Una Moglie per Winterborne – Lisa Kleypas

Eccoci qui, dopo un’attesa per niente spasmodica lunga quasi un anno, siamo al cospetto della nuova fatica di Zia Lisa, la storia d’Ammmmmore tra la delicata, vergine, amante delle orchidee Helen e il rude, sexy e ovviamente riccherrimo Rhys Winterborne.

Li avevamo conosciuti in questo dimenticabile libro ed oggi li ritroviamo per farci letteralmente i cazzi loro.

La Trama: Di umili origini, grazie alla sua sfrenata ambizione Rhys Winterborne ha ottenuto ricchezza e successo. È un uomo che sa sempre come ottenere ciò che vuole: e ora vuole l’aristocratica Lady Helen Ravenel. E se per costringerla a sposarlo dovrà rubarle la sua virtù, tanto meglio… Ma la seducente e timida Helen ha in serbo qualche sorpresa per il rude affarista.

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler Alert

Qui si recensisce passo per passo, sono a metà libro e per ora potrei sintetizzare con “Bene ma non Benissimo”. Questo perchè siamo al 50% del libro e il BM è appena saltato fuori. Tutto quanto scritto prima non serve praticamente a niente, se non a deliziarci con le descrizioni più o meno accurate delle prodezze sessuali di Rhys e del suo corpo statuario.

Che, chiariamo, mi va anche bene.
Ma credo fermamente che tutto ciò che viene scritto debba essere utile alla storia. E se mi può andar bene sottolineare la sensibilità che Rhys ha per le classi povere e per le donne (è a tutti gli effetti un riformista, uno che si è fatto da solo e che anela al progresso nel senso più ampio del termine) mi chiedo dove vogliamo andare a parare. La storia si apre con Helen che va da Rhys per scusarsi per il trattamento riservatogli dalla cognata e per chiedergli di continuare con il fidanzamento. [Nel libro precedente Rhys aveva baciato appassionatamente la nostra Helen sconvolgendola nel profondo e quella grandissima scassacazzi di Kate si era subito messa in mezzo rompendo il fidanzamento. Scopriamo ora che in realtà Helen non voleva affatto mollare il bel manzo da riproduzione ma era semplicemente sconvolta dal troppo ardore dimostrato dall’uomo, quindi si scusa e gli propone di comprometterla per assicurarsi il matrimonio].

Contorta? Sì.
Zoccola? Sì.
Ha fatto bene? Sì.

Qui si parte con il botto ossia con la tanto agognata scopata che di solito attendiamo con una certa aspettativa per gran parte del libro e che in realtà è funzionale perchè l’attesa della verga turgida è, in fondo, essa stessa una verga turgida.
Tradotto: se mi scopazzate entro le prime 10 pagine, che minchia facciamo nelle altre 250?

Nulla, a quanto pare. Ed infatti il racconto si trascina tra puccismi di vario livello, che vanno dal tollerabile al “Zio Caro adesso ti taglio la lingua”, fino a poco prima della metà della sbobba quando scopriamo che Helen è in realtà una figlia illegittima (questo spiega perchè è sempre stata la malcagata della famiglia) e che suo padre è un uomo orribile che il suo futuro marito Rhys detesta con anima e corpo.

Quindi ora si apre il vero dilemma del libro…. dirglielo o mentire?
Una donna mediamente normale glielo direbbe, magari tra un pompino e l’altro, anche perchè che colpa ne ha lei se suo padre è un bastardo? Tra l’altro l’ha appena scoperto quindi a Rhys non ha mai effettivamente mentito, tuttavia sospetto che Miss. Orchidea nasconderà il segreto permettendo così un’infinita serie di sciocche incomprensioni e recriminazioni, silenzi, fraintendimenti, musi lungi e riappacificazioni a suon di vergate in vagina. Potrei sbagliarmi….ma temo proprio di no.

Sia chiaro che il tutto è scritto bene, è in un certo qual modo interessante e non annoia proprio per niente, peccato però che ci sia, da parte dell’autrice, un’insana passione per il ridicolo. Quelle che dovrebbero essere situazioni divertenti o battute brillanti mi hanno portata a malapena a sollevare un angolo della bocca, roba che più che un sorriso sembrava un ghigno e beh, insomma…….. forse non era proprio l’effetto voluto.

Ho trovato irritanti oltre ogni misura Devon e Kate a dimostrazione che quando un personaggio mi sta sul cazzo, continua a starmi sul cazzo e il loro puccismo, l’odiosissima GI e, peggio del peggio, il sesso, potevano anche risparmiarcelo almeno in questa storia. Io vi detesto con tutta l’anima e con parte del mio corpo. Proprio non riuscite a piacermi nè come singoli nè tantomeno come coppia. Anzi, una bella morte per mare mentre andate al funerale del vecchio ci starebbe benissimo.

Libro al 100%: Benino ma non Bene

No, non schiattano ma sopravvivono e mettono al mondo un figlio senza complicazioni, morti o altra roba che mi avrebbe rallegrata.

Ma veniamo a noi.
Qualcosa non torna in questo libro, qualcosa in come è scritto, qualcosa in come i personaggi vengono sviluppati (o non sviluppati in questo caso), qualcosa che mi fa addirittura pensare che più che un nuovo lavoro sia un vecchio lavoro lasciato ad ammuffire in un cassetto e tirato fuori per fare cassa.
Prendiamo un paio di personaggi…. Rhys è una specie di Derek Craven senza tutto il bagaglio emotivo/emozionale che hanno reso il gestore della sala da gioco più famoso di Londra un personaggio degno di nota. Mentre Pandora e somiglia in modo inquietante Beatrix Hathaway.

Ma tutto ciò sarebbe anche tollerabile se non fosse che la storia è poco più che un pretesto per vedere un Rhys perennemente con il cazzo in tiro ed una Helen costantemente sul punto di spompinarlo tra sospiri, improvvise vampate e cascate del Niagara tra le gambe.

Ok, a chi non piacerebbe un tizio che parla in Gallese, ti venera, scopa benissimo, è un figodiddio e per giunta ha un patrimonio incalcolabile? Solo che manca tutto il resto. Devon e Kate che compaiono e scompaiono senza senso, il tema sociale appena appena accennato tanto che a confronto la serie sullo Spettro di St. Giles sembra un trattato filosofico sulla Londra disperata dei primi dell’Ottocento.

E parliamo anche del BM.
Lei oltre ad aver scoperto di essere la figlia illegittima dello stronzo che suo marito odia, scopre anche di avere una sorellastra finita in un orfanotrofio, ovviamente essendo donna di buon cuore va a salvarla e decide di fuggire con lei per non rovinare la reputazione del futuro marito ma lui non ci sta, e per farle capire che la ama anche se è figlia del cugino di Satana le spantega il membro rigorosamente turgido tra le cosce all’urlo di “Lo senti quanto ti amo?”
Eddai…..bastasse questo allora sai quanti sconosciuti mi hanno “amata” sulla metro1?

La verga turgida non è una dimostrazione d’Ammoooooreeeeee, significa solo che l’apparato sessuale funziona bene. Punto. Hai capito Rhys? Hai capito?

E’ un brutto libro? No.
Sono soldi buttati nel cesso? Ni.
Mi ha fatta incazzare? Sì, Zio Bono.

Questi libri mi fanno imbestialire perchè arrivano da un’autrice che è riuscita a farsi amare, che con leggerezza raccontava, e bene, frustrazioni e tormenti, amore e passione, disillusione e rabbia. E adesso?
Adesso restano le briciole, un “vorrei ma non posso” difficile da digerire.
Rhys non ha niente che lo faccia fregiare del titolo di Eroe. Non perchè gli manchi qualcosa, ma perchè viene banalizzato. Passa tutto il libro infoiato come un dodicenne di fronte alle tette di Sabrina Salerno negli anni Ottanta, mentre lei passa con naturalezza dal terrorizzarsi dalla lingua in bocca al manipolare un uomo esperto con il sesso.

Non quadra, non torna. Stona.

E di materiale su Helen ce ne sarebbe a palate perchè lei si è sempre sentita la diversa della famiglia senza sapere come mai, ha sempre sentito il disprezzo del padre e l’indifferenza della madre, ma nulla di questo viene approfondito. Tutto viene detto ed abbandonato in funzione di una storia di sesso e sesso e ancora sesso.
E se sono io a sostenere che il sesso non basta a tenere in piedi un libro allora deve essere proprio vero perchè a me leggere di sesso piace quasi quanto farlo….quindi ho detto tutto.

Lo consiglio? Oddio….non svenatevi per averlo subito e leggerlo prima di qualsiasi altra cosa. Tenetevelo per la spiaggia quest’estate perchè tanto non vi perdete niente.

In poche parole

L’Attesa della Vega Turgida, non è essa stessa una Verga Turgida?

Poschina

p.s. Il prossimo libro della serie; quello su Pandora e Gabriel, Lord St. Vincent, si intitola “Devil in Spring” e deduco, con le mie comprovate superiori capacità mentali, che ci proponga come protagonista maschile l’erede del meraviglioso, indimenticato, rimpiantissimo dispensatore di orgasmi Sebastian St.Vincent, protagonista del meraviglioso libro “Devil in Winter”. Che dire? Auguriamoci vivissimamente che copi e incolli la vecchia trama cambiando i nomi, che a me andrebbe bene lo stesso, a questo punto tutto, fuorchè la delusione.

Ti Amo ma non Posso – Cecile Bertod

Eccola, La Stronza.
Che poi sarei io. Cioè la Me Medesima quando legge questi libri destinati proprio al mio Sesso e alla mia specie.
Perchè questi sono libri per donne scritti da donne che conoscono, o dovrebbero, le donne.
Ma io mi alzo, spolvero via le briciole dei taralli che mi si sono fermate sulle tette e dico “No, Grazie”, poi mi risiedo e continuo a mangiare taralli perchè ormai ne sono dipendente.

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La Trama: Sam lavora da quattro anni al «Chronicle» e, dal primo momento in cui l’ha incontrato, è segretamente innamorata di Dave, il vicedirettore del giornale. Nonostante faccia qualsiasi cosa per essere notata, non sembra avere speranze: è timida, insicura e un po’ troppo in carne, mentre Dave ama il lusso, le modelle e ai sentimenti preferisce i flirt di una sera. Quando lo vede in TV accanto a una donna bellissima, Sam si rende conto che non può continuare a sprecare il proprio tempo dietro a un sogno irrealizzabile. Basta con Dave!

Ed ora la parola alla giurata – solo spoiler e lamentele

Sapete da cosa mi accorgo che ancora oggi la Donna è considerata inferiore all’uomo? Dai titoli dei libri per donne. Seriously? Ti amo ma non posso, Amami anche se non vuoi, Non mi piaci ma ti amo…… e potrei andare avanti ore. Ma Zio Cane !!!! E’ inaccettabile. Nemmeno “Cioè” arriva a questi picchi di infantilismo, nemmeno mia nipote di 7 anni ad essere onesti e quindi perchè? perchè? perchè?

E lo dico dopo averne comprato uno, il che rende un po’ meno credibile tutta la mia indignazione….onestamente però, devo ammettere che di solito evito questi libri come la peste ma poi ultimamente mi sentivo Snobbissima e allora mi sono detta “ma si, dai… guarda quante recensioni positivissime. Smetti di fare la figa di legno e leggi”. Ed è così che mi sono ritrovata tra le mani questo concentrato di seghe mentali.

Primo. Se queste sono le autrici che piacciono e che vengono considerate bravissime e divertentissime io pretendo che Amabile Giusti e Nina Pennacchi vengano immediatamente insignite del Pulitzer perchè loro sì che scrivono bene, loro sì che hanno qualcosa da dire.

Ma passiamo a noi.

La nostra Sam fa da galoppina per una delle più prestigiose testate giornalistiche americane, è giovane, caruccia ma si ritiene grassa.
Si descrive come una specie di botte e poi viene fuori che basta che indossi un vestito che le strizza le tette e due superfighi se la contendono a morte, manco fossero due beagle alla vista di un osso di pollo. Quindi evidentemente è la classica ragazza taglia 44, alta uno e settanta  che passa il tempo strizzando i coglioni alla gente menandosela perchè non è Kate Moss ma che adeguatamente imbellettata è una specie di Monica Bellucci.

Ma questo sarebbe sempre e comunque il meno.

La cosa che mi irrita oltre ogni fottuta possibilità di recupero credibilità per questa autrice (in realtà scoprirò a lettura finita di aver letto tempo fa un suo libro che non mi era dispiaciuto affatto e di averne uno ancora da iniziare in libreria da un paio d’anni) è la perenne insicurezza ai limiti del patologico di questa donna. Per farmi capire lei finisce ad una serata di gala tacchinata da un figo da paura che, chiaramente, ha anche i soldi, il quale ci prova spudoratamente. Ma tanto spudoratamente da non lasciare dubbi. Roba del tipo “Ti succhierei tutta dalla testa ai piedi” e lei invece di reagire o indignandosi o, come farebbe chiunque dotato di un po’ di cervello, dandogliela a tempo zero, si incazza perchè pensa che lui la prenda per il culo.

E andrebbe anche bene, lei cretina che resta da sola a mangiare latte, cereali e nutella tutta la vita.

Invece no, il gran figo la insegue, insiste, la coccola, la bacia, si struscia e via dicendo perchè…..credici….. è proprio così che vanno le cose, tu botti via l’occasione e lei ti insegue.
Quindi donne, seguite tutte le indicazioni di questa autrice e siate completamente sceme; quando David Gandy vi struscerà l’uccello addosso voi dovrete scappare insultandolo e insistendo di lasciarvi stare e di smetterla di prendervi in giro, state certe che lui vi inseguirà  e passerà i tre mesi successivi cercando, infruttuosamente, di portarvi a letto e alla fine se ne andrà con la coda tra le gambe e il cazzo di amianto promettendovi che resterà sempre e costantemente in attesa di un vostro segno per il resto della sua vita. Contateci pure, sceme di tutto il mondo.

Mavaffanculovà!!!

Che poi…..ok l’insicurezza. Siamo tutte un po’ insicure. Tutte ci vorremmo perfette. Ma qui non si tratta di insicurezza, qui è patologia. Dai….una innamorata del suo capo che lo fotografa mentre mangia, che si fa trattare come una schiava e che fa la preziosa quando un figo da paura le sbava chiaramente dietro.

E lui?
Quello di cui io dovrei teoricamente innamorarmi?
Lui è uno scopatore seriale di donne magre, costretto dal suo capo a restare in astinenza per tre mesi (non sto qui a sprecare inchiostro virtuale per spiegarvi il perchè) e quindi decide di farsi aiutare nel lavoro da quel paracarro di Sam, che oltre ad essere insignificante, è anche contenta di fare straordinari gratis e di obbedire a tutte le sue richieste.

Però Sam nel contempo ha deciso di vestirsi come una qualsiasi donna, di pettinarsi e di truccarsi e allora lui si trova ad avere a che fare con Monica Bellucci e l’uccello gli va costantemente in tiro  e lo sappiamo tutti che lavorare così diventa una tortura.

Non solo, perchè il bello del bello del bello è che per tipo 5 volte lui la sbatte al muro, la sditalina, la succhia come una caramella Rossana e poi la molla lì, mezza orgasmante all’urlo di “No, No, No, non devo”.

Uno così tenetevelo.
Ve lo regalo e vi do anche una scatola di goldoni così evitate accuratamente di riprodurvi perchè da una cretina e un idiota non può uscire nulla di buono.

Ah….beh…..certo….ovviamente lui la AMA. Non è che se la vuole solo fare o che vuole uscire con lei per vedere come va. No. Lui la AMA. Ieri era un paracarro, oggi la donna della sua vita.

Ok, lo so, sono davvero incattivita ma non è accettabile che le donne del millennio in corso vengano sempre e solo dipinte come insicure, fragili, goffe fino all’inverosimile, incapaci di gestire la loro vita sessuale/amorosa in modo maturo, tonte (perchè solo una tonta non si sarebbe accorta che Al se la voleva portare a letto), masochiste sul lavoro, dipendenti dal maschio alfa [in questo caso due, uno alfacomprensivo e l’altro alfaprepotente ma cmq. sempre quell’immagine di maschio arrivato, ricco e che “Non deve chiedere mai” salvo poi trovarsi ad implorare una vagina che manco fosse d’oro]. Il maschio che ti salva, ti afferma come donna, ti fa sentire “arrivata e accettata” perchè senza di lui sei e resterai sempre una donna a metà.

Beh, scusa ma io sono intera anche da sola.

Errore mio, che ho provato ad immergermi nel romance moderno ignorando tutti i segnali dell’apocalisse letteraria che erano chiaramente palesati da titolo e copertina.  Che poi qui non posso nemmeno dare la colpa ad una pessima traduzione, come fu per il divertentissimo (in lingua originale) Wallbanger, diventato banalissimo dopo una pessima traduzione.

In poche parole

Io uno che prima mi sditalina, mi ciuccia, mi eccita e poi si allontana urlando “No, No, Non posso”, lo eviro prima ancora che possa finire la frase. No – No cosa, idiota?

Poschina

Un Libertino dal Cuore di Ghiaccio – Lisa Kleypas

Cosa vuol dire essere una lettrice compulsiva? Significa comprare un libro in versione cartacea e digitale perchè convinte sia il nuovo capolavoro di un’autrice che rispettate solo per rendervi conto, una volta lette le prime 10 righe, che potrebbe essere l’Epic Fail dell’intero 2016 e nonostante ciò arrivare faticosamente alla fine del libro continuando a ripetersi che “La Kleypas sicuramente riuscirà a far decollare la sbobba” pur di non ammettere con voi stesse che state leggendo una bella merda.

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La Trama: Inghilterra 1875. Devon Ravenel, incallito donnaiolo, è lo scapolo più affascinante di Londra e ha appena ereditato una contea. Il suo nuovo ruolo sociale gli impone però responsabilità inattese… E anche qualche sorpresa: la sua nuova proprietà, infatti, è gravata dai debiti e per di più nella dimora ereditata vivono le tre sorelle del defunto conte e una giovane, bellissima vedova, Lady Kathleen Trenear. Presto tra i due scoppia la passione, ma la donna conosce bene i tipi come Devon. Riuscirà a non consegnare il proprio cuore all’uomo più pericoloso che abbia mai conosciuto?

Ed ora la parola alla giurata – Praticamente uno SPOILER ininterrotto

Brutto.
Una delusione continua, dalla prima all’ultima pagina, senza soluzione di continuità. Di quanto letto salvo le gemelle e le orchidee. Stop. Raramente sono rimasta così delusa da un libro della Kleypas, nemmeno quell’americanata mediocre di Sugar Daddy mi aveva amareggiata tanto. E l’ho detestato con tutta l’anima, figuratevi voi.

Parlar male della Kleypas mi duole all’anima ma se lei ha scritto un libro che ho usato per prendere sonno non è certo colpa mia, e se per giunta, alle prese con una trama assurda che non sapeva più come far quagliare, ha usato l’espediente comodo di una GI talmente oscena e campata in aria da avermi letteralmente inversato la giornata, allora si merita tutto  il mio sdegno messo nero su bianco e a disposizione di chiunque abbia 5 minuti da dedicarmi.

Ma veniamo a noi. Devon sulla carta sarebbe il mio libertino ideale, tuttavia l’ho trovato maleducato e fastidioso e dio solo sa quanto io ami gli eroi romantici scontrosi e profondamente crudeli; ma qui siamo in piena cafoneria ed io, la cafoneria, la detesto. Quindi nel giro di due pagine ho capito che per Devon non mi si sarebbe smosso nemmeno un ormone; NEMMENO UNO.
La femmina nella quale mi dovrei identificare è semplicemente dimenticabile. Vedova traumatizzata dalla prima notte di nozze, reprime i suoi sentimenti, non piange mai perchè lei ha una Sad Story delle quale non me ne è fregato assolutamente nulla ed è una specie di frigidona che mi ha fatto sollevare gli occhi al cielo in più di un’occasione. Vive nella magione con le cognate; Helen, una tizia strana che coltiva orchidee rare e vive in un mondo tutto suo e le gemelle, due ragazze adorabili e selvagge alle quali spero dedicherà i prossimi libri della serie, che io prenoterò appena possibile nella speranza che siano almeno una tacca sopra questo, non che ci voglia molto.

Fatto sta che Devon appena la vede si sente irrimediabilmente attratto da lei e comincia a cercare di sedurla. Lei resiste, resiste, resiste, resiste e lui invece di rompersi i coglioni e andare a scoparsi la cameriera della birreria dietro l’angolo si infoia ogni secondo di più.
Tutta la reticenza di Kathleen crolla quando lui è vittima di un incidente ferroviario nel quale si disintegra le costole e nonostante siano precipitati in un fiume gelato perchè è pieno inverno, si preoccupa di salvare l’universo mondo rischiando la pellaccia.
Purtroppo per noi sopravvive e Kat improvvisamente si accorge che glielo vuole succhiare e gli si infila continuamente nel letto, così……. da un giorno all’altro, da frigidona ad assetata di cazzi; dopo che Devon, da una riga all’altra, si trasforma da menefreghista libertino a cui non fottesega di nessuno, a Santa Maria Goretti con l’uccello.
Questo per farvi capire quanto la Kleypas abbia perso la trebisonda letteraria.

Ma questo non è ancora il peggio.
Il peggio del peggio è la totale assenza di Pathos che imperversa in tutto il libro, la relazione tra i protagonisti è tra le più noiose che io mi ricordi, l’ho letta senza un fremito, senza un minimo di interesse, senza che ci fosse nemmeno un vago interesse.
E poi Santissima Madonna la cosa più fastidiosa in assoluto.
La Gravidanza Indesiderata. Davvero, io non la reggo più e non sopporto che proprio la Kleypas la infili così a “Capocchia di Minchia” in un libro che già di suo andrebbe completamente stravolto per essere godibile, figuriamoci con una GI tra le più fastidiose mai lette. No, ma davvero, basta. Porca Eva, basta. Imparate a venire fuori o promulgate una sterilizzazione di massa perchè io le GI a cazzo non le sopporto più.

Sì, sono incazzata nera. Davvero incazzata nera.
Perchè io, certe cagate e un livello mediocre di scrittura, me lo aspetto in un self publishing, dove una tizia come me si improvvisa scrittrice, ma qui parliamo di una donna che ha un editor che dovrebbe avere il coraggio di dirle di rileggersi i suoi vecchi libri e di riscrivere tutto da capo e invece non lo fa. Perchè tanto la Kleypas vende anche se scrive la lista della spesa e gente come me è così scema da comprare ben due versioni del libro perchè si fida.

Ora Lisa, qualcuno avrebbe dovuto dirtelo e siccome non lo ha fatto, lo faccio io.
Hai toppato.
Il libro è mediocre, i personaggi noiosi, l’espediente del treno deragliato e della GI sono scappatoie da principianti e tu dovresti essere una decina di spanne sopra.
Ti concedo un’altra possibilità con il libro su Helen e il suo spasimante miliardario ma giuro che se è una cagata come questo vengo a prenderti e per punizione ti metto in ginocchio sui ceci  a leggere tutto Nicholas Sparks.

In poche parole

Ah, il sapore dolce-amaro della delusione. Mavaffanculova.

Poschina

Lo Scandalo dell’Anno – Laura Lee Guhrke

Dovete sapere che sono cresciuta guardando Perry Mason e La Signora in Giallo. Questo per dire che non è colpa mia se sono un’inguaribile pettegola perennemente impegnata a polemizzare.
Nell’ultimo post ero tutta eccitata per questo libro e mi auguravo che non svaccasse.
Ecco; appunto.

ROMANZI_1093La Trama: Aidan Carr, duca di Trathen, è stato abbandonato per ben due volte sul punto di sposarsi. La prima quando la sua fidanzata è fuggita in Egitto con un altro, la seconda quando è stato coinvolto in uno scandaloso divorzio. Ora che deve definitivamente trovare moglie, nella sua vita entra di nuovo lady Julia Yardley, la donna che lo ha usato per liberarsi di un matrimonio infelice. Rimasta senza un soldo, Julia ha bisogno di un impiego e si propone addirittura come sua segretaria per aiutarlo a scegliere la candidata ideale. Ben presto la vicinanza risveglia una passione mai sopita e Aidan si rende conto che, nonostante tutto, è proprio Julia la donna che lui vuole. Ma prima dovrà convincerla a credere ancora nell’amore…

Ed ora la parola alla giurata

SPOILER

Questo è il classico libro che parte bene.

Aidan e Julia si incontrano per caso un pomeriggio. Lei ha diciassette anni, è disinvolta, civettuola, diretta, affascinante, provocatrice e lui non può fare altro che farsi venire il durello e osservarla da lontano perchè la zoccolaccia in questione è promessa sposa a tale Yardley e quindi non c’è trippa per gatti.

La loro “relazione” fatta di sguardi, pruriginose allusioni, durelli come se piovesse, promesse di erotiche tentazioni, repressione dell’istinto sessuale e via dicendo, funziona alla grande. Anzi. Alla grandissima. Tanto che io ho voracemente letto pagina dopo pagina, affascinata dalla conturbante Julia e dal suo spregio nei confronti delle regole sociali.

Aidan, dal canto suo, ha il fascino del classico irreprensibile gentiluomo fittizio inglese, che è tutto onore  e rispetto, salvo poi avere una perenne erezione per la donnaccia dissoluta che ha conosciuto anni prima in campagna. Ebbene sì. Lui resiste a questa tentazione da dodici fottuttissimi anni.

Ricapitolando abbiamo una donna considerata mezza zoccola dalla buona società e un duca irreprensibile che cerca di resistere al potere erotico sprigionato dalla giovin signora.

Fatto sta che la zoccolaccia in questione decide che sarebbe anche ora di porre fine al suo infelicissimo matrimonio con Mr. Yardley e pensa bene di sedurre Aidan per farsi beccare con le mutande calate dal marito ed essere finalmente libera di divorziare. Tutto fila liscio, Aidan viene sputtanato, la fidanzata lo molla, la buona società lo guarda male e Julia si da alla pazza gioia in giro per l’Inghilterra, fino a che…..

Fino a che, spinta dai debiti, decide di chiedere aiuto al vecchio amico Aidan e ne diviene la segretaria.

E fin qui tutto bene. Poi però, allusione dopo allusione, pagina dopo pagina, comincio a sentire odore di bruciato.

Avendo letto abbastanza romance da essere un po’ scafata, mi accorgo che qualcosa nel racconto della giornata di passione in Cornovaglia non quaglia. Infatti lui era ubriacherrimo e lei non fa altro che ripetere di essersi comportata in modo infame. Comincio quindi a temere che il Sex-day in Cornovaglia non sia altro che il grande, grandissimo BM di questa storia e comincio a tremare, piangere dalla rabbia, inalberarmi, riflettere….perchè una volta realizzato che tra i due cazzoni non è successo nulla, il mio cervello ha ormai chiaro che siamo di fronte all’ennesima pulzella bisognosa di aiuto. Ed io questo non lo accetto.

Vostro Onore, chiamo al banco dei testimoni la Signora Laura Lee Guhrke.

“Signora Guhrke, non è forse vero che lei ha strutturato il personaggio di Julia in modo che risultasse agli occhi del lettore una donna particolarmente sensuale, amante dei piaceri della carne e priva di qualsiasi scrupolo?
Non è forse vero che per il 70% del libro il lettore crede di trovarsi di fronte ad una donna indipendente, ribelle, consapevole e manipolatrice?
Non è forse vero che questo espediente narrativo le è servito solo per illudere le povere donne moderne di trovarsi di fronte ad un personaggio femminile che si discostasse dal solito, noioso, stereotipo della donna bisognosa dell’uomo per trovare se stessa?
Non è forse vero che circa al 75% del suo libro si scopre che Julia è in realtà una donna traumatizzata, sola, debole, mezza vergine che è terrorizzata dall’idea di essere coinvolta sentimentalmente in una relazione, ossia la classica, noiosissima donna vittima del bruto di turno che si nasconde dietro ad un alone di sfacciataggine per nascondere la sua natura di sfigata sessualmente repressa?
E non è forse vero che il lettore si deve sorbire tutto il pallosissimo racconto del marito brutale che le lega le mani con una cravatta e la frusta?
Non è forse vero che la sensuale, erotica, libertina Julia è in realtà una suorina insopportabilmente lagnosa?
E, per concludere, non è forse vero che il lettore deve sorbirsi pagine e pagine di seghe mentali sul fatto che la protagonista non ha nessuna intenzione di risposarsi salvo poi ritrattare nel giro di 5 fottuti minuti senza apparente logica?
Vostro Onore, chiedo la condanna della qui presente Laura Lee Guhrke, per aver illuso, perculato, ingannato, beffato e gabbato le povere donne dell’era moderna che credevano di trovarsi di fronte ad una donna da ammirare ed invece si sono ritrovate con la sorella gemella di Santa Maria Goretti che si lagnava sulle loro spalle.”

Giudicare questo libro non è affatto facile.
Il 70% meriterebbe senza nessuna remora un bel 7,5 ma tutta la parte dedicata alla “Storia Triste” di Miss. Julia mi ha irritata parecchio e la tentazione di lanciare il libro dal finestrino del treno era davvero fortissima.
Tuttavia non posso dire che sia scritto male, o che sia oggettivamente brutto. Tutt’altro.
E non dimentichiamoci che si è riscattato alla fine evitandoci l’odiatissimo epilogo.

A conti fatti è un libro che potrei anche consigliare, magari molte di voi proveranno per Julia e per la sua storia triste un moto di affetto e comprensione. Io le avrei tagliato la testa con la Katana di Michonne….però è anche vero che io tendo ad essere poco empatica e piuttosto stronza, quindi non faccio molto testo.

Poi Lord Trathen è un gran leccatore di patate ed anche un grandissimo scapezzolatore, quindi tutto sommato poteva andarmi molto peggio….

In poche parole

Perla del giorno: I grandi scapezzolatori e magistrali leccatori di patate finiscono sempre con donne degne dell’appellativo “palla al cazzo”. Deal with it.

Poschina

Più di un Desiderio – Jess Michaels

Dopo aver letto la Schone (ho riletto anche Il Grido del Desiderio perchè ormai ero infoiatissima con il femminismo) non era facile trovare un libro che incontrasse il mio pieno favore, tuttavia per il 10% di questa sbobba, pensavo di esserci riuscita.
E invece……Nope.
Sono fottutissimamente delusa.

Prima di concentrarci sulle malefatte di questo Romanzo Extra Passion, perdiamo quei dieci/quindici secondi per apprezzare la straordinaria copertina arricchita da una profusione di fiori di Chatterliana memoria….

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La Trama: Miranda Albright ha solo diciotto anni quando assiste, casualmente e inosservata, a un incontro amoroso. Lui è l’impenitente libertino Ethan Hamon, conte di Rothschild, e nel suo giardino si sta dando da fare con una delle sue amanti. Miranda li osserva incantata: anche lei vorrebbe provare una passione così intensa. Due anni dopo, quando i debiti minacciano di mandare sul lastrico la sua famiglia, la ragazza si rivolge proprio a lord Rothschild nel tentativo di assicurare un futuro alle sorelle.

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler come se piovesse

Non è la prima volta che leggo di verginelle innocenti che si trovano a spiare uomini esperti che fanno le cosacce con donne libidinose, era già successo qui con risultati decisamente scadenti.

Questa volta invece, la scena di voyerismo funziona alla grande.
La giovane Miranda sta inseguendo lo stupido cane della madre, quando si accorge di aver sconfinato nella tenuta di quel grandissimo figo di Ethan Hamon, più comunemente conosciuto come “quel grandissimo scopatore di un Rothschild”, e di trovarsi al cospetto di una delle millemila avventure sessuali del giovin signore.

E’ intento per l’appunto nella difficile arte di sleccazzarla alla grande ad una tizia che sembra apprezzare molto il trattamento, tanto da sospirare, annaspare, orgasmare e poi farsi scopazzare alla grande, il tutto mentre la giovane verginella MIranda resiste a stento alla voglia pazza di sgrillettarsi allegramente.
Si, avete capito bene.
Lei brama dalla voglia di sgrillettarsi.
Con queste premesse, ed eravamo solo al 7% del libro, ero convintissima di aver trovato pane per i miei denti. Ero tutta sbavante in trepidante attesa del momento in cui finalmente avrei conosciuto meglio Ethan e la sua turgida verga sarebbe stata descritta nei minimi dettagli.

Peccato.

Peccato che l’aspettativa pruriginosa a base di sgrillettate feroci, membri perennemente in tiro e sesso “strano”, si accartocci nel giro di una decina di pagine, ossia nel fatidico istante in cui lei va dal figaccione e gli dice “Ethan, vorrei che finanziassi la stagione delle mie sorelle perchè io ormai sono vecchia, brutta e fan accanita dell’autoerotismo e mi rifiuto di sposare un tizio che mi scopa al buio solo per ingravidarmi” e lui invece di cacciarla di casa, se la scopa sul divanetto del salottino e appena le infila la lingua in bocca, capisce che non è come le altre volte. E nella locuzione “non è come le altre volte” risiede il crollo delle mie speranze che si frantumeranno definitivamente quando lui comincerà ad auto analizzare i propri sentimenti con la stessa profondità con cui il mio cane affronta i miei problemi esistenziali.

Non nego che i primi due incontri erotici siano in un certo qual modo coinvolgenti, se solo non si perdessero in patetiche considerazioni su quanto Miranda sia diversa e su quanto Ethan sia capace di essere tenero e dolce e comprensivo e passionale e toccante e Che Palle !!!!!!!

Capiamoci bene.
O mi imbastisci il libro sul sesso sfrenato, sulla bastardaggine, sulla sensualità e su scopate megagalattiche, oppure me lo butti sullo stucchevole romanticismo. Non puoi avere entrambe le cose e sperare che ne venga fuori qualcosa di buono.
O meglio.
Potresti se tu fossi un’altra scrittrice.
Potresti se tu fossi capace di non descrivermi Ethan come un libertino senza scrupoli e farlo innamorare di Miranda senza che si trasformi in una donnicciola incapace di pensare ad altro che alla pulzella di turno e che addirittura fa una dichiarazione d’amore pessima e pietosa nel bel mezzo di un ballo!!!!
Il Libertino Più Libertino d’Inghilterra che fa una Dichiarazione Pubblica d’Amore del genere “Miranda io ti amo dalla prima volta che ti ho visto, non mangio più, non dormo più, penso solo a te . . .. . . . Sposami!”

Queste sono cose che fanno male al cuore. Ma dico?
Te lo vedi uno come Lo Scorpione che fa una cosa simile?
Te lo immagini uno come Supermanzo Dain che si sputtana in questo modo infame?
Hai mai sentito Scopatore Seriale Gabriel suonare così patetico?

No!!!!
Infatti questi sono gli uomini che noi vogliamo.
Noi li vogliamo Sì romantici, passionali, innamorati, e perennemente in tiro, ma sempre con stile, e che cazzo!!!!
Io non voglio uno sbrodolone qualsiasi che prima fa il figo e poi mi diventa “schiavo della prima cretina di turno”. No, io lo voglio cazzoduro. Lo voglio che sia capace di amare senza diventare schiavo del sentimento. Voglio quel qualcosa che nella vita non esiste. Del romanticismo spicciolo non me ne faccio nulla.
Il romanticismo spicciolo nella vita è irritante ma sulla carta stampata lo è ancora di più. E’ insostenibile…. Soprattutto dopo due uomini come James Whitcox e Jack Lodoun, due uomini con le palle, che amano senza stucchevolezza; due maschi che ti fanno venire voglia di scartarli come fossero enormi caramelle Rossana per poi dedicarti ad un’accurata goduriosa sleccazzata.

Ma diamo a Cesare quel che è di Cesare e passiamo ai lati positivi.
Non c’è l’abusatissimo Espediente Comodo della Gravidanza indesiderata. Nonostante i due piccioncini si diano alla pazza gioia e, come diceva la mia bisnonna, “Mangino il risotto fino in fondo, non ci saranno indigestioni. Manca anche un vero BM e gli amplessi sono sempre intriganti e sufficientemente coinvolgenti. Tutti punti a favore di un libro che a parte il voyerismo iniziale non mi ha lasciato nulla con cui trastullarmi.

In poche parole

Io voglio le caramelle Rossana !!!

Poschina

Riscrivi il finale

Nonostante Miranda provi in ogni modo di impedire a sua sorella Penelope di sposare il Vecchio Coglione, non ci riesce e la piccola morirà di parto esattamente 9 mesi dopo la sua prima notte di nozze. La disperazione spinge Miranda, che si sente in colpa, a diventare una grandiosa puttana di alto bordo, mentre Ethan, che non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi, passa la sua esistenza smaniando per quello che ha perso ed affogando i dispiaceri in quintali di Brandy, che lo porteranno nel giro di due anni ad essere l’ombra di se stesso.

Al rientro da una serata passata a fare pompini nel palchetto del suo nuovo amante, Miranda trova Rothschild appostato sotto casa, ubriaco marcio, che la implora di perdonarlo per averla iniziata al sesso e per non essersi mai dichiarato.

Dopo una notte di passione in ricordo dei bei vecchi tempi, Miranda gli confessa che dalla loro relazione è nato un bambino, Justin, ora relegato in campagna a fare il finto figlio del curato Philippe. Ethan, distrutto dal senso di colpa e dalla cirrosi epatica, decide di cambiare vita e di sposarla per renderla una donna onesta. Lei però è convinta che lui non lo faccia per amore ma per dovere quindi gli dice che non ha nessuna intenzione di diventare una donna onesta e che preferisce di gran lunga una vita di libertinaggio.

Rothschild, sconvolto ed amareggiato, si allontana dalla città a cavallo per non farvi più ritorno  mentre una nebbia palpabile e avvolgente lo nasconde lentamente alla vista di Miranda che lo osserva andarsene per sempre piangendo per l’amore perduto.

The End

Dieci cose da seguire per non farselo sfuggire – Sarah MacLean

Secondo me il libro fa cagare per colpa di coloro che hanno tradotto il titolo, ai quali auguro con serenità un attacco di diarrea fulminante.
Un titolo come “Ten ways to be adored when landing a lord” è diventato l’obbrobrio sopra citato. Santo dio, siamo nel 2014 possibile che non riusciate ad essere originali, divertenti o anche solo letterali nelle traduzioni?

Bando alle recriminazioni linguistiche, passiamo a quelle letterarie.

Ladies & Gentlemen: L’ Epic Fail del 2014

lord

La Trama: Da quando è stato nominato lo scapolo più affascinante di Londra da una popolarissima rivista, Nicholas St. John non ha avuto pace. Perseguitato senza tregua da ogni zitella in cerca di marito, non vede l’ora di fuggire dalle trappole della mondanità. Ma finisce tra le braccia di una delle donne più determinate e deliziose che abbia mai incontrato…
Di famiglia nobile, Lady Isabel Townsend ha troppi segreti e poco denaro. È abituata a cavarsela da sola, ma dopo la morte del padre si ritrova disorientata e bisognosa di aiuto, con un fratello minore da proteggere e a cui badare. Lord Nicholas, così peccaminosamente bello e pronto da sposare, si presenta come la sua unica salvezza. Ma neanche il migliore dei piani può prevedere le conseguenze che potrebbe avere il più ingestibile degli imprevisti: l’amore!

Ed ora la parola alla giurata

Ammetto senza vergogna che mi sono annoiata anche solo leggendo la trama. Io, che ho amato con tutta me stessa il primo libro della serie e che ancora oggi sospiro al solo pensiero del Marchese di Ralston. Io, che ho comprato addirittura la versione cartacea del primo libro e mi sono premurata di apporvi il timbro che ne certifica la proprietà. Io, che ho creduto di aver trovato una nuova scrittrice da idolatrare sono rimasta delusa in modo imbarazzante da questo libro. Una roba indecente.

Per farvi capire il dramma che ho vissuto comincio dicendovi che il personaggio che più ha attirato la mia attenzione è stato il conte bambino, e con questo potrei chiudere la recensione, perchè se arrivo a trovare interessante il personaggio di un bambino state certi che intorno a lui può esserci solo il vuoto cosmico. E infatti….

Il protagonista maschile, Nicholas St. John, sulla carta è il mio uomo ideale. Moro, occhi chiari, colto, appassionato di arte, alto, fisicato, con una cicatrice che scorre dal sopracciglio allo zigomo, ricco e bravo a scopare. Essendo il gemello di Gabriel non poteva che essere identicamente bellerrimo.
Peccato.
Peccato che invece di farmi venir voglia di strappargli le mutande a morsi, leggendo la sua caratterizzazione, mi sia venuta voglia di un Twix, che sto mangiando in questo momento e che mi sta dando porche soddisfazioni.

Lady Isabel è la figlia di un conte dissoluto e a causa della classica “storia triste” si è dovuta occupare da sola della casa e via dicendo. Sì, mi annoio persino a scriverlo. Ospita nella sua magione donne di vario genere bisognose di aiuto candidandosi per il ruolo di “Santa Maria Goretti 2014”; disperata a causa della mancanza di denaro, decide di vendere le preziose statue antiche della mamma deficiente. Per puro caso (noi sappiamo però che non è così) incontra sulla sua strada il bellissimo Nicholas, il quale la salva da morte certa e lei cosa fa? La figa di legno.

Ora…… Stai per essere investita da un treno di cavalli. Un uomo bello, sexy e ben dotato si lancia su di te per proteggerti, tu appena ti riprendi dalla botta cosa fai? Come minimo lo ringrazi. Non dico di arrivare a sventolargliela in faccia per cercare di farti dare una leccatina, ma un grazie mi sembra il minimo. No. Lei si indispone, lo tratta male, poi una volta capito chi è cerca di irretirlo con la scusa delle statue finendo per mollarlo come un perfetto coglione in mezzo alla strada. Il tutto mentre io sbadigliavo copiosamente.

Non voglio spoilerare perchè magari qualcuna di voi è così temeraria dal volerlo leggere ma il motivo per il quale Nicholas decide di andare alla magione per valutare le statue è il BM di tutta la storia. Peraltro uno dei peggiori BM letti negli ultimi tempi, ma pazienza.

Come diceva mia nonna “la paglia vicino al fuoco brucia” e i due noiosi piccioncini oltre ad innamorarsi nel giro di un’ora cominciano a sperimentare le gioie della conoscenza reciproca. Prima lui la bacia e lei rimane scombussolata. Poi la fa orgasmare come non ci fosse un domani a suon di toccatine maliziose, successivamente arriva l’immancabile “best cunnilingus ever” e a quel punto, proprio mentre lei è sul punto di venire le butta con nonchalance la domanda da un miliardo di euro. Voi sposarmi? Ovvio che sì.

Parliamone. Lo sanno tutti che portare una persona ai limiti dell’orgasmo e in quel momento chiedere qualcosa che fino a 10 minuti prima era impossibile è una tecnica infallibile per ottenere qualcosa. Se stai facendo un pompino ad un uomo, senti che sta per venire, ti sollevi un secondo e sussurri con voce da porca “oggi mi sono fatta prendere la mano e ho speso 250 € in Mondadori”, lui 100 volte su 100 non si lamenterà per la spesa eccessiva ma pur di arrivare al traguardo ti allungherà la carta di credito per soddisfare anche i tuoi pruriti da Sephora. Funziona così, altrimenti come vi spiegate il mio credito illimitato su Amazon?

Cmq.
Semplifichiamo e arriviamo al dunque: finirà bene. E non ci verrà risparmiato nemmeno il solito, noioso, banale, prevedibile, mieloso epilogo del quale, sinceramente, non sento l’esigenza. A me, di cosa succede dopo 3 mesi non frega un beneamato cazzo, anche perchè lo riesco ad immaginare da sola, anzi; il fattore immaginazione mi permetterebbe di inventarmi epiloghi variegati e personalizzati invece di subire le solite frasi trite e ritrite che temo vengano acquistate dalle autrici con i buoni spesa al LIDL.

Per me è no!

A questo libro mancano il brio e la freschezza che mi avevano conquistata nel primo volume della serie e ho anche notato che alcune scene sono l’esatta fotocopia di quelle contenute nel precedente tomo. Non si fa. Almeno fagliela leccare in una posizione diversa rispetto a quando descritto la volta precedente.
Manu mi assicura di non farmi scoraggiare da questa delusione e di dedicarmi con passione al prossimo libro della serie, che lei ha letto in inglese e apprezzato moltissimo.

L’unica parte che vale la pena leggere è quella nella quale Isabel tiene testa al Duca di Leighton o come diavolo si scrive. L’unica che ha una certa forza nella scrittura e che fa apprezzare un personaggio femminile irritante e noioso. Fossi stata Nicholas l’avrei corcata di botte e lasciata a morire in un angolo buio della proprietà.

Non sono una bigottona che si scandalizza se la dama in questione prende l’iniziativa, ma qui si esagera. Parliamo di una che passa la prima noiosissima parte del libro a pontificare roba tipo “oddio gli uomini no… sono tutti brutti, cattivi e puzzolenti” che nel giro di due scene grida “sbatti il tuo uccello caldo e turgido dentro alla mia guaina. SUBITO!” e, come dire, mi sembra un po’ esagerato e mi ha dato fastidio.

Invece ho trovato tenererrimi il Turco e Lara e, come già detto, James e il suo interagire con Nicholas. Tra l’altro la cara Sarah prima ci prensenta il piccolo conte, ci fa affezionare alla sua triste solitudine e poi se ne dimentica.

Mavaffanculova….

I casi sono due:
o il libro è effettivamente talmente piatto a livello di caratterizzazione dei personaggi da indurmi per forza di cose ad apprezzare caratteri che di solito mi sono indifferenti, oppure la Woodiwiss ha irrimediabilmente resuscitato parti di me che tenevo sotto chiave per non permettere alle sdolcinatezze di prendere il sopravvento.
Opto per la prima ipotesi.

Sarah, hai toppato.
Mi dispiace ma questo libro è una decina di gradini sotto a “Nine rules to break…..”, hai vergognosamente appiattito il personaggio di Nicholas, che avevo adorato a suo tempo e hai involontariamente sottolineato la superiorità caratteriale/sensuale/amorale di Gabriel nella scena iniziale al pub. Due frasi, un sorriso, un’alzata di sopracciglio e Ralston si è fagocitato St. John in un boccone. Lo ritroveremo alla fine del libro, capace come al solito di restituire un po’ di pace alla mia psiche turbata dal piattume imperante.

Se nel primo libro ero talmente presa dalla storia da sorvolare con gioia su tutte gli anacronismi storici, in questo capitolo li ho notati tutti e li ho trovati irritanti a livello viscerale.
Ho avuto la tentazione di abbandonare il libro più di una volta… roba che mi capita assai di rado.

In poche parole

Ora so cosa prova un professore quando dice ad un alunno “Da te questo non me l’aspettavo”. Sarah, mi hai diluso.

Poschina

Sugar Daddy – Lisa Kleypas

L’altro ieri ero stranamente incazzata causa incomprensioni sul lavoro…. e cosa faccio quando sono incazzata per rilassarmi?
Ovvio, vado in libreria e acquisto compulsivamente.
Le mie attenzioni sono ricadute sulla Trilogia Travis di Lisa Kleypas, storia ambientata nel Texas moderno che, a giudicare dalla profusione di “Meravigliosa” “Splendida” “Ma come ho fatto a vivere senza” che imperava tra i commenti online, mi aveva creato una fotta di aspettativa inimmaginabile.
Purtroppo però l’aspettativa si è rivelata decisamente lontana dalla dura realtà. E quando Lisa delude, fa fottutamente male.

sugar daddy

La Trama: Liberty Jones, quattordici anni, vive a Welcome, piccolo villaggio del Texas; il suo giovane e intraprendente cuore scalpita. Ai suoi occhi, solo l’amore per Hardy Cates da gioia a quel luogo privo di attrattiva. Per Hardy, invece, la ragazza rappresenta un ostacolo sulla strada verso la realizzazione dei suoi progetti, che vanno ben oltre il ristretto orizzonte di Welcomc. E quando Hardy se ne va, anche Liberty lascia Welcome per la grande città, decisa a conquistare un futuro migliore per sé e la sorellina a cui deve fare da madre. Gli anni passano e le cose cominciano ad andare per il verso giusto: Liberty conquista l’amore di un milionario, che sembra farle dimenticare quella disperata passione di gioventù. Ma un giorno Hardy ritorna…

Ed ora la parola alla giurata

Lasciate perdere tutti i sottotitoli e i pop-up presenti sulla cover che cercano di convincere il lettore sprovveduto che sia un romance. Non lo è. Liberty non è divisa tra due uomini, casomai è divisa tra il restare adolescente e il maturare
Premessa.
Un sentitissimo “vaffanculo” alle 4 stordite che hanno definito Gage il tipico “Uomo Kleypas”. Ma dove? Io l’ho trovato un personaggio vagamente irritante, con manie di dominanza (quella stile “donna sei mia quindi ti faccio seguire e non ti devi incazzare per questo”, non quella “ti lego al letto e ti scopo fino alla morte”) e anche un filino troppo contraddittorio.

Sugar Daddy non è scritto male. Se dicessi che fa schifo mentirei. Semplicemente è uno di quei libri nei quali non si capisce mai fino in fondo la direzione che vuole prendere. Lo definirei un “vorrei ma non posso”. Vorrebbe essere un libro intimista. E’ scritto in prima persona da Liberty, che ci racconta i passaggi salienti della sua vita. Ma manca costantemente qualcosa. L’inizio promette bene. Tutta la parte legata all’adolescenza di Liberty, al suo sbocciare come ragazza, come femmina, ha un senso. E’ scritta bene, lo spazio che viene dedicato alla sua situazione, ai sentimenti, alle paure e a tutta l’interiorità di questa ragazzina ci permette di conoscerla, di capirla e di provare un’infinita tenerezza per la situazione in cui si trova. E’ la parte migliore del libro. Ho trovato estremamente delicato l’incontro tra lei e Hardy, del quale scopriamo lentamente alcune sfaccettature che ci permettono di avvicinarci a lui e a comprendere benissimo i motivi che lo spingono ad essere insofferente nei confronti della sua vita a Welcome e, in fondo, anche i motivi che gli fanno mantenere una certa distanza da Liberty.

Il loro è un amore adolescenziale. Probabilmente in un altra situazione, in un contesto diverso, in un altro momento, avrebbero avuto la “Best Relationship Ever”, ma Hardy è conscio che se lui scegliesse Liberty, dovrebbe rinunciare ad andarsene perchè lei non abbandonerebbe mai la sorellina. E le cose funzionano proprio finchè Hardy non parte. Bellissimo il loro addio, che lascia l’amaro in bocca per la consapevolezza che avrebbe dovuto andare in tutt’altra maniera.

Per chiarire, se fosse finito così, con Hardy che senza una parola lascia tutto e tutti, sarebbe stato un racconto breve praticamente perfetto. Purtroppo invece…

Una volta che Hardy parte, il romanzo subisce una brusca battuta di arresto. A Liberty ne succedono si tutti i colori, tutto in negativo ovviamente, e lei rimane ostinatamente e inspiegabilmente legata ad Hardy nonostante lui non dia notizie di se nemmeno per sbaglio.
Improvvisamente però le cose cambiano. Liberty viene accettata in una scuola per estetisti, si trasferisce a Houston e la sua vita comincia ad ingranare quando conosce Churchill Travis, potente e ricchissimo magnate Texano che le riserva un sacco di attenzioni senza pretendere nulla in cambio e diventa una specie di Sugar Daddy*. E qui io che leggo da quando ero nella pancia di mia madre ho capito che c’era sotto qualcosa, perchè la sfiga ti trova da sola, ma le botte di culo nascondono sempre qualcosa.
Ed è qui che secondo me avviene il “salto dello squalo”.

Ho trovato noiosissima tutta la parte legata al salone di bellezza. Noiosa, prolissa, utile sì ad introdurci il personaggio di Churchill, ma non aggiunge nulla a quello che sapevamo di Liberty. Se non che pensa ancora ad Hardy e non riesce a trovare un uomo degno di sostituirlo. Mi ha fatto sorridere la definizione di uomo 68, che trovo davvero carina e che userò appena possibile (mi sembra improbabile che io possa conoscere un uomo 68 ma non si sa mai…), ma per il resto non mi ha lasciato nulla. E’ la parte più paracula, nella quale ci vengono presentati un sacco di personaggi che gravitano nella vita di Liberty per poi essere lasciati da parte senza alcuna remora. Da cosa nasce cosa e Liberty viene invitata, non sto qui a raccontarvi i dettagli, a fare da segretaria personale di Churchill, il quale ha 4 figli, uno dei quali, il maggiore; Gage, si comporta con Liberty da perfetto stronzo. Quindi per la regola secondo la quale ti trattano male solo perché ti vogliono scopare, basta un’influenza per convincere Gage di amare alla follia la donna che fino a 2 minuti prima odiava. E qui, quando scopriamo che Gage ha il cazzo grosso, capisco che il libro è destinato a svaccare. Perché non puoi costruirmi un romanzo con le prime 100 pagine profondamente intimiste, per poi buttarla sul pietismo, rilanciare con frivolezza e passare ad un Harmony. Io mi sento presa per il culo.

La relazione Liberty/Gage è quanto di più scontato e patetico si possa trovare su pagina scritta. Io non credo che si possa Amare una persona dopo due settimane che la conosci, e dopo che ci sei stato a letto una volta. Mi dispiace ma non ci credo e gli psicologi concordano con me, quindi stavolta non mi prenderò alcuna colpa. Per non parlare di quella possessività tipicamente terronica del “tu sei mia” che mi fa accapponare la pelle e girare le palle, perché io uno che mi fa spiare e mi tratta come una sua proprietà dopo 4 appuntamenti, lo eviterei come la peste. Invece lei tutto brodo di giuggiole… sai che ti dico Liberty…. Ti meriti questa copia sbiadita di Hardy.

Le note davvero, davvero dolenti, cominciano però al ricomparire di Hardy che è diventato multimilionario e che è deciso a riprendersi Liberty perché non l’ha mai dimenticata. Ok, tutte noi abbiamo un sospeso o due. Tutte noi abbiamo avuto l’amore adolescenziale che non dimenticheremo mai. Tutte noi abbiamo ricevuto uno di quei baci che ancora oggi a ripensarci ti si attorcigliano le budella. Però cazzo, il tempo passa.

Il triangolo Hardy /Liberty/Gage è di una banalità imbarazzante. Roba che ho gridato “Seriously?” a squarciagola. Sappiamo che Hardy è diventato un uomo senza scrupoli disposto a tutto pur di avere successo. Sappiamo che è ancora infatuato di Liberty la quale, avendo la maturità intellettuale e spirituale di un pompelmo, non sa decidersi. Ma perché? C’era davvero bisogno delle due scenette stile Yung Adult che ci vengono piazzate praticamente a 5 pagine dalla fine? C’era davvero bisogno di far ricomparire Hardy senza alcun reale motivo se non quello di baciare Liberty? Perché almeno se la portasse a letto. Cazzo, 400 pagine di “Oddio se ci fosse Hardy!!!” “Se solo potessi baciare Hardy” “Perché non posso più stare con Hardy” e poi nulla. Lo lasci andare via così solo perché ha cercato di inculare un affare del tuo nuovo fidanzato? Lo spazzi via come se fosse il banale fidanzatino del mare che ti ha baciato una sera per puro sbaglio?

Manca tutto. Nella seconda parte di Sugar Daddy manca tutto.
Approfondimento psicologico. Affezione per i personaggi. Motivazione. Coerenza. Dio che personaggio orribile è Gage. Totalmente incoerente. Prima ci viene descritto come un bastardo senza scrupoli disposto a tutto, poi diventa Santa Maria Goretti nel giro di due pagine. E Liberty? Possibile che non senta il bisogno di parlare con Hardy, di capire cosa lo ha fatto diventare l’uomo che è diventato? Cazzo Liberty, me l’hai menata in continuazione dicendo che era l’amore della tua vita? No, lei oscilla come una banderuola tra due uomini, scegliendo poi quello che le ha mentito per mesi, complice di suo padre. Ed anche qui qualcosa non quadra. Perché se io avessi scoperto che Churchill mi aveva nascosto tutte le cose che ha taciuto, non gli sarei saltata al collo con affetto, ma lo avrei sbranato come un Pitbull affamato di sangue.

Sugar Daddy sono due libri messi insieme. Uno ben riuscito, riflessivo, interessante. Una Kleypas diversa e affascinante. L’altro un brutto Harmony. E con brutto Harmony ho detto tutto. La Kleypas al suo peggio.

In poche parole

La consapevolezza che avrebbe potuto essere qualcosa di grande.

Poschina

P.s. Siccome ormai l’ho comprato, sto leggendo il seguito che ha come protagonista Hardy e la sorella di Gage, Heaven. Domanda: Ma in Texas hanno davvero questi nomi del cazzo?

*Per Sugar Daddy si intende un uomo maturo che si sollazza con una ragazza giovane riempiendola di regali.

Scrivilo sulla mia pelle – Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti

Che dire? Il libro fa parte della linea Sperling Privè, ha una bella copertina con tanto di strisciolone fuxia che permettono immediatamente di identificarlo come “racconto pseudoerotico x donne che non osano troppo”. Beh, in realtà a me osare piace, tanto che mi lamento dei nuovi libri di Miss Black i quali sono eccessivamente casti per i miei gusti. Preferivo di gran lunga quelli pieni di cazzi, dildos, fruste, catene e orge, piuttosto che leggere 120 pagine di inutili descrizioni contornate da 4/5 righe di sesso poco spinto.
By the way….

downloadLa Trama: A volte le parole possono sedurre. E, forse, farti innamorare. La donna Gemelli sogna l’amore romantico e la sua fervida immaginazione vive di mille fantasie. Ma Livia Camusi è una Gemelli sui generis: giovane ricercatrice precaria e storica dell’arte, ha detto basta alle emozioni e ai sentimenti. Soprattutto uno, l’amore. Tanto – si è detta – quello capace di toglierti il fiato esiste soltanto nei libri, non certo nella vita vera. E infatti è solo leggendo i suoi amati romanzi che Livia riesce a sognare davvero. Finché, un giorno, la fondazione per cui lavora le chiede di fare da guida al famoso Viktor Ivanov, carismatico autore russo di bestseller, arrivato in Italia con l’intento di fare ricerche di archeologia per il suo prossimo libro. E quel giorno per Livia cambia tutto. Vitale, passionale e dotato di un fascino irresistibile e magnetico, lo Scorpione Viktor rappresenta tutto ciò che l’eterea, cerebrale e schiva Gemelli Livia vorrebbe evitare. Eppure, l’affascinante scrittore tesse intorno a lei una ragnatela di seduzione cui è impossibile sottrarsi. Così Livia scoprirà non solo i molti segreti che Viktor Ivanov nasconde, ma soprattutto l’altra faccia di sé, quella più inconfessata, fatta di emozioni e desideri cui forse, per la prima volta, avrà il coraggio di abbandonarsi.

Ed ora la parola alla giurata

Non sto qui a raccontarvi altro, perchè nella trama c’è tutto quello che troverete nel racconto. Non mi aspettavo certo la profondità di Kundera ma rimango comunque delusa dalla svolta Harmony che il racconto prende ad un certo punto. Il fatto che più o meno a due terzi del libro venga usata la parola “Torreggiava” mi ha riportato alla mente un vecchio mantra da me inventato:

“Se entro due terzi del libro leggi “Torreggiare / Torreggiava” entro due pagine svacca”

Infatti.
Onestamente, parte anche abbastanza bene. Lei una donna comune che fa un lavoro comune con le insicurezze che noi donne comuni abbiamo, adora leggere, ha un gatto…. insomma le solite cose. Poi il suo capo le dice che dovrà accompagnare uno scrittore russo molto blasonato in giro per la Ciociaria. Lei si scandalizza perchè il tizio scrive mistery erotici, si veste da paracarro per evitare che lui possa pensare che lei sia una facile, e scopre che lui è, ebbene sì, Figodiddio.

Scatta la classica scintilla, lui prima se la scopa con il cervello e poi se la scopa in un cunicolo di un monumento storico di Alatri e lei si scopre persa per lui.

Analizziamo bene. Tu donna media, incontri uno che è bellissimo, intelligentissimo, famosissimo, atleticissimo, non è dato sapere se ha il cazzo grosso ma sappiamo che lo usa benissimo al pari delle mani, tu ti comporti da vergine bipolare e nonostante tutto lui ti coccola, ti accarezza, ti manda messaggini hot, ti penetra con lo sguardo e ti racconta la sua infanzia. Ovvio che tempo una settimana stai fantasticando su villa con piscina e marmocchi.

Poi il colpo di scena. Dopo “the Best Sex Ever” lei scopre curiosando nel suo pc che lui ha scritto nel suo nuovo libro tutto quello che è successo tra di loro. Scandalizzata, scappa dalla stanza nell’hotel 5 stelle Luxory e si nasconde.

Ecco, se fosse finito qui io gli avrei dato un bel 7 pieno, se fosse finito con lui che la sfrutta solo per scrivere il libro, sarebbe stato quasi perfetto. Mi sarebbe tanto piaciuto leggere un paio di pagine in cui la nostra Livia si arrovellava sul concetto di disillusione per poi imparare ad assaporare il piacere dell’esperienza in se, svincolata da legami e pretese.

Ma no, dopo qualche mese lui fa la posta sotto casa sua in una giornata di pioggia, lei si scioglie e si promettono eterno amore. In perfetto Harmony style. Delusione. Folle, disperata delusione.

Mi verrebbe da scrivere un pappone lungo almeno dieci pagine su quanto noi donne non siamo così banali da anelare a tutti i costi ad un lieto fine stucchevole e scontato, su quanto ci siano millemila modi di chiudere una storia con un lieto fine senza per forza arrivare alla proposta di matrimonio, vorrei parlare per ore di quanto la donna non sia solo gridolini eccitati di fronte ad un diamante….

Vorrei, ma a giudicare dalla profusione di 5 stelle come voto e dai commenti entusiastici mi tocca stare zitta e portare a casa.  E’ evidente che le donne vogliono proprio questo e in questo modo.

In poche parole

Vorrà dire che sono un uomo….

Poschina