A Taste of “Devil in Spring” – Lisa Kleypas

Giusto stamane ho finito “Devil in Spring” di Zia Lisa, terzo libro della serie “Ravenels” e primo in ordine di gradimento, per lo meno per quanto mi riguarda. Sia chiaro che mi riservo di cambiare completamente opinione dopo aver letto la versione italiana, anche perchè una pessima traduzione potrebbe irrimediabilmente rovinare la prima parte del libro, che ci regala scambi di battute degni di nota e che mi hanno riportata ai fasti di qualche tempo fa.

La Trama: Most debutantes dream of finding a husband. Lady Pandora Ravenel has different plans. The ambitious young beauty would much rather stay at home and plot out her new board game business than take part in the London Season. But one night at a glittering society ball, she’s ensnared in a scandal with a wickedly handsome stranger.

A cynical rake…

After years of evading marital traps with ease, Gabriel, Lord St. Vincent, has finally been caught-by a rebellious girl who couldn’t be less suitable. In fact, she wants nothing to do with him. But Gabriel finds the high-spirited Pandora irresistible. He’ll do whatever it takes to possess her, even if their marriage of convenience turns out to be the devil’s own bargain.

 

Traduzione a spanne della trama: Lei è una giovane donna che non ambisce al matrimonio, lui un giovane gaudente che non ambisce al matrimonio, si incontrano, si scontrano e non si sa bene perchè lui si invaghisce di lei e lei si invaghisce di lui . . .  finisce a confetti e fiori d’arancio, con tanto di pericolo finale.

Ed ora la parola alla giurata

Al momento è il libro della serie che mi è piaciuto di più, anche se non sono arrivata al punto di ballare nuda sul tavolo dalla gioia, tutta la prima metà de libro funziona bene (o abbastanza bene), gli avvenimenti si susseguono fluidi ed è un piacere rivedere Sebastian ed Evie nel ruolo di genitori amorevoli che spiaccicano con fascino e charme chiunque incontrino sul loro cammino.

Pandora e Gabriel sono una bella coppia, anche se lei spinge un po’ troppo sul femminismo per i miei gusti (e se lo dico io che riduco la vita ad una perenne lotta per la parità dei diritti è tutto dire) e continua a rimbalzare il fighissimo e fin troppo disponibile Gabriel per la paura di perdere la sua libertà.

Ho trovato tenerissime le confessioni di Pandora relative al suo passato, che ci aiutano a capire meglio la famiglia di merda con cui è cresciuta e che ci mostrano la fragilità di questa ragazza, soprattutto prechè messe in contrapposizione all’infanzia tutta amore e considerazione che ha avuto Gabriel.

Diciamo che fino al matrimonio tutto fila liscio come l’olio e la fotta di leggere mi ha accompagnata nell’attesa tra un viaggio in treno e l’altro, mentre i problemi insorgono tutti nella seconda metà del libro (o forse sarebbe meglio dire l’ultimo terzo) nel quale, improvvisamente, si cambia registro e ci ritroviamo in un turbinio di avvenimenti più o meno drammatici, un po’ raffazzonati e che si svolgono e si risolvono troppo in fretta perchè si possa approfondire l’argomento (del quale comunque non me ne sarebbe fregato proprio nulla).

Sinceramente speravo che si ponesse l’accento sul business di Pandora non solo come espediente per parlare dell’emancipazione femminile, ma anche come perno della sua futura vita, mentre l’argomento viene discusso fino all’inverosimile in forma teorica e quasi ignorato in quella pratica, ma pare che Zia Lisa abbia deciso di concentrarsi (maluccio) sui cambiamenti socio-culturali della seconda metà dell’Ottocento, a volte a discapito di logica e fluidità narrativa.

Non che ci sia qualcosa di male nel voler affrontare un tema come l’emancipazione femminile, anzi…..avercene di libri che ne parlano, ma fatto in questo modo, ossia senza mai nemmeno per sbaglio scendere nel dettaglio mi sembra più pretestuoso che funzionale.

Detto questo penso che il modo in cui Pandora viene compromessa sia degno di nota anche se l’improvviso interesse di Gabriel per la donzella è un po’ troppo improvviso.

Nota di colore. Anche Gabriel è uno di quegli uomini a cui piace la donna in piena sindrome premestruale, altrimenti non si spiega come abbia fatto a non defenestrarla dopo la lezione di valzer. A seguito delle ultime letture è oltremodo evidente che io abbia incontrato nella mia vita solo ed esclusivamente una manica di stronzi, i quali non hanno mai avuto alcuna intenzione di sorbirsi insicurezze, paure e quant’altro. Me ne farò una ragione.

Attendo con ansia la versione in italiano del libro per capire se mi è piaciuto perchè letto in lingua originale oppure è semplicemente un buon libro. Anche qui siamo lontani dalla perfezione ma tra i tre libri della serie  è quello che rileggerei volentieri quindi direi che stavolta è andata bene.

Bene, ma non benissimo.

p.s. Gabriel accenna a perversioni sessuali che lo catalogherebbero come inadatto al matrimonio, ma io non ho visto nulla che non fosse normale sesso. Mi sono persa qualcosa nella traduzione? Bah…. lo vedremo tra un annetto, quando avrò letto anche la versione italiana.

In poche parole

Ok, Zia Lisa…Molto meglio, anzi Bene ma non Benissimo….anzi Bene ma con riserva, diciamo un 7 meno meno.

Poschina

Qualcosa di Meraviglioso – Judith McNaught

Più ci penso e più mi rendo conto che questo libro, letto a Gennaio e non recensito a causa  della terribile tormenta di neve che mi ha bloccata su un treno delle Ferrovie Nord tra Bollate Nord e Garbagnate Parco delle Groane, è a tutti gli effetti un comfort book. Uno di quei libri che mi fanno sospirare, sognare, appassionare, amare, arrabbiare, godere come un riccio porco e che mi permettono di ristabilire un certo equilibrio cosmico.

we18br0jo0a5sigxKadM0A

La Trama: Assalito dai briganti sulla via di casa, Jordan Townsende, duca di Hawthorne, viene salvato da un misterioso cavaliere in armatura che poi, però, perde i sensi. Solo dopo averlo fatto visitare, Jordan scopre che in realtà si tratta di una ragazza, e basta una notte per comprometterle la reputazione. Così Alexandra si ritrova precipitosamente sposata, seppur altrettanto rapidamente innamorata. Ma pochi giorni dopo il matrimonio, Jordan scompare per riapparire parecchi mesi più tardi, quando Alexandra, credendolo morto, si è ormai trasferita a Londra ed è diventata la lady più corteggiata del ton.

Ed ora la parola alla giurata

Vi avverto. Contiene spoiler. Molti spoiler. Spoiler positivi. Spoiler per farvi venire la fotta di leggerlo…..

La prima volta che vediamo Jordan Addison Matthew Townsend, Duca di Hawthorne, ha diciott’anni ed ha appena terminato di scopazzarsi una sciura, amica di famiglia, sposata, il cui marito (proprio in quel momento)  si sta sbattendo sua madre nel labirinto, mentre suo padre si sta gustando l’ultima amichetta.
Capiamo immediatamente che Jordan rimarrà per molto tempo nei nostri cuori di trentenni degli anni 2000, perchè già da giovane è bello, fisicato, grandissimo scopatore ed irrimediabilmente cinico.

Lo so. Per essere davvero perfetto avrebbe dovuto chiamarsi Alistair, ma la vita è dura e non sempre le cose vanno come noi vorremmo.

Contemporaneamente, a qualche miglio di distanza, una giovanissima Alexandra sta ascoltando rapita suo nonno che le insegna i grandi classici riempiendole la testa con tutti quegli aforismi e quelle frasi fatte che noi donnine adolescenti amiamo scrivere riempiendo pagine e pagine di Smemorande.

Ma passiamo ad oggi. Jordan ha 27 anni, è un libertino incallito che considera le donne delle merde che camminano buone solo ad aprire le gambe, non crede nell’amore e passa la sua vita scopando e duellando. In pratica, l’uomo ideale. Una sera, mentre si dirige nella sua tenuta di campagna, viene aggredito da due briganti e, inaspettatamente, un cavaliere su un ronzino sfigato lo salva.
Convinto che sia un ragazzino, lo porta in una locanda per curarlo, salvo poi accorgersi che si tratta di una ragazzina con due occhi meravigliosi e un’intelligenza viva.

In breve.
Quella gran vacca della madre di Alex pretende un matrimonio riparatore, Jordan accetta e la povera ragazzina quasi diciottenne si trova costretta a sposare un gran figo, moro, abbronzato, virile, scopatore straordinario, e anche fottutissimamente ricco.
Provo una gran pena per lei.
Grazie a dio io a me una disgrazia del genere non è mai successa. Certo, tutte le altre sono arrivate… a scaglioni, ma sono arrivate tutte pretendendo pegno.

Ma lasciamo stare.

Alex è giustamente terrorizzata da quello che l’aspetta, oltretutto la nonna di Jordan è la classicissima Vecchia Stronza che non può accettare che il suo adorabile, cinico nipote sposi una sciacquetta di campagna che non ha nemmeno un avo nobile. E noi sappiamo che Alex ha un passato difficile. La di lei puttanosa madre, tempo addietro l’ha data copiosamente al primo pirla ricco che ha incontrato, è stata costretta a sposarsi, ha messo al mondo la figlia del peccato e poi è stata abbandonata dal marito nella residenza di campagna e praticamente semi-ignorata…dulcis in fundo ha scoperto che il marito era già sposato  e che aveva un’altra figlia bellerrima che egli adorava.
Quindi la dolce, intelligente e pura di cuore Alex, ha il trauma dell’abbandono.

Ovviamente nel giro di due giorni ed un bacio, si innamora follemente di Jordan, il quale invece, pur ammirandola perchè è intonsa e non contaminata dal mondo malato, cattivo e falso nel quale lui sguazza come una carpa giapponese, è fermamente deciso a mollarla nella sua tenuta nel Devon e dimenticarsi completamente della sua esistenza.

Le cose però cambiano.
Dopo aver trascorso qualche giorno con la sua Sposa Bambina ed essersela scopata con tutti i sacri crismi, Jordan comincia a provare qualcosa per lei…purtroppo però viene rapito e confinato su una nave di deportati o roba simile (non è certo un dettaglio importante) e quindi non può dire ad Alex che per lui è importante, anche perchè altrimenti, come faremmo ad avere il BM che muoverà tutta la seconda parte del libro?

Tutti lo credono morto ed Alex si ritrova così sola, disperata, ed in balìa della Vecchia Stronza e del cugino di Jordan, Anthony. Passato il momento di frastornamento totale, decide di diventare una perfetta duchessa di Hawthorne per onorare la memoria del marito e si impegna diventando oltre che fighissima, anche una perfetta dama del ton.

C’è un piccolo problema.
Per proteggerla, sia la Vecchia Stronza che Anthony, le hanno sempre dipinto il defunto marito come un santo innamorato di lei, uomo d’onore e di sani principi, incorruttibile e degno del massimo rispetto.
Purtroppo questo porta Alex a parlarne in questi termini con il ton, diventando lo zimbello di tutti… oltretutto in più di un’occasione si trova a complimentarsi con le ex amanti del marito, facendo proprio la figura della cogliona.

A questo punto la Vecchia ed Anthony decidono che è ora di finirla e le dicono chiaro e tondo che Jordan l’ha sposata solo perchè gli faceva pena, che era intenzionato a mollarla nel Devon e che la sera prima di sparire è andato a sbattersi allegramente la sua ultima amante.

Amara, devastante disillusione.
Noi ci conosciamo bene, ma Alex ti ha incontrato per la prima volta e l’effetto è stato sorprendente.
Passato lo shock iniziale, la piccola, dolce, pura di cuore Alex, si trasforma nella bellissima, incazzatissima, vendicativissima Alexandra e, in culo alla memoria del presunto defunto Jordan, decide di godersi ricchezza, bellezza e popolarità fino in fondo.

La nuova Alex funziona a livello commerciale, tutti la vogliono, tutti la amano, e lei se la gode un mondo, finalmente libera di fottersene altamente di tutte quelle stucchevoli regole che il ton impone alle donne.

Meanwhile Jordan riesce a fuggire e passa il tempo che intercorre tra la fuga ed il ritorno a casa fantasticando sul momento in cui la dolce, piccola Alex poserà di nuovo quegli spledidi occhi innocenti ed adoranti nei suoi.

Peccato.
Peccato che arrivato alla magione venga informato che la Duchessa al momento è impegnata nel suo matrimonio con l’attuale Duca di Hawthorne, Anthony.
Lo shock da rientro aumenta quando Jordan si rende conto che la Sposa Bambina che ha lasciato 15 mesi prima ha lasciato spazio ad una splendida, sexyssima diciannovenne piena di curve che lo guarda con odio e disprezzo.
Bentornato a casa Alist… Ehm, Jordan.

E siamo solo a metà libro.

Alexandra non è più adorante, innamorata, fiduciosa.
E’ rabbiosa, disillusa, scaltra.
E a Jordan viene duro, anzi, granitico, solo a guardarla da lontano, figurarsi quando sono a stretto contatto.
Si rende conto che se la moglie che aveva lasciato gli piaceva, la cavalla pazza da domare gli piace ancora di più. Con lei non si annoia, è perennemente eccitato, stimolato cerebralmente e completamente soggiogato dalla sua bellezza.
In pratica Alex è diventata la donna che ha sempre sognato.

In breve scopre anche perchè Alex è così astiosa nei suoi confronti. Il di lei maggiordomo gli spiega che prima si è dispetata, poi lo ha idealizzato ed è stata così stolta da sbandierare al bel mondo quanto amasse il suo dolce, comprensivo marito, diventando lo zimbello di tutti, per poi scoprire che lui non l’amava affatto e che era intenzionato a mollarla nel Devon, proprio come suo padre aveva fatto con la madre zoccola.

A questo punto Jordan decide che la vuole a tutti i costi. Ed escogita un piano per riconquistarla. Tre mesi nella casa di campagna, a base di sesso, cavalcate, sesso, passeggiate, sesso.
Jordan, ci sono qua io. Smetti di perdere tempo con Alex, sella i cavalli e passa a prendermi, sono qui sotto che ti aspetto.

Ovviamente, la ex dolce Alex, che è tutto tranne che scema, accetta.
Perchè in fondo lo ama ancora e poi cazzo, è un pezzo di manzo da collezione, chi non lo vorrebbe?

Dimenticavo che intanto qualcuno tenta di fare la pelle al nostro adorato Jordan. Ricordiamoci che a questo punto della storia ha già all’attivo un tentato omicidio finito in rapimento e un secondo tentato omicidio davanti alla sua magione cittadina.

Quindi abbiamo un uomo che cerca a suon di scopate di riconquistare sua moglie, qualcuno che trama nell’ombra e scene bucoliche di pic nic ed uscite a pesca che si concludono sempre e comunque con dei multiorgasmi. Mio dio, quanto amo questo libro !!!!

Non vado oltre con gli spoiler.
Finirà ovviamente bene, con tanto di mielosità gratuite, che di solito critico aspramente…
… ma quello che non vi ho mai detto è che io adoro il miele di castagno, dolce, avvolgente, cremoso con una nota amarognola del tutto irresistibile.

Ok, siamo nel romance sfrenato, con situazioni inammissibili nella vita reale e il classimo BM che sarebbero bastati due minuti di chiacchierata per risolvere, ma ce ne fossero di romance così.
Ho riso, mi sono addirittura intenerita perchè Alex, soprattutto all’inizio è di un’ingenuità atroce, ma un’ingenuità tenera, che ti fa venir voglia di proteggerla e Jordan è l’antitesi dell’ingenuo. Spietato, cinico, disilluso. In un certo qual modo perverso. Mamma mia !!!! Tantissima Roba !!!!
Poi ci sono smielate improvvise, amori indimenticabili, passioni ingestibili.

Questo libro non gronda miele millefiori, nemmeno di tiglio, gronda miele di fottutissimo castagno.

In poche parole

Jordan, ma dove cazzo sei?

Poschina

p.s. un encomio alla tizia/tizio che su Amazon ha scritto “i personaggi sembrano usciti da un romanzetto rosa” senza minimamente rendersi conto che ha acquistato e letto proprio un romanzetto rosa. Ergo, i personaggi sono perfetti, sei tu lettore/lettrice ad essere profondamente sbagliato.

Tu Mi Appartieni – Madeline Hunter

La prima volta che ho letto questo libro, l’ho divorato a velocità impressionante. In questi giorni me lo sono goduta con calma, assaporando tutti i piccoli e grandi sassolini che la scrittrice ci ha lasciato durante la storia per indurci a capire meglio Addis e Moira ma soprattutto per giustificare il titolo, che per la prima volta dopo tanto tempo, non è una stolta storpiatura di quello originale ma anzi, la perfetta controparte in italiano. [In v.o. si intitola By Possession].

Oltretutto, sono molto legata a questo libro perchè, in fondo, io sono Moira.
Per anni ho sofferto del fatto che la gente non si ricordasse di me. Non mi sto autocommiserando, giuro che è vero. Se uscivo con gente nuova, al secondo incontro mi si ripresentavano come non ci fossimo mai visti. Non una volta, per caso. Sempre.
Ero praticamente invisibile.
Certo, ero moooooolto più timida di oggi, ma nulla giustificava ai miei occhi il rendermi conto che per la gente ero assolutamente insignificante.
Quindi la sensazione di rivalsa sociale che Moira prova è un po’ anche la mia. Certo, io non sono una serva della Gleba, però ho il superpotere dell’invisibilità.
Ed ovviamente nessun cavaliere sfregiato visita il mio letto di notte, certe fortune ( a me ) non capitano mai !!!

download (1)

La Trama: Per anni Moira Falkner lo ha creduto morto in Crociata, ma quando lo vede entrare con passo deciso nel suo modesto cottage non ha alcun dubbio. Addis de Valence, che da giovane scudiero era stato il suo eroe, adesso è il suo signore: temprato dalla vita e tornato a reclamare il proprio feudo usurpato dal fratellastro. Ma se Moira non può ignorare la passione che sta germogliando in lei, è nel contempo consapevole dell’ostacolo insormontabile della loro diversa condizione sociale. Preferirebbe affrancarsi da quell’uomo piuttosto che diventarne l’amante all’ombra di una legittima sposa.

Ed ora la parola alla giurata

Addis de Valence è giovane, bello, onesto e destinato a diventare, alla morte del padre, il Signore del maniero. Ha una promessa sposa bellissima, delicata, dolce e sexy (Claire), un ottimo amico (Raymond) ed una vita apparentemente perfetta.

Purtroppo però, si deve crescere e alle certezze adolescenziali, si sostituisce un futuro merdoso e deludente, fatto di tradimenti, disillusioni, sofferenza e lotta.

Il crollo morale e fisico, comincia per Addis in tempi lontani, quando muore sua madre e lui si rende conto che “fotte sega” a nessuno e che l’unica persona che è disposta a comprenderlo a dargli conforto, è una ragazzina sconosciuta che incontra per puro caso.
Noi questo lo sappiamo perchè Moira ci mostra un suo ricordo. Il ricordo di quando ha incontrato Addis una sera e lo ha trovato profondamente turbato dalla morte della madre, gli si è seduta vicino e gli ha offerto comprensione e affetto. Nulla di più, purtroppo. Tra l’altro lui non l’ha nemmeno riconosciuta.

Ad oggi Moira vive in un tugurio con un bambino, che non è suo figlio ma il figlio di Addis e Claire (morti entrambi) che deve proteggere perchè il fratellastro di Addis, Simon, potrebbe ucciderlo per impedirgli di ereditare.
Moira non sa che Addis non è morto, ma che anzi sta per tornare, determinato a riprendersi quello che è sempre stato suo, ad ogni costo.

Al loro primo incontro dopo 8 anni, viene immediatamente messo in chiaro il rapporto che intercorreva tra i due. Per Addis, che non l’veva mai notata e anzi, l’aveva sempre chiamata “l’Ombra di Claire”, Moira era solo una bambina paffutella, ordinaria, invisibile. Mentre per Moira, Addis era il sole. Un amore adolescenziale, disinteressato. Era colui che una volta l’aveva difesa dagli stupidi ragazzini che la vessavano a causa della relazione della madre con il padrone delle terre. Era quello che non la vedeva nemmeno, che avrebbe sposato la bella, splendente e luminosa Claire.

Man mano scopriamo, parola dopo parola, ricordo dopo ricordo, che la dolce, bella, solare Claire, in realtà era una ragazzina viziata e anche vagamente stronza. Mentre Moira, invisibile, insignificante e per giunta figlia della puttana di Bernard (padre di Raymond) era una ragazza forte, determinata, onesta.

Parte del libro si sofferma ad analizzare le profonde differenze tra ciò che si mostra e ciò che si è. Addis ha dei doveri che non può evitare nonostante sia perfettamente conscio che l’unica cosa che lo fa stare bene con se stesso è Moira, con la quale sente un legame nonostante non riesca a capire da dove provenga questa sensazione. Ricorda vagamene qualcosa, senza tuttavia riuscire ad identificarne la fonte. Si ricorda della sua voce e di una frase da lui pronunciata: “Canta per me”.
Nient’altro.
E nonostante questa consapevolezza, non può permettersi di amare chi vuole, di darle una casa, una famiglia, un figlio legittimo.

Moira è solo una serva, poco importa che ami davvero Addis, agli occhi di tutti è solo la sua puttana. Ha il potere di calmarlo, lo fa sentire a casa, lo ama profondamente ma lo respinge. Lo respinge perchè non vuole diventare la puttana di nessuno, tantomeno dell’uomo che ama. Vuole dignità. Rispetto. Onore.
Sogna di sposare un muratore, di potersi elevare da “serva della Gleba” a moglie di un uomo libero, sogna una casa e dei bambini, la stabilità di una famiglia.
Moira sogna cose normali.
Quello che molte donne, ancora oggi, vogliono.

Noi sappiamo, perchè conosciamo i suoi ricordi, che Moira ha conosciuto il vero Addis, quando tornato da una battaglia sfregiato e in punto di morte, sua madre lo ha salvato. Sappiamo che lei gli è stata vicina, che lo ha confortato durante la sofferenza, lo ha spronato a non arrendersi, a combattere, a vivere.
Ed ora che ha a portata di mano la possibilità di stare con lui, resiste con tutte le sue forze.

Si può resistere alla passione?
Si può controllare l’emozione?

No.
Nemmeno provandoci con tutto l’impegno del mondo.

Moira alla fine cede. Ma a tempo determinato.
“Verrò a vederti varcare le porte, però no, non vivrò là con te…”
Sa che Addis dovrà sposarsi per cementare le alleanze e non ha nessuna intenzione di restare a guardare mentre sposa un’altra e si rifà una vita.
Poi, mentre finalmente si godono un po’ di pace, lei pronuncia un’unica, significativa frase:

“Mi sembra di essere in un mondo nuovo, come se la terra, l’aria e ogni pianta fossero cambiate”.

E, finalmente, Addis comincia a comprendere quello che era sempre stato dentro di lui, ma che non riusciva a cogliere.
Ma non basta.
Moira decide comunque di andare via.

Ci sarà un lieto fine?
Sì, ma non il classico, noioso, prevedibile lieto fine delle fiabe; con matrimonio, bambini, rose, fiori ed uccellini cinguettanti.
Ci saranno amore, difficoltà e lotta.
Come nella vita reale.

Il libro non è un turbinio di eventi che ti travolge e ti stordisce, è piuttosto un odeggiare tra passato e presente per cercare di scandagliare minuziosamente le personalità dei due protagonisti. Entrambi con un passato e un futuro con cui fare i conti. Addis non è più il ragazzo sorridente dall’armatura scintillante e Moira non è più l’Ombra di nessuno. E’ una donna che cerca di affermarsi, perfettamente conscia della sua condizione di schiava e follemente innamorata di un uomo che non può avere, ma che in realtà ha già da anni, senza che nè lui, nè lei, se ne siano mai resi conto.

Tutto il libro è percorso da un velo di malinconia che non guasta affatto.
Anzi, io l’ho trovata una carta vincente, rende il tutto più umano e realistico.
Di fondo c’è anche la volontà di Addis di riappropiarsi delle terre che gli appartengono, con intrighi, tradimenti, pericolo.

Cosa si può chiedere di più ad un romance medievale?
Niente.
In questo libro c’è tutto quello che serve per intrattenere, appassionare, emozionare senza stucchevolezza e mielosità inutili.

Ho cercato di non spoilerare troppo, perchè vi avrei tolto il gusto di leggere e svicerare lentamente la storia.
Una storia che io ho amato.
Sia Addis che Moira sono due bei personaggi, vittime degli eventi, impossibilitati a fare quello che in realtà vogliono, coraggiosi nel cercare sempre e comunque di sopravvivere al meglio.
Avrei voluto esprimermi su Claire ma se lo avessi fatto, vi avrei detto troppo.
Avrei voluto parlarvi della passione di Addis e della sofferenza di Moria, ma perchè togliervi tutto il gusto della lettura?

In poche parole

L’eroe medievale che avete sempre sognato.

Poschina

Troppo Bello per Essere Vero – Kristan Higgins

Ecco un altro post “work in progress”.
Sto ancora leggendo e mentre leggo mi inalbero, sbuffo, scuoto la testa con aria sconfitta, insomma “barcollo ma non mollo”. E prima che mi dimentichi tutti i motivi che mi hanno spinta a smadonnare, li butto giù… sai mai che mi rammollisca nei prossimi giorni e mi dimentichi di avere un cervello….

download

La Trama: C’è chi guarda le vetrine desiderando cose che non potrà mai permettersi, chi invece ammira le foto di alberghi di lusso in cui non andrà mai. Io invece mi sono spesso immaginata di aver incontrato un ragazzo carinissimo e perfetto quando invece non esisteva. Come quel giorno in cui avrei preferito restarmene a casa invece di partecipare a un matrimonio. Non era tanto la cerimonia a disturbarmi, quanto il fatto che ci sarebbe stato quel bastardo del mio ex, al braccio di mia sorella, per giunta, mentre io sarei arrivata da sola. L’unica soluzione era inventarsi un fidanzato, un tipo meraviglioso e affascinante con sex appeal da vendere e un tagliente senso dell’umorismo. Uno di quelli per cui le altre sbavano di invidia e sarebbero disposte a tutto pur di rubartelo… Di sicuro uno così non è l’uomo della porta accanto, sarebbe troppo bello per essere vero.

Ed ora la parola alla giurata

Io non ho nulla contro chi ha una fervida immaginazione e adora vivere in un mondo parallelo. Io lo faccio costantemente. Non avete idea di quante volte abbia recitato un ipotetico discorso di ringraziamento in un’ipotetica cerimonia degli Oscar. Sempre, costantemente, in un perfetto inglese britannico.

Ma passiamo a noi.
Perchè siamo di fronte all’ennesimo personaggio femminile goffo, sgraziato e al limite del grottesco? Una cosa che non capirò mai. Davvero. Perchè le protagoniste di questi romance siano sempre profondamente imbranate non riesco a spiegarmelo.
In questo caso è anche profondamente irritante per la sua completa ed agghiacciante attitudine al martirio. Ed io ho goduto come un riccio quando più o meno a metà libro Callahan le pone le domande che io mi trascinavo dall’inizio. Tra le quali la più importante.

“Perchè ti fai trattare come una merda da tutti?”

Appunto Grace. Perchè?
Hai due sorelle. Una più grande ed una più piccola.
Un fidanzato che, a detta tua, ami pazzamente.
Poi il tuo boy e la sorellina si incontrano, palesemente si invaghiscono l’uno dell’altra, e tu che fai?
Nell’ordine:

– ti lasci mollare dal fidanzato senza, non dico lottare, ma esigere una spiegazione (il tutto a 3 settimane dalle nozze)
– spingi i due piccioncini a mettersi insieme
– la meni a chiunque che sei felicissima che stiano insieme anche se stai morendo dentro
– vieni coinvolta continuamente nella loro relazione e non fai una piega
– ti viene chiesto di fare da damigella d’onore alla sposa e tu dici di sì e anzi, sei contenta (ma sei cretina?)
– ti chiede di andare con lei a comprare l’abito da sposa e tu ti metti a 90 e la inciti ad usare lo Strap-On

Ma chi sei? La regina del masochismo estremo?

Nonostante tutto, martirio, goffaggine, incapacità cronica di evitare figure di merda, Grace riesce ad attirare l’attenzione del suo nuovo vicino, il fighissimo, sexyssimo, eroticissimo, virilissimo Callahan. Escono insieme, fanno del gran sesso e lui è anche così tenero, dolce, comprensivo, puro di cuore, sensibile, maschio ma con grazia, innamorato fradicio nel giro di due giorni e un convinto sostenitore dell’onestà a tutti i costi. E’, in pratica, il personaggio maschile più stucchevole che io abbia mai incontrato.
Nemmeno per un secondo sono riuscita a figurarmi nell’atto di essere selvaggiamente posseduta da questo manzo di prima qualità. Fisicamente ci siamo, ma gli manca completamente spessore. E’ un cartonato. Gli mancano completamente le sfaccettature. Non ha nemmeno una sfumatura di colore. Monocromatico ma senza il fascino degli Achrome di Piero Manzoni o dei Monochrome di Yves Klein.

La relazione procede finchè lui non scopre il BM della storia, ossia che il famoso ex fidanzato di Grace, pediatra perennemente impegnato con l’ospedale, in realtà non esiste. Era pura finzione. Invece di farci una bella sghignazzata, lui si incazza come una faina perchè si sente tradito e imbrogliato e un sacco di altre cose che mi hanno annoiata a morte. Quindi fa le valigie e se ne va. Basta, lei gli ha mentito e non merita il perdono. Avrei capito se l’avesse piantata perchè è completamente cretina, goffa, masochista e un po’ tanto sfigata, ma per essersi inventata un fidanzato? Ma dai……

La faccio breve. Alla fine Grace si incazza e vomita addosso alla famiglia frustrazioni, ingiustizie, sofferenza e recriminazioni. Il tanto agognato matrimonio tra sorella ed ex fidanzato non arriva al fatidico “sì”; la sorella maggiore si riconcilia con il marito, l’amico gay trova l’amore della sua vita… se vi sto annoiando a morte ditelo che smetto.
Ok, smetto.

Però lasciate che vi rassicuri.
Callahan torna con la coda tra le gambe, decidono di sposarsi, di mettere in cantiere un figlio che poi al momento della nascita si rivelerà essere una bambina nonostante le 115 ecografie sostenessero fosse un maschietto. E siccome c’è un’orrpilante storia legata a Via col Vento, la chiameranno Rossella O’Hara O’Shea.
Ma che romanticismo !!!!!!

Ora scusate, devo andare a vomitare.

Lo so benissimo che sono libri per rilassarsi e per sognare, ma io non ho sognato, mi sono annoiata, ho sbuffato, lottato per arrivare alla fine. Tutto troppo esagerato, inverosimile, irritante. Personaggi monodimensionali, caricaturali, privi di fascino. E’ un libro che non consiglio, non rileggerò, non ha aggiunto nulla in positivo o in negativo alla mia vita.

Cosa penso di Callahan?
Call….chi?

In poche parole

And the Oscar goes to…. Poschina !!!!!

Poschina

Lettere Scarlatte – Nicola Cornick

Se pensavate che solo perchè luglio è ufficialmente il mese di rilettura dei romanzi chiave della mia inutile vita, avrei trascurato il romance squallido di questo secolo, non mi conoscete affatto.
Proprio oggi ho terminato un romanzo che sulla carta mi attirava come la nutella, peccato che alla fine si trattasse di “merdarella”. Una delusione pazzesca. Ma andiamo con ordine.

LETTERE-SCARLATTE

La Trama: Scozia, 1812 – Se è vero che ne ferisce più la penna che la spada, Lady Lucy MacMorlan rappresenta un pericolo letale, dato che non c’è nessuno in tutta la Scozia più abile di lei nell’arte dello scrivere. Spinta dal desiderio di aiutare il fratello innamorato, riesce addirittura a mettere fuori combattimento un potente laird, sottraendogli la fidanzata il giorno stesso delle nozze. La promessa sposa, infatti, dopo aver ricevuto da un misterioso spasimante delle lettere ardenti, passionali ed emozionanti, decide di fuggire. Ma l’onta non può essere lasciata impunita. Il nobile respinto altri non è che il temuto Sir Robert, Marchese di Methven. Non appena intuisce che dietro al suo mancato matrimonio c’è l’incantevole Lucy, ha ben chiaro il da farsi: persa una sposa, ne esigerà un’altra, dai capelli rossi, lo sguardo fiero e capace di parlar d’amore.

Ed ora la parola alla giurata

Ve lo dico subito. Qui si spoilera selvaggiamente, tanto non vale la pena leggerlo.

Siamo in Scozia all’inizio dell’Ottocento. Due gemelle, una intraprendente, l’altra riservata, spiano alcuni uomini ospiti della loro magione. La sorella riservata, per parare il culo a quella intraprendente, si ritrova per un fortuito caso da sola con un bel ragazzone di un clan rivale, il quale le ruba un paio di baci.

Passano gli anni e noi ritroviamo la sorella riservata, Lucy, intenta ad aiutare il fratello cretino a sedurre la fidanzata di quello stesso ragazzone che anni prima l’aveva sbaciucchiata. E fin qui, due palle!
In breve il bel ragazzone, Robert, viene piantato sull’altare dalla promessa sposa, si gira a guardare la folla, vede Lucy che non ha mai dimenticato nonostante tutte le disavventure che ha patito, ed immediatamente capisce che lei è coinvolta.

Lucy si caga sotto capendo di essere stata scoperta, e cerca di sfuggire alle ire del bel Robert. Spoiler: non ci riesce. Lui le provoca brividi di piacere solo a guardarlo, ma lei rifugge qualsiasi contatto fisico con gli uomini perchè ha visto quella cretina della sorella gemella Alice, morire di parto. Non è cretina perchè morta di parto, è cretina perchè si è fatta ingravidare da uno sposato, ha costretto la sorella a tenere nascosta la cosa e ad assisterla durante il parto prematuro che la porterà alla morte. E no, non ho provato nè compassione, nè pietà per Alice e nemmeno per il figlio della colpa e tanto meno per Lucy.

Ma analizziamo questa eroina nella quale IO dovrei identificarmi. Ci viene ripetuto almeno un migliaio di volte quanto sia intelligente. Scrive benissimo, fa parte di un circolo segreto di donne che venerano la scienza, le arti e gli uomini seminudi, è bella, in carne (che, ricordiamolo tutti, significa che ha una 4a di reggiseno, 60 cm di girovita, il culo di Sophia Loren e le gambe di Elle MacPherson perchè questi libri sono scritti da donne ma le eroine rappresentano SEMPRE l’ideale di donna del maschio medio).
Ha un cugino stronzo che odia, il quale odia Robert.

Fatto sta, che il bellissimo Robert: Alto, imponente, muscoloso e strano a dirsi. . . . moro con occhi chiari, è invaghito di lei e siccome deve sposarsi e generare un erede entro due anni e lei corrisponde alle rigidissime pretese richieste dal testamento, le propone di sposarlo.

Ricapitolo:
Lui bellissimo, ricchissimo, virilissimo ma anche romantico, protettivo, intelligente, dolce.
Lei bellissima, ricca, sensuale, terrorizzata dal sesso, intelligentissima e sotto sotto passionale.

Il cugino bastardo la rapisce per poi approfittarne, ma ovvio come il fatto che odio il mio lavoro, Robert la salva, la accudisce e le ripropone di sposarlo. Lei rifiuta.
Siamo a metà libro e il massimo che abbiamo ottenuto sono NOIA e un paio di slinguazzate che mi hanno intrigata come Andy Murray.
Il bel ragazzone le fa notare che essendo sparita da casa ormai da due giorni è compromessa ed è meglio che sposi lui piuttosto che rimanere zitella ma zoccola agli occhi del mondo. Allora lei che è intelligentissima scappa nella notte finendo sulle terre del cugino stronzo e rischiando di farsi uccidere.

Di nuovo, Robert la salva.
Almeno stavolta lei acconsente al matrimonio, raccontando anche a Robert, che ormai è talmente eccitato da avere una perenne, dolorosissima, erezione, i motivi della sua rinuncia al sesso. E vi assicuro che mentre Lucy raccontava la sua noiosissima straziante storia triste, ho mentalmente ripetuto il condizionale del verbo avere.
Avrei potuto comprare un altro libro.
Avresti potuto comprare un altro libro, cretina.
Avrebbe potuto mungere le mucche invece di scrivere questa noia…..
…e via dicendo.

Il Big Misunderstanding è questo. Lei compra da una fattucchiera locale una mistura di erbe per non rimanere incinta. Spoiler: non la prenderà mai.

Ormai siamo giunti più o meno all’80% del libro e ancora non le ha ficcato nulla nello scrigno segreto. In compenso abbiamo all’attivo una decina di orgasmi della ex “non voglio avere nulla a che fare con il sesso” Lucy. Il tutto senza che alcun brivido sia passato, nemmeno per errore, nel mio corpo. Grave, molto grave.

C’è una piccola perla. Dopo che lui le ha donato 122 orgasmi consecutivi, lei si accorge di non aver fatto nulla per la sua ormai granitica erezione. Essendo una vergine inesperta la prima cosa che fa è prenderglielo in bocca, come ha visto fare nei disegni sui libri erotici di suo nonno. Ora ci alziamo tutti in piedi ed applaudiamo per la scena più idiota mai scritta in un romance storico. [Scroscio di Applausi]

Per farla breve, vanno nell’isola dove è morto l’adorato fratello di Robert e lui oscilla in un bipolarismo assolutamente fastidioso. Fino a che una sera, dopo un pallosissimo inseguimento, lui finalmente glielo butta iniziandola ai piaceri della penetrazione.
Lucy a questo punto scopre che il sesso è bello, divertente e appagante e ci danno dentro come conigli in ogni dove e in ogni posizione. Lei a questo punto se ne fotte dell’eventuale morte di parto.

Il cugino stronzo prova di nuovo a rovinare tutto ma ovviamente non ci riesce (scena di combattimento inutile e noiosa). Ma tutto e bene quel che finisce bene. I due piccioncini sono fastidiosamente felici, hanno anche procreato nei tempi giusti per rispettare i termini testamentari e il libro si conclude con loro che trombano.

Io ho il mio finale alternativo, che mi soddisfa molto di più
Eccolo.

Lucy resta incinta praticamente subito, anzi… è già incinta al momento della lotta con cugino stronzo. Purtroppo però sta male. Siccome siamo nel 1800 in Scozia, non sanno come curarla. Nonostante tutto arriviamo al nono mese, siamo vicini al parto e tutto va bene.
Peccato.
Peccato che Robert sia appena morto cadendo da cavallo mentre tornava a casa per assistere Lucy. Peccato anche che una cameriera chiacchierona se lo lasci scappare proprio davanti alla partoriente. Lei sbrocca. Muoiono nell’ordine: il bambino, la mamma, la cameriera stolta (decapitata dal cugino di Robert), la balia ed il medico che stava assistendo al parto.

Il libro si conclude con il cugino stronzo che arriva a strage avvenuta per rivendicare il possesso delle terre. Un po’ come Fortebraccio nella scena finale di Amleto.

In poche parole

Ora dovrò rileggere la Kleypas per riappacificarmi con il romance storico.

Poschina

Heaven Texas & Il Lago dei desideri – Susan E. Phillips

Ok, non è la solita recensione e diciamocelo fuori dai denti, a nessuno frega una sega di quanto scriverò sotto, ma ci sono cose, situazioni ed espedienti che mi tolgono  completamente il gusto della lettura. In questi due libri della Phillips ho trovato due degli espedienti più fastidioserrimi di sempre se non compensati da una notevole capacità di scrittura e da una storia con i controcoglioni.

Farei notare come la mia compulsività mi abbia fatto acquistare non uno ma ben due libri di una scrittrice a me sconosciuta. Ah, la disperazione cosa fa fare………

CopHeavenTexaslago

Le Trame

Heaven Texas: Gracie Snow ha tre problemi da risolvere:un ex campione di football da proteggere (il buono),un ragazzo diventato ricco e perfido (il cattivo),il suo cuore che comincia a perdere colpi…Riuscirà a sistemare tutto e a capire dov’è l’amore? Una storia divertente, sexy e con un pizzico di malizia. Una lettura imperdibile per chi ha voglia di sorridere e lasciarsi andare. Gracie Snow decide di lasciarsi alle spalle un’intera vita e accetta un’offerta di lavoro a Hollywood come assistente di produzione. Subito però le viene affidato un incarico difficile: deve convincere Bobby Tom Denton, un affascinante ex giocatore di football, a presentarsi sul set per iniziare le riprese del suo primo film.

Il Lago dei Desideri: Molly Somerville ha una vita (quasi) perfetta: adora il suo barboncino, il suo lavoro di scrittrice per bambini, il suo minuscolo loft. L’unico neo è la sua cotta storica per un quarterback scavezzacollo, quel detestabile e superficiale e irritante e… meraviglioso Kevin Tucker, che finora non ha fatto altro che ignorarla. Il talento di Molly per ficcarsi nei guai la porterà proprio tra le sue braccia, a farsi spezzare il cuore in una sola notte. 

Ed ora la parola alla giurata

Spoiler – Spoiler – Spoiler

Non so bene se la colpa della mia assenza di passione per questi libri sia da attribuirsi all’appartenenza a due culture completamente diverse. Per capirci io trovo assolutamente insensata la fastidiosa abitudine americana che lega il numero di appuntamenti alle concessioni sessuali.

Esempio. Se vai a letto con un tipo prima del terzo appuntamento sei una zoccola. Al primo appuntamento la lingua, al secondo la lingua + un lieve strusciamento, al terzo puoi concedergli una palpatina, al quarto lo fai entrare in casa, al quinto puoi dargliela. SERIOUSLY????
Nel 2014?

Così pare.
O almeno così pare che sia nell’america vera, non nella sfavillante New York di film e telefilm. Sarà per questo divario culturale, lo stesso che non trova niente di strano nello sposarsi dopo  due mesi dal primo incontro, ma che anzi lo trova romantico, che faccio fatica ad amare davvero questi libri. Sono scritti bene, spesso anche divertenti e non eccessivamente mielosi, tuttavia non riesco ad entrare nell’ottica. Mi rimane sempre quella cosa alla “Harmony” che non riesco a scrollarmi di dosso.

Per esempio in Heaven Texas lei è una trentenne sciatta (ma con una passione per la biancheria intima da zoccola), vergine, apparentemente sfigaterrima, che viene mandata a recuperare il figo di turno. Che poi parliamone…. il figo di turno indossa pantaloni bianchi con camicia malva/lavanda di seta e cappellone da cow boy. In pratica Julio Iglesias al suo meglio. Una roba che nemmeno se me lo regalano e chissene dei soldi e del cazzo grosso.

Cmq. dicevamo. Lei è vergine. VERGINE. Come in un Harmony. Perchè in questi libri non esiste mai una donna normale, con una vita normale ed una vita sessuale nella media. O zoccoloni o vergini.
A trent’anni.
Negli anni 2000.
Americans !!!

L’espediente irritante però non è la verginità della pulzella, anche se ammetto che un paio di bestemmioni mi sono scappati, ma il “fingiamo di essere fidanzati”. Perchè?
Susan, te lo dico da NON scrittrice a scrittrice di successo; perchè non ti sei spremuta le meningi un filino, giusto per non cadere nella banalità più assoluta? Giusto per dimostrarmi che sai fare in modo che due persone apparentemente diversissime si innamorino senza costringerli in una finta relazione che li porta, inevitabilmente, a stare a contatto stretto e a scopare. Ma se non bastasse questo, c’è anche il terribile, anacronistico, fastidioso “ti faccio da tutor sessuale”. Ma dai !!! Scopate e fatela finita. Ci sarà mica bisogno di un tutor per fare sesso? Non si può sentire.

E, ovviamente visto che il libro è per donne e le donne sono coglione e superficiali come poche, alla fine, dopo ben un mese e mezzo di conoscenza profonda, lui le chiede di sposarla e finisce con un’evasione di prigione, un inseguimento in macchina e baci ed abbracci in mezzo alla folla giubilante.

E questa fiera dell’assurdo non è nulla in confronto al secondo libro.

Lei è un’ereditiera che ha rinunciato a 15 milioni di dollari per potersela cavare da sola.
BWahahahhahahahahah…. Quando avete finito di ridere ditemelo che proseguo…. Fatto?

Lei scrive libri per bambini nei quali riversa la sua vita privata, è innamorata di uno strafigo che non la caga di pezza ma un giorno per sbaglio sono costretti a dividere una casa, lei la notte va in camera sua, si spoglia, gli mette il goldone, se lo scopa mentre lui è mezzo addormentato e il goldone si rompe, ma lei non è nel periodo del mese giusto e nonostante ciò rimane incinta.

Ora, hai 27 anni, sei single, fai fatica a campare, stupri un tizio la notte, rimani incinta e cosa fai? Sei felice. Ecco; questo esempio di donna demente è deleterio per la reputazione del nostro sesso. Io, donna, l’ho odiata con tutta me stessa. Non puoi essere così scema. Nel senso che nessuna donna in una situazione del genere sarebbe tranquilla e rilassata a pensare al nome del nascituro, quantomeno prenditi una decina di giorni per abituarti all’idea, altrimenti sembra che tu l’abbia fatto apposta. Poi ovviamente non lo dice al padre ma quella ficcanaso di sua sorella e suo cognato scoprono chi è, lo vanno a prendere per i capelli e lui invece di dire… “ragazzi, quella pazza mi è saltata nel letto, poi mi ha detto che non era incinta e col cazzo che la voglio tra i piedi” decide di sposarla, perchè si sa; siamo nel 1940 e concepire fuori dal matrimonio è una vergogna.

Poi lei perde il bambino e questo permette alla coppia di non odiarsi più perchè si sa, le stragi uniscono come non mai (spoiler: non è vero. Le disgrazie dividono, ma non vogliamo turbare le fragili donne che leggono questi romanzi quindi facciamo finta che tutti siano buoni, bravi, comprensivi e pazienti…).
Vanno in un camping dei genitori di lui dove, sorvolando su metà libro, alla fine cominciano davvero una relazione ma siccome lei è mezza scema, insicura, convinta che non avrà mai la storia d’amore più bellerrima del mondo, finge di non provare nulla se non la mera attrazione sessuale e lui che invece se la scopa all’urlo di “io sono tuo marito quindi se scopiamo non c’è nulla di strano”, evita di mostrare i suoi veri sentimenti perchè intanto è impegnato a fare chiarezza su quello che prova per la sua vera madre.

Ah, c’è anche lo spazio “sesso tra vecchi” che vi risparmio perchè sono molto meno sadica di quanto potrei sembrare.

Il picco di merda lo raggiunge quando alla fine lui si rende conto che la ama e, giuro, va a chiedere il permesso di sposarla di nuovo (americans !!!) alla sorella, la quale lo sottopone ad una – prova d’amore –  prima di dare il benestare. Nonostante ciò la pazza – scema – insicura – gli dice che lei non vuole l’amore. A lei non basta, deve avere la più grande storia d’amore del mondo.

Ed io l’ho odiata se possibile ancora di più perchè cazzo, hai 27 anni. Non 12. Io ti odio perchè rappresenti il peggio del mio sesso, il peggio dell’umanità in generale e sopporto ancora meno la caratterizzazione stile “Santa Maria Goretti”. Sempre queste donne buone, sensibili, che amano i bambini, incazzate ma mai fastidiose, ribelli ma con gentilezza, insignificanti ma sempre con un bel culo e un vitino da vespa e le caviglie sottili. Ma cazzo se sei insignificante sei insignificante !!!! Non puoi essere insignificante e avere il corpo di Charlize Theron. No, perchè saresti figa !!!!

Se proprio dovete scegliere, tra i due prendete “Heaven Texas” nonostante tutto è più realistico e la protagonista molto più interessante.

In tutto ciò la cosa davvero triste è che sono libri scritti bene. Spesso ho sorriso e a volte addirittura riso di gusto perchè alcune situazioni sono molto divertenti e i dialoghi brillanti.
Semplicemente credo che siano un po’ troppo “da donna” per me e un po’ troppo “americani” per i miei gusti da italiana – lombarda – milanese rampante.

Io non comprendo davvero il dichiarasi amore eterno dopo una scopata e non ritengo onorevole sposare una donna che non conosco solo perchè è incinta. Lo trovo stupido ed irresponsabile. Non siamo nel 1800, non è più necessario, non si rovina irrimediabilmente la reputazione della donna e i figli possono essere cresciuti benissimo fuori dal vincolo matrimoniale. Quando leggo certe cose, che per me sono più che anacronistiche, mi innervosisco e il racconto perde immediatamente credibilità togliendomi in parte il gusto nella lettura e influendo negativamente nella valutazione.

Leggeteli consci di quello che vi aspetta, ossia puritanesimo, convenzioni sociali, romanticismo adolescenziale, matrimonio assicurato, un pizzico di divertimento, assurdità come se piovesse.

In poche parole

Quella vena di puritanesimo che proprio non riesco a sopportare.

Poschina