Arabesque – Alessia Gazzola

Stamattina mentre rileggevo “L’Allieva”, mi sono mentalmente complimentata con la Gazzola per la descrizione del mio adoratissimo sociopatico Claudio Conforti aka CC. Lo fa splendidamente, riuscendo a darci un’immagine sfaccettata e completa di quest’uomo decisamente complicato e incredibilmente attraente. L’ho riletta un paio di volte e davvero mi è spiaciuto non poterle mandare un what’s app per dirle che avrei tanto voluto scriverla io una descrizione così.

Ma questo esula dall’argomento odierno, ossia le mie impressioni sull’ultima avventura di Alice o Eliz, per quelle di voi che nonostante tutto si schierano nel Team Arthur.

La Trama: Tutto è cambiato, per Alice Allevi: è un mondo nuovo quello che la attende fuori dall’Istituto di Medicina Legale in cui ha trascorso anni complicati ma, a loro modo, felici. Alice infatti non è più una specializzanda, ma è a pieno titolo una Specialista in Medicina Legale. Quando le capita il suo primo incarico di consulenza per un magistrato, Alice si rimbocca le maniche e sfodera il meglio di sé. Al centro del caso c’è una donna di quarantacinque anni, un tempo étoile della Scala e oggi proprietaria di una scuola di danza. In apparenza è deceduta per cause naturali. Eppure, Alice ha i suoi sospetti e per quanto vorrebbe che le cose, per una volta almeno, fossero semplici, la realtà è sempre pronta a disattenderla. Perché, grazie alla sua sensibilità e al suo intuito, Alice inizia a scoprire inquietanti segreti nel passato della donna, legati all’universo – tanto affascinante quanto spietato e competitivo – del balletto classico.

Ed ora la parola alla giurata e ci sono Superspoilers perchè non posso tenermi dentro tutto, ci provo ma non ci riesco.

Negli anni ho recriminato parecchio, sono stata rigidissima, non ne ho lasciata passare una alla tenera Alice e le ho spesso rimproverato un’eccessiva immaturità, l’incapacità di farsi valere e la fastidiosa abitudine di considerarsi degna di nota solo in quanto riflesso di un uomo, fosse egli il maschio Alpha biondo Arthur o quello moro Conforti.

Beh, le cose sono cambiate.

Premettendo che personalmente non condivido la voglia di restare a lavorare in Istituto, dove la Wally non perde occasione per martoriarla, capisco che la scelta sia più che funzionale alla trama, alla storia generale e anche un comodo spunto per le avventure future e quindi non rompo il cazzo più di tanto, ma mi soffermo più che altro su alcuni punti chiave del libro che mi hanno colmata di gioia e gaudio.

Primo: la GI
Ebbene sì. Abbiamo una Gravidanza Indesiderata o sospetta tale, e come tutte voi sapete, io le detesto. Mi fanno venire l’orticaria ed evidentemente la stessa cosa succede anche alla Gazzola perchè quando Cordelia informa Alice che il bellissimo, carissimo, intelligentissimo, impegnatissimo Arthur diventerà a breve padre (tanto da farmi sospettare che l’ingravidamento sia avvenuto quando ancora la relazione tra lui ed Eliz era in pieno corso, d’altronde lui un figlio lo voleva probabilmente a prescindere dalla madre visto che nello scorso libro voleva tanto farlo con Alice), cerca di indorare la pillola sostenendo che sia “capitato” e Alice, tesoro di zia quanto ti ho amato in questo frangente non si può descrivere, le risponde che quando stava con lei “Sapeva benissimo come prendere delle precauzioni”. E qui mi alzo dal letto nonostante i postumi della gastroenterite, applaudo, sorrido, incito un’immaginaria folla ad applaudire entusiasticamente con me e poi mi sdraio prima di accasciarmi, in modo poco elegante, al suolo.

Perchè Alice è cresciuta. E se fino a qualche tempo fa una notizia del genere le avrebbe tagliato le gambe, ora ha la lucidità di affrontare la delusione e il dolore senza che questi la sopraffacciano [e non sono nemmeno sicura che la coniugazione sia corretta. Si accettano correzioni con estrema gratitudine]. Anzi, è così cresciuta da non permettere a nessuno di mollarle una minchiata come spiegazione sperando che se la beva senza battere ciglio.

Secondo: CC
Claudio Conforti. Lo sanno tutti, è refrattario alle relazioni lunghe e durature, ha i suoi grossi problemi nell’affrontare la monogamia, ha un passato del quale sappiamo poco o nulla se non che non è cresciuto nella bambagia, ma soprattutto sappiamo che da sempre, sin dal primo giorno, ha una fissazione per Alice. Negli anni ci sono stati qualche incontro, qualche bacio, qualche scopata (della quale, purtroppo, non abbiamo dettagli) ma nulla più perchè Alice era costantemente mezza innamorata di Arthur e CC non è il tipo che si mette a lottare platealmente per avere qualcosa, lui è come l’acqua….lentamente si infiltra in ogni pertugio fino a far crollare la diga.

Alice stavolta decide di provare a giocare al gioco di Claudio e lo fa senza rimpianti, buttandosi in una storia nuova senza troppe regole e senza troppe speranze cercando di godersi il più possibile questa situazione. Ed anche in questo frangente, Alice dimostra di non essere più una ragazzina e prende in mano la situazione rivendicando la sua autonomia anche a costo di perdere Claudio perchè va bene tutto, ma non ha intenzione di stare seduta a fare la bella statuina.

And The Oscar Goes To “Alessia Gazzola” – Per aver fatto crescere il personaggio di Claudio pagina dopo pagina, libro dopo libro, bastardaggine dopo bastardaggine al fine di arrivare alla fine di questo libro senza che le scelte che intraprende appaiano improvvise, immotivate e del tutto “a capocchia di Minchia” ma che risultino piuttosto l’ovvia conclusione dopo un processo di crescita personale durato più di un lustro. Non era facile farlo maturare e cambiare senza snaturarlo completamente e Alessia ci è riuscita egregiamente. Brava.

Terzo: Io sono fatta così, voglio di più
Dire una frase del genere a uno come Claudio equivale a perderlo ma Alice glielo dice chiaro e tondo, senza remore, senza paura. Perchè rendersi conto di quello che si è e di quello che si è disposti a fare pur di ottenere qualcosa o, ancora più importante, di quello che si è disposti a perdere per difendere quello che siamo, significa crescere, maturare, affermare se stessi, diventare una persona migliore.

E non è detto che, per una volta, essere onesti non paghi.

Abbiamo finalmente di fronte una donna che nonostante pecchi ancora di una spiccata goffaggine e si aggiri pericolosamente per Roma senza qualcuno che vigili che non combini disastri, siamo fuori da quella fastidiosa attitudine alla perenne indecisione. Ok le seghe mentali non mancano ma sempre con consapevolezza, senza quella fottuta e insostenibile paura di fare la cosa sbagliata e di perdere qualcosa che si crede forse più importante di quel che è.

Alice mi piace molto in questo libro e la sua ossessione passional-amorosa per Conforti la comprendo come non mai e sono ANNI che attendo un momento simile. Sono anni che aspetto di vedere Arthur messo da parte perchè davvero…..bello è bello, sexy è sexy e secondo me scopa anche divinamente ma non posso accettare uno che continua a far sentire Alice inferiore. Purtroppo non ho mai tollerato i “So tutto io” e, peggio ancora quelli “Impegnati” ed Arthur per me rappresenta un po’ queste due categorie messe insieme, magari non nei primi libri ma con l’andare avanti questa sua attitudine a sentirsi migliore di Alice è venuta fuori. O sono io che come dice sempre il Busnaghi, sono pateticamente ancorata alla convinzione che gli uomini vogliano prevalere sulle donne. Sarà….. ma intanto ho decinaia e decinaia di migliaia di esempi a mio favore, Arthur in testa.

Non posso quindi che consigliare questo libro (ho trovato un po’ sbrigativa la conclusione della vicenda Mistery ma possiamo perdonare questo dettaglio perchè il libro ci dà tantissimo sul fronte personale) perchè è come al solito scritto bene, scorre tranquillo, emoziona e ci mostra una Alice più consapevole e più autonoma.

Bene, avanti con il prossimo.

Ma ora RECRIMINIAMO!!!!!!!

Essendo la classica donna media che quando si avvince a qualcosa spolpa l’intero marketing di riferimento non ho potuto esimermi dal vedere la fiction “L’Allieva” ed ora posso finalmente dire quello che ho sul gozzo da MESI.
Primo. Mi sono piaciuti tantissimo i protagonisti, li trovo in parte, mi adeguo anche allo stile fiction RAI anche se ovviamente io avrei preferito qualcosa fatto dalla HBO con un po’ più di crudezza e un po’ meno “sole – cuore – amore” ma questo è un problema tutto mio. Adoro come Lino Guanciale sia riuscito a cogliere le sfumature del personaggio di CC e riesce a donargli stile, charme e bastardaggine. Mi piace come la Mastronardi ci restituisce la freschezza di Alice, trovo che Emmanuele Aita sia un Paolone perfetto e in generale, Martina Stella esclusa e Dario Aita nemmeno preso in considerazione perchè non ha nulla ma proprio nulla di Arthur e non parlo solo dell’aspetto fisico ma proprio delle caratteristiche del personaggio, penso che tutto funzioni.

MA!!!!

MAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!

Le scene di sesso sono agghiaccianti. Non si può vedere, non si può sentire. No, parliamone…. La Lingua. La Lingua nei baci. Ma dove vivete? Ma possibile che solo nelle fiction RAI ci sia ancora il tabù della lingua nei baci? Ma cosa vi ha fatto? Ma come vi baciate voi?

Che poi cristo….. tu sei lì che aspetti febbrilmente la scena di sesso tra Alice e Claudio e quello nemmeno usa tre metri di lingua per farla sciogliere ai suoi piedi e poi abusarne a suon di vergate in vagina!!!! Io mi aspettavo passione, sesso, sudore, orgasmi come se piovesse e invece?

Invece mi trovo loro due a letto completamente coperti, lui ancora con la messa in piega che le da un bacio sul naso…..sul NASO!!!!!!
Tesoro…il clitoride sta qualche decina di centimetri sotto.

Una delusione pazzesca.

Per fortuna la mia fantasia è un pozzo senza fondo al quale attingo costantemente e senza alcun tabù, quindi alla fin della fiera ho chiuso gli occhi e immaginato come avrebbero dovuto andare le cose e la reputazione di CC ne è uscita immacolata.

In poche parole

Tagline1 – Finalmente Alice non si limita a guardare i gatti ma se li spupazza anche.
Tagline2 – Tesoro, il clitoride sta qualche decina di centimetri sotto.

 

 

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