Mechanical Automatism – Bad Sisters

E’ possibile scrivere un racconto breve che parla di amore, anima e morte senza che risulti stucchevole, fastidioso, incompleto?
Sì.

mechanical

La Trama: Edgar è un robot piuttosto particolare. Lord Thompson è colui che lo ha disgraziatamente comprato, cercando di fare di lui un maggiordomo, ma non tutto va come deve fra i due. Soprattutto le pulizie. 
Romanzo breve di genere steampunk a tematica omoerotica, è ambientato in una Londra vittoriana diversa da come la conosciamo, tra carrozze elettriche e governanti mutanti. 
E Dio non è mai quel che sembra.

Ed ora la parola alla giurata

Generalmente non amo i racconti brevi. Per me un libro sotto le 200 pagine è una specie di delitto. Questo perchè è raro riuscire a trovare un racconto breve che non sia banale o superficiale nell’affrontare qualsiasi tema. Mechanical Automatism affronta diversi temi: amore, morte, anima, amicizia, sofferenza, gioia, paura del diverso, accettazione di sè…. il tutto con un tocco leggero, delicato, quasi poetico.

Edgar è un personaggio adorabile. Esteticamente bellissimo,  apparentemente sfacciato e riottoso, nasconde un’anima pura e timida. Confuso da quello che sente, destabilizzato dall’essere un ammasso di ferraglia che prova sentimenti fin troppo simili a quelli umani e forse anche più profondi, fatica ad integrarsi in una realtà che si rifiuta di vederne l’essenza, limitandosi a considerarlo solo un concentrato di materia ferrosa.

Lord Thompson racchiude in sé il classico aplomb inglese e una vena ribelle e passionale che Edgar ha la capacità di stimolare con un solo sguardo. Da principio è profondamente insofferente  verso l’incapace robot che si è preso come maggiordomo, salvo poi rendersi conto che non riesce a fare a meno di lui, tanto da infrangere i tabù imposti dalla società e sceglierlo come compagno di vita, nonostante venga costretto a contrarre matrimonio per perpetrare la dinastia.

A fare da contraltare all’aplomb di Lord Thompson e alla timidezza di Edgar c’è Lord Harrison, amico fraterno di Thompson, noto per la dissolutezza e la sfacciataggine con cui affronta la vita. E’ lui che spinge Lord Thompson ad esternare i suoi sentimenti, ad uscire dall’area di sicurezza in cui è bloccato per seguire, fondamentalmente, il cuore.

L’amore che vediamo nascere, crescere, maturare e mai morire, è coinvolgente e toccante. Man mano ci si avvicina alla fine lo stile ironico, a tratti dissacrante  e spensierato che aveva caratterizzato il racconto sin dall’inizio, lascia spazio alla riflessività, ai silenzi, alla consapevolezza. E’ il sentimento profondo a commuovere il lettore, il sentire con quanto Amore hanno affrontato la vita e lo scorrere inesorabile del tempo, fino al punto di non ritorno.

Il tutto in una settantina di pagine e senza costringerci a leggere banalità snervanti o sciocche e fastidiose esternazioni dei sentimenti.

Non dovete però pensare che sia un libro noioso o sdolcinato, tutt’altro. E’ scritto in modo che si passi con naturalezza dal sorridere al commuoversi, dallo stupirsi al riflettere; non ci sono tempi morti, non c’è superficialità, i personaggi non sono mai scontati o banali. Divertenti gli alterchi tra Edgar e la Governante/piovra che culmineranno in un ultimo inaspettato gesto di affetto e profondo rispetto.

Il dio di Edgar è preferibile a quello che mi hanno insegnato, come diceva Carboni, a dottrina e il finale, nonostante non fosse ai miei occhi poi così necessario, mi ha ridato un minimo di fiducia nella giustizia e un pizzico di speranza per la mia ormai discutibile esistenza.

Trovo che sia un libro interessante, originale, che merita di essere letto. Non vi porterà via troppo tempo e vi lascerà nell’anima una scintilla di bellezza che vi aiuterà a rischiarare le tenebre.

In poche parole

L’appartenenza che nonostante tutto, continuerete a cercare.

Poschina

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2 thoughts on “Mechanical Automatism – Bad Sisters

  1. Pingback: Il Listone – Aprile 2014 | La Leggivora

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