Duca dei miei Piaceri – Elizabeth Hoyt

Siamo giunti all’undicesimo libro della serie Maiden Lane della nostra fantasiosissima cugina Lizzie; una serie altalenante che spesso mi ha lasciata con l’amaro in bocca salvo poi ricattarsi con il libro successivo.
Avevo aspettative altissime per questo romanzo perchè l’attenzione è concentrata su Alf, l’informatore di St. Giles che in realtà è una ragazza sotto mentite spoglie, e sul Duca di Kyle, figlio bastardo del Re, integerrimo e apparentemente glaciale.
A fine lettura posso solo affermare che Lizzie ha vinto tutto.
Ora vi spiego anche perchè.

La Trama: Londra, 1742. Abbandonata in tenera età dalla madre, Alf è stata costretta a fingersi un ragazzo per poter sopravvivere nel quartiere più depravato della città e ha iniziato la carriera di informatrice al servizio dei nobili. Quando calano le tenebre, però, protegge gli indifesi da ladri e malfattori, vestendo i panni del Fantasma di St Giles! Accade così che una notte intervenga in aiuto del duca di Kyle, salvandolo dai criminali che l’hanno aggredito, ma il duca si accorge che sotto i panni del Fantasma si cela una donna dal fascino irresistibile…

Ed ora la parola alla giurata – superspoiler

C’è Romance e Romance.
C’è il Romance storico puro, il Regency, quello arguto, quello per bacchettone, quello per porcone, quello per sognatrici e poi c’è “Duca dei miei peccati” che rientra nella categoria da me adorata del “FantasyEroticRomance” ossia un mix atroce di erotismo spiccio, romanticherie sparse e soprattutto voli pindarici di pura ed estrema fantasia. In questo caso c’è anche una buona dose di avventura che risolleva un po’ dal piattume generale.

Ma vorrei partire spiegandovi perchè cugina Lizzie ha vinto tutto. E lo annuncio in grande stile……

BBBBBBBBBBOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOMMMMMBBBBBBBAAAAAAAA!!!

E come voi sapete, BOMBA non lo urlo spesso e quando lo faccio è perchè abbiamo raggiunto davvero dei picchi inimmaginabili di fantasia spinta, in questo caso è talmente estremo il livello Fantasy da essere quasi fastidioso. Quasi.

Un Pompino.
No, non il classico pompino con ingoio in camera da letto come nel 99% degli ultimi romance letti, ma un pompino in piedi, nell’angolo buio di un giardino, mentre si fugge da due nobili assassini. Sì, avete capito bene. Alf e Kyle stanno fuggendo dai Signori del Caos, sono intrappolati in giardino e a lei viene in mente che l’unico modo per non farsi scoprire non è fingersi una coppia appartata baciandosi appassionatamente, oppure fingere di copulare in un angolo ma spompinare.
SI’.
A lei viene in mente di fargli un Signor Pompino.
E vi faccio notare che:
1 – è in assoluto il primo pompino della sua vita
2 – lui, molto galantemente, le viene in bocca
3 – lei NON ingoia ma sputa tutto nel fazzoletto che lui, Signore fino in fondo, le porge a zebedei svuotati.

E qui, care le mie donne, non possiamo fare altro che arrenderci e cominciare a scavare, non solo perchè siamo ormai sprofondati nell’abisso dell’assurdo fino a toccare il fondo melmoso, ma soprattutto perchè il pompino in tutte le sue fantasiose forme è ormai diventato la scappatoia delle scappatoie quando non si sa più cosa dire.

Ma.
Tutta questa mediocrità stilistica, tutto questo inutile accanimento con combattimenti rocamboleschi, ferimenti, fughe e pompini salvavita rendono il tutto talmente assurdo, talmente oltre, talmente fastidiosamente esagerato da divenire a tutti gli effetti un piccolo capolavoro del genere “FantasyEroticRomance” che spodesta dal trono la masturbazione di Lady Pippa nello studio di Cross, fino a ieri massima espressione del genere.

Il libro, nella prima metà non è per niente male.
Alf mi piace molto e la sua sad story nasconde misteri che pare vengano svelati nel prossimo libro (già in mio possesso, comprato compulsivamente stamattina, in inglese “Duke of Desire”), è un bel personaggio, abbastanza sfaccettato nonostante alla fine sembri quasi un essere mitologico visto che riesce sempre a fare tutto benissimo.
Kyle è interessante, attratto da Alf e dallo spettro di St. Giles, che scopre essere una donna; traumatizzato dall’esperienza matrimoniale (la moglie viene descritta come una specie di troione assetato di sesso con la quale a parte i piaceri coniugali non condivideva altro) fatica a lasciarsi andare, deve recuperare il rapporto con i figli, uno dei quali manco è suo, e da quanto è buono, bravo e giusto poco ci manca che aspiri alla santità. Ma nonostante i personaggi non siano il non plus ultra, le cose sembrano funzionare e gli scambi di opinione tra i due sono divertenti.

I problemi giungono dopo la metà del libro, quando il tutto un po’ si appiattisce e per quanto mi riguarda ci si riduce ad un “mi ami? ma quanto? come? perchè?” e ad una serie di combattimenti che risultano oltre che poco realistici anche piuttosto sbrigativi.

però……
finalmente compare il nuovo Duca di Dyemore, figlio dell’ex capo dei Signori del Caos, è un uomo di cui si sa pochissimo e sul quale ci sono più leggende che fatti; è sfregiato, ombroso, affascinante e sibillino. In pratica mi sono sciolta come neve al sole nelle due scene di numero nelle quali compare. E….alla fine del libro….si intuisce che è più coinvolto di quanto sembri in tutta la storia.

A conti fatti questo libro non è né meglio né peggio di tanti altri della serie, bisogna solo approcciarsi nel modo corretto, ossia essere consci che si sta leggendo qualcosa di assolutamente irrealistico, esagerato, fantasioso. Qualcosa che ha davvero poco a che fare con la veridicità storica e che anzi, spinge su situazioni al limite del credibile. Per quanto mi riguarda il libro funziona solo se vissuto come un puro e semplice intrattenimento. Senza chiedergli nulla di più.

Certo, ci sarebbe tutto il discorso sulla femminilità, sull’essere donna, sullo scoprirsi donna e accettarsi come tale che è presente nel libro ma purtroppo solo sfiorato marginalmente, e il tasto viene battuto anche da Iris, la quale si rifiuta di sposare Kyle perchè vuole un matrimonio passionale e non solo essere una padrona di casa-oggetto; ma è sempre e solo un argomento buttato lì senza essere sviluppato a dovere, e questo è un peccato.

Se avete letto il resto della serie, leggerlo non vi farà certo male, ma se dovessi scegliere che libri consigliarvi della Hoyt, questo non sarebbe di certo tra i primi.

In poche parole

Lei è una donna che si finge uomo che si finge spettro che si finge dama.
Lui è integerrimo, serio e traumatizzato.
Finirà a badilate di zucchero e miele.

Poschina

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One thought on “Duca dei miei Piaceri – Elizabeth Hoyt

  1. Lo sto leggendo solo ora e diciamo che lo trovo senza infamia e senza lode. Avrei sperato in qualcosa di più stimolante per la storia di Alf e dell’ennesimo duca di cui non mi ricordo niente anche se son convinta di averlo incontrato nei romanzi precedenti.
    P.S. non ho ancora avuto il piacere di arrivare al pompino salvavita che magari mi risolleva le sorti del romanzo ahahahahah

    Ma in compenso, in attesa di romance storici più stimolanti, sono reduce da una full immersion nei romanzi di Rebecca Quasi, te la consiglio davvero! Ho iniziato con Cucito Addosso, sono passata a Re Artù Ginevra Coso e la Sgualdrina e poi il suo seguito Endorfine. Troppo belli. A quel punto mi sono presa anche tutti gli altri. Sono un tipo così…mi piacciono le scorpacciate 😀

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