Oltre i Limiti – Katie Mc Garry

Avete presente quelle donne che più vanno avanti con l’età e più si vestono da ragazzine? O gli ultracinquantenni che girano nei locali con atteggiamenti tardoadolescenziali?
E’ seguendo questo principio che io, incazzosa trentaquattrenne, leggo libri per adolescenti.

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La Trama: Nessuno sa cosa sia successo a Echo Emerson, la ragazza più popolare della scuola, la notte in cui le sue braccia si sono ricoperte di cicatrici. Nemmeno lei ricorda niente, e tutto ciò che vuole è ritornare alla normalità, ignorando i pettegolezzi e le occhiate sospettose dei suoi ex-amici. Ma quando Noah Hutchins – il “bad boy” del quartiere – irrompe nella sua vita con la sua giacca di pelle, i suoi modi da duro e la sua inspiegabile comprensione, il mondo di Echo cambia. All’apparenza i due non hanno nulla in comune, e i segreti che custodiscono rendono complicato il loro rapporto. Eppure, a dispetto di tutto, non riescono a fare a meno l’uno dell’altra.

Ed ora la parola alla giurata

Precisazione 1: piccolina, piccola, pasticcino, amore, cucciola…. sono vezzeggiativi. Possono non piacere ma sono vezzeggiativi e servono a far sentire la donna coccolata e amata. Alcune donne… Cmq.  Piccoletta al contrario è semplicemente irritante.

Precisazione 2: definire tossico un ragazzo che si fa le canne è indecente. Sì, lo sappiamo tutti che gli americani sono i più puritani sulla faccia della terra, ma nel 2014 il termine tossico associato ad un ragazzo che si fa le canne è illeggibile e intollerabile. Sarà che nel mio liceo l’80% degli studenti si faceva le canne, i miei amici fuori dal liceo si facevano le canne, i ragazzi in generale si fanno le canne…. non penso di dover aggiungere altro. Mi diviene difficile quindi etichettare come problematico un ragazzo che rolla una canna nel parcheggio della scuola. Cosa volete farci, sono cresciuta a Quarto Oggiaro, i problemi sono ALTRI.

Recriminazione 3: “Tu sei mia”. Quando lo leggo in un libro, mi viene immediatamente voglia di lanciarlo in testa all’autore/autrice. Non c’è nulla di più tamarro e irritante di un uomo che ti tratta come un oggetto.

Fatte le dovute premesse, il libro oscilla tra mediocrità accettabile e cadute di stile intollerabili.

No, non fa schifo.
Sì, potete farne a meno.

La storia è raccontata alternativamente da Echo e da Noah, quindi sappiamo esattamente cosa pensano i protagonisti, cosa provano e tutte le seghe mentali che si fanno in relazione alle loro non tristi, tristissime storie. Per una legge facilmente riscontrabile nella realtà, gli sfigati saranno attratti da sfigati, i belli dai belli, i brutti finiranno con i brutti e quelli con tanto potenziale ma una vita di merda alle spalle si rovinneranno. Ma non nei libri. No.

Nei libri i ragazzi giovani con un passato di merda ma alto potenziale ce la fanno sempre. SEMPRE.
E senza che questo passato si ripercuota eccessivamente nelle loro vite.
Essendo cresciuta in un quartiere difficile, posso assicurarvi con una certa spocchia che questo nella vita reale non avviene. I demoni continueranno a perseguitarti.

Ma passiamo a noi. Il mistero che avvolge il passato di Echo si intuisce dopo qualche capitolo. Insomma, la foglia si mangia abbastanza in fretta. Il passato di Noha è più semplice, classicissima tragedia famigliare con divisione della prole e famiglie affidatarie di merda (mai una volta che capitino in una famiglia affidataria non dico perfetta ma normale). Come da copione Noah è bellissimo, muscolosissimo, scopa benissimo (spoilerone: Echo non si fa portare a letto. No, lui la rispetta. Il che significa che io mi perdo anche la scena di sesso…. no comment), è il classico Bad Boy che poi si rivela un cucciolo di beagle bisognoso di affetto.
Echo è stupenda, con un fisico da urlo, magra ma con due tette da manuale, con inspiegabili cicatrici riconducibili alla notte che ha cambiato la sua vita e che ha dimenticato, insicura, controllata a vista da un padre padrone, orfana del fratello morto in guerra.

I due si sono sempre ignorati, ma la nuova psicologa della scuola, che è un genio, decide di mettere Echo a fare il tutor per Noah. Cupido a manetta.

Se in alcuni momenti il tutto funziona, ad esempio il fatto che siano due esseri dominati da seghe mentali praticamente in continuazione (il loro passato e l’età ne fanno i seghisti mentali per eccellenza) e che a loro modo siano i reietti della scuola, perde un po’ di credibilità quando invece di limonare duro (hanno 18 anni, cazzo!), passano il tempo a tentennare giustificandosi con la frase idiota “non siamo compatibili” il tutto perchè lui è tatuato e fuma le canne.

Santa Madonna !!!! Capirei il non siamo compatibili se lui fosse che so, il padre di una sua amica…. allora sì che forse qualche problema ci sarebbe, ma i tatuaggi e le canne !!!

Alcune parti sono molto tenere e carine. Mi sono trovata spesso a sorridere leggendo di palpitazioni, sorrisini, timide carezze… eh già, ho avuto diciott’anni anch’io.
Interessante è anche l’affrontare delle problematiche oggettivamente pesanti nel tentativo di mostrare un’adolescenza non necessariamente governata da smalti, piastre per capelli e successi nel football.

Purtroppo però tutto rimane abbastanza in superficie. E’ vero che Echo, quando tutto viene finalmente sviscerato, non cancella con un colpo di spazzola tutti i suoi problemi legati al passato ma anzi, avrà ancora bisogno dell’aiuto della Sig.ra Collins; ma è altrettanto vero, purtroppo, che finisce tutto a tarallucci e vino.

Dio solo sa quanto odio e disprezzo i finali eccessivamente felici.
TUTTO si sistema perfettamente. In modo così preciso che non può essere vero. No. Non può essere vero. Non è realistico e mi da fottutissimamente fastidio.
E’ come se un verme nascesse nel mio stomaco e cominciasse a strisciarmi nel corpo fino ad arrivare al cervello. Certo, nulla a che vedere con “Il Confine di un Attimo” libro che funziona bene ma che si butta via nelle ultime 10 pagine, talmente fuori dalla realtà da risultare indigeribili.

Secondo me se fai un libro realistico, lo deve essere in tutto e per tutto. Qui si affrontano temi pesanti, situazioni al limite del gestibile per chiunque, e alla fine in venti pagine tutto si appiana in modo da rendere romanticamente possibile la storia della coppia. No. Non va bene.

Ai miei tempi il “vecchio Alex” vedeva la sua adorata Adelaide partire per l’America, lasciandolo solo a scalare in bici i colli bolognesi. Ma si sa, io sono cresciuta in un’epoca senza l’ostinata fissazione per il lieto fine.

In poche parole

Quando la vita difficile è un mero pretesto per il lieto fine.

Poschina

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4 thoughts on “Oltre i Limiti – Katie Mc Garry

  1. 😀
    ahah, questa recensione mi ha fatto davvero ridere, soprattutto il pezzo delle canne…
    siamo davvero parecchio meno puritani degli americani…
    io ho letto questo libro in inglese, per cui almeno il piccoletta me lo sono risparmiato! 😀

    in generale, devo dire che sono piu’ o meno sulla tua lunghezza d’onda, ovvero non mi ha fatto schifo, ma neanche mi ha esaltato piu’ di tanto, anche se non concordo con alcuni punti che hai sottolineato.
    secondo me quando vai a concludere il libro, devi concludere.
    un romanzo non è come la vita, tu hai ragione quando dici che la vita non è cosi’, che i demoni rimangono, eccetera, hai perfettamente ragione, pero’ questo tipo di realtà secondo me non funzionerebbe nel finale di un romanzo, dove per pace intellettuale hai bisogno di mettere un punto, mettere la parola fine alla storia e chiudere il libro.
    la vita è un’altra cosa, e i romanzi sono solo “imitazione” della vita, ma non sono la stessa cosa.
    principalmente vogliono solo intrattenere, per questo secondo me quando si legge bisogna chiudere un occhio, figurativamente parlando.
    oddio “bisogna”… io trovo giusto chiuderlo… poi ognuno la pensa e la vive come vuole.

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  2. Sono d’accordo con te, si tratta di libri, non di vita reale…
    Tuttavia trovo intollerabile quando ci sono dieci situazioni complicate aperte e tutte si risolvono (positivamente) nel giro di una quindicina di pagine.
    Ok, va bene… vogliamo il lieto fine? Ottimo.
    Però è impossibile che ci sia una conclusione positiva per tutto.
    In questo caso, nulla vietava di lasciare qualcosa in sospeso, non c’è una legge che impedisca un finale aperto oppure il sospeso di alcune situazioni secondarie.

    🙂
    Sono un’espertona del “chiudere gli occhi”…. ho letto veramente delle cose assurde, ma messe talmente bene che alla fine ti piace crederci, solo che se devo chiudere gli occhi su troppe cose alla fine mi stufo …

    Grazie del passaggio cmq. fa sempre piacere sentire le opinioni degli altri

    Bacio

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    • si’, capisco cosa vuoi dire, troppo risolto troppo in fretta, se ho capito bene…
      anche a me non ha preso fino in fondo questo libro, ma non saprei dirti bene per quale motivo. e come sono messa io? che sono sul “mmh, ni'”, pero’ non so neanche spiegarti perché? 🙂

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  3. Pingback: Il Listone – Giugno 2014 | La Leggivora

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