Un po’ di Follia in Primavera – Alessia Gazzola

Aspetto sempre con una certa ansia i libri della Gazzola che parlano della caotica e poco plausibile vita di Alice Allevi. Li attendo con quell’ansia mista a rassegnazione che mi caratterizza dai tempi dell’adolescenza profonda, quando volevo che il tizio che mi piaceva tanto mi cagasse ma in fondo ne avevo anche un po’ paura e contemporaneamente ero già rassegnata al fatto di essere, nel migliore dei casi, una slinguatina passeggera.

Oltretutto immaginavo questo libro come “quello della Grande Svolta”. Quello nel quale, finalmente, Alice sarebbe maturata e avrebbe preso coscienza di se. Quello che non mi avrebbe lasciata alla fine con l’amaro in bocca. Quello che non sarebbe stato l’ennesimo coito interrotto. L’ho letto in una giornata, nei ritagli di tempo, ed ho tirato notte per porre la parola fine e riflettere su quello che era successo o che, tanto per cambiare, non era successo.

follia-a-primavera

La Trama: Quella di Ruggero D’Armento non è una morte qualunque. Perché non capita tutti i giorni che un uomo venga ritrovato assassinato con un’arma del delitto particolarmente insolita. E anche perché Ruggero D’Armento non è un uomo qualunque. Psichiatra molto in vista, studioso e luminare dalla fulgida carriera accademica, personalità carismatica e affascinante…
Alice Allevi se lo ricorda bene, dagli anni di studio e dai seminari che ha frequentato con grande interesse, catturata dal magnetismo di quell’uomo all’apparenza rude ma in realtà capace di conquistare tutti con la sua competenza e intelligenza. E con le sue parole.
L’indagine su questo omicidio è impervia, per Alice, ma per fortuna non lo è più la sua vita sentimentale. Ebbene sì, Alice ha fatto una scelta… Ma sarà quella giusta?

Ed ora la parola alla giurata. Solo ed esclusivamente

SPOILERONI COME SE PIOVESSE

Seguo Alice praticamente da sempre.
Potrei dire che siamo cresciute insieme ma non sarebbe vero, perchè io sono cresciuta, maturata e invecchiata, ormai schiava dell’Anzianity, mentre Alice o Eliz [come dice quel gran coglione di Arthur] è rimasta sempre la stessa, una che lascia che la vita scelga per lei, senza mai, nemmeno per un fottutissimo sbaglio, prendere una decisione, sclerare con grazia, mandare affanculo chi ti tratta come la sorellina scema da istruire su tutto.

Ecco, come avrete capito da queste prime righe piuttosto confusionarie, siamo alle solite.

Il caso su cui indaghiamo in questo capitolo della vita di Alice è piuttosto interessante, uno psichiatra molto noto e molto amato viene assassinato manco fosse l’ultimo dei cani rabbiosi ed intorno a lui si scoprono una serie di indizi che mettono in discussione professionalità e personalità del defunto. Quindi diciamo pure che la parte mistery è quella cresciuta meglio dal primo libro ad oggi.

Sul fronte sentimentale, che è poi quello che davvero ci interessa, siamo messi male. Molto male. Tanto male che dopo le prime dieci pagine avevo la nausea perchè, udite udite, Mr. Sonoluomoperfettoetuseiunamerdina chiede di punto in bianco alla nostra goffa eroina di fare un figlio. Una roba tipo “Allora Eliz, cosa mangiamo stasera? Ah, a proposito, facciamo un figlio?” e quando lei sbianca perchè è l’ultima cosa che si aspettava da uno che fino a 10 gg fa voleva andare in giro per il mondo a risolvere conflitti irrisolvibili; lui le propone di sposarsi, perchè non sia mai che nel 2016 si procrei fuori dal Sacro Vincolo del Matrimonio come ha fatto la sottoscritta.

Quindi immaginatevi la mia faccia. Ci sono rimasta di merda. Del tipo “No, e no. E cazzo se si sposano scrivo alla Gazzola e gliene dico 4. Anzi la chiamo. Anzi mi piazzo sotto casa sua e pretendo una spiegazione”. Perchè io primo non sono normale, e secondo quando mi affeziono ad un personaggio lo faccio con tutta l’anima. Per me mica sono esseri fittizi; per me sono amici per la pelle.

Ovviamente lei accetta. Accetta anche se non è convinta. Accetta anche se sa con cognizione di causa che sta facendo La Cazzata. E in questo la Gazzola ci ha preso in pieno, perchè nella mia generazione non si contano le ragazze che si sono sposate pur bramando nel loro cuore e nella loro vagina, il vicino di casa, l’amico d’infanzia, il cugino della collega. Nella mia generazione ci si sposa e si fanno figli perchè così ci è stato insegnato, anche a costo di perdere un pezzo della propria anima, ma sto divagando.

Che poi dico, sposi uno che temi al punto di nascondergli quando parli con CC. Ok, te lo sei scopato una volta mentre tu e il biondino stavate insieme e lui ne è rimasto traumatizzato e bla….bla….bla… ma non puoi esserne così succube. Prima che lui dica qualcosa già ti stai giustificando. Ma in che anni siamo? 1950?

Partono i preparativi per le nozze, e qui entra in gioco il mio amatissimo, bastardissimo, sentimentalmente disfunzionalissimo Claudio Conforti. Lui. L’uomo che ormai ho idealizzato e visualizzato talmente tanto da sentirlo qui vicino a me mentre scrivo di lui. Quello che scopa da dio ma guai a parlare di matrimonio, convivenza, figli, famiglia. Perchè lui, sì…….anche lui, ha una Sad Story. E si sa che le sad stories lasciano cicatrici profonde. Alla vista dell’anellone di fidanzamento, ci rimane peggio di come ci sono rimasta io e siccome lui può parlare alla nostra Alice, le dice in tutta sincerità che è una shampista che non ha il coraggio di ammettere nemmeno con se stessa che Arthur bello di Nonna non è l’uomo che fa per lei e che sarebbe il caso che lo mollasse definitivamente e si dedicasse invece ad una relazione esclusivamente sessuale con lui, che tanto lo sa benissimo anche lei che tra loro il sesso funziona alla grandissima.

Perchè CC, lo stronzo per eccellenza, non è certo scemo e sa benissimo che il biondazzo (tra l’altro mi sono eccitata da morire mentre me lo immaginavo vestito da Robert Plant con pantalone a zampa e camicia slacciata…..non posso farci niente per me è da strappamutande) non potrebbe mai e poi mai reggere una vita tradizionale e per giunta con una donna che chiaramente reputa inferiore a livello intellettuale.

Infatti, tanto per non discostarci troppo dalla solita brodaglia, Arthur deve tassativamente tornare in medio oriente e dopo un minuto che è via Alice comincia a sentire puzza di bruciato perchè lo sente distante. E qui mi sono partite una serie di meravigliose ed originalissime bestemmie perchè avevo già capito come sarebbe andata a finire.
Ricapitoliamo:
– Arthur è lontano
– Arthur è distante
– Arthur comincia ad abbracciare affettuosamente Alice
– Arthur ha conosciuto un’altra infoiata nella difesa degli innocenti
– Arthur se ne va
Praticamente la stessa identica cosa già successa negli altri libri della saga.
Identica.
Non simile.
Identica.

E’ inaccettabile.
Se non sai più cosa fare, eliminalo definitivamente ma per dio, non puoi DI NUOVO farlo partire ed invaghire di un’altra. Basta. Davvero. Non sei mica obbligata a farlo tornare ogni volta strisciando. Io lo capisco benissimo che non vuoi inimicarti quelle del #TeamArthur, ma cazzo non ha senso questo continuo partire e tornare e ripartire e ritornare e ti amo, sei dolcissima ma non capisci una sega di politica internazionale mentre l’altra sì, ma ti amo, mi dispiace, però me ne vado lo stesso, poi si sa mai….torno.

Sottolineo che se ne va dopo che nemmeno il mese prima le ha chiesto di sposarsi e fare figli.
Mr. maturità.
Il pirla.

Fa male all’anima.
Fa male alla letteratura in generale.

Ma soprattutto a me fa malissimo vedere che anche stavolta Alice è praticamente passiva. A parte sospirare perchè ha scampato il matrimonio, non fa nulla. Non decide, non si mette in gioco. E’ la stessa Alice di 6 anni fa. La stessa ragazzina goffa fino alla nausea che perlomeno fa la sensata scelta di andarsene da casa di Cordelia per una più adatta vita da single.

E CC?
Claudio niente. In realtà Alice è così codarda che non gli dice nemmeno che con Arthur è finita, no….lei continua a far finta di essere fidanzata così da non dover prendersi nemmeno la briga di difendersi dagli attacchi sessuali che Claudio attuerebbe una volta scoperta la sua singletudine. Così il libro si trascina fino all’ultimo capitolo quando finalmente vediamo il nostro eroe entrare nell’ufficio di Alice e piantarle 2 metri di lingua in bocca, giusto per ricordarle che potrà anche sposare il giovane socialmente impegnato, ma che basterà un ricordo dei suoi baci per farla strisciare come una lumaca.

Ed ora vi direte…..E quindi?
Quindi nada.
Niente.

Ne sappiamo tanto quanto quando abbiamo iniziato la serie.
Mi chiedo solo se nel prossimo libro ci sarà una svolta coraggiosa ma impopolare (e concludendo definitivamente la serie), oppure se saremo destinati a leggere altri 20 libri per arrivare ad un dunque. Che spero solo noi sia il ritorno di un Arthur ferito, divorziato e con figli a carico che una ormai disillusa Alice accoglierebbe sicuramente a braccia aperte, facendomi incazzare tremendamente.

In poche parole

Avete presente quando uscite per fare shopping e non trovate mai la taglia giusta per gli abiti che vi piacciono? Questo libro è ancora più frustrante.

Poschina

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6 thoughts on “Un po’ di Follia in Primavera – Alessia Gazzola

  1. Il problema è che, a detta della Gazzolla, NON CI SARÀ un altro fottutissimo libro su Alice. Ora c’è Emma de Tessent, con “Non è la fine del mondo”: nuova eroina, nuova saga. Che rimanga tra noi: una palla biblica. Dopo 90 pagine l’ho mollato bestemmiando contro la noia.

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    • Mi stai dicendo che finisce così? Senza alcuna conclusione? Ho passato ore intere sperando che alla fine ci fosse una decisione e invece avrei fatto prima a passare il tempo a fare ceretta a ganbe e sopracciglia?
      Certe rivelazioni fanno male al cuore.
      Io pensavo che la serie furbescamente continuasse con la nuova carriera di Alice.
      Ora sono in panico.

      Non ho ancora iniziato il nuovo libro (che speravo fosse autoconclusivo) ma visto che dici che è noioso mi sa che rimando di un po’ la lettura.

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  2. Pingback: Il Listone – Settembre 2016 | La Leggivora

  3. ma che libro hai letto? perchè in quello che ho letto io le cose sono un po’ diverse. Alice è cresciuta e il fatto che Arthur le preferisca un’altra è l’elemento scatenante che le fa realizzare che non lo ama più e che non potrebbe mai accettare di sposarsi e vivere con lui come se niente fosse, sapendo che nemmeno lui l’ama. Capisce che la sua era una cotta adolescenziale, che non hanno niente in comune e pone fine alla storia, con tristezza ma senza amarezza. E’ l’inizio della vita da adulta, la consapevolezza che si può vivere bene anche senza una dipendenza da un uomo, ma che non si preclude la possibilità di poter amare ancora e in modo più profondo.Questo ho capito io. CC, dietro la maschera di macho, è un uomo rigoroso e per bene, sincero fino ad essere rozzo e che sicuramente la ama, così come Alice ama lui e semplicemente non ha trovato il tempo per dire che ha lasciato Arthur e forse non è poi così importante.

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    • Ciao e benvenuta,
      per quanto mi riguarda il “problema del libro” non è tanto una crescita interiore di Alice, che chiaramente c’è stata, ma il fatto che nonostante si renda immediatamente conto che non ama più Arthur e che non vuole sposarlo, aspetti senza prendere una decisione che lui la lasci.
      Mi sarebbe piaciuto che Alice lasciasse Arthur a prescindere, non perchè lui ha trovato un’altra ma perchè non lo ama più.
      Invece anche stavolta è cmq. Arthur a fare il passo.
      Su CC concordo perfettamente, è forse il personaggio che ha avuto un’evoluzione maggiore e più consapevole. Da ragazzo che non ne vuole sapere delle relazioni, a uomo che è disposto a cambiare qualcosa nella sua vita.

      Mi rendo conto di infervorarmi al punto di diventare una specie di fanatica e di essere piuttosto dura, ma sento Alice molto vicina e la vorrei più decisa, più combattiva, più risoluta.

      Detesto vedere che non prende delle decisioni finchè non succede qualcosa che la mette davanti ad una scelta obbligata.
      ehehheeh beh, il personaggio non lo creo io ed Alessia ha tutto il diritto di dipingere Alice come meglio crede, sono come un’insegnante che pretende dalla sua alunna molto promettente solo ed esclusivamente il massimo.

      Un bacio

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