici molto speciali con cui vive. Ha deciso di smetterla con i signorotti di campagna e di puntare all’aristocrazia, peccato che incappi in Avendale che la punta come un pointer appena entra nel nuovo locale di Drake e decide che, costi quel che costi, lui la deve assolutamente avere.

E fin qui, direte voi, siamo nella fiera delle banalità.

Sì.
Chiaro.
Ma.

Le prime 10 pagine mi avevano delusa, non sentivo pathos, non ne potevo nemmeno più di leggere le proclamazioni di dissolutezza e depravazione di Avendale e mi ero preparata alla noia armandomi di Maalox e di patatine al formaggio fino a che……
….
…..
non so nemmeno bene come, ma il libro ha cominciato a decollare.

Forse perchè lui non la vede immediatamente come il sole della sua vita ma piuttosto come qualcosa di diverso che lo eccita e al quale non ha intenzione di rinunciare o forse perchè lei mi ha fatto tenerezza,  è convinta di poter tener testa a uno che nella vita non fa una beneamata minchia se non scopare e comandare. La nostra ingenua Rose pensava di poterlo abbindolare con il giochino del “Te la faccio annusare ma poi col cazzo che te la do”… ahahhahahahah… illusa. Infatti alla prima occasione lui la slingua come dio comanda (fa parte dell’ormai sempre più esiguo esercito degli slinguazzatori da manuale) e la sditalina donandole il suo primo, meraviglioso, intenso orgasmo. In pratica ad Avendale bastano 2 colpi di lingua e 3 di dita per ribaltare la situazione e ad avere di fronte a se una donna disposta a tutto pur di finirci a letto insieme.

In questa serie la Heath si concentra su malattia, dolore e deformità ma soprattutto sulla sofferenza che ne deriva, e lo fa in grande stile ossia facendo copulare i protagonisti in continuazione, martellando il tasto del sesso e distribuendo orgasmi ed intimità in ogni anfratto e lo fa anche bene (o almeno nel primo libro e in questo… quello di mezzo ancora non l’ho inquadrato bene. Lo rileggerò), lo fa riuscendo a sfruttare la passione tipicamente femminile del voyeurismo e della indomabile attrazione per il pettegolezzo, ossia alternando scene di sesso più o meno Hot a confessioni drammatiche sul proprio passato.

Brava, il mix funziona. E’ come leggere Giallo e Novella 2000 insieme.

Tornando al libro, questi due esseri che hanno alle spalle delle Sad Story da manuale, non potevano che scoprirsi anime affini e nonostante succeda di tutto e di più, fino a oltrepassare la sottile linea che divide il Romance dal Fantasy ben più di una volta, sono rimasta incollata alle pagine come le etichette adesive di merda restano attaccate ai bicchieri nuovi, e ammetto senza vergogna che avrei voluto leggere ancora e ancora, sapere come si sono sposati, dove, come è stata accolta Rosalind, perchè, con chi, quando, quanto…. sì insomma….ero avidissima di piccoli, insignificanti particolari….e questo è un bene. Un gran bene.

Tutto bene quindi?

No.
A volte il buonismo è eccessivo e anche il cambiamento del dissoluto e cinico Avendale in alcune parti risulta forzato, nonostante avvenga gradualmente. A mio avviso il rapporto tra Avendale e la madre andava approfondito un po’, soprattutto a fronte delle sconvolgenti scoperte in merito al passato e anche perchè è il perno su cui per anni si è fondata l’intera filosofia di vita del giovane…non è che basti un colpo di spugna per eliminare 30 anni di vita. Magari. Avrei gradito più presenza dei vecchi amici di Avendale, il gruppo di figli dei monelli di Feagan, che invece sono inutili come le carotine decorative nei piatti di carne anni ’80.

Però avercene.
Non so quanto il mio entusiasmo sia dovuto all’aver approcciato il libro dopo essermi annoiata a morte con quello precedente, e quanto sia dovuto alla storia ma non mi interessa più di tanto, ho passato ore intense a leggere come se fosse l’unica cosa importante nella vita, ho visto un uomo innamorarsi lentamente, contro la sua volontà e arrendersi alla consapevolezza di aver costruito un’intera vita su un presupposto sbagliato. E ho conosciuto una donna che nonostante aspiri al titolo di SantaMariaGorettidelRomance 2017 non mi ha fatto venire voglia di strapparle le unghie con una pinza (una specie di miracolo).

Che dire?
Correte a comprarlo.

In poche parole

E’ come leggere Giallo e Novella 2000 insieme. Non proprio una bomba ma quasi.

Poschina

p.s. non sono l’unica che non si raccapezza nell’albero genealogico del gruppo di Feagan, anche Rosalind, messa di fronte a tutte le coppie e ai loro numerosissimi figli afferma di non riuscire a collegare tutte le complicate parentele.

 

Il Patto dello Scandalo – Diane Gaston

In un momento di compulsività dettata dal panico di un freddo ed umido sabato pomeriggio in edicola, mi ero accaparrata questo libro con poca convinzione, dopo 30 pagine ero contenta e appagata, ora appenderei Diana Gaston ad un palo per i piedi e poi la costringerei a rileggere questo libro fino alla fine dei suoi giorni, mentre io le faccio il solletico sotto i piedi e la insulto pesantemente ad intervalli regolari.
Ma analizziamo cosa non ha funzionato.

La Trama: Ross paventa il giorno in cui diventerà Duca di Kessington e sarà gravato dei doveri verso quello stesso titolo che lo ha privato dei genitori felici conosciuti nell’infanzia. Per questo motivo, da anni rimanda la necessaria ricerca di una compagna destinata a essere la sua duchessa. Genna Summerfield, una deliziosa e vivace giovane incontrata durante una cavalcata, è di certo la meno adatta a ricoprire quel ruolo, tuttavia sembra anche l’unica capace di vedere oltre il suo nome e di trattarlo con disarmante spontaneità. Quando Ross scopre che lei sta tentando di sfuggire al cognato, deciso a darla in moglie a qualche vecchio e danaroso nobile, le propone un finto fidanzamento che permetterà a entrambi di trascorrere la Stagione senza pressioni. Non ha però tenuto conto che la tenera complicità che da subito li ha legati potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto più profondo.

Ed ora la parola alla giurata – SuperMegaSpoiler

Stupida io che avrei dovuto accorgermi che questo è un libro per educande. Un libro che si potrebbe tranquillamente far leggere alle allieve di una scuola cattoconservatrice gestita da gendarmi travestiti da suore. Una di quelle scuole nelle quali si legge “Sposati e sii sottomessa” e poi si fanno le prove pratiche per testare se si è davvero appresa la lezione. Avrei comunque dovuto capirlo dalla questa descrizione: “deliziosa e vivace giovane” perchè è tutto raccolto in questi termini. Un po’ come Gioia e Gaudio, solo che io lo uso in senso ironico mentre qui no. Qui parliamo davvero di un libro pieno di momenti Deliziosi e Vivaci ma nel quale manca completamente la componente sessuale. Sia quella repressa che quella manifesta. Ergo è un libro completamente inutile, fastidioso, patetico, che donerò a mia nipote di 8 anni perchè penso che alla sua età si possa ancora apprezzare tutta questa platonicità.

L’inizio non è male.
Genna sta dipingendo quando vede sopraggiungere un cavaliere, che si rivelerà essere un bellissimo giovine preoccupato per la di lei incolumità visto che sta per venire a nevicare o altre insulsità simili. Lui è simpatico, alla mano, intelligente, brillante e via dicendo ed è anche destinato a diventare duca una volta che il padre si deciderà a schiattare. Lei invece è una Summerfield, famiglia nota in tutta l’Inghilterra per la propensione allo scandalo. E ridiamoci sopra. Come fa lei, che in dieci minuti racconta vita, morte e miracoli della sua famiglia a quello che è, a tutti gli effetti, un illustre sconosciuto.

Si capisce immediatamente che tra i due c’è intesa. E questo funziona…..cioè…funziona bene finchè dura poco. Purtroppo invece questa intesa (rigorosissimamente platonica per dio, non sia mai che lui le tocchi una tetta) va avanti per pagine e pagine, intere dissertazioni sulla reciproca simpatia e su quanto si trovino bene l’uno con l’altra che però non portano a nulla. E non solo sul piano sessuale….proprio a nulla. Un po’ come quando passate il tempo ad immaginare cosa potrebbe succedere se….. e poi non succede mai un cazzo.

In mezzo ci sono: Lorene, sorella di Genna sposata con un vecchio stronzo e il cugino Dell, depresso per la dipartita dell’intera famiglia, chiaramente attratto dalla sposa sfigata e perennemente ai limiti della scortesia.

Non è che il libro sia scritto male o noioso, no…proprio per niente. Ma ritengo che 300 pagine nelle quali succede poco e niente siano troppe. Troppe riflessioni (sempre le stesse e sempre senza conclusione), troppi tentennamenti, troppa teorica carne al fuoco e troppa poca carne che alla fine arriva bella sugosa nel piatto. Basti pensare che la nostra Genna vorrebbe mantenersi dipingendo e questo mi va bene, ma a parte parlarne per pagine e pagine e pagine, non viene affrontata la questione ad un livello più profondo, ossia rapportata all’epoca in cui il libro è ambientato. Ogni tanto si accenna al fatto che non sarebbe una scelta rispettabile e poi stop. Quindi tutto questo parlarne è fine a se stesso e mi da fastidio.

Almeno si scopasse.

No.
A pagina 279 e sottolineo 279!!!!!! finalmente i due stronzi si fanno prendere dalla passione e lui puccia la regale verga nella vagina inviolata di Genna salvo poi ritrarsi dopo due mezze spinte perchè lui è un uomo d’onore e non vorrebbe mai approfittarsi della sua Genna in questo modo. Cioè lei gli si struscia contro implorandolo di prenderla e di shakerarla come un caffè freddo il 15 d’agosto e lui si ritrae con il cazzo grondante….
Non Si Può Sentire!!!!!

Approfittatene, sbattila contro il muro, sul divano, in carrozza…….falle sentire il bel cazzone che ti ritrovi e poi ridaglielo finchè non grida come un’ossessa. No, lui è puro di cuore e non vuole rovinarla.

MAVAFFANCULOVA!!!!!!

300 pagine e nemmeno una scopata come dio comanda.
Ma cara la mia Diane, perchè credi che la donna media di fine  2017 compri i tuoi libri? Per leggere di uomini che si tirano indietro sul più bello? Ovviamente direi proprio di no. La donna emancipata di fine 2017 vuole orgasmi multipli come se piovesse, vuole verghe incontrollabili e sventrapassere orgasmici, vuole sesso, carnazza, libbre esposte, rollè di manzo. Ecco quello che vuole.

Gli Harmony che leggevo a 12 anni erano decisamente più spinti.

Mi dispiace tanto ma per me è NO.

In poche parole

279 pagine per una pucciatina nella gnagna per poi tirarsi indietro come un adolescente alla prima vulva? No, grazie.
E tieniti pure il tuo ducato di merda.

Poschina

 

 

 

 

 

Cosa leggo mentre aspetto di leggere quello che voglio leggere?

Lo so che tutti voi vi chiedete ossessivamente cosa leggo tra un romance in uscita e l’altro. Esempio.
Il 31 Ottobre doveva uscire “Il diavolo in Primavera” della Kleypas ed invece col cazzo. Lo hanno rimandato di un mese. E ieri doveva uscire “Il Duca e la Dama in Rosso” della Hearth e invece col cazzo 2 – la vendetta.
E quindi?
Come mi trastullo in attesa dell’arrivo dei miei guilty pleasures?
Esattamente così:

Leggo riviste di dubbio gusto che mi passa mia madre

Voi siete cresciuti in famiglie normali, dove la mamma leggeva Harmony e faceva torte al caramello salato tutto il giorno mentre la mia leggeva Thriller e Gialli e mi faceva vedere senza alcuna remora “Telefono Giallo”; un programma poco adatto ad una bambina in età scolare che mi ha più volte traumatizzata e che mi ha fatta diventare una fanatica del torbido che più torbido non si può.

Siccome la genetica non è un’opinione mi trovo ad essere un’accanita fan di serie Tv quali “Criminal Minds” e “CSI” e, anche se mi vergogno un po’ ad ammetterlo, quando mia mamma mi passa “Giallo” lo leggo dalla prima all’ultima pagina (rubrica sugli animali domestici esclusa perchè persino io ho dei limiti).

Giallo è un rotocalco agghiacciante che esplora con patetismo e pruriginosità in dosi industriali la cronaca nera italiana. Nulla viene risparmiato. Morti misteriose, sparizioni inquietanti, omicidi irrisolti e processi infiniti. Lo stile è basic, il giornale deve andare bene per la casalinga di Cesate e per la Manager d’assalto, le foto sono spesso brutte e con i contorni  fosforescenti, sono moralmente contraria a questo tipo di sfruttamento del dolore ma poi mi ci fiondo con gioia e gaudio, mi appassiono ai casi, faccio congetture, divento colpevolista/innocentista e ne parlo per ore con mia madre, che ovviamente è un passo avanti a me perchè ha già finito il giornale successivo al mio.

Rileggo sempre gli stessi libri

In questa settimana mi sono riletta “L’amante di Lady Sofia” e “Nodi d’Amore” di Zia Lisa SantaMariaDelRomance Kleypas. Mi sono trattenuta dal fiondarmi su “Sognando Te” perchè praticamente lo so a memoria, ma quando sono disperata perchè le nuove uscite non escono devo coccolarmi con qualcosa che non mi faccia incazzare e Zia Lisa in questo caso non delude.
Solitamente poi passo alla Heyer per concludere con la Balogh.
Se, sfiga vuole, incappo in Ayn Rand, finisce che non leggo nient’altro per mesi perchè mi perdo in riflessioni cosmiche e tutti gli scrittori dopo di lei mi sembrano mediocri.

Compro libri a cazzo per non uscire dall’edicola a mani vuote e deludere il commesso che mi ha guardato come fossi il suo personale raggio di sole in una nebbiosa giornata milanese di fine ottobre.

Ed è così che sabato sono uscita dall’edicola con in mano “Il patto dello Scandalo” di Diane Gaston, che ho comprato per imbarazzo e che al momento non mi dispiace….però sono a pagina 30, ne mancano 200 e qualcosa quindi qualsiasi giudizio sarebbe prematuro.

Lo stesso vale per i settimanali/mensili. Tipo quando ho comprato “Starbene” perchè dopo mezz’ora che frugavo tra gli scaffali mi sembrava brutto non comprare nulla….però io detesto il salutismo, le attenzioni alimentari e la cura del corpo a base di massaggi di foglie di eucalipto la mattina prima delle 5 nei giorni di luna calante e quindi ho buttato il giornale una decina di minuti dopo.

Imparo a memoria i volantini delle agenzie immobiliari

Sono una fanatica delle piantine delle case, delle metrature, del “Grazioso appartamentino da personalizzare” che tradotto significa un buco completamente da sventrare e ricostruire mattone su mattone. Quando i libri scarseggiano prendo il libro degli annunci immobiliari e me lo guardo tutto nei minimi dettagli. Anche questa passione è colpa di mia madre. Quando vivevo nella stessa casa lo facevamo insieme, poi sceglievamo la casa più interessante e pensavamo a come arredarla.

D’altronde si sa, le malattie mentali sono ereditarie.

Cerco di leggere libri che non ho mai letto per abbandonarli dopo poche pagine o addirittura poche righe.

Questa è una mia specialità. Compro un libro folgorata da un’improvviso bisogno di avere quel libro specifico, che solitamente è un pappone terrificante che parla di roba seria oppure è un romanzo di qualche autore semisconosciuto trovato per caso in Feltrinelli mentre cercavo un biglietto di auguri. Il libro in questione mi sopravviverà intatto, ma a scadenze regolari provo a leggerlo in attesa del libro che voglio davvero leggere.

Una volta ho addirittura letto un paio di capitoli prima di arrendermi.
Un record.

Leggo libri che mi fanno riflettere e stimolano i neuroni

Per esempio “L’Educazione Im-Possibile” di Vittorino Andreoli. Che mi ha fatta riflettere su come la società in cui sto cercando di crescere i miei figli sia profondamente diversa da quella di mio padre e addirittura rivoluzionata rispetto a quella dei miei nonni.
Di come il cambiamento repentino abbia creato confusione, incomprensione ed una difficoltà nell’educare i figli, che non hanno punti di riferimento. Ho pensato all’indottrinamento nelle scuole, nei posti di lavoro, nella difficoltà del nostro stato di accettare il cambiamento, il suo rifiuto nel capire che la “famiglia” è cambiata, l’accanimento nel cercare di conservare un modello che non esiste più.
Il ruolo dell’uomo che era il perno dell’educazione e del potere che ora fa il mammo e non si riconosce ed è in un certo qual modo smarrito perchè da una parte ci si trova bene ma dall’altra non ha un esempio a cui fare riferimento.

E la donna?
La donna è padrona di se stessa, non ha bisogno e non vuole un altro padrone.

Insomma, un bel casino e il mio adorato Vittorino non è per niente ottimista in merito al futuro. Ed io? Io rifletto. Penso alle donne, a quello che fanno, a come sono e a come tutti vorrebbero fossero.

Ma a chi interessa parlare seriamente della donna, del suo ruolo e di quello che vuole? A nessuno, quindi….come mi è stato detto, la pianterò di ragionare in termini di femminismo e sessismo perchè non ho più 15 anni, qualsiasi cosa questa frase voglia dire.

Ecco cosa faccio e cosa leggo.
Niente di originale, nulla di speciale o di figo.
La realtà è che mi trascino disperata in perenne attesa di quel Romance che mi farà battere il cuore, ballare gli ormoni e cantare di gaudio.

E voi…cosa leggete mentre aspettate di leggere quello che volete leggere?

Poschina

 

Duca dei Miei Peccati – Elizabeth Hoyt

Rieccoci qui mentre stringiamo tra le mani l’ennesimo libro della Hoyt che ci narra le vicissitudini dei parenti dei cugini dei parenti dei protagonisti della Saga dello Spettro di St. Giles.
Qui infatti ci occupiamo del rapporto malatissimo tra la sorella illegittima di quel grandissimo pezzo di gnocco di Lord Caire e di Valentine Napier, duca di Montgomery, fratellastro di Eve, protagonista del romanzo “Dolcissimo Furfante”. Lui è quello che in un altro libro ha rapito la sorella del Duca di Wakefield, un malvagio ricattatore, un grandissimo figlio di puttana sadico e calcolatore che è presente come personaggio secondario in molti libri della serie, mi è sempre piaciuto un sacco e che pare nasconda terribili esperienze traumatizzanti che spiegano il suo essere a tutti gli effetti una persona orribile.

La Trama: Bridget, figlia illegittima di lady Caire cresciuta in una famiglia di contadini, si è fatta assumere come governante a Hermes House dove intende cercare le prove per incriminare il padrone e famigerato duca di Montgomery, Valentine Napier. Val, affascinante e privo di scrupoli, tiene sotto ricatto buona parte dell’alta società londinese, tra cui la madre di lei. Sorpresa a rovistare nella sua camera, Bridget riesce a esercitare sul duca il fascino della sua purezza e bontà d’animo, e sceglie di rimanere al suo fianco per redimerlo. Nel turbinio della passione, anche l’inflessibile duca scopre sentimenti capaci di sfidare tutte le convenzioni…

Ed ora la parola alla giurata – Ultraspoiler

Come tutte ormai sapete, ho scoperto il succhia clitoride. No, non l’ho ancora provato ma ho intenzione di regalarmelo per Natale. C’è chi si regala la giornata nel centro benessere, io mi regalo orgasmi garantiti in 50 secondi. D’altronde, ognuno ha i suoi gusti.

Vi dico questo non solo per cercare di capire se qualcuna di voi lo abbia già provato e possa consigliarmi marca e modello ma perchè più leggo romance e più mi accorgo che l’Eroe Romance ha la capacità di portare all’orgasmo la dama di turno tramite un cunnilingus brevissimo ma infallibile.

Prendiamo per esempio la nostra Bridget, protagonista di questo romanzo…. Governante integerrima e in odore di santità, che si trova in casa del nostro squilibrato Val per rubargli la miniatura con la quale sta ricattando una dama della High Society. Lui è, come da copione, un uomo semplicemente meraviglioso. Alto, fisicato, biondo con capello lungo e mosso, con lineamenti finemente cesellati, maschio fino al midollo e con il cazzo grosso. E non è una supposizione, ci viene detto più o meno a pagina due dopo averci accuratamente descritto il suo carattere chiaramente psicotico, sadico e bipolare; facendoci immediatamente capire di essere capitate in un romance che se ne fotte delle regole base del genere (mai rivelare esplicitamente certi dettagli prima di aver raggiunto il 50% del libro) e che sarà un Grand Guignol di sesso, ricatti, omicidi, vendette e perversioni.

Idda è la classica brava ragazza, ok….è una figlia illegittima, ma è totalmente dedita al lavoro e vede il suo capo come un pazzo stronzo e sadico che deve tollerare solo perchè ha bisogno di recuperare una cazzo di miniatura. Un bel giorno lo stronzo viene avvelenato e in lei scatta il maledetto e fottutissimo istinto da crocerossina che ancora oggi incula noi donne in storie malate con uomini non salvabili e comincia a vederlo come la Vittima di un’infanzia grama e infelice [ed è vero, lui ha vissuto tra le vessazioni di un padre sadico e chiaramente malato che lo hanno condizionato per tutta la vita] ma cerca stoicamente di mantenere le distanze. Poi però, un giorno, lui ammazza davanti a lei il suo valletto e successivamente, completamente nudo e coperto di sangue la sbatte al muro e le mette 3 metri di lingua in bocca facendola bagnare come se fosse stata una vittima dell’Uragano Katrina.

Ed è solo l’inizio.

Lui decide che deve tassativamente farla sua e nonostante lei gli rovini il piano malvagio atto a permettergli un matrimonio vantaggioso a base di ricatti e terrorismo psicologico, per punirla la ficca in una vasca piena di acqua calda e profumi e si fa venire il durello guardandola.

Lei che fino a 3 minuti prima era una specie di Vergine di Ferro si accorge di quanto sia sensuale stare a mollo nuda in una vasca mentre un modello di Armani ti osserva sbavante ed eccitato e si trasforma in una manciata di secondi in un troione che lo provoca lavandosi sensualmente i seni e la vulva fino a che lui non la prende e la sbatte sul letto succhiandola come fosse un fico maturo appena colto dalla pianta e alla seconda leccata di figa lei viene come nessun’altra.

Ed è qui, in queste due leccate di figa orgasmiche che si concentra l’essenza del libro, la fantasia sfrenatissima dell’autrice, il suo amore per l’eccesso, l’esagerazione, gli orgasmi…sì, perchè mica è finita qui, lui le dona un altro rovente orgasmo prima di buttargli il girello di manzo nella calda guaina e imporle di venire ancora.

E, lo ammetto senza vergogna, mentre lui le impone di venire, per poco non vengo anch’io perchè lo dice in un modo così diretto e da maschio Alpha mentre spinge quella sua enorme e rigida verga, che mi sono visualizzata la scena in modo talmente vivido che per poco non finisco sotto ad una macchina persa nei meandri di un superorgasmo mentale.

Ma.

C’è un enorme, ingombrante MA.

Lui è fuori come un balcone. Ma non fuori tipo “gli piace scopare a testa in giù” no. Lui è un uomo rovinato da un padre sadico, perverso e violento che lo ha educato ammazzando gattini davanti ai suoi occhi, tenendo feste perverse nella magione millenaria e offrendo la sorella bastarda ad un branco di cani incazzosi prima e ad un uomo per molestarla dopo. Val ha salvato capra e cavoli ma per sopravvivere si è giocato l’anima. La madre, dal canto suo è stata fredda, insensibile e stronza e ci credo che abbiamo di fronte un uomo completamente anaffettivo, freddo, spietato e impermeabile a qualsiasi morale.

Per questo pur trovandolo sexy da morire, gli sarei stata alla larga come i cani, istintivamente, stanno lontani dal fuoco. Bello, interessante, ma sai mai se arriva una folata di vento cosa può succedere.

Bridget invece intreccia una relazione fatta di straordinario sesso e confessioni sempre più inquietanti sul passato del nostro eroe fino a che non viene svelato il Segreto dei Segreti che lui nasconde nel profondo dell’anima (in realtà si intuisce nella prima metà del libro ma pazienza). Questa relazione non impedisce al nostro sexyssimo Val di essere preda della smania di potere e di vendetta al punto che se io fossi stata in Bridget lo avrei sicuramente fanculizzato dopo che ha sputtanato la mia madre naturale ma si sa, io sono una stronza, mentre lei lo AMA profondamente e tutto sommato comprende il suo modo contorto di vedere il mondo e di dimostrare il proprio affetto ma decide comunque di lasciarlo perchè è convinta che non la amerà mai e lo fa in grande stile ossia con un pompino. Però, diciamocelo, è un gran bel pompino carico di pathos e dobbiamo alzarci tutti in piedi ed applaudire lentamente questa donna che nonostante tutto quello che lui le ha fatto ha ancora voglia di succhiarglielo.

Poi boh…succede un po’ di tutto e tra romanticismo, strani riti satanici e dichiarazioni d’amore che mi hanno lasciata perplessa e confusa il libro arriva al suo meraviglioso epilogo fatto dei nostri eroi nudi in arabia mentre scopano come ricci e come non ci fosse un domani. Un abbraccio virtuale ad Elizabeth perchè nonostante i quintali di sperma riversato in vagina (e lei lo sente chiaramente ogni volta perchè evidentemente i nobili eiaculano più o meno mezzo litro di roba) lei non è ancora vacca gravida ma solo vacca.

Cosa abbiamo appreso da questo libro?
Principalmente che per tenersi un uomo bisogna essere delle virago ma zoccole, quindi l’uomo va rimproverato e indirizzato sulla retta via ma dandogliela continuamente nonostante lui sia in effetti una persona orribile dedita non tanto a perversioni sessuali o a violenza fisica quanto a freddezza cronica, cattiveria e perfidia che nemmeno Erode….. Però, lei gli prende sempre il volto tra le mani e lo slinguazza per fargli capire che sì, è una gran merda, ma lei gli perdona tutto perchè aspira alla santità. Usando questa contorta tecnica state certe che anche l’uomo più malvagio e reticente diventerà un agnellino tra le vostre gambe….ehm…. mani.

Pecche della storia….manca completamente il rapporto con la sorella Eve, che viene accennato all’inizio e poi abbandonato malamente, manca un minimo di analisi su come un uomo completamente anaffettivo e fondamentalmente malvagio possa cambiare da un mese all’altro al punto da schierarsi dalla parte di quelli che fino a dieci secondi prima ricattava senza alcuno scrupolo.

Nonostante questo secondo me il libro merita una lettura perchè comunque scorre bene e se si è disposti a non star lì a sottilizzare su tutto, la lettura si gode alla grande…. più in generale si gode alla grande, punto.

Mi resta però un atroce dubbio…. chi ha sverginato Bridget?

In poche parole

Veni, Vidi, Vici….ma soprattutto Veni.

Poschina

Mani Calde, Cuore Freddo – Miss Black

Ci provo, perchè sono a casa sola con Satana e Lucifero che sono in piena fase Terrible Two e che in questo momento stanno saltando sul mio letto armati di biscotti e di un ombrello pieghevole che hanno rubato chissà dove mentre io, madre degenere, cerco di scrivere una recensione…..

Qualche anno fa, non so come e non so perchè, ho acquistato il mio primo libro di Miss Black che, cita la biografia “… ha lavorato per anni come mistress, in Italia e all’estero. Si è ritirata e vive in Gran Bretagna. Scrivere per lei è un hobby” e vorrei che fosse chiaro che a me questa versione piace, cioè anche se in realtà fosse un’ultrasessantenne di Bollate che ha sempre fatto la casalinga non lo voglio sapere, e non voglio nemmeno sapere se in realtà è un’autrice che detesto che scrive sotto pseudonimo. A me piace così, come si presenta, se poi è davvero una ex mistress ora rilassata scrittrice, meglio ancora.

Tutto questo inizio prolisso solo per dire che una volta trovata, non l’ho più lasciata andare.

La Trama: Si può finire a letto con qualcuno senza averne l’intenzione? È quello che succede a Kerry Arveda, operativa della CIA alla prima missione sul campo. Il suo obbiettivo è scoprire se un’azienda di componentistica meccanica aggira le sanzioni internazionali verso gli “stati canaglia” e per farlo pensava di fare amicizia con Ethan Fairchild, uno dei dirigenti della compagnia. Ma le cose non sono andate come previsto, anche perché Ethan «non pratica il romanticismo» e il loro primo appuntamento si è trasformato in una sessione di sesso torrido. In un certo senso imbastire una relazione con lui è un modo come un altro per farsi portare in Europa con il gruppo incaricato di incontrare i clienti internazionali, in un altro… Ethan è la persona più fredda del mondo, incredibile a letto, ma senza cuore. Oppure no? Forse le cose non stanno proprio come sembrano… in tutti i sensi.

Ed ora la parola alla giurata – ovviamente spoiler…

Allora, più che una recensione su questo libro nello specifico, che a me è piaciuto moltissimo, come mi piacevano da impazzire i primi….vogliamo parlare di “Comprami” e “Iniziazione al piacere”…de “La Rondine Rossa” e “I Divorziati”? è più che altro una nota di apprezzamento per questa scrittrice perchè come non innamorarsi di questa donna, che scrive di sesso usando termini come cazzo, vagina, squirting, orgasmo e non eufemismi del cazzo che non fanno altro che portarmi ad un passo dall’attacco isterico e, diciamocelo, mettersi a gridare in treno alle 7.45 del mattino “si chiamano capezzoli, non nodini!!!!!!!” potrebbe farmi passare per una squilibrata, invece che per una donna tutto sommato normale che chiama vulva la vulva e cazzo il cazzo.

Cmq. oltre a scrivere bene in modo scorrevole storie che spaziano dal Crime (tra le mie preferite perchè ovviamente crescendo a Quarto Oggiaro non potevo che sviluppare una certa malatissima predilezione per i criminali disadattati) al Romance, passando per il BDSM, per il Fantasy e per lo Sci-fi, ha una capacità non indifferente di rendere ogni cazzo di ambientazione interessante ed ogni storia riesce ad essere plausibile nonostante ci siano sparatorie, aborti praticati in un treno in corsa e roba come trasfigurazioni magiche. C’è un po’ troppa carne al fuoco? No, quantomeno secondo me. Poi ok, ogni tanto ho pensato che non ci fosse un unico scrittore ma almeno tre, poi me ne sono altamente sbattuta le palle perchè è un dettaglio che, onestamente, non mi interessa.

A me interessa il modo in cui Miss Black riesce a presentarci dei personaggi estremamente umani; tutti hanno delle debolezze più o meno evidenti e più o meno invalidanti che li rendono imperfetti e bellissimi, capaci di entrarti nel cuore (alcuni anche nelle mutande) e non uscirne più.

Chiaramente non ho amato tutti i libri nello stesso modo, alcuni [pochissimi in realtà], non mi sono nemmeno piaciuti più di tanto, e meno male….perchè io detesto la fandom spinta, quei fan che non riescono più ad avere un senso critico ma che amano incondizionatamente tutto quello che fa il loro idolo. No, io alcuni li ho trovati mediocri, altri belli, altri ancora stupendi, pochi mi hanno lasciata indifferente. Nessuno mi ha fatto schifo.

A parte rarissimi casi, sia fisicamente che psicologicamente i personaggi presentati non sono perfetti, hanno paure, insicurezze e timori che li rendono simili a noi comuni mortali….poi ok, le donne hanno degli orgasmi pazzeschi e tutti gli uomini hanno dei cazzi di ragguardevoli dimensioni, hanno straordinarie capacità di usare lingua e mani e ti fanno sempre come minimo venire almeno un paio di volte a scopata. Però qui siamo nel territorio del libro erotico e nessuno vorrebbe leggere di uomini con un minipene che non sanno nemmeno come usare.

Nello specifico in questo libro abbiamo una donna insicura del suo aspetto (forse la prima nell’universo di Miss Black che solitamente, grazie a dio, ci presenta donne sicure di se e consapevoli delle proprie qualità) che si trova inaspettatamente a farsi scopare dal suo capo, che non le piace nemmeno più di tanto, è anaffettivo e la tratta come un oggetto sessuale e nient’altro. Tra l’altro la nostra eroina si “sacrifica” per la patria, solo che poi ci prende gusto perchè Ethan, oltre a saper scopare come dio comanda, ha anche qualcosa di indefinibile che la tiene legata e che le fa desiderare di non perderlo. E così, con questa descrizione merdosissima ho banalizzato il tutto.

Ma pazienza.
Per fortuna c’è lei che riesce con libri piuttosto corti (un gran pregio per evitare di diventare ripetitivi ed annoiare) ad approfondire la psicologia dei suoi personaggi che spesso sono malinconici e sofferti, basti pensare a Eve e John in “Comprami”, lui tormentato dalla morte della moglie e lei distrutta da quella del figlio. Come cazzo fai Miss ha riuscire a trasmetterci tutto il loro dolore senza diventare patetica e senza concentrare l’intero racconto su questo tema? Come  fai? Sono gelossissima di questa capacità. Io quando ci provo mi ritrovo con decine di pagine pallosissime che non portano a nulla e annoiano me che le scrivo, figurarsi chi dovrebbe leggerle….

I suoi personaggi maschili non sono quasi mai dei fighi da paura ma spessissimo uomini over 40 interessanti ed estremamente sensuali, con un passato non brillante per quanto riguarda l’amore (matrimoni falliti, perdite, disillusioni) e le sue donne sono spesso decise, in carriera, perfettamente a loro agio con il proprio corpo e la propria sessualità (nota di demerito sono quasi tutte fighe) e forse non lo sanno ancora, ma cercano quello che tutte le donne vogliono: un uomo con il cazzo grosso che le faccia orgasmare in continuazione.

E, ovviamente, l’amore.

In breve, quando esce un libro lo compro a tempo zero e lo leggo nel giro di mezza giornata, poi finisce subito nella cartella “Erotic” del mio kindle, pronto per essere riletto nei momenti di noia letteraria.
Non riesco a spiegare bene perchè mi piacciono tanto, ma credo che sia quel mix di erotismo mai patetico e mai volgare, quell’introspezione sottile che non manca mai, la mancanza di veri e propri stereotipi, l’elasticità mentale delle sue donne e la sensibilità non scontata degli uomini. I criminali poi sono fa-vo-lo-si!!!!!!!!!!!

Persino i lieto fine non mi fanno bestemmiare, giuro.
Riesce ad essere romantica ma non Pucci-Pucci….evita con accuratezza il “SoleCuoreAmorettismo” e non ho ancora trovato tracce di Santamariagorettismo spinto. Perchè, come dico sempre, non mi irrita la felicità altrui, ma come questa viene molestamente, o meno, spiattellata.

Che dire?
Leggete, leggete, leggete.

In poche parole

Un’intera varietà di uomini dai quali mi farei sbatacchiare più che volentieri.

Poschina

 

 

 

Duchesse Disperate – Eloisa James

Alla fine de “I Segreti di Lady X” l’autrice ci spiega che il protagonista era stato parte marginale di alcuni suoi precedenti lavori ed io ho abboccato all’amo come una carpa in una piovigginosa mattina agostana e sono andata a ripescarmi l’intera serie delle Duchesse Disperate scaricata tempo fa e mai letta……. cosa ne penso?

Ed ora la parola alla giurata – Ovviamente spoileroni un po’ ovunque

Il primo libro della serie è “Duchesse disperate” e dovrebbe essere incentrato sulle vicissitudini sentimentali di Lady Roberta e Damon, conte di Gryffyn, ma in realtà è una girandola di nomi, informazioni e incastri che serve solo ad introdurre tutti i personaggi che troveremo nei libri seguenti e soprattutto quelli che secondo me sono coloro che interessano realmente la scrittrice: Il Duca e la Duchessa di Beaumont e LUI, il mio unico interesse: il Duca di Villiers.

Lady Roberta è stufa di vivere isolata con un padre mezzo matto e una cortigiana come matrigna e decide, a seguito di uno scontro con il Duca di Villiers, di essersi innamorata di lui e di volerlo sposare. Egli infatti è freddo, cinico, affascinante e controllato. Tutto caratteristiche che mancano a suo padre e che lei cerca disperatamente in un marito.

Decisa a perseguire lo scopo a tutti i costi, parte per Londra e si fa ospitare dalla cugina di 5° grado Jemma (Duchessa di Beaumont), ma non ha fatto i conti con il cugino Damon il quale, appena la vede, decide di farla sua ad ogni costo.

Ma all’autrice, per gran parte del libro, piace concentrarsi sul triangolo Jemma – Elijah e Villiers. Il fulcro è la sfida a scacchi che Jemma sta affrontando rispettivamente con il marito (per arrivare alla fine a produrre un erede) e con l’ex amico di Elijah, Villiers appunto, per accaparrarsi il letto della duchessa come amante.

Lady Roberta e Gryffyn restano sullo sfondo, slinguazzando ogni giorno un po’ di più, fino ad arrivare alla sensuale partita di quello che oggi sarebbe Strip Poker che si conclude con la perdita dell’innocenza della giovane Lady e che è il preludio del vero Ammmmmoreeeeeeeee che sboccia tra i due i quali, inutile dirlo, convoleranno a giuste nozze e procreeranno come se non ci fosse un domani.

Ho trovato noioso l’inizio e la fine, ma al centro del romanzo la scrittrice dà il massimo  non lasciando un attimo di tregua; dialoghi e situazioni si susseguono senza soluzione di continuità in un turbinio di eventi incalzanti che sono una delizia da leggere con tanto di scene di sesso sufficientemente hot e oggettivamente non patetiche. Damon mi piace molto, amo il suo essere scanzonato e apparentemente indifferente quando in realtà nasconde più di una dote. Mi piace il rapporto con il figlio illegittimo e anche il modo in cui ha gestito la passione per Roberta, prendendosi quello che voleva quando lo voleva.

Al contrario ho trovato piuttosto noioso il secondo libro della serie:

Qui ci concentriamo su Poppy e il Duca di Fletcher.
Innamoratissimi e infelicissimi perchè lei è stata educata da una madre repressa, stronza e manipolatrice, che l’ha convinta che tutto ciò che si fa in camera da letto sia disgustoso, poco dignitoso e da sopportare con stoicismo. Quindi immaginatevi la gioia del sesso tra questi due.

Lui che ce l’ha perennemente durissimo per la moglie e lei che lo schifa e sopporta tutte le “depravazioni” che le impone.

Già una cretina del genere mi da fastidio. Una che sta con un manzo da accoppiamento e che non si fa mettere la lingua in bocca perchè è una cosa disdicevole mi fa venir voglia di prenderla a badilate in testa fino alla sua dipartita. Per poi ovviamente consolare il maritino a suon di linguate sulla verga.

Fatto sta che, non ricordo con quale pretesto, lei lo molla in casa con l’odiosa madre e va a vivere da Jemma. Però lo ama e lui ama lei al punto da volerla a tutti i costi riconquistare. Lei intanto, complice l’assenza della madre, ritrova se stessa (una naturalista, amante della scienza e interessata al mondo in generale) e acquista fiducia in se stessa di pagina in pagina fino ad essere una donna completamente diversa dal manico di scopa che era all’inizio della storia.

Lui intanto medita di farsi un’amante ma poi ci ripensa e comincia a sedurre la mogliettina dicendole che vuole un matrimonio bianco.Finirà a vergate in vagina dalla mattina alla sera fino alla fine dei loro giorni. Amen.

Ma passiamo a qualcosa di più interessante…..

Qui le cose si fanno interessanti. La duchessa di Berrow è vedova, sola, sfigatella e anche un po’ patetica. Una di quelle che è figa ma passa la giornata dicendo con aria mesta “Ah…..sono vecchia, brutta e stanca e nessuno mi caga” perchè ha avuto una vita non propriamente arzilla ed ora langue in campagna indossando orrendi abiti, il tutto fino a quando….

…..Isidore (un’altra duchessa disperata) decide di richiamare il marito sotto il tetto coniugale auto invitandosi nella tenuta di Lord Strange, un oscuro figuro nella cui magione succede apparentemente di tutto (una specie di Esercito Celeste di Stuartiana memoria).

La nostra eroina decide quindi di travestirsi da uomo e godersi un po’ di dissolutezza. Dopo 3 minuti di permanenza in casa di Lord Strange, grazie all’apparenza estremamente femminea, metà degli uomini e metà delle donne se la vorrebbero fare, compreso il padrone di casa che non capisce bene come, ma ha il durello ogni volta che la incrocia per i corridoi.

C’è però un piccolo problema….lui detesta i nobili. Gli fanno proprio schifo e poi ha una specie di Sad Story alle spalle….tra la moglie morta di parto e la sorella perduta e il padre strambo c’è un po’ di tutto ma questo non gli impedisce di essere un personaggio estremamente affascinante con una figlia completamente fuori di testa (che ho adorato) e anche un grandissimo iniziatore al sesso, a giudicare da come svezza quella babbiona di Harriet, la quale dopo anni di matrimonio non sa bene cosa farsene del corpo di un uomo e tutto sommato nemmeno del suo.

In controtendenza rispetto al Romance Medio non abbiamo GI e nemmeno GD e nemmeno gravidanze alla prima scopata, il che mi fa apprezzare moltissimo quel pizzico di realismo in una storia oggettivamente improbabile ma deliziosa, che consiglio di leggere anche separatamente rispetto alla serie, non capirete bene in alcuni momenti di chi o che cosa stanno parlando ma la relazione è godibilissima lo stesso.

Una domanda…. ma nel libro precedente, Strange, non aveva un altro nome? Mi pareva lo chiamassero in altro modo. Ma non chiedetemi quale perchè si sa che non ho memoria per questi dettagli.

Si arriva così al quarto libro, quello incentrato sulla nostra pudicissima e conservatrice Isidore.

Ed eccoci arrivati a lei…. Isidore, sposa dodicenne del Duca di Cosway, il quale dopo aver firmato le carte per procura, se ne va in giro per il mondo sbattendosene della consorte. Lei invece si strugge in attesa, mantenendo intatto l’imene per il suo carissimo marito che le preferisce la lotta con i leoni e la ricerca della sorgente del Nilo Azzurro.

Iddu si scomoda a venire a Londra solo quando viene informato della presenza della consorte a casa Strange….la raccatta e poi le fa un discorso atroce sull’arte di non farsi dominare dalle passioni, dalla rabbia, dalla gioia…sì, insomma….dai sentimenti. Una cosa molto orientale e molto New Age che ovviamente si infrange di fronte al primo millimetro di tetta che vede e al primo inturgidirsi del suo cazzo vergine. Sì, perchè lui a parte menarselo non ha fatto altro. Grazie a dio almeno si è masturbato incessantemente perchè altrimenti avrei abbandonato il libro perchè io detesto anche solo l’idea di un eroe Romance che non sa come usare la sua enorme verga.

Ma….

Ma noi ci subiamo lo stesso il pappone sul controllo di se stessi e via dicendo, il tutto mentre la tenuta di famiglia va in pezzi e la povera Isidore cerca di far capire al marito che le donne devono avere voce in capitolo nel matrimonio perchè non siamo più nel 1700 !!! Ah, no. Quella sono io. Lei è davvero nel Settecento ma non lo sa e si comporta da donna del 1968 che rivendica i suoi diritti.

Questo la dice lunga sulla veridicità storica ma siccome è tutto grazioso, leggero e scorrevole ce lo facciamo andare bene senza fare troppe storie e arriviamo a fine libro quando il demone di rabbia che vive dentro di me non è riuscito a stare tranquillo nella sua tana.

Lei partorisce non uno, non due ma TRE gemelli sanissimi. Due femmine e un maschio (perchè l’erede al ducato ci vuole) e se io penso ad una gravidanza plurigemellare nel 1700 penso alla morte dei bambini e della mamma (sono rare e pericolose oggi nel 2017) e invece lei arriva alla 40esima settimana e tutto va benissimo…..

Non vedo davvero l’esigenza di una scelta letteraria di questo genere se non quella di farmi incazzare a morte quindi, Eolisa, te lo dico con il cuore in mano…. Mavaffanculova!!!!!!

Ed eccoci qui, finalmente concentrati sulla coppia che è il filo conduttore di tutta la serie: Jemma ed Elijah, lui integerrimo Lord impegnato politicamente e lei tipico esponente femminile settecentesco che passa il tempo a pensare a come vestirsi la sera e a come farsi sbavare dietro da ogni uomo sulla faccia della terra.

Anche se poi ci assilla con quanto, in realtà, ami suo marito (che è un gran figo ed ha il cazzo grosso) ma non riesca ad avere con lui un rapporto soddisfacente.

Ma andiamo con ordine. Nove anni prima si sono sposati e poi, un giorno, lei ha avuto la brillantissima idea di piombare in ufficio per fargli una sorpresa (cretina….lo sanno tutti che NON si fa mai. Ognuno al lavoro scopa con chi vuole e quando vuole) e lo trova intento a sbattersi sulla scrivania la sua amante.

Io gli avrei reso la vita impossibile mentre lei, ferita e disperata, fugge a Parigi dove lo aspetta piangendo per tre anni, prima di capire che non sarebbe mai andato a raccattarla e cominciare a darla via (che poi in realtà fa un paio di pessime scopate e basta, quindi è tutto fumo e niente arrosto).

Poi però a lui viene un coccolone e corre, terrorizzato dall’idea di schiattare, a prenderla per portarla in Inghilterra e produrre un erede. Che romanticismoooooooooooooooooo !!!!
E infatti le cose non vanno bene finchè entrambi non capiscono di essere innamorati l’uno dell’altra e cominciano con il corteggiamento che si conclude con la famosissima partita a scacchi, a letto, bendati. E giù di superorgasmoni che piovono come coriandoli a carnevale.

Di scopata in scopata, di giocata a scacchi in giocata, si arriva al tanto agognato test di gravidanza positivo che rende tutti molto felici (loro)…ah, stavo dimenticando che tra un orgasmo e l’altro hanno il tempo di trovare un medico che sta sperimentando i poteri miracolosi della digitale sui probelmi di cuore, quindi il nostro carissimo Elijah, grazie alla nuova cura, può vivere a lungo e procreare come un coniglio lasciato allo sbando.

Ma veniamo al libro clou di tutta la serie….

Eccolo….lui….il libro incentrato sul mio adoratissimo Duca di Villiers. Il cinico, elegantissimo (sia chiaro che a me la moda dell’epoca faceva a dir poco cagare quindi per quanto mi riguarda…elegante un cazzo), sexyssimo e letale Leopold. L’uomo dal quale mi sarei fatta smastruzzare in ogni dove e in ogni come…dalla mattina alla sera e viceversa in un tripudio di orgasmi che mi avrebbero sicuramente resa una specie di plastilina tra le sue sapienti mani.

cmq.

Avendo sparso seme a destra e a sinistra, superata la trentina Leopold si ritrova con ben 6 figli illegittimi. Sei pargoli sparsi per l’Inghilterra che il duca ha intenzione di recuperare e crescere personalmente, sbattendosene di quello che la buona società vorrebbe che facesse e sfidando le convenzioni che vorrebbero i figli illegittimi abbandonati a se stessi.

C’è un probema però….ossia che ha bisogno di una madre per le creature e la scelta deve essere fatta tra Eleanor, figlia del Duca di Montague e Lisette, strana creatura anticonvenzionale (che è un modo fine per dire che è matta come un cavallo), figlia del Duca di Gilner.

La prima ha un piccolissimo difetto, ha ceduto la verginità anni addietro ad un amico di famiglia che poi l’ha mollata per sposare Santamariagoretti Ava (o Ada – non ricordo) e vivere con lei nella rispettabilità, sapendo che la bella, passionale, erotica Eleanor è sempre lì a sbavare per lui. Tra l’altro, il coglione, era uno di quelli che ti scopano ma ti fanno notare che non è mica tanto normale che ti piaccia così tanto….. Un essere spregevole. Ma nonostante ciò lei lo ama e lo anela. Questo fino a che non incontra Villiers e si sente incredibilmente attratta da questa creatura fredda e tenera allo stesso tempo, cinica e istintiva, circondato da un’aura di indifferenza che lei riesce a scalfire grazie all’onestà intellettuale e alla carica erotica che sprigiona.

Entrambi ospiti della apparentemente docile Lisette, finiscono per cedere alla fortissima attrazione reciproca e noi ci troviamo di fronte ad una donna che ama il sesso, che non pretende di essere fragile e indifesa, che ha le palle e che vuole godere di ogni attimo che può passare con Villiers. Dal canto suo Leopold con lei non riesce a mantenere quella maschera di indifferenza che lo ha reso famoso, ma le permette di vedere quello che c’è dietro, ossia un uomo che ha dovuto imparare ad essere freddo e distaccato, un uomo che per anni è rimasto indifferente a tutto e che ora vuole assolutamente rimediare e fare la cosa giusta.

In mezzo a loro una Lisette bipolare che passa dalla tenerezza più assoluta all’isteria più nera nell’arco di 30 secondi. La poverina non ha scampo, sotterrata dal pragmatismo e dalla ferma dolcezza di Eleanor.

Che dire? Per quanto mi riguarda il romanzo migliore, perchè abbiamo visto la maturazione di Villiers dal primo libro ad oggi, lo abbiamo amato, ne abbiamo seguito le gesta e abbiamo tifato per lui. E se lo adoravamo quando era un bastardo indifferente senza scrupoli, figurarsi ora che scopriamo che sotto lo strato di cioccolato fondente, si nasconde una morbida mousse* tutta da assaporare.

Una nota speciale va a Juby, alias  Thorn , che già da piccolo era un’adorabile canaglia e che io ho adorato immediatamente senza remore come fosse il mio piccolo cucciolo smarrito e fortunatamente ritrovato.

Considerazioni sparse

Volendo si possono leggere i libri separatamente, senza doversi sorbire l’intera serie ma io vi consiglio caldamente di leggerli in sequenza perchè in effetti è l’unico modo per apprezzare appieno i personaggi e l’intricata rete di relazioni che li lega.

Prendiamo per esempio Jemma….se si legge solo il libro a lei dedicato, si fatica a capire il percorso che la porta a passare da frivola donna amante dei vestiti a moglie devota e in perenne ansia per la salute del marito.

Oppure come capire le reticenze di Gryffyn nello svelare chi è la madre di suo figlio se non si legge anche l’ultimo libro?

E, last but not least, come capire le scelte di Villiers e la sua straordinaria maturazione, se non seguissimo le sue vicissitudini dal primo all’ultimo libro?

Questa serie non è priva di difetti. Io per esempio trovo che tutti i libri, ultimo escluso, pecchino di una certa noia nella prima parte e di eccessivo puccismo nell’ultima, ma in mezzo sono gioia allo stato puro, scorrevoli, ironici, hot quanto basta e capaci di farti dimenticare le menosità della vita quotidiana. Che cazzo volete di più? Io nulla. Mi va bene così….mi va benissimo così.

Non dimenticate poi lo spin-off su Juby (I segreti di Lady X) che pur essendo più rocambolesco e meno riflessivo, ci offre una finestra piuttosto ampia su quanto il nostro Villiers sia meravigliosamente sexy e arrapante anche over 50 o giù di lì.

In poche parole

Giù le vostre zozze manacce da Villiers. Lui è MIO.

Poschina

p.s.
Facciamo outing. Non solo ho amato Villiers dal primo momento in cui compare all’ultimo, ma ho trovato davvero favoloso il modo in cui l’autrice lo prende per mano e lo porta lentamente a prendere consapevolezza di se stesso, delle sue debolezze e delle sue paure, il modo in cui ce lo fa conoscere pagina dopo pagina, libro dopo libro, fino a quando non è pronto per essere lasciato camminare da solo verso una felicità di cui non sapeva avere tanto bisogno.

L’intera serie, per quanto mi riguarda, è scritta per lui ed è uno di quei personaggi che non dimenticherò facilmente. Un personaggio completo, sfaccettato e davvero interessante. Bellissimo anche il racconto della sua infanzia e di come lo abbia influenzato per gran parte della vita, senza che lui ne fosse mai pienamente consapevole.

p.p.s : Sciroppatevela tutta, prendendo appunti e annotando gli incroci relazionali perchè è fondamentale, lasciatevi trasportare dalle storie e se come me detestate gli scacchi, ignorate con grazia tutti i riferimenti specifici a mosse e partite, anche perchè tanto non ci capireste un cazzo.