Bite Hard – Bad Sisters

E’ altamente probabile che questa recensione si riveli terribilmente caotica, sovraccarica, barocca, al limite dell’adorazione cieca, incomprensibile. Forse perchè il libro di cui parla è tutto questo e oltre….

bite hard

La Trama: Prendete un vampiro millenario, ma non particolarmente intelligente e un procuratore della Repubblica con un passato decisamente biblico e fuori dal comune. Aggiungete una spolverata di M/M e di trash allo stato puro. Blasfemia quanto basta. 

Ed ora la parola alla giurata

Le Bad Sister ci tengono a precisare che Bite Hard non è un romanzo serio. Non è un esercizio di stile, un romanzo di formazione o un intricato intreccio narrativo. Bite Hard è un libro trash, e come tale va considerato. O crack, se siete avvezzi a terminologie di strada. 
Scritto per far ridere, ecco che cos’è. Un coacervo di citazioni a citazioni dentro le citazioni. C’è di tutto qua dentro, insieme al sesso gay, la blasfemia e il linguaggio volgare: c’è Tarantino, Vampiri la Masquerade, Alien, Mulan, Angel Sanctuary e soprattutto c’è Dogma, insieme a una miriade di altre cose. Il paradiso del nerd medio”, quindi noi che ci accingiamo a leggere sappiamo quello a cui stiamo andando incontro.

Tuttavia, non credo sia semplice arrivare preparati al testo scritto, perchè è un concentrato di citazioni nelle citazioni sulle citazioni; letterarie, cinematografiche, musical…. non sono nemmeno sicura di averne individuate nemmeno la metà, un insieme di situazioni che oscillano tra il folle e il plausibile, personaggi che sembrano più reali, nonostante la loro palese follia, di tanti altri molto più blasonati.

Prendete Septienne, un vampiro millenario, fottutamente omosessuale, schiavo delle più basse pulsioni, infantile, ben poco geniale, perennemente concentrato su come portarsi a letto qualcuno, impegnato a cercare di evitare di finire tra le braccia di quello che chiama “mio fratello”, in perenne attesa del ritorno del suo fidanzato (il potentissimo demone Lavaier), ossessionato da solitudine ed ennui…. Un protagonista che chiaramente NON è un eroe, e che in un certo senso è profondamente detestabile seppur adorabile, un amico che vorrei tanto avere come coinquilino (essendo gay non potrebbe esserci storia tra di noi), una personalità che ti ispira simpatia ed esasperazione in egual misura.

Ambientato in una Milano che è la mia città, con tanto di battaglione in stile “Assalto al fosso di Helm” in Piazza del Duomo ed anche all’interno della Cattedrale che scopriamo non essere altro che un passaggio tra il nostro mondo e l’inferno; il racconto si snoda tra locali notturni, tribunale, vicoli, Piazza S. Babila (la piazza di fianco alla quale io lavoro tutti i giorni), e il cielo sopra la città.

Succede di tutto: sesso, squartamenti, innamoramenti, pentimenti, litigi, battaglie a Puzzle Bubble, dialoghi infantili, riflessioni più o meno profonde, legami parentali incomprensibili, demoni affascinanti e conturbanti, angeli mostruosi, apparizioni divine e croci lanciate stile freccette.

E questo tutto, così barocco, ridondante, assurdo, esagerato, trash, blasfemo, assolutamente disordinato e fasullo, è talmente “Out da essere In”, è talmente esasperato da avere fatto il giro completo del cerchio e risultare pesantemente e fottutamente credibile.

Non si salva nessuno, tutto è il contrario di tutto e quelli che sono stati i riferimenti culturali della mia generazione sono stati presi, sminuzzati, impastati tra di loro per creare un nuovo insieme eterogeneo pronto per diventare il retroterra culturale di questa generazione.

Se Septienne è in assoluto il mio preferito, non posso non spendere un paio di parole per Francis, magistrato integerrimo di giorno, strafottente adoratore della feccia di notte, perennemente divorato da uno strano ed inspiegabile senso di colpa, posseduto dall’irrefrenabile impulso di ribellarsi e combattere l’autorità.

Bite Hard è come le Pringles, quando assaggi la prima non ti sembra niente di speciale, tuttavia prendi la seconda, poi la terza ed ora della quarta senti che non potrai più farne a meno, che devi tassativamente finire il tubo…proprio come le prime pagine di questo libro mi sembravano solo passabili, poi sempre più interessanti e divertenti fino ad arrivare al punto di leggere voracemente fino all’ultima pagina.

Bite Hard è una ventata di freschezza in un panorama letterario, soprattutto vampirico, che ha trasformato una delle creature più affascinanti del mondo paranormale, nella brutta imitazione di un cucciolo di beagle.

Bite Hard è divertente, piacevole, scritto bene e, a modo suo, decisamente appassionante. Non rientrerà nei capolavori conservati nelle migliori biblioteche, ma non può mancare nella collezione di giovani dalla mentalità aperta, pronti ad abbattere qualsiasi dogma in nome dell’intrattenimento intelligente e dissacrante.

In poche parole

Un universo talmente folle da essere terribilmente reale.

Poschina

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