Come due Sconosciuti – Lisa Kleypas

Lo sapete tutte, per me la Kleypas è speciale. Io so che lei sa scrivere, e anche bene, so che sa scrivere storie che mi emozionano, so che sa creare uomini indimenticabili e pretendo tutto questo ad ogni libro. La serie Ravenel fino ad ora è stata una specie di crescendo. Se il primo non mi era piaciuto quasi per niente, il secondo era stato un Bene ma non Benissimo mentre il terzo mi era piaciuto anche e soprattutto per la magnetica presenza di Sebastian St. Vincent. Ero piena di aspettative per questa nuova fatica e mi ha conquistata quasi subito…le prime 60/70 pagine mi erano piaciute abbastanza ma non avevano quel “non so che” da farmi gridare a squarciagola BOOOOOMBA! ma da lì in poi il libro decolla e parte con un ritmo serrato, un susseguirsi di situazioni, pericoli, emozioni, introspezioni, orgasmi e grandi ritorni.

La Trama: Garrett Gibson è l’unica donna medico di Inghilterra, coraggiosa e indipendente come un uomo. Ma non ha mai avuto tempo per una relazione amorosa. Fino a quando non conosce Ethan Ransom, ex detective di Scotland Yard. Di lui si dice che sia un assassino, di certo è pericoloso, soprattutto per Garrett. Perché da nessuno si è mai sentita attratta così…

Ed ora la parola alla giurata….cercherò di non spoilerare nulla

Io non so nemmeno da dove cominciare. Libri come questo sono il motivo per il quale io amo Lisa Kleypas. Quei libri che non smetteresti di leggere, quei personaggi che ti ricorderai a distanza di tempo, quelle storie……
…… storie piene di tutto, anche esagerato, strabordante.
L’amore troppo AMMMOREEEEEE, le difficoltà insormontabili, i pericoli costanti, gli orgasmi che sono davvero orgasmici (e in questo libro la descrizione del primo orgasmo di Garrett è talmente particolareggiata e lunga da sforare il racconto scientifico), i personaggi talmente rifiniti che ti sembrerà, alla fine della lettura, di averli conosciuti davvero.

E poi in questo libro, ad un certo punto, quando meno te l’aspetti, spunta lui.
L’Uomo Caramella Rossana. Giuro che ogni cazzo di volta che compariva nella storia, diceva qualcosa, o semplicemente intuivo la sua presenza da qualche parte nella stanza o addirittura nella magione “I started to cream in my knickers” come avrebbe detto Miriam Margolyes. Mio dio non vedo l’ora che esca il libro incentrato su di lui perchè se mantiene le aspettative è roba da sburrare per due giorni di fila e di abbandonare i Sex Toys a favore della rilettura ….

Mi è già venuta la vampata.

Ma a parte l’Uomo Caramella Rossana (e badate bene che non ho detto Uomo Harmony e non è certo un caso) qui siamo di fronte a due bei personaggi sui quali si concentra tutta l’attenzione della Kleypas. A differenza degli altri libri, dove il contorno di persone a volte distraeva o risultava eccessivamente invadente, rumoroso, macchiettistico, qui Zia Lisa decide di sezionare corpo e anima dei nostri due eroi e ne esce un quadro sfaccettato e completo di due persone che per un motivo o per l’altro nella vita hanno accantonato se stessi in favore degli altri.

Garrett, che ha dedicato la sua vita alla professione medica in un mondo che ancora non era in grado di accettare che una donna avesse le stesse potenzialità cerebrali di un uomo, ha dovuto crearsi una scorza bella dura per resistere ad offese e pregiudizi. Garrett che va in giro in zone malfamate di Londra per curare anche i più bisognosi e che viene seguita da un uomo misterioso….

Ethan dal canto suo ha avuto più o meno una vita di merda. E non si è mai concesso nemmeno il lusso di immaginare la quotidianità di una vita famigliare. Lui che è stato poliziotto e poi membro di una squadra speciale dei servizi segreti. Lui che abbiamo conosciuto nei precedenti libri perchè assoldato da Winterbone e descritto come losco e pericoloso. Lui che in realtà è alto, forte, bello, muscoloso e con un enorme cazzo pronto ad immergersi in inviolati antri. E non è la mia solita esagerazione, ma la considerazione di un medico come Garrett, quindi affidabilissima.

Due personalità estremamente diverse ma decisamente affini, due anime bisognose di comprensione e di affetto, di lasciarsi andare, di riscoprirsi esseri fatti di carne e sangue e non solo di cervello e nervi saldi.

Il loro è un amore improvviso, fulminante, importante.
E non potrebbe essere altrimenti.

Per quanto mi riguarda la parte più “debole” è l’inizio. Il modo in cui si interfacciano, l’eccessiva resistenza di Garrett e i pretesti grazie ai quali continuano a incontrarsi e scontrarsi non mi avevano fatta sospirare o tremare di anticipazione. Ma si parla sempre di una lamentela eccessiva, dettata più dal fatto di aspettarsi 10 e trovarsi davanti ad un 8 piuttosto che a delle carenze vere e proprie di idee e di scrittura.

Poi però….

…… arriva un punto in cui tutto comincia ad intrecciarsi meravigliosamente e la storia corre a ritmo serrato, i personaggi crescono, i comprimari diventano fondamentali, si comprendono gli ingranaggi di un meccanismo che funziona come un orologio svizzero e, #Siabenedettoiddio, si tirano un po’ le fila del discorso irlandese introdotto con il libro precedente e, lasciatemelo dire, trattato all’epoca in modo a dir poco indegno (la parte poliziesca nel libro precedente era a dir poco un pretesto fastidioso ed inutile).

E poi c’è lui.

L’Uomo Caramella Rossana, colui che sarebbe tutto da scartare, succhiare e leccare. Un uomo che riesce ad essere ironico, sarcastico, sexy e dolce contemporaneamente. Non sbaglia un’entrata, una battuta, un movimento.
E’ praticamente perfetto.
E quest’uomo è West Ravenel.
Dal primo momento in cui compare nella storia, ruba completamente la scena a tutti, l’unica a tenergli testa è Garrett; insieme come coppia avrebbero spaccato il culo ai passeri e su questo la Kleypas ci gioca anche, facendo ripetuti riferimenti durante tutto il racconto al fatto che sarebbero stati una bella coppia.

Ora però c’è un grande, enorme, insormontabile problema.
Sarà in grado Zia Lisa di mantenere questo livello e scrivere un libro che riesca a non rendere West una caricatura di se stesso? Sarà in grado di farci vedere, sentire, palpare la profondità di questo meraviglioso uomo?
Perchè io ora lo pretendo. Pretendo il massimo. E quanto sia esigente e cagacazzo lo sanno ormai tutti.

Era da tempo che aspettavo un libro che mi soddisfacesse in pieno. Era da tempo che finivo una storia ma restavo con l’impressione che mancasse qualcosa o che le cose avrebbero dovuto andare in modo diverso.
Ora sono soddisfatta.
Come due sconosciuti  è un bel libro.
Ci sono bei personaggi, una bella storia, un complotto che ha senso e che è gestito bene; si affronta il tema dell’emancipazione femminile e ancora una volta si parla in modo indiretto della drammatica condizione delle classi basse nell’Inghilterra dell’Ottocento. E in tutto ciò non viene calcata la mano usando storie che sforano il patetismo ma anzi, è spesso usato un approccio più, passatemi il termine, tecnico. Che a mio parere è decisamente più efficace.

Che dire…. io l’ho amato molto e vi consiglio di leggerlo il prima possibile.
Resto comunque dell’idea che il titolo originale “Hello Stranger” fosse decisamente più azzeccato.

In poche parole

Se cercate del buon sesso, una versione ottocentesca di CSI e Grace Anatomy…… se vi piacciono le Spy Story e siete sensibili alle cause sociali ma, sopra ogni altre cosa, se anche voi  come me anelate l’Uomo Caramella Rossana, allora questo è il libro che fa per voi.

 

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Recensioni Lampo…..di chi ha trovato il tempo per scrivere tutte le madonne che le sono passate per la testa

Ci sono periodi di vacche magre e periodi di vacche grasse.
Questo è un periodo di vacche di merda…..a giudicare dai libri che mi sono capitati tra le mani.  Ma andiamo con ordine….
Alcuni poi, non sono nemmeno così merdosi ma piuttosto deludenti.

Un Irreprensibile Marchese – Lorraine Heath

Non volevo comprarlo.
Dopo l’orrore che ho provato leggendo Un Erede per il Visconte dove Killian si è ridotto a morto di figa nel giro di dieci pagine, avevo deciso di lasciarmi alle spalle Lorraine e di ributtarmi su qualcosa di decente. Ho riletto parte della saga Bedwyn, qualcosa della Kleypas, qualcosa della McNaught e poi, inevitabilmente, una mattina che ero più vulnerabile del previsto, Amazon mi ha proposto questo libro ed io, che sono debolissima quando si tratta di resistere alle tentazioni, ho immediatamente ceduto e l’ho preso.

Il vecchio Marchese di Marsden, mezzo pazzo che parla con la moglie defunta, novello Heathcliff senza però tutto il bagaglio di fascino e cattivera di quest’ultimo, mi era piaciuto assai. Avevo anche cominciato ad affezionarmi alla sua stranezza, a quell’acutezza ormai sopita e ben nascosta sotto quintali di sofferenza per la morte dell’adoratissima moglie Linnie.

Quella che scopava sopra, sotto e di fianco al pianoforte, per intenderci.

Il Vecchiaccio, come amavo chiamarlo io, era talmente innamorato della moglie che il mondo per lui si era fermato esattamente nel momento della di lei dipartita, al punto che tutti gli orologi di casa erano stati fermati a quell’ora e guai a chi osava toccarli.
Ma se io vi dicessi che vogliono farmi credere che gli orologi si fossero fermati da soli?
E se aggiungessi che Lorraine pretende di convincermi che il Vecchiaccio non era folle ma che davvero comunicasse con lo spirito della defunta moglie?

Ma facciamo un passo indietro.

Il Giovane Vecchio incontra per la prima volta l’adorata Linnie il giorno in cui muore suo padre e da quel momento è AMMMMMORREEEEEEEEE. Lui ha 12 anni e lei 8. Lui è il Marchese e lei la figlia del fornaio. Lui sa che non potrà mai averla ma questo non gli interessa, ha 12 anni e probabilmente è immerso nel groviglio di erezioni continue.
Lui la ama, lei lo ama.
Poi crescono e lui continua ad amarla mentre lei passa da “figlia del fornaio” a “cameriera nella locanda”. E’ bella, formosa, vivace, brillante e ha voglia di farsi il Marchese, il quale però la rispetta troppo per rovinarla.
E se non è AMMMMOOOOOOOREEEE questo, cos’altro può essere?

E, in pratica, il libro è tutto così. Lui la ama, lei lo ama, lui la vuole, lei lo vuole. Non c’è nient’altro. Però funziona. Funziona a patto di essere gente come me, ossia una di quelle persone che non resistono al richiamo dell’ennesimo colpo di marketing, in questo caso un libro inutile, un racconto del quale potevamo fare tutti a meno, ma che stuzzica la morbosità dello stalker che si cela in ognuno di noi.

E’ inutile perchè tutto quello che c’era da sapere o quasi, viene spiegato nell’orrido libro che ha come protagonista il figlio, è inutile perchè si vede benissimo che è stato costruito a tavolino per spillare soldi, è inutile perchè se all’inizio ci dà porchissime soddisfazioni facendoci partecipi dell’amore meraviglioso dei due giovani, alla fine si riduce ad una serie di situazioni pseudo-paranormali che non stanno nè in cielo nè in terra.

Gli orologi si sono fermati da soli, una zingara aveva previsto che lui avrebbe avuto 4 figli, e in effetti gli vengono affidati 3 orfani da crescere, la moglie morta con cui parlare, ridere, scherzare, che non è frutto della sua immaginazione ma c’è davvero e interagisce con il mondo terreno.

Fossi stata Lorraine, invece di questo breve spillasoldi che non porta da nessuna parte, avrei approfondito la storia dei genitori degli “Sfrontati di Havisham” e mi sarei concentrata sui loro personaggi, che invece ci vengono presentati in fretta e furia ed appaiono solo dei grandissimi coglioni (con rispetto parlando).

Ma, come vi ho detto, a parte tutto, il libro funziona.
Almeno fino ai tre quarti ci viene raccontata, tutto sommato, una bella favola. Lui, se solo ci fosse stato il tempo di approfondire, è un bel personaggio, pieno di potenzialità….lei è una ragazza semplice che ha dei sogni e che sprizza vitalità da ogni poro.

Non ha certo saziato la mia fame di storie appassionanti, strappamutande e strappalacrime, ma rispetto a quanto letto ultimamente…..avercene. E’ un racconto piuttosto breve, piuttosto semplice, piuttosto puccioso….. Ma visto che siamo in zona estiva, fa caldo, siete in vacanza, cercate di sfuggire al parentado asfissiante e avete poca voglia di collegare i neuroni ve lo posso consigliare senza sentirmi troppo in colpa.

Gli Scottanti Segreti della Contessa – Eva Leigh

E qui scoperchiamo il vaso di Pandora.

Lui è Il Conte Christopher Ellingsworth, detto Kit, terzogenito malcagato di non ricordo chi, che ha guadagnato il pregiatissimo titolo di Conte distinguendosi per perspicacia e dedizione durante la guerra. Un bel titolone ma senza fondi….e i pochi che ha li sperpera al gioco nel, fino ad allora, vano tentativo di raccogliere un gruzzoletto per costruire dei giardini che gareggino in bellezza e dissolutezza con quelli di Vauxhall. Lei, Tamsyn, è una giovine signora che ha bisogno di sposarsi con un riccone per potersi riprendere l’adorata magione finita in mano ai perfidi zii e, soprattutto, per poter continuare liberamente il contrabbando sulle coste della Cornovaglia.

Un bel giorno il nostro non tanto adorato Kit scopre che per ereditare una cospicua fortuna deve sposarsi entro poco tempo e diventa improvvisamente lo scapolo più ricercato di Londra…..ma lui ha occhi solo per Tamsyn, che ha incontrato una sera ad un ballo. Hanno bisogno l’uno dell’altra e decidono di sposarsi. E, udite udite, lei non gliela da. No. Proprio per un cazzo.

NADA.

Non si scopa.

E dio bono….. già ci si annoia….già è estate, fa caldo, siamo tutti stufi del lavoro, degli amici, della famiglia, del baffo sudato, del ciclo mestruale con 40 gradi (voi, perchè io uso la coppetta ed è come non averlo) e se nemmeno mi fate sognare con sesso multiorgasmico e slinguazzate cosmiche, cosa mi resta?

La Delusione.

Cmq…si sposano e scoprono che le redini della borsa sono state lasciate alla pulzella, la quale immediatamente rifiuta al marito il finanziamento per i giardini tanto agognati e se ne scappa in Cornovaglia perchè si sente “ferita, offesa e usata”.

Ma Vai A Fare In Culo!!!!

Proprio tu che contrabbandi e che lo hai perculato nascondendo il carico di merce in casa sua pur sapendo la sua avversione per l’illegalità? Proprio tu fai la moralista? Proprio tu? Non le fanno più le eroine di una volta. No, proprio no. Ed è un gran peccato, una perdita pazzesca per il romance.

Cmq.
Finisce ovviamente con tanto amore, tanto sesso, tanti figli, tanta GIUOIA!!!!!!
Idda gli confessa che sì, fa la contrabbandiera….e allora? Era l’unico modo per salvare la sua amatissima gente lo rifarebbe mille volte per i suoi concittadini…..Tamsyn ti do un consiglio, canditati con i 5Stelle che mi diventi prima presidentessa della Repubblica nel giro di 6 mesi.

Alla fine Kit e Tamsyn finiscono per rimodernizzare la cittadina e farla diventare  la Rimini del Regno Unito con tanto di Hotels, traghetti, discoteche, prostitute, bambini scorazzanti e tutto il corollario di creme solari e vucumprà. E a nessuno interessa la povertà di sesso, sensualità e interesse che questa storia ha generato….vi basti sapere che a distanza di pochi giorni dalla lettura fatico a ricordarmi persino se lui è biondo o moro.

La Tentatrice – Mary Balogh

Diciamolo immediatamente e togliamoci il dentone dolente. A me questo libro è piaciuto assai. E quando dico Assai intendo proprio Assai. Cioè tanto, tantissimo. Mi è piaciuto Gervase, la sua sete di vendetta, il suo perpetrare il piano diabolico nonostante l’AMMMOOOOREEEEEEE e tutto il resto, e mi è piaciuta Morgan, la bella dei Bedwyn, la piccola, protetta Morgan che diventa una novella Rossella O’Hara e va ad aiutare i feriti di Waterloo in una scena che non ricorda semplicemente quella scritta nel meraviglioso “Via col Vento” ma che sfiora il plagio.

Ma lasciamo stare queste inutili considerazioni, anche perchè plagio o meno, il romanzo della Mitchell resta ad un livello talmente alto che la Balogh deve cominciare a correre ora e al giorno della sua morte sarà ancora molto lontana dalla vetta.

Morgan è in Belgio ospite di non ricordo chi, perchè vuole fare qualcosa, essere qualcosa, vedere qualcosa. E’ sveglia, intelligente, bellissima ed ha sete di capire cosa sta succedendo e di partecipare attivamente agli eventi bellici. Peccato che tutti  la trattino come una bambolina di porcellana dalla testa vuota.

Tutti tranne uno.
Quell’uno è Gervase Ashford, un affascinante trent’enne mezzo inglese e mezzo francese che ha un conto in sospeso con “Il Duca di Ghiaccio”, alias Wulfric Bedwyn, alias Bewcastle, ossia il freddo e austero fratello maggiore di Morgan.
Gervase la vede e pensa “Ma guarda quella che figa spaziale!”, poi un amico gli confida che è la sorella del tanto odiato Bewcastle e immediatamente il pensiero diventa “Ah…ecco lo strumento perfetto per la mia vendetta privata, finalmente dopo 9 anni gliela farò pagare cara”. Inizia quindi un’opera di seduzione nemmeno tanto velata che porta i due a frequentarsi.

Nel bel mezzo di tutto ciò infuria Waterloo, Morgan perde il  fratello Alleyne, diventa una crocerossina, si scopre forte e testarda e Gervase è sempre con lei, a coccolarla, confortarla e scoparla.

Sesso poco e piuttosto burrascoso….mi piace. Una roba del tipo Ti prendo e ti sbatto e a prendere l’iniziativa non è nemmeno lui….FA VO LO SO!

Poi però si torna in patria e Morgan scopre di essere stata una semplice pedina in un gioco più grande di lei che va avanti da ben 9 anni…. e per scoprire che cazzo è successo un paio di lustri prima, dobbiamo attendere gli ultimi capitoli della storia.
Ovviamente Morgan la prende male, malissimo e decide di fargliela pagare.

Finirà a tarallucci e vino, come da copione, con tanto di gravidanza superveloce, ma non alla prima botta e non proprio indesiderata. Persino io non me la sono presa…..il che la dice molto lunga su quanto sia morbida in questo periodo…. Go Morgan, go!!!!

Se escludiamo le prime pagine che ho trovato un po’ noiose, per quanto mi riguarda il resto funziona. Bene Zia Mary, Brava, Ancora.

Una Famiglia per il Duca – Megan Frampton

Credo di aver abbandonato questa cosa più o meno a pagina 30/40. E lo chiamo “cosa” con cognizione di causa. Di una banalità sconcertante. Lei è una povera donna con prole che si trova costretta a fare da segretaria ad un figo spaziale, titolato, scopabilissimo, che ci viene presentato come freddo, scostante, inavvicinabile. E fino qui è roba da sburrare litri di gioia.

Purtroppo però il tanto distante e freddo duca, si rivela essere un pasticcino che nel giro di 20 pagine ha preso la bimba sotto la sua ala protettrice e si slinguazza la madre nello studio. Non ci sarebbe nulla di male se non ci fosse un improvviso e quanto mai incomprensibile snaturamento del personaggio prima ancora di conoscerlo.

E siccome sono vecchia, stanca, polemica e anche piuttosto cagacazzo, mi sono imposta di chiudere la porta in faccia a Megan e a concentrarmi su altre letture.
Lo riprenderò in seguito, quando la mia pazienza avrà raggiunto ragguardevoli vette o quando sarò alla ricerca di scuse banali per smadonnare in continuazione.

Se qualcuna di voi ha meno pregiudizi della sottoscritta, vi prego di dirmi come si sviluppa la storia e come va a finire. Almeno mi risparmio la fatica di leggere le restanti 200 pagine.

Magia di un Amore – Lisa Kleypas

Leggi che ti rileggi che ti rileggi….per contrastare letture di merda mi compro la versione cartacea di questo libro della Kleypas. Eh beh….che dire? Nel 2014 (anno di vacche grassissime) gli davo 6,5.
Ma quanto ero stronza?

Se questo è un povero sei e mezzo metà di quello che ho letto quest’anno dovrebbe essere quantomeno inqualificabile.

Le storie sono due, una più bella dell’altra.
La prima riguarda Aline e McKenna, mentre la seconda Gideon e Livia.

Aline e Livia sono le sorelle di Marcus Westcliff, che conosceremo meglio nella serie Wallflower di cui questo libro è il prequel. Sia Aline che Livia sono due donne ferite che hanno dovuto sopravvivere ad eventi drammatici; la prima ha dovuto cacciare dalla tenuta l’unico uomo che abbia mai amato e poi affrontare le conseguenze di un grave incidente, Livia ha perso prima il suo futuro sposo e poi il bambino che aveva in grembo, scatenando la cattiveria dell’intero Ton e preferendo ritirarsi in campagna a far rimarginare le ferite.

A complicare la vita delle due donne ci pensano gli ospiti americani del fratello, il ricco, dissoluto e disperato Gideon Shaw e il determinato ed ormai ricchissimo John McKenna che ha come unico scopo della visita quello di vendicarsi di Lady Aline facendola innamorare e poi lasciandola nella più buia disperazione.

Le cose però non sono mai semplici, mai lineari e mai troppo facili.

Non voglio svelare altro ma la Kleypas perde un bel po’ di tempo per introdurci i personaggi tanto che alla fine ci sembra non solo di conoscerli ma di comprenderli da sempre, di essere più che dei semplici lettori, ma amici, confidenti, amanti.
Ho trovato davvero tenerissimi Livia e Gideon, e il modo in cui Livia con dolcezza e fermezza riesce a catturare il cuore di un uomo che non si è mai sentito accettato e che ha deciso di autodistruggersi.

E cosa posso dire di Aline e McKenna? Lei così testarda e orgogliosa, bella e fiera, disposta anche a perderlo per paura di rivelare che non è perfetta come lui immagina, tutta la disperazione di non accettarsi e di non riconoscersi, di venire a patti con una realtà che si cerca disperatamente di negare.

Bello, bello, bello.
Diverso dal resto della serie, che è più spensierato, questo libro affronta tanti tipi di sofferenza e solitudine e altrettanti tipi di amore, ma è soprattutto un libro sull’accettazione; di sè, degli altri e dell’amore, nel senso più ampio del termine.

Leggetelo.

Innamorarsi di un Lord – Mary Balogh

Della serie Bedwyn è uno di quelli che non avevo mai letto ed onestamente non è che mi sia persa chissà che cosa nell’averlo lasciato in fondo alla lista.

Alleyne sarà anche bello ma passa il 98 % del libro non ricordando un cazzo del suo passato e facendo da cavalier servente a Rachel, colei che gli ha salvato la vita. Entrambi innamoratissimi inconsapevoli vanno avanti tra alti e bassi, misunderstanding più o meno big e storie assurde di zii incompresi e di truffatori incalliti.

Per carità è più che leggibile e anche gradevole ma per quanto mi riguarda vale la pena leggerlo solo per la scena nella quale Alleyne torna  a casa e ritrova i fratelli che lo credevano morto a Waterloo.
E’ un momento estremamente toccante che vale l’intero libro.

Ammetto senza vergogna che per poco non mi è scesa una lacrimuccia.

Conclusioni sconclusionate

Attendo con ansia, perplessità e speranza le uscite di luglio, perchè al momento le soddisfazioni me le sono prese con roba vecchia di autrici di pregio e non con le tanto agognate nuove uscite.
Sarà anche colpa mia….per carità, ma mi sembra che ai libri che leggo ultimamente manchi sempre qualcosa.
L’introspezione dei personaggi, situazioni credibili o quantomeno divertenti, quell’esagerazione talmente esagerata da diventare meravigliosa e che fa gridare “BOOOOOMMMBBBAAAAA”, gli slinguazzatori seriali, il sesso, i multiorgasmi, quella carica erotica che gronda dalle pagine e che ti fa venire la fotta di leggere…..uomini che che ti piacerebbe scartare  succhiare come grosse caramelle Rossana… sì, insomma….non li fanno più i Romance Storici di una volta.

E che cazzo!!!!!

Poschina

 

Voglio Ritrovarti – Lisa Kleypas

“Continuiamo così, facciamoci del male” diceva Moretti allo scoprire che un suo commensale non aveva mai assaggiato la Sacher Torte.
Ed io, morettiana per genetica, insisto nel seguire questo mantra. Mi faccio costantemente del male. Per esempio leggendo questo ho rischiato diverse volte l’ulcera perforata…..oppure al solo rimembrare la protagonista di questa sbobba corro a drogarmi di Biochetasi.

Nonostante le esperienze devastanti non mi arrendo e spremo la Kleypas sperando mi dia porche soddisfazioni. Ce la farà?

La Trama: Bellissima e talentuosa, Jessica Wentworth è l’attrice più in vista del momento e l’intera Londra è ai suoi piedi. Le basta un cenno e può ottenere tutto ciò che desidera. Ma dietro un’aura eterea e perfetta si nasconde in realtà Julia Hargate, con il suo inconfessabile segreto: un marito misterioso, che non ha mai visto, del quale non può far parola con nessuno e, cosa ben più grave, che non può amare. Per anni Damon, marchese di Savage, ha cercato la sconosciuta fanciulla a cui il padre lo aveva sposato quando era solo un bambino. E ora è ben sorpreso di scoprire che sua moglie è l’incantevole attrice che tutto il mondo desidera e da cui si sente irresistibilmente attratto…

Ed ora la parola alla giurata – SPOILERACCI

A pagina 50 volevo abbandonare il libro, recensirlo e dimenticarlo. Questo perchè il BM di tutta la storia (lei e lui che sono stati maritati da bambini, si sono evitati e vorrebbero liberarsi del consorte mai visto) viene risolto in una manciata di capitoli. Lui la vede per caso ad una fiera e gli viene il durello, lei si bagna che nemmeno Sasha Grey dopo 15 litri di lubrificante, lo riconosce, si lascia baciare e poi sparisce. Due anni dopo si rivedono ad una festa, lui la brama, lei lo brama e io mi chiedo:

“Dio Cristo!!!!! Lui è bello, ricco, affascinante, intelligente e a te viene un orgasmo al solo pensarlo. E’ tuo marito secondo la legge di Dio e degli uomini . Lui chiaramente ti farebbe cose illegali nella maggior parte dei paesi civilizzati, e tu invece di dirgli < Damon, pensa che culo…..ci desideriamo da matti, sbaviamo al solo pensiero di toccarci e siamo anche già sposati risparmiandoci un sacco di grane > fingi di non conoscerlo e fai la preziosa rinunciando alla possibilità di un amore ricco, libero, giovane e bellissimo* per che cosa? Per che cosa Zio Cane? Ma lo sai quanto è difficile trovare un uomo titolato, col cazzo grosso, intelligente, senza pancia, con tutti i denti e che per giunta sbava per te e già ti giura protezione ed eterno amore dopo due secondi? No che non lo sai piagnina che non sei altro. Tu vivi in un romance e alla fine come minimo sfornerai 10 pargoli di merda dopo meravigliose gravidanze miracolose.

Nonostante le reticenze, intorno a pagina 60 lui scopre che lei, l’attrice che si farebbe tanto volentieri, è la mogliettina scomparsa…..la mette di fronte all’evidenza e lei confessa….poi lui siccome è arrabbiatissimo decide di scoparsela e idda, che è rimasta illibata fino ad oggi, apre subito le meravigliose gambe e gli dona verginità, vagina, vulva e verità…ossia che era vergine perchè nessun uomo le aveva mai fatto venire voglia di scopare. E pensa un po’ che culo che la voglia le è venuta proprio con un uomo ricco, bellissimo e superdotato che è pure suo marito!!!!!

Avrei dovuto chiudere a pagina 50 quando con una frase avrebbero potuto chiarirsi e amarsi in santa pace….potrei chiudere adesso dopo il Best Sex Ever di Damon…e invece vado avanti perchè “Farmi del male” è il mio secondo nome.

E adesso che ho concluso la lettura, c’è stato il lieto fine, c’è pure stata una gravidanza sopportabile e non miracolosa…che dire?
Non so. Sono confusa.
Siamo tutti d’accordo che quello che succede da pagina 51 in poi è solo un’enorme e profondamente inutile sega mentale di Julia la quale vuole Damon ma vuole anche il teatro e pensa che stando con lui dovrebbe necessariamente ritirarsi a vita domestica. 200 pagine di questo. Dubbi su dubbi su qualcosa che non esiste che allungano la brodaglia e non ci dicono nulla di più di quanto già sapessimo.

Lui la ama, lei lo ama, scopano ogni volta che si vedono con relativo orgasmone cosmico, poi lei se ne va, lui la segue (c’è anche un incendio per sottolineare che è opera originale della Kleypas), lei cerca di respingerlo poi gliela dà e così di nuovo per più o meno una decina di volte.

Quindi?
Allora?

Allora mi piacque.
Nonostante tutto, nonostante alla fine si tratti di una situazione ripetuta all’inverosimile, nonostante quell’AMMMMOOOOOOOREEEEE che fa sì che Damon veneri la moglie invece di continuare a farle notare che non c’è mai, che è una cagacazzo, che ha un carattere di merda e che non si dedica abbastanza a lui, nonostante tutto è un libro che scivola via liscio e tranquillo e che si lascia leggere con un certo piacere. Molto ma molto meglio del secondo della serie, che ha anche la colpa di andare a banalizzare un personaggio sulla carta interessantissimo come Logan.

p.s. Per almeno due scene questo libro entrerebbe di diritto tra quelli che istigano, secondo la recente morale comune, alla molestia sulle donne, al machismo e, più in generale, alla violenza perchè lei dice no, lui insiste e alla fine la pulzella cede e orgasma come non ci fosse un domani.
Attendo che le femministe facciano chiudere il mio blog perchè da anni anelo il ritorno del maschio Alpha.

Nell’attesa vi tocca sopportarmi stoicamente.

In poche parole

Lezione n. 1 di Zia Lisa: “Come ripetere lo stessa scena per 200 pagine e riuscire a farla piacere lo stesso”.
Lezione n. 2 di Zia Lisa: “Ripeti continuamente ad un Marchese bello e ricco che tu non vuoi avere nulla a che spartire con lui, poi dagliela e stritolalo con orgasmi liquidi, torna a respingerlo finchè non ti salterà addosso di nuovo per la smania di scoparti. Reitera 20/30 volte e la sua dedizione sarà assicurata”.

Poschina

*citazione coltissima

Perchè sei Mia – Lisa Kleypas

Ci sono diverse categorie di donne che detesto con anima e corpo. Di queste, le Gatte Morte sono le peggiori. Quelle che mi fanno rimescolare le interiora e bestemmiare in lingue che nemmeno sapevo di conoscere. E qui, in questo insulsissimo libro, c’è la Regina delle Gatte Morte.

Ma andiamo con ordine.

Ho scelto la vecchia cover perchè è triste e squallida e rappresenta appieno il contenuto del libro.

La Trama: Non può davvero sposarlo. Alla sola vista dell’anziano lord Clifton la giovane Madeline rabbrividisce di ribrezzo! E pur di non sottostare alla decisione dei suoi genitori, Madeline è disposta a tutto. Fugge così a Londra, con l’intento di diventare l’amante dell’attore e seduttore più famoso del momento: Logan Scott, il proprietario del Capital Theatre. Indurito dai tradimenti subiti, Logan non ha però alcuna intenzione di farsi coinvolgere in una relazione e la respinge. Ma Maddie è innocente, solare, bella, appassionata ed è impossibile resisterle…

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerissimi e buon 2018 a tutti

E pensare che all’inizio mi piaceva. Ok, eravamo in peno fantasy ma tutto sommato gradevole. Lei costretta dai genitori al fidanzamento con un vecchio, grasso, puzzolente e anche vagamente porco. Lui bellissimo, con una Sad Story da manuale, ombroso, indurito dalla vita (in tutti i sensi perchè è uno scopatore seriale di passerotte), cinico e scontroso, virtuosissimo attore di teatro che secondo il mio umilissimo e modesto parere ricorda molto il mai dimenticato Laurence Olivier.

In breve lei decide di rovinarsi per fare in modo che il promesso sposo la ripudi e, siccome non è certo scema, sceglie come sventrapassera Logan Scott, bellissimo e sexyssimo attore di teatro. Premetto che lei si crede scialba ed insignificante ma non lo è affatto perchè tutti le sbavano dietro. Inspiegabilmente finisce per essere assunta come aiuto segretaria in teatro ma in realtà, essendo un incrocio tra Leonardo da Vinci e Pico della Mirandola, fa un po’ di tutto, dalla sarta alla sguattera, alla contabile, alla suggeritrice. Non si sa bene quando abbia imparato a lavorare 152 ore al giorno considerato che nella vita non ha mai fatto un cazzo, ma lei riesce ad inserirsi senza difficoltà nel dissoluto ambiente teatrale, a farsi amare da tutti e a far venire il durello a Logan ogni cazzo di volta che la vede, ma siccome lui ha giurato di non affezionarsi MAI a nessuno, la evita come la peste e la insulta continuamente.

E fin qui la sbobba funziona.

Però….. però lei comincia a far uscire la sua vera natura: Il Gattamortismo.
Infatti sembra remissiva, sembra docile, sembra timida ed innocente, sembra una formichina efficiente che non smette mai di lavorare ed adora compiacere….ma…
……
…. in realtà è un troione che usa la tattica della finta debolezza per poi attaccarsi come una cozza morta alla sua preda e nutrirsi delle sue debolezze e dei suoi incubi come un fungo saprofita. Usa quel cazzo di sorriso pseudoinnocente che, inspiegabilmente, frega il 99% delle persone e si intrufola nelle vite altrui per rubare segreti e confessioni, da utilizzare per i suoi sordidi scopi….in questo specifico caso farsi sverginare dal figo di turno.

E se notate una certa acredine nella mia descrizione di Madeline, ci avete visto giusto perchè incappo costantemente in donnacce che sono tutte sorrisi, buoni sentimenti falsi e pochissima sostanza, che con il loro atteggiamento Gattamortaio mettono in cattiva luce la mia anima fatta di cinismo e concretezza, facendomi sembrare a tutti gli effetti la Grimilde che in fondo sono.

Il peggio del peggio del peggio arriva quando un’epidemia di scarlattina o roba simile, mette a letto metà della compagnia teatrale e Logan si ammala.
Ora.
Una persona normale o quantomeno una persona con un minimo di decenza si sarebbe limitata a caricarlo in carrozza e a lasciarlo nelle amorevoli mani di governante e valletto, ma Maddie no, il vaccone cosmico si intrufola in casa di Logan fingendosi la sua amante e resta al capezzale dello gnoccolone approfittando della situazione per smarmellarselo tutto nudo ogni 10/15 minuti. Che poi parliamone, non si fa. Ma con che coraggio ti piazzi in casa di uno che non ti vuole e che è gelosissimo della sua privacy e gli stai addosso? Ma non ti vergogni? E soprattutto figlia mia sei malata forte, vai a farti curare.

Purtroppo quando lui si riprende dalla malattia invece di defenestrarla se la scopa con tutti i sacri crismi [cazzo grosso ed orgasmi multipli] finendo con l’innamorarsi della “povera ed innocente” ragazzina che in realtà gli ha succhiato l’anima e chissà cos’altro.

E peggio del peggio del peggio, c’è l’arrivo del padre di lei che la smaschera all’urlo di “razza di coglione, non ti sei accorto che quella puttanella di mia figlia ti ha fregato e si è fatta sverginare solo per non sposare il vecchio pirla puzzolente che volevamo affibbiarle?”. Seguono Logan che fa quello a cui non frega un cazzo ma in realtà soffre come un cane e lei che torna a vestire i panni della piagnina che si dispiace della situazione perchè in realtà Lo Ama da Sempre, dove il “Sempre” è il momento in cui l’ha visto su una locandina.

Un po’ come se io amassi da sempre Jason Momoa perchè ho una sua foto come sfondo desktop e mi vorrei far sbattere dal manzo per ore. Direi che chiamarlo amore suona un po’ eccessivo.

La faccio breve e prendo due Maalox per agevolare.

Test di intelligenza:
Lei era vergine, lui un esperto in relazioni sessuali, hanno scopato due volte rigorosamente senza goldone e senza salto della quaglia. Quale può essere il risultato?

Brave!!!!! Applauso e bacio accademico: Lei è Vacca Gravida. Allora lui la sposa e la tiene segregata in casa perchè è incinta del figlio della colpa.

E adesso vi cuccate il pappone che ho sul gozzo da ANNI e che non riesco più a tenere a freno.
Magri fossimo nel 1800 e le gravidanze si nascondessero. Magari non fossi costretta a vedere quotidianamente foto prese da ogni angolazione di pance (rigorosamente nude) più o meno sporgenti con sfondi più o meno imbarazzanti, pance disegnate, scritte, stampate, al caldo e al freddo, la mattina e la sera, seguite da ecografie: “Fagiolino” – “Farfallina” – “Ranocchio” – “3 mesi insieme” e a seguire 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – Seguite da “Non ce la faccio più” – “Non vuole uscire”.
Poi per fortuna esce.
Il tutto corredato da ecografie, screenshot delle varie App che ci informano sulla settimana esatta di gestazione, con tanto di disegnino di come cresce il feto e con aggiunta di hashtag imbarazzanti. Ogni giorno, più volte al giorno, per 40 settimane, moltiplicato per le donne incinta che conosco.

Roba che persino io sono arrivata a rimpiangere un sano senso del pudore. Lo so, sono una stronza.

Ma torniamo alla GI della nostra Maddie, che si contraddistingue per essere la donna gravida più insopportabile del pianeta….non mangia per la nausea e si fa imboccare come avesse 6 mesi, frigna ogni due minuti e si tappetizza sotto le scarpe di Logan che di giorno la maltratta e di notte la scopa come se non ci fosse un domani. E, inutile dirlo, in quei momenti la nausea se la fa passare la vacca.

Come finisce? Con un parto naturale alla 40esima settimana, una bellissima bambina, tanto Ammmmmooooooreeeeeee e tanta pucciosità gratuita.
Avevo sperato in una pestilenza risolutiva ed invece tutto è finito nel migliore dei modi.

Peccato.

Vi ho risparmiato l’incrocio inquietante di parentele che si cela dietro ai protagonisti perchè è poco interessante, fastidioso e per quanto mi riguarda non serve praticamente a nulla. Questo libro è il Re dei Coiti Interrotti. E’ inutile e triste come la birra senz’alcool*.
E pensare che le prime 40/50 pagine promettevano così bene….. ma perchè? perchè? perchè? Non si può leggere certa roba, ma davvero. Fa male. Fa malissimo al cuore, alla testa e al portafoglio.

Poi ovviamente io ho anche il primo libro di questa, per fortuna brevissima, serie di Zia Lisa ed è già nella mia borsa pronto per domani mattina; lo sappiamo tutti che in fondo sono una fottutissima masochista e soffrire mi piace da morire.

In poche parole

Ad un certo punto sono arrivata a sperare che una pestilenza li ammazzasse tutti tra atroci dolori.

Poschina

*Citazione coltissima da “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”.

Il Diavolo in Primavera – Lisa Kleypas

Essendo notoriamente incapace di aspettare qualsiasi cosa io desideri, avevo già letto questo libro e ne avevo già parlato qui, all’epoca della sua uscita in lingua originale, avevo dato un sette meno, l’avevo definito il libro migliore della serie (al momento) e avevo cercato di non spoilerare troppo. Sostanzialmente non ho cambiato molto il mio parere sull’opera, non è stata massacrata dalla traduzione, non è stata resa eccessivamente pucciosa e non mi ero persa nulla nella comprensione. Solo che in questi mesi sono cambiata io, ho letto altra sbobba e quindi il mio giudizio finale è leggermente cambiato.

La Trama: Londra, 1876. A differenza di tutte le debuttanti londinesi, la bellissima Lady Pandora Ravenel non sogna di frequentare balli e trovarsi un marito. Preferisce di gran lunga dedicarsi ai suoi affari. Ma la sua strada si incrocia con quella di Gabriel, Lord St. Vincent, impenitente libertino, altrettanto determinato a non essere ingabbiato in un matrimonio. E per entrambi sarà la scoperta di un brivido fino allora sconosciuto…

Ed ora la parola alla giurata….SPOILER

Vado un po’ a ruota libera, l’ho appena terminato ed ho una serie di concetti per la testa che turbinano in modo disordinato nella mia testolina e fatico a metterli in un ordine logico….

Prima di tutto vorrei porre l’accento su un personaggio maschile anomalo. Si, ok…è un grandissimo figo che assomiglia molto a suo padre, il mai davvero dimenticato Lord Sebastian St. Vincent, protagonista di uno dei libri che ho amato di più: “Devil in Winter”; libertino, depravato, decadente, disperato e terribilmente solo. Un uomo meraviglioso che mi fa sospirare ancora adesso e che è entrato di diritto nella lista degli uomini fittizi su cui fantastico più spesso. Gabriel lo ricorda fisicamente ma è un uomo completamente diverso, descritto nella sinossi come un libertino, in realtà non lo è per niente. E’ un giovane ventottenne meravigliosamente attraente, che ha un’amante piuttosto disinibita e piuttosto vogliosa, è buono, intelligente, paziente fino all’inverosimile e uno di quelli che cercano sempre di fare la cosa giusta.

In pratica, sulla carta, doveri quantomeno detestarlo. Perchè si sa, a me, quelli che sono tanto buoni e tanto bravi, non fanno sesso. Ma….

…Zia Lisa è bravissima nel dipingerci il ritratto di un uomo dolcissimo e protettivo che è anche e soprattutto un animale da letto di prima qualità. Quest’uomo favoloso è il prodotto dell’addizione genetica Sebastian + Evie e quindi oltre alla spiccata mascolinità, allo straordinario fascino e alle mirabolanti capacità a letto, ha ereditato la profonda dolcezza della madre e, non essendo stato massacrato dalla vita (in questo libro è Pandora ad avere a tutti gli effetti una Sad Story), gli mancano il cinismo e la freddezza che caratterizzavano suo padre.

Un uomo del genere, posato, coccolato e che cerca sempre di controllarsi per mostrare la sua parte migliore, non poteva non essere fatalmente attratto da una donna come Pandora, una forza della natura, irriverente, refrattaria alle convenzioni, originale, passionale, ribelle.

Una ribellione che nasce dalla consapevolezza di non essere libera. In quanto donna, in effetti, nell’ottocento non si avevano chissà quali libertà personali….e peggio mi sento quando si parla di matrimonio, evento che di fatto passava la proprietà della donna dal padre al marito. Nel 2013 a Mantova ho visitato una mostra incentrata sulla donna nei secoli scorsi che mostrava una serie di documenti nei quali era evidente come la donna fosse soltanto un oggetto usato come mero materiale di scambio.

Le rimostranze di Pandora sono oggettivamente comprensibili anche se alla lunga, soprattutto di fronte alla chiarissima volontà di Gabriel di non interferire nelle sue attività, stancano un pochino perchè, diciamocelo, se avessi un uomo del genere che sbava per me, mi vuole possedere in ogni luogo, mi adora palesemente e per giunta sopporta ogni mia crisi isterica da premestruo…..beh, lo sposerei seduta stante e vaffanculo a femminismo e sessismo. La vita è una e me la voglio godere.

Sappiate che ci viene più o meno velatamente detto che Gabriel ha un bel cazzo grosso. La prima volta Pandora lo paragona ad una mazza da cricket… e qui sotto agevolo con una diapositiva per farvi capire quanto sia lusinghiero il paragone.

E la seconda volta lo confronta con i pistolini dei bambini visti durante la sua breve vita e, ovvio come il fatto che il 25 dicembre è Natale, il paragone non fa che esaltare le doti fisico-sessuali di Gabriel.

Per quanto mi riguarda il libro si divide in tre parti.

La prima, che va dall’inizio alla metà, ed è perfetta. Tutto funziona come gli ingranaggi di un orologio svizzero. La compromissione, totalmente involontaria e assurda, la consapevolezza di non avere scampo al matrimonio, la seduzione…e giuro che sogno i baci di Gabriel, i metri di lingua, le mani, i sospiri, la mazza da cricket…..

La seconda, che va dalla metà ai  tre quarti, nella quale ci viene descritta senza infamia e senza lode la vita coniugale dei due cucciolotti, fatta di sesso, sesso, sesso, sesso, orgasmi, sesso….

La terza, quella che definisco con simpatia, The Big Fail. Inutile, fastidiosa, un mero pretesto per far affrontare a Gabriel il primo vero dramma della sua vita ed utile solo per farci conoscere meglio la dottoressa Gibson (credo, non ricordo con sicurezza il nome), personaggio che sicuramente avrà un ruolo nei prossimi romanzi della serie.

Avevo valutato questo libro 7 meno.

Mi ricredo. Un 7.5 non glielo leva nessuno.

Piacevole, scorrevolissimo, per certi versi originale in quanto non abbiamo di fronte il solito eroe romance tormentato dalla vita, scaltro, refrattario alle nozze, cinico e disperato in cerca di soldi, ma un uomo equilibrato e affezionato alla famiglia che nonostante questa apparente noiosità è uno dei personaggi maschili più interessanti degli ultimi anni. Sarà anche che  con la vecchiaia comincio ad apprezzare un tipo d’uomo meno problematico e più equilibrato, che invece di aver bisogno di una donna madre/moglie/amante, accetta la sua compagna per quello che è senza rinfacciarle continuamente che potrebbe essere diversa, che non è come le altre, che non si è uniformata ai dettami sociali e che rompe sempre il cazzo e bla…..bla…bla

Sì, insomma, Gabriel è un uomo con le palle. Uno che sa quello che vuole, come ottenerlo e come gestirlo.
Gabriel, bell’animalone da letto tutto dolcezza e cazzo grosso, vieni qui da me, apprezza l’infinito mondo delle mie idiosincrasie, e soprattutto fai di me tutto quello che vuoi a letto (e sul divano, in cucina, nella doccia e via dicendo).

Dal canto suo Pandora è una ragazza che ha avuto una vita difficile, che è cresciuta in un’isolamento forzato e che non ha mai saputo cosa vuol dire avere una famiglia amorevole accanto. Originale, rivoluzionaria, cocciutissima ma estremamente fragile, una fragilità che nasconde sotto un’apparente menefreghismo nei confronti di una società che non comprende, si trova costretta ad un matrimonio che non vorrebbe, con un uomo che desidera febbrilmente e che la accetta e la rispetta. Che sfiga, vero?

Sopra a tutti spicca ancora e inesorabilmente la figura di Sebastian St. Vincent. Ex libertino incallito figlio di Satana, ora uomo innamorato della moglie e ineguagliabile padre di famiglia. Nonostante l’età, nonostante quel bendidio  del figlio, ogni volta che Sebastian è comparso sulla pagina scritta, io mi sono sciolta come come il cucchiaino di cioccolato Lindt si scioglie nel caffè, voluttuosamente e goduriosamente.

Ed Evie, così dolce, comprensiva, materna eppure risoluta.

Zia Lisa ha superato se stessa nel rendere omaggio ad una delle coppie più belle che abbia creato, ed è riuscita nel difficile compito di non snaturare i personaggi nonostante siano profondamente diversi da come ci sono stati descritti nella loro giovinezza.

Che dire? Leggetelo e condividete con me le vostre impressioni.

Piccole rimostranze:
– Nonostante nei libri precedenti la volontà di Pandora di diventare imprenditrice di giochi in scatola fosse il perno intorno al quale ruotava tutta la sua vita, inspiegabilmente il libro che la vede protagonista mette il lavoro di Pandora in secondo piano….o meglio, se ne parla tantissimo a livello teorico e pochissimo a livello pratico. Trovo che non sarebbe stato negativo se si fosse approfondito un po’ di più l’argomento.
– Ci sono dei momenti di puccismo spinto che mi sono sembrati un pochino esagerati ma per fortuna non sono così preponderanti da intaccare il giudizio finale sul romanzo.

In poche parole

Usami, Straziami, Strappami l’Anima……….e le mutande, il reggiseno, i collant, i bottoni……..sì, insomma….devastami come preferisci.

Poschina

p.s. Trovo questa cover semplicemente perfetta.

A Taste of “Devil in Spring” – Lisa Kleypas

Giusto stamane ho finito “Devil in Spring” di Zia Lisa, terzo libro della serie “Ravenels” e primo in ordine di gradimento, per lo meno per quanto mi riguarda. Sia chiaro che mi riservo di cambiare completamente opinione dopo aver letto la versione italiana, anche perchè una pessima traduzione potrebbe irrimediabilmente rovinare la prima parte del libro, che ci regala scambi di battute degni di nota e che mi hanno riportata ai fasti di qualche tempo fa.

La Trama: Most debutantes dream of finding a husband. Lady Pandora Ravenel has different plans. The ambitious young beauty would much rather stay at home and plot out her new board game business than take part in the London Season. But one night at a glittering society ball, she’s ensnared in a scandal with a wickedly handsome stranger.

A cynical rake…

After years of evading marital traps with ease, Gabriel, Lord St. Vincent, has finally been caught-by a rebellious girl who couldn’t be less suitable. In fact, she wants nothing to do with him. But Gabriel finds the high-spirited Pandora irresistible. He’ll do whatever it takes to possess her, even if their marriage of convenience turns out to be the devil’s own bargain.

 

Traduzione a spanne della trama: Lei è una giovane donna che non ambisce al matrimonio, lui un giovane gaudente che non ambisce al matrimonio, si incontrano, si scontrano e non si sa bene perchè lui si invaghisce di lei e lei si invaghisce di lui . . .  finisce a confetti e fiori d’arancio, con tanto di pericolo finale.

Ed ora la parola alla giurata

Al momento è il libro della serie che mi è piaciuto di più, anche se non sono arrivata al punto di ballare nuda sul tavolo dalla gioia, tutta la prima metà de libro funziona bene (o abbastanza bene), gli avvenimenti si susseguono fluidi ed è un piacere rivedere Sebastian ed Evie nel ruolo di genitori amorevoli che spiaccicano con fascino e charme chiunque incontrino sul loro cammino.

Pandora e Gabriel sono una bella coppia, anche se lei spinge un po’ troppo sul femminismo per i miei gusti (e se lo dico io che riduco la vita ad una perenne lotta per la parità dei diritti è tutto dire) e continua a rimbalzare il fighissimo e fin troppo disponibile Gabriel per la paura di perdere la sua libertà.

Ho trovato tenerissime le confessioni di Pandora relative al suo passato, che ci aiutano a capire meglio la famiglia di merda con cui è cresciuta e che ci mostrano la fragilità di questa ragazza, soprattutto prechè messe in contrapposizione all’infanzia tutta amore e considerazione che ha avuto Gabriel.

Diciamo che fino al matrimonio tutto fila liscio come l’olio e la fotta di leggere mi ha accompagnata nell’attesa tra un viaggio in treno e l’altro, mentre i problemi insorgono tutti nella seconda metà del libro (o forse sarebbe meglio dire l’ultimo terzo) nel quale, improvvisamente, si cambia registro e ci ritroviamo in un turbinio di avvenimenti più o meno drammatici, un po’ raffazzonati e che si svolgono e si risolvono troppo in fretta perchè si possa approfondire l’argomento (del quale comunque non me ne sarebbe fregato proprio nulla).

Sinceramente speravo che si ponesse l’accento sul business di Pandora non solo come espediente per parlare dell’emancipazione femminile, ma anche come perno della sua futura vita, mentre l’argomento viene discusso fino all’inverosimile in forma teorica e quasi ignorato in quella pratica, ma pare che Zia Lisa abbia deciso di concentrarsi (maluccio) sui cambiamenti socio-culturali della seconda metà dell’Ottocento, a volte a discapito di logica e fluidità narrativa.

Non che ci sia qualcosa di male nel voler affrontare un tema come l’emancipazione femminile, anzi…..avercene di libri che ne parlano, ma fatto in questo modo, ossia senza mai nemmeno per sbaglio scendere nel dettaglio mi sembra più pretestuoso che funzionale.

Detto questo penso che il modo in cui Pandora viene compromessa sia degno di nota anche se l’improvviso interesse di Gabriel per la donzella è un po’ troppo improvviso.

Nota di colore. Anche Gabriel è uno di quegli uomini a cui piace la donna in piena sindrome premestruale, altrimenti non si spiega come abbia fatto a non defenestrarla dopo la lezione di valzer. A seguito delle ultime letture è oltremodo evidente che io abbia incontrato nella mia vita solo ed esclusivamente una manica di stronzi, i quali non hanno mai avuto alcuna intenzione di sorbirsi insicurezze, paure e quant’altro. Me ne farò una ragione.

Attendo con ansia la versione in italiano del libro per capire se mi è piaciuto perchè letto in lingua originale oppure è semplicemente un buon libro. Anche qui siamo lontani dalla perfezione ma tra i tre libri della serie  è quello che rileggerei volentieri quindi direi che stavolta è andata bene.

Bene, ma non benissimo.

p.s. Gabriel accenna a perversioni sessuali che lo catalogherebbero come inadatto al matrimonio, ma io non ho visto nulla che non fosse normale sesso. Mi sono persa qualcosa nella traduzione? Bah…. lo vedremo tra un annetto, quando avrò letto anche la versione italiana.

In poche parole

Ok, Zia Lisa…Molto meglio, anzi Bene ma non Benissimo….anzi Bene ma con riserva, diciamo un 7 meno meno.

Poschina

Una Moglie per Winterborne – Lisa Kleypas

Eccoci qui, dopo un’attesa per niente spasmodica lunga quasi un anno, siamo al cospetto della nuova fatica di Zia Lisa, la storia d’Ammmmmore tra la delicata, vergine, amante delle orchidee Helen e il rude, sexy e ovviamente riccherrimo Rhys Winterborne.

Li avevamo conosciuti in questo dimenticabile libro ed oggi li ritroviamo per farci letteralmente i cazzi loro.

La Trama: Di umili origini, grazie alla sua sfrenata ambizione Rhys Winterborne ha ottenuto ricchezza e successo. È un uomo che sa sempre come ottenere ciò che vuole: e ora vuole l’aristocratica Lady Helen Ravenel. E se per costringerla a sposarlo dovrà rubarle la sua virtù, tanto meglio… Ma la seducente e timida Helen ha in serbo qualche sorpresa per il rude affarista.

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler Alert

Qui si recensisce passo per passo, sono a metà libro e per ora potrei sintetizzare con “Bene ma non Benissimo”. Questo perchè siamo al 50% del libro e il BM è appena saltato fuori. Tutto quanto scritto prima non serve praticamente a niente, se non a deliziarci con le descrizioni più o meno accurate delle prodezze sessuali di Rhys e del suo corpo statuario.

Che, chiariamo, mi va anche bene.
Ma credo fermamente che tutto ciò che viene scritto debba essere utile alla storia. E se mi può andar bene sottolineare la sensibilità che Rhys ha per le classi povere e per le donne (è a tutti gli effetti un riformista, uno che si è fatto da solo e che anela al progresso nel senso più ampio del termine) mi chiedo dove vogliamo andare a parare. La storia si apre con Helen che va da Rhys per scusarsi per il trattamento riservatogli dalla cognata e per chiedergli di continuare con il fidanzamento. [Nel libro precedente Rhys aveva baciato appassionatamente la nostra Helen sconvolgendola nel profondo e quella grandissima scassacazzi di Kate si era subito messa in mezzo rompendo il fidanzamento. Scopriamo ora che in realtà Helen non voleva affatto mollare il bel manzo da riproduzione ma era semplicemente sconvolta dal troppo ardore dimostrato dall’uomo, quindi si scusa e gli propone di comprometterla per assicurarsi il matrimonio].

Contorta? Sì.
Zoccola? Sì.
Ha fatto bene? Sì.

Qui si parte con il botto ossia con la tanto agognata scopata che di solito attendiamo con una certa aspettativa per gran parte del libro e che in realtà è funzionale perchè l’attesa della verga turgida è, in fondo, essa stessa una verga turgida.
Tradotto: se mi scopazzate entro le prime 10 pagine, che minchia facciamo nelle altre 250?

Nulla, a quanto pare. Ed infatti il racconto si trascina tra puccismi di vario livello, che vanno dal tollerabile al “Zio Caro adesso ti taglio la lingua”, fino a poco prima della metà della sbobba quando scopriamo che Helen è in realtà una figlia illegittima (questo spiega perchè è sempre stata la malcagata della famiglia) e che suo padre è un uomo orribile che il suo futuro marito Rhys detesta con anima e corpo.

Quindi ora si apre il vero dilemma del libro…. dirglielo o mentire?
Una donna mediamente normale glielo direbbe, magari tra un pompino e l’altro, anche perchè che colpa ne ha lei se suo padre è un bastardo? Tra l’altro l’ha appena scoperto quindi a Rhys non ha mai effettivamente mentito, tuttavia sospetto che Miss. Orchidea nasconderà il segreto permettendo così un’infinita serie di sciocche incomprensioni e recriminazioni, silenzi, fraintendimenti, musi lungi e riappacificazioni a suon di vergate in vagina. Potrei sbagliarmi….ma temo proprio di no.

Sia chiaro che il tutto è scritto bene, è in un certo qual modo interessante e non annoia proprio per niente, peccato però che ci sia, da parte dell’autrice, un’insana passione per il ridicolo. Quelle che dovrebbero essere situazioni divertenti o battute brillanti mi hanno portata a malapena a sollevare un angolo della bocca, roba che più che un sorriso sembrava un ghigno e beh, insomma…….. forse non era proprio l’effetto voluto.

Ho trovato irritanti oltre ogni misura Devon e Kate a dimostrazione che quando un personaggio mi sta sul cazzo, continua a starmi sul cazzo e il loro puccismo, l’odiosissima GI e, peggio del peggio, il sesso, potevano anche risparmiarcelo almeno in questa storia. Io vi detesto con tutta l’anima e con parte del mio corpo. Proprio non riuscite a piacermi nè come singoli nè tantomeno come coppia. Anzi, una bella morte per mare mentre andate al funerale del vecchio ci starebbe benissimo.

Libro al 100%: Benino ma non Bene

No, non schiattano ma sopravvivono e mettono al mondo un figlio senza complicazioni, morti o altra roba che mi avrebbe rallegrata.

Ma veniamo a noi.
Qualcosa non torna in questo libro, qualcosa in come è scritto, qualcosa in come i personaggi vengono sviluppati (o non sviluppati in questo caso), qualcosa che mi fa addirittura pensare che più che un nuovo lavoro sia un vecchio lavoro lasciato ad ammuffire in un cassetto e tirato fuori per fare cassa.
Prendiamo un paio di personaggi…. Rhys è una specie di Derek Craven senza tutto il bagaglio emotivo/emozionale che hanno reso il gestore della sala da gioco più famoso di Londra un personaggio degno di nota. Mentre Pandora e somiglia in modo inquietante Beatrix Hathaway.

Ma tutto ciò sarebbe anche tollerabile se non fosse che la storia è poco più che un pretesto per vedere un Rhys perennemente con il cazzo in tiro ed una Helen costantemente sul punto di spompinarlo tra sospiri, improvvise vampate e cascate del Niagara tra le gambe.

Ok, a chi non piacerebbe un tizio che parla in Gallese, ti venera, scopa benissimo, è un figodiddio e per giunta ha un patrimonio incalcolabile? Solo che manca tutto il resto. Devon e Kate che compaiono e scompaiono senza senso, il tema sociale appena appena accennato tanto che a confronto la serie sullo Spettro di St. Giles sembra un trattato filosofico sulla Londra disperata dei primi dell’Ottocento.

E parliamo anche del BM.
Lei oltre ad aver scoperto di essere la figlia illegittima dello stronzo che suo marito odia, scopre anche di avere una sorellastra finita in un orfanotrofio, ovviamente essendo donna di buon cuore va a salvarla e decide di fuggire con lei per non rovinare la reputazione del futuro marito ma lui non ci sta, e per farle capire che la ama anche se è figlia del cugino di Satana le spantega il membro rigorosamente turgido tra le cosce all’urlo di “Lo senti quanto ti amo?”
Eddai…..bastasse questo allora sai quanti sconosciuti mi hanno “amata” sulla metro1?

La verga turgida non è una dimostrazione d’Ammoooooreeeeee, significa solo che l’apparato sessuale funziona bene. Punto. Hai capito Rhys? Hai capito?

E’ un brutto libro? No.
Sono soldi buttati nel cesso? Ni.
Mi ha fatta incazzare? Sì, Zio Bono.

Questi libri mi fanno imbestialire perchè arrivano da un’autrice che è riuscita a farsi amare, che con leggerezza raccontava, e bene, frustrazioni e tormenti, amore e passione, disillusione e rabbia. E adesso?
Adesso restano le briciole, un “vorrei ma non posso” difficile da digerire.
Rhys non ha niente che lo faccia fregiare del titolo di Eroe. Non perchè gli manchi qualcosa, ma perchè viene banalizzato. Passa tutto il libro infoiato come un dodicenne di fronte alle tette di Sabrina Salerno negli anni Ottanta, mentre lei passa con naturalezza dal terrorizzarsi dalla lingua in bocca al manipolare un uomo esperto con il sesso.

Non quadra, non torna. Stona.

E di materiale su Helen ce ne sarebbe a palate perchè lei si è sempre sentita la diversa della famiglia senza sapere come mai, ha sempre sentito il disprezzo del padre e l’indifferenza della madre, ma nulla di questo viene approfondito. Tutto viene detto ed abbandonato in funzione di una storia di sesso e sesso e ancora sesso.
E se sono io a sostenere che il sesso non basta a tenere in piedi un libro allora deve essere proprio vero perchè a me leggere di sesso piace quasi quanto farlo….quindi ho detto tutto.

Lo consiglio? Oddio….non svenatevi per averlo subito e leggerlo prima di qualsiasi altra cosa. Tenetevelo per la spiaggia quest’estate perchè tanto non vi perdete niente.

In poche parole

L’Attesa della Vega Turgida, non è essa stessa una Verga Turgida?

Poschina

p.s. Il prossimo libro della serie; quello su Pandora e Gabriel, Lord St. Vincent, si intitola “Devil in Spring” e deduco, con le mie comprovate superiori capacità mentali, che ci proponga come protagonista maschile l’erede del meraviglioso, indimenticato, rimpiantissimo dispensatore di orgasmi Sebastian St.Vincent, protagonista del meraviglioso libro “Devil in Winter”. Che dire? Auguriamoci vivissimamente che copi e incolli la vecchia trama cambiando i nomi, che a me andrebbe bene lo stesso, a questo punto tutto, fuorchè la delusione.

Irresistibile Sconosciuto – Lisa Kleypas

Per me, Nostra Signora del Romance Lisa, è una specie di istituzione. Cerco sempre e costantemente di difenderla e quando non riesco a farlo è solo ed esclusivamente colpa sua che non mi ha dato nulla a cui appigliarmi per fare l’avvocato del diavolo.
E ve lo dico subito, questa recensione è tutta uno spoilerone che avercene.

La Trama: “Lady Hawksworth, vostro marito non è morto” queste le parole che sconvolgono Lara. Infatti, dopo essere stato dato per disperso in mare liberandola da un matrimonio senza amore, Hunter conte di Hawksworth sta facendo ritorno per reclamare il proprio titolo e la propria moglie. Però Lara stenterà a riconoscere quell’uomo potente e virile, in grado tuttavia di rivelarle segreti che solo un consorte può conoscere e così ansioso di rinnovarle il proprio amore. Certo, la somiglianza è innegabile, ma mai Hunter si era dimostrato tanto attento e passionale. Eppure, ben presto l’unico desiderio di Lara sarà che quello straniero sia davvero suo marito.

Ed ora la parola alla giurata

Mi approccio a questo libro mentre attendo che arrivi l’ultimo Spin-Off della serie “Seducers” della Hunter pensando che Zia Lisa non delude mai e che quindi andrà tutto davvero bene.
Poi, tempo una ventina di pagine, lo spirito della Maionchi si impossessa di me ed io lo lascio fare perchè per me questo libro “è No”. Ma analizziamolo con ordine che altrimenti non si capisce nulla.

Lei, Larissa detta Lara.
Per due anni è stata sposata con Hunter,  il quale non solo non l’ha mai amata, ma abusava anche di lei. Arrivava la sera, se la scopava rigorosamente al buio e senza nessuna gentilezza e poi se ne andava. Nonostante queste ripetute inondazioni di sperma in vagina, lei non è mai rimasta gravida e si è quindi convinta di essere sterile.
Schiattato il marito diventa una sorta di beniamina degli orfani e degli oppressi, generando in me quell’astio e quella insofferenza che non mi abbandoneranno mai, nemmeno a libro finito.

Lui, Hunter, conte di Hawksworth.
Praticamente un coglione. Marito pessimo, con pessime amicizie, un’amante che tutti sanno esistere, e una considerazione della moglie pari a zero (l’ha anche definita una medusa). Va per mare e non torna. Poi torna e parte il trip “è lui o non è lui?”.
Si capisce immediatamente che NON può essere lui.
Primo gli somiglia ma non poi così tanto, secondo è l’esatto opposto del conte scomparso.
Buono, dolce, sessualmente attento, innamorato….tanto da annoiarmi a morte. Cioè…ma chi lo vuole uno così stucchevolmente devoto? Devoto al punto che lei decide tutto ma proprio tutto e lui zitto. E non se la scopa nemmeno perchè lei c’ha il trauma. E lui aspetta pazientemente.                  – Poschina preda della noia –

Fatto stà che ad un certo punto cominciano a sorgere dei dubbi sull’identità di quest’uomo che sembra il conte ma non sembra il conte, che è uguale ma non è uguale e il libro si trascina fino a quando, finalmente, lui non se la scopa con tutti i sacri crismi e lei si trasforma da “c’ho il trauma” a “dammi il tuo cazzo gigante”.

Poi però viene fuori che lui non è davvero lui e allora la nostra SantaMariaGorettiDiStaMinchiaLarissa vede bene di denunciarlo alle autorità. E lo denuncia nonostante lui si sia appena rivelato un “Fertilizer” della madonna perchè lei è ovviamente e incontestabilmente Gravida.
La Vacca è Gravida alla prima botta.
Cioè due anni con il marito e niente, una volta con lo sconosciuto e BOMBA!!!!!!

Lisa Zio Caro, che cazzo ti eri calata….il Peyote?

Poi spendiamo due minutini sulle incongruenze.
Prima mi fai due palle come due meloni con la storia che Hunter considerava la moglie una sorta di soprammobile fastidioso e poi viene fuori che lui ha scritto 450 diari particolareggiatissimi con ogni dettaglio della di lei vita e che teneva le sue lettere e la sua miniatura sul comodino…ma allora la detestava o non la detestava? Parliamone.

E vogliamo parlare anche della delirante spiegazione di come il nostro eroe è passato dall’essere un mercenario a fingersi conte?
Ecco…. una sera va a trovare il fratellastro per vedere com’è e scopre che è sposato, guarda la miniatura della moglie e se ne innamora, allora legge anche tutte le sue lettere e se ne innamora sempre di più al punto da voler prendere il posto del fratellastro quando muore pur di starle vicino (ovviamente anche il titolo, i soldi e le terre hanno un peso, ma principalmente lei). Quindi parte alla volta dell’Inghilterra per conoscere la donna che ama.

Ma che cazzo di disadattato sei? Ma io sarei fuggita da uno così!!!!!! Roba da Criminal Minds. Uno stalker chiaramente fuori controllo. Un pericolo pubblico e anche, lasciatemelo dire, uno sfigato cosmico.

Ma il bello deve ancora venire….
La mamma di Hunter compare giusto in tempo per spiegare alla nostra minchionissima Lara che Iddu è il fratellastro di Hunter, figlio del Vecchio Conte e dell’amante; da picculerrimo era stato sbattuto in India con una coppia di missionari e insinua che non ci sarebbe niente di male se tutti facessero finta di niente, Larissa e i suoi multiorgasmi, i fittavoli con la loro gioia, il personale della magione con un padrone decente.

E quindi?

Quindi finisce a tarallucci e vino.
Tutti felici, tutti contenti…. Tranne me.
Tranne me, tranne me, tranne me (da canticchiare)
Oltretutto, durante un amplesso, lei urla “Ti prego basta, non posso venire ancora”. Ma vai a cagare va!!!!!!
Ovviamente viene ancora la zoccola, inutile sottolinearlo.

In poche parole

E’ lui o non è lui? *cit.

Poschina

p.s. in mezzo troviamo il tempo per parlare della sorella di Lara maltrattata dal marito.
Ma anche no.

Un Libertino dal Cuore di Ghiaccio – Lisa Kleypas

Cosa vuol dire essere una lettrice compulsiva? Significa comprare un libro in versione cartacea e digitale perchè convinte sia il nuovo capolavoro di un’autrice che rispettate solo per rendervi conto, una volta lette le prime 10 righe, che potrebbe essere l’Epic Fail dell’intero 2016 e nonostante ciò arrivare faticosamente alla fine del libro continuando a ripetersi che “La Kleypas sicuramente riuscirà a far decollare la sbobba” pur di non ammettere con voi stesse che state leggendo una bella merda.

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La Trama: Inghilterra 1875. Devon Ravenel, incallito donnaiolo, è lo scapolo più affascinante di Londra e ha appena ereditato una contea. Il suo nuovo ruolo sociale gli impone però responsabilità inattese… E anche qualche sorpresa: la sua nuova proprietà, infatti, è gravata dai debiti e per di più nella dimora ereditata vivono le tre sorelle del defunto conte e una giovane, bellissima vedova, Lady Kathleen Trenear. Presto tra i due scoppia la passione, ma la donna conosce bene i tipi come Devon. Riuscirà a non consegnare il proprio cuore all’uomo più pericoloso che abbia mai conosciuto?

Ed ora la parola alla giurata – Praticamente uno SPOILER ininterrotto

Brutto.
Una delusione continua, dalla prima all’ultima pagina, senza soluzione di continuità. Di quanto letto salvo le gemelle e le orchidee. Stop. Raramente sono rimasta così delusa da un libro della Kleypas, nemmeno quell’americanata mediocre di Sugar Daddy mi aveva amareggiata tanto. E l’ho detestato con tutta l’anima, figuratevi voi.

Parlar male della Kleypas mi duole all’anima ma se lei ha scritto un libro che ho usato per prendere sonno non è certo colpa mia, e se per giunta, alle prese con una trama assurda che non sapeva più come far quagliare, ha usato l’espediente comodo di una GI talmente oscena e campata in aria da avermi letteralmente inversato la giornata, allora si merita tutto  il mio sdegno messo nero su bianco e a disposizione di chiunque abbia 5 minuti da dedicarmi.

Ma veniamo a noi. Devon sulla carta sarebbe il mio libertino ideale, tuttavia l’ho trovato maleducato e fastidioso e dio solo sa quanto io ami gli eroi romantici scontrosi e profondamente crudeli; ma qui siamo in piena cafoneria ed io, la cafoneria, la detesto. Quindi nel giro di due pagine ho capito che per Devon non mi si sarebbe smosso nemmeno un ormone; NEMMENO UNO.
La femmina nella quale mi dovrei identificare è semplicemente dimenticabile. Vedova traumatizzata dalla prima notte di nozze, reprime i suoi sentimenti, non piange mai perchè lei ha una Sad Story delle quale non me ne è fregato assolutamente nulla ed è una specie di frigidona che mi ha fatto sollevare gli occhi al cielo in più di un’occasione. Vive nella magione con le cognate; Helen, una tizia strana che coltiva orchidee rare e vive in un mondo tutto suo e le gemelle, due ragazze adorabili e selvagge alle quali spero dedicherà i prossimi libri della serie, che io prenoterò appena possibile nella speranza che siano almeno una tacca sopra questo, non che ci voglia molto.

Fatto sta che Devon appena la vede si sente irrimediabilmente attratto da lei e comincia a cercare di sedurla. Lei resiste, resiste, resiste, resiste e lui invece di rompersi i coglioni e andare a scoparsi la cameriera della birreria dietro l’angolo si infoia ogni secondo di più.
Tutta la reticenza di Kathleen crolla quando lui è vittima di un incidente ferroviario nel quale si disintegra le costole e nonostante siano precipitati in un fiume gelato perchè è pieno inverno, si preoccupa di salvare l’universo mondo rischiando la pellaccia.
Purtroppo per noi sopravvive e Kat improvvisamente si accorge che glielo vuole succhiare e gli si infila continuamente nel letto, così……. da un giorno all’altro, da frigidona ad assetata di cazzi; dopo che Devon, da una riga all’altra, si trasforma da menefreghista libertino a cui non fottesega di nessuno, a Santa Maria Goretti con l’uccello.
Questo per farvi capire quanto la Kleypas abbia perso la trebisonda letteraria.

Ma questo non è ancora il peggio.
Il peggio del peggio è la totale assenza di Pathos che imperversa in tutto il libro, la relazione tra i protagonisti è tra le più noiose che io mi ricordi, l’ho letta senza un fremito, senza un minimo di interesse, senza che ci fosse nemmeno un vago interesse.
E poi Santissima Madonna la cosa più fastidiosa in assoluto.
La Gravidanza Indesiderata. Davvero, io non la reggo più e non sopporto che proprio la Kleypas la infili così a “Capocchia di Minchia” in un libro che già di suo andrebbe completamente stravolto per essere godibile, figuriamoci con una GI tra le più fastidiose mai lette. No, ma davvero, basta. Porca Eva, basta. Imparate a venire fuori o promulgate una sterilizzazione di massa perchè io le GI a cazzo non le sopporto più.

Sì, sono incazzata nera. Davvero incazzata nera.
Perchè io, certe cagate e un livello mediocre di scrittura, me lo aspetto in un self publishing, dove una tizia come me si improvvisa scrittrice, ma qui parliamo di una donna che ha un editor che dovrebbe avere il coraggio di dirle di rileggersi i suoi vecchi libri e di riscrivere tutto da capo e invece non lo fa. Perchè tanto la Kleypas vende anche se scrive la lista della spesa e gente come me è così scema da comprare ben due versioni del libro perchè si fida.

Ora Lisa, qualcuno avrebbe dovuto dirtelo e siccome non lo ha fatto, lo faccio io.
Hai toppato.
Il libro è mediocre, i personaggi noiosi, l’espediente del treno deragliato e della GI sono scappatoie da principianti e tu dovresti essere una decina di spanne sopra.
Ti concedo un’altra possibilità con il libro su Helen e il suo spasimante miliardario ma giuro che se è una cagata come questo vengo a prenderti e per punizione ti metto in ginocchio sui ceci  a leggere tutto Nicholas Sparks.

In poche parole

Ah, il sapore dolce-amaro della delusione. Mavaffanculova.

Poschina

Cuore a Cuore – Lisa Kleypas

Nell’ultimo anno ho letto molti libri di Nostra Signora del Romance Lisa Kleypas. Alcuni non mi sono piaciuti, alcuni mi sono piaciuti, altri sono semplicemente perfetti. Una delle caratteristiche dei suoi libri che amo di più è il soffermarsi sul rapporto dei piccioncini nel Post-wedding, tema che è solitamente relegato ad un noioso epilogo che possiamo riassumere in quattro parole: felicità – plurigravidanze – multiorgasmi – felicità.
Dove la felicità è così ostentata da uscire letteralmente dalle pagine e darti due sonori schiaffoni solo per sbeffeggiare in modo ancora più incisivo la tua condizione di lettrice con una vita particolarmente sfigata.

E’ per puro caso che l’altro giorno mi imbatto in “Con te, Adesso” per scoprire a metà lettura che è il secondo di una serie ed essere immediatamente attanagliata dal bisogno di leggere anche la parte mancante di un libro che in parte ho adorato, in parte mi ha delusa. Così, dopo aver sacrificato qualche neurone alla ricerca del prequel, mi trovo tra le mani “Midnight Angel” che è diventato in italiano l’orrendo Cuore a Cuore che trovate nel titolo di questo post.
Mi ha dilusa?

Midnight angel

La Trama: Anastasia Kaptereva è una nobildonna dalla delicata bellezza a un passo dal matrimonio, ma… uccide il suo promesso sposo. O meglio, lei non ricorda nulla, eppure tutte le prove la accusano. Dopo una rocambolesca fuga dalla prigione di San Pietroburgo arriva in Inghilterra, dove riesce a farsi assumere come istitutrice della figlia dodicenne di lord Lucas Stokehurst. E se Anastasia è perseguitata da quella tragica morte, Lucas e sua figlia convivono con il peso di un grave lutto da superare.

Ed ora la parola alla giurata

Ho deciso di apporre questa copertina perchè tra tutte quelle che ho trovato online era la più originale. Quelle italiane, editori diversi – stesso squallore, sono una peggio dell’altra, ed ho anche scoperto che nell’edizione Mondadori i due libri della serie hanno la copertina praticamente identica. Una roba agghiacciante.

Detto questo parliamo di come la vecchiaia mi faccia apprezzare i bambini nei libri. Non c’è altra spiegazione. Prima il Duca bambino nell’orribile Libro della MacLean, ed ora Emma, la figlia refrattaria alle convenzioni dell’affascinantissimo, sexyssimo, virilissimo, uncinatissimo Lucas Stokehurst.
Il libro comincia con un noiosissimo prologo che ci mostra la nostra eroina, Tasia, in una triste e buia prigione russa, accusata dell’omicidio del promesso sposo.

Fortunatamente ci spostiamo presto in Inghilterra dove veniamo catapultati nella vita di Lucas Stokehurst (un cognome che inspiegabilmente non riesco a scrivere e mi tocca copiare e incollare in continuazione.. una fatica immensa) e di sua figlia Emma, una tredicenne alta, magra, riccioluta e fulva in piena crisi adolescenziale; crisi che il padre non riesce a gestire. Alcuni amici di famiglia gli consigliano di prendere come istitutrice Miss. Billings, sostenendo che sia perfetta per il ruolo nonostante la giovane età (22 anni).
Lui, che è il classicissimo Eroe in stile Kleypas e quindi cazzodurissimo, prima fa il sarcastico, poi rifiuta, poi fa lo spaccone [il tutto a beneficio di noi lettrici che ad ogni  manifestazione di cazzodurismo sentiamo i capezzoli indurirsi un pochino di più], poi la vede e ne rimane folgorato.

Se la porta a casa dove un’entusiasta Emma la accoglie a braccia aperte.
E qui spendo due parole per Emma che come personaggio mi piace assai e che è l’embrione da cui nascerà Beatrix Hathaway, una delle donne Kleypas che ho apprezzato di più soprattutto per il suo fastidio nei confronti dell’ipocrisia della High Society. Emma sa di essere diversa dagli altri ragazzini della sua età, è orfana di madre, cresciuta da un padre che la ama ma non la sa gestire, si rapporta principalmente con i domestici ma è sveglia, brillante, schietta e sa benissimo quello che vuole; in questo caso che il padre molli l’odiosa amante e si sbatta l’istitutrice. E se vi ricorda qualcosa non state sbagliando perchè Lucas è anche monco di mano a causa dell’eroica impresa del recupero di moglie e figlia dalla casa in fiamme. La moglie ci perderà la vita, lui la mano e nonostante si sia letteralmente tuffato tra le fiamme, il suo viso maschio e il suo corpo ancora più maschio non sono stati minimamente intaccati.

L’omaggio alla Bronte continua con l’umiliazione inflitta alla povera istitutrice dalla chiaroveggente durante una festa, espediente che serve a sviscerare il di lei tormentato passato e che è a solo beneficio del nostro adorato Luke, il quale vuole punirla perchè gli viene duro ogni volta che se la trova davanti. Ed io gli uomini così contorti e viscerali li adoro.

Non sto a farla lunga.
Lui continua ad avere poderose erezioni ogni fottuta volta che la vede, lei brucia di passione repressa e alla fine, nonostante si scopra che lei ha 18 anni, che è in fuga, che teme di aver ucciso il fidanzato omosessuale e che il di lui fratello – il temibilerrimo Nikolas Angelovsky – la sta cercando per ucciderla, lui la fa sua in almeno 45 modi diversi nel giro di 3 giorni, la sposa, la ingravida e sembra che tutto vada per il meglio; quando….

…. mentre è in giro a fare acquisti con la figliastra e la cugina, il bellissimo, machissimo, virilissimo, pericolosissimo, ti strapperei le mutande -issimo Nikolas la rapisce ma soprattutto incontra la piccola Emma che prima lo colpisce e poi lo tratta di merda scatenando il di lui divertimento (che pare sia una roba che non accadeva da anni). Cmq lui la ringrazia per la parentesi divertente, la scaccia e si porta la povera, gravida, spaventata Tasia, in Russia per farla impiccare.

E qui, Signori e Signore, ci avviciniamo al momento clou che ha determinato il mio profondissimo e inalterabile rispetto nei confronti di Lucas.
Lui parte per salvarla, prende le sue palle d’acciaio e le sventola contro chiunque cerchi di impedirgli di arrivare alla sua adorata Tasia e, fra parentesi, Grazie Lisa di aver abbreviato Anastasia in Tasia e non in ANA, come in un certo libro che non starò certo qui a denigrare…l’intelligenza si vede anche dalle piccole cose.
Dopo una serie di peripezie completamente inutili atte solo a farci innamorare di Nikolas e preparare la strada per la fotta di leggere la sua storia, arriviamo al tanto agognato momento, quello in cui Lukas va a riprendersi la sua amata ormai libera dalle accuse.

Scena:
Interno Notte.
Lei nella sua prigione (che poi è una suite in casa di Nikolas ma fa più scena se vi immaginate un tugurio), gravida nonostante tutto quello che ha appena subito, vede il suo adorato uomo arrivare a salvarla. Lui le punta i meravigliosi occhi blu addosso e lei parte romanticamente con “Amore, che gioia vederti. Abbracciami e dimmi che mi ami” e lui risponde “Non Ora. Ora devo averti” e se la scopa allegramente e, diciamocelo, magistralmente, nonostante qualcuno possa entrare da un momento all’altro e che so, farla fuori.

Ed io non ho potuto esimermi dall’esprimere la mia approvazione per tanta perversa fantasia con una standing ovation sul treno delle 7.59 e più precisamente alla fermata di Domodossola Fiera. La gente, ormai abituata alle mie esternazioni di lettrice pazza, si è unita all’applauso temendo una mia eventuale reazione sconsiderata all’indifferenza.

Che dire?
E’ o non è la cosa più assurda che abbiate letto da tempo immemore?
E’ o non è una delle scene peggiori dell’intera letteratura?
E non è forse vero che è una scopata talmente assurda, inutile, fuori luogo da fare il giro completo dello squallore per diventare semplicemente divina?

Ammettiamolo, Divina Kleypas, non era certo necessaria la scena di infilzamento animale proprio qui. Lo sappiamo che si amano, che lui è molto bravo a letto, che lei è passionale, che sono soliti trombare come facoceri e che nulla potrà mai separarli… non serve che lui dimostri di volerla solo perchè gli diventa costantemente granitico.
Eppure, questa assurda e gratuita vaccata, in una chiave di lettura in un certo qual modo perversa, ci sta. Cioè, cazzo! Lui è arrivato fino in Russia per salvarti da morte certa, ha affrontato l’universo mondo per riprenderti, come minimo gliela devi dare. Subito! Che poi lo sappiamo tutti che sei una zoccola e non vedi l’ora. Tu e la tua faccia da Santa Maria Goretti Russa.
E tutto il finto romanticismo… ma a chi interessa? Carnazza, vogliamo la carnazza.
Ed è per questo che una scena che avrebbe potuto irritarmi oltre modo, alla luce di tutte le  noiose pagine di discorsi astrusi sulla Russia che mi sono subita, le seghe mentali su età, estrazione sociale e peccati, diventa l’unica via d’uscita possibile per godersi davvero la storia.

Perchè questo libro non è poi speciale come altri. Per dio!!! Siamo sempre nella sufficienza piena, anzi.. dopo l’exploit del “dammela subito” ha fatto un balzo di un paio di punti, ma gli manca quell’appeal che si riscontra in altre perle della sua bibliografia.
L’Eroe mi piace, ha quel mix di bastardaggine, deturpazione, virilità e delicatezza che mi fa letteralmente sbrodolare, l’Eroina è un po’ troppo “massacrata dalla sorte” ma è caparbia e originale, l’Antieroe è meravigliosamente bello, perverso, freddo e sessualmente attraente, Emma è semplicemente favolosa… eppure “Scopami subito” a parte, non ho provato tutta quella ridda di sentimenti che mi sarei aspettata. Quelli, per intenderci, che provo ogni volta che leggo le storie di Derek e Sebastian. Ho trovato il libro un po’ acerbo. Magari è colpa della terrificante edizione piena di errori sia grammaticali che  sintattici, magari è stato tagliuzzato in fase di pubblicazione, magari sono troppo pretenziosa a causa del crollo ormonale pre-ciclo.

[Tra l’altro ho finalmente capito che la mia passione per gli uomini sfregiati in pantaloni attillati è tutta colpa sua:

capitan Harlock

Della storia ricordo poco, però sono sicura che fossi sbavante ad ogni sua apparizione televisiva].

Alla fine della fiera, Santa Maria Goretti Tania aiuterà il mio secondo idolo Nikolas quando arriverà in Inghilterra mezzo morto a causa delle torture subite nella Madre Patria Russia. E indovinate con chi il Principe instaurerà un rapposto molto speciale? Avete detto Emma? Brave !!!!!! Vi meritate di leggere Con te, Adesso; che io ho già letto ed ho trovato bellissimo finchè non è cominciata la menata del “viaggio nel tempo” perchè secondo il mio modesto ed umile parere, è una roba talmente raffazzonata e pure male, da indurmi a credere che non sia stata la Divina Lisa a scriverla. Se non ci fosse quella parte, che purtroppo occupa l’intera seconda metà del libro, avrebbe potuto essere un piccolo capolacoro. Peccato.

Alla fin della fiera, critiche a parte, il libro ha un suo perchè e le esasperazioni sessuali (e se lo dico io potete crederci) controbilanciano i segoni mentali che attanagliano i protagonisti, rendendo la zuppa un po’ meno insipida di quanto sarebbe senza le continue scopazzate negli angoli delle diverse dimore.

In poche parole

L’uomo da cui vi fareste arpionare volentieri.

Poschina

Per complettezza di informazione, ecco a voi le orribili copertine – fotocopia.

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