L’Amore è sempre in ritardo – Anna Premoli

Le mie orchidee stanno schiattando. Non so perchè, non so come, non so più nulla; solo che, inesorabilmente, stanno passando a miglior vita. Prima una, poi l’altra, poi ancora un altra…. Ed io resto lì inerme, fermamente convinta che se hanno deciso di smettere di abbellire la mia sala, forse hanno le loro buone ragioni.
Allo stesso modo mi sono arresa all’idea che settembre non fosse un mese da Romance. Complice l’aria estiva che permeava la Big City, complici una decina di libri oggettivamente di merda, complice la mia parte polemica e supponente che ogni tanto preme per saltar fuori, ho fatto quello che non facevo da tempo.
Ho commentato uno stato FB andando  controcorrente a testa alta. Ed ho perso. Cioè…alla fine mi sono arresa, e non ci ho messo nemmeno poi tanto. Segno inequivocabile che sto invecchiando.

Il punto era, e lo ha scritto Amabile Giusti (lo dico perchè altrimenti sembra che mi inventi le cose) che chi scrive una recensione negativa senza aver completato il libro è, in poche parole, un cafone e compie una specie di peccato indicibile che lo rende a tutti gli effetti una bruttissima persona.
Essendo nota per non finire i libri che mi fanno cagare e parlandone pure male, mi sono sentita chiamata in causa ed ho cercato di difendere le mie opinioni…ossia che se non riesco nemmeno ad andare avanti con la lettura, evidentemente il libro non mi piace e non posso certo parlarne bene e mi sento in diritto di dire che non mi è piaciuto.
NO.
Non si può fare.
Lo devi finire perchè poi, magari, al 90% svolta e diventa il libro della vita e cmq anche se persiste nel far cagare, per rispetto all’autore lo devi finire, altrimenti non hai il diritto di parlarne male.
Secondo me anche se svolta al 90% resta cmq. un libro di merda perchè per la maggior parte del libro ha fatto schifo, ma le mie motivazioni sono state smontate pezzettino dopo pezzettino continuando a ripetere che non c’è peggior cafoneria del parlar male di un libro che non si è finito.
Vedete, per me il libro è come qualsiasi altra cosa…. se non mi prende più vado avanti e peggio mi sento, come quando non ti piace un piatto di pasta con le acciughe ma ti costringono a finirlo e alla fine gli ultimi bocconi li mandi giù con una nausea imperante al punto di rischiare di sboccare ogni 2 secondi.
E poi mi chiedo….ma se io ho pagato 4,99€ avrò anche il cazzo di diritto di dire che un libro è di una noia mortale e che non mi è piaciuto? E poi….vogliamo parlare di quelle recensioni a 5 stelle di gente che scrive “Non l’ho ancora finito ma è splendido?” Di quelle però non si lamenta nessuno….ovviamente ( e con questa ultima frase non mi riferisco nello specifico alla Giusti ma più in generale alla polemica al momento in corso).
Ora che vi ho frantumato i testicoli posso confessarvi che per una frazione di secondo mi sono sentita in colpa ed ho giurato che il prossimo libro, noioso o meno, lo avrei finito.

Ecco; appunto.

La Trama: I primi amori sono di solito un dolce ricordo, capace di far sorridere. Non per Alexandra Tyler: Norman Morrison, il migliore amico di suo fratello Aidan, l’ha rifiutata senza tante cerimonie dopo che lei ha trascorso l’adolescenza a corteggiarlo e a comporre per lui terribili lettere d’amore in rima. Ogni volta che lo vede – anche ora che è una donna adulta e sta finendo un dottorato in Geologia alla Columbia – non riesce proprio a controllare il malumore. Le sue storie sentimentali sono state tutte un fallimento. E la colpa, secondo Alex, è proprio di Norman. Quando, stanca di incontri poco entusiasmanti, decide di prendersi una sacrosanta pausa dal complicato mondo degli appuntamenti, Norman, altrettanto stufo di pranzi tesi in casa Tyler, le propone una tregua: lasciarsi il passato alle spalle e provare a comportarsi in modo almeno amichevole. Alex non può tirarsi indietro di fronte a quella che per lei suona quasi come una sfida: trattarlo in modo cordiale in fondo non dovrebbe essere così difficile. O almeno, questo è quello che crede…

Ed ora la parola alla giurata – Spoiler Alert

Se non mi fossi sentita chiamata in causa come “cafona”, mi sarei limitata a interrompere questo libro più o meno al 50% e a definirlo, sulla mia pagina Facebook, “Trascurabile”. E invece no. Siccome definirlo trascurabile senza averlo finito sarebbe stato scortese nei confronti dell’autrice, l’ho finito.
Sono arrivata al tanto agognato 100% ed ora posso parlarne con cognizione di causa senza sentirmi in colpa nei confronti di nessuno. Avendolo letto tutto ora posso recensirlo ed essere considerata dalle scrittrici italiane emergenti una persona estremamente corretta ed educata.

Morale?
Trascurabile, dimenticabile, non necessario.

Contente?
Io no.
Io no perchè non volevo parlarne male, perchè a me Anna Premoli sta simpatica, perchè il suo primo libro mi è piaciuto, l’ho letto tutto d’un fiato una sera di qualche anno fa e lo ricordo con affetto, con rispetto e con tanta nostalgia. Ed invece ora mi tocca smembrare questo nuovo libro e dire tutto quello che penso, perchè io sono fatta così, una grandissima cagacazzo che se per caso si sente chiamata in causa se la prende a morte, si arrovella, si incancrenisce e finchè non fa scoppiare il bubbone non supererà la cosa.

Di Anna ho comprato quasi tutti i libri ma, essendo rimasta all’epoca un po’ delusa da “Come inciampare nel principe azzurro”, alla fine ho sempre comprato e mai letto….fino ad oggi. Fino a quando qualcuno che nemmeno mi conosce mi ha dato indirettamente della cafona. A me, che sono uno zuccherino. A me, che cerco sempre di motivare le mie critiche senza buttarle lì alla cazzo….
Sì, quando il mio compagno mi accusa di prendere tutto un po’ troppo sul personale….ha ragione da vendere (ma questo in sua presenza non lo ammetterò mai).

Ma torniamo a noi.
Norman e Alex si conoscono da una vita e lei lo ama da quando aveva più o meno 9 anni e lui 18. Arrivata alla maggiore età e dopo una serie di imbarazzanti lettere scritte in rima, decide di infilarsi nel letto di Norman e di saltargli addosso, ficcargli la lingua in bocca e farsi sverginare.

Ovviamente lui la rimbalza.
La rimbalza perchè, udite udite, abbiamo di fronte un rarissimo caso di “Uomo con il mestruo”.
E giuro che non c’è nulla che mi faccia cadere le braccia più dell’uomo sega mentale, in questo caso poi siamo alla follia. Si parla di anni, ed anni, ed anni, ed anni di tentennamenti amorosi tra due tizi che si amano, si piacciono, si trovano attraenti ma che non fanno nulla perchè lui ha le remore. L’ansia, l’angoscia esistenziale di ritrovarsi come suo padre, logorato dall’amore per l’ex moglie e ridotto all’abuso di alcool e pillole fino ad uccidersi. Eh sì, detta così sembra pure triste ma dal libro non traspare tutta la disperazione di questo ragazzo, sembra solo un tizio senza coglioni che non ha il coraggio di fare nulla se non restare a guardare la donna che ama da lontano segandosi sui vecchi ed orribili poemi in rima che ha scritto per lui.

Norman viene descritto come prevedibile, noioso, intelligentissimo, scostante, freddino e pure con un pessimo gusto nel vestire. Mentre Alexandra è una specie di dea in terra. Bella, estroversa, simpatica, intelligente, brillante, amante degli sport, realizzata sul lavoro…insomma praticamente la donna perfetta. Ha l’unica pecca di essere ancora follemente innamorata del suo primo amore che non la caga di pezza ma Santiddio…..un difetto dovrà pur averlo anche lei.

Cmq per farla breve i due pistoloni sono costretti a passare due giorni bloccati in una baita a 3600 metri di altezza causa tempesta di neve e ovviamente io mi aspettavo un sacco di sesso sporco e orgasmico ed invece col cazzo. Solo un miliardo di seghe mentali che definire noiose è riduttivo. Perché capite, un conto è la sega mentale una, due, tre, quattro volte….ma una sega mentale che va avanti 100 pagine non la regge nessuno. Poi…..il libro è scritto in prima persona da entrambi i protagonisti. Norman e Alex.

Basta.

Bello le prime volte che lo leggi, poi o sei davvero bravo a scrivere (roba che mi devi necessariamente far empatizzare con entrambi, mi devi far sentire cosa sentono, vivere quello che stanno vivendo, trovare uno stile di scrittura diverso a seconda di chi in quel momento sta narrando e via dicendo) oppure dopo un po’ non ha senso. Meglio un unico narratore e via….la semplicità al potere.

Che poi lo faccio anch’io, cosa pensate? Ho almeno 2 racconti con l’alternanza dei punti di vista dei protagonisti, ma il fatto che lo faccia anch’io non significa che debba per forza funzionare ed in questo caso l’ho trovato un po’ inutile.

Se cercate quelle emozioni strappamutande, strappalacrime o strappaqualsiasicosa, questo libro non fa per voi. E nemmeno per me. La storia si dipana lentamente, e la sensazione che lascia è quella di essere stati fermi 4 ore a guardare un lago in una giornata nebbiosa. Nemmeno una fottuta increspatura. Niente. Tutto tace.
Non aiuta di certo l’eccessiva imbranataggine di Norman. C’è da augurarsi che abbia una verga di dimensioni ragguardevoli e che sappia usarla ad arte, altrimenti quest’uomo avrebbe bisogno di essere rottamato in funzione di qualcuno più brioso.

Nelle ultime imperdibili 10 pagine viene fuori che tutti, ma proprio tutti, sapevano che Norman e Alex si amavano e che da ANNI attendevano che finalmente scopassero….e che poi, ovviamente, convolassero a giuste nozze perchè lui non ha passato tutto il libro sostenendo che non si sarebbe mai sposato. NO, non ci ha fatto due coglioni come due meloni sostenendo di essere incompatibile con il matrimonio. NO!!!!!!! Vero?

Coerenza, coerenza, coerenza.
Va bene l’AMMMMOREEEEE ma almeno spendiamo 10 pagine a capire come quest’uomo abbia improvvisamente cambiato l’intera sua galassia interiore nel giro di 2 giorni e sia chiaro che la visita lampo della madre a me non basta.

MA.

Ma il libro è scritto bene, in italiano corretto e scorrevole.
E’ un libro piacevole che sono certissima incontrerà il favore di un miliardo di donne diverse, quelle che hanno come unico scopo nella vita la fede nuziale, quelle che vogliono l’uomo che le ama da lontanissimo e che si dichiara in modo plateale, quelle  che sognano di sposarsi e mettere su famiglia con il loro amore dell’asilo e soprattutto le Romanticone, ma quelle pure, quelle che amano il romanticismo tutto fiorellini, cuoricini e #noidueunsolocuore. A loro piacerà moltissimo.
Per me invece è un no.

Un no tranquillo e placido come lo è il libro.
Un no tutto sommato trascurabile.

Però l’ho finito, tutto, fino all’ultima pagina. TUTTO. Senza nemmeno saltare qualche riga. TUTTO, ma proprio TUTTO.

Ed è qui che vi dico che no, non lo faccio più.
Sarò cafona, sarò stronza, mancherò di rispetto agli autori ma io non mi costringerò più a finire un libro che non mi appassiona più di tanto. Non lo farò perchè ho 38 anni e ormai so cosa mi piace e cosa no. So che se al 60% del libro mi sto annoiando, arrabbiando, schifando, non cambierò opinione. So che se trovo i personaggi noiosi continuerò a trovarli noiosi, se non mi piace lo stile con cui un libro è scritto, non è andando avanti nella lettura che imparerò ad apprezzarlo. E non è certo finendo il libro che porterò più rispetto all’autore. Gli porterò rispetto con l’onestà intellettuale di non criticare per partito preso così come eviterò di lodare solo perchè un’autrice mi sta più simpatica di un’altra.

E soprattutto gli porterò rispetto essendo conscia di essere una voce tra un milione di altre voci, di essere semplicemente una persona che legge e che può apprezzare o non apprezzare il lavoro di uno scrittore, di non fregiarmi di titoli che non possiedo, di non impedire, con il mio parere, che gli altri ne abbiano uno completamente diverso. D’altronde io conosco gente che definisce “Il Signore degli Anelli” un libro PALLOSISSIMO, che si è fermata a pagina 50 e che nemmeno lo vuole sentire nominare, e parliamo di uno dei capolavori assoluti della letteratura. Non credo che queste persone manchino di rispetto a Tolkien, ma che semplicemente non apprezzino quel genere di letteratura e quel genere di scrittura (e parliamo di una Signora Scrittura)…pazienza, non penso che Tolkien ci perderebbe il sonno, probabilmente, forte della consapevolezza della sua innegabile maestria narrativa, ci farebbe sopra una bella risata.

Lo so, sono stata davvero prolissa e pallosa. Ma sono fatta così, quando non comprendo qualcosa ci rimugino sopra, non ne esco, mi metto in dubbio, penso immediatamente che se 100 persone mi ripetono una cosa devo necessariamente essere in torto io e allora mi metto alla prova, cerco di cambiare, di adeguarmi, di corrispondere all’idea di giustizia che queste persone mi hanno messo in testa.

Poi rinsavisco e rompo il cazzo a tutti con le mie fissazioni.
Potrete perdonarmi?

In poche parole

Niente di trascendentale, niente di speciale. No batticuore, no strappamutande, no uomini caramelle Rossana tutti da scartare.
Uffa.

Poschina

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8 thoughts on “L’Amore è sempre in ritardo – Anna Premoli

  1. Ti stimo e ti perdono 😉 e soprattutto concordo con il tuo parere. Io mi faccio sempre fregare dai romanzi della Premolinumerounonelleclassificheitaliane e non tanto perchè mi fidi delle recensioni di Amazon, in realtà non le filo di pezza, ma perchè mi aspetto sempre che migliori ….della serie sei intelligente e se ti impegni puoi fare di meglio. Sconfortante che alla fine non succeda e lo capisco dal fatto che mi dimentico in un nanosecondo non solo i protagonisti ma anche la trama, per dire…questo l’ho letto una settimana fa e me ne sono ricordata solo leggendo la tua recensione o_O
    E comunque uno sfigato che viene presentato come esempio di maschio beta non lo posso accettare perchè c’è beta e beta e Norman non c’azzecca una be(a)ta fava!

    E lo dico a ragion veduta perchè io mi sono innamorata dei maschi beta (in attesa di uno storico con le contropalle) leggendo i romanzi di Rebecca Quasi che ormai venero ciecamente. Innanzitutto i suoi protagonisti non sono insopportabili sbarbatelli ma viaggiano verso gli “anta”…e dici poco? per non parlare dei titoli a dir poco geniali e che danno l’imprinting a storie fuori dagli schemi. Avevo iniziato con Cucito addosso, delizioso, e ho proseguito con Re Artù Ginevra Coso e la Sgualdrina e il seguito di questo romanzo, Endorfine. E poi tutti gli altri.
    Mi ha creato dipendenza e di questi tempi succede molto raramente.

    p.s. Che la gente non sappia accettare un parere che si discosti dalla massa è triste ma ormai mi son rassegnata e per preservare la mia salute mentale cerco di applicare quotidianamente l’adagio dantesco “non ragioniam di lor ma guarda e passa”

    p.s.2 – ti prego continua a prenderla sul personale 😀

    Piace a 1 persona

  2. Guarda un po’, scorro i post e noto che hai letto un contemporaneo, della Premoli. Condivido quanto dici, lento, lento, lui insulso e per nulla arrapante, ma nemmeno interessante. Gli ostacoli inesistenti eppure enormi rotture di scatole. Della Premoli amo però un libro “L’amore non è mai una cosa semplice”, Seb è un protagonista tutto da gustare. Provalo.
    Sono contenta che ti abbiamo suggerito di leggere Rebecca Quasi, l’ho appena fatto anch’io in un commento alla tua recensione su “Come due sconosciuti”. Penso di averti indicato però il libro sbagliato perché è presente il problemino della gravidanza a sorpresa, ma se saprai soprassedere credo che apprezzerai l’originalità dell’autrice.
    Ritengo comunque che la Quasi il meglio lo dia nei contemporanei, io me ne sono innamorata con “Corso base per analfabeti sentimentali” ma ti consiglio il bellissimo “Didattica del sesso per gufi e zanzare”.

    Elisa

    Piace a 1 persona

  3. Scusa se questo non è il posto giusto per scrivere un commento su un altro romanzo…ma non ce la posso fare! Il mio è uno s-consiglio per gli acquisti…
    Ho preso Ogni volta che sono solo con te di Amabile Giusti e sto facendo i conti con una delusione colossale. Una storia che vuole ricalcare quella di Marcus e Penny ma che lascia l’amaro in bocca. Lui inutilmente sboccato e sbroccato e lei non pervenuta. Zero empatia. Perchèèèèèè?????
    Mi arrabbio tantissimo quando aspetto con ansia il nuovo romanzo di un’autrice che adoro e poi mi delude così pesantemente. Anche i due precedenti non mi avevano entusiasmata ma si lasciavano leggere, ma questo…Naturalmente su Amazon ha cinque stelle 😦
    Tentare di non amarti…inarrivabile

    P.S. L’ho letto fino alla parola fine

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    • oddio….l’ho comprato anch’io ma non l’ho ancora cominciato….
      Mi sono focalizzata sul recupero dei libri che mi mancavano della serie Chicago Star della Phillips (quelli che critico sempre….) e sarà una cosa piuttosto lunga.
      Mi dispiace per il libro della Giusti, non vedevo l’ora di leggerlo 😦
      I due precedenti li ho ma non li ho mai letti ma questo mi attirava moltissimo….
      Aahahhahaha
      Adoro il fatto che tu abbia specificato di averlo finito….sono morta dal ridere….ti adoro.
      Quando lo inizio ti faccio sapere e vediamo cosa ne penso.

      Tanti baci
      C

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      • Non vedo l’ora di sapere cosa ne pensi…anche se mi sa che non finirà bene…però mal comune mezzo gaudio 😀
        I Chicago Stars??? Non so quali hai già letto ma alcuni sono tra i miei preferiti, Un piccolo sogno e Lady Cupido. Perchè quando la Phillips è in forma la amo.
        Buona full immersion

        Piace a 1 persona

      • Un piccolo Sogno mi manca, ho appena iniziato “Il gioco della Seduzione”. Lady cupido l’ho letto tempo fa e non mi era dispiaciuto. Sto aspettando di trovarne uno che mi faccia impazzire…. Ti aggiorno

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