Duchesse Disperate – Eloisa James

Alla fine de “I Segreti di Lady X” l’autrice ci spiega che il protagonista era stato parte marginale di alcuni suoi precedenti lavori ed io ho abboccato all’amo come una carpa in una piovigginosa mattina agostana e sono andata a ripescarmi l’intera serie delle Duchesse Disperate scaricata tempo fa e mai letta……. cosa ne penso?

Ed ora la parola alla giurata – Ovviamente spoileroni un po’ ovunque

Il primo libro della serie è “Duchesse disperate” e dovrebbe essere incentrato sulle vicissitudini sentimentali di Lady Roberta e Damon, conte di Gryffyn, ma in realtà è una girandola di nomi, informazioni e incastri che serve solo ad introdurre tutti i personaggi che troveremo nei libri seguenti e soprattutto quelli che secondo me sono coloro che interessano realmente la scrittrice: Il Duca e la Duchessa di Beaumont e LUI, il mio unico interesse: il Duca di Villiers.

Lady Roberta è stufa di vivere isolata con un padre mezzo matto e una cortigiana come matrigna e decide, a seguito di uno scontro con il Duca di Villiers, di essersi innamorata di lui e di volerlo sposare. Egli infatti è freddo, cinico, affascinante e controllato. Tutto caratteristiche che mancano a suo padre e che lei cerca disperatamente in un marito.

Decisa a perseguire lo scopo a tutti i costi, parte per Londra e si fa ospitare dalla cugina di 5° grado Jemma (Duchessa di Beaumont), ma non ha fatto i conti con il cugino Damon il quale, appena la vede, decide di farla sua ad ogni costo.

Ma all’autrice, per gran parte del libro, piace concentrarsi sul triangolo Jemma – Elijah e Villiers. Il fulcro è la sfida a scacchi che Jemma sta affrontando rispettivamente con il marito (per arrivare alla fine a produrre un erede) e con l’ex amico di Elijah, Villiers appunto, per accaparrarsi il letto della duchessa come amante.

Lady Roberta e Gryffyn restano sullo sfondo, slinguazzando ogni giorno un po’ di più, fino ad arrivare alla sensuale partita di quello che oggi sarebbe Strip Poker che si conclude con la perdita dell’innocenza della giovane Lady e che è il preludio del vero Ammmmmoreeeeeeeee che sboccia tra i due i quali, inutile dirlo, convoleranno a giuste nozze e procreeranno come se non ci fosse un domani.

Ho trovato noioso l’inizio e la fine, ma al centro del romanzo la scrittrice dà il massimo  non lasciando un attimo di tregua; dialoghi e situazioni si susseguono senza soluzione di continuità in un turbinio di eventi incalzanti che sono una delizia da leggere con tanto di scene di sesso sufficientemente hot e oggettivamente non patetiche. Damon mi piace molto, amo il suo essere scanzonato e apparentemente indifferente quando in realtà nasconde più di una dote. Mi piace il rapporto con il figlio illegittimo e anche il modo in cui ha gestito la passione per Roberta, prendendosi quello che voleva quando lo voleva.

Al contrario ho trovato piuttosto noioso il secondo libro della serie:

Qui ci concentriamo su Poppy e il Duca di Fletcher.
Innamoratissimi e infelicissimi perchè lei è stata educata da una madre repressa, stronza e manipolatrice, che l’ha convinta che tutto ciò che si fa in camera da letto sia disgustoso, poco dignitoso e da sopportare con stoicismo. Quindi immaginatevi la gioia del sesso tra questi due.

Lui che ce l’ha perennemente durissimo per la moglie e lei che lo schifa e sopporta tutte le “depravazioni” che le impone.

Già una cretina del genere mi da fastidio. Una che sta con un manzo da accoppiamento e che non si fa mettere la lingua in bocca perchè è una cosa disdicevole mi fa venir voglia di prenderla a badilate in testa fino alla sua dipartita. Per poi ovviamente consolare il maritino a suon di linguate sulla verga.

Fatto sta che, non ricordo con quale pretesto, lei lo molla in casa con l’odiosa madre e va a vivere da Jemma. Però lo ama e lui ama lei al punto da volerla a tutti i costi riconquistare. Lei intanto, complice l’assenza della madre, ritrova se stessa (una naturalista, amante della scienza e interessata al mondo in generale) e acquista fiducia in se stessa di pagina in pagina fino ad essere una donna completamente diversa dal manico di scopa che era all’inizio della storia.

Lui intanto medita di farsi un’amante ma poi ci ripensa e comincia a sedurre la mogliettina dicendole che vuole un matrimonio bianco.Finirà a vergate in vagina dalla mattina alla sera fino alla fine dei loro giorni. Amen.

Ma passiamo a qualcosa di più interessante…..

Qui le cose si fanno interessanti. La duchessa di Berrow è vedova, sola, sfigatella e anche un po’ patetica. Una di quelle che è figa ma passa la giornata dicendo con aria mesta “Ah…..sono vecchia, brutta e stanca e nessuno mi caga” perchè ha avuto una vita non propriamente arzilla ed ora langue in campagna indossando orrendi abiti, il tutto fino a quando….

…..Isidore (un’altra duchessa disperata) decide di richiamare il marito sotto il tetto coniugale auto invitandosi nella tenuta di Lord Strange, un oscuro figuro nella cui magione succede apparentemente di tutto (una specie di Esercito Celeste di Stuartiana memoria).

La nostra eroina decide quindi di travestirsi da uomo e godersi un po’ di dissolutezza. Dopo 3 minuti di permanenza in casa di Lord Strange, grazie all’apparenza estremamente femminea, metà degli uomini e metà delle donne se la vorrebbero fare, compreso il padrone di casa che non capisce bene come, ma ha il durello ogni volta che la incrocia per i corridoi.

C’è però un piccolo problema….lui detesta i nobili. Gli fanno proprio schifo e poi ha una specie di Sad Story alle spalle….tra la moglie morta di parto e la sorella perduta e il padre strambo c’è un po’ di tutto ma questo non gli impedisce di essere un personaggio estremamente affascinante con una figlia completamente fuori di testa (che ho adorato) e anche un grandissimo iniziatore al sesso, a giudicare da come svezza quella babbiona di Harriet, la quale dopo anni di matrimonio non sa bene cosa farsene del corpo di un uomo e tutto sommato nemmeno del suo.

In controtendenza rispetto al Romance Medio non abbiamo GI e nemmeno GD e nemmeno gravidanze alla prima scopata, il che mi fa apprezzare moltissimo quel pizzico di realismo in una storia oggettivamente improbabile ma deliziosa, che consiglio di leggere anche separatamente rispetto alla serie, non capirete bene in alcuni momenti di chi o che cosa stanno parlando ma la relazione è godibilissima lo stesso.

Una domanda…. ma nel libro precedente, Strange, non aveva un altro nome? Mi pareva lo chiamassero in altro modo. Ma non chiedetemi quale perchè si sa che non ho memoria per questi dettagli.

Si arriva così al quarto libro, quello incentrato sulla nostra pudicissima e conservatrice Isidore.

Ed eccoci arrivati a lei…. Isidore, sposa dodicenne del Duca di Cosway, il quale dopo aver firmato le carte per procura, se ne va in giro per il mondo sbattendosene della consorte. Lei invece si strugge in attesa, mantenendo intatto l’imene per il suo carissimo marito che le preferisce la lotta con i leoni e la ricerca della sorgente del Nilo Azzurro.

Iddu si scomoda a venire a Londra solo quando viene informato della presenza della consorte a casa Strange….la raccatta e poi le fa un discorso atroce sull’arte di non farsi dominare dalle passioni, dalla rabbia, dalla gioia…sì, insomma….dai sentimenti. Una cosa molto orientale e molto New Age che ovviamente si infrange di fronte al primo millimetro di tetta che vede e al primo inturgidirsi del suo cazzo vergine. Sì, perchè lui a parte menarselo non ha fatto altro. Grazie a dio almeno si è masturbato incessantemente perchè altrimenti avrei abbandonato il libro perchè io detesto anche solo l’idea di un eroe Romance che non sa come usare la sua enorme verga.

Ma….

Ma noi ci subiamo lo stesso il pappone sul controllo di se stessi e via dicendo, il tutto mentre la tenuta di famiglia va in pezzi e la povera Isidore cerca di far capire al marito che le donne devono avere voce in capitolo nel matrimonio perchè non siamo più nel 1700 !!! Ah, no. Quella sono io. Lei è davvero nel Settecento ma non lo sa e si comporta da donna del 1968 che rivendica i suoi diritti.

Questo la dice lunga sulla veridicità storica ma siccome è tutto grazioso, leggero e scorrevole ce lo facciamo andare bene senza fare troppe storie e arriviamo a fine libro quando il demone di rabbia che vive dentro di me non è riuscito a stare tranquillo nella sua tana.

Lei partorisce non uno, non due ma TRE gemelli sanissimi. Due femmine e un maschio (perchè l’erede al ducato ci vuole) e se io penso ad una gravidanza plurigemellare nel 1700 penso alla morte dei bambini e della mamma (sono rare e pericolose oggi nel 2017) e invece lei arriva alla 40esima settimana e tutto va benissimo…..

Non vedo davvero l’esigenza di una scelta letteraria di questo genere se non quella di farmi incazzare a morte quindi, Eolisa, te lo dico con il cuore in mano…. Mavaffanculova!!!!!!

Ed eccoci qui, finalmente concentrati sulla coppia che è il filo conduttore di tutta la serie: Jemma ed Elijah, lui integerrimo Lord impegnato politicamente e lei tipico esponente femminile settecentesco che passa il tempo a pensare a come vestirsi la sera e a come farsi sbavare dietro da ogni uomo sulla faccia della terra.

Anche se poi ci assilla con quanto, in realtà, ami suo marito (che è un gran figo ed ha il cazzo grosso) ma non riesca ad avere con lui un rapporto soddisfacente.

Ma andiamo con ordine. Nove anni prima si sono sposati e poi, un giorno, lei ha avuto la brillantissima idea di piombare in ufficio per fargli una sorpresa (cretina….lo sanno tutti che NON si fa mai. Ognuno al lavoro scopa con chi vuole e quando vuole) e lo trova intento a sbattersi sulla scrivania la sua amante.

Io gli avrei reso la vita impossibile mentre lei, ferita e disperata, fugge a Parigi dove lo aspetta piangendo per tre anni, prima di capire che non sarebbe mai andato a raccattarla e cominciare a darla via (che poi in realtà fa un paio di pessime scopate e basta, quindi è tutto fumo e niente arrosto).

Poi però a lui viene un coccolone e corre, terrorizzato dall’idea di schiattare, a prenderla per portarla in Inghilterra e produrre un erede. Che romanticismoooooooooooooooooo !!!!
E infatti le cose non vanno bene finchè entrambi non capiscono di essere innamorati l’uno dell’altra e cominciano con il corteggiamento che si conclude con la famosissima partita a scacchi, a letto, bendati. E giù di superorgasmoni che piovono come coriandoli a carnevale.

Di scopata in scopata, di giocata a scacchi in giocata, si arriva al tanto agognato test di gravidanza positivo che rende tutti molto felici (loro)…ah, stavo dimenticando che tra un orgasmo e l’altro hanno il tempo di trovare un medico che sta sperimentando i poteri miracolosi della digitale sui probelmi di cuore, quindi il nostro carissimo Elijah, grazie alla nuova cura, può vivere a lungo e procreare come un coniglio lasciato allo sbando.

Ma veniamo al libro clou di tutta la serie….

Eccolo….lui….il libro incentrato sul mio adoratissimo Duca di Villiers. Il cinico, elegantissimo (sia chiaro che a me la moda dell’epoca faceva a dir poco cagare quindi per quanto mi riguarda…elegante un cazzo), sexyssimo e letale Leopold. L’uomo dal quale mi sarei fatta smastruzzare in ogni dove e in ogni come…dalla mattina alla sera e viceversa in un tripudio di orgasmi che mi avrebbero sicuramente resa una specie di plastilina tra le sue sapienti mani.

cmq.

Avendo sparso seme a destra e a sinistra, superata la trentina Leopold si ritrova con ben 6 figli illegittimi. Sei pargoli sparsi per l’Inghilterra che il duca ha intenzione di recuperare e crescere personalmente, sbattendosene di quello che la buona società vorrebbe che facesse e sfidando le convenzioni che vorrebbero i figli illegittimi abbandonati a se stessi.

C’è un probema però….ossia che ha bisogno di una madre per le creature e la scelta deve essere fatta tra Eleanor, figlia del Duca di Montague e Lisette, strana creatura anticonvenzionale (che è un modo fine per dire che è matta come un cavallo), figlia del Duca di Gilner.

La prima ha un piccolissimo difetto, ha ceduto la verginità anni addietro ad un amico di famiglia che poi l’ha mollata per sposare Santamariagoretti Ava (o Ada – non ricordo) e vivere con lei nella rispettabilità, sapendo che la bella, passionale, erotica Eleanor è sempre lì a sbavare per lui. Tra l’altro, il coglione, era uno di quelli che ti scopano ma ti fanno notare che non è mica tanto normale che ti piaccia così tanto….. Un essere spregevole. Ma nonostante ciò lei lo ama e lo anela. Questo fino a che non incontra Villiers e si sente incredibilmente attratta da questa creatura fredda e tenera allo stesso tempo, cinica e istintiva, circondato da un’aura di indifferenza che lei riesce a scalfire grazie all’onestà intellettuale e alla carica erotica che sprigiona.

Entrambi ospiti della apparentemente docile Lisette, finiscono per cedere alla fortissima attrazione reciproca e noi ci troviamo di fronte ad una donna che ama il sesso, che non pretende di essere fragile e indifesa, che ha le palle e che vuole godere di ogni attimo che può passare con Villiers. Dal canto suo Leopold con lei non riesce a mantenere quella maschera di indifferenza che lo ha reso famoso, ma le permette di vedere quello che c’è dietro, ossia un uomo che ha dovuto imparare ad essere freddo e distaccato, un uomo che per anni è rimasto indifferente a tutto e che ora vuole assolutamente rimediare e fare la cosa giusta.

In mezzo a loro una Lisette bipolare che passa dalla tenerezza più assoluta all’isteria più nera nell’arco di 30 secondi. La poverina non ha scampo, sotterrata dal pragmatismo e dalla ferma dolcezza di Eleanor.

Che dire? Per quanto mi riguarda il romanzo migliore, perchè abbiamo visto la maturazione di Villiers dal primo libro ad oggi, lo abbiamo amato, ne abbiamo seguito le gesta e abbiamo tifato per lui. E se lo adoravamo quando era un bastardo indifferente senza scrupoli, figurarsi ora che scopriamo che sotto lo strato di cioccolato fondente, si nasconde una morbida mousse* tutta da assaporare.

Una nota speciale va a Juby, alias  Thorn , che già da piccolo era un’adorabile canaglia e che io ho adorato immediatamente senza remore come fosse il mio piccolo cucciolo smarrito e fortunatamente ritrovato.

Considerazioni sparse

Volendo si possono leggere i libri separatamente, senza doversi sorbire l’intera serie ma io vi consiglio caldamente di leggerli in sequenza perchè in effetti è l’unico modo per apprezzare appieno i personaggi e l’intricata rete di relazioni che li lega.

Prendiamo per esempio Jemma….se si legge solo il libro a lei dedicato, si fatica a capire il percorso che la porta a passare da frivola donna amante dei vestiti a moglie devota e in perenne ansia per la salute del marito.

Oppure come capire le reticenze di Gryffyn nello svelare chi è la madre di suo figlio se non si legge anche l’ultimo libro?

E, last but not least, come capire le scelte di Villiers e la sua straordinaria maturazione, se non seguissimo le sue vicissitudini dal primo all’ultimo libro?

Questa serie non è priva di difetti. Io per esempio trovo che tutti i libri, ultimo escluso, pecchino di una certa noia nella prima parte e di eccessivo puccismo nell’ultima, ma in mezzo sono gioia allo stato puro, scorrevoli, ironici, hot quanto basta e capaci di farti dimenticare le menosità della vita quotidiana. Che cazzo volete di più? Io nulla. Mi va bene così….mi va benissimo così.

Non dimenticate poi lo spin-off su Juby (I segreti di Lady X) che pur essendo più rocambolesco e meno riflessivo, ci offre una finestra piuttosto ampia su quanto il nostro Villiers sia meravigliosamente sexy e arrapante anche over 50 o giù di lì.

In poche parole

Giù le vostre zozze manacce da Villiers. Lui è MIO.

Poschina

p.s.
Facciamo outing. Non solo ho amato Villiers dal primo momento in cui compare all’ultimo, ma ho trovato davvero favoloso il modo in cui l’autrice lo prende per mano e lo porta lentamente a prendere consapevolezza di se stesso, delle sue debolezze e delle sue paure, il modo in cui ce lo fa conoscere pagina dopo pagina, libro dopo libro, fino a quando non è pronto per essere lasciato camminare da solo verso una felicità di cui non sapeva avere tanto bisogno.

L’intera serie, per quanto mi riguarda, è scritta per lui ed è uno di quei personaggi che non dimenticherò facilmente. Un personaggio completo, sfaccettato e davvero interessante. Bellissimo anche il racconto della sua infanzia e di come lo abbia influenzato per gran parte della vita, senza che lui ne fosse mai pienamente consapevole.

p.p.s : Sciroppatevela tutta, prendendo appunti e annotando gli incroci relazionali perchè è fondamentale, lasciatevi trasportare dalle storie e se come me detestate gli scacchi, ignorate con grazia tutti i riferimenti specifici a mosse e partite, anche perchè tanto non ci capireste un cazzo.

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