Lacrime di Cera – Liliana Marchesi

Più che lacrime di cera, parlerei di lacrime di sangue. Quelle che ho versato da un terzo del libro in poi. In pratica dal momento in cui sono passata al “poco approfondito ma interessante” a “ma che cazzo!!!!”.
Di seguito il complicato processo mentale che ho seguito durante la lettura di questo fantasy/romance/distopico.

The beautiful bride against a window indoorsLa Trama: In un mondo distrutto dalla guerra tra le classi sociali, un nuovo Impero regna Sovrano, servito da automi dalla pelle rivestita di cera, ma dall’aspetto incredibilmente umano. Un Impero costruito grazie alle capacità di una società progredita, ma al tempo stesso regolamentato dalle usanze e dai costumi del lontano Ottocento.
Protetta dalle fredde mura di un palazzo inespugnabile, in Russia, Camille vive la sua vita fra balli e ricevimenti, ignara di essere prigioniera di un’utopia. Contro il proprio volere, Camille verrà promessa al futuro Imperatore. Un uomo meschino, violento e incapace di amare.
Mossa dalla disperazione, e in cerca di una via di fuga, Camille scoprirà l’esistenza di un sotterraneo segreto. Dove troverà Lui, sua unica possibilità di fuga… e di salvezza.
Solo l’Amore può ridare vita ad un cuore straziato dall’odio, e speranza ad un mondo ormai in lacrime.
Prima che sia troppo tardi!

Ed ora la parola alla giurata

Occhio che contiene spoilers !!!

Avrei voluto che ieri sul treno delle 18.32 in partenza da Cadorna ci fosse stato qualcuno di voi, giusto per godersi l’ espressione sconcertata misto incazzata che si è lentamente e progressivamente dipinta sul mio volto quando ho capito che non c’era speranza e che tutto il buono scritto nelle prime pagine sarebbe stato vanificato con un finale degno della pagina di diario di un’adolescente infoiata. Ma andiamo con ordine.

L’idea mi piaceva un sacco. La copertina era strafiga. Le recensioni ottime.
Mi approccio dunque a questo romanzo lasciando a casa l’insulso pregiudizio secondo il quale “Gli stranieri Lo Fanno Meglio” e comincio a leggere.

Lo stile di scrittura, decisamente adolescenziale, all’inizio non mi ha infastidita più di tanto. Ho letto storie scritte in modo infantile ma talmente coinvolgenti ed appassionanti da farmi sorvolare sull’assenza di particolari doti nell’uso della lingua scritta, e speravo fosse questo il caso.

Conosciamo Camille mentre è intenta a combattere suo padre, il quale vuole a tutti i costi farle sposare l’insopportabile figlio del Sovrano Supremo. Sappiamo che la giovane donna ha diciannove anni ed è particolarmente bella. Tutto ciò non mi disturba affatto. Come a tutti, mi piace la gente bella. Camille è anche una ragazza di carattere, ha perso la madre quando aveva nove anni (è misteriosamente scomparsa), con suo padre ha un rapporto burrascoso, non ha amici a palazzo e odia con tutto il cuore il suo futuro sposo, il quale è bellissimo ma arrogante, presuntuoso, antipaticissimo e anche abbastanza perverso.

La descrizione dell’ambiente in cui la nostra eroina vive è abbastanza accurata. Sappiamo che è un enorme palazzo popolato da esseri umani e automi rivestiti di cera. Non esiste un “fuori”, l’intera vita si svolge all’interno di questa costruzione. Tutto è strutturato al fine di riproporre un ottocento postmoderno con tanto di crinoline e valzer. E anche fin qui tutto bene.

Tutto bene anche quando scopriamo che c’è una crepa nella perfezione tanto sbandierata. Pare infatti che a palazzo ci sia un automa che riesce a ragionare da solo, si ribella all’autorità, viene costantemente riprogrammato senza che questo gli impedisca di continuare ad essere senziente. Tutto bene anche quando scopriamo che sotto il palazzo si celano sotterranei nei quali vengono tenuti dei prigionieri. Persistiamo nell’avere viva l’attenzione anche quando finalmente conosciamo l’automa senziente, le sembianze sono quelle di un ragazzo poco più grande di Camille (facciamo 25 anni?), che non parla ma ragiona, pensa e prova sentimenti. Noi lo sappiamo ma Camille no.

Fin qui tutto bene.

Poi…

Lui la salva. Cioè lei si trova, guarda caso, proprio davanti alla sua cella quando il promesso sposo prova a scoparsela. E vi faccio notare che in tutta la scena di “quasi stupro” non c’è un minimo di Pathos. Io leggo e SO con assoluta certezza che a Camille non succederà niente. E infatti un braccio esce dalle sbarre e quasi soffoca il futuro imperatore, permettendo a Camille di fuggire.
La faccio breve.
Lei scopre che nelle segrete, oltre al misterioso salvatore, si cela anche la tanto adorata mamma che credeva scomparsa e allora corre in cerca della donna, ovviamente viene seguita dalle guardie, finisce nella cella dell’automa, c’è anche una scena di pseudolotta, e alla fine della fiera la promessa sposa scappa con l’automa.

Da qui in poi può solo peggiorare.

Fuggono, si nascondono, si innamorano, vengono catturati dai ribelli, lei scopre che il capo dei ribelli è l’ultracentenario ex amante della bisnonna; tra i ribelli c’e la “Queen Bitch” e noi lo capiamo prima ancora che compaia sulla scena. Infatti quando compare la prima cosa che fa è cercare di scoparsi l’automa che ora sappiamo essere un essere umano che tutti chiamano “Lui” per un’incomprensione e già da questo è facile capire il livello di intelligenza medio dei ribelli, tutta la manfrina solo per farci sapere che Lui prima era un grandissimo scopatore e che era insensibile, freddo e distaccato perchè, strano a dirsi, ha un passato di merda.

Però, ora che è stato per ben mezza giornata con Camille, è un uomo nuovo. E qui ci starebbe bene una bestemmia ma se la scrivo mi scomunicano e non sia mai…..
Fatto sta che decidono, dopo una serie di allucinanti espedienti atti solo a farci capire quanto la nuova coppia sia fottutamente stucchevole, di entrare a palazzo e uccidere la medusa che permette di fabbricare il siero che rende immortali/insensibili al freddo e al caldo/superuomini/automi; e sì, avete capito bene, una MEDUSA*.

Indovinate chi viene scelto per compiere la vendetta? Bravi !!!! Camille e Lui, che scopriremo chiamarsi Chris. Mentre sono nascosti in una cassa che li porta al castello, scopano. Sì, per lei è la prima volta, ma capiamola….. probabilmente non sopravviverà alla giornata e giustamente si prende quello che ha sottomano. Dovrebbe essere una scena romantica/erotica. Non lo è. Giusto per chiarire.
Cmq. arrivano al castello ed ovviamente lottano, ovviamente entrambi rischiano di morire, ovviamente non muoiono, ovviamente i genitori di lei stanno benissimo e tutto finisce senza perdite per i nostri.

Ma ora La Perla.

Lei si sveglia dopo non so quanti giorni e si trova in una stanza con Chris mezzo nudo appena uscito dalla doccia/bagno.
Capisco gli ormoni. Capisco la “quota sesso” che deve esserci in un libro. Capisco tutto perchè io sono di mentalità aperta. Ma non che tu che sei appena resuscitata per la decima volta in due gg. da uno stato di premorte, dopo aver scoperto che hai vissuto nella menzogna per una vita intera, che il mondo che conoscevi in effetti NON è mai esistito,  abbia come unico pensiero quello di “ripopolare la terra” con l’uomo che ami.

NO !!!!

Non si può sentire. In questo caso NON si può leggere.

Che poi ami…. parliamone…. lo conosci da due gg. è il primo che vedi mi sembra ovvio che tu te ne sia innamorata. E’ la “Sindrome di Giulietta” di Poirottiana memoria [Alla domanda “Come mai Giulietta si è innamorata di Romeo?”, Poirot risponde che probabilmente è dovuto al fatto che fosse l’unico uomo che avesse mai incontrato. Ho mai detto quanto venero Poirot?]

Ma stucchevolezza a parte, adolescenza estrema a parte, inutilità a parte, la cosa più fastidiosa e irritante di tutto è che non c’è un solo momento in tutto il libro nel quale venga anche solo il dubbio che qualcosa possa andare storto. Non c’è pathos. Manca completamente il coinvolgimento emotivo. Dall’inizio alla fine, nonostante ne succedano di tutti  i colori, non c’è stato un momento in cui mi sia sentita preoccupata per Camille o per Chris e questo è terribile. Perchè se manca una scrittura colta e particolareggiata, manca un adeguato approfondimento psicologico, manca una maniacale descrizione dell’ambiente, almeno che ci sia quel fottuto coinvolgimento emotivo che ti fa stare incollata alla pagina per sapere cosa succede dopo, oppure che almeno ci siano delle scene romantiche che ti lascino per i due gg. seguenti in stato confusionale a chiederti perchè non hai mai incontrato uomini così, e se manca tutto questo che ci sia almeno una scena di sesso decente che ti obblighi a trattenerti dal saltare addosso al tuo vicino di treno quindicenne cesso.

Sono rimasta molto delusa.
E lo dico mesta mesta, abbassando le orecchie e con la coda tra le gambe.
Ci ho sofferto perchè ci credevo. Credevo in Camille e nell’automa prima che diventassero la pubblicità del mielismo sfrenato. Prima che lo zucchero grondasse dal mio kindle appiccicando tutto.

Non consiglio questo libro. Probabilmente nemmeno a quindici anni lo avrei trovato così straordinario, bellissimo e imperdibile come la maggior parte della gente in rete lo descrive. Per carità non è illeggibile. Però se l’unica cosa che ti interessa è un lieto fine scontato sin dall’inizio senza che in mezzo ci sia l’ombra di una palpitazione, allora leggiti un Harmony…. anzi no; lì qualche palpitazione si riesce a trovare, quantomeno nella descrizione di ville, yacht, vestiti.

In poche parole

“Verseremo lacrime e sangue”

Poschina

* non mi interessa se la medusa in questione esiste nella realtà e bla..bla…bla…. ripeto: UNA MEDUSA????

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One thought on “Lacrime di Cera – Liliana Marchesi

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