La Seduzione di un Gentiluomo – Cecilia Grant

Avete presente la frase “più cocciuta di un mulo?” ecco, l’hanno inventata pensando a me.
Infatti quando mi fisso con qualcosa non ci sono cazzi che tengano. Finchè non ho soddisfatto la mia fissazione, non sono contenta. E spesso non sono contenta nemmeno dopo perchè sono, fondamentalmente, una grandissima cagacazzo.
Ma perchè questo pappone su me medesima?
Perchè ho ripreso l’insostenibile “La seduzione di un gentiluomo” e mi sono imposta di superare lo scoglio delle prime 20/30 pagine. Secondo voi, alla fine, questa fatica è stata ricompensata?

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La Trama: Mantenuta di un ricco signore, Lydia Slaughter è un genio con i numeri e il suo obiettivo è vincere a carte la somma che le garantirà l’indipendenza. Conosce bene gli uomini, sia in camera da letto sia al tavolo da gioco, e non ha paura di piegare le regole a proprio vantaggio. Così è per lei facile spennare Will Blackshear a vingt-et-un . Anche l’eroe di Waterloo ha estremo bisogno di vincere molto denaro, e nonostante non intenda farsi distrarre dal desiderio, un’alleanza con Lydia potrebbe rivelarsi utile per entrambi. E la posta in gioco è molto alta, poiché a ogni puntata, allettata anche da tacite promesse di piaceri carnali, si fa più grande l’unico rischio che non possono permettersi di correre: innamorarsi…

Ed ora la parola alla giurata

Recriminazione 1: Invece di scrivere per  tutto il fottutissimo libro “vingt-et-un”, solo per fare i fighi, avreste potuto scrivere 21, tanto lo conosciamo tutti il gioco…. perchè ogni volta che leggevo  vingt-et-un, mentalmente lo sentivo pronunciato da mia nonna Linda con il suo accento misto “milanese – Italiano” che la contraddistingueva e questo non creava certo la giusta atmosfera.

Recriminazione 2: Le prime venti/trenta pagine di questo romanzo storico che ha vinto il premio “Sensual Hystorical Romance 2012” farebbero ammosciare anche un pornoattore con 5 pastiglie di viagra in corpo, figuratevi una giovane donzella come la sottoscritta ed infatti, a  dicembre, lo avevo abbandonato tra una bestemmia e l’altra.

Poi però un paio di gg. fa mi è presa la fisima.
Siamo onesti.
Non sapevo cosa leggere, non volevo nulla che superasse le 300 pagine e tutto quello che ho in lista da leggere supera abbondantemente le 500 quindi mi restavano pochissime alternative. O rileggere per la miliardesima volta “nine rules to break….” oppure riprovare cocciutamente a farmi piacere questa sbobba.

Prendo la situazione di petto e salto a piè pari le pagine noioserrime fino al momento in cui la battonazza si mette a giocare a carte spennando il quercioso Will. Dico “quercioso” perchè le due battonazze amiche di Lydia lo definiscono “grande come una quercia” e lui stesso, per rincarare la dose, dice alla nostra battonazza per eccellenza di avere un uccello di ragguardevoli dimensioni.

Forse forse non ho fatto poi così male ad incaponirmi.

Ricapitoliamo:

Abbiamo un uomo reduce di guerra con il solito, noioso, ininfluente triste passato, che è alto, fisicatissimo, moro con occhi scuri ed ha anche un cazzo notevole e una donna non bellissima ma estremamente sensuale che ha un passato noiosamente tristissimo (solita storia di amore finito male con gravidanza a seguito, aborto e conseguente impossibilità ad avere figli), bravissima con i numeri che si accorda con l’uomo quercia per girare di bisca in bisca a raggranellare soldi barando.

Ora, secondo voi, come può finire?
Bravi.
A schifìo finisce.

In realtà, prima di arrivare a Schifìo passa un sacco di tempo, tanto che avevo quasi perso le speranze…. Noiose introspezioni, pallosissime partite a carte fatte di segnali a me tutt’ora incomprensibili per fottere il banco e seghe mentali ingiustificate. Il tutto per arrivare alla tanto agognata scopata.

Anzi due.
La prima si fa al modo di Lydia, con lei che praticamente si fa sfondare a colpi di “Spingi di più, sfondami, fammi sentire il tuo uccello” (giuro che non sto scherzando nè esagerando).
La seconda in Will Style. Ossia una lenta, profonda, languida, calda seduzione prima di affondare l’enorme attrezzo nello scrigno segreto.
Onestamente, mi vanno bene entrambe le versioni, non sono schizzinosa…. ma devo ammettere che il modo in cui Will affronta il rapporto sessuale ha smosso piacevolmente l’ormone, facendolo sbatacchiare vorticosamente nelle mie parti basse.

Dopo che è finita a Schifìo, ci troviamo ad assistere ad un inutile e superfluo duello tra il nostro amatissimo Will e quel cafone dell’ex protettore della puttanazza.

Finirà bene.
Strano vero? Noi tutte immaginavamo un finale triste ed invece piomba su di noi come un falco pellegrino il classico lieto fine (senza ingravidamento perchè lei, come detto prima, è sterile. Davvero sterile. Non come negli altri romance in cui si dice che la pulzella non può procreare e poi procrea alla prima botta con il “verga gigante” di turno. Quindi un applauso per la coerenza narrativa).

Ora però tiriamo le somme.
Non è un libro per il quale viene voglia di strapparsi le mutande, ma vedere una donna che gode del sesso e che non ha bisogno del maschio Alpha che la illumini sui piaceri della carne, è in un certo qual modo liberatorio.
Oltretutto ammettiamo che, se pur noiosissima, la storia della relazione che comincia con allusioni sessuali durante l’insegnamento del gioco del Ventuno, è originale e diversa dal solito.
Come profondamente diversa dalla “Classica Eroina Romance” è Lydia.
Indipendente, zoccola, succhiacazzi di notevolissima bravura, adoratrice del sesso, è distante anni luce dalla verginella imbarazzata e inesperta che impera nel romance storico.
Will è, purtroppo, il classico gentiluomo che la mena a tutti che vuole resistere alla tentazione e poi le sbatte l’enorme verga nello scrigno non poi tanto segreto alla prima occasione. Però ha il pregio di fottersene realmente della differenza di classe che li divide e si sposa l’ex prostituta, ex mantenuta, ex fertile Lydia, nonostante questo lo porti a diventare “Il Reietto per Eccellenza”.

Alla fin della fiera il libro non mi è dispiaciuto.
Non sono impazzita di gioia/piacere ma nemmeno mi sono fatta due palle come due meloni (escluse le prime pagine).
E poi il libro contiene delle perle imperdibili del tipo “Lei lo succhia così bene che potrebbe far resuscitare un morto” o roba simile.
Non so se rendo l’idea….

In poche parole

Penso che non giocherò MAI più a 21 o Blackjack che dir si voglia, in compenso ora ho un motivo in più per adorare le querce.

Poschina

 

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4 thoughts on “La Seduzione di un Gentiluomo – Cecilia Grant

  1. il fatto che questo romanzo sia nel mio elenco dei già letti e io non mi ricordi una cippa neanche leggendo la trama ha un che d’inquietante. O l’ho considerato una gran ciofeca o sto galoppando verso una demenza senile precoce O_o

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  2. Pingback: Il Listone – Febbraio 2015 | La Leggivora

  3. Sto ancora morendo dalle risate! Sei un mito! ahah 🙂 Che poi – ad essere onesti – mi capita di leggere sti libri che sai già dove vanno parare e pure come! Ma li leggi così poi ti puoi pure incavolare e liberare tutto l’acido in eccesso senza troppi sensi di colpa!!!

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  4. Pingback: Il Listone – Giugno 2015 | La Leggivora

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