Un Mascalzone senza pari – Virginia Dellamore



Approdo a questo libro per caso, dopo che per ore ho cercato qualcosa da leggere nella libreria del Kindle e attratta da una trama interessante e che mi promette un bel bastardo da sognare nelle ore che intercorrono tra un risveglio e l’altro.

La Trama: Londra. 1812. Lord Lancelot Devon – una canaglia come pochi, ormai quasi sul lastrico – si trova dinanzi a un terribile bivio: finire sommerso dai debiti o trovare una moglie ricca. La sua avversione nei confronti del vincolo matrimoniale è tale che quasi preferirebbe la prigione. Tuttavia, persuaso dalla sua amica Cassie, una prostituta dallo spirito materno, decide di andare a caccia della signorina più danarosa fra le molte debuttanti della Stagione.
La sua attenzione si focalizza subito su Miss Mary Daniell, la figlia di un mercante arricchito, con una dote favolosa e una rendita altrettanto allettante.

Ed ora la parola alla giurata

Non so bene se il mio non apprezzare questo libro sia dovuto all’anzianity che avanza inesorabile oppure proprio all’esasperazione dell’autrice della bastardaggine di Devon.
Io adoro i personaggi maschili spietati, freddi, calcolatori, apparentemente bestiali. Mi piacciono gli scatti d’ira, la violenza a stento trattenuta e tutte quelle piccole macchinazioni cattive che rendono un uomo la parte peggiore della metà della mela, ma ho anche dei limiti psicologici che non vengono superati nemmeno da David Gandy, nudo nel mio letto, con il cazzo in tiro e l’espressione di uno che ha intenzioni di castigarmi per ore e farmi svenire a suon di multiorgasmi.

E quei limiti in questo caso sono tutti legati all’accanirsi contro l’aspetto fisico di Mary.
Cioè tu puoi anche dirmi che non sono bellissima, è un’evidenza; che non sono magra, un’altra evidenza; che non sono Heidi Klum, e ridaje con l’evidenza. Ma….

Ma non puoi continuare per l’80 per cento del libro a dirmi che sono un cesso mostruoso, che ti faccio schifo, che il tuo non tanto regale uccello non si rizzerebbe nemmeno e che scoparmi sarebbe una fatica immane che tutto sommato non hai nemmeno tanta voglia di fare.

Non puoi perchè non te lo permetto. Non esiste. Potresti essere Jason Momoa e ti manderei affanculo lo stesso.

E questo atteggiamento è talmente presente da non essere sorvolabile. Non puoi passarci sopra perchè è presente in una pagina su 3 e nonostante venga in parte giustificato dalla sua Sad Story (o meglio Mary lo giustifica perchè lui poverino ha avuto un’infanzia di merda e bla….bla…bla….), è davvero troppo; se i battibecchi iniziali tra Mary e Devon sono divertenti dopo un po’ risultano ripetitivi e insopportabili e più che farmi innamorare di Lancelot mi spingono a provare per lui lo stesso slancio d’amore che provo per le scutigere quando le sorprendo ad attraversare il mio salotto.

Ed è un peccato perchè il libro è scritto bene, in italiano corretto, in modo intelligente e interessante. Anche se….onestamente parlando , dopo che mi viene esplicato più volte che lui scopa come nessuno mai almeno un assaggio della verga turgida lo avrei anche voluto…così, per saggiarne quantomeno le dimensioni.

E invece “ciccia”. Mi attacco.

Per quanto riguarda la psicologia dei personaggi ammettiamo senza vergogna di aver fatto centro. Entrambi infatti progrediscono, crescono, cambiano, si smussano e via dicendo e il modo in cui Devon si rende conto di essere sempre più attratto dalla moglie è “in character”.
In pratica niente bidimensionalità spiccia che tanto mi irrita. Anche se…..
… ovviamente….
…trattandosi di un Romance “Sole – cuore – Ammmmoooore”….

BBBBBBBBBOOOOOOOOOOOMMMMMMMMBBBBBBBAAAAAAA!!!

Abbiamo due copule di numero.
Due.
Signore e signori ascoltate attentamente….
Due copule.
Prima copula: viene applicata la rinomatissima tattica del Salto della Quaglia.
Seconda copula: viene applicato il fastidiosissimo espediente comodo dell’inondazione spermatozoica della vagina con conseguente ovvia ed irritante GI (indesiderata da entrambi ma poi voluta da tutti tranne che da me) che porterà alla nascita di un bellissimo MASCHIO. Perchè le femmine, si sa, le fanno solo gli sfigati. O le prostitute che copulano con i pittori.

Alla fine grondano miele, zucchero e cake pops alla fragola ed io rimango lì, senza nemmeno la soddisfazione di aver letto scene di sesso scabroso e sporco e nemmeno noioso e banale. Resto da sola a riflettere e ad attendere le uscite Harper Collins di Luglio, mancano ancora 9 giorni e spero che l’attesa ne valga la pena.

In poche parole

“Cessa di merda” lo dici a tua madre.

Poschina

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