Recensioni Lampo…..di chi ha trovato il tempo per scrivere tutte le madonne che le sono passate per la testa

Ci sono periodi di vacche magre e periodi di vacche grasse.
Questo è un periodo di vacche di merda…..a giudicare dai libri che mi sono capitati tra le mani.  Ma andiamo con ordine….
Alcuni poi, non sono nemmeno così merdosi ma piuttosto deludenti.

Un Irreprensibile Marchese – Lorraine Heath

Non volevo comprarlo.
Dopo l’orrore che ho provato leggendo Un Erede per il Visconte dove Killian si è ridotto a morto di figa nel giro di dieci pagine, avevo deciso di lasciarmi alle spalle Lorraine e di ributtarmi su qualcosa di decente. Ho riletto parte della saga Bedwyn, qualcosa della Kleypas, qualcosa della McNaught e poi, inevitabilmente, una mattina che ero più vulnerabile del previsto, Amazon mi ha proposto questo libro ed io, che sono debolissima quando si tratta di resistere alle tentazioni, ho immediatamente ceduto e l’ho preso.

Il vecchio Marchese di Marsden, mezzo pazzo che parla con la moglie defunta, novello Heathcliff senza però tutto il bagaglio di fascino e cattivera di quest’ultimo, mi era piaciuto assai. Avevo anche cominciato ad affezionarmi alla sua stranezza, a quell’acutezza ormai sopita e ben nascosta sotto quintali di sofferenza per la morte dell’adoratissima moglie Linnie.

Quella che scopava sopra, sotto e di fianco al pianoforte, per intenderci.

Il Vecchiaccio, come amavo chiamarlo io, era talmente innamorato della moglie che il mondo per lui si era fermato esattamente nel momento della di lei dipartita, al punto che tutti gli orologi di casa erano stati fermati a quell’ora e guai a chi osava toccarli.
Ma se io vi dicessi che vogliono farmi credere che gli orologi si fossero fermati da soli?
E se aggiungessi che Lorraine pretende di convincermi che il Vecchiaccio non era folle ma che davvero comunicasse con lo spirito della defunta moglie?

Ma facciamo un passo indietro.

Il Giovane Vecchio incontra per la prima volta l’adorata Linnie il giorno in cui muore suo padre e da quel momento è AMMMMMORREEEEEEEEE. Lui ha 12 anni e lei 8. Lui è il Marchese e lei la figlia del fornaio. Lui sa che non potrà mai averla ma questo non gli interessa, ha 12 anni e probabilmente è immerso nel groviglio di erezioni continue.
Lui la ama, lei lo ama.
Poi crescono e lui continua ad amarla mentre lei passa da “figlia del fornaio” a “cameriera nella locanda”. E’ bella, formosa, vivace, brillante e ha voglia di farsi il Marchese, il quale però la rispetta troppo per rovinarla.
E se non è AMMMMOOOOOOOREEEE questo, cos’altro può essere?

E, in pratica, il libro è tutto così. Lui la ama, lei lo ama, lui la vuole, lei lo vuole. Non c’è nient’altro. Però funziona. Funziona a patto di essere gente come me, ossia una di quelle persone che non resistono al richiamo dell’ennesimo colpo di marketing, in questo caso un libro inutile, un racconto del quale potevamo fare tutti a meno, ma che stuzzica la morbosità dello stalker che si cela in ognuno di noi.

E’ inutile perchè tutto quello che c’era da sapere o quasi, viene spiegato nell’orrido libro che ha come protagonista il figlio, è inutile perchè si vede benissimo che è stato costruito a tavolino per spillare soldi, è inutile perchè se all’inizio ci dà porchissime soddisfazioni facendoci partecipi dell’amore meraviglioso dei due giovani, alla fine si riduce ad una serie di situazioni pseudo-paranormali che non stanno nè in cielo nè in terra.

Gli orologi si sono fermati da soli, una zingara aveva previsto che lui avrebbe avuto 4 figli, e in effetti gli vengono affidati 3 orfani da crescere, la moglie morta con cui parlare, ridere, scherzare, che non è frutto della sua immaginazione ma c’è davvero e interagisce con il mondo terreno.

Fossi stata Lorraine, invece di questo breve spillasoldi che non porta da nessuna parte, avrei approfondito la storia dei genitori degli “Sfrontati di Havisham” e mi sarei concentrata sui loro personaggi, che invece ci vengono presentati in fretta e furia ed appaiono solo dei grandissimi coglioni (con rispetto parlando).

Ma, come vi ho detto, a parte tutto, il libro funziona.
Almeno fino ai tre quarti ci viene raccontata, tutto sommato, una bella favola. Lui, se solo ci fosse stato il tempo di approfondire, è un bel personaggio, pieno di potenzialità….lei è una ragazza semplice che ha dei sogni e che sprizza vitalità da ogni poro.

Non ha certo saziato la mia fame di storie appassionanti, strappamutande e strappalacrime, ma rispetto a quanto letto ultimamente…..avercene. E’ un racconto piuttosto breve, piuttosto semplice, piuttosto puccioso….. Ma visto che siamo in zona estiva, fa caldo, siete in vacanza, cercate di sfuggire al parentado asfissiante e avete poca voglia di collegare i neuroni ve lo posso consigliare senza sentirmi troppo in colpa.

Gli Scottanti Segreti della Contessa – Eva Leigh

E qui scoperchiamo il vaso di Pandora.

Lui è Il Conte Christopher Ellingsworth, detto Kit, terzogenito malcagato di non ricordo chi, che ha guadagnato il pregiatissimo titolo di Conte distinguendosi per perspicacia e dedizione durante la guerra. Un bel titolone ma senza fondi….e i pochi che ha li sperpera al gioco nel, fino ad allora, vano tentativo di raccogliere un gruzzoletto per costruire dei giardini che gareggino in bellezza e dissolutezza con quelli di Vauxhall. Lei, Tamsyn, è una giovine signora che ha bisogno di sposarsi con un riccone per potersi riprendere l’adorata magione finita in mano ai perfidi zii e, soprattutto, per poter continuare liberamente il contrabbando sulle coste della Cornovaglia.

Un bel giorno il nostro non tanto adorato Kit scopre che per ereditare una cospicua fortuna deve sposarsi entro poco tempo e diventa improvvisamente lo scapolo più ricercato di Londra…..ma lui ha occhi solo per Tamsyn, che ha incontrato una sera ad un ballo. Hanno bisogno l’uno dell’altra e decidono di sposarsi. E, udite udite, lei non gliela da. No. Proprio per un cazzo.

NADA.

Non si scopa.

E dio bono….. già ci si annoia….già è estate, fa caldo, siamo tutti stufi del lavoro, degli amici, della famiglia, del baffo sudato, del ciclo mestruale con 40 gradi (voi, perchè io uso la coppetta ed è come non averlo) e se nemmeno mi fate sognare con sesso multiorgasmico e slinguazzate cosmiche, cosa mi resta?

La Delusione.

Cmq…si sposano e scoprono che le redini della borsa sono state lasciate alla pulzella, la quale immediatamente rifiuta al marito il finanziamento per i giardini tanto agognati e se ne scappa in Cornovaglia perchè si sente “ferita, offesa e usata”.

Ma Vai A Fare In Culo!!!!

Proprio tu che contrabbandi e che lo hai perculato nascondendo il carico di merce in casa sua pur sapendo la sua avversione per l’illegalità? Proprio tu fai la moralista? Proprio tu? Non le fanno più le eroine di una volta. No, proprio no. Ed è un gran peccato, una perdita pazzesca per il romance.

Cmq.
Finisce ovviamente con tanto amore, tanto sesso, tanti figli, tanta GIUOIA!!!!!!
Idda gli confessa che sì, fa la contrabbandiera….e allora? Era l’unico modo per salvare la sua amatissima gente lo rifarebbe mille volte per i suoi concittadini…..Tamsyn ti do un consiglio, canditati con i 5Stelle che mi diventi prima presidentessa della Repubblica nel giro di 6 mesi.

Alla fine Kit e Tamsyn finiscono per rimodernizzare la cittadina e farla diventare  la Rimini del Regno Unito con tanto di Hotels, traghetti, discoteche, prostitute, bambini scorazzanti e tutto il corollario di creme solari e vucumprà. E a nessuno interessa la povertà di sesso, sensualità e interesse che questa storia ha generato….vi basti sapere che a distanza di pochi giorni dalla lettura fatico a ricordarmi persino se lui è biondo o moro.

La Tentatrice – Mary Balogh

Diciamolo immediatamente e togliamoci il dentone dolente. A me questo libro è piaciuto assai. E quando dico Assai intendo proprio Assai. Cioè tanto, tantissimo. Mi è piaciuto Gervase, la sua sete di vendetta, il suo perpetrare il piano diabolico nonostante l’AMMMOOOOREEEEEEE e tutto il resto, e mi è piaciuta Morgan, la bella dei Bedwyn, la piccola, protetta Morgan che diventa una novella Rossella O’Hara e va ad aiutare i feriti di Waterloo in una scena che non ricorda semplicemente quella scritta nel meraviglioso “Via col Vento” ma che sfiora il plagio.

Ma lasciamo stare queste inutili considerazioni, anche perchè plagio o meno, il romanzo della Mitchell resta ad un livello talmente alto che la Balogh deve cominciare a correre ora e al giorno della sua morte sarà ancora molto lontana dalla vetta.

Morgan è in Belgio ospite di non ricordo chi, perchè vuole fare qualcosa, essere qualcosa, vedere qualcosa. E’ sveglia, intelligente, bellissima ed ha sete di capire cosa sta succedendo e di partecipare attivamente agli eventi bellici. Peccato che tutti  la trattino come una bambolina di porcellana dalla testa vuota.

Tutti tranne uno.
Quell’uno è Gervase Ashford, un affascinante trent’enne mezzo inglese e mezzo francese che ha un conto in sospeso con “Il Duca di Ghiaccio”, alias Wulfric Bedwyn, alias Bewcastle, ossia il freddo e austero fratello maggiore di Morgan.
Gervase la vede e pensa “Ma guarda quella che figa spaziale!”, poi un amico gli confida che è la sorella del tanto odiato Bewcastle e immediatamente il pensiero diventa “Ah…ecco lo strumento perfetto per la mia vendetta privata, finalmente dopo 9 anni gliela farò pagare cara”. Inizia quindi un’opera di seduzione nemmeno tanto velata che porta i due a frequentarsi.

Nel bel mezzo di tutto ciò infuria Waterloo, Morgan perde il  fratello Alleyne, diventa una crocerossina, si scopre forte e testarda e Gervase è sempre con lei, a coccolarla, confortarla e scoparla.

Sesso poco e piuttosto burrascoso….mi piace. Una roba del tipo Ti prendo e ti sbatto e a prendere l’iniziativa non è nemmeno lui….FA VO LO SO!

Poi però si torna in patria e Morgan scopre di essere stata una semplice pedina in un gioco più grande di lei che va avanti da ben 9 anni…. e per scoprire che cazzo è successo un paio di lustri prima, dobbiamo attendere gli ultimi capitoli della storia.
Ovviamente Morgan la prende male, malissimo e decide di fargliela pagare.

Finirà a tarallucci e vino, come da copione, con tanto di gravidanza superveloce, ma non alla prima botta e non proprio indesiderata. Persino io non me la sono presa…..il che la dice molto lunga su quanto sia morbida in questo periodo…. Go Morgan, go!!!!

Se escludiamo le prime pagine che ho trovato un po’ noiose, per quanto mi riguarda il resto funziona. Bene Zia Mary, Brava, Ancora.

Una Famiglia per il Duca – Megan Frampton

Credo di aver abbandonato questa cosa più o meno a pagina 30/40. E lo chiamo “cosa” con cognizione di causa. Di una banalità sconcertante. Lei è una povera donna con prole che si trova costretta a fare da segretaria ad un figo spaziale, titolato, scopabilissimo, che ci viene presentato come freddo, scostante, inavvicinabile. E fino qui è roba da sburrare litri di gioia.

Purtroppo però il tanto distante e freddo duca, si rivela essere un pasticcino che nel giro di 20 pagine ha preso la bimba sotto la sua ala protettrice e si slinguazza la madre nello studio. Non ci sarebbe nulla di male se non ci fosse un improvviso e quanto mai incomprensibile snaturamento del personaggio prima ancora di conoscerlo.

E siccome sono vecchia, stanca, polemica e anche piuttosto cagacazzo, mi sono imposta di chiudere la porta in faccia a Megan e a concentrarmi su altre letture.
Lo riprenderò in seguito, quando la mia pazienza avrà raggiunto ragguardevoli vette o quando sarò alla ricerca di scuse banali per smadonnare in continuazione.

Se qualcuna di voi ha meno pregiudizi della sottoscritta, vi prego di dirmi come si sviluppa la storia e come va a finire. Almeno mi risparmio la fatica di leggere le restanti 200 pagine.

Magia di un Amore – Lisa Kleypas

Leggi che ti rileggi che ti rileggi….per contrastare letture di merda mi compro la versione cartacea di questo libro della Kleypas. Eh beh….che dire? Nel 2014 (anno di vacche grassissime) gli davo 6,5.
Ma quanto ero stronza?

Se questo è un povero sei e mezzo metà di quello che ho letto quest’anno dovrebbe essere quantomeno inqualificabile.

Le storie sono due, una più bella dell’altra.
La prima riguarda Aline e McKenna, mentre la seconda Gideon e Livia.

Aline e Livia sono le sorelle di Marcus Westcliff, che conosceremo meglio nella serie Wallflower di cui questo libro è il prequel. Sia Aline che Livia sono due donne ferite che hanno dovuto sopravvivere ad eventi drammatici; la prima ha dovuto cacciare dalla tenuta l’unico uomo che abbia mai amato e poi affrontare le conseguenze di un grave incidente, Livia ha perso prima il suo futuro sposo e poi il bambino che aveva in grembo, scatenando la cattiveria dell’intero Ton e preferendo ritirarsi in campagna a far rimarginare le ferite.

A complicare la vita delle due donne ci pensano gli ospiti americani del fratello, il ricco, dissoluto e disperato Gideon Shaw e il determinato ed ormai ricchissimo John McKenna che ha come unico scopo della visita quello di vendicarsi di Lady Aline facendola innamorare e poi lasciandola nella più buia disperazione.

Le cose però non sono mai semplici, mai lineari e mai troppo facili.

Non voglio svelare altro ma la Kleypas perde un bel po’ di tempo per introdurci i personaggi tanto che alla fine ci sembra non solo di conoscerli ma di comprenderli da sempre, di essere più che dei semplici lettori, ma amici, confidenti, amanti.
Ho trovato davvero tenerissimi Livia e Gideon, e il modo in cui Livia con dolcezza e fermezza riesce a catturare il cuore di un uomo che non si è mai sentito accettato e che ha deciso di autodistruggersi.

E cosa posso dire di Aline e McKenna? Lei così testarda e orgogliosa, bella e fiera, disposta anche a perderlo per paura di rivelare che non è perfetta come lui immagina, tutta la disperazione di non accettarsi e di non riconoscersi, di venire a patti con una realtà che si cerca disperatamente di negare.

Bello, bello, bello.
Diverso dal resto della serie, che è più spensierato, questo libro affronta tanti tipi di sofferenza e solitudine e altrettanti tipi di amore, ma è soprattutto un libro sull’accettazione; di sè, degli altri e dell’amore, nel senso più ampio del termine.

Leggetelo.

Innamorarsi di un Lord – Mary Balogh

Della serie Bedwyn è uno di quelli che non avevo mai letto ed onestamente non è che mi sia persa chissà che cosa nell’averlo lasciato in fondo alla lista.

Alleyne sarà anche bello ma passa il 98 % del libro non ricordando un cazzo del suo passato e facendo da cavalier servente a Rachel, colei che gli ha salvato la vita. Entrambi innamoratissimi inconsapevoli vanno avanti tra alti e bassi, misunderstanding più o meno big e storie assurde di zii incompresi e di truffatori incalliti.

Per carità è più che leggibile e anche gradevole ma per quanto mi riguarda vale la pena leggerlo solo per la scena nella quale Alleyne torna  a casa e ritrova i fratelli che lo credevano morto a Waterloo.
E’ un momento estremamente toccante che vale l’intero libro.

Ammetto senza vergogna che per poco non mi è scesa una lacrimuccia.

Conclusioni sconclusionate

Attendo con ansia, perplessità e speranza le uscite di luglio, perchè al momento le soddisfazioni me le sono prese con roba vecchia di autrici di pregio e non con le tanto agognate nuove uscite.
Sarà anche colpa mia….per carità, ma mi sembra che ai libri che leggo ultimamente manchi sempre qualcosa.
L’introspezione dei personaggi, situazioni credibili o quantomeno divertenti, quell’esagerazione talmente esagerata da diventare meravigliosa e che fa gridare “BOOOOOMMMBBBAAAAA”, gli slinguazzatori seriali, il sesso, i multiorgasmi, quella carica erotica che gronda dalle pagine e che ti fa venire la fotta di leggere…..uomini che che ti piacerebbe scartare  succhiare come grosse caramelle Rossana… sì, insomma….non li fanno più i Romance Storici di una volta.

E che cazzo!!!!!

Poschina

 

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Gli Sfrontati di Havisham – Lorraine Heath

Io lo so che voi siete persone normali che al massimo disprezzano un libro per 5 minuti e poi lo dimenticano con la facilità con la quale io dimentico i titoli delle canzoni reggaeton, ma io sono strana, per me un libro è un mondo, i personaggi sono reali e se mi affeziono sono cazzi perchè poi mi devi mantenere le promesse e, purtroppo, non sempre questo accade…
…..e quando non accade mi trasformo in Cheng-Li “La furia pelosa”.

Ma andiamo con ordine. La serie è composta da 3 libri e se avete intenzione di leggerli, sappiate che si tratta di una discesa negli inferi dell’irrazionale, ma non quello bello che diverte e fa sospirare, quello che fa incazzare.
Lascio a voi la scelta.

SPOILER – SPOILER – SPOILER
NEL SENSO CHE CI SONO TUTTI I COLPI DI SCENA
TUTTI
PROPRIO TUTTI

 

Lady V. è il primo libro della serie. Ho scelto la cover spagnola del libro perchè è molto più calzante di quella italiana e ci svela il perno che da il via all’intera avventura.

La Trama: Londra, 1878 – Rimasti orfani in seguito a un incidente ferroviario, il Duca di Ashebury, il Duca di Greyling e il gemello Edward sono stati condotti nell’inquietante maniero di Havisham per essere affidati al tutore designato dai loro genitori: il Marchese di Marsden. L’uomo, però, ha perduto la ragione dopo la morte dell’amata moglie, e non ha mai badato a loro. Così Ashe, divenuto adulto, teme e rifiuta l’amore, conoscendone gli effetti devastanti, e preferisce relegare i suoi rapporti con le donne ai diversi club esclusivi che frequenta. E proprio in uno di questi una sera incontra la misteriosa Lady V, che non solo è intrigante e sensuale, ma anche brillante, sagace e… vergine. Inizialmente Ashe non ha idea di chi lei sia, però è abbastanza intelligente da riconoscerla quando la incontra in società senza la maschera: si tratta della straordinaria Minerva Dodger, per cui è impossibile non perdere la testa.

Minerva Dodger è figlia di Jack Dodger e sorella del Duca di Lovingdon, amica d’infanzia della di lui consorte Grace ed è nota per essere schietta, intelligente, sagace e chi più ne ha più ne metta, ma non certo per essere la figa del paese.
Siccome è convinta che nessuno la vorrà mai in sposa, decide di mascherarsi ed andare a farsi sverginare in un club nel quale donne mascherate copulano con uomini non mascherati e pensa in questo modo di soddisfare la brama sessuale che la attanaglia.
Entra nel famigerato club e dopo un nanosecondo, quel gran figo del Duca di Asherbury la punta come il mio cane punta le marmotte e la avvicina per sedurla. Seguono una serie di inturgidimenti vergali e di inumidimenti vaginali che non portano a nulla perchè lui non se la scopa…… ha invece un’insana passione per la fotografia e vuole fotografarle le gambe.

Sia chiaro.
Potete, anzi…..dovete, ridere.

Non so come l’avrei presa, probabilmente bene ma non benissimo. Ma il punto non è nemmeno quanto sia creepy uno che vuole fotografarti le gambe per poi segarsi comodamente a casa, ma che alla prima occasione in cui la vede senza maschera la riconosca come “la tizia particolarmente brillante che non avrei mai cagato se non le avessi visto le gambe” e quindi comincia a parlarle e scopre che sì, non sarà bella….ma è tanto, tanto, tanto intelligente e se la vorrebbe fare. Certo… cummmenooooooooo!!!!!!

Finirà, come tutti i libri della Heath, con un tripudio di “SoleCuoreAmore” che io avevo ritenuto stucchevole solo perchè non avevo ancora letto gli altri libri della serie. Come sempre, il peggio deve ancora arrivare.

A posteriori, il migliore dei tre.

Il secondo libro è quello che potrebbe lasciarvi perplesse….ovviamente questo solo prima che vi imbarchiate nel terzo, perchè poi non vi perplimerà più nulla.

La Trama: Londra, 1878 – Lady Julia Kenney si trova in una situazione complicata. Sposata con Albert, Conte di Greyling, non riesce a nascondere l’attrazione che la lega al suo gemello, Edward. Inaspettatamente, durante un safari, Albert rimane vittima di un incidente, ma prima di morire chiede al fratello, una volta tornato a Londra, di vestire i suoi panni, così da non turbare Julia, che porta in grembo un bambino. In effetti, la donna nota un cambiamento nel marito, che la porta a provare per lui un sentimento più profondo. I nodi, però, prima o poi vengono al pettine e Edward deve decidersi a confessare la verità, consapevole che questo potrà costargli non solo la donna che ama, ma anche la reputazione, dato che la legge inglese vieta i matrimoni tra cognati. In questo caso, varrà la pena rischiare?

Che dire?
Le prime 80/90 pagine sono di una noia quasi mortale.
Albert ed Edward sono gemelli omozigoti, quindi identici. Albert è sposato con Julia che nel primo libro è descritta simpatica come una scopa in culo.
Dietro questo atteggiamento fastidioso si cela l’attrazione per il fratello del marito, Edward….colpevole di averle rubato un bacio tra le rose e di averle fatto arricciare le dita dei piedi dalla voglia di farsi sbattere, cosa mai successa con il legittimo consorte.

Durante un viaggio in Africa Albert schiatta e chiede ad Edward di fingersi lui per non traumatizzare la moglie incinta del primogenito (lei è poliabortiva quindi la preoccupazione ci può stare). L’idea folle viene messa in pratica e Julia si trova ad avere a che fare con Edward che si spaccia per Albert generando una serie di incomprensioni e imbarazzi e mettendo il luce la natura goduriosa e porca della nostra ex scopa in culo Julia.

E qui, vi racconto un aneddoto.
Ho lavorato per anni con due gemelli omozigoti…..che tra l’altro hanno anche lo stesso stile nel vestire e quindi, di primo acchito, sono indistinguibili; passati i primi due giorni li distinguevo immediatamente e nemmeno ci sono mai andata a letto.
Figurati se una non capisce al volo che quello che le sta di fianco non è suo marito.

Ma per dio!!!!
Ma per chi mi hai preso?
Non si può sentire.

Ed infatti quando Edward viene scoperto….[stanno copulando e lei sussurra all’orecchio che crede sordo “Voglio sentire il tuo cazzo duro dentro di me” (hai capito la scopa in culo che zoccola è in realtà?) e lui risponde a tono facendole capire inequivocabilmente che non è suo marito] viene fuori che sì, beh….in fondo lei sentiva che c’era qualcosa di diverso….tutta questa attrazione….tutto questo Pathos…..

E giù di confessioni…
“Io ti ho amata dal nostro primo bacio”
“Non parlarmene, guarda….ci penso ancora adesso”
“Bevevo e scopavo in giro per non pensarti” (questa è la scusa peggiore di sempre)
“Io ti ho cacciato di casa perchè in realtà volevo scoparti”

e via dicendo.
Però bisogna dire che funziona.
Appena il segreto viene svelato il libro prende un buon ritmo, incredibile ma vero. Tutto fila liscio, ci si diverte, si scopa, si scopa, si scopa.
L’ho già detto?

Poi c’è tutta la noiosissima parte sul dichiarare o meno il misfatto in società, un matrimonio in Svizzera e un quintale di miele e stucchevolezze varie.

Se decidete di leggerlo, sappiate che una roba del genere non sta nè in cielo nè in terra.
Amen.

Prima il dovere e poi il piacere.
Ecco a voi Cheng-Li “La Furia Pelosa”

La Trama: Inghilterra, 1882 – Portia Gadstone non può più sopportare la cattiveria del padre e decide di seguire Beaumont, il nobile di cui si è invaghita, fino a Londra. Quando scopre che l’uomo la sta solo ingannando sceglie di fuggire anche da lui, custodendo un segreto molto importante. La situazione per lei non è facile, finché non legge per caso un’inserzione che può aiutarla: il Marchese di Marsden, un anziano vedovo, cerca una donna per avere un erede dato che il suo unico figlio, il Visconte Locksley, non intende sposarsi. Portia accetta e non può certo immaginare che l’uomo con cui sarà costretta a convolare a nozze non sarà il marchese, ma l’affascinante Locksley. I due sembrano pensarla allo stesso modo: tra loro c’è solo un contratto, niente di più, tuttavia l’attrazione che li lega si fa sempre più intensa. Ma il passato di Portia viene a galla e rischia di mettere a repentaglio la loro unione a meno che Locksley non decida di…

Partiamo dal fondo.
Io ho amato appassionatamente Locksley dalla prima volta che è comparso nel libri, bambino selvaggio abituato alla solitudine. Ho amato la sua vita triste nel maniero ad inculandia, con un padre che è una versione vecchia e con meno spessore del mai dimenticato Heathcliff, con le sue idiosincrasie e la sua volontà di NON innamorarsi MAI.

Quindi ho atteso il suo libro come attendo i panini cinesi al vapore seduta al tavolo, con l’acquolina in bocca e la fotta di mangiarne una cinquantina. Per questo non perdonerò MAI a quella sciacquetta di Lorraine di aver preso questo interessantissimo personaggio e di averlo reso un coglione nel giro di poche pagine.

Sigla !!!!

Trent’anni fa, l’adorata moglie del Marchese di Marsden è spirata dando alla luce suo figlio, il piccolo ma già meraviglioso Killian. Da quel momento il Marchese è sbroccato, ha fermato tutti gli orologi del maniero, interrotto la sua vita e vagato alla ricerca dello spirito della moglie che dice di vedere e sentire durante la notte. Sì, Lorraine ha preso Cime Tempestose e lo ha saccheggiato. Posso tollerarlo.

Oggi il vecchio un po’ folle ha deciso di sposarsi e ha preso accordi con la Signorina Portia che arriverà nel pomeriggio. Il figlio si incazza, pensa che ormai il vecchio sia sbroccato completamente e decide di rendere alla futura matrigna la vita molto difficile.

Peccato che quando idda arriva, si apprenda che è, come da copione, una figa spaziale e lui invece di farla fuggire a gambe levate, le gambe vorrebbe fargliele aprire proprio lì, sulla porta di casa. E già questa attrazione morbosa e apparentemente ingiustificata mi sta sul culo come poche cose, ma posso tollerare anche questo, io non temo nulla.

Poi finisce che invece del vecchiaccio, la tizia si accaparra il figlio, quel gran manzo sempre e costantemente eccitato di Killian, che inspiegabilmente si rivela essere nei suoi confronti protettivo e dolce, che è comprensivo e tenero con il padre, che si incolpa per la morte della madre e che ha anche il cazzo grosso.
Il Cazzo Grosso.

E qui comincia il bello.
In questo libro si scopa alla grande, sempre e con risultati più che soddisfacenti. Si sopporta anche l’attitudine di Portia a tendere al Santamariagorettismo….nonostante continui a definirsi “una brutta persona”, in realtà è dolce, accomodante, ferma, simpatica, paziente con il vecchio e disponibilissima a farsi ripassare più volte da Killian durante le fredde notti inglesi.

E cosa cazzo volete che succeda? Si innamora del marito e, chiaramente, lui di lei. Ed è tutto bello, tutto fila liscio, tutto funziona al punto che persino io, nonostante fossi preda di un ciclo mestruale che mi ha resa particolarmente triste e cinica, mi sono sciolta come neve al sole….mi sono lasciata trasportare, mi sono crogiolata nei loro orgasmi….sì, insomma….hanno ammorbidito il mio cuore di pietra. Cioè vorrei farvi capire che io mi ero affezionata…e sottolineo AFFEZIONATA. Una roba che mica mi capita sempre….mica sono una pucci pucci che si sbrodola ogni volta che vede una coppia che si ama; anzi…solitamente le detesto. Ma loro no. Loro mi piacevano, lei mi piaceva…persino il vecchio marchese, con il suo amore sconfinato e puccioso per la moglie defunta mi piaceva…e Killian…beh…..lo amavo.

… poi, la strage….

La prima botta avviene quando, nonostante siano sposati solo da un paio di settimane, lei si scopre gravida. E già qui mi è partita la carogna perchè facendo due conti significherebbe che lui l’ha ingravidata al primissimo colpo e a me queste cose fanno letteralmente inacidire il sangue.

Siccome non voglio arrendermi all’idea che la cara Heath abbia piazzato a cazzo una gravidanza (lo fa già nel secondo libro e per giunta senza che sia strettamente necessario alla trama) mi concentro sul fatto che Portia nasconde un bel po’ di segreti e aspetto con ansia che vengano rivelati per poi poter urlare di gioia e vedere come Lorraine riuscirà a ricostruire il rapporto….ma presto mi accorgo di non essere preparata al tipo di segreto che verrà svelato.
Sappiamo dall’inizio che lei era in realtà una mantenuta e non una povera vedova ma ci ha anche raccontato che è stata costretta a fuggire e non dimentichiamo che per giunta ha alle spalle la disperazione di aver visto morire il figlio piccolo. Quindi proviamo per lei affetto e comprensione massima. 

Per ora.

I due giovini sposi decidono di andare a Londra per presentarla in società e 5 minuti dopo l’arrivo ad un ballo un amico di Killian gli dice più o meno “Ah, ciao….ho saputo che sei sposato con quella vacca della mia ex amante, le ho insegnato tutto io perchè era una vergine del cazzo quando l’ho incontrata. Tra l’altro, congratulazioni per il pargolo in arrivo, mi fa molto piacere che MIO figlio un domani possa ereditare il tuo titolo”.

Bello vero?
Ora, non mi aspettavo certo che la menasse fino a farla morire male, ma che almeno facesse qualcosa di più che agire come un cane bastonato chiedendole “Perchè?…..Perchè?” e senza nemmeno darle della Gran Puttana.

Locksley decide di riportarla nella landa desolata per fingere che il figlio sia suo (perchè va bene tutto ma passare per un pirla cornuto NO) ma lei fugge e si rifugia dall’amica confidente dove confessa il suo amore spassionato per Killian….ma ovviamente la creatura che porta in grembo viene prima di tutto quindi va bene metterlo nel culo a chiunque incontri sulla sua strada perchè l’importante è che qualcuno la protegga.

MAVAFFANCULO!!!!!!

Ora…non che sia d’accordo nell’usare espedienti comodissimi per uscire da una situazione difficile, ma in questo caso, una febbre improvvisa, una caduta da cavallo, un tentato rapimento con conseguente perdita del bambino, sarebbe stato gradito.

Invece no.
Lorraine ci vuole far credere che Killian sia così fottutamente innamorato da passare sopra al fatto che lei abbia cercato di appioppargli un figlio non suo, che se sarà maschio erediterà il titolo e che la cosa non creerà una crepa destinata ad ingrandirsi e a far crollare il loro rapporto. Ma cazzo….ma è impossibile. Ma poi la menzogna del figlio morto….ma cristo non hai un minimo di decenza? Portia sei una bestia sotto tutti i punti di vista.

Anche sorvolando su tutto il discorso nobiliare (NESSUNO si prenderebbe come erede il figlio di un altro quando ne può generare uno da solo), nemmeno un popolano si accollerebbe il figlio dell’ex amante della propria donna che lo ha ingannato sin dall’inizio facendogli credere che fosse il frutto dei suoi lombi. NESSUNO.

Il mio compagno, una volta spiegatagli la situazione, ha sentenziato “Io ti avrei ammazzata”.

Altro che “SOLECUOREAMORE”.

Poi certo….lei partorisce una cazzo di femmina perchè ha anche culo…..e lui diobono è sempre più stucchevolmente innamorato di questa stronza. Ma come cazzo fai!!!! Come cazzo fai!!!! Se non l’avessi scoperta ti avrebbe mentito a VITA!

AH….. non dimentichiamoci che il vecchio (che non è per niente pazzo e che grazie a lei ricomincia a vivere…..Mavaffanculo2lavendetta) aveva già intuito tutto perchè è moooooolto più sveglio del figlio e non gliene frega un cazzo…. ma sì…..cosa ce ne frega…tanto c’è l’AMMMMOOOOOOREEEEE!!!!!!

Questa stronza ha cercato di far passare suo figlio per tuo figlio….vabbè….che vuoi che sia!!! Ma sì dai….fatevi una bella scopata che passa tutto. Ti ha raccontato la palla del figlio morto solo per commuoverti, anche se non ce n’era alcun bisogno …. ma fa niente….

Ma dove?
E soprattutto, cara Lorraine…. tu pensi davvero che io mi faccia prendere per il culo così, senza che questa mancanza di rispetto per la mia intelligenza abbia conseguenze future? Tu pensi davvero che acquisterò i tuoi nuovi libri?
Ovvio che sì, perchè a me, farmi male, piace.

Voi non avete idea di come ci sia rimasta male. Locksley che era un signor personaggio con potenzialità enormi, ridotto ad un morto di figa che pur di avere di fianco Portia è disposto a passare sopra a tutto. Che potrebbe anche starci ma non così, non nel giro di due giorni. Non è credibile e mi sta proprio sul culo. Fai almeno passare qualche mese, fallo ragionare, fai morire lei…non lo so….fai qualcosa di sensato.

Nono. l’ho odiato proprio questo finale.
Fa davvero schifo.
E mi sento tradita….perchè sono un tipo indulgente…ho letto di tutto e ho anche cercato di non fare quella che pretendeva la veridicità storica a tutti i costi, ma qui è stato passato il limite.
Ed io non ci sto.
Non ci voglio stare.

Lorraine, sei indifendibile.
Avresti potuto gestirla in mille modi ed hai scelto quello peggiore probabilmente convinta che le tue lettrici si sarebbero commosse di come Locksley si sia trasformato da uomo che non voleva amare a uomo che fa di  tutto per non perdere la persona amata.
E invece hai toppato, hai toppato alla grande.
Più che un uomo encomiabile a me è sembrato un gran coglione.
Ed io non voglio certo leggere le gesta dell’ennesimo pirla perchè mi bastano quelli che sono costretta a frequentare nella vita reale.

Per quanto mi riguarda è il peggior libro che abbia mai letto.
Come direbbe la Maionchi: “Per me è no!”

In poche parole

Da sventrapassere senza cuore a morto di figa azzerbinato.
E no Lorraine, così non va.

Poschina

p.s. A posteriori mi sento di consigliarvi solo il primo, che non è un capolavoro strappamutande ma si lascia leggere e si fa apprezzare…il secondo è già piuttosto inverosimile per i miei gusti ma passate le prime 80/90 pagine fila via liscio. Il terzo lo possiamo bruciare tutti insieme durante un sabba, così almeno forse mi passa l’incazzatura cosmica.

Il Duca e la Dama in Rosso – Lorraine Heath

God Bless You, Lorraine.

La Trama: Londra, 1874 – Tormentato da un doloroso segreto, il Duca di Avendale ha da sempre cercato l’oblio nel vizio e nell’alcol, al punto da trasformare la sua vita in un monotono turbinio di donne, partite a carte e sbronze. Ma durante una festa, all’improvviso il suo mondo grigio è attraversato da un acceso e vibrante rosso, l’abito di una dama che da subito cattura i suoi sensi. Sedurre Rosalind è poco più di un gioco per lui, almeno sino a quando non la sorprende intenta a fuggire da Londra con i suoi soldi. Deciso a punire la truffatrice e a soddisfare i propri desideri, le promette che non la denuncerà se accetterà di passare una settimana a sua completa disposizione… nel suo letto. Tuttavia, il tempo trascorso insieme gli permetterà di conoscere la donna nascosta dietro le bugie e di scoprire che per lui non rappresenta più soltanto passione e piacere, ma la possibilità di tornare a vivere davvero.

Ed ora la parola alla giurata con spoiler ovunque perchè non ho voglia di sbattermi per evitarli

Noi ti amiamo.
Sia la mia parte oscura in cerca di bruttezze in cui crogiolarsi che la mia parte patetica che si commuove per più o meno tutto, ti amiamo. Amiamo te, ex piccolo Duca di Avendale, ora uomo fatto e finito, grande, grosso, moro con occhi scuri, sempre e costantemente eccitato, con il vergone in tiro costante che fai di tutto per infilarlo nella guaina di Rosalind. Perchè dopo la disastrosa esperienza letteraria dei giorni scorsi, avevo bisogno di credere che nel mondo ci fosse ancora qualche maschio Alpha pronto a inondare di Regale Seme le vagine inviolate di giovani pulzelle.

Qui siamo al cospetto del bellisissimo e spietatissimo nonché dissolutissimo Duca di Avendale, colui che porta con sé il patrimonio genetico di un uomo dedito alla box casalinga, per capirci il padre usava la piccola e timida moglie come fosse un punching ball, fino a ridurla in fin di vita e a costringere gli amici di lei a nasconderla per evitarne la morte. Però lui, il piccolo Duchino, non ricorda nulla delle botte che ha preso sua madre, e nemmeno che il padre fosse un despota manesco e meschino ma è convinto del contrario, al punto che negli anni si è isolato dalla famiglia rifugiandosi nella dissolutezza più totale per fuggire da un passato triste, confuso e drammatico [ed anche oggettivamente incomprensibile per un bambino].

Lei invece è  Rosalind, una truffatrice che cerca un pollo abbastanza grosso da spennare per poter vivere tranquilla per un po’ di tempo con il fratello e il gruppo di amici molto speciali con cui vive. Ha deciso di smetterla con i signorotti di campagna e di puntare all’aristocrazia, peccato che incappi in Avendale che la punta come un pointer appena entra nel nuovo locale di Drake e decide che, costi quel che costi, lui la deve assolutamente avere.

E fin qui, direte voi, siamo nella fiera delle banalità.

Sì.
Chiaro.
Ma.

Le prime 10 pagine mi avevano delusa, non sentivo pathos, non ne potevo nemmeno più di leggere le proclamazioni di dissolutezza e depravazione di Avendale e mi ero preparata alla noia armandomi di Maalox e di patatine al formaggio fino a che……
….
…..
non so nemmeno bene come, ma il libro ha cominciato a decollare.

Forse perchè lui non la vede immediatamente come il sole della sua vita ma piuttosto come qualcosa di diverso che lo eccita e al quale non ha intenzione di rinunciare o forse perchè lei mi ha fatto tenerezza,  è convinta di poter tener testa a uno che nella vita non fa una beneamata minchia se non scopare e comandare. La nostra ingenua Rose pensava di poterlo abbindolare con il giochino del “Te la faccio annusare ma poi col cazzo che te la do”… ahahhahahahah… illusa. Infatti alla prima occasione lui la slingua come dio comanda (fa parte dell’ormai sempre più esiguo esercito degli slinguazzatori da manuale) e la sditalina donandole il suo primo, meraviglioso, intenso orgasmo. In pratica ad Avendale bastano 2 colpi di lingua e 3 di dita per ribaltare la situazione e ad avere di fronte a se una donna disposta a tutto pur di finirci a letto insieme.

In questa serie la Heath si concentra su malattia, dolore e deformità ma soprattutto sulla sofferenza che ne deriva, e lo fa in grande stile ossia facendo copulare i protagonisti in continuazione, martellando il tasto del sesso e distribuendo orgasmi ed intimità in ogni anfratto e lo fa anche bene (o almeno nel primo libro e in questo… quello di mezzo ancora non l’ho inquadrato bene. Lo rileggerò), lo fa riuscendo a sfruttare la passione tipicamente femminile del voyeurismo e della indomabile attrazione per il pettegolezzo, ossia alternando scene di sesso più o meno Hot a confessioni drammatiche sul proprio passato.

Brava, il mix funziona. E’ come leggere Giallo e Novella 2000 insieme.

Tornando al libro, questi due esseri che hanno alle spalle delle Sad Story da manuale, non potevano che scoprirsi anime affini e nonostante succeda di tutto e di più, fino a oltrepassare la sottile linea che divide il Romance dal Fantasy ben più di una volta, sono rimasta incollata alle pagine come le etichette adesive di merda restano attaccate ai bicchieri nuovi, e ammetto senza vergogna che avrei voluto leggere ancora e ancora, sapere come si sono sposati, dove, come è stata accolta Rosalind, perchè, con chi, quando, quanto…. sì insomma….ero avidissima di piccoli, insignificanti particolari….e questo è un bene. Un gran bene.

Tutto bene quindi?

No.
A volte il buonismo è eccessivo e anche il cambiamento del dissoluto e cinico Avendale in alcune parti risulta forzato, nonostante avvenga gradualmente. A mio avviso il rapporto tra Avendale e la madre andava approfondito un po’, soprattutto a fronte delle sconvolgenti scoperte in merito al passato e anche perchè è il perno su cui per anni si è fondata l’intera filosofia di vita del giovane…non è che basti un colpo di spugna per eliminare 30 anni di vita. Magari. Avrei gradito più presenza dei vecchi amici di Avendale, il gruppo di figli dei monelli di Feagan, che invece sono inutili come le carotine decorative nei piatti di carne anni ’80.

Però avercene.
Non so quanto il mio entusiasmo sia dovuto all’aver approcciato il libro dopo essermi annoiata a morte con quello precedente, e quanto sia dovuto alla storia ma non mi interessa più di tanto, ho passato ore intense a leggere come se fosse l’unica cosa importante nella vita, ho visto un uomo innamorarsi lentamente, contro la sua volontà e arrendersi alla consapevolezza di aver costruito un’intera vita su un presupposto sbagliato. E ho conosciuto una donna che nonostante aspiri al titolo di SantaMariaGorettidelRomance 2017 non mi ha fatto venire voglia di strapparle le unghie con una pinza (una specie di miracolo).

Che dire?
Correte a comprarlo.

In poche parole

E’ come leggere Giallo e Novella 2000 insieme. Non proprio una bomba ma quasi.

Poschina

p.s. non sono l’unica che non si raccapezza nell’albero genealogico del gruppo di Feagan, anche Rosalind, messa di fronte a tutte le coppie e ai loro numerosissimi figli afferma di non riuscire a collegare tutte le complicate parentele.

 

La Rinascita del Duca – Lorraine Heath

Dopo una Kleypas che non mi ha convinta del tutto, passo con naturalezza all’ultima fatica pubblicata di Nostra Signora dei Bassifondi Lorraine: La Rinascita del Duca.
Il Duca in questione è figlio di Olivia e Jack Dodger che abbiamo conosciuto ne “Il Duca Dissoluto” e la bella di turno è Grace, figlia di Frannie e del Duca di Grayson, conosciuti nel libro “Tra le braccia di un Duca”.

Questa precisazione anagrafica è necessaria perchè ci fa capire due o tre cose, la prima delle quali è che i figli dei protagonisti della serie “Libertini di St. James” copulano allegramente tra di loro generando un groviglio atroce di progenie atto solo a complicare un albero genealogico già caotico di suo. Per non parlare della splendida idea di far uscire la nuova serie dimenticandosi di pubblicare prima l’ultimo episodio della serie precedente. Ci troviamo di fronte al figlio del dott. Graves senza conoscere la storia che ha portato il di lui padre a svuotare il contenuto dei lombi nel fertile ventre della madre.

Alla fine del post vi segnalo i titoli delle serie perchè in questo modo mi ci raccapezzo anch’io.

 

La Trama: Londra, 1874 – Henry Stanford, Duca di Lovingdon, ha smesso di vivere una fredda mattina di due anni prima, quando il tifo gli ha portato via l’amata moglie e la loro bambina. Ha quindi mandato al diavolo l’onore e ha annegato il dolore nell’alcol, nel gioco d’azzardo e nei letti scaldati da amanti sconosciute, trascinandosi in un’esistenza inutile. Per questo, benché nutra stima e affetto per Lady Grace Mabry, sua amica d’infanzia, è con un certo disappunto che accetta di aiutarla a distinguere tra i numerosi pretendenti uno che sia interessato davvero a lei e non alla sua generosa dote. Ma più le sta accanto, più ha la sensazione che nessun uomo sia abbastanza per Grace né la possa amare come merita. Nessuno tranne lui, che però ha troppa paura di far tornare a battere il suo cuore ferito.

Ed ora la parola alla giurata – qualche spoiler, cercherò di contenermi

Scrivo sull’onda del momento perchè oggi mi va così, niente riflessioni, niente considerazioni a freddo ma solo ed esclusivamente quello che il libro mi ha trasmesso, nel bene e nel male.

Partiamo con il dire che prima di capire bene chi fossero e che parentele avessero protagonisti e amici ci ho messo più o meno metà libro, ed ancora adesso, ad opera conclusa, ho qualche perplessità. Sarà la vecchiaia che avanza ma con tutti questi nomi e titoli non ci capisco una beneamata sega.

Però qualcosa la so. Lui, Lovingdon, mi fa un sesso terrificante.
Iddu è stato malmenato dalla vita, che in pochi giorni gli ha portato via moglie e figlioletta adorata. Quindi da bravo ragazzo tutto noia e pucci pucci diventa un Badass della madonna, dedito a fiumi di alcool e a notti di sesso sfrenato con sconosciute pagate bene.
Questa immagine di degradazione e abbrutimento non può che essere un afrodisiaco per i miei ormoni, per la mia personalità chiaramente disturbata e per la mia vagina, che ai bravi ragazzi tanto apprezzati da mamma e papà ha sempre e solo preferito i casi umani irrecuperabili ma tanto, tanto, tanto sexy.

La donzella in questione è Grace, rossa di pelo e di personalità, vivace, intraprendete, anticonvenzionale. Amica d’infanzia del nostro meraviglioso, espertissimo, cazzogrossissimo Henry, lo interpella per farsi aiutare nel riconoscere, tra i millemila pretendenti che la assediano, chi la ama davvero da chi vuole solo il suo sconfinato patrimonio.

Capiamo immediatamente, alla prima occhiata, che lei in realtà ha sempre amato il giovine Lovingdon, da quando un lui sedicenne l’ha consolata e coccolata durante un picnic in campagna o roba simile. Perchè quale bimbetta potrebbe resistere all’adolescente che la difende e la abbraccia, la tocca e la protegge? Per carità è tutto rigorosamente innocente ma quel senso di protezione lì, quello che gli ignari adolescenti infondono alle bambine, è a tutti gli effetti la rovina delle stesse durante l’adolescenza. Perchè, ebbene sì, lo ricercheranno in tutti gli uomini che incontreranno in futuro senza  trovarlo mai.

Quindi zio caro, adolescenti di tutto il mondo, state attendi a non infondere eccessivo senso di protezione perchè potrebbe sancire l’infelicità di una donna per il resto della sua vita.

Cmq.

Grace piomba da Lovingdon in piena notte e lo trova con la verga turgida molto turgida intento a scopazzarsi una delle centinaia cortigiane che frenquenta e gli chiede papale papale di aiutarla  a trovare l’Ammmmore, quello con la A maiuscola che lui aveva provato per l’adorata moglie perduta, nonostante l’unica cosa che voglia fare sia tornare dal troione, Henry prima la fanculizza e si nega, poi invece ci ripensa e decide di aiutarla.

Peccato che frequentandola si renda conto che non ha più 10 anni ma che è diventata una figa spaziale e che ogni fottutissima volta che la vede la verga diventa più turgida del turgido e comincia ad avere qualche piccolo problema nel non sbatterla al muro e penetrarla fino alla morte.

Da qui al Best Cunnilingus Ever il passo è davvero breve e dal BCE al cuore perduto di Grace non passa poi molto.

Questo libro soffre un po’ di incoerenza strutturale. Un termine che credo non esista ma che vi esplico subito.
La sofferenza di Lovington viene sviscerata piuttosto bene. Capiamo perfettamente le sue remore nell’avvicinarsi ad un’altra persona e nel lasciarsi andare e anche Grace è sufficientemente caratterizzata.
Tuttavia manca quel qualcosa che ti fa urlare “Bomba!!!!” a squarciagola. Alcuni personaggi di contorno sono appena accennati tanto da risultare completamente inutili (vedi le amiche con le quali Grace vorrebbe scrivere un manuale per le giovani donzelle) e come al solito la parte rocambolesca sul finale per quanto mi riguarda è superflua e se non ci fosse sarebbe pure meglio. Accidenti, sarebbe bastato così poco per farmi urlare Boooooooombaaaaaaaaaa !!!!!!

Ma.
Ma queste piccolezze non tolgono nulla ad un romance piacevolissimo che si legge tutto d’un fiato, che non annoia e che ha anche, finalmente, un cazzo di maschio che ti fa venir voglia di dargliela dopo mezza pagina.
Lo consiglio  e non vedo l’ora di leggere il prossimo….oddio, se magari prima pubblicassero l’ultimo della serie dei libertini sarei anche più felice.

Ah, dimenticavo….anche lei ha una Sad Story che è davvero sad e anche davvero una story, tantissima roba ragazzi !!!!

In poche parole

Se volete realizzare a casa il Best Cunnilingus Ever questi sono gli ingredienti: una vergine, del Rum e un libertino particolarmente esperto.

Poschina

Piccola nota stonata. Bella la copertina ma forse non se ne sono accorti….Grace è rossa di pelo.

Serie Libertini di St. James’s

  • Patto con il Diavolo
  • Il Duca Dissoluto
  • Tra le Braccia di un Duca
  • Piaceri di Mezzanotte
  • The Last Wicked Scoundrel – Inedito in Italia

Miniserie Scandali a St. James’s

  • La Rinascita del Duca
  • Once More my Darling Rogue – Inedito in Italia
  • The Duke and the Lady in Red – Inedito in Italia
  • An Affair with a Notorius Heiress – Inedito in Italia

Desiderio – Lorraine Heath

Originale, Emozionante, Diverso.
Queste le tre parole più ricorrenti per descrivere questo libro.
Le tre paroline magiche che mi hanno convinta a comprarlo.
Passi l’originale e passi il diverso…..perchè oggi, dopo 2 kg di brasato con polenta mi sento particolarmente buona….ma l’emozionante dove minchia lo avete visto?

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La Trama: Come nuovo conte di Sachse, Archibald Warner deve prendere moglie e ha già deciso chi vuole: Camilla Warner, vedova del suo predecessore, di cui è innamorato già da tempo. Benché lei respinga la sua corte, e affermi di voler sposare un vecchio duca per ereditarne presto la fortuna, Archie non si dà per vinto, e la sua dolcezza riesce infine ad aprirsi un varco nel cuore di Camilla. Per lei resistergli diventerà sempre più difficile, così come nascondergli il doloroso segreto che cela dentro di sé…

Ed ora la parola alla giurata – Spoilerone

Certo certo…..lui è dolcissimo, bellissimo e con una pazienza infinita. Per questi motivi ho provato per lui l’interesse sessuale che provo per gente come Emilio Fede. Nulla. Non ho provato nulla, Camilla per dio tienitelo.

E parliamo di te, cara Camilla e di quanto sai essere una palla al cazzo, tu….la tua freddezza, i tuoi silenzi, i tuoi fottutissimi segreti e la tua tanto sbandierata sterilità che poi, stranissimissimissimo, non esiste ma è solo una proiezione mentale ma tu ce la meni per tutto il libro “Non te la dò perchè non posso avere figli”, “Oddio quanto mi pesa non poter avere figli”, “Nessuno mi vuole perchè non posso avere figli”….

E che palle!!!!!!!!!!!

Perchè almeno fosse vero uno dice….beh, poveretta, lei ci teneva tanto…ma no. Già dalle prime righe l’ho inquadrata, la vittimista, quella che le ha tutte lei le sfighe ed invece è figa, ricca, traumatizzata (nei romance questo attizza un uomo come non mai) e fertile come è fertile la terra concimata con il letame. Per questo io, preventivamente, l’ho detestata. E non sono stata smentita nemmeno lontanamente.

Cmq., in breve, lui la ama. La ama come nessun uomo ama una donna, con una pazienza ed un’insistenza atroce, direi quasi femminile. Egli non voleva il titolo, non gliene frega niente, e rimpiange la sua scuoletta in campagna, la sua mamma e i suoi fratelli. Eppure deve sorbirsi la High Society londinese, i balli, l’etichetta, il punch e via dicendo. Lo fa con una dedizione quasi fastidiosa, sempre a provarci con la “povera” Camilla che è fredda come il ghiaccio perchè nella vita passata era una morta in culo che ha scalato la china sposando il Conte vecchio, violento e dispotico; la quale è in grandissimo imbarazzo perchè è analfabeta, ma nessuno lo sa e nessuno se ne è mai accorto, segno inequivocabile che la società londinese è popolata da babbi di minchia di dimensioni megagalattiche.

Oltre a nascondere l’analfabetismo, nasconde anche i segni delle frustate che il vecchio conte le dava quando non lo soddisfaceva a letto e il fatto che io simpatizzi in modo maniacale con lui vi fa capire quanto l’abbia detestata con l’anima.

Quindi il nostro Warner insiste, insiste, insiste e lei non cede, ma non è che non cede perchè lui le fa schifo, non cede perchè lo ama ma la scalata al successo le impone, adesso che è vedova, di arrivare all’ambito titolo di duchessa e quindi di un conte non se ne fa nulla e poi, non potendo dargli un erede (sbadiglio), non si ritiene adatta al ruolo.

Come finisce?
Si trova l’erede legittimo, si sposano, nel giro di 5 anni fanno 125 figli, non si sa come, ma è così perchè lei non era sterile ma solo profondamente scema.

Io ve lo sconsiglio, però onestamente sono talmente tanto di cattivo umore in questi giorni, che potrei, diciamo così, aver preso questa cretina come capro espiatorio e forse…..dico forse…..il libro non è così urfido come io l’ho vissuto.
Noioso è noioso….lento è lento….l’odio per i personaggi  potrebbe essere esacerbato dal mio stato mentale, ma non ci giurerei. Per stare sicuri comprerei qualcos’altro.

In poche parole

Le frustate te le darei io, piagnina che non sei altro.

Poschina

E per la rubrica “Riscrivi il finale”…….

Il ritardo di Camilla era di 2 mesi quando si decise a consultare il medico, ormai convinta che il miracolo della gravidanza fosse germogliato in lei. Ci rimase molto male nel momento in cui il dottor Wilson, scuotendo la testa, la informò che era ufficialmente entrata in menopausa precoce. Ed esattamente in quel momento, a due isolati di distanza, Warner stava godendo delle grazie della sua nuova amante, la bellissima e fertilissima Gillian, la quale era incinta del suo terzo figlio.

Uscita dallo studio Camilla venne sopraffatta dallo sconforto; sola e cornuta si incamminò verso casa nella fredda e nebbiosa giornata londinese. Desiderava solo un po’ di gioia dal nuovo matrimonio ed invece aveva trovato l’ennesima caterva di umiliazioni.

Eh già, avrebbe fatto meglio a sposare il Duca.
Ma si sa….. la vita non è tutta rosa e fiori.

Fine