Rosa d’Inverno – Kathleen E. Woodiwiss

Prima di tutto portiamo rispetto a questa donna che a tutti gli effetti è la mamma del Romance Storico. Autrice che ho cordialmente detestato quando mi sono imbattuta ne “Il fiore e la fiamma”, libro al quale ho dato 5,5 solo perchè la scrittura è impeccabile e non si può certo dare 4 ad un libro scritto bene.
Avevo detestato il libro in quanto compendio assoluto di espedienti comodi, con una protagonista piagnina e lamentosa ed un protagonista maschile che non aveva suscitato, ahimè, alcun pruriginoso brivido.

Essendo una contraddizione vivente, al momentaneo “Non mi farò fottere di nuovo da questa sciampista” si è sostituito il più moderato “diamole una seconda possibilità” e stavolta ho oculatamente studiato le trame fino a trovarne una che mi promettesse porche soddisfazioni.

rosa

La Trama: Inghilterra, 1792. Lord Saxton è un uomo potente e crudele. Le fiamme di un furioso incendio gli hanno sfigurato il volto, che da allora cela sotto una maschera di cuoio. Al “mostro”  viene data in sposa la giovane e delicata Erienne da un padre privo di scrupoli. Il destino della sfortunata ragazza pare segnato. A meno che non riesca a scoprire chi si nasconde veramente dietro quella maschera.

Ed ora la parola alla giurata

Voi non potete saperlo, ma nel profondo, sotto lo strato di macerie generato dai calci in faccia che ho preso dalla vita, sotto la patina di cinismo e sarcasmo che ostento insieme ad un impeccabile make-up, arde il ricordo di una bambina fantasiosa, romantica, piena di aspettative. Ed è proprio quella bambina, la me medesima settenne, ottenne o novenne, che è rispuntata fuori mentre leggevo questo libro e che ha preteso, in onore dei bei vecchi tempi, che io lo apprezzassi a dovere, che gli dedicassi il tempo dovuto e che abbandonassi per un paio di giorni l’ossessiva ricerca dello sconvolgimento interiore in funzione della riscoperta della dolcezza.

Kathleen F. Woodiwiss, mi hai fottuta per bene.

Per prima cosa, approcciandosi a questa lettura, dovete ricordarvi di prendervi del tempo. Qui si legge lentamente. Parola dopo parola. Immagine dopo immagine. Non perdetevi i dettagli che poi vi servono per unire i puntini e non farci la figura dei tontoloni. La scrittura di Kathleen impone a forza una certa riflessività. Quindi non fate come me che a pagina 20 imprecavo perchè “figa, non succede un cazzo”. Dovete tenere conto di un paio di cose:

– il libro è stato scritto 33 anni fa e si sentono tutti
– i personaggi agiscono come si suppone agissero nel 1792 e non negli anni 2000

Lo so, piace anche a me l’idea  dell’eroina alla Kleypas tutta palle, decisione e spudoratezza. Ma so benissimo che all’epoca le donne erano femminucce perennemente bisognose di essere accudite/salvate/coccolate/protette/nutrite/trattate come delle quattrenni e che per loro avere un uomo che si prendesse tale responsabilità era la massima aspirazione.

Fatte le dovute premesse, cominciamo a spoilerare a manetta.

La nostra temeraria autrice ci ha sempre tenuto a sottolineare che lei scriveva delle fiabe e non romanzi  con velleità neorealiste. E visto che lo dice lei, io non ho nessuna intenzione di contraddirla e anzi, rilancio. Questo libro è una fiaba. Dall’inizio alla fine. Non lo nasconde, non se ne vergogna e anzi, ne fa il suo punto di forza.
E’ scritto persino con uno stile gotico-romantico indimenticabile.

Erienne, della quale detesto il nome, è una bellerrima ragazza che, sfortuna sua, vive con un padre completamente stronzo ed un fratello idiota che ha perso l’uso del braccio destro sfidando a duello il bravissimo, bellissimo, scaltrissimo e sexyssimo Christopher Seton, Yankee fottutamente ricco. Una mattina, mentre è intenta ad aspettare l’ennesimo sfigato che il padre intende appiopparle come marito, riceve la visita di un bel figaccione con il quale fa un po’ la zoccola (poveretta, è convinta sia il famoso pretendente) fino a quando non arriva il padre che in breve le dice “zoccola che non sei altro, va bene tutto ma quello a cui sei avviluppata è il bastardo che ha menomato tuo fratello, che altri non è che il tizio con il quale ho un debito enorme e che mi costringe a spingerti tra le braccia di vecchi bavosi ricchi. Stagli lontano”.

Però è troppo tardi, perchè lei si è giustamente invaghita del bel giovine il quale le fa una corte serrata e una sera, rimasta bloccata con lui in un fienile, per poco non gliela dà perchè lui le si getta addosso come un cane in calore, la palpa, la slingua e le lecca sapientemente i capezzoli fino a ridurla da “damina settecentesca pudica” a “donna del 2014 infoiata”.

Qualche tempo dopo, mentre fugge dall’ennesimo vecchio bavoso proposto dal padre, viene attaccata dai cani, precipita in un fiume gelato e viene salvata da un tizio sconosciuto che la porta nel castello disabitato e mezzo bruciato dei Saxton e la cura sempre senza farsi vedere. A guarigione avvenuta, scopre che il suo salvatore altri non è che Lord Saxton, uomo orrendamente sfigurato da un incendio, che gira perennemente coperto da una maschera di cuoio, zoppica e che tutti temono in quanto Signore incontrastato dell’Inghilterra del Nord.

E io già lo amavo come un’ ottenne può amare il compagno di classe. Platonicamente e pudicamente. Poi però le cose si complicano. Il padre idiota mette all’asta la povera Erienne che viene comprata proprio dal mostro, e lei è talmente settecentescamente terrorizzata dall’idea della prima notte di nozze dal dirgli chiaramente:  “Col cazzo che faccio sesso con te, lurido schifoso sfigurato e zoppo” e lui le risponde “Ok, ti do qualche giorno per abituarti alla mia orripillantezza ma poi te lo sbatto dentro senza troppe storie”.
Mentre il tempo scorre Christopher, che si scopre essere un odiato cugino di Saxton, continua a corteggiarla e vezzeggiarla fino a che, una sera, non si avviluppano come due adolescenti assetati di sesso in carrozza. Lei rinsavisce e gli dice chiaramente che è una donna sposata e non vuole ferire suo marito che è dolce, comprensivo, paziente, ricco, rispettabile, santo e potente.
Scappa in casa, cerca di calmarsi e poi si fionda in camera del marito all’urlo di “Scopami subito!!!”

E qui parte la scena della “prima notte” che vede protagonisti tizzoni ardenti e morbide accoglienze e giuro… GIURO!!! che non mi sono messa a sghignazzare selvaggiamente solo perchè mi sono imposta di dare retta all’ottenne che si era impossessata di me e che reclamava a gran voce di tenere presente i 33 fottuti anni che ci separano dal momento in cui è stato scritto e soprattutto che devo essere più romantica.

Abbraccio il romanticismo e mi immergo con Erienne nell’appagante scoperta delle doti amatorie del mostro. Ogni notte lui arriva e, rigorosamente al buio, le fa cose che sono ancora oggi vietate nel 50% degli stati USA. Lei in tutto ciò sogna che a fargliele sia Christoper.

Postillina: poco prima della metà del libro, ho iniziato ad avere sospetti striscianti che sono stati confermati dall’avanzare della lettura. Avrei dovuto capirlo prima, è imbarazzante notare quanto l’età mi abbia rincoglionita.

Però.
Se io sono rincoglionita, Erienne è proprio una cogliona fatta e finita. Lenta come solo un bradipo narcotizzato può essere, tonta come solo una damina del 700 poteva essere, stordita come  solo chi è stato ad un concerto per 3 ore di fianco ad una cassa può sentirsi. Perchè come cazzo fai, razza di idiota, a non aver ancora capito?

La tontitudine della protagonista ha definitivamente ricacciato la me ottenne sotto i calcinacci dai quali era spuntata ed io, 34enne incazzata, disillusa e profondamente cattiva, ho ripreso pieno potere sul mio cervello e soprattutto sul mio cuore ed ho potuto constatare freddamente che a pagina 408 il libro svacca.

Cominciano una serie di scene grondanti miele di tiglio atte solo a farci notare quanto sia seccante la felicità di Erienne e di suo marito e siccome seccante non mi sembra sufficiente per esprimere quello che ho provato in queste pagine rilancio con stomachevole, nauseante, smanceroso e lezioso.
Ora va decisamente meglio.

A questa gioia noiosa ed eccessivamente prevedibile (come la ovvia gravidanza della nostra eroina) segue la parte avventurosa che non vi sto a raccontare perchè altrimenti svelerei tutto quello che rende il libro, nonostante tutto, un ottimo libro. Vi basti sapere che non si passa il tempo temendo per l’incolumità dei nostri eroi ma che tuttavia la lettura avanza con un certo entusiasmo.
Nelle restanti pagine assistiamo alla conclusione della fiaba.
Che si conclude come tutte le fiabe.
“E vissero tutti felici e contenti”.

Fine

A parte la stucchevolezza che non apprezzo MAI, in generale, devo ammettere che se si scrivessero ancora oggi libri come questo saremmo a cavallo. La storia è ben strutturata, i personaggi ottimamente caratterizzati, le atmosfere talmente vivide da permettere al lettore di vedere quello che succede e non solo di leggerlo, caratteristica che non si riesce a trovare spesso. Interi passaggi sono talmente ben descritti che non si farebbe alcuna fatica a creare scenografie adatte ad una rappresentazione teatrale. Ho dato senza fatica alcuna un volto ai protagonisti, un profumo alle stanze e ai boschi e le immagini sono ancora vivide nella mia mente.

La Woodiwiss sa scrivere bene e le pecche del libro sono dovute semplicemente all’abisso che divide l’oggi dal 1981. I limiti morali dell’epoca imponevano una certa prudenza con erotismo e sensualità e non bisogna dimenticare che a scrivere era una donna del ’39.

E’ evidente quanto ogni scrittrice di romance degli anni a venire abbia saccheggiato a piene mani la sua opera, tanto che in Lord Saxton e in Christopher possiamo ritrovare senza fatica il 98% dei protagonisti dei romance oggi in commercio. Al contrario, personaggi alla Erienne (pur essendo decisamente più vicini alla realtà storica in cui il libro è ambientato), sono stati abbandonati in funzione di donne con piglio più moderno e meno irritanti. La sua repulsione iniziale nei confronti del marito ha rischiato di farmi uscire di senno. Assolutamente esagerata ed ingiustificata.

Ricorda la “Bella e la Bestia?”
Sì.
Influisce sul giudizio globale dell’opera?
No.

Rosa d’Inverno è un libro scritto bene, completo, emozionante, romantico che più romantico non si può, datato, coinvolgente, irritante, a volte sdolcinato, assolutamente inverosimile ma delizioso.

Non sono forse la persona più adatta per farne buona pubblicità per diversi motivi tra i quali il fatto che nel film “La Bella e la Bestia” io ho sempre pensato che la bestia fosse 10000 volte meglio di quel biondastro, mascellone, insignificante del principe e la mia idea di romanticismo sono Giulietta e Romeo, che per chi ancora non lo sapesse muoiono come due coglioni in un doppio suicidio senza l’ombra di gravidanze, riappacificazioni familiari, feste in piazza e conclusioni sdolcinate.

In poche parole

Ne “La Bella e la Bestia” ho sempre preferito l’orrida bestia allo squallido principe.

Poschina

Ricordo quando un paio di anni fa cercavo di spiegare alla mia nipotina treenne perchè la Bestia fosse un miliardo di volte migliore del principe. Il tutto fallendo miseramente.

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28 thoughts on “Rosa d’Inverno – Kathleen E. Woodiwiss

  1. Ma sai che pure io alla fine de La Bella e la Bestia ci sono rimasta male? Ma doveva proprio essere un cavolo di cherubino biondo?

    Detto questo sono d’accordissimo. Apprezzo le favole solo quando si dichiarano tali e Rosa d’Inverno è uno dei miei preferiti della Woodiwiss proprio perché ha quest’aurea goticheggiante e misteriosa che ti si imprime bene nella testa.

    Altri libri della Woodiwiss da consigliarti non saprei. Forse dovresti leggerli con il Malox sul comodino. Però – a tempo debito – prova a dare una possibilità a Shanna. Lei è una rompipalle di prim’ordine, ma è ben lontana dalla damina del Settecento. E lui è un testosterone che cammina. Vedi tu. Il finale è ovviamente stra-super-mega-happy.

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    • Sono contenta di non essere l’unica che ha sofferto quando la bestia si è trasformata in principe. Un tizio assolutamente insignificante. Ridateci il bestione scontroso !!! Subito !!!!

      Hai ragione, a conquistarmi è stata proprio l’atmosfera che permea l’intero libro, gotica e sottilmente misteriosa. Mi è piaciuta da morire la parte in cui lei è semi-incosciente ed intravede il suo salvatore in penombra. Molto affascinante e scritta benissimo.

      Shanna mi è stato consigliato spesso, ma temo. Temo perchè so che arrivata a 100 pagine dalla fine mi trovo a smadonnare e a rimpiangere di averlo letto. Ok, con Rosa d’Inverno non mi è successo, avrei scritto le ultime 80 pagine in modo completamente diverso ma pace, la scrittrice non sono io. Invece con “Il fiore e la Fiamma” ho perso 10 anni di vita. Tra lei e lui non so chi ho odiato di più.

      Insomma… ho un po’ il trauma della Woodiwiss.
      Ma non si sa mai.
      Mi capita spesso di contravvenire alle mie stesse imposizioni 😉

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      • Anche io mi unisco a Silvia. Devi leggere Shanna, il protagonista, Ruark, è nella mia top ten degli uomini di carta che vorrei in carne e ossa! Lei è da uccidere invece.
        Della Woodiwiss a me è piaciuto moltissimo anche Come Cenere nel Vento. Se vuoi provare.

        Mi sa che solo a mia madre piaceva il mascellone biondo in cui si trasforma la Bestia…

        Comunque le tue reinterpretazioni dei dialoghi mi fanno morire, tipo questa:
        “Ok, ti do qualche giorno per abituarti alla mia orripillantezza ma poi te lo sbatto dentro senza troppe storie”.

        Marta

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  2. bellissima recensione!
    A me la Woodwiss mi ha catturato subito, quando ho letto “Come cenere nel vento”. Anzi credo che il personaggio femminile di questa storia ti potrebbe piacere…perchè non è assolutamente come Erienne!

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    • Grazie Chiara !!!
      Ho una collega che sono due anni che cerca di convincermi a leggere “Come cenere al vento” ma la trama al momento non mi attira più di tanto.
      Però con me non si sa mai…. dopo aver letto “Il fiore e la fiamma” avevo giurato che MAI avrei letto qualcos’altro della Woodiwiss e come vedi, ho ritrattato….

      😉

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  3. Stabilito che non si può vivere senza aver letto: “I promessi sposi”, “Orgoglio e pregiudizio”, “Anna Karenina”, “Via col vento”, “Addio alle armi” … e TUTTI i romanzi di Kathleen Woodwiss, devo dire che il mio preferito di nonna Kathleen è “Il lupo e la colomba”.

    “La giovane Aislinn di Darkenwald, figlia di un nobile sassone, viene fatta prigioniera insieme con la madre e il fidanzato dagli invasori normanni al seguito di Guglielmo il Conquistatore.
    Diventata schiava del guerriero Wulfgar, Aislinn, che ha assistito a troppi orrori e violenze, comincia suo malgrado a subire il fascino del suo padrone, un gentiluomo molto diverso dagli altri normanni che lei ha imparato a odiare.
    E quando Wulfgar dovrà difendersi da …. ”

    Dal che si può dedurre che nonna Kathleen è anche la capostipite di tutto quel perverso manipolo di acquechete che multiorgasmano a farsi sbattere come dei tappeti.

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    • Devi sapere che “Il Lupo e la Colomba ha lottato nel mio cervello per prendere il posto di Rosa d’Inverno”. Vista la mia passione per “quelli sfregiati” ovviamente ho mantenuto invariata la scelta.

      Ma se mi assicuri che Wulfgar può offrire porche soddisfazioni alla qui presente 34enne cinica e disillusa, allora posso concedere una possibilità al papà del multiorgasmo. No, perchè ho fatto il pieno di carezze delicate, parole dolci, sussurri romantici, ho bisogno di compensare con un nerboruto guerriero infoiato come un cinghiale…..

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  4. Mo’ te spiego …
    Due computer fa, avevo creato una cartella intitolata “best”.
    Questa cartella è arrivata fino al computer che uso adesso e, di seguito a 4 romanzi di Shone Robin, 9 romanzi di Stuart Anne, 2 romanzi di Valdez Lisa, 2 romanzi di Wildes Emma, ci sono 12 romanzi di Woodiwiss Kathleen.
    E, tra questi 12, “Il lupo e la colomba” è l’unico contrassegnato con XXX.
    Più di questo però non posso assicurarti. All’epoca ero ancora una lesbicona dura e pura e qualunque perversione etero aveva il potere di sconvolgermi …

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  5. Io non ho l’ho letta tutta, ma qualcuno si’, e ho in lista Shanna, il fiore e la fiamma, e cenere nel vento.

    questo è il mio preferito finora che ho letto di lei, ma non fa impazzire neanche me in generale. forse sento troppo il distacco temporale, non saprei…
    il lupo e la colomba, straosannato, il libro che devi leggere quasi come un classico del genere, non m’è piaciuto, so che sto quasi bestemmiando, ma no.
    lei una pazza, la prima volta un bel rape che tanto fine anni settanta / primi ottanta si usava cosi’, e succedono delle cose parecchio parecchio inverosimili…
    forse di peggio c’è solo “il fiore sbocciato”, un libro che ho finito martellandomi sui coglioni ad ogni riga. anzi la fine è la cosa migliore, le martellate erano principalmente per i primi 4/5 di libro…
    la cosa che mi piace di lei, pero’, della Woodiwiss, anche quando non mi piace un suo libro, è che davvero osa nel mondo della fantasia. castelli, cattivi molto ben definiti, e avventura. tanta avventura. nei suoi libri SUCCEDONO un sacco di cose, non si è li’ a smadonnare per 400 pagine su un’incomprensione verbale tra i due, autoanalisi inutili e lunghissime che servono solo a prolungare il momento dell’arrivo dell’happy end …
    per quanto riguarda invece la parte sensuale, a me piace anche.
    non mi dispiacciono i trattati scientifico-anatomici di oggi, ma neanche disdegno il velare un po’, raccontare ma non dire tutti i dettagli, rimanere un po’ indietro insomma.
    e onor del vero, la Woodiwiss, anche se a te ha fatto sorridere, è considerata la mamma del romance proprio perché è stata la prima a non glissare sui momenti intimi dei protagonisti.
    a suo tempo, cioè, ha fatto scandalo la Woodiwiss.

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    • Hai ragione, i suoi libri sono sempre in movimento, non annoiano nemmeno se non piacciono più di tanto. E’ brava a scrivere e ha fantasia da vendere, infatti ci perdeva anni per scrivere un libro e di vede.

      Per quanto riguarda l’approccio sessuale, lo trovo ridicolo paragonato ad oggi ma assolutamente rivoluzionario se lo contestualizzo nell’epoca in cui sono stati scritti i libri. E anche a me piace l’erotismo velato, che allude piuttosto che descrivere. Alcuni romanzi moderni sono decisamente troppo anatomici…. però tizzone ardente mi fa ridere 😀

      Penso che all’epoca il fatto che un uomo pretendesse con la forza di ottenere favori sessuali non fosse poi così strano. Tra l’altro una delle mie autrici preferite (di un genere completamente diverso) è criticata perchè spesso il sesso nei suoi libri è rude e “violento”. La prima scena d’amore tra i due protagonisti di uno dei suoi libri può essere considerato uno stupro, anche se io non l’ho vissuta in questo modo, anche perchè c’è dietro un discorso filosofico di un certo peso, che non è il caso di affrontare in questa sede.

      La Woodiwiss è giustamente considerata la regina del genere e l’unico appunto che le faccio è l’eccessivo happy end. Però è una questione di gusto personale. Non influenza minimamente la considerazione che ho di lei come scrittrice. Le 500 pagine di “Rosa d’Inverno” corrono via veloci ed è tutto merito di una scrittura descrittiva, intensa ma mai noiosa o ripetitiva.

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      • Se ti riferisci a Christopher Davenport, che nomini anche sotto, sonk assolutamente d’accordo con te. E Lemonade è uno dei miei libri preferiti in assoluto.
        Quando parlo così degli stupri e mi riferisco a quel periodo storico (anni 70/80) è perché trovo una grande differenza tra le due cose. Lemonade è una casa e il lupo e la colomba un’altra. ..
        erano trattati in modo superficiale, spesso la ragione era perché la tipa era bella, ci si passava sopra dopp 2 pagine come se fosse la norma (e probabilmente lk era), insomma. .. ci trovo un abisso in come è stato trattato l’argomento in lemonade e in quei libri… poi, è chiaro che tutto soggettivo, ma ci tenevo a spiegare la differenza per me.

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  6. @Marta

    Mi sa che alla fine li leggerò tutti, ognuna di voi ha trovato il suo preferito e io mi sento in inferiorità perchè ne ho letti solo due e uno l’ho detestato….
    Oddio……… devo rimediare 😀

    Un bacio a tua mamma che ha apprezzato il mascellone scialbo ma che soprattutto ha avuto il coraggio di ammetterlo ad alta voce 😉

    Ho dovuto riassumere pagine e pagine di dialoghi cercando di quagliare con quello che alla fin fine era il messaggio centrale 🙂

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  7. [Temo perchè so che arrivata a 100 pagine dalla fine mi trovo a smadonnare e a rimpiangere di averlo letto. ]

    Quello ti succederà con ogni libro della Woodiwiss, ma partendo con questa consapevolezza vedrai che t’incazzerai di meno. Forse.

    Purtroppo, per quanto il suo stile sia ricco di colori, e le ambientazioni si differenzino spesso, le trame seguono uno schema un po’ ripetitivo. Tanto per fare un esempio nove volte su dieci la prot. alla fine o viene rapita o la sua vita è comunque in pericolo. Poi arriva il principe azzurro sul cavallo bianco e bla bla bla…

    Io cmq li ho letti tutti e Shanna è il mio preferito. Lei è diabolica. Per sfuggire al matrimonio impostole dal padre si sposa con un condannato a morte per restare subito vedova. Ma quale diabolica. Geniale! 🙂

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    • Tendenzialmente sono una che se si diverte/appassiona leggendo, passa su qualsiasi cosa… comprese le imprese impossibili, le assurdità storiche e la ripetitività delle trame.

      Però purtroppo sono una che quando si sente “ingannata” non perdona. Difetto terribile che complica non poco la vita….

      Ho messo Shanna – Il lupo e la colomba e Come cenere al vento nella Wishlist… poi vi farò sapere 😀

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  8. Rosa d’inverno ce l’ho in lista d’attesa da una vita ma a questo punto lo leggo e “temo” che mi piacerà 😀 …….detto da una che ha appena finito di leggere Il cuore di una cortigiana di Anna Campbell e l’ha trovato niente male ahahahahah

    Bella recensione! Non è che diventerò schiava anche dei Christopher oltre che dei Sebastian eh?

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    • Per ora l’unico Christopher che ha destato il mio profondo interesse è il Davemport di Lemonade. Un personaggio bellissimo, intenso, pericoloso e terribilmente umano. Pieno di difetti da far schifo ma indimenticabile.

      Ti consiglio di leggere Rosa d’Inverno sotto Natale.
      Secondo me è il periodo ideale… le luci dell’albero, il freddo, la cioccolata calda…

      Sono preoccupata dal mio romanticismo . . . 😦

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  9. Davenport è tra gli indimenticabili.
    Preoccupata per il tuo romanticismo? pensa che non sei sola 🙂

    Allora rimando la lettura della Woodiwiss sotto Natale? ok, è vero, c’è un tempo per ogni cosa, anche se recentemente con gli storici sto grattando il fondo del barile. C’è una tale invasione di romanzi New Adult che mi fan passare la voglia di leggerli ancora prima di conoscere la trama 😦

    Se vuoi leggere un romanzo mooooolto potente e che coniuga romanticismo ed erotismo in modo intrigante dovresti leggere Lezioni di piacere di Robin Schone (se per reperirlo hai bisogno di un aiutino -stile giochi a premi di mamma rai- chiedi pure 😉 )

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    • Avevo quasi mollato la spugna con gli storici, poi sono incappata ne “Il lord della Seduzione” e mi è tornata una fotta incredibile. Anche se sono molto delusa da quello che sto leggendo adesso. Per ora è riuscito solo ad annoiarmi. 😦

      Sto recuperando la Schone. Per ora ho letto solo “Il grido del desiderio” ma non vedo l’ora di leggere gli altri…… 😛

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      • Robin Shone non sbaglia un colpo.
        “Lezioni di piacere” e “Gli amanti dello scandalo (1 & 2)” mi hanno contemporaneamente ingrifata (per le maialate) e contorto le budella (per le situazioni di schifosa ingiustizia in cui le protagoniste si vengono a trovare).
        Come intensità emotiva/drammatica li paragonerei a Capitan Swing.

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  10. @manu
    ho capito cosa intendi in merito al discorso “stupro” e sono d’accordissimo con te, c’è una notevole differenza.

    Lemonade è un libro bellissimo, me ne sono innamorata immediatamente. 😀

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  11. Davvero, sarà che io leggo di pancia ma trovo che la Schone scriva divinamente d’amore, di sesso e di donne. Sono romanzi che leggi voracemente e che vorresti non finissero mai. Ci sono diversi suoi libri che non sono mai stati pubblicati in italiano. E’ persino inutile chiedersi il perchè talmente sembra scontata la risposta.

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  12. Pingback: Il Listone _ Settembre 2014 | La Leggivora

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