La Duchessa Cortigiana – Joanna Shupe

Se cominciassi ora ad elencare tutte quelle piccole e grandi cose che mi hanno irritata a morte di questo libro, è altamente probabile che tra due/tre anni saremmo ancora qui seduti a parlarne.
Perchè dovete sapere che spesso penso che sì, persino io potrei scrivere un libro, ne ho tanti cominciati e mai finiti…..si tratterebbe solo di mettersi d’impegno e dargli la giusta attenzione per finirli. Poi però li leggo e comincia la severa autocritica (giustificatissima) e finisce che li massacro a colpi di “Impossibile” – “Troppo comodo” – “Troppo stupido” – “Che palle” – “Ma come cazzo ti è venuto in mente” seguito dall’odio puro per dei personaggi che ho creato io….e se persino a me stanno sul cazzo figurarsi a chi dovrebbe pagare per leggere le loro storie.

Allora i libri preferisco leggerli….poi però succede che incappo in roba come questa, un compendio di tutto ciò che detesto nella letteratura rosa, riunito in circa 200 pagine. Roba che la pressione mi è schizzata a 400 e il fottone è ancora lì che gira libero nel mio corpo devastando tutto quello che incontra.

La Trama: Venezia/Inghilterra, 1816 – Julia, Duchessa di Colton, si è sposata a sedici anni, ma il marito subito dopo la cerimonia è scappato a Venezia, dove vive da otto anni. Julia, dopo una lunga solitudine, desidera un figlio e decide che è arrivato il momento di sedurre quel marito sconosciuto. Si fa insegnare da una cortigiana londinese i segreti più scabrosi del corteggiamento, raggiunge il fantomatico marito a Venezia e, sotto mentite spoglie, lo seduce e concepisce con lui un erede. Ma quando la seduzione e la passione si trasformano in qualcosa di più profondo, è necessario ricostruire anche la fiducia e la capacità di vivere insieme. Potrà quel marito, che la duchessa cortigiana è stata costretta a sposare così giovane, trasformarsi davvero nell’uomo della sua vita?

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler perchè voglio risparmiarvi questi 5 fottutissimi euro.

Prima di tutto diciamo per onestà intellettuale che questo libro è piaciuto. Ed ammetto che anche io, all’inizio, nelle prime 40/50 pagine mi sono detta “Eddai Cazzo!!!! Finalmente qualcosa di brioso e diverso dal solito” perchè, in effetti, le prime pagine sono scritte bene, la storia è inverosimile come solo nei romance storici può essere ma in fondo chissenefrega, noi vogliamo cazzi turgidi e orgasmi, della veridicità storica non ce ne facciamo nulla.

Poi però purtroppo non mi sono fermata a quando la rompicazzo arriva a Venezia e decide di sedurre quel grandissimo figo di suo marito, ma sono andata avanti….

Ma conosciamoli questi due coglioni.
Lei: Julia ventiquattrenne costretta a sposarsi, otto anni addietro, con un figo da paura che non la voleva vedere nemmeno morta e che infatti l’ha piantata subito dopo la cerimonia senza nemmeno sverginarla a suon di vergate in vagina. Vive in una misererrima casa con la zia perchè la suocera stronza e il cugino del marito le hanno tagliato i fondi. E’ al limite della povertà, aspira fastidiosamente al Santamariagorettismo e dopo anni di ragionamento le viene in mente che se generasse un erede potrebbe riappropriarsi del patrimonio e le sovviene l’idea delle idee.
Andare da una cortigiana per farsi spiegare i segreti del mestiere, raggiungere il marito a Venezia, sbatterselo e tornare incinta.

Lui: Nick. A logica dovrebbe essere il degenerato che mi fa rizzare i capezzoli al solo nominarlo e invece ho avuto sempre e solo voglia di fargli del male fisico e questo, ovviamente, non è un buon segno. Costretto al matrimonio dall’odiato padre, decide di scappare appena celebrate le nozze e girare l’europa scopando a destra e a manca fottendosene di tutto il resto e con un atteggiamento da bambino viziato che bisognerebbe ridimensionare a suon di frustate sull’uccello. Tenetevelo.

Ma arriviamo al dunque.
Julia si presenta a Venezia con un finto amante, riesce a conquistare l’interesse di Nick e cominciano la loro relazione di protettore/amante con la classica scopatona orgasmica. E qui, io che avevo lasciato a casa il cervello a favore dell’intrattenimento, l’ho richiamato al dovere perchè va bene tutto, ma non esageriamo.

Ok che sei andata dalla cortigiana che ti ha spiegato cosa succede e come succede, ok che hai visto come si fa, ok tutto porco Zio ma che tu ti impali letteralmente sullo spropositato cazzo di tuo marito come se fosse la cosa più naturale del mondo no. Non dopo che lei ti aveva suggerito di fare pratica con un dildo ma tu ti sei rifiutata perchè era troppo per te (fottiti stronzetta che non sei altro) perchè io sfido chiunque di noi donne non più vergini a sederci sul cazzo di Rocco Siffredi senza non dico urlare di dolore, ma procedere con una certa cautela.

No, lei ci salta sopra come se nulla fosse.  Vergine che si siede su un cazzo gigante e va avanti a scopare come se nulla fosse !!!!!!!!! Eh già certo, e io lettrice sono nata giusto ieri. Mavaffanculovaaaaaaaa.

E non è il peggio.
Il peggio lo raggiungiamo poco dopo con l’ormai sempre presente pompino con ingoio, ovviamente fatto ad arte, manco si stesse bevendo cioccolata calda al bar con le amiche dopo un pomeriggio di shopping.
Che poi io mica ho niente contro i pompini e nemmeno contro l’ingoio. Fate pure. Facciamo pure. Rendiamolo obbligatorio.
Contesto solo questa predisposizione, da parte di una vergine che fino a ieri non aveva mai baciato con la lingua a diventare un’adoratrice senza macchia e senza paura del pene. Perchè diciamocelo fuori dai denti….non è che ingoiare sia proprio la prima cosa che si fa in assoluto, bello, bravo, buono…ma non stiamo parlando di nutella.

E nemmeno questo è il peggio.
Il peggio del peggio lo raggiungiamo quando dopo una settimana di sesso in ogni luogo e in ogni dove, lei capisce che in questo modo sta ingannando il marito di cui si è innamorata e allora pensa bene di andarsene e indovinate?
Dai….indovinate…..

Sì. Lei è gravida.
Quindi in questo merdosissimo romanzo la GI (Gravidanza Indesiderata da lui) coinncide con la GD (Gravidanza Desiderata da lei).
Brava Joanna, fino ad ora nessuna scrittrice era riuscita a farmi incazzare come tu hai fatto nel giro di 200 fottutissime pagine.

Perchè? Perchè aggiungere la gravidanza?
In ogni ciclo c’è il 25% di possibilità di rimanere incita. Questo se copuli senza precauzioni durante i giorni fertili che sono, in media, 4 (e sono stata larga). Se seguiamo questo principio scientifico, lei è riuscita a portarsi a letto il marito esattamente in quella settimana critica pur essendo ignorantissima in materia. Perchè non poteva capitare che la settimana di sesso fosse a ridosso del ciclo, o post ovulatoria…. NO, dovevano scopare come ricci proprio in quei 4 cazzutissimi giorni.

Basta.
Davvero, ve lo chiedo per favore, basta.

Pensate che sia il peggio?
AHHAHHAHHAHAH
Il peggio del peggio del peggio arriva quando lei cade in un dirupo, rotolando per metri e metri e metri sbattendo a destra e a sinistra proprio in quelle 13 settimane iniziali della gravidanza che sono piuttosto delicate e non le succede un cazzo. Nemmeno una piccolissima, insignificante, realistica perdita di sangue.

Odio tutta la famiglia e li maledico con l’anima.

Oltretutto l’entusiasmo di Julia nell’affrontare una gravidanza consapevole di averla procurata ingannando in marito mi disgusta perchè rappresenta il peggio del mio sesso. Le donne che usano questo espediente mi fanno schifo e non posso e non voglio identificarmi in una cretina simile.  D’altro canto mi disgusta anche l’atteggiamento sospettoso e perennemente “in guardia” di Nick….come direbbero dalle mie parti “Figa….rilassati!!!” uno che per otto anni se ne è sbattuto della moglie e la giustificazione che adduce è  che era troppo giovane. Che, oggettivamente, non vuol dire nulla. Ed io di uno che ragiona in questo modo ne faccio volentieri a meno, e rinuncio anche alla verga turgida e ai multiorgasmi perchè io non sono schizzinosa come quel puttanone di Julia e posso accontentarmi del Rabbit, se la situazione lo richiede.

Potrei andare avanti ore, ma perchè tediarvi?
Vi basti sapere che lui fa ammenda e lei lo rimbalza ma poi per poco non lo ammazzano e lei diventa di colpo tutta “Sole – Cuore – Ammooooooooreeeeeeee” ed è un tripudio di erezioni galattiche, vagine grondanti, orgasmi e sesso in generale e il tutto è talmente coinvolgente che avrei preferito conficcarmi una forchetta nel palmo della mano.

Però c’è da dire che una cosa questo libro ce la insegna, ossia come tenere viva l’attenzione del proprio coniuge/compagno. Essendo molto, molto, molto, molto troia.
Che poi mi va benissimo ed infatti Emma Wildes in “Lezioni di Seduzione” non mi ha mica fatto venire l’orchite, tutt’altro; quindi è proprio tutta colpa di una trama di merda, con personaggi di merda e un contorno di merda. Sono 200 pagine di merda, che faccio, lascio?

Ma anche no.
Passiamo oltre.

Lo sconsiglio, lo sconsiglio con tutta l’anima.
Se proprio proprio non sapete cosa fare per un paio d’ore, andate su Tumblr e scrollate porno fino a spellarvi le dita delle mani, sicuramente è più salutare che leggere questa ignobile sbobba.

In poche parole

Piuttosto di ‘sta merda andate su Tumblr e scrollate porno fino a spellarvi le dita delle mani. E chi ha la mente pornografica per intendere, intenda.

Poschina

Il Vicario e la Scrittrice – Eva Leigh

Bene.
Bella merda.
No, dai …. non esageriamo, diciamo che è un libro dimenticabile, molto dimenticabile. Talmente dimenticabile che l’ho finito stamattina e fatico a ricordarmi i nomi dei protagonisti.

La Trama: Londra, 1816 – Come potrebbe non essere oltremodo noioso e pudico un matrimonio fra il vicario di una piccola parrocchia nel Devonshire e la figlia di un duca nota per la sua timidezza e per fare sempre da tappezzeria? Eppure, quella tra Jeremy Cleland e Lady Sarah Frampton è tutt’altro che un’unione noiosa e pudica. Forse perché, all’insaputa l’uno dell’altra, lei è la misteriosa autrice dei famosi romanzi erotici che stanno accendendo e sconvolgendo il ton… e lui l’uomo incaricato di scoprirne l’identità per mettere fine alla pubblicazione di quelle storie accusate di corrompere la moralità inglese. Ma cosa sarà di loro e del loro amore quando scopriranno i reciproci segreti?

Ed ora la parola alla giurata – Solo ed Esclusivamente SPOILERONI

Da ragazzina guardavo la fiction “Uccelli di Rovo” e mi piaceva anche. Forse non ne coglievo appieno le sfumature ma sembrava che Richard Chamberlaine ci sapesse fare assai negli affari di letto. Anche perchè altrimenti invece di sbatterti un prete ti conviene ripiegare sull’idraulico, se non c’è buon sesso a che pro intrattenere una relazione complicatissima e priva di futuro?

Quindi io immaginavo un parroco sessualmente iperattivo con la verga turgida e nodosa  (questa è per il Busnaghi) pronta ad infrangere imeni come se piovesse ed invece….

….. Invece lui, Jeremy, è il bellerrimo terzogenito del nobile di Stocazzo, destinato da sempre a diventare parroco, malcagato dal padre che lo considera poco più di un inetto (a ragione), succube di tutto e di tutti e per di più sessualmente represso.

Lei è Lady Sarah, figlia di un conte o roba simile che per diletto scrive sotto pseudonimo romanzi erotici famosissimi e che, pur essendo una vergine di ferro, conosce ogni segreto del corpo umano maschile e femminile e brama dalla voglia di farsi cunnilingusare e di spompinare il proprio partner in una session di 69 che manco Sasha Grey e Rocco Siffredi avrebbero saputo fare.

Due sfigati direte voi… Ebbene sì.
Io speravo che il personaggio di Sarah, ricchissimo di potenzialità, venisse sviluppato nell’ottica di una presa di coscienza della propria femminilità e al diritto di goderne appieno, infrangendo regole sociali stupide e maschiliste. In realtà questo argomento viene affrontato ma solo in fondo al libro e piuttosto superficialmente tanto che invece di fare outing e  dichiarare di essere la famosa scrittrice erotica, il segreto viene mantenuto.

Ma concentriamoci sulla storia.
I due piccioncini si incontrano ad un noiosissimo party in giardino e scatta quello che si può considerare il classico colpo di fulmine. Lei appena lo vede pensa in quanti modi potrebbe essere vergata da lui mentre Jeremy appena la vede sente l’intero corpo tendersi e per lui è cosa nuova e non poi tanto giusta.
Ci troviamo quindi di fronte ad un ribaltamento di ruoli, lei che spera di essere posseduta nel roseto e pensa solo ed esclusivamente a come procurarsi uno di quegli orgasmi che descrive tanto bene ma che non ha mai provato, mentre lui vorrebbe tanto sprofondare in lei ma non è così che si comporta un vero uomo timorato di dio quindi si reprime. Oltretutto arrossisce ogni fottuta volta che si parla di sesso.
Minchia che palle.

SPARATEGLI SUBITO

Potete anche accusarmi di essere la classica donna succube dell’uomo Alpha, figlia di una cultura machista e maschilista incapace di accettare le sensibilità maschili, che preferisce ancorarsi all’archetipo del maschio dominante piuttosto che aprire la propria mente e il proprio corpo al nuovo modello di maschio sensibile col mestruo. Accusatemi pure ma sappiate che sono orgogliosa di volere, nel mio letto, un classico maschio Alpha con esperienza, voglioso, bramoso, che non arrossisce e che mi immagina in ogni posizione possibile ed immaginabile senza mai sentirsi in colpa nel fare pensieri impuri.

Cmq. Jeremy cerca di smascherare la scrittrice misteriosa perchè il padre gli ha chiesto di porre fine alla divulgazione di materiale pornografico, Sarah intanto scrive come non ci fosse un domani, ispirata dalla cocente attrazione sessuale che prova per il pretonzolo che nonostante la buona volontà non può sposare perchè lei è un’ereditiera e lui uno sfigato.

Spoiler: si sposano. E la prima, meravigliosa, agognatissima notte di nozze parte con il disastro di una prima volta nella quale lui si infila nella di lei inviolata vagina e viene immediatamente lasciando la povera donzella completamente insoddisfatta. E questo dimostra da una parte un certo realismo e dall’altra che lui non ha mai visto “Tutti pazzi per Mary” e quindi non sa che non ci si presenta alla prima notte di nozze con la pistola carica ma che bisogna tirare il collo al serpente prima dell’incontro.

Siccome è stato un mezzo disastro Jeremy decide di mettere in pratica qualche idea che ha letto in uno dei libri della misteriosa scrittrice e da quel momento in poi c’è solo una parola che ricorre nella pagina scritta…..Orgasmo – Orgasmo – Orgasmo – Orgasmo

Perchè lui è passato con disinvoltura dal livello Incapace cronico al livello Marchese di Dain nel tempo che a me serve per sbadigliare quando leggo certe cose.

Da qui in poi il libro si trascina tra pompini, kamasutra e orgasmi fino a quando lui non scopre che in realtà la sua adorabile e flessibile moglie altri non è che la scrittrice misteriosa e allora si indigna da morire perchè lei gli ha mentito e le dice qualcosa tipo “Ed io che ti ho donato la mia verga!!!! A saperlo prima sarei rimasto mezzo vergine per il resto della mia vita!”
E allora tenetevelo, tenetevelo voi uno che addirittura litiga come una donna, adducendo motivazioni tipicamente femminili.

Non ci sono più gli eroi Romance di una volta, quelli che per punirti ti scopavano fino a farti svenire a furia di orgasmi.

Inutile che vi dica che la situazione si sistema, lui le dice che lei è il suo sole, la sua terra e quant’altro mentre lei gli dice che per ammmmmooooooreeeee rinuncerà anche alla scrittura e via dicendo e che dopo una serie inutile di puccismi sfrenati lui finalmente manderà affanculo suo padre, lascerà la tonaca e si butterà con successo nel campo dell’editoria mentre lei continua a scrivere, passa dall’erotico al Romance perchè ormai ha scoperto l’Ammmmoooooore e quindi tutto è rosa con fiocchetti bianchi, profuma di zucchero ed è morbido come un marshmallow.

Andatevenetuttiaffanculova!!!!

In poche parole

Ridateci gli eroi Romance di una volta, quelli che per punirti ti scopavano fino a farti venire a furia di orgasmi.

Poschina

 

La Rinascita del Duca – Lorraine Heath

Dopo una Kleypas che non mi ha convinta del tutto, passo con naturalezza all’ultima fatica pubblicata di Nostra Signora dei Bassifondi Lorraine: La Rinascita del Duca.
Il Duca in questione è figlio di Olivia e Jack Dodger che abbiamo conosciuto ne “Il Duca Dissoluto” e la bella di turno è Grace, figlia di Frannie e del Duca di Grayson, conosciuti nel libro “Tra le braccia di un Duca”.

Questa precisazione anagrafica è necessaria perchè ci fa capire due o tre cose, la prima delle quali è che i figli dei protagonisti della serie “Libertini di St. James” copulano allegramente tra di loro generando un groviglio atroce di progenie atto solo a complicare un albero genealogico già caotico di suo. Per non parlare della splendida idea di far uscire la nuova serie dimenticandosi di pubblicare prima l’ultimo episodio della serie precedente. Ci troviamo di fronte al figlio del dott. Graves senza conoscere la storia che ha portato il di lui padre a svuotare il contenuto dei lombi nel fertile ventre della madre.

Alla fine del post vi segnalo i titoli delle serie perchè in questo modo mi ci raccapezzo anch’io.

 

La Trama: Londra, 1874 – Henry Stanford, Duca di Lovingdon, ha smesso di vivere una fredda mattina di due anni prima, quando il tifo gli ha portato via l’amata moglie e la loro bambina. Ha quindi mandato al diavolo l’onore e ha annegato il dolore nell’alcol, nel gioco d’azzardo e nei letti scaldati da amanti sconosciute, trascinandosi in un’esistenza inutile. Per questo, benché nutra stima e affetto per Lady Grace Mabry, sua amica d’infanzia, è con un certo disappunto che accetta di aiutarla a distinguere tra i numerosi pretendenti uno che sia interessato davvero a lei e non alla sua generosa dote. Ma più le sta accanto, più ha la sensazione che nessun uomo sia abbastanza per Grace né la possa amare come merita. Nessuno tranne lui, che però ha troppa paura di far tornare a battere il suo cuore ferito.

Ed ora la parola alla giurata – qualche spoiler, cercherò di contenermi

Scrivo sull’onda del momento perchè oggi mi va così, niente riflessioni, niente considerazioni a freddo ma solo ed esclusivamente quello che il libro mi ha trasmesso, nel bene e nel male.

Partiamo con il dire che prima di capire bene chi fossero e che parentele avessero protagonisti e amici ci ho messo più o meno metà libro, ed ancora adesso, ad opera conclusa, ho qualche perplessità. Sarà la vecchiaia che avanza ma con tutti questi nomi e titoli non ci capisco una beneamata sega.

Però qualcosa la so. Lui, Lovingdon, mi fa un sesso terrificante.
Iddu è stato malmenato dalla vita, che in pochi giorni gli ha portato via moglie e figlioletta adorata. Quindi da bravo ragazzo tutto noia e pucci pucci diventa un Badass della madonna, dedito a fiumi di alcool e a notti di sesso sfrenato con sconosciute pagate bene.
Questa immagine di degradazione e abbrutimento non può che essere un afrodisiaco per i miei ormoni, per la mia personalità chiaramente disturbata e per la mia vagina, che ai bravi ragazzi tanto apprezzati da mamma e papà ha sempre e solo preferito i casi umani irrecuperabili ma tanto, tanto, tanto sexy.

La donzella in questione è Grace, rossa di pelo e di personalità, vivace, intraprendete, anticonvenzionale. Amica d’infanzia del nostro meraviglioso, espertissimo, cazzogrossissimo Henry, lo interpella per farsi aiutare nel riconoscere, tra i millemila pretendenti che la assediano, chi la ama davvero da chi vuole solo il suo sconfinato patrimonio.

Capiamo immediatamente, alla prima occhiata, che lei in realtà ha sempre amato il giovine Lovingdon, da quando un lui sedicenne l’ha consolata e coccolata durante un picnic in campagna o roba simile. Perchè quale bimbetta potrebbe resistere all’adolescente che la difende e la abbraccia, la tocca e la protegge? Per carità è tutto rigorosamente innocente ma quel senso di protezione lì, quello che gli ignari adolescenti infondono alle bambine, è a tutti gli effetti la rovina delle stesse durante l’adolescenza. Perchè, ebbene sì, lo ricercheranno in tutti gli uomini che incontreranno in futuro senza  trovarlo mai.

Quindi zio caro, adolescenti di tutto il mondo, state attendi a non infondere eccessivo senso di protezione perchè potrebbe sancire l’infelicità di una donna per il resto della sua vita.

Cmq.

Grace piomba da Lovingdon in piena notte e lo trova con la verga turgida molto turgida intento a scopazzarsi una delle centinaia cortigiane che frenquenta e gli chiede papale papale di aiutarla  a trovare l’Ammmmore, quello con la A maiuscola che lui aveva provato per l’adorata moglie perduta, nonostante l’unica cosa che voglia fare sia tornare dal troione, Henry prima la fanculizza e si nega, poi invece ci ripensa e decide di aiutarla.

Peccato che frequentandola si renda conto che non ha più 10 anni ma che è diventata una figa spaziale e che ogni fottutissima volta che la vede la verga diventa più turgida del turgido e comincia ad avere qualche piccolo problema nel non sbatterla al muro e penetrarla fino alla morte.

Da qui al Best Cunnilingus Ever il passo è davvero breve e dal BCE al cuore perduto di Grace non passa poi molto.

Questo libro soffre un po’ di incoerenza strutturale. Un termine che credo non esista ma che vi esplico subito.
La sofferenza di Lovington viene sviscerata piuttosto bene. Capiamo perfettamente le sue remore nell’avvicinarsi ad un’altra persona e nel lasciarsi andare e anche Grace è sufficientemente caratterizzata.
Tuttavia manca quel qualcosa che ti fa urlare “Bomba!!!!” a squarciagola. Alcuni personaggi di contorno sono appena accennati tanto da risultare completamente inutili (vedi le amiche con le quali Grace vorrebbe scrivere un manuale per le giovani donzelle) e come al solito la parte rocambolesca sul finale per quanto mi riguarda è superflua e se non ci fosse sarebbe pure meglio. Accidenti, sarebbe bastato così poco per farmi urlare Boooooooombaaaaaaaaaa !!!!!!

Ma.
Ma queste piccolezze non tolgono nulla ad un romance piacevolissimo che si legge tutto d’un fiato, che non annoia e che ha anche, finalmente, un cazzo di maschio che ti fa venir voglia di dargliela dopo mezza pagina.
Lo consiglio  e non vedo l’ora di leggere il prossimo….oddio, se magari prima pubblicassero l’ultimo della serie dei libertini sarei anche più felice.

Ah, dimenticavo….anche lei ha una Sad Story che è davvero sad e anche davvero una story, tantissima roba ragazzi !!!!

In poche parole

Se volete realizzare a casa il Best Cunnilingus Ever questi sono gli ingredienti: una vergine, del Rum e un libertino particolarmente esperto.

Poschina

Piccola nota stonata. Bella la copertina ma forse non se ne sono accorti….Grace è rossa di pelo.

Serie Libertini di St. James’s

  • Patto con il Diavolo
  • Il Duca Dissoluto
  • Tra le Braccia di un Duca
  • Piaceri di Mezzanotte
  • The Last Wicked Scoundrel – Inedito in Italia

Miniserie Scandali a St. James’s

  • La Rinascita del Duca
  • Once More my Darling Rogue – Inedito in Italia
  • The Duke and the Lady in Red – Inedito in Italia
  • An Affair with a Notorius Heiress – Inedito in Italia

Una Moglie per Winterborne – Lisa Kleypas

Eccoci qui, dopo un’attesa per niente spasmodica lunga quasi un anno, siamo al cospetto della nuova fatica di Zia Lisa, la storia d’Ammmmmore tra la delicata, vergine, amante delle orchidee Helen e il rude, sexy e ovviamente riccherrimo Rhys Winterborne.

Li avevamo conosciuti in questo dimenticabile libro ed oggi li ritroviamo per farci letteralmente i cazzi loro.

La Trama: Di umili origini, grazie alla sua sfrenata ambizione Rhys Winterborne ha ottenuto ricchezza e successo. È un uomo che sa sempre come ottenere ciò che vuole: e ora vuole l’aristocratica Lady Helen Ravenel. E se per costringerla a sposarlo dovrà rubarle la sua virtù, tanto meglio… Ma la seducente e timida Helen ha in serbo qualche sorpresa per il rude affarista.

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler Alert

Qui si recensisce passo per passo, sono a metà libro e per ora potrei sintetizzare con “Bene ma non Benissimo”. Questo perchè siamo al 50% del libro e il BM è appena saltato fuori. Tutto quanto scritto prima non serve praticamente a niente, se non a deliziarci con le descrizioni più o meno accurate delle prodezze sessuali di Rhys e del suo corpo statuario.

Che, chiariamo, mi va anche bene.
Ma credo fermamente che tutto ciò che viene scritto debba essere utile alla storia. E se mi può andar bene sottolineare la sensibilità che Rhys ha per le classi povere e per le donne (è a tutti gli effetti un riformista, uno che si è fatto da solo e che anela al progresso nel senso più ampio del termine) mi chiedo dove vogliamo andare a parare. La storia si apre con Helen che va da Rhys per scusarsi per il trattamento riservatogli dalla cognata e per chiedergli di continuare con il fidanzamento. [Nel libro precedente Rhys aveva baciato appassionatamente la nostra Helen sconvolgendola nel profondo e quella grandissima scassacazzi di Kate si era subito messa in mezzo rompendo il fidanzamento. Scopriamo ora che in realtà Helen non voleva affatto mollare il bel manzo da riproduzione ma era semplicemente sconvolta dal troppo ardore dimostrato dall’uomo, quindi si scusa e gli propone di comprometterla per assicurarsi il matrimonio].

Contorta? Sì.
Zoccola? Sì.
Ha fatto bene? Sì.

Qui si parte con il botto ossia con la tanto agognata scopata che di solito attendiamo con una certa aspettativa per gran parte del libro e che in realtà è funzionale perchè l’attesa della verga turgida è, in fondo, essa stessa una verga turgida.
Tradotto: se mi scopazzate entro le prime 10 pagine, che minchia facciamo nelle altre 250?

Nulla, a quanto pare. Ed infatti il racconto si trascina tra puccismi di vario livello, che vanno dal tollerabile al “Zio Caro adesso ti taglio la lingua”, fino a poco prima della metà della sbobba quando scopriamo che Helen è in realtà una figlia illegittima (questo spiega perchè è sempre stata la malcagata della famiglia) e che suo padre è un uomo orribile che il suo futuro marito Rhys detesta con anima e corpo.

Quindi ora si apre il vero dilemma del libro…. dirglielo o mentire?
Una donna mediamente normale glielo direbbe, magari tra un pompino e l’altro, anche perchè che colpa ne ha lei se suo padre è un bastardo? Tra l’altro l’ha appena scoperto quindi a Rhys non ha mai effettivamente mentito, tuttavia sospetto che Miss. Orchidea nasconderà il segreto permettendo così un’infinita serie di sciocche incomprensioni e recriminazioni, silenzi, fraintendimenti, musi lungi e riappacificazioni a suon di vergate in vagina. Potrei sbagliarmi….ma temo proprio di no.

Sia chiaro che il tutto è scritto bene, è in un certo qual modo interessante e non annoia proprio per niente, peccato però che ci sia, da parte dell’autrice, un’insana passione per il ridicolo. Quelle che dovrebbero essere situazioni divertenti o battute brillanti mi hanno portata a malapena a sollevare un angolo della bocca, roba che più che un sorriso sembrava un ghigno e beh, insomma…….. forse non era proprio l’effetto voluto.

Ho trovato irritanti oltre ogni misura Devon e Kate a dimostrazione che quando un personaggio mi sta sul cazzo, continua a starmi sul cazzo e il loro puccismo, l’odiosissima GI e, peggio del peggio, il sesso, potevano anche risparmiarcelo almeno in questa storia. Io vi detesto con tutta l’anima e con parte del mio corpo. Proprio non riuscite a piacermi nè come singoli nè tantomeno come coppia. Anzi, una bella morte per mare mentre andate al funerale del vecchio ci starebbe benissimo.

Libro al 100%: Benino ma non Bene

No, non schiattano ma sopravvivono e mettono al mondo un figlio senza complicazioni, morti o altra roba che mi avrebbe rallegrata.

Ma veniamo a noi.
Qualcosa non torna in questo libro, qualcosa in come è scritto, qualcosa in come i personaggi vengono sviluppati (o non sviluppati in questo caso), qualcosa che mi fa addirittura pensare che più che un nuovo lavoro sia un vecchio lavoro lasciato ad ammuffire in un cassetto e tirato fuori per fare cassa.
Prendiamo un paio di personaggi…. Rhys è una specie di Derek Craven senza tutto il bagaglio emotivo/emozionale che hanno reso il gestore della sala da gioco più famoso di Londra un personaggio degno di nota. Mentre Pandora e somiglia in modo inquietante Beatrix Hathaway.

Ma tutto ciò sarebbe anche tollerabile se non fosse che la storia è poco più che un pretesto per vedere un Rhys perennemente con il cazzo in tiro ed una Helen costantemente sul punto di spompinarlo tra sospiri, improvvise vampate e cascate del Niagara tra le gambe.

Ok, a chi non piacerebbe un tizio che parla in Gallese, ti venera, scopa benissimo, è un figodiddio e per giunta ha un patrimonio incalcolabile? Solo che manca tutto il resto. Devon e Kate che compaiono e scompaiono senza senso, il tema sociale appena appena accennato tanto che a confronto la serie sullo Spettro di St. Giles sembra un trattato filosofico sulla Londra disperata dei primi dell’Ottocento.

E parliamo anche del BM.
Lei oltre ad aver scoperto di essere la figlia illegittima dello stronzo che suo marito odia, scopre anche di avere una sorellastra finita in un orfanotrofio, ovviamente essendo donna di buon cuore va a salvarla e decide di fuggire con lei per non rovinare la reputazione del futuro marito ma lui non ci sta, e per farle capire che la ama anche se è figlia del cugino di Satana le spantega il membro rigorosamente turgido tra le cosce all’urlo di “Lo senti quanto ti amo?”
Eddai…..bastasse questo allora sai quanti sconosciuti mi hanno “amata” sulla metro1?

La verga turgida non è una dimostrazione d’Ammoooooreeeeee, significa solo che l’apparato sessuale funziona bene. Punto. Hai capito Rhys? Hai capito?

E’ un brutto libro? No.
Sono soldi buttati nel cesso? Ni.
Mi ha fatta incazzare? Sì, Zio Bono.

Questi libri mi fanno imbestialire perchè arrivano da un’autrice che è riuscita a farsi amare, che con leggerezza raccontava, e bene, frustrazioni e tormenti, amore e passione, disillusione e rabbia. E adesso?
Adesso restano le briciole, un “vorrei ma non posso” difficile da digerire.
Rhys non ha niente che lo faccia fregiare del titolo di Eroe. Non perchè gli manchi qualcosa, ma perchè viene banalizzato. Passa tutto il libro infoiato come un dodicenne di fronte alle tette di Sabrina Salerno negli anni Ottanta, mentre lei passa con naturalezza dal terrorizzarsi dalla lingua in bocca al manipolare un uomo esperto con il sesso.

Non quadra, non torna. Stona.

E di materiale su Helen ce ne sarebbe a palate perchè lei si è sempre sentita la diversa della famiglia senza sapere come mai, ha sempre sentito il disprezzo del padre e l’indifferenza della madre, ma nulla di questo viene approfondito. Tutto viene detto ed abbandonato in funzione di una storia di sesso e sesso e ancora sesso.
E se sono io a sostenere che il sesso non basta a tenere in piedi un libro allora deve essere proprio vero perchè a me leggere di sesso piace quasi quanto farlo….quindi ho detto tutto.

Lo consiglio? Oddio….non svenatevi per averlo subito e leggerlo prima di qualsiasi altra cosa. Tenetevelo per la spiaggia quest’estate perchè tanto non vi perdete niente.

In poche parole

L’Attesa della Vega Turgida, non è essa stessa una Verga Turgida?

Poschina

p.s. Il prossimo libro della serie; quello su Pandora e Gabriel, Lord St. Vincent, si intitola “Devil in Spring” e deduco, con le mie comprovate superiori capacità mentali, che ci proponga come protagonista maschile l’erede del meraviglioso, indimenticato, rimpiantissimo dispensatore di orgasmi Sebastian St.Vincent, protagonista del meraviglioso libro “Devil in Winter”. Che dire? Auguriamoci vivissimamente che copi e incolli la vecchia trama cambiando i nomi, che a me andrebbe bene lo stesso, a questo punto tutto, fuorchè la delusione.

Madeline Hunter – The Seducers Serie

Oddio.
Non so nemmeno da dove cominciare.
Uno l’ho letto qualche tempo fa e mi è piaciuto assai, gli altri li sto comprando, me ne manca uno e intanto leggo quelli che ho, così…un po’ alla cazzo, tanto si possono leggere separatamente senza perdersi nulla di fondamentale.

Vi parlerei un pochino di “Il Tutore” che in inglese ha, inutile dirlo, un titolo molto più azzeccato [The Saint] anche perchè per tutto il cazzo di libro è così che viene soprannominato dai fratelli e anche da qualche amico il protagonista. Quindi mi chiedo di nuovo…. perchè? Figa, non è difficile.
Cmq.

In breve è la storia torbida e sessuale che si innesca tra il bel Vergil (lo abbiamo conosciuto come uno dei corteggiatori di Diane nello scorso libro e anche come aspirante amico di Daniel nonchè membro del club dei duellanti) e la stupidissima e cretinissima Bianca Kenwood, giovane americana che sbarca nella nostra adoratissima Inghilterra per cercare di fare carriera come cantante lirica e, cosa forse più importante, per ereditare una fraccata di soldi dal nonno vecchio e stronzo che si è levato dalle palle giusto in tempo, ma che l’ha lasciata tra le sapientissime mani di Duclairc, il suo giovane, bellissimo, freddissimo, sexyssimo tutore.

Su di lui nulla da dire. Un bel personaggio maschile giustamente sfaccettato, con i suoi bei problemi da risolvere, ovviamente intelligentissimo con un bel viso, un bel corpo, fantastici occhi azzurri e mani che ti fanno orgasmare solo a guardarle figurarsi quando ti toccano.

Ma lei. Con lei non ci siamo proprio. Ne sarebbe bastata la metà per avere un personaggio giustamente spumeggiante e ribelle e alla disperata ricerca della propria affermazione senza farla diventare una grandissima testa di cazzo sconsiderata e fastidiosa. Ha ragione Dante: America, riprenditela. Il problema è che a livello teorico lo scontro tra un Vergil rigido e controllatissimo e una specie di bomba perennemente innescata funziona, ma l’ansia da esagerazione prende un po’ troppo la mano alla nostra Madeline  e ne esce un personaggio quasi macchiettistico nel suo insistere a tutti i costi con un idiota quanto irrealizzabile piano per fuggire dal tutore e fare la tanto agognata carriera da soprano o quel cazzo che è, da risultare irrealistico e più che altro seccante.

Poi certo, lui in realtà se la vorrebbe fare avidamente praticamente da subito mentre lei lo vorrebbe spogliare a furia di arie cantate a squarciagola e alla fin della fiera a letto ci finiscono più e più volte e, capiamoci, io a Vergil l’avrei data più che volentieri quindi la stronzetta la capisco benissimo. Ci sono anche un mistero da risolvere e uno stronzo che è davvero stronzo quindi è soddisfatta anche la parte un po’ meno romance e più pratica.

Ma veniamo al grande scandalo e qui c’è lo Spoilerone degli Spoileroni. Finalmente i due si possono amare liberamente e come decidono di passare il tempo dopo che sono appena scampati alla morte? Scopando come ricci, inutile a dirsi.
Ma lo fanno su una scogliera e mentre lei canta un’aria di Rossini.
Giuro.
E qui dico un grande, urlato (anzi, sbraitato) NO. NON SI PUO’ SENTIRE. Come minchia fai a ciulare cantando Rossini? NO. NO. NO e NO.
E lo dico agitando testa, mani e piedi come fa uno dei Twins quando non vuole fare qualcosa e cerca di farmelo capire in ogni modo.

Autogol, rigore sbagliato a porta vuota, chiamatelo come volete ma per me resta l’epic fail delle scopate. Voto alla scopata: inqualificabile.

Voto al libro in generale 7,5 perchè Vergil mi piaceva assai già nel libro precedente ed ora la sua presunta santità buttata nel cesso mi fa capire che ci avevo visto giusto. Avercene di Santi così.

Ma passiamo al prossimo

Come potete vedere siamo sempre nell’ambito delle copertine di un certo livello.  E siamo sempre nell’ambito di quegli uomini che noi donne vorremmo tanto incontrare. Quelli bellissimi, intelligentissimi, sexy, forti, dispotici ma con moderazione, sempre e costantemente vogliosi di riempirci con la loro ingombrante verga e soprattutto che non si scazzano di aver a fianco una donna perennemente mestruata.

Mi spiego meglio. Adrian terzogenito illegittimo e malcagato dal padre, viene spedito in Francia a recuperare Sophia, figlia fuggitiva del Duca di Everdon recentemente deceduto, e si trova di fronte ad una donna ribelle, ostinata, fragile, traumatizzata dal passato, sola, testarda e incline alla fuga. Qualsiasi uomo di mia conoscenza, di fronte a questa donna onestamente insopportabile, sarebbe fuggito all’urlo di “Vaffanculo, stronza” e invece lui no.

Lui la donna perennemente mestruata la sa gestire, anzi, in fondo in fondo lo eccita. Più o meno come domare una cavalla (e giuro che il paragone non viene dalla mia testolina ma da quella dell’autrice). E come puoi domare una donna perennemente sull’orlo della ribellione, recalcitrante in tutto e odiosamente cocciuta? Con la Slinguazzata.

Adrian appartiene a quella sparuta legione di slinguazzatori da Romance che io apprezzo moltissimo. Di sesso poco (purtroppo) ma di incroci di lingue invece ce ne sono a sufficienza. Quello che lo rende a tutti gli effetti Lo Slinguazzatore con la L e la S maiuscola però è il bacio di pagina 187 [Sì, ho fatto l’orecchio alla pagina e me ne vanto], quel bacio lento, profondo, sensuale e sessuale che riempie me, donna del 21 secolo, di gioia e giubilo per questa meravigliosa pratica ormai sempre più dimenticata.

Tra l’altro, la donna perennemente in premestruo sopra citata, è invischiata in una delicatissima posizione politica che potrebbe mettere in crisi la cara, vecchia istituzione Inglese, quindi c’è anche un po’ di vera storia  su quelle che furono, a cavallo degli anni 30 dell’ottocento, delle vere e proprie rivolte del popolaccio che cercava di innalzarsi dal fango.

Ma a noi non interessa, ci interessa di più la meticolosità con cui il nostro Adrian usa la sua meravigliosa verga e su come a suon di Vergate in Vagina riesca ad ammorbidire Miss Premestruo fino a farla diventare una persona quasi normale [da qui il detto “le ci vorrebbe il manico” tutte le volte che si è in presenza di una donna particolarmente cagacazzo].
Seguono puccismo semigratuito e una meravigliosa (si vede che mi sono ammorbidità con la maternità come la mitica Miranda Bailey di Greysanatomyttiana memoria) dichiarazione di volere una famiglia che mi ha davvero fatto amare questo grandissimo figaccione moro con occhi scuri, cazzo grosso e mente aperta, tanto da farmi soprassedere sulle eccessive menate della nostra eroina Sophia e i suoi crolli ogni qualvolta si accennava al tristerrimo passato che la riguardava.

Voto 7,5 perchè io di uno che mantiene la calma mentre sono in PMS ne ho davvero tanto bisogno.

Mentre attendo che mi spediscano “Un matrimonio di convenienza” e lo Spin off “Peccati”, mi sono portata avanti leggendo l’ultimo libro della serie: “Dimmi che mi Ami”

Julian Hampton è il classico uomo che nella vita reale non esiste. Non che gli altri uomini della serie popolino realmente il nostro meraviglioso pianeta, ma qui siamo oltre la fantasia. Egli è infatti innamorato della nostra sfigatissima Penelope da una vita. Da quando giocavano da ragazzini nella smisurata tenuta dei Duclairc e lui inventava mirabolanti avventure che si concludevano sempre e inevitabilmente con il salvataggio di Penelope dalla torre diroccata in un tripudio di lotte con spade di legno.

Julian si innamora, scrive migliaia di lettere e poesie che non spedisce e non rende pubbliche e aspetta nell’ombra che qualcosa cambi, con il passare degli anni diventa il punto di riferimento della nostra eroina per ogni suo fottutissimo problema.
Lui c’è.
Sempre.
Il marito di Pen è una merda? Lui la aiuta a fuggire.
Il nuovo amante di Pen è un traditore merdosissimo? Lui la protegge.

Avrebbero dovuto intitolare questo libro “Devozione” perchè in effetti di questo si tratta, della devozione che Julian dimostra nei confronti di Penelope, una devozione completa, che va oltre la sofferenza, oltre ogni dubbio. Lui la ama incondizionatamente ed è disposto a tutto pur di vederla felice e serena.

E anche in questo romanzo, per quel che mi riguarda, siamo di fronte ad un bellissimo personaggio maschile ricco di sfumature, non banale e per certi versi piuttosto complesso, al quale è contrapposto un personaggio femminile che un pochino stona, soprattutto nel suo tentativo di “proteggersi da sola” che risulta, di fronte alla minaccia che incombe, un tantino fuori luogo, soprattutto da una donna che per anni si è appoggiata a Julian senza farsi poi troppo scrupoli.

Di nuovo ci troviamo al cospetto di  una caratteristica comune agli altri romanzi (primo escluso) ossia la presenza di un uomo deciso e convinto dei suoi sentimenti, in contrapposizione ad una donna che sembra non rendersi conto dei suoi.

Julian è brace che cova. Apparentemente freddo e invulnerabile è in realtà un fuoco caldo e avvolgente capace di scaldare anche i cuori più freddi e le vagine più reticenti. A me mi piace assai. Mi piace che sia un uomo d’azione senza essere un libertino conclamato, mi piace che sia discreto e affidabile, mi piace la sua determinazione e apprezzo moltissimo la devozione che sfiora l’autoflagellazione. Adoro i suoi sentimenti contrastanti, il tentativo di ribellarsi a questo amore non corrisposto e l’accettare l’inevitabile; lui ha amato e amerà sempre e solo Penelope.

Beata lei.

Voto 8 perchè uno che sa scrivere bene tanto da commuovere un’ intera platea merita tutto il mio rispetto di donna per la quale Nessuno ha mai scritto una beneamata sega.

Visto che ero già in possesso dell’ultimo Spin Off della serie me lo sono gustato nello scorso week end.

Prendiamoci 2 minuti per guardare bene la copertina. Osservate lei. Osservate quanto è storto il suo viso. Poi osservate bene lui, prendete una bacinella e vomitate liberamente. Fatto? Ottimo. Bravi. Perchè prima di poter leggere questo libro bisogna assimilare l’orrore della copertina. Assimilarla ed espellerla perchè il contenuto è fottutamente bello e intenso e banalizzarlo con una copertina di merda è, in effetti, estremamente offensivo.

Che dire di Charlotte e Nathaniel?

Lei è l’ultima sorella del clan Ducliairc, lui è il quinto figlio di una famiglia nobile e di lavoro difende i poveracci accusati di omicidio, lo conosciamo perchè in “Dimmi che mi Ami” difende Julian dall’accusa di omicidio.
Quello che ancora non sapevamo è che questo bellissimo ragazzone biondo con occhi scuri e fisico alla David Gandy è anche un grandissimo scopatore, sensibile, onesto, leale, che fa dell’onore e della giustizia i capisaldi della sua vita.

Charlotte invece è la vedova di un barone ed ha passato la vita cercando la tranquillità domestica e la rassicurante presenza di un uomo noioso, visto che la sua famiglia è piuttosto originale e restia a piegarsi alle convenzioni.

Cmq. Charlotte e Nathaniel si detestano, ogni volta che si vedono litigano, si punzecchiano, si scambiano sguardi di fuoco e questo può voler dire solo una cosa, avranno un’intesa sessuale straordinaria. Ed infatti, complice un’orgia in maschera, passano quei 15 minuti di passione rivelatrice solo che lei sa chi è lui, mentre lui non sa chi è lei.

Fortuna vuole che un giorno si trovino nella di lui casa e finiscano a fare petting spinto sul divano e lui cominci ad avere dei dubbi.

Tra questo punto e il finale con gravidanza alla prima botta (zio caro Madeline non te lo perdonerò MAI) abbiamo un mezzo pieno di impegno civile per i diritti della donna, un figlio illegittimo/legittimo da proteggere, un omicidio e tanto, tanto sesso.

Qui entrambi i personaggi sono interessanti, di lei mi è piaciuta tutta l’introspezione sull’essere spenti e in stato vegetativo per la paura di provare qualcosa, una sensazione che ho conosciuto talmente bene da averne fatto il mio marchio di fabbrica per anni, di lui ho apprezzato l’essere deciso e sicuro, convinto delle sue idee e disposto a fare un passo indietro per non distruggere la sua amata Charlotte.

Forse un filino più debole degli altri della serie ma chiariamo che è un debole che per essere raggiunto dalla maggior parte dei libri che ho letto nell’ultimo anno dovrebbe sedersi, prendere un caffè, due pasticcini, una cioccolata con panna e farsi un pisolino di 10 ore.

Ecco poi forse un pochino il finale con tanto di pseudoadozioni, Gravidanze Miracolose e pucci pucci trallallà un po’ mi ha infastidita, ma non tanto da precludere un bel 7,5 come voto perchè bisogna premiare anche la capacità di un libro di farsi leggere in poche ore e la fotta che mette al lettore per la curiosità di sapere “cosa succederà dopo”.

Ed eccomi qui, complice la Pasqua mi sono letta “Matrimonio di interesse”, l’ultimo libro che mi mancava della serie e che riguarda il bellissimo Dante Duclairc e la dolce, eterea, asessuata Fleur.

Copertina di livello come le altre. Meno male perchè ne avevamo tutti bisogno.

Cmq…. Dante mi è sempre piaciuto un botto, sin da quando si è rifiutato di insistere nel corteggiamento di Bianca capendo dopo 5 minuti in sua compagnia che era una cretina della peggior specie, e mi piace ancora di più oggi che lo vedo devoto alla dolce, piccola, virginale Fleur…che poi virginale una sega ma fa niente…ci stava bene.

Una sera, mentre è nascosto nella sua magione nelle sperdute campagne inglesi, spara a quello che crede essere un contadino sovversivo, che si rivela invece essere la ex fidanzata del fratello Fleur; gran figa frigida che da tempo viveva nel continente.

Lui ha bisogno di soldi, lei di un marito che le permetta di andare avanti con un fantomatico progetto del quale al momento non si sa un cazzo ma che il patrigno vuole impedire a tutti i costi, decidono quindi di sposarsi ma a una condizione. Niente sesso perchè a lei la cosa non garba affatto.

Inutile dire che lui dice di sì ma si è già innAmorato perdutamente di questa donna che non gliela vuole dare ed è decisissimo a prenderla ad ogni costo, quindi parte un corteggiamento a base di strusciamenti, toccate e fuga, scapezzolamenti e orgasmi trattenuti. Perchè lui invece di stancarsi dopo due giorni delle reticenze della moglie, si innamora ad ogni rifiuto un pochino di più. [Applausi per la fantasia al potere]

Ergo, io non ho mai capito un cazzo. Io a uno come Dante, bello, esperto e grandissimo sditalinatore, l’avrei data prima ancora che me la chiedesse. Ed infatti mi avrebbe ignorata come una cacca di mucca in un prato trentino.

Anche qui abbonda la parte mistery, il patrigno la vuol far dichiarare incapace di intendere e di volere, qualcuno trama affinchè il Progetto non veda mai la luce ed entrambi vengono feriti prima della fine del libro.

Lieto fine dietro l’angolo con anche qualche puccismo stranamente gradito e la dimostrazione che al mondo non esistono solo donne sceme, ipermestruate o vittimizzate, ma anche donne con il senso degli affari, intelligenti e progressiste.

Avevo enormi aspettative su questo libro che però, un pochino, mi ha delusa. Dante rispetto agli altri maschi Alpha della serie è quello meno interessante. E’ semplicemente il classico libertino ravveduto che abbiamo visto e stravisto almeno un migliaio di volte, mentre è Fleur il personaggio più interessante e approfondito del libro. Le sue paure e le fobie riguardo al sesso hanno una ragione ben precisa che le rendono meno sega mentale di quanto potrebbe sembrare appena la conosciamo.

Come al solito la Hunter scrive bene, approfondisce e non banalizza mai quindi questo libro, pur non raggiungendo lo splendore di quelli precedentemente letti, si becca un bel 7 strameritato.

Finalmente è arrivato anche lui, Peccati, il primo Spin-off incentrato sulla redenzione spiritual sessuale di McLean.

Ewan McLean ha un solo credo nella vita: il piacere. Per questo organizza orge stratosferiche e colleziona oggetti d’arte di dubbia morale. E’ un figodiddio e ha un’esperienza sessuale che Rocco Siffredi spostati che non sei nessuno. Della sua mania di collezionare stampe potrebbe anche fottercene sega se non fosse che è un po’ la prima tavoletta di un domino che cadendo da il via al crollo di tutte le altre.

Immaginiamoci questo bel giovine intento ad organizzare l’ennesima orgia quando gli piomba addosso, a seguito della morte dello zio e dei cugini, il titolone di conte corredato dalla promessa di occuparsi di una famiglia che il vecchiaccio ha fatto cadere in disgrazia. Che fare? Ovviamente si segue il mantra “dovere…dovere….dovere” e si va nelle Highlands ad aiutare la famiglia in difficoltà.

Invece di trovarsi di fronte ad una povera famiglia bisognosa d’affetto e di soldi, si trova a gestire 4 sorelle una più strana dell’altra: Bride, Joan, Anne e Mary. L’ultima è uno zoccolone pronto ad esplodere, Anne è fuori come un balcone e vive nel suo mondo segreto, Joan e Bride (se escludiamo che sono delle falsarie [a scopo benefico, ovviamente]) sono le più normali anche se una (Joan) ama vestirsi da uomo e va a caccia a mani nude e l’altra spara come una pazza ed ha una spiccatissima predisposizione per la lascivia.

Indovinate con chi si accoppierà il mio adoratissimo Ewan?
Bravi, con Bride. La quale prova a resistergli in ogni modo, ma ogni volta che lui la tocca si bagna che manco le cascate del Niagara quindi la tentata resistenza dura pochissimo e poi sono solo orgasmi multipli ogni volta che si vedono.

Ah, dimenticavo….lui è incaricato di ricercare per il governo la banda di falsari che stanno smerciando banconote e indovinate di chi sono le lastre con le quali stampano i falsi? Esattamente…. di Bride.

Ma lei non finirà certo in galera, ma piuttosto nel letto di uno degli scopatori più bravi, attenti e performanti della sua epoca. Che sfiga.

Che dire? A me è piaciuto. Si legge bene, i personaggi ci stanno dentro, c’è anche un po’ di teoria dell’arte litografica/serigrafica quindi non solo cazzi. Ma quando si parla di cazzi sono sempre di un certo spessore, quindi 7,5 ad Ewan e alla sua sposa scozzese perchè vanno bene le critiche ma di multiorgasmi così, avercene.

Momento peso.

Ciascuno di questi libri affronta in qualche modo il tema della schiavitù, sia essa quella di una moglie/oggetto del marito o sia la schiavitù di esseri umani e il loro commercio. La Hunter non fa diventare preponderante il tema dei diritti civili, ma permea ogni libro di ideali di giustizia e senso dell’onore. Gli uomini descritti sono tutti estremamente leali, forti, giusti e onesti e soprattutto particolarmente indulgenti nei confronti dei diritti delle donne.Le quali, anche se un po’ cretine o in perenne PMS hanno quella vena di ribellione/sentimento civile che prelude al movimento delle suffragette che in Inghilterra nacque proprio intorno agli anni 30 dell’ottocento.

Che dire? Leggete, leggete, leggete.
Vi innamorerete, sospirerete, rifletterete e vi innervosirete anche, ma ne vale fottutamente la pena.

In poche parole

La serie che vorreste non finisse mai

Poschina

p.s. Siccome io vi voglio bene ecco i titoli della versione originale rigorosamente in ordine di pubblicazione:
– The Seducer [Per vendetta o per Amore]
– The Saint [Il Tutore]
– The Charmer [Appuntamento Fatale]
– The Sinner [Un matrimonio di Interesse]
– The Romantic [Dimmi che mi Ami]
– Lord of Sin [Peccati]
– Lady of Sin [Dama del Peccato]

Irresistibile Sconosciuto – Lisa Kleypas

Per me, Nostra Signora del Romance Lisa, è una specie di istituzione. Cerco sempre e costantemente di difenderla e quando non riesco a farlo è solo ed esclusivamente colpa sua che non mi ha dato nulla a cui appigliarmi per fare l’avvocato del diavolo.
E ve lo dico subito, questa recensione è tutta uno spoilerone che avercene.

La Trama: “Lady Hawksworth, vostro marito non è morto” queste le parole che sconvolgono Lara. Infatti, dopo essere stato dato per disperso in mare liberandola da un matrimonio senza amore, Hunter conte di Hawksworth sta facendo ritorno per reclamare il proprio titolo e la propria moglie. Però Lara stenterà a riconoscere quell’uomo potente e virile, in grado tuttavia di rivelarle segreti che solo un consorte può conoscere e così ansioso di rinnovarle il proprio amore. Certo, la somiglianza è innegabile, ma mai Hunter si era dimostrato tanto attento e passionale. Eppure, ben presto l’unico desiderio di Lara sarà che quello straniero sia davvero suo marito.

Ed ora la parola alla giurata

Mi approccio a questo libro mentre attendo che arrivi l’ultimo Spin-Off della serie “Seducers” della Hunter pensando che Zia Lisa non delude mai e che quindi andrà tutto davvero bene.
Poi, tempo una ventina di pagine, lo spirito della Maionchi si impossessa di me ed io lo lascio fare perchè per me questo libro “è No”. Ma analizziamolo con ordine che altrimenti non si capisce nulla.

Lei, Larissa detta Lara.
Per due anni è stata sposata con Hunter,  il quale non solo non l’ha mai amata, ma abusava anche di lei. Arrivava la sera, se la scopava rigorosamente al buio e senza nessuna gentilezza e poi se ne andava. Nonostante queste ripetute inondazioni di sperma in vagina, lei non è mai rimasta gravida e si è quindi convinta di essere sterile.
Schiattato il marito diventa una sorta di beniamina degli orfani e degli oppressi, generando in me quell’astio e quella insofferenza che non mi abbandoneranno mai, nemmeno a libro finito.

Lui, Hunter, conte di Hawksworth.
Praticamente un coglione. Marito pessimo, con pessime amicizie, un’amante che tutti sanno esistere, e una considerazione della moglie pari a zero (l’ha anche definita una medusa). Va per mare e non torna. Poi torna e parte il trip “è lui o non è lui?”.
Si capisce immediatamente che NON può essere lui.
Primo gli somiglia ma non poi così tanto, secondo è l’esatto opposto del conte scomparso.
Buono, dolce, sessualmente attento, innamorato….tanto da annoiarmi a morte. Cioè…ma chi lo vuole uno così stucchevolmente devoto? Devoto al punto che lei decide tutto ma proprio tutto e lui zitto. E non se la scopa nemmeno perchè lei c’ha il trauma. E lui aspetta pazientemente.                  – Poschina preda della noia –

Fatto stà che ad un certo punto cominciano a sorgere dei dubbi sull’identità di quest’uomo che sembra il conte ma non sembra il conte, che è uguale ma non è uguale e il libro si trascina fino a quando, finalmente, lui non se la scopa con tutti i sacri crismi e lei si trasforma da “c’ho il trauma” a “dammi il tuo cazzo gigante”.

Poi però viene fuori che lui non è davvero lui e allora la nostra SantaMariaGorettiDiStaMinchiaLarissa vede bene di denunciarlo alle autorità. E lo denuncia nonostante lui si sia appena rivelato un “Fertilizer” della madonna perchè lei è ovviamente e incontestabilmente Gravida.
La Vacca è Gravida alla prima botta.
Cioè due anni con il marito e niente, una volta con lo sconosciuto e BOMBA!!!!!!

Lisa Zio Caro, che cazzo ti eri calata….il Peyote?

Poi spendiamo due minutini sulle incongruenze.
Prima mi fai due palle come due meloni con la storia che Hunter considerava la moglie una sorta di soprammobile fastidioso e poi viene fuori che lui ha scritto 450 diari particolareggiatissimi con ogni dettaglio della di lei vita e che teneva le sue lettere e la sua miniatura sul comodino…ma allora la detestava o non la detestava? Parliamone.

E vogliamo parlare anche della delirante spiegazione di come il nostro eroe è passato dall’essere un mercenario a fingersi conte?
Ecco…. una sera va a trovare il fratellastro per vedere com’è e scopre che è sposato, guarda la miniatura della moglie e se ne innamora, allora legge anche tutte le sue lettere e se ne innamora sempre di più al punto da voler prendere il posto del fratellastro quando muore pur di starle vicino (ovviamente anche il titolo, i soldi e le terre hanno un peso, ma principalmente lei). Quindi parte alla volta dell’Inghilterra per conoscere la donna che ama.

Ma che cazzo di disadattato sei? Ma io sarei fuggita da uno così!!!!!! Roba da Criminal Minds. Uno stalker chiaramente fuori controllo. Un pericolo pubblico e anche, lasciatemelo dire, uno sfigato cosmico.

Ma il bello deve ancora venire….
La mamma di Hunter compare giusto in tempo per spiegare alla nostra minchionissima Lara che Iddu è il fratellastro di Hunter, figlio del Vecchio Conte e dell’amante; da picculerrimo era stato sbattuto in India con una coppia di missionari e insinua che non ci sarebbe niente di male se tutti facessero finta di niente, Larissa e i suoi multiorgasmi, i fittavoli con la loro gioia, il personale della magione con un padrone decente.

E quindi?

Quindi finisce a tarallucci e vino.
Tutti felici, tutti contenti…. Tranne me.
Tranne me, tranne me, tranne me (da canticchiare)
Oltretutto, durante un amplesso, lei urla “Ti prego basta, non posso venire ancora”. Ma vai a cagare va!!!!!!
Ovviamente viene ancora la zoccola, inutile sottolinearlo.

In poche parole

E’ lui o non è lui? *cit.

Poschina

p.s. in mezzo troviamo il tempo per parlare della sorella di Lara maltrattata dal marito.
Ma anche no.

Per Vendetta o per Amore – Madeline Hunter

E’ un Romanzo Introvabile, o almeno così recita la copertina e allora io vi dico “Alzate il vostro culone flaccido dal divano e trovatelo perchè merita”.
Volevo scrivere una recensione di getto, ma ho preferito lasciar decantare un pochino le emozioni e poi la dura e cruda verità è che ho avuto un weekend impegnatissimo nel quale sono anche riuscita ad andare al mare dopo due anni e mezzo di assenza e dopo chili di focaccia e inalazioni di iodio ho le idee decisamente più chiare.

La Trama: Daniel St John ha un terribile passato alle spalle. Colpevole del disastro che ha distrutto la sua famiglia è Andrew Tyndale, di cui Daniel intende vendicarsi. Ma nella sua vita irrompe la giovane Diane, figlia di uno dei complici di Tyndale, che Daniel si era trovato a dover gestire fin da bambina, affidandola a un collegio. Adesso Diane è cresciuta e gli chiede aiuto per farsi strada nel mondo. Così lui la accoglie in casa sua, deciso a presentarla in società come una lontana cugina e a servirsi della sua bellezza per attirare Tyndale. Ma Daniel non ha fatto i conti con l’irresistibile fascino della ragazza…

Ed ora la parola alla giurata

Cercherò di non spoilerare più di quanto non faccia la trama, che secondo me dice un filino troppo.

Comunque ci troviamo di fronte ad un vero eroe tormentato e per gran parte del libro conosceremo solo l’odio profondo che cova e non la causa di tutta questa rabbia. Ed è per questo che a me è piaciuto assai, perchè non viene sviscerato immediatamente il busillisi, ma l’autrice ci tiene in sospeso dalla prima alla quart’ultima pagina (più o meno) in una specie di limbo dal quale intravediamo piccoli scorci di sole ma per lo più brancoliamo nel buio delle ipotesi.

Vi ricorda qualcuno?

Oltretutto Daniel è anche quello che da noi si definisce “un gran figo” e sappiamo per certo che parte dei suoi soldi li ha fatti donando la sua enorme verga a donne abbienti in cambio di finanziamenti di vario genere. E tutte noi sappiamo di poter riassumere questo passato nel mantra “Uno che Scopa Bene” e già questo basterebbe a farmelo amare, sognare, desiderare.

E questo è solo l’inizio perchè, finalmente, abbiamo di fronte un personaggio maschile complesso e interessante, che combatte in ogni modo l’attrazione per la giovane a lui affidata ma che non riesce a resisterle. Un uomo che vorrebbe non provare nulla perchè sarebbe più semplice mettere in pratica il piano di vendetta (sia chiaro che nonostante l’AMMMORE, il Sesso e tutto il resto lui vuole sempre e comunque vendicarsi; ad ogni costo).

Diane, dal canto suo è una giovane donzella che non sa niente del suo passato, pura di cuore senza essere Santamariagorettiana, ha come unico desiderio quello di ritrovare il suo passato per sentirsi parte di qualcosa.
Ovviamente è attratta da Daniel e altrettanto ovviamente gli si concederà senza alcuna remora ed è qui, proprio nella loro prima volta, che si vede quanto l’autrice sia brava perchè contrariamente al 500% dei romance in circolazione, non ci sono multiorgasmi e dichiarazioni svenevoli ma quello scontro tra volontà, sentimento e ragione che impediscono a Daniel e di conseguenza a Diane di “godere” del momento.

Daniel non vuole assolutamente perdere di vista il suo unico obiettivo: La Vendetta (e diosantissimo ha perfettamente ragione), mentre Diane che lo ama a prescindere, vuole solo donargli il suo amore. E non aspettatevi la solita prima volta con lui che di colpo apprende il “miracolo della vita” grazie a lei oppure i fuochi d’artificio rosa con confetti malva e quintali di frosting al burro ma piuttosto una bella, improvvisa doccia gelida.

Nonostante tutto però, quanto Daniel cova rabbia, frustrazione e sete di vendetta, tanto in Diane prosperano l’amore e l’accettazione dell’altro.

Ma che tenerezza e che puccismo direte voi.
Ed infatti per quanto mi riguarda l’unica nota dolente sono le ultime pagine un filino troppo “sole – cuore – amore”.
Ma gliele perdono tutte senza alcun problema e senza pentimenti, perchè il resto del libro funziona; funziona l’introspezione, funzionano le motivazioni di ciascun personaggio, funziona anche una certa lentezza narrativa. E tutto ciò solo grazie alla bravura dell’autrice che ci accompagna in una traversata nelle debolezze umane, con delicatezza e tatto e con tanta passione, che sia per la vendetta, per il sesso, per l’amore o, cosa più importante, per l’accettazione di un passato che nulla può cambiare.

Che poi è la stessa sensibilità che avevo già notato qui e che avevo amato con ogni atomo del mio corpo.

In poche parole

Un eroe romantico che scopa bene. Di più non si poteva chiedere.

Poschina

p.s. Ho già acquistato il cartaceo del resto della serie….ebbene sì, ce ne sono altri 4 che attendono le mie attenzioni.

Qui sotto la copertina della vecchia edizione. E mi sovviene l’antico mantra “più la copertina è merdosa, più il libro è bello”. Stavolta funziona.

El Triplete

Capita raramente, ma capita.
Avete presente quando imbroccate un libro più bello dell’altro al punto da chiedervi se sia il caso di fingersi malati e passare la giornata a letto a leggere?
Bello vero?
Non è questo il caso.
Ho appena centrato El Triplete de la Mierda.

Spoiler come non se ne vedevano da anni.

Prima mi sono imbattuta in questo:

che ho scelto perchè lei gli sta per fare un pompino ed ho pensato, erroneamente, che promettesse bene ed invece mi sono ritrovata per le mani un libro banale e noioso nel quale lui passa nel giro di mezza riga (nemmeno mezza pagina) da “Che due coglioni mi devo sposare a forza con sta rincoglionita vergine di ferro” a “Sera, sei la donna della mia vita andiamo avanti a scopare in eterno perchè dio solo sa quanto ti amo”.

Il tutto senza pathos, senza brividi, senza che a me sia venuta voglia di sostituirmi alla donzella di turno.

Donzella che ha una sad story….. il di lei promesso sposo viscido e con pancia prominente la costringeva a subire i suoi bisogni a base di vergate nella vagina e lei, giustamente, ne è rimasta traumatizzata.

Talmente traumatizzata che dopo 20 minuti che conosce il nuovo promesso sposo è già pronta a tirarglielo fuori dai pantaloni e a succhiarlo per ore, ore ed ore, se non fosse che lui preferisce sbatterglielo dentro e quindi, caro  il mio vecchio pompino con ingoio, ti tocca aspettare.
Seraphina quindi si gode il sesso ma continua a ripetere che lei vuole andare a vivere da sola perchè non vuole dipendere da un uomo e bla….bla…bla……

Gatta morta che non sei altro, lo sappiamo tutti che alla fin della fiera resterai con il bel Duca che ti scopa benissimo e sfornerai una nidiata di bambini che non dormiranno mai la notte, ma a te non fregherà un cazzo perchè avrai 8 bambinaie e 9 cameriere personali.

Vaffanculovà.

Voto? 3
non l’ho nemmeno finito e lo dico con orgoglio.

Poi, temeraria, ho provato con questo:

e qui, onestamente mi è andata piuttosto bene perchè il libro non fa cagare ma mi ha ricordato in modo imbarazzante “L’ultimo Libertino” della Chase con meno passione, meno brio e meno interesse da parte della sottoscritta.

La storia è questa, ma noi la scopriremo solo ben oltre la metà del libro:

La giovanissima Antonia, rampolla di famiglia molto perbene, anzi…..perbenissima, si concede al bello di turno e fugge con lui che le promette il matrimonio. Viene fuori che invece è già sposato e il di lei padre si incazza, la disereda, la sbatte fuori di casa e la molla da sola come una cozza in Italia.
Quando la conosciamo fa da chaperon alla cugina fighissima e si veste di merda sperando di sembrare vecchia e brutta.

Nicholas è armato da sete di vendetta e avvicina la cessona solo per riuscire ad arrivare alla sua protetta, ma dopo un nanosecondo che la guarda nota che in realtà non è vecchia e non è cessa e il suo membro gli va in tiro che non ti dico e alla fine dopo una corte spietata se la scopa manco fossero 20 anni che non vede una donna e lei invece di scandalizzarsi se la gode alla grande.

E da questo apprendiamo due cose:
primo….lei sa godersi davvero la vita;
secondo… finirà a confetti e gravidanze.

Però….però….però….niente GI.
Non mancano di farci sapere che lei avrà un figlio, ma non così, per un amplesso veloce nel gazebo  ma dopo innumerevoli notti a base di vergate e spargimenti di sperma in vagine orgasmanti. Quindi, pur non vedendo l’esigenza di dovercelo a tutti costi far sapere, ci stà.

Ora, non è che sia un brutto libro ma piuttosto un po’ raffazzonato.
Un vorrei ma non posso che comunque si prende una quasi sufficienza perchè si lascia leggere senza troppi smadonnamenti ma gli mancano quell’Appeal  e quel brio nei dialoghi che caratterizzavano il libro della Chase. Però il sei pieno NO, perchè io pretendo la fotta di leggere, pretendo di smaniare per tutte le ore di lavoro in attesa del viaggio di ritorno nel quale mi spiattellerò in treno a leggere e qui, questa attesa spasmodica, non c’è stata.

Voto: 5,5

Ma veniamo a LUI.

Due palle.
E con questa dichiarazione potrei chiudere tutto e andare a casa.
Ma anche no, prima voglio sparlarne un pochino.

Non ho nulla contro la fantasia ma qui, qui c’è troppo di tutto e questo tutto è pure gestito male.
Charis è riccherrima, bellerrima e pestata a sangue.
Gideon la trova nella stalla di una locanda e la raccatta per proteggerla.
Ma lui ha davvero una Sad Story con i fiocchi e il suo disturbo post traumatico da stress lo porta a non sopportare il contatto fisico con altri esseri umani.

Povero cristo, non sa ancora che si è trascinato in casa una con la Sindrome da Crocerossina a Mille che si è innamorata di lui a prima vista e che se lo vuole fare a tutti i costi.
Ed infatti.

Lui la vuole, lei lo vuole ma lui non sopporta il contatto fisico e allora, che si fa? La nostra novella psicoterapeuta escogita un metodo infallibile:
Mi piazzo nuda davanti a lui, poi mi piego a 90, poi mi titillo i capezzoli, mi sgrilletto, mi penetro con l’attizzatoio finchè lui perde letteralmente il controllo e mi monta come fossi una Real Doll dimenticandosi il disgusto per il contatto fisico.

Funziona.

Poi lui si pente ogni cazzo di volta, ma intanto la monta come non ci fosse un domani e lei, pur non godendo per niente, è contenta perchè almeno il loro non è un matrimonio di facciata.
State tranquilli che poi l’orgasmo arriva anche per lei, perchè siamo sempre e comunque in un Romance e nei romance la donna viene sempre e comunque.

E questo non è il peggio, perchè ancora devono arrivare i fratelli di Charis (che l’avevano quasi ammazzata per rubarle l’eredità) e deve avvenire un rocambolesco quanto irreale quanto insopportabile quanto noioso rapimento con liberazione finale e dichiarazione d’amore tra verghe turgide e vagine grondanti.

Orribile.
Uno dei libri più brutti che abbia mai letto.

p.s. dopo aver letto cosa ha provocato a Gideon l’avversione per il contatto fisico la sua guarigione a suon di vergate suona ancora più fastidiosa e assurda.

Voto: 2

Vabbè….andrà meglio la prossima volta, si spera.

In poche parole

Dei tre, non mi sarei fatta infiocinare da nessuno e questo la dice lunga.

Poschina

Ti Amo ma non Posso – Cecile Bertod

Eccola, La Stronza.
Che poi sarei io. Cioè la Me Medesima quando legge questi libri destinati proprio al mio Sesso e alla mia specie.
Perchè questi sono libri per donne scritti da donne che conoscono, o dovrebbero, le donne.
Ma io mi alzo, spolvero via le briciole dei taralli che mi si sono fermate sulle tette e dico “No, Grazie”, poi mi risiedo e continuo a mangiare taralli perchè ormai ne sono dipendente.

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La Trama: Sam lavora da quattro anni al «Chronicle» e, dal primo momento in cui l’ha incontrato, è segretamente innamorata di Dave, il vicedirettore del giornale. Nonostante faccia qualsiasi cosa per essere notata, non sembra avere speranze: è timida, insicura e un po’ troppo in carne, mentre Dave ama il lusso, le modelle e ai sentimenti preferisce i flirt di una sera. Quando lo vede in TV accanto a una donna bellissima, Sam si rende conto che non può continuare a sprecare il proprio tempo dietro a un sogno irrealizzabile. Basta con Dave!

Ed ora la parola alla giurata – solo spoiler e lamentele

Sapete da cosa mi accorgo che ancora oggi la Donna è considerata inferiore all’uomo? Dai titoli dei libri per donne. Seriously? Ti amo ma non posso, Amami anche se non vuoi, Non mi piaci ma ti amo…… e potrei andare avanti ore. Ma Zio Cane !!!! E’ inaccettabile. Nemmeno “Cioè” arriva a questi picchi di infantilismo, nemmeno mia nipote di 7 anni ad essere onesti e quindi perchè? perchè? perchè?

E lo dico dopo averne comprato uno, il che rende un po’ meno credibile tutta la mia indignazione….onestamente però, devo ammettere che di solito evito questi libri come la peste ma poi ultimamente mi sentivo Snobbissima e allora mi sono detta “ma si, dai… guarda quante recensioni positivissime. Smetti di fare la figa di legno e leggi”. Ed è così che mi sono ritrovata tra le mani questo concentrato di seghe mentali.

Primo. Se queste sono le autrici che piacciono e che vengono considerate bravissime e divertentissime io pretendo che Amabile Giusti e Nina Pennacchi vengano immediatamente insignite del Pulitzer perchè loro sì che scrivono bene, loro sì che hanno qualcosa da dire.

Ma passiamo a noi.

La nostra Sam fa da galoppina per una delle più prestigiose testate giornalistiche americane, è giovane, caruccia ma si ritiene grassa.
Si descrive come una specie di botte e poi viene fuori che basta che indossi un vestito che le strizza le tette e due superfighi se la contendono a morte, manco fossero due beagle alla vista di un osso di pollo. Quindi evidentemente è la classica ragazza taglia 44, alta uno e settanta  che passa il tempo strizzando i coglioni alla gente menandosela perchè non è Kate Moss ma che adeguatamente imbellettata è una specie di Monica Bellucci.

Ma questo sarebbe sempre e comunque il meno.

La cosa che mi irrita oltre ogni fottuta possibilità di recupero credibilità per questa autrice (in realtà scoprirò a lettura finita di aver letto tempo fa un suo libro che non mi era dispiaciuto affatto e di averne uno ancora da iniziare in libreria da un paio d’anni) è la perenne insicurezza ai limiti del patologico di questa donna. Per farmi capire lei finisce ad una serata di gala tacchinata da un figo da paura che, chiaramente, ha anche i soldi, il quale ci prova spudoratamente. Ma tanto spudoratamente da non lasciare dubbi. Roba del tipo “Ti succhierei tutta dalla testa ai piedi” e lei invece di reagire o indignandosi o, come farebbe chiunque dotato di un po’ di cervello, dandogliela a tempo zero, si incazza perchè pensa che lui la prenda per il culo.

E andrebbe anche bene, lei cretina che resta da sola a mangiare latte, cereali e nutella tutta la vita.

Invece no, il gran figo la insegue, insiste, la coccola, la bacia, si struscia e via dicendo perchè…..credici….. è proprio così che vanno le cose, tu botti via l’occasione e lei ti insegue.
Quindi donne, seguite tutte le indicazioni di questa autrice e siate completamente sceme; quando David Gandy vi struscerà l’uccello addosso voi dovrete scappare insultandolo e insistendo di lasciarvi stare e di smetterla di prendervi in giro, state certe che lui vi inseguirà  e passerà i tre mesi successivi cercando, infruttuosamente, di portarvi a letto e alla fine se ne andrà con la coda tra le gambe e il cazzo di amianto promettendovi che resterà sempre e costantemente in attesa di un vostro segno per il resto della sua vita. Contateci pure, sceme di tutto il mondo.

Mavaffanculovà!!!

Che poi…..ok l’insicurezza. Siamo tutte un po’ insicure. Tutte ci vorremmo perfette. Ma qui non si tratta di insicurezza, qui è patologia. Dai….una innamorata del suo capo che lo fotografa mentre mangia, che si fa trattare come una schiava e che fa la preziosa quando un figo da paura le sbava chiaramente dietro.

E lui?
Quello di cui io dovrei teoricamente innamorarmi?
Lui è uno scopatore seriale di donne magre, costretto dal suo capo a restare in astinenza per tre mesi (non sto qui a sprecare inchiostro virtuale per spiegarvi il perchè) e quindi decide di farsi aiutare nel lavoro da quel paracarro di Sam, che oltre ad essere insignificante, è anche contenta di fare straordinari gratis e di obbedire a tutte le sue richieste.

Però Sam nel contempo ha deciso di vestirsi come una qualsiasi donna, di pettinarsi e di truccarsi e allora lui si trova ad avere a che fare con Monica Bellucci e l’uccello gli va costantemente in tiro  e lo sappiamo tutti che lavorare così diventa una tortura.

Non solo, perchè il bello del bello del bello è che per tipo 5 volte lui la sbatte al muro, la sditalina, la succhia come una caramella Rossana e poi la molla lì, mezza orgasmante all’urlo di “No, No, No, non devo”.

Uno così tenetevelo.
Ve lo regalo e vi do anche una scatola di goldoni così evitate accuratamente di riprodurvi perchè da una cretina e un idiota non può uscire nulla di buono.

Ah….beh…..certo….ovviamente lui la AMA. Non è che se la vuole solo fare o che vuole uscire con lei per vedere come va. No. Lui la AMA. Ieri era un paracarro, oggi la donna della sua vita.

Ok, lo so, sono davvero incattivita ma non è accettabile che le donne del millennio in corso vengano sempre e solo dipinte come insicure, fragili, goffe fino all’inverosimile, incapaci di gestire la loro vita sessuale/amorosa in modo maturo, tonte (perchè solo una tonta non si sarebbe accorta che Al se la voleva portare a letto), masochiste sul lavoro, dipendenti dal maschio alfa [in questo caso due, uno alfacomprensivo e l’altro alfaprepotente ma cmq. sempre quell’immagine di maschio arrivato, ricco e che “Non deve chiedere mai” salvo poi trovarsi ad implorare una vagina che manco fosse d’oro]. Il maschio che ti salva, ti afferma come donna, ti fa sentire “arrivata e accettata” perchè senza di lui sei e resterai sempre una donna a metà.

Beh, scusa ma io sono intera anche da sola.

Errore mio, che ho provato ad immergermi nel romance moderno ignorando tutti i segnali dell’apocalisse letteraria che erano chiaramente palesati da titolo e copertina.  Che poi qui non posso nemmeno dare la colpa ad una pessima traduzione, come fu per il divertentissimo (in lingua originale) Wallbanger, diventato banalissimo dopo una pessima traduzione.

In poche parole

Io uno che prima mi sditalina, mi ciuccia, mi eccita e poi si allontana urlando “No, No, Non posso”, lo eviro prima ancora che possa finire la frase. No – No cosa, idiota?

Poschina

Ingannare un Duca – Meredith Duran

Febbraio sta finendo ed io sono pervasa da una stanchezza cosmica, una stanchezza che mi fa crollare la sera sul divano come uno Slimer lasciato troppo tempo senza cibo, una stanchezza che mi fa ingozzare di Nutella e Viennetta, di tortelli alla crema, una stanchezza che mi toglie la voglia di fare tutto quando sono invece costretta e fare tutto.
La legge di compensazione però viene in mio aiuto ed ecco che trovo un libro piacevole da leggere, un libro che nella prima parte mi ha fatta quasi orgasmare di aspettativa, un libro che è una specie di coito interrotto ma non di quelli che ti lasciano incazzata come una biscia sotto un temporale ma piuttosto come quelli che ti lasciano colmo di godimento ma privo di climax.
Che libro è?
Questo.

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La Trama: La vita di Olivia Holladay è in pericolo ormai da troppo tempo. L’unica possibilità che le rimane è quella di fingersi una governante e introdursi in casa del famigerato duca di Marwick per recuperare alcuni preziosi documenti e garantirsi così la libertà. Il duca, Alastair de Grey, astro nascente della politica inglese, ha scoperto di essere stato tradito da tutti coloro che lo circondano, e per questo si è ritirato a vita privata. Quando Olivia entrerà nella sua casa, però, niente sarà più come prima… La passione risveglierà il suo desiderio di vendetta e, tra sotterfugi e inganni, la verità verrà finalmente svelata.

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler

Non vi ho detto che sono stanca per ammorbarvi con i miei inutili problemi psicofisici ma per prepararvi ad una recensione che verrà fuori così, senza nemmeno essere riletta prima di schiacciare il tasto “pubblica” perchè sarebbe troppo sbatti e non ho alcuna intenzione di sbattermi.

Primo: la copertina. Benchè io preferisca di gran lunga i mori, beh, questo biondo ci sta. Ci sta anche perchè in effetti il nostro Alastair è biondo, anzi biondissimo, anzi, più biondo del biondo e quindi, per la prima volta, siamo di fronte ad una bella copertina che avvolge un buon romance. Miracolo?

Di questa autrice avevo già letto “A lezione d’amore”, che mi era piaciuto assai poi boh, non so perchè ma non ero andata oltre, forse al momento in e-book era presente solo quel libro della serie o forse io ero già in preda ai primi segni dell’Alzheimer…chi lo sa? E soprattutto….chi se ne frega.

Mi capita tra le mani questa storia che ha ben due chiavi di lettura:
quella semplice: lui gran figo e gran ricco con sad story alle spalle, lei gran povera, classica figa mascherata da cesso con sad story alle spalle si incontrano e si detestano, salvo poi scoprire di amarsi di quell’AMMMMORE che tutte noi sogniamo nell’intimo della nostra cameretta mentre stringiamo il cuscino e lo bagniamo di caldissime e salatissime lacrime;
quella complicata: lui, il nostro Alastair, è un uomo ferito, distrutto e al limite di quella che sembra una follia senza ritorno. Tradito dalla moglie e soprattutto da se stesso, si chiude in casa a rimuginare. E dio solo sa quanto rimuginare chiusi in casa faccia malissimo (lo dico con cognizione di causa perchè “rimuginare a vuoto” sarebbe stato il mio nome indiano se fossi nata in una tribù Apache). Più che dal tradimento della moglie in se, è deluso da se stesso perchè il suo enorme, spropositatissimo superego non comprende come abbia potuto essere così stupido di fidarsi della ex mogliettina (ora comodamente defunta. Comodamente per la trama intendo, perchè sia mai che si divorzi e ci si risposi).

Quindi passa il tempo chiuso in camera in mezzo a sporcizia e libri rari, intento a filosofeggiare su quanto sia facile uccidere qualcuno. Lui filosofeggia perchè oltre ad essere il David Gandy biondo che molte di noi sognano, è anche intelligentissimo, profondo, sensibile, geniale e politico di altissimo livello.
Stà lì, nella sua cameretta buia finchè non compare lei. La sua nuova governante.

Idda è Olivia. Giovanissima non rampolla della Buona Società, ma ragazza con passato triste e oscuro che si intrufola nella di lui casa solo per derubarlo. Però sfiga, o fortuna vuole, che si trovi ad aver a che fare con un padrone che sembra completamente folle ed una servitù allo sbando. Per giunta, quello che lei dovrebbe rubare, è chiuso in camera con il padrone pazzo. Cosa fare dunque? Rinunciare o insistere per farlo uscire dalla camera?
Spoiler: sceglierà la seconda ipotesi.
Inutile sottolineare che lei è sì una ladra, ma spinta da un più che nobile proposito.

Fin qui tutto ok, se non fosse che spolvera a destra, spolvera a sinistra, si trova a leggere alcuni trattati del padrone pazzo e scopre che non solo non è pazzo ma che è geniale e rivoluzionario e a questo punto è tardi per tutto perchè lui le ha scopato il cervello e quando un uomo ti scopa il cervello il passo che lo separa dallo scoparti la vagina è più che breve.

Comincia quindi un rapporto ai limiti della sociopatia tra i nostri eroi che culmina con un bacio. Fino a qui il meglio del libro, inverosimile fino all’osso ma coinvolgente e scritto davvero bene.

Purtroppo quando l’amore si palesa la storia si ammorbidisce un filino troppo ma avercene, avercene davvero di sbobba simile.

Che dire? Lo consiglio vivamente.
Prendetevi un pomeriggio di tranquillità, mollate i vostri uomini in sala a guardare le partite e mettetevi a letto, sulla vostra poltrona preferita, in giardino, nella vasca………preparatevi una cioccolata calda, aggiungete panna montata e leggete. Vi assicuro che è una meraviglia.

P.s.
Le parti migliori sono quelle in cui lei cerca di farlo uscire dalla camera e lui si imbestialisce ogni secondo di più, è in quei momenti concitati che io mi sarei fatta sbattere volentieri, quando era incazzato come una furia.

In poche parole

Scopatori di cervelli, alla carica.

Poschina