Un Mascalzone senza pari – Virginia Dellamore



Approdo a questo libro per caso, dopo che per ore ho cercato qualcosa da leggere nella libreria del Kindle e attratta da una trama interessante e che mi promette un bel bastardo da sognare nelle ore che intercorrono tra un risveglio e l’altro.

La Trama: Londra. 1812. Lord Lancelot Devon – una canaglia come pochi, ormai quasi sul lastrico – si trova dinanzi a un terribile bivio: finire sommerso dai debiti o trovare una moglie ricca. La sua avversione nei confronti del vincolo matrimoniale è tale che quasi preferirebbe la prigione. Tuttavia, persuaso dalla sua amica Cassie, una prostituta dallo spirito materno, decide di andare a caccia della signorina più danarosa fra le molte debuttanti della Stagione.
La sua attenzione si focalizza subito su Miss Mary Daniell, la figlia di un mercante arricchito, con una dote favolosa e una rendita altrettanto allettante.

Ed ora la parola alla giurata

Non so bene se il mio non apprezzare questo libro sia dovuto all’anzianity che avanza inesorabile oppure proprio all’esasperazione dell’autrice della bastardaggine di Devon.
Io adoro i personaggi maschili spietati, freddi, calcolatori, apparentemente bestiali. Mi piacciono gli scatti d’ira, la violenza a stento trattenuta e tutte quelle piccole macchinazioni cattive che rendono un uomo la parte peggiore della metà della mela, ma ho anche dei limiti psicologici che non vengono superati nemmeno da David Gandy, nudo nel mio letto, con il cazzo in tiro e l’espressione di uno che ha intenzioni di castigarmi per ore e farmi svenire a suon di multiorgasmi.

E quei limiti in questo caso sono tutti legati all’accanirsi contro l’aspetto fisico di Mary.
Cioè tu puoi anche dirmi che non sono bellissima, è un’evidenza; che non sono magra, un’altra evidenza; che non sono Heidi Klum, e ridaje con l’evidenza. Ma….

Ma non puoi continuare per l’80 per cento del libro a dirmi che sono un cesso mostruoso, che ti faccio schifo, che il tuo non tanto regale uccello non si rizzerebbe nemmeno e che scoparmi sarebbe una fatica immane che tutto sommato non hai nemmeno tanta voglia di fare.

Non puoi perchè non te lo permetto. Non esiste. Potresti essere Jason Momoa e ti manderei affanculo lo stesso.

E questo atteggiamento è talmente presente da non essere sorvolabile. Non puoi passarci sopra perchè è presente in una pagina su 3 e nonostante venga in parte giustificato dalla sua Sad Story (o meglio Mary lo giustifica perchè lui poverino ha avuto un’infanzia di merda e bla….bla…bla….), è davvero troppo; se i battibecchi iniziali tra Mary e Devon sono divertenti dopo un po’ risultano ripetitivi e insopportabili e più che farmi innamorare di Lancelot mi spingono a provare per lui lo stesso slancio d’amore che provo per le scutigere quando le sorprendo ad attraversare il mio salotto.

Ed è un peccato perchè il libro è scritto bene, in italiano corretto, in modo intelligente e interessante. Anche se….onestamente parlando , dopo che mi viene esplicato più volte che lui scopa come nessuno mai almeno un assaggio della verga turgida lo avrei anche voluto…così, per saggiarne quantomeno le dimensioni.

E invece “ciccia”. Mi attacco.

Per quanto riguarda la psicologia dei personaggi ammettiamo senza vergogna di aver fatto centro. Entrambi infatti progrediscono, crescono, cambiano, si smussano e via dicendo e il modo in cui Devon si rende conto di essere sempre più attratto dalla moglie è “in character”.
In pratica niente bidimensionalità spiccia che tanto mi irrita. Anche se…..
… ovviamente….
…trattandosi di un Romance “Sole – cuore – Ammmmoooore”….

BBBBBBBBBOOOOOOOOOOOMMMMMMMMBBBBBBBAAAAAAA!!!

Abbiamo due copule di numero.
Due.
Signore e signori ascoltate attentamente….
Due copule.
Prima copula: viene applicata la rinomatissima tattica del Salto della Quaglia.
Seconda copula: viene applicato il fastidiosissimo espediente comodo dell’inondazione spermatozoica della vagina con conseguente ovvia ed irritante GI (indesiderata da entrambi ma poi voluta da tutti tranne che da me) che porterà alla nascita di un bellissimo MASCHIO. Perchè le femmine, si sa, le fanno solo gli sfigati. O le prostitute che copulano con i pittori.

Alla fine grondano miele, zucchero e cake pops alla fragola ed io rimango lì, senza nemmeno la soddisfazione di aver letto scene di sesso scabroso e sporco e nemmeno noioso e banale. Resto da sola a riflettere e ad attendere le uscite Harper Collins di Luglio, mancano ancora 9 giorni e spero che l’attesa ne valga la pena.

In poche parole

“Cessa di merda” lo dici a tua madre.

Poschina

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Il Mistero del Lago – Elizabeth Thornton

Bene, bene, bene.
Era ora.
Ho beccato, finalmente, un libro che mi ha fatto passare dei momenti piacevoli e rilassanti durante questa atroce seconda ondata di caldo lombarda e voglio condividere con voi queste sensazioni.
Purtroppo però il tempo scarseggia quindi vi beccate una recensione raffazzonata e piuttosto insolita, figlia del buttare su carta quello che mi passa per la testa senza ragionarci troppo.

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La Trama: Con il suo innegabile fascino, Ross Trevenan è l’uomo più bello che Tessa Lorimer abbia mai incontrato. Ma cinque minuti in sua compagnia la convincono che sia anche il più arrogante e irritante. Così è per lei una vera sorpresa scoprire le intenzioni di Ross: non solo la scorterà da Parigi fino in Inghilterra, ma ha anche giurato di proteggerla in ogni modo. A costo di sposarla. E ritrovarsi come marito quell’affascinante guardia del corpo è di certo la situazione più assurda e intrigante che Tessa potesse mai immaginare di vivere. Ma lei non sospetta di avere la chiave di un mistero per cui Ross sarebbe disposto a vendere la sua stessa anima. E forse anche il suo cuore… 

Ed ora la parola alla giurata – versione Spoiler Free

Tessa è una ragazza che io trovo insopportabile (quantomeno nella prima parte del libro) nonché bellissima. Vive in Francia con il nonno che la tratta come una piccola principessa sfortunata perché Lei ha un triste passato alle spalle.
Ross è un uomo bellissimo, ricchissimo e soprattutto biondissimo ed infatti, come potete vedere dalla foto, in copertina campeggia l’immagine di un uomo moro e per giunta di una bruttezza indecente. Anche lui ha una storia tristissima alle spalle e di lavoro fa “quello che si deve occupare di malavoglia della piccola, fastidiosa, viziata, bellissima Tessa.

Lei deve essere protetta perché un pazzo omicida la vuole far fuori.

Il resto è, come si suol dire, storia.

Ed ora la parola alla giurata – versione Spoilerosa

Tessa è una bellissima ragazza che è stata dotata anche di un’intelligenza viva oltre che di un carattere piuttosto difficile. Vive in Francia con il nonno malato e sul punto di schiattare e l’insopportabile di lui segretario; tale Ross., un uomo bellissimo, con un corpo stupendo con il quale lei non riesce proprio ad andare d’accordo perché lui non perde occasione di rimproverarla e di farle notare che è una bambinetta viziata.

E noi che siamo donne ormai di una certa esperienza, capiamo al volo che questa acredine non è altro che desiderio sessuale latente, pronto solo per esplodere in mille orgasmi e gravidanze indesiderate.

Quello che noi sappiamo, a differenza della povera, ignara Tess, è che Ross in realtà non è l’americano che dice di essere, ma un Lord Inglese venuto a raccattarla per portarla in Inghilterra ed usarla come esca per catturare lo stronzo omicida che gli ha ammazzato la giovane, docile, imperturbabile mogliettina gravida.

Perché la poco remissiva Tess, nasconde un segreto. Anni addietro è stat testimone di un omicidio, esattamente come l’ex adorata moglie di Ross e altre tre ragazze, ed ora, l’assassino, è tornato per ammazzare le testimoni. Il bello è che TUTTI sanno cosa sta succedendo, tranne Tess. TUTTI quello che lei crede amici disinteressati, stanno complottando per farle ricordare i drammatici momenti di quella notte al solo scopo di vendicare la tanto adorata Cassie (che a me sta sul cazzo in modo indicibile nonostante compaia solo nelle prime due pagine e poi venga solo nominata o descritta dagli altri).

Però ovviamente poi succede che lui è bello e ricco, lei è bella e ricca e, inutile dirlo, finiscono sposati con un pretesto ridicolo e si danno alla pazza gioia scopazzando ininterrottamente. E lei, cosa che non succede mai, passa da verginella inesperta a pornostar di altissimo livello nel giro di uno sverginamento e un paio di palpatine esperte.

L’idillio è però destinato a durare poco perché la povera Tess si rende conto piuttosto bruscamente che il carissimo, morigeratissimo, intelligentissimo Ross è ancora legato alla defunta adorata, santissima moglie e che il suo cuore non potrà mai essere libero di amarla incondizionatamente come lei desidererebbe tanterrimo.

Si fa convincere a sperimentare una sorta di terapia guaritrice che consiste nel ricreare le condizioni della notte del delitto per farle ricordare cosa è effettivamente successo. Il piano funziona a meraviglia, MA i nostri eroi rischiano lo stesso la pellaccia e Tess prende coscienza di quel piccolo, piccolissimo dettaglio che le sfuggiva: TUTTI le hanno sempre mentito e l’unico motivo per il quale le stavano intorno era trovare l’assassino della dolcissima, mielosissima, gravidissima Cassie.

Ed è qui che il personaggio di Tess tira fuori il meglio del meglio, quando perde finalmente le staffe ed insulta TUTTI quelli che credeva amici e che si sono rivelati essere degli stronzissimi impostori che la usavano per i loro sordidissimi scopi. Alla fine dello sfogo se ne va in una delle magioni del marito a riflettere sul suo futuro.

Parliamone:
Se lei alla fine se ne fosse andata mollando tutto e tutti, marito compreso, sarebbe stato il Libro dei Libri. Invece purtroppo siamo in un Romance classico e quindi bisogna che tutto finisca bene. Ross a raggiunge nella magione isolata e le dichiara eterno amore e lei gli si butta sul corpo come una iena sulla carcassa di una gazzella.

Tutto è bene quel che finisce bene. E tutto il bene che finisce bene è raccontato altrettanto bene, la storia del pazzo omicida che vuole eliminare le testimoni è sufficientemente realistica da non far smadonnare il lettore in turcomanno, l’attrazione sessuale tra Tess e Ross è palpabile ed intrigante, i personaggi di contorno funzionano e mi sono anche affezionata moltissimo alla nonna. Go Nonnetta, Go!!!!!!

Era tempo che un libro non mi obbligava a leggere in continuazione. Non è certo il miglior romance sulla piazza ma per passare un pomeriggio in piacevole compagnia va più che bene. Poi certo, Ross non mi è entrato nelle mutande, non mi sono sciolta durante le scene di sesso, non ho sospirato come una quindicenne alla prima cotta, ma per quello ho tantissimi libri che posso rileggere quando voglio.

Lo consiglio?
Decisamente. E’ piacevole, scorrevole, tutto sommato intrigante e non annoia mai. Cosa volete di più in questo periodo di magra?

In poche parole

Non sarà zia Agatha ma si difende bene, Non sarà Lord Dain ma mi posso accontentare, Non sarà il miglior romance del secolo ma rispetto a “Lammerda” che ho trovato ultimamente….avercene !!!!

Poschina

Il Listone – Dicembre 2014

Ebbene uomini, donne, bambini e animali, anche il 2014 è stato finalmente archiviato. Sì, lo so che un giorno riderò di tutto questo, so che ci sarà il fatidico momento nel quale guarderò al mio passato e mentre accarezzerò Sauron placidamente addormentato sulle mie ginocchia, sorriderò all’idea di questo blog e del perchè l’ho cominciato e di quante minchiate sono riuscita a scrivere nonostante l’impegno dei miei professori per farmi diventare una persona seria/normale/affidabile.

Arriverà quel momento, ma non è ora.
Ora è il tempo della recriminazione.
Sono di nuovo bloccata.
Sto leggendo “La Seduzione di un Gentiluomo” e sono ferma, bloccata, inchiodata, anche un po’ adirata perchè figazza santa, non è possibile che mi blocchi così, in questo modo infame…. però insisto, secondo me devo superare l’inizio….ditemi che poi migliora perchè al momento non ho sentito nulla….nessuna sollecitazione interna atta a farmi capire che questo libro possa donarmi porcherrime soddisfazioni. Nada. Una tristezza infinita.

Ma non vi assillo oltre…. ecco a voi le mie letture dicembrine:

– Il Duca e l’Istitutrice _ Jaqueline Navin   3,5
– I Silenzi del Marchese _ Alyssa Everett   5 meno
– Bastardo Numero Uno _ Janet Evanovich   7,5
– In cattività – La Seduzione del Male _ Miss Black  7,5
– Il Cancelliere e la Ballerina _ Miss Black  6
– Un Amore Straordinario _ Jill Barnett  4,5
– Le Virtù di un Libertino _ Anna Campbell   7
– I Capolavori _ Agatha Christie   10
– Buona Maestra _ Aldo Grasso  7,5
– Mondi Seriali _ Maria Pa Pozzato e Giorgio Grignaffini  7
– Il Ladro di Merendine _ Andrea Camilleri   8,5
– Ai Confini della Realtà – Cinquant’anni di Telefilm Americani _ Diego Del Pozzo   8

Siamo nel 2015.
In questi giorni di ferie mi sto letteralmente drogando di “Gambero Rosso Channel” e ho una voglia di cucinare pazzesca, poi però non concludo perchè ovviamente vengo colta da terrificanti attacchi di pigrizia. Che poi è il mio secondo nome.

Però ieri sera ho fatto la pizza. E in settimana giuro che faccio i muffin con i nuovi pirottini sicuramente cancerogeni che ho comprato dai cinesi e che sono così carini da farmi strippare ogni sacrosanta volta che li guardo.

Intanto che attendo di svegliarmi dal torpore vi auguro uno sfavillante 2015 ricco di ciò che volete, che siano cazzi giganti, amore romantico, cattiveria, morte o distruzione. Vi raccomando di essere sanamente egoisti, di pensare a voi stessi, di divertirvi, di fare tanto sesso, di non sbattervi troppo sul lavoro a meno che non sia il lavoro dei vostri sogni e di essere gioiosamente cattivi.

Sì, vi auguro con il cuore un 2015 di cattiveria pura.
La cattiveria è sottostimata.

Poschina

Il Listone – Novembre 2014

Ho scritto poco questo mese.
Potrei accampare scuse di ogni genere ma preferisco essere sincera.
Ho avuto un mese di merda sia lavorativamente che a livello personale. Problemi di salute vari, nuovi lavori incalzanti, umore altalenante, scazzo generale…. si, insomma… non certo il miglior Novembre della mia vita.
Quando sono in questi periodi caotici mi scatta l’insofferenza letteraria.

Da metà mese in poi non sono riuscita a farmi piacere quasi nulla di quello che compravo/scaricavo, ho una decina di libri incominciati e non finiti, odiati istintivamente e irrazionalmente. In parte è colpa loro; non è che fossero poi cos’ originali, in parte è colpa del mio mood che ha influenzato tutto ciò che mi circondava.

Ho quindi puntato le mie energie su libri che avevo letto molto tempo fa e che mi erano piaciuti. Li ho riletti e mi hanno riequilibrato il mondo interiore ed ora sono pronta per gettarmi a capofitto nelle letture di Dicembre, mese che amo e detesto con uguale convinzione.

Bando alle ciance, ecco a voi le mie letture e riletture novembrine:

– Oscuri Abissi di Piacere _ Miss Black   5,5
– Solo con il tuo Amore _ Lisa Kleypas  6,5
– Gli Amanti dello Scandalo _ Robin Schone   9
– Sposare uno Sconosciuto _ Lisa Kleypas   7
Più di un Desiderio _ Jess Michaels   5
– Desiderio Ribelle _ Julie Garewood  5
– Risveglio di Passioni _ Mary Balogh   6,5
– Sono io che me ne Vado _ Violetta Bellocchio  7,5
– Il Principe delle Maree _ Pat Conroy  7,5
– Miss Marple al Bertram Hotel _ Agatha Christie  7
– Amore ta i Polli _ P.G. Wodehouse  8
– Il Giorno in cui mia Figlia Impazzì _ Michael Greenberg  7,5

Ho appena aperto il kindle sulla prima pagina di “Il Duca e l’Istitutrice” sperando che mi possa dare porchissime soddisfazioni o grasse irritazioni da poter poi riversare su questo blog.
La bestiaccia pelosa cerca continuamente di impedirmi di portare a termine questo post, mettendo il suo testone sulla tastiera e schiacciando tasti a caso. Povero cicci…. pretende coccole.

Ma secondo voi, quest’anno, nevicherà?

Poschina

Il Meglio di Me – Nicholas Sparks

Non avevo mai letto nulla di questo autore perchè da adolescente incappai nel film “Le parole che non ti ho detto” e ne rimasi talmente impressionata da avere incontrollabili conati di vomito ancora oggi al solo pensiero.

D’altro canto, ho sempre sentito parlare non bene, ma strabene, dei libri di questo autore. Ricordo fin troppo lucidamente le strabilianti recensioni che un mio vecchio amico etero faceva dei suoi libri così pieni d’Ammmmore, di Sentimmmmenti e di Passssssione che si chiedeva come mai io restassi immune alla tentazione di leggerli.

Beh, ora che ho ceduto mi tocca ammettere che il mio istinto è fottutissimamente infallibile.
A pagina 18 stavo già bestemmiando.

ilmegliodime

La Trama: Nella primavera del 1984, quando frequentavano il liceo, Amanda e Dawson si erano innamorati: profondamente, irrevocabilmente. Nonostante appartenessero a due mondi opposti, il loro amore sembrava tanto grande da sfidare le regole della vita di Oriental, la cittadina del North Carolina dove erano cresciuti. Dawson, segnato dalla violenza della sua famiglia, pensava che il sentimento per Amanda lo avrebbe riscattato da un destino di solitudine e infelicità. Per lei, Dawson era uno spirito libero e appassionato, tutto quello che la sua rigida educazione di ragazza perfetta le aveva negato. Ma alla fine di quell’ultima estate, imprevedibile e fulminea come un temporale d’agosto, le loro strade si erano bruscamente divise. Ora, venticinque anni dopo, Amanda e Dawson si ritrovano a Oriental per il funerale di Tuck, il vecchio amico che un tempo aveva dato rifugio alla loro giovane passione.

Ed ora la parola alla giurata

Prima di tutto devo fare una precisazione. Anzi due, forse tre.
Come ho ripetuto all’infinito io adoro i finali tristi ed adoro i finali aperti.
Forse però non ho mai specificato che per quanto mi riguarda, peggio del lieto fine smielato c’è il finale patetico.

Ma andiamo con ordine.
Compro compulsivamente questo libro un sabato pomeriggio con mia madre. Lo vedo, lì in mezzo a tutti gli altri del caro, non tanto vecchio, Nicholas e decido che tra tutte è la trama apparentemente meno patetica e poi figa santa, basta con il romance in costume della serie “I Romanzi Emozioni”. Voglio un Romanzo vero, un Romanzo con la R maiuscola.
Essendo profondamente pirla, non leggo nulla sulla vita privata di questo autore.
Errore.
Scoprirò poi che è una specie di cattoconservatore, neocatecumenale, ciellino, statunitense che si vanta di condividere con moglie e cinque figli la visione prettamente cattolico/bucolico/spirituale della vita.

Capiamoci.
Io sono Atea.
E se mi infastidisco con gli espedienti comodi come finti fidanzamenti, gravidanze miracolose e ecodisastri atti solo a favorire il mielismo sfrenato, non avete idea di quanto mi incazzi quando in un libro viene usato il capostipite degli Espedienti Comodi: l’evento PARANORMALE.

Io vi avverto.
Sarò prolissa, spietata e spoilererò come se non ci fosse un domani.

Ho notato che lo scrittore americano medio, per non allontanarsi troppo dallo stereotipo che l’europeo medio ha di lui, scrive principalmente storie che hanno come protagonisti degli scarti della società che cercano (e il 99% delle volte ci riescono) di riscattarsi. Il tutto contornato dalla descrizione di una deep america classista e becera, ferma alla guerra di secessione, ignorante, fastidiosa e che ti fa domandare seriamente se è proprio questa l’idea di Democrazia che siamo così ansiosi di esportare.

Ma lasciamo stare il discorso politico perchè non è il luogo.
Solo io a 17/18 anni ero circondata da adolescenti che parlavano come adolescenti, ragionavano da adolescenti, erano profondamente idioti come tutti gli adolescenti?
No, perchè questi libri del cazzo sono pieni di diciottenni innamorati (ma l’AMORE quello con tutte le letterazze maiuscole) che ragionano come quarantenni “vecchi dentro” e che fanno quei discorsi fastidiosi e patetici del tipo “Ti amo troppo perchè tu rinunci ai tuoi sogni per me”. A 18 anni?
MA DOVE?
A diciott’anni vuoi tutto quello che puoi prendere (e smettetela di ridere per l’involontario doppio senso perchè vi sento). A diocott’anni sei un cazzo di vulcano di emozioni che nemmeno sai controllare e figurati se stai lì a fare “La Rinuncia d’Ammmmmmore” perchè ritieni di non essere la persona adatta con cui costruire un futuro. Costruire un futuro? Ma quanti anni hai 100?

Già questo gap culturale mi impedisce di identificarmi/lasciarmi andare/godermi la lettura perchè sono costantemente distratta dalla consapevolezza di leggere cose che non stanno nè in cielo nè in terra, e ciò sarebbe di per sè sufficiente a farmi desistere dall’andare oltre. Siccome ho tendenze masochiste ma soprattutto adoro poter polemizzare a vuoto, coraggiosamente vado avanti con la lettura, sperando di provare almeno un brivido di una qualsiasi emozione diversa dalla rabbia.

Lui, Dawson, da quel lontanissimo ultimo anno del liceo non ha avuto altre donne perchè non riesce a dimenticare Lei. Ok, ragazze, capiamo bene. Questo non è romanticismo, ma patologia. Io un uomo che non è riuscito a scopare nessuna che non sia io, non lo voglio. E’ creepy.

Lei, oltre ad una serie di sfighe una dietro l’altra, di lavoro fa la mamma di tre (erano 4) splendidi figli, l’ultima dei quali è affettuosamente chiamata “meraviglioso incidente” e poi ovviamente fa anche la volontaria nel reparto oncologico pediatrico perchè essendo la protagonista di un romance di scarso livello aspira alla santità.

A pagina 58… più o meno, penso che il libro possa finalmente carburare perchè Dawson e Amanda si ritrovano dopo 20 e qualcosa anni e devo ammettere che almeno questa scena è scritta decentemente. Tenerezza, apprensione, curiosità, il fiotto di ricordi dolceamari….
A pagine 62 già si è spento tutto.
Mi arrendo.

Il famoso week-end di passione, ricordi, recriminazioni e confronto in realtà si riduce ad una notte di sesso che nemmeno ci vede spettatori eccitati e ad un paio di baci che non mi hanno fatta fremere per niente. E se non fremo io è abbastanza grave. Venerdì ho visto un tizio seduto su un muretto in Largo Corsia dei Servi che leggeva un libro a torso nudo ed ho sinceramente pensato che lo facesse solo per eccitarmi. Un uomo…mezzo nudo…. che legge un libro. Ero praticamente sull’orlo dell’orgasmo.
Invece in questo ritrovarsi e lasciarsi andare alla passione (quale passione ancora non lo so) non mi ha lasciato addosso nulla, a parte la noia.

Questo non è un libro d’amore.
Non è un libro sulla passione.

E’ un libro che parla della paura di amare nel senso più profondo del termine, parla di convenzioni sociali e dell’incapacità di scrollarsele di dosso. Parla di una donna che continua noiosamente a ripeterci che Dawson è l’amore della sua vita senza fare nulla per averlo. Non fa nulla quando lui le dice a 18 anni che non possono stare insieme, non fa nulla quando scopre che è in prigione, non fa nulla quando torna un uomo libero, non fa nulla nemmeno dopo che si sono ritrovati, amati, confidati. Anzi. Per metterci su il caricone da 90 gli dice che lo ama ma che la deve lasciare andare. In pratica non ha nemmeno le palle di decidere lei come finirà la storia ma lo fa fare a lui. Così si lascia mollare e contemporaneamente lo tiene legato a sé.

Ma vaffanculo, stronza.

E’ un libro che parla di un uomo che è rimasto intrappolato nella rete distruttiva di una famiglia disfunzionale ai limiti della credibilità. Un uomo incapace di andare avanti, condannato da se stesso a rimanere legato ad una donna che tutto si può dire tranne che si sia mai davvero impegnata per cercare di far funzionare le cose tra di loro. Un uomo di una tristezza desolante. Ma non una tristezza che fa tenerezza, una tristezza che fa rabbia perchè è completamente incapace di lottare per quello che davvero desidera.

E mi andrebbe anche bene  questa visione squallida della vita  se non fosse che lo scopo è un altro; su tutto aleggia un’esasperante visione cattolico/apocalittica secondo la quale non c’è maggior soddisfazione del sacrificarsi in nome di qualsiasi cosa che non sia una gratificazione personale. L’intera storia è dominata da un fastidioso autocompiacimento nel sacrificarsi. Lui in adolescenza sacrifica il suo amore per donare a lei un futuro migliore. Lei si sacrifica per non turbare la tranquillità familiare e pace ed amen se in realtà “tranquillità familiare una sega” perchè sta con un alcolista che non ha mai veramente amato (povero Frank hai tutto il mio appoggio morale) ed ha sprecato ogni opportunità in favore dei figli. E alla fine della fiera, Dawson sacrifica la vita per espiare i suoi peccati che sono, nell’ordine: aver ucciso del tutto involontariamente e senza colpa alcuna un uomo 20 ed oltre anni prima, ed essersi scopato (immagino alla missionaria e recitando il rosario) l’unica donna che abbia mai amato. In compenso il suo cuore viene usato per salvare la vita del primogenito di lei, che viene punita con l’incidente del figlio perchè ha osato infrangere il sacro vincolo scopando con (a detta sua) l’unico uomo che abbia mai amato; e poi ricompensata con il salvataggio in extremis del suddetto figlio perchè ha rinunciato all’idea di viviere The Big Love Ever in favore della famiglia.

Peggio ancora di tutto quanto detto sopra, c’è l’espediente comodo del paranormale, ossia il fantasma dell’uomo che Dawson ha involontariamente ucciso, il quale passa tutto il libro salvandolo, solo per condurlo a morte certa in una rissa da bar e permettergli di salvare il figlio della donna che ama.
E se questo è il genere di libro che donne, uomini e critica osannano, sono orgogliosa di essere una voce fuori dal coro.

Sono fiera di essermi resa conto sin dalle prime pagine di trovarmi in territorio “manipolazione” e di non essermi fatta fottere da Nicholas.
Non è una storia d’amore.
E’ una predica domenicale, peraltro pessima, nella quale siamo esortati a sacrificarci costantemente, a non cedere alla passione, a non pensare al bene di noi stessi, a non ribellarci a non lottare per quello in cui crediamo. E’ un costante ricordarci che l’amore non è quello fisico, e che l’amore platonico tra i due protagonisti è sufficiente per appagare lo spirito.
E’ un libro che, in pratica, va contro tutto quello in cui credo.
E’ diseducativo, patetico ed ingannatore.

Mente sapendo di mentire.
Tutto questo amore si riduce ad una cosa: l’ossessione di Dawson per una donna che sostiene di amarlo incondizionatamente, ma che non versa nemmeno una lacrima quando scopre che è morto. Non dico di lanciarti sotto un tir, ma porca puttana, l’uomo che sostieni di amare da una vita è MORTO e tu tutto sommato la vivi bene.
Se questo è l’Amore con la A maiuscola ben vengano gli Harmony a 2.99, completamente privi di ogni velleità letteraria ed estremamente onesti. Sì, fanno cagare, ma non mentono mai.

Se questo è l’ideale di storia d’amore che, prendendo spunto da un vecchio slogan, piace alla gente che piace, preferisco restare sola in un angolo a leggere mille volte la scena finale de “Il principe delle maree” nella quale Tom Wingo confessa  che ogni sera, mentre torna dal lavoro e passa su un ponte, si ritrova ad invocare il nome di Susan, una preghiera rivolta alla donna che amandolo lo ha reso un uomo libero.

Questo è romanticismo. Questo è quell’amore che ti fa piangere. Quell’amore così violento ed incontrollabile che non puoi non invidiare.

Dimenticavo.
Nulla di questo libro mi ha davvero toccata.
Dawson cresce in un contesto di degrado, ma un degrado patinato, costruito, calcolato al millesimo. Amanda viene da un contesto ricco, bigotto, patinato ma mai davvero criticato. Infatti l’autore ci tiene a farci sapere che, in fondo, il comportamento della madre di Amanda ai tempi della relazione della figlia con Dawson era comprensibile.

Nicholas…Mavaffanculo!

Mi dispiace che questo autore sia considerato il Re dei romance.
Mi dispiace che faccia un sacco di soldi con la fuffa.
Mi dispiace di aver contribuito alla sua fama comprando questo libro.
Ma non mi pento di averlo letto perchè per poter affermare con convinzione che qualcosa  fa cagare, bisogna prima averla provata.

Questo libro è come uno di quei film Hollywoodiani che andrebbero bene per “Pomeriggio Cinque” oppure il “Ciclo Emozioni” dei pomeriggi agostani; quei film patinati, stucchevoli e fondamentalmente noiosi che si tengono di sottofondo mentre si fanno cose molto più importanti, come per esempio pulire il water.

In poche parole

Addio Nicholas, non è stato affatto bello incontrarti.

Poschina

p.s. La categoria “Voi non l’avete capito” è dedicata a chi ha letto il libro e non si è reso conto di essere stato manipolato dalla prima parola all’ultima.

Anne Stuart – La Saga dei Rohan

Non voglio stare qui a tediarvi indecentemente con le ragioni della mia profonda infelicità, piuttosto vorrei concentrarmi su quella che negli ultimi due giorni è stata “La Questione Esistenziale” per eccellenza:

Perchè nonostante io abbia venerato “Il Bacio dello Scorpione” di Anne Stuart, non riesco ad appassionarmi visceralmente agli altri libri della saga?

A voi stolti potrebbe sembrare un problema di poco conto. Voi che avete vite vere, intendo. Ma per me è stato traumatizzante non capire, fino a ieri pomeriggio, il perchè di questa differenza di affezione.

Non capivo cosa ci fosse in Francis, Adrian e Benedick, tutti libertini bellissimi, dissoluti e con l’immancabile cazzo grosso, di sbagliato; perchè qualcosa di sbagliato c’era di certo e mi impediva di innamorarmi follemente di loro come mi è invece successo immediatamente con Lucien de Malheur.

Ma analizziamoli singolarmente.

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In Innocenza e Seduzione conosciamo il primo Rohan di nostro interesse.
Francis Alistair St. Claire Dominic Charles Edward Rohan, Visconte Rohan, è un trentanovenne dedito alle peggiori perversioni all’epoca conosciute. E’ stato massacrato dalla vita e per reazione ha deciso di dimenticare tutto ciò che di buono c’è su questa terra e dedicarsi al godimento sfrenato. Tuttavia, alla lunga, scopare a destra e a sinistra gli da noia. Perseguitato dall’Ennui che tutti noi conosciamo fin troppo bene, viene a contatto con una donna caduta in disgrazia, non giovanissima (per i dettami dell’epoca), caparbia, apparentemente disinteressata al sesso…. anzi, diciamocelo, lei proprio non capisce cosa ci sia di così piacevole nel farsi infilzare da un uomo (a sua discolpa sono costretta a dire che dopo quello che ha passato, non stento a crederlo).

In breve lui si incapriccia di lei, lei si invaghisce di lui e alla fine la dissolutissima vita da libertino viene presa a calci in funzione di un sano e classicissimo lieto fine.*

Francis è un bel personaggio. Non è freddo, semplicemente non può fregargliene di meno. Qualsiasi cosa succeda sembra non toccarlo minimamente. Non si diverte, non è triste, non è felice, non è nemmeno annoiato in senso stretto. Potremmo definirlo mentalmente passivo. La Stuart lo caratterizza molto bene. Gesti, sguardi, indolenza. Sembra quasi di vederlo ergersi seminudo con tutto il suo splendore di maschio alpha.

Tuttavia….. beh, tuttavia Non è Lucien.

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Adrian Alistair Rohan è, come suo padre prima di lui, un frequentatore assiduo dell’Esercito Celeste. E’ bellerrimo, intelligenterrimo, con il gazzo grosso. Deve essere di famiglia. Ora apro la guida telefonica di Londra, prendo la lista di tutti i Rohan e poi li contatto per capire se è leggenda o realtà.
Cmq.
Lei è una zitellona apparentemente insignificante che decide di capire come mai tutti sono così attratti dal sesso e si intrufola, complice la cugina, in una riunione dell’Esercito. Per un caso fortuito viene riconosciuta da Adrian, di cui è sempre stata innamorata, il quale la salva da un incontro indesiderato, la barrica in una stanza, la inizia ai piaceri del sesso, viene costantemente fuori dalla sua vagina e nonostante tutto lei rimane incinta. Ed io immagino gli spermatozoi di Adrian che cavalcano dal materasso alla vagina, poi risalgono l’utero e le tube per fecondare l’ovulo della ex-innocente Charlotte. Ovviamente sono tanti piccoli Ironman dopati.
Fatto sta che lei manco si rende conto di essere stata ingravidata e da qui nasce il BIG MISUNDERSTANDING del libro.
Lui dice che la sposerà solo perchè è incinta, lei lo rimbalza….
…..
….
Si sposano felicemente e nonostante lei ne subisca di tutti i colori compreso un tentato omicidio il feto sta benerrimo e finisce a tarallucci e vino*.

Non che Adrian sia poco interessante, ma è un po’ molle e poi…. Non è Lucien.

(Adrian e Charlotte sono il papà e la mamma di Miranda e Benedick).

SENSUALE-TENTAZIONE_cover_bigBenedick Francis Alistair, VI Visconte di Rohan ha un passato sfigatissimo. Ha perso due mogli nell’atto di partorire i suoi figli. Manco in Rosemary’s Baby. Fatto sta che decide che sia tempo di farne crepare un’altra, torna a Londra e si imbatte in una vedova vecchiarda che di professione fa la “Santa Maria Goretti”. Recupera prostitute per riciclarle in lavori perbene.
Dopo un matrimonio con un vecchio e una poco piacevole esperienza con un giovane, Melisande non ne vuole proprio sapere di scopare di nuovo. Tutto ma il sesso no…..
Poi incontra Benedick e ok…. forse scopare non è poi così male.
Lei lo convince ad aiutarla a sgominare un perfido piano ordito dal nuovo Esercito Celeste ed insieme passano un botto di tempo a cercare di infiltrarsi nella setta.
Tra un tentativo e l’altro piovono multiorgasmi manco se piovesse e cazzi enormi perennemente in tiro.
Dopo una notte di passione sfrenata lui, pur di non ammettere di amarla, la tratta di merda e lei se ne va.
Finirà con un glorioso happy ending*.

Ammettiamolo…. Benedick non è per niente male, anche se gli manca qualcosa…. Non è Lucien.

Ed io mi chiedevo ossessivamente cosa, cosa cazzo avesse di tanto speciale “Il Bacio dello Scorpione” tanto da elevarlo non una, non due, non tre, ma dieci spanne sopra gli altri libri della serie.

Poi, mentre ero più o meno a Bollate Nord, l’illuminazione.
E’ crudele.

Francis, Adrian e Benedick sono i classici libertini pentiti che imperversano in ogni Romance storico che si rispetti. Anzi, sono proprio dei Cavalieri dall’Armatura scintillante che salvano letteralmente le loro dame da morte certa. In tutti i 3 libri sopra elencati c’è la dama in pericolo di morte e il salvataggio in extremis da parte del maschio.

Mentre ne “Il bacio dello scorpione” la pulzella di turno è minacciata e vessata dal protagonista maschile. Un uomo crudele, che prima la fa compromettere da un libertino, le procura un incidente in carrozza, la avvicina fingendosi il suo salvatore, poi la costringe a fuggire con lui, spiegandole minuziosamente quanto lei sia solo una pedina utile ai suoi piani di vendetta nei confronti della sua famiglia. Cerca di sottometterla psicologicamente e anche alla fine, quando si trova costretto ad ammettere i suoi sentimenti, riesce a farlo senza che il personaggio venga snaturato, ma mantenendo tutta la bastardaggine cinica che lo caratterizza dalla prima pagina.

Lucien e Miranda sono due eroi alla pari, lui non la salva da tentati omicidi, stupri o quant’altro, lui non la ingravida, lui non la coccola. Lui fa di tutto per farsi odiare e lei, donna con le palle, si salva da sola. Combatte, lotta, escogita assurdi espedienti per esasperarlo fino a che non si trova costretta ad ammettere che quel bastardo arrogante e presuntuoso è la cosa migliore che le sia capitata.

Eccola la caratteristica che rende Lucien il miglior personaggio maschile della serie, l’unico degno delle mie attenzioni sessuali (anche se devo ammettere che Francis, con la sua indolenza esasperante, merita almeno un po’ di considerazione)…. la sua coerenza dalla prima all’ultima pagina, una coerenza fatta di cattiveria e sete di vendetta, di sentimenti trattenuti, di lotta per non cedere. Ah, Lucien…. mio eroe !!!!

Consiglio a chi voglia approcciarsi a questa serie, di leggerla in ordine corretto…non come ho fatto io che sono partita dal terzo prima di rendermi conto che ce n’erano due precedenti… d’altronde quando una è rincoglionita, è rincoglionita…..

Farei notare che la Stuart ha la fissa per le donne deluse dall’esperienza sessuale, pronte a cambiare idea grazie alle capacità del libertino di turno.

Ogni libro oltre alla storia principale, ha una sottotrama. Onestamente trascurabile, se non altro perchè il tempo speso per approfondirla è pari a quello che impiego per cambiare canale quando compare Checco Zalone in televisione.

In poche parole

Uomini che potrebbero intrattenermi nell’attesa di Lucien.

Poschina

* leggi Matrimonio + Figli

Sette Anni di Peccato – Sylvia Day

Ho atteso questo libro con una trepidazione infantile tipo “Notte di Natale”; quell’attesa che mi faceva guardare il calendario continuamente in attesa del 3 Giugno, data che nelle mie abnormi aspettative avrebbe dovuto corrispondere alla scoperta di un nuovo personaggio maschile da amare.
Vi dico solo che mi sono impegnata davvero molto per arrivare alla conclusione, mi guardavo allo specchio ripetendomi che ce la potevo fare. Più per orgoglio che per interesse ho portato a termine la lettura.

COP_day_sylvia_sette_anni_di_peccato copiaLa Trama: Alla vigilia del suo matrimonio, Lady Jessica Sheffield si ritrova ad assistere a una scena immorale e peccaminosa che nessuna ragazza innocente come lei avrebbe mai potuto immaginare. Sorpresa, ma anche stranamente eccitata, decide di non rivelare la condotta scandalosa di Alistair Caulfield e di avviarsi verso il destino che era stato disegnato per lei. Ma dopo anni di matrimonio sereno e senza complicazioni, Jessica si accorge che l’immagine di Alistair è rimasta intatta, impressa a fuoco nella sua mente, e continua ad alimentare i sogni più illeciti.  Alistair si allontanò il prima possibile da quell’innocente debuttante che aveva il fuoco della passione negli occhi e fuggì nelle Indie Occidentali. Ora è un commerciante di successo e ha molto poco in comune con il libertino che lei conobbe un tempo. Rimasta vedova, Jessica si imbarca sulla nave di Alistair ma si accorgerà ben presto che il desiderio messo a tacere negli ultimi sette anni tornerà, impetuoso, a impadronirsi di lei e li consumerà entrambi.

Ed ora la parola alla giurata

Comincio con il sottolineare che io non ho assolutamente nulla contro il cazzo grosso. Non mi infastidisce, non mi sconvolge, mi stuzzica, mi aggrada che il protagonista maschile ne sia portatore sano e non disdegno nemmeno che l’autore/autrice mi descriva l’obelisco in questione.

Non tollero però che questa caratteristica dell’attributo sia praticamente l’unica attrattiva dell’uomo in questione. Dopo un pallosissimo inizio, nel quale ci vengono brevemente descritti i protagonisti adolescenti, passiamo subito all’oggi, con una Jessica ormai vedova, un Alistair fottutamente ricco, la sorella di lei sposata ad un violento caprone che la pesta costantemente ma sapete, è particolarmente bello quindi……

Tra l’altro la scena peccaminosa a cui assiste la verginella Jessica è l’accoppiamento selvaggio tra un Alistair più o meno sedicenne ed una Lady chiaramente vacca ed altrettanto chiaramente più vecchia di lui. In tutto ciò, non sono disposta a credere che un sedicenne anche ben dotato abbia in sè tutta quell’esperienza necessaria da far impazzire le donne (sessualmente parlando)… sarà che io sono gerontofila ma qui siamo nella fantasia più sfrenata.

E mi andrebbe anche bene, se il personaggio di Alistair fosse caratterizzato in modo decente, se riuscissi a vedere qualcosa oltre ad un ragazzo bellissimo che scopa benissimo. Jessica è la classica bellerrima ragazza che gronda sani principi ma che in realtà cova zoccolaggine in ogni orifizio. Una specie di Figlia di Maria.

Cmq. in breve…. Lei è vedova, lui il classico libertino scopatore seriale cazzogrossissimo che la ama incondizionatamente da quando aveva 2 anni e che ora è deciso a riconquistarla a colpi di lingua, anzi di cunnilingus. E qui parte una serie di scene pseudoerotiche fotocopia l’una dell’altra che avrebbero dovuto, vista la dovizia di particolari, eccitarmi, e che invece hanno avuto la capacità assai rara per questo genere di libri di farmi affermare “CHE PALLE” praticamente in continuazione.

Mentre i due piccioncini (dio solo sa quanto non tollero un personaggio che prima viene descritto come libertino incallito, senza cuore, sciupafemmine, diventare il Gigi D’Alessio della situazione) sono in viaggio tra trombate megagalattiche e seghe mentali, la sorella di lei, che se non ricordo male si chiama Rebecca, viene ingravidata dal marito bastardo, ma soffre, mangia poco, si accorge di essere innamorata dell’amico d’infanzia, non vuole parlare dei suoi problemi per non turbare la gioia della sorella….. e CHE PALLE !!!!!.

Come da copione, nonostante sembri che la felicità di tutti sia sul punto di spegnersi, alla fine, rocambolescamente, tutto si sistema. Ed io GODO perchè sgnifica che questa tortura sta effettivamente per finire.

Ad essere onesti, ci sono state una ventina di pagine che definirei buone, ma sono troppo poche perchè possa definire questo romanzo degno di essere letto.

Il solo fatto che io non abbia provato un briciolo di attrazione per Alistair rende l’idea di quanto questo personaggio sia stato sviluppato male. Non è nè carne nè pesce. Vuole essere tutto e alla fine risulta completamente anonimo ed inutile in un panorama Romance pieno di fighididdio superdotati e con personalità schiaccianti. La personalità lui non sa nemmeno cosa sia, Alistair è tutto “Ti proteggo io – Ti faccio godere io – Te lo sbatto io -Te la lecco io “… CHE PALLE!!!!!

Seriamente: ma quanto è odioso il personaggio di Jessica? Ho pensato tutto il tempo a  come massacrarla in modo di danneggiarla il più possibile con il minimo sforzo. Buona, bella, intelligente, simpatica, paladina degli oppressi….. CHE PALLE !!!!!

In poche parole

Cazzo grosso o meno, io stavolta passo… e CHE PALLE!!!!!!

Poschina