Nella Trappola del Duca – Anne Barton / L’Abito Scarlatto – Sarah Mallory

Oggi parliamo di due libri che non so bene come, ma ho trovato tutto sommato piacevoli. Piacevoli, badate bene, non belli e nemmeno consigliabili, ma piacevoli. Che è una parola che tendenzialmente uso pochissimo perchè a me le mezze misure danno un po’ fastidio quindi solitamente un libro o mi fa sburrare o mi fa cagare.

Partiamo da quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni. E per maggiori soddisfazioni intendo la voglia di massacrare qualcuno.

La Trama: Londra, 1815 – Sarta nel negozio più esclusivo di Londra, Miss Anabelle Honeycote viene a conoscenza dei piccanti segreti del ton e – occasionalmente – li usa a suo vantaggio. Non è certo fiera di simili azioni, ma la riluttante ricattatrice è alla disperata ricerca di denaro per aiutare la sua famiglia, in grave difficoltà. Per tenersi al riparo da misfatti più gravi, Anabelle ha stabilito alcune regole a cui si attiene scrupolosamente, fino a quando commette un errore fatale: ricatta l’uomo sbagliato.

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerissimi

Ci sono romance di diverso tipo. Il Romance Classico, Il Romance Erotico, Il Romance Brillante, Il Deep Throat Romance (il mio preferito ed evidentemente animale in via d’estinzione) e il Romance Fiaba, che è quello che mi piace meno ma che sicuramente descrive in modo accurato la sbobba appena letta.

Lei è una sartina con sorella al seguito e mamma malaterrima da mantenere. Lui un Gran Figo con due sorelle minori da mantenere, una madre troia che è fuggita non si sa dove e un padre morto suicida un paio d’anni prima. Si incontrano perchè lei lo ricatta e iddu, invece di consegnarla alle autorità, prova una certa compassione mista a durello che lo convincono a portarsela a casa come sarta personale per le sorelle e a mantenere la di lei sfigatissima famiglia.

Da qui allo sditalinarla nell’ex nursery il passo è brevissimo. Dal ditalino alla leccata di gnagna è un attimo e da tutto ciò al sesso selvaggio con sborratona nella appena violata vagina sono un manciata di pagine.

E fin qui, nonostante il libro grondi buonismo tanto quanto io grondo sudore in questi giorni afosi, si lascia leggere. Certo…..nessunissima voglia di scartare il Duca come una caramella Rossana tutta da succhiare, ma pazienza….non si può avere tutto dalla vita.

I problemi giungono tutti nelle ultime 10 pagine del libro, nelle quali si concentra una dose buonismo fiabesco talmente alta da farmi credere che da un momento all’altro potesse comparire la Fata Madrina d’azzurro vestita, tanto erano assurdi pretesti e situazioni. Per sopravvivere a tutto questo buonismo ai limiti del realistico mi sono sdoppiata e il mio doppelganger ha sbriciolato il kindle a colpi d’ascia.

Però dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare e sottolineare che ci vengono risparmiate inutili e stucchevoli gravidanze indesiderate, anche se sono certa che in futuro ci faranno sapere quanti pargoli ha sfornato la coppia nei primi 2 anni di matrimonio. Io scommetto almeno 5.

Per correttezza vi informo essere il primo libro di una serie.

Leggerò gli altri? Sì, certo. Sono autolesionista.
Lo consiglio? Solo se siete delle donne “Cuore di panna” che si commuovono con la pubblicità degli omogeneizzati.
Si può evitare? Senza sensi di colpa.
Lui è scopabile? Sì, ma senza infamia e senza lode.
Voto? 5
Livello Marshmallow? 10

Ed ora lui, il libro che potrebbe essere definito con due semplici parole:
Il Plagio

La Trama: Inghilterra, 1811 – Quella del Barone di Adversane è senz’altro una bizzarra proposta, ma Lucy Halbrook, costretta a lavorare per vivere, non può permettersi di rifiutare il generoso compenso che il gentiluomo le offre, e così accetta di raggiungerlo nel Derbyshire e di fingersi la sua fidanzata. Solo quando giunge nella dimora del nobile vedovo, però, la situazione si rivela in tutta la sua inquietante stranezza: non solo Lucy assomiglia come una goccia d’acqua alla defunta baronessa, ma alla festa di mezza estate dovrà sfoggiare un abito scarlatto, identico a quello che la gentildonna indossa nel suo ritratto.

Ed ora la parola alla giurata

Questo libro è la scopiazzatura senza infamia e senza lode di un libro bellissimo che vi consiglio con tutto il cuore: Rebecca – La prima moglie di Daphne du Maurier e se non mi credete vi posto qui sotto la trama.

“A Montecarlo una giovane dama di compagnia conosce e sposa il ricco vedovo Maxim De Winter. 
Ma nella sua magione a Manderley, in Cornovaglia, il ricordo ossessionante della prima moglie Rebecca, alimentato da un’eccentrica governante, porta la ragazza sull’orlo della follia finché il mare non restituisce il cadavere di Rebecca.
Maxim è accusato di omicidio ma nel corso delle indagini si viene a sapere che Rebecca era malata terminale di cancro, e viene ipotizzato il suicidio e quindi scagionato Maxim. Il lieto fine è garantito: Maxim e sua moglie possono finalmente vivere tranquilli.”

Con alcune piccole differenze siamo di fronte a quello che si può solo definire “Plagio”. Era impossibile riprodurre le atmosfere inquietanti, i sospetti, il fine approfondimento psicologico del romanzo della Du Maurier….ed infatti la Mallory butta tutto sul romance spiccio e lo fa con una certa delicatezza che ho apprezzato, con una scrittura che non annoia e senza pretendere troppo da se stessa.

Immagino che per quelle che non hanno letto Rebecca, la parte mistery possa essere intrigante, io l’ho trovata poco soddisfacente ma anche qui, pazienza…arriveranno momenti migliori.

Resta il dubbio su come sia possibile fare i soldi scopiazzando a piene mani il lavoro, nemmeno troppo oscuro, di qualcun altro senza che nessuno alzi un dito per impedire lo scempio, ma se facessimo finta di non sapere che il suddetto scritto è in realtà una copia, il libro sarebbe sicuramente leggibile, adatto ad una domenica afosa in spiaggia oppure ad una nottata di insonnia dovuta alla calura.

Per onestà intellettuale insisto con il consiglio di leggere il libro della Du Maurier e anche di vedere il bellissimo film di  Alfred Hitchcock con Laurence Olivier e Joan Fontaine.

Detto questo…

Lo consiglio? Solo se non avete letto l’originale
Si può evitare? Senza sensi di colpa.
Lui è scopabile? Sì, ma senza infamia e senza lode.
Voto? 5
Livello Mistery? 4

In poche parole

“Un buon libro dovrebbe lasciare decisamente esausti al termine. Si vivono diverse vite durante la lettura”. (William Styron)
Beh….non è questo il caso….purtroppo

Poschina

Irresistibile Sconosciuto – Lisa Kleypas

Per me, Nostra Signora del Romance Lisa, è una specie di istituzione. Cerco sempre e costantemente di difenderla e quando non riesco a farlo è solo ed esclusivamente colpa sua che non mi ha dato nulla a cui appigliarmi per fare l’avvocato del diavolo.
E ve lo dico subito, questa recensione è tutta uno spoilerone che avercene.

La Trama: “Lady Hawksworth, vostro marito non è morto” queste le parole che sconvolgono Lara. Infatti, dopo essere stato dato per disperso in mare liberandola da un matrimonio senza amore, Hunter conte di Hawksworth sta facendo ritorno per reclamare il proprio titolo e la propria moglie. Però Lara stenterà a riconoscere quell’uomo potente e virile, in grado tuttavia di rivelarle segreti che solo un consorte può conoscere e così ansioso di rinnovarle il proprio amore. Certo, la somiglianza è innegabile, ma mai Hunter si era dimostrato tanto attento e passionale. Eppure, ben presto l’unico desiderio di Lara sarà che quello straniero sia davvero suo marito.

Ed ora la parola alla giurata

Mi approccio a questo libro mentre attendo che arrivi l’ultimo Spin-Off della serie “Seducers” della Hunter pensando che Zia Lisa non delude mai e che quindi andrà tutto davvero bene.
Poi, tempo una ventina di pagine, lo spirito della Maionchi si impossessa di me ed io lo lascio fare perchè per me questo libro “è No”. Ma analizziamolo con ordine che altrimenti non si capisce nulla.

Lei, Larissa detta Lara.
Per due anni è stata sposata con Hunter,  il quale non solo non l’ha mai amata, ma abusava anche di lei. Arrivava la sera, se la scopava rigorosamente al buio e senza nessuna gentilezza e poi se ne andava. Nonostante queste ripetute inondazioni di sperma in vagina, lei non è mai rimasta gravida e si è quindi convinta di essere sterile.
Schiattato il marito diventa una sorta di beniamina degli orfani e degli oppressi, generando in me quell’astio e quella insofferenza che non mi abbandoneranno mai, nemmeno a libro finito.

Lui, Hunter, conte di Hawksworth.
Praticamente un coglione. Marito pessimo, con pessime amicizie, un’amante che tutti sanno esistere, e una considerazione della moglie pari a zero (l’ha anche definita una medusa). Va per mare e non torna. Poi torna e parte il trip “è lui o non è lui?”.
Si capisce immediatamente che NON può essere lui.
Primo gli somiglia ma non poi così tanto, secondo è l’esatto opposto del conte scomparso.
Buono, dolce, sessualmente attento, innamorato….tanto da annoiarmi a morte. Cioè…ma chi lo vuole uno così stucchevolmente devoto? Devoto al punto che lei decide tutto ma proprio tutto e lui zitto. E non se la scopa nemmeno perchè lei c’ha il trauma. E lui aspetta pazientemente.                  – Poschina preda della noia –

Fatto stà che ad un certo punto cominciano a sorgere dei dubbi sull’identità di quest’uomo che sembra il conte ma non sembra il conte, che è uguale ma non è uguale e il libro si trascina fino a quando, finalmente, lui non se la scopa con tutti i sacri crismi e lei si trasforma da “c’ho il trauma” a “dammi il tuo cazzo gigante”.

Poi però viene fuori che lui non è davvero lui e allora la nostra SantaMariaGorettiDiStaMinchiaLarissa vede bene di denunciarlo alle autorità. E lo denuncia nonostante lui si sia appena rivelato un “Fertilizer” della madonna perchè lei è ovviamente e incontestabilmente Gravida.
La Vacca è Gravida alla prima botta.
Cioè due anni con il marito e niente, una volta con lo sconosciuto e BOMBA!!!!!!

Lisa Zio Caro, che cazzo ti eri calata….il Peyote?

Poi spendiamo due minutini sulle incongruenze.
Prima mi fai due palle come due meloni con la storia che Hunter considerava la moglie una sorta di soprammobile fastidioso e poi viene fuori che lui ha scritto 450 diari particolareggiatissimi con ogni dettaglio della di lei vita e che teneva le sue lettere e la sua miniatura sul comodino…ma allora la detestava o non la detestava? Parliamone.

E vogliamo parlare anche della delirante spiegazione di come il nostro eroe è passato dall’essere un mercenario a fingersi conte?
Ecco…. una sera va a trovare il fratellastro per vedere com’è e scopre che è sposato, guarda la miniatura della moglie e se ne innamora, allora legge anche tutte le sue lettere e se ne innamora sempre di più al punto da voler prendere il posto del fratellastro quando muore pur di starle vicino (ovviamente anche il titolo, i soldi e le terre hanno un peso, ma principalmente lei). Quindi parte alla volta dell’Inghilterra per conoscere la donna che ama.

Ma che cazzo di disadattato sei? Ma io sarei fuggita da uno così!!!!!! Roba da Criminal Minds. Uno stalker chiaramente fuori controllo. Un pericolo pubblico e anche, lasciatemelo dire, uno sfigato cosmico.

Ma il bello deve ancora venire….
La mamma di Hunter compare giusto in tempo per spiegare alla nostra minchionissima Lara che Iddu è il fratellastro di Hunter, figlio del Vecchio Conte e dell’amante; da picculerrimo era stato sbattuto in India con una coppia di missionari e insinua che non ci sarebbe niente di male se tutti facessero finta di niente, Larissa e i suoi multiorgasmi, i fittavoli con la loro gioia, il personale della magione con un padrone decente.

E quindi?

Quindi finisce a tarallucci e vino.
Tutti felici, tutti contenti…. Tranne me.
Tranne me, tranne me, tranne me (da canticchiare)
Oltretutto, durante un amplesso, lei urla “Ti prego basta, non posso venire ancora”. Ma vai a cagare va!!!!!!
Ovviamente viene ancora la zoccola, inutile sottolinearlo.

In poche parole

E’ lui o non è lui? *cit.

Poschina

p.s. in mezzo troviamo il tempo per parlare della sorella di Lara maltrattata dal marito.
Ma anche no.

El Triplete

Capita raramente, ma capita.
Avete presente quando imbroccate un libro più bello dell’altro al punto da chiedervi se sia il caso di fingersi malati e passare la giornata a letto a leggere?
Bello vero?
Non è questo il caso.
Ho appena centrato El Triplete de la Mierda.

Spoiler come non se ne vedevano da anni.

Prima mi sono imbattuta in questo:

che ho scelto perchè lei gli sta per fare un pompino ed ho pensato, erroneamente, che promettesse bene ed invece mi sono ritrovata per le mani un libro banale e noioso nel quale lui passa nel giro di mezza riga (nemmeno mezza pagina) da “Che due coglioni mi devo sposare a forza con sta rincoglionita vergine di ferro” a “Sera, sei la donna della mia vita andiamo avanti a scopare in eterno perchè dio solo sa quanto ti amo”.

Il tutto senza pathos, senza brividi, senza che a me sia venuta voglia di sostituirmi alla donzella di turno.

Donzella che ha una sad story….. il di lei promesso sposo viscido e con pancia prominente la costringeva a subire i suoi bisogni a base di vergate nella vagina e lei, giustamente, ne è rimasta traumatizzata.

Talmente traumatizzata che dopo 20 minuti che conosce il nuovo promesso sposo è già pronta a tirarglielo fuori dai pantaloni e a succhiarlo per ore, ore ed ore, se non fosse che lui preferisce sbatterglielo dentro e quindi, caro  il mio vecchio pompino con ingoio, ti tocca aspettare.
Seraphina quindi si gode il sesso ma continua a ripetere che lei vuole andare a vivere da sola perchè non vuole dipendere da un uomo e bla….bla…bla……

Gatta morta che non sei altro, lo sappiamo tutti che alla fin della fiera resterai con il bel Duca che ti scopa benissimo e sfornerai una nidiata di bambini che non dormiranno mai la notte, ma a te non fregherà un cazzo perchè avrai 8 bambinaie e 9 cameriere personali.

Vaffanculovà.

Voto? 3
non l’ho nemmeno finito e lo dico con orgoglio.

Poi, temeraria, ho provato con questo:

e qui, onestamente mi è andata piuttosto bene perchè il libro non fa cagare ma mi ha ricordato in modo imbarazzante “L’ultimo Libertino” della Chase con meno passione, meno brio e meno interesse da parte della sottoscritta.

La storia è questa, ma noi la scopriremo solo ben oltre la metà del libro:

La giovanissima Antonia, rampolla di famiglia molto perbene, anzi…..perbenissima, si concede al bello di turno e fugge con lui che le promette il matrimonio. Viene fuori che invece è già sposato e il di lei padre si incazza, la disereda, la sbatte fuori di casa e la molla da sola come una cozza in Italia.
Quando la conosciamo fa da chaperon alla cugina fighissima e si veste di merda sperando di sembrare vecchia e brutta.

Nicholas è armato da sete di vendetta e avvicina la cessona solo per riuscire ad arrivare alla sua protetta, ma dopo un nanosecondo che la guarda nota che in realtà non è vecchia e non è cessa e il suo membro gli va in tiro che non ti dico e alla fine dopo una corte spietata se la scopa manco fossero 20 anni che non vede una donna e lei invece di scandalizzarsi se la gode alla grande.

E da questo apprendiamo due cose:
primo….lei sa godersi davvero la vita;
secondo… finirà a confetti e gravidanze.

Però….però….però….niente GI.
Non mancano di farci sapere che lei avrà un figlio, ma non così, per un amplesso veloce nel gazebo  ma dopo innumerevoli notti a base di vergate e spargimenti di sperma in vagine orgasmanti. Quindi, pur non vedendo l’esigenza di dovercelo a tutti costi far sapere, ci stà.

Ora, non è che sia un brutto libro ma piuttosto un po’ raffazzonato.
Un vorrei ma non posso che comunque si prende una quasi sufficienza perchè si lascia leggere senza troppi smadonnamenti ma gli mancano quell’Appeal  e quel brio nei dialoghi che caratterizzavano il libro della Chase. Però il sei pieno NO, perchè io pretendo la fotta di leggere, pretendo di smaniare per tutte le ore di lavoro in attesa del viaggio di ritorno nel quale mi spiattellerò in treno a leggere e qui, questa attesa spasmodica, non c’è stata.

Voto: 5,5

Ma veniamo a LUI.

Due palle.
E con questa dichiarazione potrei chiudere tutto e andare a casa.
Ma anche no, prima voglio sparlarne un pochino.

Non ho nulla contro la fantasia ma qui, qui c’è troppo di tutto e questo tutto è pure gestito male.
Charis è riccherrima, bellerrima e pestata a sangue.
Gideon la trova nella stalla di una locanda e la raccatta per proteggerla.
Ma lui ha davvero una Sad Story con i fiocchi e il suo disturbo post traumatico da stress lo porta a non sopportare il contatto fisico con altri esseri umani.

Povero cristo, non sa ancora che si è trascinato in casa una con la Sindrome da Crocerossina a Mille che si è innamorata di lui a prima vista e che se lo vuole fare a tutti i costi.
Ed infatti.

Lui la vuole, lei lo vuole ma lui non sopporta il contatto fisico e allora, che si fa? La nostra novella psicoterapeuta escogita un metodo infallibile:
Mi piazzo nuda davanti a lui, poi mi piego a 90, poi mi titillo i capezzoli, mi sgrilletto, mi penetro con l’attizzatoio finchè lui perde letteralmente il controllo e mi monta come fossi una Real Doll dimenticandosi il disgusto per il contatto fisico.

Funziona.

Poi lui si pente ogni cazzo di volta, ma intanto la monta come non ci fosse un domani e lei, pur non godendo per niente, è contenta perchè almeno il loro non è un matrimonio di facciata.
State tranquilli che poi l’orgasmo arriva anche per lei, perchè siamo sempre e comunque in un Romance e nei romance la donna viene sempre e comunque.

E questo non è il peggio, perchè ancora devono arrivare i fratelli di Charis (che l’avevano quasi ammazzata per rubarle l’eredità) e deve avvenire un rocambolesco quanto irreale quanto insopportabile quanto noioso rapimento con liberazione finale e dichiarazione d’amore tra verghe turgide e vagine grondanti.

Orribile.
Uno dei libri più brutti che abbia mai letto.

p.s. dopo aver letto cosa ha provocato a Gideon l’avversione per il contatto fisico la sua guarigione a suon di vergate suona ancora più fastidiosa e assurda.

Voto: 2

Vabbè….andrà meglio la prossima volta, si spera.

In poche parole

Dei tre, non mi sarei fatta infiocinare da nessuno e questo la dice lunga.

Poschina

Ti Amo ma non Posso – Cecile Bertod

Eccola, La Stronza.
Che poi sarei io. Cioè la Me Medesima quando legge questi libri destinati proprio al mio Sesso e alla mia specie.
Perchè questi sono libri per donne scritti da donne che conoscono, o dovrebbero, le donne.
Ma io mi alzo, spolvero via le briciole dei taralli che mi si sono fermate sulle tette e dico “No, Grazie”, poi mi risiedo e continuo a mangiare taralli perchè ormai ne sono dipendente.

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La Trama: Sam lavora da quattro anni al «Chronicle» e, dal primo momento in cui l’ha incontrato, è segretamente innamorata di Dave, il vicedirettore del giornale. Nonostante faccia qualsiasi cosa per essere notata, non sembra avere speranze: è timida, insicura e un po’ troppo in carne, mentre Dave ama il lusso, le modelle e ai sentimenti preferisce i flirt di una sera. Quando lo vede in TV accanto a una donna bellissima, Sam si rende conto che non può continuare a sprecare il proprio tempo dietro a un sogno irrealizzabile. Basta con Dave!

Ed ora la parola alla giurata – solo spoiler e lamentele

Sapete da cosa mi accorgo che ancora oggi la Donna è considerata inferiore all’uomo? Dai titoli dei libri per donne. Seriously? Ti amo ma non posso, Amami anche se non vuoi, Non mi piaci ma ti amo…… e potrei andare avanti ore. Ma Zio Cane !!!! E’ inaccettabile. Nemmeno “Cioè” arriva a questi picchi di infantilismo, nemmeno mia nipote di 7 anni ad essere onesti e quindi perchè? perchè? perchè?

E lo dico dopo averne comprato uno, il che rende un po’ meno credibile tutta la mia indignazione….onestamente però, devo ammettere che di solito evito questi libri come la peste ma poi ultimamente mi sentivo Snobbissima e allora mi sono detta “ma si, dai… guarda quante recensioni positivissime. Smetti di fare la figa di legno e leggi”. Ed è così che mi sono ritrovata tra le mani questo concentrato di seghe mentali.

Primo. Se queste sono le autrici che piacciono e che vengono considerate bravissime e divertentissime io pretendo che Amabile Giusti e Nina Pennacchi vengano immediatamente insignite del Pulitzer perchè loro sì che scrivono bene, loro sì che hanno qualcosa da dire.

Ma passiamo a noi.

La nostra Sam fa da galoppina per una delle più prestigiose testate giornalistiche americane, è giovane, caruccia ma si ritiene grassa.
Si descrive come una specie di botte e poi viene fuori che basta che indossi un vestito che le strizza le tette e due superfighi se la contendono a morte, manco fossero due beagle alla vista di un osso di pollo. Quindi evidentemente è la classica ragazza taglia 44, alta uno e settanta  che passa il tempo strizzando i coglioni alla gente menandosela perchè non è Kate Moss ma che adeguatamente imbellettata è una specie di Monica Bellucci.

Ma questo sarebbe sempre e comunque il meno.

La cosa che mi irrita oltre ogni fottuta possibilità di recupero credibilità per questa autrice (in realtà scoprirò a lettura finita di aver letto tempo fa un suo libro che non mi era dispiaciuto affatto e di averne uno ancora da iniziare in libreria da un paio d’anni) è la perenne insicurezza ai limiti del patologico di questa donna. Per farmi capire lei finisce ad una serata di gala tacchinata da un figo da paura che, chiaramente, ha anche i soldi, il quale ci prova spudoratamente. Ma tanto spudoratamente da non lasciare dubbi. Roba del tipo “Ti succhierei tutta dalla testa ai piedi” e lei invece di reagire o indignandosi o, come farebbe chiunque dotato di un po’ di cervello, dandogliela a tempo zero, si incazza perchè pensa che lui la prenda per il culo.

E andrebbe anche bene, lei cretina che resta da sola a mangiare latte, cereali e nutella tutta la vita.

Invece no, il gran figo la insegue, insiste, la coccola, la bacia, si struscia e via dicendo perchè…..credici….. è proprio così che vanno le cose, tu botti via l’occasione e lei ti insegue.
Quindi donne, seguite tutte le indicazioni di questa autrice e siate completamente sceme; quando David Gandy vi struscerà l’uccello addosso voi dovrete scappare insultandolo e insistendo di lasciarvi stare e di smetterla di prendervi in giro, state certe che lui vi inseguirà  e passerà i tre mesi successivi cercando, infruttuosamente, di portarvi a letto e alla fine se ne andrà con la coda tra le gambe e il cazzo di amianto promettendovi che resterà sempre e costantemente in attesa di un vostro segno per il resto della sua vita. Contateci pure, sceme di tutto il mondo.

Mavaffanculovà!!!

Che poi…..ok l’insicurezza. Siamo tutte un po’ insicure. Tutte ci vorremmo perfette. Ma qui non si tratta di insicurezza, qui è patologia. Dai….una innamorata del suo capo che lo fotografa mentre mangia, che si fa trattare come una schiava e che fa la preziosa quando un figo da paura le sbava chiaramente dietro.

E lui?
Quello di cui io dovrei teoricamente innamorarmi?
Lui è uno scopatore seriale di donne magre, costretto dal suo capo a restare in astinenza per tre mesi (non sto qui a sprecare inchiostro virtuale per spiegarvi il perchè) e quindi decide di farsi aiutare nel lavoro da quel paracarro di Sam, che oltre ad essere insignificante, è anche contenta di fare straordinari gratis e di obbedire a tutte le sue richieste.

Però Sam nel contempo ha deciso di vestirsi come una qualsiasi donna, di pettinarsi e di truccarsi e allora lui si trova ad avere a che fare con Monica Bellucci e l’uccello gli va costantemente in tiro  e lo sappiamo tutti che lavorare così diventa una tortura.

Non solo, perchè il bello del bello del bello è che per tipo 5 volte lui la sbatte al muro, la sditalina, la succhia come una caramella Rossana e poi la molla lì, mezza orgasmante all’urlo di “No, No, No, non devo”.

Uno così tenetevelo.
Ve lo regalo e vi do anche una scatola di goldoni così evitate accuratamente di riprodurvi perchè da una cretina e un idiota non può uscire nulla di buono.

Ah….beh…..certo….ovviamente lui la AMA. Non è che se la vuole solo fare o che vuole uscire con lei per vedere come va. No. Lui la AMA. Ieri era un paracarro, oggi la donna della sua vita.

Ok, lo so, sono davvero incattivita ma non è accettabile che le donne del millennio in corso vengano sempre e solo dipinte come insicure, fragili, goffe fino all’inverosimile, incapaci di gestire la loro vita sessuale/amorosa in modo maturo, tonte (perchè solo una tonta non si sarebbe accorta che Al se la voleva portare a letto), masochiste sul lavoro, dipendenti dal maschio alfa [in questo caso due, uno alfacomprensivo e l’altro alfaprepotente ma cmq. sempre quell’immagine di maschio arrivato, ricco e che “Non deve chiedere mai” salvo poi trovarsi ad implorare una vagina che manco fosse d’oro]. Il maschio che ti salva, ti afferma come donna, ti fa sentire “arrivata e accettata” perchè senza di lui sei e resterai sempre una donna a metà.

Beh, scusa ma io sono intera anche da sola.

Errore mio, che ho provato ad immergermi nel romance moderno ignorando tutti i segnali dell’apocalisse letteraria che erano chiaramente palesati da titolo e copertina.  Che poi qui non posso nemmeno dare la colpa ad una pessima traduzione, come fu per il divertentissimo (in lingua originale) Wallbanger, diventato banalissimo dopo una pessima traduzione.

In poche parole

Io uno che prima mi sditalina, mi ciuccia, mi eccita e poi si allontana urlando “No, No, Non posso”, lo eviro prima ancora che possa finire la frase. No – No cosa, idiota?

Poschina

Perchè ho detestato 50 sfumature di grigio

No, non l’ho appena riletto. Una volta mi è bastata. Lo rileggerei solo se qualcuno mi pagasse profumatamente. Quindi, direte voi, su cosa fai la recensione? Perchè? Chissenefrega !
Avreste anche ragione ma più volte mi è stato chiesto perchè non mi è piaciuto, anzi, il perchè delle mie espressioni esasperate ogni volta che lo sento nominare.
Beh…. ecco perchè.

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La Trama: Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di ventun anni incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest’uomo bellissimo e misterioso. Convinta però che il loro incontro non avrà mai un futuro, prova in tutti i modi a smettere di pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita a uscire con lui. Anastasia capisce di volere quest’uomo a tutti i costi. Anche lui è incapace di resisterle e deve ammettere con se stesso di desiderarla, ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scoprirà che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall’ossessivo bisogno di controllo, ma soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili… Nello scoprire l’animo enigmatico di Grey, Ana conoscerà per la prima volta i suoi più segreti desideri.

Ed ora la parola alla giurata –  ULTRASPOILER

Prima cosa che assolutamente dovete sapere….io posso leggere libri con trame di merda, storie inconsistenti e amenità di vario genere ma non tollero la cattiva scrittura e 50 Sfumature di Grigio è davvero scritto male.

Proseguiamo con il dire che io DETESTO Anastasia Steele. La detesto in quanto massima rappresentante di tutte le Gatte Morte dell’universo, delle vergini zoccolose, delle cagacazzo martiri e delle Santamariagorettiane incallite. E la detesto anche perchè è goffa, stupida, ingenua ed irritante fino all’inverosimile. E detesto in modo ancora più viscerale il nomignolo “Ana” perchè mi vengono in mente nell’ordine: l’ano e gli anticorpi antinucleo e continuo a pensare che il traduttore avrebbe potuto trovare un modo migliore per gestire la situazione.

Premessa, il libro mi è stato passato rigorosamente in forma illegale. Un PDFfone di dimensioni abnormi che ho letto tra lo stupito e l’irritato con qualche blandissimo pseudobrivido ogni tanto.
Ma andiamo con ordine.

Anastasia, cucciolona nostra, ha 23 anni e mai conobbe uomo. Ma non nel senso che nessuno l’aveva mai sbattuta legata ad una croce; che ci potrebbe anche stare, ma proprio che nessuno l’aveva mai cagata di pezza. Mai un bacio, mai uno strusciamento di lingua, mai nemmeno uno sfioramento casuale di tetta in metropolitana. Ok, facciamo pure finta che sia così….. Lei, proprio lei, è costretta a superare la sua innata timidezza ed andare ad intervistare tale Christian Grey, magnate di Stocazzo.

Immaginatevi un ufficio superfigo in un palazzo superfigo con tutti i dipendenti superfighi, ed ora immaginatevi Nostra Signora del Patetismo vestita come mia nonna negli anni 40 con l’aria da madonnina infilzata che entra nella stanza del superboss e cade come solo una decerebrata su un tacco 2 a base larga potrebbe fare.

E qui accadono due cose impossibili:
Primo: Christian Grey ha tipo 27 anni. E. L. James…..MASEISERIA? In italia l’unico 27enne multimilionario è Lapo Elkann e tutto mi fa venire in mente tranne che dargliela a profusione. Perchè già questo dettaglio mi ha fatto rizzare i peli sul collo dal ribrezzo cerebrale. Non si può sentire. Non si può sentire. Non si può sentire. Perchè capirei un quarantenne figherrimo, esperterrimo e sexerrimo, ma un 27enne no. Non ho niente contro chi ha meno di 30 anni ma sul fascino magnetico e che ti fa venir voglia di scartarlo come una caramella Rossana avrei qualche dubbio.
Secondo: Lei è squallida, sciatta, sfigata e incamatissima e lui invece di pensare “Madonna mia questo scarto della società non vedo l’ora di togliermelo dai coglioni” si illumina di immenso e pensa a quanto vorrebbe legarla ad una tavola a croce e sodomizzarla allegramente.

Siccome lui è figo, ricco e figo e ricco, lei non riesce a toglierselo dalla testa ed un giorno lo vede comparire nel negozio in cui lei lavora (una specie di ferramenta o di attrezzatura tecnica, non ricordo e non è importante) e per farle drizzare i capezzoli compra corde, scotch telato, ganci e altro materiale chiaramente riconducibile al sesso estremo. Ma lei, tontolona minchiettona idiotona nostra, non ci arriva e crede che sia un appassionato del Fai da Te. Sì, nel senso che si fa te.

Poi boh, non ricordo bene, ma si arriva al punto in cui le propone il contratto di sottomissione, lei tentenna poi accetta, lui scopre per caso che lei mai conobbe uomo e si scioglie come il coniglietto pasquale Lindt dimenticato sulla scrivania in una calda giornata di sole. Allora la inizia al sesso Vanilla con una normalissima scopata alla missionaria con, se non ricordo male, la legatura delle braccia con una cravatta. Roba che ho scoperto aver scandalizzato/eccitato un botto di donne che evidentemente hanno una vita sessuale al limite dell’accettabile. Cioè voi non avete mai fatto sesso bendati, legati, a 90, anale, sul tavolo, per terra…….e potrei andare avanti ma qui mi fermo per questioni di tempo.

Ora stringiamo perchè qui abbiamo tutti da fare.

Si passa in breve al BDSM delicato fatto di frustatine, piumette, plug anali e affini, il tutto misto ad un controllo ossessivo compulsivo sul cibo.
Parliamone.
Parliamo di quanto io non sia adatta nel ruolo di schiava. Vi immaginate qualcuno che abbia il coraggio di frapporsi tra me ed un barattolo di Nutella quando sono in piena ovulazione? Oppure qualcuno così temerario da dirmi quanto e come e quando devo mangiare? E riuscite a figurare la mia reazione nel caso mi si proibissero beni di prima necessità quali il taralluccio pugliese?
Appunto.

Invece a lei va bene. O meglio, non le va bene, ma lo ama ed è decisa a salvarlo dai suoi demoni.
Sì, avete capito bene.
I SUOI DEMONI
Perchè non può essere un ragazzo con la passione per il sesso estremo, NO, lui deve essere necessariamente il risultato di un sopruso in età adolescenziale che lo ha portato ad avere seri problemi nel rapportarsi all’altro sesso trasformando un ragazzo di sani principi morali in un pervertito che ama far male per godere.

E questa visione del BDSM è stata la bastardata più bastardata di tutto il libro, non avere nemmeno il coraggio di scrivere di sesso estremo senza giustificarlo con una turba psichica. Brava la nostra scrittrice, Perversa, ma con l’alibi. E. L. James, mi fai tristezza.

Però…. però ammettiamo che ci sono stati momenti davvero piacevoli come quando la nostra minchiona per eccellenza continua a triturare i coglioni di Christian dicendo che vuole sentire come gli piace davvero fare sesso e che lei è pronta, vogliosa e disposta a tutto…..allora lui dopo pagine e pagine di insistenze la prende pesantemente a cinghiate e lei si offende e se ne va.

Brava Anastasia. Sei un Fottutto Genio.

Purtroppo la sciacquetta torna e ci tocca subire altri due pallosissimi libri a tema “mi ami, ma quanto mi ami….e quanto il mio amore riesce a curarti dalle tue turbe psichiche?”. Anzi, VI tocca perchè a me uno è bastato e avanzato. Ve li lascio volentieri e torno a rileggermi Harry Potter che è meglio.
Tra l’altro….sono l’unica che piange quando muore Severus e si scopre che  in realtà era buono e ancora innamorato di Lily?

 In poche parole

Onestamente due schiaffi ben piantati ad Anastasia li avrei dati volentieri anch’io.

Poschina

Desiderio – Lorraine Heath

Originale, Emozionante, Diverso.
Queste le tre parole più ricorrenti per descrivere questo libro.
Le tre paroline magiche che mi hanno convinta a comprarlo.
Passi l’originale e passi il diverso…..perchè oggi, dopo 2 kg di brasato con polenta mi sento particolarmente buona….ma l’emozionante dove minchia lo avete visto?

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La Trama: Come nuovo conte di Sachse, Archibald Warner deve prendere moglie e ha già deciso chi vuole: Camilla Warner, vedova del suo predecessore, di cui è innamorato già da tempo. Benché lei respinga la sua corte, e affermi di voler sposare un vecchio duca per ereditarne presto la fortuna, Archie non si dà per vinto, e la sua dolcezza riesce infine ad aprirsi un varco nel cuore di Camilla. Per lei resistergli diventerà sempre più difficile, così come nascondergli il doloroso segreto che cela dentro di sé…

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerone

Certo certo…..lui è dolcissimo, bellissimo e con una pazienza infinita. Per questi motivi ho provato per lui l’interesse sessuale che provo per gente come Emilio Fede. Nulla. Non ho provato nulla, Camilla per dio tienitelo.

E parliamo di te, cara Camilla e di quanto sai essere una palla al cazzo, tu….la tua freddezza, i tuoi silenzi, i tuoi fottutissimi segreti e la tua tanto sbandierata sterilità che poi, stranissimissimissimo, non esiste ma è solo una proiezione mentale ma tu ce la meni per tutto il libro “Non te la dò perchè non posso avere figli”, “Oddio quanto mi pesa non poter avere figli”, “Nessuno mi vuole perchè non posso avere figli”….

E che palle!!!!!!!!!!!

Perchè almeno fosse vero uno dice….beh, poveretta, lei ci teneva tanto…ma no. Già dalle prime righe l’ho inquadrata, la vittimista, quella che le ha tutte lei le sfighe ed invece è figa, ricca, traumatizzata (nei romance questo attizza un uomo come non mai) e fertile come è fertile la terra concimata con il letame. Per questo io, preventivamente, l’ho detestata. E non sono stata smentita nemmeno lontanamente.

Cmq., in breve, lui la ama. La ama come nessun uomo ama una donna, con una pazienza ed un’insistenza atroce, direi quasi femminile. Egli non voleva il titolo, non gliene frega niente, e rimpiange la sua scuoletta in campagna, la sua mamma e i suoi fratelli. Eppure deve sorbirsi la High Society londinese, i balli, l’etichetta, il punch e via dicendo. Lo fa con una dedizione quasi fastidiosa, sempre a provarci con la “povera” Camilla che è fredda come il ghiaccio perchè nella vita passata era una morta in culo che ha scalato la china sposando il Conte vecchio, violento e dispotico; la quale è in grandissimo imbarazzo perchè è analfabeta, ma nessuno lo sa e nessuno se ne è mai accorto, segno inequivocabile che la società londinese è popolata da babbi di minchia di dimensioni megagalattiche.

Oltre a nascondere l’analfabetismo, nasconde anche i segni delle frustate che il vecchio conte le dava quando non lo soddisfaceva a letto e il fatto che io simpatizzi in modo maniacale con lui vi fa capire quanto l’abbia detestata con l’anima.

Quindi il nostro Warner insiste, insiste, insiste e lei non cede, ma non è che non cede perchè lui le fa schifo, non cede perchè lo ama ma la scalata al successo le impone, adesso che è vedova, di arrivare all’ambito titolo di duchessa e quindi di un conte non se ne fa nulla e poi, non potendo dargli un erede (sbadiglio), non si ritiene adatta al ruolo.

Come finisce?
Si trova l’erede legittimo, si sposano, nel giro di 5 anni fanno 125 figli, non si sa come, ma è così perchè lei non era sterile ma solo profondamente scema.

Io ve lo sconsiglio, però onestamente sono talmente tanto di cattivo umore in questi giorni, che potrei, diciamo così, aver preso questa cretina come capro espiatorio e forse…..dico forse…..il libro non è così urfido come io l’ho vissuto.
Noioso è noioso….lento è lento….l’odio per i personaggi  potrebbe essere esacerbato dal mio stato mentale, ma non ci giurerei. Per stare sicuri comprerei qualcos’altro.

In poche parole

Le frustate te le darei io, piagnina che non sei altro.

Poschina

E per la rubrica “Riscrivi il finale”…….

Il ritardo di Camilla era di 2 mesi quando si decise a consultare il medico, ormai convinta che il miracolo della gravidanza fosse germogliato in lei. Ci rimase molto male nel momento in cui il dottor Wilson, scuotendo la testa, la informò che era ufficialmente entrata in menopausa precoce. Ed esattamente in quel momento, a due isolati di distanza, Warner stava godendo delle grazie della sua nuova amante, la bellissima e fertilissima Gillian, la quale era incinta del suo terzo figlio.

Uscita dallo studio Camilla venne sopraffatta dallo sconforto; sola e cornuta si incamminò verso casa nella fredda e nebbiosa giornata londinese. Desiderava solo un po’ di gioia dal nuovo matrimonio ed invece aveva trovato l’ennesima caterva di umiliazioni.

Eh già, avrebbe fatto meglio a sposare il Duca.
Ma si sa….. la vita non è tutta rosa e fiori.

Fine

Un Libertino dal Cuore di Ghiaccio – Lisa Kleypas

Cosa vuol dire essere una lettrice compulsiva? Significa comprare un libro in versione cartacea e digitale perchè convinte sia il nuovo capolavoro di un’autrice che rispettate solo per rendervi conto, una volta lette le prime 10 righe, che potrebbe essere l’Epic Fail dell’intero 2016 e nonostante ciò arrivare faticosamente alla fine del libro continuando a ripetersi che “La Kleypas sicuramente riuscirà a far decollare la sbobba” pur di non ammettere con voi stesse che state leggendo una bella merda.

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La Trama: Inghilterra 1875. Devon Ravenel, incallito donnaiolo, è lo scapolo più affascinante di Londra e ha appena ereditato una contea. Il suo nuovo ruolo sociale gli impone però responsabilità inattese… E anche qualche sorpresa: la sua nuova proprietà, infatti, è gravata dai debiti e per di più nella dimora ereditata vivono le tre sorelle del defunto conte e una giovane, bellissima vedova, Lady Kathleen Trenear. Presto tra i due scoppia la passione, ma la donna conosce bene i tipi come Devon. Riuscirà a non consegnare il proprio cuore all’uomo più pericoloso che abbia mai conosciuto?

Ed ora la parola alla giurata – Praticamente uno SPOILER ininterrotto

Brutto.
Una delusione continua, dalla prima all’ultima pagina, senza soluzione di continuità. Di quanto letto salvo le gemelle e le orchidee. Stop. Raramente sono rimasta così delusa da un libro della Kleypas, nemmeno quell’americanata mediocre di Sugar Daddy mi aveva amareggiata tanto. E l’ho detestato con tutta l’anima, figuratevi voi.

Parlar male della Kleypas mi duole all’anima ma se lei ha scritto un libro che ho usato per prendere sonno non è certo colpa mia, e se per giunta, alle prese con una trama assurda che non sapeva più come far quagliare, ha usato l’espediente comodo di una GI talmente oscena e campata in aria da avermi letteralmente inversato la giornata, allora si merita tutto  il mio sdegno messo nero su bianco e a disposizione di chiunque abbia 5 minuti da dedicarmi.

Ma veniamo a noi. Devon sulla carta sarebbe il mio libertino ideale, tuttavia l’ho trovato maleducato e fastidioso e dio solo sa quanto io ami gli eroi romantici scontrosi e profondamente crudeli; ma qui siamo in piena cafoneria ed io, la cafoneria, la detesto. Quindi nel giro di due pagine ho capito che per Devon non mi si sarebbe smosso nemmeno un ormone; NEMMENO UNO.
La femmina nella quale mi dovrei identificare è semplicemente dimenticabile. Vedova traumatizzata dalla prima notte di nozze, reprime i suoi sentimenti, non piange mai perchè lei ha una Sad Story delle quale non me ne è fregato assolutamente nulla ed è una specie di frigidona che mi ha fatto sollevare gli occhi al cielo in più di un’occasione. Vive nella magione con le cognate; Helen, una tizia strana che coltiva orchidee rare e vive in un mondo tutto suo e le gemelle, due ragazze adorabili e selvagge alle quali spero dedicherà i prossimi libri della serie, che io prenoterò appena possibile nella speranza che siano almeno una tacca sopra questo, non che ci voglia molto.

Fatto sta che Devon appena la vede si sente irrimediabilmente attratto da lei e comincia a cercare di sedurla. Lei resiste, resiste, resiste, resiste e lui invece di rompersi i coglioni e andare a scoparsi la cameriera della birreria dietro l’angolo si infoia ogni secondo di più.
Tutta la reticenza di Kathleen crolla quando lui è vittima di un incidente ferroviario nel quale si disintegra le costole e nonostante siano precipitati in un fiume gelato perchè è pieno inverno, si preoccupa di salvare l’universo mondo rischiando la pellaccia.
Purtroppo per noi sopravvive e Kat improvvisamente si accorge che glielo vuole succhiare e gli si infila continuamente nel letto, così……. da un giorno all’altro, da frigidona ad assetata di cazzi; dopo che Devon, da una riga all’altra, si trasforma da menefreghista libertino a cui non fottesega di nessuno, a Santa Maria Goretti con l’uccello.
Questo per farvi capire quanto la Kleypas abbia perso la trebisonda letteraria.

Ma questo non è ancora il peggio.
Il peggio del peggio è la totale assenza di Pathos che imperversa in tutto il libro, la relazione tra i protagonisti è tra le più noiose che io mi ricordi, l’ho letta senza un fremito, senza un minimo di interesse, senza che ci fosse nemmeno un vago interesse.
E poi Santissima Madonna la cosa più fastidiosa in assoluto.
La Gravidanza Indesiderata. Davvero, io non la reggo più e non sopporto che proprio la Kleypas la infili così a “Capocchia di Minchia” in un libro che già di suo andrebbe completamente stravolto per essere godibile, figuriamoci con una GI tra le più fastidiose mai lette. No, ma davvero, basta. Porca Eva, basta. Imparate a venire fuori o promulgate una sterilizzazione di massa perchè io le GI a cazzo non le sopporto più.

Sì, sono incazzata nera. Davvero incazzata nera.
Perchè io, certe cagate e un livello mediocre di scrittura, me lo aspetto in un self publishing, dove una tizia come me si improvvisa scrittrice, ma qui parliamo di una donna che ha un editor che dovrebbe avere il coraggio di dirle di rileggersi i suoi vecchi libri e di riscrivere tutto da capo e invece non lo fa. Perchè tanto la Kleypas vende anche se scrive la lista della spesa e gente come me è così scema da comprare ben due versioni del libro perchè si fida.

Ora Lisa, qualcuno avrebbe dovuto dirtelo e siccome non lo ha fatto, lo faccio io.
Hai toppato.
Il libro è mediocre, i personaggi noiosi, l’espediente del treno deragliato e della GI sono scappatoie da principianti e tu dovresti essere una decina di spanne sopra.
Ti concedo un’altra possibilità con il libro su Helen e il suo spasimante miliardario ma giuro che se è una cagata come questo vengo a prenderti e per punizione ti metto in ginocchio sui ceci  a leggere tutto Nicholas Sparks.

In poche parole

Ah, il sapore dolce-amaro della delusione. Mavaffanculova.

Poschina

Piacere Assoluto – Cheryl Holt

Come avrete notato a fine Luglio non si è palesato il solito Listone, primo perchè più che listone sarebbe stato listino; secondo perchè in questo periodo non ho avuto molto tempo per leggere, complice un’estate rovente che mi mette addosso un’apatia mortale e il fatto che dormo più o meno 4 ore a notte (non consecutive ovviamente) e quindi di giorno mi aggiro con la stessa espressione di un vampiro costretto ad abbandonare la bara prima del tramonto.

La colpa delle poche letture tuttavia non è da attribuirsi alla mancanza di sonno, al caldo e al vampirismo ma ad un libro che mi ha irritata, disgustata ed esasperata al punto da rendermi impossibile anche solo avvicinarmi al Kindle.

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La Trama: Lady Elizabeth Harcourt, figlia unica del conte di Norwich, conduce una vita solitaria e senza amore. Una notte, a teatro, conosce Gabriel Cristofore, le cui proposte platealmente sessuali la incuriosiscono. Lui dichiara di volerle fare un ritratto, ma sebbene priva di esperienza, la giovane sa che vuole molto di più. Rinomato amante, pittore e truffatore, Gabriel seduce le donne ricche per il loro denaro. Elizabeth, però, è diversa. E quando lui dà inizio al gioco della seduzione, si ritrova suo malgrado conquistato, e innamorato. Nemmeno Elizabeth, tuttavia, può impedirsi di cadere nelle trame dell’uomo. Sarà disposta a rischiare tutto per amor suo?

Ed ora la parola alla giurata

Sarò breve.

Penso che questo libro sia qualcosa che va oltre la bruttezza. All’inizio credevo fosse uno di quei racconti talmente assurdi, esagerati e raffazzonati da poter diventare il mio guilty pleasure dell’estate, purtroppo si è rivelato essere un libro caratterizzato dal vuoto cosmico sia in senso puramente letterale che in senso emozionale.

Io amo gli eroi romance superdotati che grondano fascino e usano il loro spropositato pene per procurare multiorgasmi cosmici alle loro pulzelle, ma esigo che oltre al fallo gigante ci sia almeno un’ombra di caratterizzazione. E onestamente provo anche una sorta di simpatia per le pulzelle ricche e vergini che diventano degli zoccoloni cosmici dopo che hanno assaggiato la super-verga, ma non tollero che la donnetta in questione sia una noiosissima ereditiera teoricamente maltrattata dal padre e dalla di lui giovanissimo sposa che si fa irretire dal primo fighetto di turno e che da timida verginella inesperta diventa miss carattere di ferro. Mamma mia che palle !!!!!

Fosse solo questo.

Vi basti sapere che ho trovato più interessante la storia secondaria dei due vecchiardi piuttosto di quella principale. Trovo che John e Mary caghino in testa a Gabriel ed Elizabeth ripetutamente.

Ed infatti io ESIGO che vengano scritti due racconti sulla storia passata di Mary e John perchè entrambi offrono un sacco di spunti per creare qualcosa di buono, lei con la sofferenza di chi ha buttato la vita dietro ad un coglione e lui con la disperazione di chi ha perso l’amore della sua vita ed ha dovuto imparare a barcamenarsi.

Invece ci subiamo le seghe mentali di una tardoadolescente cazzona e di un sedicente pittore che ha come una caratteristica quella di saper scarabocchiare qualcosa su tela e di sedurre povere donne talmente disperate dal darla come se non ci fosse un domani al primo superdotato che si prodiga in esagerate moine.

Poi, irritazione delle irritazioni, c’è la storia della mancata gravidanza.
Riassumo con SPOILERONE.

Dopo essere stata mollata come una povera sfigata, Elizabeth fugge in una delle 400 magioni di proprietà del padre. Passati i canonici 14 gg. (mai una che abbia un ciclo irregolare o un cazzo di ovaio micropolicistico, NO !!! tutte rigorosamente con il ciclo di 28 giorni manco uscissero da un volantino sulla perfetta ovulazione) lei scopre di non essere incinta. Invece di tirare un sospiro di sollievo per averla scampata grossa, lei si dispera perchè avrebbe tanto voluto avere con sè almeno una parte del suo adorato Gabriel [che, ricordiamocelo tutti, l’ha appena trattata come la regina delle merde, quindi fosse successo a me vorrei vederne solo il cadavere].

Elizabeth io ti odio ed auguro a te, a Gabriel e alla vostra ignobile progenie, di passare una merdosissima vita. Due nonni adorabili coma John e Mary proprio non ve li meritate.

Avevo anche pensato di riscrivere un bel finale tragico, poi però mi sono resa conto che sprecare due preziosi minuti della mia altrettanto preziosa vita solo per cercare di migliorare qualcosa di talmente brutto da avermi fatta odiare la lettura, sarebbe stato ingiusto nei miei confronti. Quindi la chiudiamo qui, per favore non leggete questo libro, non compratelo, non consigliatelo….si, insomma…. piuttosto fatevi una maschera facciale all’argilla, che fa sempre bene.

In poche parole

Il Romance che mi ha fatto odiare i Romance.

Poschina

Sposa per Contratto – Mary Balogh

Zia Mary, hai toppato.

Ma prima di affrontare questa penosa recensione di un penosissimo libro, parliamo di una mia nuoverrima idiosincrasia: i caratteri giganti negli e-book reader degli attempati.
Ebbene sì. Ho notato, facendomi amabilmente i cazzi altrui sulla metro gialla, che gli attempati vogliono sentirsi moderni e comprano gli e-book reader, poi però essendo appunto attempati, devono necessariamente usare un carattere enorme per poter leggere in comodità.
Risultato: per ogni pagina massimo dieci righe. Ma come cazzo si fa a leggere in questo modo? Soprattutto….perchè? Mi viene un fottone ogni volta che voi non potete proprio capire. Facciamo un referendum per proibire questo scempio !!!!!

Ma concentriamoci sulla nostra odiatissima Charity, che forse è meglio.

sposa per contratto

La Trama: Miss Charity Duncan non si fa illusioni sulla proposta di matrimonio di lord Anthony Earheart, marchese di Staunton. L’arrogante aristocratico è stato fin troppo chiaro su cosa voglia da lei: una moglie che, con la propria inadeguatezza, mandi in collera l’odiato padre e che poi esca per sempre dalla sua vita. In cambio, la famiglia di Charity riceverà il denaro di cui ha un disperato bisogno. Sfortunatamente, dopo aver accettato di prendere parte a quella farsa, Charity scopre di essersi innamorata di Anthony, e si rende conto che spezzare i voti matrimoniali potrebbe spezzarle anche il cuore.

Ed ora la parola alla giurata

Questa recensione è tutta SPOILER.

L’inizio di questa opera (purtroppo) recuperata della Balogh è folgorante e intrigante. Anthony è un uomo bellissimo, ricchissimo, intelligentissimo, sprezzantissimo e qualsiasi altro “issimo” che vi venga in mente, ma soprattutto è un uomo che ha sofferto tanto nella vita. E’ sì il figlio primogenito ed erede di una casata di notevole fama e ricchezza, ma è anche leggermente rancoroso nei confronti del padre, al punto che decide di sposare una donna povera, sfigata e possibilmente insignificante, pur di irritare il quel vecchiaccio che, per inciso, è lì lì per schiattare a causa di insulsi problemi cardiaci.

Charity Duncan è una ragazza bellerrima che è alla canna del gas, con una numerosa famigliola da mantenere [una di quelle stucchevolissime famiglie dove tutti si vogliono bene, si amano, si rispettano e soprattutto che hanno bambini che non rompono mai i coglioni (e già questo avrebbe dovuto farmi rizzare le orecchie e impormi di chiudere il kindle e passare ad altro)]. Decide di rispondere all’annuncio di Anthony e per risultare il più anonima possibile indossa un bel vestito color merda e tiene perennemente gli occhi bassi stando rannicchiata in un angolo del salotto.

L’espediente funziona alla grande e il bel Marchese decide di sposarla offrendole una cospicua somma di denaro.
E fino a qui tutto funziona come un orologio svizzero.

Ma.
Purtroppo.
Arrivano.
Alla.
Magione.

Dove la famiglia di lui si dimostra fredda, antipatica, stizzosa e mortalmente noiosa, in testa il vecchiaccio che chiaramente disprezza lei e quello stronzo di suo figlio.
Ah…..ho dimenticato di dirvi che, nonostante la relazione dovesse essere platonicissima, si tromba alla prima occasione e il tutto senza che i miei avidi ormoni si siano minimamente scomposti.
Bruttissimo segno.

La storia procede tra sguardi truci, recriminazioni, fratelli che non si parlano e via dicendo, tanto che mi sono ricordata di una canzone che diceva “Annegare in un Mare di Noia” ed ho immaginato fosse stata scritta dopo aver letto questo straordinario libro del quale NESSUNO sentiva l’esigenza.

Cosa mi ha irritata tanto?
Charity ed il suo insostenibile buonismo. Lei invece di imbestialirsi perchè tutti la trattano come una grandissima merda, in testa il finto marito che per strapparle una collana per poco non la sgozza, è sempre sorridente, comprensiva, con il cuore che le si spezza perchè non sopporta proprio di vedere una famiglia che non si parla e non si vuole bene e nella quale non aleggino costantemente cuoricini rosa e confetti mandorla/cioccolato ogni volta che ci si incontra. Lei è sempre pronta ad avere una buona parola, sempre calma, sempre fastidiosamente buona, così buona e zuccherosa che ho avuto un picco glicemico che per poco non mi provoca uno sciopone. Quella bontà irreale, fittizia, a buon mercato che riempie le pagine fino a renderle l’una identica all’altra e sempre più lontane dalla plausibilità.

“Al 72% del libro, quando quel cane morto di Charity si commuove per il vecchiaccio, ero talmente incarognita che mi si è cagliato il latte ed ho provato per la sciacquetta un istinto omicida che non si vedeva dal mitico 1995”

Questo il mio parere a caldo, appuntato sul primo pezzo di carta trovato in borsa; parere che è stato stra-confermato dal resto della sbobba e che, se possibile, è diventato ancora più negativo dopo aver visto “quel che resta di Anthony” correre dalla patetica (purtroppo non “peri”) e dalla sua stramba famigliola per dichiararle tutto il suo inutile e non richiesto amore.

Sono disposta a sopportare diversi gradi di stucchevolezza ma il “Pucci” non lo sopporto proprio e questo libro è l’Enciclopedia Universale del Puccismo. Tutto ciò che è scritto gronda pucciosità, a cominciare dal nome della protagonista, continuando con le sbadiglievoli dichiarazioni di reciproco affetto dei membri della famiglia di Anthony e concludendo con la proposta di rendere il matrimonio reale e contornato dagli immancabili 2500 bambini odiosi.

A questo proposito lasciatemi dire che Anthony ci delude moltissimo in quanto non ingravida al primo colpo la passionale Charity e si piazza non uno, non due, non tre ma bensì 10 gradini sotto l’Eroe Romance Medio, finendo in fondo alla classifica di “Personaggi maschili con i quali mi rotolerei volentieri tra le lenzuola”. Perchè è vero che odio le gravidanze indesiderate miracolose, ma tollero ancora meno un supposto eroe che non mi stimola sessualmente. Posso perdonare l’incapacità di controllare l’eiaculazione, ma non posso perdonare di ispirare noia sessuale.

E con questo ho concluso.
No, amiche mie, non leggetelo.
Fatelo per me.
Leggete lo scontrino dell’Esselunga, sicuramente è più emozionante.

In poche parole

L’unico eroe romance dal quale non mi farei nemmeno accarezzare i capelli, figurarsi i capezzoli !!!!

Poschina

p.s. Il titolo originale è The Temporary Wife. Inutile dire che mi piaceva assai di più.

E per la mai dimenticata rubrica “Riscrivi il finale” ecco come avrei concluso la sbobba.

Sul letto di Morte del Vecchiaccio, Anthony cerca un’ultima riconciliazione che però non avverrà mai. Il moribondo infatti lo accusa di essere stato la causa di tutte le incomprensioni con la moglie e lo maledice fino alla settima generazione.
Accecato dalla rabbia, Anthony corre da Charity, la sbatte al muro e prima se la scopa, poi la sbatte fuori di casa all’urlo di “Lurida sgualdrina, se ti fossi fatta i cazzi tuoi, a quest’ora avresti vissuto con la mia rendita e avresti potuto mantenere la tua folle famiglia. Ora invece te ne andrai senza fare storie e sparirai definitivamente dalla mia vita”.

Charity è costretta ad abbandonare la magione, si rifugia in campagna dalla sua famiglia dove scopre di essere gravida. Viene scafuddata fuori dalla porta e costretta ad elemosinare.

Il libro si conclude con l’immagine di Charity che, ormai prossima al parto, si aggira malconcia per le fredde strade dicembrine di Londra, mentre dalle finestre illuminate giungono attutiti i cori natalizi e i profumi di pan di zenzero.

Dickens, mi fai una pippa !!!!!!!

Audacia – Amanda Quick

Cominciamo con l’essere onesti.
Io non sono una scrittrice, quindi qualcuno di voi potrebbe obiettare che non ho alcun diritto di sputare su questo libro.
Tuttavia, non bisogna essere un cuoco per capire se un piatto è cotto bene o male, troppo salato, insipido oppure, semplicemente, disgustoso.
Quindi ho deciso di non concentrarmi troppo sulla recensione del libro in sè, ma piuttosto di prenderlo come esempio di pessima scrittura ed usarlo come monito per le future scrittrici.

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La Trama: Prudence Merryweather sa bene che una ragazza non dovrebbe piombare nella stanza di un uomo in piena notte. Ma è l’unico modo per convincere il famigerato conte di Angelstone a risparmiare la vita di suo fratello. Ed è così che, alle tre del mattino, Prudence si trova di fronte al misterioso conte Sebastian. E le prime luci dell’alba la vedranno tra le sue braccia, riscaldata dal calore dei suoi baci ardenti…

Ed ora la parola alla giurata

L’unica cosa che funziona in questo libro sono le prime 4 pagine, poi il tutto degenera in un miscuglio di invenzioni storiche, spiritismo, spionaggio, morti misteriose, amore stucchevolmente spicciolo e altre fastidiosità che mi sono persa per strada.

Il nostro eroe, che ricordiamocelo tutti, dovrebbe essere una specie di degenerato senza cuore, diventa in un batter d’occhio una specie di cagnolino scodinzolante irritante e innamorato, che mi ha fatto venire una specie di eritema solare sulle braccia ogni volta che toccavo il kindle. Giuro. Appena cominciavo a leggere partiva il prurito, alla fine ho dedotto che lo sputtanamento del suo personaggio era la causa di tutti i miei problemi eritematici. Terminato il libro, sparito il prurito. Un caso? Credo proprio di no.

Prudence dal canto suo è una specie di genietto che conquista immediatamente il cuore e l’uccello di quello che dovrebbe essere l’eroe. Per essere ambientato in un periodo storico nel quale le donne praticamente contavano meno di zero, lei ha una libertà di azione e parola che farebbe invidia ad una ventenne di oggi. Oltretutto indaga su fenomeni paranormali, coadiuva Sebastian nelle sue indagini e, inutile a dirsi, risolve ogni caso brillantemente diventando una specie di eroina a tutto tondo.

La odio.

Il turbinio di eventi è trattato superficialmente, i personaggi principali sono caratterizzati male, la maggior parte di quelli secondari appare e scompare a piacimento, senza una logica. E poi è scritto con uno stile privo di profondità che non è riuscito a conquistarmi per niente.

Non mi nascondo dietro un dito, ho letto tanti libri tutto sommato insulsi, con storie al limite del verosimile, svarioni storici, personaggi completamente irrealistici eppure scritti con brio, o con ironia, oppure semplicemente così bene da farmi sorvolare su tutto il resto, ma purtroppo qui siamo mille miglia lontani da tutto questo. Qui ci sono solo un’accozzaglia di idee potenzialmente vincenti ma sviluppate malissimo, contornate da un’ironia di fondo che non ho nemmeno capito se fosse voluta o meno.

Se fosse per me prenderei questo libro e lo farei leggere a forza a tutte quelle donne che ambiscono a diventare scrittrici Romance, per sottolineare impietosamente tutto quello che non funziona, che stona, che infastidisce il lettore, tutte quelle trappole nelle quali la scrittrice si è infilata per non riuscire più ad uscirne. E sinceramente è un gran peccato perchè l’inizio è convincente, la storia della donna sparita/morta poteva dare almeno un milione di spunti di riflessione e potenzialmente l’originalità di Prudence e la freddezza di Sebastian avrebbero potuto essere le carte vincenti di questo romanzo, invece tutte le cose interessanti vengono messe da parte in funzione delle banalità e situazioni assurde completamente gratuite.

Invito caldamente chi di voi abbia velleità letterarie a leggere questo libro e a farne tesoro. Secondo me è più utile di mille corsi di scrittura creativa. Basterebbe intitolarlo “cosa non fare quando si scrive un romance” e sarebbe una guida perfetta.

In poche parole

Forse l’audacia a cui fanno riferimento è quella che ha avuto l’editore nel decidere di pubblicarlo.

Poschina