Heaven Texas & Il Lago dei desideri – Susan E. Phillips

Ok, non è la solita recensione e diciamocelo fuori dai denti, a nessuno frega una sega di quanto scriverò sotto, ma ci sono cose, situazioni ed espedienti che mi tolgono  completamente il gusto della lettura. In questi due libri della Phillips ho trovato due degli espedienti più fastidioserrimi di sempre se non compensati da una notevole capacità di scrittura e da una storia con i controcoglioni.

Farei notare come la mia compulsività mi abbia fatto acquistare non uno ma ben due libri di una scrittrice a me sconosciuta. Ah, la disperazione cosa fa fare………

CopHeavenTexaslago

Le Trame

Heaven Texas: Gracie Snow ha tre problemi da risolvere:un ex campione di football da proteggere (il buono),un ragazzo diventato ricco e perfido (il cattivo),il suo cuore che comincia a perdere colpi…Riuscirà a sistemare tutto e a capire dov’è l’amore? Una storia divertente, sexy e con un pizzico di malizia. Una lettura imperdibile per chi ha voglia di sorridere e lasciarsi andare. Gracie Snow decide di lasciarsi alle spalle un’intera vita e accetta un’offerta di lavoro a Hollywood come assistente di produzione. Subito però le viene affidato un incarico difficile: deve convincere Bobby Tom Denton, un affascinante ex giocatore di football, a presentarsi sul set per iniziare le riprese del suo primo film.

Il Lago dei Desideri: Molly Somerville ha una vita (quasi) perfetta: adora il suo barboncino, il suo lavoro di scrittrice per bambini, il suo minuscolo loft. L’unico neo è la sua cotta storica per un quarterback scavezzacollo, quel detestabile e superficiale e irritante e… meraviglioso Kevin Tucker, che finora non ha fatto altro che ignorarla. Il talento di Molly per ficcarsi nei guai la porterà proprio tra le sue braccia, a farsi spezzare il cuore in una sola notte. 

Ed ora la parola alla giurata

Spoiler – Spoiler – Spoiler

Non so bene se la colpa della mia assenza di passione per questi libri sia da attribuirsi all’appartenenza a due culture completamente diverse. Per capirci io trovo assolutamente insensata la fastidiosa abitudine americana che lega il numero di appuntamenti alle concessioni sessuali.

Esempio. Se vai a letto con un tipo prima del terzo appuntamento sei una zoccola. Al primo appuntamento la lingua, al secondo la lingua + un lieve strusciamento, al terzo puoi concedergli una palpatina, al quarto lo fai entrare in casa, al quinto puoi dargliela. SERIOUSLY????
Nel 2014?

Così pare.
O almeno così pare che sia nell’america vera, non nella sfavillante New York di film e telefilm. Sarà per questo divario culturale, lo stesso che non trova niente di strano nello sposarsi dopo  due mesi dal primo incontro, ma che anzi lo trova romantico, che faccio fatica ad amare davvero questi libri. Sono scritti bene, spesso anche divertenti e non eccessivamente mielosi, tuttavia non riesco ad entrare nell’ottica. Mi rimane sempre quella cosa alla “Harmony” che non riesco a scrollarmi di dosso.

Per esempio in Heaven Texas lei è una trentenne sciatta (ma con una passione per la biancheria intima da zoccola), vergine, apparentemente sfigaterrima, che viene mandata a recuperare il figo di turno. Che poi parliamone…. il figo di turno indossa pantaloni bianchi con camicia malva/lavanda di seta e cappellone da cow boy. In pratica Julio Iglesias al suo meglio. Una roba che nemmeno se me lo regalano e chissene dei soldi e del cazzo grosso.

Cmq. dicevamo. Lei è vergine. VERGINE. Come in un Harmony. Perchè in questi libri non esiste mai una donna normale, con una vita normale ed una vita sessuale nella media. O zoccoloni o vergini.
A trent’anni.
Negli anni 2000.
Americans !!!

L’espediente irritante però non è la verginità della pulzella, anche se ammetto che un paio di bestemmioni mi sono scappati, ma il “fingiamo di essere fidanzati”. Perchè?
Susan, te lo dico da NON scrittrice a scrittrice di successo; perchè non ti sei spremuta le meningi un filino, giusto per non cadere nella banalità più assoluta? Giusto per dimostrarmi che sai fare in modo che due persone apparentemente diversissime si innamorino senza costringerli in una finta relazione che li porta, inevitabilmente, a stare a contatto stretto e a scopare. Ma se non bastasse questo, c’è anche il terribile, anacronistico, fastidioso “ti faccio da tutor sessuale”. Ma dai !!! Scopate e fatela finita. Ci sarà mica bisogno di un tutor per fare sesso? Non si può sentire.

E, ovviamente visto che il libro è per donne e le donne sono coglione e superficiali come poche, alla fine, dopo ben un mese e mezzo di conoscenza profonda, lui le chiede di sposarla e finisce con un’evasione di prigione, un inseguimento in macchina e baci ed abbracci in mezzo alla folla giubilante.

E questa fiera dell’assurdo non è nulla in confronto al secondo libro.

Lei è un’ereditiera che ha rinunciato a 15 milioni di dollari per potersela cavare da sola.
BWahahahhahahahahah…. Quando avete finito di ridere ditemelo che proseguo…. Fatto?

Lei scrive libri per bambini nei quali riversa la sua vita privata, è innamorata di uno strafigo che non la caga di pezza ma un giorno per sbaglio sono costretti a dividere una casa, lei la notte va in camera sua, si spoglia, gli mette il goldone, se lo scopa mentre lui è mezzo addormentato e il goldone si rompe, ma lei non è nel periodo del mese giusto e nonostante ciò rimane incinta.

Ora, hai 27 anni, sei single, fai fatica a campare, stupri un tizio la notte, rimani incinta e cosa fai? Sei felice. Ecco; questo esempio di donna demente è deleterio per la reputazione del nostro sesso. Io, donna, l’ho odiata con tutta me stessa. Non puoi essere così scema. Nel senso che nessuna donna in una situazione del genere sarebbe tranquilla e rilassata a pensare al nome del nascituro, quantomeno prenditi una decina di giorni per abituarti all’idea, altrimenti sembra che tu l’abbia fatto apposta. Poi ovviamente non lo dice al padre ma quella ficcanaso di sua sorella e suo cognato scoprono chi è, lo vanno a prendere per i capelli e lui invece di dire… “ragazzi, quella pazza mi è saltata nel letto, poi mi ha detto che non era incinta e col cazzo che la voglio tra i piedi” decide di sposarla, perchè si sa; siamo nel 1940 e concepire fuori dal matrimonio è una vergogna.

Poi lei perde il bambino e questo permette alla coppia di non odiarsi più perchè si sa, le stragi uniscono come non mai (spoiler: non è vero. Le disgrazie dividono, ma non vogliamo turbare le fragili donne che leggono questi romanzi quindi facciamo finta che tutti siano buoni, bravi, comprensivi e pazienti…).
Vanno in un camping dei genitori di lui dove, sorvolando su metà libro, alla fine cominciano davvero una relazione ma siccome lei è mezza scema, insicura, convinta che non avrà mai la storia d’amore più bellerrima del mondo, finge di non provare nulla se non la mera attrazione sessuale e lui che invece se la scopa all’urlo di “io sono tuo marito quindi se scopiamo non c’è nulla di strano”, evita di mostrare i suoi veri sentimenti perchè intanto è impegnato a fare chiarezza su quello che prova per la sua vera madre.

Ah, c’è anche lo spazio “sesso tra vecchi” che vi risparmio perchè sono molto meno sadica di quanto potrei sembrare.

Il picco di merda lo raggiunge quando alla fine lui si rende conto che la ama e, giuro, va a chiedere il permesso di sposarla di nuovo (americans !!!) alla sorella, la quale lo sottopone ad una – prova d’amore –  prima di dare il benestare. Nonostante ciò la pazza – scema – insicura – gli dice che lei non vuole l’amore. A lei non basta, deve avere la più grande storia d’amore del mondo.

Ed io l’ho odiata se possibile ancora di più perchè cazzo, hai 27 anni. Non 12. Io ti odio perchè rappresenti il peggio del mio sesso, il peggio dell’umanità in generale e sopporto ancora meno la caratterizzazione stile “Santa Maria Goretti”. Sempre queste donne buone, sensibili, che amano i bambini, incazzate ma mai fastidiose, ribelli ma con gentilezza, insignificanti ma sempre con un bel culo e un vitino da vespa e le caviglie sottili. Ma cazzo se sei insignificante sei insignificante !!!! Non puoi essere insignificante e avere il corpo di Charlize Theron. No, perchè saresti figa !!!!

Se proprio dovete scegliere, tra i due prendete “Heaven Texas” nonostante tutto è più realistico e la protagonista molto più interessante.

In tutto ciò la cosa davvero triste è che sono libri scritti bene. Spesso ho sorriso e a volte addirittura riso di gusto perchè alcune situazioni sono molto divertenti e i dialoghi brillanti.
Semplicemente credo che siano un po’ troppo “da donna” per me e un po’ troppo “americani” per i miei gusti da italiana – lombarda – milanese rampante.

Io non comprendo davvero il dichiarasi amore eterno dopo una scopata e non ritengo onorevole sposare una donna che non conosco solo perchè è incinta. Lo trovo stupido ed irresponsabile. Non siamo nel 1800, non è più necessario, non si rovina irrimediabilmente la reputazione della donna e i figli possono essere cresciuti benissimo fuori dal vincolo matrimoniale. Quando leggo certe cose, che per me sono più che anacronistiche, mi innervosisco e il racconto perde immediatamente credibilità togliendomi in parte il gusto nella lettura e influendo negativamente nella valutazione.

Leggeteli consci di quello che vi aspetta, ossia puritanesimo, convenzioni sociali, romanticismo adolescenziale, matrimonio assicurato, un pizzico di divertimento, assurdità come se piovesse.

In poche parole

Quella vena di puritanesimo che proprio non riesco a sopportare.

Poschina

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7 thoughts on “Heaven Texas & Il Lago dei desideri – Susan E. Phillips

  1. Sai che questi due libri li rileggo spesso? Sono tra i miei comfort books 😀
    Il fatto è che io sono strana. Se un libro ha pretese di serietà o drammaticità (come ad esempio i libri del genere New Adult), allora le assurdità di trama mi fanno imbestialire, ma proprio letteralmente.
    Ma se un libro è di genere brillante, allora accetto le esagerazioni e lo leggo senza troppo coinvolgimento ma sperando soltanto di ridere.
    E la Phillips fa ridere, in questo io credo sia una delle migliori. Io ho letto i suoi libri in inglese e le sue frasi/schermaglie sono brillanti, spesso esilaranti.
    In Heaven Texas i protagonisti non mi sono piaciuti affatto. Lei è ridicola (tra l’altro mi devi spiegare come una “ranocchietta” come lei – prima della classica trasformazione in cigno, of course – all’inizio venga scambiata per una spogliarellista), inoltre si innamora del protagonista, in fin dei conti, solo perché lui è “bello e irraggiungibile”. Però, shame on me, ho amato alla follia la storia secondaria, quella tra la madre del protagonista e il “bad boy”. Sarà che le seconde occasioni mi sciolgono, e la parte dedicata a Way Sawyer e Suzy Denton (solo quella) la rileggo spesso.
    Nel lago dei desideri (“This heart of mine” in inglese) ho cercato di dimenticare in fretta le premesse assurde (eredità abbandonata/stupro nella notte) per godermi le schermaglie tra i protagonisti, ma devo dire che mi sono anche affezionata a Molly, l’ho trovata dolce (premesse a parte) e come Kevin mi sono commossa quando lei “stringe le gambe” in macchina, quando non riesce ad aprire l’aranciata, e in parecchi altri momenti.
    Per la sua schizofrenia finale, che dire? Inizialmente mi sono innervosita, ma poi devo confessare che un po’ (un po’) l’ho capita, perché anche a me capitano quei giorni da “fire-alarm”. Che dici o fai cose sbagliate per avere conferme.

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  2. ahahahahah, io amo i comfort book.

    Il mio problema credo sia stato l’aspettarmi qualcosa di completamente diverso. Se si fossero evitati un paio di clichè allora me li sarei goduta pienamente. E la cosa che mi ha fatta incazzare di più, oltre alle menate tipicamente americane scritte sopra, è stato il fatto che ho riso tanto.

    Certo, come abbiano potuto scambiare lo scricciolino insignificante per una spogliarellista non me lo spiego proprio, ma sai, dopo quintaloni di birra, forse…. con un po’ di immaginazione…. boh 😉
    Però in Gracie ho apprezzato almeno la voglia di cambiamento che la spinge in un’impresa folle, nonostante tutte le assurdità del mondo disseminate in tutto il libro, lei è spinta dalla voglia di cambiare.

    Bellissima la storia tra la mamma di Bobby e l’Old Bad Boy. Io mi sono innamorata di lui. Lo vorrei proprio uno cosi, poi la storia è tenerissima…

    Molly sarebbe un personaggio meraviglioso se l’avesse resa un po’ meno santa. Quindici milioni in beneficenza? Tieniti almeno 200mila dollari per la casa. E poi possibile che non abbia un difetto? Un minimo di egoismo.. sano, umano, irrefrenabile egoismo.
    A parte questo il suo è forse il personaggio meglio approfondito, la scena dell’aborto è estremamente toccante, realistica ed emozionante ed anch’ io ho trovato Kevin di una tenerezza straziante quando ripensa a come lei stringeva le gambe per cercare di evitare l’inevitabile.

    Poi certo, io sono incontentabile.
    Non ho mai tenuto segreto di avere delle pretese assurde.
    E poi sono bipolare.
    Per me gli Harmony sono prodotti onesti perchè quando compri sai esattamente quello che ti troverai a leggere, che non è poco, se penso allo sciopone che mi è preso quando ho letto “Sugar Daddy”, se ci penso mi sale ancora la RABBIA !!!
    Dalla Phillips mi aspettavo una minor “esasperazione del romanticismo” e quindi ci sono rimasta un po’ male. Tra l’altro ho già in wishlist un altro suo libro che prima o poi mi comprerò (vedi che sono bipolare? compro, critico e ricompro :P)

    Poi io ho una passione per il bastardo. Non posso farci nulla. Bastardo, tormentato e che non si snatura… cioè sì, impara ad amare l’eroina di turno ma rimanendo, fondamentalmente, un bad boy.

    A proposito di risate, se ti capita prova Wallbanger (so che dovrebbe uscire in italiano a breve ma in lingua originale è tutt’altra cosa), ho fatto delle figure di merda in treno perchè scoppiavo a ridere improvvisamente e non riuscivo a smettere 😀

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  3. >> Bellissima la storia tra la mamma di Bobby e l’Old Bad Boy. Io mi sono innamorata di lui

    Me too!!!

    >> poi la storia è tenerissima

    Tenera, ma anche molto erotica, secondo me! Io sono una che in genere salta le scene di sesso perché le trovo noiosissime, ma cavolo, la loro prima volta mi ha lasciato così O_O
    Anche in un’altra occasione la SEP è riuscita, a mio avviso, a fare una scena erotica da urlo, in “Match Me If You Can” (da poco pubblicato in italiano con il titolo di “Lady Cupido”). Il libro non mi è piaciuto per niente, lo premetto subito, e non mi è piaciuta neppure la storia secondaria, ma l’acquisto vale anche solo per una scena sul balcone tra Portia e Bodie (i due personaggi secondari).

    >> se ti capita prova Wallbanger

    L’avevo iniziato ma l’inglese dell’autrice non è esattamente intuitivo (non come la SEP, ad esempio, o la Quinn). O forse sono arrugginita io, in ogni caso, ho rimandato la lettura per pigrizia 😦
    Magari dopo aver smaltito i titoli in italiano ci riprovo 😀

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  4. Altamente erotica, ho davvero palpitato durante la scena di sesso ed anche invidiato la Sciura !!!!

    Io l’inglese non lo mastico tanto bene, però ho letto diversi libri della Kleypas senza alcun problema, mentre all’inizio ho faticato con Wallbanger perchè è un concentrato di slang americano ed ho dovuto fare un po’ di pratica, ma una volta che sono partita col ritmo giusto non sono più riuscita a fermarmi 😀

    Della Phillips mi sono messa in wishlist “Un piccolo sogno”, per caso l’hai letto?
    Sei ufficialmente la mia personale esperta di quest’autrice 😉

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  5. >> Sei ufficialmente la mia personale esperta di quest’autrice 😉

    Una grossa responsabilità perché, proprio su “Un piccolo sogno”, io la penso in modo diverso da tutte le altre lettrici… ops 😀
    È piaciuto da morire a tutte, di solito è additato come il suo migliore, io invece l’ho praticamente letto a pezzi, saltando moltissime frasi e, in genere, non sopportandolo xD
    È, diciamo, il suo romanzo più “serio”. Già questo mi respinge un po’, il dramma troppo “peso” in partenza. Poi la protagonista fa delle scelte che non condivido, perché a un certo punto mette l’orgoglio davanti a suo figlio e per me è una cosa inconcepibile, se sei scema e vuoi farti del male (tipo Molly) fallo pure, ma se hai la responsabilità di qualcuno sulle spalle no, è inaccettabile anche nella finzione di un libro.
    Quello che però mi ha fatto proprio cadere le braccia è stata una scena nel finale, di un’indelicatezza unica, che non ti anticipo per non spoilerare.
    In pratica, l’ho odiato così tanto che praticamente ho letto una pagina su tre, imprecando contro i protagonisti.
    Per questo sarei davvero curiosa di conoscere la tua opinione in proposito, spero che lo leggerai!

    >> all’inizio ho faticato con Wallbanger perchè è un concentrato di slang americano

    Yep. Per questo ho mollato. So che dopo un po’ ci si abitua allo stile di un autore, ma inizialmente bisogna fare uno sforzo non indifferente e al momento son d’un pigro… 😀

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  6. Pingback: Il Listone – Maggio 2014 | La Leggivora

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