Le Notti di Salem – Stephen King

Ho diciassette anni, ascolto ossessivamente i Litfiba, prima delle vacanze sono stata ad un loro concerto, in camera ho appeso l’autografo che Piero mi ha fatto il giorno del mio compleanno, passo la mia vita tra Milano e Sovere e comincio a rendermi conto che il futuro non sarà tutto rose e fiori. Sono completamente persa per un tizio a scuola che non sa nemmeno come mi chiamo, ho almeno 3 felpini Adidas blu  comprati in negozi di roba usata e tutte le volte che nevica penso ad una persona che so benissimo non rivedrò mai più.

E’ in questo clima carico di incrollabili certezze e dubbi esistenziali che rivolgo le mie attenzioni ad un nuovo romanzo di Stephen King. Salem’s Lot.

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La Trama: Protagonista della storia è Ben Mears, uno scrittore che torna ai luoghi della sua infanzia – la buona, vecchia provincia americana – per esorcizzare una terribile esperienza avuta da ragazzino a Casa Marsten, il tetro e minaccioso edificio che domina il villaggio. Ora la spettrale dimora l’accoglie a occhi aperti, o meglio, a finestre illuminate. Ma chi è il sedicente signor Barlow, il nuovo proprietario? Perché la sua presenza è percepibile solo dopo il tramonto? E che cosa sta succedendo ai pacifici abitanti del Lot?

Ed ora la parola alla giurata

Il primo libro che ho letto di King è stato “Pet Sematary” quando avevo tredici anni. Terrorizzata ed affascinata, l’anno dopo mi sono sparata, mentre mi godevo le vacanze in quel di Milano Marittima, “Una splendida festa di morte” ossia Shining. Non avevo paura, ero completamente accecata dal terrore. Quando la sera dovevo rientrare in albergo e camminare per i corridoi deserti per raggiungere la mia camera, ero convinta che qualcuno mi seguisse…. sentivo delle presenze. Mi aggiravo circospetta temendo che qualcosa; qualcuno, saltasse fuori da un angolo per farmi a pezzi.
Nonostante questa esperienza, non ho resistito al richiamo delle Notti di Salem.
Sarà per la mia fissazione per i vampiri?
Sarà perchè mi piace la scarica di adrenalina quando mi cago addosso dalla paura?
Non so.
Quello che so per certo è che io NON leggo mai Le Notti di Salem mentre sono a casa da sola la sera. MAI. L’ho fatto una volta e poi mi sono nascosta sotto le coperte come una bambina di 4 anni, convinta di sentire strani rumori fuori dalla finestra. Solo a parlarne mi vengono i brividi. Solo a pensarci mi vengono i brividi. Salem’s Lot è il libro più fottutamente inquietante che io abbia mai letto. L’unico che mi fa cagare sotto tutte le volte che lo rileggo. L’unico che considero davvero, inequivocabilmente spaventoso.

All’epoca della mia prima lettura, ancora adolescente e quindi vagamente meno cinica di oggi, mi ero presa una sorta di sbandata per Ben, pur sentendomi incredibilmente attratta dal personaggio di Barlow. E la cosa incredibile, è che a quasi vent’anni di distanza, mi sono presa una sbandata per Ben ed ho subito il fascino oscuro di Barlow.. Impressive !!!!

Fatte le dovute premesse cominciamo a fare sul serio.

E’ probabile che una delle caratteristiche che ha reso questo libro fondamentale per la mia vita, sia il suo non essere consolatorio. Niente lieto fine. Niente buoni che battono i cattivi. Solo il male che striscia, si insinua, prolifera, trova terreno fertile per mantenersi in vita. Non c’è scampo. Non c’è una via di fuga. Quando hai avuto a che fare con il lato oscuro, quando hai visto cos’è il male, non sarai più lo stesso.

Non c’è amore, famiglia, fede, convinzione che tenga. Tutto viene annichilito dal male. Contaminato. Rovinato. Imputridito.
E tu, vittima, puoi solo lottare con le unghie e con i denti o soccombere.
In entrambi i casi, di quello che eri, resterà poco o niente.

Ben Mears torna dopo 25 anni nel Lot.
Ha trentaquattro anni, una carriera di scrittore da cementare, un passato ombroso,  un cotta per Susan e un’ossessione atavica per casa Marsten. E’ tornato nel Lot per sconfiggere i suoi demoni, per scrivere un romanzo con il quale campare di rendita e per esorcizzare un ricordo che lo tormenta. Quello che ancora non sa è che Salem’s Lot ha un nuovo abitante il quale, guarda caso, ha appena acquistato casa Marsten.
Un’altra cosa che ancora non sa è che sta per scomparire nel nulla un bambino.
E non sa nemmeno che dalla scomparsa del piccolo Glick in poi, succederanno cose sempre più strane, in un’escalation inarrestabile che per essere spiegata ha bisogno che venga messa in saccoccia la razionalità e che vecchie credenze ed antichi miti vengano rispolverati.

In una battaglia oscura ed apparentemente impari, la differenza tra la vita e la morte la farà la capacità di credere ciecamente che quello che non può essere reale, sia reale.

Il nuovo padrone di Casa Marsten è il Sig. Barlow.
Affascinante, affabulatore, elegante, distinto, intrigante, scaltro, spietato. Risponde solo alla sua natura, non c’è nulla che davvero gli interessi, nulla che lo possa in qualche modo dissuadere dall’essere malvagio. Barlow è il male stesso. La radice di tutte le perversioni. Il cuore pulsante della crudeltà. L’anima della più profonda disumanità.
Ed è questo suo essere così negativo che lo rende così terribilmente affascinante.
Nessun vincolo morale, nessun senso di colpa.
Una vita completamente libera da costrizioni.
Nutrirsi. Sopravvivere.
Niente di più.

Pensi che valga la pena innamorarsi? Forse hai torto.
Credi che la famiglia sia il fulcro della vita? Ripensaci.
Sei convinto che studiare apra la mente e le porte del futuro? Ne riparliamo alla fine del libro.

King non ci lascia alcuna speranza.
Poco importa, fondamentalmente, se alla fine qualcuno si salverà o meno, perchè il Male è ancora lì… a covare da qualche parte, a proliferare da un’altra, a fecondare terreni già mezzi marci.

La felicità è effimera, la gioia una visione distorta della vita, la stabilità una creazione di coloro che non vogliono accettare la realtà.
L’unica cosa che davvero esiste, immutabile nel tempo, coriacea, indistruttibile, è l’essenza del Male.

Deal with it.

In poche parole

Deal with it !!!

Poschina

p.s.  Ho letto una caterva di critiche a questo libro, la maggior parte delle quali sostiene che sia: Acerbo, con personaggi mal caratterizzati e con un finale deludente…
Bla… Bla…. Bla…
Sapete che vi dico?
Vi meritate 50 Sfumature di Grigio.

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One thought on “Le Notti di Salem – Stephen King

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