Il Meglio di Me – Nicholas Sparks

Non avevo mai letto nulla di questo autore perchè da adolescente incappai nel film “Le parole che non ti ho detto” e ne rimasi talmente impressionata da avere incontrollabili conati di vomito ancora oggi al solo pensiero.

D’altro canto, ho sempre sentito parlare non bene, ma strabene, dei libri di questo autore. Ricordo fin troppo lucidamente le strabilianti recensioni che un mio vecchio amico etero faceva dei suoi libri così pieni d’Ammmmore, di Sentimmmmenti e di Passssssione che si chiedeva come mai io restassi immune alla tentazione di leggerli.

Beh, ora che ho ceduto mi tocca ammettere che il mio istinto è fottutissimamente infallibile.
A pagina 18 stavo già bestemmiando.

ilmegliodime

La Trama: Nella primavera del 1984, quando frequentavano il liceo, Amanda e Dawson si erano innamorati: profondamente, irrevocabilmente. Nonostante appartenessero a due mondi opposti, il loro amore sembrava tanto grande da sfidare le regole della vita di Oriental, la cittadina del North Carolina dove erano cresciuti. Dawson, segnato dalla violenza della sua famiglia, pensava che il sentimento per Amanda lo avrebbe riscattato da un destino di solitudine e infelicità. Per lei, Dawson era uno spirito libero e appassionato, tutto quello che la sua rigida educazione di ragazza perfetta le aveva negato. Ma alla fine di quell’ultima estate, imprevedibile e fulminea come un temporale d’agosto, le loro strade si erano bruscamente divise. Ora, venticinque anni dopo, Amanda e Dawson si ritrovano a Oriental per il funerale di Tuck, il vecchio amico che un tempo aveva dato rifugio alla loro giovane passione.

Ed ora la parola alla giurata

Prima di tutto devo fare una precisazione. Anzi due, forse tre.
Come ho ripetuto all’infinito io adoro i finali tristi ed adoro i finali aperti.
Forse però non ho mai specificato che per quanto mi riguarda, peggio del lieto fine smielato c’è il finale patetico.

Ma andiamo con ordine.
Compro compulsivamente questo libro un sabato pomeriggio con mia madre. Lo vedo, lì in mezzo a tutti gli altri del caro, non tanto vecchio, Nicholas e decido che tra tutte è la trama apparentemente meno patetica e poi figa santa, basta con il romance in costume della serie “I Romanzi Emozioni”. Voglio un Romanzo vero, un Romanzo con la R maiuscola.
Essendo profondamente pirla, non leggo nulla sulla vita privata di questo autore.
Errore.
Scoprirò poi che è una specie di cattoconservatore, neocatecumenale, ciellino, statunitense che si vanta di condividere con moglie e cinque figli la visione prettamente cattolico/bucolico/spirituale della vita.

Capiamoci.
Io sono Atea.
E se mi infastidisco con gli espedienti comodi come finti fidanzamenti, gravidanze miracolose e ecodisastri atti solo a favorire il mielismo sfrenato, non avete idea di quanto mi incazzi quando in un libro viene usato il capostipite degli Espedienti Comodi: l’evento PARANORMALE.

Io vi avverto.
Sarò prolissa, spietata e spoilererò come se non ci fosse un domani.

Ho notato che lo scrittore americano medio, per non allontanarsi troppo dallo stereotipo che l’europeo medio ha di lui, scrive principalmente storie che hanno come protagonisti degli scarti della società che cercano (e il 99% delle volte ci riescono) di riscattarsi. Il tutto contornato dalla descrizione di una deep america classista e becera, ferma alla guerra di secessione, ignorante, fastidiosa e che ti fa domandare seriamente se è proprio questa l’idea di Democrazia che siamo così ansiosi di esportare.

Ma lasciamo stare il discorso politico perchè non è il luogo.
Solo io a 17/18 anni ero circondata da adolescenti che parlavano come adolescenti, ragionavano da adolescenti, erano profondamente idioti come tutti gli adolescenti?
No, perchè questi libri del cazzo sono pieni di diciottenni innamorati (ma l’AMORE quello con tutte le letterazze maiuscole) che ragionano come quarantenni “vecchi dentro” e che fanno quei discorsi fastidiosi e patetici del tipo “Ti amo troppo perchè tu rinunci ai tuoi sogni per me”. A 18 anni?
MA DOVE?
A diciott’anni vuoi tutto quello che puoi prendere (e smettetela di ridere per l’involontario doppio senso perchè vi sento). A diocott’anni sei un cazzo di vulcano di emozioni che nemmeno sai controllare e figurati se stai lì a fare “La Rinuncia d’Ammmmmmore” perchè ritieni di non essere la persona adatta con cui costruire un futuro. Costruire un futuro? Ma quanti anni hai 100?

Già questo gap culturale mi impedisce di identificarmi/lasciarmi andare/godermi la lettura perchè sono costantemente distratta dalla consapevolezza di leggere cose che non stanno nè in cielo nè in terra, e ciò sarebbe di per sè sufficiente a farmi desistere dall’andare oltre. Siccome ho tendenze masochiste ma soprattutto adoro poter polemizzare a vuoto, coraggiosamente vado avanti con la lettura, sperando di provare almeno un brivido di una qualsiasi emozione diversa dalla rabbia.

Lui, Dawson, da quel lontanissimo ultimo anno del liceo non ha avuto altre donne perchè non riesce a dimenticare Lei. Ok, ragazze, capiamo bene. Questo non è romanticismo, ma patologia. Io un uomo che non è riuscito a scopare nessuna che non sia io, non lo voglio. E’ creepy.

Lei, oltre ad una serie di sfighe una dietro l’altra, di lavoro fa la mamma di tre (erano 4) splendidi figli, l’ultima dei quali è affettuosamente chiamata “meraviglioso incidente” e poi ovviamente fa anche la volontaria nel reparto oncologico pediatrico perchè essendo la protagonista di un romance di scarso livello aspira alla santità.

A pagina 58… più o meno, penso che il libro possa finalmente carburare perchè Dawson e Amanda si ritrovano dopo 20 e qualcosa anni e devo ammettere che almeno questa scena è scritta decentemente. Tenerezza, apprensione, curiosità, il fiotto di ricordi dolceamari….
A pagine 62 già si è spento tutto.
Mi arrendo.

Il famoso week-end di passione, ricordi, recriminazioni e confronto in realtà si riduce ad una notte di sesso che nemmeno ci vede spettatori eccitati e ad un paio di baci che non mi hanno fatta fremere per niente. E se non fremo io è abbastanza grave. Venerdì ho visto un tizio seduto su un muretto in Largo Corsia dei Servi che leggeva un libro a torso nudo ed ho sinceramente pensato che lo facesse solo per eccitarmi. Un uomo…mezzo nudo…. che legge un libro. Ero praticamente sull’orlo dell’orgasmo.
Invece in questo ritrovarsi e lasciarsi andare alla passione (quale passione ancora non lo so) non mi ha lasciato addosso nulla, a parte la noia.

Questo non è un libro d’amore.
Non è un libro sulla passione.

E’ un libro che parla della paura di amare nel senso più profondo del termine, parla di convenzioni sociali e dell’incapacità di scrollarsele di dosso. Parla di una donna che continua noiosamente a ripeterci che Dawson è l’amore della sua vita senza fare nulla per averlo. Non fa nulla quando lui le dice a 18 anni che non possono stare insieme, non fa nulla quando scopre che è in prigione, non fa nulla quando torna un uomo libero, non fa nulla nemmeno dopo che si sono ritrovati, amati, confidati. Anzi. Per metterci su il caricone da 90 gli dice che lo ama ma che la deve lasciare andare. In pratica non ha nemmeno le palle di decidere lei come finirà la storia ma lo fa fare a lui. Così si lascia mollare e contemporaneamente lo tiene legato a sé.

Ma vaffanculo, stronza.

E’ un libro che parla di un uomo che è rimasto intrappolato nella rete distruttiva di una famiglia disfunzionale ai limiti della credibilità. Un uomo incapace di andare avanti, condannato da se stesso a rimanere legato ad una donna che tutto si può dire tranne che si sia mai davvero impegnata per cercare di far funzionare le cose tra di loro. Un uomo di una tristezza desolante. Ma non una tristezza che fa tenerezza, una tristezza che fa rabbia perchè è completamente incapace di lottare per quello che davvero desidera.

E mi andrebbe anche bene  questa visione squallida della vita  se non fosse che lo scopo è un altro; su tutto aleggia un’esasperante visione cattolico/apocalittica secondo la quale non c’è maggior soddisfazione del sacrificarsi in nome di qualsiasi cosa che non sia una gratificazione personale. L’intera storia è dominata da un fastidioso autocompiacimento nel sacrificarsi. Lui in adolescenza sacrifica il suo amore per donare a lei un futuro migliore. Lei si sacrifica per non turbare la tranquillità familiare e pace ed amen se in realtà “tranquillità familiare una sega” perchè sta con un alcolista che non ha mai veramente amato (povero Frank hai tutto il mio appoggio morale) ed ha sprecato ogni opportunità in favore dei figli. E alla fine della fiera, Dawson sacrifica la vita per espiare i suoi peccati che sono, nell’ordine: aver ucciso del tutto involontariamente e senza colpa alcuna un uomo 20 ed oltre anni prima, ed essersi scopato (immagino alla missionaria e recitando il rosario) l’unica donna che abbia mai amato. In compenso il suo cuore viene usato per salvare la vita del primogenito di lei, che viene punita con l’incidente del figlio perchè ha osato infrangere il sacro vincolo scopando con (a detta sua) l’unico uomo che abbia mai amato; e poi ricompensata con il salvataggio in extremis del suddetto figlio perchè ha rinunciato all’idea di viviere The Big Love Ever in favore della famiglia.

Peggio ancora di tutto quanto detto sopra, c’è l’espediente comodo del paranormale, ossia il fantasma dell’uomo che Dawson ha involontariamente ucciso, il quale passa tutto il libro salvandolo, solo per condurlo a morte certa in una rissa da bar e permettergli di salvare il figlio della donna che ama.
E se questo è il genere di libro che donne, uomini e critica osannano, sono orgogliosa di essere una voce fuori dal coro.

Sono fiera di essermi resa conto sin dalle prime pagine di trovarmi in territorio “manipolazione” e di non essermi fatta fottere da Nicholas.
Non è una storia d’amore.
E’ una predica domenicale, peraltro pessima, nella quale siamo esortati a sacrificarci costantemente, a non cedere alla passione, a non pensare al bene di noi stessi, a non ribellarci a non lottare per quello in cui crediamo. E’ un costante ricordarci che l’amore non è quello fisico, e che l’amore platonico tra i due protagonisti è sufficiente per appagare lo spirito.
E’ un libro che, in pratica, va contro tutto quello in cui credo.
E’ diseducativo, patetico ed ingannatore.

Mente sapendo di mentire.
Tutto questo amore si riduce ad una cosa: l’ossessione di Dawson per una donna che sostiene di amarlo incondizionatamente, ma che non versa nemmeno una lacrima quando scopre che è morto. Non dico di lanciarti sotto un tir, ma porca puttana, l’uomo che sostieni di amare da una vita è MORTO e tu tutto sommato la vivi bene.
Se questo è l’Amore con la A maiuscola ben vengano gli Harmony a 2.99, completamente privi di ogni velleità letteraria ed estremamente onesti. Sì, fanno cagare, ma non mentono mai.

Se questo è l’ideale di storia d’amore che, prendendo spunto da un vecchio slogan, piace alla gente che piace, preferisco restare sola in un angolo a leggere mille volte la scena finale de “Il principe delle maree” nella quale Tom Wingo confessa  che ogni sera, mentre torna dal lavoro e passa su un ponte, si ritrova ad invocare il nome di Susan, una preghiera rivolta alla donna che amandolo lo ha reso un uomo libero.

Questo è romanticismo. Questo è quell’amore che ti fa piangere. Quell’amore così violento ed incontrollabile che non puoi non invidiare.

Dimenticavo.
Nulla di questo libro mi ha davvero toccata.
Dawson cresce in un contesto di degrado, ma un degrado patinato, costruito, calcolato al millesimo. Amanda viene da un contesto ricco, bigotto, patinato ma mai davvero criticato. Infatti l’autore ci tiene a farci sapere che, in fondo, il comportamento della madre di Amanda ai tempi della relazione della figlia con Dawson era comprensibile.

Nicholas…Mavaffanculo!

Mi dispiace che questo autore sia considerato il Re dei romance.
Mi dispiace che faccia un sacco di soldi con la fuffa.
Mi dispiace di aver contribuito alla sua fama comprando questo libro.
Ma non mi pento di averlo letto perchè per poter affermare con convinzione che qualcosa  fa cagare, bisogna prima averla provata.

Questo libro è come uno di quei film Hollywoodiani che andrebbero bene per “Pomeriggio Cinque” oppure il “Ciclo Emozioni” dei pomeriggi agostani; quei film patinati, stucchevoli e fondamentalmente noiosi che si tengono di sottofondo mentre si fanno cose molto più importanti, come per esempio pulire il water.

In poche parole

Addio Nicholas, non è stato affatto bello incontrarti.

Poschina

p.s. La categoria “Voi non l’avete capito” è dedicata a chi ha letto il libro e non si è reso conto di essere stato manipolato dalla prima parola all’ultima.

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34 thoughts on “Il Meglio di Me – Nicholas Sparks

  1. Di Sparks ho trovato carino un suo vecchio libro che nessuno si fuma mai, Un Cuore in Silenzio. Oh, niente di ultra passionale, lui non scrive romance (per quanto i giornalisti dicano il contrario, ma che ne sanno loro? Probabilmente nemmeno li leggono i libri di Sparks…) ma fiction. E nonostante i suoi protagonisti siano giovane trovo i suoi libri vecchi.
    Io in generale sono per i lieto fine, possibilmente non spocchiosi, non effetto durbans, non diabetici, ma se l’epilogo deve essere tragico ci sta, basta che non sia inutilmente tragico. Odio, detesto, non sopporto i finali strategici, fatti solo per far piangere. Abbasso la fiera delle banalità e la letteratura del dolore fine a se stesso. Amen:
    Dawson R.I.P.

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    • Invece secondo me il problema è proprio nella categoria in cui ficcare i suoi libri.
      Sono, o vorrebbero essere, storie d’amore. Altrimenti è inutile che mi infila nella trama due tizi che si giurano amore eterno per 400 e passa pagine. Invece risultano, come giustamente dici tu, roba vecchia.
      Secondo me se leggessi Liala avrei più soddisfazioni.

      In questo caso le ultime 50 pagine del libro sono strutturate con l’unico scopo di far scendere la lacrimuccia al lettore usando ogni espediente possibile per portare a casa il risultato. Una cosa indecente.

      E poi santa madonna, che personaggi tristi…
      Ma non triste la storia (a me le storie tristi piacciono), tristi nel peggior significato possibile.

      Dawson, porterò fiori già appassiti sulla tua tomba.

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  2. mmm … siiii … scoprire che sei così masochista da comprare e (soprattutto) leggere un romanzo di NS mi fa arrapare come una femmina dissoluta di riccio bulgaro.
    Vabbè, torniamo IT, non ho tempo per appartarmi in bagno a smaltire la fregola …

    Più che prediche domenicali, credo che questi romanzi (non sono gli unici, ci aggiungerei per buon peso quelli della mormonessa Stephenie Meyer) siano le migliori armi di convinzione di massa a disposizione dei Tea Party, vale a dire di quella neo-destra neo-fascista finanziata dall’industria degli armamenti americana.
    Sono armi così efficaci perchè si insinuano nelle povere menti di teen/housewife a cui non frega una cippa della politica e perciò sono del tutto impermeabili agli spot elettorali dei notiziari della Fox e di Murdoch.
    Dato l’effetto lobotomizzante, le si potrebbe definire “armi chirurgiche”.

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    • ahahahahhahahahahha
      ora ti provoco un po’… l’ho letto tutto d’un fiato ed in versione cartacea 😉 . . .

      Confesso senza vergogna di aver letto Twilight.
      Tutto Twilight intendo.
      TUTTI I LIBRI.
      Certo, perfettamente consapevole di quello che l’autrice stava cercando di fare… ossia convincermi che Edward e Bella non avrebbero MAI scopato prima del matrimonio e che questa fosse cosa buona e giusta.
      Ed infatti la sola critica che ho mosso all’intera operazione commerciale è stata “Col cazzo che io non mi sarei scopata Edward alla prima occasione!!!” correlata da una serie di insulti più o meno velati atti a dimostrare la mia avversione nei confronti della visione mormonico/conservatrice dell’autrice.

      A proposito di Twilight
      http://poschina80.wordpress.com/2011/03/10/toss-it-in-the-fridge-for-that-authentic-experience/
      c’è gente più sveglia di me che ha capito come sfruttare a suo favore l’eccitazione che ha pervaso l’universo femminile in quel periodo.

      p.s. : ” femmina dissoluta di riccio bulgaro” – Tu sei un fottuto genio !!!

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      • Vabbè, un giorno che mi sentirò in vena ti racconterò dell’esperienza indimenticabile che ho vissuto con un Calippo …

        Riguardo a Stephenie Meyer, mi vergogno come una ladra a confessare che anch’io mi sono sparata per endovena l’intera saga (e come bonus track ci ho aggiunto pure il fantascientifico “L’Ospite”).
        Sempre riguardo alla Meyer, risulta che da piccola sia stata una grandissima fan di Orson Scott Card (l’autore de “Il gioco di Ender”, uno dei miei romanzi mito). Anche lui è un mormone (ma di sinistra) e credo che sia uno dei pochissimi autori che i bambini figli di mormoni praticanti hanno il permesso di leggere. In effetti, nello stile della Meyer (bisogna ammetterlo: non scrive per niente male), si trovano molte assonanze con il Maestro.

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    • Concordo sul discorso delle armi di convinzione di massa. Infatti in questo caso secondo me la maggior parte della gente nemmeno nota il messaggio intrinseco, bastardamente mascherato sotto sguardi languidi e storie al limite della decenza.

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  3. @luciallievi
    Mea culpa.
    Non ho letto “Il Gioco di Ender” ma spero di essere ancora in tempo per recuperare…

    Un’avventura con il calippo? Semplicemente WOW…. Devo averne ancora un paio in casa ora che mi ci fai pensare 😀

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  4. @Silvialeggiamo
    Sfida accettata, giuro che leggerò un romanzo di Liala.
    Non so quando perchè ho appena ordinato un paio di libri nuovi che non vedo l’ora di leggere, ma prometto solennemente che mi lancerò anche nell’avventura “Liala”.
    Tu hai già letto qualcosa?

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    • No, mai letto Liala, ma è un passo che voglio fare.
      Mia nonna era una gran lettrice di tutto quello che allegavano a Intimità e forse in cantina ho qualcosa di suo. E poi una lettrice di romance deve provare tutto (in senso letterario ovviamente) 😀

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  5. Lo confesso.
    Ancora stralunata da un bailamme di blogger masochiste, dildi sbarluccicanti appena usciti dal frigo, immagini agghiaccianti di Calippi incollati nelle parti intime, ieri sera ho pensato che fosse la serata giusta per dare un’occhiata alle ultime novità (d’accordo, non c’è niente di più arrapante della vita di coppia con pantofole pelose, felpe e calzettoni antisesso e piatti da sciacquare prima di infilarli nella lavastoviglie, ma ogni tanto ci vuole un diversivo).
    Smanetta di qua, smanetta di là, mi sono imbattuta in una cosa che m’ha fatto drizzare le antennine.
    Cioè, già sapevo di quelle fanciulle che per sbarcare il lunario si esibiscono in video-cam. Ma non sapevo di quanto fosse facile assistere gratis et amore dei alle loro moine. E di quanto sia facile registrarsi, comprare 20 o 50 o 100 $ di gettoni e buttarli lì per convincere le fanciulle a esibirsi in cose (più o meno) turche.
    Non molto esose le tariffe (la deflazione e l’abbassamento del prime rate colpiscono anche lì). Mediamente 1$ per una panoramica ginecologica, 3$ per un ditalino (ma quelle unghie lunghe non fanno male?), 5$ per un dildo nell’ingresso principale, 10$ per lo stesso dildo nell’ingresso di servizio. Poi ci sono i PVT (1$ ogni 4 minuti per uno spettacolino tete a tete tra fanciulla e cliente) e i cam2cam (tariffa da concordare per il cliente che delizia la fanciulla con l’esposizione in video-cam delle proprie grazie virili o, in casi come il mio, delle proprie tette non del tutto immuni alla forza di gravità).
    Devo dire che alcune fanciulle le ho trovate stuzzicanti (in realtà quasi tutte, solo due M.I.L.F, entrambe di 39 anni, mi hanno lasciata un po’ perplessa) e di certo mi sarei registrata e mi sarei alleggerita di una 20ina di $ per provare il brivido del proibito. Ma purtroppo la mia moralità è stata messa in salvo dal sopraggiungere felpato della mia dolce metà che, con voce roca e sguardo sensuale mi ha chiesto: “hai cambiato la lettiera al gatto?”

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    • Guarda, prima o poi l’esperienza in video-cam me la faccio anch’io. Insomma, possibile che alla mia veneranda età non abbia mai fatto un giretto per vedere come funziona e se c’è qualcosa di interessante?

      Per un certo periodo l’ho anche valutato come possibile Business. Poi però anni ed anni ed anni di background culturale mi hanno impedito di prendere seriamente in considerazione l’idea.

      Tra l’altro io ti ringrazio sentitamente per aver affrontato un tema che ho in sospeso da mesi sull’altro blog: “Il ditalino con le unghie lunghe 25 cm. non fa un fottutissimo male?”
      Non so però se i tempi siano maturi per un discorso serio su questo spinoso argomento….

      Sono stupita. Solo 5$ per l’ingresso principale? E l’opzione fronte/retro? Perchè secondo me quella merita una certa ricompensa…

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      • L’idea di mettere su il business credo che sia un classico.
        Cioè, da una parte ti senti in colpa perchè consumi i soldi dell’abbonamento internet in ore di indolenti cazzeggi (mentre c’è il cestello della lavatrice da svuotare e una ragnatela ti fa marameo dall’angolo del soffitto) e dall’altra parte ti trovi queste fanciulle che ad ogni cinque minuti di piacevole ravanamento con un dildo si mettono in saccoccia 5/10 $.
        E’ un fatto che dà da pensare.

        Per quanto riguarda il fronte-retro, credo che molte fanciulle abbiano la specialità nel menù ma non ti saprei dire quale sia la tariffa.
        Un altra specialità che ho visto molto pubblicizzata è lo squirt e in questo devo ammettere che alcune fanciulle ci mettono davvero l’anima.

        Quello delle unghie lunghe è un annoso problema.
        In altri tempi, prima che la mia dolce metà facesse di me una ragazza onesta, avevo una specie di agreement con una estetista e ogni mia nuova conquista veniva romanticamente omaggiata con un buono per una manicure …

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  6. se mi posso permettere…l’unica mia esperienza con Liala risale a parecchi anni fa (romanzo trovato nella libreria di mia madre), “I gelsomini del plenilunio”…e mi era piaciuto! Si vede che ero malata fin da allora 😀
    Mai letto niente di Sparks, ogni volta che butto l’occhio su una trama mi sento rivoltare le budella. Diciamo che secondo me non è un autore che dà Il Meglio di Sè 🙂

    Piccola curiosità: hai mai letto la serie Bridgerton della Quinn?

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    • I Bridgerton!!!
      Anche se qualcuno dei romanzi che compongono la saga non è all’altezza degli altri (in totale sono 9 romanzi ma credo che in Italia, al momento, ne siano usciti soltanto 8), credo che rappresentino il pilastro nella narrativa rosa-brillante.
      Leggere uno di questi romanzi è come vedere una commedia con Doris Day o come bere un bicchiere di champagne: pura spensieratezza, pura delizia di bollicine.
      Il mio preferito è “Un uomo da conquistare”, dove si scopre che la misteriosa Lady Whistledown, unica redattrice di un famigerato giornaletto scandalistico, altri non è che …

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    • Cerrrrrrrrrrrrrrrrto che ho letto la Serie Brudgerton !!!!!
      Ne ho letti la maggior parte quantomeno e mi sono piaciuti (chi più chi meno) tutti.

      Ha ragione @Luciallievi quando sostiene che siano l’equivalente letterario delle commedie brillanti americane anni Cinquanta.
      Si leggono e rileggono sempre volentieri, mai eccessivamente smielati, mai eccessivamente frivoli. Divertenti e briosi. Ogni tanto tra un libro e l’altro me ne rileggo qualcuno.

      Mi è piaciuto molto “Il visconte che mi Amava” quelli in cui Antony è costretto a sposare Kate perchè scoperto a cercare di ciucciarle da una tetta il veleno della puntura di un’ape. Genio!!!!!!

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  7. Nooooo… Questo mi manca… ho letto “L’Ultimo Libertino” che mi è anche piaciuto un botto ma adesso ho la fotta di leggere “Il Lord della Seduzione” !!!!!!
    In italiano non lo trovo… mi tocca leggerlo in inglese 😦

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  8. è vero! i Bridgerton sono l’equivalente delle rassicuranti commedie americane, quando ancora gli americani sapevano fare bei films e non si limitavano agli effetti speciali.
    Perchè in fondo per scrivere una bella storia non c’è bisogno di effetti speciali no?
    La mondadori sta ripubblicando in ebooks la serie dei Bridgerton, ha già pubblicato i primi sei libri in due volumi, il prossimo conterrà gli ultimi due e gli epiloghi inediti Happily Ever After che io ho letto in inglese e non vedo l’ora di leggerli in italiano.
    dimenticavo…il mio preferito è Michael e ho letto da qualche parte che quella storia è anche quella prediletta dalla Quinn…quando si dice soulmates 😉

    Il Lord della Seduzione???!!! ma qui sfondiamo una porta aperta! A me è piaciuto molto anche quello dopo, L’Ultimo libertino.

    P.S. @poschina – L’Ultimo Libertino è su Amazon e per l’altro…chiedete e vi sarà dato (nell’usato ha prezzi assurdi)

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    • Infatti mi mancano solo gli ultimi due volumi che avevo trovato solo in inglese….

      Indubbiamente la storia di Michael è quella più profonda perchè i personaggi sono estremamente umani e con personalità sfaccettate.

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  10. Oddio! Vuoi che io muoro? Che risate!

    Con il caro Nicholas ho avuto un incontro solo cinematografico con la trasposizione del suo libro: “I passi dell’Amore” e da lì ho capito che non faceva per me. Triste (come lo intendi tu), tragico e mieloso fino all’inverosimile. Lui è il ragazzaccio cattivo incontra lei, la figlia del pastore e si redime, ma! C’è un ma! Lei è malata di leucemia, si sposano e lei muore… eccheccazzo! Il tutto condito da validissime giustificazioni religiose.
    Adoro i libri tragici le storie tragiche, ci sguazzo, ma così no! Così è….facile!

    p.s. il blog lo seguo da un po’, ti faccio i miei complimenti.

    Marta

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    • Ciao Marta !!!!!
      Concordo con tutto quanto scritto.
      Io AMO il tragico. Non temo di soffrire mentre leggo, ma qui si tratta di farmi un predicozzo ignobile e sinceramente non necessario.
      Sfighe su sfighe giustificate da improbabili moralismi… no, così non vale.
      E poi a scrivere storie sfigate puntando solo sul pietismo sono capace anche io!!!!
      😉

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    • Essendo i miei ricci assolutamente chimici, la missionaria gli toglie il volume e mi viene una piazzetta piatta nel mezzo di un turbinio di capelli voluminosi. Inguardabili.
      Sono mesi che sono costretta a stare sopra…
      che poi parliamone… non è che si stia poi così male….

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