Jane Eyre – Charlotte Bronte

Per capire l’impatto che questo libro ha avuto sulla mia psiche, dovete immaginarmi nell’estate dei miei quattordici anni. Prima che tutto ebbe inizio. Dopo che tutto ebbe fine. Prima del liceo, dopo i rigori di USA ’94. Prima dell’essenza di vaniglia, dopo il Piz Buin n.4. In quell’estate indefinita che mi avrebbe traghettato nell’adolescenza piena. Nel bipolarismo adolescenziale. In quel particolare periodo della vita di una ragazza nel quale si forma l’intera idea di amore. Quello con la A maiuscola. Quello che da quel momento in poi, cercherò con tutta me stessa.

Ho quattordici anni, non mi chiamo ancora Poschina e non sono propriamente felice. Sono stordita dai cambiamenti, ubriaca di sensazioni, fiduciosa in un futuro che non stenterà ad arrivare. Ho quattordici anni e tutto quello in cui ho sempre creduto è ancora lì a sostenermi.
In un momento così critico e pericoloso incappo in Jane & Edward, ed il mio mondo non sarà più lo stesso.

jane-eyre

La Trama: Jane, orfana e povera, è riuscita con infiniti stenti a studiare e ora lavora come istitutrice nel castello del signor Rochester, un uomo apparentemente brusco e scostante, padre di una bambina.

Ed ora la parola alla giurata

Capiamo immediatamente che siamo in territorio Romance da un particolare specifico: Rochester ha un passato burrascoso. Benchè ci venga descritto come non particolarmente bello, perennemente accigliato, brusco, scontroso, cinico e disilluso, ci viene anche detto che la vita lo ha calpestato diverse volte; anzi… è proprio lui che ci dice che “da giovane ero un ragazzo di sentimento…. poi la sorte mi ha maltrattato, mi ha impastato con le nocche ed ora mi vanto di essere insensibile….”
Noi sappiamo anche che non è brutto nel senso di ripugnante, non è altissimo ma ha spalle larghe e vita stretta. Non è bellissimo ma ha quel certo fascino animale che tutto sommato alle donne piace. Non è splendido ma è particolarmente arguto e brillante, ha una bella voce, sa cavalcare ed è ricco.
Ma soprattutto ha avuto grossi problemi con la famiglia, la quale lo ha incastrato in qualcosa che la governante pettegola non sa o non vuole ancora dirci. Il punto però, che non dovete MAI dimenticare, è che lui è un uomo distrutto dalla vita, quindi un uomo che non crede nell’amore. Quindi il classico protagonista di romance. Anzi, il capostipite del genere.

Un altro segnale inconfondibile che ci fa capire in che terreno siamo è che nonostante l’aura da bastardo insensibile della quale si circonda, lui ha un cuore d’oro. Lo sappiamo per certo in quanto si prende cura della figlia della sua amante francese, tale Adele. Bambina insopportabile e vanitosa che lui odia in quanto gli ricorda quello zoccolone della sua ex amante, ma che mantiene in quanto “non se la sente di lasciarla morire in una strada”. Classico. Classicissimo. Bastardo solo per autodefinizione ed infatti tutti, compresa la governante pettegola, ci ripetono in continuazione che non è colpa sua se è diventato così cinico… lui è stato massacrato dalla vita.

Ma passiamo alla protagonista femminile.
Jane. La mia adoratissima Jane.
Chi meglio di lei può fare da mamma putativa a tutte le donne dei romance a venire?
Non è bella. Anzi, diciamocelo. E’ bruttina. Tuttavia, è intelligente, innocente, paziente, parla tre lingue, disegna benissimo, ha due palle come due angurie, è sensibile e salva la vita ad Edward in almeno 6 modi differenti. Non teme nulla. Non si fa mettere i piedi in testa, si dimostra fragile e di acciaio inossidabile a seconda del momento.
E’ lei che ci narra la storia.
Anche lei è stata massacrata dalla vita. E’ a tutti gli effetti una sopravvissuta. Ma questo non l’ha resa una stronza. Assolutamente NO!
Qui siamo nel romance estremo, l’eroina è sempre e cmq. superiore a quelle vili passioni quali invidia, superbia, cattiveria, cinismo… Lei però eccelle nella capacità di amare. Ama incondizionatamente. Sempre e comunque.

Si affeziona subito alla bambina antipatica perchè è buona di cuore e la sente tanto vicina… in fondo sono due anime abbandonate e quindi non c’è nulla di strano.

La cosa davvero scandalosa è la passione carnale che nutre per Edward. Tenendo conto che è il Romance originario e che è stato effettivamente scritto nell’ottocento e non da una scafatissima odierna cinquantenne frustrata del Missouri, è sconvolgente leggere quanta passione repressa bruci dietro gli sguardi di Jane. Perchè lei lo ama, ama il suo corpo, i suoi capelli, le sue labbra, il suo cinismo…. e via dicendo. E lo ama non nel senso platonico ma proprio “brucia” di passione per lui. Lo ama in modo viscerale, carnale.

Memorabile l’intero corteggiamento, caratterizzato da dialoghi brillanti e soprattutto dalla bastardaggine con cui Edward la convince di voler sposare la bellissima Lady Blanche Ingram. Praticamente la costringe a guardarlo corteggiare un’altra donna, a subire le angherie verbali della di lei madre, a presenziare a noiosissime serate piene di bella gente di una simpatia impareggiabile, il tutto per dimostrarle in modo contorto e arbitrario, che a lui la High Society fa cagare e che spasima per lei.

Nonostante abbia letto centinaia di Romance, anzi di Deep Romance, nulla riesce a raggiungere il picco di emozioni che la dichiarazione di Edward provoca nella donna comune. Quel tenerissimo “Jane, dolce e strana creatura quasi ultraterrena, io ti amo come la mia stessa carne. Sposami! Ti prego, chiamami per nome e dimmi Edward, voglio sposarti.” Il tutto prima di stringerla tra le braccia ed infilarle 2 metri di lingua in bocca mentre un temporale violentissimo (simbolo della loro passione repressa) sta per scatenarsi su Thornfield.

Ma bando al romanticismo e passiamo alle cose serie. Il Big Misunderstanding e Gli Espedienti Comodi. Questo libro ha talmente tanti espedienti comodi che potrei scriverci un saggio. Mi soffermerò, per pura praticità, su quelli più evidenti.

Parlando di BM la faccenda è piuttosto semplice: La moglie pazza.
Arriva finalmente il giorno delle nozze. Jane è riuscita a tenere a freno la passione travolgente tra lei ed Edward ed arriva pura e casta all’altare. Mentre si celebra il rito compare un tizio che afferma l’impossibilità del matrimonio in quanto Rochester ha già una moglie viva e vegeta e che per giunta sta proprio lì, a Thornfield.
Segue scena drammatica nella quale si rivela il BM della storia, e devo ammettere che la prima volta che l’ho letto sono rimasta completamente attonita. Cazzo !!! La moglie pazza rinchiusa in soffitta….. Segue il racconto dell’intera faccenda che serve solo a ricordarci che in fondo Edward è buono, dolce e caro e che tutto sommato non c’è niente di male nel volersi rifare una vita con la donna che si ama.
E qui apro la parentesona. Ha ragione. Parliamone. Jane…. cara, dolce, piccola Jane. Dagliela !!! Goditi la vita !!!! Hai davanti a te un uomo non bello ma decisamente affascinante, che ti ama, ti venera, si sente pure in colpa ( e dio solo sa quanto può essere piacevole un uomo quando deve farsi perdonare qualcosa), è ricco, disposto a mantenerti in una villa in Francia e tu, per quattro convinzioni cattoconservatrici, ti neghi? Fai la figa di legno che non cede? NON SI FA!!!!!

Cmq. Jane resiste alla tentazione sessuale e fugge nella notte.
E qui il primo espediente comodo: capita stremata dalla fatica proprio in casa del lontano cugino. Sì, sembra incredibile e lo sarebbe se non fossimo in territorio Romance, dove i fortuiti casi non esistono ma è tutta una macchinazione del Destino per riunire i nostri eroi. Tutto è possibile, anzi l’impossibile deve essere possibile quindi lei viene raccattata da “palla al cazzo” St. John, detto anche l’uomo ghiacciolo, il quale la cura, la ristora, le trova un lavoro, si dimostra un pezzo di ghiaccio paranoico e fissato con la religione e il senso del dovere, smaschera la nostra dolce eroina e le comunica che lo zio di Madera è morto lasciandole un botto di soldi.
Tutto ciò serve a ribadire due concetti:
– Jane è buona, pura e disinteressata e infatti decide di dividere l’eredità con i cugini appena ritrovati;
– Jane è passionale e ribelle, infatti grazie a dio non accetta le terrificanti avance di Ghiacciolino St. John e anzi, spinta dal richiamo della voce disperata di Edward, decide di tornare da lui…. e vaffanculo alle convenzioni, lei nel letto dell’uomo che ama ci vuole finire a prescindere.

Ma il vero colpo da maestro è l’altro, fondamentale, espediente comodo.
La moglie pazza è morta. Anzi. La moglie pazza ha appiccato il fuoco al castello, e se non fosse stato per il coraggio di Ed, chissà che strage sarebbe stata. Lui ci ha davvero provato a salvarla, ma non c’è riuscito. Stanno tutti bene, o quasi, ma lei è morta.
Ergo Edward Fairfax Rochester è libero. Quindi la dolce Jane può “dormire” con lui senza che questo sia peccato. Si può finalmente scopare senza che Dio se ne abbia a male !!!! Giubilo a Thornfield!!!

Ma….
Lui è un tronco umano cieco.
Ah, che colpo di scena.
Ah, quante emozioni.

Ora… ricapitolando.
Lei torna a casa infoiata come una faina, scopre che non c’è più alcun impedimento alla realizzazione dei suoi sogni perchè la mugghiera pazza è deceduta, si accinge a correre tra le braccia del suo amore di una vita, e invece si ritrova a fissare “quel che resta di Edward”. Nonostante tutto, siccome il loro è quell’Amore con la A maiuscola che tutti cerchiamo, lei non si abbatte ed anzi….. Ora è una donna ricca, libera, giovane e bellissima e si offre di stare con lui per sempre, perchè cosa sarà mai? In fondo l’Ammmore è quello che conta. Si sposano, copulano, fanno dei figli (il primo dei quali rigorosamente maschio, perchè non sia mai che la perfetta Jane scofani una femmina) e quando lui stringe tra le braccia il pargolo riacquista la vista e si accorge che ha i suoi stessi occhi neri e vivaci.

Cazzo !!! Ma è un Harmony !!!!
Ebbene sì. L’antesignano di tutti gli Harmony.

Ma non è questo che deve preoccupare intere generazioni di mamme che lasciano le figlie libere di leggere certa letteratura. Quello di cui devono preoccuparsi è ben altro.
Leggendo questo libro la me quattordicenne si è convinta che fosse così, che essere bruttine ma sincere, alla fine avrebbe pagato. Che essere intelligenti e brillanti è cosa buona e giusta. Che l’Amore, quello con la A maiuscola, avrebbe curato ogni male, superato intere distese di erika, abbattuto differenze sociali, scardinato assurde convinzioni, appagato il cuore, lo spirito e la mente.
Perchè io, in quella fottutissima estate di vent’anni fa, ci ho creduto.
Ho creduto in Jane, mi sono affidata alla sua forza, ho fatto della sua lotta per amare una ragione di vita. Mi sono innamorata di Edward, ho passato le pene dell’inferno nell’allontanarmi da lui, ho compreso le sue scelte, lottato per non cedere alla passione, combattuto con me stessa per non smettere di credere nell’amore e nella forza interiore….
Dio quanto ho amato questo libro.
Quanto amo questo libro.
Anche ora, dopo quell’estate e tante alte, dopo tutto quello che mi è stato portato via e che non avrò mai più indietro, quando leggo Jane Eyre mi appassiono come la prima volta. Come una sciocca, fiduciosa, appassionata, combattiva quattordicenne.

D’altronde, lo dicono anche i saggi…. Il primo Romance non si scorda mai.

In poche parole

L’antesignano di tutti gli Harmony.

Poschina

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7 thoughts on “Jane Eyre – Charlotte Bronte

  1. Che dire, ti adoro. Recensione stratosferica, divertente e toccante in ugual misura. Mi piacciono i tuoi pensieri che non prescindono mai dal “vissuto”, che poi a mio parere è l’unico modo per mangiare e digerire i libri. Anch’io ho adorato Jane Eyre anche se il film con William Hurt nella parte di Rochester mi ha fatto veramente schifo.
    La mia adolescenza è stata marchiata da Brunella Gasperini (grazie ai romanzi di mia madre che leggevo di nascosto), in particolare “Le ragazze della villa accanto” e il seguito “Ero io quella”. Li hai mai letti? Scritti benissimo, te li consiglio. Nell’usato hanno prezzi proibitivi ma si trova il file…

    Ciao
    simo

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    • ciao Simo !!! Sono contenta che ti sia piaciuta la mia recensione (un po’ fuori dalle righe) di questo straordinario libro…..
      Ti consiglio lo sceneggiato della BBC con Ruth Wilson e Toby Stephens. Tra tutte le trasposizioni che ho visto è sicuramente la migliore. Si prende qualche libertà rispetto al libro (un paio di scene di passione che nelle pagine scritte non esistono anche se ci starebbero decisamente bene) ma per il resto è recitato divinamente (io l’ho visto in lingua originale) e le atmosfere sono rese alla perfezione.

      Non conosco la Gasperini ma mi sono già segnata il nome per approfondire 😉

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  2. La tua recensione non è solo bellissima, mi ha fatto commuovere… e anche se in fondo non è vero che nella vita alle bruttine sfigate e sincere va tutto bene, è vero però che è bello crederci. Comunque.

    Io sono arrivata tardi ai classici, verso i vent’anni, dopo aver passato la mia adolescenza macinando migliaia (non credo di esagerare) di Harmony…
    E ricordo che quando lessi per la prima volta Jane Eyre (e ancora di più con “Orgoglio e pregiudizio”) rimasi folgorata: cioè… era un libro piacevole! Era scorrevole! Parlava d’amore!
    È un romance, sì, in piena regola. Rochester è… fantastico, punto; i dialoghi tra lui e Jane, ricordo con che stupore li lessi… tanto d’occhi quando Jane gli dice “Sì, penso che siate brutto”…!

    Come fai notare tu, le cose, in Jane Eyre, si sistemano con “escamotage” che forse oggi non sarebbero più accettabili; ma pensando che è stato scritto un secolo e mezzo fa e ancora oggi ci fa battere il cuore, è davvero un capolavoro!

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    • La prima volta che l’ho letto sono rimasta folgorata perchè mai avrei creduto che un libro scritto nell’800 avrebbe potuto essere tanto intenso e passionale. Oltretutto non pesante. Mi immaginavo una roba lenta, noiosa, vecchia….. e invece mi sono trovata davanti ad una storia rivoluzionaria per l’epoca. Jane è effettivamente una donna modernissima, ribelle, eroina a tutto tondo.
      Io mi sono divertita a prendere un po’ in giro questo libro che è a tutti gli effetti la mia coperta di Linus…. quando le cose non girano lo rileggo per riequilibrare lo spirito.

      Ma i dialoghi !!!! Quando Jane crede che Edward voglia mandarla in Irlanda e si oppone dicendo “E’ troppo lontana !!! Lontana da Thornfield, lontana da Voi!!!” ma quanta passione, quanto amore… e senza inutili smancerie !!!

      E che dire di Edward. Il padre di tutti gli eroi romantici….
      La prima edizione che ho comprato, con tanto di sottolineature e note, l’ho conservata per anni… poi quella bestia infida del mio cane lo ha smangiucchiato tutto… quando me ne sono accorta per poco non piango 😦 che sfigata !!!!!

      Ovviamente ne ho comprato subito un altro, ma non è la stessa cosa….

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