Il Patto dello Scandalo – Diane Gaston

In un momento di compulsività dettata dal panico di un freddo ed umido sabato pomeriggio in edicola, mi ero accaparrata questo libro con poca convinzione, dopo 30 pagine ero contenta e appagata, ora appenderei Diana Gaston ad un palo per i piedi e poi la costringerei a rileggere questo libro fino alla fine dei suoi giorni, mentre io le faccio il solletico sotto i piedi e la insulto pesantemente ad intervalli regolari.
Ma analizziamo cosa non ha funzionato.

La Trama: Ross paventa il giorno in cui diventerà Duca di Kessington e sarà gravato dei doveri verso quello stesso titolo che lo ha privato dei genitori felici conosciuti nell’infanzia. Per questo motivo, da anni rimanda la necessaria ricerca di una compagna destinata a essere la sua duchessa. Genna Summerfield, una deliziosa e vivace giovane incontrata durante una cavalcata, è di certo la meno adatta a ricoprire quel ruolo, tuttavia sembra anche l’unica capace di vedere oltre il suo nome e di trattarlo con disarmante spontaneità. Quando Ross scopre che lei sta tentando di sfuggire al cognato, deciso a darla in moglie a qualche vecchio e danaroso nobile, le propone un finto fidanzamento che permetterà a entrambi di trascorrere la Stagione senza pressioni. Non ha però tenuto conto che la tenera complicità che da subito li ha legati potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto più profondo.

Ed ora la parola alla giurata – SuperMegaSpoiler

Stupida io che avrei dovuto accorgermi che questo è un libro per educande. Un libro che si potrebbe tranquillamente far leggere alle allieve di una scuola cattoconservatrice gestita da gendarmi travestiti da suore. Una di quelle scuole nelle quali si legge “Sposati e sii sottomessa” e poi si fanno le prove pratiche per testare se si è davvero appresa la lezione. Avrei comunque dovuto capirlo dalla questa descrizione: “deliziosa e vivace giovane” perchè è tutto raccolto in questi termini. Un po’ come Gioia e Gaudio, solo che io lo uso in senso ironico mentre qui no. Qui parliamo davvero di un libro pieno di momenti Deliziosi e Vivaci ma nel quale manca completamente la componente sessuale. Sia quella repressa che quella manifesta. Ergo è un libro completamente inutile, fastidioso, patetico, che donerò a mia nipote di 8 anni perchè penso che alla sua età si possa ancora apprezzare tutta questa platonicità.

L’inizio non è male.
Genna sta dipingendo quando vede sopraggiungere un cavaliere, che si rivelerà essere un bellissimo giovine preoccupato per la di lei incolumità visto che sta per venire a nevicare o altre insulsità simili. Lui è simpatico, alla mano, intelligente, brillante e via dicendo ed è anche destinato a diventare duca una volta che il padre si deciderà a schiattare. Lei invece è una Summerfield, famiglia nota in tutta l’Inghilterra per la propensione allo scandalo. E ridiamoci sopra. Come fa lei, che in dieci minuti racconta vita, morte e miracoli della sua famiglia a quello che è, a tutti gli effetti, un illustre sconosciuto.

Si capisce immediatamente che tra i due c’è intesa. E questo funziona…..cioè…funziona bene finchè dura poco. Purtroppo invece questa intesa (rigorosissimamente platonica per dio, non sia mai che lui le tocchi una tetta) va avanti per pagine e pagine, intere dissertazioni sulla reciproca simpatia e su quanto si trovino bene l’uno con l’altra che però non portano a nulla. E non solo sul piano sessuale….proprio a nulla. Un po’ come quando passate il tempo ad immaginare cosa potrebbe succedere se….. e poi non succede mai un cazzo.

In mezzo ci sono: Lorene, sorella di Genna sposata con un vecchio stronzo e il cugino Dell, depresso per la dipartita dell’intera famiglia, chiaramente attratto dalla sposa sfigata e perennemente ai limiti della scortesia.

Non è che il libro sia scritto male o noioso, no…proprio per niente. Ma ritengo che 300 pagine nelle quali succede poco e niente siano troppe. Troppe riflessioni (sempre le stesse e sempre senza conclusione), troppi tentennamenti, troppa teorica carne al fuoco e troppa poca carne che alla fine arriva bella sugosa nel piatto. Basti pensare che la nostra Genna vorrebbe mantenersi dipingendo e questo mi va bene, ma a parte parlarne per pagine e pagine e pagine, non viene affrontata la questione ad un livello più profondo, ossia rapportata all’epoca in cui il libro è ambientato. Ogni tanto si accenna al fatto che non sarebbe una scelta rispettabile e poi stop. Quindi tutto questo parlarne è fine a se stesso e mi da fastidio.

Almeno si scopasse.

No.
A pagina 279 e sottolineo 279!!!!!! finalmente i due stronzi si fanno prendere dalla passione e lui puccia la regale verga nella vagina inviolata di Genna salvo poi ritrarsi dopo due mezze spinte perchè lui è un uomo d’onore e non vorrebbe mai approfittarsi della sua Genna in questo modo. Cioè lei gli si struscia contro implorandolo di prenderla e di shakerarla come un caffè freddo il 15 d’agosto e lui si ritrae con il cazzo grondante….
Non Si Può Sentire!!!!!

Approfittatene, sbattila contro il muro, sul divano, in carrozza…….falle sentire il bel cazzone che ti ritrovi e poi ridaglielo finchè non grida come un’ossessa. No, lui è puro di cuore e non vuole rovinarla.

MAVAFFANCULOVA!!!!!!

300 pagine e nemmeno una scopata come dio comanda.
Ma cara la mia Diane, perchè credi che la donna media di fine  2017 compri i tuoi libri? Per leggere di uomini che si tirano indietro sul più bello? Ovviamente direi proprio di no. La donna emancipata di fine 2017 vuole orgasmi multipli come se piovesse, vuole verghe incontrollabili e sventrapassere orgasmici, vuole sesso, carnazza, libbre esposte, rollè di manzo. Ecco quello che vuole.

Gli Harmony che leggevo a 12 anni erano decisamente più spinti.

Mi dispiace tanto ma per me è NO.

In poche parole

279 pagine per una pucciatina nella gnagna per poi tirarsi indietro come un adolescente alla prima vulva? No, grazie.
E tieniti pure il tuo ducato di merda.

Poschina

 

 

 

 

 

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Imperdonabile Inganno – Lorraine Heath e Una Gentildonna in Cerca di Guai – Sarah MacLean

Arrendersi e diventare “Quella che sta zitta in un angolo perchè altrimenti sembra spocchiosa…quella che sa tutto lei…quella che pontifica” anche se poi, zio caro….se so una cosa perchè non dovrei dirla? Perchè devo stare zitta ad ascoltare castronerie e fare finta che siano scientificamente corrette? Non ha senso. Non è giusto. Eppure è così. Ecco cosa sono diventata.
Una pianta.
Sto lì, in silenzo, sorridente quando devo sorridere, perplessa quando mi devo perplimere e via dicendo.
Ma sarà sano?
Secondo me no…ed infatti poi questa attitudine all’amebismo me la porto dietro anche nel mondo letterario e non va mica bene… nono….

La Trama: Londra, 1874 – Drake Darling è un orfano che viene dalla strada, figlio di un delinquente giustiziato sulla forca. Benché dalla morte dei genitori sia stato cresciuto con affetto dai Duchi di Greystone, anche ora che è divenuto un uomo e ha dimostrato il suo valore dirigendo egregiamente una casa da gioco, sa di non appartenere alla buona società e non dimentica le sue umili origini. Soprattutto perché persone altezzose come Lady Ophelia Lyttleton, cara amica della sorella adottiva, non perdono occasione per rinfacciargliele. Quando però Drake salva la giovane dal Tamigi e approfitta della sua temporanea amnesia per farle credere di essere la propria domestica, scopre che al di là della maschera di arroganza c’è una donna vulnerabile e meravigliosa, di cui è facile innamorarsi. Ma cosa accadrà quando lei recupererà la memoria e scoprirà il suo imperdonabile inganno?

Ed ora la parola alla giurata

Questo è un libro strano. Stranissimo.
E’ un coito interrotto al contrario. Non che poi si arrivi ad un orgasmo di quelli che si ricordano per anni e si rimpiangono nei momenti di morta, ma almeno ad un orgasmo pallido ci si arriva e, calcolato il vuoto cosmico nel quale sguazza per quasi metà libro, mi sembra un bel traguardo.

Ma passiamo a noi…..Drake è il figlio dell’amica di infanzia di Frannie e di Sykes, il bastardo che l’aveva venduta finendo per farla stuprare alla tenera età di 12/13 anni. E’ quel bambino che incontriamo nel libro “Tra le braccia di un Duca” che viene adottato da Frannie e dal marito, il Duca di Greystone.

Ora però non è più il bimbo solo e maltrattato che trova un’amorevole famiglia, bensì un gran pezzo di manzo (con un uccello di ragguardevoli dimensioni) che gestisce la famosa sala da giochi che era di Dodger e che non si sente parte integrante dell’alta società nella quale è cresciuto. E lo sappiamo perchè per qualcosa come 100 pagine ce lo ripete ogni 2/3 righe. Lo abbiamo capito, grazie. Le nostre sinapsi funzionano ancora abbastanza bene e i concetti semplici riusciamo ad apprenderli senza il bisogno di ripeterli quattromila volte a capitolo.

La pulzella in questione è Ophelia, ricca snobbolona del cazzo che io ho detestato con l’anima soprattutto perchè ho immediatamente intuito, con la mia infallibile perspicacia, che aveva una Sad Story alle spalle e questo è bastato a farmi lanciare un paio di bestemmioni di quelli grassi……

……cmq.
Li vediamo immersi nel tipico gioco del “Ti detesto ma in realtà vorrei scoparti fino a farti morire di orgasmi trattenuti per poi farti rinascere a furia di multiorgasmi avvenuti” fino a che lui non la bacia in  un’alcova. E ovviamente è Il Bacio Della Vita. Quel Best Kiss Ever che nei Romance sancisce la futura nascita del Vero Ammmmmmooooooooreeeeeeee.

E fin qui si annega nella noia più totale.

Poi una sera, dopo il famigerato bacio, Derek si aggira per le sponde del Tamigi e vede un fagotto zozzo che si scoprirà essere una donna, che si scoprirà essere Ophelia e che si scoprirà aver perso la memoria. Una persona normale a questo punto la riporterebbe a casa e la farebbe vedere da un medico, invece lui pensa bene di portarsela a casa e sfruttare la sua amnesia per trattarla come una serva.

Applausi, Standing Ovation e Bacio Accademico.

Solo che ovviamente le cose non vanno come previsto e lei sente di non essere una sguattera ma non si ricorda nulla ed essendo scevra dai pregiudizi inculcatigli dal padre, trova estremamente attraente quel grandissimo pezzo di maschio che dovrebbe essere il suo padrone ma che, contrariamente a tutti i principi della logica, la fa dormire nel suo letto, le compra i vestiti, paga tutte le spese folli che fa e le permette persino di tenere ogni cazzo di animale raccattato per strada.

Ed io, fino a questo punto, mi sono davvero annoiata a morte. Sono andata avanti solo perchè la mia soglia della pazienza negli ultimi anni è salita di qualche tacca.
Inverosimile, barboso, con dialoghi che mancano di brio ed una seccante propensione all’introspezione fatta male mi avevano portata a credere che la Heath fosse un fuoco di paglia e che la serie fosse l’Epic Fail del 2017….quando invece, inaspettatamente il libro cambia.

Perchè se è vero che sono insensibile al patetismo altrui, è anche vero che, come controindicazione principale, la maternità mi ha lasciato un’intollerabile propensione alla commozione. Quindi una parte di me ha sbuffato nel momento in cui i due piccioncini sono partiti con i drammatici ricordi d’infanzia, mentre la parte “commozione spontanea” si è nutrita di ogni dettaglio fino a farmi apprezzare questi due sfigatoni…lei perchè si impettisce per dimenticare anni di abusi e lui che si sente perennemente l’uomo sbagliato nel posto sbagliato.
In breve si aprono il cuore a vicenda (tutto metaforico ovviamente) poi lui le apre anche le gambe, la vulva, la vagina e quant’altro e….niente. E’ Amore. Un amore che sopravviverà anche al ritrovamento della memoria, all’incazzatura, alla rabbia e dio sa a cos’altro.

In pratica siamo nell’ambito fantascientifico spinto. E come coppia non mi fanno impazzire più di tanto….e la conversione da Puttana Stronza a SantaMariaGotetti dei cani randagi risulta irritante. MA….

Ma…. la mia nuova vena apatica ha apprezzato lo stesso e alla fine la sufficienza se la prende tutta.

Ma…

Ma il vero dilemma è “Come ha fatto a piacermi il nuovo libro della MacLean?”

La Trama: Inghilterra, 1833 – Sophie è sempre stata considerata la più quieta delle sorelle Talbot, ma quando durante una soirée sorprende il cognato a tradire la moglie e lo punisce insultandolo e spingendolo in uno stagno, a un tratto diventa il bersaglio del disprezzo del ton. Stanca dell’ipocrisia dell’alta società, di cui è entrata a far parte solo perché il padre ha acquistato un titolo, decide di lasciare la festa e i giudizi superficiali dei suoi invitati. Mentre si allontana incappa in un uomo scalzo che sta chiaramente fuggendo da un incontro amoroso proibito. L’affascinante libertino, che si rivela essere il Marchese di Eversley, rifiuta di darle un passaggio a bordo della propria carrozza, ma Sophie non si dà per vinta e con un espediente monta sul retro della vettura affinché la porti lontano dai suoi guai.

Ed ora la parola alla giurata

Non so davvero perchè questo libro mi sia piaciuto tanto. Non lo capisco ed un pochino sono anche preoccupata. Prima di tutto vi avverto…è lungo più o meno 400 pagine e fino alla metà di sesso non si sente nemmeno il profumo. Quindi ci si concentra sulla storia, su una serie di situazioni una più improbabile dell’altra che si susseguono senza soluzione di continuità.

Lei è l’ultima delle sorelle Talbot (delle arricchite una più insostenibile dell’altra) ed è considerata “Il Cesso del Gruppo” anche se non si capisce bene il perchè, visto che viene descritta come una ragazza piuttosto carina e ben fatta.

E’ insofferente all’ambiente londinese e mentre fugge dall’ennesimo ricevimento di merda si scontra con il Marchese di Eversley e da qui cominciano i suoi guai. Nonostante sia insopportabile perchè a tutti gli effetti si comporta come una zecca attaccata al pelo di un cane, alla lunga mi è risultata simpatica perchè, in fondo, lei vorrebbe solo aprire una libreria e liberarsi dai nobili che la trattano come una merda.

Mentre lui è tutt’altra cosa. Lui mi è piaciuto subito. La sua Sad Story che lentamente si viene a comprendere, bello, dannato, cocciuto, in perenne lite con il padre per il Big Misunderstanding dei BM, bravo a letto, colto e deciso a sbolognare la zecca ad ogni costo….salvo continuare a trovarsela tra i piedi e siccome come diceva sempre mia nonna “La paglia vicino al fuoco brucia” (da leggere rigorosamente in milanese: la paja visin al foc la brusa), qualcosa tra i due dovrà pur succedere.

Ed infatti poco a poco si sviluppa quel rapporto fatto di “dai raccontami cosa vuoi veramente dalla vita” – “Sì, ma prima raccontami perchè odi tuo padre”. E lo sappiamo tutti che il passo successivo è il bacio, seguito dal cunnilingus, seguito dal pompino, seguito dal sesso.

E, nonostante lui cerchi in ogni modo di non portarla a letto per non rovinarla (ebbene sì, lui è uno di quelli che hanno Lo Scrupolo e che, sulla carta, avrebbe dovuto farmi incazzare da morire e farsi odiare), alla fine cede e le da il suo virilissimo membro prendendosi la di lei intattissima verginità.

Poi oltre al BM con il vecchiaccio, c’è spazio anche per il BM con Sophie, seguito dal ripensamento e dalla riconciliazione.

Forse, e dico forse, il fatto che lui le regali una cazzo di libreria mi ha fatto amare incondizionatamente quest’uomo e anche il non trascurabile dettaglio che per procreare ci mettono (date alla mano) più o meno 4 mesi contro la Monoscopata, ha fatto sì che apprezzassi questo romanzo piuttosto lungo per il genere.

Però sento chiaramente che il mio gradire questi due romanzi è più che altro dovuto alla lenta e inesorabile trasformazione in una succulenta.
Mi sento come Roger di American Dad in quella puntata nella quale decideva di non essere più cattivo e per poco non ci lascia le penne perchè la bontà lo stava letteralmente uccidendo…

Incrociate le dita e sperate che la mia vena polemica risorga, ne trarremmo tutte tanto beneficio.

In poche parole

Quando invece di pretendere un calippo tutto da succhiare, ti accontenti di un polaretto è evidente che la trasformazione in succulenta sia dietro l’angolo.

Poschina

Perchè ho detestato 50 sfumature di grigio

No, non l’ho appena riletto. Una volta mi è bastata. Lo rileggerei solo se qualcuno mi pagasse profumatamente. Quindi, direte voi, su cosa fai la recensione? Perchè? Chissenefrega !
Avreste anche ragione ma più volte mi è stato chiesto perchè non mi è piaciuto, anzi, il perchè delle mie espressioni esasperate ogni volta che lo sento nominare.
Beh…. ecco perchè.

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La Trama: Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di ventun anni incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest’uomo bellissimo e misterioso. Convinta però che il loro incontro non avrà mai un futuro, prova in tutti i modi a smettere di pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita a uscire con lui. Anastasia capisce di volere quest’uomo a tutti i costi. Anche lui è incapace di resisterle e deve ammettere con se stesso di desiderarla, ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scoprirà che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall’ossessivo bisogno di controllo, ma soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili… Nello scoprire l’animo enigmatico di Grey, Ana conoscerà per la prima volta i suoi più segreti desideri.

Ed ora la parola alla giurata –  ULTRASPOILER

Prima cosa che assolutamente dovete sapere….io posso leggere libri con trame di merda, storie inconsistenti e amenità di vario genere ma non tollero la cattiva scrittura e 50 Sfumature di Grigio è davvero scritto male.

Proseguiamo con il dire che io DETESTO Anastasia Steele. La detesto in quanto massima rappresentante di tutte le Gatte Morte dell’universo, delle vergini zoccolose, delle cagacazzo martiri e delle Santamariagorettiane incallite. E la detesto anche perchè è goffa, stupida, ingenua ed irritante fino all’inverosimile. E detesto in modo ancora più viscerale il nomignolo “Ana” perchè mi vengono in mente nell’ordine: l’ano e gli anticorpi antinucleo e continuo a pensare che il traduttore avrebbe potuto trovare un modo migliore per gestire la situazione.

Premessa, il libro mi è stato passato rigorosamente in forma illegale. Un PDFfone di dimensioni abnormi che ho letto tra lo stupito e l’irritato con qualche blandissimo pseudobrivido ogni tanto.
Ma andiamo con ordine.

Anastasia, cucciolona nostra, ha 23 anni e mai conobbe uomo. Ma non nel senso che nessuno l’aveva mai sbattuta legata ad una croce; che ci potrebbe anche stare, ma proprio che nessuno l’aveva mai cagata di pezza. Mai un bacio, mai uno strusciamento di lingua, mai nemmeno uno sfioramento casuale di tetta in metropolitana. Ok, facciamo pure finta che sia così….. Lei, proprio lei, è costretta a superare la sua innata timidezza ed andare ad intervistare tale Christian Grey, magnate di Stocazzo.

Immaginatevi un ufficio superfigo in un palazzo superfigo con tutti i dipendenti superfighi, ed ora immaginatevi Nostra Signora del Patetismo vestita come mia nonna negli anni 40 con l’aria da madonnina infilzata che entra nella stanza del superboss e cade come solo una decerebrata su un tacco 2 a base larga potrebbe fare.

E qui accadono due cose impossibili:
Primo: Christian Grey ha tipo 27 anni. E. L. James…..MASEISERIA? In italia l’unico 27enne multimilionario è Lapo Elkann e tutto mi fa venire in mente tranne che dargliela a profusione. Perchè già questo dettaglio mi ha fatto rizzare i peli sul collo dal ribrezzo cerebrale. Non si può sentire. Non si può sentire. Non si può sentire. Perchè capirei un quarantenne figherrimo, esperterrimo e sexerrimo, ma un 27enne no. Non ho niente contro chi ha meno di 30 anni ma sul fascino magnetico e che ti fa venir voglia di scartarlo come una caramella Rossana avrei qualche dubbio.
Secondo: Lei è squallida, sciatta, sfigata e incamatissima e lui invece di pensare “Madonna mia questo scarto della società non vedo l’ora di togliermelo dai coglioni” si illumina di immenso e pensa a quanto vorrebbe legarla ad una tavola a croce e sodomizzarla allegramente.

Siccome lui è figo, ricco e figo e ricco, lei non riesce a toglierselo dalla testa ed un giorno lo vede comparire nel negozio in cui lei lavora (una specie di ferramenta o di attrezzatura tecnica, non ricordo e non è importante) e per farle drizzare i capezzoli compra corde, scotch telato, ganci e altro materiale chiaramente riconducibile al sesso estremo. Ma lei, tontolona minchiettona idiotona nostra, non ci arriva e crede che sia un appassionato del Fai da Te. Sì, nel senso che si fa te.

Poi boh, non ricordo bene, ma si arriva al punto in cui le propone il contratto di sottomissione, lei tentenna poi accetta, lui scopre per caso che lei mai conobbe uomo e si scioglie come il coniglietto pasquale Lindt dimenticato sulla scrivania in una calda giornata di sole. Allora la inizia al sesso Vanilla con una normalissima scopata alla missionaria con, se non ricordo male, la legatura delle braccia con una cravatta. Roba che ho scoperto aver scandalizzato/eccitato un botto di donne che evidentemente hanno una vita sessuale al limite dell’accettabile. Cioè voi non avete mai fatto sesso bendati, legati, a 90, anale, sul tavolo, per terra…….e potrei andare avanti ma qui mi fermo per questioni di tempo.

Ora stringiamo perchè qui abbiamo tutti da fare.

Si passa in breve al BDSM delicato fatto di frustatine, piumette, plug anali e affini, il tutto misto ad un controllo ossessivo compulsivo sul cibo.
Parliamone.
Parliamo di quanto io non sia adatta nel ruolo di schiava. Vi immaginate qualcuno che abbia il coraggio di frapporsi tra me ed un barattolo di Nutella quando sono in piena ovulazione? Oppure qualcuno così temerario da dirmi quanto e come e quando devo mangiare? E riuscite a figurare la mia reazione nel caso mi si proibissero beni di prima necessità quali il taralluccio pugliese?
Appunto.

Invece a lei va bene. O meglio, non le va bene, ma lo ama ed è decisa a salvarlo dai suoi demoni.
Sì, avete capito bene.
I SUOI DEMONI
Perchè non può essere un ragazzo con la passione per il sesso estremo, NO, lui deve essere necessariamente il risultato di un sopruso in età adolescenziale che lo ha portato ad avere seri problemi nel rapportarsi all’altro sesso trasformando un ragazzo di sani principi morali in un pervertito che ama far male per godere.

E questa visione del BDSM è stata la bastardata più bastardata di tutto il libro, non avere nemmeno il coraggio di scrivere di sesso estremo senza giustificarlo con una turba psichica. Brava la nostra scrittrice, Perversa, ma con l’alibi. E. L. James, mi fai tristezza.

Però…. però ammettiamo che ci sono stati momenti davvero piacevoli come quando la nostra minchiona per eccellenza continua a triturare i coglioni di Christian dicendo che vuole sentire come gli piace davvero fare sesso e che lei è pronta, vogliosa e disposta a tutto…..allora lui dopo pagine e pagine di insistenze la prende pesantemente a cinghiate e lei si offende e se ne va.

Brava Anastasia. Sei un Fottutto Genio.

Purtroppo la sciacquetta torna e ci tocca subire altri due pallosissimi libri a tema “mi ami, ma quanto mi ami….e quanto il mio amore riesce a curarti dalle tue turbe psichiche?”. Anzi, VI tocca perchè a me uno è bastato e avanzato. Ve li lascio volentieri e torno a rileggermi Harry Potter che è meglio.
Tra l’altro….sono l’unica che piange quando muore Severus e si scopre che  in realtà era buono e ancora innamorato di Lily?

 In poche parole

Onestamente due schiaffi ben piantati ad Anastasia li avrei dati volentieri anch’io.

Poschina

Desiderio – Lorraine Heath

Originale, Emozionante, Diverso.
Queste le tre parole più ricorrenti per descrivere questo libro.
Le tre paroline magiche che mi hanno convinta a comprarlo.
Passi l’originale e passi il diverso…..perchè oggi, dopo 2 kg di brasato con polenta mi sento particolarmente buona….ma l’emozionante dove minchia lo avete visto?

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La Trama: Come nuovo conte di Sachse, Archibald Warner deve prendere moglie e ha già deciso chi vuole: Camilla Warner, vedova del suo predecessore, di cui è innamorato già da tempo. Benché lei respinga la sua corte, e affermi di voler sposare un vecchio duca per ereditarne presto la fortuna, Archie non si dà per vinto, e la sua dolcezza riesce infine ad aprirsi un varco nel cuore di Camilla. Per lei resistergli diventerà sempre più difficile, così come nascondergli il doloroso segreto che cela dentro di sé…

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerone

Certo certo…..lui è dolcissimo, bellissimo e con una pazienza infinita. Per questi motivi ho provato per lui l’interesse sessuale che provo per gente come Emilio Fede. Nulla. Non ho provato nulla, Camilla per dio tienitelo.

E parliamo di te, cara Camilla e di quanto sai essere una palla al cazzo, tu….la tua freddezza, i tuoi silenzi, i tuoi fottutissimi segreti e la tua tanto sbandierata sterilità che poi, stranissimissimissimo, non esiste ma è solo una proiezione mentale ma tu ce la meni per tutto il libro “Non te la dò perchè non posso avere figli”, “Oddio quanto mi pesa non poter avere figli”, “Nessuno mi vuole perchè non posso avere figli”….

E che palle!!!!!!!!!!!

Perchè almeno fosse vero uno dice….beh, poveretta, lei ci teneva tanto…ma no. Già dalle prime righe l’ho inquadrata, la vittimista, quella che le ha tutte lei le sfighe ed invece è figa, ricca, traumatizzata (nei romance questo attizza un uomo come non mai) e fertile come è fertile la terra concimata con il letame. Per questo io, preventivamente, l’ho detestata. E non sono stata smentita nemmeno lontanamente.

Cmq., in breve, lui la ama. La ama come nessun uomo ama una donna, con una pazienza ed un’insistenza atroce, direi quasi femminile. Egli non voleva il titolo, non gliene frega niente, e rimpiange la sua scuoletta in campagna, la sua mamma e i suoi fratelli. Eppure deve sorbirsi la High Society londinese, i balli, l’etichetta, il punch e via dicendo. Lo fa con una dedizione quasi fastidiosa, sempre a provarci con la “povera” Camilla che è fredda come il ghiaccio perchè nella vita passata era una morta in culo che ha scalato la china sposando il Conte vecchio, violento e dispotico; la quale è in grandissimo imbarazzo perchè è analfabeta, ma nessuno lo sa e nessuno se ne è mai accorto, segno inequivocabile che la società londinese è popolata da babbi di minchia di dimensioni megagalattiche.

Oltre a nascondere l’analfabetismo, nasconde anche i segni delle frustate che il vecchio conte le dava quando non lo soddisfaceva a letto e il fatto che io simpatizzi in modo maniacale con lui vi fa capire quanto l’abbia detestata con l’anima.

Quindi il nostro Warner insiste, insiste, insiste e lei non cede, ma non è che non cede perchè lui le fa schifo, non cede perchè lo ama ma la scalata al successo le impone, adesso che è vedova, di arrivare all’ambito titolo di duchessa e quindi di un conte non se ne fa nulla e poi, non potendo dargli un erede (sbadiglio), non si ritiene adatta al ruolo.

Come finisce?
Si trova l’erede legittimo, si sposano, nel giro di 5 anni fanno 125 figli, non si sa come, ma è così perchè lei non era sterile ma solo profondamente scema.

Io ve lo sconsiglio, però onestamente sono talmente tanto di cattivo umore in questi giorni, che potrei, diciamo così, aver preso questa cretina come capro espiatorio e forse…..dico forse…..il libro non è così urfido come io l’ho vissuto.
Noioso è noioso….lento è lento….l’odio per i personaggi  potrebbe essere esacerbato dal mio stato mentale, ma non ci giurerei. Per stare sicuri comprerei qualcos’altro.

In poche parole

Le frustate te le darei io, piagnina che non sei altro.

Poschina

E per la rubrica “Riscrivi il finale”…….

Il ritardo di Camilla era di 2 mesi quando si decise a consultare il medico, ormai convinta che il miracolo della gravidanza fosse germogliato in lei. Ci rimase molto male nel momento in cui il dottor Wilson, scuotendo la testa, la informò che era ufficialmente entrata in menopausa precoce. Ed esattamente in quel momento, a due isolati di distanza, Warner stava godendo delle grazie della sua nuova amante, la bellissima e fertilissima Gillian, la quale era incinta del suo terzo figlio.

Uscita dallo studio Camilla venne sopraffatta dallo sconforto; sola e cornuta si incamminò verso casa nella fredda e nebbiosa giornata londinese. Desiderava solo un po’ di gioia dal nuovo matrimonio ed invece aveva trovato l’ennesima caterva di umiliazioni.

Eh già, avrebbe fatto meglio a sposare il Duca.
Ma si sa….. la vita non è tutta rosa e fiori.

Fine

Sposa per Contratto – Mary Balogh

Zia Mary, hai toppato.

Ma prima di affrontare questa penosa recensione di un penosissimo libro, parliamo di una mia nuoverrima idiosincrasia: i caratteri giganti negli e-book reader degli attempati.
Ebbene sì. Ho notato, facendomi amabilmente i cazzi altrui sulla metro gialla, che gli attempati vogliono sentirsi moderni e comprano gli e-book reader, poi però essendo appunto attempati, devono necessariamente usare un carattere enorme per poter leggere in comodità.
Risultato: per ogni pagina massimo dieci righe. Ma come cazzo si fa a leggere in questo modo? Soprattutto….perchè? Mi viene un fottone ogni volta che voi non potete proprio capire. Facciamo un referendum per proibire questo scempio !!!!!

Ma concentriamoci sulla nostra odiatissima Charity, che forse è meglio.

sposa per contratto

La Trama: Miss Charity Duncan non si fa illusioni sulla proposta di matrimonio di lord Anthony Earheart, marchese di Staunton. L’arrogante aristocratico è stato fin troppo chiaro su cosa voglia da lei: una moglie che, con la propria inadeguatezza, mandi in collera l’odiato padre e che poi esca per sempre dalla sua vita. In cambio, la famiglia di Charity riceverà il denaro di cui ha un disperato bisogno. Sfortunatamente, dopo aver accettato di prendere parte a quella farsa, Charity scopre di essersi innamorata di Anthony, e si rende conto che spezzare i voti matrimoniali potrebbe spezzarle anche il cuore.

Ed ora la parola alla giurata

Questa recensione è tutta SPOILER.

L’inizio di questa opera (purtroppo) recuperata della Balogh è folgorante e intrigante. Anthony è un uomo bellissimo, ricchissimo, intelligentissimo, sprezzantissimo e qualsiasi altro “issimo” che vi venga in mente, ma soprattutto è un uomo che ha sofferto tanto nella vita. E’ sì il figlio primogenito ed erede di una casata di notevole fama e ricchezza, ma è anche leggermente rancoroso nei confronti del padre, al punto che decide di sposare una donna povera, sfigata e possibilmente insignificante, pur di irritare il quel vecchiaccio che, per inciso, è lì lì per schiattare a causa di insulsi problemi cardiaci.

Charity Duncan è una ragazza bellerrima che è alla canna del gas, con una numerosa famigliola da mantenere [una di quelle stucchevolissime famiglie dove tutti si vogliono bene, si amano, si rispettano e soprattutto che hanno bambini che non rompono mai i coglioni (e già questo avrebbe dovuto farmi rizzare le orecchie e impormi di chiudere il kindle e passare ad altro)]. Decide di rispondere all’annuncio di Anthony e per risultare il più anonima possibile indossa un bel vestito color merda e tiene perennemente gli occhi bassi stando rannicchiata in un angolo del salotto.

L’espediente funziona alla grande e il bel Marchese decide di sposarla offrendole una cospicua somma di denaro.
E fino a qui tutto funziona come un orologio svizzero.

Ma.
Purtroppo.
Arrivano.
Alla.
Magione.

Dove la famiglia di lui si dimostra fredda, antipatica, stizzosa e mortalmente noiosa, in testa il vecchiaccio che chiaramente disprezza lei e quello stronzo di suo figlio.
Ah…..ho dimenticato di dirvi che, nonostante la relazione dovesse essere platonicissima, si tromba alla prima occasione e il tutto senza che i miei avidi ormoni si siano minimamente scomposti.
Bruttissimo segno.

La storia procede tra sguardi truci, recriminazioni, fratelli che non si parlano e via dicendo, tanto che mi sono ricordata di una canzone che diceva “Annegare in un Mare di Noia” ed ho immaginato fosse stata scritta dopo aver letto questo straordinario libro del quale NESSUNO sentiva l’esigenza.

Cosa mi ha irritata tanto?
Charity ed il suo insostenibile buonismo. Lei invece di imbestialirsi perchè tutti la trattano come una grandissima merda, in testa il finto marito che per strapparle una collana per poco non la sgozza, è sempre sorridente, comprensiva, con il cuore che le si spezza perchè non sopporta proprio di vedere una famiglia che non si parla e non si vuole bene e nella quale non aleggino costantemente cuoricini rosa e confetti mandorla/cioccolato ogni volta che ci si incontra. Lei è sempre pronta ad avere una buona parola, sempre calma, sempre fastidiosamente buona, così buona e zuccherosa che ho avuto un picco glicemico che per poco non mi provoca uno sciopone. Quella bontà irreale, fittizia, a buon mercato che riempie le pagine fino a renderle l’una identica all’altra e sempre più lontane dalla plausibilità.

“Al 72% del libro, quando quel cane morto di Charity si commuove per il vecchiaccio, ero talmente incarognita che mi si è cagliato il latte ed ho provato per la sciacquetta un istinto omicida che non si vedeva dal mitico 1995”

Questo il mio parere a caldo, appuntato sul primo pezzo di carta trovato in borsa; parere che è stato stra-confermato dal resto della sbobba e che, se possibile, è diventato ancora più negativo dopo aver visto “quel che resta di Anthony” correre dalla patetica (purtroppo non “peri”) e dalla sua stramba famigliola per dichiararle tutto il suo inutile e non richiesto amore.

Sono disposta a sopportare diversi gradi di stucchevolezza ma il “Pucci” non lo sopporto proprio e questo libro è l’Enciclopedia Universale del Puccismo. Tutto ciò che è scritto gronda pucciosità, a cominciare dal nome della protagonista, continuando con le sbadiglievoli dichiarazioni di reciproco affetto dei membri della famiglia di Anthony e concludendo con la proposta di rendere il matrimonio reale e contornato dagli immancabili 2500 bambini odiosi.

A questo proposito lasciatemi dire che Anthony ci delude moltissimo in quanto non ingravida al primo colpo la passionale Charity e si piazza non uno, non due, non tre ma bensì 10 gradini sotto l’Eroe Romance Medio, finendo in fondo alla classifica di “Personaggi maschili con i quali mi rotolerei volentieri tra le lenzuola”. Perchè è vero che odio le gravidanze indesiderate miracolose, ma tollero ancora meno un supposto eroe che non mi stimola sessualmente. Posso perdonare l’incapacità di controllare l’eiaculazione, ma non posso perdonare di ispirare noia sessuale.

E con questo ho concluso.
No, amiche mie, non leggetelo.
Fatelo per me.
Leggete lo scontrino dell’Esselunga, sicuramente è più emozionante.

In poche parole

L’unico eroe romance dal quale non mi farei nemmeno accarezzare i capelli, figurarsi i capezzoli !!!!

Poschina

p.s. Il titolo originale è The Temporary Wife. Inutile dire che mi piaceva assai di più.

E per la mai dimenticata rubrica “Riscrivi il finale” ecco come avrei concluso la sbobba.

Sul letto di Morte del Vecchiaccio, Anthony cerca un’ultima riconciliazione che però non avverrà mai. Il moribondo infatti lo accusa di essere stato la causa di tutte le incomprensioni con la moglie e lo maledice fino alla settima generazione.
Accecato dalla rabbia, Anthony corre da Charity, la sbatte al muro e prima se la scopa, poi la sbatte fuori di casa all’urlo di “Lurida sgualdrina, se ti fossi fatta i cazzi tuoi, a quest’ora avresti vissuto con la mia rendita e avresti potuto mantenere la tua folle famiglia. Ora invece te ne andrai senza fare storie e sparirai definitivamente dalla mia vita”.

Charity è costretta ad abbandonare la magione, si rifugia in campagna dalla sua famiglia dove scopre di essere gravida. Viene scafuddata fuori dalla porta e costretta ad elemosinare.

Il libro si conclude con l’immagine di Charity che, ormai prossima al parto, si aggira malconcia per le fredde strade dicembrine di Londra, mentre dalle finestre illuminate giungono attutiti i cori natalizi e i profumi di pan di zenzero.

Dickens, mi fai una pippa !!!!!!!

Vento di Cornovaglia – Linda Kent

Ci sono libri che oscillano tra picchi di sensualità e picchi di merda, senza soluzione di continuità. Quei libri che alla fine non sai bene se ti siano piaciuti o meno. Quei libri che tutto sommato hai letto volentieri e altrettanto volentieri avresti scagliato dal finestrino di un treno in corsa.

Per esempio “Vento di Cornovaglia”

trasferimento

La Trama: Marzo 1646: Pendennis è una delle ultime roccaforti che sostengono re Carlo I Stuart. L’esercito di Cromwell si avvicina e il capitano William Killigrew raduna gli abitanti del villaggio perché trovino rifugio al castello. Fiera e coraggiosa, Tamsyn Penrose è pronta a combattere, ma a modo suo, e non esita a sfidare l’autorità del capitano per impedire che tanti innocenti muoiano di fame durante il lungo assedio. La battaglia imperversa fra pericoli, tradimenti e misteri del passato, eppure l’amore riesce a fiorire e nessun incendio è più ardente di quello che divampa fra William e Tamsyn: uno scontro di volontà e di passione, fino alla resa finale…

Ed ora la parola alla giurata

SPOILERONI

Prima di tutto sia chiaro. A me William all’inizio di questo pseudo-romance mi piace assai. Primo perchè è un figo da paura, secondo perchè è sfregiato e terzo perchè è uno di quegli uomini che se si appassionano non stanno lì a tentennare giorni, mesi, pagine inutili ma te lo sbattono dentro con somma soddisfazione.

Poi vorrei anche chiarire che non ho nulla contro le vicende storiche dell’Inghilterra ma contemporaneamente “Che palle!!!!”.

Ora che mi sono resa noiosa partiamo con apprezzamenti e recriminazioni. Tamsyn potrebbe essere un bel personaggio femminile. Se non fosse che una lettrice scafata come me nel giro di dieci righe ha già capito qual’è il suo Big Secret e si è già irritata moltissimo perchè coinvolge una gravidanza indesiderata. Oltretutto la suddetta Gravidanza Indesiderata è aggravata dall’essere la conseguenza della Sad Story. E no. A me questa storia triste non mi garba per niente.
Già le storie tristi tendenzialmente mi fanno girare le palle, a meno che non siano totalmente assurde o assurdamente credibili. Allora le apprezzo. Ma se la Sad Story serve solo a vittimizzare un personaggio allora no, non l’accetto per niente.

Fatto sta che ovviamente i due protagonisti: il dotatissimo, fedelissimo, integerrimissimo William e la coraggiosa, intraprendente ed apparentemente frigida Tamsyn, appena si vedono provano quella irrefrenabile attrattiva reciproca che ci fa immediatamente capire che a breve lui infilerà l’enorme verga nella di lei più o meno stretta vagina.
Da qui il gusto sta nello scoprire come si arriverà al dunque.
La bravura dell’autrice sta tutta nel creare in me, donna smaliziata del ventunesimo secolo, un’aspettativa così forte da farmi preferire la lettura alle repliche della prima stagione di Grey’s Anatomy.

Linda Kent è riuscita nell’intento?
In parte.
La fotta di leggere come i due sarebbero passati dalle occhiatine allusive alla trombata galattica c’era, ma non così forte dal farmi preferire la parola scritta ad un McDreamy al suo meglio.
Oltretutto come spesso accade, tutto avviene così rapidamente da lasciarmi un filino perplessa. Un minutino prima lei è una specie di vergine di ferro perchè traumatizzata e bla….bla….bla…..
Un nanosecondo dopo apre le gambe per accogliere il di lui spropositatissimo membro e si fa inondare il collo dell’utero da quintali di sperma superfertile. Per la serie “L’esperienza passata non mi ha insegnato una beneamata minchia”. Ed io in una donna del genere non riesco ad identificarmi e se non mi identifico non mi appassiono e se non mi appassiono non mi innamoro del manzo di turno e se non mi innamoro del manzo di turno perdo interesse e via dicendo.

In breve: copulano selvaggiamente. Lui è incapace di trattenersi. Lei non si preoccupa di niente. Perchè è tanto, tanto, tanto intelligente…. Boh. Tutto sto cervello e poi ti fai inondare come se non ci fosse un domani. Bell’esempio di donna…..
Ma a prescindere da tutto ciò, fino a questo momento il libro funziona.
E continua a farsi leggere volentieri finchè non arriva la stucchevolissima svolta pucciosa.

E qui cominciano i guai.
– Ben DUE gravidanze indesiderate, una delle quali a seguito della Sad Story;
– Confessioni famigliari del genere “Tu sei la luce che ci ha salvato ” – “No, è merito tuo” – “Ti voglio bene” – “No, io di più” e via dicendo. Una noia mortale.
– Rivelazioni grondanti miele contornate da matrimoni lampo e dichiarazioni d’amore mielose a getto continuo.
– Bambini che sono fratelli, figli e cugini di tutti e nonostante ciò non hanno turbe psichiche ma anzi, sono sempre equilibratissimi, educatissimi, simpaticissimi (per loro, perchè a me nove volte su dieci stanno sulle palle in modo inequivocabile).

Last but not least: L’Epilogone del quale NESSUNO sentiva l’esigenza.

Ecco il vero male.
A chi interessa sapere che Elisabeth sta benissimo, è nuovamente gravida e felicerrima con il suo maschione infoiato? A nessuno.
A chi fotte se Tamsyn e William slinguano ancora come due adolescenti e lei, strano a dirsi, sta per sfornare la sua terza pagnotella? A nessuno.
Esattamente.
A nessuno fotte-sega.

E, ultima recriminazione, persino lui ha una Sad Sad Story.
Cioè qui tutti hanno una Sad Story.
Peggio di un episodio di “Chi l’ha visto?”.

Eppure.
Eppure per molti versi il libro funziona. L’alchimia tra i due protagonisti si sente, c’è un timido tentativo di affrontare più o meno seriamente il tema dell’assedio con tutti i problemi sociali che ne derivano, è scritto in modo onesto (nulla di trascendentale ma ben lontano dalla “merda”), non mi ha fatto bestemmiare in continuazione.

Insomma…. alla fin della fiera si becca più o meno tutti i voti disponibili. Facciamo finta di doverlo valutare a pezzi. Si passa con naturalezza dal 4 al nove… così…. senza alcuna apparente logica. Perchè ogni tanto è bello smettere di riflettere e lasciarsi guidare da un filo di follia.

E vaffanculo a tutto il resto, gravidanze indesiderate in testa.

In poche parole

Prendi due Sad Story, due gravidanze indesiderate, una vergine di ferro ed un guerriero……

Eppure Ti Amo – Elizabeth Hoyt

Una parte di me adora questi libri, perchè mi permettono di accanirmi gratuitamente contro un’autore/autrice senza sentirmi minimamente in colpa. Della Hoyt avevo letto diverse cose, alcune mi erano piaciute un botto, altre meno…. ma questa. Questa amici miei le batte tutte. Qui ho bestemmiato talmente tanto che alla fine ero quasi entusiasta della sbobba.

PASSIONE_126

La Trama: Rinomata attrice e commediografa in incognito, Lily Stump è rimasta senza lavoro ed è costretta a trasferirsi insieme al figlio in un vecchio teatro diroccato. L’edificio è deserto e silenzioso, finché il bambino scopre la presenza di un “mostro” in giardino. Falsamente accusato di omicidio e reso muto dalle percosse, Apollo, visconte Kilbourne, dopo essere fuggito dal manicomio criminale di Bedlam si è costruito un rifugio in quel luogo e non vuole abbandonarlo. È un giovane uomo così imponente da intimidire, ma Lily riesce ad andare oltre il suo aspetto, scoprendo in lui un essere ferito di inaspettata profondità d’animo. Verso il quale si sente inesorabilmente attratta…

Ed ora la parola alla giurata

Sia chiaro che qui sono tutti SPOILER, quindi si prega chi è intenzionato a leggerlo di saltare a piè pari i miei smadonnamenti.

Il libro parte abbastanza bene.
Lei è una bravissima, bellissima ed intelligentissima attrice che, causa incendio del teatro nel quale lavorava, si trova disoccupata e costretta ad abitare in “quel che resta del teatro” con il figlioletto carino, simpatico e non cagacazzo (chissà come mai nei libri non c’è MAI un bambino davvero rompicoglioni, cosa che invece purtroppo è più che frequente nella realtà quotidiana) e la serva/amica/confidente ecc….ecc….ecc…

Un giorno il bimbo caruccio torna a casa e dice alla madre “Mamy, ma lo sai che in giardino c’è un mostro?”. Ovviamente nessuno gli crede fino a quando Lily non vede con i suoi occhi il famoso “mostro”, solo che invece di rimanerne impressionata in senso negativo; del genere “lurido schifoso essere”, ne rimane vagamente attratta del tipo “Mio dio è enorme. Spalle enormi, braccia enormi, mani enormi, naso enorme… ma allora avrà anche un enorme schwanzstucker!!!!” e comincia ad intrattenere con lui un rapporto atto a scoprire se è cerebralmente ritardato o semplicemente muto. Perchè lei ormai non può far altro che concentrarsi sull’enorme schwanzstucker e alle tecniche subdole che può usare per riuscire ad accaparrarsi l’enormissima verga.

Vi risparmio la noiosa, inutile, pretenziosa storia del nostro “mostro”, che ovviamente è un fottuto nobile accusato ingiustamente di omicidio, e anche la ancor più insignificante menata relativa al figlio/non figlio di Lily. Due storie che non hanno pathos, che più che farmi palpitare mi hanno irritata a morte perchè sviluppate male, per certi versi patetiche (la storia dell’amica di Lily maltrattata è oggettivamente illeggibile), pretestuose, superflue.

Per quanto riguarda la coppia nulla di nuovo sotto il sole.
Lei riesce ad ottenere il suo enorme schwanzstucker e ne rimane, ovviamente, estremamente soddisfatta, ma non è solo mera lussuria.
NO.
E’ Ammmmmooooooreeeeeee.
Perchè lui è sì brutto (che poi parliamone, dalla descrizione iniziale sembra una specie di mostro davvero, ma poi si scopre essere una specie di super-rugbista fisicatissimo con lineamenti virili e mascolini, un bel paio di gambe, capelli riccioluti, occhi penetranti e il cazzo grosso), ma con un Cuoooooooreeeeee grande come una casa, tanto da accollarsi il di lei bambino che in realtà non è manco davvero suo.

Cioè…. BASTA!
Va bene un po’ di intricamento tramesco, ma c’è un limite alla decenza.
Tutto di una superficialità atroce.
E non è colpa mia, giuro.
Perchè in realtà in questi ultimi giorni ho letto libri non eccelsi che però mi sono guardata bene dal massacrare. E’ proprio colpa di questa storiaccia (peraltro con buone recensioni qui nel mondo dell’internet) che mi aveva attirata per una trama “diversa” e che mi ha delusa terribilmente. Ed infatti mi sono rigettata immediatamente sulla classica storiella della vergine di ferro che poi in realtà è uno zoccolone che aspetta solo di essere iniziata ai piaceri della carne, la classicissima cugina sfigata che poi in realtà è bellerrima, intelligenterrima e integerrimerrima. Per carità, meglio andare sul sicuro.

Che poi dico…. qui si tratta proprio dell’Ideale dell’Ostrica di Verghiana memoria. Colpa mia che come ne “I Malavoglia”, ho voluto fare la figa di legno e lasciare lo scoglio al quale mi sono aggrappata per anni e che mi ha nutrita, per lanciarmi in nuove avventure in lande sconosciute. Colpa mia se poi sono annegata.

Quindi per punizione, niente sesso e una settimana senza vibratori, così impari !!!!

In poche parole

Verga sarà anche stato un noioso rompicoglioni, ma sicuramente sapeva il fatto suo.

Poschina

Cinque Giorni, Cinque Notti – Bronwyn Scott

Ora, carissima Bronwyn, secondo te, cosa dovrei farti?
Appenderti per gli alluci ed attendere che la morte giunga lenta e dolorosa?
Frustarti a sangue continuando a chiederti “Perchè?” – “Perchè?”, finchè non ti degni di darmi una risposta decente?
Dimmi.
Dimmi come dovrei comportarmi con te!!!!!

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La Trama: Inghilterra, 1839 – Bella e molto ricca Annorah Price-Ellis ha sempre apprezzato sopra ogni altra cosa la possibilità di decidere della propria vita, e per non perderla sposando un uomo interessato solo al denaro è disposta a rinunciare a tutto e a ritirarsi per sempre in un modesto cottage di campagna. Prima, però, vuole assaporare almeno per una volta la passione, e così ingaggia Nicholas D’Arcy, che ha fama di essere un amante esperto e riservato, perché la faccia sentire sensuale e attraente e le insegni le gioie dell’amore. Ma dopo cinque giorni, e cinque notti, Annorah si scopre a desiderare che l’illusione si trasformi in realtà.

Ed ora la parola alla giurata – ULTRASPOILER

Ok, lo so che il plot vi ricorda qualcosa e infatti è il motivo principale che mi ha fatto acquistare questo libro. NO. Non è vero. E’ stato figlio della compulsività estrema, come il 98% dei miei acquisti in generale. Ma non cambia il punto. Se avrei succhiato Nicholas Manning come fosse un succosissimo calippo al limone, lo stesso non si può dire di questo Nicholas, che già al 3% del libro mi aveva scartavetrato i coglioni con la sua presunta Sad Story. 

Primo perchè non ho mai creduto che la storia triste fosse in effetti così triste, e secondo perchè prima voglio che mi venga descritto esteticamente e psicologicamente il maschio, per poter decidere se vorrò un domani succhiarlo o meno, e poi si può timidamente introdurre il suo passato. E mi sono annoiata a morte solo scrivendo queste righe…. ma andiamo con ordine.

Nick appartiene ad un gruppo di gigolò e una sera, mentre si tromba selvaggiamente una tizia piuttosto rumorosa nei vocalizzi orgasmici (giuro che non ero io), viene costretto alla fuga dall’arrivo del marito di lei e successivamente costretto ad accettare un incarico in campagna che consiste nell’introdurre al piacere carnale una 33enne ricca sfondata.

Giunto nella magione, si trova davanti una bella donna, vagamente nervosa che nel giro di due ore gli fa ricordare “quanto ha perso a causa dell’incidente – come si divertiva da piccolo in campagna – che lui avrebbe tanto voluto essere un uomo completamente diverso” ed altre stronzate simili.

Pescano insieme, lui la inizia agli straordinari piaceri del cunnilingus prima di iniziarla a tutti gli altri (o quasi) piaceri del sesso in generale, compresa la legatura al letto; si accorge che “con lei è diverso” e baggianate del tipo “Lei mi legge dentro” [sbadiglio] e lei ovviamente dopo 4 secondi netti lo ama appassionatamente, in purezza, senza nessuna riserva in merito al suo lavoro/passato e lo guarda perennemente con gli occhi dell’ammmmore.

Novità: lui usa il goldone. Non ci saranno improvvise, improbabili, odiosissime gravidanze indesiderate alla prima botta e questo mi porta a riflettere sul fatto che è un po’ che non incappo nell’espediente comoderrimo della gravidanza indesiderata e che mi manca la rabbia che provavo ad ogni fottuta occasione.

Cmq.
Vi risparmio la noiosa gita dalla zia con tanto di sputtanamento di Nicholas che si conclude con il ritorno del gigolò a Londra e il rifiuto di accettare il compenso pattuito perchè “Con lei non è stata una questione di soldi” [Ri-Sbadiglio]

Lei però lo AMA e allora decide di sfidare tutto e tutti e di andare a Londra a riprenderselo, salvo scoprire che lui è tornato a casa dalla Famigghia, costringendola a raggiungerlo per dichiarargli eternissimo amore e proporgli di sposarlo.

Ora:
Nonostante io sia favorevole all’emancipazione della donna e anzi, faccia dello sfruttamento del maschio per le faccende domestiche il mio personalissimo cavallo di battaglia, non tollero che il mio eroe, che dovrebbe farmi rizzare i capezzoli a suon di mezzi sorrisi ed erezioni galattiche, si riveli essere una femminuccia che fugge spaventata ed insicura a casa di mammà. NON ESISTE.
Piuttosto uno stronzo senza cuore che ti scopa e poi va a fumare il sigaro in biblioteca barricandosi dentro per giorni oppure uno che ti tiene sull’orlo dell’orgasmo ma non te lo concede. Piuttosto il sadico bastardo ma la donnicciuola malata di autocommiserazione NO.

L’intero libro oscilla tra piacevoli situazioni, intriganti amplessi, seduzioni selvagge e patetismi gratuiti, noia mortale ed espedienti comodi irritanti.

Ovviamente c’è l’epilogo.
La prima notte di nozze nella “grotta del tesoro” (vi ho risparmiato la storia del tesoro dei pirati perche io Vi Voglio Bene) che si scoprirà contenere davvero un tesoro.

Ridatemi l’epilogo fatto di gravidanze, bambini riccioluti e felicità spicca per dio !!!!!

In poche parole

Ridateci le gravidanze indesiderate miracolose, please.

Poschina

La Vergine dello Scandalo _ Louise Allen

Mah…chissà poi cosa cazzo mi ha spinta ad acquistare questo libro.
Avrei dovuto capire dal titolo che era una fregatura bella e buona… eppure mi sono incaponita come solo io riesco a fare, con quell’ostinazione infantile che porta solo guai e alla quale non riesco proprio a resistere….

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La Trama: Inghilterra, 1816 – Nota in società come la Vergine dello scandalo, sotto l’atteggiamento frivolo e disinibito Lady Laura Campion nasconde in realtà il dolore di aver perso la figlia avuta dal suo unico amore, Piers, morto in battaglia prima di poterla sposare. Ma il giorno in cui scopre che la bambina in realtà è viva e sotto la tutela del potente Avery Falconer, Conte di Wykeham, nasce in lei una nuova speranza. Così, decisa a riprendersi la piccola Alice, Laura si insinua nelle loro vite sotto falsa identità, non aspettandosi certo l’attrazione irresistibile che sin dal primo incontro vibra tra lei e il formidabile conte. E quando quel sentimento si trasforma in qualcosa di più profondo, il castello di bugie che ha costruito minaccia di crollarle addosso. Come potrà convincere Avery a perdonarla e a dimenticare il suo scandaloso passato?

Ed ora la parola alla giurata…. una giurata che spoilera come se non ci fosse un domani, anche perchè non vi consiglio di buttare i soldi per questa sbobba

Partiamo con le cose importanti.
Laura è odiosamente santamariagorettiana e tutto il libro si basa su un futile BM che mi ha irritata oltre misura.

In breve:

La diciassettenne/diciottenne Laura si innamora di Piers, ci va a letto 6 volte e resta incinta. Lui non lo sa, parte per la guerra e ci rimane stecchito. Lei intanto gli aveva mandato una lettera pietosa e carica d’ammmmmore nella quale annunciava il lieto evento. Immediatamente dopo il parto, i genitori le dicono che la bimba è schiattata. Passano gli anni e la nostra non-eroina scopre che i genitori le hanno mentito e che la figlioletta è viva. Corre a cercarla ma i genitori adottivi le ripropinano la palla della morte. Però ora Laura è incazzosa e a furia di insistenze scopre che in realtà la figlia sta benissimo e che è stata raccattata dal cugino di Piers: Avery. Decide quindi di andare a cercarla.

Questo è quanto.
Cioè…… Io dico….. Puttanazza Eva.
Una persona mediamente normale avrebbe chiesto un colloquio con quel gran figo di Avery e gli avrebbe detto:
Egregio Lord Wykeham, sono Lady Laura Campion, la madre naturale di Alice, so che lei pensa che io l’abbia abbandonata, invece sono stata vittima di una bastardata da parte dei miei genitori, che per evitare lo scandalo mi hanno detto che era morta poco dopo il parto. Ho scoperto solo pochi mesi fa della sua esistenza e ci terrei a tornare a far parte della sua vita. Tra l’altro, per chiarire, io suo cugino Piers lo amavo veramente.

Ecco; qualche riga e sarebbe stato tutto finito.
Invece ci toccano pagine e pagine di menzogne assurde ed espedienti comodi, sguardi languidi, scopazzate orgasmatiche pianificate per incastrare l’uno e l’altra e tanta melensaggine gratuita.

Ho detestato Laura istintivamente in quanto esponente del Santamariagorettismo, vittima della società, dell’età, della famiglia, del maschio alpha, delle pettegole e chi più ne ha più ne metta. E poi ha anche la lacrima facile. Basta.

Sono rimasta molto delusa da questo libro, mi aspettavo qualcosa di completamente diverso per la ragguardevole cifra spesa (ben 5,99 € – ossia il panino coppa, songino, funghi e pecorino piccante che vendono al bar di fianco al lavoro) ed invece mi sono ritrovata tra le mani la fiera delle banalità, il tutto peraltro con un uomo perennemente eccitato ma incapace di farsi valere. Prendi la tua verga ed usala invece id stare lì a farti seghe mentali.

Per non parlare dei vari espedienti usati per trascinare la trama che sono banali e fastidiosi e oltretutto lei si dimostra spesso e volentieri di una stupidità che offende la mia sensibilità di donna moderna e fintamente emancipata.
Alla fine della fiera lui la sposa e l’unica cosa decente del libro sono quelle due/tre pagine nelle quali pretende i doveri coniugali usandola solo per il suo piacere e lasciandola a contorcersi per il bisogno di un orgasmo. Avesse continuato così mi avrebbe donato almeno un filo di bastardissima gioia, invece purtroppo lei (strano a dirsi) piange per avere il suo uccello godurioso e lui va in brodo di giuggiole, la ingravida e vissero felici e contenti.

Amen.

In poche parole

Con 5 euro e 99 avrei potuto comprarmi qualche etto di tortelli alla crema e ne avrei tratto maggiori soddisfazioni.

Poschina

Le Sorprese di una Lady – Mary Jo Putney

Sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo ma soprattutto di qualcosa degno in qualche modo di essere letto, mi lancio nell’interraziale.
Ebbene sì, scopro questa perla di ideologia moderna per puro caso ossia dopo mezz’ora di ricerca ossessiva su Amazon di un libro che non mi annoiasse già dalla esile trama.
Ora non so come andrà a finire perchè sono ancora più o meno all’inizio, ma il fatto che non abbia scaraventato il libro giù dalla finestra con un accompagnamento di bestemmie mi sembra un buon risultato.
Ma andiamo con ordine.

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La Trama: Damian Mackenzie non solo è illegittimo, ma è anche un dissoluto e possiede una casa da gioco. Tuttavia per Kiri Lawford, giovane lady anglo-indiana da lui salvata dai rapitori, è un eroe che possiede più onore dei lord da lei incontrati, ed è molto più affascinante di qualsiasi altro uomo. Nonostante in Kiri nulla sia ordinario, e tanto meno sia facile resistere alle sue arti di seduzione, Damian la considera proibita per sé, trattandosi della sorella di un amico. Ma cambierà idea quando si ritroverà insieme a lei ad affrontare un complotto ai danni della Corona, allorché la loro complicità rivelerà una lady ben diversa dall’idea che lui si era fatto…

Ed ora la parola alla giurata

Kiri è una bellerrima mezzosangue angloindiana. Due meravigliosi occhi, immagino un bel corpicino e un carattere combattivo ed orgoglioso. Fino a qui nulla di nuovo sotto il sole. Scappa dalla magione multisterlinaria di un tizio che se la voleva sposare solo per il patrimonio e finisce tra le grinfie di alcuni contrabbandieri che, inspiegabilmente, non la stuprano, rapinano, ammazzano, sfruttano…. no. Si limitano a tenerla prigioniera e a non riempirla di botte quando lei li prende letteralmente a calci nei coglioni.

Questo ci chiarisce in una manciata di pagine che ci troviamo nell’ambito della fantasia più sfrenata. Nulla potrà essere riconducibile ad una realtà storica e nemmeno al buon senso. Tuttavia, se si sta al gioco, questo funziona senza grandi intoppi e ci ritroviamo al momento in cui entra in scena il novello David Bowie Damian (ha un occhio castano e l’altro chiaro) che ovviamente è un figodiddio e nonostante contunui a proclamarsi un “non gentiluomo” è più gentiluomo del “perfetto gentiluomo” che potreste immaginare.

Il bellissimo Damian (che non viene praticamente descritto e che quindi io mi sono immaginata come meglio credevo) riscatta con una partita a poker la bellissima sconosciuta e si rifugia con lei in una specie di fienile perchè, strano ma vero, infuria la tempesta.
Tempo dieci minuti se la sta praticamente sbattendo sulla paglia.
Lei ha quel misto di innocenza/puttanaggine che pare faccia sbrodolare gli uomini ottocenteschi e lui ha migliaia di anni di esperienza e il cazzo in tiro.

Stanno finalmente per consumare quando lei decide senza alcuna ragione plausibile, di rivelare il suo vero nome, provocando un arresto cardiaco al povero Damien e soprattutto una retrocessione immediata dell’erezione in quanto la bella, affascinante, esotica mezza zoccola, viene riconosciuta come sorella di un compagno di scuola di Damien, ergo: intoccabile.

Cosa farà allora il nostro non gentiluomo?
Ovviamente cerca di salvarle a tutti i costi la reputazione portandola in un posto sicuro…..

Da qui in poi il libro non dico che svacca ma ci va troppo vicino per i miei gusti. Lasciando perdere l’orripilantissima Spy Story, preferisco concentrarmi, essendo notoriamente una porca, sul rapporto malato, disfunzionale, banale, noioso e per niente pruriginoso, che lega il mezzuomo e la mezzazoccola.

Allora. Lei ci prova sempre e costantemente e lui la respinge ogni sacrosanta volta provocandomi dei picchi di rabbia simili a quelli provati quando sono costretta a subirmi le telecronache di Piccinini tempestate di “sciabolate morbide” e “pericolo!!!”. Il picco di delusione però arriva quando chiusi insieme in una carrozza, cominciano a sbaciucchiarsi, toccarsi e lei dopo un secondo netto che gli è sopra a cavalcioni si accorge che lui è già venuto.

Ok.
Io un romance con uno che soffre di eiaculazione precoce non lo voglio. Cosa me ne faccio? A cosa mi serve fantasticare su un uomo che mi vede una tetta e viene? A niente. Tanto vale non leggere e usare il cervello per crearsi il personaggio perfetto.
Fosse solo questo.
Lui rimedia facendola gioiosamente orgasmare con un ditalino della durata di 3 secondi netti. Non fa in tempo ad arrivare al sacro scrigno che lei viene. E qui mi incazzo per invidia. Cioè; lei sì e io no?
Cmq.
Segue l’ennesimo tentativo fallito di Kiri di farsi scopare che è a sua volta seguito a brevissimo dalla scopata vera e propria con tanto di “spugnetta all’aceto in vagina” per prevenire gravidanze indesiderate.
Primo: non lo sapevo.
Secondo: secondo me alla fine lei rimane incinta lo stesso perchè gli spermatozoi dell’eroe romance medio li conosciamo tutti e sappiamo che hanno i superpoteri.

Che poi questa scena di sesso non è nemmeno riuscita a farmi venir voglia di strapparmi le mutande e questo non va affatto bene.

Il resto del libro… mi mancano una decina di pagine, prosegue noiosamente tra i tentativi di Kiri di ripetere l’esperienza sesso e i tentativi di Damien di impedirle di ottenere il suo uccello perchè lui vuole dimostrare a tutti di essere un gentiluomo. Ma cos’è? Un libro delle sentinelle in piedi? Ma stiamo scherzando?

Io voglio il maschio Alpha. Voglio l’uomo con il cazzo di marmo che mi sbatacchia a destra/sinistra/sopra/sotto finchè non svengo per i troppi orgasmi e che alla fine si concede il privilegio di venire perchè lui sì che è un gentiluomo e mi ha trattata da vera Lady.
Io voglio l’uomo che per avermi smuoverebbe i monti, che ci prova e riprova e ririprova (no, non sono certo così virtuosa io gliela avrei già data) finchè non cedo.

Chi vuole un eroe romance con problemi di eiaculazione precoce e che oltretutto ti rimbalza costantemente? Io no.
Ed usare la carta del “ho un passato difficile….” e bla…bla..bla… mi fa solo imcazzare di più perchè il torbido, difficile, passato è utile soltanto a completare l’immagine perfetta di uomo che ha sofferto tantissimo ma nonostante ciò è diventato un cazzoduro temuto e ammirato da tutti. Il passato sfigato te lo tieni insieme all’uccello più veloce d’Inghilterra.

Non siamo mica qui a pettinare le bambole !!!!!

Ebbene sì, finalmente ho finito questo mappazzone che sembrava carino ed invece si è rivelato piuttosto noioso e persino smielato, che è peggio della noia. Tutto si conclude con dichiarazioni banali e patetiche di eterno amore ma grazie a dio ci siamo risparmiati l’epilogo e possimo annoverare le spugnette imbvute di aceto inserite in vagina come anticoncezionale.
Almeno abbiamo imparato qualcosa di nuovo.

No, amiche care, non ve lo consiglio.
Piuttosto leggetevi il volantino della pizzeria egiziana all’angolo, sono sicura che la descrizione del panino Kebab raggiungerà picchi di erotismo che questo libro può solo sognarsi.

In poche parole

Un eroe romance che soffre di eiaculazione precoce? No, grazie.

Poschina