Mani Calde, Cuore Freddo – Miss Black

Ci provo, perchè sono a casa sola con Satana e Lucifero che sono in piena fase Terrible Two e che in questo momento stanno saltando sul mio letto armati di biscotti e di un ombrello pieghevole che hanno rubato chissà dove mentre io, madre degenere, cerco di scrivere una recensione…..

Qualche anno fa, non so come e non so perchè, ho acquistato il mio primo libro di Miss Black che, cita la biografia “… ha lavorato per anni come mistress, in Italia e all’estero. Si è ritirata e vive in Gran Bretagna. Scrivere per lei è un hobby” e vorrei che fosse chiaro che a me questa versione piace, cioè anche se in realtà fosse un’ultrasessantenne di Bollate che ha sempre fatto la casalinga non lo voglio sapere, e non voglio nemmeno sapere se in realtà è un’autrice che detesto che scrive sotto pseudonimo. A me piace così, come si presenta, se poi è davvero una ex mistress ora rilassata scrittrice, meglio ancora.

Tutto questo inizio prolisso solo per dire che una volta trovata, non l’ho più lasciata andare.

La Trama: Si può finire a letto con qualcuno senza averne l’intenzione? È quello che succede a Kerry Arveda, operativa della CIA alla prima missione sul campo. Il suo obbiettivo è scoprire se un’azienda di componentistica meccanica aggira le sanzioni internazionali verso gli “stati canaglia” e per farlo pensava di fare amicizia con Ethan Fairchild, uno dei dirigenti della compagnia. Ma le cose non sono andate come previsto, anche perché Ethan «non pratica il romanticismo» e il loro primo appuntamento si è trasformato in una sessione di sesso torrido. In un certo senso imbastire una relazione con lui è un modo come un altro per farsi portare in Europa con il gruppo incaricato di incontrare i clienti internazionali, in un altro… Ethan è la persona più fredda del mondo, incredibile a letto, ma senza cuore. Oppure no? Forse le cose non stanno proprio come sembrano… in tutti i sensi.

Ed ora la parola alla giurata – ovviamente spoiler…

Allora, più che una recensione su questo libro nello specifico, che a me è piaciuto moltissimo, come mi piacevano da impazzire i primi….vogliamo parlare di “Comprami” e “Iniziazione al piacere”…de “La Rondine Rossa” e “I Divorziati”? è più che altro una nota di apprezzamento per questa scrittrice perchè come non innamorarsi di questa donna, che scrive di sesso usando termini come cazzo, vagina, squirting, orgasmo e non eufemismi del cazzo che non fanno altro che portarmi ad un passo dall’attacco isterico e, diciamocelo, mettersi a gridare in treno alle 7.45 del mattino “si chiamano capezzoli, non nodini!!!!!!!” potrebbe farmi passare per una squilibrata, invece che per una donna tutto sommato normale che chiama vulva la vulva e cazzo il cazzo.

Cmq. oltre a scrivere bene in modo scorrevole storie che spaziano dal Crime (tra le mie preferite perchè ovviamente crescendo a Quarto Oggiaro non potevo che sviluppare una certa malatissima predilezione per i criminali disadattati) al Romance, passando per il BDSM, per il Fantasy e per lo Sci-fi, ha una capacità non indifferente di rendere ogni cazzo di ambientazione interessante ed ogni storia riesce ad essere plausibile nonostante ci siano sparatorie, aborti praticati in un treno in corsa e roba come trasfigurazioni magiche. C’è un po’ troppa carne al fuoco? No, quantomeno secondo me. Poi ok, ogni tanto ho pensato che non ci fosse un unico scrittore ma almeno tre, poi me ne sono altamente sbattuta le palle perchè è un dettaglio che, onestamente, non mi interessa.

A me interessa il modo in cui Miss Black riesce a presentarci dei personaggi estremamente umani; tutti hanno delle debolezze più o meno evidenti e più o meno invalidanti che li rendono imperfetti e bellissimi, capaci di entrarti nel cuore (alcuni anche nelle mutande) e non uscirne più.

Chiaramente non ho amato tutti i libri nello stesso modo, alcuni [pochissimi in realtà], non mi sono nemmeno piaciuti più di tanto, e meno male….perchè io detesto la fandom spinta, quei fan che non riescono più ad avere un senso critico ma che amano incondizionatamente tutto quello che fa il loro idolo. No, io alcuni li ho trovati mediocri, altri belli, altri ancora stupendi, pochi mi hanno lasciata indifferente. Nessuno mi ha fatto schifo.

A parte rarissimi casi, sia fisicamente che psicologicamente i personaggi presentati non sono perfetti, hanno paure, insicurezze e timori che li rendono simili a noi comuni mortali….poi ok, le donne hanno degli orgasmi pazzeschi e tutti gli uomini hanno dei cazzi di ragguardevoli dimensioni, hanno straordinarie capacità di usare lingua e mani e ti fanno sempre come minimo venire almeno un paio di volte a scopata. Però qui siamo nel territorio del libro erotico e nessuno vorrebbe leggere di uomini con un minipene che non sanno nemmeno come usare.

Nello specifico in questo libro abbiamo una donna insicura del suo aspetto (forse la prima nell’universo di Miss Black che solitamente, grazie a dio, ci presenta donne sicure di se e consapevoli delle proprie qualità) che si trova inaspettatamente a farsi scopare dal suo capo, che non le piace nemmeno più di tanto, è anaffettivo e la tratta come un oggetto sessuale e nient’altro. Tra l’altro la nostra eroina si “sacrifica” per la patria, solo che poi ci prende gusto perchè Ethan, oltre a saper scopare come dio comanda, ha anche qualcosa di indefinibile che la tiene legata e che le fa desiderare di non perderlo. E così, con questa descrizione merdosissima ho banalizzato il tutto.

Ma pazienza.
Per fortuna c’è lei che riesce con libri piuttosto corti (un gran pregio per evitare di diventare ripetitivi ed annoiare) ad approfondire la psicologia dei suoi personaggi che spesso sono malinconici e sofferti, basti pensare a Eve e John in “Comprami”, lui tormentato dalla morte della moglie e lei distrutta da quella del figlio. Come cazzo fai Miss ha riuscire a trasmetterci tutto il loro dolore senza diventare patetica e senza concentrare l’intero racconto su questo tema? Come  fai? Sono gelossissima di questa capacità. Io quando ci provo mi ritrovo con decine di pagine pallosissime che non portano a nulla e annoiano me che le scrivo, figurarsi chi dovrebbe leggerle….

I suoi personaggi maschili non sono quasi mai dei fighi da paura ma spessissimo uomini over 40 interessanti ed estremamente sensuali, con un passato non brillante per quanto riguarda l’amore (matrimoni falliti, perdite, disillusioni) e le sue donne sono spesso decise, in carriera, perfettamente a loro agio con il proprio corpo e la propria sessualità (nota di demerito sono quasi tutte fighe) e forse non lo sanno ancora, ma cercano quello che tutte le donne vogliono: un uomo con il cazzo grosso che le faccia orgasmare in continuazione.

E, ovviamente, l’amore.

In breve, quando esce un libro lo compro a tempo zero e lo leggo nel giro di mezza giornata, poi finisce subito nella cartella “Erotic” del mio kindle, pronto per essere riletto nei momenti di noia letteraria.
Non riesco a spiegare bene perchè mi piacciono tanto, ma credo che sia quel mix di erotismo mai patetico e mai volgare, quell’introspezione sottile che non manca mai, la mancanza di veri e propri stereotipi, l’elasticità mentale delle sue donne e la sensibilità non scontata degli uomini. I criminali poi sono fa-vo-lo-si!!!!!!!!!!!

Persino i lieto fine non mi fanno bestemmiare, giuro.
Riesce ad essere romantica ma non Pucci-Pucci….evita con accuratezza il “SoleCuoreAmorettismo” e non ho ancora trovato tracce di Santamariagorettismo spinto. Perchè, come dico sempre, non mi irrita la felicità altrui, ma come questa viene molestamente, o meno, spiattellata.

Che dire?
Leggete, leggete, leggete.

In poche parole

Un’intera varietà di uomini dai quali mi farei sbatacchiare più che volentieri.

Poschina

 

 

 

Annunci

Le età di Lulù – Almudena Grandes

C’è sempre quel libro che avresti voluto leggere e che non hai mai letto, non sai bene perchè ma è rimasto lì, anni ed anni, passando di Wishlist in Wishlist finchè un giorno, senza alcuna ragione apparente, hai deciso di acquistarlo e cominciare a leggerlo.
Di solito diventerà il Libro illuminante della tua personalissima stagione letteraria perchè per quanto mi riguarda, i libri sono come l’Anello di Sauron, hanno un proprio volere ed esercitano il loro potere a piacimento.

La Trama: Per Lulù, protagonista di questa storia, l’erotismo ha i caratteri di un’ossessione, di un richiamo ineludibile che induce a sperimentare le più estreme forme di trasgressione: conseguenza paradossale di una prima, violenta e tenera esperienza avuta a quindici anni con Pablo, amico di famiglia di dodici anni più vecchio di lei, e del loro rapporto, coltivato nella lontananza fino a ritrovarsi e a sposarsi. Ma è, il loro, un rapporto fondato sul libertinaggio: scelta eversiva per Pablo, intellettuale d’opposizione nella Spagna franchista, condanna irredimibile per la sua moglie bambina, costretta nel ruolo di «agnellino bianco con il fiocco rosa».

Ed ora la parola alla giurata

Trascinante.
Se dovessi descrivere questo libro con una sola parola userei trascinante. Una scrittura scorrevolissima, intelligente, bella. Una scrittura che deprime la mia parte più intima, quella che vorrebbe ma non può, che si rende conto che nonostante gli sforzi non potrà mai scrivere così, essere in grado di trasmettere le emozioni in modo tanto deciso e chiaro da portare il lettore a vivere le pagine e non solo a leggerle.

Ed oltre alla scrittura, mi mancherebbe comunque la Storia da scrivere. In questo caso la discesa agli inferi di Lulù, ragazzina sgraziata e un po’ perversa che viene iniziata al sesso dall’unico vero amore della sua vita e poi lasciata allo sbando di una ricerca ossessiva dell’eros, dei corpi, del sentire, dell’appartenere a qualcuno, qualcosa. Figlia di una famiglia talmente numerosa da non avere tempo da dedicarle (“Tu sei forte, te la poi cavare da sola” le dice una colpevolissima madre), ha come unico punto saldo dell’esistenza Pablo, amico del fratello, attivista politico, poeta.

Lulù è giovane, bella, attratta dal sesso come una falena dalla luce di una candela. E Pablo non resiste, non può resistere all’adolescente Lulù, a quella bambina appena cresciuta che lo eccita e sulla quale ha fantasticato da sempre, una quasi sorella erotica e tentatrice, pronta per essere colta dall’albero dell’innocenza.

Pablo non chiede, pretende.
Pablo è la tentazione, l’amore idealizzato, il perno di una bussola impazzita che non indica la strada da seguire ma un crocevia di esperienze, di perversioni, di esperienze che spesso lasciano Lulù disorientata e con un senso di vuoto incolmabile. Quel vuoto che ha da sempre, poco importa se sia dovuto all’assenza di una famiglia troppo numerosa e troppo poco attenta o se dipende soltanto da lei, è un vuoto che solo Pablo, certe volte, può colmare.

E’ un vuoto che accompagna quasi tutte le sue esperienze sessuali, quasi fosse una colpa avere delle fantasie e cercare di realizzarle, spingersi verso il limite, sfiorarlo e poi tirarsi indietro.

E’ un rapporto strano quello tra Lulù e Pablo, due organi saprofiti che dipendono l’uno dall’altra senza mai avere il coraggio di ammetterlo, ma spingendosi a vicenda verso il baratro, verso la ricerca di qualcosa che metta a tacere quella smania di sesso e di gioco perverso che è parte della loro natura.

Indubbiamente è un libro erotico, crudo, passionale e terribilmente realistico, ambientato in una Spagna tardo franchista poco sfavillante e piuttosto deprimente, con il degrado in bella vista e costellata di personaggi ambigui e immorali, vittime dell’avidità o di se stessi. Non ultimo Ely, il transessuale che accompagna Lulù in alcune sue avventure, un personaggio intenso e interessante, parte di una fauna che spesso si preferisce nascondere che mostrare. Un racconto con bagagli psicologici pesantissimi e complessi, che non si possono analizzare in poche righe e che sarebbe superficiale accennare soltanto.

Questo splendido libro prende la polvere che di solito si nasconde sotto il tappeto e la analizza; ricerca di piacere, di estremo, di limiti, di passione. La ricerca di Lulù per un piacere sempre diverso, sempre più estremo, sempre più pericoloso appaga la nostra voglia di trasgressione, per questo seguiamo passo passo questa ragazzina farsi donna e lasciarsi andare alle esperienze più variegate, a volte degradanti, altre profondamente appaganti.

Una ricerca che diventa sempre più ossessiva, morbosa, fino a quando il limite non viene superato, fino a quando ormai è troppo tardi e non resta altro se non la consapevolezza di non poter più tornare indietro; fino al rendersi conto che in fondo l’unica cosa che conta è un abbraccio carico di tenerezza straziante.

Due parole sul sesso.
Questo libro gronda sesso da ogni angolo, sesso sporco, grezzo, a volte violento, altre anestetizzato, sesso parlato, fatto, idealizzato, fantasticato. Sesso in ogni salsa e le descrizioni sono dettagliate e particolareggiate, non c’è nulla di edulcorato, nulla che riporti la mente ad un romanticismo spiccio. Ci sono corpi che sudano, che si aprono, che si feriscono, che si bagnano. Il tutto mostrato senza ostentazione nè vergogna. Ma anche senza alcuna clemenza.

Su tutto, ma soprattutto su Pablo e Lulù, una dolcezza triste e consapevole, una sorta di malinconia per qualcosa che avrebbe potuto essere e non sarà mai. Un’inquietudine fatta di sentimenti repressi, di incesti, di non detti, di amore brutalizzato, incompreso, abortito.

Un amore distorto, analfabeta, che parla attraverso il martirio dei corpi; un Pablo dominante e decadente più per ideologia che per indole ed una Lulù eterna bambina bisognosa di affidarsi ad un uomo che è sì compagno, ma anche padre, per non finire vittima di se stessa. Una storia d’amore malata, brutta, fastidiosa e assolutamente irresistibile.

Che dire?
Chapeau!

In poche parole

Bello….. bello in modo assurdo.

Poschina

Da leggere a quindici anni, per viverlo in spensieratezza e a 35 per godere appieno il bagaglio psicologico dei personaggi. Ma soprattutto da regalare ad una donna alla quale volete davvero tanto bene.

Maliziose Intenzioni – Elizabeth Hoyt

Beh, che dire?
Io la Hoyt non la capisco proprio o forse sarebbe meglio ammettere con onestà di essere attratta dal marcio e dal morboso e farla finita.
Di tutti i libri della serie Maiden Lane, questo oltre ad essere il primo in ordine cronologico, è quello che mi è piaciuto di più.
Me ne mancano un paio che ho intenzione di leggere il prima possibile per farmi un’idea più completa della serie e per capire se troverò altre “perversioni” che mi diano le stesse soddisfazioni di quelle di Lord Caire.
Ma andiamo con ordine….o almeno proviamoci.

passione_80

La Trama: Lazarus Huntington, lord Caire, è deciso a dare la caccia al feroce assassino che si aggira nei bassifondi di St Giles e che ha ucciso la sua amante. Ma per scovarlo ha bisogno dell’aiuto di Temperance Dews, vedova e direttrice di un orfanotrofio, che conosce quella zona come le proprie tasche. Poiché ha bisogno di fondi, la donna stringe un accordo con Lazarus: gli farà da guida in cambio del suo impegno a individuare un benefattore per i suoi trovatelli. Si tratta di un patto d’affari, tuttavia fra i due scaturisce un’attrazione potente. Dai bordelli ai saloni di Mayfair, e alle insidie dei vicoli bui, ogni passo li avvicinerà a una rete mortale, e sempre più alla passione…

Ed ora la parola alla giurata – qualche spoiler 

Prima di tutto partiamo dalla cosa fondamentale che forse vi aiuterà a capire perchè ho apprezzato questa serie in modo altalenante.
A me di tutta la storia dello spettro di St. Giles non frega una benamata.
Oltretutto l’idea di provare attrazione sessuale per un tizio vestito da Arlecchino, e sottolineo Arlecchino, non mi sfiora nemmeno l’anticamera del cervello.
Per questo motivo finora il libri incentrati pesantemente sullo spettro sono quelli che ho apprezzato di meno.

Concentriamoci dunque sui motivi che rendono questo libro degno di essere letto.

Lazarus è il classicissimo nobile straricco con un passato che lo ha segnato indelebilmente e lo ha reso anaffettivo e, cosa ancora più importante, non sopporta di avere un contatto pelle contro pelle con un qualsiasi altro essere umano. Oltretutto, strano a dirsi, non gode di buona fama. Pare infatti che abbia strane perversioni sessuali, che si accompagni esclusivamente a prostitute e poco di buono e che non si faccia scrupoli nell’uccidere qualcuno a sangue freddo.
Il nome non mi piace e non evoca piaceri sessuali ma la descrizione fisica invece porta il mio livello di eccitazione a picchi che non si vedevano dai tempi di Lord Dain. Caire (mi fa più sesso chiamarlo in questo modo) è alto, fisicato, con splendidi occhi blu e una cascata di capelli grigi. Ecco. Non so perchè, ma se me lo figuro mentalmente mi viene immediatamente voglia di slacciargli la patta dei pantaloni e premiarlo per il modo in cui riesce a distinguersi dalla massa di eroi romance che infestano le pagine dei nostri adorati libri. Non il solito biondo o l’ancora più classico moro con occhi blu/verdi/grigi. No. Un eroe nuovo. Completamente diverso da tutti gli altri. Era ora.

Oltretutto il suo passato di “povero ragazzo incompreso” risveglia l’istinto latente da crocerossina che tengo nascosto sotto strati e strati di cemento armato. Quindi il mio adorato Lord Caire, tra capello grigo, perversioni sessuali, anaffettività, turbe pischiche e passato drammatico, ha avuto vita strafacile con una tipa ossessionata da uomini affetti da patologie multiple come me.

In più ha uno stile altezzoso/snob/sprezzante che mi fa sburrare in modo imbarazzante.

La Hoyt in questo particolare caso è molto brava nel creare quell’attrazione sessuale tra i personaggi che ti fa venire voglia di attaccarti a pompa al tuo vicino di treno nonostante sia un pubescente squallido e con grossi problemi di acne.
E poi vogliamo parlare di quando il sensualissimo Carie “costringe” Temperance a spiare le coppie che scopano in un bordello strusciando il suo enorme e proporzionatissimo pene sul fondoschiena della pulzella, costringendola letteralmente a fuggire per non farsi sbattere dietro il primo, malfamato, angolo di St. Giles?

Da qui in poi il tono del romanzo diventa un po’ meno perverso e più romantico, ma stavolta perdono l’abbondanza di “Ti Amo” nonostante siano oggettivamente fastidiosi perchè Lord Caire mi è entrato nel cuore, nel cervello e negli ormoni. Ed infatti godo come un riccio ogni volta che ricompare nei successivi romanzi (sì, sto finendo la serie).

Ok, oggi come oggi la “perversione” che sconvolgeva nel ‘700 è quotidianità per molti di noi ma poco importa, quello che conta è che finalmente mi sono ritrovata appassionata ad una storia, sbavante per un eroe problematico e affascinante, non mi sono irritata mortalmente nè annoiata e mi sono riappacificata con l’intero genere. Tutto merito di quest’uomo particolare e perverso, dominato dall’incapacità di provare sentimenti, annichilito dalla vita, che mi ha tanto ricordato me stessa e mi ha fatto venire una fotta incredibile di aiutarlo a superare i suoi problemi, soprattutto quelli relativi al contatto pelle contro pelle……

Ah, Lord Caire…. cosa non ti farei !!!!

Tra l’altro, lo voglio anche io un gran figo così che compare inaspettatamente in casa mia e poi mi seduce insistentemente fino al punto di farmi orgasmare ogni sacrosanta volta che mi tocca. E lo voglio subito.

In poche parole

L’unica sfumatura di grigio che merita di essere letta.

Poschina

La Dimora Degli Incontri Proibiti – Madelynne Ellis

Oggi sono un po’ spenta. Colpa della cervicale? Colpa dei pensieri negativi? Colpa del sesso? Chi lo sa. Non è certamente colpa di questo libro, che mi ha intrigata e avviluppata nella sua ragnatela di passioni.

Ve lo dico subito, qui si parla di amore M/M + M/F + M/M/F. Quindi se siete tra quelli che si scandalizzano alla sola idea di vedere due uomini che si baciano, questo libro non fa per voi, ma non fa per voi nel senso che poi mi tocca leggere recensioni cattivissime e pregiudizievoli su un libro che è più romantico della maggior parte dei libri che voi, persone che si scandalizzano, considerate romantici.

Si, oggi sono anche piuttosto confusa.

download

La Trama: Nel regno della passione non esistono gentiluomini Lord Robert Darleston è così bello, di una bellezza animale, che piegherebbe con il suo irresistibile fascino la resistenza di qualunque donna. E non solo… Imprigionato in un matrimonio di convenienza con una donna acida e meschina, in realtà Robert è l’ex amante di Lyle Langley, e ora, rifugiatosi nella campagna inglese per sfuggire alle angherie della moglie, può finalmente ricongiungersi con il suo amore. Solo un ostacolo si frappone alla loro felicità: Emma, la giovane sposa di Lyle, di cui Robert subisce il fascino e che non vorrebbe ferire per alcuna ragione al mondo. Quando però Lyle gli rivela che la donna aborre il contatto fisico, tanto da non essere mai riusciti a consumare il matrimonio, Robert ha un’idea: far conoscere a Emma il piacere e instaurare una bollente relazione a tre.

Ed ora la parola alla giurata

Recriminazione uno: sabato sono stata accusata velatamente da un membro della mia famiglia (anzi, una membra) di scrivere cose imbarazzanti. Si riferiva alla medicina “vergate nella vagina”. Poi indagando ho scoperto che nemmeno aveva letto il post, ma solo il termine vergate era sufficiente ad imbarazzarla. Se non fossi una signora mi verrebbe da dire che avrebbe bisogno di una dose massiccia della suddetta medicina. Non vedo infatti perchè imbarazzarsi alla veneranda età di quasi quarant’anni per una prtica che si pratica abbondantemente, o quantomeno si spera (il gioco di parole è involontario ma efficace). E poi basta, oggi sono stufa e cattiva. Il sesso è bello, fa bene, migliora l’umore, la grana della pelle, rilassa e libera la mente. Fatevene una ragione.

Finite le recriminazioni inutili ma necessarie, passiamo a noi.

Il matrimonio tra Emma e Lyle nasce dal bisogno. Lui deve trovare una moglie per coprire la sua natura omosessuale, lei devo trovare un marito che non abbia alcun interesse sessuale nei suoi confronti in quanto detesta essere toccata, da chiunque in qualunque contesto. Tutto funziona a meraviglia fino a quando, una sera, nelle loro vite non irrompe Robert Darleston.

Per la prima volta nella sua vita, Emma desidera un uomo. E dal modo in cui la guarda, è evidente che anche lui la desideri. C’è un solo, piccolo problema. Quando Lyle e Robert si incontrano, è chiaro che tra di loro c’è qualcosa e quel qualcosa è un amore contrastato e tormentato, finito anni prima per volere delle rispettive famiglie e come tutto ciò che viene negato, frustrato e procrastinato, ora non vede l’ora di fiorire, di esplodere, di sfogarsi.

Quello che Emma non sa è che se Lyle è omosessuale, Robert è bisessuale ed è ferocemente attratto da lei, dalla sua capacità di escludersi dal mondo e dal contatto umano, è attratto dalla sua femminilità, dal suo rifiuto fisico che è in netto contrasto con i segni che il suo corpo manda ogni volta che le si avvicina.

Comincia un gioco della seduzione lento, suadente, tenero e passionale. Emma si scopre attratta dal rapporto che i due uomini intrattengono, vuole guardare, godere come loro, partecipare, anche solo passivamente, alla loro passione e al loro amore. Ma questo a Robert non basta, lui vuole possederla, amarla, farla godere. Vuole scoprire cosa la blocca, perchè rifiuta ogni contatto fisico, vuole liberarla da se stessa per poterla amare completamente.

Non vi racconto i dettagli perchè vi togliere il gusto della lettura. E sarebbe un delitto perchè il libro è scritto bene, non è mai banale, non è mai stupido.

La passione trascende il genere, se ne fotte delle convenzioni sociali, è libera.

I rapporti tra Lyle e Robert sono descritti senza lasciare troppo all’immaginazione, questo però non riduce l’atto in sè ad una descrizione anatomica priva di ogni significato, tutt’altro. Leggere dei loro amplessi è coinvolgente ed eccitante. Baci appassionati, sospiri, membri turgidi, pnetrazioni anali, fellatio. C’è tutto. E ce n’è anche tanto.
Intorno alle passioni, alla purezza del sentimento e perchè no, alla pruriginosità di spiare dal buco della serratura un menage a trois, pur particolare e tenero che sia, c’è la Società. Ci sono le convenzioni, c’è la violenza di chi pensa di esssere schierato dalla parte giusta.

E mentre scrivo mi chiedo se tutta questa dietrologia a sfondo “critica sociale” l’ho vista solo io. Perchè è così che ho vissuto la lettura, come un metodo per intrattenere, certamente, ma anche per porci di fronte ad una storia d’amore, di passione e di accettazione di sè, che ci porta inevitabilmente a riflettere sul diritto inviolabile di vivere secondo la propria natura, che sia questa etero, omosessuale, bisessuale, o quant’altro.

Siamo tutti vittime di continue e inesorabili schematizzazioni. A partire dal classicone “Puttana/Suora” al più moderno “Etero/Gay” e questo solo per parlare della sessualità e anche banalizzando pesantemente. In questi giorni non posso fare a meno di riflettere sul rapporto tra società e sesso e su come l’opinione comune tenti ancora oggi di etichettarci in base a come ci poniamo nei confronti della sessualità.

Sono una donna a cui piace fare sesso, tanto sesso, in modo variegato e divertente. Mi piace anche farlo in modo rude, di tanto in tanto. Leggo volentieri libri erotici dai quali traggo spunto per la ginnastica da camera, sono affascinata dal mondo BDSM anche se non lo pratico [legarsi o legarsi al letto non conta, lo facciamo tutti, parlo di quello serio], se capito su un porno lo guardo. A volte mi eccito, altre no. Se leggo libri in cui c’è sesso omosessuale trovo le scene descritte conivolgenti tanto quanto quelle etero, non trovo il corpo maschile nudo scandaloso,  prendo il sole in topless e considero la prostituzione morale alla stregua di quella fisica.

Questo cosa fa di me?

Tutte queste riflessioni vengono fuori perchè i personaggi di questo libro si pongono una serie di quesiti morali di un certo peso, inducendo il lettore a interiorizzare le domande per darsi delle risposte. L’amore che lega i 3 protagonisti è complesso, difficile, scandaloso, coinvolgente, romantico.
Estremamente romantico.
Quando Lyle e Robert si incontrano dopo anni di lontananza, c’è tutta l’insicurezza del tempo passato, le ferite ancora aperte, i muri eretti per difenderi e per sopravvivere. E che dire di Emma e dei suoi meccanismi di difesa? Chi di noi non ne ha? Io ne ho talmente tanti che a stento mi ricordo com’ero prima di costruirli. E che dire di come Robert riesce ad aprirli tutti fino ad arrivare all’essenza di questa donna?

C’è un lieto fine?
Sì.
Romantico, erotico, originale.
Un lieto fine che non mi ha fatto storcere il naso, sbuffare, alzare gli occhi al cielo, digrignare i denti.
Praticamente un miracolo.

Mentre ero persa nella lettura pensavo che tutti noi avremmo bisogno di un Robert nella nostra vita. E non solo perchè è un manzo da accoppiamento di notevole interesse. Avremmo bisogno di qualcuno che sappia capire al volo di cosa abbiamo bisogno e si danni l’anima per permetterci di averlo. Qualcuno che si prenda l’onere di scardinare la gabbia nella quale ci hanno infilato a forza o nella quali ci siamo infilati per sopravvivere. Qualcuno che ci insegni ad essere liberi.

Non sessualmente, non fisicamente ma mentalmente.

E dio solo sa quanto è difficile liberarsi della gabbia, spiegare le ali e volare via.

In poche parole

Se i confini imposti dalle definizioni vi stanno stretti, questo è il libro che fa per voi.

Poschina

Il Lord della Seduzione – Loretta Chase

Ora ho capito dove cazzo è andato a finire tutto il potere erotico che mancava nell’orrendo libro di “Mr. Gesùtivedeetigiudica” Nicholas Sparks. E’ rotolato lentamente fino a raggiungere Loretta Chase la quale lo ha raccolto, coccolato, amato e ficcato prepotentemente nelle pagine di questo suo spassosissimo libro.
Anzi, considerate le date di pubblicazione dei due libri direi che Loretta Chase ha rubato tutto l’erotismo a disposizione e “Mr. Misacrificoperunacausadelcazzo” Sparks non è stato in grado di trovarne altro.

Ma concentriamoci su cose importanti.
Concentriamoci su di me.
Sul mio battito cardiaco accelerato.
Sul mio corpo madido.
Sulle mie pupille dilatate.
Sui miei sospiri.

Tutto questo stato di eccitazione grazie a Luciallievi e a lui:

il-lord-della-seduzione

La Trama: Jessica Trent prima ha tentato e quindi ha avvinto Sebastian Ballister, marchese di Dain, in un bacio appassionato. E ora spetta a lui salvarle la reputazione. Mai Jessica avrebbe immaginato di desiderare quell’uomo arrogante e immorale. I suoi intenti erano ben altri. Eppure il fuoco dello scandalo è nulla al confronto dell’ardore della loro passione.

Ed ora la parola alla giurata

Spoiler – ma non si può fare altrimenti – sono felicemente innamorata e voglio che l’universo mondo sopporti la mia stucchevole felicità

Ebbene sì, amici.
Prima o poi doveva succedere di nuovo.
Mi sono innamorata.
Cosa che mi capita abbastanza spesso nella vita letteraria tanto da farvi pensare, non troppo erroneamente, che sia una puttanella della parola scritta.
Non confermo e non nego ma sappiate che non trovo l’epiteto “puttana” particolarmente offensivo.

Passiamo a noi.
Care scrittrici di libri rosa, quei libri che tutti bistrattano definendoli arbitrariamente “letteratura minore”, forse ancora non l’avete capito ma non è tutta una questione di creare un eroe che abbia o meno una verga di notevoli dimensioni. E’ tutta una questione di chimica. Perchè, giusto per chiarire, cosa desideriamo noi donne  più ancora del multiorgasmo? Cosa aneliamo più ancora dell’anello di diamanti? Per cosa sospiriamo come bambine di fronte alla vetrina di un Disney Store?

Allora????

Per il potere. Razza di scrittrici mediocri che non siete altro.
Il potere di ridurre un uomo (se poi è uno dei peggiori libertini o uno scopatore seriale di prostitute tanto meglio) ad un adolescente assetato del nostro sesso. SOLO del nostro sesso. Un uomo che da damerino perfettamente controllato, bastardo, cinico, freddo, privo di pietà, invulnerabile, si trasformi dopo averci conosciute in un uomo completamente incapace di controllarsi, con il cazzo perennemente in tiro per noi ed emotivamente coinvolto come non gli capitava da quando, in fasce, ciucciava il latte dalla tetta di quella gran vacca di sua madre.

E non ho insultato la madre a caso perchè qui parliamo del Marchese di Dain la cui madre era un’italiana focosa e porca che è fuggita con l’amante per crepare di nonsobenechecosa nelle indie occidentali o roba simile. Ovviamente lasciando il piccolo, brutto bambino, nelle grinfie di un padre freddo, insensibile e bastardo che lo ha tiranneggiato tutta la vita forgiando in questo spregevole modo il carattere burbero, sociopatico e bipolare del nostro eroe. Perchè sì, cazzo!, Sebastian è chiaramente ed indiscutibilmente un Eroe.
Il MIO eroe.
Dain. Io. Ti. Amo.

Le prime pagine sono tutte concentrate nel descriverci l’infelice infanzia di Sebastian Ballister e soprattutto la sua bruttezza. Olivastro, moro, occhi neri, naso prominente, grosso. Genericamente grosso e ossuto. Ed io ero già fottutamente eccitata perchè primo, ho letto la storia del Brutto Anatroccolo, secondo; ho letto 1500 romance e sono sufficientemente scafata da sapere che tanta bruttezza si trasformerà, una volta entrato il gioco il testosterone, in prepotente virilità.
No, non mi sono sbagliata.

Quando lo incontriamo di nuovo, ormai 33enne, è un uomo alto, robusto, con mani grandi e forti, ovviamente un cazzo proporzionato al resto del corpo, bello, intrigante, sexy. Una sorta di Marcus Fenix bellerrimo e in pantaloni attillati. Lui purtroppo però non lo sa. E’ convinto di essere un cesso e che nessuna donna possa amarlo perchè la sua storia triste lo perseguita ancora oggi. Non è ricco. E’ fottutamente e vomitevolmente ricco. E’ cinico e spietato, non si è mai sbattuto una donna  perbene ma ha navigato di bordello in bordello godendo delle specialità di ogni prostituta di Londra o, più in generale, dell’intera Inghilterra. Ha un umorismo tagliente, è arguto, intelligente e la città intera lo teme. Si accompagna a gente di dubbio gusto, compreso un giovane coglioncello di nome Bertie Trent, la cui sorella è appena giunta a Londra, proprio per strapparlo dalle grinfie di Dain che lo sta rovinando a colpi di bordelli, scommesse e comportamenti al limite del buon senso.

Jessica giunge a salvare Trent insieme alla nonna Genevieve, nota dama godereccia famosa per essere una che prende verghe dalla mattina alla sera, come se non ci fosse un domani. Lo dico subito così mi tolgo il sassolino dall’anfibio. Non perdono a Loretta l’aver improvvisamente abbandonato il meraviglioso personaggio della nonna disinibita  a metà libro. Non è giusto. Un personaggio così gustoso che viene dimenticato improvvisamente, senza alcuna ragione.

Ecco, sopra avete potuto leggere l’unico appunto ad un libro di notevole interesse.

Ma passiamo a noi.
Tutta la prima metà del libro è incentrata sulla guerra a colpi di seduzione che si combatte tra Dain e Jessica. Entrambi vogliono sottomettere l’altro cercando di resistere all’attrazione immediata che si instaura dal rigattiere. Entrambi sono perennemente eccitati come faine ma talmente concentrati sull’affondare l’altro, da non rendersi conto di stringersi al collo il cappio da soli.
Battute argute, sensualità come se diluviasse, erotismo più o meno esplicito, divertimento, passione. Per metà libro sarete letteralmente sopraffatti da un turbinio di sentimenti, eccitazione, ilarità, aspettativa. Fino ad un orgasmico colpo di pistola.

Da qui in poi il libro rallenta ma non difetta in sensualità e capacità di tenerti incollato alle pagine. Dain scopre di avere un cuore  e fa di tutto per dimenticarselo.
Jessica al contrario, prende la situazione di petto e a suon di tettate in faccia, cerca di sedurre il marito per rendere il matrimonio effettivo sotto ogni punto di vista.
Ho trovato molto divertenti gli scrupoli di Dain in merito alle sue dimensioni rispetto a quelle di Jessica. I suoi ragionamenti su penetrabilità vs sfondamento sono decisamente spassosi.

Comprensibilmente cala la quantità di erotismo in favore del romanticismo che si mantiene, nonostante si parli dell’Amore vero che smuove montagne e prosciuga oceani, in un range più che accettabile e che non mi ha mai fatto storcere il naso nemmeno per sbaglio. Mi sono addirittura intenerita nell’osservare come Jessica prenda ogni fottuta insicurezza di quel bruto del marito e la demolisca per sostituirla con il suo profondo, incontaminato, disinteressato amore.

Geniale la gestione del figlio illegittimo. Finalmente qualcosa di diverso dal solito.

Faccio notare un paio di cose.
Primo: Lord Dain si chiama Sebastian. Vi ricorda qualcosa? Che poi diciamocelo fuori dai denti. Insieme ad Alistair è un nome che sprizza eccitazione sessuale da ogni poro. Pensatevi mentre scopate e siete lì – lì per raggiungere il culmine, mentre sospirate un: “oh… sì… Sebastian… così…ancora !!!” …. è un nome che riempie decisamente la bocca. Sempre meglio di Pino o Giancamillo o roba simile. Anche perchè ora che dici Giancamillo sei bella che venuta.
Secondo: Jessica ha un approccio quasi scientifico nel rapporto con Dain, il che la rende un personaggio originale e moderno in un panorama romance che spesso ci propone caratteri fotocopia.

Ovviamente, e lo dico con la rassegnazione di chi sa che non poteva concludersi altrimenti, “Vissero tutti felici e contenti, gravidi e appagati, ricchi e rispettati” perchè qui siamo un gradino oltre il Deep Romance, lo chiameremo Deep Throat Romance ed eroe ed eroina devono necessariamente raggiungere una specie di Nirvana della felicità.
Ad onor del vero nemmeno mi è passato per la testa di bestemmiare in turcomanno perchè l’autrice è in grado, con una scrittura fluida, briosa e leggera, di farti mandare giù la più amara delle medicine convincendoti che sia la miglior cioccolata calda che tu abbia mai assaggiato.

Della stessa autrice avevo già letto “L’ultimo libertino” e lo avevo adorato. Beh, questo è ancora meglio.

A tutti quelli che mi irridono perchè invece di leggere la “Critica della ragion pura” scartavetrando poi i coglioni a tutti, leggo insulsi romance che mi fanno sentire bene, mando un caloroso saluto contornato di un bel “DEAL WITH IT” gridato ad un centimetro dall’orecchio.

In poche parole

L’uomo che vorreste avere a fianco. Ma anche sopra, sotto, dietro, accovacciato….

Poschina

Antony – Sylvia Kant

Io non sono qui a pettinare le bambole.
Sono qui perchè la mia vita è votata alla ricerca dello sconvolgimento budellare. Io voglio libri che mi rimescolino, che creino in me un vortice di emozioni tali da non riuscire a pensare ad altro. Voglio innamorarmi, sospirare, lottare, incazzarmi, piangere, soffrire disperatamente. Non temo nulla. Più le emozioni sono forti, più mi sento appagata. Amo la morbosità, la sfaccettatura, l’ambiguità. Mi piacciono i personaggi poco lineari, più o meno malati, goduriosamente perversi. Quando trovo un personaggio che corrisponde a queste caratteristiche, nascerà un sodalizio che durerà per sempre. Per me la via di mezzo non esiste.
O sono Eroi Morali oppure sono l’Ambiguità fatta a persona.

Grazie Simo.
Grazie per avermi presentato Antony.

res843982_fit_398x356_0MC0x0x10000x6218x2

La Trama: Antony Barker è un affascinante gigolò dal passato torbido, un presente schizofrenico e il futuro quantomeno incerto. Un rapporto ambiguo e morboso lo lega alla sua cliente numero uno, la crudele e potente Rachel Norton, presidente della più grande industria farmaceutica statunitense, la Norton & Faulk. Ed è proprio ad uno stage della Norton & Faulk che viene invitata a partecipare la giovane dottoressa Angela Palmieri…

Ed ora la parola alla giurata

Potrei chiudere la recensioe qui, lasciandovi solo la trama, che peraltro dice tutto quello che c’è da sapere per non spoilerarsi le innumerevoli sorprese disseminate nel libro. Un libro che non è corto. Un libro che non è banale. Un libro che non vi lascerà un fottuto attimo di respiro.

Tuttavia non è nel mio stile rinunciare ad esporvi le mie seghe mentali quindi vi avviso. Parlerò a ruota libera cercando di spoilerare il meno possibile, prima di concludere però sarò costretta per onestà intellettuale a spiegarvi come mai invece del 9 che ho pensato di affibbiargli durante il 90% della lettura, alla fine sarà solo un 7,5 (voto più che onesto). Antony è incentrato per il 90% sul suo personaggio principale, che non è Angela, come si potrebbe pensare all’inizio della lettura, ma proprio lo splendido gigolò che dà il nome all’opera.

Il lavoro fatto sulla sua personalità è a dir poco magistrale. Ha un giusto mix di ambiguità, perversione, machismo, tenerezza, spietatezza, insondabilità e indifferenza che lo rendono immediatamente indimenticabile. Pagine e pagine scritte solo per farci conoscere quest’uomo (che tra l’altro è nel range di età perfetta) che ha nel suo carisma e nel suo fascino perverso le sue armi vincenti.

E’ bello, con il cazzo grosso, provoca orgasmi multipli di ogni genere – clitoridei – vaginali – anali – ma potrebbe essere descritto anche come esteticamente insignificante che non cambierebbe di una virgola il fascino che traspare da ogni suo poro. Quello che mi ha tenuta incollata come una stalker di infimo livello alle pagine è il lento ma inesorabile sviscerarsi dell’Antony Uomo, quello che nasconde persino a se stesso, che reprime, che forse non sa nemmeno di avere.

L’autrice si prende tutto il tempo necessario per far crescere il rapporto tra Antony ed Angela. Il modo in cui si interfacciano è perfetto. Il legame  non esplode come una bomba al primo incontro ma nasce, cresce, si nutre, implode, stride, si modifica…. insomma è una goduria per occhi, cuore e mente, leggere l’evolversi di questa storia.

Antony, come un moderno Sebastian St. Vincent, è inesorabilmente ed inaspettatamente attratto dal mix di timidezza, purezza e sex appeal che scorge in Angela. Niente falsità, affettazione, calcolata seduzione.

L’ambiente di contorno è quello di una High Society Newyorkese perversa ed equivoca, dove nessuno è quello che vorrebbe far credere, e niente è mai, nemmeno per sogno, lasciato al caso.
Siamo onesti.
E’ tutto talmente esagerato, complicato e paradossale che in alcuni momenti Daniel Craig che combatte su un treno in corsa al confronto è estremamente realistico, ma l’autrice ha la capacità di farti sorvolare qualsiasi assurdità in nome di un’affezione ai personaggi ai limiti dell’umano.

Persino io, cuore di pietra Poschina, intorno all’80% del libro mi sono ritrovata con il cervello che gridava “Per dio fa che finisca bene”. Io che anelo il finale amaro. Io che adoro il finale sospeso. Io che quando vedo grondare miele provo l’inarrestabile istinto di lanciare il kindle sotto il primo treno. Immaginatevi quanto devo essermi affezionata ad Antony per arrivare a sperare che tutto andasse a finire bene.

Merito di un’autrice che ha creato un mix micidiale di erotismo, passione, delicatezza, brutalità, sofferenza, perversione e dolcezza, capace di abbattere pagina dopo pagina ogni difesa del lettore.

Poco importa se ho capito quasi subito le implicazioni nascoste nel rapporto Angela/Rachel e intuito cosa si celasse dietro quello Rachel/Antony, mi sono goduta lo stesso ogni parola, sospiro, sguardo. E’ un libro dove i gesti contano molto, gli sguardi sono fondamentali e il non detto è a dir poco essenziale. Quindi prestate attenzione ai dettagli, non fatevi prendere troppo dalla foga di sapere cosa succede nella pagina seguente, rischiate di perdervi parte del divertimento.

Voglio però chiarire che non si tratta di un romance tutto fiori e zucchero a velo. Tutt’altro. I temi affrontati non sono per tutti i palati. La scrittrice avverte l’eventuale fruitore tramite avvisi chiari ed inequivocabili sulla pagina del sito da cui si può scaricare (gratuitamente) il libro. Alcune scene sono forti, molto forti. Se l’idea di un plug anale vi sconvolge, preparatevi a saltare diverse pagine, consci però che ogni pagina saltata vi allontana dal conoscere il vero Antony.

Una cosa non mi è andata giù.
L’ingenuità al limite del tollerabile di Angela. Va bene una volta, tollero la seconda, ma la terza, la quarta e la quinta sono un’offesa al mio sesso. Ingenue sì, completamente incoscienti o particolarmente stupide no.

Antony è un libro che ha preso le mie budella e le ha irrispettosamente rimescolate. Per il 90% della lettura ho gridato al miracolo, per poco non mi metto a piangere, durante la pausa pranzo, dalla commozione di aver finalmente trovato un libro che contenesse tutto quello che in questo momento stavo disperatamente cercando.

Poi mi sono imbattuta nell’ultimo 10% e i fuochi d’artificio nel mio cervello si sono lentamente spenti. Ma questo lo spiegherò meglio a coloro che non hanno intenzione di leggere il libro. Per tutti gli altri, sconsiglio di andare avanti, il rischio concreto è di perdere il pathos che accompagna tutta la lettura.

Leggetelo.
Scaricatelo e godetevelo tutto.
Avete presente quando avete appena fatto sesso selvaggio e vi sentite accaldati, piacevolmente storditi, leggermente febbricitanti ma non vedete l’ora di rifarlo?
Ecco, io ora mi sento in questo modo.
Potrei ricominciare a leggerlo in questo preciso momento.
Fatelo anche voi…. oltretutto è gratis !!!!
Lo potete facilmente scaricare qui.

Ed ora lo spoiler alert.

Spoiler importanti, fondamentali, cruciali…. che tolgono completamente il gusto della lettura. Se volete scaricare Antony e lasciarvi trasportare nel suo mondo, non continuate a leggere.

Antony è un personaggio che per il 90% è costruito magistralmente, così come l’evolversi del suo rapporto con Angela, tanto che non si sentiva l’esigenza dello spiegone lungo circa 5 pagine nel quale i piccioncini rivivono l’intera loro storia e che gronda miele da ogni lettera. L’ho trovato terribilmente “Out of character”. Sappiamo già che Antony è capace di essere di una dolcezza incredibile, snaturarlo al punto di farlo diventare uno sdolcinato Romeo mi è parso troppo. Sarebbe bastata una pagina e mezzo per sottolineare l’amore finalmente dichiarato, senza prolungare eccessivamente la scena.

Che ho trovato estremamente fastidioso e che ha fatto crollare la mia fede cieca nei confronti della scrittrice (e che mi fa tremare le gambe al pensiero del sequel), è il fatto che una donna come Angela faccia sesso non protetto con una naturalezza disarmante. No, non sono bigotta, e dio solo sa quanto capisca perchè Angela prova in ogni modo di “farsi male” cercando partner occasionali per sconfiggere il vuoto che ha dentro; ma non credo che una ragazza nei suoi panni rischierebbe una gravidanza così alla leggera, nemmeno con l’uomo di cui è innamorata, soprattutto tenendo conto del lavoro che fa (non mi riferisco tanto a quello di gigolò ma a tutto il resto).

Qui lo dico e qui lo nego. Se nel sequel tutto si incentra su lei incinta che lo aspetta a casa sognando come una quindicenne, giuro che faccio una strage.

Il finale è distante anni luce dal resto del libro. Sembra quasi che l’autrice non avesse intenzione di fare un secondo capitolo ma che si sia ravveduta poco prima della fine ed abbia aggiunto all’ultimo momento le basi per un sequel. E’ diverso lo stile, le azioni dei personaggi sono esasperate e, mi duole dirlo, è inferiore al resto dello scritto.

Avrei preferito, ma questo è gusto personale quindi prendetelo con le pinze, che tra Antony e Angela si fosse instaurato un diverso tipo di approccio sessuale, meno simile a quello che lui conduce per lavoro.

Dubito oltretutto che dopo uno stupro e una manica di botte, una donna sia così disposta a farsi ravanare, fosse anche dall’uomo della sua vita che regala multiorgasmi come noccioline.

Detto questo, che non dipende dalla mia avversione per i finali troppo positivi ma proprio da un “calo” di contenuti e scrittura, è un libro che ho letto con passione e che sicuramente rileggerò volentieri che mi ha regalato, per la stragrande maggioranza del tempo, lunghi ed interminabili orgasmi letterari.

In poche parole

Se desiderate un orgasmo letterario, eccovi serviti.

Poschina

Cambio Gomme – S. M. May

L’altro ieri mi chiedevo se “Cambio Gomme” avrebbe avuto la capacità di riappacificarmi con la lettura.
Ce l’ha fatta?

RFS-Cambio-gomme

La Trama: Edmonton, Canada. Un meccanico tutto muscoli e dal gran sorriso, un giovane manager fascinoso ma diffidente, una scrittrice di romanzi rosa in crisi d’ispirazione: l’officina di Nathan Cleni è davvero un luogo ricco di sorprese, dove si entra per un cambio gomme e si esce con una revisione al cuore.
Ma non fatevi ingannare dalle apparenze e dall’inserimento temporaneo di una donna tra due maschi.
Questo strano triangolo sarà in realtà l’occasione che permetterà a Nathan e Kean di capire qualcosa di più di se stessi, dei sogni che inseguono da tempo e del loro voler essere una coppia. Nonostante tutto.

Ed ora la parola alla giurata

Cambio gomme è un libro estremamente romantico ed ossessivamente ottimista. Due cose che solitamente mi fanno accapponare la pelle perchè significano prima di tutto una sfrenata propensione alla paranoia mielosa, e poi una fissazione per lieto fine patetici ed irritanti.

Cambio gomme è un libro piacevole, brioso e divertente.

Questi i tre aggettivi scritti su un post it quando ero appena ad un quarto del libro. Sentivo che non sarei rimasta delusa. Sapevo che S.M. May non avrebbe trasformato i suoi personaggi in dementi privi di cervello. Grazie S.M. May.

Prima di tutto voglio dire ad alta voce che io ho ADORATO le dissertazioni che Lana e l’editrice occhialuta fanno sul genere romance, tutte riflessioni che noi amanti del genere facciamo continuamente ed esterniamo appena abbiamo un interlocutore disposto ad ascoltare papponi sulla monotonia dei moderni eroi romance, tutti soldi – cazzi grossi e finte perversioni sessuali, oppure sull’obbligo di improponibili lieto fine in funzione di una richiesta di mercato e a discapito della profondità della storia.

Cambio gomme non è un libro socialmente impegnato a perorare la causa omosessuale, non è un saggio sulle differenze culturali e non è un libro prettamente erotico.

Cambio gomme è la storia di Lara, scrittrice in crisi, che per caso incontra Nathan…..meccanico omosessuale che corrisponde in tutto e per tutto all’iconografia dell’eroe romance per eccellenza. Nathan ha una storia con Kean, ricco figlio di papà e uomo d’affari, restio ad ammettere pubblicamente i suoi sentimenti. Come in un moderno Rocki Horror, Lara assaggerà le labbra di Kean e si scioglierà sotto le sapienti mani di Nathan, nel disperato tentativo di farli convolare ad un giusto ed appaante lieto fine. Tra esperimenti culinari, litri di vino costoso, shopping, baci rubati, amplessi infuocati e segreti difficili da rivelare, quello che ne esce vincitore è un romanticismo ironico, divertente, moderatamente smielato, perfettamente bilanciato tra realismo e sogno.

Il libro è breve; nonostante ciò i personaggi sono ben caratterizzati e io ho letteralmente palpitato sia per il granitico Nathan che per lo spigoloso e ringhioso Kean. Tuttavia, mi piacerebbe sperimentare le “cose deliziose” che Kean Senior dispensa alla dolce, incasinata Lara, durante i loro segretissimi appuntamenti serali.

E come si fa a leggere questo libro senza encomiare la capacità di descrivere le scene di sesso senza farle diventare una lezione di meccanica applicata? E come non applaudire di fronte alla descrizione delle peculiarità fisiche dei protagonisti maschili? Descrizioni accurate, erotiche e per niente banali.

Non stiamo parlando di un capolavoro, stiamo parlando di un libro ben scritto, ironico, divertente, originale. Un libro perfetto per rilassarsi senza per questo abbandonare l’intelletto. Compratelo, e se non avete tempo oggi, potete sempre aspettare una di quelle fredde, umide domeniche piovose autunnali; quando una coperta calda, una cioccolata ed un libro, sono le uniche cose che renderanno perfetta la vostra giornata.

In poche parole

Domani giro i meccanici della zona alla disperata ricerca del mio Nathan…

Poschina

Peccati Originali – Ayzad

Tutti noi sappiamo quanto abbia odiato con ogni particella del mio corpo “50 sfumature di grigio” per diversi e svariati motivi, il primo dei quali è che è scritto malissimo. Io a quindici anni scrivevo con maggior proprietà di linguaggio. Secondo: non è un libro erotico nonostante sia stato sbandierato come tale. Terzo, ha dato il via ad una moda sinceramente irritante  di usare a cazzo il mondo BDSM.

Avete notato che nei libri di genere non si parla mai di gente comune ma di “uomini ricchissimi, bellissimi, muscolosissimi e superdotatissimi”? E avete notato che le donne sono sempre inconsapevoli ragazzette di provincia vergini che vengono iniziate al sesso estremo dall’uomo di turno? Non c’è mai una donna normale, consapevole, che incontra un uomo normale, che paga il mutuo e insieme decidono di dedicarsi ad una sessualità alternativa.

Che poi sia chiaro: io contro gli uomini ricchi, bellissimi, muscolosissimi e superdotati, non ho nulla.

peccati-originali-9788868854300

La Trama: Quando una chiacchieratissima contessa si suicida in circostanze così imbarazzanti da spingere la servitù a simulare una “ben più decente” impiccagione, l’unica a soffrirne davvero è la figlia di primo letto. Non per affetto, ma perché l’assicurazione non copre il suicidio e quindi non potrà incassarne il premio – a meno che non riesca a dimostrare che si sia trattato di un incidente. Per sostenere questa tesi la ragazza chiede la consulenza di un bizzarro “specialista in sadomaso” che effettivamente riesce a escludere l’ipotesi di un suicidio… ma solo per scoprire le tracce di un crimine ancora più perverso! Costretta dagli eventi a proseguire le indagini fianco a fianco, la coppia dovrà setacciare l’ambiente dell’erotismo estremo incontrando personaggi sorprendenti e visitando luoghi insoliti – ma anche scoprendo che non conviene mai fidarsi degli stereotipi o delle prime impressioni sulle persone.

Ed ora la parola alla giurata

Il grande, grandissimo pregio di questo libro è quello di presentarci il mondo BDSM* per quello che è. Non c’è niente di fantasmagorico nell’avere una sessualità alternativa. Non c’è nulla di cui vergognarsi ma non c’è nemmeno niente di cui vantarsi. E’ semplicemente un altro modo di vivere la sessualità.

Quello che Ayzad ci dice a chiare lettere è che il dominatore medio (lo stesso dicasi al femminile e in generale per i praticanti di bdsm) è il vicino della porta accanto, il tizio che si siede di fianco a te in treno, il ragazzo che incontri la mattina mentre porti il cane a fare pipì. Il feticista dei piedi è il tuo capo, tuo zio, tua sorella, la collega sempre elegantissima. Insomma, uomini e donne comuni.

Solo per questo il libro andrebbe messo in cima alle letture da fare. Per sfatare il mito e ridare dignità al bdsm. 

Ma il libro è prima di tutto un giallo. Non c’è spazio per voli pindarici carichi di erotismo patinato, ci sono solo un paio di spettacoli che vengono descritti più per istruire che per scandalizzare o eccitare. Tutto è funzionale al racconto che si svolge nell’ambiente dell’erotismo alternativo. Ricco di note che danno il giusto apporto divulgativo per coloro che non sono avvezzi al tema, il libro si snoda in una Milano anonima, fatta di gente che lavora, che combatte con problemi comuni e che si barcamena per arrivare alla fine del mese.

Un lavoro in più in cambio di soldi? Ok. E’ solo questo che spinge Ayzad, il giornalista esperto di bdsm e protagonista del libro, ad accettare il lavoro che gli viene proposto da Letitia, figlia di una ricca borghese genovese morta in circostanze strane. Quello che serve alla ragazza, tipico esempio di “figa di legno” milanese, è che Ayzad dichiari che la madre non si è suicidata ma è morta a causa di un gioco erotico finito male, altrimenti l’eredità tanto ambita finirà a babbo morto. Partono da qui le indagini che lentamente porteranno i due protagonisti a vivere a stretto contatto e ad interfacciarsi nonostante appartengano a mondi (sia filosoficamente che materialmente) opposti.

Non dico altro per non spoilerare.
Io non avevo capito. Non ci ero arrivata o meglio… avevo sospettato e per un po’ ne ero stata sicura, ma poi tutto portava da un’altra parte. E comunque non avevo capito l’altro collegamento… sì insomma, non avevo capito un cazzo !!!
Eppure, a pensarci bene, non poteva che essere così.

Tra l’altro ho anche avuto l’impressione di essermi persa qualcosa… non che le cose non tornino… anzi. Tutto fila liscio. Sono io che mi sono lasciata distrarre e non ho compreso perfettamente un paio di situazioni, tanto che mi sto ancora chiedendo… Ma è successo o no? E se non è successo, perchè lui alla fine si comporta in quel modo? Perchè se fosse successo, sarebbe perfettamente logico.

A parte le mie divagazioni, tutti dubbi che stempererò con la rilettura, devo esprimere anche l’unica nota stonata. La freddezza.

Ho trovato la storia poco appassionata.
E’ appassionante, ma il tutto è trattato con una certa freddezza. Anche il rapporto tra Cristina e Ayzad, che è chiaramente un rapporto di amore e passione, mi è sembrato freddino… non mi ha trasmesso chissà quali emozioni. Forse questa impressione è dovuta allo stile di scrittura, come se si stessero descrivendo degli eventi più che sentirli. In parte credo sia dovuto all’attenzione che lo scrittore ha messo nel cercare di non fare sensazionalismo ma di educare il lettore ad un approccio serio al bdsm, rendendo in questo modo alcune parti del libro piuttosto accademiche.

D’altro canto bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e ammettere che è un bel libro, scritto bene, con una storia ben articolata. Forse, in un certo senso, acerbo. Non me ne voglia Ayzad, davvero. Penso realmente che sia un ottimo prodotto affrontato seriamente e sviluppato molto bene, ma forse, con un pizzico di sentimento in più per i personaggi, il libro ne avrebbe giovato in coinvolgimento emotivo del lettore.

Detto questo, mi interesserebbe moltissimo leggere gli altri libri di questo autore, e chissà che non lo faccia. In fondo il tempo per leggere non mi manca e l’argomento è decisamente interessante sotto diversi punti di vista.

E’ un libro che consiglio a chi piace il genere giallo, o forse sarebbe meglio dire noir.
Ma lo consiglio anche e soprattutto a coloro che come me mal sopportano le esasperazioni di certa letteratura moderna e vorrebbero avere un’idea più realistica del panorama bdsm.

Certo che se siete tra quelli che cercano a tutti i costi le smancerie, i multiorgasmi, le corde di velluto da 6500 dollari e il sesso a 3 su Hummer super attrezzati allora rivolgetevi altrove, avete solo l’imbarazzo della scelta.

In poche parole

Un’intelligente alternativa alle odiosissime 50 sfumature.

Poschina

*bdsm: bondage, dominazione, sadismo e masochismo.

Nove Regole da Ignorare per Farlo Innamorare – Sarah McLean

Parliamone.
Parliamo di quanto ho bisogno di questi libri, di quante ore di puro svago regalano alla mente sovraccarica che mi ritrovo. E questi uomini…. dove sono? Presumendo che siano esistiti, si sono estinti con l’arrivo del Novecento? Ma soprattutto, ce ne sarà uno moro con occhi scuri? No, perchè o sono bionderrimi con occhi chiari ( e ci sta perchè siamo in Inghilterra) o sono corvini con occhi chiari; che mi va non bene; benissimo !!!!! Ma siamo onesti, a parte due o tre (David Beckham, Daniel Craig e Idris Elba) avete visto gli uomini inglesi? E rilancio: avete visto i ritratti dei nobili inglesi nel glorioso 800? Ecco, non fatelo. Affidatevi all’immaginazione e convincetevi che fossero tutti come lo straordinario protagonista di questo libro.

51SoPT-aR1L._SS420_ La Trama: Una signora non fuma il sigaro. Non cavalca come un uomo. Non tira di scherma e non accetta sfide a duello. Non usa una pistola. Non gioca d’azzardo in un club per gentiluomini. Non bacia appassionatamente…
Lady Calpurnia Hartwell ha sempre rispettato le regole, ma le è servito solo a rimanere sola e insoddisfatta. E allora ha giurato di ignorarle e vivere la vita trasgressiva che fino a quel momento si era negata. Ma per partecipare a ogni festa da ballo, rubare baci di mezzanotte e altri segreti piaceri, Callie ha bisogno di un compagno. Qualcuno che sia esperto nella trasgressione, qualcuno come Gabriel St. John, marchese di Ralston, affascinante oltre ogni dire, con una reputazione pessima e un disarmante sorriso da canaglia. 

Ed ora la parola alla giurata

Lo dico immediatamente a scanso di equivoci. La copertina fa cagare. E’ orribile. Indegna. E non capisco nemmeno perchè non abbiano rispettato il titolo originale “Nine rules to break……” quindi regole da infrangere non semplicemente ignorare…. ma pazienza.
Ho scelto questo libro perchè la trama mi sembrava carina e sufficientemente originale per essere un historical romance.

No, non sono rimasta delusa; proprio per niente.
E più ci penso più mi rendo conto di quanto questo libro sia ben realizzato.

Le prime pagine ci fanno conoscere una Callie al suo debutto in società, mentre si nasconde nei meandri di un buio giardino sconfitta da goffaggine e imbarazzo; a tirarla su di morale arriva il bellissimo e ben noto libertino Gabriel St. John, che la coccola e la sprona ad avere più fiducia in se stessa. Poco dopo il libertino si intrattiene con una donna e la giovane, ingenua, passionale Callie, assistendo alla scena erotica, ne rimane talmente impressionata e affascinata da donare il suo cuore a Gabriel.

Passati dieci anni la situazione non è mutata poi tanto. La sorellina di Callie è la dama più ambita di Londra e lei vive di frustrazioni e rimpianti. Al termine di una serata particolarmente merdosa, armata da quell’indole ribelle che ha sempre soffocato, compila una lista di nove cose da fare prima di invecchiare definitivamente e rintanarsi come una sfigata tra le fila delle zitellone. Prima voce della lista? Essere baciata appassionatamente. La notte stessa capita in parte per volontà propria, in parte guidata dall’inconscio, di fronte all’abitazione del Marchese di Ralston ossia il bellissimo, libertinissimo, sensualissimo, eroticissimo Gabriel St. John il quale, dopo un istante di sconcerto, decide che tutto sommato ad una donna non si deve mai dire di no e la accontenta in cambio di un piccolo favore.

Da quel momento in poi non c’è in tutto il libro un attimo di respiro. Callie è adorabile con le sue folli idee da assecondare ad ogni costo, Gabriel con quel misto di machismo/tenerezza/bastardaggine e torbido passato, è l’uomo per il quale ogni donna venderebbe la madre. Ovviamente, avendo un passato tormentato e difficile, ha giurato e spergiurato che non si innamorerà mai. Callie dal canto suo è arcistufa di essere considerata una lady e non vede l’ora di scrollarsi di dosso la fottuta rispettabilità che l’ha resa una zitella ignorata da tutto il genere maschile.

L’autrice è stata in grado di creare situazioni assolutissimissimamente assurde e di farle sembrare plausibili. Mentre leggi sai benissimo che ti trovi nel mondo della fantasia più sfrenata ma è tutto orchestrato talmente bene che ti ci fiondi dentro più che volentieri e ci sguazzi gioiosamente per tutte le 360 pagine.

Il mix di erotismo, sensualità, ironia, follia, divertimento e ton funziona alla grande. I personaggi di contorno hanno il giusto spazio e grazie al dio della letteratura, l’autrice non ha alcuna pretesa assurda. Nessun pretenzioso filosofeggiamento, nessun argomento scottante, nessun tentativo di educarci; solo liberatorio, consolatorio, fondamentale svago.

Scritto bene, sviluppato ancora meglio, con personaggi coerenti, situazioni al limite del credibile, travestimenti inverosimili, passioni incontrollabili, sesso bollente, baci che ti fanno sospirare e sognare, uomini che ti entrano dentro (purtroppo solo figurativamente) e difficilmente riuscirai a dimenticare; donne che si ribellano ad una società che le vuole silenziose, remissive e fattrici, belle e mute, ornamento per la casata, resistenti ai parti.

Leggetelo – leggetelo – leggetelo

Mollate il freno della ragione e lasciatevi trasportare dall’atmosfera, godetevi i dialoghi brillanti, il temperamento di Callie, l’imperturbabilità di Gabriel.

Sono ora in fotta totale nell’attesa di leggere la storia di Nicholas, fratello gemello di Gabriel, amante dell’arte, con uno spiccato senso dell’umorismo e, ovviamente, un fottutissimo irresistibile fascino.

Dimenticavo…. Callie è cicciottella. Un altro punto a favore della McLean (ok, sono di parte, ma fa sempre piacere leggere l’esaltazione della morbidezza).

In poche parole

Uomini che ti entrano dentro (purtroppo solo figurativamente).

Poschina

Un Solo Piacere – Lora Leigh

Questo è un esperimento.
E’ un esperimento perchè mi annoio. Mi annoio perchè devo lavorare e non c’è nessuno con cui condividere stupide battute a sfondo sessuale o sfottò nei confronti dei colleghi assenti.
Divorata nei giorni scorsi dalla fatica di dover sorridere nonostante la morte inside, circondata dai miei peggiori incubi, sola come solo chi è circondato da un botto di gente può sentirsi, mi sono fiondata consapevolmente su un libro che già sapevo mi avrebbe dato porche soddisfazioni:

anteprima-un-solo-piacere-di-lora-leigh-L-EXIlGk La Trama: Da quando Chase Falladay è accorso in suo aiuto due anni prima, Kia Stanton non è mai riuscita a dimenticarlo. Due anni dopo il doloroso divorzio dal marito, Kia è ancora più vulnerabile e non ha più l’energia per resistergli. Sa che Chase appartiene allo stesso club segreto da cui è stato cacciato il suo ex marito, ma questo non la spaventa: ora lei ha il coraggio e la sensualità necessari per dedicarsi insieme a lui alla ricerca del piacere, del solo piacere, senza nessun’altra implicazione sentimentale. Ma anche Chase, con il suo cuore solitario e ferito, si troverà a combattere contro un’emozione che va oltre il desiderio, e Kia saprà come farlo cedere alla parte di sé stesso che ancora non conosce, per avere da lui non solo piacere.

Ed ora la parola alla giurata

Comincio con lo spiegarvi in cosa consiste l’esperimento.
In pratica sto ancora leggendo e non scriverò la recensione a libro completato, ma lascerò scorrere tutto quello che mi passa per la testa fino a imprimerlo nero su bianco in questo blog, così, a random. Perchè? Perchè ho iniziato a leggerlo stamattina in treno e nell’ordine ho già:

– imprecato
– sospirato
– alzato gli occhi al cielo scuotendo la testa
– riso in modo sprezzante
– fantasticato peccaminosamente con Chase e Khalid
– bestemmiato

Riflessione 1: è inutile che ci si chieda perchè questo genere di romanzi abbia un successo planetario. Sono porno al femminile. Se gli uomini si eccitano come maiali nel vedere donne che godono mentre vengono possedute da uomini superdotati in ogni modo possibile, le donne si eccitano immaginando donne che godono mentre vengono possedute da uomini superdotati in ogni modo possibile. Sono per il 99.9% scritti da donne ed infatti si trovano perle di saggezza come questa:

“Nel momento in cui lo toccò, avvertì qualcosa esplodere in lei. Una languida debolezza invase il suo corpo. Sentì i capezzoli indurirsi, e la carne tra le sue cosce farsi più gonfia e sensibile. Bagnata. In un attimo.”

Ogni donna.
Ripeto.
Ogni donna sogna di trovare un uomo capace di farla orgasmare con la sua sola presenza. E questi libri sono colmi di uomini del genere. Solitamente oltre ad essere bellissimi, ricchissimi, superdotatissimi, capacissimi a letto e leccatori impareggiabili di gnagne; hanno anche una bella voce. Profonda, sensuale, calda.
Leggere certe cose è come, per un uomo, vedere una donna che mentre fa un pompino a uomo1, è posseduta da uomo2 e uomo3 e con le mani si diletta con uomo4 e uomo5.

Ma andiamo al sodo.

Chase è bello, moro con gli occhi verdi, ha sempre avuto una fissazione per Kia ma siccome lui sa che lei è quella donna di cui si potrebbe innamorare, la tiene alla larga perchè lui ha un torbido, triste, disperato passato e si crogiola nella sua solitudine.
Tuttavia non può certo fare vita monacale e quindi fa parte di un club nel quale gli uomini condividono le loro donne. Inutile che vi dica che sono tutti uomini ricchissimi, bellissimi, cazzogrossissimi……. (avete mai visto qualche servizio sui club privè? Io sì, il 99.9% degli uomini intervistati ti suscita tutto tranne l’orgasmo. Nausea, ribrezzo, fastidio…. No. L’Orgasmo no).
Cmq. a leggere il libro sembra che tutta la High Society della città faccia parte del club. Infatti tutti si scopano la moglie dell’amico, del fratello, del cugino e via dicendo. Ma non pensate che sia una cosa losca, NO!!! E’ tutto in funzione del piacere della donna.

Ora, io non metto in dubbio che avere a disposizione due meravigliosi uomini che si dedichino a me non mi alletti, anzi!!!!! Ma, possibile che tutti, tutti, tutti facciano parte di quel club? E dai !!! Per dio !!!! Ci sarà qualcuno che ha l’amante senza che ci sia già infilzato qualcun altro…..

_________________________________________________________________________

Ma la parte più bella è che Kia, tralascio il suo passato perchè NON MI INTERESSA, è sperduta, triste, sola, impaurita, seduta in un locale buio, freddo, un po’ deprimente, vede Chase e Khalid e decide di essere intraprendente, accetta il loro invito e viene scopazzata febbrilmente su un Hummer supermegagigantesco. Prima la eccitano all’inverosimile (noi sappiamo che lei è già li a smaniare perchè il clichè lo prevede e l’autrice non ha nessuna intenzione di stupirci), poi la sleccazzano, la palpano, si lamentano perchè non è completamente depilata, la venerano, uno la prende dal davanti, uno da dietro e lei non fa un plissè; come se nulla fosse….. d’altronde chi di noi non viene quotidianamente posseduta da due superdotati in un Hummer?

Inutile dirvi che lei viene, viene, viene, si innamora di Chase (l’ha sempre amato), si dispera quando lui la porta a casa e lì la molla, rimugina su quanto sia stata la Best Experience Ever, si trasforma da timida ex moglie remissiva a Zoccolone Insaziabile.

E NON sono ancora a metà libro.

Bello, bello, bello!!!
Bello nel senso che è come un miniporno. Le situazioni sono così inverosimili che in confronto il “tecnico della fotocopiatrice superdotato” è credibile. Era quello di cui avevo bisogno. Due risate, un paio di spunti per fantasticare, qualche ora di relax.

La cosa drammatica è che la maggior parte delle lettrici ci crede. Cioè lo valuta un buon libro. Mi duole deludervi. Non lo è. Il problema sta nel fatto che si sforza di prendersi sul serio, cercando di non essere solo un porno per signore, ma cercando di farci in qualche modo ragionare. No, non ci riesce.

Non ci riesce perchè le seghe mentali di Kia potrebbero funzionare in una situazione verosimile, ma non qui. Non dopo esserti fatta scopare avidamente da due uomini che sono poco più che estranei. Non in un ambiente in cui si oscilla con estrema naturalezza dal giurarsi amore eterno allo scoparsi la fidanzata del proprio fratello. E’ palese che se partecipi ad un gioco ne devi accettare le regole. Altrimenti siamo qui a pettinare le bambole.

_________________________________________________________________________

Ho appena appreso che niente; NIENTE, mi irrita di più di sentir chiamare clitoride e capezzoli “nodini”. Ma perchè? Perchè? E’ quasi peggio di “ciucce” per indicare le tette…. Quasi.

_________________________________________________________________________

Nonostante io appartenga a quel genere di donne che piangono quando Robert Redford molla Barbra Streisand in “Come Eravamo” oppure quando Clint molla Meryl nella straziante scena sotto la pioggia ne “I ponti di MC”, non sopporto la sdolcinatezza estrema e mi imbestialisco quando leggo di uomini moderni che parlano alle loro donne manco fossimo in un romanzo ottocentesco… e poi questi uomini che parlano con il cuore in mano…
Ma dove?
Dove lo trovi uno che ti apre il suo cuore raccontandoti le sue paure, i timori, quanto ti ama, quanto teme di perderti, quanto sei il suo sole nelle mattine d’inverno.
Mai!!!
Mai in tutta la mia vita ho sentito uscire una confessione strappalacrime dalle labbra di un uomo… tante belle parole per portarti a letto sì, ma questa è un’altra storia.

_________________________________________________________________________

Ammettiamolo.
Come mi aspettavo, il libro svacca penosamente nel momento in cui smettono di fare sesso selvaggio a 3 per optare per il classico tira e molla tra lui che è tormentato, disperato e innamorato frascico* e lei che è determinata a farsi valere e quindi respinge i tentativi del maschio dominante di portarsela a letto.
C’è anche un’aggressione nei confronti della Lady, che spinge il cavalier servente a rinunciare alla sua libertà tanto agognata in funzione di un cavalleresco “penso a tutto io, ti starò vicino non preoccuparti cucciola ti amo sopra ogni cosa ….” e via dicendo.
Una roba stile “Harmony” atta a giustificare il repentino cambiamento di indole da parte del maschio Alpha. Perchè non sia mai che uno decida di amarti anche senza che qualcuno tenti di ucciderti. NO! Non esiste proprio.

_________________________________________________________________________

Ammettiamo pure che la scena in cui le lecca la gnagna sul cofano della macchina mentre nevica e ci saranno si e no 2 gradi, ha un suo perchè. Anzi, ad essere proprio onesti, ha ridicolmente un suo perchè.

_________________________________________________________________________

Lato positivo: qui si dice figa/fighetta e non fica/fichetta. Sembra roba da poco conto ma non lo è affatto. Non per me quanto meno. Se avessi davanti che so…. David McIntosh che mi dice “voglio la tua fica” lo caccerei a calci. (Ok, ho esagerato ma era per rendere l’idea).

_________________________________________________________________________

Ok, era già svaccato prima ma ora che i due non fanno altro che litigare come due tardoadolescenti leggere diventa quasi insostenibile, per non parlare poi del “Scommettiamo che ti farò avere un orgasmo così forte da svenire”. Ho letto 3 volte la frase perchè ero convinta che il mio cervello inventasse di sana pianta. Sai com’è… dopo 200 pagine di aste, umori, vagine pulsanti, orgasmi, “nodini” duri come il ferro e cazzi giganti i miei neuroni cominciavano ad essere confusi.
Alla fine, inutile dirlo, l’orgasmo cosmico arriva.

Segue il classicone dei classiconi.
Lei viene rapita dal pazzo di turno e si fa pestare a sangue piuttosto che consegnare Chase, il quale, solo dopo averla vista mezza morta, si convince che sì, è innamorato di lei e che sì, forse sarebbe il caso di dirglielo.

Segue atteggiamento profondamente infantile di Kia che avrebbe spinto chiunque ad ucciderla seduta stante ma no, lui no perchè la ama. Bah….

_________________________________________________________________________

Comincio a provare una vera e propria affezione per Khalid, uomo dal passato misterioso, di una delicatezza totalmente irrealistica e per questo potenzialmente meravigliosa, che si becca forse la scena migliore di tutto il libro ossia quella ai piedi dell’albero di Natale (uno scambio di battute con Chase) alla quale segue l’ennesima scopata a 3. Not Bad!!!! Almeno nella scopatazza a 3 ci evitiamo le pallossissime dichiarazioni di eterno amore. Tra uno “Sbattimi, Sfondami, Riempimi” si sussurrano cose assurde tipo “Ti amo, Non sai quanto ti amo, Sei mia”.

Riflessione 2: Ma Quando Cazzo Mai? Ma ti sembra? Ora, probabile che io sia in effetti una ragazza/donna/tardona poco incline alla smanceria, ma se stiamo scopando come due facoceri raramente mi viene proprio spontaneo mettermi a dire “Mi ami? Ma quanto?”.

_________________________________________________________________________

Alla fine della fiera, tutto sto pappone pseudoerotico per arrivare alla banalità più assoluta.
Vediamo se indovinate.
No?
Ve lo dico io.

Lui, dopo l’ennesima notte di sesso sfrenato culminata con l’orgasmo migliore di sempre, le infila al dito un anellozzo di diamanti da un paio di chili e le dice “Ci Sposiamo”. Affermazione non Domanda. E lei va in brodo di giuggiole.

Ora, ammettiamo pure che uno si innamori così, su due piedi. Ammettiamo che lui è uno di quegli inesistenti uomini che ti fanno orgasmare senza nemmeno doverti toccare. Ammettiamo che tu sei la donna straordinaria che viene descritta. Ammettiamo tutto.

Ma Santissima Madonna, nel 2014 le donne hanno come unica ambizione il farsi mettere un anello al dito?
Lettrice media, davvero tu non ti irriti quando i libri si concludono con questo genere di lieto fine? Davvero non lo trovi ormai anacronistico? Non ti basta l’uomo che ce l’ha grosso, ti regala orgasmi multipli stratosferici e ti condivide con Mr. gentilezza cazzosamente grossa Khalid?
Cioè se i libri non finiscono con la proposta di matrimonio tu ti senti insoddisfatta?
Fatemi capire, vi prego.
2014 e siamo ancora qui a doverci sposare per sentirci davvero amate?
Tristezza. Profonda tristezza.

_________________________________________________________________________

Riflessione 3: Quello che mi chiedo sempre al cospetto di questi libri è se io sono l’unica donna che gira con mutande e reggiseno spaiati, ha la ricrescita dei peli, ha il ciclo ogni mese, vive giorni in cui nemmeno Daniel Craig nudo mi convincerebbe a scopare.
Queste donne sono sempre bellissime, a posto, sessualmente pronte. A posto del tipo che erano a casa la domenica pomeriggio a guardare un dvd e sotto il tutone indossano un completo intimo La Perla da 250€, hanno la gnagna perfettamente depilata, lo smalto mani/piedi coordinato, i capelli serici che profumano di lavanda/mughetto.
_________________________________________________________________________

Alla fine non è la cosa peggiore che io abbia letto. E non lo sarà di certo.
Il libro corre via veloce, le scene di sesso sono purtroppo un filino ripetitive, i personaggi sono al limite del realistico in tutto. Alcuni comportamenti sono intollerabili, altri assolutamente inconcepibili. Ho trovato fastidioso il voler a tutti i costi cercare una introspezione che alla fine si rivela banale e superflua. Il personaggio più interessante si è rivelato essere Khalid, al quale è dedicato un altro libro della serie.

Leggetelo al mare, mentre prendete il sole e le onde si infrangono sulla battigia non aspettandovi null’altro che evasione, pura, incontenibile, necessaria evasione.

In poche parole

Il terzo uomo che non sapevate di desiderare

Poschina

*Innamorato frascico Citazione Coltissima