Nella Gioia e Nel Dolore – Patricia Gaffney

Prima di tutto voglio giustificare la mia impietosa assenza da questo ignobile blog scaricando tutte le colpe su WordPress che è stato irraggiungibile dal mio pc per una decina di giorni. In pratica il bastardo non aveva nessuna intenzione di farmi postare il nuovo articolo, ritardando in modo irrimediabile questa recensione.
Ma passiamo a noi.

Ricordo una ragazzina che sosteneva fermamente che le persone non cambiano. No, l’indole è quella e non cambierà per nessun motivo, al massimo un essere umano estremamente motivato potrà smussare gli angoli ma nulla di più. Quella persona ero io, una fastidiosa adolescente fissata con l’impossibilità di modificare la propria indole e convinta di avere sempre ragione.
Quindi, voi che avete letto attentamente questo libro, potete immaginare senza difficoltà la carogna che mi si è piantata addosso quando ho visto Sebastian cambiare radicalmente nel giro di una pagina.

Ma andiamo con ordine.

INTROVABILI_4

La Trama: Cinico, sofisticato, libertino e fin troppo attraente, Sebastian Verlaine, visconte D’Aubrey, ha accettato di presiedere in qualità di magistrato il piccolo tribunale della sua contea. Un compito che trova oltremodo noioso, finché al suo cospetto non appare Rachel Wade. Condannata a dieci anni per aver ucciso il marito e rilasciata per buona condotta, la donna sta per finire di nuovo in prigione per vagabondaggio. Sebastian, profondamente colpito, è pronto a usare tutta la propria influenza perché gli venga affidata in custodia in veste di governante. La ragione? “Attrazione sessuale” è la spiegazione che sia lui sia la riluttante Rachel si danno, ma la verità è ben altra, molto più importante e nascosta in fondo al cuore…

Ed ora la parola alla giurata – spoiler a manetta

La prima volta che Rachel è comparsa nella pagina del mio kindle mi sono detta “Che cazzo Poschina!!!! Tu odi i personaggi come Rachel!!!” Ed infatti io ODIO i personaggi come Rachel. Li odio perchè nonostante ci vengano presentati come colpevoli di qualcosa, noi sappiamo già a prima vista che non lo sono, che sono vittime delle circostanze, poveri derelitti umani presi a calci dalla vita e bisognosi d’affetto. Cuccioli di gattini scampati all’annegamento di massa e alla disperata ricerca di quell’affetto e quell’amore che non hanno mai avuto.

Li odio istintivamente perchè so che contaminano con la loro innocenza ed il loro sfrenato buonismo ogni essere vivente con il quale vengono a contatto. Li detesto perchè la maggior parte della gente li adora e non si rende conto di essere stata manipolata dall’aura di santità che li circonda. Provo ribrezzo per loro perchè vengono perennemente descritti come privi di un qualsivoglia difetto. Si, avete capito bene, io Rachel l’ho detestata immediatamente e sapevo che avrebbe ammuffito quello che si era presentato come “il mio uomo preferito di Maggio 2015”: Sebastian Verlaine.

Sebastian viene presentato come uno di quegli uomini cinici, insensibili, perversi e disillusi che sono linfa vitale per il benessere dei miei ormoni.
E’ perennemente scazzato e disinteressato.
Imperturbabile, fissato con il dominio della femmina e sessualmente iperattivo.
In pratica l’uomo perfetto.
Ah, ovviamente è anche un gran figo.

Poi, purtroppo per noi, incontra la Santa Maria Goretti di turno.
La vede al processo e decide che è talmente dimessa, sfigata e debole, che la deve avere, SUBITO!
Fin qui nulla di male. L’ha detto lui di essere perverso e sessodipendente.
Ed infatti se la porta a casa, la fa diventare la sua governante personale e appena può le mette le mani addosso, la costringe ad avere rapporti sessuali plurimi che la eccitano come una faina ma siccome lei è traumatizzata dall’ex marito che le ha fatto tantissime cose brutte, si rfiuta di godere e rimane rigida e ferma come uno stoccafisso al mercato.

La storia del “ti scopo a prescindere” va avanti per un po’, poi Sebastian decide di invitare alcuni amici particolarmente simpatici che ci vanno giù un po’ troppo pesanti nell’insultare la povera, maltrattata, traumtizzata Rachel e il capitolo finisce con il nostro eroe che pesta uno degli stronzi e lo caccia di casa.
Fin qui nulla da eccepire.

Parte il nuovo capitolo e Sebastian non c’è più; al suo posto il suo doppelganger patetico e noioso, irritante e moscio che ha reso la seconda parte del libro sempre più irritante in un’escalation di fasidiosità culminata con il non tanto agognato lieto fine.
L’unico scopo della vita di quest’uomo diventa il godimento della “povera” Rachel, la quale viene sottoposta a sessioni continue di sesso che però ahimè, non portano a nulla, fino a che a – quel che resta di Sebastian – non viene in mente l’idea delle idee. Visto che Racheluzza nostra è traumatizzata dall’ex marito che la legava e se la scopava in ogni modo e in ogni dove, perchè non legarla e scoparla come se non ci fosse un domani?

Incredibilmente la terapia comportamentale funziona e lei orgasma manco fosse una pornostar sul set dell’ultimo film di Siffredi.

E se mi annoiavo prima, figurarsi ora che i due piccioncini si scambiano paroline d’amore e di giubilo ogni 25 secondi netti.
Non sto a raccontarvi il resto. Vi dico solo che Rachel arriva addirittura ad imporsi e costringe lo scopatore seriale a strisciare come una merdaccia prima di essere perdonato.

Giuro che il cambiamento repentino di carattere del nostro eroe è più che irritante. Va bene andare incontro alle esisgenze altrui, va bene anche smussare un po’ gli angoli, ma non puoi passare dall’essere un bastardo senza cuore, insensibile e perverso a cucciolotto pronto a leccare chiunque ti prometta di allungarti un biscotto. No, così non è affatto giusto. Non potete tradire un personaggio in questo modo e poi così, senza che ci sia una vera e propria evoluzione ma semplicemente un cambiamento incomprensibile da una pagina all’altra.

Maxima delusione.

In poche parole

Sante Marie Goretti di tutto il mondo, Vi Odio.

Poschina

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4 thoughts on “Nella Gioia e Nel Dolore – Patricia Gaffney

    • No tesoro…. non ti picchierei mai, sono io che ultimamente sono più ipercritica del solito 😀

      Poi scusa… il bello è proprio che ognuno ha i suoi gusti, a me piacciono un sacco di libri che vengono considerati delle vaccate immense dalla maggior parte della gente che conosco, ma non posso farci nulla, mi piacciono Assai !!!!!!

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  1. Pingback: Il Listone – Maggio 2015 | La Leggivora

  2. Qualche anno fa quando non avevo l’ereader ed ero al mare mi sono accorta di no aver messo in valigia i miei libri!!! Disperazione. Allora sono andata in edicola e ho scelto un libro sulla base dell’alto numero di pagine (ebbene si ho questa perversione, più le pagine sono numerose più il libro mi chiama). Peste mi colse, scelsi un romanzo intitolato Ambra (di Kathleen Winsor) che mi ha fatto talmente cagare che, dopo averlo finito (perché sono masochista) ho deciso di abbandonarlo in hotel perchè non lo volevo più vedere neanche dipinto. Mio marito, tesoro, pensando che la mia fosse stata una dimenticanza lo ha ficcato in valigia 😦
    Beh una volta a casa stavo raccontando ad una mia amica questa esperienza di lettura devastante e lei mi ha confessato che Ambra era stato il suo romanzo preferito negli anni dell’adolescenza inquieta e che lo aveva cercato per mari e per monti senza più trovarlo. Inutile dire che gliel’ho regalato immediatamente e…ciò nonostante …..non ho rinnegato l’amicizia 😀
    quindi …i gusti son gusti…magari Ambra ti farebbe sbavare 😀

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