La Rinascita del Duca – Lorraine Heath

Dopo una Kleypas che non mi ha convinta del tutto, passo con naturalezza all’ultima fatica pubblicata di Nostra Signora dei Bassifondi Lorraine: La Rinascita del Duca.
Il Duca in questione è figlio di Olivia e Jack Dodger che abbiamo conosciuto ne “Il Duca Dissoluto” e la bella di turno è Grace, figlia di Frannie e del Duca di Grayson, conosciuti nel libro “Tra le braccia di un Duca”.

Questa precisazione anagrafica è necessaria perchè ci fa capire due o tre cose, la prima delle quali è che i figli dei protagonisti della serie “Libertini di St. James” copulano allegramente tra di loro generando un groviglio atroce di progenie atto solo a complicare un albero genealogico già caotico di suo. Per non parlare della splendida idea di far uscire la nuova serie dimenticandosi di pubblicare prima l’ultimo episodio della serie precedente. Ci troviamo di fronte al figlio del dott. Graves senza conoscere la storia che ha portato il di lui padre a svuotare il contenuto dei lombi nel fertile ventre della madre.

Alla fine del post vi segnalo i titoli delle serie perchè in questo modo mi ci raccapezzo anch’io.

 

La Trama: Londra, 1874 – Henry Stanford, Duca di Lovingdon, ha smesso di vivere una fredda mattina di due anni prima, quando il tifo gli ha portato via l’amata moglie e la loro bambina. Ha quindi mandato al diavolo l’onore e ha annegato il dolore nell’alcol, nel gioco d’azzardo e nei letti scaldati da amanti sconosciute, trascinandosi in un’esistenza inutile. Per questo, benché nutra stima e affetto per Lady Grace Mabry, sua amica d’infanzia, è con un certo disappunto che accetta di aiutarla a distinguere tra i numerosi pretendenti uno che sia interessato davvero a lei e non alla sua generosa dote. Ma più le sta accanto, più ha la sensazione che nessun uomo sia abbastanza per Grace né la possa amare come merita. Nessuno tranne lui, che però ha troppa paura di far tornare a battere il suo cuore ferito.

Ed ora la parola alla giurata – qualche spoiler, cercherò di contenermi

Scrivo sull’onda del momento perchè oggi mi va così, niente riflessioni, niente considerazioni a freddo ma solo ed esclusivamente quello che il libro mi ha trasmesso, nel bene e nel male.

Partiamo con il dire che prima di capire bene chi fossero e che parentele avessero protagonisti e amici ci ho messo più o meno metà libro, ed ancora adesso, ad opera conclusa, ho qualche perplessità. Sarà la vecchiaia che avanza ma con tutti questi nomi e titoli non ci capisco una beneamata sega.

Però qualcosa la so. Lui, Lovingdon, mi fa un sesso terrificante.
Iddu è stato malmenato dalla vita, che in pochi giorni gli ha portato via moglie e figlioletta adorata. Quindi da bravo ragazzo tutto noia e pucci pucci diventa un Badass della madonna, dedito a fiumi di alcool e a notti di sesso sfrenato con sconosciute pagate bene.
Questa immagine di degradazione e abbrutimento non può che essere un afrodisiaco per i miei ormoni, per la mia personalità chiaramente disturbata e per la mia vagina, che ai bravi ragazzi tanto apprezzati da mamma e papà ha sempre e solo preferito i casi umani irrecuperabili ma tanto, tanto, tanto sexy.

La donzella in questione è Grace, rossa di pelo e di personalità, vivace, intraprendete, anticonvenzionale. Amica d’infanzia del nostro meraviglioso, espertissimo, cazzogrossissimo Henry, lo interpella per farsi aiutare nel riconoscere, tra i millemila pretendenti che la assediano, chi la ama davvero da chi vuole solo il suo sconfinato patrimonio.

Capiamo immediatamente, alla prima occhiata, che lei in realtà ha sempre amato il giovine Lovingdon, da quando un lui sedicenne l’ha consolata e coccolata durante un picnic in campagna o roba simile. Perchè quale bimbetta potrebbe resistere all’adolescente che la difende e la abbraccia, la tocca e la protegge? Per carità è tutto rigorosamente innocente ma quel senso di protezione lì, quello che gli ignari adolescenti infondono alle bambine, è a tutti gli effetti la rovina delle stesse durante l’adolescenza. Perchè, ebbene sì, lo ricercheranno in tutti gli uomini che incontreranno in futuro senza  trovarlo mai.

Quindi zio caro, adolescenti di tutto il mondo, state attendi a non infondere eccessivo senso di protezione perchè potrebbe sancire l’infelicità di una donna per il resto della sua vita.

Cmq.

Grace piomba da Lovingdon in piena notte e lo trova con la verga turgida molto turgida intento a scopazzarsi una delle centinaia cortigiane che frenquenta e gli chiede papale papale di aiutarla  a trovare l’Ammmmore, quello con la A maiuscola che lui aveva provato per l’adorata moglie perduta, nonostante l’unica cosa che voglia fare sia tornare dal troione, Henry prima la fanculizza e si nega, poi invece ci ripensa e decide di aiutarla.

Peccato che frequentandola si renda conto che non ha più 10 anni ma che è diventata una figa spaziale e che ogni fottutissima volta che la vede la verga diventa più turgida del turgido e comincia ad avere qualche piccolo problema nel non sbatterla al muro e penetrarla fino alla morte.

Da qui al Best Cunnilingus Ever il passo è davvero breve e dal BCE al cuore perduto di Grace non passa poi molto.

Questo libro soffre un po’ di incoerenza strutturale. Un termine che credo non esista ma che vi esplico subito.
La sofferenza di Lovington viene sviscerata piuttosto bene. Capiamo perfettamente le sue remore nell’avvicinarsi ad un’altra persona e nel lasciarsi andare e anche Grace è sufficientemente caratterizzata.
Tuttavia manca quel qualcosa che ti fa urlare “Bomba!!!!” a squarciagola. Alcuni personaggi di contorno sono appena accennati tanto da risultare completamente inutili (vedi le amiche con le quali Grace vorrebbe scrivere un manuale per le giovani donzelle) e come al solito la parte rocambolesca sul finale per quanto mi riguarda è superflua e se non ci fosse sarebbe pure meglio. Accidenti, sarebbe bastato così poco per farmi urlare Boooooooombaaaaaaaaaa !!!!!!

Ma.
Ma queste piccolezze non tolgono nulla ad un romance piacevolissimo che si legge tutto d’un fiato, che non annoia e che ha anche, finalmente, un cazzo di maschio che ti fa venir voglia di dargliela dopo mezza pagina.
Lo consiglio  e non vedo l’ora di leggere il prossimo….oddio, se magari prima pubblicassero l’ultimo della serie dei libertini sarei anche più felice.

Ah, dimenticavo….anche lei ha una Sad Story che è davvero sad e anche davvero una story, tantissima roba ragazzi !!!!

In poche parole

Se volete realizzare a casa il Best Cunnilingus Ever questi sono gli ingredienti: una vergine, del Rum e un libertino particolarmente esperto.

Poschina

Piccola nota stonata. Bella la copertina ma forse non se ne sono accorti….Grace è rossa di pelo.

Serie Libertini di St. James’s

  • Patto con il Diavolo
  • Il Duca Dissoluto
  • Tra le Braccia di un Duca
  • Piaceri di Mezzanotte
  • The Last Wicked Scoundrel – Inedito in Italia

Miniserie Scandali a St. James’s

  • La Rinascita del Duca
  • Once More my Darling Rogue – Inedito in Italia
  • The Duke and the Lady in Red – Inedito in Italia
  • An Affair with a Notorius Heiress – Inedito in Italia
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La Seduzione di un Gentiluomo – Cecilia Grant

Avete presente la frase “più cocciuta di un mulo?” ecco, l’hanno inventata pensando a me.
Infatti quando mi fisso con qualcosa non ci sono cazzi che tengano. Finchè non ho soddisfatto la mia fissazione, non sono contenta. E spesso non sono contenta nemmeno dopo perchè sono, fondamentalmente, una grandissima cagacazzo.
Ma perchè questo pappone su me medesima?
Perchè ho ripreso l’insostenibile “La seduzione di un gentiluomo” e mi sono imposta di superare lo scoglio delle prime 20/30 pagine. Secondo voi, alla fine, questa fatica è stata ricompensata?

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La Trama: Mantenuta di un ricco signore, Lydia Slaughter è un genio con i numeri e il suo obiettivo è vincere a carte la somma che le garantirà l’indipendenza. Conosce bene gli uomini, sia in camera da letto sia al tavolo da gioco, e non ha paura di piegare le regole a proprio vantaggio. Così è per lei facile spennare Will Blackshear a vingt-et-un . Anche l’eroe di Waterloo ha estremo bisogno di vincere molto denaro, e nonostante non intenda farsi distrarre dal desiderio, un’alleanza con Lydia potrebbe rivelarsi utile per entrambi. E la posta in gioco è molto alta, poiché a ogni puntata, allettata anche da tacite promesse di piaceri carnali, si fa più grande l’unico rischio che non possono permettersi di correre: innamorarsi…

Ed ora la parola alla giurata

Recriminazione 1: Invece di scrivere per  tutto il fottutissimo libro “vingt-et-un”, solo per fare i fighi, avreste potuto scrivere 21, tanto lo conosciamo tutti il gioco…. perchè ogni volta che leggevo  vingt-et-un, mentalmente lo sentivo pronunciato da mia nonna Linda con il suo accento misto “milanese – Italiano” che la contraddistingueva e questo non creava certo la giusta atmosfera.

Recriminazione 2: Le prime venti/trenta pagine di questo romanzo storico che ha vinto il premio “Sensual Hystorical Romance 2012” farebbero ammosciare anche un pornoattore con 5 pastiglie di viagra in corpo, figuratevi una giovane donzella come la sottoscritta ed infatti, a  dicembre, lo avevo abbandonato tra una bestemmia e l’altra.

Poi però un paio di gg. fa mi è presa la fisima.
Siamo onesti.
Non sapevo cosa leggere, non volevo nulla che superasse le 300 pagine e tutto quello che ho in lista da leggere supera abbondantemente le 500 quindi mi restavano pochissime alternative. O rileggere per la miliardesima volta “nine rules to break….” oppure riprovare cocciutamente a farmi piacere questa sbobba.

Prendo la situazione di petto e salto a piè pari le pagine noioserrime fino al momento in cui la battonazza si mette a giocare a carte spennando il quercioso Will. Dico “quercioso” perchè le due battonazze amiche di Lydia lo definiscono “grande come una quercia” e lui stesso, per rincarare la dose, dice alla nostra battonazza per eccellenza di avere un uccello di ragguardevoli dimensioni.

Forse forse non ho fatto poi così male ad incaponirmi.

Ricapitoliamo:

Abbiamo un uomo reduce di guerra con il solito, noioso, ininfluente triste passato, che è alto, fisicatissimo, moro con occhi scuri ed ha anche un cazzo notevole e una donna non bellissima ma estremamente sensuale che ha un passato noiosamente tristissimo (solita storia di amore finito male con gravidanza a seguito, aborto e conseguente impossibilità ad avere figli), bravissima con i numeri che si accorda con l’uomo quercia per girare di bisca in bisca a raggranellare soldi barando.

Ora, secondo voi, come può finire?
Bravi.
A schifìo finisce.

In realtà, prima di arrivare a Schifìo passa un sacco di tempo, tanto che avevo quasi perso le speranze…. Noiose introspezioni, pallosissime partite a carte fatte di segnali a me tutt’ora incomprensibili per fottere il banco e seghe mentali ingiustificate. Il tutto per arrivare alla tanto agognata scopata.

Anzi due.
La prima si fa al modo di Lydia, con lei che praticamente si fa sfondare a colpi di “Spingi di più, sfondami, fammi sentire il tuo uccello” (giuro che non sto scherzando nè esagerando).
La seconda in Will Style. Ossia una lenta, profonda, languida, calda seduzione prima di affondare l’enorme attrezzo nello scrigno segreto.
Onestamente, mi vanno bene entrambe le versioni, non sono schizzinosa…. ma devo ammettere che il modo in cui Will affronta il rapporto sessuale ha smosso piacevolmente l’ormone, facendolo sbatacchiare vorticosamente nelle mie parti basse.

Dopo che è finita a Schifìo, ci troviamo ad assistere ad un inutile e superfluo duello tra il nostro amatissimo Will e quel cafone dell’ex protettore della puttanazza.

Finirà bene.
Strano vero? Noi tutte immaginavamo un finale triste ed invece piomba su di noi come un falco pellegrino il classico lieto fine (senza ingravidamento perchè lei, come detto prima, è sterile. Davvero sterile. Non come negli altri romance in cui si dice che la pulzella non può procreare e poi procrea alla prima botta con il “verga gigante” di turno. Quindi un applauso per la coerenza narrativa).

Ora però tiriamo le somme.
Non è un libro per il quale viene voglia di strapparsi le mutande, ma vedere una donna che gode del sesso e che non ha bisogno del maschio Alpha che la illumini sui piaceri della carne, è in un certo qual modo liberatorio.
Oltretutto ammettiamo che, se pur noiosissima, la storia della relazione che comincia con allusioni sessuali durante l’insegnamento del gioco del Ventuno, è originale e diversa dal solito.
Come profondamente diversa dalla “Classica Eroina Romance” è Lydia.
Indipendente, zoccola, succhiacazzi di notevolissima bravura, adoratrice del sesso, è distante anni luce dalla verginella imbarazzata e inesperta che impera nel romance storico.
Will è, purtroppo, il classico gentiluomo che la mena a tutti che vuole resistere alla tentazione e poi le sbatte l’enorme verga nello scrigno non poi tanto segreto alla prima occasione. Però ha il pregio di fottersene realmente della differenza di classe che li divide e si sposa l’ex prostituta, ex mantenuta, ex fertile Lydia, nonostante questo lo porti a diventare “Il Reietto per Eccellenza”.

Alla fin della fiera il libro non mi è dispiaciuto.
Non sono impazzita di gioia/piacere ma nemmeno mi sono fatta due palle come due meloni (escluse le prime pagine).
E poi il libro contiene delle perle imperdibili del tipo “Lei lo succhia così bene che potrebbe far resuscitare un morto” o roba simile.
Non so se rendo l’idea….

In poche parole

Penso che non giocherò MAI più a 21 o Blackjack che dir si voglia, in compenso ora ho un motivo in più per adorare le querce.

Poschina