Come due Sconosciuti – Lisa Kleypas

Lo sapete tutte, per me la Kleypas è speciale. Io so che lei sa scrivere, e anche bene, so che sa scrivere storie che mi emozionano, so che sa creare uomini indimenticabili e pretendo tutto questo ad ogni libro. La serie Ravenel fino ad ora è stata una specie di crescendo. Se il primo non mi era piaciuto quasi per niente, il secondo era stato un Bene ma non Benissimo mentre il terzo mi era piaciuto anche e soprattutto per la magnetica presenza di Sebastian St. Vincent. Ero piena di aspettative per questa nuova fatica e mi ha conquistata quasi subito…le prime 60/70 pagine mi erano piaciute abbastanza ma non avevano quel “non so che” da farmi gridare a squarciagola BOOOOOMBA! ma da lì in poi il libro decolla e parte con un ritmo serrato, un susseguirsi di situazioni, pericoli, emozioni, introspezioni, orgasmi e grandi ritorni.

La Trama: Garrett Gibson è l’unica donna medico di Inghilterra, coraggiosa e indipendente come un uomo. Ma non ha mai avuto tempo per una relazione amorosa. Fino a quando non conosce Ethan Ransom, ex detective di Scotland Yard. Di lui si dice che sia un assassino, di certo è pericoloso, soprattutto per Garrett. Perché da nessuno si è mai sentita attratta così…

Ed ora la parola alla giurata….cercherò di non spoilerare nulla

Io non so nemmeno da dove cominciare. Libri come questo sono il motivo per il quale io amo Lisa Kleypas. Quei libri che non smetteresti di leggere, quei personaggi che ti ricorderai a distanza di tempo, quelle storie……
…… storie piene di tutto, anche esagerato, strabordante.
L’amore troppo AMMMOREEEEEE, le difficoltà insormontabili, i pericoli costanti, gli orgasmi che sono davvero orgasmici (e in questo libro la descrizione del primo orgasmo di Garrett è talmente particolareggiata e lunga da sforare il racconto scientifico), i personaggi talmente rifiniti che ti sembrerà, alla fine della lettura, di averli conosciuti davvero.

E poi in questo libro, ad un certo punto, quando meno te l’aspetti, spunta lui.
L’Uomo Caramella Rossana. Giuro che ogni cazzo di volta che compariva nella storia, diceva qualcosa, o semplicemente intuivo la sua presenza da qualche parte nella stanza o addirittura nella magione “I started to cream in my knickers” come avrebbe detto Miriam Margolyes. Mio dio non vedo l’ora che esca il libro incentrato su di lui perchè se mantiene le aspettative è roba da sburrare per due giorni di fila e di abbandonare i Sex Toys a favore della rilettura ….

Mi è già venuta la vampata.

Ma a parte l’Uomo Caramella Rossana (e badate bene che non ho detto Uomo Harmony e non è certo un caso) qui siamo di fronte a due bei personaggi sui quali si concentra tutta l’attenzione della Kleypas. A differenza degli altri libri, dove il contorno di persone a volte distraeva o risultava eccessivamente invadente, rumoroso, macchiettistico, qui Zia Lisa decide di sezionare corpo e anima dei nostri due eroi e ne esce un quadro sfaccettato e completo di due persone che per un motivo o per l’altro nella vita hanno accantonato se stessi in favore degli altri.

Garrett, che ha dedicato la sua vita alla professione medica in un mondo che ancora non era in grado di accettare che una donna avesse le stesse potenzialità cerebrali di un uomo, ha dovuto crearsi una scorza bella dura per resistere ad offese e pregiudizi. Garrett che va in giro in zone malfamate di Londra per curare anche i più bisognosi e che viene seguita da un uomo misterioso….

Ethan dal canto suo ha avuto più o meno una vita di merda. E non si è mai concesso nemmeno il lusso di immaginare la quotidianità di una vita famigliare. Lui che è stato poliziotto e poi membro di una squadra speciale dei servizi segreti. Lui che abbiamo conosciuto nei precedenti libri perchè assoldato da Winterbone e descritto come losco e pericoloso. Lui che in realtà è alto, forte, bello, muscoloso e con un enorme cazzo pronto ad immergersi in inviolati antri. E non è la mia solita esagerazione, ma la considerazione di un medico come Garrett, quindi affidabilissima.

Due personalità estremamente diverse ma decisamente affini, due anime bisognose di comprensione e di affetto, di lasciarsi andare, di riscoprirsi esseri fatti di carne e sangue e non solo di cervello e nervi saldi.

Il loro è un amore improvviso, fulminante, importante.
E non potrebbe essere altrimenti.

Per quanto mi riguarda la parte più “debole” è l’inizio. Il modo in cui si interfacciano, l’eccessiva resistenza di Garrett e i pretesti grazie ai quali continuano a incontrarsi e scontrarsi non mi avevano fatta sospirare o tremare di anticipazione. Ma si parla sempre di una lamentela eccessiva, dettata più dal fatto di aspettarsi 10 e trovarsi davanti ad un 8 piuttosto che a delle carenze vere e proprie di idee e di scrittura.

Poi però….

…… arriva un punto in cui tutto comincia ad intrecciarsi meravigliosamente e la storia corre a ritmo serrato, i personaggi crescono, i comprimari diventano fondamentali, si comprendono gli ingranaggi di un meccanismo che funziona come un orologio svizzero e, #Siabenedettoiddio, si tirano un po’ le fila del discorso irlandese introdotto con il libro precedente e, lasciatemelo dire, trattato all’epoca in modo a dir poco indegno (la parte poliziesca nel libro precedente era a dir poco un pretesto fastidioso ed inutile).

E poi c’è lui.

L’Uomo Caramella Rossana, colui che sarebbe tutto da scartare, succhiare e leccare. Un uomo che riesce ad essere ironico, sarcastico, sexy e dolce contemporaneamente. Non sbaglia un’entrata, una battuta, un movimento.
E’ praticamente perfetto.
E quest’uomo è West Ravenel.
Dal primo momento in cui compare nella storia, ruba completamente la scena a tutti, l’unica a tenergli testa è Garrett; insieme come coppia avrebbero spaccato il culo ai passeri e su questo la Kleypas ci gioca anche, facendo ripetuti riferimenti durante tutto il racconto al fatto che sarebbero stati una bella coppia.

Ora però c’è un grande, enorme, insormontabile problema.
Sarà in grado Zia Lisa di mantenere questo livello e scrivere un libro che riesca a non rendere West una caricatura di se stesso? Sarà in grado di farci vedere, sentire, palpare la profondità di questo meraviglioso uomo?
Perchè io ora lo pretendo. Pretendo il massimo. E quanto sia esigente e cagacazzo lo sanno ormai tutti.

Era da tempo che aspettavo un libro che mi soddisfacesse in pieno. Era da tempo che finivo una storia ma restavo con l’impressione che mancasse qualcosa o che le cose avrebbero dovuto andare in modo diverso.
Ora sono soddisfatta.
Come due sconosciuti  è un bel libro.
Ci sono bei personaggi, una bella storia, un complotto che ha senso e che è gestito bene; si affronta il tema dell’emancipazione femminile e ancora una volta si parla in modo indiretto della drammatica condizione delle classi basse nell’Inghilterra dell’Ottocento. E in tutto ciò non viene calcata la mano usando storie che sforano il patetismo ma anzi, è spesso usato un approccio più, passatemi il termine, tecnico. Che a mio parere è decisamente più efficace.

Che dire…. io l’ho amato molto e vi consiglio di leggerlo il prima possibile.
Resto comunque dell’idea che il titolo originale “Hello Stranger” fosse decisamente più azzeccato.

In poche parole

Se cercate del buon sesso, una versione ottocentesca di CSI e Grace Anatomy…… se vi piacciono le Spy Story e siete sensibili alle cause sociali ma, sopra ogni altre cosa, se anche voi  come me anelate l’Uomo Caramella Rossana, allora questo è il libro che fa per voi.

 

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Prima che l’Estate Finisca – Sarah MacLean

Me lo meritavo.
Dopo mesi di libri mediocri e di ossessiva ricerca di qualcosa di meno “palla al cazzo” da leggere, finalmente approdo al terzo libro della serie Scandali e Guai, che vede protagonista la bellissima Seraphina e il Duca di Haven, Malcolm.

La Trama: Inghilterra, 1836.
Malcolm Bevingstoke, Duca di Haven, ha trascorso gli ultimi tre anni in solitudine, pagando il prezzo degli errori del passato e cercando di dimenticare il grande amore perduto. Ma il ducato non aspetta e ha bisogno di un erede: questo significa che dovrà trovare una moglie prima che l’estate finisca. Peccato che lui una sposa ce l’abbia già. Seraphina Talbot è appena tornata da Boston per reclamare la propria libertà e per convincerlo a concederle il divorzio. Malcom non ha mai smesso di amarla ed è arrivato a varcare l’oceano pur di ritrovarla, ma senza successo. Adesso che finalmente ce l’ha di fronte trova un ultimo, disperato espediente per convincerla a restare. Esaudirà tutte le sue richieste solo se Seraphina lo aiuterà a scegliere la donna che prenderà il suo posto… nella speranza che lei decida di volere quel ruolo tutto per sé.

Ed ora la parola alla giurata

Seraphina Talbot l’abbiamo conosciuta nel primo libro della serie, Una Gentildonna in cerca di Guai  in quanto sorella di Sophie ed era apparentemente remissiva, gravida, sposata all’insopportabilmente pomposo Duca di Haven, il quale finisce col culo a mollo in un laghetto artificiale all’inizio del libro.

Da quel giorno di anni ne sono passati 3, Sophie è sempre sposata con il suo adorato King e persino altre due sorelle si sono accasate: Seline e Seleste. Resta solo Sesily, ma questa mi sa che sarà tutta un’altra storia.

Come gli altri due della serie, questo è un bel volumozzo corposo quindi non si legge in un soffio e non si dimentica il giorno dopo. E’ un libro che parla di perdita, dolore, orgoglio e riscatto ma soprattutto di paura. La paura di affrontare un passato fallimentare, la paura di lasciarsi andare, la paura del futuro. No, non spaventatevi, non siamo di fronte a Kundera, ma alla MacLean, che quando vuole, sa il fatto suo.

Ripercorriamo con una serie di flashback la storia d’amore di Malcolm e Sera, da quando si sono conosciuti per caso a quando lei decide di andarsene. E da questo racconto, minuzioso e preciso, si evincono un sacco di cose che la prima volta che li abbiamo conosciuti, non potevamo immaginare.
Sapevamo che Seraphina lo aveva incastrato per farsi sposare, ma sapevamo anche che non aveva mai avuto il coraggio di parlargli apertamente  e di confessargli i propri sentimenti. Poi lui l’ha pubblicamente tradita umiliandola e da lì la situazione non ha potuto che degenerare.

Capita a volte che due persone che si amano non riescano, nonostante tutto, a far funzionare il rapporto e che si arrivi al punto di continuare sistematicamente a ferirsi fino a rendere la situazione invivibile, se ci aggiungete anche un evento tragico che già di per se basterebbe a far crollare una coppia unita, la frittata è fatta e Seraphina si trova a fuggire da Haven e a rifugiarsi oltreoceano per dimenticare il passato e rifarsi una nuova vita.

Malcom invece la insegue, la brama, la vuole con tutto se stesso e quando lei torna a Londra per chiedere il divorzio decide di giocare il tutto per tutto e cercare di riprendersela.

E’ un bel libro, divertente, profondo, impegnato il giusto, che fa riflettere, che commuove, fa arrabbiare, sospirare e anche riconquistare la fiducia in un genere che ultimamente mi aveva un pochino deluso. E’ un libro “BOMBA” se escludiamo le ultime 10 pagine, le ultime 10 pagine sarebbero da denuncia, bisognerebbe prendere Sarah, appenderla per gli alluci, e mentre la si scuoia viva gridare “Perchè? Perchè hai voluto pisciare fuori dal vaso?” e poi darle fuoco e brindare tutti alla salute di Morgana.

Sorvolando le già citatissime ultime orribili 10 pagine, il libro vale tutti i quasi 7 euro della versione cartacea. Non è un comfort book perchè è un po’ troppo “doloroso” per essere riletto nei momenti tristi, si rischierebbe di intristirsi ancora di più, ma riesce a descriverci la maturazione dei protagonisti durante gli anni di lontananza e il loro riavvicinamento è plausibile e coerente con la storia.

Ho detto poco o niente perchè non voglio spoilerare, perchè  se desiderate leggerlo è giusto che non sappiate nulla, che sia tutto una scoperta e che possiate farvi la vostra personale opinione.

Devo dire che la MacLean con questa serie sta dando il meglio di se. Fino ad oggi questo è, per quanto mi riguarda, il libro migliore, quello più completo, quello più disilluso. Lo consiglio perchè ogni tanto discostarsi dalla solita tiritera del bello e dannato che si innamora della giovane pulzella e si redime, non fa per niente male.

Al solito sono presenti anche le altre sorelle Talbot, che trovo irritanti ed irresistibili in egual misura. Ci viene presentata anche una nuova pulzella, tale Felicity che promette molto bene e alla quale spero sia riservato uno dei prossimi libri.

Che altro dire?
Io, fossi in voi, lo prenderei.

In poche parole

Quando #maiunagioia è il mantra quotidiano.

Duca dei miei Piaceri – Elizabeth Hoyt

Siamo giunti all’undicesimo libro della serie Maiden Lane della nostra fantasiosissima cugina Lizzie; una serie altalenante che spesso mi ha lasciata con l’amaro in bocca salvo poi ricattarsi con il libro successivo.
Avevo aspettative altissime per questo romanzo perchè l’attenzione è concentrata su Alf, l’informatore di St. Giles che in realtà è una ragazza sotto mentite spoglie, e sul Duca di Kyle, figlio bastardo del Re, integerrimo e apparentemente glaciale.
A fine lettura posso solo affermare che Lizzie ha vinto tutto.
Ora vi spiego anche perchè.

La Trama: Londra, 1742. Abbandonata in tenera età dalla madre, Alf è stata costretta a fingersi un ragazzo per poter sopravvivere nel quartiere più depravato della città e ha iniziato la carriera di informatrice al servizio dei nobili. Quando calano le tenebre, però, protegge gli indifesi da ladri e malfattori, vestendo i panni del Fantasma di St Giles! Accade così che una notte intervenga in aiuto del duca di Kyle, salvandolo dai criminali che l’hanno aggredito, ma il duca si accorge che sotto i panni del Fantasma si cela una donna dal fascino irresistibile…

Ed ora la parola alla giurata – superspoiler

C’è Romance e Romance.
C’è il Romance storico puro, il Regency, quello arguto, quello per bacchettone, quello per porcone, quello per sognatrici e poi c’è “Duca dei miei peccati” che rientra nella categoria da me adorata del “FantasyEroticRomance” ossia un mix atroce di erotismo spiccio, romanticherie sparse e soprattutto voli pindarici di pura ed estrema fantasia. In questo caso c’è anche una buona dose di avventura che risolleva un po’ dal piattume generale.

Ma vorrei partire spiegandovi perchè cugina Lizzie ha vinto tutto. E lo annuncio in grande stile……

BBBBBBBBBBOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOMMMMMBBBBBBBAAAAAAAA!!!

E come voi sapete, BOMBA non lo urlo spesso e quando lo faccio è perchè abbiamo raggiunto davvero dei picchi inimmaginabili di fantasia spinta, in questo caso è talmente estremo il livello Fantasy da essere quasi fastidioso. Quasi.

Un Pompino.
No, non il classico pompino con ingoio in camera da letto come nel 99% degli ultimi romance letti, ma un pompino in piedi, nell’angolo buio di un giardino, mentre si fugge da due nobili assassini. Sì, avete capito bene. Alf e Kyle stanno fuggendo dai Signori del Caos, sono intrappolati in giardino e a lei viene in mente che l’unico modo per non farsi scoprire non è fingersi una coppia appartata baciandosi appassionatamente, oppure fingere di copulare in un angolo ma spompinare.
SI’.
A lei viene in mente di fargli un Signor Pompino.
E vi faccio notare che:
1 – è in assoluto il primo pompino della sua vita
2 – lui, molto galantemente, le viene in bocca
3 – lei NON ingoia ma sputa tutto nel fazzoletto che lui, Signore fino in fondo, le porge a zebedei svuotati.

E qui, care le mie donne, non possiamo fare altro che arrenderci e cominciare a scavare, non solo perchè siamo ormai sprofondati nell’abisso dell’assurdo fino a toccare il fondo melmoso, ma soprattutto perchè il pompino in tutte le sue fantasiose forme è ormai diventato la scappatoia delle scappatoie quando non si sa più cosa dire.

Ma.
Tutta questa mediocrità stilistica, tutto questo inutile accanimento con combattimenti rocamboleschi, ferimenti, fughe e pompini salvavita rendono il tutto talmente assurdo, talmente oltre, talmente fastidiosamente esagerato da divenire a tutti gli effetti un piccolo capolavoro del genere “FantasyEroticRomance” che spodesta dal trono la masturbazione di Lady Pippa nello studio di Cross, fino a ieri massima espressione del genere.

Il libro, nella prima metà non è per niente male.
Alf mi piace molto e la sua sad story nasconde misteri che pare vengano svelati nel prossimo libro (già in mio possesso, comprato compulsivamente stamattina, in inglese “Duke of Desire”), è un bel personaggio, abbastanza sfaccettato nonostante alla fine sembri quasi un essere mitologico visto che riesce sempre a fare tutto benissimo.
Kyle è interessante, attratto da Alf e dallo spettro di St. Giles, che scopre essere una donna; traumatizzato dall’esperienza matrimoniale (la moglie viene descritta come una specie di troione assetato di sesso con la quale a parte i piaceri coniugali non condivideva altro) fatica a lasciarsi andare, deve recuperare il rapporto con i figli, uno dei quali manco è suo, e da quanto è buono, bravo e giusto poco ci manca che aspiri alla santità. Ma nonostante i personaggi non siano il non plus ultra, le cose sembrano funzionare e gli scambi di opinione tra i due sono divertenti.

I problemi giungono dopo la metà del libro, quando il tutto un po’ si appiattisce e per quanto mi riguarda ci si riduce ad un “mi ami? ma quanto? come? perchè?” e ad una serie di combattimenti che risultano oltre che poco realistici anche piuttosto sbrigativi.

però……
finalmente compare il nuovo Duca di Dyemore, figlio dell’ex capo dei Signori del Caos, è un uomo di cui si sa pochissimo e sul quale ci sono più leggende che fatti; è sfregiato, ombroso, affascinante e sibillino. In pratica mi sono sciolta come neve al sole nelle due scene di numero nelle quali compare. E….alla fine del libro….si intuisce che è più coinvolto di quanto sembri in tutta la storia.

A conti fatti questo libro non è né meglio né peggio di tanti altri della serie, bisogna solo approcciarsi nel modo corretto, ossia essere consci che si sta leggendo qualcosa di assolutamente irrealistico, esagerato, fantasioso. Qualcosa che ha davvero poco a che fare con la veridicità storica e che anzi, spinge su situazioni al limite del credibile. Per quanto mi riguarda il libro funziona solo se vissuto come un puro e semplice intrattenimento. Senza chiedergli nulla di più.

Certo, ci sarebbe tutto il discorso sulla femminilità, sull’essere donna, sullo scoprirsi donna e accettarsi come tale che è presente nel libro ma purtroppo solo sfiorato marginalmente, e il tasto viene battuto anche da Iris, la quale si rifiuta di sposare Kyle perchè vuole un matrimonio passionale e non solo essere una padrona di casa-oggetto; ma è sempre e solo un argomento buttato lì senza essere sviluppato a dovere, e questo è un peccato.

Se avete letto il resto della serie, leggerlo non vi farà certo male, ma se dovessi scegliere che libri consigliarvi della Hoyt, questo non sarebbe di certo tra i primi.

In poche parole

Lei è una donna che si finge uomo che si finge spettro che si finge dama.
Lui è integerrimo, serio e traumatizzato.
Finirà a badilate di zucchero e miele.

Poschina

Un Mascalzone senza pari – Virginia Dellamore



Approdo a questo libro per caso, dopo che per ore ho cercato qualcosa da leggere nella libreria del Kindle e attratta da una trama interessante e che mi promette un bel bastardo da sognare nelle ore che intercorrono tra un risveglio e l’altro.

La Trama: Londra. 1812. Lord Lancelot Devon – una canaglia come pochi, ormai quasi sul lastrico – si trova dinanzi a un terribile bivio: finire sommerso dai debiti o trovare una moglie ricca. La sua avversione nei confronti del vincolo matrimoniale è tale che quasi preferirebbe la prigione. Tuttavia, persuaso dalla sua amica Cassie, una prostituta dallo spirito materno, decide di andare a caccia della signorina più danarosa fra le molte debuttanti della Stagione.
La sua attenzione si focalizza subito su Miss Mary Daniell, la figlia di un mercante arricchito, con una dote favolosa e una rendita altrettanto allettante.

Ed ora la parola alla giurata

Non so bene se il mio non apprezzare questo libro sia dovuto all’anzianity che avanza inesorabile oppure proprio all’esasperazione dell’autrice della bastardaggine di Devon.
Io adoro i personaggi maschili spietati, freddi, calcolatori, apparentemente bestiali. Mi piacciono gli scatti d’ira, la violenza a stento trattenuta e tutte quelle piccole macchinazioni cattive che rendono un uomo la parte peggiore della metà della mela, ma ho anche dei limiti psicologici che non vengono superati nemmeno da David Gandy, nudo nel mio letto, con il cazzo in tiro e l’espressione di uno che ha intenzioni di castigarmi per ore e farmi svenire a suon di multiorgasmi.

E quei limiti in questo caso sono tutti legati all’accanirsi contro l’aspetto fisico di Mary.
Cioè tu puoi anche dirmi che non sono bellissima, è un’evidenza; che non sono magra, un’altra evidenza; che non sono Heidi Klum, e ridaje con l’evidenza. Ma….

Ma non puoi continuare per l’80 per cento del libro a dirmi che sono un cesso mostruoso, che ti faccio schifo, che il tuo non tanto regale uccello non si rizzerebbe nemmeno e che scoparmi sarebbe una fatica immane che tutto sommato non hai nemmeno tanta voglia di fare.

Non puoi perchè non te lo permetto. Non esiste. Potresti essere Jason Momoa e ti manderei affanculo lo stesso.

E questo atteggiamento è talmente presente da non essere sorvolabile. Non puoi passarci sopra perchè è presente in una pagina su 3 e nonostante venga in parte giustificato dalla sua Sad Story (o meglio Mary lo giustifica perchè lui poverino ha avuto un’infanzia di merda e bla….bla…bla….), è davvero troppo; se i battibecchi iniziali tra Mary e Devon sono divertenti dopo un po’ risultano ripetitivi e insopportabili e più che farmi innamorare di Lancelot mi spingono a provare per lui lo stesso slancio d’amore che provo per le scutigere quando le sorprendo ad attraversare il mio salotto.

Ed è un peccato perchè il libro è scritto bene, in italiano corretto, in modo intelligente e interessante. Anche se….onestamente parlando , dopo che mi viene esplicato più volte che lui scopa come nessuno mai almeno un assaggio della verga turgida lo avrei anche voluto…così, per saggiarne quantomeno le dimensioni.

E invece “ciccia”. Mi attacco.

Per quanto riguarda la psicologia dei personaggi ammettiamo senza vergogna di aver fatto centro. Entrambi infatti progrediscono, crescono, cambiano, si smussano e via dicendo e il modo in cui Devon si rende conto di essere sempre più attratto dalla moglie è “in character”.
In pratica niente bidimensionalità spiccia che tanto mi irrita. Anche se…..
… ovviamente….
…trattandosi di un Romance “Sole – cuore – Ammmmoooore”….

BBBBBBBBBOOOOOOOOOOOMMMMMMMMBBBBBBBAAAAAAA!!!

Abbiamo due copule di numero.
Due.
Signore e signori ascoltate attentamente….
Due copule.
Prima copula: viene applicata la rinomatissima tattica del Salto della Quaglia.
Seconda copula: viene applicato il fastidiosissimo espediente comodo dell’inondazione spermatozoica della vagina con conseguente ovvia ed irritante GI (indesiderata da entrambi ma poi voluta da tutti tranne che da me) che porterà alla nascita di un bellissimo MASCHIO. Perchè le femmine, si sa, le fanno solo gli sfigati. O le prostitute che copulano con i pittori.

Alla fine grondano miele, zucchero e cake pops alla fragola ed io rimango lì, senza nemmeno la soddisfazione di aver letto scene di sesso scabroso e sporco e nemmeno noioso e banale. Resto da sola a riflettere e ad attendere le uscite Harper Collins di Luglio, mancano ancora 9 giorni e spero che l’attesa ne valga la pena.

In poche parole

“Cessa di merda” lo dici a tua madre.

Poschina

Il Mistero del Lago – Elizabeth Thornton

Bene, bene, bene.
Era ora.
Ho beccato, finalmente, un libro che mi ha fatto passare dei momenti piacevoli e rilassanti durante questa atroce seconda ondata di caldo lombarda e voglio condividere con voi queste sensazioni.
Purtroppo però il tempo scarseggia quindi vi beccate una recensione raffazzonata e piuttosto insolita, figlia del buttare su carta quello che mi passa per la testa senza ragionarci troppo.

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La Trama: Con il suo innegabile fascino, Ross Trevenan è l’uomo più bello che Tessa Lorimer abbia mai incontrato. Ma cinque minuti in sua compagnia la convincono che sia anche il più arrogante e irritante. Così è per lei una vera sorpresa scoprire le intenzioni di Ross: non solo la scorterà da Parigi fino in Inghilterra, ma ha anche giurato di proteggerla in ogni modo. A costo di sposarla. E ritrovarsi come marito quell’affascinante guardia del corpo è di certo la situazione più assurda e intrigante che Tessa potesse mai immaginare di vivere. Ma lei non sospetta di avere la chiave di un mistero per cui Ross sarebbe disposto a vendere la sua stessa anima. E forse anche il suo cuore… 

Ed ora la parola alla giurata – versione Spoiler Free

Tessa è una ragazza che io trovo insopportabile (quantomeno nella prima parte del libro) nonché bellissima. Vive in Francia con il nonno che la tratta come una piccola principessa sfortunata perché Lei ha un triste passato alle spalle.
Ross è un uomo bellissimo, ricchissimo e soprattutto biondissimo ed infatti, come potete vedere dalla foto, in copertina campeggia l’immagine di un uomo moro e per giunta di una bruttezza indecente. Anche lui ha una storia tristissima alle spalle e di lavoro fa “quello che si deve occupare di malavoglia della piccola, fastidiosa, viziata, bellissima Tessa.

Lei deve essere protetta perché un pazzo omicida la vuole far fuori.

Il resto è, come si suol dire, storia.

Ed ora la parola alla giurata – versione Spoilerosa

Tessa è una bellissima ragazza che è stata dotata anche di un’intelligenza viva oltre che di un carattere piuttosto difficile. Vive in Francia con il nonno malato e sul punto di schiattare e l’insopportabile di lui segretario; tale Ross., un uomo bellissimo, con un corpo stupendo con il quale lei non riesce proprio ad andare d’accordo perché lui non perde occasione di rimproverarla e di farle notare che è una bambinetta viziata.

E noi che siamo donne ormai di una certa esperienza, capiamo al volo che questa acredine non è altro che desiderio sessuale latente, pronto solo per esplodere in mille orgasmi e gravidanze indesiderate.

Quello che noi sappiamo, a differenza della povera, ignara Tess, è che Ross in realtà non è l’americano che dice di essere, ma un Lord Inglese venuto a raccattarla per portarla in Inghilterra ed usarla come esca per catturare lo stronzo omicida che gli ha ammazzato la giovane, docile, imperturbabile mogliettina gravida.

Perché la poco remissiva Tess, nasconde un segreto. Anni addietro è stat testimone di un omicidio, esattamente come l’ex adorata moglie di Ross e altre tre ragazze, ed ora, l’assassino, è tornato per ammazzare le testimoni. Il bello è che TUTTI sanno cosa sta succedendo, tranne Tess. TUTTI quello che lei crede amici disinteressati, stanno complottando per farle ricordare i drammatici momenti di quella notte al solo scopo di vendicare la tanto adorata Cassie (che a me sta sul cazzo in modo indicibile nonostante compaia solo nelle prime due pagine e poi venga solo nominata o descritta dagli altri).

Però ovviamente poi succede che lui è bello e ricco, lei è bella e ricca e, inutile dirlo, finiscono sposati con un pretesto ridicolo e si danno alla pazza gioia scopazzando ininterrottamente. E lei, cosa che non succede mai, passa da verginella inesperta a pornostar di altissimo livello nel giro di uno sverginamento e un paio di palpatine esperte.

L’idillio è però destinato a durare poco perché la povera Tess si rende conto piuttosto bruscamente che il carissimo, morigeratissimo, intelligentissimo Ross è ancora legato alla defunta adorata, santissima moglie e che il suo cuore non potrà mai essere libero di amarla incondizionatamente come lei desidererebbe tanterrimo.

Si fa convincere a sperimentare una sorta di terapia guaritrice che consiste nel ricreare le condizioni della notte del delitto per farle ricordare cosa è effettivamente successo. Il piano funziona a meraviglia, MA i nostri eroi rischiano lo stesso la pellaccia e Tess prende coscienza di quel piccolo, piccolissimo dettaglio che le sfuggiva: TUTTI le hanno sempre mentito e l’unico motivo per il quale le stavano intorno era trovare l’assassino della dolcissima, mielosissima, gravidissima Cassie.

Ed è qui che il personaggio di Tess tira fuori il meglio del meglio, quando perde finalmente le staffe ed insulta TUTTI quelli che credeva amici e che si sono rivelati essere degli stronzissimi impostori che la usavano per i loro sordidissimi scopi. Alla fine dello sfogo se ne va in una delle magioni del marito a riflettere sul suo futuro.

Parliamone:
Se lei alla fine se ne fosse andata mollando tutto e tutti, marito compreso, sarebbe stato il Libro dei Libri. Invece purtroppo siamo in un Romance classico e quindi bisogna che tutto finisca bene. Ross a raggiunge nella magione isolata e le dichiara eterno amore e lei gli si butta sul corpo come una iena sulla carcassa di una gazzella.

Tutto è bene quel che finisce bene. E tutto il bene che finisce bene è raccontato altrettanto bene, la storia del pazzo omicida che vuole eliminare le testimoni è sufficientemente realistica da non far smadonnare il lettore in turcomanno, l’attrazione sessuale tra Tess e Ross è palpabile ed intrigante, i personaggi di contorno funzionano e mi sono anche affezionata moltissimo alla nonna. Go Nonnetta, Go!!!!!!

Era tempo che un libro non mi obbligava a leggere in continuazione. Non è certo il miglior romance sulla piazza ma per passare un pomeriggio in piacevole compagnia va più che bene. Poi certo, Ross non mi è entrato nelle mutande, non mi sono sciolta durante le scene di sesso, non ho sospirato come una quindicenne alla prima cotta, ma per quello ho tantissimi libri che posso rileggere quando voglio.

Lo consiglio?
Decisamente. E’ piacevole, scorrevole, tutto sommato intrigante e non annoia mai. Cosa volete di più in questo periodo di magra?

In poche parole

Non sarà zia Agatha ma si difende bene, Non sarà Lord Dain ma mi posso accontentare, Non sarà il miglior romance del secolo ma rispetto a “Lammerda” che ho trovato ultimamente….avercene !!!!

Poschina

Il Listone – Dicembre 2014

Ebbene uomini, donne, bambini e animali, anche il 2014 è stato finalmente archiviato. Sì, lo so che un giorno riderò di tutto questo, so che ci sarà il fatidico momento nel quale guarderò al mio passato e mentre accarezzerò Sauron placidamente addormentato sulle mie ginocchia, sorriderò all’idea di questo blog e del perchè l’ho cominciato e di quante minchiate sono riuscita a scrivere nonostante l’impegno dei miei professori per farmi diventare una persona seria/normale/affidabile.

Arriverà quel momento, ma non è ora.
Ora è il tempo della recriminazione.
Sono di nuovo bloccata.
Sto leggendo “La Seduzione di un Gentiluomo” e sono ferma, bloccata, inchiodata, anche un po’ adirata perchè figazza santa, non è possibile che mi blocchi così, in questo modo infame…. però insisto, secondo me devo superare l’inizio….ditemi che poi migliora perchè al momento non ho sentito nulla….nessuna sollecitazione interna atta a farmi capire che questo libro possa donarmi porcherrime soddisfazioni. Nada. Una tristezza infinita.

Ma non vi assillo oltre…. ecco a voi le mie letture dicembrine:

– Il Duca e l’Istitutrice _ Jaqueline Navin   3,5
– I Silenzi del Marchese _ Alyssa Everett   5 meno
– Bastardo Numero Uno _ Janet Evanovich   7,5
– In cattività – La Seduzione del Male _ Miss Black  7,5
– Il Cancelliere e la Ballerina _ Miss Black  6
– Un Amore Straordinario _ Jill Barnett  4,5
– Le Virtù di un Libertino _ Anna Campbell   7
– I Capolavori _ Agatha Christie   10
– Buona Maestra _ Aldo Grasso  7,5
– Mondi Seriali _ Maria Pa Pozzato e Giorgio Grignaffini  7
– Il Ladro di Merendine _ Andrea Camilleri   8,5
– Ai Confini della Realtà – Cinquant’anni di Telefilm Americani _ Diego Del Pozzo   8

Siamo nel 2015.
In questi giorni di ferie mi sto letteralmente drogando di “Gambero Rosso Channel” e ho una voglia di cucinare pazzesca, poi però non concludo perchè ovviamente vengo colta da terrificanti attacchi di pigrizia. Che poi è il mio secondo nome.

Però ieri sera ho fatto la pizza. E in settimana giuro che faccio i muffin con i nuovi pirottini sicuramente cancerogeni che ho comprato dai cinesi e che sono così carini da farmi strippare ogni sacrosanta volta che li guardo.

Intanto che attendo di svegliarmi dal torpore vi auguro uno sfavillante 2015 ricco di ciò che volete, che siano cazzi giganti, amore romantico, cattiveria, morte o distruzione. Vi raccomando di essere sanamente egoisti, di pensare a voi stessi, di divertirvi, di fare tanto sesso, di non sbattervi troppo sul lavoro a meno che non sia il lavoro dei vostri sogni e di essere gioiosamente cattivi.

Sì, vi auguro con il cuore un 2015 di cattiveria pura.
La cattiveria è sottostimata.

Poschina

Il Listone – Novembre 2014

Ho scritto poco questo mese.
Potrei accampare scuse di ogni genere ma preferisco essere sincera.
Ho avuto un mese di merda sia lavorativamente che a livello personale. Problemi di salute vari, nuovi lavori incalzanti, umore altalenante, scazzo generale…. si, insomma… non certo il miglior Novembre della mia vita.
Quando sono in questi periodi caotici mi scatta l’insofferenza letteraria.

Da metà mese in poi non sono riuscita a farmi piacere quasi nulla di quello che compravo/scaricavo, ho una decina di libri incominciati e non finiti, odiati istintivamente e irrazionalmente. In parte è colpa loro; non è che fossero poi cos’ originali, in parte è colpa del mio mood che ha influenzato tutto ciò che mi circondava.

Ho quindi puntato le mie energie su libri che avevo letto molto tempo fa e che mi erano piaciuti. Li ho riletti e mi hanno riequilibrato il mondo interiore ed ora sono pronta per gettarmi a capofitto nelle letture di Dicembre, mese che amo e detesto con uguale convinzione.

Bando alle ciance, ecco a voi le mie letture e riletture novembrine:

– Oscuri Abissi di Piacere _ Miss Black   5,5
– Solo con il tuo Amore _ Lisa Kleypas  6,5
– Gli Amanti dello Scandalo _ Robin Schone   9
– Sposare uno Sconosciuto _ Lisa Kleypas   7
Più di un Desiderio _ Jess Michaels   5
– Desiderio Ribelle _ Julie Garewood  5
– Risveglio di Passioni _ Mary Balogh   6,5
– Sono io che me ne Vado _ Violetta Bellocchio  7,5
– Il Principe delle Maree _ Pat Conroy  7,5
– Miss Marple al Bertram Hotel _ Agatha Christie  7
– Amore ta i Polli _ P.G. Wodehouse  8
– Il Giorno in cui mia Figlia Impazzì _ Michael Greenberg  7,5

Ho appena aperto il kindle sulla prima pagina di “Il Duca e l’Istitutrice” sperando che mi possa dare porchissime soddisfazioni o grasse irritazioni da poter poi riversare su questo blog.
La bestiaccia pelosa cerca continuamente di impedirmi di portare a termine questo post, mettendo il suo testone sulla tastiera e schiacciando tasti a caso. Povero cicci…. pretende coccole.

Ma secondo voi, quest’anno, nevicherà?

Poschina

Il Meglio di Me – Nicholas Sparks

Non avevo mai letto nulla di questo autore perchè da adolescente incappai nel film “Le parole che non ti ho detto” e ne rimasi talmente impressionata da avere incontrollabili conati di vomito ancora oggi al solo pensiero.

D’altro canto, ho sempre sentito parlare non bene, ma strabene, dei libri di questo autore. Ricordo fin troppo lucidamente le strabilianti recensioni che un mio vecchio amico etero faceva dei suoi libri così pieni d’Ammmmore, di Sentimmmmenti e di Passssssione che si chiedeva come mai io restassi immune alla tentazione di leggerli.

Beh, ora che ho ceduto mi tocca ammettere che il mio istinto è fottutissimamente infallibile.
A pagina 18 stavo già bestemmiando.

ilmegliodime

La Trama: Nella primavera del 1984, quando frequentavano il liceo, Amanda e Dawson si erano innamorati: profondamente, irrevocabilmente. Nonostante appartenessero a due mondi opposti, il loro amore sembrava tanto grande da sfidare le regole della vita di Oriental, la cittadina del North Carolina dove erano cresciuti. Dawson, segnato dalla violenza della sua famiglia, pensava che il sentimento per Amanda lo avrebbe riscattato da un destino di solitudine e infelicità. Per lei, Dawson era uno spirito libero e appassionato, tutto quello che la sua rigida educazione di ragazza perfetta le aveva negato. Ma alla fine di quell’ultima estate, imprevedibile e fulminea come un temporale d’agosto, le loro strade si erano bruscamente divise. Ora, venticinque anni dopo, Amanda e Dawson si ritrovano a Oriental per il funerale di Tuck, il vecchio amico che un tempo aveva dato rifugio alla loro giovane passione.

Ed ora la parola alla giurata

Prima di tutto devo fare una precisazione. Anzi due, forse tre.
Come ho ripetuto all’infinito io adoro i finali tristi ed adoro i finali aperti.
Forse però non ho mai specificato che per quanto mi riguarda, peggio del lieto fine smielato c’è il finale patetico.

Ma andiamo con ordine.
Compro compulsivamente questo libro un sabato pomeriggio con mia madre. Lo vedo, lì in mezzo a tutti gli altri del caro, non tanto vecchio, Nicholas e decido che tra tutte è la trama apparentemente meno patetica e poi figa santa, basta con il romance in costume della serie “I Romanzi Emozioni”. Voglio un Romanzo vero, un Romanzo con la R maiuscola.
Essendo profondamente pirla, non leggo nulla sulla vita privata di questo autore.
Errore.
Scoprirò poi che è una specie di cattoconservatore, neocatecumenale, ciellino, statunitense che si vanta di condividere con moglie e cinque figli la visione prettamente cattolico/bucolico/spirituale della vita.

Capiamoci.
Io sono Atea.
E se mi infastidisco con gli espedienti comodi come finti fidanzamenti, gravidanze miracolose e ecodisastri atti solo a favorire il mielismo sfrenato, non avete idea di quanto mi incazzi quando in un libro viene usato il capostipite degli Espedienti Comodi: l’evento PARANORMALE.

Io vi avverto.
Sarò prolissa, spietata e spoilererò come se non ci fosse un domani.

Ho notato che lo scrittore americano medio, per non allontanarsi troppo dallo stereotipo che l’europeo medio ha di lui, scrive principalmente storie che hanno come protagonisti degli scarti della società che cercano (e il 99% delle volte ci riescono) di riscattarsi. Il tutto contornato dalla descrizione di una deep america classista e becera, ferma alla guerra di secessione, ignorante, fastidiosa e che ti fa domandare seriamente se è proprio questa l’idea di Democrazia che siamo così ansiosi di esportare.

Ma lasciamo stare il discorso politico perchè non è il luogo.
Solo io a 17/18 anni ero circondata da adolescenti che parlavano come adolescenti, ragionavano da adolescenti, erano profondamente idioti come tutti gli adolescenti?
No, perchè questi libri del cazzo sono pieni di diciottenni innamorati (ma l’AMORE quello con tutte le letterazze maiuscole) che ragionano come quarantenni “vecchi dentro” e che fanno quei discorsi fastidiosi e patetici del tipo “Ti amo troppo perchè tu rinunci ai tuoi sogni per me”. A 18 anni?
MA DOVE?
A diciott’anni vuoi tutto quello che puoi prendere (e smettetela di ridere per l’involontario doppio senso perchè vi sento). A diocott’anni sei un cazzo di vulcano di emozioni che nemmeno sai controllare e figurati se stai lì a fare “La Rinuncia d’Ammmmmmore” perchè ritieni di non essere la persona adatta con cui costruire un futuro. Costruire un futuro? Ma quanti anni hai 100?

Già questo gap culturale mi impedisce di identificarmi/lasciarmi andare/godermi la lettura perchè sono costantemente distratta dalla consapevolezza di leggere cose che non stanno nè in cielo nè in terra, e ciò sarebbe di per sè sufficiente a farmi desistere dall’andare oltre. Siccome ho tendenze masochiste ma soprattutto adoro poter polemizzare a vuoto, coraggiosamente vado avanti con la lettura, sperando di provare almeno un brivido di una qualsiasi emozione diversa dalla rabbia.

Lui, Dawson, da quel lontanissimo ultimo anno del liceo non ha avuto altre donne perchè non riesce a dimenticare Lei. Ok, ragazze, capiamo bene. Questo non è romanticismo, ma patologia. Io un uomo che non è riuscito a scopare nessuna che non sia io, non lo voglio. E’ creepy.

Lei, oltre ad una serie di sfighe una dietro l’altra, di lavoro fa la mamma di tre (erano 4) splendidi figli, l’ultima dei quali è affettuosamente chiamata “meraviglioso incidente” e poi ovviamente fa anche la volontaria nel reparto oncologico pediatrico perchè essendo la protagonista di un romance di scarso livello aspira alla santità.

A pagina 58… più o meno, penso che il libro possa finalmente carburare perchè Dawson e Amanda si ritrovano dopo 20 e qualcosa anni e devo ammettere che almeno questa scena è scritta decentemente. Tenerezza, apprensione, curiosità, il fiotto di ricordi dolceamari….
A pagine 62 già si è spento tutto.
Mi arrendo.

Il famoso week-end di passione, ricordi, recriminazioni e confronto in realtà si riduce ad una notte di sesso che nemmeno ci vede spettatori eccitati e ad un paio di baci che non mi hanno fatta fremere per niente. E se non fremo io è abbastanza grave. Venerdì ho visto un tizio seduto su un muretto in Largo Corsia dei Servi che leggeva un libro a torso nudo ed ho sinceramente pensato che lo facesse solo per eccitarmi. Un uomo…mezzo nudo…. che legge un libro. Ero praticamente sull’orlo dell’orgasmo.
Invece in questo ritrovarsi e lasciarsi andare alla passione (quale passione ancora non lo so) non mi ha lasciato addosso nulla, a parte la noia.

Questo non è un libro d’amore.
Non è un libro sulla passione.

E’ un libro che parla della paura di amare nel senso più profondo del termine, parla di convenzioni sociali e dell’incapacità di scrollarsele di dosso. Parla di una donna che continua noiosamente a ripeterci che Dawson è l’amore della sua vita senza fare nulla per averlo. Non fa nulla quando lui le dice a 18 anni che non possono stare insieme, non fa nulla quando scopre che è in prigione, non fa nulla quando torna un uomo libero, non fa nulla nemmeno dopo che si sono ritrovati, amati, confidati. Anzi. Per metterci su il caricone da 90 gli dice che lo ama ma che la deve lasciare andare. In pratica non ha nemmeno le palle di decidere lei come finirà la storia ma lo fa fare a lui. Così si lascia mollare e contemporaneamente lo tiene legato a sé.

Ma vaffanculo, stronza.

E’ un libro che parla di un uomo che è rimasto intrappolato nella rete distruttiva di una famiglia disfunzionale ai limiti della credibilità. Un uomo incapace di andare avanti, condannato da se stesso a rimanere legato ad una donna che tutto si può dire tranne che si sia mai davvero impegnata per cercare di far funzionare le cose tra di loro. Un uomo di una tristezza desolante. Ma non una tristezza che fa tenerezza, una tristezza che fa rabbia perchè è completamente incapace di lottare per quello che davvero desidera.

E mi andrebbe anche bene  questa visione squallida della vita  se non fosse che lo scopo è un altro; su tutto aleggia un’esasperante visione cattolico/apocalittica secondo la quale non c’è maggior soddisfazione del sacrificarsi in nome di qualsiasi cosa che non sia una gratificazione personale. L’intera storia è dominata da un fastidioso autocompiacimento nel sacrificarsi. Lui in adolescenza sacrifica il suo amore per donare a lei un futuro migliore. Lei si sacrifica per non turbare la tranquillità familiare e pace ed amen se in realtà “tranquillità familiare una sega” perchè sta con un alcolista che non ha mai veramente amato (povero Frank hai tutto il mio appoggio morale) ed ha sprecato ogni opportunità in favore dei figli. E alla fine della fiera, Dawson sacrifica la vita per espiare i suoi peccati che sono, nell’ordine: aver ucciso del tutto involontariamente e senza colpa alcuna un uomo 20 ed oltre anni prima, ed essersi scopato (immagino alla missionaria e recitando il rosario) l’unica donna che abbia mai amato. In compenso il suo cuore viene usato per salvare la vita del primogenito di lei, che viene punita con l’incidente del figlio perchè ha osato infrangere il sacro vincolo scopando con (a detta sua) l’unico uomo che abbia mai amato; e poi ricompensata con il salvataggio in extremis del suddetto figlio perchè ha rinunciato all’idea di viviere The Big Love Ever in favore della famiglia.

Peggio ancora di tutto quanto detto sopra, c’è l’espediente comodo del paranormale, ossia il fantasma dell’uomo che Dawson ha involontariamente ucciso, il quale passa tutto il libro salvandolo, solo per condurlo a morte certa in una rissa da bar e permettergli di salvare il figlio della donna che ama.
E se questo è il genere di libro che donne, uomini e critica osannano, sono orgogliosa di essere una voce fuori dal coro.

Sono fiera di essermi resa conto sin dalle prime pagine di trovarmi in territorio “manipolazione” e di non essermi fatta fottere da Nicholas.
Non è una storia d’amore.
E’ una predica domenicale, peraltro pessima, nella quale siamo esortati a sacrificarci costantemente, a non cedere alla passione, a non pensare al bene di noi stessi, a non ribellarci a non lottare per quello in cui crediamo. E’ un costante ricordarci che l’amore non è quello fisico, e che l’amore platonico tra i due protagonisti è sufficiente per appagare lo spirito.
E’ un libro che, in pratica, va contro tutto quello in cui credo.
E’ diseducativo, patetico ed ingannatore.

Mente sapendo di mentire.
Tutto questo amore si riduce ad una cosa: l’ossessione di Dawson per una donna che sostiene di amarlo incondizionatamente, ma che non versa nemmeno una lacrima quando scopre che è morto. Non dico di lanciarti sotto un tir, ma porca puttana, l’uomo che sostieni di amare da una vita è MORTO e tu tutto sommato la vivi bene.
Se questo è l’Amore con la A maiuscola ben vengano gli Harmony a 2.99, completamente privi di ogni velleità letteraria ed estremamente onesti. Sì, fanno cagare, ma non mentono mai.

Se questo è l’ideale di storia d’amore che, prendendo spunto da un vecchio slogan, piace alla gente che piace, preferisco restare sola in un angolo a leggere mille volte la scena finale de “Il principe delle maree” nella quale Tom Wingo confessa  che ogni sera, mentre torna dal lavoro e passa su un ponte, si ritrova ad invocare il nome di Susan, una preghiera rivolta alla donna che amandolo lo ha reso un uomo libero.

Questo è romanticismo. Questo è quell’amore che ti fa piangere. Quell’amore così violento ed incontrollabile che non puoi non invidiare.

Dimenticavo.
Nulla di questo libro mi ha davvero toccata.
Dawson cresce in un contesto di degrado, ma un degrado patinato, costruito, calcolato al millesimo. Amanda viene da un contesto ricco, bigotto, patinato ma mai davvero criticato. Infatti l’autore ci tiene a farci sapere che, in fondo, il comportamento della madre di Amanda ai tempi della relazione della figlia con Dawson era comprensibile.

Nicholas…Mavaffanculo!

Mi dispiace che questo autore sia considerato il Re dei romance.
Mi dispiace che faccia un sacco di soldi con la fuffa.
Mi dispiace di aver contribuito alla sua fama comprando questo libro.
Ma non mi pento di averlo letto perchè per poter affermare con convinzione che qualcosa  fa cagare, bisogna prima averla provata.

Questo libro è come uno di quei film Hollywoodiani che andrebbero bene per “Pomeriggio Cinque” oppure il “Ciclo Emozioni” dei pomeriggi agostani; quei film patinati, stucchevoli e fondamentalmente noiosi che si tengono di sottofondo mentre si fanno cose molto più importanti, come per esempio pulire il water.

In poche parole

Addio Nicholas, non è stato affatto bello incontrarti.

Poschina

p.s. La categoria “Voi non l’avete capito” è dedicata a chi ha letto il libro e non si è reso conto di essere stato manipolato dalla prima parola all’ultima.

Anne Stuart – La Saga dei Rohan

Non voglio stare qui a tediarvi indecentemente con le ragioni della mia profonda infelicità, piuttosto vorrei concentrarmi su quella che negli ultimi due giorni è stata “La Questione Esistenziale” per eccellenza:

Perchè nonostante io abbia venerato “Il Bacio dello Scorpione” di Anne Stuart, non riesco ad appassionarmi visceralmente agli altri libri della saga?

A voi stolti potrebbe sembrare un problema di poco conto. Voi che avete vite vere, intendo. Ma per me è stato traumatizzante non capire, fino a ieri pomeriggio, il perchè di questa differenza di affezione.

Non capivo cosa ci fosse in Francis, Adrian e Benedick, tutti libertini bellissimi, dissoluti e con l’immancabile cazzo grosso, di sbagliato; perchè qualcosa di sbagliato c’era di certo e mi impediva di innamorarmi follemente di loro come mi è invece successo immediatamente con Lucien de Malheur.

Ma analizziamoli singolarmente.

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In Innocenza e Seduzione conosciamo il primo Rohan di nostro interesse.
Francis Alistair St. Claire Dominic Charles Edward Rohan, Visconte Rohan, è un trentanovenne dedito alle peggiori perversioni all’epoca conosciute. E’ stato massacrato dalla vita e per reazione ha deciso di dimenticare tutto ciò che di buono c’è su questa terra e dedicarsi al godimento sfrenato. Tuttavia, alla lunga, scopare a destra e a sinistra gli da noia. Perseguitato dall’Ennui che tutti noi conosciamo fin troppo bene, viene a contatto con una donna caduta in disgrazia, non giovanissima (per i dettami dell’epoca), caparbia, apparentemente disinteressata al sesso…. anzi, diciamocelo, lei proprio non capisce cosa ci sia di così piacevole nel farsi infilzare da un uomo (a sua discolpa sono costretta a dire che dopo quello che ha passato, non stento a crederlo).

In breve lui si incapriccia di lei, lei si invaghisce di lui e alla fine la dissolutissima vita da libertino viene presa a calci in funzione di un sano e classicissimo lieto fine.*

Francis è un bel personaggio. Non è freddo, semplicemente non può fregargliene di meno. Qualsiasi cosa succeda sembra non toccarlo minimamente. Non si diverte, non è triste, non è felice, non è nemmeno annoiato in senso stretto. Potremmo definirlo mentalmente passivo. La Stuart lo caratterizza molto bene. Gesti, sguardi, indolenza. Sembra quasi di vederlo ergersi seminudo con tutto il suo splendore di maschio alpha.

Tuttavia….. beh, tuttavia Non è Lucien.

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Adrian Alistair Rohan è, come suo padre prima di lui, un frequentatore assiduo dell’Esercito Celeste. E’ bellerrimo, intelligenterrimo, con il gazzo grosso. Deve essere di famiglia. Ora apro la guida telefonica di Londra, prendo la lista di tutti i Rohan e poi li contatto per capire se è leggenda o realtà.
Cmq.
Lei è una zitellona apparentemente insignificante che decide di capire come mai tutti sono così attratti dal sesso e si intrufola, complice la cugina, in una riunione dell’Esercito. Per un caso fortuito viene riconosciuta da Adrian, di cui è sempre stata innamorata, il quale la salva da un incontro indesiderato, la barrica in una stanza, la inizia ai piaceri del sesso, viene costantemente fuori dalla sua vagina e nonostante tutto lei rimane incinta. Ed io immagino gli spermatozoi di Adrian che cavalcano dal materasso alla vagina, poi risalgono l’utero e le tube per fecondare l’ovulo della ex-innocente Charlotte. Ovviamente sono tanti piccoli Ironman dopati.
Fatto sta che lei manco si rende conto di essere stata ingravidata e da qui nasce il BIG MISUNDERSTANDING del libro.
Lui dice che la sposerà solo perchè è incinta, lei lo rimbalza….
…..
….
Si sposano felicemente e nonostante lei ne subisca di tutti i colori compreso un tentato omicidio il feto sta benerrimo e finisce a tarallucci e vino*.

Non che Adrian sia poco interessante, ma è un po’ molle e poi…. Non è Lucien.

(Adrian e Charlotte sono il papà e la mamma di Miranda e Benedick).

SENSUALE-TENTAZIONE_cover_bigBenedick Francis Alistair, VI Visconte di Rohan ha un passato sfigatissimo. Ha perso due mogli nell’atto di partorire i suoi figli. Manco in Rosemary’s Baby. Fatto sta che decide che sia tempo di farne crepare un’altra, torna a Londra e si imbatte in una vedova vecchiarda che di professione fa la “Santa Maria Goretti”. Recupera prostitute per riciclarle in lavori perbene.
Dopo un matrimonio con un vecchio e una poco piacevole esperienza con un giovane, Melisande non ne vuole proprio sapere di scopare di nuovo. Tutto ma il sesso no…..
Poi incontra Benedick e ok…. forse scopare non è poi così male.
Lei lo convince ad aiutarla a sgominare un perfido piano ordito dal nuovo Esercito Celeste ed insieme passano un botto di tempo a cercare di infiltrarsi nella setta.
Tra un tentativo e l’altro piovono multiorgasmi manco se piovesse e cazzi enormi perennemente in tiro.
Dopo una notte di passione sfrenata lui, pur di non ammettere di amarla, la tratta di merda e lei se ne va.
Finirà con un glorioso happy ending*.

Ammettiamolo…. Benedick non è per niente male, anche se gli manca qualcosa…. Non è Lucien.

Ed io mi chiedevo ossessivamente cosa, cosa cazzo avesse di tanto speciale “Il Bacio dello Scorpione” tanto da elevarlo non una, non due, non tre, ma dieci spanne sopra gli altri libri della serie.

Poi, mentre ero più o meno a Bollate Nord, l’illuminazione.
E’ crudele.

Francis, Adrian e Benedick sono i classici libertini pentiti che imperversano in ogni Romance storico che si rispetti. Anzi, sono proprio dei Cavalieri dall’Armatura scintillante che salvano letteralmente le loro dame da morte certa. In tutti i 3 libri sopra elencati c’è la dama in pericolo di morte e il salvataggio in extremis da parte del maschio.

Mentre ne “Il bacio dello scorpione” la pulzella di turno è minacciata e vessata dal protagonista maschile. Un uomo crudele, che prima la fa compromettere da un libertino, le procura un incidente in carrozza, la avvicina fingendosi il suo salvatore, poi la costringe a fuggire con lui, spiegandole minuziosamente quanto lei sia solo una pedina utile ai suoi piani di vendetta nei confronti della sua famiglia. Cerca di sottometterla psicologicamente e anche alla fine, quando si trova costretto ad ammettere i suoi sentimenti, riesce a farlo senza che il personaggio venga snaturato, ma mantenendo tutta la bastardaggine cinica che lo caratterizza dalla prima pagina.

Lucien e Miranda sono due eroi alla pari, lui non la salva da tentati omicidi, stupri o quant’altro, lui non la ingravida, lui non la coccola. Lui fa di tutto per farsi odiare e lei, donna con le palle, si salva da sola. Combatte, lotta, escogita assurdi espedienti per esasperarlo fino a che non si trova costretta ad ammettere che quel bastardo arrogante e presuntuoso è la cosa migliore che le sia capitata.

Eccola la caratteristica che rende Lucien il miglior personaggio maschile della serie, l’unico degno delle mie attenzioni sessuali (anche se devo ammettere che Francis, con la sua indolenza esasperante, merita almeno un po’ di considerazione)…. la sua coerenza dalla prima all’ultima pagina, una coerenza fatta di cattiveria e sete di vendetta, di sentimenti trattenuti, di lotta per non cedere. Ah, Lucien…. mio eroe !!!!

Consiglio a chi voglia approcciarsi a questa serie, di leggerla in ordine corretto…non come ho fatto io che sono partita dal terzo prima di rendermi conto che ce n’erano due precedenti… d’altronde quando una è rincoglionita, è rincoglionita…..

Farei notare che la Stuart ha la fissa per le donne deluse dall’esperienza sessuale, pronte a cambiare idea grazie alle capacità del libertino di turno.

Ogni libro oltre alla storia principale, ha una sottotrama. Onestamente trascurabile, se non altro perchè il tempo speso per approfondirla è pari a quello che impiego per cambiare canale quando compare Checco Zalone in televisione.

In poche parole

Uomini che potrebbero intrattenermi nell’attesa di Lucien.

Poschina

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