Un Amore Proibito – Karen Robards

Questo è chiaramente un libro definibile come “Lammerda che piace” perchè è un coacervo di situazioni irritanti, personaggi immaturi, sborrate epiche in vagina non curandosi delle conseguenze e, soprattutto, c’è il Personaggio Femminile più irritante della Storia dei Personaggi Femminili, e per par condicio il Personaggio Maschile più Immaturo della Storia dei Personaggi Maschili….MA, piace. Cioè, tu sai che è una merdata e che la scrittrice mentre lo scriveva ti perculava preventivamente e si faceva grassissime risate alle tue spalle, e nonostante tutto, senti dentro di te l’imperativo di finirlo.

La Trama: Sebbene abbia compiuto diciassette anni, Megan Kinkead si comporta ancora come una bambina sventata, e come tale Justin Brant, sesto conte di Weston e suo tutore, intende trattarla. Non riesce più a sopportare le intemperanze di quella volubile ragazzina che si è fatta espellere da diverse scuole e che ora rischia di essere allontanata anche dal prestigioso collegio dove a fatica è riuscito a iscriverla.

Ed ora la parola alla giurata – Solo Spoiler autocompiaciuti

Ho creato per questo capolavoro dell’assurdo una nuova categoria chiamata “Maalox Plus” perchè solo drogandoti di questo medicinale riuscirai ad arrivare senza nefaste conseguenze alla fine del libro.

Ma andiamo con ordine. Justin è un trentaseienne rampante, fighissimo, scopatore seriale di donne di dubbio gusto, ed esasperato da quella grandissima cagacazzo della sua pupilla, la quale continua a scappare o a farsi espellere dai prestigiosi istituti in cui lui la segrega pur di non averla tra le palle.
Dopo l’ennesima espulsione o roba simile, la va a raccattare nella remota tenuta ad inculandia nella quale si era rifugiata per cercare di internarla da qualche parte, solo che un piccolo imprevisto gli impedisce di rispedirla a scuola.

Il piccolo imprevisto si chiama “Verga Turgida”. Maalox
Ebbene sì, appena la vede il suo regale uccello si indurisce tutto e non c’è verso di mandarlo giù nemmeno pensando ai micini morti. La nostra ex bambina capricciosa ed insopportabile è divenuta, crescendo, una giovane diciassettenne bellissima e anche un po’ vacca, cosa che capiamo subito perchè ha un indice di civetteria pari a mille. Maalox

Comincia quindi un fastidiosissimo balletto che vede da una parte un Justin che se la vorrebbe scopare ma è frenato da giustissimi dilemmi morali e dall’altra una Megan che non fa altro che provocarlo più o meno consciamente [secondo me il troione sa perfettamente quello che sta facendo, perchè piange a comando, si fa trovare nella di lui camera in camicia da notte e gli si struscia contro…], fino a quando lui non la bacia con quei 10/12 metri di lingua che la riempiono di desiderio e la fanno bagnare come un gavettone da 6 litri non sarebbe in grado di fare. 2 Maalox

Come tutti ormai sappiamo benissimo, un bacio è solo il preludio ed infatti a breve assistiamo ad una notte di passione, tenerezza e imeni rotti, che si conclude con la ripetuta inondazione vaginale di seme. 2 Maalox

Postilla….. è inutile che voi scrittrici di romance del cazzo continuiate a scrivere roba del tipo “Sentì il getto bollente del suo sperma all’interno del proprio corpo” perchè gli uomini non eiaculano lava Zio Caro. Non si può sentire. Non è accettabile. Lo sperma non è incandescente è a temperatura corporea, quindi non si sente. Non si sente. Non si sente. Al massimo puoi sentire le pulsazioni del pene, ma questa è un’altra storia.

A seguito della Scopata delle Scopate avviene un dialogo grottesco nel quale lei gli dice qualcosa del tipo “Ah Justin, quanto ti amo….pensa come sarò felice quando saremo sposati” e lui risponde: “Sposati? Ma sei deficiente? Io sono già sposato con una che non vedo e non sento mai e che non vuole mai trombare con me e tu sei solo una ragazzetta che mi sono sbattuto perchè avevo la fregola”. Maalox + Face Palm

Potrebbero anche chiarirsi e dichiararsi eterno AMMMMOOOOOORRRREEEEEE ma, sfiga vuole, piomba come un falco pellegrino affamato su un topo la di lui moglie e si porta la zoccolaccia a Londra per la stagione.

Nella Big City Megan riscuote un certo successo, anche perchè il mix figaggine + civettaggine + zoccolaggine non ha eguali e quindi si circonda di begli ometti tutti striscianti e sbavanti in attesa che lei decida chi scegliere tra la massa. Ma i bellimbusti  non sanno che lei nasconde un segreto………..

…….

….

..

Ha un ritardo di mezzo secondo e sente di essere incinta, ama già quella creatura che sta crescendo dentro di lei ed è preoccupata perchè non sa come dirlo a Justin. 4 Maalox + Un Bicchiere di Gaviscon all’anice e sospensione momentanea del libro per bestemmiare in pace

Se avessi avuto un figlio ogni volta che ho avuto un ritardo a quest’ora saremmo più o meno a quota 1000. Ma si sa che le eroine romance e il 99,9% delle donne che conosco rimangono incinta scopando una volta. E per una volta intendo Una sborrata=una gravidanza. Me ne farò una ragione.

Cmq. Quando il nostro eroe arriva a Londra e scopre che Megan è supercorteggiata diventa una bestia preda della gelosia e comincia ad impedirle di fare questo e quello, dimostrando di non aver capito una beneamata minchia del carattere della zoccolaccia e spingendola in questo modo tra le braccia di uno dei libertini più libertini del momento.

I giorni passano e Megan è oramai certa di essere gravida [Pausa Maalox] ciononostante non dice nulla al bel Justin ma continua a troieggiare con tutti ma soprattutto con il libertinerrimo fino a che quest’ultimo non pretende attenzioni e lei, essendo la Madre di tutte le Gatte Morte del Mondo, fa la preziosa e costringe Justin  a menarlo e sfidarlo a duello. Maalox

In mezzo a questa cagnara c’è il tempo per un po’ di sesso, infatti Justin, da maschio Alpha qual è, continua a marcare il territorio con la sua regale sborra, senza MAI, nemmeno per sbaglio, venire fuori dalla vagina. Un po’ sulla vulva? NO. Solo ed esclusivamente in vagina. Ah….non li fanno più gli uomini di una volta…. Maalox

Siccome Megan ha questo piccolissimo problema chiamato gravidanza, decide che deve prendere provvedimenti perchè dio non voglia che partorisca un bastardo, è probabile che voi non vi siate resi conto, perchè in effetti non viene ripetuto 10000 volte ogni pagina, che lei vuole già bene a questa creaturina che cresce dentro di lei e che…….

……………………………… Sbadiglio + Maalox preventivo + fetta di pane con copioso strato di Nutella.

…decide di farsi sposare da un babbo di minchia in modo di dare un padre al Figlio della Colpa. Ma Justin non ci stà, la rapisce e la porta a suon di vergate in vagina, in una delle sue 500 magioni sulla costa. Durante il viaggio lei, per cercare di convincerlo a farle sposare il babbo di minchia, gli rivela di essere gravida e si stupisce molto che lui se la prenda a morte perchè non gli aveva detto nulla della gravidanza e voleva dare un altro padre al suo erede. Ma quanto sei rincoglionita? E quanto sei stronza? E quanto ti prenderei a calci? E giù di Maalox

Ora la faccio breve: Justin la molla nella magione, lei passa le giornate coccolando la pancia perchè si è già affez….. (segue come sopra) finchè quando giunge all’ottavo mese di gestazioni lui torna e c’è questa bellissima e romanticissima scena sulla scogliera con lui che le dice “C’è qui il prete, ci sposiamo perchè ho ottenuto l’annullamento” e lei che risponde “Col cazzo, faceva bene Alicia a non dartela mai” e lui le da uno schiaffo.

Ed ora finalmente lo posso scrivere….

BOOOOOOOOOOOOOOMMMMMMMMBBBBBBBAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!

Megan si sente mortalmente offesa e scappa.
Incinta.
Di 8 mesi.
Su una scogliera.
Piangendo.
Ad occhi chiusi.

E non vorrei ma sono costretta a ricordarvi che parliamo di una che ha rotto il cazzo da quando era incinta di 0 giorni di quanto amasse la sua minuscola creatura e di quanto la sua vita ruotasse intorno al benessere del futuro Figlio della Merda. Bene. Mi sembra coerente correre sul bordo di una scogliera/dirupo/sailcazzo con il rischio di cadere e ammazzare te stessa e la creatura, ma soprattutto la creatura.

E infatti.

Cade come corpo morto cadde. [Notare come so girare le citazioni a piacimento] Lei non si fa una sega ma le parte il travaglio….ci sono complicazioni e Justin deve scegliere chi salvare. Inspiegabilmente decide di salvare Megan. Nasce quindi un bellissimo bimbo morto che per comodità moral/letteraria aveva qualcosa come 10 giri di cordone ombelicale intorno al collo e quindi è altamente probabile che cmq non sarebbe sopravvissuto nemmeno se fosse arrivato a termine.
Questo solo per non doverci confrontare con una Megan che a tutti gli effetti, ha ammazzato suo figlio perchè è infantile, stupida e vacca.

Purtroppo però tutte queste vicissitudini non impediscono ai due piccioncini di chiarire i loro sentimenti, vivere in armonia e procreare. Anzi, ci subiamo prima delle stucchevolissime scene del tipo “Ti amo” – “No, ti amo di più io” – “Ma io sono stato stronzo” – “Ma io ho ucciso tuo figlio” e via dicendo di sbadiglio in sbadiglio, di Maalox in Maalox, e a seguire il cazzo di epilogo con tanto di figlia già nata (rigorosamente concepita alla prima scopata post aborto e se ve lo state chiedendo ve lo dico io, sì…ho fatto i calcoli) e di scopata per mettere in cantiere il secondo.

Ammazzatevi tutti.

Su internet si passa, palando di recensioni, dalle entusiaste: “Lo amo come fosse la mia orchidea preferita” alle femministe incallite che hanno visto in Justin e nella sua totale immaturità il Demonio in persona: “E’ un orribile esempio di maschilismo strisciante, un personaggio bruttissimo, ai limiti della pedofilia….. e via dicendo”.

Io l’ho detestato con l’anima dall’inizio alla fine, ma è così fastidioso, irritante, stupido, con personaggi completamente irrealistici, odiosi e idioti (che sicuramente si meritano), che il libro fa il giro e diventa appunto “Lammerda che piace” perchè l’autrice dopo 10 pagine ha già raggiunto il fondo ma decide di non fermarsi e di continuare a scavare e scavare in cerca di chissà che cosa e questa dedizione all’orrido, questo sudore speso per scrivere 276 pagine di merda, vanno in qualche modo premiati. Io li ho premiati finendo il libro ed evitando di bruciarlo durante un sabba orgiastico, mi riservo però di usarlo per una messa nera in futuro.

In poche parole

Che cos’è in fondo un bacio se non il preludio di litri e litri di sperma incandescente riversati in vagina?

Poschina

Questione di Cuore – Carmen Bruni

C’è una parte di me che comincia seriamente a credere di non appartenere al genere femminile. Ho già espresso questo dubbio in altra sede e partendo da presupposti differenti, ma non cambia il risultato. Siamo sicuri che io sia una donna? O meglio, il mio corpo è femmina, ma il mio cervello?

51vwdAPNaeL._AA258_PIkin4,BottomRight,-28,22_AA280_SH20_OU29_La Trama: Giorgia è una ragazza di ventitre anni, simpatica, sarcastica e irrimediabilmente innamorata di Alessandro, il migliore amico di suo fratello, che conosce da tutta la vita. Purtroppo però lui la tratta come un essere asessuato, una natura morta, non la considera, la guarda ma senza vederla realmente. Giorgia ogni volta giura e spergiura di dimenticarlo, che andrà avanti per la sua strada, che lo deve a se stessa e ogni volta, puntualmente, ritorna sui suoi passi con la coda fra le gambe e sempre più innamorata.
Finché qualcosa non sembra cambiare…
I muri che li dividono crollano l’uno dopo l’altro e Giorgia scopre un Alessandro diverso, un uomo che non la tratta più come un ananas, ma come una vera donna e si accorge di lei, la osserva, la studia. La tocca. Fra situazioni imbarazzati, dialoghi divertenti e amici alquanto bizzarri, Giorgia spera di riuscire nell’intento di conquistarlo e di essere finalmente felice come tanto desidera, conciliando il tutto con i Giovedì delle Zitelle che si susseguono una settimana dopo l’altra, impegnandosi per non perdere il suo già precario lavoro e cercando di scoprire chi le invia degli SMS anonimi che a lungo andare diventeranno sempre più strani e ambigui.

Ed ora la parola alla giurata

Partendo dal presupposto che per leggere un libro bisogna essere in grado di leggere, possiamo escludere dai lettori i bambini sotto i 7 anni. Se poi aggiungiamo che i suddetti bambini non fanno acquisti da soli ma sotto la supervisione dei genitori, arriviamo alla   conclusione che sia oggettivamente impossibile che un bambino innocente arrivi ad arraffare questo libro e che se lo legga da solo nascosto in soffitta. Quindi ora tu, autrice, mi spieghi perchè invece di scrivere figura di merda scrivi “figura di M”.

Io ho 34 anni, sono adulta, vaccinata, consapevole delle mie scelte editoriali o meno. Quando prendo in mano un libro e leggo fica invece di figa mi incazzo ma posso capire che ci sia gente che ha un pudore distorto e trovi l’uso della G eccessivo, ma non capisco perchè censurare la parola merda. Perchè? Non siamo all’asilo. No. NON SIAMO ALL’ASILO.

Sorvolo sugli errori ortografici perchè preferisco concentrarmi sui personaggi.

Un annetto fa ho letto un libro bello ed intelligente: “Trent’anni e li dimostro” di Amabile Giusti. Spiritoso, interessante, leggero senza essere banale, divertente senza essere stupido e con i personaggi caratterizzati benissimo.

L’inizio di questo libro me lo ha ricordato. Una ragazza non bellissima, un figo da paura, lei innamorata….. poi basta. Le similitudini si fermano qui. La protagonista di questo racconto è una ventitreenne talmente insicura e lagnosa che mi chiedo come Alessandro non l’abbia fanculizzata dopo il primo bacio. Ora, non è che io ormai vegliarda non mi ricordi come ci si sente a ventitre anni. Ero certamente più insicura di adesso, ma non mi comportavo certo come una quattordicenne alla prima cotta.

Giorgia è innamorata di Ale da dieci anni, lui è un amico del fratello Carlo con cui lei divide l’appartamento, e il libro è un compendio di seghe mentali all’ennesima potenza, quelle paranoie adolescenziali che con l’arrivo dei vent’anni scompaiono automaticamente sostituite dalla sicumera di meritarsi qualcosa nella vita. Invece Giorgia è ferma all’adolescenza. Persino quando alla fine si porta a letto un Alessandro completamente ed evidentemente preso da lei, continua ad assillarlo con paranoie assurde.

Prima lo costringe a dirle a chiare lettere che “da adesso in poi siamo una coppia”. Ma quanti anni hai 12? Ok, io sono un caso a parte….dopo sei mesi che uscivo con il mio attuale compagno abbiamo deciso che sarebbe stato il caso di scegliere un giorno da usare come anniversario, giusto per poter contare gli anni più facilmente. Ora, non dico di arrivare ai miei livelli, ma addirittura “vuoi diventare la mia fidanzatina?” mi sembra eccessivo. Poi lo tormenta con una gelosia fastidiosa ed infantile, fatta di urla, fughe, ottusità e continue lamentele su quanto la sua vita senza di lui non valga la pena di essere vissuta, perchè Lui è l’uomo che sogna da sempre e bla.. bla… bla…

Giorgia, quando l’uomo che sogni da sempre è nel tuo letto, vedi di tenertelo stretto !!!!

Per non parlare della frase più urticante del mondo “gli innamorati si dicono tutto e non hanno segreti”. Per dio no!!!! Lasciate che ognuno abbia i suoi segreti, i suoi silenzi, il suo io. Ci mancherebbe che il mio compagno sapesse per filo e per segno quello che penso e sento costantemente. Big NONO !!!

Detto ciò; sviscerate le cose che ho trovato fastidiose passiamo a quella che non considero in quanto semplicemente pessima. Il lato Thriller della storia. Eccessivo, concluso sbrigativamente e PEGGIO del PEGGIO, usato per semplificare la riunificazione della coppia. Troppo facile.

Ad essere onesti, non è un libro pessimo e non è nemmeno uno di quei libri che finiscono nella categoria “Ma anche no”. E’ un libro che si legge senza fatica, scorre via liscio, non ferisce e non aggiunge nulla alle nostre squallide vite. Non ho palpitato per Ale, non ho simpatizzato con Giorgia, che è una moralista incredibile che la mena al fratello trentenne perchè beve e si scandalizza se qualcuno guarda i porno; i personaggi di contorno sono solo personaggi di contorno, sappiamo come va a finire dalla prima riga della prima pagina.

Lo consiglio? Beh, portatevelo in spiaggia, saltate le parti troppo introspettive che sono noiosette (se avete 15 anni leggetele perchè vi rispecchierete), leggete quelle con i dialoghi e poi fatemi sapere se anche voi trovate Giorgia una quindicenne puritana.

Ma ora il vero perno dei miei ragionamenti odierni.

Perchè nel 2014 le donne scrivono romanzi in cui le protagoniste sono uomini-dipendenti, praticamente prive di personalità, fastidiose, petulanti, gelose, insicure?
Sarebbe così sconveniente scrivere di donne con le palle, intelligenti, brillanti e indipendenti?
Pretendo troppo?
Si può raccontare di un amore alla pari; di sentimenti che superino la barriera della definizione detta ad alta voce?
Quando io leggo di donne coccolate da uomini meravigliosi, che se la menano perchè lui non dice “ti amo”, mi viene voglia di ripristinare l’uso della Vergine di Norimberga.
E a voi donne medie come me, queste donne insicure piacciono poi così tanto?

In poche parole

Come rendere la protagonista insopportabile.

Poschina

Heaven Texas & Il Lago dei desideri – Susan E. Phillips

Ok, non è la solita recensione e diciamocelo fuori dai denti, a nessuno frega una sega di quanto scriverò sotto, ma ci sono cose, situazioni ed espedienti che mi tolgono  completamente il gusto della lettura. In questi due libri della Phillips ho trovato due degli espedienti più fastidioserrimi di sempre se non compensati da una notevole capacità di scrittura e da una storia con i controcoglioni.

Farei notare come la mia compulsività mi abbia fatto acquistare non uno ma ben due libri di una scrittrice a me sconosciuta. Ah, la disperazione cosa fa fare………

CopHeavenTexaslago

Le Trame

Heaven Texas: Gracie Snow ha tre problemi da risolvere:un ex campione di football da proteggere (il buono),un ragazzo diventato ricco e perfido (il cattivo),il suo cuore che comincia a perdere colpi…Riuscirà a sistemare tutto e a capire dov’è l’amore? Una storia divertente, sexy e con un pizzico di malizia. Una lettura imperdibile per chi ha voglia di sorridere e lasciarsi andare. Gracie Snow decide di lasciarsi alle spalle un’intera vita e accetta un’offerta di lavoro a Hollywood come assistente di produzione. Subito però le viene affidato un incarico difficile: deve convincere Bobby Tom Denton, un affascinante ex giocatore di football, a presentarsi sul set per iniziare le riprese del suo primo film.

Il Lago dei Desideri: Molly Somerville ha una vita (quasi) perfetta: adora il suo barboncino, il suo lavoro di scrittrice per bambini, il suo minuscolo loft. L’unico neo è la sua cotta storica per un quarterback scavezzacollo, quel detestabile e superficiale e irritante e… meraviglioso Kevin Tucker, che finora non ha fatto altro che ignorarla. Il talento di Molly per ficcarsi nei guai la porterà proprio tra le sue braccia, a farsi spezzare il cuore in una sola notte. 

Ed ora la parola alla giurata

Spoiler – Spoiler – Spoiler

Non so bene se la colpa della mia assenza di passione per questi libri sia da attribuirsi all’appartenenza a due culture completamente diverse. Per capirci io trovo assolutamente insensata la fastidiosa abitudine americana che lega il numero di appuntamenti alle concessioni sessuali.

Esempio. Se vai a letto con un tipo prima del terzo appuntamento sei una zoccola. Al primo appuntamento la lingua, al secondo la lingua + un lieve strusciamento, al terzo puoi concedergli una palpatina, al quarto lo fai entrare in casa, al quinto puoi dargliela. SERIOUSLY????
Nel 2014?

Così pare.
O almeno così pare che sia nell’america vera, non nella sfavillante New York di film e telefilm. Sarà per questo divario culturale, lo stesso che non trova niente di strano nello sposarsi dopo  due mesi dal primo incontro, ma che anzi lo trova romantico, che faccio fatica ad amare davvero questi libri. Sono scritti bene, spesso anche divertenti e non eccessivamente mielosi, tuttavia non riesco ad entrare nell’ottica. Mi rimane sempre quella cosa alla “Harmony” che non riesco a scrollarmi di dosso.

Per esempio in Heaven Texas lei è una trentenne sciatta (ma con una passione per la biancheria intima da zoccola), vergine, apparentemente sfigaterrima, che viene mandata a recuperare il figo di turno. Che poi parliamone…. il figo di turno indossa pantaloni bianchi con camicia malva/lavanda di seta e cappellone da cow boy. In pratica Julio Iglesias al suo meglio. Una roba che nemmeno se me lo regalano e chissene dei soldi e del cazzo grosso.

Cmq. dicevamo. Lei è vergine. VERGINE. Come in un Harmony. Perchè in questi libri non esiste mai una donna normale, con una vita normale ed una vita sessuale nella media. O zoccoloni o vergini.
A trent’anni.
Negli anni 2000.
Americans !!!

L’espediente irritante però non è la verginità della pulzella, anche se ammetto che un paio di bestemmioni mi sono scappati, ma il “fingiamo di essere fidanzati”. Perchè?
Susan, te lo dico da NON scrittrice a scrittrice di successo; perchè non ti sei spremuta le meningi un filino, giusto per non cadere nella banalità più assoluta? Giusto per dimostrarmi che sai fare in modo che due persone apparentemente diversissime si innamorino senza costringerli in una finta relazione che li porta, inevitabilmente, a stare a contatto stretto e a scopare. Ma se non bastasse questo, c’è anche il terribile, anacronistico, fastidioso “ti faccio da tutor sessuale”. Ma dai !!! Scopate e fatela finita. Ci sarà mica bisogno di un tutor per fare sesso? Non si può sentire.

E, ovviamente visto che il libro è per donne e le donne sono coglione e superficiali come poche, alla fine, dopo ben un mese e mezzo di conoscenza profonda, lui le chiede di sposarla e finisce con un’evasione di prigione, un inseguimento in macchina e baci ed abbracci in mezzo alla folla giubilante.

E questa fiera dell’assurdo non è nulla in confronto al secondo libro.

Lei è un’ereditiera che ha rinunciato a 15 milioni di dollari per potersela cavare da sola.
BWahahahhahahahahah…. Quando avete finito di ridere ditemelo che proseguo…. Fatto?

Lei scrive libri per bambini nei quali riversa la sua vita privata, è innamorata di uno strafigo che non la caga di pezza ma un giorno per sbaglio sono costretti a dividere una casa, lei la notte va in camera sua, si spoglia, gli mette il goldone, se lo scopa mentre lui è mezzo addormentato e il goldone si rompe, ma lei non è nel periodo del mese giusto e nonostante ciò rimane incinta.

Ora, hai 27 anni, sei single, fai fatica a campare, stupri un tizio la notte, rimani incinta e cosa fai? Sei felice. Ecco; questo esempio di donna demente è deleterio per la reputazione del nostro sesso. Io, donna, l’ho odiata con tutta me stessa. Non puoi essere così scema. Nel senso che nessuna donna in una situazione del genere sarebbe tranquilla e rilassata a pensare al nome del nascituro, quantomeno prenditi una decina di giorni per abituarti all’idea, altrimenti sembra che tu l’abbia fatto apposta. Poi ovviamente non lo dice al padre ma quella ficcanaso di sua sorella e suo cognato scoprono chi è, lo vanno a prendere per i capelli e lui invece di dire… “ragazzi, quella pazza mi è saltata nel letto, poi mi ha detto che non era incinta e col cazzo che la voglio tra i piedi” decide di sposarla, perchè si sa; siamo nel 1940 e concepire fuori dal matrimonio è una vergogna.

Poi lei perde il bambino e questo permette alla coppia di non odiarsi più perchè si sa, le stragi uniscono come non mai (spoiler: non è vero. Le disgrazie dividono, ma non vogliamo turbare le fragili donne che leggono questi romanzi quindi facciamo finta che tutti siano buoni, bravi, comprensivi e pazienti…).
Vanno in un camping dei genitori di lui dove, sorvolando su metà libro, alla fine cominciano davvero una relazione ma siccome lei è mezza scema, insicura, convinta che non avrà mai la storia d’amore più bellerrima del mondo, finge di non provare nulla se non la mera attrazione sessuale e lui che invece se la scopa all’urlo di “io sono tuo marito quindi se scopiamo non c’è nulla di strano”, evita di mostrare i suoi veri sentimenti perchè intanto è impegnato a fare chiarezza su quello che prova per la sua vera madre.

Ah, c’è anche lo spazio “sesso tra vecchi” che vi risparmio perchè sono molto meno sadica di quanto potrei sembrare.

Il picco di merda lo raggiunge quando alla fine lui si rende conto che la ama e, giuro, va a chiedere il permesso di sposarla di nuovo (americans !!!) alla sorella, la quale lo sottopone ad una – prova d’amore –  prima di dare il benestare. Nonostante ciò la pazza – scema – insicura – gli dice che lei non vuole l’amore. A lei non basta, deve avere la più grande storia d’amore del mondo.

Ed io l’ho odiata se possibile ancora di più perchè cazzo, hai 27 anni. Non 12. Io ti odio perchè rappresenti il peggio del mio sesso, il peggio dell’umanità in generale e sopporto ancora meno la caratterizzazione stile “Santa Maria Goretti”. Sempre queste donne buone, sensibili, che amano i bambini, incazzate ma mai fastidiose, ribelli ma con gentilezza, insignificanti ma sempre con un bel culo e un vitino da vespa e le caviglie sottili. Ma cazzo se sei insignificante sei insignificante !!!! Non puoi essere insignificante e avere il corpo di Charlize Theron. No, perchè saresti figa !!!!

Se proprio dovete scegliere, tra i due prendete “Heaven Texas” nonostante tutto è più realistico e la protagonista molto più interessante.

In tutto ciò la cosa davvero triste è che sono libri scritti bene. Spesso ho sorriso e a volte addirittura riso di gusto perchè alcune situazioni sono molto divertenti e i dialoghi brillanti.
Semplicemente credo che siano un po’ troppo “da donna” per me e un po’ troppo “americani” per i miei gusti da italiana – lombarda – milanese rampante.

Io non comprendo davvero il dichiarasi amore eterno dopo una scopata e non ritengo onorevole sposare una donna che non conosco solo perchè è incinta. Lo trovo stupido ed irresponsabile. Non siamo nel 1800, non è più necessario, non si rovina irrimediabilmente la reputazione della donna e i figli possono essere cresciuti benissimo fuori dal vincolo matrimoniale. Quando leggo certe cose, che per me sono più che anacronistiche, mi innervosisco e il racconto perde immediatamente credibilità togliendomi in parte il gusto nella lettura e influendo negativamente nella valutazione.

Leggeteli consci di quello che vi aspetta, ossia puritanesimo, convenzioni sociali, romanticismo adolescenziale, matrimonio assicurato, un pizzico di divertimento, assurdità come se piovesse.

In poche parole

Quella vena di puritanesimo che proprio non riesco a sopportare.

Poschina

Il Gioco dell’Inganno – Adele Vieri Castellano

Ancora impegnatissima ad esplorare i lati oscuri del romance, mi sono lasciata convincere da recensioni positiverrime ad acquistare un libro scritto da un’autrice italiana, ambientato in Italia in epoca napoleonica, con un protagonista che gridava “perfezione” da ogni poro.

Giuro che la prossima volta seguirò senza alcuna remora il mio mantra adolescenziale: “Gli stranieri Lo Fanno Meglio”.
Ma vediamo perchè.

il gioco dell'inganno

La Trama: Venezia, 1796. Lorenza, la giovane figlia del barone Marianin, sa che la attende un matrimonio senza amore e vuole concedersi un’ultima giornata di libertà tra le calli invase dalla folla colorata e festante del Carnevale. Bellissima e spavalda, non sa che la frenesia e la confusione nascondono grandi pericoli per una ragazza sola e sta per essere vittima della violenza di due uomini mascherati. Ma in suo soccorso arriva la più fosca e sinistra delle maschere: la baùta. Chiunque si nasconda dietro quel volto di cartapesta, ha negli occhi e nella voce il fascino della notte che è insieme rifugio dei briganti e covo delle stelle. Aristocratico o spia, la baùta non vuole rivelare il suo nome, trincerandosi dietro la sua fermezza elegante e decisa. Lorenza sa che non riuscirà a dimenticarlo, senza immaginare che poco tempo la separa dall’incontrarlo di nuovo… L’uomo misterioso è un’ombra tra le ombre che si muovono nella fitta rete di inganni della politica veneziana, in cui Lorenza sarà presto coinvolta in un crescendo di rivelazioni fatali e infuocata passione.

Ed ora la parola alla giurata

Contiene SPOILER ma siccome alla fin fine vi consiglierò di non leggerlo, spoilerare non è certo grave….

Come ormai sapete, ci sono un paio di cose che io proprio non tollero:

– lo snaturamento selvaggio dei personaggi
– l’espediente comodo

Analizziamoli con calma.

Non vorrei sembrare una di quelle persone orribili che non hanno un briciolo di fantasia e che non sono capaci di sorvolare sulle imprecisioni storiche in favore di una trama votata alla passione più sfrenata. Eppure persino io ho dei limiti. Lo so, non si direbbe, ma è proprio così.

Jacopo Barbieri è quello che per il 20% del libro si può tranquillamente definire l’eroe romantico per eccellenza. Lo conosciamo mentre è in missione segreta a Parigi e, per un caso più o meno fortuito, si trova a salvare la vita a Napoleone cambiando per sempre la storia d’Europa.

Come ogni eroe romantico che si rispetti, Jacopo è un cazzoduro, sfregiato (che per me è un plus), con un fisico imponente, solido, muscoloso e sexy; è intelligentissimo, scaltro, fottutamente ricco e con una pessima reputazione costruita ad arte per permettergli di fare l’infiltrato senza che nessuno gli intralci la strada.
Fin qui nulla di male.
Però.
Però si autocommisera e questo, per un eroe romantico, è inaccettabile.

Ci sono già io che mi autocommisero, non voglio certo sognare con un eroe bellissimo, ricchissimo, scaltrissimo, che si autocommisera davanti allo specchio perchè è sfregiato e nessuno lo vuole…. che poi non è vero perchè sappiamo benissimo che gli uomini lo vedono come un mito da raggiungere e le donne se lo vorrebbero sbattere costantemente. Quindi che cazzo ti autocommiseri? Perchè? Perchè?

Ma questo autocommiserarsi non è la cosa che mi ha fatta imbestialire; no…. la cosa che mi ha fatta sbuffare come una locomotiva a vapore è il passare da “uomo fatto tutto d’un pezzo, indistruttibile, spietato, glaciale, sexy, che non deve chiedere mai” ad un cucciolotto di beagle bisognoso di affetto nel giro di due pagine.

La causa di questo snaturamento ai limiti del tollerabile è Lorenza, giovane nobildonna illuminata dalla consapevolezza che ” le donne hanno un cervello e non sono inferiori agli uomini”, la quale, di contro a quanto detto sopra, decide di intrufolarsi alla festa di Carnevale in Piazza San Marco rischiando ovviamente di essere stuprata alla prima occasione. Ma si sa, lei è intelligente.

La salva dalla vergogna la “bauta”. La protegge, la porta in un posto sicuro, la abbraccia, se la struscia contro – la sua potente erezione – e giuro che non ho inventato tutto ciò di sana pianta, per poi riportarla dalla cameriera che la aspettava in ansia. E non è finita qui. Mentre viaggia per tornare a casa, un temporalone blocca la carrozza, lei cade, si fa male e viene salvata dal famigerato Conte Barbieri che la porta a casa sua.

Lei è attratta dalla bauta e inquietata da Barbieri. Lui, per contro, la guarda come fosse un cupcake triple chocolate ma si dimostra sempre e costantemente freddo come il ghiaccio, la bauta invece, ogni sacrosanta volta che si incontrano, si dimostra amorevole ma distante, una specie di “vorrei ma non posso”.

Quindi per ora abbiamo una donna e due uomini. Ci siete? Ok.

Lorenza viene costretta a sposare un giovane sbandato ubriacone e donnaiolo ma durante il taglio della torta si accorge grazie ad un anello che lui è uno dei due uomini che hanno tentato di abusare di lei, quindi la sera in camera da letto lo informa che il loro sarà un matrimonio bianco. EPIC FAIL.

Io posso soprassedere su tutto ma non su questo. Nel 700 le donne non avevano voce in capitolo. Era impossibile che una donna negasse i doveri coniugali al proprio marito. NON ESISTE PROPRIO. E questo è il primo, fastidiosissimo espediente atto a facilitare la vita della scrittrice. Come faccio a far rimanere vergine la mia eroina? Facile, la trasformo in una Simone de Beauvoir ante litteram. Big NONO !!!!

Come se non bastasse, per facilitarsi ulteriormente la vita e rendere possibile la relationship tra Jacopo e Lorenza, il marito di quest’ultima schiatta. Si, vabbè, e poi? Poi ovviamente si scopre che la bauta e Jacopo sono due facce della stessa medaglia e lui si trasforma dall’uomo testosteronico, cazzodurissimo, genio della cospirazione e freddo come il ghiaccio, in un patetico insicuro e innamorato. Non fa altro che grondare miele, seppellendo sotto quintaloni di stucchevolezze tutto il fascino che la scrittrice era riuscita a infondere al personaggio nella prima metà del libro.

Ed io odio quando un personaggio viene snaturato. Odio quando si costruisce una personalità per poi cambiarla radicalmente a comando. Non si fa così, in questo sordido modo si manca completamente di rispetto nei confronti del lettore, ossia di me medesima e con questi stratagemmi sinceramente deplorevoli, la scrittrice/lo scrittore di turno, entra nella mia personalissima Black List e cascasse il mondo, non gli darò una seconda possibilità.

Vogliamo parlare di quello che dovrebbe essere il colpo di scena ma che è talmente telefonato che a metà libro ho immaginato potesse succedere? Giuro che persino un bambino di 5 anni mangerebbe la foglia immediatamente.

Io non so davvero cosa dire. Follia storica, snaturamento dei personaggi, espedienti comodi per ottenere con il minimo sforzo l’ambito risultato.

La prima parte del libro è scritta e sviluppata molto bene, i personaggi sono caratterizzati alla perfezione, delineati e coerenti nei comportamenti e nella personalità e se questa coerenza fosse stata mantenuta dalla prima all’ultima pagina, sarebbe stato un gran bel libro. Purtroppo si ha la fastidiosa impressione che l’autrice, per arrivare al coronamento della storia d’amore, sarebbe stata disposta a qualsiasi cosa, compreso far esplodere venezia o sostenere che in realtà Napoleone fosse una donna.

E’ stata una delusione, se il libro mi avesse fatto pena dall’inizio tutto sommato lo avrei accettato, ma il problema è che sembra che il romanzo sia stato scritto da due persone. La prima metà e la seconda metà sono completamente diverse, tanto una è interessante e stimolante, quanto l’altra noiosa e prevedibile.

E’ un libro che non consiglio nemmeno per un viaggio in treno o in aereo. E’ un libro che per quanto mi riguarda non vale i soldi spesi e mi dispiace perchè la considero un’occasione persa. Sarebbe bastato davvero poco per renderlo più apprezzabile, ma è evidente che di quel poco non c’è traccia.

In poche parole

Un eroe che perde il suo fascino è come una spada senza lama.

Poschina

Questo libro è una delusione totale.