Madeline Hunter – The Seducers Serie

Oddio.
Non so nemmeno da dove cominciare.
Uno l’ho letto qualche tempo fa e mi è piaciuto assai, gli altri li sto comprando, me ne manca uno e intanto leggo quelli che ho, così…un po’ alla cazzo, tanto si possono leggere separatamente senza perdersi nulla di fondamentale.

Vi parlerei un pochino di “Il Tutore” che in inglese ha, inutile dirlo, un titolo molto più azzeccato [The Saint] anche perchè per tutto il cazzo di libro è così che viene soprannominato dai fratelli e anche da qualche amico il protagonista. Quindi mi chiedo di nuovo…. perchè? Figa, non è difficile.
Cmq.

In breve è la storia torbida e sessuale che si innesca tra il bel Vergil (lo abbiamo conosciuto come uno dei corteggiatori di Diane nello scorso libro e anche come aspirante amico di Daniel nonchè membro del club dei duellanti) e la stupidissima e cretinissima Bianca Kenwood, giovane americana che sbarca nella nostra adoratissima Inghilterra per cercare di fare carriera come cantante lirica e, cosa forse più importante, per ereditare una fraccata di soldi dal nonno vecchio e stronzo che si è levato dalle palle giusto in tempo, ma che l’ha lasciata tra le sapientissime mani di Duclairc, il suo giovane, bellissimo, freddissimo, sexyssimo tutore.

Su di lui nulla da dire. Un bel personaggio maschile giustamente sfaccettato, con i suoi bei problemi da risolvere, ovviamente intelligentissimo con un bel viso, un bel corpo, fantastici occhi azzurri e mani che ti fanno orgasmare solo a guardarle figurarsi quando ti toccano.

Ma lei. Con lei non ci siamo proprio. Ne sarebbe bastata la metà per avere un personaggio giustamente spumeggiante e ribelle e alla disperata ricerca della propria affermazione senza farla diventare una grandissima testa di cazzo sconsiderata e fastidiosa. Ha ragione Dante: America, riprenditela. Il problema è che a livello teorico lo scontro tra un Vergil rigido e controllatissimo e una specie di bomba perennemente innescata funziona, ma l’ansia da esagerazione prende un po’ troppo la mano alla nostra Madeline  e ne esce un personaggio quasi macchiettistico nel suo insistere a tutti i costi con un idiota quanto irrealizzabile piano per fuggire dal tutore e fare la tanto agognata carriera da soprano o quel cazzo che è, da risultare irrealistico e più che altro seccante.

Poi certo, lui in realtà se la vorrebbe fare avidamente praticamente da subito mentre lei lo vorrebbe spogliare a furia di arie cantate a squarciagola e alla fin della fiera a letto ci finiscono più e più volte e, capiamoci, io a Vergil l’avrei data più che volentieri quindi la stronzetta la capisco benissimo. Ci sono anche un mistero da risolvere e uno stronzo che è davvero stronzo quindi è soddisfatta anche la parte un po’ meno romance e più pratica.

Ma veniamo al grande scandalo e qui c’è lo Spoilerone degli Spoileroni. Finalmente i due si possono amare liberamente e come decidono di passare il tempo dopo che sono appena scampati alla morte? Scopando come ricci, inutile a dirsi.
Ma lo fanno su una scogliera e mentre lei canta un’aria di Rossini.
Giuro.
E qui dico un grande, urlato (anzi, sbraitato) NO. NON SI PUO’ SENTIRE. Come minchia fai a ciulare cantando Rossini? NO. NO. NO e NO.
E lo dico agitando testa, mani e piedi come fa uno dei Twins quando non vuole fare qualcosa e cerca di farmelo capire in ogni modo.

Autogol, rigore sbagliato a porta vuota, chiamatelo come volete ma per me resta l’epic fail delle scopate. Voto alla scopata: inqualificabile.

Voto al libro in generale 7,5 perchè Vergil mi piaceva assai già nel libro precedente ed ora la sua presunta santità buttata nel cesso mi fa capire che ci avevo visto giusto. Avercene di Santi così.

Ma passiamo al prossimo

Come potete vedere siamo sempre nell’ambito delle copertine di un certo livello.  E siamo sempre nell’ambito di quegli uomini che noi donne vorremmo tanto incontrare. Quelli bellissimi, intelligentissimi, sexy, forti, dispotici ma con moderazione, sempre e costantemente vogliosi di riempirci con la loro ingombrante verga e soprattutto che non si scazzano di aver a fianco una donna perennemente mestruata.

Mi spiego meglio. Adrian terzogenito illegittimo e malcagato dal padre, viene spedito in Francia a recuperare Sophia, figlia fuggitiva del Duca di Everdon recentemente deceduto, e si trova di fronte ad una donna ribelle, ostinata, fragile, traumatizzata dal passato, sola, testarda e incline alla fuga. Qualsiasi uomo di mia conoscenza, di fronte a questa donna onestamente insopportabile, sarebbe fuggito all’urlo di “Vaffanculo, stronza” e invece lui no.

Lui la donna perennemente mestruata la sa gestire, anzi, in fondo in fondo lo eccita. Più o meno come domare una cavalla (e giuro che il paragone non viene dalla mia testolina ma da quella dell’autrice). E come puoi domare una donna perennemente sull’orlo della ribellione, recalcitrante in tutto e odiosamente cocciuta? Con la Slinguazzata.

Adrian appartiene a quella sparuta legione di slinguazzatori da Romance che io apprezzo moltissimo. Di sesso poco (purtroppo) ma di incroci di lingue invece ce ne sono a sufficienza. Quello che lo rende a tutti gli effetti Lo Slinguazzatore con la L e la S maiuscola però è il bacio di pagina 187 [Sì, ho fatto l’orecchio alla pagina e me ne vanto], quel bacio lento, profondo, sensuale e sessuale che riempie me, donna del 21 secolo, di gioia e giubilo per questa meravigliosa pratica ormai sempre più dimenticata.

Tra l’altro, la donna perennemente in premestruo sopra citata, è invischiata in una delicatissima posizione politica che potrebbe mettere in crisi la cara, vecchia istituzione Inglese, quindi c’è anche un po’ di vera storia  su quelle che furono, a cavallo degli anni 30 dell’ottocento, delle vere e proprie rivolte del popolaccio che cercava di innalzarsi dal fango.

Ma a noi non interessa, ci interessa di più la meticolosità con cui il nostro Adrian usa la sua meravigliosa verga e su come a suon di Vergate in Vagina riesca ad ammorbidire Miss Premestruo fino a farla diventare una persona quasi normale [da qui il detto “le ci vorrebbe il manico” tutte le volte che si è in presenza di una donna particolarmente cagacazzo].
Seguono puccismo semigratuito e una meravigliosa (si vede che mi sono ammorbidità con la maternità come la mitica Miranda Bailey di Greysanatomyttiana memoria) dichiarazione di volere una famiglia che mi ha davvero fatto amare questo grandissimo figaccione moro con occhi scuri, cazzo grosso e mente aperta, tanto da farmi soprassedere sulle eccessive menate della nostra eroina Sophia e i suoi crolli ogni qualvolta si accennava al tristerrimo passato che la riguardava.

Voto 7,5 perchè io di uno che mantiene la calma mentre sono in PMS ne ho davvero tanto bisogno.

Mentre attendo che mi spediscano “Un matrimonio di convenienza” e lo Spin off “Peccati”, mi sono portata avanti leggendo l’ultimo libro della serie: “Dimmi che mi Ami”

Julian Hampton è il classico uomo che nella vita reale non esiste. Non che gli altri uomini della serie popolino realmente il nostro meraviglioso pianeta, ma qui siamo oltre la fantasia. Egli è infatti innamorato della nostra sfigatissima Penelope da una vita. Da quando giocavano da ragazzini nella smisurata tenuta dei Duclairc e lui inventava mirabolanti avventure che si concludevano sempre e inevitabilmente con il salvataggio di Penelope dalla torre diroccata in un tripudio di lotte con spade di legno.

Julian si innamora, scrive migliaia di lettere e poesie che non spedisce e non rende pubbliche e aspetta nell’ombra che qualcosa cambi, con il passare degli anni diventa il punto di riferimento della nostra eroina per ogni suo fottutissimo problema.
Lui c’è.
Sempre.
Il marito di Pen è una merda? Lui la aiuta a fuggire.
Il nuovo amante di Pen è un traditore merdosissimo? Lui la protegge.

Avrebbero dovuto intitolare questo libro “Devozione” perchè in effetti di questo si tratta, della devozione che Julian dimostra nei confronti di Penelope, una devozione completa, che va oltre la sofferenza, oltre ogni dubbio. Lui la ama incondizionatamente ed è disposto a tutto pur di vederla felice e serena.

E anche in questo romanzo, per quel che mi riguarda, siamo di fronte ad un bellissimo personaggio maschile ricco di sfumature, non banale e per certi versi piuttosto complesso, al quale è contrapposto un personaggio femminile che un pochino stona, soprattutto nel suo tentativo di “proteggersi da sola” che risulta, di fronte alla minaccia che incombe, un tantino fuori luogo, soprattutto da una donna che per anni si è appoggiata a Julian senza farsi poi troppo scrupoli.

Di nuovo ci troviamo al cospetto di  una caratteristica comune agli altri romanzi (primo escluso) ossia la presenza di un uomo deciso e convinto dei suoi sentimenti, in contrapposizione ad una donna che sembra non rendersi conto dei suoi.

Julian è brace che cova. Apparentemente freddo e invulnerabile è in realtà un fuoco caldo e avvolgente capace di scaldare anche i cuori più freddi e le vagine più reticenti. A me mi piace assai. Mi piace che sia un uomo d’azione senza essere un libertino conclamato, mi piace che sia discreto e affidabile, mi piace la sua determinazione e apprezzo moltissimo la devozione che sfiora l’autoflagellazione. Adoro i suoi sentimenti contrastanti, il tentativo di ribellarsi a questo amore non corrisposto e l’accettare l’inevitabile; lui ha amato e amerà sempre e solo Penelope.

Beata lei.

Voto 8 perchè uno che sa scrivere bene tanto da commuovere un’ intera platea merita tutto il mio rispetto di donna per la quale Nessuno ha mai scritto una beneamata sega.

Visto che ero già in possesso dell’ultimo Spin Off della serie me lo sono gustato nello scorso week end.

Prendiamoci 2 minuti per guardare bene la copertina. Osservate lei. Osservate quanto è storto il suo viso. Poi osservate bene lui, prendete una bacinella e vomitate liberamente. Fatto? Ottimo. Bravi. Perchè prima di poter leggere questo libro bisogna assimilare l’orrore della copertina. Assimilarla ed espellerla perchè il contenuto è fottutamente bello e intenso e banalizzarlo con una copertina di merda è, in effetti, estremamente offensivo.

Che dire di Charlotte e Nathaniel?

Lei è l’ultima sorella del clan Ducliairc, lui è il quinto figlio di una famiglia nobile e di lavoro difende i poveracci accusati di omicidio, lo conosciamo perchè in “Dimmi che mi Ami” difende Julian dall’accusa di omicidio.
Quello che ancora non sapevamo è che questo bellissimo ragazzone biondo con occhi scuri e fisico alla David Gandy è anche un grandissimo scopatore, sensibile, onesto, leale, che fa dell’onore e della giustizia i capisaldi della sua vita.

Charlotte invece è la vedova di un barone ed ha passato la vita cercando la tranquillità domestica e la rassicurante presenza di un uomo noioso, visto che la sua famiglia è piuttosto originale e restia a piegarsi alle convenzioni.

Cmq. Charlotte e Nathaniel si detestano, ogni volta che si vedono litigano, si punzecchiano, si scambiano sguardi di fuoco e questo può voler dire solo una cosa, avranno un’intesa sessuale straordinaria. Ed infatti, complice un’orgia in maschera, passano quei 15 minuti di passione rivelatrice solo che lei sa chi è lui, mentre lui non sa chi è lei.

Fortuna vuole che un giorno si trovino nella di lui casa e finiscano a fare petting spinto sul divano e lui cominci ad avere dei dubbi.

Tra questo punto e il finale con gravidanza alla prima botta (zio caro Madeline non te lo perdonerò MAI) abbiamo un mezzo pieno di impegno civile per i diritti della donna, un figlio illegittimo/legittimo da proteggere, un omicidio e tanto, tanto sesso.

Qui entrambi i personaggi sono interessanti, di lei mi è piaciuta tutta l’introspezione sull’essere spenti e in stato vegetativo per la paura di provare qualcosa, una sensazione che ho conosciuto talmente bene da averne fatto il mio marchio di fabbrica per anni, di lui ho apprezzato l’essere deciso e sicuro, convinto delle sue idee e disposto a fare un passo indietro per non distruggere la sua amata Charlotte.

Forse un filino più debole degli altri della serie ma chiariamo che è un debole che per essere raggiunto dalla maggior parte dei libri che ho letto nell’ultimo anno dovrebbe sedersi, prendere un caffè, due pasticcini, una cioccolata con panna e farsi un pisolino di 10 ore.

Ecco poi forse un pochino il finale con tanto di pseudoadozioni, Gravidanze Miracolose e pucci pucci trallallà un po’ mi ha infastidita, ma non tanto da precludere un bel 7,5 come voto perchè bisogna premiare anche la capacità di un libro di farsi leggere in poche ore e la fotta che mette al lettore per la curiosità di sapere “cosa succederà dopo”.

Ed eccomi qui, complice la Pasqua mi sono letta “Matrimonio di interesse”, l’ultimo libro che mi mancava della serie e che riguarda il bellissimo Dante Duclairc e la dolce, eterea, asessuata Fleur.

Copertina di livello come le altre. Meno male perchè ne avevamo tutti bisogno.

Cmq…. Dante mi è sempre piaciuto un botto, sin da quando si è rifiutato di insistere nel corteggiamento di Bianca capendo dopo 5 minuti in sua compagnia che era una cretina della peggior specie, e mi piace ancora di più oggi che lo vedo devoto alla dolce, piccola, virginale Fleur…che poi virginale una sega ma fa niente…ci stava bene.

Una sera, mentre è nascosto nella sua magione nelle sperdute campagne inglesi, spara a quello che crede essere un contadino sovversivo, che si rivela invece essere la ex fidanzata del fratello Fleur; gran figa frigida che da tempo viveva nel continente.

Lui ha bisogno di soldi, lei di un marito che le permetta di andare avanti con un fantomatico progetto del quale al momento non si sa un cazzo ma che il patrigno vuole impedire a tutti i costi, decidono quindi di sposarsi ma a una condizione. Niente sesso perchè a lei la cosa non garba affatto.

Inutile dire che lui dice di sì ma si è già innAmorato perdutamente di questa donna che non gliela vuole dare ed è decisissimo a prenderla ad ogni costo, quindi parte un corteggiamento a base di strusciamenti, toccate e fuga, scapezzolamenti e orgasmi trattenuti. Perchè lui invece di stancarsi dopo due giorni delle reticenze della moglie, si innamora ad ogni rifiuto un pochino di più. [Applausi per la fantasia al potere]

Ergo, io non ho mai capito un cazzo. Io a uno come Dante, bello, esperto e grandissimo sditalinatore, l’avrei data prima ancora che me la chiedesse. Ed infatti mi avrebbe ignorata come una cacca di mucca in un prato trentino.

Anche qui abbonda la parte mistery, il patrigno la vuol far dichiarare incapace di intendere e di volere, qualcuno trama affinchè il Progetto non veda mai la luce ed entrambi vengono feriti prima della fine del libro.

Lieto fine dietro l’angolo con anche qualche puccismo stranamente gradito e la dimostrazione che al mondo non esistono solo donne sceme, ipermestruate o vittimizzate, ma anche donne con il senso degli affari, intelligenti e progressiste.

Avevo enormi aspettative su questo libro che però, un pochino, mi ha delusa. Dante rispetto agli altri maschi Alpha della serie è quello meno interessante. E’ semplicemente il classico libertino ravveduto che abbiamo visto e stravisto almeno un migliaio di volte, mentre è Fleur il personaggio più interessante e approfondito del libro. Le sue paure e le fobie riguardo al sesso hanno una ragione ben precisa che le rendono meno sega mentale di quanto potrebbe sembrare appena la conosciamo.

Come al solito la Hunter scrive bene, approfondisce e non banalizza mai quindi questo libro, pur non raggiungendo lo splendore di quelli precedentemente letti, si becca un bel 7 strameritato.

Finalmente è arrivato anche lui, Peccati, il primo Spin-off incentrato sulla redenzione spiritual sessuale di McLean.

Ewan McLean ha un solo credo nella vita: il piacere. Per questo organizza orge stratosferiche e colleziona oggetti d’arte di dubbia morale. E’ un figodiddio e ha un’esperienza sessuale che Rocco Siffredi spostati che non sei nessuno. Della sua mania di collezionare stampe potrebbe anche fottercene sega se non fosse che è un po’ la prima tavoletta di un domino che cadendo da il via al crollo di tutte le altre.

Immaginiamoci questo bel giovine intento ad organizzare l’ennesima orgia quando gli piomba addosso, a seguito della morte dello zio e dei cugini, il titolone di conte corredato dalla promessa di occuparsi di una famiglia che il vecchiaccio ha fatto cadere in disgrazia. Che fare? Ovviamente si segue il mantra “dovere…dovere….dovere” e si va nelle Highlands ad aiutare la famiglia in difficoltà.

Invece di trovarsi di fronte ad una povera famiglia bisognosa d’affetto e di soldi, si trova a gestire 4 sorelle una più strana dell’altra: Bride, Joan, Anne e Mary. L’ultima è uno zoccolone pronto ad esplodere, Anne è fuori come un balcone e vive nel suo mondo segreto, Joan e Bride (se escludiamo che sono delle falsarie [a scopo benefico, ovviamente]) sono le più normali anche se una (Joan) ama vestirsi da uomo e va a caccia a mani nude e l’altra spara come una pazza ed ha una spiccatissima predisposizione per la lascivia.

Indovinate con chi si accoppierà il mio adoratissimo Ewan?
Bravi, con Bride. La quale prova a resistergli in ogni modo, ma ogni volta che lui la tocca si bagna che manco le cascate del Niagara quindi la tentata resistenza dura pochissimo e poi sono solo orgasmi multipli ogni volta che si vedono.

Ah, dimenticavo….lui è incaricato di ricercare per il governo la banda di falsari che stanno smerciando banconote e indovinate di chi sono le lastre con le quali stampano i falsi? Esattamente…. di Bride.

Ma lei non finirà certo in galera, ma piuttosto nel letto di uno degli scopatori più bravi, attenti e performanti della sua epoca. Che sfiga.

Che dire? A me è piaciuto. Si legge bene, i personaggi ci stanno dentro, c’è anche un po’ di teoria dell’arte litografica/serigrafica quindi non solo cazzi. Ma quando si parla di cazzi sono sempre di un certo spessore, quindi 7,5 ad Ewan e alla sua sposa scozzese perchè vanno bene le critiche ma di multiorgasmi così, avercene.

Momento peso.

Ciascuno di questi libri affronta in qualche modo il tema della schiavitù, sia essa quella di una moglie/oggetto del marito o sia la schiavitù di esseri umani e il loro commercio. La Hunter non fa diventare preponderante il tema dei diritti civili, ma permea ogni libro di ideali di giustizia e senso dell’onore. Gli uomini descritti sono tutti estremamente leali, forti, giusti e onesti e soprattutto particolarmente indulgenti nei confronti dei diritti delle donne.Le quali, anche se un po’ cretine o in perenne PMS hanno quella vena di ribellione/sentimento civile che prelude al movimento delle suffragette che in Inghilterra nacque proprio intorno agli anni 30 dell’ottocento.

Che dire? Leggete, leggete, leggete.
Vi innamorerete, sospirerete, rifletterete e vi innervosirete anche, ma ne vale fottutamente la pena.

In poche parole

La serie che vorreste non finisse mai

Poschina

p.s. Siccome io vi voglio bene ecco i titoli della versione originale rigorosamente in ordine di pubblicazione:
– The Seducer [Per vendetta o per Amore]
– The Saint [Il Tutore]
– The Charmer [Appuntamento Fatale]
– The Sinner [Un matrimonio di Interesse]
– The Romantic [Dimmi che mi Ami]
– Lord of Sin [Peccati]
– Lady of Sin [Dama del Peccato]

Advertisements

One thought on “Madeline Hunter – The Seducers Serie

  1. bella serie, letta tempo fa…avercene di romanzi così!
    Ultimamente mi sto innervosendo perchè abbocco a recensioni di romanzi contemporanei che vengono decantati come capolavori e invece a me basta leggere che il protagonista grossotatuatoefigo ad ogni capoverso chiama la lei di turno “piccola” …e vomito 😦
    ma piccola de che?????
    Negli storici nessun duca-marchese-visconte-conte si permetterebbe di svilire così l’eroina eh? 😀

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...