Nella Trappola del Duca – Anne Barton / L’Abito Scarlatto – Sarah Mallory

Oggi parliamo di due libri che non so bene come, ma ho trovato tutto sommato piacevoli. Piacevoli, badate bene, non belli e nemmeno consigliabili, ma piacevoli. Che è una parola che tendenzialmente uso pochissimo perchè a me le mezze misure danno un po’ fastidio quindi solitamente un libro o mi fa sburrare o mi fa cagare.

Partiamo da quello che mi ha dato maggiori soddisfazioni. E per maggiori soddisfazioni intendo la voglia di massacrare qualcuno.

La Trama: Londra, 1815 – Sarta nel negozio più esclusivo di Londra, Miss Anabelle Honeycote viene a conoscenza dei piccanti segreti del ton e – occasionalmente – li usa a suo vantaggio. Non è certo fiera di simili azioni, ma la riluttante ricattatrice è alla disperata ricerca di denaro per aiutare la sua famiglia, in grave difficoltà. Per tenersi al riparo da misfatti più gravi, Anabelle ha stabilito alcune regole a cui si attiene scrupolosamente, fino a quando commette un errore fatale: ricatta l’uomo sbagliato.

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerissimi

Ci sono romance di diverso tipo. Il Romance Classico, Il Romance Erotico, Il Romance Brillante, Il Deep Throat Romance (il mio preferito ed evidentemente animale in via d’estinzione) e il Romance Fiaba, che è quello che mi piace meno ma che sicuramente descrive in modo accurato la sbobba appena letta.

Lei è una sartina con sorella al seguito e mamma malaterrima da mantenere. Lui un Gran Figo con due sorelle minori da mantenere, una madre troia che è fuggita non si sa dove e un padre morto suicida un paio d’anni prima. Si incontrano perchè lei lo ricatta e iddu, invece di consegnarla alle autorità, prova una certa compassione mista a durello che lo convincono a portarsela a casa come sarta personale per le sorelle e a mantenere la di lei sfigatissima famiglia.

Da qui allo sditalinarla nell’ex nursery il passo è brevissimo. Dal ditalino alla leccata di gnagna è un attimo e da tutto ciò al sesso selvaggio con sborratona nella appena violata vagina sono un manciata di pagine.

E fin qui, nonostante il libro grondi buonismo tanto quanto io grondo sudore in questi giorni afosi, si lascia leggere. Certo…..nessunissima voglia di scartare il Duca come una caramella Rossana tutta da succhiare, ma pazienza….non si può avere tutto dalla vita.

I problemi giungono tutti nelle ultime 10 pagine del libro, nelle quali si concentra una dose buonismo fiabesco talmente alta da farmi credere che da un momento all’altro potesse comparire la Fata Madrina d’azzurro vestita, tanto erano assurdi pretesti e situazioni. Per sopravvivere a tutto questo buonismo ai limiti del realistico mi sono sdoppiata e il mio doppelganger ha sbriciolato il kindle a colpi d’ascia.

Però dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare e sottolineare che ci vengono risparmiate inutili e stucchevoli gravidanze indesiderate, anche se sono certa che in futuro ci faranno sapere quanti pargoli ha sfornato la coppia nei primi 2 anni di matrimonio. Io scommetto almeno 5.

Per correttezza vi informo essere il primo libro di una serie.

Leggerò gli altri? Sì, certo. Sono autolesionista.
Lo consiglio? Solo se siete delle donne “Cuore di panna” che si commuovono con la pubblicità degli omogeneizzati.
Si può evitare? Senza sensi di colpa.
Lui è scopabile? Sì, ma senza infamia e senza lode.
Voto? 5
Livello Marshmallow? 10

Ed ora lui, il libro che potrebbe essere definito con due semplici parole:
Il Plagio

La Trama: Inghilterra, 1811 – Quella del Barone di Adversane è senz’altro una bizzarra proposta, ma Lucy Halbrook, costretta a lavorare per vivere, non può permettersi di rifiutare il generoso compenso che il gentiluomo le offre, e così accetta di raggiungerlo nel Derbyshire e di fingersi la sua fidanzata. Solo quando giunge nella dimora del nobile vedovo, però, la situazione si rivela in tutta la sua inquietante stranezza: non solo Lucy assomiglia come una goccia d’acqua alla defunta baronessa, ma alla festa di mezza estate dovrà sfoggiare un abito scarlatto, identico a quello che la gentildonna indossa nel suo ritratto.

Ed ora la parola alla giurata

Questo libro è la scopiazzatura senza infamia e senza lode di un libro bellissimo che vi consiglio con tutto il cuore: Rebecca – La prima moglie di Daphne du Maurier e se non mi credete vi posto qui sotto la trama.

“A Montecarlo una giovane dama di compagnia conosce e sposa il ricco vedovo Maxim De Winter. 
Ma nella sua magione a Manderley, in Cornovaglia, il ricordo ossessionante della prima moglie Rebecca, alimentato da un’eccentrica governante, porta la ragazza sull’orlo della follia finché il mare non restituisce il cadavere di Rebecca.
Maxim è accusato di omicidio ma nel corso delle indagini si viene a sapere che Rebecca era malata terminale di cancro, e viene ipotizzato il suicidio e quindi scagionato Maxim. Il lieto fine è garantito: Maxim e sua moglie possono finalmente vivere tranquilli.”

Con alcune piccole differenze siamo di fronte a quello che si può solo definire “Plagio”. Era impossibile riprodurre le atmosfere inquietanti, i sospetti, il fine approfondimento psicologico del romanzo della Du Maurier….ed infatti la Mallory butta tutto sul romance spiccio e lo fa con una certa delicatezza che ho apprezzato, con una scrittura che non annoia e senza pretendere troppo da se stessa.

Immagino che per quelle che non hanno letto Rebecca, la parte mistery possa essere intrigante, io l’ho trovata poco soddisfacente ma anche qui, pazienza…arriveranno momenti migliori.

Resta il dubbio su come sia possibile fare i soldi scopiazzando a piene mani il lavoro, nemmeno troppo oscuro, di qualcun altro senza che nessuno alzi un dito per impedire lo scempio, ma se facessimo finta di non sapere che il suddetto scritto è in realtà una copia, il libro sarebbe sicuramente leggibile, adatto ad una domenica afosa in spiaggia oppure ad una nottata di insonnia dovuta alla calura.

Per onestà intellettuale insisto con il consiglio di leggere il libro della Du Maurier e anche di vedere il bellissimo film di  Alfred Hitchcock con Laurence Olivier e Joan Fontaine.

Detto questo…

Lo consiglio? Solo se non avete letto l’originale
Si può evitare? Senza sensi di colpa.
Lui è scopabile? Sì, ma senza infamia e senza lode.
Voto? 5
Livello Mistery? 4

In poche parole

“Un buon libro dovrebbe lasciare decisamente esausti al termine. Si vivono diverse vite durante la lettura”. (William Styron)
Beh….non è questo il caso….purtroppo

Poschina