Sposa per Contratto – Mary Balogh

Zia Mary, hai toppato.

Ma prima di affrontare questa penosa recensione di un penosissimo libro, parliamo di una mia nuoverrima idiosincrasia: i caratteri giganti negli e-book reader degli attempati.
Ebbene sì. Ho notato, facendomi amabilmente i cazzi altrui sulla metro gialla, che gli attempati vogliono sentirsi moderni e comprano gli e-book reader, poi però essendo appunto attempati, devono necessariamente usare un carattere enorme per poter leggere in comodità.
Risultato: per ogni pagina massimo dieci righe. Ma come cazzo si fa a leggere in questo modo? Soprattutto….perchè? Mi viene un fottone ogni volta che voi non potete proprio capire. Facciamo un referendum per proibire questo scempio !!!!!

Ma concentriamoci sulla nostra odiatissima Charity, che forse è meglio.

sposa per contratto

La Trama: Miss Charity Duncan non si fa illusioni sulla proposta di matrimonio di lord Anthony Earheart, marchese di Staunton. L’arrogante aristocratico è stato fin troppo chiaro su cosa voglia da lei: una moglie che, con la propria inadeguatezza, mandi in collera l’odiato padre e che poi esca per sempre dalla sua vita. In cambio, la famiglia di Charity riceverà il denaro di cui ha un disperato bisogno. Sfortunatamente, dopo aver accettato di prendere parte a quella farsa, Charity scopre di essersi innamorata di Anthony, e si rende conto che spezzare i voti matrimoniali potrebbe spezzarle anche il cuore.

Ed ora la parola alla giurata

Questa recensione è tutta SPOILER.

L’inizio di questa opera (purtroppo) recuperata della Balogh è folgorante e intrigante. Anthony è un uomo bellissimo, ricchissimo, intelligentissimo, sprezzantissimo e qualsiasi altro “issimo” che vi venga in mente, ma soprattutto è un uomo che ha sofferto tanto nella vita. E’ sì il figlio primogenito ed erede di una casata di notevole fama e ricchezza, ma è anche leggermente rancoroso nei confronti del padre, al punto che decide di sposare una donna povera, sfigata e possibilmente insignificante, pur di irritare il quel vecchiaccio che, per inciso, è lì lì per schiattare a causa di insulsi problemi cardiaci.

Charity Duncan è una ragazza bellerrima che è alla canna del gas, con una numerosa famigliola da mantenere [una di quelle stucchevolissime famiglie dove tutti si vogliono bene, si amano, si rispettano e soprattutto che hanno bambini che non rompono mai i coglioni (e già questo avrebbe dovuto farmi rizzare le orecchie e impormi di chiudere il kindle e passare ad altro)]. Decide di rispondere all’annuncio di Anthony e per risultare il più anonima possibile indossa un bel vestito color merda e tiene perennemente gli occhi bassi stando rannicchiata in un angolo del salotto.

L’espediente funziona alla grande e il bel Marchese decide di sposarla offrendole una cospicua somma di denaro.
E fino a qui tutto funziona come un orologio svizzero.

Ma.
Purtroppo.
Arrivano.
Alla.
Magione.

Dove la famiglia di lui si dimostra fredda, antipatica, stizzosa e mortalmente noiosa, in testa il vecchiaccio che chiaramente disprezza lei e quello stronzo di suo figlio.
Ah…..ho dimenticato di dirvi che, nonostante la relazione dovesse essere platonicissima, si tromba alla prima occasione e il tutto senza che i miei avidi ormoni si siano minimamente scomposti.
Bruttissimo segno.

La storia procede tra sguardi truci, recriminazioni, fratelli che non si parlano e via dicendo, tanto che mi sono ricordata di una canzone che diceva “Annegare in un Mare di Noia” ed ho immaginato fosse stata scritta dopo aver letto questo straordinario libro del quale NESSUNO sentiva l’esigenza.

Cosa mi ha irritata tanto?
Charity ed il suo insostenibile buonismo. Lei invece di imbestialirsi perchè tutti la trattano come una grandissima merda, in testa il finto marito che per strapparle una collana per poco non la sgozza, è sempre sorridente, comprensiva, con il cuore che le si spezza perchè non sopporta proprio di vedere una famiglia che non si parla e non si vuole bene e nella quale non aleggino costantemente cuoricini rosa e confetti mandorla/cioccolato ogni volta che ci si incontra. Lei è sempre pronta ad avere una buona parola, sempre calma, sempre fastidiosamente buona, così buona e zuccherosa che ho avuto un picco glicemico che per poco non mi provoca uno sciopone. Quella bontà irreale, fittizia, a buon mercato che riempie le pagine fino a renderle l’una identica all’altra e sempre più lontane dalla plausibilità.

“Al 72% del libro, quando quel cane morto di Charity si commuove per il vecchiaccio, ero talmente incarognita che mi si è cagliato il latte ed ho provato per la sciacquetta un istinto omicida che non si vedeva dal mitico 1995”

Questo il mio parere a caldo, appuntato sul primo pezzo di carta trovato in borsa; parere che è stato stra-confermato dal resto della sbobba e che, se possibile, è diventato ancora più negativo dopo aver visto “quel che resta di Anthony” correre dalla patetica (purtroppo non “peri”) e dalla sua stramba famigliola per dichiararle tutto il suo inutile e non richiesto amore.

Sono disposta a sopportare diversi gradi di stucchevolezza ma il “Pucci” non lo sopporto proprio e questo libro è l’Enciclopedia Universale del Puccismo. Tutto ciò che è scritto gronda pucciosità, a cominciare dal nome della protagonista, continuando con le sbadiglievoli dichiarazioni di reciproco affetto dei membri della famiglia di Anthony e concludendo con la proposta di rendere il matrimonio reale e contornato dagli immancabili 2500 bambini odiosi.

A questo proposito lasciatemi dire che Anthony ci delude moltissimo in quanto non ingravida al primo colpo la passionale Charity e si piazza non uno, non due, non tre ma bensì 10 gradini sotto l’Eroe Romance Medio, finendo in fondo alla classifica di “Personaggi maschili con i quali mi rotolerei volentieri tra le lenzuola”. Perchè è vero che odio le gravidanze indesiderate miracolose, ma tollero ancora meno un supposto eroe che non mi stimola sessualmente. Posso perdonare l’incapacità di controllare l’eiaculazione, ma non posso perdonare di ispirare noia sessuale.

E con questo ho concluso.
No, amiche mie, non leggetelo.
Fatelo per me.
Leggete lo scontrino dell’Esselunga, sicuramente è più emozionante.

In poche parole

L’unico eroe romance dal quale non mi farei nemmeno accarezzare i capelli, figurarsi i capezzoli !!!!

Poschina

p.s. Il titolo originale è The Temporary Wife. Inutile dire che mi piaceva assai di più.

E per la mai dimenticata rubrica “Riscrivi il finale” ecco come avrei concluso la sbobba.

Sul letto di Morte del Vecchiaccio, Anthony cerca un’ultima riconciliazione che però non avverrà mai. Il moribondo infatti lo accusa di essere stato la causa di tutte le incomprensioni con la moglie e lo maledice fino alla settima generazione.
Accecato dalla rabbia, Anthony corre da Charity, la sbatte al muro e prima se la scopa, poi la sbatte fuori di casa all’urlo di “Lurida sgualdrina, se ti fossi fatta i cazzi tuoi, a quest’ora avresti vissuto con la mia rendita e avresti potuto mantenere la tua folle famiglia. Ora invece te ne andrai senza fare storie e sparirai definitivamente dalla mia vita”.

Charity è costretta ad abbandonare la magione, si rifugia in campagna dalla sua famiglia dove scopre di essere gravida. Viene scafuddata fuori dalla porta e costretta ad elemosinare.

Il libro si conclude con l’immagine di Charity che, ormai prossima al parto, si aggira malconcia per le fredde strade dicembrine di Londra, mentre dalle finestre illuminate giungono attutiti i cori natalizi e i profumi di pan di zenzero.

Dickens, mi fai una pippa !!!!!!!

Annunci

2 thoughts on “Sposa per Contratto – Mary Balogh

  1. sto romanzo l’hai preso di petto eh?? ahahahah
    purtroppo non ho potuto fare tesoro del tuo consiglio perchè l’ho già letto. Dimenticabilissimo.
    Il nome Charity mi fa venire i brividi
    E dire che l’avevo preso perchè in crisi di astinenza da storici decenti e speravo in bene.
    Ma ultimamente un bel romanzo storico con le contropalle non lo pubblicano più??????
    Io sto leggendo contemporanei, ne ho letti alcuni belli, ma non mi danno la stessa soddisfazione di Lords e Ladies 😦

    Mi piace

  2. dimenticavo il nome di lui Ant(h)ony…hai letto Prova ad amarmi? Io no ma nel caso mi piacerebbe sapere se è stato storpiato anche il romanzo oltre al titolo infame

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...