La Vergine dello Scandalo _ Louise Allen

Mah…chissà poi cosa cazzo mi ha spinta ad acquistare questo libro.
Avrei dovuto capire dal titolo che era una fregatura bella e buona… eppure mi sono incaponita come solo io riesco a fare, con quell’ostinazione infantile che porta solo guai e alla quale non riesco proprio a resistere….

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La Trama: Inghilterra, 1816 – Nota in società come la Vergine dello scandalo, sotto l’atteggiamento frivolo e disinibito Lady Laura Campion nasconde in realtà il dolore di aver perso la figlia avuta dal suo unico amore, Piers, morto in battaglia prima di poterla sposare. Ma il giorno in cui scopre che la bambina in realtà è viva e sotto la tutela del potente Avery Falconer, Conte di Wykeham, nasce in lei una nuova speranza. Così, decisa a riprendersi la piccola Alice, Laura si insinua nelle loro vite sotto falsa identità, non aspettandosi certo l’attrazione irresistibile che sin dal primo incontro vibra tra lei e il formidabile conte. E quando quel sentimento si trasforma in qualcosa di più profondo, il castello di bugie che ha costruito minaccia di crollarle addosso. Come potrà convincere Avery a perdonarla e a dimenticare il suo scandaloso passato?

Ed ora la parola alla giurata…. una giurata che spoilera come se non ci fosse un domani, anche perchè non vi consiglio di buttare i soldi per questa sbobba

Partiamo con le cose importanti.
Laura è odiosamente santamariagorettiana e tutto il libro si basa su un futile BM che mi ha irritata oltre misura.

In breve:

La diciassettenne/diciottenne Laura si innamora di Piers, ci va a letto 6 volte e resta incinta. Lui non lo sa, parte per la guerra e ci rimane stecchito. Lei intanto gli aveva mandato una lettera pietosa e carica d’ammmmmore nella quale annunciava il lieto evento. Immediatamente dopo il parto, i genitori le dicono che la bimba è schiattata. Passano gli anni e la nostra non-eroina scopre che i genitori le hanno mentito e che la figlioletta è viva. Corre a cercarla ma i genitori adottivi le ripropinano la palla della morte. Però ora Laura è incazzosa e a furia di insistenze scopre che in realtà la figlia sta benissimo e che è stata raccattata dal cugino di Piers: Avery. Decide quindi di andare a cercarla.

Questo è quanto.
Cioè…… Io dico….. Puttanazza Eva.
Una persona mediamente normale avrebbe chiesto un colloquio con quel gran figo di Avery e gli avrebbe detto:
Egregio Lord Wykeham, sono Lady Laura Campion, la madre naturale di Alice, so che lei pensa che io l’abbia abbandonata, invece sono stata vittima di una bastardata da parte dei miei genitori, che per evitare lo scandalo mi hanno detto che era morta poco dopo il parto. Ho scoperto solo pochi mesi fa della sua esistenza e ci terrei a tornare a far parte della sua vita. Tra l’altro, per chiarire, io suo cugino Piers lo amavo veramente.

Ecco; qualche riga e sarebbe stato tutto finito.
Invece ci toccano pagine e pagine di menzogne assurde ed espedienti comodi, sguardi languidi, scopazzate orgasmatiche pianificate per incastrare l’uno e l’altra e tanta melensaggine gratuita.

Ho detestato Laura istintivamente in quanto esponente del Santamariagorettismo, vittima della società, dell’età, della famiglia, del maschio alpha, delle pettegole e chi più ne ha più ne metta. E poi ha anche la lacrima facile. Basta.

Sono rimasta molto delusa da questo libro, mi aspettavo qualcosa di completamente diverso per la ragguardevole cifra spesa (ben 5,99 € – ossia il panino coppa, songino, funghi e pecorino piccante che vendono al bar di fianco al lavoro) ed invece mi sono ritrovata tra le mani la fiera delle banalità, il tutto peraltro con un uomo perennemente eccitato ma incapace di farsi valere. Prendi la tua verga ed usala invece id stare lì a farti seghe mentali.

Per non parlare dei vari espedienti usati per trascinare la trama che sono banali e fastidiosi e oltretutto lei si dimostra spesso e volentieri di una stupidità che offende la mia sensibilità di donna moderna e fintamente emancipata.
Alla fine della fiera lui la sposa e l’unica cosa decente del libro sono quelle due/tre pagine nelle quali pretende i doveri coniugali usandola solo per il suo piacere e lasciandola a contorcersi per il bisogno di un orgasmo. Avesse continuato così mi avrebbe donato almeno un filo di bastardissima gioia, invece purtroppo lei (strano a dirsi) piange per avere il suo uccello godurioso e lui va in brodo di giuggiole, la ingravida e vissero felici e contenti.

Amen.

In poche parole

Con 5 euro e 99 avrei potuto comprarmi qualche etto di tortelli alla crema e ne avrei tratto maggiori soddisfazioni.

Poschina

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7 thoughts on “La Vergine dello Scandalo _ Louise Allen

  1. Ahhaha “santamariagorettismo” è fantastico. Lo adotterei come modo di dire, se non fosse difficile da pronunciare! Io ho iniziato 50 sfumature perché nell”ambiente BDSM” storcono tutti il naso e fanno gli snob! E leggendolo penso che non merita tutte le critiche che gli si muovono! è come twilight, non vi aspettate chi sa che, ma gli ormoni ve li smuove 😀

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    • Io l’ho detestato con tutta me stessa.
      Me lo hanno passato anni fa dicendomi che era splendido ed io mi ero immaginata un certo tipo di libro, incentrato sul BDSM e sul rapporto Dom/sub invece mi sono trovata tra le mani una specie di polpettone Harmony con un malato di mente e una cretina come protagonisti… ahahhahhahaha

      Certo, io parto sempre con aspettative altissime… è un mio problema.
      Ho cmq. preferito Twilight.

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      • Io sono al 30% del primo libro. La cosa che trovo insopportabile è la bellezza ricchezza di Gray. Per il resto la dinamica della slave insicura che incontra un control freak gasato è verosimile. Anche io sono una maniaca del controllo che mette a tacere le proprie insicurezze nel BDSM 😀

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  2. Anche febbraio sta buttando male eh?
    Grazie per lo s-consiglio di lettura!
    Io ho letto Undici sfide….speravo meglio, un eroe ancora più bastardo ma non si può avere tutto e lei meno infantile. Almeno ho capito da dove è uscita Penelope di Un irresistibile furfante. Forse sono incontentabile 😦
    Ho iniziato la serie Peccato originale della Reisz, l’hai letta?
    La serie della Gazzola non l’ho ancora affrontata quindi non mi spoilero, vale la pena?

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    • eheheheh butta male sempre porcaccia la miseria 😉

      Anche io ho letto 11 sfide…. e mi aspettavo qualcosa di più. E’ decisamente 10 spanne sopra quello incentrato su Nicholas ma cmq. ho preferito il primo. In questo caso trovo troppo esasperati gli atteggiamenti dei due protagonisti, per esempio mi va bene lo snobismo di lui, ma poi cede sempre troppo in fretta e lei spesso sembra una bambina che fa i capricci. Però onestamente l’ho letto tutto d’un fiato e mi sono divertita. C’è decisamente di peggio in giro.

      La serie della Gazzola è un romance all’acqua di rose.
      La parte gialla delle storie è un mero pretesto narrativo, mentre la parte romance è estremamente delicata, potrebbe leggerla mia nipote di 5 anni senza che questo le lasci alcun segno. Non c’è passione sfrenata ma i libri non sono nemmeno incentrati su un approfondimento psicologico serio dei protagonisti.
      Però sono scritti bene, scorrono via lisci.
      A me nonostante le critiche che continuo a propinare, piacciono… altrimenti non li avrei letti tutti, però non aspettarti di restare con il fiato sospeso o di sospirare di passione, rimarresti delusa.

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  3. @Agatagrop
    Alla fine del libro voglio assolutamente il tuo parere spassionato perchè essendo un’esperta del campo (a differenza mia…) sicuramente puoi darmi un parere da “persona interessata”.
    Oltre alla ricchezza/bellezza stile Harmony e particolarmente irritanti, ho detestato le ragioni che spingono Mr. Grey ad essere un Dom (più o meno… perchè da quello che ho letto nella letteratura di genere in realtà ha poco anche del vero Dom) però non voglio spoilerare…

    Attendo con ansia di sapere cosa ne pensi una volta finito il libro.

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  4. Pingback: Il Listone – Febbraio 2015 | La Leggivora

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