Il Ladro Gentiluomo – Alessia Gazzola

Come direbbe Gioele Dix nei panni di Alberto Tomba, “Chi mi conosce lo sa”…
E infatti chi mi legge ormai lo sa.
Sa che dico esattamente quello che penso su quello che leggo.
Sa che ci sono cose che mi fanno incazzare come se non ci fosse un domani.
Sa che ho letto tutta la saga di Alice Allevi e che sono sempre stata e sempre sarò “Team CC”.
E sa anche che attendevo questo libro perchè l’ultimo mi era piaciuto assai e che le aspettative per l’ultima fatica della Gazzola erano piuttosto alte.

La Trama: Alice Allevi, finalmente specialista in Medicina legale, ha dovuto affrontare scelte difficili sia sul piano professionale che su quello sentimentale. Dopo un lungo e burrascoso corteggiamento, sembrava che tra lei e Claudio Conforti, l’affascinante e imprevedibile medico legale con il quale ha condiviso ogni disavventura dai tempi della specializzazione, fosse nato qualcosa. Per un attimo, Alice ha creduto finalmente di aver raggiunto un periodo di serenità, almeno al di fuori dell’Istituto di Medicina legale. Ma in un momento di smarrimento sentimentale chiede un trasferimento. E lo ottiene: a Domodossola. Per sua fortuna, o suo malgrado, Alice non avrà molto tempo per indugiare sul proprio destino, perché subito un nuovo caso la travolge. Durante quella che credeva essere un’autopsia di routine, Alice ritrova un diamante nello stomaco del cadavere. Una pietra di notevole caratura e valore, ma anche una prova materiale importante per il caso. Per questo, Alice si premura di convocare un ufficiale giudiziario a cui consegnarlo in custodia. L’ufficiale che si presenta da lei è un uomo distinto ed elegante, dai modi cortesi ed impeccabili, e Alice non esita ad affidargli il diamante. Ed è a quel punto che il fantomatico ufficiale sparisce nel nulla e i guai per Alice iniziano a farsi enormi…

Ed ora la parola alla giurata – SPOILER VIOLENTI

Chi mi conosce lo sa.
Ci sono espedienti ed espedienti.
Ci sono quei trucchetti che ogni scrittore conosce e che si usano ad arte quando bisogna creare un po’ di aspettativa, quando si vuole stravolgere un equilibrio, quando non si sa più che pesci prendere.
A seconda di come questi espedienti vengono utilizzati il mio livello di “bestemmione cosmico” oscilla. E, quando siamo proprio alla frutta e si usano più espedienti comodi contemporaneamente, si sconfina nel livello Maalox Plus, a cui segue il livello Gaviscon, che oggi posso fregiarmi di aver raggiunto.

In questo libro, che attendevo con grande ansia, non solo si usano ben due espedienti comodi nel giro di mezzo capitolo (e i capitoli sono brevi) ma uno dei due è l’espediente comodo degli espedienti comodi ossia quell’espediente che ho detestato più o meno quattro recensioni sì ed una no, e che prende il temutissimo nome di Gravidanza Indesiderata. Il secondo espediente comodo, ad una manciata di pagine dal primo, è un’ovvia conseguenza dell’ espediente comodo  GI, ossia l’aborto.
Ma andiamo con ordine, altrimenti non ci si capisce più un cazzo.

Alice viene sbattuta a Domodossola dalla Wally, la quale prende al volo una richiesta fatta dalla nostra eroina in un momento di debolezza, per separare i piccioncini e levarsi Alice dalle scatole. Quest’ultima non prende benissimo il trasferimento, anche perchè è pieno inverno e si ritrova sbattuta in un posto gelido, isolato e nevoso, proprio quando a Roma le cose cominciavano ad andare bene e condivideva con CC addirittura la di lui dimora, regno incontrastato della singletudine del nostro stronzissimo eroe.

E fin qui tutto fila liscio.
Il trasferimento stesso per quanto mi riguarda sarebbe stato sufficiente per scombinare un po’ le carte e ritrovarsi magari a barcamenarsi tra incomprensioni, lontananza, vecchie e nuove seghe mentali da condividere con il pubblico.
Invece non succede nulla di tutto questo.
Nonostante la lontananza Alice e Claudio vanno d’amore e d’accordo.
Sembrano quasi una coppia matura e normale.

E qui casca l’asino.
E’ un po’ l’effetto X-files, nel quale noi fanatici abbiamo sopportato 10 stagioni di tensione sessuale repressa che grondava da ogni angolo del teleschermo per arrivare al tanto agognato bacio che avrebbe dovuto trasportarci in una nuova era di rapporti interpersonali tra Fox e Dana e che invece ci ha traghettato nella noia delle noie polverizzando ogni anelito di sessualità a favore di una relazione quasi inesistente sublimata da complotti governativi a nastro.

Lo stesso effetto probabilmente lo ha temuto anche la Gazzola che ha pensato bene che bisognava a tutti i costi ristabilire una certa tensione e per farlo utilizza un metodo che già avevo criticato nella relazione Arthur/Alice. Ossia riproporre le stesse situazioni, le stesse liti, gli stessi meccanismi. Ma siccome di pretesti per litigare vivendo l’uno a 700 km dall’altra non ce ne erano poi tanti, l’idea è stata quella di calcare la mano, con il risultato [come se ci volesse poi tanto] di farmi imbestialire.

Alice infatti si ritrova incinta.
Così…..perchè una volta, se non si ricorda male, sono stati poco attenti. Due medici, nel 2018, lei che non ha una lira, lui che vuole fare carriera….e guarda caso, proprio in quei fatidici giorni….ma dai. Non mi dire…. giura?
E allora, Alice cosa fa?
Cioè ti ritrovi incinta, lontana da casa, senza nemmeno averlo cercato, povera in canna ma sopra ogni altra cosa sapendo che lui non lo vorrebbe…E cosa fai? Ma ovviamente scoppi di gioia e corri da “Mani di Fata” a guardare i completini da neonato cominciando a fantasticare sul nome. Alla 5a settimana. A Domodossola. Da sola. Senza nemmeno un “Oh cazzo….e adesso come glielo dico a Claudio?”.

Intanto…..

Intanto a Roma Claudio è in quella fase tipicamente adolescenziale [poco importa se hai già 40 anni] nella quale ti trovi per la prima volta innamorato e sei frastornato al punto da non riconoscerti più…..poi succede che hai una giornata di merda che più di merda non si può e non trovi di meglio da fare che accettare la palese avance della tua ex e andare a casa sua, bere qualcosa per scioglierti e poi strusciarti selvaggiamente su quella vulva che conosci così bene fino a quando non ti sorge il dubbio che questo atteggiamento sia poco maturo e anche un po’ da stronzi nei confronti della tua donna e allora torni a casa… e mentre torni a casa lei ti chiama e tu menti, fondamentalmente perchè sei un coglione.

E indovinate Alice quale momento ha scelto per decidere di fare una sorpresa al suo uomo e dirgli che presto saranno in 3? Bravissime. Proprio quel giorno.

Lui arriva sotto casa, la vede, lei sa che lui ha mentito, lui come molti uomini non sa tradire senza confessare e quindi comincia con roba del tipo “Giuro che non volevo….ho avuto una giornata di merda…..non è successo nulla”.
Litigano, lei scappa, finisce sotto una moto e addio sogni di biberon e nottate in bianco.

E qui ok….la situazione, nonostante tutto, era ancora recuperabile.

E invece, no.
Invece di massacrarsi di insulti, urla, recriminazioni, accuse alle quali si attingerà per tutte le liti degli anni a venire, Alice si incazza da morire e rifiuta ogni contatto con Claudio. Il che, per inciso, ci sta anche. In pratica hai scoperto che quello che credevi “Cicci-Bucci.Solecuoreamore #noidueunacosasola” ti ha quasi tradita. E tu ci hai anche perso il figlio che già vedevi laureato. Capiamo tutte come ci si sente. Chi ci è passato lo capisce non bene, ma benissimo.

MA.

Ma dio bono!!!!!!
Va bene per due pagine, tre, forse quattro. Poi basta.
Poi mi devi spiegare perchè ritorniamo a comportarci come due/tre libri fa, quando era tutto un ritirarsi sull’aventino e chiudere porte senza mai, nemmeno per sbaglio, comportarsi come degli adulti consapevoli. Passi la gravità della situazione ma trovarsi dal “Voglio vivere con te per sempre, sposarti e avere tantissimi bambini” al “Non ti voglio nemmeno ascoltare, figuriamoci vederti ed è meglio chiuderla qui”. Mi chiedo chiudere che cosa…. un rapporto che può essere chiuso così su due piedi forse…e dico forse…non era poi questa grandissima storia d’amore.

Sul fronte “Crime” come sempre la storia è un po’ all’acqua di rose ma funziona e tutti i comprimari sono sufficientemente interessanti, e finalmente intravediamo uno sprazzo del passato della Wally, che ci conferma un po’ di ipotesi formulate nei libri precedenti.

Dando a Cesare quel che è di Cesare bisogna ammettere che il libro scorre e non ci sono lungaggini che rallentano la lettura e che al solito resto affezionata, nonostante tutto all’intero gruppo di protagonisti, da Alice a Paolone. Per quanto mi riguarda, però, resta il rimpianto di un’occasione mancata. Gli eventi drammatici, eccessivi, sconvolgenti che sono avvenuti nel giro di 5 pagine (no, non è un’esagerazione) avrebbero avuto bisogno di più respiro. Per poter piangere qualcosa o qualcuno, bisogna prima affezionarcisi. Quando tutto succede troppo in fretta alla fine resta l’impressione che nulla sia davvero successo.

Ed è esattamente quello che succede alla fine di questo libro, quando i nostri eroi si ritrovano ed entrambi mostrano la volontà di andare avanti con la loro storia, facendo un salto oltre il cornicione, verso un vuoto che è sì metaforico, ma per me anche un po’ fisico perchè la loro storia in questo libro non ha aggiunto e non ha tolto nulla a quella che era alla fine del capitolo scorso.

E quindi?

E quindi non saprei davvero.
Sono rimasta sconcertata perchè speravo che di fronte al tradimento, alla gravidanza e all’aborto, seguisse un’approfondimento dei caratteri, che si aprisse una finestra che mi facesse guardare dentro Claudio e Alice ed invece mi sono ritrovata con una gestione immatura e sbrigativa a fronte di problemi gravi che coinvolgono più di un aspetto della coppia.

Capisco che non sia un caso ma frutto di una vera e propria scelta editoriale ma non mi soddisfa lo stesso e continuo a pensare che in serie come queste i protagonisti dovrebbero evolversi, cambiare, volendo anche stravolgersi. In fondo, se ci si pensa bene, il tempo opera su di noi cambiamenti atroci. Di quella che ero 8 anni fa, è rimasto poco o niente. E non perchè io sia una banderuola, ma perchè quello che ci succede, volente o nolente, ci cambia e a volte non in meglio come vorremmo.

Non è un brutto libro (espedienti comodi a parte perchè oggettivamente sono troppi e troppo vicini nel tempo per essere sconvolgenti come dovrebbero) ma gli manca quello spessore che lo renderebbe più papabile anche per quei lettori che non si accontentano di leggere le pene d’amore di una trentenne che spesso ha atteggiamenti che rasentano l’infantile.

Che poi io Alice la vorrei come amica, io sarei quella cinica che la tira un po’ fuori dal fotoromanzo in cui vive e che condividerebbe quintali di pasticcini e cioccolate calde. E probabilmente le farei anche un bel discorso sull’importanza di NON fare sorprese ai propri compagni e le passerei un libro sul controllo delle nascite. Così, per riportare tutti nel millennio che stiamo vivendo.

Chiaramente imperdibile per chi sta seguendo la serie, sorvolabile per i lettori occasionali. Io intanto attendo il prossimo.

In poche parole

Al secondo espediente comodo in meno di 5 pagine ho stappato la bottiglia di Gaviscon del ’68 e l’ho finita alla goccia. Prosit.

Gli altri libri della serie sono:

L’Allieva
Un Segreto non è per Sempre
Sindrome da Cuore in Sospeso
Le Ossa della Principessa
Una Lunga Estate Crudele
Un po’ di Follia in Primavera
Arabesque

 

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