Prima che l’Estate Finisca – Sarah MacLean

Me lo meritavo.
Dopo mesi di libri mediocri e di ossessiva ricerca di qualcosa di meno “palla al cazzo” da leggere, finalmente approdo al terzo libro della serie Scandali e Guai, che vede protagonista la bellissima Seraphina e il Duca di Haven, Malcolm.

La Trama: Inghilterra, 1836.
Malcolm Bevingstoke, Duca di Haven, ha trascorso gli ultimi tre anni in solitudine, pagando il prezzo degli errori del passato e cercando di dimenticare il grande amore perduto. Ma il ducato non aspetta e ha bisogno di un erede: questo significa che dovrà trovare una moglie prima che l’estate finisca. Peccato che lui una sposa ce l’abbia già. Seraphina Talbot è appena tornata da Boston per reclamare la propria libertà e per convincerlo a concederle il divorzio. Malcom non ha mai smesso di amarla ed è arrivato a varcare l’oceano pur di ritrovarla, ma senza successo. Adesso che finalmente ce l’ha di fronte trova un ultimo, disperato espediente per convincerla a restare. Esaudirà tutte le sue richieste solo se Seraphina lo aiuterà a scegliere la donna che prenderà il suo posto… nella speranza che lei decida di volere quel ruolo tutto per sé.

Ed ora la parola alla giurata

Seraphina Talbot l’abbiamo conosciuta nel primo libro della serie, Una Gentildonna in cerca di Guai  in quanto sorella di Sophie ed era apparentemente remissiva, gravida, sposata all’insopportabilmente pomposo Duca di Haven, il quale finisce col culo a mollo in un laghetto artificiale all’inizio del libro.

Da quel giorno di anni ne sono passati 3, Sophie è sempre sposata con il suo adorato King e persino altre due sorelle si sono accasate: Seline e Seleste. Resta solo Sesily, ma questa mi sa che sarà tutta un’altra storia.

Come gli altri due della serie, questo è un bel volumozzo corposo quindi non si legge in un soffio e non si dimentica il giorno dopo. E’ un libro che parla di perdita, dolore, orgoglio e riscatto ma soprattutto di paura. La paura di affrontare un passato fallimentare, la paura di lasciarsi andare, la paura del futuro. No, non spaventatevi, non siamo di fronte a Kundera, ma alla MacLean, che quando vuole, sa il fatto suo.

Ripercorriamo con una serie di flashback la storia d’amore di Malcolm e Sera, da quando si sono conosciuti per caso a quando lei decide di andarsene. E da questo racconto, minuzioso e preciso, si evincono un sacco di cose che la prima volta che li abbiamo conosciuti, non potevamo immaginare.
Sapevamo che Seraphina lo aveva incastrato per farsi sposare, ma sapevamo anche che non aveva mai avuto il coraggio di parlargli apertamente  e di confessargli i propri sentimenti. Poi lui l’ha pubblicamente tradita umiliandola e da lì la situazione non ha potuto che degenerare.

Capita a volte che due persone che si amano non riescano, nonostante tutto, a far funzionare il rapporto e che si arrivi al punto di continuare sistematicamente a ferirsi fino a rendere la situazione invivibile, se ci aggiungete anche un evento tragico che già di per se basterebbe a far crollare una coppia unita, la frittata è fatta e Seraphina si trova a fuggire da Haven e a rifugiarsi oltreoceano per dimenticare il passato e rifarsi una nuova vita.

Malcom invece la insegue, la brama, la vuole con tutto se stesso e quando lei torna a Londra per chiedere il divorzio decide di giocare il tutto per tutto e cercare di riprendersela.

E’ un bel libro, divertente, profondo, impegnato il giusto, che fa riflettere, che commuove, fa arrabbiare, sospirare e anche riconquistare la fiducia in un genere che ultimamente mi aveva un pochino deluso. E’ un libro “BOMBA” se escludiamo le ultime 10 pagine, le ultime 10 pagine sarebbero da denuncia, bisognerebbe prendere Sarah, appenderla per gli alluci, e mentre la si scuoia viva gridare “Perchè? Perchè hai voluto pisciare fuori dal vaso?” e poi darle fuoco e brindare tutti alla salute di Morgana.

Sorvolando le già citatissime ultime orribili 10 pagine, il libro vale tutti i quasi 7 euro della versione cartacea. Non è un comfort book perchè è un po’ troppo “doloroso” per essere riletto nei momenti tristi, si rischierebbe di intristirsi ancora di più, ma riesce a descriverci la maturazione dei protagonisti durante gli anni di lontananza e il loro riavvicinamento è plausibile e coerente con la storia.

Ho detto poco o niente perchè non voglio spoilerare, perchè  se desiderate leggerlo è giusto che non sappiate nulla, che sia tutto una scoperta e che possiate farvi la vostra personale opinione.

Devo dire che la MacLean con questa serie sta dando il meglio di se. Fino ad oggi questo è, per quanto mi riguarda, il libro migliore, quello più completo, quello più disilluso. Lo consiglio perchè ogni tanto discostarsi dalla solita tiritera del bello e dannato che si innamora della giovane pulzella e si redime, non fa per niente male.

Al solito sono presenti anche le altre sorelle Talbot, che trovo irritanti ed irresistibili in egual misura. Ci viene presentata anche una nuova pulzella, tale Felicity che promette molto bene e alla quale spero sia riservato uno dei prossimi libri.

Che altro dire?
Io, fossi in voi, lo prenderei.

In poche parole

Quando #maiunagioia è il mantra quotidiano.

Annunci

Il Quadro di Lily – Sarah MacLean

Secondo libro della miniserie Scandal & Scoundrel, mi è piaciuto più del primo che ancora oggi non so bene perchè mi sia piaciuto e che ora rileggerò per cercare di uscire dal circolo vizioso del “mi piace ma non so perchè mi piace” in cui sono finita mio malgrado.
E’ uno di quei libri che mi fanno urlare a squarciagola “OSANNA” e ballare manco partecipassi ad un sabba orgiastico, con la piccola ma sostanziale differenza di trovarsi in piena Piazza Duse completamente imbacuccata, colbacco compreso, sotto una nevicata spettacolare che non potrò godermi appieno perchè come sempre sto correndo in office.
E’ uno di quei libri che mi fanno ringraziare pubblicamente la nostra Sarah, una donna capace di scendere nei sordidi dettagli del sesso senza vergogna alcuna, ci ricordiamo la favolosa scena della masturbazione a un millimetro dalla faccia di Cross, una delle scene più fighe della storia del Fantasy/Romance e che io non finirò mai di apprezzare ogni volta che la leggo un filino di più.

La Trama: Londra, 1834 – A causa del suo passato e delle sue origini scozzesi il Duca di Warnick detesta tutto ciò che è inglese, soprattutto l’aristocrazia. Per questo, nonostante abbia ereditato uno dei più antichi ducati d’Inghilterra, non vuole averci nulla a che fare. A maggior ragione dopo aver appreso che allo sgradito titolo si accompagna anche il ruolo di tutore di una donna troppo indipendente e bella perché lui possa occuparsene. Si reca quindi a Londra con un unico obiettivo: trovarle un marito e farla così diventare il problema di qualcun altro. Sarebbe un piano perfetto, se solo Miss Lillian Hargrove non si trovasse in un grosso guaio e non avesse davvero bisogno del suo aiuto. Costretto a starle accanto per salvarla da un terribile scandalo legato a un quadro, Warnick finirà per scoprire che, dopotutto, in Inghilterra c’è qualcosa che gli piace… anche troppo!

Ed ora la parola alla giurata con ovvi spoiler perchè davvero non riesco a non sviscerare quanto valga la pena di leggere questa sbobba.

Eccoci qui. Non so nemmeno da dove cominciare ma ci provo.
Abbiamo già conosciuto Alec nel libro precedente, amico d’infanzia dell’allora protagonista Marchese di Eversley, grande, grosso, bruno e sozzese, tanto che il libro in lingua originale si intitola “A Scot in the Dark” ossia uno scozzese nel buio, con tutti i doppi o tripli sensi che volete affibbiargli.

Oggi è il protagonista indiscusso di questo libro, lui e il suo cazzo.
No, non è una mia visione porca della situazione, tutto o quasi ruota intorno alle sue dimensioni, non del cazzo, del Duca.
Cmq.
E’ alto, con una stazza da giocatore di rugby di vasta esperienza, moro, con degli splendidi occhi scuri (ma screziati di brandy), rozzo quel tanto da piacere moltissimo alle donne e con una Sad Story da manuale perchè tutti i suoi problemi si possono ricondurre a quella grandissima vacca di sua madre che lo ha sempre fatto sentire inadeguato.

Oltretutto era pure povero in canna perchè è sì Duca ma per puro culo, era infatti il diciassettesimo in linea di successione e quindi all’epoca, quando era un pischello, per mantenersi agli studi faceva pulizie e roba simile e i suoi compagni di college, tutti insopportabilissimi figli di papà di sangue blu, lo denigravano e picchiavano. Poi lui è diventato grande e grosso ed hanno smesso di picchiarlo per ripiegare sull’ignorarlo e contemporaneamente le componenti femminili delle famiglie altolocate se lo sono preso come gigolò (la prima della serie è stata Peg, grande amore di Alec ma soprattutto grandissima stronza); da qui deriva il suo soprannome “La Bestia Scozzese” che si riferisce sia a lui in quanto rozzo e sanguigno che al suo enorme cazzone granitico.

E, prima che iniziate a sospettare che siano tutte mie supposizioni, vi faccio notare che a pagina 131 Sesily, parlando con Lily le chiede: “E’ vero quello che dicono? Ha realmente una stupefacente potenza sessuale?”. Ebbene Sì!

Ma.
Ma non immaginatevi un tizio tutto sicumera e cazzi sbattuti in vagine vogliose perchè lui soffre come un cane la sua stazza e invece di donare il tarello a chiunque lo desideri, si trincera dietro una coltre di ansia da accettazione  e teme di essere apprezzato dal gentil sesso solo per il suo girello di manzo e non per il suo io interiore. In breve ha tutto quello che gli altri uomini vorrebbero ma nonostante ciò è infelice come se fosse un microdotato senza arte nè parte. Morale? Anche i superdotati piangono.

Ah, dimenticavo. Non odia gli inglesi solo perchè quegli stronzi dei compagni di college (inglesi) lo umiliavano in ogni modo ed in ogni dove, e nemmeno perchè le donne inglesi lo utilizzavano come un didlo a temperatura perfetta, ma soprattutto perchè la mamma [lei, la colpevole per eccellenza] era inglese e non faceva altro che dirgli che lui era troppo grosso, troppo rozzo e troppo tutto per essere considerato accettabile dall’alta società.

Ma passiamo a lei, Lillian Hargrove. Bella, bellissima. Rossa con occhi grigi, magra ma con due tette da urlo, pelle chiara, soffice, implume.
E sola.
Solissima.
Orfana in tenera età viene affidata al Duca di Warnick, il quale però dopo poco muore e così, di morte in morte, di eredità in eredità viene dimenticata da tutto e da tutti, troppo povera per far parte della High Society, troppo borghese per far parte della servitù. Sola a dormire nel sottoscala di una delle 2000 magioni dell’odierno duca, fino al giorno in cui viene notata da Derek, squattrinato attore/pittore molto affascinante, il quale la seduce, la ritrae, le promette il matrimonio e poi la pianta davanti a mezza Londra dopo aver annunciato che il suo nudo verrà esposto alla Royal Academy. Sputtanata davanti al Ton e massacrata dalla stampa scandalistica. In pratica di nuovo sola. E pure senza la verginità, in pratica la morte sociale.

Ed è qui che entra in scena il nostro adoratissimo Alec, lui che appena la vede la ama appassionatamente ma che non si ritiene abbastanza, convinto di lordarla con la sua sola presenza; sulla carta, un uomo insostenibile, insicuro, con un arretrato di vuoti materni da riempirci un libro ma in pratica un uomo meravigliosamente Alpha senza essere prevaricatore, dolce, protettivo, brubero e irascibile e con il cazzo grosso, che non guasta mai. Lei ovviamente è immediatamente attratta da quell’enorme quarto di manzo che le piomba in casa, ma è arrabbiata, sola, disperata e non sa bene come potrà sopravvivere allo scandalo se non fuggendo nel continente.

Da qui in poi ci sono scontri di personalità sempre azzeccati, un’attrazione che cresce di pagina in pagina, una forza di volontà pazzesca da parte di Alec nel controllare i suoi travolgenti impulsi sessuali e un costante grido di aiuto da parte di Lily che finisce sempre con l’essere abbandonata da tutti quelli che ama.

Poi vabbè, il solito benedetto corollario di scene di sesso spinto in carrozza, con dita che si infilano in pertugi roventi e che poi vengono succhiate con voluttà. Ma che  ve lo dico a fare…..è la MacLean per fortuna. Una a cui piace parlare di cazzi e vagine, di capezzoli ciliegiosi e via dicendo.

God Bless Her.

Scorrono senza intoppi le 381 pagine, scorrono tra orgasmi, letti distrutti (questa è l’unica esagerazione fastidiosa. Le altre esagerazioni ci stanno alla grande), promesse non mantenute, recriminazioni, solitudini e incapacità di accettarsi. Scorrono e si divorano, diventano persino simpatiche le sorelle Talbot, Sesily è un personaggio bellissimo che spero vivamente venga sviluppato in futuro, le altre possiamo anche dimenticarle senza alcun senso di colpa.

E’ con grande gioia che accolgo il cameo di Georgina e West, che sono sempre favolosi e pucciosi.

Ora non voglio svelarvi tutti gli intrecci che la fantasiosissima Sarah ci propone ma vi dico che ci sono anche due cani adorabili, un abito orrendo, una paio di fughe nella notte, attrazione sessuale repressa che gronda come miele dalle pagine, sborrate megagalattiche in vagina senza alcuna GI a seguire, e un finale pucciosissimo che ho accettato senza recriminazioni perchè mi sono goduta come un riccio le 375 pagine precedenti.

Ma ora un dubbio cosmico.
Com’è che queste pulzelle inesperte alla fin della fiera fanno sempre un primo pompino che rimarrà ricordato dai partner come “Il Pompino della Vita?”. Come fanno? Nascono con una naturale propensione allo spompinaggio? Parliamone. Apriamo una seria discussione sul tema.

Ammettiamo pure che la cara Sarah abbia avuto gioco facile con la sottoscritta perchè a me l’uomo modello rugbista che ti prende, ti ciuccia [lui la lecca come nessun altro] e ti rivolta come piace a lui con le sue manone, le sue coscione tornite e il suo culo di marmo eccita a prescindere, se poi gli affibbi anche una sad story, la sensibilità, il tatto e il pene gloriosamente massello, allora mi avrai tua schiava tutta la vita. Ma onestamente è un libro che merita a prescindere, ne facessero a decinaia di libri di questo genere, non patetici, non stupidi, mai noiosi…..

Sì, insomma. Leggetelo. Leggetelo subito e mettetevi in coda, perchè Alec lo voglio testare per prima.

In poche parole

“In altre parole, le vene, i piedi, le mani, tutti gli organi dovrebbero essere ingranditi…..
….Allora avrebbe un enorme Schwanzstück! ”

Poschina

Recensioni lampo: Hunter _ James _ MacLean

Ed eccomi qui…a fare un po’ il punto delle ultime letture. Ovviamente Spoileroni Sparsi.
Non so se voi vi siate mai arrischiate a leggere la serie “Wicked trilogy” di Madeline Hunter. Io, essendo temeraria, mi ci sono fiondata comprando tutti e tre i libri e trovandomi a bestemmiare dalla metà del primo fino alla metà del terzo. Non perchè li abbia letti tutti, ma perchè visto lo squallore di “I sogni Proibiti di Eva” ho deciso di eliminare la lettura del secondo e passare al terzo, che ho comunque abbandonato a metà per dedicarmi alla James.

Ma spieghiamoci meglio.

Primo libro della serie, ci narra le vicissitudini di Gareth Fitzallen, figlio illegittimo di un duca, bellissimo, intelligentissimo, famoso per scoparsi tutte le belle donne del ton con maestria inimmaginabile, di lavoro commercia in arte e sta aiutando i fratellastri a recuperare delle opere d’arte che sono state nascoste durante la guerra con la Francia. E già qui ho cominciato con il mantra “E ridaje con ste cazzo di opere d’arte trafugate. Ma chissenefrega!”. Cmq. iddu ha appena ereditato una magione in rovina ad inculandia e sta andando a dare un’occhiata al rudere.

Per caso (ma come dice Maestro Oogway – Il caso non esiste – ) si incontra e si scontra con l’eroina di turno, tale Eva Russel, la quale sta portando a casa sua un quadro rubato dalla magione di Garreth, che le serve per farne una copia che rivenderà al mercato del pesce della città vicina e che gli permetterà di sfamare la bellissima sorellina.

E questo, signore e signori è il BM. Lei copia le opere d’arte che trova nella soffitta del bel bastardo, le rivende e le rimette a posto mentre lui gira per l’Inghilterra cercando disperatamente quelle opere che giacciono da anni nella polverosa soffitta sotto la quale dorme. Vi avevo anticipato che è Moooolto Intelligente!!!!!

Tra l’incontro e il momento in cui convolano a giuste nozze, c’è il tempo di slinguare, orgasmare, innamorarsi come quattordicenni alla prima cotta, rinunciare al proprio passato, scopare….. e via dicendo. Il tutto ammantato da una coltre di tedio che parliamone. Tra l’altro lui passa da scopatore senza cuore a maritino fedele nel giro di mezza pagina e, sinceramente, non si può sentire.

Voto 6.5 – perchè comunque è scritto bene e per me la grammatica ha il suo peso.

Ma passiamo ad argomenti più gustosi…..

E parliamone di questa cover…. parliamo di lui….della beltade di questo giovin signore e della zoccolaggine di codesta dama. Tutta tette e finta reticenza.

Cmq.
Avete presente quando alle medie il tizio che vi piaceva se ne è uscito con una frase infelice su di voi, tutti hanno riso, voi lo avete sentito e da quel giorno la vostra meravigliosa quarta di reggiseno è diventato il problema della vita? Ecco. A me capitava con le orecchie a sventola. Ci ho messo anni a farmi passare l’ansia del giudizio altrui perchè, onestamente, nessun adolescente ha mai fatto commenti meno che entusiastici sulle mie all’epoca sode e grosse tette.

Mia Carrington invece è complessata perchè minuta ma tettona e culona. (Notate come nella cover abbiano mantenuto una certa fedeltà al romanzo), ed è innamorata persa di Vander, figlio del Duca di Pindar il quale è notoriamente pazzo e la cui moglie è la compagna del padre di lei. Ve lo spiego meglio. La mamma di Vander si scopa il padre di Mia. Lei è fedifraga, lui no perchè è vedovo. Fatto sta che la povera Mia scrive. Scrive smielose poesie su Vander con spiccati riferimenti sessuali che nemmeno si rende conto di aver creato. Una di queste poesie è finita nelle mani del padre che l’ha divulgata e alla fine diventa gioco per Vander e gli amici. Peccato che Mia sia nella stessa stanza e senta tutto, si incazzi ed esca sbattendo la porta.

Una paccata di anni dopo Vander è il Duca di Pindar, Mia è stata mollata sull’altare dal fidanzato, ha un nipote con un problema ad una gamba (Tra l’altro Sparta non era nulla paragonata all’Inghilterra nobile dell’800), ed ha una manciata di giorni per trovare marito ed evitare che tutti i beni dell’adoratissimo nipotino finiscano nelle grinfie di Zio Richard.

Allora che fare? La cosa più ovvia le sembra quella di ricattare Pindar costringendolo a sposarla e a fare da padre al piccolo, dolce e sfortunato Charles. Lei pensa bene di scrivergli una letterozza nella quale spiega che sarà solo un matrimonio di facciata ma lui, essendo un uomo al 100%, non la legge e questo porta al BM. Lei pensa di fargli schifo perchè è grassa e lui pensa che lei sia incazzata con lui e che lo voglia lasciare per punirlo e siccome ha una Sad Sad Sad Sad story alle spalle, ha qualche problema con gli abbandoni e la tratta malissimo salvo poi avere il cazzo perennemente in tiro e sbattersela appena può in ogni angolo della casa e contro ogni muro. E sottolineo Contro il Muro.  

Tra una scopata e l’altra abbiamo tempo per lo zio ubriacone amante dei romanzi rosa, del nipotino zoppo ma sempre felice e che ovviamente diventerà, nonostante la zoppia, un grande cavallerizzo, di una comparsata del mai dimenticato Duca di Villiers con tanto di Thorn ed India (che si comportano come degli adolescenti che frignano sbattendo i piedi per terra), delle macchinazioni al limite del plausibile di Zio Richard e anche di un cavallo ribelle ed indomabile che si “innamora” di Mia.

E se questo non vi basta per farvelo leggere non so come altro potrei convincervi….ah…già…. Lui è uno scopatore seriale che ama spalmarsi sull’abbondante carnazza della moglie e lo fa spesso, con una certa foga e con tantissimi orgasmi come risultato. Quindi è uno che non vi rifiuterà se avete i rotolini sulla pancia e il culotto e i maniglioni anti panico dell’amore. In pratica io ho già preso il biglietto per andarlo a trovare…altro che dieta.

Anche qui tantissimo Ammoooore con Carrambata finale del tipo “Ti ho sempre amata ed infatti ho conservato per anni la tua poesia piena di riferimenti erotici involontari…..eccola qui, scusa le incrostazioni sul foglio ma sai com’è…sono 20 anni che mi ci sego sopra”.

Voto: 7,5 perchè alla fantasia senza limiti sapientemente mischiata con il sesso e con astrusità varie non so resistere.

Ed infatti approdo a lui

Faccio notare che sono gli stessi modelli della copertina del libro precedente con anche dei vestiti simili…. la fantasia al potere.

Quarto ed ultimo libro della serie The Rules of Scoundrels, narra le vicende sessual-scandaloso-amorose di Georgiana Lieghton. Ce la ricordiamo tutti perchè la prima volta che l’abbiamo vista era fuggita dal Ton per rifugiarsi in campagna dopo essere stata ingravidata da uno sconosciuto e aver deciso di tenere la figlia della colpa. E’ la sorella di quell’ex pezzo di ghiaccio del Duca di Leighton, ora  estimatore dell’anticonformismo dopo aver sposato Giuliana Fiori, sorellastra di quel meraviglioso pezzo di carne che è Gabriel St. John, fratello di Nicholas.
Non dimentichiamoci che Leighton per sposare Giuliana, ha mollato sull’altare Penelope Marbury, ora moglie di Bourne, socio del locale per scambisti “L’Angelo caduto” e sorella di Pippa  , ora contessa di non ricordo cosa, protagonista di una scena eroticissima…lei che si masturba davanti a Cross, inginocchiato di fronte alla poltrona dove la lady si sgrilletta, che la fa venire parlandole e alitandole sulla gnagna ma senza nemmeno toccarla. Nel caso vi foste persi questa scena bagnamutande, correte a recuperarla.

Sono passati dieci anni da quando Georgiana ha partorito ed ora è decisa a sposare un titolato per poter dare un futuro alla brillantissima ed intelligentissima figlia. Tutto bene….se non fosse che su una delle testate di proprietà di Duncan West, è apparsa una vignetta volgare che ha alimentato il pettegolezzo nel ton….e se non fosse che West è bello, affascinante e la fa bagnare ogni volta che si vedono…e se non fosse che lui diventa granitico al solo sentirla nominare…. e se non fosse che in mezzo ci sono altri segreti: identità nascoste, passati turbolenti, morti, cattiverie gratuite, amarezze, promesse da mantenere.

Ma non preoccupatevi, c’è tempo per titillarsi, inturgidirsi, smaniare, orgasmare, sospirare ed, ovviamente, innamorarsi….perchè cos’è una verga turgida in una vagina grondante senza il Vero AAAAAAAMMMMMMOOOOORRRREEEEEE?

Nota a margine. Avevo provato a leggere il terzo libro della serie, quello incentrato su Temple “Il Duca Assassino” ma non ero arrivata a pagina 50. Ci riproverò in tempi migliori.

Voto: 8 perchè a me la fantasia sfrenata della MacLean in questo caso piace, perchè nonostante ci sia talmente tanta carne al fuoco da incendiare l’intera Milano questo libro mi ha fatto venir voglia di rileggere gli altri e perchè finalmente noto tutti gli indizi che erano stati seminati dall’autrice riguardo all’identità del quarto socio, il misterioso Chase. E poi diciamocelo, polemiche sulle molestie sessuali a parte che mi hanno fatta etichettare come una maschilista [Maschilista io?!?!?!??!?], a me l’uomo che sa cosa fare ad una donna a letto, mi piace assai e West sa esattamente cosa fare, e come, e dove. Un bell’esempio di maschio Alpha da non lasciarsi scappare.

In poche parole

  •  “Gira mezza Inghilterra alla ricerca dei quadri trafugati……..Erano nella sua soffitta.” Signori e Signore…Il Genio
  • “Scommetto che gli faccio schifo le mie tette enormi… Lui se la scopa in ogni dove ed in ogni luogo regalandole orgasmi incredibili.” Ecco a voi La Svegliona
  • “Un uomo ed una donna…anzi no, due uomini e una donna, anzi no….due uomini e due donne”. Praticamente un’orgia.

Poschina

 

La Colpa e il Desiderio – Sarah MacLean

Io non penso che sia facile recensire decentemente un libro. Se lo si vuole fare seriamente, con tanto di conoscenze che ti permettono di scrivere quelle frasi altisonanti piene di citazioni di autori dai controcazzi e di frasi prese da libri che hanno fatto la storia della letteratura.
Meno male che io ho la faccia come il culo e di fare recensioni che finiscano sulle pagine di tutti i giornali me ne fotto alla grande ed è per questo che oggi mi dedico ad un libro letto in mezza giornata che probabilmente tra un paio di giorni avrò dimenticato nonostante lo abbia trovato talmente piacevole da inserirlo nella categoria “Lammerda che piace”.

cover

La Trama: Bionda, occhialuta, bizzarra, la giovane lady Philippa Marbury ama i libri e le scienze, rifuggendo qualunque altro tipo di passione. La sua vita sembra aver trovato il giusto equilibrio: sta per sposare un normalissimo fidanzato e insieme a lui vivrà dedicandosi ai suoi cani e ai suoi studi. Prima di compiere il grande passo, però, Philippa ha deciso che vuole sperimentare ciò che non ha mai provato: per far questo ha bisogno di qualcuno che la guidi per i vicoli più oscuri di Londra… Una canaglia come Cross, insomma, scaltro proprietario di una famigerata sala da gioco. Sotto i panni del fiero libertino, però, palpita un sentimento diverso e incontrollabile…

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerissimi

 Ho scelto questo libro tra la massa di romance che imperano su Amazon solo perchè già dalla trama avevo capito che sarebbe stato un ammasso indistricabile di assurdità e improbabilità. Ed io adoro leggere roba assurda per poi potermi accanire come un pitbull assetato di sangue sull’autrice, perchè non sono una bella persona. Poi però, capita che, come in questo caso, in realtà di accanimento ce ne sia ben poco perchè pur essendo nel regno dell’assurdo più assurdo, ci si nuota bene e alla fine si taglia il traguardo piuttosto soddisfatti della propria prestazione.

Lui è un conte o roba simile, ma siccome da giovane era un libertino tutto sesso, alcool e sesso, ed una sera il suo adorato perfetto fratello primogenito lo ha sostituito come chaperon della sorella minore finendo per morire ammazzato in un incidente in carrozza, che oltretutto ha lasciato la sorella zoppa, si è depresso, colpevolizzato, martoriato fino a far finta di essere un poveraccio qualunque e gestire una delle sale da gioco più famosa di Londra. Che poi dico, sono capace anch’io di fare quella che “no, non sono abbastanza brava per essere degna del nome della famiglia, me ne vado, vi lascio in pace” sapendo che il titolo, il patrimonio e persino l’erba su cui ho pisciato è inalienabile e che quindi a prescindere da tutto…alla fin della fiera, sarà mia.

Caro il mio Jasper (nome che ho scoperto piacermi moltissimo) così siamo capaci tutti.

Cmq.
Un giorno nel suo ufficio piomba Lady Philippa. Apparentemente un cesso con occhialoni spessi alla Odoardo di Lupo Alberto, magretta, senza attaccato niente (ricordiamoci tutti che eravamo nell’epoca d’oro delle tipe come me. Io avrei spaccato e invece sono nata nell’epoca post Twiggy e risulto irrimediabilmente sovrappeso per gli standard anoressici di oggi), di primo acchito sembrerebbe anche timida e riservata, la quale gli comunica che dovendosi sposare da lì a due settimane vorrebbe saperne un po’ di più sull’argomento  sesso perchè lei è una scienziata e per amore della scienza vuole assolutissimamente arrivare preparata alla prima notte di nozze. Quindi desidererebbe tanto che lui le spiegasse la meccanica dell’atto sessuale.

Ecco. Questo basta a chiarire che siamo in territorio Fantasy.
Lui pensa che sia completamente fuori di cozza, poi vede le sue dita storte e gli viene durissimo, di marmo, una roba che nemmeno il David di Michelangelo (se lo avesse di dimensioni adeguate e in tiro).
Da qui al 70% del libro è tutto un cazzi turgidi repressi e vagine vogliose di sperimentare qualsiasi cosa perchè, ebbene sì, lei ha capito che lui le fa un sesso atroce e non fa altro che pensare alle sue ossa.
E questo mi ricorda quando mi piaceva un tizio fighissimo [ovviamente non mi ha MAI cagata di pezza. Ero un’amica. La Friendzone l’ho inventata io] il quale aveva delle mani meravigliose. Io però non mi focalizzavo sul dettaglio “mani” ma su tutto quello splendido insieme. Perchè io sono normale. Invece lei  si fa un sacco di seghe mentali su quanto la attizzano le sue ossa. Sì, Pippa, hai ragione, Sei strana forte.

Tra un incontro non voluto e l’altro, la Sad Story che tende al patetico di Jasper e le domande idiote di Pippa che dimostrano che è una scienziata tanto quanto io sono astronoma, c’è il tempo di spogliarsi semi nude e masturbarsi davanti al proprio uomo dei sogni, così, da un momento all’altro perchè baci con la lingua no, ma peep show sì. Eh già. Nel 1800. Una ragazza di Buona Famiglia. In un Club per uomini. Che si Masturba.

Un applauso per questa scrittrice. Brava. Brava Sarah, così ti voglio. FantasyRomanceStorico. Mi piace.

E si prosegue così. Si scopre che lui per espiare le sue colpe che non sono colpe sono sei anni che non scopa e qui si spiega tutto. Sei anni di astinenza e David Gandy scoperebbe persino me. Oggi. Con la ricrescita dei peli e la canotta di Tezenis. Verde.
Quindi Pippa ha vita facile. Persiste nel fargli domande scomode e lui si eccita costantemente ma mantenendosi a distanza di sicurezza, fino a che il poveretto non ce la fa più e passa da sognare ad occhi aperti di sfondarla per ore, a sfondarla per ore. E meno male perchè la parte più noiosa del libro sta’ proprio nel continuo, ossessivo, ripetitivo, fastidioso spasimare di Jasper per la pazza senza fare nulla ma limitandosi ad essere mortalmente geloso e facendoci sapere ogni 15/20 righe che il suo uccello vorrebbe tanto trovarsi al caldo nella guaina ancora inviolata di lei.

Per fortuna ad un certo punto la situazione si sblocca e, inutile dirlo, seguono il ripensamento del mattino dopo perchè “Lei merita di più” ed il conseguente scontatissimissimo lieto fine; oggettivamente meno patetico di molti altri ma dimenticabile con la stessa rapidità.

Epilogo? Of Course. 4 mesi dopo lei è gravida. Perchè morire….e ripeto, morire, se una volta gli tocca aspettare non dico un anno, ma almeno 6 mesi. Così, tanto per distinguersi dalla massa.

Lo consiglio? Ma sì. Cazzo, siete al mare, in spiaggia, con la vostra playlist preferita di spotify nelle orecchie e vi siete appena spaparanzate sul lettino. Cosa c’è di meglio che fiondarsi in una storia al limite del ridicolo che nonostante ciò vi terrà incollate alle pagine fino allo scontatissimo epilogo?
Essere scopate da David Gandy, ovviamente; ma intanto che aspettate potete tranquillamente leggere.

In poche parole

La Friendzone, comunque, l’ho inventata io.

Dieci cose da seguire per non farselo sfuggire – Sarah MacLean

Secondo me il libro fa cagare per colpa di coloro che hanno tradotto il titolo, ai quali auguro con serenità un attacco di diarrea fulminante.
Un titolo come “Ten ways to be adored when landing a lord” è diventato l’obbrobrio sopra citato. Santo dio, siamo nel 2014 possibile che non riusciate ad essere originali, divertenti o anche solo letterali nelle traduzioni?

Bando alle recriminazioni linguistiche, passiamo a quelle letterarie.

Ladies & Gentlemen: L’ Epic Fail del 2014

lord

La Trama: Da quando è stato nominato lo scapolo più affascinante di Londra da una popolarissima rivista, Nicholas St. John non ha avuto pace. Perseguitato senza tregua da ogni zitella in cerca di marito, non vede l’ora di fuggire dalle trappole della mondanità. Ma finisce tra le braccia di una delle donne più determinate e deliziose che abbia mai incontrato…
Di famiglia nobile, Lady Isabel Townsend ha troppi segreti e poco denaro. È abituata a cavarsela da sola, ma dopo la morte del padre si ritrova disorientata e bisognosa di aiuto, con un fratello minore da proteggere e a cui badare. Lord Nicholas, così peccaminosamente bello e pronto da sposare, si presenta come la sua unica salvezza. Ma neanche il migliore dei piani può prevedere le conseguenze che potrebbe avere il più ingestibile degli imprevisti: l’amore!

Ed ora la parola alla giurata

Ammetto senza vergogna che mi sono annoiata anche solo leggendo la trama. Io, che ho amato con tutta me stessa il primo libro della serie e che ancora oggi sospiro al solo pensiero del Marchese di Ralston. Io, che ho comprato addirittura la versione cartacea del primo libro e mi sono premurata di apporvi il timbro che ne certifica la proprietà. Io, che ho creduto di aver trovato una nuova scrittrice da idolatrare sono rimasta delusa in modo imbarazzante da questo libro. Una roba indecente.

Per farvi capire il dramma che ho vissuto comincio dicendovi che il personaggio che più ha attirato la mia attenzione è stato il conte bambino, e con questo potrei chiudere la recensione, perchè se arrivo a trovare interessante il personaggio di un bambino state certi che intorno a lui può esserci solo il vuoto cosmico. E infatti….

Il protagonista maschile, Nicholas St. John, sulla carta è il mio uomo ideale. Moro, occhi chiari, colto, appassionato di arte, alto, fisicato, con una cicatrice che scorre dal sopracciglio allo zigomo, ricco e bravo a scopare. Essendo il gemello di Gabriel non poteva che essere identicamente bellerrimo.
Peccato.
Peccato che invece di farmi venir voglia di strappargli le mutande a morsi, leggendo la sua caratterizzazione, mi sia venuta voglia di un Twix, che sto mangiando in questo momento e che mi sta dando porche soddisfazioni.

Lady Isabel è la figlia di un conte dissoluto e a causa della classica “storia triste” si è dovuta occupare da sola della casa e via dicendo. Sì, mi annoio persino a scriverlo. Ospita nella sua magione donne di vario genere bisognose di aiuto candidandosi per il ruolo di “Santa Maria Goretti 2014”; disperata a causa della mancanza di denaro, decide di vendere le preziose statue antiche della mamma deficiente. Per puro caso (noi sappiamo però che non è così) incontra sulla sua strada il bellissimo Nicholas, il quale la salva da morte certa e lei cosa fa? La figa di legno.

Ora…… Stai per essere investita da un treno di cavalli. Un uomo bello, sexy e ben dotato si lancia su di te per proteggerti, tu appena ti riprendi dalla botta cosa fai? Come minimo lo ringrazi. Non dico di arrivare a sventolargliela in faccia per cercare di farti dare una leccatina, ma un grazie mi sembra il minimo. No. Lei si indispone, lo tratta male, poi una volta capito chi è cerca di irretirlo con la scusa delle statue finendo per mollarlo come un perfetto coglione in mezzo alla strada. Il tutto mentre io sbadigliavo copiosamente.

Non voglio spoilerare perchè magari qualcuna di voi è così temeraria dal volerlo leggere ma il motivo per il quale Nicholas decide di andare alla magione per valutare le statue è il BM di tutta la storia. Peraltro uno dei peggiori BM letti negli ultimi tempi, ma pazienza.

Come diceva mia nonna “la paglia vicino al fuoco brucia” e i due noiosi piccioncini oltre ad innamorarsi nel giro di un’ora cominciano a sperimentare le gioie della conoscenza reciproca. Prima lui la bacia e lei rimane scombussolata. Poi la fa orgasmare come non ci fosse un domani a suon di toccatine maliziose, successivamente arriva l’immancabile “best cunnilingus ever” e a quel punto, proprio mentre lei è sul punto di venire le butta con nonchalance la domanda da un miliardo di euro. Voi sposarmi? Ovvio che sì.

Parliamone. Lo sanno tutti che portare una persona ai limiti dell’orgasmo e in quel momento chiedere qualcosa che fino a 10 minuti prima era impossibile è una tecnica infallibile per ottenere qualcosa. Se stai facendo un pompino ad un uomo, senti che sta per venire, ti sollevi un secondo e sussurri con voce da porca “oggi mi sono fatta prendere la mano e ho speso 250 € in Mondadori”, lui 100 volte su 100 non si lamenterà per la spesa eccessiva ma pur di arrivare al traguardo ti allungherà la carta di credito per soddisfare anche i tuoi pruriti da Sephora. Funziona così, altrimenti come vi spiegate il mio credito illimitato su Amazon?

Cmq.
Semplifichiamo e arriviamo al dunque: finirà bene. E non ci verrà risparmiato nemmeno il solito, noioso, banale, prevedibile, mieloso epilogo del quale, sinceramente, non sento l’esigenza. A me, di cosa succede dopo 3 mesi non frega un beneamato cazzo, anche perchè lo riesco ad immaginare da sola, anzi; il fattore immaginazione mi permetterebbe di inventarmi epiloghi variegati e personalizzati invece di subire le solite frasi trite e ritrite che temo vengano acquistate dalle autrici con i buoni spesa al LIDL.

Per me è no!

A questo libro mancano il brio e la freschezza che mi avevano conquistata nel primo volume della serie e ho anche notato che alcune scene sono l’esatta fotocopia di quelle contenute nel precedente tomo. Non si fa. Almeno fagliela leccare in una posizione diversa rispetto a quando descritto la volta precedente.
Manu mi assicura di non farmi scoraggiare da questa delusione e di dedicarmi con passione al prossimo libro della serie, che lei ha letto in inglese e apprezzato moltissimo.

L’unica parte che vale la pena leggere è quella nella quale Isabel tiene testa al Duca di Leighton o come diavolo si scrive. L’unica che ha una certa forza nella scrittura e che fa apprezzare un personaggio femminile irritante e noioso. Fossi stata Nicholas l’avrei corcata di botte e lasciata a morire in un angolo buio della proprietà.

Non sono una bigottona che si scandalizza se la dama in questione prende l’iniziativa, ma qui si esagera. Parliamo di una che passa la prima noiosissima parte del libro a pontificare roba tipo “oddio gli uomini no… sono tutti brutti, cattivi e puzzolenti” che nel giro di due scene grida “sbatti il tuo uccello caldo e turgido dentro alla mia guaina. SUBITO!” e, come dire, mi sembra un po’ esagerato e mi ha dato fastidio.

Invece ho trovato tenererrimi il Turco e Lara e, come già detto, James e il suo interagire con Nicholas. Tra l’altro la cara Sarah prima ci prensenta il piccolo conte, ci fa affezionare alla sua triste solitudine e poi se ne dimentica.

Mavaffanculova….

I casi sono due:
o il libro è effettivamente talmente piatto a livello di caratterizzazione dei personaggi da indurmi per forza di cose ad apprezzare caratteri che di solito mi sono indifferenti, oppure la Woodiwiss ha irrimediabilmente resuscitato parti di me che tenevo sotto chiave per non permettere alle sdolcinatezze di prendere il sopravvento.
Opto per la prima ipotesi.

Sarah, hai toppato.
Mi dispiace ma questo libro è una decina di gradini sotto a “Nine rules to break…..”, hai vergognosamente appiattito il personaggio di Nicholas, che avevo adorato a suo tempo e hai involontariamente sottolineato la superiorità caratteriale/sensuale/amorale di Gabriel nella scena iniziale al pub. Due frasi, un sorriso, un’alzata di sopracciglio e Ralston si è fagocitato St. John in un boccone. Lo ritroveremo alla fine del libro, capace come al solito di restituire un po’ di pace alla mia psiche turbata dal piattume imperante.

Se nel primo libro ero talmente presa dalla storia da sorvolare con gioia su tutte gli anacronismi storici, in questo capitolo li ho notati tutti e li ho trovati irritanti a livello viscerale.
Ho avuto la tentazione di abbandonare il libro più di una volta… roba che mi capita assai di rado.

In poche parole

Ora so cosa prova un professore quando dice ad un alunno “Da te questo non me l’aspettavo”. Sarah, mi hai diluso.

Poschina