Corrispondenza Imperfetta – Laura Nottari

Prima di tutto lasciatemi dire che, semplicemente, ADORO queste cover. Le silhouette sono sempre state una mia fissazione e non posso non perdermi a rimirare le cover di questo editore. Bellissime.
Bando alle ciance, mi sto già perdendo come al solito.
Questo libro mi è stato consigliato perchè, così dicono, ha un epilogo che potrebbe piacermi.
Come non accettare la sfida?
Io, solitamente, gli epiloghi li detesto con anima, corpo e punti neri.

La Trama: Venti anni di differenza, ceti sociali così diversi da far sembrare impossibile e inopportuno il sentimento che la giovane Edith Ellis prova per lord Esmond, conte di Rovington. Una passione accesa dal primo incontro di sguardi e alimentata da una risonanza, un accordo che nessuno dei due, nonostante tutto, può negare di udire.
E se neanche i reciproci passati legati a filo doppio, gli errori, le imperfezioni e un’impossibile redenzione riusciranno a dividere due anime, cos’altro potrebbe mai impedir loro di rimanere unite?
Lontano da Londra, dalle rigide trame del ton, tra le scogliere, il mare e la natura del Devonshire, il maniero di Greyville è pronto ad accogliere i suoi ospiti.

Ed ora la parola alla giurata – cercherò di non spoilerare….una fatica pazzesca

Sulla pagina di Amazon di questo libro campeggia la scritta “ROMANZO AUTOCONCLUSIVO” e già per questo avrei messo 5 stelle sulla fiducia, perchè Dio Bono se c’è una cosa che non reggo sono le saghe infinite, che regolarmente svaccano al terzo libro e mi lasciano dentro un mix di vuoto, frustrazione, rabbia e recriminazioni varie.

Quindi bene, brava Laura.

Ma passiamo a noi.
Questo è sicuramente uno di quei libri che meriterebbero riflessioni accurate prima di un giudizio, ma non sia mai che io esca dalla mia immagine tutta frivolezze e volgarità, quindi l’ho finito da nemmeno mezz’ora e già sto scrivendo. E lo faccio perchè sin dalle prime pagine mi sono accorta di essere al cospetto di un personaggio maschile con i controfiocchi.

Non è giovane, non è bello secondo i canoni classici (ovviamente gronda fascino da ogni poro….#machevelodicoafare), è sarcastico, cinico, maleducato e refrattario alla vita sociale.

BINGO!

Esmond, sono tua.
Ha anche una ferita di guerra alla gamba che gli impedisce di camminare in modo fluido….quindi ricapitoliamo. Over 40, molto affascinate, intelligente, arguto, polemico, misantropo, scorbutico, ricco da far vomitare, libero, con un passato oscuro segnato da nonsisabenecosa. Praticamente il personaggio maschile perfetto, al quale manca un po’ di sana cattiveria gratuita per ambire a “miglior personaggio maschile di sempre”.

Mentre lei, Edith è giovane, sensibile, intelligente, solare, dolce, comprensiva, emancipata, risoluta, passionale…. in pratica avrebbe tutte le caratteristiche per diventare la solita odiosa Santamariagoretti di Stocazzolandia ed invece no. Mi è piaciuta un sacco, l’ho davvero trovata un bel personaggio, completo, sfaccettato, interessante, solo leggermente troppo incline al buonismo verso la fine del libro ed infatti viene immediatamente punita dalla Dea del Menefreghismo che le ricorda perchè sarebbe sempre meglio non prendere iniziative in questioni familiari che non ci riguardano. Che questo sia un monito per tutte quelle persone convinte che bisogna sempre e solo andare d’amore e d’accordo.

Ma mi sto di nuovo perdendo.

Essi si incontrano in una biblioteca, non sanno nulla l’uno dell’altra ed è uno di quei rari incontri di anime (Goethe le chiamerebbe Affinità Elettive) che capitano così raramente nella vita che chi non le ha mai vissute pensa siano delle chimere. Ed invece no. Le loro anime si trovano, si riconoscono, si amano e non c’è un cazzo da fare, quando le anime si incontrano non puoi fare nulla, arrenditi e buttati dal grattacielo. [il karma, si sa, ha un senso dell’umorismo tutto suo]

I loro scambi verbali sono ben strutturati, intelligenti, raramente banali e, udite udite, c’è anche un accenno di Food Porn. E qui sotto potete ammirare il mio appunto sul blocchetto dell’office per non dimenticare questo importante dettaglio.

E’ un rapporto fatto di incontri, di tentazioni represse, un lento sbocciare di passione, e amore. Perchè sì, l’AMMMMMOOOOOORREEEEEEE si sente immediatamente, lo si percepisce nei gesti, nelle parole, nei silenzi. Ed è gestito davvero molto bene, romantico senza essere stucchevole, emozionante senza spingere sul puccismo, sensuale senza essere costretti a leggere la discesa agli inferi di un rapporto sessuale vivisezionato anatomopatologicamente (ma si dice?). Insomma, le parole sono usate, dosate e scelte bene e poi ci sono le Sad Stories, che non vi posso raccontare perchè sono il filo rosso che collega tutti i protagonisti e sul quale vorrei scrivere e parlare ore e che invece mi terrò dentro. Sappiate che se mi viene un attacco di gastrite è colpa vostra, perchè ho deciso di non spoilerare per non rovinarvi i tanti twist di questa bella storia.

Ma soprattutto c’è, silente ma sempre ben presente, l’afflizione di Esmond per qualcosa che gli impedisce di vivere appieno la vita e il nuovo amore. Questa nube nera che percepiamo sempre e che man mano iniziamo a comprendere, oddio…man mano….abbastanza presto direi ma non viene subito palesata, quindi resta lì, io lo so, tu lo sai, tutti o quasi lo sanno, ma non dicono. E questa sofferenza, questa disperazione, questa nube nera che incombe e che prima o poi riverserà quintali di merda, la temiamo un po’ tutti ed io la temevo un po’ più degli altri perchè avevo il sacro terrore che tutto si sistemasse a tarallucci e vino nel giro di due pagine.

No, non si sistema tutto.
Proprio per un cazzo.

E qui mi fermo. Mi fermo per non spoilerare. Mi fermo nonostante abbia molte cose da dire e molte riflessioni da fare, ma una cosa la voglio dire lo stesso. Ci tengo.

Spesso sono severa, rigida e sarcastica nei confronti degli epiloghi e, più in generale, della conclusione dei romance. Lo so che devono finire bene, ma “bene” può, dovrebbe e deve, significare tante cose, tante modalità, tante filosofie. Insomma, la favoletta mi ha un po’ rotto il cazzo. E lo dico, ci rido sopra, mi imbestialisco.

Quando trovo qualcuno che ha capacità e coraggio per terminare un libro facendomi letteralmente nell’ordine: palpitare, commuovere, rischiare un infarto, incazzare, temere di soffrire, soffrire, ri-palpitare, ri-commuovere, sorridere e gioire, lo dico.

Quindi un sentito, profondo, meritato GRAZIE, per questo epilogo, per questa conclusione perfettamente in linea con la personalità dei protagonisti, con tutta la gamma di emozioni* che riesce a suscitare in una lettrice cinico-sarcastico-romantica come la sottoscritta, grazie per non aver banalizzato, sminuito, stuprato tutto il bel lavoro fatto con Esmond ed Edith.

Non grido Bomba perchè il libro non è privo di difetti (ma ce ne fossero di difetti così) ma ve lo consiglio caldamente e ringrazio chi me lo ha consigliato, è un ottimo libro, i personaggi sono splendidamente umani e anche i comprimari sono ben caratterizzati. Per certi versi e con le dovute, enormi differenze, mi ha ricordato Perfido Intrigo della Blogh, anche se quello era davvero venato da una tristezza cosmica mentre questo è più ammantato da un’aura di premorte tragica.
va da sè che entrambi ci narrano di amori profondi e sofferti ed ecco in cosa li trovo simili.

Che dire?
Leggetelo immediatamente e ditemi cosa ne pensate.

Ah, giù le vostre manacce da Esmond, è mio….lui e i suoi trascorsi, i suoi traumi, le sue idiosincrasie e il suo cazzo di dimensioni normali. Prendo il pacchetto completo, grazie.

In poche parole

Basta poco per farsi voler bene, un uomo da sburro, una donna con i controcoglioni, sofferenza, strazio, dolore, amori contrastati, passione, completa assenza di puccismo e coerenza nell’epilogo.
Vi sembra impossibile? A me no. Basta leggere questo libro per rendersene conto.

Poschina

* SPOLIER
Nonostante i due cazzo di gemelli, rigorosamente maschi, partoriti alla 42esima settimana di cui uno podalico ma #tuttoèbenequelchefiniscebene, stanno tutti benissimo, lei li allatta pure e dormono anche come sassi
#mavaffanculovà

p.s.
Il Food Porn è una chicca imperdibile, roba che il Kindle ha cominciato a grondare sensualità da ogni circuito.