Atlas Shrugged – Ayn Rand

Questo è Il Libro con la “I” e la “L” maiuscole, ma io non sono qui a farne una recensione seria, controllata, noiosamente politica. No. Oggi ho deciso che ve ne parlerò in modo completamente diverso. Non cercherò di convincervi che sia un testo meraviglioso, non cercherò di farvi innamorare di Dagny, bensì vi spiegherò perchè Hank Rearden è a tutti gli effetti l’uomo del trittico di Dagny che preferisco.
Perchè vanno bene la politica, la filosofia, il rigore morale e via dicendo, ma qui, oggi, parleremo principalmente di carnazza.

atlas

La Trama: Questo romanzo riassume l’etica oggettivista di Ayn Rand, fondata sulla difesa del capitalismo, della ragione e dell’individualismo. La vicenda della compagnia ferroviaria Taggart Transcontinental si incrocia con quella della nazione americana, la cui politica dirigista ne sta provocando il collasso. Hank Rearden, inventore di una speciale lega metallica, e Dagny Taggart, mente direttiva della Taggart, si persuadono dell’impossibilità di redimere un mondo che rifiuta la ragione quale mezzo di sopravvivenza e di progresso e decidono di aderire allo sciopero dei cervelli. Francisco D’Anconia e Ragnar Danneskjöld sposano il progetto di John Galt che vuole impedire lo sfruttamento delle menti produttive riunendole in una località inaccessibile. Ma John dovrà affrontare un’avventura che tenterà di sopraffarlo, alle prese con individui spietati che cercheranno anche di corromperlo.

Ed ora la parola alla giurata

Primo: nel resto del mondo viene venduto in un unico tomo da circa 1200 pagine. Qui in Italy, il paese del bengodi, viene venduto in 3 tomi dal costo spropositato di 16 € l’uno. Ladri di merda. Cmq. sappiate che vale ogni centesimo speso.

Spoilerone unico. Qui non si nasconde nulla….

Dagny Taggart è la donna che vorrei tanto essere. E’ bellissima, intelligentissima, ricchissima e si sbatte tre manzi che avercene. Oltretutto lei non è la classica figlia di papà che ha un sacco di soldi ed occupa una posizione di rilievo senza meritarsela, perchè da sempre si è fatta il culo lavorando fin dall’adolescenza nell’azienda di famiglia facendo i lavori peggiori.
Non gliene frega un cazzo della fama, tanto che in azienda non è il capo, anche se tutti sanno che la mente è lei e non quel coglione di suo fratello James che, per farvi capire il tipo, è il classicissimo figlio di papà inutile, stupido, ottuso e megalomane, che potrebbe avere la faccia di uno qualsiasi dei politici che occupano il nostro parlamento.

Cmq.
Il primo uomo che incontriamo nella vita di Dagny è Francisco D’Anconia, erede unico di una delle più grandi potenze del rame, bellissimo, fisicatissimo non intelligente, di più e soprattutto con il cazzo grosso. Ok, questo non è scritto da nessuna parte ma a me piace pensarla così. Fisicamente è alto, moro, carnagione olivastra, in ottima forma e non assomigia in nulla al tipico sudamericano che si vede in giro, quindi ognuno se lo immagini come meglio crede.
Francisco, o Frisco, come ama chiamarlo Dagny, è colui che si prenderà per primo lo scrigno segreto, ed essendo un libro della Rand, scordatevi parole dolci e fiorellini; al solito si tratterà dell’affermazione della propria essenza attraverso la condivisione, per certi versi piuttosto brutale, dell’atto sessuale come massima espressione dell’io e dell’appartenenza.
Degna di nota è una partita di tennis tra i due eroi ad altissimo tasso erotico, tutte le volte che la leggo mi trovo eccitata come una faina e per certi versi piacevolmente appagata.

La relazione tra i due giovani va avanti senza che sia ufficializzata fino al giorno in cui Frisco, da uomo integerrimo, eticamente inattaccabile e impossibile da non venerare, comincia a fare discorsi strani fino a diventare lentamente un donnaiolo sperperatore di soldi e rinnegare ogni principio in cui credeva.

Inutile dirvi che la risoluta Dagny lo fanculizza e sposta la sua attenzione su altro.

Contemporaneamente a questo irritante cambiamento di Cazzo Grosso Frisco, cominciano a succedere cose strane, per esempio sparisce un bel po’ di gente del mondo che conta. Businessmen di un certo peso spariscono nel nulla e Dagny comincia a trovare insopportabile la frase che permea tutto il libro “Chi è John Galt?”.

A parte tutto lei è una donna che lavora e non ha tempo per struggersi e decide di allearsi con Hank Rearden per sfruttare la nuova lega metallica miracolosa creata dal figherrimo sopra citato per usarla nella sua nuova linea ferroviaria che ha chiamato, giusto per smuovere un po’ le acque la “John Galt Line”.
Hank Rearden è un uomo integerrimo, sposato con un’arpia completamente deficiente, con una madre stronza ed un fratello parassita. Lui è il classico uomo che si è costruito intorno un bel muro alto 20000 metri impenetrabile, fatto di valori morali fondati su principi sbagliati.
Inutile dire che Dagny gli mette immediatamente gli occhi addosso e lui ancora non lo sa, ma non ha alcuno scampo.
Basta poco tempo per capire che lei lo vuole nel letto e lui capitolerà alla grande per poi insultarla pesantemente la mattina dopo a suon di “sei una sordida puttana ed è esattamente come una puttana che ti ho scopato, senza quel rispetto che invece riservo alle donne delle quali ho stima”. Per tutta risposta lei gli sghignazza in faccia perchè sa benissimo che il vero Hank non è quello controllato e freddo che tutti conoscono ma l’animale da letto che lei riesce a tirare  fuori. [Sospiro prolungato]

Iniziano una relazione e insieme partono alla ricerca del creatore di un motore miracoloso che hanno trovato per caso mentre scartabellavano in una fabbrica abbandonata. Più si avvicinano al creatore del motore, più la gente che conta scompare e Dagny non lo sopporta. Li considera dei traditori e decide di dare la caccia a colui che tira i fili delle sparizioni generando una reazione a catena di scomparse che avrebbe fatto la gioia della Sciarelli.

E proprio mentre insegue uno di questi fuggitivi prende un aereo e si schianta in un posto stranissimo che sembra non essere segnato su nessuna carta geografica. Si riprende dallo shock e la prima cosa che vede è un figo pazzesco biondo con occhi verdi che la guarda.
Echecazzo Dagny !!!! Te li prendi tutti tu? Il moro, l’espertone e il biondo? A noi donne comuni non lasci nulla?

Fatto sta che scopre di essere in questa specie di rifugio creato nientepoponimeno che dal mitico John Galt (che è il figone di turno oltre che un fottuto genio) dove le menti pensanti del mondo si sono radunate per sfuggire a leggi inique e particolarmente stupide lasciando che il mondo “fuori” vada a puttane. Qui ritrova anche il mitico Frisco che, povero lui, è convinto finalmente di poter stare con la donna che ama, la quale invece ha già messo gli occhi sul bel Galt, il quale a sua volta la stalkera da 10 fottutissimi anni e, ci sommetto la tetta sinistra, si masturba selvaggiamente sulle sue foto.

Dagny si piazza in casa di Galt, gli fa da mogliettina platonica [entrambi bruciano di desiderio ma lo reprimono] e fa chiaramente capire a Frisco che lei ha finalmente trovato l’uomo degno del suo più puro amore e tutti e tre accettano questa decisione con una calma serafica che contrasta alla grande con il mio temperamento burrascoso.

Però Dagny non può dimenticare che Hank è là fuori che la cerca e lotta ormai completamente solo contro l’imbecillità umana e decide di andare ad aiutarlo. A questa decisione segue la scoperta che Johna Galt lavora da una vita come operaio nelle ferrovie Taggart e questa mirabolante scoperta si conclude con una memorabile scopata nei sotterranei della stazione sui travertini del treno e qui parte l’applauso per la fantasia sfrenata. Posso solo immaginare il dolore fisico di scopare su quei bei sassi che stanno tra una rotaia e l’altra. E, ammettiamolo, io Dagny l’ho invidiata alla grande. Voglio anche io un uomo pronto a scoparmi ovunque.

Da qui la situazione precipita:
– Hank scopre che Dagny si è innamorata di un altro e accetta la situazione con rassegnazione perchè lui è John Galt, il genio supremo a cui tutti aspiriamo di diventare;
– Il logorroico John fa un comunicato radio di 70 pagine nette solo per dirci che A=A;
– John viene rapito;
– Frisco, Hank e Dagny lo salvano senza farsi scrupolo di uccidere esseri umani asserviti al potere;
– Il mondo come lo conosciamo noi crolla e i nostri eroi si godono lo spettacolo pregustando il momento in cui ricostruiranno un’umanità migliore.

The end.

Ma allora, se John è un genio bellissimo, intelligentissimo, che scopa alla grande…..perchè io amo Hank?
Semplice.
Hank è il più umano dei tre uomini.
Hank è l’unico che affronta davvero un percorso di consapevolezza di sè, di distruzione di principi per costruirne altri. Hank matura, cambia, lotta, si pone domande, dubita, teme. E’ umano.
Frisco e John sono esseri perfetti, che non crollano mai, che non cedono mai, che non sbagliano mai.
No.
Io un uomo perfetto non lo voglio.

Preferisco di gran lunga il complicato, cocciuto, schiavo delle convenzioni Hank e godermi con calma il suo cambiamento, il suo uscire dalla crisalide per mostrarsi finalmente farfalla.
Hank, Io Ti Amo.

In poche parole

Prendi tre meravigliosi uomini, te li scopi tutti e riesci anche a farli andare d’accordo una volta che hai fatto la tua scelta. Dagny, sei un fottuto genio.

Poschina

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