Chicago Stars_La Serie – Susan E. Phillips

A voi persone normali probabilmente certe cose non capitano.
Voi non vi infossate con un autore anche se vi fa spesso incazzare.
Voi non recuperate serie concluse da anni e vi imbestialite come se fossero state scritte ieri.
Ma io sì.
Succede che il romance storico al momento non mi offre nulla di succulento e allora frugando nel kindle trovo un romance contemporaneo letto anni fa che tutto sommato non mi era dispiaciuto e allora lo rileggo e mentre lo rileggo penso che forse sarebbe anche ora di leggere tutta la serie, poi mi ricordo perchè avevo smesso di leggere l’autrice in questione ma ormai è tardi, il mio cervello continua a mandarmi l’imput di “Leggere subito TUTTA la serie, non importa come, dove, quando e quanto ti incazzi. La DEVI finire”. Ed io, al mio cervello, non so proprio dire di no.

Ma andiamo con ordine. E con spoileroni ovunque tanto la serie la sapete tutte a memoria.

Primo libro della lunga serie è “Il gioco della seduzione”, titolo originale “It Had to be You”, e già qui vediamo la lungimiranza dell’editore medio italiano che prende un titolo perfetto (poi vi spiego perchè) e lo trasforma in un titolaccio Harmony Style per attirare quelle tra di noi che antepongono la carnazza al contenuto.

Piccola premessa: in questo libro, che non mi è dispiaciuto, troviamo un po’ quelle che saranno le caratteristiche comuni a tutta la serie. Una donna ferita che non sa bene chi è e cosa fare della sua vita e del suo corpo, un uomo apparentemente invulnerabile che in realtà è una mousse al cioccolato bianco ricoperta da uno strato di solido cioccolato fondente.
Uomini bellissimi, fortissimi, affidabilissimi, bravissimi a letto, grandissimi baciatori, ricchissimi, famosissimi e che sono anche comprensivi, intelligenti, pazienti, passionali, feriti ed in cerca di quella donna che finalmente vedrà in loro il bambino di 5 anni bisognoso d’affetto che si nasconde sotto quel centinaio di kg di muscoli e cazzi ragguardevoli. Altra caratteristica delle donne della Phillips è che si credono insignificanti e poi sono TUTTE dei pezzi di figa atroci.

Tu le senti e sono sempre lì a definirsi insignificanti, bruttine, sessualmente poco appetibili e poi guarda te, chi l’avrebbe mai detto, in realtà sono fighe che si vestono di merda e basta. E’ sufficiente un giro dal cinese dietro l’angolo, 50€ in vestiti da supergiovane e via…. la figaggine esplode.

In questo caso invece siamo di fronte a Phoebe, ricchissima figlia di uno stronzo cosmico che alla morte le lascia in gestione la sua squadra di Football (I Chicago Stars che danno il nome alla serie) a tempo determinato. Idda è meravigliosa. Una bambolina perfetta con due tette da urlo, un culo di marmo e una serie infinita di traumi psicofisici che la rendono insicura e debole. Primo grande trauma: il padre che l’ha sempre trattata come una merda spiaccicata e che non le ha nemmeno creduto quando in lacrime a 18 anni o roba simile ha raccontato di aver subito uno stupro (secondo enorme trauma). Quindi la nostra Phoebe ha elaborato la questione a modo suo ed è diventata la classica bambolina che trasuda sesso da ogni poro salvo poi non essere in grado di farsi avvicinare da nessuno perchè il sesso per lei è, giustamente, difficile da gestire. Il padre poi, essendo un grandissimo figlio di puttana, le affida la squadra ma potrà essere davvero sua solo se vinceranno non so che cosa ed è una specie di Mission Impossible perchè il team fa abbastanza cagare…ma.
Ma ad allenare la squadra adesso c’è Dan Calebow. Una specie di guerriero norreno, ex giocatore sexyssimo, intelligentissimo, integerrimissimo e via dicendo di superlativo assoluto in superlativo assoluto, il quale detesta Phoebe ritenendola una scema patentata (ma gli viene il durello ogni cazzo di volta che la vede) e vorrebbe che mollasse la gestione a qualcuno con più esperienza. Dal canto suo Phoebe si eccita per Cal e vorrebbe farsi smarmellare tutta ma è traumatizzata e via dicendo.

Ora, lo so che sembro insensibile all’argomento stupro e via dicendo ma non è colpa mia se il tema di per se delicatissimo viene trattato in modo banale e piuttosto superficiale dall’autrice stessa. Capisco non sia facile perchè il libro lo scrivi per un certo tipo di pubblico quindi il dramma non deve essere il fulcro della storia ma lo deve essere la parte romance (che funziona alla grande) ma allora non usare un trauma così forte che, per quanto mi riguarda, necessiterebbe un approfondimento maggiore.

Ma tralasciamo le mie seghe mentali su sensibilità e rispetto e passiamo alla carnazza. La carnazza c’è. Il sesso c’è. Ma soprattutto non manca la tensione sessuale che ti fa bramare di leggere ancora, di sapere come andrà a finire, quanti orgasmi potrà raggiungere la nostra eroina e ti lascerà perplessa perchè tu, nella tua cazzo di vita, di uomini così fottutamente perfetti non ne hai incontrato nemmeno uno. Perchè all’apparenza sono burberi e scontrosi, in realtà no. Sono buoni come il pane e con una pazienza infinita. Dan non fa eccezione. Lui è tutto muscoli e testosterone ma in realtà l’unica cosa che brama sono una moglie e dei figli da cui tornare a casa la sera.

Che dire?
Sarà AAAAAAAMMMMMOOOOREEEEEEEEEEEEEEE
E il senso del titolo originale [Dovevi essere tu o roba simile] è che “solo lui avrebbe potuto scalfire il muro costruito da Phoebe per difendersi e solo lui avrebbe potuto farle abbassare le sue difese e farle amare il sesso”. Romantico, vero?

Sospironi ironici a parte, tutta la parte pseudo/crime è insostenibile, insopportabile e poco realistica, ne avrei fatto volentieri a meno.

Voto: 7
Categoria: Fantasy Romance

Il secondo libro è una mia vecchia conoscenza. Heaven, Texas (che è anche il titolo originale al quale in Italia, per sottolineare la scarsa intelligenza delle lettrici, hanno aggiunto “Un posto nel tuo cuore” che non centra un cazzo ma rimanda ai vecchi romanzi di Lyala quindi sembrava all’editore cosa buona e giusta – AMEN).

Qui siamo al cospetto di Bobby Tom, star dei Chicago Stars, conosciuto nello scorso libro e Gracie Snow, giovane sfigata che si veste come mia nonna, vergine ma con la passione per la lingerie sexy, un film da girare, infinite insicurezze da placare e sessualità apparentemente addormentate che si risvegliano con la vista di un cm. di pizzo nero.

Qui trovate cosa ne pensavo nel lontano maggio 2014 e devo dire che a quattro anni di distanza non ho modificato poi tanto il mio parere….anzi, posso tranquillamente confermare il 95% di quanto scritto. Ora come ora porrei l’accento sulla scena epica di Gracie che guarda per la prima volta un porno eccitandosi palesemente e la reazione inaspettata di Bobby Tom (al quale non si rizzava da tempo) che deve andare a nascondersi in camera perchè rischia di saltarle addosso.

La caratteristica più piacevole di questo romanzo è il brio con cui è stato scritto, la gioia di tanti dialoghi che scorrono sotto i nostri occhi senza mai rallentare la lettura e qualche scena hot che non arriva ad essere bagnamutande ma almeno ci si avvicina.

Bellissima la storia secondaria (ma questo è un classico della Phillips, sia i personaggi di contorno che le subplot sono spesso davvero ben orchestrati tanto, in alcuni momenti, da preferire quelle alla storia principale), molto tenera e per certi versi malinconica.

Voto: 7
Categoria: Fantasy Romance Spinto (nel senso di inverosimile)

Bene. Ora veniamo a noi.
Vado subito al dunque:

Non so nemmeno da dove cominciare quindi vado a random partendo dalle cose che mi hanno davvero fatta imbestialire.

Sono una donna che ha sperimentato su se stessa la voglia di maternità, quell’istinto che nel mio caso è comparso una mattina e non se ne è più andato, quella smania di perpetrare la specie e via dicendo, quindi non faccio molta fatica ad immedesimarmi in una donna che vuole dei figli.

Ma io ho dei limiti etici.

La carissima Susannina invece se ne fotte di tutto e di tutti e decide che la sua protagonista, che per inciso è una specie di genio della fisica con un quoziente intellettivo altissimo, deve essere una donna che io, da donna, posso definire solo come “Grandissima Stronza”. Perchè per me è impossibile anche solo concepire che una donna metta in atto un piano come quello ordito da Jane e la faccia franca. Quello che ha fatto è per me ingiustificabile e imperdonabile. Quindi non solo l’ho detestata con l’anima ma non ho nemmeno ben capito come tutto finisca, con delle premesse simili, a tarallucci e vino.

Jane ha 34 anni, è un genio e vuole un figlio. Ma siccome lei da piccola ha sofferto la sua genialità che la ha allontanata dai coetanei e si è sentita un’emarginata, decide che suo figlio dovrà essere un bambino con un’intelligenza media e decide di concepirlo con quello che lei crede essere un tontolone dimostrando contemporaneamente di essere profondamente ignorante in materia genetica e ben poco intelligente in materia pratica. La cretina pensa che genio + tonto = intelligenza media.
Non funziona così. Non è così semplice.

Cmq. vede un video nel quale Calvin Bonner (asso dei Chicago Stars a fine carriera [ ha 36 anni]) fa il finto tonto e decide che deve essere lui il padre di suo figlio. Quindi mette in atto un piano idiota e piuttosto inverosimile per farsi ingravidare….
….spoiler: la prima volta non funziona
….spoiler: la seconda sì
(Quintali di Maalox per digerire la notizia)

Lui poi viene a sapere da vie traverse quello che è successo e la obbliga a sposarsi e trasferirsi con lui a Salvation, sua città natale. Lo so…lo so…. il nome della città è quanto di più “Americans” si potesse sentire….

Ovviamente lui la detesta, la tratta di merda e via dicendo e non tanto per quello che gli ha fatto ma piuttosto perchè è vecchia, e la crede una ventiseienne….non vi dico come reagisce quando scopre che di anni ne ha 34. Cmq. Se scopano lo fanno al buio perchè lei è complessata, se non scopano litigano ma Calvin cmq, inspiegabilmente, tutto sommato la comprende, i genitori di lui la detestano e lei per non farli affezionare troppo finge di essere una snob stronza perchè in teoria una volta nato il figlio dovrebbero separarsi….e qui siamo solo al 32% del libro e io non capisco come farò ad arrivare alla fine.

Ci riesco.
A fatica ma ci riesco.

Se dicessi che mi ha fatto schifo mentirei.
Ma è un libro irrealistico, fuorviante, triste sotto molti punti di vista.
E la cosa più triste è che il libro è scritto da una donna che racconta di una donna con grossi problemi di interazione sociale, che decide di avere un figlio ingannando un uomo che nemmeno conosce solo perchè lo considera figo e scemo, che non vorrebbe nemmeno informarlo della paternità, che alla fine la fa franca e il libro ci porta, con una certa maestria, bisogna ammetterlo, a giustificare il suo comportamento.

E’ inaccettabile.
Per come la vedo io non ci sono giustificazioni al comportamento di Jane e il fatto che l’autrice alla fin fine voglia farcela passare per un personaggio positivo è disgustoso.
Fare un figlio è molto più che soddisfare un bisogno. Fare un figlio in modo egoistico, sulle spalle di qualcun altro, è deplorevole.

Il fatto che nel libro Jane non venga mai davvero criticata e che il suo mea culpa si limiti ad un “Mi dispiace” è piuttosto triste. Non sono riuscita a superare l’inganno iniziale.
E gli uomini che conosco io non sarebbero riusciti a passar sopra ad una bastardata del genere nemmeno dopo 20 anni, figuriamoci qualche settimana. Gli uomini che conosco io raramente tollerano di essere derisi in pubblico, figurarsi se si trovassero incastrati con una sconosciuta…..

Se poi vogliamo peggiorare la situazione, aggiungiamoci anche un parto podalico in casa. Chiaramente il bambino e la cretina stanno benissimo….non avevamo dubbi.

Bah.
Il libro poi al solito è scritto benissimo e anche qui il subplot merita…ma per il resto, per quanto mi riguarda, è un grosso, enorme, immutabile “NO”.

Voto: 4
Categoria: Buttiamo anni ed anni di femminismo nel cesso e convinciamo le lettrici che tutto è lecito se abbiamo a giustificazione un’infanzia non brillantissima. #MaVaffanculoVa

Superato lo scoglio di #ComeTiIncastroJane, passiamo a quello che è il capitolo più intimista e doloroso dell’intera serie: Un piccolo Sogno

Protagonisti di questa storia sono Gabe Bonner, fratello di Calvin (protagonista del libro precedente), il quale sta faticosamente cercando di far ripartire la sua vita a due anni dalla perdita della moglie e del figlio di 5 anni, investiti da un’auto e morti sul colpo e Rachel, ex moglie di un predicatore stronzo ed egoista [l’America è famosissima per le sue 4500 chiese e per gli altrettanti canali TV] che aveva come base per i suoi misfatti proprio Salvation dove ha truffato chiunque in qualunque modo e che una volta scoperto è scappato con il suo aereo privato per poi schiantarsi al suole e crepare male. Bene.

Rachel, ormai ridotta alla povertà assoluta dopo aver speso tutti i pochi risparmi per pagare le cure del figlioletto Edward che aveva contratto la polmonite, decide di tornare a Salvation per riappropriarsi di uno scrigno nel quale secondo lei l’ex maritino aveva nascosto 5 milioni di dollari. A Salvation però tutti la detestano perchè, come la Bibbia insegna, è quella troia di Eva che ha offerto la mela ad Adamo, quindi se il predicatore era uno stronzo la colpa deve essere stata della moglie. Il ragionamento non fa una piega ed infatti tutti i devotissimi abitanti di Salvation la detestano e glielo ripetono in continuazione.

Tutti tranne Gabe.

Gabe vorrebbe solo essere lasciato in pace, aprire il suo Drive-In e sopravvivere.
Peccato che l’auto di Rachel si fermi proprio di fronte al suo negozio e che Edward decida di fare pipì sui suoi cespugli costringendolo ad avere a che fare con l’attraente vedova e un bambino che continua a ricordargli il suo cucciolo ormai sepolto.
E siccome Gabe è sì ferito e distrutto ma resta comunque il “Brav’uomo” che sua moglie gli ripeteva continuamente di essere, decide di aiutare i due disperati assumendo Rachel come tuttofare e permettendole di dormire nel cottage dell’adorata nonna Annie ormai defunta.

Chiaramente tra Rachel e Gabe scatta quell’attrazione animale che li porta a bramarsi sessualmente e a scopare come due ricci sotto un diluvio universale a pochi passi da casa, in una scena oggettivamente ben orchestrata ed eroticamente riuscita a seguito della quale si instaura una relazione complessa e frenata dalla difficoltà di Gabe nell’elaborare un lutto atroce e dall’ossessione di Rachel di non avere bisogno di niente e di nessuno.

Entrambi sono due animali braccati e feriti. Rach è braccata dalla comunità che la detesta e vede in lei solo il male mentre Gabe è ingabbiato dai parenti che lo trattano come fosse un minorato mentale e non un uomo che deve fare i conti con il proprio lutto per poterlo superare. Rachel, dal mio punto di vista un filino troppo aggressiva e scontrosa, riesce con il suo atteggiamento privo di commiserazione e condiscendenza a costringere Gabe a ricordare quello che ha perso, permettendogli di uscire dal circolo vizioso della negazione. E Gabe, considerandola a tutti gli effetti una donna e non solo un suppellettile, le restituisce la dignità di cui l’ex marito l’aveva privata.

Una sola cosa non mi spiego.
Rachel è estremamente brillante e piuttosto sveglia eppure non capisce come mai Gabe fatichi ad interagire con Edward quando a me sembra ovvio che un uomo che ha perso suo figlio non riesca a rapportarsi ad altri bambini senza ricordarsi continuamente quello che ha perso.

Ho trovato la parte finale del libro irritante sotto diversi punti di vista.
– La sottintesa santità di Rachel, la quale ritrova la fede e diventa una specie di guaritrice inconsapevole;
– L’irritante quadretto famigliare dei tre fratelli tutti prossimi a diventare nuovamente padri e tutti insieme appassionatamente nella vecchia casa della nonna, ciascuno con la sua adoratissima mogliettina perfetta e senza difetti, cani, gatti, ratti, pipistrelli e sa il cazzo cos’altro.
– Quell’alone di “Tutto è bene quel che finisce bene” che il libro si porta dietro dal momento (peraltro eccessivo ma questo è un problema che hanno un po’ tutti i libri) dell’incidente in auto, che mi fa sempre pensare al trio Aldo-Giovanni e Giacomo con tanto di “Avrei potuto rimanere offeso” finale.
Immagino che alle altre lettrici vengano le lacrime agli occhi mentre a me girano i coglioni.

Ma si sa… io sono strana.

Voto: 7
Categoria: Romance – Dramma – Paranormale. Senza la parte paranormale sarebbe stato un 8.

Postilla Spoilerosa:
Rachel, che tutti noi ricordiamo essere povera in canna e disperata, quando viene messa alle strette da Cal che la vuole comprare con un assegno da 25.000 $ lo prende e poi lo da in beneficenza. Penso che sarebbe stato meglio se semplicemente lo avesse rifiutato, ma riflettendoci bene quello che fa Rachel è perfettamente “In Character”. Riesce infatti a dare una pessima impressione di sè, confermando a Cal l’idea che miri solo ai soldi, quando in realtà sta impartendo una lezione proprio a chi la vorrebbe denigrare.
Alla fine quello che fa la figura del coglione è Cal mentre lei può aspirare tranquillamente al ruolo di SantaMariaGoretti stagione 2018.

Pensavate che fosse stato toccato il fondo con la mia amica Jane che si fa ingravidare di nascosto? Beh, vi sbagliate….c’è sempre a disposizione una pala per scavare.

Potrei mettermi a rileggere e riscrivere per migliorare la sintassi, i contenuti, smorzare i toni, limare gli angoli….. ma in realtà non ho nessuna voglia di farlo quindi per la recensione de “Il Lago dei Desideri” vi rimando a quella vecchia, nella quale non mi sono certo risparmiata.

Già all’epoca ricordo di aver pensato che Tucker fosse tenerissimo e lo confermo, dopo averlo conosciuto in “E se fosse lui quello giusto?” penso che sia proprio un bel personaggio che meritava una donna meno cretina di Molly.

Voto: 4
Categoria: Buttiamo anni ed anni di femminismo nel cesso e convinciamo le lettrici che tutto è lecito se in fondo in fondo aspiriamo al santamariagorettismo.
Menzione Speciale: Famiglia ficcanaso con puritanesimi ottocenteschi.

Ed ora passiamo a “Lady Cupido,. che ha come protagonisti la sempre scapigliata Annabelle e “Il Pitone”. Siete pronte?

Allora…
Parliamone.
Il Pitone.
Non so voi ma io mi immaginavo una roba un po’ porno con un tizio bellissimo con un cazzo enorme ed ore ed ore ed ore di sesso sfrenato.

E invece nisba.
Lui è Il Pitone perchè è letale come il famosissimo serpente.
Agente multimilionario che si è fatto dal nulla, decide che ormai è il momento di sposarsi e mettere su famiglia e per farlo ha già contattato la più famosa agenzia di incontri gestita da una donna bestiale ma bellissima (Portia) che ha anche grossi problemi alimentari e che è una stronza patentata che fa mobbing alle sue sottoposte e le costringe a pesarsi su base settimanale per umiliarle se mettono su un etto.

Ma…
Non ha ancora trovato quella giusta.
Allora decide di dare retta a Molly, odiatissima moglie di un suo cliente e dare una possibilità alla di lei amica, tale Annabelle, che ha appena preso in gestione l’agenzia che era della nonna.

Il primo incontro non va proprio benissimo, Annabelle arriva in ritardo tutta stropicciata e sporca perchè gliene sono successe di tutti i colori e lui la considera un caso disperato destinato a fallire, nonostante ciò le offre cmq la possibilità one shot di presentagli una candidata e in base a come andrà la serata deciderà se affidarsi alla sua agenzia o meno.

Finirà con Annabelle costretta a presenziare ad ogni incontro e a valutare le donne in base agli impossibili standard di Heath fino a quando egli non si renderà conto che quella che prova per Annabelle è sì un’attrazione sessuale pazzesca e inspiegabile, ma soprattutto AMMMMOREEEEEE, quell’AMOOOREEEEEEEEEEEEE che spacca il culo ai passeri e che fa palpitare il cuore.

Tra l’altro il Subplot è bellissimo.
La storia tra Bodie e Portia è dolcissima e per certi versi struggente. L’ho amata davvero e sicuramente ha accresciuto la valutazione di questo libro che già di suo si è fatto apprezzare per i dialoghi brillanti e per un personaggio maschile strappamutande (lo sono un po’ tutti in questa serie…chi più chi meno, si merita comunque una bella cavalcata).

Adorabile la scena in casa di Annabelle, con la fidanzata di Heath pietrificata e inorridita di fronte all’accumulo di giocatori di football più o meno molesti.

Voto: 7,5
Categoria: Romance Frizzante con quel giusto tocco di erotismo tra un dialogo brillante e l’altro.

Ed è proprio in Lady Cupido che conosciamo il protagonista del prossimo capitolo: Dean Robillard.

Il libro l’avevo letto tempo fa e l’ho riletto settimana scorsa; vi rimando alla vecchia recensione perchè la sottoscrivo parola per parola aggiungendo (all’epoca questo argomento era stato sviscerato solo nei commenti) che anche qui abbiamo un Subplot molto succulento che senza alcun dubbio ha contribuito a farmi apprezzare l’intera storia.

C’è da dire che all’epoca ero più rabbiosa di oggi (non posso farci nulla, la maternità mi ha ammorbidita come successe alla grandissima Miranda Bailey) e mi rifiutavo di accettare che il Romance piace così, fiaboso, zuccheroso, puccioso, rosa confetto con pois rosa chiaro. Prima mi incazzavo proprio….ora invece mi infastidisco e accetto che io e lui non potremmo mai essere davvero felicissimi insieme perchè a me piace un po’ di sana tristezza, un pizzico di sfiga, la piega sulla tovaglia appena stirata.

Probabilmente non sono riuscita a farvi capire bene cosa intendo ma pazienza….c’è tempo.

Voto: 7
Categoria: Fiaba brillante e spiritosa con un tocco di malinconia che non guasta mai.

E siamo giunti all’ultima fatica dei Chicago Stars “La prima stella della Notte”.

Quando dico di essere strana non cerco di fregiarmi di un titolo che non mi appartiene.
Parlando di questa serie con diverse e svariate persone, ciascuna mi ha indicato il libro che ha preferito (nessuna ha detto Il lago dei desideri, per fortuna) e NESSUNO e sottolineo NESSUNO, ha anche solo per sbaglio citato “La prima stella della Notte” che invece io ho davvero amato.

Al punto, e non mi vergogno a dirlo, che mi è quasi spuntata una lacrima nel momento clou. E non sono nemmeno in pre-ciclo, quindi non posso scaricare la colpa sugli ormoni.

Piper Dove fa l’investigatrice privata, ed ha alle spalle un passato particolare. Orfana di madre dall’età di 4 anni è stata cresciuta da un padre che le ha insegnato a reprimere le emozioni e ad essere una macchina da guerra e contemporaneamente la teneva sotto una campana di vetro per paura che le succedesse qualcosa (la madre era stata ammazzata). Questo l’ha resa una donna straordinariamente forte e determinata ma incapace di esternalizzare una qualsiasi emozione.

Destino vuole che incappi per questioni di lavoro in Cooper Graham, ex star dei Chicago Stars ed ora proprietario di un famoso locale di Chicago. Finiranno a lavorare insieme, a letto insieme, all’altare.

In mezzo un libro pieno di brio, di duelli verbali, di rude scontrosità per non mostrare mai, nemmeno per sbaglio, quello che si prova davvero. Piper perchè non è in grado di riconoscere e scendere a patti con le sue emozioni; Cooper perchè quando si focalizza un obiettivo non vede null’altro se non i mezzi per raggiungere il suo scopo.

Mi è piaciuta da morire Piper, con quel suo modo rude e scontroso di rapportarsi al mondo e mi è piaciuta l’infinita dolcezza di Cooper, che riesce a comprenderla benissimo e si dimostra di una tenerezza pazzesca senza scadere nel patetico….e non so dirvi quanto abbia apprezzato questo personaggio femminile così fragile, così incapace di sentire che alla fine non sa nemmeno più chi sia perchè non è riuscita a non innamorarsi.

Lo voglio in cartaceo e lo voglio subito come nuovo Comfort Book – Edizione Delux Novembre 2018.

Non ho critiche da muovere a questo capitolo. Nemmeno per il puccismo, nemmeno per i gemelli, nemmeno per il matrimonio e nemmeno per la parte crime.

Voto: 9
Categoria: Romance Bisbetico e Selvatico con una noce di puccismo per aromatizzare il tutto.

CONSIDERAZIONI

Ed ora che vi siete riprese dallo shock dell’assenza di critiche, vi illumino come mi sono illuminata io stamattina mentre percorrevo il sottopassaggio per arrivare in stazione. Ero lì, infreddolita che riflettevo su quanto mi piaccia la brina sui prati, quando in radio (Radio DJ _ Triomedusa) citano uno dei miei videogames preferiti: Gears of War.

E all’improvviso, tutto è stato chiaro.
Ogni cazzo di maschio presentato in questa serie me lo sono immaginata con le fattezze, più o meno bionde, più o meno rudi, più o meno ammorbidite di Marcus Fenix, protagonista indiscusso di Gears of War 3, personaggio che ho amato in modo febbrile, al limite dell’infatuazione infantile (ma ovviamente grondante di sesso), colui che con la sua immensa stazza mi avrebbe protetta dai demoni reali e anche da quelli personali, colui che alla fine sposerà Anya e mi getterà nello sconforto più totale.

Eccolo lì il motivo per cui questi libri (esclusi un paio ma vabbè) mi sono piaciuti assai.

Ho scrutato dentro me stessa e mi sono analizzata ben bene per capire come mai alla fine di questi libri non sono mai pienamente soddisfatta. E fruga a destra e a sinistra un paio di cose le ho anche trovate.

1 – L’enorme distanza tra il mio pensiero Italiano – Lombardo – Milanese Imbriuttita e la filosofia di vita americana. Spesso in questi libri i parenti dei personaggi si intromettono nella storia. Io non potrei mai e poi mai accettare che mia sorella andasse dal mio compagno a fargli una scenata per difendermi, o che gli dicesse come dovrebbe comportarsi con me o che, in generale, un membro della mia famiglia o della sua si permettesse di interferire. Come Cazzo Vi Permettete? Indi per cui, i libri in cui questa situazione è troppo presente, io mi incazzo e questo incazzarmi mi impedisce di apprezzare adeguatamente tutto il resto.
Lo trovo anacronistico e particolarmente fastidioso, oltre che vagamente controproducente per lo svolgersi degli eventi.

2 – L’Incolmabile distanza che intercorre tra me e il “matrimonio dopo 1 mese che ci si conosce”. Proprio non riesco a comprenderlo. Grazie al cazzo che hai voglia di passare il resto della tua vita con il tizio che hai conosciuto un mese fa, è fighissimo, ricchissimo, dolcissimo, intelligentissimo e via dicendo. Succede a tutte le coppie all’inizio della relazione, si chiama innamoramento e poi, inevitabilmente, finisce.
Non ce n’è una che si sposi dopo non dico anni ma mesi, tutte con l’anello al dito prima che io riesca a dire supercalifragilistichespiralidoso.
Sarà che io questa corsa all’altare non l’ho mai capita, sarà che mi sembra affrettato, sarà che ho visto 4 matrimoni in Italia e mi sono fatta un’idea sbagliata della “sposa media italica” ma a me sta storia del matrimonio rapido a tutti i costi continua a non piacere.

3 – Non credo sia necessario che donne e uomini protagonisti della serie debbano essere tutti, ma proprio tutti, traumatizzati dal passato. Tutte le protagoniste hanno un rapporto pessimo con la famiglia e se poi mi concentrassi sulle figure paterne probabilmente tra 10 anni sarei ancora qui a recriminare, quindi smetto. Gli uomini sono quasi tutti ex bambini con grandi disagi che poi crescono, chissà come, chissà perchè, perfettamente equilibrati e pronti a salvare la donzella di turno.
Il che mi fa pensare che per la SEP solo chi ha avuto un’infanzia di merda si merita di trovare l’AMMMMORRRREEEEEEEEEEEEEE, quello con tutte le lettere maiuscole e noi comuni mortali con un’infanzia felice possiamo tranquillamente scordarci un futuro puccioso e pieno di giuoia e gaudio.
#mavaffanculova

POSITIVITA’

Susan E. Phillis sa come scrivere, come raccontare e come tenere il lettore attaccato ai suoi libri, che poi sono le cose che contano davvero per un autore.
Scorrevoli, briosi, pieni di dialoghi e di sensualità più o meno spiccia, i suoi lavori sono sicuramente un piacere da leggere, indipendentemente da quelle che sono le mie perplessità, le mie idiosincrasie e la rabbia latente che ogni tanto esplode.

Non è facile che io mi appassioni al punto da non pensare ad altro, che mi prenda quella smania di leggere anche se ho sonno, sono stanca, ho fame. Era da tempo che non mi succedeva ma questa serie è riuscita a farmi concentrare completamente sui personaggi al punto di visualizzarli, sentirli, viverli.

Non è un caso che l’ultimo sia il libro che ho preferito perchè mi rivedo moltissimo in Piper e nella sua incapacità di dimostrare le emozioni per paura di esporsi ed essere ferita.

Molte di voi amano la SEP incondizionatamente, io la stimo, la ammiro e la ritengo un’ottima scrittrice….ho amato alcuni suo personaggi ed alcune storie, ho adorato molte delle scene che ho letto, ho sorriso tantissimo e a volte mi sono anche, quasi, commossa.
Ma non le perdono di aver presentato ben due personaggi femminili che perpetrano un’azione orribile e di averle giustificate e assolte, portando il lettore a fare lo stesso.
Ci sono azioni che non hanno giustificazione e vanno viste per quello che sono senza edulcorare e senza giustificare.

Alla fin della fiera il giudizio è uno solo:

Leggetela – Leggetela – Leggetela.

In poche parole

8 Marcus Fenix in tutte le sue sfumature di testosterone. Uno per ogni giorno della settimana più il bonus domenicale perchè si sa, la domenica è il giorno del signore e se persino lui si è riposato, perchè io non dovrei passare l’intera giornata a letto?

Poschina

Ecco la serie in ordine di lettura

  • Il gioco della Seduzione
  • Heaven, Texas
  • E se fosse lui quello giusto?
  • Un piccolo sogno
  • Il Lago dei desideri
  • Lady Cupido
  • Seduttore dalla nascita
  • La prima stella della notte

E la serie in base alle mie preferenze

  • La prima stella della notte
  • Heaven, Texas
  • Seduttore dalla nascita
  • Lady Cupido
  • Il gioco della seduzione
  • Un piccolo sogno
  • E se fosse lui quello giusto?
  • Il lago dei desideri
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A Taste of “Devil in Spring” – Lisa Kleypas

Giusto stamane ho finito “Devil in Spring” di Zia Lisa, terzo libro della serie “Ravenels” e primo in ordine di gradimento, per lo meno per quanto mi riguarda. Sia chiaro che mi riservo di cambiare completamente opinione dopo aver letto la versione italiana, anche perchè una pessima traduzione potrebbe irrimediabilmente rovinare la prima parte del libro, che ci regala scambi di battute degni di nota e che mi hanno riportata ai fasti di qualche tempo fa.

La Trama: Most debutantes dream of finding a husband. Lady Pandora Ravenel has different plans. The ambitious young beauty would much rather stay at home and plot out her new board game business than take part in the London Season. But one night at a glittering society ball, she’s ensnared in a scandal with a wickedly handsome stranger.

A cynical rake…

After years of evading marital traps with ease, Gabriel, Lord St. Vincent, has finally been caught-by a rebellious girl who couldn’t be less suitable. In fact, she wants nothing to do with him. But Gabriel finds the high-spirited Pandora irresistible. He’ll do whatever it takes to possess her, even if their marriage of convenience turns out to be the devil’s own bargain.

 

Traduzione a spanne della trama: Lei è una giovane donna che non ambisce al matrimonio, lui un giovane gaudente che non ambisce al matrimonio, si incontrano, si scontrano e non si sa bene perchè lui si invaghisce di lei e lei si invaghisce di lui . . .  finisce a confetti e fiori d’arancio, con tanto di pericolo finale.

Ed ora la parola alla giurata

Al momento è il libro della serie che mi è piaciuto di più, anche se non sono arrivata al punto di ballare nuda sul tavolo dalla gioia, tutta la prima metà de libro funziona bene (o abbastanza bene), gli avvenimenti si susseguono fluidi ed è un piacere rivedere Sebastian ed Evie nel ruolo di genitori amorevoli che spiaccicano con fascino e charme chiunque incontrino sul loro cammino.

Pandora e Gabriel sono una bella coppia, anche se lei spinge un po’ troppo sul femminismo per i miei gusti (e se lo dico io che riduco la vita ad una perenne lotta per la parità dei diritti è tutto dire) e continua a rimbalzare il fighissimo e fin troppo disponibile Gabriel per la paura di perdere la sua libertà.

Ho trovato tenerissime le confessioni di Pandora relative al suo passato, che ci aiutano a capire meglio la famiglia di merda con cui è cresciuta e che ci mostrano la fragilità di questa ragazza, soprattutto prechè messe in contrapposizione all’infanzia tutta amore e considerazione che ha avuto Gabriel.

Diciamo che fino al matrimonio tutto fila liscio come l’olio e la fotta di leggere mi ha accompagnata nell’attesa tra un viaggio in treno e l’altro, mentre i problemi insorgono tutti nella seconda metà del libro (o forse sarebbe meglio dire l’ultimo terzo) nel quale, improvvisamente, si cambia registro e ci ritroviamo in un turbinio di avvenimenti più o meno drammatici, un po’ raffazzonati e che si svolgono e si risolvono troppo in fretta perchè si possa approfondire l’argomento (del quale comunque non me ne sarebbe fregato proprio nulla).

Sinceramente speravo che si ponesse l’accento sul business di Pandora non solo come espediente per parlare dell’emancipazione femminile, ma anche come perno della sua futura vita, mentre l’argomento viene discusso fino all’inverosimile in forma teorica e quasi ignorato in quella pratica, ma pare che Zia Lisa abbia deciso di concentrarsi (maluccio) sui cambiamenti socio-culturali della seconda metà dell’Ottocento, a volte a discapito di logica e fluidità narrativa.

Non che ci sia qualcosa di male nel voler affrontare un tema come l’emancipazione femminile, anzi…..avercene di libri che ne parlano, ma fatto in questo modo, ossia senza mai nemmeno per sbaglio scendere nel dettaglio mi sembra più pretestuoso che funzionale.

Detto questo penso che il modo in cui Pandora viene compromessa sia degno di nota anche se l’improvviso interesse di Gabriel per la donzella è un po’ troppo improvviso.

Nota di colore. Anche Gabriel è uno di quegli uomini a cui piace la donna in piena sindrome premestruale, altrimenti non si spiega come abbia fatto a non defenestrarla dopo la lezione di valzer. A seguito delle ultime letture è oltremodo evidente che io abbia incontrato nella mia vita solo ed esclusivamente una manica di stronzi, i quali non hanno mai avuto alcuna intenzione di sorbirsi insicurezze, paure e quant’altro. Me ne farò una ragione.

Attendo con ansia la versione in italiano del libro per capire se mi è piaciuto perchè letto in lingua originale oppure è semplicemente un buon libro. Anche qui siamo lontani dalla perfezione ma tra i tre libri della serie  è quello che rileggerei volentieri quindi direi che stavolta è andata bene.

Bene, ma non benissimo.

p.s. Gabriel accenna a perversioni sessuali che lo catalogherebbero come inadatto al matrimonio, ma io non ho visto nulla che non fosse normale sesso. Mi sono persa qualcosa nella traduzione? Bah…. lo vedremo tra un annetto, quando avrò letto anche la versione italiana.

In poche parole

Ok, Zia Lisa…Molto meglio, anzi Bene ma non Benissimo….anzi Bene ma con riserva, diciamo un 7 meno meno.

Poschina

Qualcosa di Meraviglioso – Judith McNaught

Più ci penso e più mi rendo conto che questo libro, letto a Gennaio e non recensito a causa  della terribile tormenta di neve che mi ha bloccata su un treno delle Ferrovie Nord tra Bollate Nord e Garbagnate Parco delle Groane, è a tutti gli effetti un comfort book. Uno di quei libri che mi fanno sospirare, sognare, appassionare, amare, arrabbiare, godere come un riccio porco e che mi permettono di ristabilire un certo equilibrio cosmico.

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La Trama: Assalito dai briganti sulla via di casa, Jordan Townsende, duca di Hawthorne, viene salvato da un misterioso cavaliere in armatura che poi, però, perde i sensi. Solo dopo averlo fatto visitare, Jordan scopre che in realtà si tratta di una ragazza, e basta una notte per comprometterle la reputazione. Così Alexandra si ritrova precipitosamente sposata, seppur altrettanto rapidamente innamorata. Ma pochi giorni dopo il matrimonio, Jordan scompare per riapparire parecchi mesi più tardi, quando Alexandra, credendolo morto, si è ormai trasferita a Londra ed è diventata la lady più corteggiata del ton.

Ed ora la parola alla giurata

Vi avverto. Contiene spoiler. Molti spoiler. Spoiler positivi. Spoiler per farvi venire la fotta di leggerlo…..

La prima volta che vediamo Jordan Addison Matthew Townsend, Duca di Hawthorne, ha diciott’anni ed ha appena terminato di scopazzarsi una sciura, amica di famiglia, sposata, il cui marito (proprio in quel momento)  si sta sbattendo sua madre nel labirinto, mentre suo padre si sta gustando l’ultima amichetta.
Capiamo immediatamente che Jordan rimarrà per molto tempo nei nostri cuori di trentenni degli anni 2000, perchè già da giovane è bello, fisicato, grandissimo scopatore ed irrimediabilmente cinico.

Lo so. Per essere davvero perfetto avrebbe dovuto chiamarsi Alistair, ma la vita è dura e non sempre le cose vanno come noi vorremmo.

Contemporaneamente, a qualche miglio di distanza, una giovanissima Alexandra sta ascoltando rapita suo nonno che le insegna i grandi classici riempiendole la testa con tutti quegli aforismi e quelle frasi fatte che noi donnine adolescenti amiamo scrivere riempiendo pagine e pagine di Smemorande.

Ma passiamo ad oggi. Jordan ha 27 anni, è un libertino incallito che considera le donne delle merde che camminano buone solo ad aprire le gambe, non crede nell’amore e passa la sua vita scopando e duellando. In pratica, l’uomo ideale. Una sera, mentre si dirige nella sua tenuta di campagna, viene aggredito da due briganti e, inaspettatamente, un cavaliere su un ronzino sfigato lo salva.
Convinto che sia un ragazzino, lo porta in una locanda per curarlo, salvo poi accorgersi che si tratta di una ragazzina con due occhi meravigliosi e un’intelligenza viva.

In breve.
Quella gran vacca della madre di Alex pretende un matrimonio riparatore, Jordan accetta e la povera ragazzina quasi diciottenne si trova costretta a sposare un gran figo, moro, abbronzato, virile, scopatore straordinario, e anche fottutissimamente ricco.
Provo una gran pena per lei.
Grazie a dio io a me una disgrazia del genere non è mai successa. Certo, tutte le altre sono arrivate… a scaglioni, ma sono arrivate tutte pretendendo pegno.

Ma lasciamo stare.

Alex è giustamente terrorizzata da quello che l’aspetta, oltretutto la nonna di Jordan è la classicissima Vecchia Stronza che non può accettare che il suo adorabile, cinico nipote sposi una sciacquetta di campagna che non ha nemmeno un avo nobile. E noi sappiamo che Alex ha un passato difficile. La di lei puttanosa madre, tempo addietro l’ha data copiosamente al primo pirla ricco che ha incontrato, è stata costretta a sposarsi, ha messo al mondo la figlia del peccato e poi è stata abbandonata dal marito nella residenza di campagna e praticamente semi-ignorata…dulcis in fundo ha scoperto che il marito era già sposato  e che aveva un’altra figlia bellerrima che egli adorava.
Quindi la dolce, intelligente e pura di cuore Alex, ha il trauma dell’abbandono.

Ovviamente nel giro di due giorni ed un bacio, si innamora follemente di Jordan, il quale invece, pur ammirandola perchè è intonsa e non contaminata dal mondo malato, cattivo e falso nel quale lui sguazza come una carpa giapponese, è fermamente deciso a mollarla nella sua tenuta nel Devon e dimenticarsi completamente della sua esistenza.

Le cose però cambiano.
Dopo aver trascorso qualche giorno con la sua Sposa Bambina ed essersela scopata con tutti i sacri crismi, Jordan comincia a provare qualcosa per lei…purtroppo però viene rapito e confinato su una nave di deportati o roba simile (non è certo un dettaglio importante) e quindi non può dire ad Alex che per lui è importante, anche perchè altrimenti, come faremmo ad avere il BM che muoverà tutta la seconda parte del libro?

Tutti lo credono morto ed Alex si ritrova così sola, disperata, ed in balìa della Vecchia Stronza e del cugino di Jordan, Anthony. Passato il momento di frastornamento totale, decide di diventare una perfetta duchessa di Hawthorne per onorare la memoria del marito e si impegna diventando oltre che fighissima, anche una perfetta dama del ton.

C’è un piccolo problema.
Per proteggerla, sia la Vecchia Stronza che Anthony, le hanno sempre dipinto il defunto marito come un santo innamorato di lei, uomo d’onore e di sani principi, incorruttibile e degno del massimo rispetto.
Purtroppo questo porta Alex a parlarne in questi termini con il ton, diventando lo zimbello di tutti… oltretutto in più di un’occasione si trova a complimentarsi con le ex amanti del marito, facendo proprio la figura della cogliona.

A questo punto la Vecchia ed Anthony decidono che è ora di finirla e le dicono chiaro e tondo che Jordan l’ha sposata solo perchè gli faceva pena, che era intenzionato a mollarla nel Devon e che la sera prima di sparire è andato a sbattersi allegramente la sua ultima amante.

Amara, devastante disillusione.
Noi ci conosciamo bene, ma Alex ti ha incontrato per la prima volta e l’effetto è stato sorprendente.
Passato lo shock iniziale, la piccola, dolce, pura di cuore Alex, si trasforma nella bellissima, incazzatissima, vendicativissima Alexandra e, in culo alla memoria del presunto defunto Jordan, decide di godersi ricchezza, bellezza e popolarità fino in fondo.

La nuova Alex funziona a livello commerciale, tutti la vogliono, tutti la amano, e lei se la gode un mondo, finalmente libera di fottersene altamente di tutte quelle stucchevoli regole che il ton impone alle donne.

Meanwhile Jordan riesce a fuggire e passa il tempo che intercorre tra la fuga ed il ritorno a casa fantasticando sul momento in cui la dolce, piccola Alex poserà di nuovo quegli spledidi occhi innocenti ed adoranti nei suoi.

Peccato.
Peccato che arrivato alla magione venga informato che la Duchessa al momento è impegnata nel suo matrimonio con l’attuale Duca di Hawthorne, Anthony.
Lo shock da rientro aumenta quando Jordan si rende conto che la Sposa Bambina che ha lasciato 15 mesi prima ha lasciato spazio ad una splendida, sexyssima diciannovenne piena di curve che lo guarda con odio e disprezzo.
Bentornato a casa Alist… Ehm, Jordan.

E siamo solo a metà libro.

Alexandra non è più adorante, innamorata, fiduciosa.
E’ rabbiosa, disillusa, scaltra.
E a Jordan viene duro, anzi, granitico, solo a guardarla da lontano, figurarsi quando sono a stretto contatto.
Si rende conto che se la moglie che aveva lasciato gli piaceva, la cavalla pazza da domare gli piace ancora di più. Con lei non si annoia, è perennemente eccitato, stimolato cerebralmente e completamente soggiogato dalla sua bellezza.
In pratica Alex è diventata la donna che ha sempre sognato.

In breve scopre anche perchè Alex è così astiosa nei suoi confronti. Il di lei maggiordomo gli spiega che prima si è dispetata, poi lo ha idealizzato ed è stata così stolta da sbandierare al bel mondo quanto amasse il suo dolce, comprensivo marito, diventando lo zimbello di tutti, per poi scoprire che lui non l’amava affatto e che era intenzionato a mollarla nel Devon, proprio come suo padre aveva fatto con la madre zoccola.

A questo punto Jordan decide che la vuole a tutti i costi. Ed escogita un piano per riconquistarla. Tre mesi nella casa di campagna, a base di sesso, cavalcate, sesso, passeggiate, sesso.
Jordan, ci sono qua io. Smetti di perdere tempo con Alex, sella i cavalli e passa a prendermi, sono qui sotto che ti aspetto.

Ovviamente, la ex dolce Alex, che è tutto tranne che scema, accetta.
Perchè in fondo lo ama ancora e poi cazzo, è un pezzo di manzo da collezione, chi non lo vorrebbe?

Dimenticavo che intanto qualcuno tenta di fare la pelle al nostro adorato Jordan. Ricordiamoci che a questo punto della storia ha già all’attivo un tentato omicidio finito in rapimento e un secondo tentato omicidio davanti alla sua magione cittadina.

Quindi abbiamo un uomo che cerca a suon di scopate di riconquistare sua moglie, qualcuno che trama nell’ombra e scene bucoliche di pic nic ed uscite a pesca che si concludono sempre e comunque con dei multiorgasmi. Mio dio, quanto amo questo libro !!!!

Non vado oltre con gli spoiler.
Finirà ovviamente bene, con tanto di mielosità gratuite, che di solito critico aspramente…
… ma quello che non vi ho mai detto è che io adoro il miele di castagno, dolce, avvolgente, cremoso con una nota amarognola del tutto irresistibile.

Ok, siamo nel romance sfrenato, con situazioni inammissibili nella vita reale e il classimo BM che sarebbero bastati due minuti di chiacchierata per risolvere, ma ce ne fossero di romance così.
Ho riso, mi sono addirittura intenerita perchè Alex, soprattutto all’inizio è di un’ingenuità atroce, ma un’ingenuità tenera, che ti fa venir voglia di proteggerla e Jordan è l’antitesi dell’ingenuo. Spietato, cinico, disilluso. In un certo qual modo perverso. Mamma mia !!!! Tantissima Roba !!!!
Poi ci sono smielate improvvise, amori indimenticabili, passioni ingestibili.

Questo libro non gronda miele millefiori, nemmeno di tiglio, gronda miele di fottutissimo castagno.

In poche parole

Jordan, ma dove cazzo sei?

Poschina

p.s. un encomio alla tizia/tizio che su Amazon ha scritto “i personaggi sembrano usciti da un romanzetto rosa” senza minimamente rendersi conto che ha acquistato e letto proprio un romanzetto rosa. Ergo, i personaggi sono perfetti, sei tu lettore/lettrice ad essere profondamente sbagliato.

Tu Mi Appartieni – Madeline Hunter

La prima volta che ho letto questo libro, l’ho divorato a velocità impressionante. In questi giorni me lo sono goduta con calma, assaporando tutti i piccoli e grandi sassolini che la scrittrice ci ha lasciato durante la storia per indurci a capire meglio Addis e Moira ma soprattutto per giustificare il titolo, che per la prima volta dopo tanto tempo, non è una stolta storpiatura di quello originale ma anzi, la perfetta controparte in italiano. [In v.o. si intitola By Possession].

Oltretutto, sono molto legata a questo libro perchè, in fondo, io sono Moira.
Per anni ho sofferto del fatto che la gente non si ricordasse di me. Non mi sto autocommiserando, giuro che è vero. Se uscivo con gente nuova, al secondo incontro mi si ripresentavano come non ci fossimo mai visti. Non una volta, per caso. Sempre.
Ero praticamente invisibile.
Certo, ero moooooolto più timida di oggi, ma nulla giustificava ai miei occhi il rendermi conto che per la gente ero assolutamente insignificante.
Quindi la sensazione di rivalsa sociale che Moira prova è un po’ anche la mia. Certo, io non sono una serva della Gleba, però ho il superpotere dell’invisibilità.
Ed ovviamente nessun cavaliere sfregiato visita il mio letto di notte, certe fortune ( a me ) non capitano mai !!!

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La Trama: Per anni Moira Falkner lo ha creduto morto in Crociata, ma quando lo vede entrare con passo deciso nel suo modesto cottage non ha alcun dubbio. Addis de Valence, che da giovane scudiero era stato il suo eroe, adesso è il suo signore: temprato dalla vita e tornato a reclamare il proprio feudo usurpato dal fratellastro. Ma se Moira non può ignorare la passione che sta germogliando in lei, è nel contempo consapevole dell’ostacolo insormontabile della loro diversa condizione sociale. Preferirebbe affrancarsi da quell’uomo piuttosto che diventarne l’amante all’ombra di una legittima sposa.

Ed ora la parola alla giurata

Addis de Valence è giovane, bello, onesto e destinato a diventare, alla morte del padre, il Signore del maniero. Ha una promessa sposa bellissima, delicata, dolce e sexy (Claire), un ottimo amico (Raymond) ed una vita apparentemente perfetta.

Purtroppo però, si deve crescere e alle certezze adolescenziali, si sostituisce un futuro merdoso e deludente, fatto di tradimenti, disillusioni, sofferenza e lotta.

Il crollo morale e fisico, comincia per Addis in tempi lontani, quando muore sua madre e lui si rende conto che “fotte sega” a nessuno e che l’unica persona che è disposta a comprenderlo a dargli conforto, è una ragazzina sconosciuta che incontra per puro caso.
Noi questo lo sappiamo perchè Moira ci mostra un suo ricordo. Il ricordo di quando ha incontrato Addis una sera e lo ha trovato profondamente turbato dalla morte della madre, gli si è seduta vicino e gli ha offerto comprensione e affetto. Nulla di più, purtroppo. Tra l’altro lui non l’ha nemmeno riconosciuta.

Ad oggi Moira vive in un tugurio con un bambino, che non è suo figlio ma il figlio di Addis e Claire (morti entrambi) che deve proteggere perchè il fratellastro di Addis, Simon, potrebbe ucciderlo per impedirgli di ereditare.
Moira non sa che Addis non è morto, ma che anzi sta per tornare, determinato a riprendersi quello che è sempre stato suo, ad ogni costo.

Al loro primo incontro dopo 8 anni, viene immediatamente messo in chiaro il rapporto che intercorreva tra i due. Per Addis, che non l’veva mai notata e anzi, l’aveva sempre chiamata “l’Ombra di Claire”, Moira era solo una bambina paffutella, ordinaria, invisibile. Mentre per Moira, Addis era il sole. Un amore adolescenziale, disinteressato. Era colui che una volta l’aveva difesa dagli stupidi ragazzini che la vessavano a causa della relazione della madre con il padrone delle terre. Era quello che non la vedeva nemmeno, che avrebbe sposato la bella, splendente e luminosa Claire.

Man mano scopriamo, parola dopo parola, ricordo dopo ricordo, che la dolce, bella, solare Claire, in realtà era una ragazzina viziata e anche vagamente stronza. Mentre Moira, invisibile, insignificante e per giunta figlia della puttana di Bernard (padre di Raymond) era una ragazza forte, determinata, onesta.

Parte del libro si sofferma ad analizzare le profonde differenze tra ciò che si mostra e ciò che si è. Addis ha dei doveri che non può evitare nonostante sia perfettamente conscio che l’unica cosa che lo fa stare bene con se stesso è Moira, con la quale sente un legame nonostante non riesca a capire da dove provenga questa sensazione. Ricorda vagamene qualcosa, senza tuttavia riuscire ad identificarne la fonte. Si ricorda della sua voce e di una frase da lui pronunciata: “Canta per me”.
Nient’altro.
E nonostante questa consapevolezza, non può permettersi di amare chi vuole, di darle una casa, una famiglia, un figlio legittimo.

Moira è solo una serva, poco importa che ami davvero Addis, agli occhi di tutti è solo la sua puttana. Ha il potere di calmarlo, lo fa sentire a casa, lo ama profondamente ma lo respinge. Lo respinge perchè non vuole diventare la puttana di nessuno, tantomeno dell’uomo che ama. Vuole dignità. Rispetto. Onore.
Sogna di sposare un muratore, di potersi elevare da “serva della Gleba” a moglie di un uomo libero, sogna una casa e dei bambini, la stabilità di una famiglia.
Moira sogna cose normali.
Quello che molte donne, ancora oggi, vogliono.

Noi sappiamo, perchè conosciamo i suoi ricordi, che Moira ha conosciuto il vero Addis, quando tornato da una battaglia sfregiato e in punto di morte, sua madre lo ha salvato. Sappiamo che lei gli è stata vicina, che lo ha confortato durante la sofferenza, lo ha spronato a non arrendersi, a combattere, a vivere.
Ed ora che ha a portata di mano la possibilità di stare con lui, resiste con tutte le sue forze.

Si può resistere alla passione?
Si può controllare l’emozione?

No.
Nemmeno provandoci con tutto l’impegno del mondo.

Moira alla fine cede. Ma a tempo determinato.
“Verrò a vederti varcare le porte, però no, non vivrò là con te…”
Sa che Addis dovrà sposarsi per cementare le alleanze e non ha nessuna intenzione di restare a guardare mentre sposa un’altra e si rifà una vita.
Poi, mentre finalmente si godono un po’ di pace, lei pronuncia un’unica, significativa frase:

“Mi sembra di essere in un mondo nuovo, come se la terra, l’aria e ogni pianta fossero cambiate”.

E, finalmente, Addis comincia a comprendere quello che era sempre stato dentro di lui, ma che non riusciva a cogliere.
Ma non basta.
Moira decide comunque di andare via.

Ci sarà un lieto fine?
Sì, ma non il classico, noioso, prevedibile lieto fine delle fiabe; con matrimonio, bambini, rose, fiori ed uccellini cinguettanti.
Ci saranno amore, difficoltà e lotta.
Come nella vita reale.

Il libro non è un turbinio di eventi che ti travolge e ti stordisce, è piuttosto un odeggiare tra passato e presente per cercare di scandagliare minuziosamente le personalità dei due protagonisti. Entrambi con un passato e un futuro con cui fare i conti. Addis non è più il ragazzo sorridente dall’armatura scintillante e Moira non è più l’Ombra di nessuno. E’ una donna che cerca di affermarsi, perfettamente conscia della sua condizione di schiava e follemente innamorata di un uomo che non può avere, ma che in realtà ha già da anni, senza che nè lui, nè lei, se ne siano mai resi conto.

Tutto il libro è percorso da un velo di malinconia che non guasta affatto.
Anzi, io l’ho trovata una carta vincente, rende il tutto più umano e realistico.
Di fondo c’è anche la volontà di Addis di riappropiarsi delle terre che gli appartengono, con intrighi, tradimenti, pericolo.

Cosa si può chiedere di più ad un romance medievale?
Niente.
In questo libro c’è tutto quello che serve per intrattenere, appassionare, emozionare senza stucchevolezza e mielosità inutili.

Ho cercato di non spoilerare troppo, perchè vi avrei tolto il gusto di leggere e svicerare lentamente la storia.
Una storia che io ho amato.
Sia Addis che Moira sono due bei personaggi, vittime degli eventi, impossibilitati a fare quello che in realtà vogliono, coraggiosi nel cercare sempre e comunque di sopravvivere al meglio.
Avrei voluto esprimermi su Claire ma se lo avessi fatto, vi avrei detto troppo.
Avrei voluto parlarvi della passione di Addis e della sofferenza di Moria, ma perchè togliervi tutto il gusto della lettura?

In poche parole

L’eroe medievale che avete sempre sognato.

Poschina

Troppo Bello per Essere Vero – Kristan Higgins

Ecco un altro post “work in progress”.
Sto ancora leggendo e mentre leggo mi inalbero, sbuffo, scuoto la testa con aria sconfitta, insomma “barcollo ma non mollo”. E prima che mi dimentichi tutti i motivi che mi hanno spinta a smadonnare, li butto giù… sai mai che mi rammollisca nei prossimi giorni e mi dimentichi di avere un cervello….

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La Trama: C’è chi guarda le vetrine desiderando cose che non potrà mai permettersi, chi invece ammira le foto di alberghi di lusso in cui non andrà mai. Io invece mi sono spesso immaginata di aver incontrato un ragazzo carinissimo e perfetto quando invece non esisteva. Come quel giorno in cui avrei preferito restarmene a casa invece di partecipare a un matrimonio. Non era tanto la cerimonia a disturbarmi, quanto il fatto che ci sarebbe stato quel bastardo del mio ex, al braccio di mia sorella, per giunta, mentre io sarei arrivata da sola. L’unica soluzione era inventarsi un fidanzato, un tipo meraviglioso e affascinante con sex appeal da vendere e un tagliente senso dell’umorismo. Uno di quelli per cui le altre sbavano di invidia e sarebbero disposte a tutto pur di rubartelo… Di sicuro uno così non è l’uomo della porta accanto, sarebbe troppo bello per essere vero.

Ed ora la parola alla giurata

Io non ho nulla contro chi ha una fervida immaginazione e adora vivere in un mondo parallelo. Io lo faccio costantemente. Non avete idea di quante volte abbia recitato un ipotetico discorso di ringraziamento in un’ipotetica cerimonia degli Oscar. Sempre, costantemente, in un perfetto inglese britannico.

Ma passiamo a noi.
Perchè siamo di fronte all’ennesimo personaggio femminile goffo, sgraziato e al limite del grottesco? Una cosa che non capirò mai. Davvero. Perchè le protagoniste di questi romance siano sempre profondamente imbranate non riesco a spiegarmelo.
In questo caso è anche profondamente irritante per la sua completa ed agghiacciante attitudine al martirio. Ed io ho goduto come un riccio quando più o meno a metà libro Callahan le pone le domande che io mi trascinavo dall’inizio. Tra le quali la più importante.

“Perchè ti fai trattare come una merda da tutti?”

Appunto Grace. Perchè?
Hai due sorelle. Una più grande ed una più piccola.
Un fidanzato che, a detta tua, ami pazzamente.
Poi il tuo boy e la sorellina si incontrano, palesemente si invaghiscono l’uno dell’altra, e tu che fai?
Nell’ordine:

– ti lasci mollare dal fidanzato senza, non dico lottare, ma esigere una spiegazione (il tutto a 3 settimane dalle nozze)
– spingi i due piccioncini a mettersi insieme
– la meni a chiunque che sei felicissima che stiano insieme anche se stai morendo dentro
– vieni coinvolta continuamente nella loro relazione e non fai una piega
– ti viene chiesto di fare da damigella d’onore alla sposa e tu dici di sì e anzi, sei contenta (ma sei cretina?)
– ti chiede di andare con lei a comprare l’abito da sposa e tu ti metti a 90 e la inciti ad usare lo Strap-On

Ma chi sei? La regina del masochismo estremo?

Nonostante tutto, martirio, goffaggine, incapacità cronica di evitare figure di merda, Grace riesce ad attirare l’attenzione del suo nuovo vicino, il fighissimo, sexyssimo, eroticissimo, virilissimo Callahan. Escono insieme, fanno del gran sesso e lui è anche così tenero, dolce, comprensivo, puro di cuore, sensibile, maschio ma con grazia, innamorato fradicio nel giro di due giorni e un convinto sostenitore dell’onestà a tutti i costi. E’, in pratica, il personaggio maschile più stucchevole che io abbia mai incontrato.
Nemmeno per un secondo sono riuscita a figurarmi nell’atto di essere selvaggiamente posseduta da questo manzo di prima qualità. Fisicamente ci siamo, ma gli manca completamente spessore. E’ un cartonato. Gli mancano completamente le sfaccettature. Non ha nemmeno una sfumatura di colore. Monocromatico ma senza il fascino degli Achrome di Piero Manzoni o dei Monochrome di Yves Klein.

La relazione procede finchè lui non scopre il BM della storia, ossia che il famoso ex fidanzato di Grace, pediatra perennemente impegnato con l’ospedale, in realtà non esiste. Era pura finzione. Invece di farci una bella sghignazzata, lui si incazza come una faina perchè si sente tradito e imbrogliato e un sacco di altre cose che mi hanno annoiata a morte. Quindi fa le valigie e se ne va. Basta, lei gli ha mentito e non merita il perdono. Avrei capito se l’avesse piantata perchè è completamente cretina, goffa, masochista e un po’ tanto sfigata, ma per essersi inventata un fidanzato? Ma dai……

La faccio breve. Alla fine Grace si incazza e vomita addosso alla famiglia frustrazioni, ingiustizie, sofferenza e recriminazioni. Il tanto agognato matrimonio tra sorella ed ex fidanzato non arriva al fatidico “sì”; la sorella maggiore si riconcilia con il marito, l’amico gay trova l’amore della sua vita… se vi sto annoiando a morte ditelo che smetto.
Ok, smetto.

Però lasciate che vi rassicuri.
Callahan torna con la coda tra le gambe, decidono di sposarsi, di mettere in cantiere un figlio che poi al momento della nascita si rivelerà essere una bambina nonostante le 115 ecografie sostenessero fosse un maschietto. E siccome c’è un’orrpilante storia legata a Via col Vento, la chiameranno Rossella O’Hara O’Shea.
Ma che romanticismo !!!!!!

Ora scusate, devo andare a vomitare.

Lo so benissimo che sono libri per rilassarsi e per sognare, ma io non ho sognato, mi sono annoiata, ho sbuffato, lottato per arrivare alla fine. Tutto troppo esagerato, inverosimile, irritante. Personaggi monodimensionali, caricaturali, privi di fascino. E’ un libro che non consiglio, non rileggerò, non ha aggiunto nulla in positivo o in negativo alla mia vita.

Cosa penso di Callahan?
Call….chi?

In poche parole

And the Oscar goes to…. Poschina !!!!!

Poschina

Lettere Scarlatte – Nicola Cornick

Se pensavate che solo perchè luglio è ufficialmente il mese di rilettura dei romanzi chiave della mia inutile vita, avrei trascurato il romance squallido di questo secolo, non mi conoscete affatto.
Proprio oggi ho terminato un romanzo che sulla carta mi attirava come la nutella, peccato che alla fine si trattasse di “merdarella”. Una delusione pazzesca. Ma andiamo con ordine.

LETTERE-SCARLATTE

La Trama: Scozia, 1812 – Se è vero che ne ferisce più la penna che la spada, Lady Lucy MacMorlan rappresenta un pericolo letale, dato che non c’è nessuno in tutta la Scozia più abile di lei nell’arte dello scrivere. Spinta dal desiderio di aiutare il fratello innamorato, riesce addirittura a mettere fuori combattimento un potente laird, sottraendogli la fidanzata il giorno stesso delle nozze. La promessa sposa, infatti, dopo aver ricevuto da un misterioso spasimante delle lettere ardenti, passionali ed emozionanti, decide di fuggire. Ma l’onta non può essere lasciata impunita. Il nobile respinto altri non è che il temuto Sir Robert, Marchese di Methven. Non appena intuisce che dietro al suo mancato matrimonio c’è l’incantevole Lucy, ha ben chiaro il da farsi: persa una sposa, ne esigerà un’altra, dai capelli rossi, lo sguardo fiero e capace di parlar d’amore.

Ed ora la parola alla giurata

Ve lo dico subito. Qui si spoilera selvaggiamente, tanto non vale la pena leggerlo.

Siamo in Scozia all’inizio dell’Ottocento. Due gemelle, una intraprendente, l’altra riservata, spiano alcuni uomini ospiti della loro magione. La sorella riservata, per parare il culo a quella intraprendente, si ritrova per un fortuito caso da sola con un bel ragazzone di un clan rivale, il quale le ruba un paio di baci.

Passano gli anni e noi ritroviamo la sorella riservata, Lucy, intenta ad aiutare il fratello cretino a sedurre la fidanzata di quello stesso ragazzone che anni prima l’aveva sbaciucchiata. E fin qui, due palle!
In breve il bel ragazzone, Robert, viene piantato sull’altare dalla promessa sposa, si gira a guardare la folla, vede Lucy che non ha mai dimenticato nonostante tutte le disavventure che ha patito, ed immediatamente capisce che lei è coinvolta.

Lucy si caga sotto capendo di essere stata scoperta, e cerca di sfuggire alle ire del bel Robert. Spoiler: non ci riesce. Lui le provoca brividi di piacere solo a guardarlo, ma lei rifugge qualsiasi contatto fisico con gli uomini perchè ha visto quella cretina della sorella gemella Alice, morire di parto. Non è cretina perchè morta di parto, è cretina perchè si è fatta ingravidare da uno sposato, ha costretto la sorella a tenere nascosta la cosa e ad assisterla durante il parto prematuro che la porterà alla morte. E no, non ho provato nè compassione, nè pietà per Alice e nemmeno per il figlio della colpa e tanto meno per Lucy.

Ma analizziamo questa eroina nella quale IO dovrei identificarmi. Ci viene ripetuto almeno un migliaio di volte quanto sia intelligente. Scrive benissimo, fa parte di un circolo segreto di donne che venerano la scienza, le arti e gli uomini seminudi, è bella, in carne (che, ricordiamolo tutti, significa che ha una 4a di reggiseno, 60 cm di girovita, il culo di Sophia Loren e le gambe di Elle MacPherson perchè questi libri sono scritti da donne ma le eroine rappresentano SEMPRE l’ideale di donna del maschio medio).
Ha un cugino stronzo che odia, il quale odia Robert.

Fatto sta, che il bellissimo Robert: Alto, imponente, muscoloso e strano a dirsi. . . . moro con occhi chiari, è invaghito di lei e siccome deve sposarsi e generare un erede entro due anni e lei corrisponde alle rigidissime pretese richieste dal testamento, le propone di sposarlo.

Ricapitolo:
Lui bellissimo, ricchissimo, virilissimo ma anche romantico, protettivo, intelligente, dolce.
Lei bellissima, ricca, sensuale, terrorizzata dal sesso, intelligentissima e sotto sotto passionale.

Il cugino bastardo la rapisce per poi approfittarne, ma ovvio come il fatto che odio il mio lavoro, Robert la salva, la accudisce e le ripropone di sposarlo. Lei rifiuta.
Siamo a metà libro e il massimo che abbiamo ottenuto sono NOIA e un paio di slinguazzate che mi hanno intrigata come Andy Murray.
Il bel ragazzone le fa notare che essendo sparita da casa ormai da due giorni è compromessa ed è meglio che sposi lui piuttosto che rimanere zitella ma zoccola agli occhi del mondo. Allora lei che è intelligentissima scappa nella notte finendo sulle terre del cugino stronzo e rischiando di farsi uccidere.

Di nuovo, Robert la salva.
Almeno stavolta lei acconsente al matrimonio, raccontando anche a Robert, che ormai è talmente eccitato da avere una perenne, dolorosissima, erezione, i motivi della sua rinuncia al sesso. E vi assicuro che mentre Lucy raccontava la sua noiosissima straziante storia triste, ho mentalmente ripetuto il condizionale del verbo avere.
Avrei potuto comprare un altro libro.
Avresti potuto comprare un altro libro, cretina.
Avrebbe potuto mungere le mucche invece di scrivere questa noia…..
…e via dicendo.

Il Big Misunderstanding è questo. Lei compra da una fattucchiera locale una mistura di erbe per non rimanere incinta. Spoiler: non la prenderà mai.

Ormai siamo giunti più o meno all’80% del libro e ancora non le ha ficcato nulla nello scrigno segreto. In compenso abbiamo all’attivo una decina di orgasmi della ex “non voglio avere nulla a che fare con il sesso” Lucy. Il tutto senza che alcun brivido sia passato, nemmeno per errore, nel mio corpo. Grave, molto grave.

C’è una piccola perla. Dopo che lui le ha donato 122 orgasmi consecutivi, lei si accorge di non aver fatto nulla per la sua ormai granitica erezione. Essendo una vergine inesperta la prima cosa che fa è prenderglielo in bocca, come ha visto fare nei disegni sui libri erotici di suo nonno. Ora ci alziamo tutti in piedi ed applaudiamo per la scena più idiota mai scritta in un romance storico. [Scroscio di Applausi]

Per farla breve, vanno nell’isola dove è morto l’adorato fratello di Robert e lui oscilla in un bipolarismo assolutamente fastidioso. Fino a che una sera, dopo un pallosissimo inseguimento, lui finalmente glielo butta iniziandola ai piaceri della penetrazione.
Lucy a questo punto scopre che il sesso è bello, divertente e appagante e ci danno dentro come conigli in ogni dove e in ogni posizione. Lei a questo punto se ne fotte dell’eventuale morte di parto.

Il cugino stronzo prova di nuovo a rovinare tutto ma ovviamente non ci riesce (scena di combattimento inutile e noiosa). Ma tutto e bene quel che finisce bene. I due piccioncini sono fastidiosamente felici, hanno anche procreato nei tempi giusti per rispettare i termini testamentari e il libro si conclude con loro che trombano.

Io ho il mio finale alternativo, che mi soddisfa molto di più
Eccolo.

Lucy resta incinta praticamente subito, anzi… è già incinta al momento della lotta con cugino stronzo. Purtroppo però sta male. Siccome siamo nel 1800 in Scozia, non sanno come curarla. Nonostante tutto arriviamo al nono mese, siamo vicini al parto e tutto va bene.
Peccato.
Peccato che Robert sia appena morto cadendo da cavallo mentre tornava a casa per assistere Lucy. Peccato anche che una cameriera chiacchierona se lo lasci scappare proprio davanti alla partoriente. Lei sbrocca. Muoiono nell’ordine: il bambino, la mamma, la cameriera stolta (decapitata dal cugino di Robert), la balia ed il medico che stava assistendo al parto.

Il libro si conclude con il cugino stronzo che arriva a strage avvenuta per rivendicare il possesso delle terre. Un po’ come Fortebraccio nella scena finale di Amleto.

In poche parole

Ora dovrò rileggere la Kleypas per riappacificarmi con il romance storico.

Poschina

Heaven Texas & Il Lago dei desideri – Susan E. Phillips

Ok, non è la solita recensione e diciamocelo fuori dai denti, a nessuno frega una sega di quanto scriverò sotto, ma ci sono cose, situazioni ed espedienti che mi tolgono  completamente il gusto della lettura. In questi due libri della Phillips ho trovato due degli espedienti più fastidioserrimi di sempre se non compensati da una notevole capacità di scrittura e da una storia con i controcoglioni.

Farei notare come la mia compulsività mi abbia fatto acquistare non uno ma ben due libri di una scrittrice a me sconosciuta. Ah, la disperazione cosa fa fare………

CopHeavenTexaslago

Le Trame

Heaven Texas: Gracie Snow ha tre problemi da risolvere:un ex campione di football da proteggere (il buono),un ragazzo diventato ricco e perfido (il cattivo),il suo cuore che comincia a perdere colpi…Riuscirà a sistemare tutto e a capire dov’è l’amore? Una storia divertente, sexy e con un pizzico di malizia. Una lettura imperdibile per chi ha voglia di sorridere e lasciarsi andare. Gracie Snow decide di lasciarsi alle spalle un’intera vita e accetta un’offerta di lavoro a Hollywood come assistente di produzione. Subito però le viene affidato un incarico difficile: deve convincere Bobby Tom Denton, un affascinante ex giocatore di football, a presentarsi sul set per iniziare le riprese del suo primo film.

Il Lago dei Desideri: Molly Somerville ha una vita (quasi) perfetta: adora il suo barboncino, il suo lavoro di scrittrice per bambini, il suo minuscolo loft. L’unico neo è la sua cotta storica per un quarterback scavezzacollo, quel detestabile e superficiale e irritante e… meraviglioso Kevin Tucker, che finora non ha fatto altro che ignorarla. Il talento di Molly per ficcarsi nei guai la porterà proprio tra le sue braccia, a farsi spezzare il cuore in una sola notte. 

Ed ora la parola alla giurata

Spoiler – Spoiler – Spoiler

Non so bene se la colpa della mia assenza di passione per questi libri sia da attribuirsi all’appartenenza a due culture completamente diverse. Per capirci io trovo assolutamente insensata la fastidiosa abitudine americana che lega il numero di appuntamenti alle concessioni sessuali.

Esempio. Se vai a letto con un tipo prima del terzo appuntamento sei una zoccola. Al primo appuntamento la lingua, al secondo la lingua + un lieve strusciamento, al terzo puoi concedergli una palpatina, al quarto lo fai entrare in casa, al quinto puoi dargliela. SERIOUSLY????
Nel 2014?

Così pare.
O almeno così pare che sia nell’america vera, non nella sfavillante New York di film e telefilm. Sarà per questo divario culturale, lo stesso che non trova niente di strano nello sposarsi dopo  due mesi dal primo incontro, ma che anzi lo trova romantico, che faccio fatica ad amare davvero questi libri. Sono scritti bene, spesso anche divertenti e non eccessivamente mielosi, tuttavia non riesco ad entrare nell’ottica. Mi rimane sempre quella cosa alla “Harmony” che non riesco a scrollarmi di dosso.

Per esempio in Heaven Texas lei è una trentenne sciatta (ma con una passione per la biancheria intima da zoccola), vergine, apparentemente sfigaterrima, che viene mandata a recuperare il figo di turno. Che poi parliamone…. il figo di turno indossa pantaloni bianchi con camicia malva/lavanda di seta e cappellone da cow boy. In pratica Julio Iglesias al suo meglio. Una roba che nemmeno se me lo regalano e chissene dei soldi e del cazzo grosso.

Cmq. dicevamo. Lei è vergine. VERGINE. Come in un Harmony. Perchè in questi libri non esiste mai una donna normale, con una vita normale ed una vita sessuale nella media. O zoccoloni o vergini.
A trent’anni.
Negli anni 2000.
Americans !!!

L’espediente irritante però non è la verginità della pulzella, anche se ammetto che un paio di bestemmioni mi sono scappati, ma il “fingiamo di essere fidanzati”. Perchè?
Susan, te lo dico da NON scrittrice a scrittrice di successo; perchè non ti sei spremuta le meningi un filino, giusto per non cadere nella banalità più assoluta? Giusto per dimostrarmi che sai fare in modo che due persone apparentemente diversissime si innamorino senza costringerli in una finta relazione che li porta, inevitabilmente, a stare a contatto stretto e a scopare. Ma se non bastasse questo, c’è anche il terribile, anacronistico, fastidioso “ti faccio da tutor sessuale”. Ma dai !!! Scopate e fatela finita. Ci sarà mica bisogno di un tutor per fare sesso? Non si può sentire.

E, ovviamente visto che il libro è per donne e le donne sono coglione e superficiali come poche, alla fine, dopo ben un mese e mezzo di conoscenza profonda, lui le chiede di sposarla e finisce con un’evasione di prigione, un inseguimento in macchina e baci ed abbracci in mezzo alla folla giubilante.

E questa fiera dell’assurdo non è nulla in confronto al secondo libro.

Lei è un’ereditiera che ha rinunciato a 15 milioni di dollari per potersela cavare da sola.
BWahahahhahahahahah…. Quando avete finito di ridere ditemelo che proseguo…. Fatto?

Lei scrive libri per bambini nei quali riversa la sua vita privata, è innamorata di uno strafigo che non la caga di pezza ma un giorno per sbaglio sono costretti a dividere una casa, lei la notte va in camera sua, si spoglia, gli mette il goldone, se lo scopa mentre lui è mezzo addormentato e il goldone si rompe, ma lei non è nel periodo del mese giusto e nonostante ciò rimane incinta.

Ora, hai 27 anni, sei single, fai fatica a campare, stupri un tizio la notte, rimani incinta e cosa fai? Sei felice. Ecco; questo esempio di donna demente è deleterio per la reputazione del nostro sesso. Io, donna, l’ho odiata con tutta me stessa. Non puoi essere così scema. Nel senso che nessuna donna in una situazione del genere sarebbe tranquilla e rilassata a pensare al nome del nascituro, quantomeno prenditi una decina di giorni per abituarti all’idea, altrimenti sembra che tu l’abbia fatto apposta. Poi ovviamente non lo dice al padre ma quella ficcanaso di sua sorella e suo cognato scoprono chi è, lo vanno a prendere per i capelli e lui invece di dire… “ragazzi, quella pazza mi è saltata nel letto, poi mi ha detto che non era incinta e col cazzo che la voglio tra i piedi” decide di sposarla, perchè si sa; siamo nel 1940 e concepire fuori dal matrimonio è una vergogna.

Poi lei perde il bambino e questo permette alla coppia di non odiarsi più perchè si sa, le stragi uniscono come non mai (spoiler: non è vero. Le disgrazie dividono, ma non vogliamo turbare le fragili donne che leggono questi romanzi quindi facciamo finta che tutti siano buoni, bravi, comprensivi e pazienti…).
Vanno in un camping dei genitori di lui dove, sorvolando su metà libro, alla fine cominciano davvero una relazione ma siccome lei è mezza scema, insicura, convinta che non avrà mai la storia d’amore più bellerrima del mondo, finge di non provare nulla se non la mera attrazione sessuale e lui che invece se la scopa all’urlo di “io sono tuo marito quindi se scopiamo non c’è nulla di strano”, evita di mostrare i suoi veri sentimenti perchè intanto è impegnato a fare chiarezza su quello che prova per la sua vera madre.

Ah, c’è anche lo spazio “sesso tra vecchi” che vi risparmio perchè sono molto meno sadica di quanto potrei sembrare.

Il picco di merda lo raggiunge quando alla fine lui si rende conto che la ama e, giuro, va a chiedere il permesso di sposarla di nuovo (americans !!!) alla sorella, la quale lo sottopone ad una – prova d’amore –  prima di dare il benestare. Nonostante ciò la pazza – scema – insicura – gli dice che lei non vuole l’amore. A lei non basta, deve avere la più grande storia d’amore del mondo.

Ed io l’ho odiata se possibile ancora di più perchè cazzo, hai 27 anni. Non 12. Io ti odio perchè rappresenti il peggio del mio sesso, il peggio dell’umanità in generale e sopporto ancora meno la caratterizzazione stile “Santa Maria Goretti”. Sempre queste donne buone, sensibili, che amano i bambini, incazzate ma mai fastidiose, ribelli ma con gentilezza, insignificanti ma sempre con un bel culo e un vitino da vespa e le caviglie sottili. Ma cazzo se sei insignificante sei insignificante !!!! Non puoi essere insignificante e avere il corpo di Charlize Theron. No, perchè saresti figa !!!!

Se proprio dovete scegliere, tra i due prendete “Heaven Texas” nonostante tutto è più realistico e la protagonista molto più interessante.

In tutto ciò la cosa davvero triste è che sono libri scritti bene. Spesso ho sorriso e a volte addirittura riso di gusto perchè alcune situazioni sono molto divertenti e i dialoghi brillanti.
Semplicemente credo che siano un po’ troppo “da donna” per me e un po’ troppo “americani” per i miei gusti da italiana – lombarda – milanese rampante.

Io non comprendo davvero il dichiarasi amore eterno dopo una scopata e non ritengo onorevole sposare una donna che non conosco solo perchè è incinta. Lo trovo stupido ed irresponsabile. Non siamo nel 1800, non è più necessario, non si rovina irrimediabilmente la reputazione della donna e i figli possono essere cresciuti benissimo fuori dal vincolo matrimoniale. Quando leggo certe cose, che per me sono più che anacronistiche, mi innervosisco e il racconto perde immediatamente credibilità togliendomi in parte il gusto nella lettura e influendo negativamente nella valutazione.

Leggeteli consci di quello che vi aspetta, ossia puritanesimo, convenzioni sociali, romanticismo adolescenziale, matrimonio assicurato, un pizzico di divertimento, assurdità come se piovesse.

In poche parole

Quella vena di puritanesimo che proprio non riesco a sopportare.

Poschina